CULTURA E SPETTACOLI

I misteri del borgo storico di Rosazza

A cura di Piemonteitalia.eu

In Valle Cervo, vicino a Biella, in mezzo a una natura selvaggia, si trova il piccolo borgo di Rosazza, ritenuto il paese più misterioso d’Italia.

Il borgo prende il nome di Federico Rosazza che, verso la fine dell’800, portò l’intera comunità a un grande sviluppo economico.

Durante la sua lunga vita, Federico subì due avvenimenti negativi, la morte prematura della moglie e della sua unica figlia.

 

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https://www.piemonteitalia.eu/it/curiosita/rosazza-la-citt%C3%A1-disegnata-dagli-spiriti

Torino guarda a Racconigi: la Reggia sabauda attira sempre più visitatori

SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Negli ultimi mesi sempre più torinesi stanno scegliendo di trascorrere una giornata lontano dal traffico e dal ritmo veloce della città per riscoprire luoghi storici del territorio piemontese. Tra questi, la Reggia di Racconigi sta vivendo un periodo di rinnovato interesse, grazie alla sua storia, ai grandi spazi verdi e a un’atmosfera diversa rispetto alle mete turistiche più affollate. Situata a poca distanza da Torino, la residenza sabauda rappresenta oggi una delle destinazioni culturali più apprezzate da famiglie, studenti e turisti che desiderano conoscere meglio il passato del Piemonte senza allontanarsi troppo dal capoluogo.

Molti visitatori arrivano da Torino durante il fine settimana, approfittando della comodità del collegamento e della possibilità di trascorrere alcune ore immerse nella tranquillità. La Reggia colpisce soprattutto per il contrasto tra l’eleganza degli ambienti interni e il silenzio che circonda il grande parco esterno. Chi visita Racconigi spesso racconta di avere la sensazione di entrare in una realtà diversa, lontana dalla frenesia quotidiana. Negli ultimi anni il desiderio di vivere esperienze più autentiche e legate al territorio ha infatti spinto molte persone a rivalutare luoghi storici che per molto tempo erano stati considerati secondari rispetto alle grandi città d’arte.

La storia della Reggia continua ad affascinare nuove generazioni

La Reggia di Racconigi conserva ancora oggi il fascino delle antiche residenze reali. Le sale arredate, i soffitti decorati e gli ambienti che un tempo ospitavano la famiglia reale sabauda permettono ai visitatori di immaginare la vita dell’epoca. Molti giovani, soprattutto studenti provenienti da Torino e dalle scuole della provincia, visitano il complesso durante gite scolastiche o iniziative culturali organizzate nel corso dell’anno. Per molti di loro si tratta della prima occasione per conoscere da vicino una parte importante della storia piemontese.

Anche il parco che circonda la Reggia continua a essere uno degli elementi più apprezzati. Durante la primavera e l’estate numerose persone scelgono Racconigi per passeggiare all’aria aperta o trascorrere alcune ore in un ambiente tranquillo e ricco di verde. La presenza delle cicogne, diventate ormai un simbolo della zona, contribuisce a rendere ancora più particolare l’esperienza dei visitatori. Non mancano poi fotografi, appassionati di natura e semplici curiosi che raggiungono la cittadina per osservare il paesaggio e scoprire un lato diverso del Piemonte.

Negli ultimi tempi anche i social network hanno avuto un ruolo importante nella crescita dell’interesse verso Racconigi. Sempre più persone condividono fotografie della Reggia, dei viali alberati e degli interni storici, contribuendo a far conoscere il luogo anche a chi non lo aveva mai visitato. Questo passaparola ha favorito soprattutto il turismo di prossimità, con molti torinesi che decidono di organizzare una visita anche soltanto per una giornata.

Turismo culturale e valorizzazione del territorio

Secondo molti commercianti e operatori del territorio, l’aumento dei visitatori rappresenta un segnale positivo non soltanto per Racconigi ma anche per tutta l’area vicina a Torino. Il turismo culturale continua infatti a essere una delle risorse più importanti del Piemonte, soprattutto quando riesce a collegare città, storia e tradizioni locali. La Reggia di Racconigi dimostra come anche i centri più piccoli possano attirare attenzione e valorizzare il proprio patrimonio attraverso eventi, visite guidate e iniziative dedicate alla cultura.

Molti visitatori che arrivano da Torino scelgono inoltre di fermarsi nelle caffetterie e nei ristoranti della zona, contribuendo al movimento economico della cittadina. Questo legame sempre più forte tra il capoluogo piemontese e Racconigi conferma il desiderio di riscoprire luoghi vicini ma spesso poco conosciuti. In un periodo in cui il turismo punta sempre di più sulle esperienze autentiche e sulla valorizzazione del territorio, la Reggia sabauda continua così a rappresentare uno dei simboli storici più affascinanti del Piemonte.

Noemi Gariano

Progetto Ulisse, visite guidate a Miradolo

A cura degli studenti di alcuni istituti superiori di Pinerolo
Domenica 10 maggio, per la decima edizione del Progetto Ulisse,  gli studenti di quattro Istituti di Istruzione Superiore di Pinerolo  hanno organizzato  visite creative guidate alla mostra intitolata “C’è  oggi una fiaba. Castelli, fate, boschi e oggetti magici. Da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki  Smith a Lucio Fontana”. Si tratta di cammini tematici con ispirazioni artistiche e citazioni letterarie per raccontare, sotto varie forme e attraverso prospettive nuove e affascinanti, il parco storico, il castello e la mostra “C’è oggi una fiaba”
L’approccio adottato dai ragazzi si distingue per il forte carattere laboratoriale e collaborativo. Le visite non si limitano a una semplice presentazione delle opere in mostra, ma si configurano come percorsi di accompagnamento narrativo, capaci di restituire al pubblico una visione personale e interdisciplinare delle tematiche affrontate.
I percorsi spaziano dall’esplorazione delle fasi di vita e delle nuove prospettive che questa può offrirci alla dimensione della scelta e del destino individuale, fino all’interpretazione del rapporto tra la comunità e l’individuo. Nella stessa giornata sarà  allestita  un’esposizione di tavole di progettazione a cura degli studenti di Architettura del Liceo Artistico  M. Buniva , che immagina elementi di design in armonia con il sito storico.
Il Progetto Ulisse rappresenta un dialogo sull’Uomo, sui suoi viaggi reali o immaginari, sui suoi limiti, le sue paure, sulla scoperta. Il tema di Ulisse, paradigma di conflitti elementari, ha condotto gli studenti a lavorare in maniera multidisciplinare sull’educazione alla creatività per sviluppare un progetto formativo che è un invito al viaggio, alla riflessione non solo sull’eroe mitologico, ma sull’Uomo, in tutta la sua forza e debolezza.
Gli studenti delle classi coinvolte si sono occupati delle varie fasi del lavoro, dallo studio dei contenuti esposti alla progettazione del percorso, fino  alla scelta dei destinatari e alla scrittura dei testi.
Diversi gli istituti di Pinerolo coinvolti, dal Liceo Scientifico Marie Curie, al Liceo Classico Porporato, all’Istituto di Istruzione Superiore Buniva all’Istituto Immacolata.
Castello di Miradolo  via Cordonata 2 San Secondo di Pinerolo
Domenica 10 maggio 2026, ore 15
Il progetto Ulisse prevede l’ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 0121502761
Mara Martellotta

Umberto II, la “regalità” al servizio della Nazione

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IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Pier Franco Quaglieni

Umberto di Savoia, principe di Piemonte, in seguito all’abdicazione del padre Vittorio Emanuele III, salì al trono il 9 maggio di 80 anni fa. Era luogotenente generale del Re ed aveva già di fatto esercitato le funzioni sovrane dalla Liberazione di Roma  del 4  giugno 1944. Resta un dileggio gratuito e antistorico  definirlo “re di maggio” perché Umberto II solo formalmente regnò poco più di un mese, essendo partito per l’esilio il 13 giugno 1946.

Non solo i monarchici riconoscono che mise le premesse per essere un grande Re, come aveva visto Luigi Barzini jr. Scelse come ministro della Real Casa l’avvocato Falcone Lucifero che nella sua giovinezza era stato un socialista vicino a Matteotti. Ho conosciuto di persona Umberto II in più occasioni e la sua “regalità” era palpabile e ben viva. Per regalità intendo soprattutto il fatto di  non essere mai stato uomo di parte, ma di essersi sempre posto al servizio della Nazione. Questo è il mestiere dei re , come ben ha dimostrato Carlo d’Inghilterra nel suo incontro con Trump. In Umberto non fu solo “mestiere” , ma cultura, equilibrio, patriottismo  autentico, si direbbe oggi passione civile. Nel ricostituito  Regno al Sud fu l’anima del risorto esercito italiano e,  malgrado l’opposizione degli Alleati ad un suo comando , seppe essere vicino ai soldati di Montelungo e Monte Marrone con sprezzo del pericolo e  della vita. La Repubblica sociale fece strame della sua figura per colpire la dinastia.
Durante il referendum istituzionale dimostrò un equilibrio quasi impossibile perché, pur essendo in giuoco la Monarchia, il re seppe restare al sopra della mischia. Parti’ per l’esilio prima della proclamazione della Repubblica per evitare una probabile seconda guerra civile tra il Nord repubblicano e il Sud monarchico che rivelò con il voto  di non essere stato oggetto di una colonizzazione forzata  da parte dei Savoia. Il suo costante richiamo fu l “Italia innanzi tutto” e Autogoverno di popolo e giustizia sociale“. Dall’esilio il re ha continuato ad amare disperatamente l’Italia .
I monarchici in Italia furono inadeguati e litigiosi, sperperando milioni di consensi in partiti che hanno immiserito la causa monarchica. Il Re da Cascais ha rappresentato un esempio  civile  di grande italiano che ne rappresentava la storia migliore,  quella del Risorgimento e non solo. Per cercare di non far sentire troppo la differenza la Repubblica dovette scegliere come presidente il monarchico e scienziato Luigi Einaudi. Ma la figura di Umberto non è mai stata dimenticata, neppure tanti anni dopo quando morì nel 1983 e  la Repubblica gli negò di rivedere per l’ultima volta la sua Patria.

Ricordando Giovanni Testori… Ogni anno, il 12 maggio

Dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’“Università di Torino” l’avvio di una dedica annuale al grande intellettuale milanese nel giorno della sua nascita

Martedì 12 maggio

Dopo il grande successo ottenuto dalle celebrazioni del “Centenario” della nascita (con la messa in scena di decine di spettacoli, pubblicazioni, mostre e quattro convegni organizzati a Roma, Milano e Udine), per l’indimenticato Giovanni Testori (Novate Milanese, 12 maggio 1923 – Milano, 16 marzo 1993), tra le figure più poliedriche ed anticonformiste della cultura italiana del secondo Novecento, s’è ben pensato di dare avvio ad una nuova tradizione celebrativa a cadenza annuale. Da “Casa Testori” che, nel Paese natio, ne conserva il ricco “Archivio” e soprattutto la dovuta Memoria, è nata l’idea di ricordare ogni anno colui che seppe abbracciare con prodigiosi, incredibili risultati e balzi dell’intelletto il più vasto arco dell’attività culturale – da drammaturgo, scrittore, pittore, “passionale” critico d’arte nonché poeta, regista ed intellettuale “irregolare e ribelle” – nel giorno della sua nascita, il 12 maggioIl 12 maggio, come detto, di ogni anno. Un appuntamento che troviamo assolutamente condivisibile e che partirà quest’anno proprio da Torino, città che molto contò – nonostante la sua indomita “meneghinità” – per Giovanni Testori, che sotto la Mole fu ospitato per importanti esposizioni artistiche (alla Galleria “Galatea”, ad esempio, anni ’70, Galleria fondata dal banchiere e mercante d’arte Mario Tazzoli e strettamente seguita da Luigi Carluccio, per ricordare, forse, la principale) e dove frequenti – e accolte con gran successo – grazie al “Progetto Testori” di Valter Malosti, sono state anche negli anni alcune sue importanti opere teatrali, come la “Trilogia degli scarrozzanti” e “Cleopatràs” ai Teatri “Carignano” e “Gobetti”.

Orbene, a prendere in mano le redini delle prime celebrazioni subalpine, sarà il Dipartimento di Studi Umanistici dell’“Ateneo” torineseE a seguire ogni anno e sempre il 12 maggio, una diversa Università italiana chiamerà a raccolta studiosi, ricercatori e appassionati per una “giornata testoriana”, quale occasione per fare il punto sugli studi e sugli spettacoli intercorsi nell’anno e presentarne le novità editoriali più significative.

A Torino, dunque, l’appuntamento è per il prossimo martedì 12 maggio, presso la “Sala lauree” del “Complesso Aldo Moro”, in via Sant’Ottavio, 18.

Per questa prima edizione dell’iniziativa un focus speciale sarà dedicato alla recente pubblicazione “Con Roberto Longhi. Lettere e scritti, 1951-1990” (Feltrinelli 2026). Per raccontarne i contenuti si partirà dalla “Narrativa” testoriana, per ricostruire i dialoghi epistolari – 62 lettere – con Roberto Longhi (origini albesi, tra i più grandi storici dell’arte del Novecento e figura carismatica, il primo e unico “Maestro” di Testori) intrecciandoli con le voci di Giulio EinaudiItalo Calvino ed Elio Vittorini: personaggi chiave di questa importante storia culturale del Novecento. E quanta Torino! L’amicizia e il sodalizio artistico-culturale tra Testori e Longhi durò quasi vent’anni, dal 1951 fino al 1969, a pochi mesi dalla scomparsa (1970) a Firenze di Roberto Longhi e fu un rapporto che proseguì, da parte dell’intellettuale milanese (che Longhi volle anche nello staff di redazione della sua rivista “Paragone”), negli anni, come documentano i numerosi articoli e interventi dedicati a lui e alla moglie Anna Banti (nom de plume di Lucia Lopresti) scrittrice  e, anche lei, importante critica d’arte, riproposti o pubblicati per la prima volta in questo volume.

Nel pomeriggio, il percorso del “Testori torinese” proseguirà grazie all’invito del Museo Civico di “Palazzo Madama” che, dagli anni Cinquanta, vide Testori impegnato in mostre e riscoperte al fianco di Vittorio Viale (direttore dei “Musei Civici” di Torino dal 1930 al 1965) e Luigi Mallé (storico dell’arte e successore, alla scomparsa di Viale, nella direzione degli stessi “Musei Civici”).

Sarà questa l’occasione per un “dialogo itinerante a porte chiuse”, tra i quadri al centro della sua scrittura critica, da Martino Spanzotti a Giacomo Ceruti e di fronte ai dipinti del “Seicento piemontese e lombardo” da lui donati al “Museo”, dal Cerano (Giovan Battista Crespi, detto il “Cerano”, tra i maggiori esponenti artistici della Controriforma milanese e dal 1629 direttore a Milano della “Fabbrica del Duomo”, che del suo progetto riporta ancora i cinque portali dell’attuale facciata ) al milanese Francesco Cairo, o “Cavalier Cairo” per aver ricevuto la medaglia dell’“Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro” a Torino, dove da Milano si trasferì giovanissimo, nel 1633, alla Corte dei Savoia.

Per info e programma dettagliato della “giornata torinese”: “Casa Testori”, Largo Angelo Testori 13, Novate Milanese (Milano); tel. 02/36586877 o www.associazionetestori.it

Gianni Milani

Nelle foto: Giovanni Testori e Locandina evento; Cover “Con Roberto Longhi. Lettere e scritti, 1951-1990” (Feltrinelli, 2026)

 Le Rosine per il Salone OFF: Zuleika Iegiani, “Chiamata alla bellezza”

Nell’ambito degli eventi del Salone OFF,  martedì 12 maggio alle ore 21, presso il Polo artistico e culturale delle Rosine, in via Plana 8/C, si terrà  la pièce teatrale dal titolo “Chiamata alla bellezza”, interpretata da Zuleika Iegiani.
L’ingresso è  a offerta libera a sostegno delle opere sociali della Fondazione Istituto Le Rosine.
Lo spettacolo si pone la domanda se riusciamo ancora a fermarci abbastanza a lungo da vedere davvero la bellezza che ci circonda.
Si tratta di una pièce teatrale che rompe le distanze e chiama direttamente in causa lo spettatore che diventa egli stesso protagonista. La scena si espande oltre il palco e diventa momento di incontro durante il quale l’attrice dialoga con il pubblico, lo ascolta e talvolta lo provoca.
“Chiamata alla bellezza” nasce come un libro e prende vita sul palcoscenico trasformandosi in un’esperienza viva, profondamente umana, capace di intrecciare ironia e poesia, leggerezza e stupore, senza offrire alcuna risposta preconfezionata.
Al centro vi è  un invito chiaro, quello di aprire gli occhi, di ascoltare e lasciarsi sorprendere, perché la bellezza non urla e non si impone, ma si rivela nei dettagli, nei momenti inattesi, nei gesti quotidiani.
La pièce teatrale rappresenta un’esperienza capace di emozionare e divertire, lasciando nello spettatore una traccia che va oltre le parole. Un atto teatrale che diventa occasione di scoperta e riflessione.

Mara  Martellotta

La Madonna a Ranverso 

Domenica 10 maggio, ore 15

 

Per la Festa della Mamma una visita guidata sulle tracce della rappresentazione della Madonna negli affreschi della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

 

 

La figura della Madonna attraversa e unisce l’intero ciclo figurativo della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (TO): un racconto per immagini che, dall’Annunciazione alla Natività fino alla morte della Vergine, restituisce una delle narrazioni più articolate e stratificate del Piemonte tardomedievale.

In occasione della Festa della Mamma, è in programma domenica 10 maggio un approfondimento dedicato alla rappresentazione mariana all’interno del complesso, dove pittura, devozione e committenza si intrecciano in un percorso visivo di forte coerenza. Il ciclo di affreschi, attribuito in larga parte a Giacomo Jaquerio e alla sua bottega, sviluppa una sequenza narrativa che accompagna il visitatore lungo i momenti centrali della vita della Vergine. Dall’Annunciata, colta in una dimensione intima e sospesa, alla scena della Natività, fino alla Dormitio Virginis, emerge un linguaggio pittorico capace di coniugare attenzione al dettaglio, costruzione dello spazio e intensità espressiva. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un progetto iconografico unitario che riflette la funzione della Precettoria come luogo di assistenza e spiritualità legato all’ordine ospedaliero antoniano. La figura della Madonna assume qui un ruolo centrale: modello di intercessione e presenza costante all’interno di un contesto segnato da cura e accoglienza.

 

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

Domenica 10 maggio 2026, ore 15

La Madonna a Ranverso

Costo visita: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto

Biglietti: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

È indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente.

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

La “cavalcata dei vizi” a Mombarcaro

Mombarcaro, piccolo borgo situato sulla cresta di un colle di Langa a 900 m, si trova la cappella di San Rocco, una chiesetta porticata posta lungo la strada che da Mombarcaro scende verso Niella Belbo.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/curiosita/la-cavalcata-dei-vizi-mombarcaro

Il Museo MIIT al Salone OFF

Il Museo MIIT di corso Cairoli 4, a Torino, parteciperà alle iniziative del Salone OFF con una serie di appuntamenti che prenderanno il via a partire da sabato 9 maggio, alle ore 17, quando nelle sale del museo avverrà l’incontro tra il direttore dello stesso, Guido Folco, e l’autrice mezzosoprano Gabriella Vai, nota per la sua partecipazione al programma Rai “The Voice Senior”, in cui e stata finalista ottenendo un importante successo popolare e di critica. Si tratta di un evento in cui la scrittrice-cantante parlerà dei suoi libri “The voice therapy. Riflessioni, Resilienza, Rinascita”, un libro agile, ma intenso, ricco di domande e risposte, di soluzioni e coraggio, un percorso di rinascita interiore nato inaspettatamente, e di “Merinophilia. Omaggio ad Alda Merini”. In collaborazione con ArteMaextra.

Mercoledì 13 maggio, alle ore 17, sempre al Museo MIIT, Guido Folco incontrerà l’autrice Marina Ramonda per raccontare il libro “Tutto è possibile…non ti preoccupare”, in collaborazione con Zona Nove.
Si tratta di un libro intenso in cui si intrecciano storie reali di vita e di amicizia. L’autrice racconta con piglio giornalistico, diretto, romantico, l’amicizia e la storia con una persona speciale, Santina Portelli, artista e psicologa, che ha interpretato la propria difficile condizione fisica come strumento di crescita e sfida personale e sociale, contribuendo con la sua passione e il suo entusiasmo a far riflettere sulla forza dell’amicizia e della resilienza.
Martedì 19 maggio alle ore 17 presso il Museo MIIT si terrà, in corso Cairoli 4, l’incontro tra il direttore del museo, Guido Folco, e l’autore Miki Degni in occasione della pubblicazione del volume “Il vino dipinto”, in collaborazione con Ronca Editore. Si tratta di un volume che parla di vino e di arte, tra storie, tradizioni, saperi e sapori di terra e di autunno.
Il direttore del MIIT Guido Folco incontrerà alle 18 l’autore ed editore  Dino Aloi, in collaborazione con Il Pennino, per la presentazione del volume dal titolo “Sorridere dopo gli anni bui. L’esplosione dei giornali satirici in Italia dal ’43 al ‘49”.
Il libro è  dedicato all’arte satirica in Italia tra il ’43 e il ’49, periodo nel quale si svilupparono e pubblicarono innumerevoli fogli, volumi e riviste che prendevano spunto dalla società e dalla storia del periodo per raccontare e disegnare a loro modo una realtà spesso “scottante” e molte volte taciuta, sfidando i sentimenti comuni dell’epoca.

Per informazioni info@italiaarte.it

www.museomiit.it

Mara Martellotta

Nasce la Fondazione Centro Studi Carlo Alberto

Lo “Spirito Albertino” 

Uno sguardo al passato per comprendere il futuro, la nascita della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto


Nella mattinata di venerdì 8 maggio scorso, presso la Sala Azzurra dell’Accademia Albertina di Torino, è stata presentata la neonata Fondazione Centro Studi Carlo Alberto. Si tratta di una realtà senza fini di lucro che si pone l’obiettivo, attraverso un preciso “spirito” riferito a Re Carlo Alberto di Savoia, figura chiave in un’epoca di responsabilità e decisioni determinanti, di rivolgere uno sguardo al passato e alla nostra storia per comprendere le sfide del futuro, valorizzando l’identità di Torino e del Piemonte e promuovendo eventi di varia natura, dagli incontri di formazione alle conferenze, dai convegni fino alle pubblicazioni inerenti al mondo dell’arte, del teatro, della musica e della lirica. Il coinvolgimento dei giovani rappresenterà una finalità importantissima per la Fondazione, che metterà a loro disposizione borse di studio, riconoscimenti e incentivi per stimolarne la partecipazione.

Il futuro, guardato attraverso la lente dell’immaginifico “Spirito Albertino”, significa quindi andare oltre le difficoltà del presente con coraggio e intraprendenza, rimanendo sensibili ai temi centrali – e basilari per qualsiasi società che necessiti di definirsi solida – quali l’istruzione, la valorizzazione del soggetto in quanto simbolo di collettività, la responsabilità pubblica, l’emancipazione, lo spirito critico e il senso fondante della meritocrazia.

La Fondazione Centro Studi Carlo Alberto nasce grazie alla volontà del Professor Giorgio Gagna, Presidente della Fondazione Romano Gazzera e attivo in diversi sodalizi culturali, ispiratosi ai valori coltivati durante il suo periodo di formazione presso il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, che egli considerò come una seconda casa, un rifugio sicuro, un’oasi felice di stabilità e crescita personale. Un vero e proprio sentimento amoroso, quello del Professor Gagna, che oggi si traduce in un progetto contemporaneo di ricerca, dialogo interdisciplinare e impegno culturale di cui fanno parte esperti e professionisti del calibro di Elena D’Ambrogio Navone, nel ruolo di Vicepresidente, i consiglieri Roberto De Masi, Sabrina Gonzatto e Gustavo Mola Di Nomaglio, oltre al revisore dei conti Luciano Marchisio e il segretario generale Valentina Caputo.

Tra le prime iniziative presentate vi sono la “Sindone tattile”, sviluppata in collaborazione con la Confraternita del Santo Sudario”, con il Direttore del Museo della Sindone e con i Cultores Sindonis, finalizzata a una migliore fruizione della Sindone da parte delle persone non vedenti; la borsa di studio per il Conservatorio Giuseppe Verdi, dedicata ai giovani, e un’altra da destinare ai bambini di una scuola pubblica sita in Barriera di Milano, oltre a un ciclo di tavole rotonde e momenti di confronto sui temi citati nel primo paragrafo. In cantiere anche la progettazione del Premio Carlo Alberto, che verrà conferito a personalità di rilievo distintesi come contemporanee portatrici dello “Spirito Albertino”, la celebrazione dei 180 anni dello Statuto Albertino (nel 2028) e una raccolta fondi atta a finanziare i nuovi progetti della Fondazione, che si svolgerà durante una “Cena Reale” prevista per la fine dell’anno corrente.

Mara Martellotta