CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 377

Ad Asti l’arazzo con l’opera di Gribaudo, dai Diari di New York

Giovedì 16 maggio, Arazzeria Scassa

 

L’Arazzeria Scassa, ad Asti, presenterà giovedì 16 maggio l’arazzo di Ezio Gribaudo, tratto dai Diari di New York.

La calata di un arazzo dal telaio rappresenta un autentico vernissage, durante il quale l’opera d’arte viene consegnata al mondo. Se si considera la laboriosità di questa forma d’arte, che richiede 500 ore di lavoro per la realizzazione di un metro quadro, si comprende la rarità e la portata della cerimonia per l’arazzo tratto da un dipinto dell’artista Ezio Gribaudo, che si svolgerà giovedì 16 maggio alle 18 ad Asti, nell’antica Certosa di Valmanera, sede di Arazzeria Scassa. C’è molta attesa e trepidazione nel mondo del collezionismo per il taglio dei fili di ordito dal liccio del telaio su cui ha preso forma la trama del prezioso arazzo (134×169cm) tratto da una delle opere di Gribaudo raccolte nei Diari di New York.

A seguire una conferenza moderata dal filosofo, curatore e critico d’arte Roberto Mastroianni. Interverranno a parlare di “Arazzi ad alto liscio oggi. Prospettive e sfide dell’arte contemporanea “ la figlia dell’artista Paola Gribaudo, presidente dell’Archivio Gribaudo, la storica dell’arte Silvana Cincotti e Massimo Bilotta, ad di Arazzeria Scassa.

La conferenza sarà anche l’occasione per conoscere più approfonditamente i segreti della tecnica di tessitura inventata da Ugo Scassa per rendere al meglio le sfumature dell’arte contemporanea e per scoprire la poetica e la sensibilità artistica di Ezio Gribaudo, uno tra i più acclamati artisti ed editori d’arte del Novecento, scomparso nel 2022, le cui opere sono conservate in numerosi musei quali il Moma, il Museum of Modern Art di New York, il Museum of Imagination di Hudson a New York, la Peggy Guggenheim Collection e Cá Pesaro di Venezia, il Museu di arte moderna di Rio De Janeiro.

L’incontro permetterà di approfondire le opportunità che gli arazzi contemporanei offrono agli artisti, le sfide tecniche della loro realizzazione e l’interesse del collezionismo per questa forma d’arte applicata, oltre che scoprire i dettagli del sodalizio tra Scassa e Gribaudo, che ha portato alla realizzazione di numerosi arazzi tratti dai lavori dell’artista torinese.

L’ingresso è libero.

Volpiano, un incontro con Enrico Pandiani


A partire dal recente «Ombra», un’occasione per riscoprire i successi del giallista

Venerdì 17 maggio alle 21, a Volpiano nella Sala «Maria Foglia» di via Trieste 1, è in programma un incontro con lo scrittore Enrico Pandiani; ingresso libero.

Così la presentazione: «Approfittando dell’uscita del suo ultimo giallo intitolato “Ombra” (2023), la biblioteca comunale di Volpiano ha invitato Enrico Pandiani per condividere con i lettori la sua esperienza di autore: un momento unico per ripercorrere i suoi successi e comprendere le sfumature di una delle penne thriller più apprezzate d’Italia».

“Foggia 11”, quando poesia e architettura si fondono

Poesia e architettura si sposano perfettamente nell’installazione urbana presente all’esterno del palazzo di via Foggia 11/a a Torino, realizzata dai curatori e ideatori Laura Milani, Stefano Cerruti e dalla BSA Bottega Studio Architetti.

La poesia che campeggia come installazione urbana appartiene al poeta, drammaturgo e ideatore di programmi di poesia Davide Rondoni. Laura Milani è l’incarnazione di un pensiero creativo sempre in essere, generativo e trasformativo per sua natura. La sua vita professionale è contrassegnata dalle tappe come lo IAAD, il Museo Nazionale del Cinema, la Scuola Possibile, la Fondazione degli Ordini degli Architetti e Paratissima. La prospettiva dei lavori, sfruttando il bonus 110 e l’incontro con l’architetto e partner della Bottega Studio Architetti Stefano Cerruti hanno portato a formulare una domanda: come sfruttare questa occasione per realizzare un’opera d’arte urbana?

Le risposte non hanno tardato ad arrivare. Stefano Cerruti indaga e opera da circa vent’anni sulla possibilità di diminuire la distanza che intercorre tra periferia e centro, e di rendere appetibile la prima offrendo una progettualità capace di favorire la connessione attiva tra spettatore – fruitore dell’ambiente circostante. Se la mancanza d’attenzione nei confronti delle strutture di recente costruzione è provocata dalla loro scarsità di appeal, allora l’intervento architettonico non può limitarsi all’essere strutturale, ma deve essere anche contenutistico.

La prima azione in questa direzione risale a un progetto del 2006 chiamato “Volumi”, in via Parma 33, a Torino.

“Abbiamo notato che la partecipazione si verifica davvero – spiega Stefano Cerruti – se l’intervento presenta dei buoni contenuti e un buon appeal, generando curiosità e interesse, due sensazioni sempre necessarie per porsi delle domande. Non volendo limitarci a un singolo progetto, come quello in via Parma, è nata l’idea di creare edifici di interesse ubicati in zone specifiche nel centro storico e in zone periferiche, per generare un circuito in grado di attirare visitatori e turisti”.

La scelta artistica si è concentrata sui versi di Davide Rondoni, che dirige la collana i Passatori-Contrabbando di poesia per CartaCanta. È autore di teatro e di traduzioni, tra cui poesie di Baudelaire, Rimbaud, Péguy, Jiménez e Shakespeare. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia, tra i quali ricordiamo “La natura del bastardo”(Mondadori,2016), “Compianto vita”(Marietti,2004), “Apocalisse amore”(Mondadori, 2008), “Le parole accese per ragazzi”(Rizzoli,2008), “Tre. Tommaso, Paolo, Michelangelo”(Marietti,2009), “Rimbambimenti”(Raffaelli,2010), “Si tira avanti con lo schianto”(Whitefly,2013). Il verso che è stato scelto per l’installazione urbana, e che è piaciuto molto a Laura Milani, è “Amare è l’occupazione di chi non ha paura”. Questa poesia è stata scritta nel 2002 e pubblicata nel 2003 dall’editore Guanda, sotto il titolo “Avrebbe amato chiunque”. Il titolo è una sorta di fil-rouge della raccolta di poesie.

Non è la prima volta che i versi di Davide Rondoni campeggiano nelle città come installazioni di arte contemporanea; un esempio è a Milano Marittima.

In merito agli aspetti tecnici del progetto, le schermature solari sono a supporto dinamico del testo di Rondoni, i cui versi hanno lo scopo di generare curiosità e interesse per i passanti. La casualità nell’uso delle schermature, derivante dalle singole necessità dei diversi condomini, renderà il testo spesso incompleto, e proprio per questa ragione ne verrà stimolata l’interattività con il fruitore, che potrà partecipare alla sua interpretazione: AMA, AMARE, AMARE È. Per facilitare le lettura e goderne della sua interezza il componimento viene rivelato integralmente due volte al giorno sempre negli stessi orari, alle 16 e alle 22.

“Il pensiero artistico creativo – conclude Laura Milani – è sempre possibile e applicabile se lo si concepisce a monte di qualsiasi progetto. Questa installazione dimostra come sia possibile trasformare un’occasione predeterminata in una azione plurivaloriale, leggibile e fruibile a vari livelli. Uno dei nostri obiettivi è quello di immaginare altri interventi per ampliare il numero di edifici con queste caratteristiche sparsi per la nostra città. L’occasione è quella di generare un circuito di interesse per un turismo parallelo. Le forme artistiche espressive possono variare da intervento a intervento. Poesia, pittura e illustrazione sono tre di quelle possibili. Per fare questo è necessario avere una committenza illuminata che abbia la volontà di contribuire a generare dei progetti da condividere con la comunità”.

 

Mara Martellotta

Le quattro donne del primo Consiglio regionale del Piemonte

STORIA

Furono quattro le donne che condivisero la comune esperienza nel primo Consiglio regionale del Piemonte, negli anni “fondativi” che segnarono l’avvio dell’esperienza regionalista della regione subalpina. Due democristiane e due comuniste che seppero, pur nella distinzione dei ruoli e delle fedi politiche, contribuire ai primi passi del nuovo ente nella prima metà degli anni ‘70. La più anziana tra loro fu Albertina Soldano che, all’epoca, aveva cinquant’anni essendo nata a Torino il 19 settembre del 1920. Eletta nella circoscrizione di Cuneo per la Democrazia Cristiana, restò in Consiglio per dieci anni, dal 1970 al 1980, ricoprendo diversi incarichi istituzionali. La Soldano, scomparsa il 6 gennaio del 2020 a 93 anni dopo aver passato gli ultimi anni ospite delle suore missionarie di Villavecchia, fu la prima e unica donna monregalese a ricoprire il prestigioso incarico regionale. Militante nelle file dello scudocrociato fin da giovanissima, venne eletta nel Consiglio comunale di Mondovì e in quello di Frabosa Sottana, località della quale fu sindaca per 14 anni. Nel suo impegno pubblico Albertina Soldano ricevette un sostegno prezioso dalla sorella Rosalba, anche lei professoressa, che dedicò la sua vita all’insegnamento e alla famiglia. A entrambe è stato dedicato un libro, “Le sorelle Soldano”, edito da Araba Fenice. Anna Maria Vietti , anch’essa eletta per la DC nella circoscrizione di Torino, classe 1923 ( era nata il 23 febbraio di quell’anno a Lanzo Torinese) in Consiglio regionale rimase per nove anni, dalla prima alla seconda legislatura che interruppe ai primi di aprile del 1979, dimettendosi e lasciando il posto al collega di partito Domenico Conti per candidarsi alla Camera dei Deputati. Nell’arco temporale della prima legislatura regionale la Vietti, protagonista della Resistenza, ricoprì gli incarichi di assessore supplente nella prima Giunta regionale (Calleri) e di assessore ai Servizi Sociali e ai problemi dell’immigrazione – dal 29 luglio 1971 a fine legislatura nel 1975 – nelle Giunte guidate da Calleri e Oberto Tarena. A Montecitorio, dal 1979 al 1983, è stata segretario della giunta delle Autorizzazioni a procedere e componente della Commissione Permanente Sanità. Dagli esordi con l’Azione Cattolica ai tanti impegni nella sua lunga vita ( fu anche sindaca di Lanzo  e rappresentante del ministro della Pubblica Istruzione, dal 1981 al 1988, nel CdA dell’Università di Torino) Anna Maria Vietti – deceduta il 19 novembre 2016, anch’essa a 93 anni – si dedicò con “rettitudine e passione” come disse l’allora Presidente dell’Assemblea di Palazzo Lascaris Mauro Laus commemorandone la figura. Le sue orme furono seguite dal nipote, Michele Vietti, più volte parlamentare e vice presidente del Csm. Fu consigliera solo per 21 giorni Nella Bar Griffa, dal 9 al 30 marzo del 1972. Nata l’8 giugno 1927 a Bussoleno in Val di Susa e deceduta nel 2003, venne eletta nella lista del PCI della circoscrizione di Torino. In Consiglio era subentrata al biellese Giovanni Furia e lasciò quasi subito il posto a Mario Vecchione. L’altra esponente del Pci, Carmen Pierina Fabbris Dazzi, nata  il 17 settembre del ’29 a Palestro nella Lomellina pavese ( scomparsa a 92 anni l’11 novembre 2021 a Biella) venne eletta nelle liste comuniste in provincia di Vercelli e restò in carica per le prime due legislature. Con la famiglia – i genitori erano immigrati dal Veneto – si trasferì giovanissima nella capitale del riso dove lavorò dal 1945 al 1950 come operaia maglierista alla ditta Faini. Nel 1950 lasciò la fabbrica per impegnarsi prima nella Federazione giovanile comunista di Vercelli  e poi, dopo il trasferimento a Biella, nella Fgci biellese e nell’Unione donne italiane. Dirigente del sindacato tessile della Camera del lavoro dal 1962,prestò sempre grande attenzione ai temi del lavoro e dei diritti, dell’orario di lavoro, tutela della maternità e della parità salariale tra donne e uomini. Nella legislatura costituente  fu Vicepresidente  della IV Commissione permanente (problemi della salute, Sanità, Igiene e Sicurezza sociale) oltre ad interessarsi dei temi del lavoro, ambiente e territorio. Eletta nell’Ufficio di Presidenza come consigliere segretario dal  21 luglio 1975, Carmen Fabbris prese parte attivamente ai lavori di numerose commissioni nel primo periodo di quella che viene ricordata come la stagione della prima “giunta rossa” in Regione. Quattro storie diverse riunite in una, più o meno lunga, esperienza comune che contribuì a far decollare anche il Piemonte che, come le altre Regioni a Statuto ordinario, vedeva la luce con vent’anni di ritardo rispetto alla previsione della Costituzione.

Marco Travaglini

 

La stagione della De Sono chiude con musiche di Schubert e Brahms

Un trio al femminile conclude la stagione della De Sono con musiche di Schubert e Brahms mercoledì 15 maggio 2024, alle 20:30, al Conservatorio Giuseppe Verdi, in piazza Bodoni, a Torino

 

Si intitola “Vienna da camera” la serata conclusiva di mercoledì 15 maggio alle ore 20:30, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di piazza Bodoni, a Torino. Un concerto dedicato alla grande tradizione cameristica viennese. In scena un ensemble al femminile costituito da strumentiste sostenute nel presente e nel recente passato dell’associazione De Sono: Margherita Succio al violoncello, Beatrice Spina al violino e Chiara Biagioli al pianoforte sono chiamate ad eseguire la sonata per arpeggione D 821 di Franz Schubert e il Trio op.8 di Brahms. La sonata per arpeggione pianoforte in la minore D 821 fu scritta da Franz Schubert, a Vienna, nel novembre 1824. La sonata è l’unica composizione sostanziale esistente oggi per l’arpeggione (una chitarra ad arco). È stato adattato per archi e strumenti a corda, in particolare per il violoncello. Il pezzo fu probabilmente commissionato dall’amico di Schubert Vincenz Schuster, un virtuoso dell’arpeggione, strumento inventato soltanto nell’anno precedente. Quando la sonata fu pubblicata postuma nel 1871, l’entusiasmo per la novità dell’arpeggione era ormai sparito da tempo, insieme allo strumento stesso. L’arpeggione era un ibrido tra il violoncello e la chitarra. Suonato con l’arco, e tra le ginocchia come il violoncello, contava sei corde come la chitarra, della quale riprendeva la forma della cassa e l’aspetto della tastiera. Nel giro di pochi anni lo strumento cadde in disuso, trascinando nell’oblio anche la sonata di Schubert, e si dovette attendere il 1871 per assistere alla rinascita del lavoro nella nuova edizione arrangiata per violoncello, violino e pianoforte.

Il trio per pianoforte e archi n.1 in si maggiore op.8 di Brahms è un trio pianoforte, violino e violoncello. Composto negli anni 1853-1854, ad Hannover, venne rivisto nel 1891, ed eseguito la prima volta il 27 novembre 1855 alla Dodsworth Hall di New York nella versione del 1854, poi rieseguito il 18 dicembre 1855 a Breslavia. Il trio sarebbe rimasto uno dei lavori più cari al compositore, come conferma la revisione del 1890, quando venne ritoccato e sfrondato di quella ridondanza giovanile che ne appesantiva alcuni passaggi. Di conseguenza l’opera attuale è una sovrapposizione delle migliori caratteristiche espressive di due periodi estremi della creatività di Brahms: lo slancio travolgente, melodico giovanile e la lirica concisione del periodo maturo.

 

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul circuito Eventbrite.

 

Mara Martellotta

‘Un delitto avrà luogo’ in scena con Beltramo, Iossetti e Tedesco

 Al teatro Erba fino a venerdì 31 maggio

Da giovedì 23 a venerdì 31 maggio al teatro Erba sarà di scena il giallo con i Beniamini di Torino Spettacoli, nella pièce teatrale “Un delitto avrà luogo” di Agatha Christie per la regia di Girolamo Angione, in cui Carlotta Iossetti interpreterà il personaggio di Miss Marple.

Dopo aver inaugurato la stagione del teatro Gioiello a ottobre con un tutto esaurito ed essere stato in cartellone a dicembre, torna al teatro Erba di Torino da giovedì 23 a venerdì 31 maggio il nuovo giallo prodotto dalla Compagnia Torino Spettacoli, “Un delitto avrà luogo” dal testo di Agatha Christie, per l’adattamento di Leslie Darbon e la traduzione di Edoardo Erba, la regia di Girolamo Angione. Le scene sono di Gian Mesturino.

Carlotta Iossetti sarà nel ruolo di Miss Marple, seguita da Elia Tedesco, Andrea Beltramo, Elena Soffiato, Patrizia Pozzi, Barbara Cinquatti, Vittoria Chiolero, Elisabetta Gulli, Luca Simeone e i Germana’s Erba Talents Sarah Bonomo e Simone Marietta.

La Compagnia Torino Spettacoli, con trent’anni di specializzazione in Agatha Christie al suo attivo, grazie alle rappresentazioni di Trappola per topi, la Tela del ragno, Assassinio sul Nilo e Caffè nero per Poirot, e dopo il successo della passata stagione con L’ospite inatteso, replicato nei teatri Erba, Alfieri e Gioiello, ha firmato questa nuova produzione ‘Un delitto avrà luogo’.

La Compagnia Torino Spettacoli affonda le sue radici nella sessantennale attività risalente al grande pioniere Giuseppe Erba e alla sua straordinaria esperienza produttiva in Italia e nel mondo.

La Compagnia, che si avvale della direzione artistica di Irene Mesturino, è impresa di produzione teatrale riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e tra i suoi filoni di maggior successo figurano i gialli, i classici antichi, i capolavori di tutti i tempi e testi contemporanei di divulgazione come “Parlo italiano”.

A Chipping Cleghorn, tranquillo villaggio della campagna inglese, la vita scorre piuttosto monotona. Un bel giorno sul giornale locale compare un insolito annuncio “Un delitto avrà luogo venerdì 29 ottobre alle 18.30 a Little Paddocks. Si pregano gli amici di voler prendere nota di questo avvertimento che non sarà più ripetuto”. Questo programma viene rispettato. Alla presenza di tanti curiosi, accorsi pensando di partecipare ad un gioco di società, qualcuno riesce a portare a termine un vero omicidio. Solo Miss Marple, capitata come sempre al posto giusto nel momento giusto, riuscirà a venire a capo del problema.

Repliche da giovedì 23 a venerdì 31 maggio.

Un delitto avrà luogo

Teatro Erba. Corso Moncalieri 241

 

Mara Martellotta

 

“L’unica cosa che importa ora è quel che tu pensi di me”

MUSIC TALES LA RUBRICA MUSICALE

“L’unica cosa che importa ora è quel che tu pensi di me

in te io trovo il mio valore, in te trovo la mia identità

Lauren Daigle ha iniziato a cantare nel coro della sua chiesa, di cui è diventata la voce principale, e ha studiato per diventare una psicologa e consulente per famiglie all’Università della Louisiana. Si è presentata alle audizioni per American Idol due volte: nel 2010, anno in cui non è stata selezionata fra i 24 finalisti e nel 2012, quando non ha passato le selezioni dei giudici a Las Vegas.

La cantante ha firmato un contratto con la Centricity Music, sotto la quale ha pubblicato nella primavera del 2015 il suo album di debutto, “How Can It Be”, che ha raggiunto il 28º posto nella classifica statunitense ed è stato certificato disco di platino dalla Recording Industry Association of America per aver venduto oltre un milione di copie.

Nell’autunno dell’anno successivo è uscito Behold: A Christmas Collection, album natalizio che si è piazzato 29º in classifica negli Stati Uniti.

Nell’estate del 2018 Lauren Daigle ha pubblicato “You Say” di cui vi manderò ascolto oggi, il singolo di lancio dal suo secondo album d’inediti. Il brano segna un traguardo per la cantante, visto che è diventato il suo primo ingresso nella Billboard Hot 100, dove ha raggiunto la 34ª posizione. You Say anticipa l’uscita del secondo album della cantante, Look Up Child, il 7 settembre 2018. Il disco ha debuttato al 3º posto nella classifica statunitense con 115 000 copie vendute nella prima settimana.

Oggi ho voluto parlare di questa artista per dare qualche indicazione sulla musica cristiana.

Probabile non tutti sappiano che la musica di ispirazione cristiana include la musica cristiana contemporanea, il rock cristiano, il Christian metal, i canti di lode contemporanei, il gospel e la musica cristiana hip hop. L’origine della musica cristiana parte dalle Chiese evangelicali nord americane e in un secondo momento, dopo il Concilio Vaticano II, è stato parzialmente accolta anche dal mondo cattolico. In America è talmente diffusa e radicata che l’organizzazione BMI ha creato i “Christian Music Awards”. Chi ascolta musica cristiana è spesso già cristiano, tuttavia la musica di ispirazione cristiana è utilizzata a fini di evangelizzazione.

Gli artisti (musicisti, autori, cantanti) utilizzano il loro background per diffondere il loro credo spirituale. L’idea di base è quella di far conoscere il Cristianesimo e i suoi valori cantando ed esprimendo la gioia della propria fede.

“Nell’atto di fede c’è sempre un momento in cui bisogna chiudere gli occhi e buttarsi in acqua con cuore intrepido e senza garanzia apparente”.

(Paul Claudel)

Buon ascolto

CHIARA DE CARLO

https://www.youtube.com/watch?v=sIaT8Jl2zpI

scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

Ecco a voi gli eventi da non perdere!

L’isola del libro

RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA

 

Ia Genberg “I dettagli” -Iperborea- euro 17,00

 

L’autrice, nata a Stoccolma nel 1967, è una giornalista che nel 2012 ha esordito come romanziera proprio con questo libro, tradotto in oltre 30 paesi.

Protagonista è una donna della quale sappiamo solo che è a letto con la febbre alta; ma non ne conosciamo né il nome né la fisionomia. Anche se dolorante decide di rileggere la “Trilogia di New York” di Paul Auster e nell’aprire il libro rivede una dedica firmata da Johanna. E’ l’avvio di un viaggio nella sua vita passata che riporta a galla una serie di ricordi, pensieri, riflessioni.

Della sua esistenza seleziona le 4 persone più importanti e significative, ripensa a quanto hanno inciso profondamente su di lei, contribuendo a cambiarla e costruirla in tutte le sue sfaccettature.

Tre donne: Johanna (sua compagna di 25 anni, prima), Niki (ex coinquilina caotica e complicata), Birgitte (l’inafferrabile), e accidentalmente un uomo, Alejandro. Attraverso l’amore, l’amicizia, gli abbandoni e i tradimenti di questi personaggi del passato scopriamo chi sia la protagonista narrante, e soprattutto l’importanza delle connessioni, dell’essenza dell’essere umano e della vulnerabilità della vita. Tutto scritto con tocco magico.

 

 

Dorothy Strachey “Olivia” -Astoria- euro 16,00

 

Dorothy – nata Londra nel 1865 e morta nel 1960 alla veneranda età di 94 anni- è la sorella del più celebre Lytton Strachey; uno dei massimi scrittori, critici e saggisti vittoriani, membro del circolo di intellettuali di Bloomsbury.

Dorothy, sebbene avesse sposato il pittore francese Simon Bussy (amico anche di Matisse), di fatto era bisessuale ed ebbe una lunga relazione con Lady Ottoline Morrel. Era anche una donna coltissima, convinta sostenitrice del suffragio universale, traduttrice in inglese delle opere di André Gide.

Quando scrisse questa storia è proprio a Gide che parlò per primo, sperando in un suo aiuto; ma lui la liquidò con noncuranza.

Poi nel 1948 presentò il manoscritto a Leonard Woolf che, insieme alla moglie Virginia, aveva fondato la casa editrice Hogarth Press. L’opera fu subito pubblicata con il titolo “Olivia”, e riscosse un notevole successo.

Dorothy aveva scritto queste pagine dopo aver superato i 60 anni, raccontando una storia d’amore. L’Olivia del titolo è la protagonista 16enne spedita in un collegio femminile in Francia. E’ lì che ben presto subisce il fascino della direttrice Mademoiselle Julie, per la quale sviluppa una bruciante attrazione.

Il romanzo è il resoconto trepidante di un sentimento che la giovane non sa bene definire, ma che la coinvolge profondamente. Le sue attese del cuore si sciorinano in eloquenti sguardi, libri consigliati, passi nella notte, e una passione che non passa inosservata.

Maldicenze, rivalità e gelosie tra le mura del collegio scorrono in questa lunga novella dal sapore delicatissimo, il cui finale è da scoprire.

 

 

Rebecca Makkai “Ho qualche domanda da farti” -Bollati Boringhieri- euro 19,00

Un po’ thriller e un po’ campus novel, questo romanzo della scrittrice americana racconta di una famosa podcaster e docente di cinema, Bodie Kane, che viene invitata a tenere un corso nella sua ex scuola superiore nel New Hampshire.

Quando accetta l’incarico non sa ancora che l’attende un impegnativo viaggio a ritroso che riporta a galla i turbamenti di quegli anni segnati anche da una tragedia. All’epoca in cui studiava lì era una ragazzina rimasta profondamente traumatizzata dall’omicidio della sua compagna di stanza Thalia.

Il fatto risaliva al 1995 e, nella fretta di chiudere le indagini, la polizia e la Granby School avevano individuato come assassino il preparatore atletico del college, Omar Evans.

Ma sarà davvero lui il colpevole? Bodie era a conoscenza di dettagli che avrebbero potuto aiutare a far luce sul caso, ma li aveva tenuti per sé, ed ora si chiede se erano stati trascurati altri possibili sospetti.

 

 

Chiara Pasqualetti Johnson “Jackie. La vita e lo stile di Jacqueline Kennedy Onassis” -Edizioni White Star- euro 29,90

L’autrice di questo volume (non solo fotografico) sull’icona Jackie Kennedy- Onassis è una giornalista milanese che scrive di viaggi, arte, lifestyle, ed ha pubblicato alcune biografie al femminile. Ora, a 30 anni dalla morte di Jacqueline Kennedy, dà alle stampe queste 219 pagine preziose, tra foto e testi, che mettono a fuoco lo stile iconico di una delle donne più famose del 900.

Il libro procede per sequenza cronologica, a partire da foto e approfondimenti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ex First Lady. Scorrono immagini della vita di una tipica ragazza americana di buona famiglia, i suoi rapporti affettivi, primo fra tutti quello col padre scialacquatore, ma ai suoi occhi estremamente affascinante.

Poi foto e testi ci riportano ai suoi anni al fianco di John F. Kennedy, la sua ascesa da senatore a presidente del paese più potente del pianeta. E Jackie sempre attenta alla sua immagine di eleganza e perfezione al fianco di un uomo complesso.

Ancora, la tragedia di Dallas, la vedovanza con due figli piccoli da crescere e proteggere dalla notorietà; nonché la discussa decisione di sposare il magnate Onassis. Insomma in questo libro c’è un’esauriente carrellata della vita di una donna dalla vita unica

Premiazione di “Inedito Colline di Torino”

Grande successo per la premiazione della XXIII edizione al Salone del Libro e al Teatro Vittoria di Torino con Peppe Voltarelli, Francesca Vettori, il “Live Coding Algoritmico” di Manuel Zigante e Riccardo Mazza, il premio speciale “InediTO RitrovaTO” alla Premio Nobel e femminista Grazia Deledda

Al Salone del Libro di Torino di sabato 11 maggio, si è tenuta la conclusione della XXIII edizione del Premio InediTO – Colline di Torino organizzato dall’Associazione Il Camaleonte di Chieri (TO). Il pubblico attento, caloroso e assiepato, ha partecipato alla proclamazione dei vincitori all’Arena Piemonte (messa a disposizione dalla Regione Piemonte, principale ente sostenitore) e alla premiazione, inserita nel programma del Salone OFF, che si è svolta nella bellissima location del Teatro Vittoria di Torino e in diretta streaming sulla pagina Facebook del premio, attraverso la consegna dei premi e il reading dedicato alle opere dei vincitori, condotte dal mattatore della giornata, il poeta e performer Valerio Vigliaturo, direttore del concorso.

La designazione, realizzata ad aprile alla Scuola Holden di Torino, aveva nominato 65 finalisti nelle varie sezioni e premi speciali, selezionati su 828 iscritti e 870 le opere ricevute da tutta Italia e dall’estero, dal Comitato di Lettura (formato da Valentino Fossati, Riccardo Levi, Clara Calavita, Davide Bertelè, Fabio Bisogni, Beneddetta Marchiori e lo stesso Vigliaturo). La valutazione finale (secondo i criteri del concorso) della Giuria presieduta da Margherita Oggero e formata da Aldo Nove (collegato alla diretta e animato sul palco del Vittoria grazie a un sorprendente cartonato), Francesca Serragnoli, dagli scrittori Piersandro Pallavicini, Eleonora C. Caruso, Graziano Gala (che ha presentato in collaborazione con il premio e l’Assessorato alla Cultura e Istruzione di Chieri, rappresentato da Antonella Giordano, il suo “Controdizionario della lingua italiana” Baldini+Castoldi, il 10 maggio all’Auditorium “A. Monti” di Chieri), Elena G. Mirabelli, Giuseppe Lupo, Sonia Caporossi, dagli attori Federica Fracassi, Alessandro Averone, dai registi Adriano Valerio, Irene Dorigotti, dai cantautori Peppe Voltarelli (che ha incantato il pubblico durante la premiazione con alcuni brani tratti dal suo ultimo album “La grande corsa verso Lupionòpolis”), Carolina Bubbico e dai vincitori dell’edizione 2023 (Antonella Sica, Beatrice Tozzi, Samuele Chiovoloni, Fabio Ferrari, Chiara Arrigoni, Lucrezia Delle Foglie, Carlo Murè e Themorbelli) ha premiato 42 autori, 36 nelle varie sezioni e 6 nei premi speciali.

Le opere vincitrici delle sette sezioni sono state: per la Poesia “‘ndrangheta” di Alfredo Panetta (Locri, RC), per la Narrativa-Romanzo Cartilagine di Giulio Iovine (Bologna), per la Narrativa-Racconto “Luglio” di Valentina Ghelfi (Piacenza), per la Saggistica “Francesco Da Buti, Regule” di Chiara Martinelli (Lucca), per il Testo Teatrale “Eternauti” di Dario Postiglione (San Giorgio a Cremano, NA), per il testo Cinematografico “Come la luna” di Francesco Lorusso (Gagliano Del Capo, LE), per il Testo Canzone “Sandy Marton” di Molla alias Luca Giura (Bari). Mentre per il premio speciale “InediTO RitrovaTO”, dedicato un’opera inedita di scrittori non viventi, “Epistolario” di Grazia Deledda (composto da trenta lettere e cartoline scritte tra il 1899 e il 1904), scoperto dal filologo Giancarlo Porcu, che ha ricevuto un riconoscimento, e per “InediTO Young”, attraverso una penna stilografica offerta da Aurora Penne e l’Officina della Scrittura, “Senza titolo” di Sofia Parisi (Milano) e “Scissori” di Zac alias Zachary Thomas Hazell (Roma) iscritti alla sezione Poesia, “La strada dei fiori dimenticati Ruby” di Elisa Demeo (Torino) iscritta alla Narrativa-Romanzo e “Il buco della fame” di Pietro Pagliai (Ravenna) iscritto alla Narrativa-Racconto.

 

Grande figura femminile che aveva deciso di vivere di sé stessa, e per questo ostracizzata dal matricentismo e dal patriarcato culturale della sua epoca, la vita della Deledda è una storia di autentico femminismo, di emancipazione e libertà, in difesa dei diritti e delle pari opportunità di tutte le donne. In letteratura ha pianificato di fare per i sardi quello che Manzoni fece per gli italiani. Sarda di Nuoro, è stata l’unica donna italiana ad aver vinto il Nobel per la letteratura e la prima donna candidata al Parlamento italiano, quando ancora le donne non avevano neppure diritto al voto. Scrisse il romanzo “Dopo il divorzio” (pubblicato in volume nel 1902 da Roux e Viarengo di Torino), in un periodo in cui già da diversi anni era in corso una animato dibattito sull’introduzione del divorzio in Italia, immaginando una legge che entrò in vigore dopo molto tempo, nel 1970.

Il premio sostiene e accompagna i vincitori verso il mondo dell’editoria e dello spettacolo, senza abbandonarli al loro destino, grazie al montepremi di 8.000 Euro come contributo per la pubblicazione, promozione e produzione delle opere (pubblicandole con editori come La Nave di TeseoFandango e presentandole ad altri concorsi, rassegne e festival come il Premio StregaPremio HystrioPiù libri più liberiBookcity MilanoAstiMusica e Premio Lunezia).

A interpretare gli estratti delle opere vincitrici sono stati Francesca Vettori (attrice, doppiatrice e dialoghista, voce della Pimpa di Altan), accompagnata da Manuel Zigante (violoncello) e Riccardo Mazza (sound engineer, compositore, artista multimediale), che hanno sonorizzato la lettura scenica, caratterizzante da sempre la cerimonia finale, attraverso un “Live Coding Algoritmico” originale e inedito. In sintonia con il tema grafico “Dall’IO all’IA, quale futuro per la scrittura?“, realizzato da Margherita Giusti di MUTA animation (vincitrice nel 2024 del David di Donatello per il miglior cortometraggio e del Firebird Award al 48° Hong Kong International Film Festival), che si interrogava su un quesito quanto mai attuale, escludendo per la prima volta in un concorso letterario, testi generati da software di intelligenza artificiale. All’interazione letteraria tra l’uomo e la macchina, sarà dedicato nel 2025 il nuovo premio speciale!

Il premio è inserito da diverse edizioni nella manifestazione “Il Maggio dei libri” promossa dal Centro per il Libro e la Lettura, ha ottenuto in passato il contributo e l’alto patrocinato del MIBACT, e nella scorsa edizione il contributo di Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, Città di Chieri e Città di Moncalieri, il patrocinio e contributo in servizi della Città di Torino, il patrocinio di Città Metropolitana di Torino, Salone del Libro, il sostegno di Fondazione CRT e Iren. Inoltre collabora con Film Commission Torino Piemonte, Etnabook Festival di Catania, Biblioteche Civiche Torinesi, SBAM (Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana di Torino), Accademia dei Folli, Tekla Films e L’Altoparlante.

 

Al via Nice Festival Settimo Torinese

Fondazione Cirko Vertigo, Collettivo Binario Zero, La Barque Acide, Bruta Bruja, Compagnia blucinQue e Magdaclan. Sono le compagnie protagoniste della terza edizione del Nice Festival Settimo Torinese, giunto quest’anno alla sua terza edizione e organizzato dal Centro nazionale di produzione blucinQue Nice, in collaborazione con Fondazione Cirko Vertigo e con Fondazione Piemonte dal Vivo, presso il Parco Lama dal 13 al 19 maggio.

Nove spettacoli differenti, due prime nazionali e un laboratorio aperto a tutti condotto da Fondazione UCI: il Nice Festival porterà in scena oltre 30 artisti provenienti da tutto il mondo che si rivolgeranno al pubblico più vasto, quello costituito da bambini, famiglie, esperti del settore, adolescenti e giovani curiosi di conoscere il mondo del circo contemporaneo. E per avvicinare ancora di più il nuovo pubblico, blucinQue Nice ha deciso di aprire gratuitamente le porte alla cittadinanza delle prove di Exit³ nella giornata di sabato 11 maggio dalle 15 alle 17:30. Dopo il festival lo chapiteau si fermerà sul territorio di Settimo e sarà possibile assistere alle prove degli artisti dello spettacolo Exit anche nella giornata di lunedì 27 maggio dalle ore 15 alle 17:30, prima che venga smontato per essere portato a Grugliasco per il festival Sul Filo del Circo.

“La terza edizione del Nice Festival a Settimo Torinese è ricca di novità: una nuova location nel Parco Lama,  un nuovo e magico spazio scenico, lo Chapiteau Nice, spettacoli per il gusto di un pubblico a 360 gradi e le attività di creazione e pedagogia aperte al territorio durante le prove dei nostri artisti per svelare quanta creatività e dedizione, quante professionalità e ore di lavoro si nascondano dietro a ogni spettacolo – sono le parole di Paolo Stratta, direttore di produzione del Festival -. Professionisti straordinari, come quelli di compagnia blucinQue, si alterneranno sul palcoscenico ai giovanissimi artisti internazionali dell’Accademia Cirko Vertigo che porta a Settimo Torinese in prima nazionale Exit³, una nuova produzione in tre differenti cast. Ogni serata sarà inedita e permetterà agli spettatori di accettare l’invito personale ad abbandonarsi alla scoperta e alla meraviglia, in una vera e propria immersione nel mondo del circo contemporaneo”.

La kermesse fa parte dei cinque festival organizzati dal Centro blucinQue Nice, riconosciuto e finanziato dal MIC e uno dei quattro centri di produzione per il circo contemporaneo riconosciuti a livello nazionale. A partire dal 2022 il centro ha creato una rete di partenariato con le quattro città di Chieri, Grugliasco, Moncalieri e Settimo Torinese, attorno al fulcro del capoluogo di Torino da cui sono nati i Nice Festival. A questi si aggiunge il Festival internazionale Sul Filo del Circo di Grugliasco, una manifestazione da oltre 20 anni punto di riferimento per il settore del circo contemporaneo in Italia e all’estero. blucinQue Nice ha l’obiettivo di creare sul territorio una comunità di spettatori stabile e di promuovere lo spettacolo dal vivo e il circo contemporaneo, permettendo soprattutto alle giovani compagnie di circuitare e confrontarsi con altri artisti di rilievo internazionale. Il Centro nazionale di produzione blucinQue Nice produce e sostiene la Compagnia blucinQue, fondata e diretta dalla regista e coreografa Caterina Mochi Sismondi, punto di riferimento in Italia e all’estero nel settore del teatrodanza e del circo contemporaneo. La compagnia ha la sua sede permanente di creazione presso il Café Müller di Torino. La direzione generale del Nice Festival di Settimo Torinese è a cura di Paolo Stratta.

“Piemonte dal Vivo prosegue anche durante i mesi estivi la sua collaborazione con blucinQue Nice per realizzare insieme un’offerta artistica di livello internazionale dedicata al circo contemporaneo sul territorio regionale. Tanti appuntamenti per rendere i linguaggi di questo settore un momento di incontro per tutta la comunità, partendo dal dialogo portato avanti in questi anni con le eccellenze presenti, al fine di cogliere le opportunità del nostro tempo e interpretarle come occasioni di sviluppo culturale duraturo e sostenibile”, afferma Matteo Negrin, direttore di Fondazione Piemonte dal Vivo.

Novità di quest’anno è lo Chapiteau Nice, resa possibile grazie al supporto della Città di Mondovì. Lo chapiteau è stato montato appositamente per il festival all’interno del parco Lama e, dopo essere stato a Mondovì, Chieri e Settimo Torinese, circuiterà anche sui territori di Grugliasco, Moncalieri e Torino che, come Settimo, ospiteranno i festival organizzati dal Centro blucinQue Nice.

“La città di Settimo Torinese torna ad abbracciare dopo due edizioni di grande successo il Nice Festival – è il commento della Fondazione ECM -. E lo farà in una location diversa, lo splendido parco Lama che già ha avuto modo di ospitare ad ottobre uno spettacolo straordinario, Circus I Love You, sempre in collaborazione con blucinQue Nice e Fondazione Cirko Vertigo. Ancora una volta il programma del Nice Festival sarà ricco di eventi imperdibili e sarà in grado come sempre di coinvolgere tutti, dai più piccoli a più grandi in quella che è la magia delle arti circensi contemporanee”.

I biglietti per assistere agli spettacoli, con un costo che va dai 2 ai 6 euro, sono acquistabili su Vivaticket, tramite l’APP del centro di produzione blucinQue Nice o in loco presso la sede del festival e in via Tiziano Lanza 31 a Grugliasco, sede di Fondazione Cirko Vertigo.

Il festival si apre lunedì 13 maggio con un doppio appuntamento: alle ore 17 Maria Celeste Funghi e Carla Carnerero Huertas de La Barque Acide emozioneranno il pubblico con Tira, un’analisi circense della complessa matassa incomprensibile che è l’essere umano al suo interno, ricco di contraddizioni, tanto assurde quanto divertenti. Al centro le corde di varie forme e lunghezze. Lo spettacolo, nella sua forma di Secondo studioè realizzato con il sostegno di Casa del Circo Contemporaneo di Fondazione Cirko Vertigo nell’ambito del Progetto Triennale Interregionale Artisti nei territori 2022-2024. Tira sarà portato in scena anche martedì 14 maggio alle ore 18.

Alle ore 20, sia lunedì 13 che martedì 14 maggio, è la volta di Santa & Glitter – Circus & Divinity! della compagnia Bruta Bruja: partendo dal motto “We believe in Miracles”, il duo presenta un mondo nel quale il gioco trionfa sulla vittoria e la magia ha il suo posto. Le due dive Santa e Glitter invitano il pubblico nel loro bizzarro salotto: la pausa caffè si trasforma in un oracolo lirico, l’asciugacapelli uno strumento sacro per spargere brillantini e all’improvviso le due si ritrovano in una lavatrice purificatrice.

Il pomeriggio di martedì 14 maggio sarà animato dallo spettacolo Storie sotto la gonna di Fondazione Cirko Vertigo. Protagonisti Lara Quaglia, nei panni di una simpatica racconta storie, e il trampoliere Eduardo Figaro Portillo Reyes: storie da tutto il mondo saranno raccontate sotto la gonna del trampoliere e un libro magico sarà la finestra su un mondo fatto di fantasia e leggende. Lo spettacolo, pensato per i più piccoli, sarà in replica anche venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 maggio per tutto il pomeriggio fino a sera.

Mercoledì 15 e giovedì 16 maggio alle ore 21 lo Chapiteau Nice ospiterà Coppelia Project di Compagnia blucinQue, diretta da Caterina Mochi Sismondi. Bambola meccanica e illusione, corpo fuori asse, appeso e inerme, come una marionetta che cerca il modo di immedesimarsi e allo stesso tempo di liberarsi: Coppelia project riporta, con questo lavoro della coreografa Caterina Mochi Sismondi, l’attenzione al tema dell’identità, della maschera che ciascuno di noi indossa e della donna vista nella sua fragilità ma anche nella sua forza, grazie ai differenti ruoli che è in grado di rivestire. Ispirata al balletto Coppelia – La ragazza dagli occhi di smalto, questa nuova creazione di compagnia unisce e armonizza tecniche della danza classica e contemporanea, della contorsione e sospensione capillare, e commistioni che vogliono mettere l’accento sul corpo e la sua frammentazione. La musica, a partire dalle note di Delibes, è curata dalla musicista Bea Zanin e ripropone temi del balletto, con interferenze di elettronica e violoncello. Coppelia Project, dopo il Nice Festival di Settimo Torinese, sarà portato al Festival della Progettazione Europea di Ferrara, al Todi Festival di Perugia, al Funambolika Festival di Pescara, al Festival di Caracalla, al Festival Piazza di Circo di Mondovì (CN) e al Teatro Furio Camillo di Roma. All’estero la compagnia porterà Coppelia Project in Brasile, a Rio de Janeiro e San Paolo, in Marocco al Karacena Festival, in Portogallo al Cupula Circus Village Festival e in Germania al Gallus Theater di Francoforte.

Nom’indosso è un inedito spettacolo di circo contemporaneo al femminile per il nuovo collettivo Binario Zero, di cui fanno parte quattro giovani artiste formate presso l’Accademia Cirko Vertigo. In scena le protagoniste vestono i panni delle donne protagoniste delle opere di Giacomo Puccini. Giochi di movimento e tecniche circensi si fondono assieme per esprime la conflittualità, l’eccentricità e il tormento che caratterizzano il mondo Pucciniano e quello di oggi. La prima creazione dello spettacolo è realizzata con il sostegno di Casa del Circo Contemporaneo di Fondazione Cirko Vertigo nell’ambito del Progetto Triennale Interregionale Artisti nei territori 2022-2024. Lo spettacolo sarà in prima nazionale venerdì 17 maggio alle ore 18. 

Racconti differenti per dare espressione, con il corpo, la voce e le tecniche circensi, all’emozione e alle storie personali degli artisti del terzo anno dell’Accademia Cirko Vertigo. Exit³, nelle sue declinazioni Siamo uno, Vieni con me Riflessi silentiè in programma in prima nazionale venerdì 17 e sabato 18 alle ore 21 e domenica 19 maggio alle ore 20:30. Ogni serata sarà differente dall’altra e permetterà al pubblico di scoprire le più svariate discipline circensi, unite alla danza, all’acrobatica e al teatro. Sarà proprio Riflessi silenti a chiudere la programmazione di questa edizione del festival.

Completano il calendario della kermesse due appuntamenti fissati per sabato 18 maggio. Alle ore 16 per due ore spazio di sperimentazione creativa e ludica degli attrezzi del circo con la guida degli operatori della Fondazione UCI – Uniti per crescere insieme Onlus. Durante il Laboratorio Social Circus Open Lab, palline, clave, diablo, rola bola e travi di equilibrio diventeranno ottimi strumenti per divertirsi insieme in un pomeriggio dedicato al circo in chiave sociale e di comunità. Le attività sono parte del Progetto Sul Filo del Circo lab_Special Social Edition promosso dalla Città di Grugliasco in partenariato con Fondazione Cirko Vertigo e Fondazione Uniti per crescere insieme Onlus grazie al contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo.

Sabato 18 maggio e domenica 19 maggio alle ore 18, infine, appuntamento con la compagnia Magdaclan e il suo In viaggio – Spettacolo di spirali acrobatiche viaggiantiIn un mondo in orbita, due personaggi viaggiano dentro una macchina tra le più singolari: una ruota tedesca. Mentre scoprono nuovi pianeti, la gravità gioca sulla loro relazione e li porta a sperimentare un vortice di emozioni. Uno spettacolo che promette grandi emozioni e vertigini spaziali.

Al Nice festival di Settimo Torinese, seguiranno il festival Sul Filo del Circo di Grugliasco, dal 3 al 13 giugno al Parco Porporati e il Nice festival di Moncalieri, dal 22 al 29 settembre al PalaExpo.

Info www.blucinque.it