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Torna la musica jazz internazionale. Primo, grande ospite Gregory Porter, tra i cantanti “jazz” e “soul” più apprezzati al mondo
Domenica 26 luglio, ore 21,45
Venaria Reale (Torino)
Se dovesse (e mai lo sia) capitare che decida, all’improvviso, di cambiare mestiere, un posto di lavoro assicurato già ce l’ha. Pochi sanno, infatti, che il celebre cantante e musicista statunitense “jazz” Gregory Porter (Sacramento, 1971), noto per la sua voce da baritono calda e profonda, i suoi brani tra “soul” e “gospel” e il suo inconfondibile berretto a visiera, prima di dedicarsi interamente alla musica, lavorò come chef – anche lì con straordinario successo – in vari ristoranti di New York, arrivando perfino a condurre il digital cooking show “The PorterHouse with Gregory Porter”. Del resto, si può ben capire quanto per uno come lui, cresciuto a latte e dischi (di gelosa proprietà della madre) dell’immenso Nat King Cole, cucina e canto possano per davvero essere espressioni simili, legate alle tradizioni di famiglia e alla condivisione comunitaria.
Ma ripeto, mai lo sia. Lasciamolo cucinare, ma che mai gli salti il ghiribizzo di smettere di cantare. Tutt’al più, le due cose insieme.
Per intanto, per quanti vorranno tornare a risentirlo in terra italiana (dopo la partecipazione nella quarta serata delle “cover” all’ultimo “Festival di Sanremo”, accompagnando magistralmente Serena Brancale e Delia Buglisi, in arte semplicemente “Delia”, nella celebre “Bésame Mucho”), un’ottima occasione la offre, domenica prossima 26 luglio (ore 21,45) la “Reggia di Venaria”, che anche quest’anno torna ad ospitare, per il terzo anno consecutivo, nel “Gran Parterre” dei Giardini, “JAZZARÌA”, la “Rassegna di Concerti Jazz” (anteprima delle “Sere d’Estate”) promossa in collaborazione con “Blue Note Milano”, con l’obiettivo di portare la grande musica proposta dal celebre “Jazz Club” meneghino fuori dalla sua sede milanese. E, domenica prossima, il palco della Reggia ospiterà proprio lui, Gregory Porter, in un imperdibile concerto sotto le stelle caratterizzato dal suggestivo sfondo scenico creato dalle barocche linee architettoniche della “Reggia”. Ad accompagnare sul palco il celebre cantautore californiano, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, una band composta da Chip Crawford (Piano), OndreJ Pivec (Hammond), Emanuel Harrold (Drums), Tivon Pennicott (Sax/Horns) e Jahmal Nichols (Bass). Con loro, Gregory lancerà al cielo della “Venaria”, i suoi brani più noti, snocciolati in una carriera iniziata nel 2010 (anno d’uscita del suo primo album “Water”) e impreziosita da due “GRAMMY Awards”, assegnatigli come “l’artista jazz più soul” della sua generazione. Del 2017, l’album tributo “Nat King Cole & Me”, e dal 2020 il ritorno alla composizione di brani originali come “All rise”. Entrambi vincitori di “nomination” ai “GRAMMY”. Nel 2023, il suo primo magnifico album natalizio, “Christmas Wish”. Senza dimenticare che Porter è altresì conduttore di “podcast” e di un proprio “programma di cucina”. La cucina! Eccola, di nuovo!
Gli spettatori del concerto di Gregory Porter – sottolineano dalla “Reggia” – non avranno solo l’occasione di ascoltare ottima musica, ma potranno anche visitare la “Reggia” e godersi un aperitivo presso la “Caffetteria degli Argenti by Alfredo Russo”, con affaccio sugli splendidi “Giardini” in attesa dell’inizio dei concerti.
Il biglietto del concerto infatti (“online” su www.lavenaria.it) include anche l’ingresso e la visita al “Piano Nobile”, ai “Giardini” nel cuore della loro fioritura e alle “Mostre” in corso, a partire dalle 18,30 e fino all’inizio dei concerti alle 21,45.
In caso di maltempo lo spettacolo si terrà presso il “Teatro della Concordia” di corso Puccini, alla Venaria Reale. Sarà comunque possibile visitare il “Piano Nobile” e i “Giardini” a partire dalle 18,30 del giorno del concerto, oppure scegliere di effettuare la visita un giorno successivo (entro il 31 agosto).
Per ulteriori info: “Reggia di Venaria”, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino); tel. 011/4992300 o www.lavenaria.it
Gianni Milani
Nelle foto: Gregory Porter (Credit Erik Umphrey”); “JAZZARÌA 2026” (Ph. Micol Sacchi)
Una mostra alla “Stampé – Galleria in Circolo” di via Stampatori, a Torino, per raccontare le “meraviglie” dell’artigianato contemporaneo
Da venerdì 10 a venerdì 24 luglio
Titolo: “Wundercraft – Artigianato contemporaneo in mostra”. Titolo che la racconta tutta. Dicono infatti gli organizzatori della “Collettiva”, promossa dalla torinese Associazione “Emporium APS” di via Berthollet 26 (presidente Erika Qualich, parte di “Arci” dal 2018 e nata nel 2013 proprio per “dare visibilità all’universo di maker e artigianɜ che lavorano su creazioni originali, creando eventi spazi e occasioni atti a raggiungere nuovi pubblici”): “Il titolo ‘Wundercraft’ racchiude l’identità stessa del progetto. Il termine ‘Wunder’ richiama le antiche ‘Wunderkammer’, le ‘Stanze delle Meraviglie’ che precedettero i musei moderni, luoghi in cui oggetti rari, curiosità naturali e manufatti straordinari convivevano per sorprendere e affascinare il visitatore. ‘Craft’, invece, afferma la volontà di liberare l’artigianato da una visione esclusivamente funzionale o tradizionale, restituendogli una dimensione contemporanea capace di dialogare con l’arte, il design e la ricerca estetica. Le opere esposte testimoniano il potenziale espressivo della materia e la capacità dell’artigianato contemporaneo di trasformare tecniche e materiali in linguaggi artistici”.
L’appuntamento per l’inaugurazione della mostra è per il prossimo venerdì 10 luglio, alle ore 19, negli spazi di “Stampé-Galleria in Circolo” di via Stampatori 5, a Torino (nuovo “Atelier di Comunità” concepito come “laboratorio sociale” in cui arte, impresa e inclusione si incontrano) ed é resa possibile da una collaborazione che nasce dalla sinergia della Rete “Arci-Torino” ed il sostegno della torinese “Camera di Commercio”.
Si tratta della prima esposizione collettiva organizzata da “Emporium APS” e pensata come “restituzione al pubblico” del Progetto “CRAFT-UP” (letteralmente: “elevare l’artigianato”) promosso per aiutare “creativi” e “maker” a trasformare la loro passione in un vero e proprio lavoro, dove per nulla é esclusa la componente, quel “qualcosa in più”, capace di elevare la creativa manualità in autentica opera d’arte. Il passo, in fondo, è breve se all’abilità “di mano”, al “mestiere”, s’intrecciano con un pizzico di “singolare genialità”, originalità, fantasia e creatività.
Osservare e “toccare” (con delicatezza) per credere! Complessivamente sono venti gli operatori aderenti all’iniziativa con opere realizzate dallɜ partecipantɜ ai programmi di tutoring di “CRAFT—UP”, offrendo uno sguardo su un territorio creativo in continua evoluzione, situato al confine tra arte visiva contemporanea e artigianato d’eccellenza. Ognuno offre ai visitatori il “suo” personale modo di intendere la materia e di come semplici o particolarmente complessi “manufatti” possano ispirare, al di là di una loro pratica quotidiana utilità, spiragli fantastici di emozioni, memorie, sogni e poesia.
Si va così, solo per citare alcuni esempi, dai tessuti unici creati nell’intreccio a mano da Flavia Giai Miniet, originaria della Val Sangone, nota per il suo marchio “Sòl&Me” e per le sue celebri “fasce porta bebé”, nate dalla felice unione della storia del territorio ai richiami più innovativi del mercato internazionale, ai lavori creati in “grès” di Giuseppe Amari che, attraverso linguaggi ad un tempo “grezzi e moderni”, fa della “ceramica” un fascinoso banco di prova per esplorare in tutte le loro potenzialità, “talento” e “sperimentazione”. Da segnalare anche la “visual artist” e artigiana torinese Lucia Elefante, nota per il suo brand “Babel” e per quella sua preziosa e rigorosa manualità capace di unire le antiche “tecniche di stampa a mano” con il più moderno “design”, passando così da “illustrazioni vintage” (come antichi disegni di anatomia o enciclopedie) alla creazione di “oggetti unici” che sono “vere e proprie storie da toccare ed esporre”. Creazioni uniche, inconfondibili.
Sottolineano ancora gli organizzatori: “Con ‘Wundercraft’, l’Associazione ‘Emporium APS’ rinnova il proprio impegno nella promozione del talento, della creatività e delle competenze artigianali delle nuove generazioni, contribuendo alla costruzione di una cultura del fare capace di interpretare il presente e immaginare il futuro”. E non da oggi. Da ben da tredici anni, infatti, l’Associazione porta sulla scena torinese una selezione dell’artigianato contemporaneo attraverso l’organizzazione di “market” ed “eventi culturali”, tra cui lo storico “San Salvario Emporium” di Piazza Madama Cristina e i recenti “Sponda Fest” a Murazzi del Po e “OGR Pop-up Market”.
La sera dell’inaugurazione di “Wundercraft”, venerdì 10 luglio, alle 19,30, è anche in programma il talk “Fateci spazio! Una nuova concezione dei luoghi della creatività emergente”, con Sonia Vacca, co-fondatrice di “àprile festival”, Valentina Sacchetto, coordinatrice di “DesTEENazione – Torino” e Vittorio Campanella, curatore della Galleria di “Stampé”.
Per info: “Emporium Aps”, via Bertollet 26, Torino; tel. 3425639551 o www.sansalvarioemporium.com
Gianni Milani
Nelle foto: Flavia Giai Miniet; Locandina mostra; Lucia Elefante e Giuseppe Amari
Franz Pelizza sarà l’artista al centro della nuova mostra, dal titolo “Ali nel vento”, che inaugurerà presso Villa Faravelli di Imperia da giovedì 23 luglio all’11 settembre prossimi. L’esposizione, curata da Museo MIIT Italia Arte e Associazione Culturale Galleria Folco di Torino, con il patrocinio della Città di Imperia e della Regione Liguria, è dedicata ad alcune delle eccellenze culturali del territorio ligure e della città di Imperia, in particolare alla famosissima Regata Storica delle Vele d’epoca di Imperia, programmata come da tradizione nel mese di settembre, e ai fiori che, da sempre, rappresentano un simbolo della Riviera ligure.
La mostra, infatti, è interamente incentrata sulle opere facenti parte della raccolta del Maestro sull’elaborazione fotografica, grafica e artistica dei soggetti prescelti, ovvero le Vele d’Epoca, la Regata Storica della Città di Imperia e i tesori botanici del territorio. Soggetti che, naturalmente, nella creatività del maestro Franz Pelizza, diventano presenze visionarie, ali di farfalle in volo, petali di vibrante bellezza ed eleganza, un universo tra il reale e il surreale tutto da scoprire.
Solo l’approccio eclettico e visionario di Franz Pelizza poteva infondere una nuova linfa allo strumento fotografico. Esiste un parallelismo evidente tra la rivoluzione dei pittori del secondo Ottocento e l’attuale impatto delle tecnologie digitali sulla creatività odierna. In questo solco, Pelizza compie il difficile azzardo di coniugare tradizione e avanguardia, facendo confluire la fotografia nella videoarte.
Emergono così dimensioni oniriche, a volte venate di sottile ironia o dotate di una forza monumentale, ma sempre sostenute da una raffinata progettualità e da una magistrale perizia tecnica. Un mondo in cui il maestro sovverte i canoni visivi per generare pura emozione. Sposando appieno la massima di René Magritte, secondo cui l’arte surrealista risiede nel bandire il già visto per ricercare l’inedito, Pelizza rivela la natura più segreta e sorprendente del reale, traducendola in pensiero, bellezza, illusione, gioco, speranza.
L’opera del maestro si distingue per una magistrale sintesi tra figurazione e astrazione, dove la realtà si sublima in suggestione e sensazione. Si instaura così un dialogo costante con l’osservatore, chiamato a rintracciare la totalità nel frammento e la verità nel riflesso, in un gioco visivo guidato da luce e colore. Pelizza interpreta questi linguaggi con un fare elegante e a tratti ludico; le linee sinuose e i simboli che animano le sue composizioni configurano una sorta di neo-Futurismo. È un’arte scattante, dinamica e passionale, tesa in un perfetto equilibrio tra memoria e futuro, tra immagine e sogno.
“Ali nel vento” – Villa Faravelli – viale Giacomo Matteotti 51, Imperia
Dal 23 luglio all’11 settembre 2026
Mara Martellotta
Avevano precettorie e magioni, ospizi e domus, al servizio di pellegrini e forestieri, e piazzavano i loro insediamenti vicino ai fiumi, in campagna, nei pressi dei valichi alpini, in paesi e città, in zone frequentate da viaggiatori e mercanti vicine alle arterie principali del Piemonte che i Cavalieri del Tempio potevano controllare agevolmente. Difendevano abbazie, conventi e monasteri dall’assalto di briganti e banditi, raccoglievano fondi, alimenti e armi da inviare ai Cavalieri che combattevano in Terra Santa al tempo delle Crociate.
Sono numerosi i luoghi dove vissero i Templari in Piemonte, come si vede nella mappa a fianco. Il più antico insediamento templare in Piemonte, ai piedi del sistema viario alpino, era quello di Susa, datato 1170, con un ospedale per i pellegrini dedicato a Santa Maria a cui ne seguirono tanti altri, San Giorgio Canavese, Biandrate, Mondovì, Fossano, Alba, Vercelli, Ivrea, Savigliano, Testona, Casale e Tortona, solo per citarne alcuni. Una domus templare che offriva assistenza ai pellegrini si trovava al Colle di Tenda mentre a Cavallermaggiore sorgeva un grande centro templare, la commenda di San Giovanni della Motta, oltre al cascinale di San Bartolomeo, detto “castello dei Templari”. Ad Alessandria, in posizione strategica tra il Bormida e il Tanaro, la chiesa di Santa Margherita nel rione Bergoglio era una mansione templare passata dopo il 1312 all’Ordine giovannita, i futuri cavalieri di Malta.
Ad Asti gli studiosi concordano sul fatto che Santa Maria del Tempio, che sorgeva lungo l’attuale corso Alfieri, era l’insediamento più importante della città mentre a Casale Monferrato i Templari, che facevano riferimento alla
precettoria di Santa Maria del Tempio alla periferia della città, si erano stanziati lungo il Po per proteggere i pellegrini che andavano a pregare sulla tomba di Sant’Evasio. Cavalieri rossocrociati presenti anche a Chieri dove si insediarono verso la fine del 1100 nella chiesa di San Leonardo la cui domus templare conserva tuttora la facciata in cotto con un grande rosone e il portone decorato con formelle che riproducono croci latine alternate a croci di Malta.
A Ivrea esisteva un convento di Templari presso San Nazario che passò poi ai Cavalieri di Malta e secondo gli storici potrebbe trattarsi del più antico insedimento templare in Italia. Alle porte di Torino i Cavalieri del Tempio si stanziarono nella grande mansione di Sant’Egidio di Testona, vicino al Po, nel 1196. Oggi resta la chiesa, più volte ristrutturata, e una lapide ricorda l’origine templare. Cavalieri del Tempio presenti anche a Nizza Monferrato nel Duecento e a Novara con le domus di Santa Maria e di San Guglielmo che nel secolo successivo passarono all’Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni.
A Vercelli invece i Templari possedevano la chiesa di San Giovanni d’Albareto nell’attuale piazza Camana che fu abbattuta nell’Ottocento. Mentre a Savigliano il documento più antico che certifica la presenza dei Templari in città risale al 1181, in Val Susa l’Ordine del Tempio arrivò verso la fine del XIII secolo. Oltre a Susa, nella vicina San Giorio si trovano alcune croci templari murate nella facciata della canonica e sopra il portone di un’altra cappella di fronte alla chiesa parrocchiale. A Torino i cavalieri rossocrociati si erano stabiliti nella magione di Santa Margherita e possedevano case e beni nei sobborghi di Vanchiglia, di San Solutore e in Val San Martino.
A Moncalieri, dai documenti disponibili, emerge una presenza templare molto attiva nel Duecento mentre a Villastellone i Templari possedevano la magione di San Martino della Gorra. “I Templari in Piemonte” dell’antropologo Massimo Centini e “Quando in Italia c’erano i Templari” della studiosa Bianca Capone Ferrari sono due eccellenti libri, ricchissimi di informazioni e note storiche su luoghi, personaggi e vicende dei Templari in terra subalpina. Il volume di Bianca Capone, in particolare, è dedicato “alla memoria della Cavalleria templare, immolatasi eroicamente per la difesa di San Giovanni d’Acri nel 1291, ultimo baluardo cristiano in terra d’Oltremare”.
Filippo Re
Il percorso espositivo riunisce una selezione di 36 stampe con l’intento di restituire al pubblico la dimensione immersiva e “cinematografica” di quel mondo fluttuante, ampliando lo sguardo anche ad alcuni oggetti e alle forme della cultura materiale che hanno accompagnato e reso possibile l’esperienza del viaggio nel Giappone tra XVIII e XIX secolo.
La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, istituita nel 1601 e percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, da mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo, servizi di tutti i generi e prodotti tipici. Hiroshige ed il suo team seppe restituire tutto questo, trasmettendo il senso del movimento, la vivacità e la varietà degli incontri e il fascino di un paese in movimento e in trasformazione. Le sue stampe trasformarono l’ordinario in straordinario, aprendo al pubblico giapponese – e in seguito anche a quello occidentale – un mondo sospeso tra realtà e sogno.
Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti.
In occasione del progetto allestitivo che presenta la celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, il percorso guidato propone un approfondimento sulla collezione di arte giapponese del MAO.
L’esperienza trasporta il pubblico attraverso luoghi celebri e memorie storiche del Giappone, radicati nell’immaginario collettivo, grazie al linguaggio visivo e all’interpretazione narrativa che ne diedero abili artisti, a favore da un lato di una ristretta élite e, dall’altro, della vivace nuova cultura urbana di Edo, l’odierna Tōkyō.
Costo: 7€
Le visite sono acquistabili solo online
Per info e prenotazioni: t. 011.19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it
Ai 381 metri d’altitudine dell’ottocentesca “Fortezza” sabauda, sarà un fine settimana di “Incontri d’autore” e di grande “Musica”
Da giovedì 23 a sabato 25 luglio
Bard (Aosta)
Dopo l’incontro di domenica 19 luglio scorso con lo psicanalista e saggista Massimo Recalcati, che ha presentato il suo ultimo libro “La luce e l’onda.Cosa significa insegnare?” (Ed. Einaudi), giovedì 23 luglio (ore 21), sempre nella “Piazza d’Armi” del “Forte” valdostano, oggi principale “polo culturale” delle Alpi occidentali, sarà Stefano Mancuso, noto scienziato e divulgatore, tra le massime autorità mondiali impegnate a studiare e a divulgare una “nuova verità sulle piante” a intrattenere, al chiaro di luna, il folto pubblico che solitamente presenzia alle serate estive organizzate con saggio intuito e rigore al “Forte” per eccellenza della Vallée. Tema della serata: “La rivoluzione delle Piante”. Mancuso (docente di “Arboricoltura Generale ed “Etologia Vegetale” all’Università di Firenze) accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio nel mondo delle piante, “organismi intelligenti e sensibili, capaci di produrre e gestire la propria energia, comunicare tra loro, cooperare per la sopravvivenza e costruire complesse reti di scambio e sostegno reciproco”. Un modo tutto nuovo, un’autentica rivoluzione sul come considerare il mondo vegetale e le piante: non più come “elementi passivi o semplici sfondi, ma come esseri intelligenti, sensibili e capaci di comunicare, scegliere e ricordare”. Concetti affascinanti, sostenuti da attente basi scientifiche, già espresse, per altro, da Mancuso in alcuni suoi libri (tradotti in tutto il mondo), tra cui “Verde Brillante” – scritto a quattro mani con Alessandra Viola e edito da “Giunti” – “La Nazione delle Piante” e “Fitopolis. La città vivente”, entrambi pubblicati da “Laterza”. L’appuntamento con Stefano Mancuso é ad ingresso gratuito (prenotazione obbligatoria compilando il “form” sul sito www.fortedibard.it) ed é promosso in collaborazione con la “Libreria Mondadori” di Ivrea.
E ancora, venerdì 24 e sabato 25 luglio (ore 21,30), la “Scienza” cede il passo alla “Musica” (musica d’alto livello, in ogni senso) con il “live” acustico di Daniele Silvestri e l’omaggio, in voce e note sonore, a San Francesco d’Assisi di Angelo Branduardi. Eventi inseriti, entrambi, nella Rassegna “Aosta Classica al Forte di Bard”, permetteranno di avvicinarci a due tra i massimi esponenti del nostro migliore “cantautorato” d’impegno civile e sociale. La cifra stilistica del romano (classe ’68) Silvestri riesce a coniugare perfettamente (esercizio di grande professionalità e acuta intelligenza!) la ricerca di una nuova canzone d’autore con il riscontro del grande pubblico, “mescolando talento e tradizione, leggerezza espressiva e impegno civile”, come testimoniano canzoni quali “Cohiba”, “Il mio nemico”, “L’appello”, “Quali alibi”, “A bocca chiusa” e “Argentovivo”, al fianco di evergreen come “Le cose in comune”, “Occhi da Orientale”, “Testardo”, “Salirò” e “La Paranza”, solo per citarne alcune. Impegno civile e politico, si diceva: schieratosi contro il “referendum costituzionale” sulla “Riforma della Magistratura”, il 18 marzo scorso, Silvestri si è esibito durante la manifestazione organizzata dai Comitati della Società Civile “per il NO”, presentando il suo ultimo brano, sicuramente originale e apertamente manifesto, “Un Paese di sana e robusta Costituzione”.
Da non perdere (o almeno fare il possibile per non perderlo) l’omaggio a San Francesco d’Assisi di Angelo Branduardi (il “Menestrello” di Cuggiono milanese, cresciuto a Genova, classe ’50) che porterà sul palco della “Piazza d’Armi” sabato 25 luglio, alle 21,30, lo spettacolo “Il Cantico”, tratto dal francescano “Il Cantico delle Creature”, interpretato dal cantautore nell’album “L’infinitamente piccolo” con testi curati insieme alla moglie Luisa Zappa e pubblicato in occasione del “Giubileo” del 2000. L’evento coprodotto da “Aosta Classica” e dall’“Associazione Forte di Bard” celebra la ricorrenza degli 800 anni dalla morte di San Francesco, Patrono d’Italia. “Il Cantico” sarà un’occasione per rivivere la profondità degli scritti francescani e lasciarsi ispirare dai temi contemporanei che San Francesco –considerato “primo poeta della Letteratura Italiana, artista di profonda umanità e uomo di pace” – già nel suo tempo, sapeva incarnare con straordinaria modernità: povertà, ecologia, amore per la vita e accoglienza (biglietti concerti su “Ticketone.it”).
Per gli eventi serali è possibile prenotare la cena al ristorante interno “La Polveriera”: prenotazioni@fortedibard.it – Tel. 0125/833811. Attiva area ristoro in Piazza di Gola.
Gianni Milani
Nelle foto: Stefano Mancuso (Ph. Anna Fantuzzi); Daniele Silvestri e Angelo Branduardi
Si è conclusa la terza edizione di SISTEMA CINEMA. Il cinema come linguaggio, strumento, professione progetto di AGIS che utilizza il mezzo audiovisivo quale strumento didattico. Da novembre 2025 a maggio 2026 sono state realizzate le attività di progetto, tutte a titolo gratuito, che hanno coinvolto complessivamente oltre 7.000 studenti di 118 plessi dislocati in 47 comuni del Piemonte. In continuità con le precedenti edizioni sono stati proposti specifici percorsi in base all’ordine scolastico, dalle scuole dell’infanzia alle scuole secondarie di secondo grado, per affrontare temi quali i diritti civili, sociali e la tutela dell’ambiente.
Il progetto ha avuto un’ampia diffusione sul territorio piemontese. Sono state coinvolte 17 sale cinematografiche in cui sono state realizzate 38 proiezioni. Di queste, 27 sono state arricchite dall’intervento di esperti. Attraverso la loro mediazione le tematiche trattate nei film e il linguaggio cinematografico sono stati proposti in modo adeguato all’età dei partecipanti, rendendo i contenuti accessibili e coinvolgenti per tutti. Per le restanti 11 la sala cinematografica si è trasformata in aula didattica per affrontare in maniera ludica alcuni elementi specifici del cinema.
L’offerta formativa si è completata con diversi momenti esperienziali. Sono stati realizzati 5 laboratori di produzione che hanno permesso agli studenti della fascia 5/6 anni di costruire macchine ottiche e agli allievi delle secondarie di I grado di sperimentare la produzione di un mockumentary.
Sono state inoltre proposte 12 visite guidate presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino e nella sede di O.D.S. per un’esperienza diretta sul doppiaggio. Infine il progetto ha coinvolto il corpo docente proponendo 4 corsi di formazione per docenti.
“L’ampia adesione e l’entusiasmo registrati per questa terza annualità – riferisce Gimmi Basilotta, Presidente AGIS Piemonte Valle d’Aosta – testimoniano l’efficacia del cinema come strumento pedagogico d’eccellenza. Proprio per la sua capacità di rendere intuitivi concetti complessi e stimolare il pensiero critico, è essenziale che progetti come questo non rimangano esperienze isolate, ma diventino un appuntamento continuativo e consolidato nell’offerta formativa, a beneficio di tutta la comunità scolastica.”
“I bandi Cinema per la Scuola – riferisce Marta Valsania, Direttrice Generale AGIS Piemonte Valle d’Aosta – sono stati recentemente pubblicati e anche quest’anno siamo al lavoro per partecipare. Oggi stiamo raccogliendo le adesioni degli Istituti Scolastici di ogni ordine e grado sempre con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di plessi. Nell’ottica di un riequilibrio territoriale dell’offerta formativa e culturale diamo particolare attenzione a quei territori decentrati e che con difficoltà possono avere accesso a questo tipo di progettualità. Invitiamo quindi tutti i dirigenti scolastici e i docenti interessati a contattarci.”
SALE COINVOLTE Multisala Vittoria, Bra| Ariston, Acqui Terme| Margherita, Cuorgnè | Italia, Vercelli | Movie Planet, Borgovercelli | Ritz, Pinerolo | Verdi, Candelo | Massaua, Torino | Ideal Cityplex, Torino | Elios, Carmagnola | Nuovo Lux, Centallo | Comunale, Barge | Delle Valli, Villar Perosa | Sabrina, Bardonecchia | Don Bosco Digital, Rivoli | Moderno, Novi Ligure | Supercinema, Venaria
SISTEMA CINEMA è stato realizzato da AGIS Piemonte Valle d’Aosta nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da Ministero dell’Istruzione (MIM) e Ministero della Cultura (MIC), Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici – Sezione Interregionale Piemonte Valle d’Aosta; Dipartimento di Studi Umanistici – Università degli Studi di Torino; USR – Ufficio Scolastico Regionale Piemonte; AMIAT Torino; Film Commission Torino Piemonte; Coop. O.D.S. – Operatori Doppiaggio e Spettacolo; Prodea Group; Fondazione Fitzcarraldo.
Tra “stand-up” e “musica” di qualità nelle terre “UNESCO” del Piemonte meridionale
Da venerdì 24 a domenica 26 luglio
Gavi (Alessandria) / Cherasco e Bra (Cuneo)
La seconda settimana di “Attraverso Festival”, XI edizione della Rassegna che, dal 13 luglio al 19 settembre, “abita” borghi e piazze di Langhe, Roero, Monferrato e Appennino piemontese, nel prossimo fine settimana, da venerdì 24 a domenica 26 luglio, riunisce alcuni dei nomi più significativi del teatro di narrazione, della “stand-up comedy” e della musica d’autore, nel segno sempre di “#pop”, termine scelto per sottolineare “il legame con il pubblico e con i temi del presente”. Maurizio Lastrico e Stefano Massini. Saranno loro, i protagonisti della “doppia” serata di venerdì 24 luglio. Appuntamenti giocati su un’intelligente ironia che non fa sconti al pensiero, quelli proposti dai due attori in quel di Gavi(Alessandria) e di Cherasco (Cuneo).

Il primo, Maurizio Lastrico arriva alla cinquecentesca Tenuta “La Centuriona” di Gavi(dopo il successo dello scorso anno a Saluzzo), con il suo – titolo a doppio senso – “Sul Lastrico”(ore 21), spettacolo che ha già registrato il “sold out” in prevendita. In scena, nella storica Tenuta gaviese “dove il sole danza sulle vigne dando vita a un nettare che incarna l’eccellenza enologica”, l’attore (diplomato alla Scuola del “Teatro Stabile” di Genova, sua città natale, numerose partecipazioni cinematografiche e famoso “PM” Marco Nardi in Tv, dall’11^ alla 13^ stagione del super noto “Don Matteo”) parla della sua vita e della sua carriera, giocando sempre sulle rime e coinvolgendo il pubblico ad interagire durante lo spettacolo. A “colpi di metrica”, Lastrico – già conosciuto come comico per gli endecasillabi danteschi – porta in scena uno spettacolo “sapientemente equilibrato, che guarda al presente, ma con la capacità di rinnovarsi continuamente senza mai perdersi nella nostalgia”.
Fiorentino, classe 1975, “compositore e ‘scompositore’ di parole e di storie quotidiane”, Stefano Massini sarà invece ospite, in Piazza Arco del Belvedere (ore 21) a Cherasco (Cuneo), con “La ricerca della felicità”, accompagnato dalle musiche dal vivo di Luca Roccia Baldini. Unico autore italiano ad aver finora ricevuto un “Tony Award”, l’“Oscar del Teatro” americano (oltre ad essersi aggiudicato sia il “Drama League Award 2022” sia l’“Outer Critics Circle Award 2022”), Massini – scoperto in Tv dal grande pubblico per la sua “Piazzapulita” e in altri programmi come “Ricomincio da Rai3” o per le sue “lezioni-racconti” sui libri nel talent di “Amici” – porta “in piazza” un tema quanto mai caro a tutti, com’ è per l’appunto la “ricerca della felicità”. E lo fa con assoluto garbo e scenica ironia, passando da storie intime a vicende collettive. In cui ognuno di noi può ritrovare sé stesso o la parte più debole, più forte o più grintosa del nostro io, “fino all’incredibile constatazione che oggi siamo tutti ostaggi di un dovere categorico: essere per forza, a tutti gli effetti sempre felici”. E se non lo siamo? “Ci tocca simularlo”, dice Massini. E allora, continua, “benvenuti tutti nel grande teatro della finzione, quello in cui ognuno di noi si impone il sorriso per non finire tra i ‘perdenti’”. Alla fine si ride. Ma d’un sorriso amaro! Con addosso tanti “perché”.
Sabato 25 luglio (ore 21), l’appuntamento a Bra(Cuneo), al “Parco della Zizzola”, è con la “Musica”. Quella raffinata, sensibile e poetica del cantautore romano Niccolò Fabi, ormai considerato (dopo trent’anni di attività, più di cento canzoni a sua firma, dieci dischi di inediti, due raccolte ufficiali, tre “Targhe Tenco” e tant’altro ancora) come uno dei più importanti in assoluto cantautori italiani. A Bra, Fabi farà tappa con il suo tour estivo “Estate 2026”, un concerto che mette insieme brani del suo repertorio con nuove composizioni, mantenendo vivo quel rapporto diretto con chi ascolta, che caratterizza da sempre i suoi live e che ben si adatta al contesto del Parco, dove la dimensione acustica e la cura degli arrangiamenti dialogano con l’atmosfera del luogo. In apertura, la cantautrice salernitana Chiaré, vincitrice del “Premio Gianmaria Testa 2026”, porta sul palco una scrittura fresca e consapevole, confermando il ruolo del Festival nel sostenere nuove proposte della canzone d’autore.
La settimana si chiude domenica 26 luglio (ore 21), di nuovo a Cherasco (Cuneo), in Piazza Arco del Belvedere, con la satira e la comicità irriverente del romagnolo di Forlimpopoli, Eleazaro Rossi (“stand – up comedian” oggi tra i più “in tiro”) che torna al “Festival” con due repliche del suo nuovo monologo, “Kamikaze”. Dal 2022, co-conduttore del noto programma tv “Le Iene”, il nostro pone la più spietata autocritica al centro del suo nuovo spettacolo (molto appropriato il titolo), chiedendo al pubblico (sadico!) di riconoscersi nelle situazioni narrate e venendone signorilmente fuori con l’inevitabile strappo di una sonora risata che non tarda mai a stemperare gli animi. Si è scritto: “‘Kamikaze’ non è solo uno spettacolo … E’ una catastrofe annunciata. Ma molto, molto divertente”. Siamo d’accordo. Per info e programma completo: www.attraversofestival.it
g.m.
Nelle foto: Maurizio Lastrico, Stefano Massini (Ph. Marco Borrelli), Niccolò Fabi (Ph. Arash Radpour), Eleazaro Rossi