Anche se qualcuno ci si difende benissimo, apparentemente, credendo che si possano gestire quei sentimenti cosi profondi, radicati …illuso. Siamo negli anni ’90, precisamente nel 1995, e un tale, Pino Daniele, pubblica un album di grande successo, “non calpestare i fiori nel deserto”. All’interno di quell’album, che ho riscoperto qualche mese fa nella mia collezione, v’è un brano, meraviglioso, una carezza direi: Resta cu’mme. Titolo questo che non può che segnare un successo, nasce di nuovo a Napoli, nel cuore palpitante della musica, dico di nuovo perchè 38 anni prima un’altra melodia, un altro testo portano lo stesso titolo e pare si tratti di una delle più belle canzoni che Domenico Modugno abbia scritto. Cambiano i tempi ma non cambiano le emozioni. Modugno venne censurato; oso’ troppo con la frase “ Nu’ me ‘mporta dô passato, nu’ me ‘mporta ‘e chi t’ha avuto “ che fa riferimento alla verginità perduta e viene prontamente sostituito con “ Nu’ me ‘mporta si ‘o passato, sulo lagreme m’ha dato “ Ma la canzone, attraversa 50 anni, e rimane immutata finchè non ne prende possesso Mina, nel 2001, che la ripurifica, ma questa è un’altra storia. Tornando al pop blues di Pino Daniele, che mescola il testo un po’ italiano ed un po’ inglese, racconta l’incontro tra un ragazzo napoletano ed una ragazza straniera di passaggio, che però sta andando via, a cui lui chiede di non partire anche se, in verità, per lui già è rimasta nel suo cuore. Amo ascoltare e cantare questo brano e mi commuovo ogni volta alla frase:” ci vuio talento per chiamarlo amore”. Lo dico sempre, ci vuole talento per tutto, non tutti siamo nati per vivere, per amare, per rubare o chissà che altro…c i sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l’aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole. E poi, una gran quantità di talento viene sprecata nel mondo per mancanza di un po’ di coraggio. Ma si sa, anche il coraggio non è cosa per tutti. Vi invito all’ascolto dei due brani, completamente diversi ma assolutamente emozionali.
Anche se qualcuno ci si difende benissimo, apparentemente, credendo che si possano gestire quei sentimenti cosi profondi, radicati …illuso. Siamo negli anni ’90, precisamente nel 1995, e un tale, Pino Daniele, pubblica un album di grande successo, “non calpestare i fiori nel deserto”. All’interno di quell’album, che ho riscoperto qualche mese fa nella mia collezione, v’è un brano, meraviglioso, una carezza direi: Resta cu’mme. Titolo questo che non può che segnare un successo, nasce di nuovo a Napoli, nel cuore palpitante della musica, dico di nuovo perchè 38 anni prima un’altra melodia, un altro testo portano lo stesso titolo e pare si tratti di una delle più belle canzoni che Domenico Modugno abbia scritto. Cambiano i tempi ma non cambiano le emozioni. Modugno venne censurato; oso’ troppo con la frase “ Nu’ me ‘mporta dô passato, nu’ me ‘mporta ‘e chi t’ha avuto “ che fa riferimento alla verginità perduta e viene prontamente sostituito con “ Nu’ me ‘mporta si ‘o passato, sulo lagreme m’ha dato “ Ma la canzone, attraversa 50 anni, e rimane immutata finchè non ne prende possesso Mina, nel 2001, che la ripurifica, ma questa è un’altra storia. Tornando al pop blues di Pino Daniele, che mescola il testo un po’ italiano ed un po’ inglese, racconta l’incontro tra un ragazzo napoletano ed una ragazza straniera di passaggio, che però sta andando via, a cui lui chiede di non partire anche se, in verità, per lui già è rimasta nel suo cuore. Amo ascoltare e cantare questo brano e mi commuovo ogni volta alla frase:” ci vuio talento per chiamarlo amore”. Lo dico sempre, ci vuole talento per tutto, non tutti siamo nati per vivere, per amare, per rubare o chissà che altro…c i sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l’aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole. E poi, una gran quantità di talento viene sprecata nel mondo per mancanza di un po’ di coraggio. Ma si sa, anche il coraggio non è cosa per tutti. Vi invito all’ascolto dei due brani, completamente diversi ma assolutamente emozionali.




























