Nel parco della cascina Vigna a Carmagnola è in programma da martedì 9 a sabato 13 giugno prossimi il festival letterario “Letti di Notte 2026”, sotto la direzione artistica di Maurizio Liberti.
L’evento, giunto alla sua decima edizione consecutiva, è patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino, promosso dal gruppo di Lettura Carmagnola del Comune nell’ambito delle iniziative del mese della cultura.
Durante le serate di “Letti di Notte”, gli autori presenteranno le loro opere, dialogando con i giornalisti – investigatori e rispondendo alle domande del pubblico e rendendosi poi disponibili per il firma copie.
Tutti gli incontri avranno inizio alle 21, a ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Non è prevista la prenotazione.
Il primo incontro sarà martedì 9 giugno con la giornalista Concita De Gregorio, che presenterà il suo libro dal titolo “ La cura”( Einaudi Editore), mercoledì 10 sarà la volta di Viola Ardone con il libro “Tanta ancora vita”, sempre di Einaudi editore; giovedì 11 Fulvio Marino presenterà “Tutto il mondo del pane”, edito da Slow Food; venerdì 12 Enzo Iachetti sarà sul palco per presentare il suo libro “25 minuti di felicità” e sabato 13 giugno Felicia Kingsley presenterà dell’editore Newton Compton il suo libro intitolato “ Mezzanotte a Parigi”.
Durante il festival ogni sera si esibiranno le artiste di Essenza Danza, con momenti di ballo ispirati ai libri e agli scrittori presenti sul palco, grazie alle coreografie ideate da Elena Piazza.
Prosegue anche l’iniziativa “Letti di Notte Kids”, nata da un’idea della Fondazione di Comunità di Carmagnola realizzata da MUSLI Torino, in collaborazione con l’Associazione MuseInsieme e Istituto Baldessano Roccati. Si tratta di un laboratorio gratuito per bambini, in modo che i genitori possano godersi tranquillamente le serate.
A Carmagnola è previsto anche un Extrafestival, in cui sono attesi Paolo Kessisoglu con “Ieri è il momento giusto”, mercoledì 3 giugno alle 21; Maurizio Ferrini e Giovanni Fabiano con “A carnevale ogni omicidio vale “ mercoledì 17 e Alessandro Beloli con “Geopolitica a portata di mano” , mercoledì 24 giugno.
“Letti di Notte” rientra per il quarto anno consecutivo in “Luci del Festival” del Salone Internazionale del Libro di Torino. Il manifesto originale dell’edizione 2026 è stato disegnato da Stefano Tambellini e la sigla ufficiale del festival è, quest’anno, rappresentata dalla canzone “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani, rivisitata dal gruppo musicale carmagnolese X Beats e dal compositore Gerardo Bergamo.
Il videoclip originale della canzone è stato realizzato dal regista Davide Lamberto.
Numerose anche le iniziative collaterali previste. Sul fronte gastronomico è in vendita la “Book Pie”, un dolce ideato dalle panetterie cittadine . Quest’anno la frolla al cioccolato racchiude una farcitura di fragole. Parallelamente i gelatai del territorio proporranno il “Book Cream”, ispirato ai sapori del “Book Pie”. Sarà anche presente la frolla estiva rivisitata dai maestri pasticceri carmagnolesi con il nome di “Book Sacher”.
Per il terzo anno torna il Contest fotografico “Libri, libri, libri” realizzato con il contributo del Circolo fotografico “La fonte” di Carmagnola.
Due i concorsi per le scuole superiori del territorio, con premiazione il 10 giugno. Il contest di scrittura “ Adesso scrivo io’, che quest’anno ha affrontato il tema del mondo tra venti anni e ha visto protagonisti studenti dell’Istituto Arimondi-Eula di Racconigi. Allievi e allieve del Baldessano- Roccati di Carmagnola si sono cimentati nel contesto “ Adesso creo io” tra scrittura fotografica, musica, video dedicati al tema del karma.
È tornato il concorso delle vetrine per i negozi del territorio. Tutto gli allestimenti scenici di “Letti di notte 2026” sono stati affidati a un’iniziativa di economia circolare e recupero sociale, la Blulab, mentre le “Book Pie” sbarcano anche a Torino grazie alla collaborazione con il panificio Panacea Social Farm.
Una mostra antologica è poi dedicata alle precedenti edizioni del Festival, con scatti del circolo fotografico La Fonte, nell’ambito del progetto “Arte che cura” del reparto di Oncologia dell’Ospedale San Lorenzo di Carmagnola, in collaborazione con l’ASL TO 5.
Per i dettagli della manifestazione www.gruppodilettura.net o tel 3925938504.
MM




In tal senso, é da leggersi la pittura di fragile realismo, pur nella tecnica di perfetta definizione, di Riccardo Albiero. Figura ascetica, le braccia lungo i fianchi, una postura composta in silente, intima preghiera nel suo fisso osservarci quali amichevoli presenze cui chiedere gesti di comune devota condivisione, quella del giovane (autoritratto?) dallo sguardo profondo e penetrante di “The Silent Choir”. Alle sue spalle un “telo sospeso” (quasi sipario teatrale) in cui vediamo muoversi “ombre di colombe in volo” (simbolo eterno di pace cristiana e riconciliazione divina), riflesse in un gioco di smosso chiaro-scuro nell’ampia camicia chiusa ai polsi, fiori appena accennati nella delicatezza di morbide cromie e un “cardo” disegnato in basso a sinistra. Il volto del giovane “non descrive un’ identità definita–sottolinea Irene Finiguerra – ma una presenza interiore, come una figura che affiora come memoria dell’anima, come tracce di un mistero che non si lascia afferrare ma solo intuire”. E mistero, realtà simbolica è ancora il “cardo” che si ripete da “The Silent Choir” al più piccolo “Sorrowful Charm”, dove appare tenuto in mano forse dallo stesso giovane del precedente dipinto. Anche qui, non semplice grafica ornamentale di una comune “pianta” erbacea, ma, in ambito religioso, elevato simbolo associato al dolore, alla corona di spine e alla passione del Cristo, del Cristo che si fa uomo e assume su di sé la maledizione della Genesi per redimere l’umanità. Ancora Irene Finiguerra:“Queste opere parlano a chi crede, ma anche a chi è in ricerca. A chi riconosce nel tempo pasquale un mistero di fede e a chi, semplicemente, attraversa la Cattedrale in cerca di silenzio. Non chiedono appartenenza, ma disponibilità all’ascolto. In un tempo spesso segnato dal rumore e dalla fretta, invitano a sostare senza difese, a lasciarsi toccare da una luce che non impone risposte ma apre domande. Fino a giugno, nel tempo disteso che segue la Pasqua e conduce verso la pienezza della luce estiva, queste immagini continuano a parlare di vita che rinasce e di presenza che si fa discreta. Non proclamano, non spiegano: accompagnano. Sono come preghiere mute affidate alla pittura, offerte silenziose che chiedono soltanto di essere accolte”.






