Gli appuntamenti della settimana all’Ospedale Sant’Anna per la rassegna“Vitamine Jazz” già arrivata al centocinquantaquattresimo concerto e alla sua terza stagione, organizzata per la “Fondazione Medicina a Misura di Donna” e curata da Raimondo Cesa
I concerti avranno inizio dalle ore 10.00 nella sala Terzo Paradiso in via Ventimiglia 3 aperta al pubblico, dedicata alle pazienti e ai loro cari.
Martedì 28 gennaio “Duo Guarino Cambursano”
Giorgio Guarino chitarra
Davide Cambursano contrabbasso
Il progetto nasce dalla volontà dei due musicisti di esplorare il più classico repertorio swing e bebop nella loro personale chiave di lettura.
Da Ellington a Miles Davis, da Hammerstein a Charlie Parker passando per Jobim ed i ritmi brasiliani: i brani più celebri ed immediatamente identificabili del grande songbook americano rivisti e reinterpretati per l’occasione.

Giovedì 30 gennaio “Duo Giulia Damico & Giangiacomo Rosso”
Giulia Damico voce
Giangiacomo Rosso chitarra
Giulia Damico
Nata a Torino nel 1989, da sempre attirata dal mondo dei suoni e della voce. Da ragazzina inizia i primi studi musicali e del canto presso insegnanti privati, successivamente si iscrive alle principali scuole di jazz della città per poi conseguire il diploma di laurea al conservatorio “G.Verdi” di Milano sotto la guida di Tiziana Ghiglioni, Attilio Zanchi, Giovanni Falzone, Antonio Zambrini.
Nel corso degli anni ha avuto modo di partecipare a master e seminari con Sheila Jordan, Jay Clayton, Enrico Pierannunzi, Diana Torto, Andy Sheppard e molti altri.
Giangiacomo Rosso
Inizia il suo percorso artistico musicale al Centro Jazz Torino sotto la guida di Matteo Negrin, Pietro Ballestrero e Pino Russo. Successivamente si appassiona alla musica di Django Reinhardt inziando così un percorso autodidatta alla ricerca delle sonorità del Jazz Gitano, apprezzando lo stile di interpreticontemporanei come Bireli Lagrene, Adrien Moignard, Rocky Gresset e Sebastien Giniaux. Seminari e Workshop: Bireli Lagrene, Angelo Debarre, Adrien Moignard, V VI e VII ediazione del Perinaldo Festival. Suona la chitarra Manouche nel quartetto Gipsy Jazz dei Blue Moustache con il quale ha partecipato alle ultime due edizioni del Torino Jazz Festival. Fa parte del progetto Electroswing “The Sweet Life Society” con cui si è esibito in molti festival europei: tra cui Glastombury, Boomtown Fair, Peninsula FelZiget, Jiva Zik. Nel 2014 ha suonato nei Jazz Festival di Torino, Sorrento, Ragusa e Roma. Insegna chitarra Gipsy Jazz (Manouche), Elettrica, Acustica, Ritmica alla Jazz School Torino

Questo è davvero un libro splendido e vi conduce nei meandri della vita dell’americana Dorothy Parker (1893 – 1967). Un’ icona del XX secolo, emblema di fascino, raffinatezza e snobismo intellettuale nella New York degli anni 20 e 30. Fu molte cose: giornalista di grido, scrittrice, poetessa, amica di artisti e del bel mondo dell’epoca. Gaia de Beaumont, più che una biografia, intesse “un romanzo liberamente ispirato alla sua vita” ….e che vita!Doroty nasce con l’altisonante cognome Rothschild e, anche se la sua famiglia non ha connessioni con l’omonima banca, conosce e frequenta tutti i posti alla moda. Dottie o Dot (diminutivi con cui è spesso chiamata) è ancora piccola quando la madre muore e lei pensa che la colpa sia sua perché “nascere ultimogenita da una madre 42enne non ha fatto che procurare alla persona che più amava un problema insolubile”. Il padre si risposa e Dottie entra in guerra con la matrigna, poi finisce in un collegio dove ne combina di tutti i colori. Ama follemente New York “soprattutto quando piove e l’asfalto è bagnato”ed è lì che erige la sua indipendenza. A 21 anni è assunta a Vogue come assistente editoriale: ma ha talento, è geniale ed ambiziosa; così da semplice autrice di didascalie fotografiche ben presto diventa firma di punta. Pubblicherà anche su altre riviste blasonate (come “Vanity Fair” e “Il New Yorker”) costruendosi una brillante carriera. Coltiva l’amicizia con scrittori della levatura di Hemingway, Fitzgerald, Dos Passos; mentre con Robert E. Sherwood fonda e diventa l’anima della cosiddetta Tavola Rotonda (nel mitico Hotel Algonquin), celebre anche come “circolo vizioso” dove si incontrano artisti, intellettuali e giornalisti che miscelano lavoro e divertimento. Dottie firma pezzi ferocemente acuti, in cui brillano autoironia, messa in ridicolo dei suoi fallimentari affari di cuore, ma anche la brillante presa in giro dei rapporti umani e del mondo dorato che frequenta. Minor successo ha nella gestione della vita privata: colleziona 2 aborti, 3 mariti e vari amanti bellissimi, vacui e decisamente più giovani di lei. E’ perennemente pervasa da un senso di angoscia che annega nell’alcol o cerca di annullare con ripetuti tentativi di suicidio. La parabola della sua vita è discendente: gli ultimi anni sono intrisi di povertà (risparmiava per lasciare i suoi beni a Martin Luther King), invecchia presto e male, finisce per allontanarsi da tutto e tutti, si rinchiude in un deprimente albergo per anziane signore, dove viene stroncata da un infarto a 73 anni. Le ceneri del titolo sono quello che resta di lei dopo la cremazione. Dispone che sull’urna venga scritto “Scusate le ceneri”… che nessuno reclamò per ben 21 anni.
Dorothy Parker “Dal diario di una signora di New York” -Astoria- euro14,00
Dorothy Parker “Eccoci qui” -Astoria- euro 15,00














