CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 41

Duetti senza età, Retesette e Gypsy Academy di Torino di nuovo insieme

 

Nel nuovo family talent ricco di emozioni da martedì 9 dicembre

“Duetti senza età”; al via su Retesette la musica che unisce le generazioni. Prende il via da martedì 9 dicembre alle ore 21.30 sul canale 13 del telecomando il nuovo talent show ideato da Retesette in coproduzione con la prestigiosa Gipsy Academy, dal titolo “Nonni e nipoti – Duetti senza età”. Si tratta di un format originale e completamente made in Turin che vuole essere molto di più di una semplice gara, ma un viaggio musicale nel cuore dei sentimenti familiari, un’esperienza di condivisione e riscoperta del legame speciale  che unisce nonni e nipoti.
Attraverso la magia della musica e del talento, il programma celebra l’unione indissolubile tra le generazioni, trasformando il palcoscenico in un luogo di emozioni autentiche e ricordi da custodire.
Si tratta di un talent completamente innovativo, pronto a far parlare di sé per la sua formula originale, costituita di divertimento, buona musica,  spettacolo e soprattutto sentimenti veri.

I valori chiave dello show sono chiari e universali, famiglia, ascolto reciproco, condivisione, rispetto, gioia della musica e crescita attraverso l’insegnamento reciproco tra nonni e nipoti. A fare da cornice inclusione, semplicità e autenticità, elementi che si riflettono in un linguaggio accessibile e in un’atmosfera calorosa e accogliente.
Le coppie formate da nonni e nipoti si esibiranno in duetti musicali ricchi di emozione, davanti a una giuria di eccezione, presieduta da Margherita Fumero , nota attrice torinese di teatro e televisione, indimenticabile protagonista di Drive in.
Per partecipare non è  richiesta esperienza professionale,  ma soltanto la voglia e il desiderio dimettersi in gioco.
Nonni e nipoti andrà in onda martedì 9 dicembre e mercoledì 10 dicembre in prima serata.

(Casting@rete7.it Whatsapp 3488040252)

Mara Martellotta

“Resistenza e Creatività”, l’Eterno Partigiano al Polo del ‘900

Giovedì 11 dicembre 2025, ORE 17.30

POLO DEL ‘900 – Auditorium

Palazzo San Daniele – Piazzetta Franco Antonicelli – Torino

Con Paolo BERIZZI, Massimo ZAMBONI e Caterina ZAMBONI RUSSIA

 

 

Nell’ottantesimo anniversario della Liberazione, il titolo “L’Eterno Partigiano” ha un significato preciso: confrontarsi con l’inevitabilità della scomparsa degli ultimi partigiani viventi. Cosa resta della lotta di Resistenza? Come conservare e accogliere l’eredità di quella storia? Come rendervi partecipi le generazioni più giovani?

Giovedì 11 dicembre, alle ore 17.30, l’Auditorium del Polo del ‘900 (Palazzo San Daniele, piazzetta Franco Antonicelli, Torino), ospiterà, nell’ambito dell’evento “Resistenza e Creatività”, il dialogo tra Paolo BERIZZI (Giornalista de La Repubblica e saggista) e Massimo ZAMBONI (musicista, scrittore e fondatore del gruppo CCCP) sul tema “L’Eterno Partigiano”, con letture finali di Caterina Zamboni Russia.

L’incontro è organizzato dal Museo Diffuso della Resistenza di Torino, in collaborazione con il Polo del ‘900, il Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte e il Portami Via Festival.

Spiega Domenico Ravettivicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione: «L’Eterno Partigiano è stato il titolo dell’edizione 2025 del “Portami Via Festival”, manifestazione culturale diretta da Massimo Zamboni, che si svolge ogni estate nei luoghi dell’alta Langa astigiana. Abbiamo voluto riproporlo a Torino, come momento di riflessione conclusiva dell’80° anniversario della Liberazione. Un incontro pubblico dedicato al tema della “memoria resistente” come valore pubblico, coinvolgendo e dando spazio alle domande delle nuove generazioni».

Un dialogo tra giornalismo, testimonianza e letteratura, una riflessione in merito a come la Resistenza continui a parlare oggi: non come nostalgia, ma come strumento di cittadinanza attiva, diritti e democrazia.

 

Alle 19 visita guidata al Museo Diffuso della Resistenza e aperitivo.

Alle 20.30 concerto “Echi di libertà”: 6 composizioni brevi in anteprima assoluta create ed eseguite da studenti del Conservatorio G. Verdi di Torino, intervallate da letture da parte dell’attrice Valentina Virando di testi sulla Resistenza di Franco Antonicelli, Nuto Revelli e altri, selezionati da Istoreto.

I protagonisti

Paolo Berizzi

Giornalista, inviato speciale de La Repubblica e scrittore. Nel corso della sua carriera ha firmato reportage su lavoro nero e caporalato, criminalità organizzata, narcotraffico, terrorismo di matrice islamica, devianza giovanile e sicurezza urbana. È considerato oggi una delle voci più autorevoli nel racconto e nell’analisi dei movimenti neofascisti in Italia. Su questi temi ha pubblicato diversi saggi, tra cui NazItalia (2018), L’educazione di un fascista (2020), È gradita la camicia nera (2021), fino al recente Il libro segreto di CasaPound. A causa delle pressioni e delle minacce ricevute da gruppi dell’estrema destra, Berizzi vive sotto scorta da diversi anni: è l’unico giornalista europeo ad essere protetto per ragioni direttamente connesse all’estremismo neofascista.

Massimo Zamboni

Musicista, compositore e autore, tra le figure più influenti della scena alternativa italiana. Fondatore insieme a Giovanni Lindo Ferretti nel 1982 dei CCCP – Fedeli alla Linea, ha contribuito a rinnovare profondamente il linguaggio musicale e culturale del punk italiano. Dopo la fine dei CCCP è stato tra i protagonisti del progetto CSI. A partire dagli anni 2000 Zamboni intraprende un solido percorso da solista: pubblica album, colonne sonore e progetti misti tra musica, teatro e narrazione (come nello spettacolo P.P.P. – Profezia è Predire il Presente, dedicato a Pasolini). Nei suoi libri intreccia memoria storica, autobiografia e riflessione civile (L’eco di uno sparoNessuna voce dentroBestiario selvaticoLa Trionferà, e il recente Pregate per Ea). È direttore artistico del Portami Via Festival.

Caterina Zamboni Russia

Laureata in Scienze filosofiche presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha pubblicato L’Eterno Partigiano. Frammenti per un’epica della liberazione, un’opera che intreccia memoria storica, narrazione e indagine filosofica attorno alla figura del partigiano, alla sua eredità e ai luoghi della Resistenza. È presidente di Terre Native ETS, un’associazione culturale che si occupa di indagare e praticare l’idea del radicamento come forma virtuosa di appartenenza ai luoghi.

Nelle Foto: Berizzi, Zamboni, Zamboni Russia

The Phair dal 22 al 24 maggio 2026 nella sala Fucine delle OGR

The Phair Photo Art Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia e alls opere d’arte realizzate con il mezzo fotografico, ritornerà a Torino per il settimo anno consecutivo, dal 22 al 24 maggio 2026, nella sala Fucine delle OGR Torino. Ogni anno, attraverso la scelta di un’immagine guida, The Phair si propone lo scopo di valorizzare il profondo legame tra Torino e la fotografia, attraverso la collaborazione con le principali istituzioni museali del territorio. È stata svelata anche l’immagine guida, che rappresenta il punto di partenza della visione curatoriale della fiera e simbolo del rapporto tra la ricerca artistica e la città. Per il 2026 The Phair presenta un’opera proveniente dal Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea, una fotografia di Nanda Lanfranco che ritrae l’artista Giuseppe Penone, nato a Garessio nel 1947, intento a passeggiare negli spazi del museo. La fotografia è stata scattata nel 1991 e mostra Penone come un corpo in movimento, colto nell’attraversamento di una soglia immaginaria. L’immagine fa parte del Fondo Nanda Lanfranco, istituito nel 2025 da CRRI centro di Ricerca Castello di Rivoli, e gentilmente concessa dal museo. L’opera scelta condensa in un unico gesto la relazione tra corpo, spazio e pensiero, incarnando quel dialogo tra linguaggi che definisce l’identità di The Phair, e la sua vocazione alla ricerca a e alla sperimentazione.

Mara Martellotta

Questa sera al Gobetti, Carrozzeria Orfeo: “Misurare il salto delle rane”

Martedì 9 dicembre, alle 19.30, debutterà al teatro Gobetti la pièce teatrale “Misurare il salto delle rane”, una creazione di Carrozzeria Orfeo, che ha recentemente ricevuto il premio della Critica ANCT 2025 come Miglior Spettacolo. La drammaturgia è di Gabriele Di Luca, che cura anche la regia insieme a Massimiliano Setti. Protagoniste Elsa Bossi, Marina Occhionero, Chiara Stoppa. Le musiche originali sono di Massimiliano Setti, le scene di Enzo Moloni, i costumi di Elisabetta Zinelli, e le luci di Carrozzeria Orfeo. La pièce rimarrà in scena, per la stagione del Teatro Stabile di Torino, fino a domenica 14 dicembre.

“Misurare il salto delle rane” è una dark comedy ambientata in un piccolo paese di pescatori negli anni Novanta. Protagoniste sono tre donne di diverse generazioni: Lori, Betti e Iris, unite da un tragico lutto avvenuto vent’anni prima e ancora avvolto da un’aura di mistero. Questa nuova produzione di Carrozzeria Orfeo, senza rinunciare all’ironia che la contraddistingue, vuole essere un’indagine tragicomica e poetica sulla condizione umana contemporanea, un viaggio nell’intimità di tre realtà femminili che si specchiano l’una nell’altra, rifiutando etichette che provengono dall’esterno. Tre età, tre mondi, tre stagioni della vita che intrecciano le loro esistenze segnate da lutti e assenze, ma anche da rinascite e complicità profonde. Le manifestazioni della violenza e dell’oppressione verso le donne, endemiche nei contesti rurali dell’epoca, affiorano nel tessuto sociale della comunità con modalità sottili ma pervasive. I personaggi maschili incarnano quasi invariabilmente figure di minaccia o fallimento. “Misurare il salto delle rane” rappresenta un invito a confrontarsi con i propri limiti, a cercare bellezza nei gesti semplici, in piccoli atti di trasformazione, dove pare non accadere alcunché. È un’ode alla complessità dell’essere umano, con la sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi, tra ciò che ci definisce e ciò che ci supera.

“’Misurare il salto delle rane’ – dalla drammaturgia di Gabriele Di Luca – è un titolo enigmatico ed evocativo: la rana, creatura anfibia, vive tra due mondi, è simbolo di metamorfosi e adattamento, ma anche di resilienza e forza primordiale. Il suo salto rappresenta un movimento di trasformazione, l’abbandono di uno stato precedente per approdare a uno nuovo. Questo titolo assume molteplici significati per le protagoniste: Lori è intrappolata in una stasi emotiva, incapace di compiere quel salto nell’elaborazione del lutto, per Betti, con la sua ossessione per le gare di salto, ogni centimetro guadagnato da Froggy è una piccola vittoria su un destino che l’ha marchiata come pazza, Iris ha compiuto un salto significativo abbandonando la sua vita agiata per seguire l’impulso di consegnare quel messaggio, ma si trova ora a dover decidere se continuare verso una verità potenzialmente distruttiva o retrocedere nella sicurezza delle convenzioni. Misurare questi salti è impresa impossibile, come quantificare il coraggio, la disperazione o la speranza. Come calcolare la distanza emotiva tra un prima e un dopo segnato dal trauma ? In un contesto sociale che ha normalizzato la violenza di genere, il salto diventa anche atto politico, scegliere di non restare immobili, di non accettare passivamente il ruolo imposto. Le tre protagoniste saltano oltre le convenzioni, rifiutando di rimanere intrappolate nei ruoli prescritti”.

Info: teatro Gobetti – via Rossini 8, Torino

Orari: martedì, giovedì, sabato ore 19.30 /mercoledì e venerdì ore 20.45/ domenica ore 16

Biglietteria: Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino – 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

Sempre intolleranti

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

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Pier Franco Quaglieni

Al Salone del libro di Torino del 2017 il direttore Lagioia, il presidente della Regione Chiamparino, la sindaca Appendino impedirono ad una casa editrice di destra, Altaforte, di avere lo stand, malgrado lo avesse già pagato. Si mosse la tribù degli intolleranti. Un’autrice sciocchina propose niente di meno  che di offrire una percentuale del suo venduto (in verità quattro soldi) all’ ANPI come ulteriore risarcimento. Follie che sanzionai anche in un mio libro. Io andai a quell’edizione, esibendo il “ Trattato  sulla tolleranza” di Voltaire. Dovetti spiegare ad alcuni il senso di quella scelta, opposta all’esclusione maldestra operata da Lagioia. Alla Fiera di Roma in corso scrittori, editori e attivisti si sono  schierati contro lo stand di “Passaggio al bosco”. Hanno messo dei drappi neri sui libri, in effetti il colore giusto sarebbe  stato il rosso. Zero Calcare è il capofila della protesta. Eppure la rassegna si intitola “Più Libri più Liberi“. Una rassegna che , se si applicasse un criterio equanime dovrebbe escludere in primis i fascisti rossi. Un corteo di editori è arrivato alla stand contestato, urlando “ Via i fascisti dalla fiera” ,intonando poi “Bella ciao” .  Alcuni editori sostengono che “la democrazia non è una scatola vuota dove possono stare tutti. I fascisti per noi e per la Costituzione non possono stare”. In verità la Costituzione all’articolo 21 garantisce una libertà di pensiero senza limitazioni ideologiche di sorta. Mi ricordano alcuni estremisti che volevano escludere dal liceo “Segreé“ di Torino gli studenti di destra, dimenticando il diritto costituzionale all’istruzione. I cartelli “chiuso per antifascismo” in una fiera  rivelano anche un certo sciocco e ridicolo   autolesionismo. Dire che “il fascismo non è cultura” è un’altra  sciocchezza. Nel 1925, cent’anni fa, Giovanni Gentile scrisse il manifesto degli intellettuali fascisti a cui rispose Croce con quello degli intellettuali non fascisti. Basterebbe questo fatto storico a dirimere la questione. Quello che sta accedendo a Roma fa il paio con i pro Pal della violenza e degli spray che vogliono “bloccare tutto”. Il fascismo degli antifascisti, diceva Ennio Flaiano, è una realtà. Purtroppo siamo ancora fermi al palo, malgrado i decenni trascorsi. Povera libertà!

Al Pop App Museum i libri si animano

 L’inaugurazione è prevista l’11 dicembre prossimo

Nasce  a Torino il Pop App Museum a palazzo Barolo, l’unico a livello italiano e europeo, un suggestivo percorso  alla scoperta dei libri animati, libri speciali capaci di suscitare meraviglia e divertimento grazie ad effetti di tridimensionalità,  veri precursori delle moderne applicazioni digitali.  Si arricchisce così il viaggio fantastico tra libri animati e multimedialità del MUSLI, unico a livello italiano ed europeo. L’inaugurazione sarà l’11 dicembre al Musli di Torino, Museo della Scuola e del Libro per l’infanzia di via delle Orfane 7/a, con una mostra dedicata al geniale creatore di libri animati Lotont Meggendorfer, in occasione del centenario della sua morte. I materiali fanno parte del ricco patrimonio della Fondazione Tancredi di Barolo, donato dal presidente Pompeo Vagliani.

Le nuove sale, messe a disposizione dall’Opera Barolo, integrano il percorso già  esistente al MUSLI sui libri animati  e vengono inaugurate l’11 dicembre con la mostra “Sempre allegri bambini! Lothat Meggendorfer e il libro animato in Italia tra Ottocento e Novecento”, visitabile dal 12 dicembre al 28 giugno 2026. Il nuovo museo ha suscitato un grande interesse internazionale, testimoniato dalla presenza all’inaugurazione di ospiti illustri, che racconteranno diverse esperienze sul tema dei libri animati sviluppate in tutto il mondo , in particolare negli Stati Uniti, in Francia e Germania.

Il Pop App Museum rappresenta il punto di arrivo di un progetto avviato nel 2017 dalla Fondazione Tancredi di Barolo allo scopo di valorizzare  e mettere a disposizione del pubblico, degli studiosi e specialisti, ma anche degli appassionati e collezionisti, il patrimonio di materiali , conoscenze ed esperienze  sviluppati  negli ultimi dieci anni. Il progetto ha visto contemporaneamente la costituzione all’interno della Fondazione Tancredi Barolo dell’International Centre on Interactive Books, che supporta e garantisce le attività scientifiche,  di ricerca e valorizzazione sul tema e pubblica anche la rivista online “JIB journal on  Interactive Books”.

Il Pop-App Museum integra in un percorso espositivo unitario le sei nuove sale e gli spazi preesistenti del MUSLI dedicati ai libri animati. Si tratta di un nuovo museo interattivo che valorizza il collegamento tra la storia dei libri animati e le nuove tecnologie digitali, a partire da un patrimonio librario di interesse storico di oltre 1500 esemplari, che costituisce la più importante collezione in Italia  a disposizione del pubblico. Il progetto proseguirà nel 2026-2027 con l’allestimento definitivo del percorso complessivo. Saranno sviluppati nuovo contenuti multimediali,  con la creazione di un database consultabile online sulla collezione di libri mobili del MUSLI e verranno ampliate l’attività di formazione e i laboratori per la realizzazione di artefatti interattivi, sia cartacei sia multimediali.

Attraverso le attività didattiche rivolte alle scuole, il Museo permetterà di stimolare la creatività e facilitare l’avvicinamento alla lettura. Potrà inoltre costituire un’officina di sperimentazione per favorire lo sviluppo di competenze scientifiche e professionali,  per esempio nell’ambito del restauro e del cinema di animazione , in continuità con le esperienze già consolidate con il Centro di Conservazione Restauro La Venaria Reale, il Centro Sperimentale di Cinematografia e a quelle avviate recentemente con il Politecnico di Torino e l’Accademia Albertina.

Il Pop- App Museum intende inoltre stimolare esportare anche in Italia la presenza di nuovi talenti nel campo della creazione dei libri animati , capaci di unire capacità cartotecniche alle più avanzate tecnologie multimediali.

Tra gli obiettivi 2026-2027 vi è l’istituzione di un Premio rivolto ai giovani intitolato aLuisella Terzi , fra le prime donne attive in questo campo del Novecento, per libri che prevedono  parte cartotecnica e componente multimediale.

La mostra intitolata “Sempre allegri bambini” vuole essere un omaggio a uno dei più importanti e geniali creatori di libri animati per l’infanzia, Lothar Meggendorfer,  nato nel 1847 e scomparso nel 1925, di cui quest’anno ricorre il centenario della scomparsa. Mettendo evidenza la ricchezza e la varietà della sua produzione. Egli realizzò più di 160 libri , oltre 77 giochi da tavolo e numerose illustrazioni per riviste,  pubblicità e cartoline. La sua importanza nella storia dei libri mobili e interattivi presenta alcuni dei suoi capolavori più noti e spettacolari, come quelli dedicati al circo e alla casa delle bambole.

Parallelamente è anche l’occasione per esplorare il contesto dell’editoria italiana specifica tra gli anni Settanta dell’Ottocento e la prima guerra mondiale, in gran parte legato alla produzione internazionale.

Particolare spazio è dedicato al volume dal titolo Pierino Porcospino Vivente, che “prende vita” grazie a un tavolo interattivo multimediale . Il percorso prevede anche un focus sulla musica, a cui Meggendorfer ha dedicato ampio spazio nella propria produzione. In mostra sono presenti alcuni corti animati  realizzati dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino, a partire dalle sue tavole mobili a tema musicale e una serie di animazioni  sonore.

L’esposizione prosegue nella biblioteca fantastica con una sezione incentrata sul contesto editoriale italiano coevo. Accanto a un approfondimento sulle case editrici  Hoepli e Vallardi, sono esposti gli album animati in un unico esemplare realizzati da Luisa Terzi tra il 1913 e il 1917, recentemente restaurati nell’ambito della collaborazione  con il Centro Restauro La Venaria Reale e le versioni animate di Pinocchio con i disegni di Attilio Mussino.

Completano la sezione le card animate e tridimensionali realizzate dal grafico Sergio Martinatto, grande collezionista di Pinocchio, la cui grande collezione è conservata al MUSLI.
Il Pop App Museum , in occasione della sua apertura e fino a domenica 11 gennaio prossimo, sarà aperto tutti i giorni dalle 14 alle 19. Chiusura il 24,25, 31 dicembre e il 1 gennaio 2026.

Mara Martellotta

Gioco a somma zero

Mi è arrivato quasi un mese fa. Ho dovuto aspettare nel leggerlo perché mia moglie lo ha intercettato prima del sottoscritto. Dopo le prime 50 pagine mi ha detto: bello, debbo assolutamente finirlo.
Finito, il verdetto è stato perentorio: molto bello.
Mia moglie ha ragione ed io aggiungo una cosa:  molto ma molto ben scritto. Come è che si dice? Il tempo vola via e non riesci nel smettere nel leggerlo. Ammetto, ero titubante per un motivo: Matteo Rossomando è, per me soprattutto un amico e fratello di una mia cara amica. Diciamolo pure, un amico di famiglia. Dunque avrei potuto non essere obbiettivo. Con quel ragionevole distacco che la lettura deve avere. Ma vi assicuro che la coppia Fabio Girelli e Matteo Rossomando sono una ottima coppia letteraria. Non solo un occasione di lettura ma anche una occasione per fare graditi doni natalizi. “Gioco a somma zero”, edito da Capricorno, è una cavalcata nella nostra città. In particolare la sua collina sempre affascinante, all’interno della professione avvocatizia. Del resto Matteo Rossomando è tra più stimati avvocati civilisti di Torino.
Il romanzo va oltre il classico  poliziesco per essere e diventare una moderna rappresentazione del presente. Dove potere, corruzione, e sentimenti umani difatto si mischiano a tal punto e diventare un tutt’uno. Ultima cosa, ho sempre stimato l’autore, in questo caso gli autori maschi che riescono ad “interpretare” ruoli femminili. Vedere la realtà da un altro punto di vista. La famosa altra meta’ del cielo. Ripeto, da leggere e regalare agli amici ed amiche.

PATRIZIO TOSETTO