CULTURA E SPETTACOLI

Ad Alba è (quasi) “Collisioni”

Dal rock internazionale all’indie, fino all’urban contemporaneo: l’albese piazza Medford si prepara alla 18^edizione del “Festival Agri Rock”

Sabato 27 giugno/sabato 4 e domenica 5 luglio

Alba (Cuneo)

Presentata a Torino, è ormai prossima al debutto, nella “Piazza Medford” di Alba, la 18^ edizione di “Collisioni”, il “Festival Agri Rock” (calzante definizione per quel geniale intreccio mantenuto negli anni tra suoni “contemporanei” e antichi valori di un territorio agricolo per eccellenza) che da sabato 27 giugno a domenica 5 luglio tornerà ad animare la storica capitale di Langa con tre grandi giornate dedicate al “sound contemporaneo”, confermandosi come uno degli eventi musicali più attesi dell’estate italiana. Tre grandi giornate (promosse da “Ministero della Cultura”, “Regione Piemonte” e “Città d’Alba” insieme ad innumerevoli Enti e Istituzioni Culturali ed Associative del territorio), con un primo appuntamento sabato 27 giugno e la “doppietta” delle “Giornate Giovani” in collaborazione con “Banca D’Alba”, in programma sabato 4 e domenica 5 luglio, durante le quali “Collisioni” saprà confermare appieno la propria capacità di “raccontare la musica contemporanea in tutte le sue sfumature, ospitando alcuni dei nomi più significativi della scena nazionale e internazionale”.

“La diciottesima edizione di Collisioni – racconta Filippo Taricco, direttore artistico dell’evento – conferma la vocazione del Festival a mettere in dialogo mondi musicali diversi, generazioni differenti e pubblici sempre più ampi. Da Ben Harper, artista simbolo della musica internazionale degli ultimi trent’anni, fino ai protagonisti dell’indie e dell’urban contemporaneo, abbiamo costruito un programma che racconta il presente senza dimenticare la qualità artistica che da sempre contraddistingue Collisioni”.

“Un punto di forza di ‘Collisioni’ – sottolineano da parte loro gli amministratori regionali e locali – è che non si tratta di un Festival paracadutato in un non-luogo e che potrebbe svolgersi ovunque. È il più grande evento musicale d’autore che intorno ha Alba, le Langhe, il paesaggio vitivinicolo ‘Unesco’, con tutta la ricchezza di esperienze che una giornata o un soggiorno qui sanno offrire: dalla storia al paesaggio a, naturalmente, un’enogastronomia unica al mondo”.

E di caratura fortemente internazionale é proprio l’artista che andrà ad inaugurare l’edizione 2026: Ben Harper, cantautore e chitarrista californiano, ad Alba per l’unica data del nord Italia, con la sua leggendaria band “The Innocent Criminals”, nella serata di sabato 27 giugno. Tra i più influenti e versatili artisti della sua generazione, Ben Harper è capace di muoversi con naturalezza fra diversi generi musicali, dal “pop” al “blues”, al “rock”, fino al “funk” e al “folk”. Al suo attivo, 18 album in studiooltre 16 milioni di dischi venduti e tre “Grammy Awards”, oltre alla nomination, nel 2023, ai nuovi “Grammy Special Merit Award” nella categoria “Best Song For Social Change”.

Dopo il “ciclone” Harper “Collisioni” entra nel vivo nel weekend successivo con le due grandi “Giornate giovani” in programma sabato 4, con una “maratona live” dedicata all’ “indie italiano” e domenica 5 luglio, totalmente votata al “sound urban contemporaneo”. Ad aprire la “line up” di sabato 4 luglioAlfa che arriva a “Collisioni” per la sua “unica data in Piemonte”, reduce da un 2025 straordinario e dopo una serie di tour che hanno registrato il tutto esaurito non solo in Italia, ma un po’ in tutta Europa. Nella stessa giornata è atteso Frah Quintale (32 dischi di platino e 11 d’oro), per l’“unica data estiva in Piemonte” del suo “Summer Tour”, in occasione della pubblicazione del nuovo album “Amor Proprio”. A seguire, sul palco di Piazza Medford, si alterneranno il siracusano Marco Castello (anche per lui unica data in Piemonte) con i brani del suo terzo album “Quaglia Sovversiva” e l’astigiano “cantautore indipendente” e “content creator” Andrea Cerrato.

La seconda “Giornata Giovani” di domenica 5 luglio, porta al Festival le voci più contemporanee della scena “urban” internazionale, a cominciare da Moradrapper spagnolo di origine marocchina, vero e proprio nome di punta a livello europeo, insieme a Sayf, per l’unica data in Piemonte del suo “Santissimo Tour”. A chiudere il programma di domenica 5 luglio sarà il milanese Nerissima Serpe (al secolo Matteo Di Falco), in un mescolìo sonoro di “attitudine urban”, “estetica contemporanea” e forte “impatto live”, fresco di pubblicazione del suo ultimo album “Nerissima”, con i featuring di “Artie 5ive”, “Kid Yugi”, “Latrelle”, “Madame”, “Papa V” e “Promessa”. Nomi tutti di grande interesse che  “confermano – sottolineano Alberto Gatto e Caterina Pasini, sindaco ed assessora alla ‘Cultura’ di Alba – la capacità del Festival di richiamare in città migliaia di persone, intercettando un pubblico di tutte le età a partire dai giovani, e di offrire occasioni di incontro, divertimento e intrattenimento di grande qualità”. Tutto è pronto. A breve su il sipario! Per info e programmawww.collisioni.it

g.m.

Nelle foto: “Collisioni 2023” (Ph. Vincenzo Nicolello); Ben Harper (Ph. Barley Arts); Alfa – Roma 2025 (Ph Giorgia Zamboni)

Pista 500 del Lingotto, il grande schermo sfiora il cielo di Torino

Pinacoteca Agnelli e Distretto del Cinema, in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e Museo Nazionale del Cinema, presentano per il terzo anno consecutivo la rassegna cinematografica all’aperto “Cinema sulla Pista 500”, che nelle prime due edizioni ha riscosso un notevole successo.
Da giovedì 2 a domenica 26 luglio prossimi, una rassegna di diciotto film è  in programma sulla Pista 500. Le pellicole saranno proiettate su un maxischermo montato sulla Pista 500 con un’arena che potrà ospitare 170 posti. Il cartellone 2026 è curato da Fulvio Paganin, direttore artistico di Distretto Cinema, e si articolerà in sei percorsi tematici pensati per stimolare la riflessione e celebrare la grande arte cinematografica.
Ad aprire il programma sarà “Maschere al potere”, una riflessione sul potere che non si mostra mai a volto scoperto, ma indossa divise, si nasconde dietro la burocrazia, si traveste da utopia o si scherma dietro l’illusione della legalità, esplorando le molteplici incarnazioni del controllo, della manipolazione e dell’autorità. Verranno proiettati ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ che tratta la delirante impunità del potere istituzionale, ‘La zona di interesse’  in cui si parla di una raggelante e quotidiana normalità del male, ‘Fahreheit 451’ e  le derive geopolitiche e personali di “My father and Gheddafi”.
L’attenzione si sposta poi con “Soggettive d’autrice” all’altra narrativa delle registe del nostro panorama contemporaneo. Si tratta di quattro appuntamenti esclusivi “Il rapimento di Arabella”, “Antartica, quasi una fiaba”, “Illusione” e ”Breve storia d’amore” per andare oltre lo schermo. Ogni proiezione sarà, infatti, arricchita dalla presenza in sala delle autrici, pronte a dialogare con il pubblico e a svelare il dietro le quinte del loro processo creativo.
La proiezione prosegue con ‘Inevitabili attrazioni’, in cui si indagano quelle forze magnetiche a cui è impossibile opporsi, legami che sfidano le convenzioni sociali, le barriere biologiche e persino la stessa ragione. Un’esplorazione di quel territorio misterioso e magnetico in cui il desiderio si fa assoluto, bizzarro, travolgente e inevitabile.

Attraverso sei capolavori della storia del cinema, lo spettatore viaggerà  tra le diverse sfumature di attrazioni che hanno scosso e incantato il grande schermo, l’anticonformismo liberatorio e sentimentale di ‘Harold e Maude’ e quello speculare, ironico e disilluso de ‘Il laureato’ , la fantasia e la follia de ‘La forma dell’acqua’ e il labirinto di ossessioni surreali firmato da  Buñuel in “Quell’ Oscuro oggetto del desiderio”, i dettagli poetici che collegano i destini  de “Il favoloso mondo di Amélie” e i legami psicologici, torbidi e controversi de “Il portiere di notte”.
La rassegna si arricchisce di tre momenti che ne ampliano l’orizzonte  culturale, con uno spazio dedicato ai Restauri del Museo Nazionale del Cinema  con “I nostri anni”, pensati per celebrare la conservazione del nostro patrimonio filmico, cui si affianca la sezione Cinema Made in Piemonte , una finestra sulle produzioni profondamente legate al nostro territorio, come ‘Falene’. Non manca poi un doveroso e scintillante omaggio a Marilyn #100, che celebra il centenario dell’intramontabile icona attraverso la proiezione restaurata del capolavoro “A qualcuno piace caldo”.
Fiore all’occhiello di questa edizione è il parterre di ospiti che accompagneranno le proiezioni, offrendo al pubblico occasioni di approfondimento uniche.

Il viaggio tra gli incontri incomincerà giovedì  2 luglio con l’introduzione a “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” a cura del biografo  Mirko Capozzoni, arricchito da un collegamento speciale con Giovanna Gravina Volonté. Martedì 7 luglio il regista Jihan K e la produttrice Valentina Castellani  Quinn introdurranno il film “My father and Gheddafi”, mentre mercoledì 8 luglio il regista Louis Nero e Andrea Rocco, direttore della Fondazione Sardegna Film Commission, presenteranno la pellicola Milarepa.
La sezione dedicata alle registe contemporanee prenderà il via giovedì 9 luglio con Carolina Cavalli in sala per il “Rapimento di Arabella” , seguita venerdì 10 da Lucia Calamaro che introdurrà “Antartica, quasi una fiaba”. Domenica 12 luglio sarà protagonista Francesca Archibugi, che presenterà al pubblico “Illusione”, passando poi il testimone a Ludovica Rampoldi, in sala martedì 14 luglio per introdurre “Breve storia d’amore”.

Pinacoteca Agnelli

Lingotto, via Nizza 262/103

Da martedì  a domenica

Collezione permanente mostre temporanee10-19

Per aperture e chiusure straordinarie dell’istituzione www.pinacoteca-agnelli.it/visita

Mara Martellotta

“I giorni di Margherita” a Stupinigi

Due giorni alla Corte di Margherita. La “Palazzina di Caccia” di Stupinigi celebra la Regina e il suo stretto legame con la Residenza

Sabato 20 e domenica 21 giugno, dalle 10 alle 18,30

Stupinigi – Nichelino (Torino)

Un viaggio nel primo Novecento, alla Corte della Regina Margherita di Savoia (Torino, 1851 – Bordighera, 1926) negli “interni” della regia Residenza di Stupinigi e nel “giardino storico” di quell’autentico capolavoro del Barocco, magistralmente progettato dallo Juvarra, che fu residenza ufficiale sabauda dedicata alle battute di caccia e ai grandi eventi cerimoniali del tempo, nonché dal 1997 “Patrimonio Universale dell’Umanità – UNESCO”. Parliamo ovviamente della “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, che, nel fine settimana, sabato 20 e domenica 21 giugno, dedica alla prima ed unica Regina d’Italia (al secolo Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia-Genova) una due giorni di coinvolgenti iniziative “in cui si intrecciano storia, costume e memoria” nel segno del profondo rapporto che la legò alla Residenza alle porte di Torino, dove Margherita ebbe a soggiornare a lungo, trasformandola in una delle sue dimore più amate. L’appuntamento si inserisce nel programma di celebrazioni per il centenario della morte della Regina e coincide con l’anniversario del suo arrivo a Stupinigi nel giugno del 1901.

Cuore dell’iniziativa sarà l’esposizione, per la prima volta al pubblico, dello “Strascico Reale della Regina Margherita”, proveniente dalla “Collezione Datrino” del “Castello di Torre Canavese”. Il prezioso manto, indossato dalla sovrana in occasione di una visita ufficiale in Vaticano e realizzato dalle maestranze torinesi al servizio della “Casa Reale” nei primi anni del Novecento, sarà presentato nel “Salone Centrale della Palazzina”. Lungo quattro metri e riccamente decorato con seta dorata, damasco, fili d’argento e il caratteristico “nodo Savoia” (o “nodo d’amore”) lungo il bordo di passamaneria, rappresenta una testimonianza dell’arte tessile e della cultura di corte dell’epoca.

Per l’occasione, sabato 20 giugno“Poste Italiane” attiverà anche un “servizio filatelico temporaneo con bollo speciale”, recante la dicitura “Centenario scomparsa Regina Margherita di Savoia”Dalle 10 alle 16 i visitatori e i collezionisti potranno far timbrare con l’“annullo commemorativo” le proprie corrispondenze nella postazione allestita nella “Palazzina” e, in seguito, il bollo confluirà nella collezione storico-postale del “Museo Storico della Comunicazione” di Roma.

Ad animare la “due giorni”, all’interno della Residenza, saranno le varie “rievocazioni storiche”, curate dall’Associazione “Le Vie del Tempo” con esperti “rievocatori” provenienti da più regioni d’Italia e dalla Francia, impegnati a far rivivere la “vita di corte” dei primi del Novecento, attraverso allestimenti, documenti e personaggi che vi gironzoleranno attorno agghindati in perfetti abiti d’epoca.

Nell’“Appartamento del Re”, il percorso La corte di inizio Novecento” mette in dialogo le “architetture rococò” e la moda della “Belle Époque” nello studio privato della marchesa Paola Pes di Villamarina, prima dama di compagnia della Regina Margherita. In esposizione abiti originali dal 1890 ai primi del ‘900, provenienti dalle Collezioni “Times Travel Italia”, insieme a documenti storici e originali lettere d’epoca. Nell’“Appartamento della Regina”, ecco invece “I Menù di Margherita”. Per l’occasione, l’anticamera dell’appartamento si trasformerà in uno spazio di accoglienza attraverso la ricostruzione della “tavola reale”, prendendo spunto dal “menù” preparato in occasione del battesimo di Aimone di Savoia e della cresima di Umberto Maria, Conte di Salemi del 3 dicembre 1900. Nei giardini, infine, “Scene di vita quotidiana” rievocherà l’atmosfera dei pomeriggi di svago e delle passeggiate all’aria aperta, tra racconti, aneddoti e incontri. Sempre nel “giardino storico”, si terrà anche “La promenade de la Reine”: “tour” di mezz’ora a bordo delle “Carrozze Landau”, con “Gli Amici di Pegasus”, a sostegno della “Fondazione Ospedale Regina Margherita” di Torino e di “Casa Breast” dell’Ospedale Cottolengo.

Per le famiglie ci sarà anche il laboratorio “Margherita, che Pizza!”, attività creativa che prende spunto da uno degli episodi più celebri legati alla sovrana: la nascita della celebre “pizza Margherita”, dedicata alla Regina nel 1889 dal pizzaiolo napoletano Raffaele Esposito.

Completano la due giorni i “percorsi espositivi”Le Stanze di Margherita” e la mostra Sulle Strade della Regina”, nella “Citroniera di Ponente”, dedicata all’evoluzione dei “mezzi di trasporto” dell’epoca, attraverso il confronto tra “automobili storiche” e “carrozze ottocentesche”. Sarà inoltre possibile visitare l’esposizione Giacomo Puccini: musica, cinema e storia”, inaugurata nella “Galleria di Levante”, in cui si racconta del legame tra la Regina Margherita e il compositore lucchese attraverso gli “abiti originali” realizzati per il film “Puccini” di Carmine Gallone del 1953 e materiali provenienti dall’“Archivio Luigi Rovere”. E infine, dulcis in fundo, ispirata alla personalità di Margherita, sarà presentata anche una “nuova fragranza”. Provarla, per credere!

Per ulteriori info: “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi-Nichelino (Torino); tel. 011/6200601 o www.ordinemauriziano.it

g.m.

Nelle foto: La “Palazzina” di Stupinigi; Strascico Reale; Margherita e le macchine

La FLIC presenta i nuovi talenti del corso “Mise à niveau”

La FLIC Scuola di Circo di Torino, fondata nel 2002 dalla Reale Società Ginnastica Torino, è la prima scuola professionale di circo in Italia, e uno dei originali centri europei dedicati alla valorizzazione delle arti circensi.

All’interno della stagione “Caleidoscopio 2025-2026”, prosegue il percorso di apertura al pubblico delle esperienze formative della scuola, attraverso appuntamenti che permettono di osservare da vicino l’evoluzione artistica degli allievi e delle allieve, accompagnati da registi, coreografi e professionisti di livello internazionale. Dopo l’appuntamento di martedì 16 giugno scorso, quando il circo contemporaneo è uscito dagli spazi teatrali per incontrare direttamente la città con le “Incursioni urbane”, in programma in piazza Montale, nel quartiere Vallette, con partecipazione libera e gratuita, il percorso proseguirà giovedì 18 giugno, alle 19.30, allo Spazio Flic, con “Un passo nel circo”, per la presentazione curata da Erika Bettin, che vede protagonisti gli allievi e le allieve dell’anno “Mise à niveau”, corso preparatorio della scuola. L’ingresso è gratuito, con offerta libera facoltativa, fino a esaurimento dei posti.

Per molti di loro si tratterà della prima esperienza individuale davanti al pubblico. Ciascun partecipante presenterà una breve sequenza artistica legata alla propria disciplina circense, condividendo il lavori svolto durante l’anno affrontando il passaggio dalla pratica quotidiana alla dimensione scenica. L’evento rappresenta un piccolo ma rappresentativo passo nel loro percorso, e un’opportunità per mettersi alla prova, condividere il palcoscenico e portare in scena la propria ricerca artistica.

Erika Bettin, artista di circo contemporaneo, danzatrice e docente, si è diplomata alla FLIC nel 2008, dopo un percorso nella danza contemporanea. Fondatrice della compagnia Magdaclan, ha lavorato come interprete per la Enclave Dance Company di Roberto Olivan, e per la compagnia Finzi Pasca, partecipando a tournée internazionali e a numerosi produzioni di circo contemporaneo. Oggi affianca l’attività artistica a quella pedagogica e di ricerca, collaborando con diversi progetti formativi e creativi.

La stagione Caleidoscopio 2025-2026 si concluderà dal 26 al 28 giugno prossimo, con la quarta edizione di “Oscillante”, il primo festival dedicato alle discipline circensi “Ballant”, le spettacoli tecniche aeree oscillanti. Lo spazio FLIC e l’Area Bunker ospiteranno tre giornate di spettacoli, performance, musica dal vivo e incontri con artisti provenienti da Paesi europei ed extraeuropei, confermando Torino come punto di riferimento internazionale per la ricerca e la creazione nelle arti circensi contemporanee. Il festival rappresenta il momento conclusivo della stagione della FLIC, un’occasione unica per scoprire alcune delle più innovative espressioni delle discipline aeree oscillanti.

Info: www.flicscuolacirco.it

Mara Martellotta

Camera: “Retrospettiva” e “Photo Typo”

Camera, Centro Italiano per la Fotografia, inaugura il programma espositivo del neodirettore François Hébel con due mostre originali, una dal titolo “Retrospettiva” dedicata a Harry Gruyaert, che narra il colore come esperienza visiva e sensoriale, e “Photo Typo” di Werner Jeker, dedicata ai manifesti fotografici del maestro svizzero della grafica.
Entrambe le mostre sono curate da François Hébel e sono visitabili dal 18 giugno al 4 ottobre 2026.

“Retrospettiva” è  la prima grande mostra di Harry Gruyaert in Italia. Tra i maggiori protagonisti della fotografia contemporanea, il fotografo è nato in Belgio nel 1941 ed è membro di Magnum Photos. È  stato tra i primi fotografi europei, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, a conferire  al colore una dimensione  non più descrittiva,  ma puramente creativa, percettiva ed emotiva, capace di costruire una visione  radicalmente grafica del mondo. In un’epoca in cui la fotografia era prevalentemente celebrata in bianco e nero, il suo lavoro si inserisce nel solco tracciato da autori americani quali Saul Leiter e William Eggleston.
Seguendo un percorso cronologico, “Retrospettiva” si apre con una serie di TV Shots, realizzata a Londra nel 1972, in cui Gruyaert, inflenzato dalla pop art e dall’immaginario televisivo, manipola l’antenna del suo televisore per trasformare le immagini in composizioni vibranti e astratte. Olimpiadi, commedie televisive e i primi passi sulla Luna diventano così icone di una nuova cultura visiva dominata dal colore, simbolo di una TV che, in quegli anni, si reinventa a colori conquistando il pubblico con un linguaggio ipnotico e inedito.

Nella sezione intitolata Francia- Belgio vengono narrate le prime ricerche tra il Belgio,suo paese natale, e Parigi, città in cui si trasferisce nei primi anni Sessanta. Qui il fotografo si confronta con la sua terra di origine, un territorio che inizialmente percepisce difficile da interpretare cromaticamente, ma che , progressivamente,  grazie ai contesti industriali, le insegne e gli oggetti dai colori vivaci tipici degli anni Settanta, riesce a modellare  in  composizioni fortemente grafiche.
Nella sezione Sud emerge un altro nucleo fondamentale della sua poetica, il Marocco, che rappresenta per l’artista una vera rivoluzione visiva.
Qui luce, architettura, paesaggio e presenza umana si fondono in un’esperienza percettiva intensa e, a partire da questa esperienza, il fotografo compie numerosi viaggi nel Sud del mondo, dall’Egitto all’India, dalla Spagna alla Turchia, confrontandosi con luci abbacinanti, ombre profonde e tonalità vellutate che continuano ad ampliare la sua ricerca.
Dalle miniere agli impianti siderurgici, dai laboratori farmaceutici alle centrali nucleari, Gruyaert viene incaricato di realizzare immagini per opuscoli finanziari e campagne di comunicazione aziendale.
Nella sezione Industrie è  proprio il colore a trovare la sua piena espressione nel contesto professionale e industriale,  all’interno di ambienti tecnici e produttivi, dove riesce a trasformare macchinari, superfici e geometrie industriali in immagini quasi al limite dell’astrazione, dominate da contrasti cromatici e composizioni rigorose.
Est incontra Ovest pone in dialogo due mondi, da un lato i colori artificiali, seducenti e commerciali del sogno americano, dall’altro le atmosfere spoglie e incerte della Russia post sovietica. Attraverso questo confronto, il fotografo riflette sulle identità visive e culturali  di due sistemi profondamente diversi, mostrando come il colore possa diventare strumento di lettura sociale e politica.
Nella serie Litorali, nata quasi casualmente nel corso dei suoi viaggi e protagonista di un’intera sezione della mostra, le coste diventano per Gruyaert una sorta di sfida visiva, cui risponde riducendo gli elementi all’essenziale. Cielo, sabbia, mare e orizzonte costruiscono immagini minimali e sospese, dove luce e variazioni cromatiche sono assolute protagoniste.
Chiude il percorso “Aeroporti”, la sezione dedicata ai luoghi di transito per eccellenza, sale d’attesa, Vetrate, riflessi e trasparenze che affascinano Gruyaert per la qualità artificiale della luce e per la possibilità di creare composizioni geometriche attraversate da colori netti e presenze fugaci, trasformando spazi anonimi e quotidiani in immagini di forte intensità visiva.

Harry Gruyaert  è anche autore di numerosi libri che cura in prima persona in ogni particolare, lavorando a stretto contatto con il designer e editore per realizzare un oggetto unico.
Camera, invece del tradizionale catalogo, proporrà  tutti i libri attualmente disponibili, mentre una vetrina all’interno della mostra raccoglierà tutte le pubblicazioni dedicate al suo lavoro.
Camera propone inoltre una masterclass dal titolo “La geometria del colore” con Harry Gruyaert per i fotografi e per le fotografe che desiderino far evolvere  il proprio linguaggio visivo e rafforzare la proprio identità  autoriale. Si tratta di cinque giorni dal 30 settembre al 4 ottobre prossimi per immergersi nell’universo visivo di uno dei grandi maestri della fotografia contemporanea e pioniere indiscusso del colore. Sotto la sua guida diretta, ciascun partecipante lavorerà allo sviluppo e alla realizzazione di un progetto fotografico personale, affinando la propria visione autoriale  e trasformando radicalmente il modo di guardare la realtà.
Si tratta di un’opportunità rara per confrontarsi con lo sguardo di una figura chiave della fotografia a colori. Le iscrizioni sono fino al 10 settembre, con tariffa early bird entro il 30 luglio.

Accanto alla mostra del maestro belga, la Project Room ospita “Photo Typo”, esposizione dedicata a Werner Jeker, figura di riferimento internazionale nel campo della grafica applicata alla fotografia.
Nato in Svizzera nel 1944, Jeker rappresenta un caso unico nel panorama del graphic design contemporaneo. Considerato tra i più importanti cartellonisti della sua generazione, ha sviluppato un linguaggio visivo In cui fotografia e tipografia si fondono, in un equilibrio raffinato e audace, superando la semplice funzione comunicativa del manifesto per trasformarlo in una vera e propria opera d’arte autonoma.
L’esposizione, pensata appositamente per Camera e presentata in questa forma, riunisce un’ampia selezione dei manifesti più significativi realizzati da Jeker, con particolare attenzione a quei lavori che utilizzano la fotografia quale elemento strutturale della composizione.
È evidente la capacità dell’autore di intervenire sull’immagine con grande sensibilità e rispetto, preservandone l’integrità documentaria e al tempo stesso amplificandone la forza visiva attraverso il dialogo con la tipografia.Jeker ha saputo costruire una relazione originale tra immagine e testo e i suoi manifesti traggono ispirazione diretta dai contenuti delle mostre e dalle poetiche degli autori, mentre in altri progetti la fotografia diventa strumento evocativo per raccontare spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche  ed eventi culturali, sempre calibrati con precisione,  dando vita a composizioni essenziali ma di forte impatto.
Nel corso della  sua carriera, iniziata nel 1965 e proseguita in autonomia dal 1972, Jeker ha firmato oltre 800 manifesti, accanto a libri, progetti espositivi per importanti istituzioni culturali, sociali e commerciali internazionali. Tra gli altri premi ricevuti l’Infinity Award dell’International Center of Photography per l’uso innovativo della fotografia, oltre al primo premio per il progetto delle nuove banconote svizzere.
Da Camera sono per la prima volta pubblicati i migliori manifesti di Werner Jeker, in cui fotografia e tipografia dialogano tra loro. Sono circa 70 manifesti selezionati da una collezione di oltre 800 lavori realizzati nel corso della sua carriera.

Mara Martellotta

Savona ricorda il grande artista Walter Morando

Il 12 giugno nella Fortezza del Priamar in occasione del convegno nazionale ANGOPI, dopo gli interessanti interventi sulla storia e lo sviluppo dei porti, in particolare il porto di Savona, il presidente Marco Balestrino ha ricordato il talento di Walter Morando. Legato da passione lavorativa e artistica nei riguardi del porto, l’ANGOPI ha rievocato, nel PALA CROCIERE di Savona, le originali opere del geniale scultore savonese che ha dato dignità agli umili utensili contemplandoli ed elevandoli alla sfera dell’arte.

Minions & Monsters a Torino: la città si trasforma in un mondo di cinema e magia

Torino si prepara ad accogliere l’invasione più divertente dell’estate: dal 24 giugno al 1⁰ luglio si terrà un’esperienza immersiva al Museo Nazionale del Cinema. In occasione dell’uscita nell sale di “Minions & Monsters”, Universale Pictures porterà nel capoluogo piemontese una serie di iniziative speciali che trasformeranno la città in un palcoscenico dedicato alla magia, all’immaginazione e all’inconfondibile follia dei Minions. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Città di Torino, la collaborazione di Turismo Turismo e Provincia e del Museo Nazionale del Cinema, coinvolgendo alcuni dei luoghi simbolo della città, a partire dalla Mole Antonelliana. In “Minions & Monsters” gli aiutanti gialli, celebri e pasticcioni, si trovano coinvolti in una nuova avventura che li vede conquistare Hollywood, diventare star del cinema, perdere tutto e scatenare i mostri del mondo e unirsi per salvare il pianeta dal disastro che loro stessi hanno provocato. Dal 1⁰ luglio, il film sarà in tutte le sale, distribuito da Universal Pictures. Non è un caso che i Minions abbiano scelto proprio Torino per questa straordinaria celebrazione. Culla del cinema italiano e sede del Museo Nazionale del Cinema, Torino è da sempre legata a leggende, misteri, simbolismi che ne hanno generato il fascino internazionale, e per questo rappresenta il luogo ideale per accogliere un’avventura che unisce mostri, fantasia e divertimento.

Dal 24 giugno al 1⁰ luglio, il Museo Nazionale del Cinema ospiterà un‘installazione interattiva dedicata a “Minions & Monsters”. I visitatori saranno chiamati a aiutare i Minions a evocare creature misteriose attraverso un percorso coinvolgente e ricco di sorprese, e al termine e dell’esperienza sarà possibile scattare una foto ricorso all’interno di una photo opportunity dedicata ai protagonisti del film.

Per partecipare basterà registrarsi sul sito www.minionssandmonsters-torino.it

Momento culminante delle celebrazioni sarà il 25 giugno, quando andrà in scena l’anteprima del film per giornalisti, creator e ospiti invitati. Per l’occasione, un suggestivo Orange Carpet di 130 metri collegherà il Museo del Cinema al cinema Massimo, trasformando il percorso tra i due luoghi simbolo della cinematografia torinese in una vera passerella dedicata ai Minions. Al termine dell’anteprima, la festa si sposterà nel cuore simbolico della città, la Mole Antonelliana, che si illuminerà in una veste ispirata ai Minions, mentre sul lato rivolto verso via Po sarà proiettato uno spettacolare videomapping che celebrerà l’arrivo del film a Torino, trasformando uno dei monumenti più iconici d’Italia in un omaggio alla nuova avventura targata Universal Pictures.

Con queste iniziative, Torino conferma ancora una volta di avere il ruolo di casuale italiana del cinema e della cultura, pronta ad accogliere cittadini e appassionati per un’esperienza unica tra magia, spettacolo e divertimento.

M.M.

RAI Orchestra Pops dedica un omaggio a Morricone e alle melodie spagnole

Due concerti, il 18 giugno e il 6 luglio prossimo, presso l’Auditorium RAI di Torino

Torna Rai Orchestra Pops, il ciclo estivo di concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, che esplora i confini tra il linguaggio classico, la scrittura Sinfonica, la musica etnica il crossover e lo swing. Vi saranno due serate dedicate, il 18 giugno e il 6 luglio, all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino, entrambe trasmesse da Radio 3 e in live streaming sul portale di RAI Cultura. Sul podio si alterneranno direttori noti per la loro versatilità e apertura verso le nuove contaminazioni. Il primo appuntamento, giovedì 18 giugno alle 20.30, sarà dedicato alla Spagna, con protagonista il direttore David Giménez che, dal suo debutto avvenuto nel 1994, ha diretto in tutto il mondo le orchestre più importanti. Particolarmente versato nel repertorio vocale, collabora regolarmente con cantanti del calibro di José Carreras, Placido Domingo, Anna Netrebko, Roberto Alagna e altri. Accanto a Giménez, sul palco dell’Orchestra RAI salirà il chitarrista Pablo Sainz Villegas, acclamato dalla stampa internazionale come successore di Andrés Segovia, e ambasciatore della cultura spagnola nel mondo.

Il programma del concerto del 18 giugno, trasmesso da Radio 3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura, si apre con le atmosfere evocate dall’interludio “Y Danza” da “La vida breve” di Manuel De Falla, per poi addentrarsi nel cuore del repertorio iberico con il celebre “Concierto de Aranjuez” di Joaquín Rodrigo, interpretato da Sainz Villegas. La serata prosegue con una selezione dalle due suites dalla “Carmen” di Georges Bisez, nell’arrangiamento di Ernest Guiraud, del 1885, e si conclude con il brio trascinate del “Capriccio spagnolo” di Nikolaj Rimsky Korsakov. Dalle suggestioni spagnole, si passa al grande cinema con l’omaggio ad Ennio Morricone, previsto nel secondo appuntamento del 6 luglio, alle 20.30. Il rapporto di Morricone con l’Orchestra RAI è di lungo corso, e moltissimi sono stati i concerti che hanno visto le sue musiche in programma, anche in contesti eccezionali ali come l’arena di Verona, il Palaolimpico Isozaki di Torino, il Mediolanum Forum e la basilica di Assisi per il tradizionale Concerto di Natale su RAI 1 del 2012, spesso con lo stesso compositore sul podio. Altrettanto spesso i suoi brani sono stati affidati a grandi interpreti come Daniele Gatti che, nel luglio 2020, propose il celeberrimo “Gabriel’s Oboe” del film “Mission”, o Daniel Kavka, che nel 2009 portò al festival Berlioz de La Côte Saint André, in Francia, il brano “Jerusalem”, fino al più recente Concerto di Carnevale, a Torino, con il duo Igudesman & Joo, che ha proposto la sua scoppiettante versione delle musiche di “Per un pugno di dollari”. A sei anni dalla scomparsa del grande compositore, due volte Premio Oscar, l’Orchestra RAI gli dedica un nuovo tributo nel secondo appuntamento del Ciclo Pops, con sul podio Pietro Mianiti. Il programma attraversa le grandi partiture di Morricone che hanno segnato la storia del cinema, a partire dal sodalizio con Giuseppe Tornatore, “Nuovo Cinema Paradiso”, “La leggenda del pianista sull’oceano”, il brano “La visita” dal film “Bàaria”, fino all’epopea Western, non solo con Sergio Leone, e brani indimenticabili come “L’uomo con l’armonica”, il “Deborah’s Theme”, da “C’era una volta in America”, il tema di “Marco Polo” e il toccante “Addio ai monti” dallo sceneggiato “I promessi sposi”.

Il tributo poi prosegue esplorando le atmosfere ricercate di Mauro Bolognini e la potenza drammatica di Quentin Tarantino, con “L’ultima diligenza di Red Rock” da “The Hatefull Eight”. Non mancano melodie tratte dal mito collettivo come “Metti una sera a cena”, “Il clan dei siciliani” e “Mission”, con “The Falls” e il celebre “Gabriel’s Oboe”. Il percorso si snoda anche tra il rigore della musica assoluta delle “Varianti su un segnale di Polizia”, dove l’avanguardia trasforma il quotidiano in arte, e la forza civile del cinema, dell’impegno, con il celebre tema di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. A completare questo ritratto dell’autore, sono gli “Adagi sacrali” numero 1 e 2, momenti di profonda introspezione che svelano una parte dell’anima di Morricone.

I biglietti per i singoli concerti, da 15 a 20 euro, sono in vendita online sul sito dell’OSN Raie presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.

Auditorium Rai “Arturo Toscanini” – piazza Rossaro, Torino – 011 8104996

Mara Martellotta

Risonanti “Modulazioni” a Cuneo

Nello storico Capoluogo della “Granda”, tre serate tra musica inglese, madrigali e suggestioni barocche in “San Francesco” e in “San Sebastiano”

Da giovedì 18 a sabato 20 giugno, ore 21

Cuneo

“Resounding” (come dire “Risonante”“Clamoroso”): questo il titolo scelto per la V edizione (dedicata in prevalenza al “repertorio inglese”) di “Modulazioni”, il Festival di “musica antica”, prodotto da “Maestro Società Cooperativa” di Cuneo e organizzato da “Noau Officina Culturale”, con il sostegno e in collaborazione di numerosi altri Enti ed Istituzioni Pubbliche e Private. Tre serate di grandi e raffinate sonorità musicali.

Il via, giovedì prossimo 18 giugno, presso il Complesso Monumentale di “San Francesco” (via Santa Maria, 10), dove, a partire dalle 21, si svolgerà False consonances of melancholy (biglietti a 10 euro su ticket.it): protagonisti, la straordinaria violinista Amandine Beyer e “Gli Incogniti” (Alba Roca al violino, Baldomero Barciela alla viola da gamba, Nacho Laguna alla tiorba e chitarra barocca, Anna Fontana al clavicembalo). In uno spirito di “libertà, piacere e condivisione”, il noto Gruppo affronterà “repertori barocchi e classici” (da Bach a Vivaldi a Couperin, ad Haydn e Mozart). Docente di violino alla “Schola Cantorum” di Basilea dal 2010, Amandine Beyer con “Gli Incogniti” ha fondato nel 2017 un’Accademia di “Musica da Camera” rivolta ai “giovani ensemble barocchi”, offrendo anche “Atelier” di lavoro corporeo.

Il Festival prosegue venerdì 19 giugno, alle 21, presso la Chiesa di “San Sebastiano” (contrada Mondovì) con Musical bridges between Italy and Ireland (ingresso libero), inedita ed elaborata proposta del duo “Arparla” con Davide Monti al violino barocco e Maria Christina Cleary all’arpa doppia, “chiara testimonianza del patrimonio culturale condiviso e reso possibile da chi accetta la sfida del viaggio e costruisce ponti tra le culture”. Il repertorio del “duo” si focalizza in particolare su due periodi storici, in cui la coppia di strumenti rende in maniera eccellente la sintesi dell’estetica musicale dell’epoca: il “primo barocco” ed il passaggio tra “classicismo e romanticismo”.

La tre giorni si chiude sabato 20 giugnoalle 21, nuovamente presso il Complesso Monumentale di “San Francesco” (via Santa Maria, 10), con le voci de “La Compagnia del Madrigale” (Francesca Cassinari soprano, Elena Carzaniga contralto, Raffaele Giordani tenore, Matteo Bellotto basso, Giuseppe Maletto tenore e direzione), attualmente il più accreditato “gruppo madrigalistico” a livello internazionale, la cui discografia è stata più volte premiata dalla critica e che, in quel di Cuneo, sarà protagonista di Musica transalpina | Alfonso Ferrabosco e il madrigale italiano in Inghilterra (biglietti a 10 euro su ticket.it). Il programma presenta alcuni brani di “musica sacra e profana” del musicista bolognese Alfonso Ferrabosco (Bologna 1543 – 1588) – residente dal 1562 al 1578 in Inghilterra alla corte della regina Elisabetta e principale artefice della divulgazione del “madrigale italiano”, fiorito soprattutto nel Rinascimento e incentrato su temi amorosi, pastorali o idilliaci, in “Terra d’Albione” – una scelta di “madrigali” di autori italiani presenti nelle raccolte inglesi, nonché alcuni esempi di “madrigali” di autori inglesi ispirati ai modelli italiani.

Tre serate, si diceva, di altissima musica, capace sicuramente, proprio per la qualità delle proposte e il “mestiere” dei musicisti e “artisti della voce”, proposti in rassegna, di creare atmosfere di particolare suggestione e poesia per il più vasto pubblico. Esperti, appassionati e neofiti. Le note sapranno offrire a tutti la possibilità di un viaggio nell’universo magico della melodia, saggia guida alla scoperta dei massimi valori della “quarta” arte.

Per ulteriori info e programma dettagliatowww.modulazioni.net

  1. m.

Nelle foto: Amandine Beyer e “Gli Incogniti”, “Duo Arparla” e “La Compagnia del Madrigale”