CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 344

“Premio Mario Lattes per la Traduzione” Ecco i cinque finalisti

Premiati al Castello di Perno

Monforte d’Alba (Cuneo)

Cinque i finalisti. I loro nomi sono stati annunciati nei giorni scorsi. Ma per sapere chi, della magnifica cinquina, sarà “il più alto sul podio” occorre aspettare ancora un mesetto. Sarà infatti annunciato sabato 29 giugnoprossimo il nome del vincitore della terza edizione del biennale “Premio Mario Lattes per la Traduzione” (dedicato quest’anno alla lingua ispano-americana) promosso dalla “Fondazione Bottari Lattes” di Monforte d’Alba, in collaborazione con l’“Associazione Castello di Perno” e l’“Università degli Studi di Torino”. La cerimonia si terrà nell’antico “Castello di Perno”, costruito in epoca medievale dalla famiglia Falletti e alla fine degli anni Settanta del secolo scorso acquistato dalla Casa Editrice “Giulio Einaudi” che ne fece la propria sede secondaria, gemella a quella di via Biancamano a Torino e residenza di lavoro per i propri scrittori, fra cui Primo Levi, al quale è stata anche dedicata la piazzetta sotto le mura a Perno.

Dal 2012, il Castello è proprietà dell’avvocato bresciano Gregorio Gitti, ordinario di “Diritto Civile” all’“Università di Milano” e ben intenzionato a recuperarlo alla sua storia, a quella più recente di “Casa per la Cultura” e a quella più antica della vinificazione delle uve di proprietà.

Ecco, per intanto, i nomi dei cinque finalisti: Alberto Bile Spadaccini con “Il Gran Burundún-Burundá è morto” di Jorge Zalamea (Colombia, edito da Arcoiris), Ilide Carmignani con “Lutto” di Eduardo Halfon (Guatemala, edito da il Saggiatore), Maria Nicola con “Le pianure” di Federico Falco (Argentina, edito da Sur), Raul Schenardicon “Fra le tue dita gelate” di Francisco Tario (Messico, edito da Sarafà) e Giulia Zavagnacon “Chiamatemi Cassandra” di Marcial Gala (Cuba, edito da Sellerio).

Traduttrici e traduttori, nel corso della cerimonia di premiazione, saranno coinvolti in una “tavola rotonda” coordinata da Stefania Soma, in arte Petunia Ollister, creatrice dei #bookbreakfast: foto di libri sul tavolo della colazione pubblicate sul suo profilo “Instagram” @petuniaollister. Saranno presenti inoltre alcuni dei traduttori di domani, studenti di “Lingue e Letterature Straniere” dell’“Ateneo” torinese, per interagire e confrontarsi con gli esperti.

La cerimonia verrà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook della “Fondazione”.

Come nelle due precedenti edizioni, dedicate rispettivamente alla “lingua araba” e alla “lingua cinese”, la selezione delle opere si articola in due fasi: in un primo momento la “Giuria stabile”, tenendo conto della capacità del traduttore di rendere in italiano la qualità letteraria del testo, ha individuato i cinque romanzi finalisti. Ora toccherà ad una “Giuria specialistica”, esperta della lingua in questione, a valutare a sua volta la cinquina, decretando il nome del vincitore o della vincitrice.

A proposito della “cinquina finalista” di questa edizione, la “Giuria stabile” ha commentato: “Tutti i giurati sono d’accordo nel constatare che la maggior parte delle traduzioni pervenuteci è di buon livello. Nel selezionare le migliori per includerle nella cinquina vincente, abbiamo ovviamente tenuto conto, innanzi tutto, della qualità letteraria della traduzione, a prescindere dal nostro giudizio personale sull’opera stessa. A parità di valore, tuttavia, abbiamo anche seguito altri due criteri: non selezionare più di un’opera dello stesso paese, per dare voce a scrittori provenienti da realtà diverse, e non tenere conto dell’importanza e del prestigio della casa editrice che ha pubblicato la traduzione italiana, per dare visibilità, eventualmente, anche a piccoli editori che faticano a farsi conoscere”.

Il “Premio” ha potuto contare, anche quest’anno, sul contributo e sostegno del “Comune di Monforte d’Alba”, unitamente al sostegno di “Banca d’Alba” e al patrocinio di “Confindustria Cuneo” e dell’ “Unione dei Comuni Colline di Langa e del Barolo”.

Per info: “Fondazione Bottari Lattes”, via G. Marconi 16, Monforte d’Alba (Cuneo); tel. 0173/789282 o www.fondazionebottarilattes.it

Gianni Milani

Nelle foto: I cinque finalisti e Castello di Perno

I GET, una grande “comunità” tra danza, recitazione e canto

Sabato 25 maggio, al Colosseo, grande con i Germana Erba’s Talents

Si chiedeva anni fa Germana Erba: “Come saranno la Danza, il Teatro e l’Arte, domani?” Rispondeva immediatamente, con l’entusiasmo, con l’esperienza e con quella sua continua voglia di inventare, occasione dopo occasione: “La risposta non fa paura perché la risposta siete voi. Con il vostro talento e la vostra tenacia. Voi, guidati da maestri competenti e appassionati”. Parlare ai suoi allievi e vedere crescere in grande quel suo Liceo, che oggi sta per compiere i trent’anni, una scuola di eccellenza che unisce un percorso artistico ad una regolare formazione di secondo grado – che apre l’ingresso a qualsiasi Facoltà Universitaria, agli Istituti di formazione artistica musicale e coreutica e alle Accademie di Belle Arti -, indirizzando al canto, alla danza, alla recitazione, al doppiaggio e al musical.

Un mondo non soltanto di idee e di sogni ma altresì di realizzazioni, un senso di appartenenza ad un’unica squadra che ha coinvolto e continua a coinvolgere migliaia di docenti, allievi ed ex allievi. In questo modo sono nati i GET, i Germana Erba’s Talents, ormai carichi di successi e di affermazioni importanti, di studi attuali e di espressioni vincenti nell’ambito dello spettacolo, allo stesso tempo volti che si affacciano e altri che già hanno ritrovato la sicurezza delle proprie strade, esperienze sul campo e continui aggiornamenti, ore di lavoro a impegnare e a irrobustire, un confronto incessante con i palcoscenici di tutta Italia e non solo, magari le sane rivalità che sono il sale della terra o il sangue che scalda i cuori, una comunità – una “saranno famosi” in piena regola di impegno, di ricerca, di progetti, di costruzione, di energia spesi giorno dopo giorno – capace di trasmettersi vicendevolmente stimoli e nuove risorse, non ultime quelle degli allievi di un tempo (complessivamente, circa 800 in questa epopea trentennale, una bellissima rete di validi professionisti) che, allontanandosi dalle tournée del momento, tornano al Liceo temporaneamente, anche solo per qualche giorno, a lavorare in sala con quegli stessi insegnanti che li hanno guidati, trasferendo verso i nuovi allievi una esperienza che essi già hanno fatto propria. A cornice, a eccellente punto di riferimento, aggiungendosi in questi ultimi mesi la nuova sede della scuola (il complesso di Torino Esposizioni, di proprietà del Comune, è in fase di ristrutturazione, con i lavori nell’ambito del PNRR), posta in corso Moncalieri 203, una palazzina inondata di sole e con splendida vista sulla collina torinese, con spazi giustamente impostati che hanno a pochi passi la sala dell’Erba a proseguire l’intera attività.

Il prossimo appuntamento, per il quale già s’annuncia un fragoroso sold out, è per la serata di sabato 25 maggio al teatro Colosseo, una serata di musical, danza e teatro, un evento pensato come una autentica vetrina sulle arti formative del futuro con protagonisti 140 giovani danzatori-cantanti-attori, impegnati tutti in una messa in scena articolata che proporrà un susseguirsi di quadri spaziando dal grande repertorio del balletto classico alla prosa, da quadri coreografici e canori tratti da celebri musical alla danza contemporanea. Ospiti della serata, nomi ormai prestigiosi nati dalla scuola di Germana Erba, Iris Naretto (finalista a ToVision, ha appena pubblicato il suo primo singolo “Fino all’alba”), Matilde Campesi (danzatrice solista al Balletto di Siena, una delle più interessanti formazioni di danza in Italia: si cimenterà in un assolo danzato da “Raimonda”) ed Elia Tedesco, che si divide con sempre maggior successo tra teatro cinema e televisione (protagonista, con tre stagioni alle spalle, del “Fidanzato di tutte” e ogni giorno su Rai1 con il “Paradiso delle signore”, vincitore tra l’altro di numerosi premi come volto nuovo tv: lo ascolteremo nel monologo comico “Plautus forever”).

Il programma della serata vedrà avvicendarsi, tra l’altro, una suite danzata dal celebre balletto classico “Paquita” su musiche di Ludwig Minkus nella storica coreografia di Marius Petipa, le creazioni contemporanee come “Perspective of Darkness” su musiche di Travis Lake, “Friends” su musica di Carol Bayer Sager e Burt Bacharach, “Entre dos aguas” su musica di Paco de Lucia. La prosa sarà rappresentata da vari momenti tra cui il “Cyrano de Bergerac” di Rostand con il “Monologo del naso”, mentre il lato musical regalerà canzoni e musiche di “Flashdance”, “Footloose”, “Grease”, “Seize the Day” e “High School Musical”. Lo spettacolo è firmato dagli attuali docenti, coreografi e registi con il coordinamento di Gian Mesturino, preside e curatore artistico insieme a Girolamo Angione del Liceo Germana Erba.

Elio Rabbione

Nelle immagini di Daniele Serra, alcuni momento dello spettacolo

‘Body of evidence’, Festival Cortona on the Move

 

Dall’11 luglio al 3 novembre prossimi torna a Cortona, nel cuore della Toscana, il festival internazionale di fotografia Cortona on the Move, giunto alla sua quattordicesima edizione. Protagonista sarà il corpo, soggetto della fotografia e strumento di indagine su noi stessi in un festival dal titolo “Body of evidence”.

I numeri della prossima edizione del Festival Internazionale di Fotografia Cortona On the Move, presentati nell’aulica sala delle Gallerie d’Italia di piazza San Carlo a Torino, sono quattro mostre collettive, 18 mostre individuali, 6 location e 4 mesi di festival, che si snoderà dall’11 luglio al 3 novembre prossimo.

L’apice della manifestazione sarà, come ogni anno, nelle giornate inaugurali del festival dall’11 al 14 luglio quando, a Cortona, si daranno appuntamento i più grandi esperti nazionali e internazionali del mondo della fotografia, impegnati in eventi presentazioni, talk e workshop, per promuovere la riflessione sull’attualità e sul passato, attraverso uno strumento d’indagine che è la fotografia.

“Anche nell’edizione 2024 Cortona On the Move si conferma come un evento catalizzatore culturale – spiega Veronica Nicolardi, direttrice del Festival – offrendo una riflessione sul mondo contemporaneo attraverso gli occhi dei fotografi e dei curatori che ospita. Con un impegno verso l’inclusione il festival si apre ad un pubblico sempre più vasto, in questo caso con la nuova mostra pensata per i bambini, diventando un palcoscenico per l’espressione artistica e la discussione critica, dove la fotografia diventa strumento per comprendere e trasformare il mondo. Rimangono al centro della mission del festival la produzione di contenuti originali e inediti, l’interazione con il territorio, la prospettiva internazionale e quelle collaborazioni che promuovono la contaminazione culturale”.

“Sin dalla nascita della fotografia, il corpo si è subito imposto come uno dei soggetti principali del nuovo mezzo – spiega Paolo Woods, direttore artistico di Cortona on the Move.

Ad affiancare Paolo Woods alla direzione artistica del festival quest’anno sarà il collettivo nato e cresciuto all’interno di Cortona on the Move, Kublaiklan, responsabile della curatela fotografica.

Il corpo diventa ‘Body of evidence’, corpo del reato da guardare e indagare nelle sue molteplici sfumature e declinazioni, secondo l’interpretazione che ne hanno dato i fotografi provenienti da tutto il mondo e selezionati per questa edizione del Festival. Tra questi Myriam Boulos, Carmen Winant e Philip Montgomery, tutti e tre presenti con progetti esposti per la prima volta in Italia. Miriam Boulos porta a Cortona il lavoro Sexual Fantasies sulle fantasie sessualità femminili in Medio Oriente, mentre Carmen Winant esporrà “The Late safe Abortion” sul tema dell’aborto. Montgomery sarà presente con l’acclamato American Mirror sulle fratture interne della società americana, oggi più che mai attuali in vista delle elezioni. Significativo il lavoro intitolato “Restraint and Desire” della coppia di fotografi Ken Graves, scomparso nel 2016, e Eva Lipman, per la prima volta a Cortona, in Italia e in Europa.

Le mostre collettive saranno quattro quest’anno. Attraverso di loro si realizzerà la mission del festival che è quella di ideare nuovi progetti e produrre mostre inedite, quali “The Body as a canvas”, curata da Lars Lindemann e Paolo Woods, che fa coesistere organicamente immagini nate nell’ambito della ricerca antropologica con progetti artistici contemporanei, scene familiari con street photography, fotografia ritrattistica e storica.

Fra le opere sono presenti immagini di Chloé Jafé, Klaus Pichler, Denis Rouvre, Herbert, Charles Fréger e Florian Spring.

“Corpi celesti. Un percorso negli Archivi Alinari” è curata dagli scrittori Nicola Lagioia e Chiara Tagliaferri, realizzata in collaborazione con la Fondazione Alinari per la Fotografia, il più antico archivio al mondo che si compone di ben 5 milioni di fotografie, databili dal 1840 ai giorni nostri e proprietà della Regione Toscana, con la ricerca iconografica di Rita Scartoni.

Paolo Woods e Irene Opezzo cureranno “This is the end”, sulle modalità in cui la morte è stata ritratta da artisti e fotogiornalisti a scopo di documentazione o celebrazione, attraverso opere storiche, vernacolari, giornalistiche e personali.

Una produzione Cortona On the Move in partnership con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia è rappresentata dalla collettiva “Cronache d’acqua-Immagini dal Nord Italia”.

Si tratta si una mostra unica e originale, risultato di un progetto commissionato da Gallerie d’Italia Intesa Sanpaolo con Green & Blue al collettivo di fotografi Cesura, capace di offrire una riflessione sulla relazione simbiotica e spesso fragile tra la Terra e l’essere umano, una connessione intrinseca tra l’umanità e il mondo che questa abita, nel quale il corpo si colloca come un ospite che interagisce con l’ambiente, più o meno consapevolmente.

La mostra “They don’t look like me” sottolinea la collaborazione con le Autolinee toscane che, dal 2021, sostiene e produce progetti fotografici in partnership con Cortona on the move.

Il lavoro di Rastrelli parte dall’indagine che il fotografo fiorentino ha condotto sul fenomeno dei cosplayer, viaggiando tra Italia e Kenya, che genera cortocircuiti ironici tra la normalità piccolo borghese e la straordinarietà di una vita sognata. Grazie a idea e contributo di Autolinee Toscane, per l’edizione 2024 del festival, il progetto si arricchisce di un’ulteriore tappa in Giappone, il Paese in cui il fenomeno ha maggiore popolarità.

È stata rinnovata la collaborazione tra Medici senza frontiere e Cortona on the move, dando vita, per la prima volta, a una produzione originale affidata a Rehab Eldalil, giovane artista egiziana che ha realizzato un progetto all’interno dell’ospedale di Chirurgia ricostruttiva di MSF di Amman, in Giordania, seguendo la sua consueta pratica fotografica.

Attraverso una metodologia partecipativa e multidisciplinare, il progetto “From the ashes I rose”, un viaggio nell’ospedale di Medici senza frontiere in Giordania mette al centro della storia i pazienti dell’ospedale, celebrandone la resilienza e la forza.

Novità di questa edizione è la mostra interamente pensata ed allestita per i più piccoli e le loro famiglie. Con “Giro giro corpo”, Fotolibri per bambini e adulti bambini, realizzata in collaborazione con Spazio BK e Kublaiklan per la ricerca editoriale, intende intraprendere un percorso più inclusivo e affrontare il tema del corpo umano in maniera semplice e coinvolgente, anche attraverso laboratori, workshop ed esperienze ludiche dedicate ai bambini. La mostra è parte dell’iniziativa di OTM Company, che ha lanciato una nuova serie di libri per bambini dal titolo “Il mondo nei tuoi occhi”, in collaborazione con l’editore Les Grandes Personnes, che sarà presentata nei giorni di inaugurazione del Festival.

La collana nasce con l’intento di esplorare e celebrare la potenza del linguaggio fotografico, riconoscendo l’importanza delle prime esperienze visive nello sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei bambini.

Insieme alla conferma delle sedi delle passate edizioni del festival, quali Palazzo Baldelli, la Fortezza del Girifalco, la stazione C nei pressi della stazione ferroviaria di Camucia Cortona, l’ex magazzino delle Carni e la via Crucis, si aggiunge quest’anno il cortile di palazzo Casali, una delle architetture civili più antiche della cittadina, oggi sede del MAEC e di varie istituzioni cortonesi.

Il Festival Cortona On the Move riceve il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Cortona, il sostegno di Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, main partner, con il contributo della Fondazione CR Firenze e il supporto di Autolinee Toscane, Sony e Medici senza Frontiere.

MARA MARTELLOTTA

“Amore e ginnastica”, un classico della nostra letteratura “riscoperto”

Da Edizioni del “Capricorno”

Quanti di voi l’hanno letto? Quanti di voi sono in grado di associarlo al nome del suo autore? Quanti di voi se ne ricordano o conoscono la trama? E fermiamoci qui. Non andiamo oltre. L’indagine potrebbe riservarci tristi sorprese. Eppure “Amore e ginnastica” scritto da Edmondo (Mario Alberto) De Amicis(Oneglia 1846 – Bordighera 1908) – scrittore, giornalista, militare (combatté nella battaglia di Custoza, 1848 prima guerra d’indipendenza) nonché, e soprattutto, iconico “papà” di “Cuore”, uno dei libri più popolari della letteratura mondiale per ragazzi – è un piccolo capolavoro di stile che ci presenta un inedito De Amicis: un De Amicis più leggero e scanzonato, lontano sia dai patetismi (assai lodati) di “Cuore” sia dai grandi temi patriottici o sociali che ne fecero la gloria, un De Amicis dalla cui penna esce il tratteggio malizioso e delicatamente ironico della società italiana e torinese fin de siècle, protese mente e cuore nell’inutile sforzo di “darsi un’identità tutta moderna e tuttavia ancora legate a costumi e rigidità prettamente ottocentesche”. Un romanzo, dunque, assolutamente nuovo per i tempi, inaspettato, di cui appare oggi doveroso serbare memoria per comprendere, appieno, il valore narrativo del suo autore. Cosa che ha ben capito la torinese Editrice indipendente “Capricorno” riproponendolo, quale terzo titolo (dopo “L’altare del passato” di Guido Gozzano e “Ciau Masino” di Cesare Pavese) della nuova Collana “Capolavori ritrovati nella letteratura”. Collana lodevolmente nata per riportare alla luce e al piacere della lettura scrittori fondamentali e outsider di genio, romanzi imperdibili ma da tempo non più disponibili sugli scaffali delle librerie oppure ingiustamente dimenticati dalla “vulgata letteraria”, opere da troppo tempo non lette, prese in considerazione e riportate nel posto che loro compete: il “Gotha” della grande letteratura senza tempo. Dove, ancora oggi, può trovare il suo giusto posto quell’“Amore e ginnastica” che Italo Calvino ebbe a definire  il romanzo più ricco di humour, malizia, sensualità, acutezza psicologica che mai scrisse Edmondo De Amicis”.

Il libro fu inizialmente pubblicato sulla rivista “Nuova Antologia” in quattro puntate, tra il marzo e il maggio del 1891 (cinque anni dopo il successo di “Cuore”). In volume singolo apparve un anno più tardi, nel 1892, edito dai “Fratelli Treves”. Ma la sua fortuna editoriale fu postuma.

La storia è ambientata nella Torino di fine Ottocento e ruota intorno a due figure principali, “Don” Celzani, un timido e giovane segretario, ex seminarista, che, sventurato, s’innamora della signorina Pedani, moderna insegnante di ginnastica fanatica dell’attività fisica, quasi una “suffragetta della ginnastica” che sconvolge l’equilibrio emotivo e il decoro borghese del tradizionalissimo corpo docente della sua scuola. In tal senso “fra le molte, possibili definizioni – sottolinea Pier Luigi Bassignana che il racconto di De Amicis potrebbe suggerire, forse la più azzeccata, perché in grado di coglierne tutti gli aspetti, è proprio quella secondo la quale saremmo in presenza di un romanzo della modernità”, dove la protagonista femminile, la maestra Pedani, appare come donna del futuro, donna libera e ben consapevole della sua libertà, che “trova la sua ragione di essere nell’attività ginnica e soprattutto nella diffusione delle pratiche intese a rafforzare e migliorare le condizioni fisiche della popolazione”. Principi allora anacronistici, ma oggi di piena attualità, ancora freschi di tutta la loro originaria brillantezza, “della loro capacità di tratteggiare tipi psicologici, personaggi e ambienti storici nei quali tutti si possono in qualche modo identificare”. Tant’è che, nel 1973, di “Amore e ginnastica” fu fatta anche una celebre riduzione cinematograficarealizzata da Luigi Filippo D’Amico e interpretata da Lino Capolicchio, Senta Berger e Adriana Asti.

Di prossima pubblicazione, per la Collana “Capolavori ritrovati della letteratura” di “Capricorno”, “Nina la poliziotta dilettante”di Carolina Invernizio, fra le più popolari autrici di “romanzi d’appendice” di fine Ottocento – inizi Novecento.

Gianni Milani

Al Torino Fringe Festival il talk dedicato alle Outdoor Arts

MAUTO, corso Unità d’Italia 40, Torino

Giovedì 23 maggio

FNAS Showcase Off con l’esibizione di 6 giovani compagnie selezionate

Tra le sale del MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile Torino, per il Torino Fringe Festival, giovedì 23 maggio alle ore 17.30, 6 giovani compagnie selezionate nella rosa di artisti che hanno partecipato a FNAS Showcase o alla open call, accompagnano i visitatori nel percorso di visita del museo in una modalità informale e partecipata. Gli artisti possono così presentare un estratto dei loro progetti ideati per lo spazio pubblico.

Precede l’appuntamento, alle 15.30, l’incontro “Le arti quali strumento di cambiamento”, restituzione del progetto “Onda Pazza – il filo della memoria” che ha creato momenti di riflessione e divulgazione sul tema mafia e legalità coinvolgendo 35 scuole di 7 regioniattraverso incontri con i testimoni, laboratori creativi, produzione di materiali originali, podcast, graphic novel. Il progetto è coordinato da FNAS in collaborazione con associazione Crab e Stalker Teatro, ideato da Teatro dei Venti dell’Emilia-Romagna con il Ministero dell’Istruzione e del Merito – Direzione Generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico. 

I due appuntamenti sono organizzati da FNAS – Federazione Nazione delle Arti in Strada. FNAS Showcase, che nel 2024 giungerà alla sua III edizione, è la prima vetrina dedicata alle outdoor arts italiane e viene programmata nell’ambito del Festival Internazionale Mirabilia di Cuneo.

Ingresso gratuito con ticket museo.

‘Dialoghi e Altri sguardi’ alla Castiglia

A Saluzzo si inaugura l’esposizione e collezione permanente a cura di Olga Gambari della Fondazione Garuzzo

 

Sabato 1 giugno, dalle 18.30, nell’ambito di Start/Arte Contemporanea, la Fondazione Garuzzo inaugura alla Castiglia la rassegna dal titolo ‘Dialoghi e Altri sguardi’ con la mostra ‘Il tempo della comunanza’, a cura di Olga Gambari. Allo scopo di mettere in relazione alcuni dei lavori presenti nell’esposizione e Collezione permanente con l’opera di nuovi artisti, Olga Gambari ha realizzato un nuovo progetto espositivo basato sulla condivisione.

La mostra intende essere un’esplorazione, una raccolta di possibili declinazioni che il fecondo concetto di comunanza incarna, con l’idea di restituire energia e pluralità alla parola, centrale per io nostro presente e per il nostro futuro. Ogni artista, con il proprio lavoro, diventa una possibile sfumatura di significato che l’idea di condivisione rappresenta. Tema generale è quello legato ai diritti fondamentali dell’uomo e dell’ambiente, per disegnare un allestimento in cui le opere esprimano la relazione tra singolarità e collettività, tra spazio pubblico e privato, concentrandosi sui coni d’ombra che avvolgono i margini della nostra quotidianità, sulla parità di genere e sui migranti, quindi la sicurezza sul lavoro, la difesa del mondo naturale, la libertà di pensiero e di parola. Molti sono i lavori presenti, tra cui quelli di Elizabeth Aro, Maura Banfo, Silvia Beccaria, LETIA, Letizia Cariello, Gea Casolaro, Laura Castagno, Enrico T. De Paris, Mariana Ferratto, Pierluigi Fresia, Marta Jorio, Paolo Leonardo, Dario Neira, Isabella e Tiziana Pers, Irene Pittatore, Virginia Rutg Cerqua, David Reimondo, Enrico Tealdi, Paolo Grissino, Luigi Mainolfi, Botto & Bruno, Umberto Manzo, Luigi Coppola, Enrico Partengo.

Con l’occasione verrà presentata una nuova opera concessa in prestito dai Musei Reali di Torino, che entra a far parte di Esposizione e Collezione Permanente. Il grande lavor9 vincit9re dell’Italian Council 2018”The ballare of forgotten places” degli artisti Botto& Bruno, duo artistico torinese che, già a partire dagli anni Novanta, attraverso video, installazioni e fotografia, ha raccontato la marginalità e la periferia come tema culturale su cui intervenire e scoprirlo in tutti i suoi risvolti.

Svelati a Palazzo Barolo i segreti di “Moyoco Anno e l’eredità dei bijinga”

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A Palazzo Barolo è in corso fino al 30 giugno 2024 la mostra immersiva intitolata “Shinhanga”, un focus sulla nuova onda delle stampe giapponesi, con riferimento al movimento artistico che, all’inizio del XX secolo ha rivoluzionato la tradizionale stampa Ukiyoe.

Per la prima volta in Italia si possono ammirare oltre ottanta opere originali di alcuni dei più celebri maestri Shinhanga, che combinano gli elementi classici della tradizionale stampa Ukiyoe con la sensibilità modernista del Giappone del XX secolo. La mangaka Moyoco Anno, amata in tutto il mondo per i suoi shoujo manga dedicati alle donne e alle tematiche femminili, è la protagonista degli eventi collaterali a Palazzo Barolo. A parlare di Moyoco Anni e dell’eredità dei bijinga, ritratti di belle fanciulle tra i soggetti più ricorrenti dell’arte giapponese, sarà la Professoressa Anna Specchio, Docente di Lingue Letterature del Giappone e della Corea all’Università di Torino. I bijinga costituiscono una forma d’arte che, sebbene usate dalle xerigrafie in epoca moderna, non ha mai smesso di influenzare la contemporaneità. Oggi sono i manga a veicolare tali raffigurazioni, grazie ad artiste e artisti che rappresentano delle donne dal corpo avvenente in chiave pop.

 

Mara Martellotta

 

 

“Una vita da libidine” con Jerry Calà

Questa sera all’Azhar Dinner & Club di corso Moncalieri il 23 maggio

 

L’estate prende avvio sotto la Mole. Jerry Calà torna all’Azhar Dinner e Club, gag, musica e nostalgia per una serata indimenticabile in corso Moncalieri 302 la sera di giovedì 23 maggio, dove è atteso il ritorno di Jerry Calà e tutta la sua simpatia nello spettacolo “Una vita da libidine”, dedicato ai cinquant’anni della sua carriera. Gag e musica dal sapore di mare saranno i protagonisti di eccezione del giovedi Post Office che ospiterà per tutta la stagione la Ronchinight, la storica serata del vicino club Ronchiverdi, che da qualche anno si è trasferita all’Azhar. Durante la serata Jerry Calà ripercorrerà i momenti topici della sua carriera, una storia che ha scritto alcune pagine del cinema della commedia all’italiana. Abile crooner e entertainer, Calà mescolerà musica, comicità e coinvolgimento del pubblico con il suo effervescente umorismo sempre attuale. Per i clienti del club è previsto il salta coda per godere appieno di una notte estiva memorabile sotto il cielo torinese.

 

Mara Martellotta

Voci Nascoste. Le lingue che resistono

Performing Natural Intelligence entra nel vivo

Torino-Berlino andata e ritorno.

 

Il teatro si aggiunge ai libri lungo lo scambio culturale tra Italia e Germania. Dopo il tedesco, lingua ospite al Salone del Libro di Torino, la stagione “Intelligenza naturale” di Fertili Terreni Teatro, sviluppa seguendo questo tema un progetto europeo che collega Torino a Berlino grazie a un programma per giovani artisti. Si rafforza lo scambio culturale tra Italia e Germania proprio nell’anno in cui l’Italia sarà ospite d’onore alla Buckmesse di Francoforte. Da un lato vi è un contesto di crisi generale, dall’altro la necessità di creare uno spazio di confronto e approfondimento. Nasce così il progetto PNI Performing Natural Intelligence, promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito del Boarding Pass Plus 2023, che unisce Fertili Terreni Teatro a una delle principali realtà teatrali della Germania Deutsches Theater/DT Jung di Berlino.

Il progetto, la cui call rimane aperta fino al 24 maggio, prevede due residenze artistiche, una a Torino e una a Berlino, e sarà un laboratorio itinerante in cui un gruppo di quindici artisti e artiste under 35, uno per ognuna delle due città coinvolte, potrà confrontarsi sul tema dell’intelligenza naturale, con u gruppo misto di attivatori italiani e tedeschi che seguirà entrambe le residenze.

È aperta fino al 24 maggio la call per partecipare alla tappa italiana del progetto, che si terrà a Torino a San Pietro in Vincoli dal 17 al 21 giugno. I giovani partecipanti italiani selezionati avranno la possibilità di lavorare a contatto con artisti e artiste affermati, in un contesto internazionale stimolante. Entrambe le residenze culmineranno con una restituzione pubblica, una performance che elaborerà a più livelli i temi emersi durante la ricerca artistica. Dopo la tappa torinese il progetto si sposterà a Berlino dal 2 al 6 ottobre, dove lo stesso gruppo di attivatori incontrerà il nuovo gruppo di under 35 tedeschi. Entrambi i workshop saranno gratuiti e in inglese.

“In un tempo che guarda con speranza e timore al potenziale e ai prodigi dell’intelligenza artificiale e al dominio dell’algoritmo, ci interroghiamo sull’intelletto umano e sulla sua preziosa natura, imperfetta, imprevedibile, fragile, controversa e irriproducibile – commentano i direttori artistici di Fertili Terreni Teatro Girolamo Lucania, Beppe Rosso e Simone Schinocca – l’intelligenza naturale, plastica in costante mutamento, misto di conservazione e rivoluzione, è sempre alla ricerca di nuove condizioni. Si tratta di u a intelligenza che esplora nuove frontiere, nuovi orizzonti e nuove sponde; un’intelligenza che genera nuove e ignote primavere senza volto, in grado di affascinare e inquietare allo stesso tempo”.

Nel ruolo di attivatori fanno parte 6 artiste e artisti italiani e tedeschi. Ornella Balestra, danzatrice diplomata alla Royal Academy, con collaborazioni importanti di alto livello; Simone Schinocca, regista, attore, autore e direttore artistico, anima di Tedacà e fra i fondatori di Fertili Terreni Teatro; Girolamo Lucania, regista, drammaturgo e direttore artistico, direttore di Cubo Teatro e cofondatore di Fertili Terreni Teatro. Tra i docenti tedeschi si annoverano Paola Thielecke, regista e sceneggiatrice berlinese pluripremiata e attiva presso il Theater di Baden Baden, il Neues Theater Basel e il Deutsche Theater Berlin; Johann Otten, con un profilo legato alla drammaturgia, già assistente alla direzione del Deutsche Theater e specializzato nei temi della transizione ecologica con il collettivo Klasse Klima; Maximilian Grünewald, attore, regista e ricercatore, la cui formazione d’attore e i suoi studi in filosofia e scienza hanno segnato la sua ricerca artistica, orientata su temi epistemiologici e ambientali. Dal 2020 coordina festival e workshop per l’università ed è autore del libro “Jenseits der Wälder” (2024) e insieme al regista Oliver Rossol crea film al limite tra arte e scienza.

 

Mara Martellotta