CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 216

“Adotta uno scrittore”, il Progetto firmato dal Salone del Libro

Giunge alla sua XXIII edizione  che coinvolgerà ben 40 autori e 40 scuole di 8 Regioni italiane

Partito ad inizio anno si concluderà il prossimo 19 maggio

Notevoli le cifre. Sono 1.006, quest’anno, le studentesse e gli studenti delle Scuole (complessivamente 40) di Piemonte, Liguria, Toscana, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia coinvolti, da gennaio a maggio, nella XXIII edizione di “Adotta uno scrittore”, progetto didattico e culturale esteso dalle elementari all’università e presente pur anche in classi attive presso “Case di Reclusione” e Case circondariali” (nonché nella Sezione Ospedaliera dell’“Istituto Gobetti Marchesini” presso l’Ospedale “Regina Margherita” di Torino), ideato e organizzato dal “Salone Internazionale del Libro” di Torino, con il sostegno della “Consulta delle Fondazioni di origine bancaria” di Piemonte e Liguria, in collaborazione  con la “Fondazione con il Sud”. Ogni adozione prevede tre appuntamenti in classe per ciascuna autrice e ciascun autore adottato (40 in totale) e il quarto conclusivo lunedì 19 maggio, nell’ambito della XXXVII edizione del “Salone del Libro”. Alle autrici e agli autori è lasciata la libertà di ideare il percorso all’interno delle classi, senza alcun vincolo particolare, se non quello di “partire dai libri e dalla lettura, per offrire opportunità di confronto e riflessione non solo sulla narrazione e la scrittura, ma anche sull’attualità e sui temi della contemporaneità”.

In proposito afferma Annalena Benini, direttrice editoriale del “Salone” di Torino: “Da più di vent’anni ‘Adotta uno scrittore’ non solo crea, ma si prende cura dell’incontro fondamentale: quello sulla cultura, sulla lettura, sullo scambio di esperienze. In tutta Italia, anche nei luoghi più complicati da stimolare e raggiungere, i ragazzi delle scuole primarie fino alle università, i ragazzi ristretti negli istituti minorili, le persone nelle case circondariali e di reclusione hanno un tempo di incontro e di relazione con scrittori, artisti, giornalisti, sui temi che stanno loro a cuore, sulle possibilità e sugli inciampi dell’esistenza … ‘Adotta uno scrittore’ ha costruito fili di seta e di libertà interiore fra chi parla e chi ascolta, fra chi fa domande e chi prova a dare risposte. Non dura qualche minuto, ma tutto l’anno, tutti gli anni. Costruisce tempo, si prende cura, e fa in modo che i libri ci parlino ancora”.

Sono 40, si è detto, le scrittrici e gli scrittori, i fumettisti, le illustratrici e gli illustratori insieme a giornaliste e giornalisti, saggisti e studiosi adottati nel corso di quest’anno: da Daria Bignardi scrittrice e conduttrice, autrice di “Ogni prigione è un’isola” (Mondadori), in cui racconta il sistema carcerario attraverso l’esperienza personale a Francesca Giannone, autrice del bestseller “La portalettere” (Editrice Nord), romanzo italiano più venduto del 2023, tradotto in 30 Paesi via via (per forzata sintesi) fino a Marco Balzano, Premio Campiello con “L’ultimo arrivato” (Sellerio), a Nadeesha Uyangoda, nata a Colombo (Sri Lanka) e in Italia dall’età di sei anni, autrice di “Corpi che contano” (66thand2nd), sul tema del rapporto tra corpo e pratica sportiva a Matteo Bussola, scrittore e conduttore radiofonico, autore del bestseller “La neve in fondo al mare” (Einaudi), sulla fragilità adolescenziale e alla scrittrice Raffaella Romagnolo, autrice di “Aggiustare l’Universo” (Mondadori), romanzo di dolore, rinascita e memoria, finalista Premio Strega 2024. Impossibile citarli tutti.

Basti sapere che, grazie  al progetto, nel corso degli anni sono state portate a termine 545 adozioni per un totale di 15.278 studentesse e studenti, coinvolgendo 380 tra gli autori e le autrici più importanti della letteratura italiana degli ultimi quarant’anni. Cifre da record e anche per il 2025 “Adotta uno scrittore” avrà uno spazio sul “Bookblog”, la piattaforma digitale del “Salone” curata dagli studenti, che insieme agli Autori e ai docenti costruiranno un racconto partecipato, rendendo i contenuti fruibili liberamente su “bookblog.salonelibro.it

Da segnalare, infine, che sul canale “YouTube” del Salone sono disponibili i video “Si fa presto a dire Adotta” 2024 (adotta 2024), a cura della scrittrice Laura Marzi e del regista Fabio Ferrero, e “Si fa presto a dire Adotta” 2023 (playlist “Adotta uno scrittore”), realizzato da Fabio Ferrero con la partecipazione dello scrittore Raffaele Riba e che sempre  su “YouTube” del Salone si può accedere alle video pillole “Si fa presto a dire Adotta” 2022 (realizzate con la scrittrice Giusi Marchetta) che ripercorrono i vent’anni del progetto e un documentario di Fabio Ferrero, che, attraverso le parole e le voci di studentesse, studenti, autori e autrici, ripropone i temi, le atmosfere e le riflessioni scaturite dal confronto e dalla lettura dei libri.

Per info su tutte le “Adozioni” nelle scuole e aggiornamenti sulle date degli incontri, si veda il sito: www.salonelibro.it

g.m.

Nelle foto: Annalena Benini, Daria Bignardi (ph. Riccardo Piccirillo), Nadeesha Uyangoda e Matteo Bussola

Musica Regina in Villa International Music Festival

Dal 28 giugno al 5 luglio 2025 si terrà la quarta edizione consecutiva del festival Musica Regina in Villa International Music Festival, sotto la direzione di Francesco Mazzonetto, a Villa della Regina 

Per il quarto anno consecutivo Musica Regina in Villa International Music Festival verrà ospitato nella residenza sabauda di Villa della Regina, patrimonio UNESCO, dal 28 giugno al 5 luglio prossimo. Una location d’eccellenza per un appuntamento che, nel tempo, ha acquisito sempre maggior peso all’interno del cartellone culturale estivo del capoluogo piemontese, arrivando a contare un pubblico di oltre 3 mila spettatori.

Per il quarto anno consecutivo la direzione artistica è affidata al pianista concertista Francesco Mazzonetto che, dell’evento, è anche l’ideatore.

Il festival è organizzato dall’associazione Apeiron in collaborazione con l’associazione Amici di Villa della Regina  e, come le precedenti edizioni, si fonda sul tema delle Connessioni, che si instaurano tra i venti artisti presenti sul palco nelle diverse serate, ma anche tra generi musicali e tra generazioni.

“Oltre all’importante aspetto performativo, il Musica Regina in Villa International Music Festival vuole riscoprire, attraverso la grande musica, lo spirito creativo e comunitario del recital musicale. Sin dalla sua prima edizione il mio obiettivo è  stato quello di favorire la costruzione di Connessioni durature tra le persone  – commenta Mazzonetto – agevolando lo scambio di idee e di visioni sulle diverse espressioni musicali e artistiche, accrescendo di anno in anno il numero degli artisti presenti al festival a Villa della Regina, un luogo  di estrema meraviglia architettonica e naturale, patrimonio dell’UNESCO. Uno degli obiettivi del Festival è proprio quello di diffondere la conoscenza degli ambienti interni e dei magnifici giardini della villa”.

L’associazione Amici di Villa della Regina, che dal 2022 ospita il festival, nasce con l’intento di salvaguardare e valorizzare il meraviglioso complesso della villa lavorando per sostenere i progetti culturali e artistici che la riguardano. Tra i tanti obiettivi, il festival si pone anche quello di aumentare il pubblico fruitore di questo museo, nel suo genere unico in Italia, per il suo valore architettonico, per la propria storia, nonché per la bellezza paesaggistica, dei giardini e dei giochi d’acqua. 

Mara Martellotta

Musei Reali, visitatori in crescita. Un anno di eventi da Leonardo a Guercino

/

Nel Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale a Torino, Mario Turetta, Capo Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura e Direttore delegato dei Musei Reali, ha presentato il Report delle attività dei Musei Reali nel 2024.

 

Per la prima volta, l’istituzione torinese ha realizzato una pubblicazione dedicata non solo agli addetti ai lavori, ma destinata anche a rendere leggibile e misurabile il ruolo dei Musei Reali a livello nazionale e internazionale, per descrivere, in modo dettagliato, il resoconto di dodici mesi caratterizzati da un ampio gradimento. Il pubblico ha premiato il rigore scientifico delle mostre, ha seguito i restauri e gli interventi in corso grazie a visite guidate e incontri, ha apprezzato la presentazione delle nuove acquisizioni e il riordino di alcuni settori museali. Le collaborazioni con enti, musei, istituzioni e associazioni del territorio hanno inoltre contribuito alla realizzazione di numerose attività culturali, coinvolgendo persone di ogni età.

 

L’anno appena trascorso, con le ricorrenze del 300° anniversario di costituzione del Museo di Antichità e dei 400 anni dalla nascita di Guarino Guarini, è stato segnato infatti da un significativo incremento di ingressi, con 726.288 biglietti emessi, più del 16% rispetto all’anno precedente: è il miglior risultato in assoluto dal riconoscimento dell’autonomia gestionale del museo nel 2014.

I Musei Reali hanno registrato anche un ottimo riscontro da parte dei media locali, nazionali e internazionali, come si evince dalle numerose recensioni e dalle segnalazioni pubblicate su importanti quotidiani e riviste italiane, divulgative e scientifiche, sulle testate radio televisive e sui media digitali. Da ricordare, inoltre, l’attenzione riservata ai Musei Reali dalla stampa estera, con giornalisti da Francia, Regno Unito, Germania, Polonia, Ungheria, Spagna e Belgio, grazie alla costante collaborazione con Turismo Torino e Provincia.

 

L’inestimabile patrimonio dei Musei Reali, che consta di oltre 400.000 opere, rappresenta il valore primario di un’istituzione che si annovera tra i principali musei italiani e tra i più grandi sistemi culturali internazionali. Rendere il patrimonio di opere e spazi sempre più accessibile, grazie anche a percorsi di visita e a linguaggi innovativi, è stato uno degli obiettivi su cui i Musei Reali si sono particolarmente concentrati.

 

Nel 2024 si è lavorato per presentare due nuovi allestimenti delle raccolte: al secondo piano della Galleria Sabauda, il riordino della Collezione del Principe Eugenio di Savoia Soissons e della pittura olandese e fiamminga dal Quattrocento al Seicento e, nel settore Archeologia a Torino del Museo di Antichità, il nuovo percorso “Anatomia di un inizio”, per raccontare al pubblico la nascita dell’archeologia scientifica in Piemonte.

 

Nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni del Museo di Antichità, grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Torino, si è aperto al pubblico l’inedito percorso archeologico della Basilica paleocristiana del Salvatore, per mille anni il centro cristiano della città insieme alle vicine chiese di San Giovanni Battista e di Santa Maria.

Sono stati inoltre avviati progetti in materia di conservazione e restauro: ne è esempio il trasferimento di oltre 3.000 opere dell’Armeria Reale nei nuovi depositi collocati nella Torre Ormea di Palazzo Reale, con il supporto del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, e una vasta campagna di catalogazione delle collezioni di armi bianche e da fuoco.

 

Parallelamente all’attenzione rivolta alle collezioni permanenti, i Musei Reali hanno prodotto alcune esposizioni di grande interesse per valorizzare il loro patrimonio: l’appuntamento annuale con Leonardo da Vinci dedicato allo straordinario Autoritratto della Biblioteca Reale e al tema del volto, declinato attraverso accostamenti inediti dal Rinascimento all’arte contemporanea (L’Autoritratto di Leonardo. Storia e contemporaneità di un capolavoro, 28 marzo – 30 giugno 2024, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Regione Piemonte); l’approfondimento delle ricerche sul sito archeologico di Industria e sul culto della dea Iside in Piemonte (La Scandalosa e la Magnifica. 300 anni di ricerche su Industria e sul culto di Iside in Piemonte, 23 aprile – 10 novembre 2024, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e il sostegno della Fondazione CRT); la presentazione, nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, della mostra dossier dedicata alla storia e al mito di Cleopatra (Cleopatra. La donna, la regina, il mito. 23 novembre 2024 – 23 marzo 2025), un viaggio lungo oltre 2.000 anni attraverso tracce storico-archeologiche e la fascinazione esercitata dalla regina d’Egitto nel corso dei secoli e in diversi campi della cultura.

 

I Musei Reali hanno inoltre curato e organizzato eventi espositivi rilevanti con prestiti internazionali e soggetti co-produttori, come la mostra Guercino. Il mestiere del pittore (23 marzo – 15 settembre 2024), in collaborazione con CoopCulture e Villaggio Globale International, e il contributo scientifico del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino per l’attività di formazione, didattica e ricerca. L’esposizione, dedicata al maestro del Seicento italiano, è stata articolata con un taglio inedito sull’iter creativo, le sfide della professione, i sistemi di produzione, le dinamiche del mercato e delle committenze, i soggetti e i temi più richiesti. La mostra 1950-1970. La grande arte italiana. Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (19 ottobre 2024 – 2 marzo 2025), co-prodotta con Arthemisia e in collaborazione con la GNAMC di Roma, presenta 79 capolavori dei più importanti artisti italiani del secondo dopoguerra, esposti per la prima volta fuori dal museo che li conserva.

 

Nel 2024 è proseguita la collaborazione con i più rilevanti musei e istituzioni del territorio, come il Museo Egizio, il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e il Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale, la Fondazione Torino Musei, le Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte, l’ARRE – Associazione Residenze Reali Europee e con musei nazionali e internazionali attraverso prestiti e scambi di opere per mostre di rimarchevole interesse.

Ottimo è stato il riscontro che il pubblico ha riservato alla manifestazione di punta del 2024, Estate Reale. Insieme per i 300 anni del Museo di Antichità, quarta edizione della tradizionale rassegna di musica, teatro e svago che  da giugno a ottobre si è svolta negli spazi dei Giardini Reali e del Teatro Romano; Estate Reale ha coinvolto 85.502 persone con performance, concerti e spettacoli teatrali ispirati al tricentenario di nascita di una delle più antiche istituzioni museali europee, evidenziando l’impegno nel creare una rete virtuosa con le realtà culturali e performative del territorio piemontese e attive in vari quartieri della città, contribuendo a rendere i Musei Reali un vivace polo culturale e un sicuro luogo di aggregazione nel cuore antico di Torino.

 

Un capitolo importante è quello relativo alle collaborazioni che i Musei Reali hanno saputo intrattenere con i partner del territorio. Particolarmente significativo è stato il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo, con la quale si è recentemente stipulato un protocollo d’intesa per la valorizzazione dei Giardini Reali e, nello specifico, per il restauro e la rifunzionalizzazione del Padiglione di Levante delle Serre Reali, il recupero di spazi ora inaccessibili del Teatro Romano per la musealizzazione del piano interrato della Manica Nuova e per una campagna di interventi nelle sale di rappresentanza di Palazzo Reale e dell’Armeria.

La Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino) ha contribuito al finanziamento degli interventi sul Bastion Verde nei Giardini Reali, alla valorizzazione delle raccolte epigrafiche del Museo di Antichità, al restauro di alcune opere dell’Armeria Reale e della collezione di ritratti ottocenteschi nella Galleria del Daniel di Palazzo Reale.

La Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, insieme all’Unione Industriali Torino, ha sostenuto la realizzazione del video mapping della mostra L’Autoritratto di Leonardo. Storia e contemporaneità di un capolavoro e altre iniziative legate alla valorizzazione della Biblioteca Reale, confermando l’impegno già assunto nel 1998 con la Sala Leonardo per la conservazione e l’esposizione dell’inestimabile nucleo dei disegni autografi del Maestro e, nel 2014, con la creazione del secondo caveau per le esposizioni temporanee.

 

Concreto è stato il supporto di numerose imprese e di singoli cittadini che hanno aderito alle campagne di finanziamento dei progetti sostenuti tramite Art bonus per il restauro di spazi e opere dei Musei Reali, con particolare attenzione a Palazzo Reale, oltre che di numerosi sponsor privati i quali, con lungimiranza e generosità, hanno voluto affiancare il più importante museo statale piemontese nei processi di programmazione e cura del patrimonio.

 

Nel 2024 si sono conclusi i progetti per il miglioramento dell’accessibilità fisica e cognitiva, con il restauro e l’inserimento di nuovi ascensori e pedane elevatrici per una più agevole fruizione da parte del pubblico e con un’offerta di percorsi, attività e strumenti di visita dedicati alle persone con disabilità sensoriali e cognitive. I Musei Reali di Torino hanno portato a termine anche importanti interventi in materia di sicurezza, investendo 600.000 euro del bilancio di spesa corrente per la manutenzione straordinaria degli impianti, con l’aggiornamento tecnologico e il miglioramento dell’efficienza e dell’affidabilità dei sistemi.

 

Per la realizzazione dei principali progetti di sviluppo e ricerca, fondamentali sono state le partnership con l’Università degli Studi di Torino (Area Valorizzazione, Impatto e Public Engagement; Dipartimento di Studi Storici; Dipartimento di Studi Umanistici; Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi; Dipartimento di Letterature straniere e Culture moderne; il Museo di Antropologia ed Etnografia del Sistema museale d’Ateneo), con l’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Studi letterari, filologici e linguistici) e con il Conservatorio Statale G. Verdi di Torino, sia per l’Estate Reale, sia per le celebrazioni guariniane.

 

Per i progetti di impatto sociale e di inclusione sono state attivate collaborazioni con la Circoscrizione 8 e ITER della Città di Torino, con UNICEF Italia, ARPA Piemonte, FORMA – Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, con ANTEO Impresa Cooperativa Sociale e Abbonamento Musei, senza dimenticare il supporto delle Associazioni di volontariato culturale, come gli Amici dei Musei Reali, gli Amici di Palazzo Reale, il Touring Club Italiano e il FAI-Fondo Ambiente Italiano, sempre al fianco delle principali iniziative istituzionali.

 

Orsini e Branciaroli, due “ragazzi irresistibili” e grandiosi

Sino a domenica 9 febbraio, sul palcoscenico del Carignano

Willy Clarck e Al Lewis sono stati compagni di palcoscenico per una vita intera: poi il meccanismo s’è rotto. Vita travagliata intendiamoci, ma sopportata, digerita, mandata giù a fatica con un paio di pastiglie di quell’Alka-Seltzer di cui il primo avrebbe sempre voluto accaparrarsi la pubblicità: certo per i bigliettoni verdi ma soprattutto perché quelle due paroline di Alka-Seltzer, ne è sempre stato convinto, fanno ridere. Come fanno ridere le parole con la “z”, zuzzurellone in prima linea. Si sono guardati in cagnesco più del solito, il vecchio Willy certo molto di più, e si sono salutati una volta per tutte. Willy adesso sciabatta per casa tutto il giorno, ha fatto la punta a un carattere diavolesco e irritante che più non si potrebbe, ogni mercoledì ha la visita del diligente e paziente nipote che gli porta sù scatolette di cibo e la copia di Variety, tanto per sapere chi è morto e chi è vivo del mondo di luci di Broadway. E gli procura qualche scrittura: rarissima. Vuoi che la CBS, a undici anni da quella divisione, decida di dare una bella spolverata al vecchio teatro leggero americano, il duo non può certo mancare, il buon cachet aiuterebbe ma con la ricomparsa di Al – carattere serafico ma quantomai graniticamente pistino, faticosamente evocato da quell’angolo del New Jersey dove vive con figlia e nipotini – schermaglie e mugugni e bisticci riprendono a circolare. Ricucire lo strappo è difficile, riaffiora la vecchia rivalità, i ricordi amari e i pochi e camuffati tratti di solidarietà, si fa strada con parecchi inciampi tutta la comicità che li ha uniti, imbastita oggi con un pizzico di soffusa malinconia. Nel tentativo di ridar vita a quel numero che li ha resi famosi, ricircolano le battute di un tempo, ricircolano i tic e le certezze che hanno fatto vivere e imbestialire l’arte di Willy, pensando ancora una volta che il sodalizio s’è rotto perché Al lo riempiva di sputacchi con tutta la saliva possibile nell’emettere quelle parole infarcite di “t” che lui sceglieva a bella posta, perché lo picchiettava sul petto ad ogni battuta, perché ad inizio dello sketch del dottore e dell’impiegato delle tasse, al primo “toc toc” di entrata di Al il compagno in luogo dello stabilito “avanti” sonorizzava un irritante “s’accomodi”.

Non andiamo avanti nel racconto della trama dei “Ragazzi irresistibili” che tutti conosciamo, festosa quanto crepuscolare commedia di Neil Simon del 1972, che tre anni dopo divenne film sotto il ricamo interpretativo fornito da Walter Matthau e George Burns (Oscar a quest’ultimo), storia che ricalcava la vita di una vera coppia di artisti del vaudevelle, Joe Smith e Charles Dale. Oggi, vedendola ancora una volta in palcoscenico (se non sbaglio, all’inizio dei Novanta, la proposero per ultimi Scaccia e Fiorentini), al Carignano per la stagione dello Stabile torinese sino a domenica 9 febbraio, appare forse datata, a ripercorrere momenti e battute e situazioni già visitate: ma rimane una efficace macchina di pieno divertimento, soprattutto l’impareggiabile esempio del mondo del teatro e della recitazione – il “piacere” del recitare -, l’occasione di lasciar scivolare la scena dentro la vita, la rappresentazione delle rivalità e delle debolezze, dei tramonti e della felicità (“The Sunshine Boys” è il titolo originale), dello spegnersi delle luci, dell’elenco – ormai vuoto ma ancora tutto da sogno – dei teatri in cui potrebbero ancora risuonare gli applausi. Simon, con i suoi più che trenta titoli per il palcoscenico, occasione molti per vivacissime sceneggiature, è stato un maestro della risata e di un intrecciarsi di umanità varie, anche qui si dimostra un maestro, se mai ancora ce ne fosse bisogno: catturando non soltanto la comicità ma angoli di zona d’ombra, sottilmente soffusa, grazie alla regia di egregio servizio, nell’affettuoso rispetto per la classe dei protagonisti, di Massimo Popolizio, angoli che guardano con altrettanto rispetto alle atmosfere di Checov e di Beckett.

Diceva Franco Branciaroli (nell’osservanza del dato anagrafico, classe 1947) in un’intervista tempo fa: “È più difficile far questo tipo di teatro piuttosto che gli Shakespeare brutti che ci sono in giro, là è tutto bla bla bla e vai!, qui scatta la controprova e se non fai ridere hai fallito. In più, se un autore europeo avesse considerato lo stesso argomento, il teatro e la vecchiaia e la morte, avrebbe annoiato a morte. Al contrario, il drammaturgo americano ha una qualità rara, ha ricoperto tutto di una bella crema pasticciera e li ha fatti passare divertendo”. Lui e Umberto Orsini (nell’osservanza del dato anagrafico, classe 1934) hanno affrontato repertori vari, dai classici ai contemporanei, da Euripide a Hofmannsthal a Strauß – e voi capite quanto l’elenco potrebbe continuare -, quante volte sotto lo sguardo modernissimo di Ronconi) e oggi ci entusiasmano con il divertimento. Suona una battuta dello spettacolo: “Dove c’è talento non ci può essere vecchiaia”. Al di là di ogni retorica, è il loro marchio di fabbrica, e il pubblico non fa che al termine applaudirli, mentre loro nella loro seriosa staticità sembrano due bravi soldatini che hanno “soltanto” fatto bene il loro lavoro. Non perdeteveli nelle poche repliche che restano e saprete dalla serata che cosa sia la Grandezza di un Attore.

Elio Rabbione

Mattarte partecipa alla XVIII edizione di Modenantiquaria

 

La casa d’Aste e Antiquariato piemontese

 

Modenantiquaria e Mattarte, un connubio vincente in quanto da diversi anni la casa d’Aste e antiquariato piemontese partecipa alla rassegna artistica e di antiquariato modenese.

Mattarte è  una realtà ben radicata sul territorio piemontese ma non solo, con sede a Verolengo, specializzata nella compravendita di Arte e Antiquariato. Fondata negli anni Cinquanta dal visionario Giovanni Matta, uomo di cultura,  appassionato e cultore di antiquariato, sensibile ai cambiamenti del mercato, ora l’attività è  arrivata alla quarta generazione, tramite Pinuccia Matta e Raffaello Lucchese, perito esperto d’arte del Tribunale di Torino.

Modenatiquaria rappresenta una manifestazione internazionale dedicata all’alto antiquariato e, giunta alla sua 38esima edizione, è l’unica rassegna antiquaria a vantare un numero così elevato di edizioni. La sua grande forza è consistita nella sua capacità di rinnovamento , interpretando il cambiamento culturale e sociale, sia a livello italiano, sia europeo, soprattutto nell’ultimo decennio. Non si tratta soltanto di una mostra -mercato a cui partecipano le gallerie italiane e straniere più  blasonate, con oggetti selezionati, ma è  anche una espressione culturale. Durante la manifestazione,  infatti, vengono realizzati gli ormai immancabili talk e simposi d’arte cui vengono invitati i direttori dei maggiori musei storici italiani e stranieri, i giornalisti e famosi antiquari. L’allestimento della mostra è curato da Ruggero Moncada di Paternò ed è  diventato uno dei maggiori punto di forza della manifestazione, insieme al modo in cui espongono gli antiquari. Collezionisti e visitatori vengono  a visitare la mostra non solo per acquistare, ma anche per apprendere una tendenza del gusto espositivo da replicare nelle proprie case.

Per info Modena Fiere 

dall’8 al 16 febbraio 2025

modenantiquaria.it

Mara Martellotta

“A te vicino così dolce” alla Fondazione Mirafiore

Particolarmente attesa, a Serralunga d’Alba, la presentazione del primo romanzo di Serena Bortone

Sabato 8 febbraio (ore 18,30)

Domenica 9 febbraio (ore 16) prosegue Teatro-Bimbi

Serralunga d’Alba (Cuneo)

Romana, da anni volto noto della Rai, giornalista e conduttrice televisiva capace di coniugare alla perfezione informazione e intrattenimento e, soprattutto, professionista non facile ai “compromessi” da qualunque parte vengano – in un settore in cui paiono vivacchiare e  prosperare sempre più alla grande – sarà Serena Bortone l’ospite del fine settimana, sabato 8 febbraio (ore 18,30), alla Farinettiana (leggasi: fondata da Oscar Farinetti) “Fondazione Mirafiore” di Serralunga d’Alba. Nel “Villaggio Narrante” in Fontanafredda, Serena non parlerà però (ma chi lo sa?) di giornalismo e delle sue prese di posizione di fronte a eventi, quantomeno “oscuri”, che l’hanno di recente coinvolta e che ha saputo trattare con coraggio e determinazione, ma presenterà, invece, il suo primo romanzo, storia di una generazione, dal titolo “A te vicino così dolce”. Libro edito da “Rizzoli” nell’aprile dell’anno scorso, al culmine di una carriera giornalistica nata nell’‘89 alla scuola, miracolosa per la Bortone come per tanti altri suoi colleghi/e, del grande Angelo Guglielmi (mitico direttore di quel terzo canale Rai che con lui divenne “non Tv-verità ma “Tv-realtà”, com’ebbe a sottolineare correttamente Corrado Augias) e nel tempo diventata “mestiere – contenitore” di svariati programmi di successo, da “Mi manda Raitre” (2007) ad “Agorà” (2017 – 2020) fino al gettonatissimo “Oggi è un altro giorno” (2021 – 2023), seguito, sempre nel 2023, da “Chesarà …”. Oggi Serena è tornata in radio con la trasmissione quotidiana “5 in condotta” su “Rai Radio 2”. Più su abbiamo parlato per lei di “coraggio e determinazione” (doti che sempre hanno caratterizzato la sua attività) in più occasioni. Tra queste, il cosiddetto “caso Scurati”. Ovvero, lo scorso anno, la sua decisione di leggere in diretta il monologo sull’omicidio Matteotti e l’antifascismo, “censurato” dai dirigenti Rai, che però avevano smentito “qualsiasi tentativo di imbavagliare la libera espressione e avevano giustificato la scelta con motivi di costi dovuti all’ospite”, lo scrittore, per l’appunto, Antonio Scurati. La polemica ha acceso, per un verso, “nefasti” riflettori sull’obiettività e la volontà di dialogo della trasmissione in oggetto, consolidando però, dall’altro, la reputazione di Serena Bortone come conduttrice “in grado di stimolare riflessioni e dibattiti anche su argomenti i più complessi”. Un’ottica e un impianto etico, su cui probabilmente si potranno trovare verità e conferme anche nel suo “A te vicino così dolce”. Il romanzo, presentato sabato prossimo alla “Fondazione Mirafiore”, riguarda una storia che nasce alla fine degli anni Ottanta, quando “Internet” non esisteva ancora e le informazioni transitavano solo attraverso le chiacchiere o i libri.

Al centro della narrazione, Serena e Vittoria, amiche inseparabili che condividono tutto dall’infanzia: versioni di greco e discoteche, fughe in motorino dal liceo prestigioso del “quartiere Trieste” di Roma e “brividi di libertà” vissuti durante i tanto attesi soggiorni studio a Londra. “Per entrambe, l’amicizia reciproca è salvezza e supporto rispetto al senso di inadeguatezza verso una società soffocante”. Vittoria appare “la più sicura e reattiva”, Serena “la più analitica e cerebrale”. Un’estate nella vita di Vittoria compare Paolo, si innamorano, ma sarà Serena che avrà il compito difficile di scoprire la verità su di lui, in una contrapposizione tra vittime e carnefici che scardinerà ogni certezza. “Tra complicità, tradimenti, colpi di scena e traumi – si è scritto – quello di Serena Bortone è un romanzo tenero e avvincente, ma anche doloroso e pieno di coraggio, su quanto siamo disposti a farci ingannare dall’amore … E ci consegna il ritratto di una generazione che scopre di non essere mai stata così libera come le hanno fatto credere”. Uno specchio “reale”, in cui molti/e sapranno ritrovarsi e fare, più o meno dolorosa, memoria.

E, in chiusura di settimana, domenica 9 febbraioalle 16, alla “Fondazione” di Serralunga d’Alba, l’attrice ed “acrobata aerea” Lara Quaglia presenterà “All’improvviso … la primavera”, per la “Rassegna Teatrale” dedicata ai bambini e alle loro famiglie. Ogni anno si ripete una magia: dopo la pausa dell’inverno tutto torna a fiorire! Sbocciano i fiori e crescono i germogli, gli animali escono dal letargo, gli uccellini cinguettando fanno il nido, api e insetti tornano al lavoro per impollinare e dare vita a nuove piantine, tutto si colora perché è tornata “Primavera”! “Per i bambini della ‘Fondazione Mirafiore’ una lettura animata alla scoperta di questa stagione, dei cicli della natura, degli animali che la abitano”. In occasione degli spettacoli l’“Osteria Disguido” sarà aperta per una “merenda speciale” pensata per i bambini e le loro famiglie.

Per info: “Fondazione Mirafiore”, via Alba 15, Serralunga d’Alba (Cuneo); tel. 0173/626424 o www.fondazionemirafiore.it

g.m.

Nelle foto: Serena Bortone e Lara Quaglia

BookLab, fino al 21 marzo i libri del Premio Strega Europeo

Scrittori, editori e traduttori presentano i libri del Premio Strega Europeo 2024 in 5 appuntamenti – gratuiti ed aperti al pubblico – dal 24 gennaio al 21 marzo 2025, presso Circolo dei lettori di Torino

 Ritorna per la quarta edizione l’appuntamento con il BookLab dell’APS Dynamis – Il luogo del pensiero. Dal 24 gennaio al 21 marzo 2025, presso la prestigiosa sede del Circolo dei lettori di Torino, si svolge la rassegna di cinque incontri dedicata ai libri del Premio Strega Europeo 2024. Gli incontri si terranno dalle 18.30 alle 20, in via Bogino 9, ogni due settimane a partire da sabato 24 gennaio 2025. I titoli protagonisti di questa edizione sono i cinque finalisti del Premio Strega Europeo 2024 e seguiranno il seguente calendario (N.B. non è prevista la presenza degli autori):

  • Sabato 24 gennaio – La mia Ingeborg di Tore Renberg, traduzione di Margherita Podestà Heir;
  • Sabato 07 febbraio – Di notte tutto è silenzio a Teheran di Shida Bazyar, traduzione di Lavinia Azzone;
  • Sabato 21 febbraio – Il canto del profeta di Paul Lynch, traduzione di Riccardo Duranti;
  • Sabato 07 marzo – L’educazione fisica di Rosario Villajos, traduzione di Roberta Arrigoni;
  • Sabato 21 marzo – Triste tigre di Neige Sinno, traduzione di Luciana Cisbani.

L’iniziativa, ideata nel 2021 dall’Associazione di Promozione Sociale DYNAMIS – Il luogo del pensiero, vanta il patrocinio della Fondazione Bellonci e del Salone Internazionale del Libro. Il progetto è promosso in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e con le Biblioteche civiche torinesi, con il contributo di Fondazione CRT.

La rassegna, che intende la letteratura contemporanea come strumento di riflessione sul mondo in cui viviamo, prevede gli interventi di editori e traduttori, affiancati da scrittori e scrittrici, giornalisti e professionisti della scrittura, in modo tale da offrire, anche, uno spaccato di quello che è il mondo del lavoro nell’ambito dell’editoria.

BookLab a scuola, il progetto dedicato agli studenti
Parte importante del progetto BookLab sono il ciclo di laboratori dedicati agli studenti e la produzione dei podcast di documentazione disponibili, per ogni stagione, sui canali web e social di Dynamis. Le scuole torinesi che partecipano, per questa IV edizione del BookLab a scuola – con il percorso PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) – sono il Liceo Scientifico Galileo Ferraris, il Liceo Salesiano Valsalice e l’Istituto Erasmo Da Rotterdam. I gruppi di lettura si sono svolti dal 15 novembre 2024 al 17 gennaio 2025 presso il Circolo dei Lettori. Gli studenti che vi hanno partecipato saranno presenti agli incontri aperti per condividere le riflessioni maturate e saranno i protagonisti della realizzazione dei podcast dell’edizione 2025.

«Il progetto cresce ancora, a partire dalla sua prima ideazione nel 2021», dichiara Andrea Sola, presidente dell’APS Dynamis. «Questa quarta edizione sarà più ricca che mai, con una serie di ospiti importanti e una cinquina di libri davvero interessanti. Il numero degli studenti coinvolti è raddoppiato e di questo siamo molto orgogliosi: la nostra sfida è quella di revitalizzare – anche ai loro occhi – la funzione della lettura come percorso di maturazione personale».
«Per i ragazzi, è l’occasione di avvicinare testi di cui forse non si sarebbero mai interessati con strumenti davvero innovativi. Registrare un podcast insieme a loro sarà una bellissima avventura», aggiunge Pietro Collazuol, responsabile BookLab dell’APS Dynamis. «Sarà l’occasione di riscoprire tramite un “esercizio collettivo” il valore formativo e la dimensione civile della letteratura europea. Una tradizione, questa, di cui i ragazzi fanno inevitabilmente parte, spesso senza accorgersene».

Il dramma dei desaparecido e la intima “tragedia” di una donna

Io sono ancora qui” di Walter Salles

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

C’è molta allegria sulla spiaggia di Rio, a due passi dalla casa dei Facciola Paiva, una casa dove qualsiasi motivo è buono per festeggiare, dove si balla e si beve e si ride, accogliente e sempre aperta agli amici, la domestica che prepara piatti e tartine. Sotto il sole, sulla riva del mare, i ragazzi si buttano sulla pallavolo mentre le ragazze si bagnano il corpo di Coca cola per apparire più scure. A guardarlo così, sembra felice il Brasile, e ricco e innovativo. E libero di vivere. È l’inizio dei Settanta, nelle camere delle ragazze sono appese le locandine dei film dell’epoca, si gira in famiglia in super8, si cantano le canzoni di Caetano Veloso e di Gilberto Gil, il Cinema Novo si esprime attraverso i titoli di Glauber Rocha, anche l’architettura vive un periodo felice con le architetture e le innovazioni di Niemeyer. Ma in quella stessa capitale, come nel resto dell’immenso paese, tutto si fa scuro, regnano gli annientamenti e le sparizioni, la violenza e le morti di quanti sono contrari alla dittatura militare che nel ’64 aveva rovesciato un governo eletto democraticamente e che sarebbe rimasto al potere per più di vent’anni.

Io sono ancora qui” è la storia di una famiglia e della scomparsa nel gennaio del ’71 di Rubens Paiva, marito e padre di cinque figli, ingegnere e attivista politico, ex deputato del Partito laburista del suo paese. È la storia che Walter Salles (“Central do Brasil”, “I diari della motocicletta” sulla gioventù del Che) ha tratto dal libro di memorie scritto una decina di anni fa dal figlio del desaparecido, Marcelo Rubens Paiva, premio per la miglior sceneggiatura a Venezia 2024, già Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico ad una immensa Fernanda Torres, in attesa della serata degli Oscar con le candidature per il miglior film, per il miglior film straniero e ancora per la protagonista. Una testimonianza che sembra arrivare tarda nei confronti della scomparsa di un uomo il cui corpo non venne mai ritrovato – le sepolture in fosse comuni e i lanci dagli elicotteri nell’oceano erano all’ordine del giorno – ma anche una necessità da parte di quello che fu un ragazzo in amicizia con i figli di quell’uomo e abituato a frequentare la loro casa. La casa dove irrompono, all’improvviso, oscurando immediatamente le finestre in un giorno di solare inverno, uomini che gli dicono di prepararsi, che li deve seguire per una semplice testimonianza e lui che dice tranquillo “un paio d’ore e sono di nuovo a casa”. Non lo rivedranno più. Anche la moglie Eunice e la figlia Eliana sono poco dopo prelevate e portate nelle celle di una caserma, questa per una notte soltanto, quella per dodici giorni, tra domande incessanti e tavolacci e formalità per cui non c’è da temere, tra le urla che provengono dalle stanze vicine e uomini che buttano secchiate d’acqua sui pavimenti a lavare il sangue. Al ritorno a casa, prima che i vestiti di Rubens siano dati via e prima che s’abbandoni quella casa che diventerà un ristorante, per cercarne una nuova a San Paolo, prima che si sia cancellata ogni speranza di un ritorno, non dovrà mai apparire la “tragedia”, i sorrisi di un tempo non dovranno mai scomparire, anche se lo chiede il regime che per una nuova immagine da distribuire vorrebbe tutti i superstiti almeno seriosi, no, rimarranno impressi quegli stessi sorrisi che abbiamo visto nelle tante fotografie che circolano nei tanti momenti, esposte o sfogliate o rimesse in grandi scatole, nulla deve cambiare, per la tranquillità sognatrice dei più piccoli, per la necessità di andare avanti, per la caparbietà che Eunice vive negli anni pur di arrivare a qualche risultato, pur di ottenere per il marito e per la famiglia un qualche riconoscimento, pur di coltivare una memoria che resti con tutto lo strazio intimo per sé, e per gli altri.

Sino all’ultimo festeggiamento, una fotografia anche lì da scattare, quando Eunice, ormai vittima dell’Alzheimer (è scomparsa nel 2018), rivede in un vecchio filmato che passa in televisione il volto del marito e i suoi occhi hanno un moto di felice stupore. Ogni attimo è trascorso incredibilmente su un percorso piano, rassicurante, aperto, dove le urla e la disperazione non hanno mai trovato posto. Salles ha voluto mantenere, tra storia privata e Storia pubblica, ogni tono sommesso, rinchiuso, lasciando alla macchina da presa, attraverso gli sguardi e i piccoli gesti, il compito di “accompagnare” un misfatto che non può non aver attraversato intere esistenze: le lacrime scorrono sulle guance, ma durano un attimo, vengono immediatamente cancellate, i singhiozzi e le urla e la disperazione stanno da altra parte. Forse questi silenzi non incontreranno i favori di molti dei giurati dell’Oscar, chissà, ma certo cominciamo fin da adesso a tifare per Fernanda Torres (negli ultimi fotogrammi Eunice è Fernanda Montenegro, sua madre nella vita e già indimenticabile interprete di “Central do Brasil”) che incarna e vive perfettamente, in ogni parte del corpo e della mente, nei piccoli segni premonitori della malattia e negli insperati traguardi, quella che fu la personale, richiusa “tragedia”, perché al fondo di tutto questo dire il termine deve essere comunque scritto, di Eunice Paiva.

Come “indigeni e forestieri” creano una autentica comunità

Un variegato calendario per il Balletto Teatro di Torino

Nelle parole di Viola Scaglione, direttrice artistica del Balletto Teatro di Torino, sta la presentazione di una stagione di danza ma soprattutto l’anima e le anime che abitano in una compagnia, la rivendicazione di aver fatto confluire, e continuare a farlo, “nel proprio processo creativo entità apparentemente distanti”, la padronanza e la bellezza di “un costante allenamento dello sguardo verso il mondo”, forse con quello che può sembrare una “forzatura di linguaggio” tra le pareti della Sala della Musica all’interno del Circolo degli Artisti, come dice qualcuno, la ricerca di “un intreccio tra indigeni e forestieri in grado di agitare le nostre acque creando una comunità che scorre, che si modella e cambia forma in continuazione e che non perde mai di vista l’analisi del contesto in cui opera”. Tutto questo quando, in un alternarsi di “intimità e distanza” si cerca con il passare delle settimane e dei mesi di arrivare alla certezza di “una casa comune” che abbracci uffici e sala di prove aperte e sede di spettacoli e che superi quello che può essere identificato come uno “spazio di passaggio”, una casa comune “dove sperimentare e allevare il pensiero, il modo di percepire e di percepirsi e non una ricerca sul consenso insieme agli artisti che incontrano le nostre progettualità ma una tensione costante verso il rischio per quello che non si conosce ancora”. Tutto questo quando, in uno sguardo unanime e in una necessità di progettualità diversificate, Matteo Negrin, in veste di direttore della Fondazione Piemonte dal Vivo in prossima uscita, sottolinea come il BTT abbia pieno merito di accrescere i propri scenari e la nuova stagione di danza contemporanea “Tensioni Temporanee” inserita nella stagione del teatro Marenco di Novi Ligure – di cui s’è parlato già qui nei giorni scorsi – vada a colmare un vuoto nel sud della regione, limando quell’80% di richiesta/offerta che è stanziato sul solo capoluogo. Tutto questo quando Rosanna Purchia, assessora alla Cultura di Torino, ribadisca come “è proprio l’inclusione e l’ascolto a fare di questo lavoro un lavoro a servizio della condivisione e sperimentazione, per attuare nuove e diverse prospettive artistiche anche indicate a chi del balletto è spettatore”.

Avvicinandosi tra un paio d’anni quelli che saranno i cinquanta d’attività, un lungo percorso iniziato da Loredana Furno con passione e caparbietà e condotto in Italia e all’estero, il BTT è ancora una volta sostenuto da Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Città di Torino e Fondazione CRT e composto attualmente da cinque danzatori/danzatrici, oltre alla figura ospite di Marta Ciappina. Guardando ai futuri progetti, sono in sviluppo di progettazione “Living Cabiria” risolto in una Realtà Virtuale, “Carmen – Nous sommes toutes des étoiles”, dovuto ad Anna Basti con la collaborazione critica di Ariadne Mikou e con la collaborazione di Piemonte dal Vivo mentre, realizzato in partenariato con Fondazione Egri per la Danza, si concretizza il progetto triennale IN.CON.TRA, che approfondisce la tematica legata al femminile (ovvero “Manifesto femminile per un corpo che re-ESISTE”), in collaborazione con CasaBreast, associazione che si sviluppa in seno alla BrestUnit dell’ospedale Cottolengo di Torino: ancora nella convinzione che “cresce sempre più la necessità per la compagnia di tornare a vivere la danza non soltanto come espressione artistica, ma come un rituale capace di connettere le persone al di là dei confini culturali, sociali e fisici, creando uno spazio esperenziale di condivisione”. Convinzioni e condivisioni che abbracciano altresì tra gli altri realtà che sono spazi scolastici come il DAMS e il Liceo Gioberti, l’Istituto Musicale Città di Rivoli “G. Balmas”, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Venendo al cartellone vero e proprio, già scrivevamo in precedenza degli “Anni” di Marco D’Agostin, ricavato dal romanzo di Annie Ernaux e interpretato da Marta Ciappina (teatro Astra). Seguiranno alla Fondazione Re Rebaudengo, il 13 marzo (ore 21), e in occasione dei Giochi Mondiali Invernali Special Olympics Torino 2025, “Studio per Aliseo” – coreografia di Manfredi Perego, danzatrice Nadja Guesewell, “le intensità sono disegni di trasformazioni, modificano ciò che il corpo agisce mutando il paesaggio, esattamente come l’intensità del vento” -, in anteprima “Umingmak”, produzione BTT, ideazione e coreografia Mauro de Candia, danzatore Luca Tomasoni, “Noa” ancora in anteprima, produzioni BTT, coreografia di Jye-Hwei Lin e danzatrice Noa Van Tichel, dove “ogni gesto diventa un frammento di una narrazione non detta”, vero e proprio luogo d’incontro “tra chi crea, chi interpreta e chi osserva”. Terzo luogo è il Teatro della Lavanderia a Vapore di Collegno, dedicato a “Race” (9 aprile, ore 21), un intenso ritratto di vita quotidiano sotto i colori del Real Conservatorii Profesional de Danza “Mariemma” di Madrid, dieci danzatrici con le coreografie e i costumi di Victoria Miranda, immerse nelle musiche di Antonio Vivaldi, Menestra, Plastikman e Paco Osuna. A completare la serata Mauro de Candia propone “Tra” mentre José Reches porta dalla capitale spagnola “Galea”, dove sono uomini destinati a remare, dove è imposta una forma di schiavitù che priva di ogni libertà. Ancora sul palcoscenico dell’Astra, “Sista”, la coreografia è di Simona Bertozzi, le danzatrici sono Marta Ciapina e Viola Scaglione, e “White Pages”, con il coreografo Manfredi Perego le prove di Nadja Guesewell, Noa Van Tichel, Luca Tomasoni e Luis Agorreta.

e.rb.

Nelle immagini, momenti di “Studio per Aliseo”, “Race” e “Sista” (ph Serena Nicoletti)

Arteinfiera per una San Giuseppe “nazionale”

La San Giuseppe compie 76 anni e per la prima volta si fregerà del prestigioso
titolo di Mostra Nazionale a dimostrazione della notevole crescita avvenuta
negli ultimi anni
L’evento si terrà al Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato dal
14 al 23 marzo 2025 organizzato dalla società D&N Eventi S.R.L. con il
patrocinio della Regione Piemonte, del Comune di Casale Monferrato, della
Provincia di Alessandria, della Provincia di Mantova, dell’Unione dei Comuni
della Valcerrina, e con la partnership di tante altre realtà territoriali.
In questo contesto torna un appuntamento che ormai è giunto alla
ventottesima edizione: si tratta di Arteinfiera , mostra d’arte contemporanea
curata dal critico ed artista monferrino Piergiorgio Panelli . Nell’edizione
2025,che avrà come sottotitolo “Ombre nell’ombra” saranno invitati sei artisti
con linguaggi e tematiche diverse e saranno : Marco Tulipani pittore di
Mortara, Gian Maria Sabatini di Olivola Monferrato, scultore della pietra da
cantone, Edo Ferraro di Casale Monferrato, fotografo, Francesco Berruti di
Casale Monferrato, Lucia Caprioglio Pittrice di Torino, Filippo Pinsoglio
pittore di Asti. Per l’occasione sarà stampato un depliant catalogo del
progetto.
Arteinfiera è uno degli appuntamenti qualificati che saranno inseriti nel
calendario fieristico che darà spazio al territorio e alla sua cultura,
all’ambietne, alle potenzialità della sua offerta turistica, il tutto all’insegna
del denominatore di FIERA NAZIONALE CULTURA TERRITORIALE
La Fiera Campionaria di Casale e del Monferrato, darà ampio spazio come di
consueto, alle categorie produttive del commercio, dell’agricoltura,
dell’industria e dell’artigianato, confermando la formula che negli ultimi anni
ha sempre portato a presenze di pubblico da record, peraltro di aumento di
anno in anno. Verrà ripetuta la ‘formula’ gradita da visitatori ed espositori:
ingresso gratuito e percorso obbligato a giornali alterni. E anche quest’anno
sarà visitabile il sabato mattina.
Sarà presente, come tutti gli anni, lo spazio dedicato alle “Eccellenze
Enogastronomiche” da sempre momento di grande attrazione in Mostra – con
la Piazzetta del Gusto, la Piazza del Vino, ospitanti le specialità
gastronomiche provenienti da tutta Italia.
A questi appuntamenti si aggiungeranno tante novità con particolare
attenzione alla cultura, al turismo, all’ambiente, nell’ottica della
valorizzazione delle ricchezze del territorio .
Nello stesso periodo in cui si svolgerà la Fiera, non mancherà neppure il
tradizionale Luna Park installato in piazza D’Armi, di fronte al Polo Fieristico
Riccardo Coppo, appuntamento molto atteso ogni anno da giovani e
giovanissimi
Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi a
D&N Eventi S.r.l.
Cell. 335/7404114
info@mostrasangiuseppe.it
www.mostrasangiuseppe.it