L’attrice Laura Curino dà voce alla “Signora degli Oceani” per il Festival “Gran Paradiso dal Vivo”
Domenica 6 luglio, ore 17,30
Frassinetto (Torino)
“Le nostre azioni sconsiderate e distruttive entrano a far parte dei vasti cicli della Terra e con il tempo ci ritornano indietro creando pericoli per noi stessi”: parole da incorniciare e messaggio tanto vero che di più non si può. A pronunciarle, anni fa (un bel po’) e con chiara assoluta preveggenza, la scrittrice e scienziata americana Rachel Louise Carson (Sprigdale, Pennsylvania 1907 – Silver Spring, 1964), grande biologa marina, definita la “Signora degli Oceani” e pioniera dell’ambientalismo moderno, cui, a sessant’anni dalla scomparsa, l’attrice torinese Laura Curino darà voce, domenica 6 luglio (ore 17,30), nella Chiesa di “Santa Croce” di Borgata Chiapinetto, a Frassinetto, sul versante piemontese del “Parco Nazionale del Gran Paradiso”, il più antico d’Italia.

L’evento teatrale (con la partitura drammaturgica di Massimiliano Bucchi e la regia di Marco Rampoldi) rientra nell’ambito del Festival “Gran Paradiso dal Vivo”, l’unico Festival “zero impact” di teatro in natura all’interno di un “Parco Nazionale”, il cui programma prevede, fino al 20 luglio, ben 9 spettacoli unici ed irripetibili – senza quinte e sipario – totalmente immersi (pubblico ed attori) nel contesto naturale per un’autentica esperienza immersiva nei luoghi e nei territori dei Comuni di Alpette, Ceresole Reale, Frassinetto, Locana, Noasca, Ribordone, Ronco Canavese, Sparone e Valprato Soana. Con l’organizzazione di “Compagni di Viaggio” e la direzione di Riccardo Gili, il Festival è promosso dal “Parco Nazionale Gran Paradiso”, con il contributo di “Unione Montana Gran Paradiso – Valli Orco e Soana”, “Fondazione CRT”, “Iren”, “Smat” ed il patrocinio della “Città Metropolitana di Torino”.
L’appuntamento in programma domenica prossima, a Frassinetto è certamente fra i più interessanti inseriti in rassegna e permetterà alla bravissima Curino (dal 2015 direttore artistico del “Teatro Giacosa”, tra i fondatori del “Teatro Settimo”, una bella sfilza di premi e riconoscimenti, nonché docente di “Scrittura Teatrale” alla “Cattolica” di Milano) di raccontare la complessa storia di Rachel Carson, attraverso la voce di Dorothy Freeman, sua carissima amica e confidente, con cui Rachel intrattiene una fitta corrispondenza negli anni più creativi, entusiasmanti, difficili e burrascosi della sua complessa esistenza di donna e di scienziata. Divisa fra desiderio di scrivere e pesanti responsabilità familiari (fu al secondo anno di Università che Rachel, affascinata dalle brillanti lezioni di un’abile insegnante di “Biologia”, decise di cambiare specializzazione passando da “Letteratura” a “Biologia Marina”, pur essendo il mare per lei un perfetto sconosciuto), Carson, lottando con passione e determinazione, riuscì a diventare autrice di successo raggiungendo traguardi impensabili per una donna in quegli anni. Raggiunta la fama, denunciò con coraggio su testi diventati pietre miliari della letteratura ambientalista” – come “Il mare intorno a noi” (1951) e “Primavera silenziosa” (1962) – gli effetti devastanti di alcune sostanze chimiche e dell’inquinamento, scuotendo le coscienze e innescando un movimento che avrebbe cambiato per sempre il rapporto dell’uomo con la natura. Superando barriere e pregiudizi in quegli anni apparentemente insormontabili, questa donna straordinaria riuscì a sollecitare le persone a considerare l’umanità “parte e non padrona del mondo”. Questo, il suo lascito più importante.
Dorothy – Curino raccontano Rachel con amore, ripercorrendo episodi salienti della sua vicenda umana: alcuni intensi e appassionanti, alcuni paradossali e ridicoli, altri assurdi e umilianti, altri gioiosi, difficili e commoventi.
Serata, se possibile, da non perdere. Circondati dalla magica bellezza e dai dolci silenzi di una Natura ancora (si spera) incontaminata, nonché cullati e “coccolati” dal racconto teatrale di una delle nostre più brave e intelligenti attrici, capace con disinvoltura di abbracciare e “fare suoi” testi di nuova drammaturgia accanto ad altri squisitamente classici.
Al termine dello spettacolo, alle 19, da “Mason Bartrumé”, nel pieno centro di Frassinetto, è in programma un’apericena con la stessa Curino.
Per info, prenotazioni e programma: tel. 346/2422756 o www.granparadisodalvivo.it
G.m.
Nelle foto: immagini di Laura Curino in scena




“Paesaggi siderali”, il tema del primo appuntamento “moaschese” che va ad unire quanto programmato sul piano della proposta artistica al tradizionale evento “Nero di stelle”, promosso dal “Comune di Moasca”, che ormai da anni dedica agli amanti del “buon vino” e dell’“astronomia” una “notte magica”, il primo sabato del mese di luglio.
Oltre alla proposta artistica, inaugurata con l’esposizione delle opere di Elizabeth Aro, il fine settimana al “Castello” non lesinerà al pubblico svariati e piacevoli altri appuntamenti, passando dalle più eterogenee proposte musicali alle degustazioni enogastronomiche(con indimenticabili prodotti del territorio), fino a sessioni di “meditazione yoga” e a curiosi incontri, come quello di sabato 5 luglio, alle 11, con il biologo e giornalista scientifico Danilo Zagaria che dialogherà con Domenico Maria Papa sull’improbabile possibilità di “coltivare viti” nientemeno che sul “Pianeta rosso”.
Per tutta la giornata di domenica 6 luglio, il “Castello di Moasca” ospiterà inoltre (pensate un po’!) la prima tappa della “Tiramisù World Cup” della “Monferrato Selection”, ove appassionati del dolce al cucchiaio più famoso al mondo si contenderanno l’accesso alle “Semifinali” della competizione.
Adesso capisco dopo le polemiche innescate da una ex allieva della Scuola Holden di cui è fondatore e preside Alessandro Baricco, cosa significhi la competitività esasperata che si genera in quella scuola tra allievi aspiranti scrittori. Avevo avuto occasione di conoscerne uno che ebbi l’ingenuità di invitare a cena dopo un incontro con due amici colleghi di due importanti università italiane. Il ragazzo stette in silenzio tutta la sera, ma poi riportò i discorsi che udì a docenti nemici dei due, aggiungendo pettegolezzi suoi. Ne nacque un piccolo caso diplomatico che mi premurai di risolvere rapidamente. Quando chiesi ragione di un comportamento sleale al giovane cresciuto alla Holden egli mi disse che “oggi per sopravvivere si fa così, senza andare tanto per il sottile”. Io ingenuamente pensavo di aver fatto una cortesia ad invitare a cena con due maestri un giovane. In effetti sbagliavo perché l’ex allievo di Baricco voleva trarre un vantaggio anche da un invito a cena. Un diabolico piccolo Machiavelli in sedicesimo che allontanai dai miei rapporti. Questo episodio dimenticato mi è tornato alla mente, leggendo dell’ambientino della scuola che rilascia diplomi senza valore legale (in effetti una convenzione con il ministero la ottenne e forse essa andrebbe quanto meno rivista) con delle rette di 20mila euro.
Il suo spettro di collaborazioni è molto ampio così come è importante la sua dedizione all’ attività di sensibilizzazione e supporto nei confronti di chi convive con la sclerosi multipla. A proposito di questo tema medico scientifico, ma anche sociale Loredana Cella ha curato la creazione del libro “Una vita da sclero” (Graphot/Spoon River), una collezione di storie, raccontate da pazienti affetti da questa grave malattia del sistema nervoso centrale, realizzata in collaborazione con il San Giovanni Bosco e l’Aism di Torino.

Di Irma Ciaramella *