CULTURA E SPETTACOLI

Torna Evergreen Fest con Baccini e Covatta 

Organizzato da Tedacà, dal 4 giugno prossimo

Torna Evergreen Fest nella versione 2026. Si tratta dell’ennesimo anno di svolgimento del Festival ideato da Tedacà con la missione di creare una dimensione spazio-temporale per tutta la cittadinanza, densa di stimoli, conoscenze e svago. Dal 4 giugno al 19 luglio, la manifestazione proporrà 46 giornate di eventi, spettacoli, laboratori, proiezioni, film, silent djset e molti altri appuntamenti. Anche quest’anno il festival darà spazio ad artisti locali e nazionali, e saliranno sul palco Giobbe Covatta, Francesco Baccini, Andy Bluvertigo & Eugene, Sano Business, Serra Ylmaz, Vladimir Luxuria, Dub Fx, Queen of Saba, Statuto, Simone Bernini, Daiana Lou, Luca Morino & Voodoo Folk Orkestra, Davide D’Urso, Aquario, Casabeat, Santibriganti Teatro e molti altri artisti e artiste. In questa edizione il festival inaugurerà giovedì 4 giugno alle 20.30 con il,concerto della Vocal Boutique, intitolato “Storie di donne al profumo di caffè”, musica contemporary a cappella per celebrare l’armonia tra le persone e la forza femminile. Anche quest’anno Evergreen Fest si svolge nel bellissimo parco della Tesoriera, a Torino, da cui è possibile accedere attraverso gli ingressi di corso Francia 186/192, via Borgosesia 33 e via Asinari di Bernezzo 23.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e senza bisogno di prenotazione fino a esaurimento dei posti, ad esclusione di sei appuntamenti: lo spettacolo “70” di Giobbe Covatta e i concerti di Francesco Baccini, Sano Business, Queen of Saba, Tun Feat, Dub Fx, Andy & Eugene con “Labirinto Bowie”, per cui è previsto l’ingresso a 10 euro nell’area spettacolo. Evergreen Fest è organizzato da Tedacà e si inserisce nell’ambito del programma culturale “Che bella estate!”, un progetto della Città di Torino. Main sponsor è Iren, con il sostegno di Regione Piemonte e Circoscrizione 4 della Città di Torino.

Mara Martellotta

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

VENERDI 29 MAGGIO

 

Iscrizioni fino al 10 giugno 2026

PIETRA VIVA. Lo sguardo oltre la scultura

GAM – Workshop di fotografia e ricerca visiva tra la GAM e il Cimitero Monumentale di Torino

Il Dipartimento Educazione GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, in collaborazione con la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), indice una selezione per 20 partecipanti al workshop fotografico ispirato all’opera di Lisetta Carmi.

IL PROGETTO

Il workshop nasce in occasione dell’acquisizione nelle collezioni della GAM di 15 fotografie di Lisetta Carmi tratte dalla serie “Erotismo e autoritarismo a Staglieno” (1966-76), progetto sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Le opere di Carmi indagano, attraverso il marmo, il contrasto tra la sensualità simbolista delle figure angeliche e la severa autorità delle famiglie borghesi del secondo Ottocento. Seguendo questa traccia, i partecipanti saranno chiamati a esplorare con l’obiettivo il Cimitero Monumentale di Torino, riflettendo sul legame profondo tra scultura, immagine fotografica e il concetto di memoria.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE E SELEZIONE

Il workshop è aperto a 20 appassionati e fotografi. La selezione avverrà su base motivazionale e di merito tramite l’invio del proprio curriculum vitae.

  • Lancio della Call: 20 maggio 2026
  • Termine invio candidature: 10 giugno 2026
  • Conferma selezione: 16 giugno 2026

PROGRAMMA E SCADENZE

Il percorso si articola in momenti di confronto teorico, sessioni di scatto e una restituzione espositiva finale:

– Venerdì 3 luglio: Primo appuntamento. Incontro introduttivo presso la GAM con Carola De Pompeis del Dipartimento mostre con la partecipazione di Claudio Pastrone, Direttore Dipartimento Archivi della FIAF. Analisi della poetica di Lisetta Carmi, visita alla sala dedicata e indicazioni tecniche/concettuali per la sessione di scatto presso il Cimitero Monumentale (l’accesso è soggetto alle autorizzazioni).

– Mercoledì 15 luglio: Scadenza invio file. Termine ultimo per la consegna delle opere selezionate da ciascun partecipante.

– Venerdì 17 luglio: Secondo incontro. Sessione di editing collettivo e confronto sui lavori prodotti in vista dell’allestimento.

– Venerdì 4 settembre: Inaugurazione mostra presso l’Area Education della GAM.

COME CANDIDARSI

Gli interessati dovranno inviare il proprio curriculum vitae all’indirizzo email: infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it  entro e non oltre il 10 giugno 2026 indicando in oggetto: “Candidatura Workshop Fotografia GAM-FIAF”.

Il workshop è realizzato nell’ambito del progetto Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno, sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

 

 

 

DOMENICA 31 MAGGIO

 

Domenica 31 maggio ore 11

VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA “UN ALTRO NOVECENTO”

GAM – visita guidata

La GAM di Torino invita a entrare nel cuore segreto delle sue collezioni con Un altro Novecento, una mostra che svela un patrimonio sorprendente di opere su carta: disegni, acquerelli e studi in cui l’idea prende forma nel suo momento più puro.
Il percorso riunisce maestri come Casorati, De Pisis, Morandi, Guttuso, Fontana e Melotti, accanto a capolavori iconici come lo studio per La città che sale di Boccioni e le Compenetrazioni iridescenti di Balla. Lo sguardo si apre anche oltre i confini italiani, con presenze del gruppo Cobra e della Pop Art internazionale, e con opere restaurate di recente, tra cui la straordinaria Visual Autobiography di Rauschenberg.

A chiudere la visita, l’installazione Propagazione di Giuseppe Penone, un’esperienza immersiva che trasforma un semplice gesto in un’onda di energia. Una mostra che invita a riscoprire il Novecento attraverso la forza viva del segno e la poesia del processo creativo.

Durata: 90 minuti

Costo: 10 € a partecipante
Costo aggiuntivo: biglietto di ingresso alla mostra. Gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

Domenica 31 maggio ore 15:30

IL CORPO E L’INVISIBILE

GAM – Attività per le famiglie

Attività per adulti e bambini dai 6 anni in su

Siamo solo ciò che appare o dentro di noi vivono storie, creature e mondi da scoprire? La GAM invita grandi e piccini a un viaggio nelle sue sale, dedicato al tema della trasformazione.

Il percorso sarà una scoperta di come gli artisti riescano a raccontare l’essere umano in modi sempre nuovi: dalle sculture che riproducono la realtà, fino a volti di vetro che sembrano sciogliersi e figure leggendarie che richiamano radici lontane.

Attraverso l’osservazione delle opere, i partecipanti impareranno che l’arte non solo ritrae ciò che vede l’occhio, ma dà forma anche all’invisibile.

Dopo la visita, l’esperienza proseguirà in laboratorio. Qui, le famiglie potranno sperimentare la propria “metamorfosi” artistica utilizzando trasparenze, sovrapposizioni e colori. L’obiettivo è creare un ritratto inedito, capace di raccontare la propria identità oltre l’apparenza, giocando con la propria immagine in modo creativo e sorprendente.

**Grazie alla collaborazione tra FTM e Biraghi, al termine dell’attività sarà offerta la merenda a tutti i partecipanti.

Costo: 10 € a partecipante

Costo aggiuntivo: adulti biglietto di ingresso ridotto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

 

Domenica 31 maggio ore 17

INTERPLAY 2026 | MERAKI

GAM – Performance di danza

La GAM è lieta di ospitare, in occasione del festival Interplay 2026 organizzato dall’Associazione Mosaico Danza, la performance Meraki della compagnia YOY performing art in collaborazione con l’artista visivo Medhat Shafik, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. La coreografia e la musica, create insieme da Emma Zani, Roberto Doveri e Timoteo Carbone, intrecciano movimenti e melodie in un linguaggio chiaro e rarefatto, dove i danzatori si sfiorano senza contatto diretto, in una ricerca di equilibrio e condivisione. La poesia Itaca di Kavafis, recitata da Shafik durante la performance, amplifica la dimensione simbolica del viaggio come esperienza di crescita e rinascita
YOY performing art. Compagnia fondata nel 2021 da Emma Zani, Roberto Doveri e Timoteo Carbone, è un progetto che intreccia danza, musica e arti visive nella ricerca di contaminazioni e nuove forme espressive, configurandosi come un organismo culturale basato sulla condivisione delle idee. Le creazioni di YoY sono state presentate in prestigiosi festival nazionali e internazionali e hanno ricevuto riconoscimenti da realtà come Anghiari Dance Hub, Crossing the Sea e Danza Urbana. Negli anni la compagnia ha vinto bandi per la valorizzazione culturale della Reggia di Caserta, realizzato musiche e coreografie per un docu-film prodotto da LVMH/Masoni, curato nel 2023 le coreografie dell’opera Song of the Dark Forest per lo Scapino Ballet di Rotterdam ed è stata selezionata per Prove d’Autore. Nel 2024 YoY vince il bando ACASA di Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza per un programma di residenze biennale ed è finalista di DNAppunti Coreografici e Twain Direzioni Altre. Vincitori di Giovane Danza Italiana – YTI Project e del Progetto Cura 2025, selezionati per NID Platform 2025 (Italian Windows), e vincitori del bando SIAE Nuove Opere – Per Chi Crea con Solo Sognar ci terrà svegli, presentato alla Milano Design Week 2025.
Medhat Shafik (El Badari, Egitto, 1956) è un artista visivo di rilievo internazionale, attivo in Italia dal 1976. La sua ricerca fonde tradizione egiziana e sperimentazione contemporanea in pittura, collage e installazioni. Tra i principali riconoscimenti: Leone d’Oro alle Nazioni per il Padiglione Egitto alla Biennale di Venezia (1995) e il The Nile Grand Prix alla IX Cairo International Biennale (2003). Le sue opere, presenti in collezioni pubbliche e private, sono celebrate per la loro forza espressiva, materica e simbolica. I suoi lavori sono visitabili nel Museo d’Arte Moderna e Contemporanea del Cairo, in diversi musei italiani a Parma, Verona, Palermo, Siena, Piacenza e Milano.
PRIMA REGIONALE | 20′
INTERPLAY. TUTTE LE INFO 

 

MERCOLEDI 3 GIUGNO

Mercoledì 3 giugno ore 15:30

I FIORI DI STAGIONE. ESTATE

PALAZZO MADAMA – lezione di giardinaggio sostenibile

con Edoardo Santoro

Ogni stagione nel giardino botanico medievale di Palazzo Madama è una scoperta da vivere con curiosità e spirito di osservazione. Nel verde della città di Torino impariamo a seguire il ritmo della natura e osservare i cambiamenti e l’evoluzione delle piante nelle stagioni attraverso le fioriture, i fogliami, frutti e bacche oltre che l’alternarsi delle tecniche di cura del giardino. Gli appuntamenti hanno inizio in museo con una chiacchierata e proseguono in giardino con dimostrazioni pratiche e osservazioni dal vero. Due mercoledì al mese, per approfondire un argomento o una categoria di piante, che portano nel giardino dove osservare e soprattutto mettere in pratica tecniche naturali e sostenibili adatte per coltivare al meglio piante ornamentali e aromatiche, frutti e ortaggi.

Il ciclo di lezioni di giardinaggio sostenibile si conclude con un’introduzione al giardino estivo e alle sue piante: si fanno attendere, ma regalano costantemente abbondanti e colorate fioriture.

Costi: 5 € Ingresso giardino (gratuito abbonamento musei) + 5€ ogni incontro

Info e prenotazioni: tel. 011 4429629; e-mail: madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

Prenotazione consigliata

Mercoledì 3 giugno ore 17

MONUMENTO. TORINO CAPITALE. LA FORMA DELLA MEMORIA

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO

La conferenza si svolge al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Sala Codici

Con Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama e curatore della mostra

Torino non è solo una città: è un discorso inciso nella pietra. È una frase lunga centocinquant’anni che si legge camminando. Ogni statua che attraversiamo distrattamente è un gesto rivolto a noi: non per decorare, ma per ammonire, orientare, insegnare. Torino ha costruito la propria identità non con un unico grande santuario, ma disseminando la memoria nello spazio quotidiano. Ha fatto dell’ingresso in città una lezione civile, della piazza un’aula, del monumento una pedagogia silenziosa.

In questo racconto, la capitale non è solo un titolo politico: è una responsabilità morale. Torino “fa l’Italia” scolpendola nei volti di scienziati e soldati, di educatori e sovrani, distribuendo nel tessuto urbano una grammatica della memoria che ancora oggi ci interroga. Ma cosa accade quando le statue diventano invisibili? Quando il monumento resta, ma smette di parlare? Questa conferenza è un invito a riascoltare la voce della città. Perché la memoria non vive nella pietra: vive nella relazione che scegliamo di costruire con essa.

Conferenza a ingresso libero fino a esaurimento posti. Non è richiesta prenotazione.

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO

a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/cultura

Il ladro gentiluomo corre sui binari dell’Orient Express

In arrivo “Lupin” all’Alfieri, repliche dal 29 al 31 maggio

Fecero capo – anche se l’autore lo ha sempre smentito – alla “gesta” dell’anarchico francese Alexandre Marius Jacob le avventure di Arsenio Lupin che dal 1905 Maurice Leblanc prese a scrivere, per abbandonarlo soltanto a metà degli anni Trenta, ladri gentiluomini entrambi, gran seduttore l’eroe letterario, sempre pronto a prendere di mira per i suoi furti i borghesi e la nobiltà più facoltosi, elegante amatore del gioco e delle donne e del lusso, divertito e ironico, capace di fantasiose trasformazioni, intelligente e audace, lontano dalla violenza nelle sue imprese innumerevoli. Un eroe a cui anche il cinema – da Jacques Becker a Yves Robert a Édouard Molinaro – e le serie televisive, i fumetti e il nostro antico Carosello hanno guardato, decretandone il successo che non accenna, anche in tempi assai più vicini a noi, a disperdersi. Il suo esempio, estremamente reale, vissuto sulla scena francese, tra anarchia e tribunali e condanne – alla Caienna, per una ventina d’anni, graziato nel 1927 a seguito della campagna politica che veniva a interessare il pessimo stato dei bagni penali e l’intensificarsi delle lettere che la madre inviava al ministero della giustizia -, mozzo a quindici anni e presto pronto ad attuare quelli che lui definiva “recuperi” in una totale visione anarco-individualista (ma: “non credo che l’illegalità possa liberare l’individuo nella società moderna”, ebbe a confessare), anch’egli passato alla storia (in negativo) con il generale marchio di Ladro gentiluomo.

All’interno di un successo che perdura, arriva all’Alfieri di Torino, da venerdì 29 maggio (alle 20,45, con repliche sabato alla stessa ora e domenica alle 15,30), prodotto dalla Compagnia della Corona in coproduzione con il Teatro Fanin di San Giovanni in Persiceto all’indomani di una stagione felicissima e intensa che ha visto i sold out di Sanremo e di Napoli, di Firenze e di Roma, del San Babila di Milano e del Duse di Bologna e che già elenca date e luoghi della prossima, “Lupin – Il Musical” scritto e diretto da Salvatore Sito – napoletano di nascita, studi a Bologna, apprezzato cantante di musical e operette, regista dal 2009 con più di 50 titoli all’attivo conteggiando anche le sue felici incursione nella lirica, drammaturgo e librettista con quasi 40 titoli teatrali, regista residente per la rassegna “Passione in musica” presso il Teatro Mazzacorati 1763 di Bologna -, con le musiche di Paola Magnanini ricche di sonorità jazz, con le scene di Matteo Capobianco e i costumi di Silvia Lumes, le coreografie di Silvia Raschi e la direzione musicale di Rosa Sito. Interpreti principali Flavio Gismondi, romano di nascita, Romeo per l’opera-popolare di Riccardo Cocciante, successo in Spagna e in Olanda (qui accanto ad Anastacia), il musical è divenuto ormai la sua casa come è divenuto apprezzato volto televisivo con il romanzone del “Posto al sole”, lui povero Gianluca, ingannato figlio dell’antipatico avvocato Palladini, e Angelica Cinquantini, non ancora trentenne ma già un bell’excursus alle spalle, da Salvatores ai Cesaroni ad “Alice nel paese delle meraviglie”, soprattutto applaudita protagonista femminile del “Casanova” del Pooh Red Canzian. Un avvenire che promette successi, pronto per entrambi. Compagni di viaggio Federica Basile, Paolo Bianca, Andrea Rodi e Umberto Scida, tutti a percorrere un viaggio pieno di colpi di scena ed emozionale oltre che narrativo, in cui realtà e finzione s’intrecciano sino a confondersi. “Una drammaturgia del tutto originale, un testo tutto mio, chiaramente con tutti i riferimenti all’autore e alla sua creatura, un personaggio ponte tra romanzo e Manga – racconta Sito raggiunto al telefono. “Nelle letture ho incontrato un Lupin 1 e un Lupin 3, chiaro che m’interessasse conoscere quel Lupin 2 che dovrebbe legarli. Al termine della prima stagione abbiamo visto quanto il pubblico sparso per lo stivale abbia gradito, anche perché ci rendiamo sempre più conto quanto sia difficile investire in Italia in un prodotto nuovo.”

Sito è soddisfatto dei suoi attori, “con Flavio ci eravamo incrociati parecchi anni fa con la promessa di poter lavorare insieme. Anche Angelica procurerà parecchie sorprese, non ultimo un colpo di scena finale che sbalordirà il pubblico.” Nello stendere la scrittura dell’opera, Sito ha letto volumi e fatto ricerche, convincendosi che non pochi legami esistano tra Jacob e Lupin, perché, suggerisce un po’ velatamente, “ci sono cose che vanno scritte, cose che nemmeno l’autore avrebbe mai pensato quale strada avrebbero potuto prendere”. Come non si lascia scappare il titolo della grossa produzione che approderà la stagione prossima sul palcoscenico dell’Alfieri, complice un “grosso nome del cinema e della televisione di casa nostra.” Il sipario per ora si aprirà sui lussuosi vagoni dell’Orient Express – non ci sale soltanto Poirot -, sulla tratta Parigi-Istanbul, dove agisce questa volta il mitico Lupin, il ladro più pericoloso e affascinante del mondo, mettendo a segno un colpo sensazionale che lo ha reso padrone del “tulipano” di Ahmed III, un gioiello dal valore inestimabile, sottratto dalla cassaforte con quella maestria e quella fantasiosa sfrontatezza che soltanto il nostro ladro può possedere. Ma non si tratta di un “semplice” furto, quel “recupero” pare essere collegato al viso bello e sempre cercato della giovane Isabella, un’orfana parigina per cui Lupin prova un sentimento sincero e che riesce a conquistare proprio grazie a un delicato tulipano che lui ogni giorno le offre. Isabelle è una delle operaie di una fabbrica di cioccolato, un luogo che dovrebbe ispirare buonumore e dolcezza ma che al contrario si rivela ogni giorno più grigio. Un luogo di misteri, di complotti e di interrogativi che avranno la loro risposta quando il viaggio si sarà concluso all’ombra delle moschee e dei minareti di Istanbul. Il lieto fine è d’obbligo ma prima – affidando le loro voci alle canzoni e alle musiche che certo sono la radice del musical – la coppia dovrà attraversare i contrasti di un uomo d’affari spietato e senza scrupoli, il re del cioccolato, e dell’ispettore Ganimard, il più grande investigatore di tutta la Francia e l’unico uomo in grado di dare la caccia al mito senza tempo di Arsène Lupin.

Elio Rabbione

Foto Umberto De Martino

Ad Maiora Art, espongono Valentino e Sandona’

Manca ormai pochissimo all’inaugurazione della nuova mostra bipersonale ospitata da Ad Maiora Art, che vedrà protagonisti gli artisti Lara Valentino e Cristiano Sandonà. Un percorso espositivo che metterà in dialogo arte materica e linguaggio bidimensionale, dando vita a un confronto intenso tra stili, tecniche e visioni differenti.
Grande attenzione anche da parte del direttore generale Alessio Torzi, da sempre sostenitore della sperimentazione artistica contemporanea e della ricerca legata alla materia.
La comunicazione dell’evento porta invece la firma di Andrea De Benedictis, che ha ideato un progetto visivo capace di fondere le opere dei due artisti in illustrazioni, locandine e contenuti digitali, trasformando la promozione stessa in parte integrante dell’esperienza espositiva.
La mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 1° al 30 giugno presso la sede di Via Santa Maria 4/C a Torino.
Per informazioni: 3273089505.

Enzo Grassano

Debutta al Carignano “Metadietro” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

Martedì 2 giugno, alle ore 19.30, debutterà al Teatro Carignano “Metadietro” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, che sarà in scena insieme a Daniele Cavaioli. L’habitat è di Flavia Mastrella, le luci di Alice Mollica, le voci fuori campo sono di Noemi Pirastru e Mauro Ranucci. Lo spettacolo è prodotto da La Fabbrica dell’Attore, Teatro Vascello e Rezza Mastrella, e indaga ed esplora con ironia l’essenza stessa della nostra umanità, il rischio costante del suo naufragio e la certezza di un impossibile salvezza.
Per la stagione in abbonamento del Teatro Stabile di Torino, “Metadietro” rimarrà in scena fino a domenica 7 giugno prossimo.

“L’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano – dichiarano Mastrella e Rezza -un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave, spalleggiato da una flotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole, c’è solo un gran divario pensare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio, che non è la migrazione di un popolo, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. E vissero tutti relitti e portenti. Tornare alla dimensione reale e selvaggia è impossibile, viviamo una nuova preistoria, la mansione umana è mortificata, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia, un ecopentagono provoca il vuoto, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi, ma sollecitazioni induttive. Nonostante tutto, la realtà non è mai uniforme, scombinato i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. La crudeltà tecnologica permea l’essere vivente, ed è la scomparsa dell’eroe”.

Teatro Carignano – 2/7 giugno – “Metadietro” di Flavia Mastella e Antonio Rezza – info: Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino – orari spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30/ mercoledì e venerdì ore 20.45/ domenica ore 16 – biglietteria: Teatro Carignano  – 011 5169555-biglietteria@teatrostabiletorino.it – da martedì a sabato dalle 13 alle 19 / domenica dalle 14alle 19 / lunedì riposo.

Mara Martellotta

Interplay alla Casa del Teatro

Balletto Tanz Tango. Danza d’autore e tango argentino si incontrano a Torino

Mirada Groove What are you looking at?

 Mercoledì 3 giugno 2026 ore 20.00  Teatro Astra – Torino

“Mirada Groove” nasce dall’incontro tra i linguaggi della danza contemporanea e del tango argentino, in un dialogo sul piano artistico, sociale ed emotivo.

Una milonga in cui si colgono, o si immaginano, stati e pulsioni tra assenza, presenza, aspettative. Lo spettacolo indaga la natura delle relazioni umane nei contesti collettivi, dove lo sguardo gioca, cerca, promette. Come sarebbero le nostre vite, le comunità, i contesti che costruiamo se godessero vitale scintilla del sentirsi amati, riconosciuti e valorizzati o godessero di uno stato quasi erotico, inteso come qualità essenziale dell’amore per la vita?

Un incontro inedito tra la danza d’autore contemporanea e il tango argentino animerà il palcoscenico del Teatro Astra, nel cuore di Torino, mercoledì 3 giugno 2026 alle ore 20.00.

Monica Secco, coreografa e danzatrice torinese, porta in scena lo spettacolo Mirada Groove, what are you looking at?, parte della sua ultima ricerca performativa Tanz Tango. Avviato tre anni fa in collaborazione con il performer e maestro di tango argentino Ruggero Meirone, il progetto ha già ottenuto riconoscimenti dal Comune di Bra, nel corso della presentazione pubblica presso lo storico Palazzo Traversa, e dal prestigioso International Dance Council, durante il Congresso di Danza e Ricerca tenutosi ad Atene.

La ricerca artistica di Tanz Tango esplora l’incontro tra il tango argentino, concepito come abbraccio per una comunità in ascolto, e la danza contemporanea: due linguaggi complementari capaci di dialogare sul piano artistico, sociale ed emotivo.

La performance Mirada Groove, strutturata in atti, approfondisce il rapporto tra la relazione, l’ascolto e la collettività. Monica Secco, direttrice artistica dell’evento e autrice delle coreografie, mette in scena la natura delle relazioni umane e l’influenza dei contesti sociali e culturali sulle forme dell’incontro, dell’amore e della prossimità. Il mistero che nasce da un passo condiviso, la vertigine dell’affidarsi, il dialogo tra cedere e resistere diventano elementi centrali di una scrittura coreografica in cui due corpi, soli e insieme, tracciano mappe effimere destinate a esistere solo nell’istante della loro creazione.

Figura di riferimento nel panorama della danza contemporanea italiana, Monica Secco esplora l’invisibile e ridefinisce i confini tra le arti performative. Fondatrice del Centro di ricerca coreografica Artemovimento a Torino, ha curato progetti innovativi come Insoliti – Festival internazionale di danza contemporanea e vinto nel 2017 il Progetto Europeo Performaction.

Il programma della serata

Mirada Groove, what are you looking at? avrà inizio alle ore 20.00 presso il Teatro Astra di Torino, in via Rosolino Pilo, 6. Sul palco si esibiranno i danzatori della compagnia stabile insieme ai ballerini di tango Silvia Brusco e Paolo Fiorito, Marzia Bumbaca e Miguel Gallego, in uno spettacolo che fonde danza contemporanea e tango argentino.

La serata vedrà anche l’intervento della violinista Yulia Verbizkaya e l’esibizione del noto cantante milonguero Federico Pierro.

A seguire si svolgerà un public talk sull’incontro tra i linguaggi della danza contemporanea e del tango argentino e sugli aspetti sociologici che emergono e accompagnano la danza e il ballo sociale. Interverranno Monica SeccoElisa Guzzo Vaccarino, filosofa e voce fra le più autorevoli della critica di danza in Italia, Chiara Castellazzi e Claudia Allasia, note giornaliste e critiche di danza internazionale, e la psicologa Serena Kaneklin. Modera il critico e drammaturgo teatrale Alan Mauro Vai.

Il progetto ha ricevuto l’appoggio di Faitango e di Airdanza, importanti realtà che si occupano di approfondire la ricerca nel settore della danza.

Si svolge con il patrocinio della Circoscrizione IV della Città di Torino.

 

Scrittura coreografica e direzione

Monica Secco

Progetto di ricerca artistica

Monica Secco

con Artemovimento – centro di ricerca coreografica

e la collaborazione al progetto di Ruggero Meirone

Per le coreografie di tango argentino in collaborazione con:

Ruggero Meirone, Paolo Fiorito e Silvia Brusco, Miguel Gallego e Marzia Bumbaca

 In scena

Balletto Tanz Tango contemporary dance company

Monica Secco, Chiara D’Ingeo, Martina D’Oro, Ilenia Pantè, Veronica Danielli, Ruggero Meirone,

Nina Feller, Camilla Rizzo, Luca Marchese

Con la partecipazione dei ballerini: Marzia Bumbaca, Miguel Gallego, Silvia Brusco, Paolo Fiorito

Violino: Yulia Verbizkaya

Canta: Federico Pierro

Public Talk

Chiara Castellazzi, Claudia Allasia, Elisa Guzzo Vaccarino, Monica Secco, Serena Kaneklin

Modera Alan Mauro Vai

Con l’appoggio di

FaiTango

AirDanza

Patrocinio

Circoscrizione 4 della città di Torino

Organizzazione e produzione

Artemovimento-centro di ricerca coreografica

Via E. Bava, 18 Torino

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Posti limitati – È richiesta la prenotazione
📧 info@artemovimento.org
📞 334 9138721 / 011 837451

Ritorna al Cinema Massimo il Festival CinemAmbiente

 

La più importante manifestazione dedicata ai film a tema ambientale, dal 3 al 7 giugno prossimo

Dal 3 al 7 giugno prossimo si svolgerà  a Torino la più importante manifestazione dedicata ai film a tema ambientale, il Festival CinemAmbiente, promosso dal Museo Nazionale del Cinema e diretto da Lia Furxhi; online sulla piattaforma Open DDB la selezione dei titoli in cartellone sarà  visibile tramite il sito www.festivalcinemambiente.it fino al 14 giugno.

La serata inaugurale del Festival sarà dedicata alla Groenlandia e alla sua storia, presentando la versione restaurata  di “Den store Grønlandsfilm”, “Il grande film della Groenlandia” del 1922, sonorizzazione dal vivo dalla band inuit Inuk, un omaggio al territorio simbolo del cambiamento climatico, oggi al centro di tensioni geopolitiche internazionali, e un prologo a uno degli argomenti centrali della ventinovesima edizione, lo scioglimento dei ghiacciai, che ispira anche l’immagine guida firmata dal regista e disegnatore Roberto Catani. Il festival si chiuderà domenica 7 giugno con l’anteprima italiana di “Groundswell”, ultimo capitolo della trilogia dedicata all’agricoltura rigenerativa dai registi statunitensi  Josh e Rebecca Tickell.
Questa edizione presenta 69 film, provenienti da trenta nazioni, suddivisi competitive e proiezioni speciali.
Il Concorso documentari presenta 8 lungometraggi con stili, ambientazioni e temi molto diversi tra loro. “Rua do pescador n. 6” è il film con cui l’attrice e regista brasiliana Bárbara Paz racconta il day after di una delle più devastanti alluvioni del suo Paese; “ Time and Water” della candidata al Premio Oscar Sara Dosa è tratto dall’opera omonima, dello scrittore islandese Andri Snaer Magnason, protagonista del film, che intreccia memorie personali alle storie dei ghiacciai in via di estinzione. “Social Landscapes” di Jonas Meier si interroga su quanto e come la percezione dei luoghi meta dei nostri viaggi sia condizionata dagli algoritmi di un mondo sempre più interconnesso.
“Arctic Link” di Jan Purnell esplora gli ultimi luoghi ancora non cablati nell’epoca della globalizzazione delle rotte digitali sottomarine. Gli altri lungometraggi sono “Desert Passages” di Kevin Brennan e Laurence Durkin, “In Excess” di Melissa Langer,  “Nuisance Bear”  di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden e “Underland”,  diretto dal regista Robert Petit.

Il Concorso  cortometraggi comprende diciassette titoli provenienti da quindici Paesi, tutti presentati in anteprima nazionale che, nella consueta varietà di temi, stili e tecniche di realizzazione, mostrano in questa edizione un denominatore comune nel superamento della rigidità del genere tradizionalmente ambientale, con l’abbandono degli allarmismi e degli aspetti più  militanti a favore di storie più personali. La crisi climatica è ormai data per scontata e diventa un dato di partenza, non un oggetto specifico di indagine, sempre in anticipo sui tempi, il “cinema breve” come la realtà, la integra in molteplici aspetti di una quotidianità condivisa da tutto il pianeta.

La sezione dedicata alla  più recente produzione documentaria nazionale, Made in Italy, presenta 23 opere, tra lungometraggi e cortometraggi, che attraversano territori fragili, ecosistemi minacciati, memorie sommerse e comunità in trasformazione, raccontando un tempo storico in cui la crisi ambientale ha modificato i paesaggi interiori ed esteriori, ridefinendo il modo stesso in cui immaginiamo il futuro. Quattro i lungometraggi presentati in anteprima nazionale: “I nemici del popolo” di Andrea Marinelli, “Anguane, le voci dell’acqua” di Giovanni Pellegrini “ Ma Prière à la mer, La mia preghiera al mare” di Davide Marino e “Ci sarà  l’acqua” di Elena Valsania.

La sezione “Panorama” si articola quest’anno in due focus, ciascuno dei quali presenta tre film convergenti su un tema specifico, accompagnati da panel di approfondimento.  Il primo si intitola “Senza limiti? Come ripensare il Pianeta” e affronta il tema cruciale dell’ipersfruttamento delle risorse e del modello economico di crescita infinita che oggi trova la sua opposizione nel pensiero  del filosofo Kohei Saito, ospite del Festival.  Al suo intervento faranno da corollario  i film “Silver” di Natalia  Koniarz, “Yanuni” di Richard Ladkani e “Hungry”  di Susanne Brandstaetter.
Il secondo focus , dal titolo “Scienza e (in) coscienza” esplora la discrasia tra la consapevolezza della gravità  della crisi ambientale che pesa sulle spalle degli scienziati e l’indifferenza frustrante  irresponsabile con cui i dati delle loro ricerche vengono raccolti dalle istituzioni.

Quest’anno è  presente una sezione dedicata alla realtà virtuale, che vede protagonista la fotografa, regista e artista multimediale Lena Herzog, ospite del Festival con il dittico formato dai suoi lavori più recenti “Last Whispers” , opera dedicata alle lingue estinte o in via di estinzione e “Any War Any Enemy”, un poema contro la guerra.
Il 5 giugno, la Giornata Mondiale dell’Ambiente, verrà celebrato con un’iniziativa speciale in cui studenti del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino presenteranno I loro progetti e trasformeranno un angolo di città in un laboratorio diffuso con giochi divulgativi , talk, quiz e dimostrazioni pensati per avvicinare pubblici diversi e di tutte le età ai temi della sostenibilità ambientale.
Un altro evento open air coinvolgerà tutti i Parchi naturali del Piemonte , che incontreranno il pubblico del Festival in un villaggio appositamente allestito dove, in una successione di stand, verranno proposte attività di educazione ambientale, giochi, intrattenimento e materiali divulgativi.
Negli eventi speciali rientrano il consueto appuntamento con il metereologo Luca Mercalli,  che farà il punto sullo stato attuale del clima e introdurrà il film “Lessons in Fire” di John Webster. Saranno poi organizzati i festeggiamenti per il sessantennale del WWF, con la proiezione in sala del documentario dal titolo “Fulco Pratesi. Nel nome della natura” e con un panel che ripercorrerà la storia del pioniere nazionale dell’ambientalismo e le battaglie, le conquiste di un movimento  che ha contribuito a cambiare il rapporto degli italiani con la natura.
La sede principale delle proiezioni sarà il cinema Massimo Museo Nazionale del Cinema a Torino, in via Giuseppe Verdi 18. (Tel 0118138574). L’ingresso a tutte le proiezioni e a tutti gli eventi del Festival è  gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Mara Martellotta

Che meraviglioso “macello”… in quel di Macello!

Da Cavallermaggiore (Cuneo) alla pinerolese Macello è in arrivo il meglio del Circo Contemporaneo con “Istantanea Festival 2026”

Dal 27 maggio al 7 giugno

Macello (Torino)

Riecco “Istantanea”, il Festival di “circo contemporaneo” che torna a farsi, è il suo primo obiettivo, “comunità”. Organizzato, come sempre, da “Cordata F.O.R.” (importante network di Compagnie, nata dall’unione tra “Fabbrica C” e “OnArts”, con la ben chiara intenzione di far riconoscere e valorizzare l’arte circense moderna in Italia ed all’estero), novità di quest’anno è il cambiamento di sede. Dopo cinque edizioni tenutesi a Cavallermaggiore, nel Cuneese, “Istantanea” ha scelto, infatti, quest’anno, il territorio di Macello, nel Pinerolese, come sua nuova casa. In collaborazione con la Scuola di “Circo Pirilampo” (dallo spagnolo “pirilampos” o “lucciole”, impegnata quindi a “portare luce , magia e stupore”), la rassegna trasformerà questo comune in un “palcoscenico a cielo aperto”, offrendo un programma diffuso che intreccia “‘performance’ internazionali, formazione e momenti di incontro conviviale”. Il Festival ha il sostegno di “Ministero della Cultura”, “Regione Piemonte”, “Fondazione Cassa di Risparmio di Torino”, e il patrocinio del “Comune di Macello”.

Sottolinea Giuseppina Francia di “Cordata F.O.R.”“Siamo felici di accogliere questa nuova avventura portando il nostro Festival in uno spazio nuovo. Un contesto accogliente e adatto non solo alla programmazione degli spettacoli, ma anche alla costruzione di momenti informali, conviviali e partecipativi che sono parte dell’anima del nostro Festival”. Uno spazio, soprattutto, immerso nel verde, ideale ad ospitare l’“Arena Antilia” (struttura itinerante allestita nei siti di “Circo Pirilampo”, in Regione Faule 7, a Macello) pensata per accogliere le “grandi produzioni”, mentre il giardino di “Pirilampo” diventerà un’ “area relax” aperta a tutti, con proposte gastronomiche “vegane” a cura della cuoca itinerante Valeria Persico, musica, dj set e laboratori gratuiti.

“Ospitare ‘Istantanea’ – sottolinea soddisfatto il sindaco di Macello, Enrico Scalerandi – rappresenta un’importante opportunità di crescita per Macello. Il circo contemporaneo è un linguaggio capace di unire generazioni diverse, rendendo il nostro comune un luogo vivo, inclusivo e aperto alle nuove espressioni artistiche”. Quanto mai vario e articolato, il programma. Che spazierà dalle Scuole all’“Arena”, proprio per coinvolgere fasce di pubblico diverse e “costruire un dialogo duraturo con la comunità”. A dare il via, le anteprime di mercoledì 27 e giovedì 28 maggio, dedicate alle nuove generazioni: le matinée di “Yes Land”, lo spettacolo di Giulio Lanzafame“viaggiatore eterno capace di trasformare il caos in poesia”, che porteranno la magia del circo contemporaneo direttamente negli “Istituti Scolastici” di Pinerolo e Luserna. Ai bambini verrà anche consegnato il “Buono Scuola”, un invito concreto a tornare al “Festival” come “ospiti omaggio”, trasformando così l’esperienza scolastica in un ponte verso l’evento principale. Il cuore pulsante della manifestazione esploderà, infatti, nel weekend da venerdì 5 a domenica 7 giugno. Tre giorni di programmazione intensiva dove l’ “Arena Antilia” diventerà il centro di un multiforme universo di linguaggi artistici. Si passerà dalla “poesia sospesa” di Simona Mezzapesa, che in “Cuore Matto” vola ad esplorare le acrobazie dell’anima, alla “giocoleria esuberante e imprevedibile” di “ChienBarbu Mal Rasé” con “Il Circo Palacinca”. Il clown Giulio Lanzafame tornerà in scena con il caotico “Tra le scatole”, mentre la chiusura sarà affidata alla “sperimentazione sonora” di “What to do now?”, un’opera dove musica e circo si fondono in una conversazione scenica sospesa tra sogno e realtà.

Programma sicuramente all’altezza di ogni più pretenziosa attesa da parte dei tanti appassionati all’“arte circense” contemporanea. E non finisce qui. Perché “Istantanea” non sarà solo “performance”: in programma infatti ci saranno anche eventi di cinemamusica e formazione.

 Sabato 6 giugnoalle 21, lo “sguardo si farà documentaristico” con la proiezione di “Sospesi – Un viaggio nel cuore del circo contemporaneo italiano”. La visione sarà arricchita da un talk con il regista e direttore artistico Francesco Sgrò, offrendo al pubblico una chiave di lettura privilegiata sul dietro le quinte di questo mondo. Infine, l’attenzione ai più piccoli resterà centrale grazie alla “Festa Bambin3” e ai “laboratori gratuiti” curati dalla “Scuola di Circo Pirilampo”, dove “il gioco diventa il primo passo verso l’apprendimento della cultura circense”.

Per ulteriori info, programma e prenotazioni: https://cordatafor.com/istantanea-2/

  1. m.

Nelle foto: Giulio Lanzafame “Yes Land”; Simona Mezzapesa “Cuore Matto”; Circo Palacinca “ChienBarbu Mal Rasé”; “What to do now?” (Ph. Manuela Giusto)