Fine settimana all’insegna della lettura per la XV edizione dell’evento supportato quest’anno dalla “Fondazione Bottari Lattes”
Da venerdì 6 a domenica 8 giugno
Alba (Cuneo)
Sarà il centro storico della “capitale di Langa” a fare da palcoscenico alla XV edizione della “Notte Bianca delle Librerie”, promossa, da venerdì 6 a domenica 8 giugno, dall’“Assessorato alla Cultura” del Comune di Alba in collaborazione con il “Centro Studi Beppe Fenoglio” e quest’anno, per la prima volta, con il supporto della “Fondazione Bottari Lattes” di Monforte d’Alba. Cinque le Librerie albesi coinvolte: “La Torre”, “Marameo”, “Milton”, “Mondadori” e “San Paolo”. Quanto mai ricco ed articolato il programma che vedrà incontri con autori, laboratori per bambini, letture ad alta voce e accompagnamento musicale a cura degli allievi del Civico Istituto Musicale “Lodovico Rocca”. Il programma si aprirà venerdì 6 giugno, alle ore 21, con un’anteprima al “Teatro Sociale Giorgio Busca” (piazza Vittorio Veneto, 3) di Alba, per poi proseguire sabato 7 giugno, dalle 15 alle 24, e domenica 8 giugno, dalle 10 alle 12,30, e dalle 18,30 alle 22.
Per info e programma dettagliato: www.comune.alba.cn.it
Fra gli appuntamenti di particolare rilievo, quello organizzato dalla new entry, la “Fondazione Bottari Lattes”, nata nel 2009 a Monforte d’Alba (Cuneo), dalla volontà di Caterina Bottari Lattes, con la finalità di tenere viva la memoria del marito, Mario Lattes (1923 – 2001), pittore, scrittore editore e intellettuale fra i più prestigiosi del nostro Novecento.
E proprio a Mario Lattes sarà dedicato l’appuntamento organizzato per sabato 7 giugno(ore 17,30) nella “Sala Riolfo” della “Biblioteca Civica G. Ferrero”, in via Vittorio Emanuele 19, che ospiterà l’appuntamento sul tema “L’amore ai tempi dello schermo. Idealizzazione amorosa e disincarnazione” nel romanzo “L’amore è niente” (edito da “La Rosa”) di Mario Lattes. I temi trattati nel testo, pubblicato nel 1985, in cui si racconta la storia di un uomo che si innamora di un’annunciatrice televisiva credendosi ricambiato, sono riletti in chiave contemporanea da Valter Boggione (docente di “Letteratura Italiana” nell’Ateneo torinese) e da Elena Bottari. I relatori, moderati dal giornalista Paolo Rastelli, metteranno in luce l’“attualità del romanzo”, che “parla con inquietante precisione della solitudine e dello scacco esistenziale dell’individuo di fronte alle tecnologie, approfondendo come l’intelligenza artificiale(mostro o benefico prodigio dei nostri tempi?)stia conquistando lo spazio che Mario Lattes affidava alla Signorina Buonasera”. Il reading di alcuni dei passaggi più significativi è affidato all’attore Luca Occelli.
L’incontro è a ingresso libero e non richiede prenotazione.
“L’appuntamento alla ‘Notte Bianca delle Librerie’ di Alba rappresenta – sottolineano i responsabili – un ulteriore tassello nella missione educativa e culturale della ‘Fondazione’, che fin dalla sua nascita sostiene attivamente la lettura attraverso progetti di ampio respiro come il ‘Premio Lattes Grinzane’, che ogni anno vede la partecipazione di quattrocento studenti provenienti da tutta Italia, chiamati a leggere, confrontarsi e votare le opere in concorso”.
g.m.
Nelle foto: Immagine guida “Notte Bianca delle Librerie”; Mario Lattes: Cover “L’amore è niente”




La notizia della morte di Giuseppe Parlato mi riempie di forti e dolorose emozioni. Fummo ambedue allievi di Alessandro Galante Garrone e di Narciso Nada con cui ci laureammo all’Universita’ di Torino. Parlato aveva già allora idee sicuramente di destra o almeno considerate tali e quindi non ritenute degne di attenzione. Credo sia stato il referendum sul divorzio del 1974 a segnare delle scelte divergenti: Parlato si espresse per l’abrogazione , io scelsi la difesa strenua del divorzio a fianco di Pannella. Nella nostra Università torinese non c’era posto per studiosi come Parlato, liquidato in modo sbrigativo da Galante Garrone come un reazionario. Cercai di parlare con Galante Garrone di Parlato, ma lui ebbe la stessa chiusura del giacobino “non mite” che ebbe poi con Vittorio Messori un altro mio amico. Parlato ebbe il coraggio di rompere i ponti con Torino e approdò a Roma alla scuola di Renzo De Felice , anche lui un reietto e un perseguitato. Della scuola defeliciana fu uno dei più coerenti seguaci. Ci incontrammo molte volte a Roma e a Torino dove lo invitai a parlare in più occasioni. Prima di lui invitai Gianni Scipione Rossi che presentò un suo libro sulla destra e Israele in dialogo con Elena Lowenthal. Un dibattito che fece epoca. Parlato ha sempre dimostrato l’equilibrio dello storico scrupoloso in tante occasioni diverse, aperto al confronto sereno con tutti. Qualche suo lavoro non mi convinse e la sua contiguità – più apparente che reale – con l’Msi non mi piacque. Una volta venne presentato un mio libro alla Fondazione De Felice di Roma da lui presieduta. C’era in prima fila la vedova di Er Pecora, l’on. Teodoro Buontempo che gentilmente mi applaudì. Provai un certo imbarazzo, poi la cena con Parlato fu l’occasione per rivederci dopo tanti anni. Parlammo per alcune ore in cordiale amicizia. La sua conversazione era sempre sfolgorante. Venne anche a trovarmi al mare dove gli chiesi di fare una conferenza su Guareschi che ebbe grande successo. Un assessore di origini comuniste lo presentò in piazza senza imbarazzo. Circa un anno fa, in occasione di un convegno sull’omicidio di Giovanni Gentile a Torino, ci sentimmo per definire il suo intervento. Mi disse che era ammalato di cancro , ma che non aveva nessuna voglia di morire e, citando Guareschi, mi disse che non sarebbe morto neppure se lo avessero ucciso. Non poté partecipare al convegno a cui mandò una magistrale relazione che venne letta. Peccato che il mancato finanziamento al convegno della Regione Piemonte abbia impedito la stampa degli atti. Di lui resterà la sua passione inesausta per la ricerca storica e la sua onestà intellettuale. Sono virtù che non vedo molto praticate dai giovani intellettuali di destra che dovrebbero ispirarsi a lui come ad un maestro che ha pagato prezzi altissimi per essere sè stesso. Vorrei anche ricordare la sua ironia, ma non è questo il momento, perché il dolore per la sua scomparsa me lo impedisce.

