CULTURA E SPETTACOLI

Il ladro gentiluomo corre sui binari dell’Orient Express

In arrivo “Lupin” all’Alfieri, repliche dal 29 al 31 maggio

Fecero capo – anche se l’autore lo ha sempre smentito – alla “gesta” dell’anarchico francese Alexandre Marius Jacob le avventure di Arsenio Lupin che dal 1905 Maurice Leblanc prese a scrivere, per abbandonarlo soltanto a metà degli anni Trenta, ladri gentiluomini entrambi, gran seduttore l’eroe letterario, sempre pronto a prendere di mira per i suoi furti i borghesi e la nobiltà più facoltosi, elegante amatore del gioco e delle donne e del lusso, divertito e ironico, capace di fantasiose trasformazioni, intelligente e audace, lontano dalla violenza nelle sue imprese innumerevoli. Un eroe a cui anche il cinema – da Jacques Becker a Yves Robert a Édouard Molinaro – e le serie televisive, i fumetti e il nostro antico Carosello hanno guardato, decretandone il successo che non accenna, anche in tempi assai più vicini a noi, a disperdersi. Il suo esempio, estremamente reale, vissuto sulla scena francese, tra anarchia e tribunali e condanne – alla Caienna, per una ventina d’anni, graziato nel 1927 a seguito della campagna politica che veniva a interessare il pessimo stato dei bagni penali e l’intensificarsi delle lettere che la madre inviava al ministero della giustizia -, mozzo a quindici anni e presto pronto ad attuare quelli che lui definiva “recuperi” in una totale visione anarco-individualista (ma: “non credo che l’illegalità possa liberare l’individuo nella società moderna”, ebbe a confessare), anch’egli passato alla storia (in negativo) con il generale marchio di Ladro gentiluomo.

All’interno di un successo che perdura, arriva all’Alfieri di Torino, da venerdì 29 maggio (alle 20,45, con repliche sabato alla stessa ora e domenica alle 15,30), prodotto dalla Compagnia della Corona in coproduzione con il Teatro Fanin di San Giovanni in Persiceto all’indomani di una stagione felicissima e intensa che ha visto i sold out di Sanremo e di Napoli, di Firenze e di Roma, del San Babila di Milano e del Duse di Bologna e che già elenca date e luoghi della prossima, “Lupin – Il Musical” scritto e diretto da Salvatore Sito – napoletano di nascita, studi a Bologna, apprezzato cantante di musical e operette, regista dal 2009 con più di 50 titoli all’attivo conteggiando anche le sue felici incursione nella lirica, drammaturgo e librettista con quasi 40 titoli teatrali, regista residente per la rassegna “Passione in musica” presso il Teatro Mazzacorati 1763 di Bologna -, con le musiche di Paola Magnanini ricche di sonorità jazz, con le scene di Matteo Capobianco e i costumi di Silvia Lumes, le coreografie di Silvia Raschi e la direzione musicale di Rosa Sito. Interpreti principali Flavio Gismondi, romano di nascita, Romeo per l’opera-popolare di Riccardo Cocciante, successo in Spagna e in Olanda (qui accanto ad Anastacia), il musical è divenuto ormai la sua casa come è divenuto apprezzato volto televisivo con il romanzone del “Posto al sole”, lui povero Gianluca, ingannato figlio dell’antipatico avvocato Palladini, e Angelica Cinquantini, non ancora trentenne ma già un bell’excursus alle spalle, da Salvatores ai Cesaroni ad “Alice nel paese delle meraviglie”, soprattutto applaudita protagonista femminile del “Casanova” del Pooh Red Canzian. Un avvenire che promette successi, pronto per entrambi. Compagni di viaggio Federica Basile, Paolo Bianca, Andrea Rodi e Umberto Scida, tutti a percorrere un viaggio pieno di colpi di scena ed emozionale oltre che narrativo, in cui realtà e finzione s’intrecciano sino a confondersi. “Una drammaturgia del tutto originale, un testo tutto mio, chiaramente con tutti i riferimenti all’autore e alla sua creatura, un personaggio ponte tra romanzo e Manga – racconta Sito raggiunto al telefono. “Nelle letture ho incontrato un Lupin 1 e un Lupin 3, chiaro che m’interessasse conoscere quel Lupin 2 che dovrebbe legarli. Al termine della prima stagione abbiamo visto quanto il pubblico sparso per lo stivale abbia gradito, anche perché ci rendiamo sempre più conto quanto sia difficile investire in Italia in un prodotto nuovo.”

Sito è soddisfatto dei suoi attori, “con Flavio ci eravamo incrociati parecchi anni fa con la promessa di poter lavorare insieme. Anche Angelica procurerà parecchie sorprese, non ultimo un colpo di scena finale che sbalordirà il pubblico.” Nello stendere la scrittura dell’opera, Sito ha letto volumi e fatto ricerche, convincendosi che non pochi legami esistano tra Jacob e Lupin, perché, suggerisce un po’ velatamente, “ci sono cose che vanno scritte, cose che nemmeno l’autore avrebbe mai pensato quale strada avrebbero potuto prendere”. Come non si lascia scappare il titolo della grossa produzione che approderà la stagione prossima sul palcoscenico dell’Alfieri, complice un “grosso nome del cinema e della televisione di casa nostra.” Il sipario per ora si aprirà sui lussuosi vagoni dell’Orient Express – non ci sale soltanto Poirot -, sulla tratta Parigi-Istanbul, dove agisce questa volta il mitico Lupin, il ladro più pericoloso e affascinante del mondo, mettendo a segno un colpo sensazionale che lo ha reso padrone del “tulipano” di Ahmed III, un gioiello dal valore inestimabile, sottratto dalla cassaforte con quella maestria e quella fantasiosa sfrontatezza che soltanto il nostro ladro può possedere. Ma non si tratta di un “semplice” furto, quel “recupero” pare essere collegato al viso bello e sempre cercato della giovane Isabella, un’orfana parigina per cui Lupin prova un sentimento sincero e che riesce a conquistare proprio grazie a un delicato tulipano che lui ogni giorno le offre. Isabelle è una delle operaie di una fabbrica di cioccolato, un luogo che dovrebbe ispirare buonumore e dolcezza ma che al contrario si rivela ogni giorno più grigio. Un luogo di misteri, di complotti e di interrogativi che avranno la loro risposta quando il viaggio si sarà concluso all’ombra delle moschee e dei minareti di Istanbul. Il lieto fine è d’obbligo ma prima – affidando le loro voci alle canzoni e alle musiche che certo sono la radice del musical – la coppia dovrà attraversare i contrasti di un uomo d’affari spietato e senza scrupoli, il re del cioccolato, e dell’ispettore Ganimard, il più grande investigatore di tutta la Francia e l’unico uomo in grado di dare la caccia al mito senza tempo di Arsène Lupin.

Elio Rabbione

Foto Umberto De Martino

Ad Maiora Art, espongono Valentino e Sandona’

Manca ormai pochissimo all’inaugurazione della nuova mostra bipersonale ospitata da Ad Maiora Art, che vedrà protagonisti gli artisti Lara Valentino e Cristiano Sandonà. Un percorso espositivo che metterà in dialogo arte materica e linguaggio bidimensionale, dando vita a un confronto intenso tra stili, tecniche e visioni differenti.
Grande attenzione anche da parte del direttore generale Alessio Torzi, da sempre sostenitore della sperimentazione artistica contemporanea e della ricerca legata alla materia.
La comunicazione dell’evento porta invece la firma di Andrea De Benedictis, che ha ideato un progetto visivo capace di fondere le opere dei due artisti in illustrazioni, locandine e contenuti digitali, trasformando la promozione stessa in parte integrante dell’esperienza espositiva.
La mostra sarà visitabile a ingresso libero dal 1° al 30 giugno presso la sede di Via Santa Maria 4/C a Torino.
Per informazioni: 3273089505.

Enzo Grassano

Debutta al Carignano “Metadietro” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

Martedì 2 giugno, alle ore 19.30, debutterà al Teatro Carignano “Metadietro” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, che sarà in scena insieme a Daniele Cavaioli. L’habitat è di Flavia Mastrella, le luci di Alice Mollica, le voci fuori campo sono di Noemi Pirastru e Mauro Ranucci. Lo spettacolo è prodotto da La Fabbrica dell’Attore, Teatro Vascello e Rezza Mastrella, e indaga ed esplora con ironia l’essenza stessa della nostra umanità, il rischio costante del suo naufragio e la certezza di un impossibile salvezza.
Per la stagione in abbonamento del Teatro Stabile di Torino, “Metadietro” rimarrà in scena fino a domenica 7 giugno prossimo.

“L’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano – dichiarano Mastrella e Rezza -un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave, spalleggiato da una flotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole, c’è solo un gran divario pensare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio, che non è la migrazione di un popolo, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. E vissero tutti relitti e portenti. Tornare alla dimensione reale e selvaggia è impossibile, viviamo una nuova preistoria, la mansione umana è mortificata, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia, un ecopentagono provoca il vuoto, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi, ma sollecitazioni induttive. Nonostante tutto, la realtà non è mai uniforme, scombinato i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. La crudeltà tecnologica permea l’essere vivente, ed è la scomparsa dell’eroe”.

Teatro Carignano – 2/7 giugno – “Metadietro” di Flavia Mastella e Antonio Rezza – info: Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino – orari spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30/ mercoledì e venerdì ore 20.45/ domenica ore 16 – biglietteria: Teatro Carignano  – 011 5169555-biglietteria@teatrostabiletorino.it – da martedì a sabato dalle 13 alle 19 / domenica dalle 14alle 19 / lunedì riposo.

Mara Martellotta

Interplay alla Casa del Teatro

Balletto Tanz Tango. Danza d’autore e tango argentino si incontrano a Torino

Mirada Groove What are you looking at?

 Mercoledì 3 giugno 2026 ore 20.00  Teatro Astra – Torino

“Mirada Groove” nasce dall’incontro tra i linguaggi della danza contemporanea e del tango argentino, in un dialogo sul piano artistico, sociale ed emotivo.

Una milonga in cui si colgono, o si immaginano, stati e pulsioni tra assenza, presenza, aspettative. Lo spettacolo indaga la natura delle relazioni umane nei contesti collettivi, dove lo sguardo gioca, cerca, promette. Come sarebbero le nostre vite, le comunità, i contesti che costruiamo se godessero vitale scintilla del sentirsi amati, riconosciuti e valorizzati o godessero di uno stato quasi erotico, inteso come qualità essenziale dell’amore per la vita?

Un incontro inedito tra la danza d’autore contemporanea e il tango argentino animerà il palcoscenico del Teatro Astra, nel cuore di Torino, mercoledì 3 giugno 2026 alle ore 20.00.

Monica Secco, coreografa e danzatrice torinese, porta in scena lo spettacolo Mirada Groove, what are you looking at?, parte della sua ultima ricerca performativa Tanz Tango. Avviato tre anni fa in collaborazione con il performer e maestro di tango argentino Ruggero Meirone, il progetto ha già ottenuto riconoscimenti dal Comune di Bra, nel corso della presentazione pubblica presso lo storico Palazzo Traversa, e dal prestigioso International Dance Council, durante il Congresso di Danza e Ricerca tenutosi ad Atene.

La ricerca artistica di Tanz Tango esplora l’incontro tra il tango argentino, concepito come abbraccio per una comunità in ascolto, e la danza contemporanea: due linguaggi complementari capaci di dialogare sul piano artistico, sociale ed emotivo.

La performance Mirada Groove, strutturata in atti, approfondisce il rapporto tra la relazione, l’ascolto e la collettività. Monica Secco, direttrice artistica dell’evento e autrice delle coreografie, mette in scena la natura delle relazioni umane e l’influenza dei contesti sociali e culturali sulle forme dell’incontro, dell’amore e della prossimità. Il mistero che nasce da un passo condiviso, la vertigine dell’affidarsi, il dialogo tra cedere e resistere diventano elementi centrali di una scrittura coreografica in cui due corpi, soli e insieme, tracciano mappe effimere destinate a esistere solo nell’istante della loro creazione.

Figura di riferimento nel panorama della danza contemporanea italiana, Monica Secco esplora l’invisibile e ridefinisce i confini tra le arti performative. Fondatrice del Centro di ricerca coreografica Artemovimento a Torino, ha curato progetti innovativi come Insoliti – Festival internazionale di danza contemporanea e vinto nel 2017 il Progetto Europeo Performaction.

Il programma della serata

Mirada Groove, what are you looking at? avrà inizio alle ore 20.00 presso il Teatro Astra di Torino, in via Rosolino Pilo, 6. Sul palco si esibiranno i danzatori della compagnia stabile insieme ai ballerini di tango Silvia Brusco e Paolo Fiorito, Marzia Bumbaca e Miguel Gallego, in uno spettacolo che fonde danza contemporanea e tango argentino.

La serata vedrà anche l’intervento della violinista Yulia Verbizkaya e l’esibizione del noto cantante milonguero Federico Pierro.

A seguire si svolgerà un public talk sull’incontro tra i linguaggi della danza contemporanea e del tango argentino e sugli aspetti sociologici che emergono e accompagnano la danza e il ballo sociale. Interverranno Monica SeccoElisa Guzzo Vaccarino, filosofa e voce fra le più autorevoli della critica di danza in Italia, Chiara Castellazzi e Claudia Allasia, note giornaliste e critiche di danza internazionale, e la psicologa Serena Kaneklin. Modera il critico e drammaturgo teatrale Alan Mauro Vai.

Il progetto ha ricevuto l’appoggio di Faitango e di Airdanza, importanti realtà che si occupano di approfondire la ricerca nel settore della danza.

Si svolge con il patrocinio della Circoscrizione IV della Città di Torino.

 

Scrittura coreografica e direzione

Monica Secco

Progetto di ricerca artistica

Monica Secco

con Artemovimento – centro di ricerca coreografica

e la collaborazione al progetto di Ruggero Meirone

Per le coreografie di tango argentino in collaborazione con:

Ruggero Meirone, Paolo Fiorito e Silvia Brusco, Miguel Gallego e Marzia Bumbaca

 In scena

Balletto Tanz Tango contemporary dance company

Monica Secco, Chiara D’Ingeo, Martina D’Oro, Ilenia Pantè, Veronica Danielli, Ruggero Meirone,

Nina Feller, Camilla Rizzo, Luca Marchese

Con la partecipazione dei ballerini: Marzia Bumbaca, Miguel Gallego, Silvia Brusco, Paolo Fiorito

Violino: Yulia Verbizkaya

Canta: Federico Pierro

Public Talk

Chiara Castellazzi, Claudia Allasia, Elisa Guzzo Vaccarino, Monica Secco, Serena Kaneklin

Modera Alan Mauro Vai

Con l’appoggio di

FaiTango

AirDanza

Patrocinio

Circoscrizione 4 della città di Torino

Organizzazione e produzione

Artemovimento-centro di ricerca coreografica

Via E. Bava, 18 Torino

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Posti limitati – È richiesta la prenotazione
📧 info@artemovimento.org
📞 334 9138721 / 011 837451

Ritorna al Cinema Massimo il Festival CinemAmbiente

 

La più importante manifestazione dedicata ai film a tema ambientale, dal 3 al 7 giugno prossimo

Dal 3 al 7 giugno prossimo si svolgerà  a Torino la più importante manifestazione dedicata ai film a tema ambientale, il Festival CinemAmbiente, promosso dal Museo Nazionale del Cinema e diretto da Lia Furxhi; online sulla piattaforma Open DDB la selezione dei titoli in cartellone sarà  visibile tramite il sito www.festivalcinemambiente.it fino al 14 giugno.

La serata inaugurale del Festival sarà dedicata alla Groenlandia e alla sua storia, presentando la versione restaurata  di “Den store Grønlandsfilm”, “Il grande film della Groenlandia” del 1922, sonorizzazione dal vivo dalla band inuit Inuk, un omaggio al territorio simbolo del cambiamento climatico, oggi al centro di tensioni geopolitiche internazionali, e un prologo a uno degli argomenti centrali della ventinovesima edizione, lo scioglimento dei ghiacciai, che ispira anche l’immagine guida firmata dal regista e disegnatore Roberto Catani. Il festival si chiuderà domenica 7 giugno con l’anteprima italiana di “Groundswell”, ultimo capitolo della trilogia dedicata all’agricoltura rigenerativa dai registi statunitensi  Josh e Rebecca Tickell.
Questa edizione presenta 69 film, provenienti da trenta nazioni, suddivisi competitive e proiezioni speciali.
Il Concorso documentari presenta 8 lungometraggi con stili, ambientazioni e temi molto diversi tra loro. “Rua do pescador n. 6” è il film con cui l’attrice e regista brasiliana Bárbara Paz racconta il day after di una delle più devastanti alluvioni del suo Paese; “ Time and Water” della candidata al Premio Oscar Sara Dosa è tratto dall’opera omonima, dello scrittore islandese Andri Snaer Magnason, protagonista del film, che intreccia memorie personali alle storie dei ghiacciai in via di estinzione. “Social Landscapes” di Jonas Meier si interroga su quanto e come la percezione dei luoghi meta dei nostri viaggi sia condizionata dagli algoritmi di un mondo sempre più interconnesso.
“Arctic Link” di Jan Purnell esplora gli ultimi luoghi ancora non cablati nell’epoca della globalizzazione delle rotte digitali sottomarine. Gli altri lungometraggi sono “Desert Passages” di Kevin Brennan e Laurence Durkin, “In Excess” di Melissa Langer,  “Nuisance Bear”  di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden e “Underland”,  diretto dal regista Robert Petit.

Il Concorso  cortometraggi comprende diciassette titoli provenienti da quindici Paesi, tutti presentati in anteprima nazionale che, nella consueta varietà di temi, stili e tecniche di realizzazione, mostrano in questa edizione un denominatore comune nel superamento della rigidità del genere tradizionalmente ambientale, con l’abbandono degli allarmismi e degli aspetti più  militanti a favore di storie più personali. La crisi climatica è ormai data per scontata e diventa un dato di partenza, non un oggetto specifico di indagine, sempre in anticipo sui tempi, il “cinema breve” come la realtà, la integra in molteplici aspetti di una quotidianità condivisa da tutto il pianeta.

La sezione dedicata alla  più recente produzione documentaria nazionale, Made in Italy, presenta 23 opere, tra lungometraggi e cortometraggi, che attraversano territori fragili, ecosistemi minacciati, memorie sommerse e comunità in trasformazione, raccontando un tempo storico in cui la crisi ambientale ha modificato i paesaggi interiori ed esteriori, ridefinendo il modo stesso in cui immaginiamo il futuro. Quattro i lungometraggi presentati in anteprima nazionale: “I nemici del popolo” di Andrea Marinelli, “Anguane, le voci dell’acqua” di Giovanni Pellegrini “ Ma Prière à la mer, La mia preghiera al mare” di Davide Marino e “Ci sarà  l’acqua” di Elena Valsania.

La sezione “Panorama” si articola quest’anno in due focus, ciascuno dei quali presenta tre film convergenti su un tema specifico, accompagnati da panel di approfondimento.  Il primo si intitola “Senza limiti? Come ripensare il Pianeta” e affronta il tema cruciale dell’ipersfruttamento delle risorse e del modello economico di crescita infinita che oggi trova la sua opposizione nel pensiero  del filosofo Kohei Saito, ospite del Festival.  Al suo intervento faranno da corollario  i film “Silver” di Natalia  Koniarz, “Yanuni” di Richard Ladkani e “Hungry”  di Susanne Brandstaetter.
Il secondo focus , dal titolo “Scienza e (in) coscienza” esplora la discrasia tra la consapevolezza della gravità  della crisi ambientale che pesa sulle spalle degli scienziati e l’indifferenza frustrante  irresponsabile con cui i dati delle loro ricerche vengono raccolti dalle istituzioni.

Quest’anno è  presente una sezione dedicata alla realtà virtuale, che vede protagonista la fotografa, regista e artista multimediale Lena Herzog, ospite del Festival con il dittico formato dai suoi lavori più recenti “Last Whispers” , opera dedicata alle lingue estinte o in via di estinzione e “Any War Any Enemy”, un poema contro la guerra.
Il 5 giugno, la Giornata Mondiale dell’Ambiente, verrà celebrato con un’iniziativa speciale in cui studenti del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino presenteranno I loro progetti e trasformeranno un angolo di città in un laboratorio diffuso con giochi divulgativi , talk, quiz e dimostrazioni pensati per avvicinare pubblici diversi e di tutte le età ai temi della sostenibilità ambientale.
Un altro evento open air coinvolgerà tutti i Parchi naturali del Piemonte , che incontreranno il pubblico del Festival in un villaggio appositamente allestito dove, in una successione di stand, verranno proposte attività di educazione ambientale, giochi, intrattenimento e materiali divulgativi.
Negli eventi speciali rientrano il consueto appuntamento con il metereologo Luca Mercalli,  che farà il punto sullo stato attuale del clima e introdurrà il film “Lessons in Fire” di John Webster. Saranno poi organizzati i festeggiamenti per il sessantennale del WWF, con la proiezione in sala del documentario dal titolo “Fulco Pratesi. Nel nome della natura” e con un panel che ripercorrerà la storia del pioniere nazionale dell’ambientalismo e le battaglie, le conquiste di un movimento  che ha contribuito a cambiare il rapporto degli italiani con la natura.
La sede principale delle proiezioni sarà il cinema Massimo Museo Nazionale del Cinema a Torino, in via Giuseppe Verdi 18. (Tel 0118138574). L’ingresso a tutte le proiezioni e a tutti gli eventi del Festival è  gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Mara Martellotta

Che meraviglioso “macello”… in quel di Macello!

Da Cavallermaggiore (Cuneo) alla pinerolese Macello è in arrivo il meglio del Circo Contemporaneo con “Istantanea Festival 2026”

Dal 27 maggio al 7 giugno

Macello (Torino)

Riecco “Istantanea”, il Festival di “circo contemporaneo” che torna a farsi, è il suo primo obiettivo, “comunità”. Organizzato, come sempre, da “Cordata F.O.R.” (importante network di Compagnie, nata dall’unione tra “Fabbrica C” e “OnArts”, con la ben chiara intenzione di far riconoscere e valorizzare l’arte circense moderna in Italia ed all’estero), novità di quest’anno è il cambiamento di sede. Dopo cinque edizioni tenutesi a Cavallermaggiore, nel Cuneese, “Istantanea” ha scelto, infatti, quest’anno, il territorio di Macello, nel Pinerolese, come sua nuova casa. In collaborazione con la Scuola di “Circo Pirilampo” (dallo spagnolo “pirilampos” o “lucciole”, impegnata quindi a “portare luce , magia e stupore”), la rassegna trasformerà questo comune in un “palcoscenico a cielo aperto”, offrendo un programma diffuso che intreccia “‘performance’ internazionali, formazione e momenti di incontro conviviale”. Il Festival ha il sostegno di “Ministero della Cultura”, “Regione Piemonte”, “Fondazione Cassa di Risparmio di Torino”, e il patrocinio del “Comune di Macello”.

Sottolinea Giuseppina Francia di “Cordata F.O.R.”“Siamo felici di accogliere questa nuova avventura portando il nostro Festival in uno spazio nuovo. Un contesto accogliente e adatto non solo alla programmazione degli spettacoli, ma anche alla costruzione di momenti informali, conviviali e partecipativi che sono parte dell’anima del nostro Festival”. Uno spazio, soprattutto, immerso nel verde, ideale ad ospitare l’“Arena Antilia” (struttura itinerante allestita nei siti di “Circo Pirilampo”, in Regione Faule 7, a Macello) pensata per accogliere le “grandi produzioni”, mentre il giardino di “Pirilampo” diventerà un’ “area relax” aperta a tutti, con proposte gastronomiche “vegane” a cura della cuoca itinerante Valeria Persico, musica, dj set e laboratori gratuiti.

“Ospitare ‘Istantanea’ – sottolinea soddisfatto il sindaco di Macello, Enrico Scalerandi – rappresenta un’importante opportunità di crescita per Macello. Il circo contemporaneo è un linguaggio capace di unire generazioni diverse, rendendo il nostro comune un luogo vivo, inclusivo e aperto alle nuove espressioni artistiche”. Quanto mai vario e articolato, il programma. Che spazierà dalle Scuole all’“Arena”, proprio per coinvolgere fasce di pubblico diverse e “costruire un dialogo duraturo con la comunità”. A dare il via, le anteprime di mercoledì 27 e giovedì 28 maggio, dedicate alle nuove generazioni: le matinée di “Yes Land”, lo spettacolo di Giulio Lanzafame“viaggiatore eterno capace di trasformare il caos in poesia”, che porteranno la magia del circo contemporaneo direttamente negli “Istituti Scolastici” di Pinerolo e Luserna. Ai bambini verrà anche consegnato il “Buono Scuola”, un invito concreto a tornare al “Festival” come “ospiti omaggio”, trasformando così l’esperienza scolastica in un ponte verso l’evento principale. Il cuore pulsante della manifestazione esploderà, infatti, nel weekend da venerdì 5 a domenica 7 giugno. Tre giorni di programmazione intensiva dove l’ “Arena Antilia” diventerà il centro di un multiforme universo di linguaggi artistici. Si passerà dalla “poesia sospesa” di Simona Mezzapesa, che in “Cuore Matto” vola ad esplorare le acrobazie dell’anima, alla “giocoleria esuberante e imprevedibile” di “ChienBarbu Mal Rasé” con “Il Circo Palacinca”. Il clown Giulio Lanzafame tornerà in scena con il caotico “Tra le scatole”, mentre la chiusura sarà affidata alla “sperimentazione sonora” di “What to do now?”, un’opera dove musica e circo si fondono in una conversazione scenica sospesa tra sogno e realtà.

Programma sicuramente all’altezza di ogni più pretenziosa attesa da parte dei tanti appassionati all’“arte circense” contemporanea. E non finisce qui. Perché “Istantanea” non sarà solo “performance”: in programma infatti ci saranno anche eventi di cinemamusica e formazione.

 Sabato 6 giugnoalle 21, lo “sguardo si farà documentaristico” con la proiezione di “Sospesi – Un viaggio nel cuore del circo contemporaneo italiano”. La visione sarà arricchita da un talk con il regista e direttore artistico Francesco Sgrò, offrendo al pubblico una chiave di lettura privilegiata sul dietro le quinte di questo mondo. Infine, l’attenzione ai più piccoli resterà centrale grazie alla “Festa Bambin3” e ai “laboratori gratuiti” curati dalla “Scuola di Circo Pirilampo”, dove “il gioco diventa il primo passo verso l’apprendimento della cultura circense”.

Per ulteriori info, programma e prenotazioni: https://cordatafor.com/istantanea-2/

  1. m.

Nelle foto: Giulio Lanzafame “Yes Land”; Simona Mezzapesa “Cuore Matto”; Circo Palacinca “ChienBarbu Mal Rasé”; “What to do now?” (Ph. Manuela Giusto)

Regie Armonie lungo la via Francigena a Chiusa di San Michele

La stagione Regie Armonie lungo la via Francigena proseguirà il 6 giugno, alle ore 21, nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo di via alla Sacra di San Michele 2. L’iniziativa si avvale della partecipazione della Parrocchia di San Michele, della Corale Aurelio Sestero, del patrocinio e del sostegno del Comune di Chiusa San Michele. Il progetto è curato dall’Associazione Itinerari in Musica, in collaborazione con i Comuni di volta in volta interessati, e si avvale del patrocinio e del contributo del Consiglio Regionale della Regione Piemonte, del patrocinio dell’Unione Montana Valle di Susa, del patrocinio e del contributo dell’Amministrazione Comunale di Avigliana, Buttigliera Alta, Sant’Ambrogio, Chiusa di San Michele, Villardora e Susa. Partner dell’iniziativa sarà inoltre l’Associazione culturale Organaglia, e media partner la web TV Solo Classica Channel. Il progetto è in collaborazione con la Fondazione Ordine Mauriziano e i Rotary Club “Rivoli” e “Susa e Valle di Susa”.

Chiusa di San Michele, da sempre, viene associata alle fortificazioni che servivano a difendere il Regno Lombardo dal Regno dei Franchi. Sabato 6 giugno il concerto dell’organista Milena Mansanti sarà introdotto dalla Corale Aurelio Sestero, diretta dal maestro Antonio Cuatto. Nel corso del concerto verranno eseguiti brani di Bach, Boelmann, l’Intermezzo dalla “Cavalleria rusticana” di Mascagni, il “Bolero” del concerto op.106 di Lefebure Wely e, di Fumagalli, i due versetti per il “Gloria” dell’opera La Traviata, e la “Marcia solenne” dall’Aida.

I concerti sono a ingresso gratuito.

Info: soloclassica@gmail.com

Mara Martellotta

Auditorium Rai, “Cratere”, una prima assoluta di Leonardo Marino

Con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo direttore principale Orozco-Estrada, il 28 maggio

Il poema sinfonico “Also sprach Zarathustra”(Così parlò Zarathustra), op.30 di Richard Strauss, viene proposto per la chiusura del concerto di giovedì 28 maggio, alle 20.30, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, con trasmissione in live streaming sul portale di Rai Cultura e in replica venerdì 29 maggio alle ore 20. Protagonista l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il direttore principale Andrés Orozco-Estrada. La serata si aprirà con la prima esecuzione assoluta di “Cratere” per Grand’Orchestra di Leonardo Marino, classe 1992, formatosi al Conservatorio di Milano e Ginevra con maestri del calibro di Alessandro Solbiati e Michael Jarrel.

“Sono cresciuto alle pendici di un vulcano – afferma il compositore – e fin da piccolo, come tutti gli abitanti dell’etneo ho convissuto con lo stupore per la bellezza della montagna e con il timore della sua forza distruttrice, con lo spettacolo delle eruzioni che illuminano il cielo notturno, togliendo il fiato, anche quando se ne conoscono le possibili conseguenze; con la consapevolezza della fertilità della terra vulcanica e della inesorabili della lava; con le immagini del cratere come entità apparentemente immobile e silenziosa, ma anche come bocca dell’inferno, come concavità e al tempo stesso convessità. In ‘Cratere’ risuonano queste contraddizioni: il brano non parla dell’Etna come fenomeno naturale, bensì della sua carica simbolica e paradossale, e della reazione, altrettanto paradossale, che gli spettatori provano di fronte ad essa. ‘Cratere’ è un brano sonoro, a tratti inquietante e rassicurante, statico ed esplosivo”.

Segue poi il concerto n.22 in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra K 482 di Mozart, scritto nel 1785 ed eseguito per la prima volta a Vienna il 23 dicembre del medesimo anno. Il brano si distingue per l’uso pionieristico dei clarinetti, capaci di conferire all’orchestra una profondità timbrica dal respiro squisitamente operistico. L’opera è stata resa celebre per il suo tragico andante in do minore, un’architettura monumentale che bilancia la grandiosità solare e la malinconia profonda, una sintesi del Mozart della maturità.

A interpretare il concerto sarà Emanuel Ax, polacco di origine, nato in Ucraina, a Leopoli, ma cresciuto in Canada e formatosi negli Stati Uniti e in Francia, vincitore del concorso pianistico internazionale “Arthur Rubinstein” di Tel Aviv nel 1974, a 25 anni.

Auditorium Rai Arturo Toscanini – piazza Rossaro – tel: 011 8104996 – biglietti in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium – 011 8104653 – biglietteria.osn@rai.it

Mara Martellotta