CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 42

The Others: assegnati il Premio Zenato Academy e il Premio Behnoode Foundation

Nella giornata di venerdì 31 ottobre,nell’ambito della XIV edizione di The Others Art Fair, sono stati assegnati il Premio Zenato Academy e il Premio Behnoode Foundation.

Il Premio Zenato Academy per la fotografia contemporanea, giunto alla sua sesta edizione, è stato conferito all’opera Danza miope cyano #2 (2025) di Annalaura Tamburrini (Fasano, 1994), rappresentata da Crumb Gallery di Firenze. La giuria composta da Luca Panaro (direttore artistico di Zenato Academy), Lucia Benedini (Zenato) e Lorenzo Bruni (direttore artistico di The Others) ha premiato la giovane artista “per avere reinterpretato in chiave contemporanea la pratica analogica della cianotipia, raccontando la vita, l’esperienza e la propria visione del mondo attraverso l’acqua, con una serie di corpi che fluttuano nel mare in un silenzio ovattato”.

 

La Behnoode Foundation, istituzione con sede a Parigi impegnata nel sostegno agli artisti attraverso pubblicazioni, mostre, programmi pubblici e residenze, ha invece scelto di premiare Forest Mirage (2021) di Jūratė Kazakevičiūtė, presentata da Contour Art Gallery (Vilnius, Lituania). L’artista tessile è stata selezionata per la sua capacità di reinventare il concetto di paesaggio, creando un’immagine speculare che stimola una riflessione sulla rappresentazione della natura: una composizione fotografica stampata su tela che richiama la forma di una traccia sonora e, al contempo, evoca la tradizione dell’astrazione.

 

THE OTHERS OFFICIAL AFTER PARTY DI QUESTA SERA SABATO 1 NOVEMBRE

Questa sera, sabato 1° novembre si prosegue con The Others Official After Partyin occasione della Torino Art Week che farà vibrare la città con SWING CIRCUS IS BACK IN TOWN ad OFF TOPIC nell’ambito della rassegna FUORI CAMPO diretta e ideata da Francesco Astore.

 

Sul palco dell’hub culturale della città, due progetti simbolo della scena italiana tra vintage groove, energia live e spirito da festival con i Freeshots, fra le band swing più travolgenti d’Italia capace di fondere ritmo, ironia e spettacolo in una formula irresistibile, e The Sweet Life Society, fondati nel 2008 dai produttori Gabriele Concas e Matteo Marini con il loro DJ set.

 

I Freeshots porteranno a OFF TOPIC un’onda che fonde il pop contemporaneo con l’energia dello swing moderno: la band genovese, nella formazione attuale dal 2014, ha conquistato il pubblico con performance impetuose e cariche di entusiasmo. Nel 2021 ha rappresentato l’Italia all’Expo Internazionale di Dubai, esibendosi per tre serate presso il Padiglione Italia. Il debutto discografico arriva nel 2017 con Vorrei tanto dir, album composto da sette brani inediti e tre cover (disponibile su Spotify, Deezer e iTunes).
The Sweet Life Society hanno conquistato invece l’Europa portando un mix unico di melodie vintage, groove caraibico, hip-hop americano e bass music britannica sui palchi di Glastonbury, Boomtown, Lovebox, Fusion e molti altri festival internazionali.

La rassegna FUORI CAMPO è un progetto di Bis Servizi per lo Spettacolo con il sostegno di Ministero della Cultura, Fondazione CRT e Comune di Moncalieri, in collaborazione con Aria di Note, Sofà So Good, Magazzino sul Po, OFF TOPIC, Blah Blah e Club Supermarket.

 

 

PROGRAMMA CULTURALE DI DOMENICA 2 NOVEMBRE 2025

 

Apertura al pubblico h. 11.00 – 21.00

 

Assegnazione PREMIO SPAZIO88 h. 12.00

 

 

PERFORMANCE

H. 13

GAZE – OFF & FRANCO MARINOTTI, Lugano – Barcellona
Aldo Runfola: Ssuperrationall, Ssupernnaturall

L’azione performativa si interroga sullo stato di salute dell’artista oggi: è sano, è malato, sofferente o in via di guarigione, e da quale infermità? Implicitamente, Aldo Runfola vuole anche sottoporre a verifica la tradizione di pensiero che vede l’artista o il filosofo in veste di critico e clinico della società, capace di diagnosticarne l’eventuale patologia, misurarne il grado di malessere; tutto ciò in vista se non della piena guarigione, almeno di una salute migliore.

H.14

SILVIAROSSI | ARTGALLERY, Bibbiena (AR)
Sara Lovari: A World of words

Sara Lovari propone una performance che conferisce significato ad un gesto minimo, libero dal filtro della tecnologia. L’artista invita il pubblico a pescare da un sacchetto una lettera dell’alfabeto, chiedendo in cambio una parola che inizi con quella lettera. È un atto semplice, quasi infantile, che diventa resistenza: un modo per rimettere al centro la nostra capacità di nominare, immaginare, costruire senso senza delegarlo a un algoritmo. Un incontro intimo, in cui ogni parola raccolta si fa traccia, memoria, relazione.

 

 

TALK

H. 15.30
Performance Reloaded: corpo, clubbing e attivismo
Una panoramica sulla performance contemporanea come linguaggio politico e comunitario con un focus speciale su pratiche ibride tra club culture, ritualità e attivismo queer/femminista.
Ospiti: Francesco Sarcone (Sound Artist, Food Ensemble), Alice Cappelli (artista), Alessandra Franetovich (affiliate researcher New York University Abu Dhabi, curatrice Cripta 747 Torino), MTM Manifatture Teatrali Milanesi

 

Assegnazione PREMIO MU RO h 17.00

 

PRESENTAZIONE LIBRO h 17.30 – Juan-sí González, American Playgrounds
(Paesaggi mentali (tra) realtà e simulazione). Rialta ediciones, Fluxus, 2025

 

 

 

 

THE OTHERS 2025: I PERCORSI E LE CHIAVI DI LETTURA DI LÝDIA PRIBIŠOVÁ DEL BOARD CURATORIALE

 

The Others 2025: The future is here, right now! pone al centro dell’attenzione la questione dell’alterità come fonte di rinnovamento creativo.

 

La storia dell’arte dimostra che l’altro è sempre stato il motore dell’immaginazione – nelle azioni radicali di Wolfgang Vostell (Galleria Davide Di Maggio), che attraverso il concetto di de-collage e gli happening fluxus trasformava la quotidianità in scena critica; nelle maschere iconoclaste e nei miti di Luigi Ontani (Niccolò Bonechi Arte Moderna e Contemporanea); o nell’energia gestuale di Giovanni Asdrubali (Artra Projects), dove l’immagine diventa uno spazio dinamico di relazioni. Questi esempi dimostrano che superare i confini tra il familiare e l’estraneo non è solo un gesto estetico, ma anche politico.

 

L’edizione contemporanea di The Otherssviluppa queste linee attraverso un dialogo multistrato tra gallerie, artisti e culture. I progetti esplorano il concetto di mostro (Wonder Gallery – Monster Party) come immagine critica della contemporaneità, traducendo la tensione tra astrazione e figurazione in ambienti site-specific e ponendo la domanda su cosa significhi restare umani nell’era dell’intelligenza artificiale.

 

A7 Gallery e BANSKÁ ST A NICA CONTEMPORARY presentano artisti slovacchi le cui opere combinano visioni ambientali con attivismo e responsabilità sociale, mentre le gallerie lituane Contour Art Gallery e Godò Gallery aprono riflessioni sul corpo e sul suo rapporto con la vegetazione e l’ambiente urbano. Il progetto della galleria peruviana Bloc Art Perù introduce nella discussione antiche conoscenze del territorio e dimensioni spirituali, mentre le iniziative italiane esplorano memoria, architettura, esperienza intima e la tensione tra digitale e analogico, evidenziando l’unicità della creatività e dell’originalità.

 

Il filo comune che lega tutti gli artisti e le gallerie partecipanti è la convinzione che il futuro non nasca da visioni astratte, ma da gesti concreti di immaginazione, empatia e collaborazione. Ogni galleria e ogni artista contribuiscono a creare una costellazione in cui il locale incontra il globale, l’umano si confronta con il non umano, il personale si intreccia con il collettivo. The Others diventa così una piattaforma in cui l’alterità non è un ostacolo, ma una condizione per una nuova sensibilità – un futuro che è qui e ora.

 

Al Museo MIIT Italia Arte due personali di Adriano Savoye e Antonio Fittipaldi

Doppia inaugurazione al Museo MIIT, Museo Internazionale Italia Arte, in corso Cairoli 4, a Torino, venerdì 7 novembre prossimo dalle ore 18, delle personali dell’artista Italo canadese Adriano Savoye, aostano, ma che vive e lavora a Toronto, e dell’artista Antonio Fittipaldi, maestro dell’astrazione internazionale.

Il Museo MIIT di Torino presenta la mostra internazionale “Adriano Savoye – i colori della vita” dal 7 al 22 novembre prossimi. Le mostre del maestro Savoye e del maestro Fittipaldi sanciscono una collaborazione ormai pluriennale con il museo e con la rivista internazionale Italia Arte, che ha visto le opere di maestri presentate in prestigiosi spazi istituzionali italiani ed esteri.
“Per questo evento è stato selezionato il meglio delle opere del maestro, dagli anni Settanta fino ad arrivare ai giorni nostri – ha dichiarato il curatore della mostra e direttore del Museo MIIT Guido Folco – Adriano Savoye torna così ad esporre a Torino una selezione di una ventina di dipinti alla scoperta del colore e del viaggio. L’artista è, infatti, uno sperimentatore internazionale che si confronta in maniera colta e creativa con popoli, tradizioni e culture differenti, che nel corso della sua lunga carriera pittorica ha avuto modo di conoscere e incontrare. Nascono così i paesaggi dedicati a Paesi lontani che si incrociano con le vedute tipiche della montagne valdostane, di una terra aspra e generosa in bellezza ed emozioni.
Il maestro affida all’espressione pittorica di tale dinamica la sua veduta del mondo, le sue sensazioni a cospetto di un universo tutto da ammirare e scoprire, proprio come i viaggiatori del Grand Tour, che in terre lontane riuscivano a ritrovare se stessi, la propria essenza, per poi lasciarsi ammaliare dalla perfezione della natura. Come in un diario quotidiano che racconta i viaggi del maestro nel mondo, le sue opere narrano le emozioni immediate e vivaci che i paesaggi incontaminati della natura hanno suscitato nella mente e nel cuore dell’artista. Gli iceberg dell’Artide, le foreste canadesi e delle Montagne rocciose, i laghi italiani ed europei, le cascate del Niagara, le migrazioni delle oche canadesi, sono tutti momenti vissuti con intensità e passione da un maestro del colore e del segno, sempre dinamico, immediato, rapido nell’esecuzione e potente nell’effetto cromatico. Per Savoye, il viaggio diventa momento di cultura e condivisione, per scoprire e amare le tradizioni dei popoli lontani. Il maestro entra con attenzione e discrezione tra le pieghe delle culture, indagandone gli aspetti in comune e differenti, e cogliendone positività e bellezza per tradurle in luce e colore. Le opere di Savoye non sono solo rappresentazioni del reale, seppur mediate dalla fantasia e dalla pulsione del gesto pittorico, ma assumono un valore e un significato più profondo perché immortalano le sensazioni di un uomo alla ricerca di sé e dell’altro, in un viaggio reso speciale dal desiderio di conoscenza”.

Venerdì 7 novembre inaugura al Museo MIIT anche la mostra del maestro Antonio Fittipaldi, di cui è stato selezionato il meglio della produzione dell’ultimo periodo, tracciando un percorso intimo e suggestivo che declina il sentire più profondo dell’artista, sviluppato attraverso uno stile e una tecnica inconfondibili.

“’La voce del silenzio’ – spiega il maestro Fittipaldi – è il titolo di una canzone di Paolo Limiti del 1978, scritta in collaborazione con il grande Mogol e interpretata magistralmente dalla mitica Mina. Il brano racconta l’esistenza e le emozioni di un uomo che voleva vivere da solo per pensare e meditare, per raccogliersi intorno alle proprie sensazioni più profonde, salvo accorgersi che nel silenzio troppi erano i ricordi che riaffioravano nella sua mente. Questo silenzio amplifica tutto, anche l’amore”.

“È proprio questa scoperta inaspettata che fa trasalire l’uomo – ha dichiarato Guido Folco – simbolo di tanti altri uomini del passato e della contemporaneità, che gli fa comprendere come l’incapacità di trasmettere le sue emozioni attraverso la parola e la scrittura possa essere, invece, vinta da qualcos’altro: nel caso di Fittipaldi, dalla pittura, dal colore e dalla luce, dalla materia lavorata sulla tela. È questo in definitiva il percorso di Antonio Fittipaldi, in confronto diretto e profondo con se stesso, con la propria realtà, con la sua memoria che riprende vita e colore attraverso l’arte del dipingere. In questi segni decisi e sovrastrutturati che il maestro scandisce ritmicamente sulla tela, si ritrovano nelle sue emozioni, quei pensieri che riaffiorano nella materia incisa e scavata nel colore. L’artista lavora sui concetti di tempo e spazio, rielabora con unicità e personalità espressiva, affidando al segno rapido, istintivo e dinamico, l’idea del ricordo che riaffiora alla mente, delle stagioni che si susseguono, dell’alternarsi di speranza, utopia e consapevolezza malinconica che sempre abita la mente dell’uomo. Il Mahatma Gandhi amava ripetere che ‘in un atteggiamento di silenzio l’anima trova il percorso in una luce più chiara, e ciò che risulta sfuggente e ingannevole si risolve in un cristallo di chiarezza’, ed è questo, in definitiva, il viaggio nell’arte e nella vita che il maestro Fittipaldi ha intrapreso nel momento in cui ha deciso di affidare alla pittura il difficile compito di esternare la propria anima e il proprio pensiero. Nel silenzio tutto assume un significato differente, più ampio e accentuato rispetto al rapporto quotidiano con l’esistenza. È così che l’artista decide di fare chiarezza, portando allo scoperto le emozioni più recondite raccontando se stesso attraverso la pittura, la luce, l’energia e il movimento, in un alternarsi di chiaroscuri potenti, di passaggi tonali che creano prospettiva e profondità. L’arte del maestro Fittipaldi è lo specchio della società contemporanea, iperconnessa, eppure alla continua ricerca dell’unicità di ognuno di noi, di un silenzio che diventa strumento e linguaggio per interpretare e trasfigurare il frastuono del mondo. L’artista lo fa con la propria sensibilità e il proprio talento, ascoltando nell’intimo la sua voce del silenzio, che conduce alla libertà del cuore e della mente. Anche per questo l’arte di Fittipaldi diventa metafora universale della ricerca e della memoria, di una condizione esistenziale oggi sempre più difficile da raggiungere perché presuppone equilibrio, armonia e maturità, un rapportarsi non autoreferenziale, ma condiviso e attento con gli altri”.

Museo MIIT internazionale Italia Arte – corso Cairoli 4, Torino

7-22 novembre 2025 / orario: da martedì a sabato 15.30-19.30 / su appuntamento per visite guidate, scolaresche e gruppi
Telefono: 011 8129776 – www.museomiit.it

Mara Martellotta

“Fuoriclasse Live” per le Nitto ATP Finals 

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Il “Salone del Libro” ritorna, con talk tra Sport e Libri, a “Casa Tennis”

Da sabato 8 a domenica 16 novembre

“Storie di vita, coraggio e lealtà nello sport” raccontate attraverso libri a tema. Questo vuole essere il “collante letterario” della terza edizione dei talk “Fuoriclasse Live – Storie e protagonisti dello sport fuori dal campo di gioco” e la cerimonia conclusiva della IV edizione del “Premio di letteratura sportiva Gianni Mura” organizzate a Torino, da sabato 8 a domenica 16 novembre, dal “Salone Internazionale del Libro”. Tutti gli appuntamenti si terranno a “Casa Tennis”, in piazza Castello, che per l’occasione si trasformerà in un vivace e piacevole punto d’incontro tra sport, letteratura e cultura.

Tantissimi gli ospiti, protagonisti o ex protagonisti dell’universo sportivo e letterario, che per l’occasione approderanno sotto la Mole.

Fra di loro, i vincitori del “Premio di letteratura sportiva Gianni Mura” (dedicato all’indimenticato giornalista sportivo nato a Milano nel 1945 e scomparso a Senigallia nel 2020), che, sabato 8 novembre (dalle 15) saranno presenti alla cerimonia di premiazione tenuta dal giornalista Paolo Maggioni, conduttore de “La domenica Sportiva”, nonché  presidente della nascente “Biblioteca Gianni Mura” a Milano.

Oltre venti i finalisti. Da Dario VoltoliniPaolo PirasGiovanni RaboniCarola Barbero e Giovanni Tosco per la sezione “Miglior libro di letteratura sportiva” a Nicolò MelliFilippo GalliLudovico Jacopo CiprianiMattia Furlani e Roberto Bratti per la sezione “Fuoriclasse”.

Grande attesa anche per la campionessa Deborah Compagnoni, medaglia d’oro nello sci alpino, con i racconti della sua vita e carriera tratti dal suo libro “Una ragazza di montagna. Storie di un’infanzia felice tra neve, prati e avventure” (Rizzoli); per Adriano Panatta Paolo Bertolucci, la coppia più celebre del tennis azzurro, in dialogo con Domenico Procacci e Dario Cresto – Dina sul loro podcast “La telefonata” e per Gerald Marzorati, già caporedattore del “New York Times Magazine” e giornalista sportivo di “Harper’s” e del magazine statunitense The New Yorker”, autore del “memoir” dedicato al tennis “Tardi sulla palla” (Add Editore), in dialogo con Stefano Semeraro.

Altri premiati: il giornalista sportivo Giuseppe Pastore , con il libro omaggio al campione internazionale dello sci “La bomba. Lo spettacolo di Alberto Tomba” (66thand2nd), in dialogo con Federico Vergari; Emanuele AtturoSimone Conte e Daniele Manusia, autori del varietà calcistico “La Riserva Live”, tra i podcast sportivi più longevi e ascoltati in Italia; lo scrittore Francesco Gungui, con il romanzo per ragazze e ragazzi “Meta – Una storia di rugby e amicizia” (Il Castoro) e il giornalista Vincenzo Martucci con il libro “La storia del tennis in 50 ritratti” (Gallucci Centauri), scritto con Paolo Bertolucci.

Un appuntamento “Fuoriclasse Live ‘OFF’” si svolgerà al “Motovelodromo” di corso Casale, martedì 11 novembre, alle 18, con il libro “Più di trenta testimonianze per narrare la storia di un luogo: il Motovelodromo ‘Fausto Coppi’ di Torino, edito da Graphot e Scritturapura: raccolta di foto e testi di torinesi depositati nella “Cassetta dei ricordi”. Ottima, lodevole iniziativa. Memorie semplici, senza pretese, che nascondono grandi memorie e toccanti esempi di vita. Molti, purtroppo perduti nel tempo.

“‘Fuoriclasse Live’, con la sua variegata proposta di ospiti – sottolinea Marco Pautasso, segretario generale del ‘Salone Internazionale del Libro di Torino’ – riconferma il forte impegno del ‘Salone’ nella promozione della migliore letteratura ed editoria sportiva, impreziosendo così il proprio ricco ventaglio di progetti a tema

Sportivo, come la ‘Sala Olimpica’, il ‘Premio Gianni Mura’ e il podcast ‘Fuoriclasse’”. Per ulteriori info e programma dettagliatowww.salonelibro.it o www.turismotorino.org

g.m.

Nelle foto: P. Bertolucci e A. Panatta – imh651@FIT e Sportcast S.r.l.; Deborah Compagnoni e Gerald Marzorati

Pupi Oggiano torna a Torino per il suo nuovo thriller

La trama del film? Se ne sa poco, per ora. Si sa di un uomo che vive in una grande villa, appartato, assistito da due sodali che lo accontentano in tutto. Ma anche, tra ampi spazi e claustrofobia, di “un gruppo di persone, sequestrate e costrette a compiere giochi da bambini sotto la minaccia delle armi.” Da prevedersi “una storia dura e netta”, una vicenda che accomuni il thriller e l’horror, titolo “Il grande no” diretto da Pupi Oggiano (altresì dal 1990 cantautore con quattro album all’attivo, poi decine di videoclip e tre documentari sul cinema di Dario Argento) che torna dietro la macchina da presa dopo il percorso fatto nella sua “esalogia” (da “La paura trema contro” a “Contro un iceberg di polistirolo”: circola in rete un riassuntivo filmato, una sorta di “dove eravamo rimasti”, una sorta di bignami delle puntate precedenti, tra scorci notturni torinesi, coltelli insanguinati, forbici assassine, cadaveri dentro pozze di sangue, mani guantate e certo non sicure, incappucciati e martelli che s’avventano sulla vittima), curioso quanto inedito esperimento nel panorama del cinema italiano indipendente. Qui siamo su altri terreni, a toccare temi che hanno invaso il nostro quotidiano come il bullismo, la solitudine, la vendetta, i rapporti familiari tesi e difficili, la violenza.

“Un thriller a tinte horror violento e claustrofobico – riassume in questi giorni l’ufficio stampa -, dove però la parte più dura non sarà data dalla violenza fisica ma da quella psicologica, presente e passata.” Comunque, quelle “tinte fosche” che fanno la felicità di una buona parte di pubblico appassionato. Nel cast Diego Casale protagonista (personaggio televisivo e teatrale, membro del duo comico “Mammuth”, già con Argento e Marco Ponti, ormai iconico attore per Oggiano), circondato da Alis D’Amico e Ilaria Monfardini, da Tita Giunta a Paolo Mazzini a Clarissa Allia. Alessandro Benna è il responsabile di riprese e montaggio mentre Daniele Trani è il direttore della fotografia. Le riprese sono iniziate nei giorni scorsi nell’affascinante scenario di Villa Camelot a Castel Fiorentino e si sposteranno a Torino per occupare alcune location, non ultimo un castello di cui il nome per ora rimane top secret.

Elio Rabbione

Nelle immagini: Pupi Oggiano, regista del “Grande no” (ph Mau Parietti); Diego Casale e Pupi Oggiano durante le riprese del film (ph Jack Raw)

Note di Classica. Simone Lamsma, Giovanni Sollima e Jan Lisiecki, le “stelle” di novembre

Lunedì 3 alle 18 per Polincontri Musica nell’aula Magna del Politecnico, Elisa Eleonora Papandrea violino e Giacomo Fuga pianoforte, eseguiranno musiche di Beethoven.

Martedì 4 alle 20 al teatro Vittoria , l’Ensemble Sentieri Selvaggi presenta “Terra e Libertà” con musiche di Vacchi, Galante, Colombo Taccani, Montalbetti,Boccadoro, Francesconi, del Corno Colla.

Sabato 8 alle 20 al teatro Regio, debutto de “Il Ratto del Serraglio” di Mozart. Singspiel tedesco in 3 atti. L’Orchestra del teatro Regio sarà diretta da Gianluca Capuano. Repliche fino a domenica 16. Lunedì 10 alle per Polincontri Musica, David Irimescu al pianoforte eseguirà musiche di Scarlatti, Chopin, Mozart e Skrjabin. Mercoledì 12 alle 20.30 al conservatorio, per l’Unione Musicale, Jan Lisiecki al pianoforte eseguirà musiche di Chopin, Bach, Rachmaninov, Messiaen, Gòrecki. Giovedì 13 alle 20.30 e venerdì 14 alle 20 all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Alpesh Chauhan e con Simone Lamsma al violino, eseguirà musiche di Mendelssohn, Britten e Brahms. Sabato 15 alle 18 al teatro Vittoria, Alberto Navarra flauto e Leonardo Pierdomenico pianoforte, eseguiranno musiche di Debussy, Poulenc, Schumann,, Prokof’ev. Domenica 16 alle 16.30 al Conservatorio per l’Unione Musicale, i King’s Singers eseguiranno musiche di Alonso, Purcell, Hassier, Ravel, Poulenc, Saint-Saens, McCabe, March, Kern. Sempre domenica 16 alle 18 all’Istituto Musicale Città di Rivoli, per il programma “Ciclo Scienza e Creatività” si esibiranno Giorgio Dendi relatore e Sandro Marrocu pianista. Lunedì 17 alle 18 per Polincontri Musica il Trio Rubeas eseguirà musiche di Beethoven, Brahms, Juon. Mercoledì 19 alle 20.30 al Conservatorio Sophia Liu al pianoforte eseguirà musiche di Cajkovskij, Liszt, Chopin. Giovedì 20 alle 20.30 e venerdì 21 alle 20 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Emmanuel Tjeknavorian e con Fleur Barron mezzosoprano, eseguirà musiche di Wagner, Mahler, Prokof’ev. Lunedì 24 alle 18 per Polincontri Musica si esibirà Luciano Rovetta chitarra processata, voce e sintetizzatori con Massimo Giordani relatore. Martedì 25 alle 20.30 per “I Concerti del Lingotto” all’Auditorium Agnelli viene presentato “Tucidide, Atene contro Melo”. Regia di Alessandro Baricco, musica di Giovanni Sollima. Con Alessandro Baricco, Stefania Rocca, Valeria Solarino, Giovanni Sollima, Enrico Melozzi e i 100 Cellos. Mercoledì 26 alle 20.30 al Conservatorio per l’Unione Musicale, Abel Selaocoe violoncello e voce, eseguirà musiche di Bach, van der Aa-Selaocoe, Selaccoe, Nobuto. Sabato 29 sempre per l’Unione Musicale al teatro Vittoria alle 18, il Trio Vert con Antonio Valentino eseguirà musiche di Clara e Robert Schumann.

Pier Luigi Fuggetta

Flashback Art Fair, il programma

 

La tredicesima edizione, volutamente “Senza titolo”

Si è inaugurato il tredicesimo capitolo di Flashback Art Fair, la fiera dove l’arte è tutta contemporanea. Un’edizione “senza titolo”, senza gerarchie o narrazioni imposte, che celebra la libertà dell’arte nel dialogo tra le opere di tutti i tempi, con le urgenze sociali e politiche del presente. Anche nel programma della tredicesima edizione di Flashback Art Fair, si riflettono questo spirito e questa apertura, una commistione umana e tematica dal ruolo e dalla responsabilità dell’artista in un momento storico segnato da conflitti, alla resistenza dell’identità individuale e collettiva nei territori martoriato dalla guerra, fino al potere salvifico che l’arte ha nella nostre vite da sempre.

Venerdì 31 ottobre, presso il padiglione C del Circolino, alle 16.30, si può ammirare “Il capitale che cresce”, un progetto fotografico dell’artista Monica Biancardi, un diario visivo, profondo e intimo che racconta la storia delle gemelle palestinesi Saleah e Sarah, riprese in bianco e nero nel corso di 16 anni, da quando aveva o 2 anni, fino a 18, quando hanno indossato il velo. Le fotografie ci parlano di cambiamento, di resistenza, della forza di queste ragazze in un territorio frammentato e segnato dalla guerra. Il MAN di Nuoro, ha acquisito un nucleo di 11 fotografie realizzate fra il 2009 e il 2023, che documentano con rigore e delicatezza questa metamorfosi individuale e collettiva. Il talk di presentazione, con proiezione presso Flashback Art Fair venerdi 31 ottobre, rappresenta la prima tappa pubblica di valorizzazione di questo progetto, al quale sarà dedicata una mostra nel 2026.

Al padiglione C del Circolino, alle ore 21, sempre venerdì 31 ottobre, l’appuntamento speciale del jazz vede l’incontro con la vice di Elis Prodon e il Blessing Quintet. Il repertorio spazierà tra il repertorio di George Gershwin a Jerome Kern, fino a Frank Loesser. Il tutto reinterpretato dalla voce duttile di Elis Prodon, capace di fondere jazz, gospel e sonorità bossanova. Cantante, corista e insegnante di canto, ha collaborato con Paolo Conte, Radio Montecarlo e Radio DJ. Al suo fianco Marco Tardito al clarinetto, Marco Pezzuti al Sax, Massimo Artiglia al piano, Gianni Giannella al contrabbasso e Marco Puxeddu alle percussioni.

Sabato 1 novembre, al Circolino, padiglione C, alle 15.30, si terrà il talk “Gaza Opera Viva”, con Christian Cagliandro, critico d’arte, Alessandro Bulgini, artista, e Ilda Curti, attivista e progettista culturale. Fin dalla sua nascita, il progetto Opera Viva di Alessandro Bulgini cerca di fare luce alle zone sommerse del quotidiano. Per l’edizione 2025 l’artista continua a farlo nelle piazze, nelle fiere d’arte, in mezzo alla gente, con una maglietta rossa e una scritta bianca che recita “Opera Viva Gaza”. La relazione, tensione tra corpo e spazio, arte e vita, personale e politico, è al centro della conversazione sulla responsabilità etica, ma soprattutto umana, degli artisti nei confronti di ciò che accade negli altrove, apparentemente distanti nel nostro presente.

Sabato 1 novembre, nell’area talk del Circolino, alle 17.30, si parlerà del “Legnanino ritrovato”, la nuova acquisizione per Palazzo Carignano, a Torino, con Filippo Masino, direttore delle Residenze Reali Sabaude, Marina Dell’Omo, storica dell’arte, Luca Fiorentino, storico dell’arte e Angela Farruggia, direttrice di Palazzo Carignano. Dopo tre secoli di oblio, il “Belisario” di Stefano Maria Legnano, detto Legnanino, riemerge. Scomparso dopo un’asta parigina nel 1743, è stato riconosciuto da Luca Fiorentino grazie a un lavoro di squadra con un’antica famiglia fiorentina che lo custodiva sotto altro nome. Commissionato dal Principe di Carignano, e poi portato a Parigi, il dipinto torna oggi a casa, acquisito ufficialmente dadal Residenze Reali Sabaude. Frutto di questo ritrovamento straordinario, il Belisario, portato in mostra a Flashback da Frascione Gallery, rappresenta una preview per tutto il pubblico in fiera e un’opportunità di approfondimento nel talk di sabato 1 novembre.

Al padiglione B dell’area Laboratorio, al piano terra, dalle ore 15.30, si terranno i laboratori per bambini. Per l’edizione 2025, il laboratorio parte dal mito greco di Ulisse per connettersi alla contemporaneità e connettersi al “senza titolo”. Nessuno è il nome di Ulisse, che vaga nel Mediterraneo per 10 anni, anni di guerra, sperando di tornare a casa. Durante il laboratorio, i bambini e le bambine visiteranno il parco d’arte e le gallerie di Flashback, alla ricerca di opere che raccontino metaforicamente il viaggio di Ulisse, realizzando barchette di carta nei colori bianco, rosso, verde e nero, da lasciare nel parco di Flashback come segno di vicinanza ai bambini di Gaza e alla loro odissea contemporanea, perché, come dice Marina Abramović, “Siamo tutti sulla stessa barca”.

Info e prenotazioni: didattica@flashback.to.it e sul sito web di Flashback

Flashback “All art is contemporary – untitled edition’ – corso Giovanni Lanza 75, Torino

Art Fair: 11-20 / Il Circolino: 11-24

Mara Martellotta

Beltracchi, il più grande falsario

Si inaugura allo Spazio Musa, venerdì 31 ottobre, la mostra “Wolfgang Beltracchi-l’invenzione del vero”, a cura di Francesco Longo, la mostra del più grande falsario d’arte del Novecento

“Non ho mai copiato un’opera – dichiarava Wolfgang Beltracchi – ho dipinto quadri che non esistevano, ma che avrebbero potuto esistere”.

Genio creativo e figura controversa, Wolfgang Beltracchi è considerato il più grande falsario del dopoguerra, che ha ricreato lo stile dei grandi maestri e venduto i suoi lavori come opere perdute. Condannato nel 2011 insieme all’amatissima moglie Helene, oggi è stato riabilitato e rappresenta un simbolo di ribellione al sistema dell’arte tradizionale. Nella mostra curata da Francesco Longo, in programma fino al 19 novembre presso Spazio Musa, Wolfgang Beltracchi si rivela per ciò che è: un demiurgo capace di plasmare epoche, contaminare linguaggi, giocare con il tempo e la materia, fino a dissolvere il confine tra verità e menzogna, tra genio e inganno. Le opere in mostra, realizzate dopo la sua parabola giudiziaria, ci parla di un artista che ha saputo trasformare la condanna in un atto di libertà. Nella serie dedicata al Salvator Mundi, l’artista rilegge l’iconica immagine di Cristo non più come semplice figura salvifica, ma come specchio di un sistema dell’arte che cerca redenzione nel mercato stesso. Ogni versione declinata nei linguaggi di Van Gogh, Picasso, Dalì, Warhol e altri maestri, trasforma l’immagine in un simbolo molteplice: un Cristo universale, un’icona pop, un riflesso spirituale e commerciale insieme. È qui che la pittura di Beltracchi si fa critica radicale alla storia e al presente: ogni quadro esposto è un invito a interrogarsi su cosa sia l’autenticità, fra quale sia la differenza tra originale e opera d’arte. Accanto alle tele, la mostra include la sua produzione digitale NFT, un passaggio ulteriore nella sua ricerca, in cui il gesto pittorico incontra l’infinità replicabile dell’universo virtuale. Oggi Beltracchi non si limita più a imitare, crea mondi autonomi, riversando all’interno la sua storia, la sua condanna e la sua rinascita.

Info: Spazio Musa – via della Consolata 11/E, Torino

“Wolfgang Beltracchi – l’invenzione del vero” – 31 ottobre/19 novembre 2025

Apertura al pubblico alle 18.30 / dal martedì al venerdì 15-21 / sabato e domenica 16-21

Web: spaziomusa.net – spaziomusa.torino@gmail.com

Mara Martellotta

Artissima oggi apre le sue porte al pubblico 

L’appuntamento con Artissima sarà all’Oval Lingotto da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre. L’edizione 2025 si intitola “Manuale operativo per nave spaziale Terra”, ispirato all’eclettica figura di Richard Buckminster Fuller e al suo omonimo libro del 1969. Richard Buckminster Fuller può essere considerato una delle persone professionalmente più poliedriche al mondo, non solo è una figura molto eclettica. Oltre ad essere un architetto ed un inventore, il suo approcio era decisamente artistico: non si limitava alla tecnologia pura ma integrava sempre una visione creativa del suo lavoro.

Alcuni dei suoi modelli, come le strutture geodetiche e la Dymaxion riflettono un connubio tra funzionale e sensibilità estetica, mentre le strutture geodetiche sono sistemi architettonici, in genere sfere o cupole, formati da una rete di triangoli che, distribuendo il peso in modo uniforme, le rendono molto stabili e robuste, ottimizzando l’utilizzo dell’energia, la Dymaxion (composto aplologico costituito da tre tra le parole preferite di Fuller: DY=dynamic, MAX=maximum, and ION=tension) rappresenta un progetto per migliorare la condizione di vita dell’uomo.

“Mi accorsi che un’area in cui la scienza non veniva applicata era la casa. L’antipriorità era la facciata – ha dichiarato Fuller – Perciò nel 1927 mi dedicai all’idea di esplorare le più avanzate tecniche di produzione per sviluppare dei prototipi di crollo dell’ambiente per gli esseri umani che pesassero meno, e ho scoperto che potevo farlo”.

I mezzi di trasporto invece che lui ipotizzava li definiva come “idee su ruote”, con una forma che può ricordare il Volkswagen Transporter degli anni Settanta.

Proprio questa sua visione “out of the box” lo porta ad avere un rapporto piuttosto  interessante con l’arte. Alcuni dei suoi progetti, infatti, sono esposti in musei d’arte moderna quali: il MoMA di New York e di San Francisco, l’Henry Ford Museum a Dearborn in Michigan. Abbiamo testimonianza di una delle sue strutture geodetiche anche in Italia, nello specifico si tratta di una donazione, avvenuta nel 1967, di una delle sue strutture tecniche alla città di Spoleto in occasione del Festival dei Due Mondi.

L’opera ha preso il nome di “Spoletosfera”.

Un vero visionario quindi che è riuscito ad unire i concetti di: Arte, Architettura e Design in una unica filosofia. Nel suo libro del 1969, “Manuale operativo per Nave Spaziale Terra”, l’autore invita a considerare la terra come una vera e propria astronave, con risorse limitate e bisognosa di una gestione saggia. Fuller esplora come l’umanità possa usare la tecnologia ed il Design in modo intelligente per affrontare le sfide globali, ed invita a superare i vecchi temi di pensiero: in sostanza è una visione di un futuro in cui pensiamo ed agiamo come un equipaggio unico, responsabile del e per il proprio pianeta.

Oggi il testimone di Fuller potrebbe essere preso da Greta Thunberg, la quale affermò:”Perchè dovrei andare a scuola? Se i politici non ascoltano gli scenziati, perchè mai dovrei studiare ?”, sottolineando che per il cambiamento è necessario non essere né troppo piccoli né troppo soli per fare la differenza: ogni nostro gesto può fare la differenza.

Ovviamente non tutti la pensano come Fuller: al contrario, sull’argomento, l’essere umano si è sbizzarrito a cercare soluzioni diverse: talvolta l’uomo si concentra come Fuller sulle grandi vicende collettive come la fine del mondo, dimenticando le storie individuali. In altre parole non riesce a vedere il controsenso della propria visione: Noi siamo l’universo e morti noi, con noi, muore l’universo intero (tema sostenuto nel film “The life of Chuck”), perchè nel corso della nostra vita noi abbiamo selezionato discriminato, scelto (in poche parole abbiamo fatto ciò che Galileo Galilei ha riassunto con la frase: “provando e riprovando”) tutto ciò di cui avevamo bisogno e per il quale eravamo sensibili. Qualcuno, ancora più sprezzante di Fuller e del regista Mike Flanagan, sostiene che “un giorno la Terra servirà a concimare un pianeta lontano”.

Posizioni diametralmente opposte ma tutte ugualmente affascinanti.

Gli artisti di Artissima ci faranno comprendere a quali di questi si siano ispirati.

Emanuele Farina Sansone

Fondazione Torino Musei alla notte delle arti contemporanee

sabato 1° novembre 2025

 

Apertura straordinaria fino alle 23 e ingresso a tariffe speciali dalle 18 alle 23.

La biglietteria chiude alle 22

 

 

Un’altra serata all’insegna dell’arte per la Fondazione Torino Musei!

Sabato 1° novembre, in occasione della Notte delle Arti Contemporanee, GAM, MAO Palazzo Madama saranno eccezionalmente aperti dalle 18 fino alle ore 23 con ultimo ingresso alle ore 22 e offriranno ai visitatori tariffe speciali per accedere alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee recentemente inaugurate.

 

 

Cosa vedere

 

Alla GAM

Ingresso alla tariffa speciale di 1€ per il nuovo allestimento delle collezioni permanenti, il Deposito Vivente e la mostra in Videoteca Lothar Baumgarten. Culture Nature. Aggiungendo 1€ si potrà accedere anche alle mostre del contemporaneo Elisabetta Di Maggio. Frangibile e Linda Fregni Nagler. Anger Pleasure Fear e Ingresso ridotto a 5€ per la mostra Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni.

Al MAO

Accesso con biglietto unico a 12€ per le collezioni e la mostra temporanea Chiharu Shiota:The Soul Trembles.

In occasione dell’inaugurazione del progetto Declinazioni Contemporanee #3sabato 1° novembre dalle 18:30 i visitatori avranno l’opportunità di partecipare alla performance Tape Music dell’artista taiwanese Lin Chi-Wei, già presentata in numerose prestigiose istituzioni internazionali tra cui la Tate Modern, il Centre Pompidou e la Biennale di Venezia e di Shanghai.

Tape Music è parte del progetto Yue Ji 樂記, a cura di Freya Chou, che esplora i temi della perdita, della consolazione e della celebrazione legati al lutto in dialogo con la collezione di oggetti funerari e rituali cinesi del MAO.

La performance, in programma alle ore 18.30, con due repliche alle 19.15 e alle 20, prevede il coinvolgimento attivo del pubblico, invitato a leggere delle partiture sonore inscritte su un lungo rotolo di carta, contribuendo alla creazione di un coro complesso e armonico.

Non è necessaria la prenotazione.

A Palazzo Madama

Ingresso ridotto a 5€ per visitare la mostra temporanea Vedova Tintoretto. In dialogo, un percorso che accosta due grandi maestri veneziani evidenziando l’impatto che hanno avuto sulla storia dell’arte europea. Resteranno chiuse le collezioni permanenti.

Le tariffe sono valide anche per i possessori di Abbonamento Musei.