Arte contemporanea, ecologie radicali e ricerca internazionale lungo il Sangone
Il Festival è ideato e curato da Licia Soldavini, Caterina Selva e Lorenza Manfredi e nasce per iniziativa della Fondazione della comunità di Mirafiori, in collaborazione con Orti Generali e Città di Torino, nell’ambito del progetto europeo Horizon 2020 ClimaGen – Climate, Imagination, Engagement. La partecipazione a tutte le attività è gratuita.
Nel panorama italiano delle manifestazioni dedicate al rapporto tra arte e ambiente, “Il fiume che ci attraversa” si distingue per un approccio fortemente interdisciplinare che mette in dialogo arte contemporanea, ricerca accademica, ecologia politica, progettazione del paesaggio e pratiche partecipative, assumendo il fiume non come semplice scenario naturale, ma come dispositivo culturale e infrastruttura civica capace di generare nuove forme di conoscenza e cura dei territori.
Il Festival nasce a Mirafiori sud, quartiere simbolo della storia industriale italiana, oggi protagonista di una profonda trasformazione urbana, sociale e ambientale, custode di un patrimonio culturale e paesaggistico spesso poco conosciuto: il torrente Sangone, Orti Generali, il Mausoleo della Bela Rosin, il Rifugio Antiaereo e un sistema di parchi e aree verdi, che raccontano un nuovo rapporto tra città e natura. Il Festival sceglie di partire da questo patrimonio per consolidare una nuova narrazione del quartiere, già avviata con l’Opera IDOLO di Mike Nelson, valorizzandone il ruolo di laboratorio di innovazione culturale, ecologica e civica. La cultura attiva così nuove relazioni, contribuendo a ridefinire l’identità di Mirafiori sud come uno dei luoghi più dinamici della sperimentazione sul paesaggio urbano in Italia.
L’inaugurazione ufficiale si svolge venerdì 25 settembre con interventi delle curatrici e delle Istituzioni, seguiti da momenti performativi. Da domenica 20 settembre sono previste attività “Verso il Festival”, come il laboratorio con materiali di recupero, Alghe Acquatiche, condotto dall’artista Stefano Fiorina, o l’escursione nel Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè, nei luoghi attraversati alla sua nascita dal torrente Sangone. 
Dal 22 al 25 settembre saranno in programma due workshops formativi per studentə. Incontri per un’altra cartografia lungo il torrente Sangone, sviluppato insieme al Politecnico di Torino in collaborazione con i Corsi di Laurea Magistrale in Pianificazione Urbanistica e Territoriale e Architettura del Paesaggio, e il workshop con studentə dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino dell’artista portoghese Maja Escher, tra le protagoniste di Manifesta 15 e finalista dell’EDP Art Award, che lavorerà al progetto dell’installazione partecipativa •Pietra•Radice•Serpente•, una Nature-Based Solution che interpreta il fiume come organismo vivente capace di connettere corpi, memorie e comunità.
Accanto a Escher, il programma del Festival riunisce alcune delle voci più interessanti della ricerca artistica contemporanea: Ifor Duncan, ricercatore dell’Università di Utrecht e del progetto ERC EcoViolence; studiosi come Federico Broggini, Alberto Doretto, Marco Giardino e Sofia Beschi, insieme a performer, illustratori, geografi, architetti e collettivi interdisciplinari provenienti da diversi Paesi europei.
Tra gli appuntamenti più innovativi figurano inoltre Swamp Jam di Melma Crew, in collaborazione con Radio Banda Larga, che traduce in un’esperienza performativa le relazioni invisibili dell’ecosistema del Sangone attraverso microscopia e sound design dal vivo; la conversazione Alleanze più che umane, dedicata alle nuove ecologie politiche e al femminismo acquatico, una prospettiva di ricerca che, a partire dai corsi d’acqua intesi come infrastrutture ecologiche e affettive, ma anche come archivi di conflitti e disuguaglianze, mette in luce possibilità di riparazione e di immaginazione di altre forme di cura e coesistenza.
I Dialoghi Inaspettati sono dispositivi partecipativi che superano il formato tradizionale del convegno o della mostra e che permettono un confronto tra cittadini, amministratori, artisti e ricercatori; le passeggiate geologiche, i laboratori dedicati alle famiglie, le performance di canti e racconti polifonici del Perperúna Ensemble di Berlino e la proiezione, tra altri, del documentario “I ricordi del fiume” dei fratelli De Serio.
“Il fiume che ci attraversa” propone un nuovo paradigma culturale: leggere il paesaggio fluviale come archivio vivente di biodiversità, memoria, conflitti e possibilità, facendo della dimensione del festival uno strumento di ricerca, partecipazione e trasformazione dei territori.
Con questa prima edizione, Torino inaugura una manifestazione destinata a occupare uno spazio originale nel panorama italiano dei festival dedicati all’arte contemporanea e all’ecologia, proponendo il paesaggio fluviale come luogo privilegiato per sperimentare nuove alleanze tra discipline, istituzioni e comunità. Per Mirafiori sud significa avviare un progetto destinato a lasciare un’eredità concreta: nuove opere pubbliche, reti di collaborazione locali e internazionali, conoscenze condivise e una rinnovata consapevolezza del valore del Sangone come bene comune e infrastruttura culturale della città.
Informazioni utili:
La partecipazione alle attività è gratuita e libera (alcune attività sono a prenotazione obbligatoria, a partire dal 1° settembre 2026 a prenotazioni@fondazionemirafiori.it)
Scopri il programma su https://mirafioridopoilmito.it/fpf2026-programma-contenuti/
e su Instagram @mirafioridopoilmito





