A seguito del DPCM del 24 ottobre che impone il blocco del pubblico spettacolo fino al 24 novembre 2020, Lingotto Musica comunica l’annullamento del doppio concerto inaugurale, originariamente previsto per sabato 7 e domenica 8 novembre, e la sua riprogrammazione nelle giornate di mercoledì 16 e giovedì 17 dicembre 2020.
Restano invariati la formulazione in doppio turno, il programma e gli interpreti, con Alexander Lonquich solista e direttore dell’Orchestra da Camera di Mantova nei 5 Concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven (per maggiori informazioni…).
I biglietti acquistati per i concerti del 7 e 8 novembre mantengono la loro validità anche per le nuove date. In caso di ulteriori proroghe delle attuali misure restrittive i concerti saranno nuovamente riprogrammati nel 2021.
Contestualmente si comunica che è in fase di definizione una nuova data anche per il concerto inaugurale della rassegna Lingotto Giovani, inizialmente in programma il 17 novembre con il chitarrista francese Thibaut Garcia.
La biglietteria fisica di Lingotto Musica sarà chiusa fino al 23 novembre, mentre resta attiva la vendita on line sul sito www.anyticket.it per tutti i concerti successivi al 24 novembre.

Cambia look la “Galleria Giappone” del MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino. E lo fa, mandando a riposo, per alcuni mesi e per ragioni di tutela e conservazione, i delicatissimi “kakemono” e gli “ukiyo-e” (stampe su carta periodicamente sostituite con altre opere delle collezioni) offrendo così ai visitatori la possibilità di ammirare esposizioni costantemente rinnovate.
Al primo gruppo appartengono un dittico di Kanō Chikanobu (1660-1728), che raffigura due samurai a cavallo, e un ramo di ciliegio fiorito di Kawamura Bunpō (1779-1821). Le due opere si ispirano all’antico detto “Tra i fiori, il ciliegio. Tra gli uomini il samurai” facente riferimento alla bellezza e alla caducità della vita terrena: così come il ciliegio fiorisce e sfiorisce in brevissimo tempo, la vita del guerriero può rivelarsi intensa ma fugace.
“Samurai, poeti e uomini d’ingegno”
Stephen King e il covid-19. Sembra che Mirko Vercelli abbia intercettato felicemente e con precisione quel filo rosso che lega il terrore narrativo dell’horror thriller alla realistica paura del coronavirus

A pronunciarle Andy Warhol, padre universalmente riconosciuto della Pop Art, che di fama ne ha invece macinata in quantità indescrivibile nei suoi cinquantotto anni di vita, continuando tutt’oggi, a poco più di trent’anni dalla scomparsa, ad esserne compagno fedele, al di là dei tempi, delle mode e in barba ai flussi implacabili dell’oblio. Secondo artista, pare, più comprato e venduto e quotato al mondo dopo Pablo Picasso, a Andy Warhol (Pittsburgh 1928 – New York, 1987, ultimogenito dei tre figli di modesti immigrati originari di Mikovà, paese dell’odierna Slovacchia), la “Palazzina di Caccia” di Stupinigi dedica, fino al 31 gennaio del 2021, la mostra evento “Andy Warhol é…Superpop”, promossa da “Next Exhibition” e “Ono Arte”, con il patrocinio della “Città Metropolitana Torino”.

