Il narratore è affidato alla -splendida voce recitante di Toni Servillo, su testo di Cocteau

“Spettatori quella cui assisterete è una versione latina dell’ Edipo Re, in forma di opera oratorio, una composizione che rappresenta solo i tratti fondamentali di una vicenda…”. Sono queste le parole del narratore dell’ Oedipus Rex di Igor Stravinskij , che verrà eseguito il 7 e 8 aprile, alle 20.30, all’ Auditorium Rai di Torino. A raccontare il mito greco evocato da Stravinskij è la voce recitante di Toni Servillo, attore campano pluripremiato e vincitore dell’ European Film Awards per la sua interpretazione nel film premio Oscar ” La grande bellezza”. Protagonisti con lui il tenore Brenden Gunnell nel ruolo di Edipo, il mezzosoprano Julia Gertseva in quello di Giocasta, il baritono Alfredo Muff in quello di Tiresia, il basso- baritono Marko Mimica in quello di Creonte e, nei panni del pastore, Matteo Mezzaro. Stravinskij scelse per il suo Edipo il latino, su libretto di Jean Cocteau, tradotto da Jean Danielau. Fu molto discussa tale scelta, in quanto ha rappresentato una sorta di shock nell’esperienza teatrale, in cui lo spettatore condivide sulla scena una vicenda che presuppone progressiva, aperta a possibili cambiamenti e, quindi, in esatta opposizione a quella ” materia pietrificata”, di cui scrisse Stravinskij. L’opera dimostra un “pulsare ritmico e continuo, a suo modo statico e imponente”, come l’ha definito Virgilio Bernardoni, un pulsare che è il prodotto dell’attitudine stravinskijana a lavorare sull’aspetto fonico-simbolico del testo.Oedipus Rex procede sulla base di un rituale sonoro attentamente costruito, adottando figure ritmiche insolite, che si allontanano dalle simmetrie imposte alla vicenda di Edipo e Giocasta. Giocasta stessa risulta il personaggio che più, da vicino, evoca le arie di Verdi nei suoi recitativi e nella scrittura vocale, debitrice del melodramma. Edipo Re appare, quindi, un lavoro composito che non fa riferimento a un’epoca particolare della storia musicale, ma a più epoche, da Handel a Verdi, dal Medio Evo a Meyerbeer. A completare la serata la Sinfonia n. 1 in re maggiore op. 25 detta ” Classica” di Sergej Prokof’ev, altro esempio di neoclassicismo novecentesco, composta nel 1917 ispirandosi al modello di Haydn.
Mara Martellotta


Batman V Superman – Fantastico. Regia di Zack Snyder, con Henry Cavill e Ben Affleck. Come si può mettere in cattiva luce Superman di fronte all’opinione pubblica? Ci pensa un cattivissimo e filosofeggiante (sul Bene e sul Male) Lex Luthor (Jesse Eisenberg) e Batman per un attimo non stenta a credere che il suo collega eroe potrebbe diventare un giorno in un genio del male, pericoloso per l’umanità. Molta avventura che lascia spazio agli attimi dolci tra Superman e Lois Lane, e poi inseguimenti, esplosioni, il pericolo e il terrore che serpeggiano tra la gente. Durata 151 minuti. ( Ideal, Lux, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

Il caso Spotlight – Drammatico. Regia di Thomas McCarthy, con Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Michael Keaton e Lev Schreiber. Una serie d’articoli, un’inchiesta e un premio Pulitzer per un gruppo di giornalisti del “Globe” di Boston – a seguito dell’arrivo di un nuovo direttore, Marty Baron, pronto ad affrontare tematiche importanti e certo non comode – che tra il 2001 e il 2002 misero allo scoperto, dopo i tanti tentativi di insabbiamento da parte del clero e in primis delle alte gerarchie ecclesiastiche, i casi di pedofilia consumatisi in quella città e non soltanto. Oscar per il miglior film. Assolutamente consigliato. Durata 128 minuti. (Eliseo sala blu)
La corte – Comedia. Regia di Christian Vincent, con Fabrice Luchini e Sidse Babett Knudsen. Xavier Racine è definito il giudice “a due cifre” poiché non condanna mai a meno di dieci anni di reclusione. E’ chiamato a presiedere in tribunale un processo contro un uomo accusato di aver ucciso la figlia di sei mesi: è lì che rivede tra i giudici popolari Ditte, un’anestesista di origini danesi conosciuta anni prima. Miglior sceneggiatura e Coppa Volpi per l’interpretazione maschile alla Mostra di Venezia. Durata 98 minuti. (Eliseo rosso, Massimo 2)
Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 – Commedia. Regia di Kirk Jones, con Nia Vardalos e John Corbett. Chi nel 2002 ha fatto la conoscenza della folcloristica famiglia Portokalos può benissimo oggi rinfrescarsi la memoria. Sono tutti un po’ invecchiati, e mentre Toula e Ian sono alle prese con una figlia adolescente e con i suoi primi problemi di vita e di cuore, gli anziani nonni danno ancora un po’ di filo da torcere. Durata 94 minuti. (Ideal, Lux 2, Reposi, The Space, Uci)
Mister Chocolat – Drammatico. Regia di Roschdy Zem, con Omar Sy e James Thierree. Nella Francia di fine Ottocento, Rafael, nero di origini cubane, e George Footit, clown bianco, formano una splendida coppia nel circo e il pubblico accorre e applaude. E dal circo ai grandi spettacoli della Ville Lumière il passa si rivela facile. Ma bisognerà anche fare i conti con un clima di intolleranza che finirà per cancellare una carriera. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 3, F.lli Marx sala Groucho, Uci)
Race – Il colore della vittoria. – Biografico. Regia di Stephen Hopkins, con Stephan James e Jeremy Irons. La storia vera di Jesse Owens, la povertà delle origini, la convocazione alle Olimpiadi del ’36, le quattro medaglie d’oro vinte, la sconfitta di Hitler e del campione che la Germania nazista avrebbe vedere sul podio. Durata 134 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Reposi, The Space, Uci)
Una notte con la regina – Drammatico. Regia di Julian Jarrold, con Sarah Gadon, Emily Watson e Rupert Everett. La sera dell’8 maggio 1945 scoppiò per le strade di Londra la gioia per la fine della guerra e anche le principesse Elizabeth e Margaret non vogliono essere da meno. Difficile sarà convincere il re e la regina e prevenire un irruente pilota della Raf che potrebbe anche suggerire le proprie idee repubblicane. Durata 97 minuti. (Romano sala 2)
Angelis. Il film si ispira alla figura del campione di corse di rally Carlo Capone e alla sua vita travagliata. Al centro della vicenda la figura della giovane Giulia, abbandonata dai genitori, con un fratellino da proteggere e con quel fratellone ingombrante, tossicodipendente, determinata verso il successo e soprattutto la passione che le permetteranno di ritrovare un riscatto dalla vita passata. Durata 119 minuti. (Ideal, Massaua, Massimo 1, Reposi, The Space, Uci)
Victor – La storia segreta del dottor Frankestein – Drammatico. Regia di Paul McGuigan, con Daniel Radcliffe e James McAvoy. Nella Londra vittoriana, tratta dal romanzo gotico di Mary Shelley e già più volte portata sullo schermo, la vicenda dei rapporti tra Victor, scienziato alla ricerca dell’immortalità, ed il suo assistente Igor, da lui sottratto al circo e alla sua esistenza dolorosa di freak. Durata 109 minuti. (Ideal, Reposi, The Space, Uci)
Immagini del nemico e propaganda negli anni tra il 1914 e il ’18 fanno riflettere su un capitolo triste della storia mondiale che ha aperto le porte alla nuova Europa
colore, ed ebrei, ai dubbi dello stesso campione, la cui partecipazione all’interno della squadra avrebbe significato avallare una vita senza problemi all’interno del proprio paese, fantasiosamente libero da ogni razzismo. Il tutto è “narrato” oltre misura, le musiche e le scene madri non fanno altro che enfatizzare, la presenza e l’abbandono del proprio posto da parte di Hitler, nonché la famosa stretta di mano al campione, hanno avuto negli anni differenti versioni per cui il coté più strettamente storico può apparire anche incerto (anche il democratico Roosevelt rifiutò di incontrare Owens alla Casa Bianca in tempi meno sospetti): certo ancora oggi, a distanza di ottant’anni, pare impossibile veder entrare il campione con la moglie, in una serata in suo onore, dall’ingresso riservato agli uomini di colore. Protagonista è Stephan James, attorno a lui Jeremy Irons e William Hurt e Carice van Houten: chi occupa la scena, divenendo quasi il protagonista della bella storia tutta onore e forza d’animo, è Jason Sudeikis nelle vesti del coach Larry Snyder, in ogni momento pronto a credere e rincuorare.
Lo storico settecentesco Thesauro sosteneva che la città venne fondata dal fratello di Osiride e porterebbe con sé il marchio indelebile della Terra di Kemet.
una colonia. Di qui il titolo della conferenza “Torino capitale dell’Egitto ? “ che si terrà sabato 9 aprile, alle ore 21, nel salone comunale di Sciolze in via Roma 2. L’argomento sarà al centro dell’intervento di Libero Pierpaolo Manetti della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti la cui risposta affermativa non si baserà su improbabili miti ma su solide realtà, in particolare il ruolo che Torino ha ricoperto da sempre nella salvaguardia del patrimonio storico ed archeologico dell’Egitto. L’evento sarà a cura delle associazioni Montaldo Cultura e Sapori di Sciolze che vede la collaborazione tra i due sodalizi di paesi diversi con l’organizzazione di una prima conferenza cui seguiranno altri momenti in alternanza tra i due territori
Manifesti e fotografie pubblicitarie d‘epoca di artisti di circo e del varietà oltre che di clown della fine del diciannovesimo secolo 



A cura di Elio Rabbione
La comune – Drammatico. Regia di Thomas Vinterberg, con Trine Dyrholm e Ulrich Thomsen. Nella Copenhagen del 1975, una coppia – Erik, professore dio architettura e Anna, giornalista televisiva – decidono di ospitare nella loro grande casa una decina di amici, altre coppie o single, per dar vita ad uno di quei gruppi pieni di libertà che andavano tanto di moda in quegli anni, specialmente nel nord dell’Europa. Ma l’arrivo di una nuova persone manderà in frantumi le regole e le promesse che sino ad allora avevano mostrato di reggere bene. Dall’autore di “Festen” e del “Sospetto”, Orso d’argento alla migliore attrice a Trine Dyrholm alla scorsa Berlinale. Durata 111 minuti. (F.lli Marx sala Harpo, Nazionale 2)
Desconosido – Resa dei conti – Thriller. Regia di Dani de la Torre, con Luis Tosar. Carlos, vicedirettore di banca, come ogni mattina accompagna i figli a scuola. Una telefonata interrompe la sua tranquillità e quella della sua famiglia. Un uomo al telefono gli comunica che c’è una bomba sotto i sedili della macchina e che scoppierà se lui non verserà una somma di denaro sul suo conto. Un’opera prima, scritta dal torinese Alberto Marini che ha tutte le carte in regola per promettere e mantenere una tensione altissima. Durata 102 minuti. (Centrale v.o., F.lli Marx sala Groucho)
Love and Mercy – Biografico. Regia di Bill Pohlad, con Paul Dano, John Cusak, Elizabeth Banks e Paul Giamatti. La vita di Brian Wilson, l’anima e il leader dei favolosi Beach Boys, una vita vista nel pieno degli anni Ottanta, tra successi e droghe, e vent’anni dopo, quella della ricostruzione, tra la disintossicazione e nuovi affetti, anche se all’ombra di uno psichiatra assai negativo che vorrebbe avere il pieno controllo dell’individuo. Durata 120 minuti. (Classico)
