Una mostra, tre workshop e un recital sul tango
I nostri concittadini, turisti/migranti pre-natalizi nella nostra meravigliosa Liguria, saranno probabilmente interessati alla “Semana Dia del Tango” 2025 (manifestazione nell’ambito della seconda edizione di “Tierra y Mar”) che si svolgerà da sabato 6 all’11 dicembre nell’Imperiese. Dopo una vivacissima estate, si rientra nel vivo della profondità culturale e artistica rioplatense, con vari appuntamenti dedicati al Tango.
Da fruire saranno varie opere grafiche, immagini, testi delle canzoni di tango e narrazioni sceniche organizzate da Casa de Tango by Etno-tango, con il Patrocinio del Consolato Argentino di Milano.
Si inizia il 6-7-8 dicembre al Forum Ricca di Civezza, dalle 15.00 alle 18.00 (ingresso a offerta libera) con l’esposizione delle tavole “I TANGHI DI TANGO”, mostra iconografica di grandi immagini abbinate ai testi più famosi del tango cançion: da La Morocha a Amablemente, da Yira Yira a Caminito.
Sempre nella stessa sede, dalle 16.00 alle 17.30 il workshop “SOY YO” condotto da Monica Mantelli (ogni giorno un tema diverso). Si parlerà degli archetipi del tango attraverso le Letras e l’immaginario grafico di grandi disegnatori.
L’ultima mezz’ora vedrà ogni giorno un ospite speciale così organizzato:
Sabato 6 – Simonetta Giacosa, esperta di settore, spiegherà ai presenti la pratica metamorfica applicata al ballo del tango.
Domenica 7 – Ippolito Ostellino, esperto naturalista, proietterà i Case Histories più interessanti di tango in natura, dal titolo “A piedi nudi nel parco”.
Lunedì 8 – a Diego Pavia l’interpretazione con alcune ballerine del Tango di Roxanne (tratta dall’Asterione di Borges).
Infine, grande celebrazione Giovedì 11 dicembre alle ore 17.00 presso il prestigioso Grand Hotel des Anglais di Sanremo per un ultimo appuntamento con il Recital THREE LADIES FOR TANGO, con Tita Merello, Maria de Buenos Aires, Evita Peron. Il tutto sarà gestito da Monica Mantelli, esperta di cultura rioplatense e direttrice artistica della rassegna.
La celebrazione “DIA DEL TANGO” compie 48 anni nel 2025 per evidenziare l’importanza di questa danza nella cultura argentina; la data stessa fu scelta in omaggio alla nascita del cantante Carlos Gardel (1890) e del direttore d’orchestra Julio de Caro (1899).
Per info sui workshop, inviare messaggio whatsapp al 377/04.88.519; partecipazione libera con offerta consapevole (consigliati 10 euro a persona). Organizzazione a cura di Casa de Tango by Etno-tango, in collaborazione con il Comune di Civezza.
Ferruccio Capra Quarelli

Di natura ci parla anche Gianalberto Righetti – ingegnere e fotografo genovese, dagli anni Novanta espone le sue opere in varie gallerie d’arte contemporanea, opere “di razionalità e logica tipiche di un ingegnere. laddove Righetti “fotografa esponendo per le luci, ottenendo immagini sottoesposte e con colori saturi, grazie anche al frequente uso del filtro polarizzatore” -, sotto altra forma, attraverso la fotografia coniugata sotto sguardi diversi. Attraverso una “foglia” (2020), quasi rinsecchita nei suoi colori autunnali, imprigionata tra due robuste colonne, attraverso l’immagine lattiginosa di un angolo di deserto in Namibia, “Presenza invisibile 8” del 2023, attraverso il tronco contorto e spigoloso di un albero (“Frammenti ricomposti 6”), colto lo scorso anno nella campagna della ligure Bogliasco. Estetismi che non sono superflui esercizi di tecnica, quelli di Righetti, quelli che guardano e coniugano l’essenza e la concretezza allo stesso tempo dell’”albero”, che rimane il protagonista di questo spazio di galleria dedicato all’autore: davanti a ogni opera ci imbattiamo in un risultato profondo, nella trasformazione del “linguaggio visivo in un’esperienza naturalistica” (scrive Malinpensa nella sua presentazione), nel ritrovarci spinti a sentirci far parte, inglobati nel soggetto che abbiamo davanti a noi. Quella di Righetti è poi una natura non statica ma in movimento, parte di un ambiente che vive e che respira, Righetti vivendola dall’interno pare giocarci insieme: “Frammenti Ricomposti 4” nel suo incessante sfuggire verticale, come uno specchio deformato, ne è la prova, come i chiaroscuri, rubati alle Cinqueterre, di “Presenza invisibile 1” (un’opera del 2008), come quelle immagini che sembrano quasi soltanto impressioni e accenni, riprese dai panorami di States del nord americano, come tutto quanto emblematicamente diventa macchia, rossastra o verde, nelle tante ricercate tonalità, tra le campagne di Chaumont, soltanto pochi mesi fa. Opere che sono respiro, immersioni, lirismi, coloriture, “poesie visive”, ragnatela di accordi e di rapporti a mano a mano più stretti e compatti, dove la presenza umana è saggiamente bandita.
Graziano Rey – torinese, classe 1953, membro della “Soffitta macabra di Alessandri, dentro il mondo della pittura e della musica (sua la sigla di “Buona Domenica”, suo il premio “Rino Gaetano” 1991/92 come il premio Viareggio come cantautore: nonché opinionista per numerose puntate del “Maurizio Costanzo Show”) – poggia in maniera assai personale sulle proprie tele “un mondo di colori”, per estrema astrazione, di grande movimento e di forte impatto visivo, simpaticamente strambo e dinamico, variante e ritmato, grumi di colore che sono note posate in vario disordine su un frastagliato e scomposto rigo musicale; gioca in “frammenti di tela” con quelle che paiono coreografie costruite sulla tenuità dei colori, i rosati gli azzurri i grigi, insetti sconosciuti o gemme preziose ; o piccoli mondi in movimento; sogna e ondeggia con deboli profondità attraverso “Frammenti di blu” (2024), ovvero impercettibili sagome che paiono guardare ad accenni umani, piccoli e ormai cresciuti, oggetti che spetta a noi decifrare, in pieno sfondo di un giallo acceso, mentre tutt’intorno è calmo silenzio, un invito a considerare, a trattenersi un attimo, tra quanto può essere realtà e quanto diventa immediatamente sogno.
