CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 809

Tra libri e vecchi muri di una libreria ho incontrato Mario Rigoni Stern

 

Cosa c’è di meglio del frequentare una storica libreria in un tardo e afoso pomeriggio d’estate? Perdersi fra gli scaffali di legno gonfi di libri, assaporare la moltitudine di storie pronte ad uscire da quelle pagine, sostare al fresco di quegli antichi muri è un piacere e ancor di più lo è se si fanno incontri importanti e inaspettati. Nel caso di specie con una copia del libro e del  film, ancora in formato Vhs, “ Ritratti. Mario Rigoni Stern”. Girato nel 1999 da Carlo Mazzacurati, il regista morto prematuramente a 57 anni nel 2014, questo stupendo documentario di 55 minuti si svolge nell’arco di tre giornate, durante le quali il grande “vecchio” della letteratura montana narra a Marco Paolini, l’attore celebre per le sue “orazioni civili” in teatro, la sua vita. La prima giornata, dopo una breve introduzione che ci racconta la formazione sentimentale di un bambino cresciuto tra le montagne, è totalmente dedicata al racconto della giovinezza, tra il ’38 e il ’45, come soldato nella seconda guerra mondiale. La seconda giornata è dedicata al tempo del ritorno e al difficile reinserimento nella vita normale. Si parla anche dell’altopiano di Asiago come luogo emblematico del quale  Rigoni Stern è stato voce e coscienza. Nella terza giornata, rispondendo alle domande di Paolini, Mario Rigoni Stern riflette sul presente reale di vent’anni fa, parlando di natura, memoria,  responsabilità,del senso del limite. Ad un certo punto Mario risponde così ad una domanda di Paolini: “.. io considero che si dovrebbero fare le cose bene, perché non c’è maggiore soddisfazione di un lavoro ben fatto…Io coltivo l’orto, e qualche volta, quando vedo le aiuole ben tirate con il letame ben sotto, con la terra ben spianata, provo soddisfazione uguale a quella che faccio quando ho finito un buon racconto. Una catasta di legno ben fatta, ben allineata, ben in squadra, che non cade, è bella; un lavoro manuale, quando non è ripetitivo, ricordo ‘Tempi moderni’ di Charlot, è sempre un lavoro che va bene, perché è anche creativo…e oggi dico sempre quando mi incontro con i ragazzi: voi magari aspirate ad avere un impiego in banca, ma ricordatevi che fare il contadino per bene è più intellettuale che non fare il cassiere di banca. Perché un contadino deve sapere di genetica, di meteorologia, di chimica, di astronomia persino. E allora tutti questi lavori che noi consideriamo magari lavori così, magari con un certo disprezzo, sono lavori invece intellettuali”.

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Un ritratto straordinario, una lezione di umanità che racchiude la storia di un incontro tra due uomini di età diverse sui valori, gli eventi, il senso della vita. Nel finale della conversazione con Paolini lo scrittore, con quei suoi occhi pieni di malinconia ma capaci di sprigionare l’urlo di una forza primordiale che ti cattura e ti toglie il fiato, dice: “Io domando tante volte alla gente: avete mai assistito ad un’alba sulle montagne? Salire la montagna quando è ancora buio e aspettare il sorgere del sole. E’ uno spettacolo che nessun altro mezzo creato dall’uomo vi può dare. A un certo momento, prima che il sole esca dall’orizzonte, c’è un fremito. Non è l’aria che si è mossa, è un qualche cosa che fa fremere l’erba, che fa fremere le fronde se ci sono alberi intorno, ed è un brivido che percorre anche la tua pelle. E per conto mio è proprio il brivido della creazione che il sole ci porta ogni mattina”. Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago dieci anni fa, il 16 giugno del 2008. Aveva ottantasei anni. Così disse a Paolo Rumiz quando andò a trovarlo l’ultima volta nella sua casa al limitare del bosco, sull’altopiano dei Sette Comuni: “Son tornato vivo da una guerra. Ho avuto una buona moglie e bravi figli. Ho scritto libri. Ho fatto legna. Me basta e vanza. Desso posso morir in pase”. Ho avuto il piacere di conoscerlo e di essergli amico. Gli scrivevo e lui rispondeva con lettere vergate a mano o  sul retro di cartoline, riempiendo ogni spazio disponibile. Grazie ai suoi libri non ci siamo mai davvero lasciati o persi di vista ma incontrarci ancora tra i vecchi volumi di una libreria in quest’estate torinese mi ha fatto un grande piacere.

Marco Travaglini

Apolide Festival, come un’oasi

Apolide Festival è un’evasione dalla frenesia della quotidianità, una piccola oasi di verde nella splendida Area Naturalistica Pianezze di Vialfrè, a meno di 30 minuti da Torino, cornice ideale per vivere un’esperienza unica ricca di musica, concerti, djset, spettacoli, performance, workshop, incontri, sport, relax e area market. Da giovedì 19 a domenica 22 luglio sul palco I Ministri, Alice Mertone, Témé Tan, Bruno Bellissimo, Andrea Poggio, Popilous, Joan Thiele e molti altre star internazionali. Per le famigli e i bambini giochi, attività, servizi e camping dedicati.

Serata regale in visita ai musei

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Sabato 21 luglio l’apertura straordinaria serale dei Musei Reali di Torino dalle ore 19,30 alle 22,30 a tariffa speciale di  3 euro

Il biglietto comprende l’ingresso a Palazzo Reale, all’Armeria e alla Galleria Sabauda, compresa la mostra recentemente inaugurata presso le Sale Palatine Il silenzio sulla tela. Natura morta spagnola da Sánchez Cotán a Goya. Alle ore 20,30 e 21,30 Sofia Villano, curatore delle collezioni della Galleria Sabauda, guiderà il pubblico lungo il percorso di visita. In occasione dell’apertura serale sarà visitabile la Collezione Gualino, ospitata al terzo piano della Galleria Sabauda. Alle 21 la direttrice della Galleria Sabauda Annamaria Bava accompagnerà i visitatori alla scoperta della collezione, con l’approfondimento sui restauri di alcune opere a cura di Alessandra Curti, restauratrice dei Musei Reali.La stessa sera, nell’ambito di Cinema a Palazzo Reale, verrà proiettato il film Senso di Luchino Visconti, con Alida Valli, Farley Granger, Massimo Girotti, Rina Morelli, che fu prodotto dalla Lux Vide, la società di Riccardo Gualino, il quale oltre che collezionista, fu anche produttore e distributore cinematografico. Ultimo ingresso ai Musei Reali: ore 21,30, per le visite non è necessaria prenotazione.L’apertura serale si svolge nell’ambito del calendario speciale Reale + Rendez-Vous, dodici occasioni speciali per festeggiare l’estate nella cornice unica dei Musei Reali

 

Ecco il calendario delle prossime aperture straordinarie:

Domenica 12 agosto (9-13; 15-19)

Apertura straordinaria della Biblioteca Reale per il ponte di Ferragosto.

 

Martedì 14 agosto (20–23)

Apertura serale straordinaria dei Musei Reali per il ponte di Ferragosto.

 

Mercoledì 15 agosto (21-24)

Apertura serale straordinaria dei Musei Reali per Ferragosto.

 

Domenica 9 settembre (9-13; 15-19)

Apertura straordinaria della mostra La Cucina di Buon Gusto in Biblioteca Reale.

 

Venerdì 21 settembre (20-23)

Apertura serale straordinaria dei Musei Reali per il Salone del Gusto/Terra Madre.

 

La biglietteria chiude un’ora prima.

Trovi tutte le informazioni su www.museireali.beniculturali.it.

De Gregori al GruVillage 105 Music Festival

Anche Francesco De Gregori approda al GruVillage 105 Music Festival e lo fa in una bella serata di metà luglio col cielo limpido e un bello spicchio di luna nuova, quasi un taglio secco di lama nel buio della notte, posizionata dritta dritta proprio di fronte al palco

Sul palco di Grugliasco, addobbato in maniera semplice e minimalista, il cantautore romano ha presentato una bella selezione del suo repertorio accompagnato come sempre da un pubblico molto numeroso. Con lui il ritmo cadenzato del contrabbasso di Guido Guglielminetti e della chitarra di Paolo Giovenchi, oltre all’acustica di Alessandro Valle e della sua pedal steel guitar e le calde sonorità del pianoforte di Carlo Gaudiello, una formazione ampiamente collaudata che già in autunno aveva solcato i palchi di mezza Europa e degli Stati Uniti in un tour internazionale di grande successo. In scaletta ampio spazio ai suoi grandi classici, da Generale a Titanic passando per la Donna Cannone e Raggio di Sole fino a Buonanotte Fiorellino, successi talvolta musicalmente un po’ “rivisitati”, ma anche piccoli gioielli nascosti, magari meno famosi, canzoni che lui ama definire “mai passate alla radio”, oltre a qualche brano di autori internazionali come Bob Dylan. Una serata di intense sonorità acustiche e di grande musica, con l’omaggio al grande amico Lucio con la sua 4 marzo 1943, terminata con la classicissima e amatissima Rimmel… tante emozioni per il suo sempre caloroso pubblico che, tornando anche un po’ indietro nello tempo, ha sicuramente apprezzato con passione.

 

Claudio Benedetto www.fotoegrafico.net

Dialogo Sensibile

Sabato 21 luglio 2018, alle 17.30, verrà  inaugurata la mostra “Dialogo Sensibile” presso la Casa degli Archi “Martino Poletti” a Bureglio di Vignone (Vb). Due gli artisti a confronto:Mauro Ramoni e Rocco Zappalà.L’esposizione si sviluppa su tre piani dell’antica struttura ed è composta da cinquanta opere nelle quali si colgono, come le descrive il critico Mauro Chiodoni “alcune affinità declinate con la differente personalità e concezione dell’arte. In comune troviamo un essere essenziali, concisi per esprimere una poetica strutturale autentica mai illustrativa”. Un’arte che comunica serenità nelle opere di Ramoni, dove si riconosce un senso della misura che diventa una inconfondibile cifra stilistica.Rocco Zappalà, viceversa ha come riferimento l’essenzialità e la sperimentazione.Un’essenzialità che si basa,secondo Chiodoni, sui colori rosso, bianco e soprattutto nero e uno spiccato “senso della composizione che muove su ripartizioni ritmiche orizzontali e verticali”. La mostra sarà visitabile sino al 5 agosto a ingresso libero, dalle 16 alle 19 ( da giovedì a sabato) e anche dalle 10 alle 12 del mattino la domenica. La sede dell’esposizione è raggiungibile a piedi attraverso il caratteristico borgo nell’entroterra collinale verbanese partendo dalla biblioteca di Vignone o in macchina seguendo la statale per Premeno e posteggiando appena dopo il ristorante con piscina “La Curva”.
Marco Travaglini

“Convivium”. Le opere di Carla Bonecchi

Da sabato 21 luglio a domenica 5 agosto la Sala Archi del Centro Ricreativo “Tiziano Falda” di Cesara (Vb) ospiterà le opere della scultrice Carla Bonecchi.La mostra s’intitola “Convivium.Le vite degli altri e altri percorsi” e propone un percorso emozionale sui temi cari all’artista che da sempre è impegnata sulle questioni sociali, i beni comuni, l’abbattimento di confini e discriminazioni. Già nel titolo è intuibile il progetto. Convivio equivale a banchetto, riunione, insieme di persone ; in un convivio c’è una comunità che vive un momento di contatto profondo. Dove c’è convivio, ricorda l’artista “ci sono persone adunate per intenti comuni e alti”. Carla Bonecchi, diplomata in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e docente di discipline plastiche e scultoree presso il Liceo artistico statale di Omegna,  ha coordinato e curato molti progetti sul artistici, esponendo le sue opere in spazi pubblici e privati, in mostre collettive e personali. Qualche tempo fa aveva offerto con la sua installazione “Primo approdo” una straordinaria testimonianza sui migranti che approdano sulle coste del Mediterraneo, fuggendo da guerre, violenze e povertà, in cerca della speranza di una vita migliore. Se in quel caso si trattava di una denuncia nei confronti di chi chiude le porte a questi profughi facendo leva sulle nostre paure, in “Convivium” Carla Bonecchi riassume il suo pensiero sulle vite degli altri, il mediterraneo – comeluogo di passaggi  e incontri, simbolo della speranza – e l’Europa come unione dei popoli nella diversità, dotata di un’anima solidale e aperta. Il percorso artistico delle opere della scultrice , scandito dalle  scritte a Led, termina affacciandosi su un banchetto “povero” , ma “necessario”, costituito da solo pane. Un messaggio esplicito e netto che deriva dal latino “cum panis”,parola che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane e condividono anche l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze. Per dirla con le parole di Carla Bonecchi  “solo se la tavola non è chiusa, ma aperta a chi bussa, allo straniero, al pellegrino, al povero, è una tavola veramente umana”. Così “rapportarsi al cibo anche povero costituisce una scuola di sapienza del vivere, una palestra in cui imparare le nozioni fondamentali della convivenza civile; banchettare è un gesto sociale, il segno della comunità nel suo ritrovarsi, fare memoria, fare festa; nutrirsi ha valore simbolico e sacro, è un insieme naturale e culturale”. La tavola diventa luogo di comunicazione e scambio in cui si esprime fiducia reciproca,creando il “convivio”. La mostra a ingresso libero sarà aperta il sabato e i festivi dalle 18 alle 19,30. Da martedì a venerdì, con gli stessi orari, solo su appuntamento (cell. 335 6647843).

Marco Travaglini

Quanto vale una fotografia?

 
Nella fotografia c’è una realtà così sottile che diventa più reale della realtà. Osservavo, su facebook, una fotografia bellissima, che colpisce, e mi ha riportato alla memoria una canzone che ho sempre molto apprezzato, di Tiziano Ferro. Si proprio sua. Ti scatterò una foto. Siamo nel gennaio del 2007.Qui si racconta di cosa si prova quando la propria metà se ne va per sempre. Il ricordo all’inizio è vivido e entra nella vita di tutti i giorni come se la persona andata fosse ancora presente. Una fotografia è allora il tentativo di fissare una volta per tutte questo amore, di non volerlo lasciare andare. Descrive la volontà di non voler essere dimenticati, ma anche – e soprattutto forse – di non dimenticare: Siamo figli di mondi diversi una sola memoria/Che cancella e disegna distratta la stessa storia. Una canzone struggente, una dichiarazione d’amore là dove l’amore, inteso come vita a due, si sta sgretolando e rimane solo quel calore, quel torpore dato dall’allontanamento, dal sapersi ora soli e senza più una risposta. Una canzone intensa, che se ascoltata nei momenti giusti rischia di farci precipitare in un baratro infinito, di tristezza naturalmente. Io amo le fotografie, per quel che mi riguarda fissano momenti che, diversamente andrebbero persi. Ne ho una miriade, non intendo cancellarne nemmeno una. Mi ricordano quando ero felice, o meno felice…mi danno ossigeno, mi catapultano in una realtà passata, il piu’ delle volte, alla quale vorrei rimanere legata in un certo modo.
Allo stesso modo, reggo poco il senso dell’abbandono. Da qui il mio legame a questo brano (come a tanti altri) che ascolto sempre volentieri anche per la sua intimità.Se avete voglia…riesumatelo…ma se siete in down non fatelo oggi! Vi prego. Abbiate cura dei vostri ricordi perché non potrete viverli di nuovo.
Chiara De Carlo
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Chiara vi segnala i prossimi eventi… mancare sarebbe un sacrilegio! 
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Sabato 21 luglio 2018 ore 19.00 Coazze
V Club
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Venerdi 27 luglio 2018 ore 22.00
jam session GV Pane & caffè

Chitarra Classica con Six Ways Festival

4 concerti, ad ingresso gratuito, da lunedì 16 a giovedì 19 luglio, presso San Pietro in Vincoli Zona Teatro


Torna a Torino una delle più affermate rassegne di chitarra classica e contemporanea nel panorama regionale e nazionale, che unisce la qualità creativa ed esecutiva dei grandi artisti della chitarra con i luoghi storici ed evocativi del Piemonte, creando una sinergia virtuosa tra le diverse espressioni della chitarra classica e la valorizzazione del potenziale locale dei nostri territori.

 

Torino, San Pietro in Vincoli Zona Teatro

Lunedì 16 luglio, ore 21.15

FFFortissimo Guitar Quartet, composto da Laura La Vecchia, Daniele Ligios, Paolo Bianchi, Cristiano Arata, giovanissimi artisti uscenti dal Conservatorio Verdi di Torino. Il FFFortissimo Guitar Quartet nasce come progetto di musica contemporanea con il proposito della contaminazione di stili. Il repertorio preferito e ricercato è quello originale per quartetto di chitarre, in gran parte legato alla musica tradizionale di altre culture come quella africana, orientale, e sud americana. Da anni il quartetto svolge attività concertistica che lo ha portato a esibirsi in palchi importanti come il Pala Alpitour durante la rassegna Flashback, i giardini Sambuy nella rassegna Giardino Forbito, e il Museo d’arte orientale. Il concerto è organizzato in collaborazione con l’associazione Guitare Actuelle.

 

Torino, San Pietro in Vincoli Zona Teatro

Martedì 17 luglio, ore 21.15

Giorgo Mirto- Raymond Burley

Il giorno dopo sarà la stella del Festival di quest’anno ad esibirsi con Giorgio Mirto: è il chitarrista Raymond Burley, uno dei più importanti chitarristi inglesi, con importanti esperienze sia come interprete solista, sia come concertista per orchestre, colonne sonore, radio e televisione. Come solista ha suonato nei principali festival in Europa, Usa, Sud America, Canada e Asia. Burley ha suonato numerose volte presso la London’s Wigmore Hall, la South Bank Centre’s Purcell Room e la Birmingham’s Symphony Hall, suonando con le più importanti orchestre del Regno Unito comprese la BBC Symphony Orchestra, la Philharmonia, la English Chamber Orchestra e la Royal Philharmonic Orchestra. Ha eseguito le prime esecuzioni di grandi compositori contemporanei come Stephen Dodgson, Bernard Stevens, Reginald Smith Brindle, John Duarte, Raymond Head, Edmundo Vasquez, Richard Stoker, James Patten, Gilbert Biberian, Dudley Moore, Bryan Kelly, Elis Pehkonen, Christopher Wright, Timothy Bowers, Tom Eastwood, Colette Mourey, Mark Houghton, Jerome de Bromhead e John Scott. Ha all’attivo numerose registrazioni e collaborazioni con svariati artisti, dal chitarrista jazz John Etheridge, ai flautisti Chris Britton e Jennifer Stinton, dal mezzo-soprano Jacqueline Fox ai violinisti Michael Bochmann e Emanuel Salvador, dal Bochmann String Quartet al percussionista Keith Fairbairn. Lo accompagna Giorgio Mirto (chitarra) compositore ed esecutore torinese, nonché direttore artistica dello stesso Festival.

 

Torino, San Pietro in Vincoli Zona Teatro

Mercoledì 18 luglio, ore 21.15

Cristiano Poli Cappelli

Il chitarrista romano si è diplomato in chitarra presso il conservatorio di Pescara con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Letizia Guerra. Si è esibito in festival musicali in tutta Italie e all’estero producendo numerosi dischi con l’etichetta Brilliant Classic (Tansman, Castelnuovo-Tedesco, Carlevaro).

 

Torino, San Pietro in Vincoli Zona Teatro

Giovedì 19 luglio, ore 21.15

Pietro Locatto.

Ha compiuto i suoi studi sotto la guida del M° Stefano Grondona presso il conservatorio di Vicenza, dove si è diplomato con il massimo dei voti e la lode nel 2008. Sotto la guida del M° Frederic Zigante, ha conseguito il diploma di II livello a indirizzo didattico presso il Conservatorio di Torino ottenendo il massimo dei voti e il diploma di II livello a indirizzo concertistico presso il Conservatorio di Alessandria con il massimo dei voti e la lode. Dal 2012 volge attività didattica come M° assistente presso il Conservatorio di Alessandria. Dal 2013 è componente dell’ensemble di chitarre ‘Supernova’ diretto da Arturo Tallini.

 

Tutto il programma su www.sixways.it

Agosto al Museo del Cinema

TUTTE LE DOMENICHE E FESTIVI | Mole Antonelliana ORE 11 –  GIOCHI E RACCONTI PRIMA DEI LUMIÈRE Visita guidata  per bambini e famiglie  Dal teatro d’ombre ai primi disegni animati in un racconto che si sviluppa attraverso la scoperta dei giochi ottici e degli spettacoli che hanno preceduto  la nascita del cinema. Durata: 1h Costo visita: € 5 a partecipante  + Ingresso ridotto Destinatari: famiglie e bambini a partire dai 4 anni. ORE 16  – ALLA SCOPERTA DEL MUSEO – Visita guidata  Per conoscere il Museo e le sue meraviglie, dal teatro d’ombre ai fratelli Lumière, fino ai grandi protagonisti della storia del cinema. Costo: € 6 a partecipante  + Ingresso ridotto Durata: 1h30′  Destinatari: per tutti Prenotazione consigliata: Online su www.ticketlandia.com a questo LINK   Info: 011 8138 564-5 – prenotazioni@museocinema.it

 

TUTTI I SABATI | Mole Antonelliana Ore 11Bebè al Museo – Giochi con la luce sul tappeto magico! – Visita guidata Visita animata per i più piccini: Un percorso di visita a misura di bebè alla scoperta della luce e delle ombre, dei giochi ottici e delle immagini in movimento, progettato per suscitare l’interesse, l’interazione attiva e la curiosità. Costo: € 5 + ingresso museo ridotto

Per genitori e bimbi dai 18 mesi ai 3 anni – durata 1 ora Prenotazione obbligatoria (minimo 8) Online su www.ticketlandia.com  a questo LINK   Info: 011 8138 564-5 – prenotazioni@museocinema.it Per i gruppi è possibile concordare altre date contattando: prenotazioni@museocinema.it

#Naticonlacultura

“Puccini” chiude l’Estate Reale

In piazzetta Reale. Grande successo per la manifestazione

Manon Lescaut, La Bohème, Tosca, Madama Butterfly. Le eroine di Giacomo Puccini, che il più delle volte hanno dovuto affrontare un destino tragico, saranno in scena per ballare sulle note delle arie più belle. Composta da venti ballerini, la coreografia è un tributo all’opera, alla musica classica, ma soprattutto all’illustre compositore. Come un’eco di questi brani che tutti conoscono, le opere sinfoniche illustrano la padronanza dell’orchestrazione eccezionale di Giacomo Puccini e le molteplici innovazioni armoniche.Lo spettacolo della prima étoile italiana dell’Opéra di Parigi, nonché direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, dal titolo “Puccini, è dedicato alle eroine tragiche che balleranno sulle note delle aree più belle del compositore.

 

 

Una coproduzione Italia-Francia

Daniele Cipriani Entertainment
Compagnie Julien Lestel

 

Con Eleonora Abbagnato e Giorgia Calenda, Giacomo Castellana, Claudio Cocino, Virginia Giovanetti, Federica Maine, Flavia Morgante, Michele Satriano, Alessio Rezza, Arianna Tiberi e la Compagnia Julien Lestel

 

ELEONORA ABBAGNATO

Danseuse Etoile, Ballet de l’Opéra de Paris

Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Foto Rolando Paolo Guerzoni