CULTURA E SPETTACOLI

Il sole di Primavera “riscalda” i motori del Salone del Libro

In attesa della partenza ufficiale del prossimo 14 maggio, il “Salone” organizza uno speciale weekend all’“Orto Botanico” di Torino

Sabato 28 (dalle 10,30 alle 14) e domenica 29 marzo (ore 16)

Due appuntamenti speciali per “accogliere la Primavera”. Entrambi organizzati in un’ideale, profumata e poetica (quel tanto che basta) location. In occasione della riapertura dell’“Orto Botanico” di Torino, il “Salone Internazionale del Libro” organizza infatti (tra libri, cultura e natura), in Viale Matteotti 25, al Parco del Valentino, due gradevolissimi appuntamenti: il primo dal titolo “Silent Book Party”  sarà ispirato al manifesto della XXXVIII edizione de “Il mondo salvato dai ragazzini”, il secondo porterà invece avanti (quale quarto appuntamento) la Rassegna “Prendersi cura”, ospite la giornalista e scrittrice Annalisa Cuzzocrea in dialogo con la direttrice del “Salone” Annalena Benini sul libro “E non scappare mai. Miriam Mafai, i segreti e le lotte nella tempesta della storia” (Rizzoli), dedicato ad una delle principali protagoniste del giornalismo italiano, nota per il suo impegno civile e politico e per le sue battaglie femministe.

Ecco dunque il programma. Si inizia sabato 28 marzodalle 10,30 alle 14, con l’organizzazione, da parte del “Salone” del suo primo Silent Book Party”, dal titolo “Il mondo salvato dalla primavera”, per invitare a leggere tutti insieme “tra i primi fiori che sbocciano e sotto il verdeggiante arboreto”. I partecipanti potranno portare il proprio libro da casa oppure lasciarsi ispirare dai titoli in vendita grazie alla “Libreria Trebisonda”. Ognuno potrà scegliere il proprio angolo di verde e immergersi nella lettura. Nello spazio sarà disponibile anche un “temporary shop” con una selezione di prodotti della linea del “Salone del Libro”. Per raccontare il tema della XXXVIII edizione del “Salone del Libro”, l’“Orto Botanico” accoglierà anche “installazioni” ispirate allo stesso manifesto “Il mondo salvato dai ragazzini”. In programma anche un “evento speciale” (ore 10,45) dedicato proprio ai bambini: la prima presentazione del nuovo albo di Anna Benotto dal titolo “Karl e le forme della natura” (Lupoguido)Dentro una delle serre dell’orto, si creerà per l’occasione un “laboratorio” teso a intrecciare il suggestivo legame esistente tra le forme della natura e quelle dell’arte.

Per partecipare al “Silent Book Party” sarà possibile prenotare l’ingresso sul sito https://biglietteria.salonelibro.it/events/18382/ . In caso di pioggia, l’appuntamento sarà rimandato a sabato 11 aprile.

Il secondo evento in programma nei giardini all’aperto dell’“Orto Botanico” (domenica 29 marzoore 16) vedrà Annalisa Cuzzocrea e Annalena Benini protagoniste del quarto appuntamento di “Prendersi cura”, il progetto ideato nel 2024 dal “Salone”, dedicato ai temi dell’ascolto e dell’attenzione verso gli altri, reso possibile dalla collaborazione con il Main partner “Esselunga”, che dal 2021 sostiene la manifestazione. Giornalista, inviata ed editorialista di “Repubblica”, prima donna a ricoprire la carica di vicedirettrice in un quotidiano italiano (a “La Stampa”, dal 2022 al 2024), autrice e conduttrice del “podcast” “Controvento”, in cui racconta e commenta l’attualità politica e sociale italiana, Annalisa Cuzzocrea presenterà al pubblico, in dialogo con Annalena Benini, il romanzo “E non scappare mai. Miriam Mafai, i segreti e le lotte nella tempesta della storia (Rizzoli). Il libro ricompone (attraverso lettere, diari, telegrammi e altri documenti e ricordi personali a lei consegnati dalla figlia Sara) la storia e la vita complessa della Mafai, partigiana, giornalista militante, scrittrice e parlamentare, partendo dal Dopoguerra, per arrivare fino ai giorni nostri. “Una narrazione – si legge – che attraversa amori, ferite, scelte e impegni all’insegna dell’indipendenza, dei diritti e delle libertà d’azione per tutte e tutti. La vita di una donna sempre in movimento, protagonista della scena politica e culturale del Novecento italiano, che ha sempre lottato per i valori di uguaglianza, inclusione, equità”Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoriahttps://biglietteria.salonelibro.it/events/18384. La prenotazione consentirà anche la visita agli altri spazi dell’“Orto”. In caso di pioggia l’appuntamento si terrà alla vicina “Facoltà di Architettura”.

“Diamo spazio all’ascolto” è il claim che accompagna gli incontri – a Torino e a Milano – di “Prendersi cura”, che in primo luogo significa proprio “Mettersi all’ascolto dell’altro”. Il che significa molte cose. “Prima fra tutte – precisa Annalena Benini – uno slancio del cuore, poi un sentimento che tiene in sé emozione e ragione e costruisce il ‘prendersi cura’. Delle relazioni, degli ambienti, della vita quotidiana, delle intermittenze del cuore nel rispetto della diversità. Piccole cose e cose grandi”.

Gianni Milani

Nelle foto: Locandina Evento di “Primavera”; Annalena Benini; Annalisa Cuzzocrea e cover libro “E non scappare mai. Miriam Mafai, i segreti e le lotte nella tempesta della storia”

Stupinigi: per Lirica a Corte, il Rigoletto

Domenica 29 marzo, alle ore 19, per lirica a corte nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, nel Salone d’Onore, andrà in scena il Rigoletto, che fa parte della rassegna domenicale del TSN .

Lirica a Corte è  organizzata dal TSN Teatro Superga Nichelino in collaborazione con STM, Scuola del Teatro Musicale e Fondazione Ordine Mauriziano.

Rigoletto, opera  rappresentata per la prima volta al teatro La Fenice a Venezia nel 1851, rappresenta il primo capitolo della “trilogia popolare” di Giuseppe Verdi. L’opera mette al centro dell’attenzione uno “sconfitto”, un buffone di  corte, gobbo e deforme, di cui si raccontano i timori, le ambizioni, le antipatie e i propositi di vendetta.
L’opera ne descrive anche le sconfitte e le piaghe del cuore, che lo condurranno ad essere la causa della morte dell’amata figlia Gilda.
Ispirato al dramma “Le roi s’amuse” di Victor Hugo, l’opera sposta l’ambientazione dalla Francia a Mantova, trasformando un celebre sovrano , libertino, in un meno gaudente e anonimo duca di provincia.

Info

Domenica 29 marzo 2026 ore 19

Lirica a corte

Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi, Nichelino ( Torino)

Rigoletto

Biglietti prezzo unico 38.50 euro

Tel 0116279789 biglietteria@teatrosuperga.it

Mara Martellotta

Riparte da Torino la Deejay Ten ideata da Linus

Domenica 29 marzo prossimo ripartirà da Torino la Deejay Ten, dopo il successo della scorsa edizione che ha visto la partecipazione di oltre 60 mila persone. un debutto che ha già fatto registrare il tutto esaurito per la prima tappa del 2026 della corsa itinerante, non agonistica, firmata Radio Deejay e ideata da Linus, che da vent’anni continua a coinvolgere centinaia di migliaia di runners provenienti da tutto il Paese.

Con due percorsi differenti, da 10 e 5 km, adatti a ogni età e capacità atletica (il primo rivolto alle persone dai 16 anni in su, il secondo accessibile a tutti) la Deejay Ten rappresenta l’appuntamento ideale per trascorrere una domenica mattina all’insegna dello sport e del divertimento da condividere con famigliari e amici. La tappa di Torino, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di
Torino, sarà capitanata da Linus che, come da tradizione, darà il via alla corsa alle ore 9.30. Insieme al Direttore artistico ed editoriale di Radio Deejay vi saranno anche Diego Passoni, La Vale, Danilo da Fiumicino, Furio, Giorgio e Vic, che con la loro ironia e simpatia accompagneranno i partecipanti durante tutta la mattinata.

Piazza Castello ospiterà il Deejay Village, luogo di ritrovo dove sarà possibile richiedere informazioni, ritirare pettorale e maglia nelle giornate di sabato 28 marzo (dalle ore 10.00 alle ore 19.00) e di domenica 29 marzo (dalle ore 7.00 alle ore 9.15), e partecipare ai riscaldamenti muscolari precorsa a ritmo di musica.  Per Torino le maglie fornite dallo sponsor tecnico adidas saranno di colore verde acqua per il percorso da 10km e rosa per quello da 5km. I runners, oltre alla t-shirt ufficiale e al pettorale, riceveranno anche chip (usa e getta) per rilevamento cronometrico, assicurazione RC e assistenza medica, medaglia di partecipazione, sacca ristoro finale.

Dopo la tappa di Torino, la Deejay Ten approderà a Bari il 19 aprile, proseguirà a Treviso il 17 maggio e arriverà a Milano per il gran finale del 4 ottobre.

Per info su percorsi e iscrizioni: https://deejayten.deejay.it/

Gian Giacomo Della Porta

Al Teatro Grande Valdocco il “Riccio Music Day- Voci per la Vita”

Sabato 18 aprile , dalle ore 18 alle 23, si terrà al Teatro Grande Valdocco il “Riccio Music Day- Voci per la vita”, giunto alla sua seconda edizione, un evento varietà costituito da due interventi musicali di trenta minuti di Alberto Fortis e sei mini conferenze di grandi personalità del mondo del giornalismo, dell’attivismo e dell’ambientalismo.
La serata sarà condotta dal veterinario Massimo Vecchetta, presidente del Centro Recupero Ricci “La Ninna”, dal vice presidente della medesima Davide Stanic e dalla conduttrice televisiva Erica Comoglio.
Tra gli ospiti figurano Luca Mercalli, Moni Ovadia, Sabrina Giannini, Martina Marchiò e naturalmente Alberto Fortis. Ospite speciale in video, collegamento dall’India, Vandana Shiva.

I grandi nomi presenti all’evento verranno premiati con la “riccia d’oro”, un riconoscimento simbolico dato a personalità del mondo dello spettacolo e della musica che hanno dedicato la loro vita alla protezione degli animali, alla tutela dei diritti umani e alla salvaguardia della biodiversità.  Il premio lo scorso  anno è  stato ricevuto dalle grandi personalità  come Brigitte Bardot, Brian May, Bruno Bozzetto, Andreas Hoppe, che hanno scritto la prefazione per il libro “75 kg di felicità”.

Vandana Shiva è una scienziata, ecologista, attivista  e scrittrice indiana molto nota per il suo impegno in difesa della biodiversità,  dei semi tradizionali, dell’agricoltura contadina e della sovranità alimentare. È diventata famosa per le sue critiche all’agricoltura industriale  e alle multinazionali che operano nel settore agroalimentare. Tra le voci più autorevoli al mondo sui temi della biodiversità e della sovranità alimentare, è  stata insignita nel 1993 del Right Livelihood Award, noto come Premio Nobel alternativo, per aver posto donne ed ecologia al centro del dibattito sullo sviluppo.

Luca Mercalli, noto climatologo, meteorologo e divulgatore scientifico,  presidente della Società Meteorologica Italiana, è  esperto di cambiamenti climatici e ghiacciai alpini e dirige la Rivista Nimbus, collabora con testate nazionali, rendendo accessibili i dati sul clima.
Spesso ospite di importanti trasmissioni televisive è  estremamente noto per il suo grande impegno verso la sostenibilità. Luca Mercalli verrà premiato  per il suo ultimo libro “Breve storia del clima in Italia. Dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale “, pubblicato da Einaudi nel 2025, in cui ripercorre l’evoluzione climatica del nostro Paese intrecciando storia, scienza e cronaca ambientale. Si tratta di un viaggio che aiuta a comprendere come il cambiamento climatico stia già trasformando profondamente l’Italia.

Moni Ovadia è  oggi considerato uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura ed artisti della scena italiana, è attore, drammaturgo, scrittore e cantante. Figura poliedrica, è anche  un intellettuale  politicamente impegnato, noto per le sue posizioni emergenti il sostegno dei diritti umani . Sarà  premiato per il suo costante impegno civile e per la sua voce libera, sempre schierata dalla parte dell’umanità, della dignità delle persone e dei diritti dei popoli, anche di fronte alle tragedie del nostro tempo.

Sabrina Giannini, inviata di Report, conduttrice e autrice del programma televisivo “Indovina chi viene a cena” di RAI 3, sarà premiata per il rigore delle sue inchieste di grande impegno civile e sociale e per la sua informazione scomoda e coraggiosa che indaga sui temi ambientali e della sostenibilità. Le sue inchieste sono capaci di far luce sugli interessi delle multinazionali e di difendere il diritto del cittadino a un’alimentazione consapevole, sana e informata.

Verrà  conferito un riconoscimento anche a Martina Marchiò, infermiera, operatrice sanitaria e responsabile medica dei Medici senza Frontiere nella striscia di Gaza, dove è  tornata a metà giugno 2025. Si definisce “infermiera zen”, utilizzando i suoi profili social per sensibilizzare sui conflitti nei luoghi in cui lavora.

Alberto Fortis è poeta, cantautore, musicista eclettico, voce intensa e pianista sensibile, che ha segnato la musica italiana con brani immortali come “Milano e Vincenzo” e “La sedia di Lillà”, unendo pop, rock e cantautorato in uno stile inconfondibile e visionario. Alberto sarà premiato per la sua carriera artistica attraversata da una profonda sensibilità umana, capace di dare voce , attraverso la musica e la parola,  ai valori della dignità,  del dialogo e della fratellanza.

“L’impegno del Centro Recupero Ricci La Ninna a tutela della biodiversità e degli animali prosegue senza sosta. Dopo il successo dei due concerti organizzati lo scorso anno e la pubblicazione del fumetto “75 KG di felicità “ che racconta la mia storia  attraverso la penna geniale e raffinata di Roberta Morucci, e che è  stato tradotto già in tre lingue con le prefazioni illustri di Brigitte Bardot, Brian May, Bruno Bozzetto e Andreas Hoppe, con questo concerto talk contiamo di attirare l’interesse del pubblico torinese verso la nostra realtà  e la tematica della conservazione ambientale e la difesa dell’ecosistema,  che è centrale per la sopravvivenza non solo dei ricci, ma di tutte le specie, compresa l’uomo” – afferma Massimo Vacchetta, presidente del Centro recupero Ricci La Ninna. Durante la serata vi sarà  anche l’intervento di Marco Anelli, autore e produttore televisivo fondatore di GTV Channel, piattaforma che is dedica ai temi della tutela degli animali, ambito nel quale promuove campagne di sensibilizzazione e contenuti informativi.

Mara Martellotta

Le case più antiche di Torino, il fascino del Medioevo e la storia della città

Torino, conosciuta per la sua eleganza sobria, la sua architettura barocca, ma anche Liberty e neo-classica conserva nel suo cuore tracce di un passato molto lontano: le sue case medievali. Questi edifici sono pregiati e inestimabili testimoni di un’epoca in cui la città si stava trasformando in un centro di cultura, ma anche in un luogo autorevole in fatto di geopolitica. La sua posizione strategica ai piedi delle Alpi e al centro di un crocevia di culture, infatti, l’ha convertita in un modello unico di civilta’. I suoi palazzi contribuiscono a rendere questa citta’ un luogo elegante e fascinoso ed e’ impossibile passeggiando per le vie di Torino non voltare lo sguardo verso l’alto per esplorare visivamente queste opere d’arte costituite da particolari architettonici e artistici, da disegni, da balconi decorati e di finestre dai vetri colorati. Tra le piu’ antiche palazzine della citta, memorie di un passato che arriva fino ai giorni, ne abbiamo tre di sicuro interesse artistico e storico.

Casa del Pingone, posizionata tra piazza delle Erbe e il Duomo, e’ una delle abitazioni più antiche della città, risalente ai secoli XV – XVI e prende il nome da Emanuele Filiberto Pingone, storico di corte del duca Emanuele Filiberto di Savoia che la abito’ dopo il trasferimento da Padova . L’edificio conserva elementi architettonici di grande pregio, come i soffitti in legno, affreschi decorati con motivi a grottesche (pitture di radice romana), e una torre merlata medievale ancora visibile sebbene sia stata coperta in alcune sue parti. Questa casa rappresenta un raro esempio di architettura civile medievale ancora intatta nel cuore di Torino. Nel 2000 e’ stata ridipinta per donarle i colori originari.

Casa del Senato e’ un altro esempio di edilizia medievale che si distingue per la sua base in pietra e per tracce di finestre ogivali, poi sostituite nel XVI secolo da ampie finestre a crociera in cotto. Con i suoi quattro piani fuori terra, la Casa del Senato era sorprendentemente alta per l’epoca, sottolineando il suo ruolo istituzionale e la sua importanza all’interno della città medievale. Costruita come casa nobiliare e poi divenuta luogo di incontro del Senato Subalpino dove furono discusse e approvate alcune delle decisioni più significative per l’unificazione dell’Italia e ha avuto un’importanza particolare durante il Risorgimento italiano. Si trova nel cuore del centro di Torino e rappresenta uno dei simboli capitale del Regno di Sardegna.

Casa Romagnano, sita in via dei Mercanti 9, conosciuta anche come “Casa Armissoglio”, è un’altra testimonianza dell’edilizia civile della Torino medievale costruita tra la fine del XIII e l’inizio del XVI secolo. Dimora dell’omonima famiglia, nonostante i numerosi interventi di restauro nel corso del tempo, la casa conserva il suo aspetto nobile con dettagli architettonici dell’epoca come le quattro eleganti finestre in cotto e marcapiani che le danno equilibrio e sobrieta’ e che rispecchiano la maestria artigianale di quel periodo. Afine del 1800 fu riqualificata e vennero riportati alla luce diversi elementi come le parti in cotto e le finestre.

Altre Testimonianze Storiche

Oltre a queste dimore, Torino conserva altri edifici medievali sparsi per il centro storico. Le mura romane, le torri e alcune chiese completano un quadro ricco di fascino, che permette di immaginare com’era la città secoli fa.

Maria La Barbera

Quando s’andava in tram da Intra a Omegna

Per più di tre decenni, dal 1910 al 1946, era possibile raggiungere il lago d’Orta dal lago Maggiore viaggiando comodamente in tram. Questo grazie alla tramvia Intra-Omegna, linea a scartamento normale  che copriva il tragitto di venti chilometri con nove fermate ed era gestita dalla Savte, la “Società Anonima Verbano per la Trazione Elettrica”. Il materiale rotabile era stato ricavato dalle motrici usate per la ferrovia sopraelevata costruita per l’Esposizione del 1906 di Milano, che collegava – a sette metri d’altezza e per poco più di un chilometro e mezzo – le due aree principali: il Parco Sempione e la Piazza d’Armi (l’attuale zona Fiera). Infatti, terminata l’Esposizione che – in omaggio al traforo del Sempione, inaugurato l’anno prima – era stata dedicata ai trasporti, gran parte di quel  materiale venne acquisito dalla Savte che aveva in programma l’ambizioso progetto della tranvia tra i due principali centri del Cusio e del Verbano.

Impresa di tutto rispetto che, divisa in vari tronchi , si concretizzò  nel giro di alcuni anni. Il progetto iniziale prevedeva un collegamento tra la stazione ferroviaria di Fondotoce e la città svizzera di Locarno. Vari enti, tra cui la Banca Popolare di Intra, s’impegnarono dal punto di vista finanziario ma il progetto venne ripensato, realizzandolo solo parzialmente e con grande ritardo, tra Pallanza a Fondotoce. La tranvia fece il suo primo viaggio su questo tragitto il 16 Ottobre 1910. Ma si trattava , come scrissero i giornali dell’epoca, dell’attuazione “di una minima parte del grandioso programma che la Spett. Società Anonima Verbano ha tracciato e si ripromette di esaurire non oltre l’autunno prossimo“. In realtà, il secondo tratto fino ad Omegna fu aperto nel gennaio del 1913 e , successivamente, furono posati i binari per il proseguimento da Pallanza all’imbarcadero di Intra. L’ipotizzato prolungamento fino a  Cannobio, a ridosso del confine con l’elvetico Canton Ticino, non fu però mai realizzato. La giornata della tranvia era articolata con 22 coppie di corse tra i due capolinea e alcune limitate al segmento Gravellona – Omegna. Nel ’39 la Savte si rese conto della necessità di operare un restauro delle infrastrutture e dei tram, ma lo scoppio del secondo conflitto mondiale rese impossibile la fornitura dei materiali per la necessaria manutenzione. Terminata la guerra i problemi legati al funzionamento della tranvia si palesarono in tutta evidenza e la Savte immaginò di abbandonarla per privilegiare il trasporto su strada. Fu ipotizzata la trasformazione in filobus, ma la linea venne definitivamente chiusa nei primi anni’50, sostituendola “in via provvisoria” con il trasporto automobilistico. E, come tutte le cose provvisorie, la scelta della “gomma” diventò definitiva e segnò il tramonto della tranvia. Le uniche rotaie su cui sferragliarono ancora dei convogli fino ai primi anni ‘80, seguendo il vecchio tracciato per un breve tratto, collegarono la ferriera  omegnese della Pietra, ex Cobianchi, alla stazione ferroviaria di Crusinallo.

Marco Travaglini

Il processo al sistema: Melissa Vettore racconta Prima Facie

Ci sono spettacoli che si limitano a raccontare una storia. E poi ce ne sono altri che aprono una ferita, la tengono lì, davanti agli occhi di tutti, e chiedono: cosa faresti tu?

Il 26 e 27 marzo il Teatro Colosseo di Torino accoglie Prima Facie, il testo della drammaturga australiana Suzie Miller, diventato negli ultimi anni uno dei fenomeni teatrali più rilevanti a livello internazionale. Dalla scena di Sydney al trionfo nel West End londinese fino a Broadway, lo spettacolo arriva ora a Torino nella versione italiana firmata da Daniele Finzi Pasca, con Melissa Vettore protagonista di un monologo intenso e necessario.

Abbiamo incontrato l’attrice, di origine brasiliana, per entrare nel cuore di uno spettacolo che non si limita a rappresentare, ma attraversa.

Al centro della vicenda c’è Tessa, giovane avvocata penalista brillante, cresciuta dentro una fede incrollabile nel sistema giudiziario. Per lei la legge è una macchina perfetta, un equilibrio che regge finché ognuno svolge il proprio ruolo. Ma quando diventa vittima di violenza, quella struttura si incrina.«Questo lavoro è profondamente umano», racconta Melissa Vettore. «Perché, in modi diversi, tutti abbiamo avuto bisogno del sistema e, almeno una volta, ci siamo sentiti traditi o abbandonati». È proprio questa frattura a rendere Prima Facie così potente: la contraddizione tra il vincere e il perdere, tra ciò che si crede giusto e ciò che si vive sulla propria pelle.

«All’inizio Tessa è una donna vincente», spiega l’attrice. «Parte da una condizione umile, ma riesce a imporsi, a entrare tra “quelli che vincono”, difendendo anche persone accusate di violenza. È ambizione, è affermazione». Poi qualcosa si spezza. «Nella seconda parte diventa vittima e lì emergono tutte le contraddizioni dell’individuo. Si trova a mettere in discussione le sue convinzioni e sente davvero, sulla pelle, il significato della parola “ingiustizia”. E anche il senso di colpa».

Il testo di Suzie Miller, avvocata oltre che drammaturga, affonda proprio in questo scarto: nel passaggio tra teoria e esperienza, tra diritto e realtà. Non c’è semplificazione, non c’è retorica. Solo una domanda insistente: cosa succede quando il sistema non riesce a proteggerti? A rendere ancora più incisivo questo attraversamento è la regia di Daniele Finzi Pasca, che sceglie una cifra essenziale, rigorosa, capace di amplificare senza invadere. «Il linguaggio di Daniele è magico», racconta Vettore. «Alleggerisce il testo ma allo stesso tempo invita il pubblico ad entrare. È un lavoro molto preciso, fatto di oggetti, ritmo, silenzi». E proprio quegli oggetti diventano chiavi emotive.

«A un certo punto utilizziamo un elemento scenico per trasmettere la sensazione della violenza. È un passaggio forte, perché non si tratta solo di raccontare, ma di far percepire. Anche agli uomini». Non è un dettaglio. «Per me è importante che gli uomini vengano a vedere questo spettacolo», sottolinea. «Perché è anche a loro che si rivolge. Serve una maggiore educazione affettiva, serve un cambiamento della mentalità collettiva». In scena, Vettore è sola. Ma è una solitudine solo apparente. «È l’esperienza più forte della mia vita come attrice», confessa. «Il corpo non rappresenta soltanto, ma espone. E quello che porta non è più solo mio».Attorno a lei, una costruzione corale fatta di regia, visione, ascolto. «C’è un lavoro di squadra fortissimo. Anche quando sei sola in scena, senti che tutto è condiviso».E condivisa è anche la responsabilità.

«Mi sento una portavoce», dice. «Delle donne, certo, ma anche di un dialogo più ampio. Voglio ringraziare le donne, ma anche gli uomini che scelgono di mettersi in discussione». Il teatro, qui, diventa qualcosa di più di uno spazio di rappresentazione. «Quando affronta temi così attuali, il teatro diventa un luogo di contatto», spiega Vettore. «Non si parla in astratto. Si parla a persone che queste cose le conoscono sulla propria pelle». E allora la distanza si annulla.

«È un tema che quasi sussurriamo all’orecchio di molte donne. E quando accade, diventa qualcosa di molto vicino». I numeri lo confermano: una donna su tre subisce violenza. Ma Prima Facie non si limita a dirlo. Lo fa sentire. «Bisogna lavorare per cambiare», aggiunge l’attrice. «Anche le leggi, anche nel mondo digitale. Serve un cambiamento reale».

Tradotto in oltre venti lingue e rappresentato in quasi cinquanta Paesi, Prima Facie continua a generare dibattito ovunque venga messo in scena. Ma la sua forza non sta solo nei numeri: s nella sua capacità di trasformare un monologo in un’esperienza collettiva. E forse è proprio questo il suo gesto più radicale: ricordarci che la giustizia, prima ancora che nei codici, vive nei corpi e nelle coscienze.

Valeria Rombolà

Credit photo: Alex Catan

Bajo Dora, Figure dimenticate del Piemonte

Ritorna a Bajo Dora il Festival letterario Piemontèis , Figure dimenticate del Piemonte, organizzato dalla Cittadella della Cultura Popolare, il Coro Bajolese, il Centro Etnologico, con il patrocinio del Comune di Borgofranco di Ivrea, Torino Città Metropolitana  e di CNA Editoria Piemonte  con Edizioni Pedrini.
Gli incontri letterari prenderanno il via venerdì 27 marzo prossimo  e, dopo i saluti istituzionali, verrà  assegnato il prestigioso riconoscimento del “Premio Cultura e Società 2026″ a Pasquale Mazza, primo cittadino di Castellamonte.
Il festival, sin dalla sua prima edizione, è  diventato un punto di incontro letterario per la cultura piemontese la sua lingua.  Ha visto convergere numerosi autori, aprendosi anche al teatro, senza dimenticare la musica popolare.

La quinta edizione è ospitata alla Cittadella della Cultura Canavesana, nella storica sede di via dei Ribelli a Bajo Dora, Borgofranco d’Ivrea, che premia gli sforzi decennali del Coro Bajolese e del Cec ( Centro Etnologico Canavesano ) guidato da Amerigo Vigliermo e dalla Presidente Manuela Bodrino.
Sabato 28 marzo prossimo , alle ore 21, avrà luogo la presentazione del libro su Amerigo Vigliermo, cui seguirà lo spettacolo teatrale con la compagnia “J’Ardie” che presenterà un intermezzo di “Un gruppo di Cantori di Quincinetto”. Invariato l’obiettivo del Festival, che si concentra sulla promozione del territorio con autori, uomini e donne, contemporanei e le figure storiche di scrittori e poeti piemontesi trascurati.
Quest’anno saranno accesi i riflettori su due figure al centro per decenni della cultura piemontese e poi nel corso del tempo dimenticate, il poeta e scrittore Nino Costa, in occasione del 140esimo anniversario della nascita. Con la pubblicazione del libro “J’autre  bestie”, autore Dario Pasero, rigorosamente in lingua piemontese con traduzione.
Il secondo protagonista onorato nel palinsesto sarà il canavesano Giuseppe Giacosa, con la pubblicazione di un libro in occasione dei 120 anni del noto librettista e drammaturgo. Questo libro è frutto di un lavoro con gli autori, la giornalista Ezia Bovo, la giovane Elisa Bellavia , studentessa del liceo Botta cresciuta alla Bottega del Botta di Oreste Valente che pubblica la sua commedia dal titolo “Pin un simpatico monello”.
All’interno del libro sul ricordo di Giacosa dal titolo “Giuseppe Giacosa 1906-2026”  è presente un pregevole inedito appena scoperto da Camilla Bencini pubblicato sul periodico “Studi piemontesi”.

Un altro nuovo volume in presentazione è ”Il sussurro del bagatto” di Danilo Alberto , accompagnato dalla rappresentazione teatrale “Voci nel frutteto -Macedonia d’arte”, che porterà in scena l’antefatto del romanzo , “ La notte delle leggende”.  Tra gli eventi collaterali aprirà una mostra dal titolo “Small size- I cristalli del Monte Bianco” dalla collezione privata di Franco Lucianaz, domenica 29 marzo alle ore 10. Alle ore 10.30 si terrà la visita guidata ai Balmetti di Baio Dora, accompagnata dai canti del Coro Bajolese.
A coordinare le presentazioni, in qualità di direttrici di sala, la giornalista Ezia Bovo e Giuliana Reano. Il festival ha ricevuto il patrocinio della Città Metropolitana di Torino,  di CNA Piemonte  e del Comune di Borgofranco d’Ivrea.

Info e programmi sul sito www.edizionipedrini.com

Mara Martellotta

Valsusa Filmfest, tutte le novità

La XXX edizione del VALSUSA FILMFEST si svolgerà dal 28 marzo al 24 maggio prossimo con molte novità

È stata presentata il 21 marzo scorso la XXX edizione del VALSUSA FILMFEST, festival cinematografico e culturale di comunità che animerà i diversi Comuni della Valle di Susa dal 28 marzo al 24 maggio prossimi, con un ricco programma che pone al centro i temi della memoria storica, della montagna, dell’ambiente e dell’impegno civile.
Il programma prevede eventi in otto Comuni della Valle di Susa, Almese, Avigliana, Caprie, Chianocco, Condove, Oulx, San Giorio e Villarfocchiardo, e a Torino, il 25 aprile, nel Museo Diffuso della Resistenza, con il coinvolgimento di quattro istituti scolastici e di una rete di oltre 30 associazioni e realtà del territorio, e il 6 maggio al teatro di Caprie verrà proiettato il docufilm “6 ,aggio 1945. Torino festeggia la Liberazione”, di Marino Bronzino, alla presenza del regista e del protagonista Riccardo Rossotto. Il 25 aprile parteciperanno la giornalista Linda Cottimo e Pietro Polito, direttore del Centro Studi Pietro Gobetti di Torino. A seguire, in serata, verrà proiettata l’opera vincitrice della sezione Fare Memoria.

La XXX edizione del VALSUSA FILMFEST è dedicata a Fabrizio De André, cantore e poeta degli ultimi, artista capace di dare voce alle ingiustizie, alle comunità marginalizzate e alla fragile bellezza della natura, la cui opera continua a rappresentare un riferimento etico e culturale per il festival, che aprirà sabato 28 marzo al cinema Comunale di Condove con la proiezione di “Nel blu dipinto di rosso”, di Stefano Di Polito, film finalista ai Nastri d’Argento sezione Documentari Musica del 2026. Il documentario racconta la storia dei Cantacronache attraverso le testimonianze diverse di Emilio Jona e Fausto Amodei. Sarà presente il regista con la partecipazione del Coro Popolare “Giovanna Marini”.
Trent’anni dopo la sua fondazione, l’anima resistente del festival è ancora viva. Nato nel 1997 da un’idea di Armando Ceste, il festival ha attraversato tre decenni senza mai interrompersi, diventando un laboratorio permanente di cultura, memoria e partecipazione civile. Come da tradizione, il programma prevede proiezioni di opere in concorso e fuori concorso, spettacoli, concerti, presentazioni librarie e incontri con ospiti speciali, coinvolgendo scuole, associazioni, amministrazioni locali e cittadini. Tra i principali appuntamenti si segnalano”

Sabato 18 aprile, in occasione degli ottant’anni della nascita di Freddy Mercury, al teatro Magnetto di Almese, ci sarà un esclusivo concerto dal titolo “A night at the Freddie’s Opera”, con Mike Moran, storico collaboratore del leggendario cantante dei Queen, accompagnato da Giordano Petrini proprio nel ruolo di Mercury, e dal soprano Gracela Dorbessan nel ruolo di Moserrat Caballé.

Venerdì 24 aprile, alla taverna Tortuga di Chianocco, verrà assegnato il Premio Bruno Carli Locale ai membri della Commissione Tecnica Torino-Lione dell’Unione Montana Valle Susa che, da trent’anni, dedicano il proprio impegno al servizio della comunità valsusina, mentre il Premio Bruno Carli Nazionale sarà consegnato domenica 19 aprile al parco Robinson di Almese, alle 17.30, dedicato a tutta la popolazione palestinese. In ogni edizione, infatti, il festival ricorda Bruno Carli, partigiano e primo presidente del VALSUSA FILMFEST, con l’omonimo Premio destinato a esponenti di realtà impegnate nella difesa dei diritti e dell’ambiente.

Martedì 28 aprile, incontro con Mauro Pagani, tra i più importanti musicisti italiani dagli anni Settanta a oggi. Con la proiezione del documentario a lui dedicato presso il cinemateatro Magnetto di Almese, alle ore 21. Pagani dialogherà con il giornalista e operatore culturale Enrico De Regibus, percorrendo le tappe fondamentali della sua carriera, ricordando i suoi 14 anni di collaborazione co Fabrizio De André. Nel corso della serata, Mauro Pagani presenterà, insieme alla regista Cristiana Mainardi, “Andando dove non so – Mauro Pagani, una vita da fuggiasco”. Nastro d’Argento 2026 per il Miglior Documentario nella sezione speciale “Musica”. Il film racconta un momento delicato della vita dell’artista e il percorso di ricostruzione della propria identità dopo una temporanea perdita di memoria. Prenotazioni alla mail segreteria@valsusafilmfest.itl

Venerdi 15 maggio, alla Cascina Focchiardo, alle ore 21, per il 120⁰ anniversario della nascita di Mario Soldati, si terrà un incontro legato al ricordo, tra immagini e parole, dei numerosi episodi cinematografici, letterari e televisivi che legano il grande scrittore, regista e giornalista piemontese alla Valle di Susa. Attraverso filmati, testimonianze e letture, verrà ripercorso il rapporto di Soldati con questo territorio, evocato in opere come “Piccolo Mondo Antico”, “Fuga in Francia” e il reportage televisivo “Viaggio lungo la valle del Po” e i racconti “Storie di spettri” e “I racconti del maresciallo”. Interverrà Anna Cardini Soldati, nuora di Mario Soldati e anima dell’associazione a lui intitolata, e condurranno la serata Antonita Fonzo e Andrea Galli.

Venerdì 22 maggio, al teatro Fassino di Avigliana, si svolgerà l’evento esclusivo “Una voce dell’anima sarda. Ricordo di Andrea Parodi”, omaggio dedicato al grande cantante, fondatore dei Tazenda, a vent’anni dalla sua scomparsa. L’evento è condotto da Enrico De Regibus e vedrà la partecipazione dei Tazenda, dei soci fondatori Gigi Camedda e Gino Marielli insieme alla nuova voce e tastiera Serena Carta Mantiglia, insieme alla cantautrice Elena Ledda, accompagnata dal musicista Mauro Palmas e dai familiari di Andrea Parodi.

Il festival si concluderà il 24 maggio prossimo.

Il XXX VALSUSA FILMFEST è organizzato dall’associazione Valsusa Filmfest con il sostegno e la collaborazione di Regione Piemonte, Assessorato alla Cultura Città metropolitana di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Unione Montana Valle Susa e Comuni coinvolti.

Info: www.valsusafilmfest.it

Mara Martellotta

Le nostre donne, commedia francese al Concordia

Teatro Concordia Domenica 29 marzo, ore 21

Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri in una pièce francese dal tono ironico e spiazzante sui rapporti tra uomo e donna

 

Max (Luca Bizzarri), Paul (Enzo Paci) e Simon (Antonio Zavatteri) sono amici da trent’anni. Un’amicizia vera, inossidabile e gioiosa. La loro vita professionale è un successo, il bilancio della loro vita privata un po’ meno. Una sera, i tre amici si ritrovano a casa di Max per il loro consueto poker. Ma Simon arriverà con quasi un’ora di ritardo dando ai due amici una motivazione sconvolgente. La partita di poker non avrà mai inizio perché si assisterà ad una serie di scontri verbali che potrebbero portare a una rottura definitiva della loro consolidata amicizia. E le donne saranno le assolute protagoniste di tutti i conflitti che si creeranno.

Le Nostre Donne è una commedia francese dell’autore contemporaneo franco-tunisino Eric Assous (ha vinto il Molière come miglior autore francofono nel 2010 per L’Illusione Coniugale) in cui si sono cimentati i mostri sacri del cinema e del teatro d’oltralpe: dopo il grande successo al Theatre de Paris con Jean Reno e Daniel Auteuil in scena, lo stesso co-protagonista e regista Richard Berry ha realizzato nel 2015 il film omonimo (Nos femmes) con lo stesso Auteuil. Una commedia comica e intelligente, magistralmente dosata in perfetto stile francese: raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Una prova d’attore tutta al maschile, in cui le donne del titolo non ci sono fisicamente, ma invadono comunque la scena: amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi.

In scena Luca Bizzarri recentemente tornato al suo primo amore, il teatro, Enzo Paci, apprezzato protagonista del film di Rai uno Come è umano lei sulla vita di Paolo Villaggio e Antonio Zavatteri, attore e regista teatrale, apprezzato in fiction e film. Tutti e tre, come il regista Alberto Giusta, diplomati alla Scuola dello Stabile di Genova.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Domenica 29 marzo 2026, ore 21

Le nostre donne

Di Eric Assous

Con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri

Regia: Alberto Giusta

Produzione: CMC/Nidodiragno – Teatro Stabile di Verona

Biglietti: intero 23 euro, ridotto 21 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it