CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 41

Poco più che rime con Davide Cruccas

Cosa rimane delle canzoni se togliamo loro la musica? Poco piu che rime! Il taccuino ritrovato di un cantautore che appunta idee, testi, scarabocchi e illustrazioni che poi forse diventeranno canzoni.
“Poco più che rime” è un originale progetto del cantautore Davide Cruccas che corre su due binari: quello cartaceo, composto da un libro di testi di canzoni e illustrazioni, e quello sonoro che permette di scegliere i brani tramite il codice QR, per creare un ponte immediato verso l’ascolto. Un taccuino che raccoglie scarabocchi, frammenti e canzoni che prendono forma, ogni pagina rimanda a un brano, ogni brano racconta una pagina, e che nasce da un’abitudine quotidiana, quella di annotare tutto. Come hai iniziato Davide Cruccas? “Canto da sempre, da che io ho memoria, poi ho iniziato a imbracciare la prima chitarra scassata a 13 anni. La radio dei mie genitori allora passava musica italiana: i Nomadi, Celentano, De Gregori, poi mia sorella maggiore iniziò a portare a casa musicassette di Masini, Ramazzotti, Vallesi… Nel frattempo io continuavo a cantare, ascoltare e soprattutto copiare. Verso i sedici anni, complice la scuola superiore, mi innamorai del blues a del folk, da Eric Clapton a Bob Dylan, da Nick Drake e Don Mc Lean, e poi i Beatles, tanti Beatles, e ancora Beatles. Ma adoravo chiunque avesse una voce incredibile: i Platters, Sam Cooke, i Queen, Jeff Buckley. Per anni ho suonato blues e rock in molti locali di Torino, qualcuno esiste ancora, altri sono diventati dei sushi bar. Poi
ho iniziato a sentire il bisogno di dire qualcosa di mio e così sono arrivati i primi brani scritti da me e nel 2008 ho registrato il primo EP di canzoni italiane; poi la perdita del lavoro mi ha spinto a cercare la mia strada altrove e sono andato a vivere a Londra dove suonavo per strada ed in trasmissioni radiofoniche col mio trio folk, e lì ho inciso quattro brani in inglese.
Nel 2012 sono tornato a vivere in Italia, ho continuato a portare in giro i miei brani, che sono poi finiti in un altro Ep intitolato “Il sudore del cantautore” ed ho avuto l’onore di aprire concerti ad artisti come Claudio Lolli, e Zibba e Almalibre. Infine, sono tornato a vivere a Torino, dove insieme a Paolo Rigotto ho registrato il mio primo album “Ballate fra terra e cielo” che contiene 9 canzoni inedite” L’album ha avuto un buon successo da parte della critica di settore e il brano “Siamo ancora vivi” ha ottenuto la targa della critica al Premio Gianmaria Testa”. Ed ora c’è “Poco più che rime” con la prefazione di Fabio Geda e Paolo Capodacqua e con una buona parte di brani arrangiati e prodotti da Eddy Mattei, compositore, arrangiatore e collaboratore di Zucchero Fornaciari.

Igino Macagno

“Socrate 16.22”, teatro e innovazione con Stefano Accorsi

Nell’elegante cornice del Teatro Carignano, all’interno della Biennale Tecnologia — manifestazione sempre più trasversale, capace di interrogare le sfide del futuro anche attraverso il linguaggio dello spettacolo e dell’arte — stamattina la sala gremita e un pubblico caloroso hanno accolto Stefano Accorsi, protagonista di “Socrate 16.22”, affiancato in scena da Ludovica Martino e dalla studiosa Tatiana Tommasi. Lo spettacolo, scritto da Filippo Gentili e diretto da Ferdinando Ceriani, si inserisce pienamente nel dialogo tra teatro e innovazione promosso dalla rassegna.

La narrazione si sviluppa attorno a un rapporto padre-figlia tutt’altro che pacificato: lui rappresenta una generazione cresciuta con l’idea che la tecnologia sia progresso e soluzione, lei invece incarna il dubbio, l’inquietudine di chi si trova a vivere un futuro già scritto da algoritmi e sistemi che sfuggono al controllo umano. Il dialogo tra i due è serrato, a tratti duro, ma sempre attraversato da un legame affettivo che non si spezza mai davvero.

È proprio dentro questa frattura generazionale che si inserisce il tema dell’intelligenza artificiale. Non viene trattata come una minaccia spettacolare o fantascientifica, ma come qualcosa di molto più vicino e insidioso: una presenza che modifica lentamente il modo di pensare, di scegliere, perfino di relazionarsi. Lo spettacolo suggerisce che il rischio più grande non sia una ribellione delle macchine, ma una progressiva rinuncia dell’essere umano alla propria autonomia critica, insieme a una trasformazione — se non vera e propria perdita — del ruolo umano nel lavoro, sempre più spesso delegato o sostituito da sistemi automatizzati.

“Socrate 16.22” funziona perché non dà risposte facili. Mette lo spettatore davanti a una tensione reale: da un lato il fascino inevitabile dell’innovazione, dall’altro la paura che questo stesso progresso possa svuotare di significato le relazioni e l’identità. Ne esce una riflessione lucida e inquieta, che resta addosso anche dopo gli applausi, proprio perché parla più del presente che del futuro.

Al termine dello spettacolo si è aperto anche uno spazio di confronto con il pubblico: domande, osservazioni e riflessioni hanno dato vita a un dialogo vivo e partecipato, segno di quanto i temi affrontati tocchino da vicino e continuino a interrogare, ben oltre la scena.

GIULIANA PRESTIPINO

La Palazzina di Caccia di Stupinigi aperta nei ponti di primavera

Il Giardino Storico, la mostra Sulle strade della Regina e il percorso sulle tracce di Margherita di Savoia

 

 

 

 

La Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO) è aperta al pubblico nei ponti del 25 e 26 aprile e dell’1, 2 e 3 maggio con un’offerta che unisce una passeggiata nel verde del Giardino Storico restaurato, una visita alla mostra che racconta le origini dell’automobile moderna Sulle strade della Regina e un percorso di scoperta de Le stanze di Margherita nell’Appartamento di Levante.

IL GIARDINO STORICO

Il Giardino Storico, recentemente restituito alla fruizione, rende nuovamente leggibile una parte significativa del paesaggio che circonda la residenza sabauda. Le gallerie verdi delle stanze di verzura tornano a definire il disegno del giardino, i parterre recuperano la loro geometria storica e il giardino di levante diventa il primo spazio di accoglienza del percorso di visita.

Tra gli interventi realizzati, percorsi più accessibili, la diffusione della rete wi-fi, una applicazione digitale personalizzata che accompagna la visita e la rievocazione della vasca di Fritz, l’elefante che nell’Ottocento visse a Stupinigi e che qui trovava spazio anche per le proprie abluzioni. L’antica piscina è oggi evocata attraverso una composizione vegetale che ne riproduce la forma, con specie capaci di garantire una fioritura stagionale che suggeriscono, con il colore, la presenza dell’acqua.

 

LA MOSTRA: SULLE STRADE DELLA REGINA

Tra cavalli e motori: la mostra Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna, fino al 28 giugno 2026 nella Citroniera di Ponente, racconta il passaggio dalla carrozza all’automobile ai tempi di Margherita di Savoia mettendo in relazione eleganza formale, innovazione tecnica e trasformazioni della mobilità. Prodotta da FOM – Fondazione Ordine Mauriziano e MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, la mostra mette per la prima volta a confronto automobili storiche provenienti dal MAUTO e carrozze ottocentesche della collezione Nicolotti Furno, offrendo un nuovo sguardo sul mondo dei trasporti tra XIX e XX secolo. Il percorso espositivo attraversa un secolo di cambiamenti culturali e tecnologici, dalle carrozze – come Landau Ronde, Phaeton, Coupè Brougham, espressioni di prestigio, ritualità e status sociale – alle prime automobili italiane e straniere, tra cui Fiat Tipo Zero A, Isotta Fraschini BN 30/40 HP, Oldsmobile 6C Curved Dash, Benz Victoria. Ogni mezzo racconta un mondo in trasformazione: dalla lentezza e ritualità dei viaggi in carrozza, segno evidente di rango e potere, alla novità e al fascino delle prime automobili, ancora rare e sorprendenti, che condividono le strade con i cavalli. Costruttori come Benz, Fiat, Decauville, De Dion Bouton presentano modelli unici, spesso realizzati su misura e destinati a una committenza limitata e selezionata.

 

IL PERCORSO: LE STANZE DI MARGHERITA

Non solo una Regina, ma una donna con un gusto preciso, abitudini quotidiane, affetti, rituali e un’idea moderna dell’abitare. Con “Le stanze di Margherita”, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, in occasione del centenario della morte, invita i visitatori ad entrare nella dimensione più privata e concreta di Margherita di Savoia, ultima sovrana ad abitare la residenza prima della sua trasformazione in museo. Il percorso restituisce l’ultima stagione vissuta di Stupinigi come dimora reale, tra il 1901 e il 1919. In quegli anni la Palazzina non fu più soltanto una residenza di caccia, ma una casa vissuta, adattata, trasformata per rispondere alle esigenze quotidiane della Regina Madre. Attraverso una serie di pannelli tematici con grafica dedicata, collocati nell’Appartamento e nell’Atrio di Levante e nell’area dell’ascensore storico, il percorso mette in dialogo fotografie d’epoca, immagini tratte da riviste del primo Novecento e ambienti attuali, permettendo ai visitatori di confrontare passato e presente in modo immediato e suggestivo. Un QR code, inoltre, consentirà di approfondire la storia attraverso testi e immagini di inizio Novecento.

 

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino

Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi e Giardino Storico: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

Giorno di chiusura: lunedì

Biglietti:

Giardino – 5 euro intero, 3 euro ridotto

Palazzina – 12 euro intero, 8 euro ridotto

Mostra Sulle strade della Regina – 8 euro intero, 6 euro ridotto

Palazzina + Mostra: 18 euro intero, 14 euro ridotto

Palazzina + Giardino: 15 euro intero, 11 euro ridotto

Mostra + Giardino: 11 euro intero, 9 euro ridotto

Palazzina + Mostra + Giardino: 21 euro intero, 17 euro ridotto

Gratuito minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card

Info e prenotazioni: 011 6200601

stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it – www.ordinemauriziano.it

“Viva Jaquerio!” Visita speciale a S. Antonio di Ranverso

Domenica 26 aprile, alle ore 15, alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, si terrà una visita alla scoperta di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte, Jaquerio

“Viva Jaquerio!” è una speciale visita per conoscere la vita, il lavoro e la bottega d’artista di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte che, a Ranverso, ha lasciato la propria firma e il suo più grande capolavoro. Nato da una famiglia con una grande tradizione nella pratica della pittura, Giacomo Jaquerio vive la prima parte della sua vita tra continui spostamenti fra Torino, Ginevra, Thonon Le Bains ed altre località d’Oltralpe, lavorando al servizio di Amedeo VIII di Savoia e ricevendo commesse da istituzioni religiose e da importanti casate nobiliari. Dal 1429 in poi, abitò stabilmente a Torino, e della sua vasta produzione, solo pochissime opere sono documentate. Il primo documento certo relativo a Jaquerio è la sua firma, scoperta solo nel 1914 sugli affreschi dell’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, databile intorno al 1410, epoca in cui l’artista doveva essere già a capo di un’ampia bottega. La “Salita al Calvario” è il suo capolavoro dai tratti profondamente realistici, di crudeltà e dolore, che ne fanno un brano pittorico di grande tensione drammatica.

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso – località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO) – Domenica 26 aprile ore 15

Costo visita: 5 euro oltre al prezzo del biglietto. Indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente. Info e prenotazioni da mercoledì a domenica a 011 6200603 – ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

Mara Martellotta

Inviato dall’app Tiscali Mail.

Mainstream ma non major

CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60


Come già esposto nello scorso articolo di marzo, continuiamo la perlustrazione di etichette celebri in settori e generi ben diversi dal rock, nelle quali tuttavia sottolineiamo parentesi temporali in cui vennero toccati i versanti per noi interessanti, ossia garage, rock psichedelico, acid rock.

Tra queste etichette si segnala “Mainstream Records”, la cui storia si incentrò principalmente su jazz, blues e soul, sia nei primi anni sia nel ritorno del 1970.

Nel 1964 la fondazione, per opera di Bob Shad [Abraham Robert Shadrinsky], a New York, poi “The Orient Express”, “The Underground”, “The Tiffany Shades”, poi il grande viaggio psichedelico con “The Amboy Dukes” di Ted Nugent e con l’ascesa di Janis Joplin partendo dai “Big Brother & The Holding Company”. Il dispendio di denaro per il settore rock era eccessivo e Bob Shad decise di tornare dal 1970 sul jazz, anche con l’astro Miles Davis. Nel 1978 “Mainstream Records” cessò l’attività, che tuttavia fu ripresa ad inizio anni Novanta da Tamara, figlia di Bob Shad. Nel 1993 la Sony acquisì la maggioranza del catalogo, che negli anni 2000 ritornò sotto il controllo della famiglia Shad in “Time / Mainstream Records Group” guidato da Mia Apatow, pronipote di Bob Shad. Si elencano qui i soli 45 giri “Mainstream Records” di garage rock, acid rock e rock psichedelico tra 1965 e 1970:

– THE PATRIOTS “The Prophet / I’ll Be There” (631) [1965];

– THE UNUSUALS “Summer Is Over / I Could Go On” (653) [1966];

– THE LOVED ONES “Ever Lovin’ Man / More Than Love” (658) [1966];

– FEVER TREE “Hey Mister / I Can Beat Your Drum” (661) [1966];

– EUPHORIA “Hungry Women / No Me Tomorrow” (655) [1967];

– THE WILDFLOWER “Baby Dear / Wind Dream” (659) [1967];

– THE UNDERGROUND “Satisfy’n Sunday / Easy” (660) [1967];

– THE NEW DAWN “Funny Feeling / Slave Of Desire” (664) [1967];

– FEVER TREE “Girl, Oh Girl (Don’t Push Me) / Steve Lenore” (665) [1967];

– BIG BROTHER & THE HOLDING COMPANY “Bye, Bye Baby / Intruder” (666) [1967];

– THE SUPERFINE DANDELION “People In The Street / The Other Sidewalk” (672) [1967];

– THE SUPERFINE DANDELION “Crazy Town (Move On Little Children) / Janies Tomb” (673) [1967];

– THE JELLY BEAN BANDITS “Country Woman / Generation” (674) [1967];

– BIG BROTHER & THE HOLDING COMPANY “Women Is Losers / Light Is Faster Than Sound” (675) [1968];

– THE AMBOY DUKES “Baby Please Don’t Go / Psalms Of Aftermath” (676) [1968];

– THE TIFFANY SHADE “Would You Take My Mind Out For A Walk / One Good Reason” (677) [1968];

– THE TIFFANY SHADE “An Older Man / Sam” (680) [1968];

– BOHEMIAN VENDETTA “I Wanna Touch Your Heart / Riddles & Fairytales” (681) [1968];

– THE TANGERINE ZOO “One More Heartache / Trip To The Zoo” (682) [1968];

– THE AMBOY DUKES “Mississippi Murderer / Journey To The Center Of The Mind” (684) [1968];

– THE GROWING CONCERN “A Boy I Once Knew Well / Tomorrow Has Been Cancelled” (685) [1968];

– ELLIE POP “Seven North Frederick / Can’t Be Love” (686) [1968];

– THE ART OF LOVIN’ “You’ve Got The Power / Good Times” (687) [1968];

– THE WRONGH BLACK BAG “Wake Me, Shake Me / I Don’t Know Why” (689) [1968];

– THE TANGERINE ZOO “Like People [I-II]” (690) [1968];

– THE SCARLET LETTER “Outside Woman Blues / Macaroni Mountain” (691) [1968];

– THE AMBOY DUKES “You Talk Sunshine, I Breath Fire / Scottish Tea” (693) [1968];

– STONE CIRCUS “What Went Wrong / Mr. Grey” (694) [1968];

– HENRY TREE “Penfield Town [I-II]” (MRC 729) [1968];

– THE PEBBLES “Forty Miles / Get Around” (695) [1969];

– THE SCARLET LETTER “Mary Maiden / Timekeeper” (696) [169];

– THE AMBOY DUKES “Prodigal Man / Good Natured Emma” (700) [1969];

– THE YEOMEN “The Chains (That Set Me Free) / [I-II]” (701) [1969];

– THE AMBOY DUKES “For His Namesake / Loaded For Bear” (704) [1969];

– LIFE ‘N’ SOUL “Here Comes Yesterday Again / Dear Paul” (705) [1969];

– THE LAST NIKLE “Save Your Love For Me / Five O’clock Sun” (708) [1969];

– THE AMBOY DUKES “Flight Of The Byrd [I-II]” (711) [1969];

– MAXX “200 Years [I-II]” (714) [1969];

– LINCOLN ST. EXIT “Soulful Drifter / Time Has Come Gonna Die” (722) [1970];

– JOSEFUS “Jimmy Jimmy / Sephus Blues” (725) [1970];

– DECEMBER’S CHILDREN “Sweet Talkin Woman / Back Road Rider” (728) [1970];

– EAST RIVER DRIVE “Hard Way To Go / Dirty Woman” (MRC 723) [1970];

– LION “Natural Man / Sometimes I Feel Like Pennsylvania” (MRC 727) [1970];

– FREEPORT “I Need Your Lovin’ / It’s A Brand New Morning” (MRC 730) [1970];

– LACEWING “Paradox [I-II]” (MRC 731) [1970];

– FREEPORT “Now That She’s Gone / Misunderstood” (MRC 732) [1970].

Gian Marchisio

La poesia: “Le case”

Di Graziella Provera

 

Mentre che camino così,
tanto pe’ fa’ ‘na passeggiata,
guardo le case che incontro ne la via.
Quanti palazzi co’ li muri scoloriti,
li scuri che se staccano
e pure un po’ ammuffiti.

Le case de’ la povera gente
se somijan tutte:
diciamoce ‘a verità :
so’ proprio brutte.

N’antra cosa so’ le case
de’ signori: scale de marmo,
giardini, mobili de’ pregio.

Nun è tanto er fatto de conta’ le lire
pe’ ariva’ ar giorno de’ la paga,
quanto che l’uni se riempion l’occhi
de’ bellezza,
a l’altri je se strigne er core
de vede’ sempre er solito squallore.

Nun è forse nutrimento necessario
la bellezza quanto er pane?
Questo è er pensiero mio
ma so’ poeta, e l’opinione de’ poeti
se sa’ nun conta gnente.

Me so’ persuasa che l’unica cosa
che c’è fa tutti eguali
sarà l’incontro che faremo
a la fine der camino,
nun serve che me spieghi
m’avete già capito.

E ve pensate che nostro Padre
nei cieli peserà er capitale
che ci avemo in banca?
L’unica cosa che vedrà nostro Signore
sarà se c’avremo avuto
un grande core.

17 aprile 2026

Manara tra letteratura, cinema e storia

L’associazione Culturale Torino Comics presenta la mostra dedicata a Milo Manara, uno dei più grandi maestri del fumetto internazionale, aperta dal 17 aprile al 28 giugno prossimo.

Si intitola “Manara e l’arte del racconto, letteratura, cinema e storia” la mostra dedicata al fumettista Milo Manara, classe 1945, e ospitata alla Certosa Reale di Collegno, inaugurata nel pomeriggio del 17 aprile e aperta fino al 28 giugno prossimo.
L’autore sarà ospite d’onore a Torino Comics dal 30 maggio al 1⁰ giugno prossimi. L’esposizione è  organizzata dall’associazione culturale Torino Comics, con il patrocinio e il contributo del Comune di Collegno, in collaborazione con Comicon, Rete Italiana del Fumetto, Visiona Società Cooperativa e Associazione Antidoto Felice e pone in luce, grazie a un ampio percorso attraverso l’opera dell’autore, la capacità di Manara di dialogare con i grandi patrimoni della cultura, rielaborandoli in una forma narrativa unica, riconoscibile e profondamente contemporanea.
La mostra seleziona oltre cinquanta tra tavole originali, riproduzioni, storyboard, documenti e materiali vari, restituendo al pubblico la complessità del lavoro di Manara, evidenziandone la precisione del tratto, la costruzione compositiva e la profondità della ricerca iconografica e narrativa. Le opere esposte, in formati che variano da 50×70 ai 70×100 cm, permettono di cogliere da vicino la cura del dettaglio e la forza espressiva che hanno reso Manara uno degli autori più riconoscibili del panorama contemporaneo.

Il percorso espositivo si articola lungo alcune direttrici fondamentali del suo lavoro: il rapporto con letteratura e cinema, la rilettura della storia e l’interpretazione della cultura contemporanea. In questo dialogo continuo tra linguaggi, opere come “ Viaggio a Tulum” e “Il viaggio di G. Mastorna” testimoniano il sodalizio artistico con Federico Fellini, mentre i cicli dedicati a “Caravaggio e i Borgia” mostrano la capacità di tradurre eventi e figure storiche in narrazione visiva, con un equilibrio tra rigore e interpretazione.
Accanto a questi lavori, trovano spazio ritratti e illustrazioni dedicate a protagoniste della musica, del cinema e della cultura, che restituiscono il ruolo di Manara quale interpretee osservatore del panorama culturale internazionale.
La mostra si propone, così, come un viaggio nell’arte del racconto a fumetti, capace di attraversare epoche, immaginari e linguaggi diversi.

“Ospitare a Collegno una mostra dedicata  a Milo Manara significa accogliere uno dei protagonisti assoluti della storia del fumetto internazionale,  un autore che ha saputo trasformare il disegno in un  linguaggio narrativo capace di parlare a diverse generazioni, attraversando mondi culturali anche molto lontani tra loro – ha commentato il sindaco della Città di Collegno Matteo Cavallone – Come Città di Collegno siamo orgogliosi di sostenere questa iniziativa, realizzata con l’associazione culturale Torino Comics e crediamo che portare qui l’opera di Manara significhi offrire al nostro territorio un’esperienza culturale di altissimo livello, capace di stimolare sguardi nuovi e di avvicinare il pubblico all’arte del fumetto, quale forma espressiva matura, raccontando il mondo con una matita e un’immaginazione inesauribile”
“Questa mostra dedicata a Milo Manara rappresenta per Collegno non solo un appuntamento espositivo di grande prestigio, ma anche un’occasione per riflettere sul ruolo che le arti visive e il fumetto svolgono oggi nella costruzione del nostro immaginario collettivo.  Il lavoro di Manara, con la sua capacità di attraversare linguaggi e discipline,  ricorda allo spettatore che la cultura è un  territorio vivo in cui il dialogo tra passato e presente genera continuamente nuove forme di racconto – spiega l’Assessora alla Cultura Clara Bertolo – abbiamo scelto di sostenere questo progetto perché crediamo che la Sala delle Arti debba essere uno spazio aperto, capace di ospitare linguaggi diversi offrendo al pubblico strumenti per leggere la complessità del nostro tempo”.

Mara Martellotta

Il cuore della libertà

Teatro Concordia

Lunedì 20 aprile, ore 21

 

 

 

Il cuore della libertà è il racconto dei tre giorni che precedono la strage di Givoletto del 23 febbraio 1945 nella quale perse la vita, oltre ad altri partigiani, la giovane staffetta Domenico Luciano di soli 11 anni, trucidato dai Nazifascisti.

Lo spettacolo è il racconto delle emozioni di un bambino-partigiano che si ricongiunge ad amici e fratelli combattenti per un paese libero dalla guerra e dall’oppressione. Il punto di vista di Domenico si intreccia e si scontra con quello di suo fratello e degli altri membri della brigata e si snoda in dialoghi e sogni ad occhi aperti, cullato dalla musica eseguita dal vivo che fa da contrappunto alle vicende e ai pensieri dei personaggi. Il cuore della libertà racconta una vicenda singola, ma pone l’accento sulla trasversalità e la collettività della Resistenza che ha unito persone di età e ideali diversi tra loro, ma solidali verso un unico obiettivo: la liberazione e la pace.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Lunedì 20 aprile 2026, ore 21

Il cuore della libertà

Regia: Melina Pellicano

Testo: Francesco Varano in collaborazione con Anpi Torino

Con Alberto Barbi, Tommaso Calvi, Umberto Poli, Maurizio Misceo

Musiche originali, eseguite dal vivo da Umberto Poli, polistrumentista

Scenografia: Eleonora Rasetto

Biglietti: intero 13 euro, ridotto 10 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it