“Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran” è un viaggio in ottanta immagini scattate da cinquantotto fotografi iraniani, a cura di Alireza Naseri, presidente del Freelance Photographers Group di Teheran, e Ivana Mulatero, direttrice del Museo Mallé.
Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu:
Particolare di fotografia di Farshid Ashgar, dal sito https://www.grandarte.it
Per ogni serata, tre comici in nove “mini-show” gratuiti: “comicità su e giù”
Da venerdì 24 a domenica 26 aprile
Grugliasco (Torino)
Si accendono a “Le Gru” (il più grande Centro Commerciale in Piemonte) le serate di primavera ed estate con “Stand Up & Down”, il nuovissimo format che cavalca l’onda dell’irresistibile comicità della “stand – up comedy” italiana, esplosa alla grande negli ultimi anni in una piacevolissima rivisitazione della “comicità anglosassone” mirabilmente arricchita da accenti nostrani.
L’appuntamento, a partire da venerdì prossimo 24 aprile, è per il quarto venerdì di aprile (appunto), maggio e giugno dalle ore 18 alle 21,30, allorché tra aperitivo e cena, tre artisti per serata con un “head-liner” e due emergenti si alterneranno in performance diffuse in tre diverse location. Accanto ai dehors di locali iconici come “Dezzutto” in “Piazza Sud” piano terra, “Caffè del Centro” in “Piazza Sud” primo piano e “Chiosco Coffe & Friends” in “Piazza Nord” primo piano. Gli artisti si esibiranno in minishow a rotazione offrendo risate spontanee in un contesto che mescola relax, comicità viva e menu a tema. A rendere il tutto ancor più appetibile, non mancherà un carretto brandizzato “Spillo”, creato in collaborazione con “One More Drink”, che servirà divertenti “drinketti da passeggio” in bicchieri dedicati al format ed accompagnati da popcorn croccanti. E ancora, promozioni esclusive e sorprese per rendere ogni serata unica.
Ad aprire le danze, venerdì 24 aprile, sarà Pippo Ricciardi. Pugliese d’origine e torinese d’adozione, con oltre 130k follower su “Instagram” e 95k su “tik tok”, Ricciardi irromperà in scena con il suo stile “elettrico e surreale” capace di intrecciare “stand up”, “storytelling” e “crowdwork”, trasformando (e non è da tutti) il pubblico in “co-protagonista”; accanto a lui Yassin Kefi da Carpi, ritmo serrato e origini tunisine per “osservazioni imprevedibili sul quotidiano”, e Wendy LaFortu da Milano con quella sua comicità “intima e improvvisata” che crea comunione immediata. Per ognuno tre show a rotazione nei “palchi” naturali di “Le Gru. Venerdì 22 maggio, secondo appuntamento con Pietro Sparacino, il primo “stand up comedian” siciliano, di stanza a Roma, affiancato da Mattia Alfieri che sorprenderà con i suoi sketch sui “vizi urbani” in un mix assolutamente eclettico, mentre il catanese Nanni Mascena darà sfogo a tutta la sua “vena surrealista” e alle sue improvvisazioni “nu-comedy”. L’ultimo appuntamento, venerdì 26 giugno, vedrà in scena Tiberio Cosmin, di origini rumene e con uno stile originale fuori dagli schemi che fonde teatro e “stand up” (reduce da poco dal successo a “Italias Got Talent”), Roberto Anelli e la sua ironia tagliente sui più esilaranti momenti di vita quotidiana e Stephany Aiello, comica umbra dal piglio tagliente, irriverente e autentico. A condurre le serate, sarà il presentatore Antonio Piazza, ex ingegnere siciliano, oggi colonna portante della “stand up comedy torinese”, in grado di trasformare ogni difficoltà della vita con l’arma della sua irresistibile ironia.
“Diamo il benvenuto – dichiara Alessia Zuccolo, ‘Shopping Center Manager’ di ‘Le Gru’ – a ‘Stand Up & Down’ come evoluzione naturale del nostro impegno per un intrattenimento quotidiano e inclusivo, che anima gli spazi rinnovati e rafforza il legame con la comunità locale”.
Calendario completo, orari e dettagli su: www.legru.it

VINCIAMO INSIEME
In questo fine settimana, “Le Gru” annuncia anche il suo partenariato al Progetto “Vinciamo insieme”, promosso dalla “FICG – Lega Nazionale Dilettanti”, a favore di “UGI ODV”. “Vinciamo Insieme” porta il calcio virtuale nelle comunità terapeutiche, case-famiglia, ospedali, spazi dedicati a minorenni che sono lontani dallo sport quotidiano: è un importante progetto di inclusione sociale per contrastare l’isolamento, rafforzare l’autostima, stimolare il senso di appartenenza, e aiutare bambini e ragazzi. Da poco sbarcato in Piemonte, il “Progetto” è sostenuto con entusiasmo da “Le Gru”, che porterà a “UGI” un “HUB eSport LND”.
Per questa ragione, nel fine settimana di sabato 25 e domenica 26 aprile, dalle 9 alle 22, al primo piano di “Piazza Sud” Le Gru, ospiterà un evento con postazioni “eSport”, “calcio balilla” e “subbuteo”: un’occasione per tutti di giocare, divertirsi e condividere gli intenti di “UGI” in modo interattivo e leggero. “Un modo per far vivere a famiglie e visitatori – ancora Alessia Zuccolo – l’emozione del calcio, sensibilizzando sul potere dello sport come ponte verso il benessere condiviso”.
Sarà anche presente “TORadio” con una postazione per interviste e dirette per rendere il weekend ancora più indimenticabile.
Per info: “ Shopville Le Gru”, via Crea 10, Grugliasco (Torino); tel. 011/7709657 o www.legru.it
g.m.
Nelle foto: Pippo Ricciardi, “Le Gru – Piazza Sud”, Alessia Zuccolo
Il Museo MIIT di Torino, Italia Arte e Galleria Folco curano e organizzano la mostra “Aria, acqua, terra, fuoco”, dedicata ai quattro elementi e alla Giornata Internazionale della Terra, indetta ogni anno dalle Nazioni Unite, che celebra questa ricorrenza un mese e un giorno dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. L’esposizione sarà aperta fino al 13 maggio prossimo. La celebrazione delle Nazioni Unite vuole coinvolgere più Nazioni possibili, e oggi ne prendono parte 193 Paesi. La Giornata della Terra nacque dalla pubblicazione, nel 1962, del libro “Manifesto ambientalista. Primavera silenziosa” della biologa statunitense Rachel Carson. In seguito, nel 1969, in una conferenza dell’UNESCO, a San Francisco, l’attivista per la pace John McConnell propose una giornata per onorare la Terra e il concetto di pace, che venne inizialmente celebrata il primo giorno di primavera, nell’emisfero settentrionale. Questa giornata di equilibrio della natura è stata sancita in una proclamazione sancita da McConnell e firmata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite. Nata il 4 ottobre 1969 come movimento universitario, per sottolineare la conservazione delle risorse naturali nel tempo, la Giormata della Terra è divenuto un avvenimento informativo e educativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta, l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, delle migliaia di piante e specie animali, l’esaurimento delle risorse non rinnovabili: carbone, petrolio e gas naturali. Si insiste in soluzioni che permettono di eliminare gli effetti negativi dell’attività dell’uomo. Queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come petrolio e gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come boschi umidi e la protezione di specie minacciate.
“Aria, acqua, terra, fuoco” è quindi un’esposizione internazionale dedicata all’eccellenza dell’arte, ai sentimenti e alle condizioni umane di cui l’arte da sempre si fa portavoce, alla sensibilità e all’amore, alla violenza e all’emancipazione, all’educazione, al rispetto, al vero e al sogno, alla fantasia, alla realtà e alla società contemporanea.
“Aria, acqua, terra, fuoco” – Museo MIIT – corso Cairoli 4, Torino – date: dal 22 aprile al 13 maggio 2026 – orari: dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30 – info: 011 8129776
Mara Martellotta
“Le ragazze son tornate” di Diego Ruiz, repliche al Gioiello sino a domenica 26 aprile
Ecco, cominciamo nel nuovo millennio a parlare di “trasformazione” e non più di una terza età che si porta dietro un inevitabile invecchiamento. Nemmeno di nonne perennemente rassegnate davanti alla tivù. C’è voglia di rivincita e rinnovamento, c’è voglia di avventura, la donna (leggermente, per carità) agée ha voglia di rimettersi in gioco e far valere la propria indipendenza. In altre parole è d’obbligo gettarsi tutte le rughe dietro le spalle, magari anche riallacciare un’amicizia antica che un tempo è stata stravolta da bisticci sentimentali. Un cambiamento che suona come un vero e proprio comandamento. Ben lontane insomma le signore dal mettere sull’etichetta una data di scadenza. Diego Ruiz ha fotografato in maniera intelligente e divertita la situazione, scrivendo e dirigendo “Le ragazze son tornate”, “un manifesto della rinascita e dell’indipendenza”, (per qualcuno) grido di pericolo e di allarme conclamato da Debora Caprioglio, Daniela Poggi e Fiordaliso, titolo in scena al Gioiello da domani sino a domenica 26 aprile, a chiusura di una breve tournée che riprenderà sicuramente la stagione prossima.
Ruiz, nella sua nuova commedia, racconta di tre donne, di quelle stelle del mondo dello spettacolo che hanno certo avuto periodi migliori, che contro ogni legge trovano ancora un’idea che le possa accomunare e permettere di rientrare proprio in quel mondo non certo dalla porta di servizio. È chiaro che niente sarà facile, qualche ruggine continuerà a uscir fuori, qualche vecchio scheletro continuerà a infastidirle e la competizione che non abbandona mai – vogliamo tirar fuori qualche nome dai palcoscenici e dagli schermi dei giorni nostri? – rispunta a ogni più piccola occasione: ma insieme ci possiamo riprovare. E riuscire. Attraverso una buona dose di battute e gag, a cui concorrono Giorgia Guerra e Nicola Paduano, conosciamo Debora, donna e attrice di successo della commedia italiana, che poi il cinema l’ha abbandonata o lei ha abbandonato il cinema, che ha sempre vissuto in un mondo fatto di scintillanti lustrini ma con un irrefrenabile desiderio di essere presa sul serio e non più trattata come una superficiale icona pop; conosciamo Daniela, attrice sofisticata di lunga carriera, che interpreta una stimata icona del teatro piena di talento ma, per colpa di un carattere non proprio malleabile, capace di perdere tante occasioni nella sua carriera e adesso desiderosa di un riscatto che la riporti al successo; conosciamo Fiordaliso, ex cantante con una grande hit alle spalle ma con una carriera tutta al presente che è unicamente legata ai cooking show che l’hanno resa ricca e famosa: ma era quello che lei desiderava davvero?
Dovranno mettere da parte i rancori e zittire i pregiudizi di quanti le vorrebbero già fuori dai giochi, ipotizzare un efficace gioco di squadra anche facendo i conti ognuna con il proprio background, superare i lati negativi fatto un resoconto della propria vita, tirar fuori saggezza e disponibilità, costruendo autobiograficamente o no – una sovrapposizione attrice/interprete che il pubblico sarà spinto a cercare – una commedia frizzante e irriverente che non soltanto si diverte a prendere in giro il mondo tutto luci (e molte ombre) dello spettacolo ma spinge il publico a guardare dentro a una generazione che continua a sorprendere. “Quel che quasi mi ha commosso quando ho messo in scena lo spettacolo – confida Diego Ruiz al telefono – è la passione che le tre attrici ci hanno messo nella costruzione, tutta sorrisi e divertimento con qualche angolo di riflessione, dei loro personaggi, come l’essersi affidate completamente a me. Sono persone che conosco e che frequento nella vita, ho scritto il testo pensando a loro, avevo bisogno proprio di queste attrici e loro hanno accettato. Un ringraziamento in più a Debora Caprioglio che, dopo un paio di repliche iniziali, ho chiamato a sostituire Corinne Clery, impossibilitata a proseguire per motivi di salute: e lei eccola arrivare già con il primo atto memorizzato e dopo pochi giorni idem con il secondo, tanto da far sbalordire le colleghe per la professionalità e per la velocità con cui s’era messa a disposizione.” Ruiz ha scritto il testo sulle corde interpretative di ognuna, “a Fiordaliso, che pure ha già avuto occasioni interpretative ma che è essenzialmente una cantante, ho cercato di dare una sicurezza da confort zone, a Daniela Poggi che aveva visto una mia commedia e l’aveva gradita, chiedendomi a una prossima occasione di prenderla in considerazione, ebbene è lei che ho cercato immediatamente e lei mi ha subito detto di sì. Di tutte ho guardato alla personalità, al diverso passato, al loro desiderio di rimettersi in gioco a ogni occasione, con estremo divertimento per se stesse e per il pubblico che a ogni replica è sempre arrivato più numeroso ad applaudirle.”
Elio Rabbione
“Gaza. Il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneo” è il titolo della mostra ospitata alla Fondazione Merz che si è inaugurata martedì 21 aprile e visitabile fino al 27 settembre. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione Merz, il Museo Egizio di Torino e il MAH Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, reso possibile dall’assenso dello Stato di Palestina con il sostegno del CIPEG – Comité international pour l’Égyptologie (ICOM). La mostra si giova del patrocinio della Città di Torino ed è curata da un ricco comitato curatoriale composto, tra gli altri, da Beatrice Merz, Silvano Bertalot, Giulia Turconi della Fondazione Merz. Marc Olivier Wahler, Béatrice Blandin, Fadel Al Utol del MAH; Christian Greco, Federico Zaina e Divina Centore del Museo Egizio di Torino, e si avvale dell’apporto di un comitato scientifico composto da personalità di rilievo, tra le quali Paola Caridi, Jean Pierre Figliu, Jean Baptiste Humbert, Tomaso Montanari e Davide Quadrio.
La mostra “Gaza. Il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneo” si può considerare una grande mostra internazionale che attraverso il dialogo tra archeologia e arte contemporanea restituisce la storia e la cultura di Gaza, crocevia millenario di commerci, cultura e credenze, sottraendo a una lettura esclusivamente contingente, e invitando il visitatore a riflettere sul valore universale del patrimonio come luogo di memoria, identità e futuro. Il progetto mette in relazione un’ottantina di reperti archeologici del MAH su mandato dello Stato di Palestina e del Museo Egizio di Torino, dall’Età del Bronzo al periodo Ottomano, con le opere di artisti contemporanei, palestinesi e internazionali, quali Samaa e Mad, Mirna Bamieh, Khalil Rabah, Vivien Sansour, Wael Shawky, Dima Srouji e Akmar Zaatari. L’allestimento è integrato da una serie di fotografie di Gaza concesse dall’Archivio dell’UNRWA, agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi in Asia Occidentale. I reperti in mostra, provenienti da Gaza, sono rappresentanti da una selezione della collezione di circa 500 pezzi custoditi temporaneamente presso il MAH di Ginevra, su mandato dello Stato di Palestina, e inizialmente destinata alla creazione di un museo archeologico in Palestina, progetto rimasto incompiuto a causa dei conflitti che hanno interessato l’area.
La mostra si inserisce nel dibattito sulla distruzione del patrimonio culturale, fatto non solo di siti archeologici, monumenti storici e altre rappresentazioni fisiche del passato perduti o gravemente danneggiati, ma anche delle persone che li hanno vissuti, celebrati e identificati come parte della loro eredità culturale, e che ora sono morte o fuggite in seguito alla guerra. I questo senso Gaza rappresenta solo l’ultimo di una serie di eventi distruttivi che conflitti bellici, e non solo, stanno causando in tutto il mondo. Tra gli obiettivi della mostra si evidenzia la necessità di tenere viva la memoria di una civiltà millenaria e delle comunità che la incarnavano, sensibilizzando il pubblico sulle necessità di proteggere e tramandare il patrimonio culturale, minacciato dalla guerra e dall’oblio, attraverso il dialogo tra reperti archeologici e arte contemporanea. Fin dall’Età del Bronzo, Gaza ha rappresentato un nodo strategico nelle relazioni fra Africa, Asia e Mediterraneo, luogo di scambio e incontro fra civiltà diverse. La città, punto di passaggio di ruote commerciali, religiose e culturali, ha conosciuto nel corso dei secoli una straordinaria stratificazione storica. Sono questi gli aspetti che l’esposizione vuole sottolineare. Il dialogo con la collezione del Museo Egizio di Torino contribuisce a evidenziare questa fitta rete di connessioni, inserendo Gaza in una geografia più ampia di relazioni e influenze reciproche, contribuendo a restituire la complessità di un territorio che ha svolto un ruolo centrale nel Mediterraneo.
Sono quattro le sezioni tematiche della mostra, la prima intitolata : “passato, presente e futuro in pericolo” sul tema della distruzione del patrimonio, non solo artistico. “Il ruolo di Gaza come ponte commerciale e culturale”, “la produzione del celebre vino di Gaza” e la “ricca rete di influenze reciproche con l’Antico Egitto e l’Antica Grecia” sono alla base delle successive sezioni.
Il progetto prevede un fitto calendario di appuntamenti, dagli incontri ai workshop, dalle performance alle presentazioni a workshop di cucina gazawi a momenti musicali e a una retrospettiva del regista Kamal Aljafari, al Museo Nazionale del Cinema. Questo calendario dimostra un legame profondo e solidale di vicinanza e sostegno da parte di una rete culturale internazionale e cittadina attenta e partecipe. Il 16 maggio, al Salone del Libro, verrà presentato “La storia di Gaza”, di Jean Pierre Figliu.
Mara Martellotta
Si esibirà questa sera all’Inalpi Arena di Torino, per la tappa piemontese del tour partito da Roma, e approdato ieri sera a Milano, Tommaso Paradiso, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo con un brano tra i più applauditi, dal titolo “I romantici”. Paradiso sorprendente il suo pubblico con un doppio annuncio, che segna l’inizio di un nuovo, importante progetto: il ritorno dal vivo con un attesissimo tour nei palazzetti, in programma ad aprile 2026, prodotto da Live Nation e Nuova Musica con il singolo “Lasciamene un po’”, da questo venerdì 12 settembre su tutte le piattaforme digitali e in radio, accompagnato dalla videoclip su Youtube per Columbia Records-Sony Music Italy, già disponibile in prevendita. A distanza di due anni dal suo ultimo progetto discografico “Lasciamene un po’”, prodotto da Simonetta, Paradiso torna confermando il suo stile inconfondibile: una scrittura unica, sempre attuale, con una vena nostalgica capace di trasformare scene quotidiane in immagini universali. Le sonorità, estremamente identitarie, uniscono il calore degli anni Ottanta a un pop contemporaneo diretto e immediato, tra synth, chitarre e ritmi incalzanti, per un brano romantico, incisivo ed estremamente coinvolgente. Il tour nei Palasport toccherà tutta Italia nella primavera del 2026. All’Inalpi Arena si potrà vivere anche l’esperienza della Live Lounge, aperta dalle 19 perché ha acquistato il biglietto specifico sul sito dell’Inalpi Arena, per l’occasione trasformata in una sorta di “Casa Paradiso”, dove dominano cocktail d’amore, menù a tema e atmosfere suggestive. Ad aprire il concerto di Tommaso Paradiso saranno i brani “Sensazioe stupenda”, “Lasciamene un po’”, “Fine dell’estate”, “Promiscuità” e “New York”, nel mezzo i brani “I romantici” e, in chiusura, “Completamente”.
Mara Martellotta
Rinviato per problemi di salute lo spettacolo di Nino Frassica al teatro Colosseo. La data sarà recuperata il 30 ottobre 2026
Lo spettacolo di Nino Frassica & Los Plaggers Band “Tour 2000/3000”, in programma giovedì 23 aprile al teatro Colosseo di Torino, è stato rinviato a causa di problemi di salute dell’artista. La comunicazione del posticipo dell’evento è arrivata dalla direzione del teatro. Il concerto – spettacolo sarà recuperato venerdì 30 ottobre 2026, alle ore 20.30, nella storica sala di via Madama Cristina. Non dovrà essere effettuata nessuna procedura per i fan già in possesso del biglietto, che resterà valido per la nuova data.
Mara Martellotta
Torino rende omaggio a uno dei suoi intellettuali più brillanti e imprevedibili. Nel 2026 Carlo Fruttero avrebbe compiuto cent’anni e la città sceglie di celebrarlo non con una semplice commemorazione, ma con un progetto vivo, aperto e partecipato: nasce il Club Fruttero.
Dal 24 aprile al 31 maggio, Circolo dei lettori ospita una mostra che racconta il laboratorio creativo dello scrittore, traduttore ed editor torinese. Non una biografia tradizionale, ma un viaggio dentro il suo metodo di lavoro: taccuini, bozze corrette a mano, lettere inedite, appunti, materiali editoriali e oggetti curiosi che svelano come ogni dettaglio potesse trasformarsi in letteratura.Al centro del percorso, naturalmente, il sodalizio con Franco Lucentini, con pagine annotate di A che punto è la notte e testimonianze di una delle coppie letterarie più amate del Novecento italiano.
Emergono anche documenti preziosi: lettere di Samuel Beckett, materiali legati al lavoro di traduzione e una curiosa testimonianza di Carla Cerati, che raccontò di aver rimandato una manifestazione per continuare a leggere La donna della domenica. Ma il Club Fruttero non si ferma alla mostra. Il progetto proseguirà fino a novembre con incontri, reading, proiezioni e appuntamenti diffusi tra Torino e non solo. Dal 14 al 18 maggio sbarcherà anche al Salone Internazionale del Libro di Torino con uno stand ispirato al celebre salotto televisivo de L’arte di non leggere.Tra gli eventi più attesi, il 29 maggio il finissage Frullato Fruttero: una maratona collettiva di lettura al Circolo dei lettori, seguita dalla proiezione del film La donna della domenica al Teatro Romano di Torino.
In autunno, il Club si sposterà in Toscana, nei luoghi amati da Fruttero, mentre a novembre arriverà il volume 365 Notes, raccolta dei suoi appunti curata da Domenico Scarpa.Più che un anniversario, Torino costruisce così una porta aperta sull’intelligenza ironica e lucidissima di Fruttero. Un invito a entrare, leggere, discutere e prendere posizione. Proprio come avrebbe voluto lui.
Valeria Rombolà
Riparte il Cineforum dell’Istituto Sociale la Scuola della Compagnia di Gesù di Torino. Una storica iniziativa avviata nel 1949, e interrottasi nel 2016, che ha accompagnato e formato generazioni di torinesi. Un momento di analisi critica, culturale e sociale che ha registrato la partecipazione e il contributo di addetti al mondo del cinema.
Primo appuntamento giovedì 23 aprile, alle 20.30, nel cinema della scuola di corso Siracusa 10, a Torino, con la proiezione del film “Come un gatto in tangeziale” di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi e Antonio Albanese. Il cineforum sarà guidato da Marco Lombardi, giornalista ed ex alunno dell’Istituto Sociale, e la serata vedrà la partecipazione del regista Riccardo Milani. Il cinema è stato da sempre un grande interesse per i gesuiti. Non si può non ricordare Padre Virgilio Fantuzzi, celebre firma della Civiltà Cattolica, amico personale di Rosellini e Pasolini, di cui fu collaboratore volontario e tornando al Cineforum del sociale i padri Gasca Queirazza, Morra e Guerello, che seppero trasformare i momenti di visione dei film in occasioni di introspezione, confronto, crescita personale e collettiva.
Ingresso gratuito.
Mara Martellotta