CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 25

“Mirabile Mysterium” concerto promosso da  Triciclo OdV 

L’associazione Triciclo OdV, realtà torinese attiva dal 1996 nei progetti educativi  dedicati alla sostenibilità,  propone il concerto natalizio “Mirabile Mysterium” che si terrà domenica 30 novembre 2025 alle ore 16 nella chiesa della Gran Madre di Dio a Torino.
L’evento fa parte della rassegna regionale Nativitas Piemonte e riunisce due realtà corali di grande tradizione del territorio.  Si esibirà il Coro femminile VocIncanto , ensemble composto  da ventotto coriste diretto dal Maestro Pietro Mussino, e la Corale Città di Borgaro, formazione di circa sessanta elementi guidata dal maestro Carmelo Luca Sambataro.
Le due realtà presenteranno un programma dedicato al periodo natalizio, con esempi di polifonia sacra e contemporanea, tratti anche dal repertorio che appare nel materiale ufficiale dell’evento.
L’iniziativa nasce per sostenere le attività educative che Triciclo OdV promuove nelle scuole primarie e secondarie. L’associazione è nata per i suoi percorsi didattici dedicati all’uso, al riciclo e alla riduzione degli sprechi. Si tratta di laboratori in cui bambini e ragazzi utilizzano materiali di recupero, apprendono nozioni ambientali attraverso strumenti semplici ma scientificamente corretti e costruiscono piccoli manufatti con tecniche creative, come la legatura giapponese, che stimolano manualità e immaginazione.
I laboratori sono gratuiti per le scuole, ma richiedono coperture economiche che l’associazione integra attraverso bandi pubblici e iniziative solidali quali il concerto  “Mirabile Mysterium”, che rappresenta un momento musicale e culturale, ma anche un’occasione concreta per contribuire alla prosecuzione dei progetti di educazione ambientale che Triciclo OdV da anni realizza sul territorio,  avvicinando i più giovani a scelte consapevoli e comportamenti sostenibili.
Il concerto è a ingresso libero.

Mara Martellotta

GAM, doppia performance per CIMAM 2025

CLAUDIA LOSI Arazzo

DAVIDE SGAMBARO No more blue tomorrows (spit)

Venerdì 28 novembre 2025 dalle ore 15:30

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea

 

In occasione della 57ª Conferenza Annuale di CIMAM – International Committee for Museums and Collections of Modern Art, la conferenza internazionale dedicata ai musei e alle collezioni d’arte moderna e contemporanea, la GAM propone agli oltre 300 professionisti provenienti da circa 90 paesi, in visita alla GAM, e al pubblico presente due performance degli artisti Claudia Losi e Davide Sgambaro attivate negli spazi esterni e nelle sale del museo.

 

Claudia Losi presenta un nuovo momento performativo dedicato ad Arazzo. L’opera in fieri è un grande ricamo realizzato con fili di lana su un tessuto in cotone, acquisita dalla Fondazione Arte CRT per le collezioni della GAM. Iniziato nel 1995 e concepito come una superficie in continua evoluzione, l’arazzo evolve nel tempo: i punti di ricamo si aggiungono ai punti precedenti, alcuni vengono meno, modificandosi nel tempo proprio come i licheni su una superficie rocciosa si espandono, si sovrappongono, si contraggono. La performance, realizzata in occasione di CIMAM, rinnova l’attenzione al carattere vivo e processuale dell’opera, offrendo ai delegati un’occasione per osservare da vicino l’avanzamento di questo paesaggio tessile in divenire.

 

Davide Sgambaro, artista invitato come “Intruso” della Terza Risonanza, la nuova stagione espositiva della GAM, ripropone la performance No more blue tomorrows (spit) (2023) presentata il giorno dell’inaugurazione. La performance si confronta con l’architettura del museo, amplificando il senso di tensione tra vitalità compressa e immobilità simbolica che attraversa la ricerca dell’artista. All’entrata della GAM, in cima alla pensilina, un corpo immobile si fa display di un gioiello d’argento che pende dalla bocca della performer.

 

L’opera si concentra sulla sospensione di un gesto – lo sputo, forma di resistenza e rigetto, trasformato in un elemento scultoreo e quasi artificiale: un piercing per la lingua diventa un “sputo d’argento”, lucente e immobile, mentre il corpo che lo genera è ridotto a un’esistenza implicita, evocata ma assente.

Le due performance attivano il museo che diventa luogo vivo e in trasformazione, in cui i linguaggi degli artisti e delle loro opere dialogano con gli spazi e le collezioni.

Al Cineteatro Baretti, la pièce teatrale “Lo scarto umano”

Andrà in scena giovedì 27 novembre, alle 21, e venerdì 28 novembre, alle ore 20, al Cineteatro Baretti, la pièce teatrale “Lo scarto umano”, spettacolo finale di laboratorio per la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, con il sostegno di “Se non ora, quando?”

In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, il teatro Baretti si fa voce e corpo di un grido necessario e oltremisura urgente. Nonostante lemparole e le denunce, resta ancora aperto quel portale oscuro attraverso il quale alcuni uomini continuano a considerare le donne una proprietà da possedere, esibire e di cui abusare. Tra le storie più crudeli, note alla cronaca, c’è quella di Gisèle Pelicot, costretta a subire dal marito violenze domestiche da più di 50 uomini. Si tratta di una vicenda di violenza emersa solo di recente, che scardina ogni perbenismo e mette a nudo l’orrore che si consuma nel silenzio delle case, delle strade e delle coscienze. “Lo scarto umano” è uno spettacolo liberamente ispirato a questa storia, dove sul palco recitano otto giovani attrici under 17, allieve di Teatrando, insieme a Marcello Spinetta, per la regia di Christian Di Filippo su testo di Monjca Luccisano. Si tratta di uno spettacolo e di un percorso formativo che nasce da quella ferita, e da lì continua a interrogarsi, laddove il teatro rimane uno dei fari accesi sulla realtà.

Giovedì 27 novembre ore 21 – venerdi 28 novembre ore 20 – spettacolo finale di laboratorio per la Giornata contro la Violenza sulle Donne

Cineteatro Baretti – via Baretti 4, Torino

011 655187

Mara Martellotta

E’ in arrivo a Ivrea “La grande invasione”

Appuntamento nel capoluogo canavesano per presentare la XIV edizione del “Festival della lettura”. Ospite lo scrittore Domenico Starnone

Venerdì 28 novembre, ore 18,30

Ivrea (Torino)

“… Piace agli eporediesi e vari viaggiatori
a semplici curiosi e veri intenditori,
pure a chi per dispetto alla sua signora
si evira impunemente a due passi dalla Dora.
Fra riva destra e riva sinistra non fa distinzione:
si tiene a
 Ivrea, è La grande invasione

Così simpaticamente, e con non poca goliardia, definiscono “in versi” la loro creatura, nata nel 2013, ad Ivrea, Marco Cassini e Gianmario Pilo. Il primo operante a Torino in “ADD editore” e a Milano per “Accento edizioni” e per la rivista multimediale “Lucy”; il secondo, fondatore delle case editrici “minimum fax” e “SUR”, nonché direttore didattico della “Scuola del libro” di Roma. Sono loro i geniali inventori de “La grande invasione”, l’eporediese “Festival della lettura” che si appresta ad inaugurare, dal 30 maggio al 2 giugno del prossimo anno, la sua XIV edizione, insieme alla più piccina “La piccola invasione” dedicata ai lettori più giovani e curata da Marianna Doria, studentessa di “Magistrale in Editoria” a “La Sapienza” di Roma, e Ludovica Giovine, studentessa di “Filologia letteratura e storia dell’antichità” a Torino.

I tempi non sono stretti, ma già venerdì 28 novembre prossimo, ad Ivrea si terrà un doppio appuntamento preparatorio all’arrivo dell’atteso Festival che “piace agli eporediesi e a vari viaggiatori” per citare ancora un versetto della succitata ironica presentazione a firma (almeno, penso) della coppia Cassini – Pilo.

Il ritrovo è alle 18,30, presso l’“Auditorium Mozart” (corso Massimo d’Azeglio, 69) e prevede, fra l’altro, un incontro con lo scrittore – anche per cinema e teatro – napoletano Domenico Starnone, “Premio Strega 2001” con il romanzo “Via Gemito”, che presenterà il suo ultimo libro “Destinazione errata” (Einaudi), attraverso cui l’autore aggiunge un nuovo tassello alla sua esplorazione della fragilità della coppia, luogo di delizie e di sofferenze, una “sintesi dei disastri di cui è capace il genere umano”.

Incontro “di qualità”, programmato non a caso per segnalare le alte aspettative del Festival e per svelarne alcuni passi importanti. Primo fra tutti il ritorno delle “Lezioni” della “Grande invasione”, guidate da professionisti esperti in diverse discipline, dalla Musica alla Storia, dalla Poesia alla Politica. Ognuno accompagnerà il pubblico in un ideale viaggio in tre tempi, ma ciascuna delle lezioni può essere ascoltata anche singolarmente.

Accanto al ritorno di ospiti eccellenti già presenti in passato, sono numerose le “new entry”: le firme musicali Maurizio Blatto e Giulia Cavaliere, i giornalisti e scrittori Stefano Liberti e Matteo Miavaldi, l’economista Alessandro Giraudo, il duo eporediese Claudio Bovo e Norberto Patrignani e il trio di scrittrici Viola ArdoneChiara Tagliaferri e Chiara Valerio.

L’impostazione delle lezioni di quest’anno, divise per “pacchetti tematici”, è frutto di un dialogo con il pubblico dell’“Invasione”: il programma è costruito in modo che lezioni di discipline simili non si sovrappongano, e che possano quindi essere seguite tutte, nell’arco della giornata, per un totale di 18 cicli e 54 lezioni tenute da 22 ospiti.

I biglietti verranno messi in vendita a partire da venerdì 28 novembre e si potranno acquistare presso la “Galleria del Libro” (via Palestro, 70; tel. 0125/641212 o ivrea@ubiklibri.it ) e online sulla piattaforma “Eventbrite”.

Ogni lezione ha il costo di 7 euro, ma sono previste diverse formule di abbonamento.

La copertina del “libretto” che contiene il programma delle “lezioni” è a cura dell’illustratore toscano Francesco Chiacchio, che sarà protagonista di una delle mostre programmate nell’ambio del “Festival”, in collaborazione con “Caracol Art Gallery”.

Per ulteriori info e aggiornamenti del programmawww.lagrandeinvasione.it

Gianni Milani

Nelle foto: Franco Chiacchio Cover programma lezioni “Grande invasione” (Ph. Ghirigori Agency); Domenico Starnone; Cover “Destinazione errata” di Starnone

“Scappiamo e scorriamo quando ci innamoriamo”

Music Tales, la rubrica musicale 

“Tutto quello che mi fai sentire e tutto quello che dici
Solo, non posso averne abbastanza
Solo, non posso averne abbastanza
Scappiamo e scorriamo quando ci innamoriamo
e solo, non posso far finta di averne abbastanza”
Quando si pensa agli anni ’80, si immaginano giacche dalle spalline improbabili, capelli voluminosi e sintetizzatori che fanno da colonna sonora a un decennio colorato ed euforico. Tra questi suoni iconici, “Just Can’t Get Enough” dei Depeche Mode rimane uno dei pezzi più riconoscibili e contagiosi dell’epoca. Una canzone che, nonostante il suo titolo, riesce davvero a lasciarti con la sensazione di volerne ancora.
Pubblicata nel 1981, la canzone fa parte del primo periodo dei Depeche Mode, quando la band era guidata creativamente da Vince Clarke. Prima dei loro futuri oscuri e sofisticati esperimenti elettronici, il gruppo mostrava un lato più luminoso, quasi ingenuo, ispirato dalla nascente scena synth-pop britannica.
“Just Can’t Get Enough” incarna perfettamente questa fase: è fresca, semplice, immediata, e porta con sé quella gioiosa ingenuità che i fan ricordano con affetto.
La forza del brano è la sua melodia irresistibile. Il riff sintetizzato, oggi facilmente riconoscibile, rappresenta uno dei primi esempi di come l’elettronica potesse essere non solo sperimentale, ma anche pop e radiofonica.
Ascoltare la canzone significa farsi trascinare in una spirale di entusiasmo: è quasi impossibile restare fermi o non canticchiare almeno metà del ritornello.
Il videoclip, girato in un’epoca in cui MTV era appena nata, mostra un gruppo giovanissimo, lontanissimo dalla futura immagine dark e minimalista. Le luci colorate, gli abiti semplici e l’atmosfera spensierata restituiscono la sensazione di una band che stava ancora scoprendo se stessa, ignara del fatto che sarebbe diventata una delle icone mondiali della musica elettronica.
Quello che rende “Just Can’t Get Enough” così speciale è la sua leggerezza senza tempo. È una canzone che non pretende di essere profonda, ma che funziona perfettamente come fotografia sonora di un momento storico: l’inizio degli anni ’80, quando il futuro sembrava luminoso e pieno di sintetizzatori.
Ancora oggi è un brano che spunta in film, serie e feste a tema, e che continua a far sorridere generazioni diverse.
Allora se volete sentire dell’ottimo new wave con musicisti e voci straordinarie, non potete mancare venerdì 28 novembre al Jazz Club di Piazza Valdo Fusi A Torino… Non ve ne pentirete, sarà un viaggio in un’epoca mai dimenticata.
“Oggi basterebbe la metà dell’entusiasmo che avevamo noi, vecchi yuppies degli anni ’80, per tirare un po’ su questa Italia.”
Jerry Calà
CHIARA DE CARLO
scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!
Ecco a voi gli eventi da non perdere

Concerto di solidarietà per il Progetto AAA, Anziani Attivi Autonomi

Lunedì 1 dicembre ore 21 Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino

Carols natalizie e fantasia sinfonica su melodie di Ennio Morricone 

Direttore Mario R.Cappellin

Un grande evento musicale e benefico illuminerà il Natale torinese, grazie ai club promotori del Distretto Lions International 108Ia1Torino SabaudaTorino Cittadella DucaleTorino La Mole e Torino Principe Eugenio, in collaborazione con la Clinica Dentale Cappellin

L’Ensemble Vocale Arcadia, Coro Femminile, e l’Orchestra da Camera del Pinerolese Armonie d’Acaja, sotto la direzione del Maestro Mario R. Cappellin vi attendono per condurvi in un gioioso viaggio musicale tra carols natalizie e melodie di Ennio Morricone, rivisitate in una suggestiva fantasia sinfonica, capace di emozionare un pubblico di tutte le età. Questo concerto è un invito augurale a partecipare, ascoltare, donare e condividere, perché la musica può unire le persone e trasformarsi in aiuto reale.

Il ricavato della serata, che ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Torino, sarà infatti interamente devoluto al“Progetto AAA” Anziani Attivi Autonomi, biennale, avviato e sostenuto dai club Torino Sabauda, Torino Cittadella Ducale, Torino La Mole, Torino Principe Eugenio, in linea con il Tema di Studio nazionale Lions, “Longevità: un ruolo nuovo nella società di domani”.

Gli obiettivi sono la promozione di un invecchiamento sano e attivo e il contrasto dell’isolamento sociale e delle malattie neurodegenerative. Il Centro Diurno Aggregativo AIEF, inaugurato il 3 giugno 2025 in Via Farinelli 36/9 a Mirafiori Sud Torino, con il Centro Sociale offrono agli anziani del quartiere diverse attività, iniziative, informazioni e momenti di socialità e formazione, con la collaborazione attiva di soci e socie Lions. Questo sarà un modello da proporre in altre aree in cui esistono bisogni analoghi ed è importante la collaborazione e il sostegno di molte persone.

Offerta minima biglietti: Galleria 15 euro e Platea 25 euro

Per informazioni e prenotazioni scrivere all’email concerti@cappellin.foundation o chiamare il numero 011.18558. 

Ufficio Stampa Duepunti

Corso Federico Sclopis 6, Torino

+39 011 19706371 | +39 335 6505656

carbone@duepunti-srl.it,

www.duepuntisas.it

Vanessa Redgrave, tra i sorrisi e i ricordi di una carriera che è magica

La Stella alla Mole consegnata a una grande attrice

Un monumento. Quando Dame Vanessa Redgrave appare nella sala del Romano, dove l’ha preceduta Franco Nero, sono quasi le 22. È lì per ricevere la “Stella della Mole” che sarà il direttore del Festival Giulio Base a consegnarle e ad assistere al film “The Estate” (proposto al TFF nel segmento “Zibaldone”) che lei ha coprodotto e interpretato e che il figlio Carlo Gabriel Nero ha diretto, in un consorzio familiare di figli e padri, elegante nel suo lungo abito nero, i capelli bianchi raccolti in coda, tutti ci sentiamo davvero insignificanti. Guardiamo soltanto a lei, mentre un rapido filmato ci ricorda le tappe più prestigiose di una strada piena di successi. Con i suoi circa 89 anni e con tutti gli acciacchi dell’età, con i dolori che hanno attraversato la sua vita, Vanessa è ancora lì a cercare dei sorrisi da restituire, a muovere quegli occhi ancora vivissimi, a trovare parole che riempiono la sala di consensi, di affetto, di ammirazione. Una donna che ha fatto e amato il cinema, che lo ha occupato per la intera seconda metà del secolo scorso e oltre ancora – come il teatro, grande interprete shakespeariana, ma anche di Ibsen e di Cechov (nel 2000 fu Ljubov al National Theatre di Londra), di Tennessee Williams e di Eugene O’Neill -, che può contare su circa una novantina di interpretazioni (saltiamo a pie’ pari le prove televisive), che nel ’78 ricevette l’Oscar come migliore attrice non protagonista per “Giulia” di Fred Zinnemann e per l’ambita statuetta ebbe cinque candidature, che riunì due Golden Globe con una decina di candidature, e premi a Venezia (il Leone d’oro alla carriera arrivò nel 2018) e a Cannes. Incontrò registi come Antonioni e Karel Reisz, Tony Richardson che divenne suo marito ed Elio Petri e Sidney Lumet, Tinto Brass e Ken Russell e Michael Apted che la diresse (1979) nel “Segreto di Agatha Christie”, una grande interpretazione forse mai avvalorata in piena giustizia, sui giorni in cui la famosa giallista decise di scomparire dopo i dissapori con il marito, Joseph Losey e James Ivory (“I bostoniani” e “Casa Howard”) e il nostro Zeffirelli, Billie August e Joe Wright (“Espiazione”) e Ralph Fiennes (“Coriolanus”), per citare i più celebri, ma l’elenco non faticherebbe a continuare. Una lunga lunghissima carriera, in cui trovò spazio anche l’impegno politico e la riappacificazione con l’attore italiano – conosciuto sul set di “Camelot” nel ’67, giovanissimi Lancillotto e Ginevra – dei tanti western e del tanto cinema impegnato, il capitano Bellodi del “Giorno della civetta” e “Il delitto Matteotti” per tutti.

Tra loro due, oggi, il figlio Carlo Gabriel a presentare “The Estate”, guardando da vicino – ma non denunciando – al “Giardino dei ciliegi” cecoviano, alterati i nomi ma non l’impianto, mentre lo pone sotto una luce e problematiche e messaggi contemporanei, mentre continua a seguire le vicende di una famiglia di aristocratici (qui trasportati nel verde della vecchia Inghilterra), alle prese con ricordi e debiti, in procinto di perdere la proprietà che da secoli posseggono e l’ampio giardino, mentre si mettono a confronto con le ingiustizie che essi e i precedenti proprietari hanno compiuto: là dove nell’autore russo, alle prime ombre della rivoluzione d’ottobre, tutto resta in filigrana, attraverso le parole sopratutto del giovane ed eterno studente Trofimov, qui da lontane visioni si materializza nei diseredati della terra che premono nel finale alle porte della casa – non è più il vecchio servo Firs a rimanere dimenticato e sepolto al suo interno -, quelli di un tempo e gli immigrati di oggi. A un personaggio, quello della vecchia nonna spinta in carrozzina dal vecchio cameriere, il regista affida questa nuova visione. Mentre continua a raccontarci di Ljubov e della sua svagatezza, della remissività di suo fratello Gaev, dei raggiri e dell’acquisto di Lopachin, l’antico servo maltrattato che ora diventa proprietario, di Anja che si apre a una nuova vita e di Varja che la speranza l’ha ormai persa, delle governanti e del contabile e degli amici. Delle danze che s’accendono e che presto si spengono, mentre la casa si svuota. Nero, il figlio regista, aggiorna, ambienta con impegno seppur troppo verbosamente – con qualche attualità di comodo? -, sorvegliando attentamente azioni e dialoghi, interni ed esterni, potendo contare su un ragguardevole gruppo d’attori, supponiamo di estrazione teatrale, che fa il proprio compito con diligenza: “È più di una semplice storia di famiglia di aristocratici inglesi che cerca di salvare la propria casa ancestrale. Va oltre, affrontando le ingiustizie socioeconomiche profondamente radicate che il nostro mondo intero si trova ad affrontare, e offre una soluzione che non si conforma agli attuali modelli convenzionali. Questo è un argomento che ho studiato ed esplorato per anni, ispirato sia dal grande scienziato sociale americano del XIX secolo, Henry George, sia dal rinomato economista contemporaneo Fred Harrison, produttore associato del nostro film.” Diligente anch’egli ma inevitabilmente il ricordo di chi qui scrive queste note va “anche soltanto” all’edizione magica di Strehler, all’ombrellino di Valentina che si riempiva di foglie, di Santuccio che faceva sbuffare quel piccolo treno di legno messo in scena a ricordargli amaramente l’infanzia.

Elio Rabbione

Nelle immagini, Dame Vanessa Redgrave e un momento del film “The Estate” diretto da Carlo Gabriel Nero

Dal libro allo schermo: ecco il Premio Match

UN PROGETTO DI REGIONE PIEMONTE, FONDAZIONE CIRCOLO DEI LETTORI E FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE

È stato presentato nel corso della conferenza stampa ufficiale presso il Circolo dei
lettori e delle lettrici, la prima edizione del “Premio Match Piemonte. Dal libro allo
schermo” –, promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Fondazione Circolo
dei lettori e Film Commission Torino Piemonte.

Un progetto innovativo che punta a creare un ponte tra narrativa contemporanea e produzione
audiovisiva, valorizzando giovani autori e il territorio piemontese attraverso nuove
opportunità di adattamento cinematografico.

Un premio che è anche un investimento sul futuro
Il Premio Match Piemonte non è soltanto un concorso letterario: è una scelta strategica. Un
investimento concreto nelle nuove generazioni, nella loro capacità di immaginare, innovare e
raccontare il mondo. Il Piemonte, forte di una tradizione culturale riconosciuta e di un
comparto audiovisivo in costante crescita, sceglie di diventare un laboratorio fertile per i
giovani talenti, offrendo loro la possibilità di trasformare un romanzo in un progetto
cinematografico reale e di confrontarsi con produttori, creativi e professionisti del settore.
L’obiettivo è chiaro: trasformare le idee in opportunità, la creatività in lavoro, le storie in
nuove produzioni che parlino del Piemonte e dal Piemonte.

Un’iniziativa pensata per i talenti e per il valore culturale del Piemonte
Il Premio, rivolto ad autrici e autori under 50, selezionerà un’opera di narrativa edita tra
gennaio 2023 e gennaio 2026 con un forte potenziale di trasposizione cinematografica
ambientata in Piemonte.

Il progetto punta a sostenere storie capaci di trasformarsi in immagini e a mettere in dialogo
letteratura e cinema, rafforzando al tempo stesso la promozione del patrimonio culturale,
paesaggistico e identitario regionale.

Il titolo vincitore sarà presentato a una platea di produttori cinematografici e televisivi e
darà origine a un cortometraggio “pilota–teaser”, con una spesa massima di 60mila
euro, finalizzato a mostrare le potenzialità di sviluppo in un lungometraggio o in una
serie TV.

È previsto inoltre un riconoscimento di 3mila euro per l’autore/autrice dell’opera
selezionata.

Modalità di partecipazione
La partecipazione è gratuita e riservata agli editori italiani, che possono candidare fino a due
opere.
Sono ammesse tutte le tipologie di romanzo – incluse graphic novel e raccolte di racconti –
purché realizzate da autrici/autori under 50 e ambientate o adattabili realisticamente al
territorio piemontese.
Le candidature devono essere inviate entro le ore 12.00 del 30 gennaio 2026 all’indirizzo
premiomatch@circololettori.it allegando Application Form e il libro in PDF o tre copie
cartacee.

Diritti, opzioni e finalità
Come previsto dal regolamento, il romanzo vincitore concede agli enti promotori un’opzione
gratuita di otto mesi per la produzione del cortometraggio.
I diritti di eventuali futuri adattamenti restano interamente in capo all’autore e all’editore, che
potranno negoziare autonomamente con eventuali produttori interessati.
La Regione Piemonte acquisirà la proprietà dei diritti patrimoniali del cortometraggio,
riconoscendo all’autore e all’editore una licenza d’uso gratuita e non esclusiva per finalità
promozionali.

La Giuria
La valutazione delle opere sarà affidata a una giuria composta da professionisti del mondo
culturale e audiovisivo:
● Giulio Base – Regista
● Linda Messerklinger – Attrice
● Danilo Poggio – Giornalista
● Raffaella Tittone – Direttrice Settore Cultura, Turismo, Sport e Commercio della
Regione Piemonte
● Alfonso Papa – Film Commission Torino Piemonte
● Elena Loewenthal – Scrittrice e traduttrice nonché presidente della giuria
• Marco Pontecorvo – Regista
Timeline
● 24 novembre 2025 – Apertura bando
● 30 gennaio 2026, ore 12.00 – Chiusura candidature
● Febbraio–Marzo 2026 – Lavori della giuria
● 15 aprile 2026 – Cerimonia di premiazione con editori e produttori

 

I commenti 

Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte:
«Con il Premio Match Piemonte vogliamo dare un segnale chiaro: il nostro territorio crede
nei giovani, investe nei loro talenti e sostiene la filiera culturale in tutte le sue forme. Questo
progetto unisce due mondi che in Piemonte hanno radici profonde – la letteratura e il cinema
– creando un’opportunità concreta di crescita professionale e di valorizzazione del
patrimonio narrativo e paesaggistico regionale. Vogliamo che nuove storie prendano vita
qui, e che da qui possano raggiungere il grande schermo».

Beatrice Borgia, presidente di Film Commission Piemonte Torino:
«Siamo felici di essere parte di un progetto che investe sulla filiera del cinema e
dell’audiovisivo, un settore sempre più strategico per il nostro territorio. Nel corso degli
anni abbiamo visto crescere quantità e qualità delle produzioni e crediamo che questo
Premio, accentuando un dialogo concreto tra mondo editoriale e cinematografico, potrà
stimolare nuovi progetti capaci di valorizzare talenti e storie originali. Come Film
Commission siamo pronti ad accoglierli e a sostenerne il percorso».

Giulio Biino, presidente Fondazione Circolo dei lettori:
«Il premio Match Piemonte, bandito dalla Regione Piemonte, è ideato e organizzato in
collaborazione con il Circolo dei lettori e Film Commission Torino Piemonte. La Fondazione
“Circolo dei lettori” conferma così la sua vocazione di soggetto di produzione culturale (e
non solo di promozione e diffusione).
Il premio “Match Piemonte” costituisce una fertile contaminazione tra letteratura e cinema,
un dialogo tra parole e immagini rivolto, “in primis”, ai giovani, per stimolarne la
creatività.
Un’iniziativa originale che ci aspettiamo susciti interesse e veda una partecipazione di
qualità e numericamente importante. Un modo innovativo di promuovere la nostra Regione
per valorizzarne i profili artistici, storici, ambientali e paesaggistici».

Elena Loewenthal, presidente della Giuria Premio Match:
«Un premio letterario che guarda alla settima arte. Un premio che fa del Piemonte uno
straordinario teatro a cielo aperto. Questo è tanto altro è Match: un progetto nuovo e unico
nel panorama culturale italiano. Un premio che non è pura e semplice celebrazione di
un’opera ma un vero e proprio, grande laboratorio di arte e cultura, capace di intrecciare
generi, esperienze, avventure».

Piemonte Film TV Fund, in arrivo 5 milioni

Annunciato, in occasione del Torino Film Industry, lo stanziamento di nuove risorse di 7 milioni di euro per il 2026 e ulteriori 5 milioni per il 2027 destinate al Piemonte Film TV Fund, principale strumento regionale a sostegno della produzione cinematografica e audiovisiva.

Il nuovo bando, che sarà pubblicato entro la prossima primavera, conferma la volontà della Regione Piemonte di rafforzare con continuità l’impegno verso un settore strategico per la crescita culturale, economica e occupazionale del territorio.

L’assessore Chiarelli

Alla nuova misura si aggiungono altri 600.000 euro destinati a finanziare la prosecuzione dei bandi triennali per la promozione delle attività cinematografiche e per la valorizzazione delle sale, confermando la coerenza di una visione politica che integra interventi sulla produzione, sull’infrastruttura culturale e sulla diffusione territoriale.

“Con le nuove risorse – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori alla Cultura Marina Chiarelli e alle Attività produttive Andrea Tronzano – rafforziamo una strategia pluriennale che ha già portato risultati concreti. Il cinema è cultura, ma anche industria, lavoro e identità. La Regione Piemonte lo sostiene con strumenti efficaci, una programmazione accurata e investimenti che generano valore reale. Il nostro obiettivo è fare del Piemonte un territorio sempre più attrattivo e competitivo, capace di dialogare con le grandi produzioni internazionali e di valorizzare le sue eccellenze locali”.

Il percorso

Il nuovo investimento si inserisce in un percorso già avviato con determinazione nel triennio 2023-2025, durante il quale la Regione ha stanziato oltre 21 milioni di euro a sostegno dell’intera filiera.

Nell’ambito del solo Piemonte Film TV Fund sono stati stanziati 8 milioni tra il 2023 e il 2024, che hanno permesso di finanziare 28 progetti, generando una spesa diretta sul territorio di 26.920.000 euro e un moltiplicatore economico di 3,36. Nel triennio il fondo raggiungerà una dotazione complessiva di 15 milioni, consentendo il finanziamento di 41 progetti tra film, serie e animazione e confermando il suo ruolo centrale nella strategia regionale di attrazione e sostegno alle produzioni.

Accanto al sostegno alla produzione, la Regione ha investito 750.000 euro per la promozione di rassegne, festival e circuiti, e 1.050.000 euro per la valorizzazione delle sale cinematografiche indipendenti attraverso bandi triennali. Altri 5 milioni sono stati destinati a un bando a sportello, attivo fino al 2026, per interventi strutturali e tecnologici finalizzati all’ammodernamento e alla riattivazione delle sale esistenti.

“Non è solo il momento dei numeri, ma della continuità e del consolidamento – ha affermato l’assessore Tronzano – Abbiamo costruito una politica pubblica capace di generare risultati misurabili, dialogando con imprese, operatori culturali e istituzioni. Con le nuove risorse per il 2026 confermiamo la traiettoria: fare del Piemonte un’area attrattiva e dinamica per il cinema e con una filiera pronta a cogliere le sfide del futuro”.

Premi e riconoscimenti letterari a Travaglini

Il Centro Studi Cultura e Società di Torino ha assegnato a Marco Travaglini la prima posizione assoluta nella sezione narrativa breve della V° edizione del concorso nazionale Tesori della Natura. Il racconto che è valso il premio al giornalista e scrittore di Baveno, torinese d’adozione e collaboratore de Il Torinese, si intitola “Dantès e la Lettera 22 dell’Olivetti”. La giuria ha motivato il riconoscimento perché il racconto “conquista per la sua capacità di fondere storia industriale, innovazione e umanità in un racconto delicato e luminoso. Attraverso gli occhi curiosi del piccolo terrier Dantès, l’autore restituisce l’atmosfera vitale della Ivrea olivettiana, simbolo di un’Italia che credeva nel progresso etico e nella dignità del lavoro”. La narrazione, definita “ densa di tenerezza e ironia”, secondo la giuria “celebra un modello di impresa a misura d’uomo e di natura, dove la tecnologia è al servizio del benessere collettivo. Dantès diventa emblema di leggerezza e armonia, portavoce inconsapevole di quella visione in cui l’ambiente, umano e naturale, respira all’unisono con il sogno di Adriano Olivetti: un futuro dove produttività e felicità potessero convivere”. Quest’ultimo premio si aggiunge al secondo posto nella sezione giornalismo della 16° edizione del Premio letterario internazionale Andrea Testore – Plinio Martini – Salviamo la Montagna, con un articolo dedicato allo scrittore Benito Mazzi e al suo legame con la valle Vigezzo, e al posizionamento tra i finalisti del premio letterario Mario Soldati-Lalla Romano bandito dal Centro Pannunzio di Torino con il libro di racconti Il seggio del peccato. Dulcis in fundo il settimanale Eco Risveglio, al quale Travaglini collabora da anni, offrirà in regalo agli abbonati per il 2026 un volumetto con i suoi racconti intitolato La guerra delle ciliegie. Si tratta di racconti che parlano del territorio all’estremo nord del Piemonte, di personaggi esistiti e altri no, di storie capaci di trasportare i lettori qua e là tra il lago e le montagne, suoi luoghi d’origine. Già, perché Marco Travaglini, scrittore, giornalista, ex-politico, ha trasformato la sua passione per la scrittura, ma soprattutto per i personaggi e le storie che incontra, in veri e propri spaccati di vita. Da sempre, concentra l’attenzione prima di tutto sugli ultimi, su quelle persone “dimenticate” che invece, attraverso i suoi occhi, meritano di essere raccontate, conosciute, vissute, di rimanere impresse per sempre. Ed ecco, allora, che hanno vita le storie, tra aneddoti divertenti e spunti di profonda riflessione. E’ la capacità di raccontare di Travaglini a prevalere su tutto, a trasportare chi si avvicina ai suoi scritti in altri tempi, altri luoghi e altre avventure.