risultato delle nostre scelte e della nostra storia».
scrivere, nel 1928 fu costretta a lasciare il lavoro. La giovane si innamorò di un funzionario di Reale Mutua, che decise di sposare. I vertici della compagnia non ostacolarono la loro unione, ma dovettero rispettare la clausola di licenziamento per “causa di matrimonio” presente nel contratto di assunzione, in linea con quanto stabilito dalle leggi allora in vigore. Fu così che Egle Bertone lasciò il lavoro di dattilografa dopo soli ventiquattro mesi dal suo ingresso in Reale Mutua. Quella di Egle Bertone è la storia di tante donne del secolo scorso. Una storia che la compagnia ha deciso di raccontare non solo attraverso lo spettacolo di Alice Basso, ma anche e soprattutto nel percorso di visita. Non è un caso che le vicende della prima donna assunta dalla compagnia siano protagoniste della sala dedicata agli impiegati di Reale Mutua. Uno spazio nato per celebrare il lavoro di migliaia di uomini e donne che, a partire dal 1828, insieme hanno costruito il successo della compagnia.































