CULTURA E SPETTACOLI

Ivrea, il capoluogo del Canavese sulla rotta dei pellegrini

Trovandosi in una posizione strategica, all’imbocco della Valle d’Aosta, fu in passato un importante punto di passaggio e di scambio commerciale, ma fu soprattutto la nascita della fabbrica Olivetti, fondata nel 1908, a renderla celebre in tutto il mondo. Non a caso, nel 2018 fu riconosciuta dallUnesco come Patrimonio dell’Umanità.

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Cala, in gran bellezza, il sipario del “Cinema sulla Pista 500”

Doppio e ultimo appuntamento sul “tetto del Lingotto” con il debutto letterario dell’attrice Aurora Ruffino e la proiezione de “Il favoloso mondo di Amélie”

Domenica 26 luglio, ore 21,30

Sarà “una serata magica all’insegna dei colori, delle emozioni e delle storie che curano l’anima”: così gli organizzatori di “Cinema sulla Pista 500” definiscono l’ultima serata, con tanto di doppio appuntamento, che la prossima domenica 26 luglio, andrà a chiudere la suggestiva “Rassegna cinematografica” ospitata nell’“Arena” all’aperto, abbracciata dal cielo e dalle stelle, sul tetto del Lingotto, a partire da giovedì 2 luglio scorso. Poco più di una ventina di giorni, che, al calar del sipario, unirà nella stessa serata “letteratura” e “grande schermo”.

La serata si aprirà con l’attrice torinese (l’infanzia e l’adolescenza trascorse a Druento) Aurora Ruffino, volto amato del cinema e della televisione italiana, che per l’occasione vestirà i panni di scrittrice per presentare al pubblico il suo “romanzo d’esordio”, “Volevo salvare i colori” (2024), edito da “Rizzoli”. A seguire, il testimone passerà alla proiezione di uno dei film più poetici, iconici e amati del cinema mondiale: “Il favoloso mondo di Amélie” (2001), capolavoro diretto da Jean-Pierre Jeunet e interpretato da Audrey Tautou e Mathieu Kassovitz.

Questa speciale chiusura corona in bellezza la terza edizione della Rassegna estiva organizzata da “Distretto Cinema” e “Pinacoteca Agnelli”, in collaborazione con “Film Commission Torino Piemonte” e “Museo Nazionale del Cinema”. Manifestazione che, ancora una volta, ha saputo trasformare l’iconica “pista di collaudo” FIAT in un “palcoscenico unico al mondo”, “sospeso tra la storia industriale di Torino e lo skyline delle Alpi, dove la visione cinematografica si fonde con un’esperienza architettonica e paesaggistica totalmente immersiva”.

Ad aprire l’ultima serata sarà, come detto, Aurora Ruffino, giovane attrice torinese (classe 1989), esordiente nel “mondo della celluloide” nel 2010 come interprete femminile de “La solitudine dei numeri primi”, diretto da Saverio Costanzo e tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Giordano. Dopo l’acquisizione del diploma presso il “Centro sperimentale di cinematografia” a Roma, Aurora diventa nota al grande pubblico soprattutto attraverso seguitissime serie televisive come “Questo nostro amore” (Rai 1 – 2012), dove recita, nel ruolo di Benedetta Ferraris-Costa, al fianco di Neri Marcorè e Anna Valle, e, sempre su Rai 1, “Braccialetti rossi” campione d’ascolti 2014 e “Una Ferrari per due”, film Tv del ciclo “Purché finisca bene”. Molteplici ancora le successive apparizioni Tv (da “Non dirlo al mio capo” a “I Medici” del 2018 fino a “Noi” del 2022). Nel 2023 è nel cast di “Black Out – Vite Sospese”, trasmesso da Rai 1 dal gennaio dello stesso anno. Nel 2024, la grande felice “novità”. Aurora si scopre scrittrice. Gradevole e profonda. Per i tipi di “Rizzoli” pubblica il suo primo romanzo, “Volevo salvare i colori”, storia ricca di forti emozioni, che attingono in gran misura alle proprie vicende familiari – su tutte la perdita dolorosa della madre – ai temi dell’elaborazione del dolore, della resilienza e della ricerca della propria luce interiore. Romanzo avvincente che sul “tetto del Lingotto”, andrà a dialogare idealmente con le atmosfere parigine e sognanti de “Il favoloso mondo di Amélie” (“Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain”), film che a venticinque anni di distanza dal suo travolgente iniziale successo internazionale (numerosi i “premi” e le “nomination”, tra cui il “Grand Prix-Crjstal Globe” al “Festival Internazionale” di Karlovy Vary – Repubblica Ceca), continua a incantare intere generazioni grazie alla sua straordinaria fotografia, alla colonna sonora “senza tempo” di Yann Tiersen e alla storia di una giovane donna che decide di cambiare in meglio le vite di chi le sta intorno, riscoprendo infine la forza del proprio destino e dell’amore, di quel “favoloso mondo” che non ha da essere “prigione”, ma strumento per aprirsi ad una realtà che è pur anche piena accettazione del “proprio io”, dell’“amore reale” e dei “propri sentimenti”.

Informazioni utili per il pubblico

L’accesso alla splendida “Arena” all’aperto avviene direttamente attraverso la biglietteria della “Pinacoteca Agnelli”, situata all’interno del “Centro Commerciale Lingotto”. I biglietti per la serata finale possono essere acquistati sul “portale web” ufficiale della “Pinacoteca” al prezzo di 7 euro per la tariffa intera e di 5 euro per la tariffa ridotta, riservata ai minori di 12 anni e ai “caregiver”.

partire dalle 21,30, prima dell’incontro con l’autrice e della proiezione sotto le stelle, gli spettatori potranno godersi l’ultimo tramonto della rassegna sulla “Pista 500” approfittando anche dei servizi del “FIATCafé500”.

Gianni Milani

Nelle Foto: Aurora Ruffino e Locandina de “Il favoloso mondo di Amélie”

Nuovi organi delle Residenze reali e dei Musei nazionali del Piemonte

L’istituto completa il percorso verso la piena autonomia speciale

Con la recente nomina del Consiglio di Amministrazione, firmata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, le Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali del Piemonte completano il percorso di costituzione dei propri organi statutari e sono oggi pienamente operative nell’ambito dell’autonomia speciale prevista dalla riforma del Ministero della Cultura.

L’istituto, nato nel 2024, è ora dotato di Consiglio di Amministrazione, Comitato Scientifico e Collegio dei Revisori dei Conti, i tre organi che affiancheranno la Direzione nei prossimi anni, contribuendo all’indirizzo strategico, alla programmazione scientifica e alla gestione amministrativa.

I componenti sono stati individuati tra personalità di riconosciuta esperienza nel panorama culturale italiano e tra professionisti del settore.

Consiglio di Amministrazione Presidente: Filippo Masino Componenti: Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, designata dal ministro della Cultura; Marco Magnifico Fracaro, designato dal ministro della Cultura; Carola Caldarelli, designata dal ministro della Cultura d’intesa con il ministro dell’Economia e delle Finanze; Chiara Teolato, designata dal Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici.

Comitato Scientifico Presidente: Filippo Masino Componenti: Daniela Brignone, designata dal ministro della Cultura; Paolo Cornaglia, designato dal Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici; Paolo Gerbaldo, designato dalla Regione Piemonte; Guido Curto, designato dal Comune di Torino.

Collegio dei Revisori dei Conti Presidente: Rosa Maria Sutera Componenti: Angelo Di Summa e Stefano Gilardenghi.

«Con queste nomine di altissimo profilo, per le quali sono riconoscente al signor Ministro, questo istituto è più forte – sostiene Filippo Masino, direttore delle Residenze reali sabaude e dei Musei nazionali Piemonte -. Non poteva esserci notizia migliore per affacciarsi alle nuove ambizioni e alle imprese che ci attendono». Le nomine arrivano in una fase di forte sviluppo dell’istituto, che negli ultimi due anni ha registrato una significativa crescita delle attività e della partecipazione del pubblico. Nel 2024 e nel 2025 le dodici sedi hanno visto aumentare i visitatori del 23,5% raggiungendo le 360.000 presenze, insieme al rafforzamento dell’offerta culturale, all’affermazione di rassegne ormai divenute appuntamenti stabili, al completamento nei tempi previsti dei progetti finanziati dal PNRR, all’apertura di nuovi spazi e alla ripresa delle campagne di scavo nelle tre aree archeologiche piemontesi affidate all’istituto. «Nelle nostre dodici sedi – aggiunge Masino – convivono ogni giorno ricerca, tutela, valorizzazione e partecipazione culturale. Il lavoro delle nostre équipe coniuga rigore scientifico, qualità dell’offerta e attenzione ai pubblici, che crescono e diventano sempre più diversificati. I risultati raggiunti confermano che la direzione intrapresa è quella giusta».   Nei prossimi mesi le Residenze reali sabaude presenteranno nuovi progetti destinati a rafforzare il ruolo delle proprie sedi sul territorio e a rinnovarne la fruizione, con interventi che interesseranno sia la valorizzazione del patrimonio sia il rapporto con le comunità e con i visitatori.

Torino e i suoi cortili nascosti: un patrimonio silenzioso che racconta secoli di storia

SCOPRI -TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

 

Torino è una città che sa sorprendere anche chi la attraversa ogni giorno. Le grandi piazze, i portici e i palazzi storici rappresentano l’immagine più conosciuta del capoluogo piemontese, ma basta oltrepassare uno dei numerosi portoni del centro per entrare in un mondo spesso sconosciuto. Dietro facciate eleganti si celano infatti cortili, giardini interni, scaloni monumentali e dettagli architettonici che raccontano la storia della città con discrezione, lontano dagli itinerari turistici più frequentati.

Sono luoghi che conservano il fascino del passato e che permettono di osservare Torino da una prospettiva diversa, più intima e autentica.

Un patrimonio che attraversa i secoli

Molti dei palazzi storici torinesi furono progettati durante l’epoca sabauda con ampi cortili interni che non avevano soltanto una funzione estetica. Erano spazi destinati all’arrivo delle carrozze, luoghi di rappresentanza per le famiglie nobili e ambienti pensati per garantire luce e ventilazione agli edifici.

Passeggiando tra questi cortili è possibile osservare colonne in pietra, pavimentazioni originali, balconate in ferro battuto, porticati e decorazioni che testimoniano l’evoluzione architettonica della città. Ogni edificio custodisce particolari differenti e racconta una storia fatta di trasformazioni, restauri e cambiamenti che hanno accompagnato Torino nel corso dei secoli.

Spesso chi attraversa il centro storico non immagina che dietro un semplice portone possa nascondersi un luogo tanto ricco di storia e bellezza.

Una Torino meno conosciuta conquista sempre più visitatori

Negli ultimi anni cresce l’interesse verso un turismo più lento e consapevole. Sempre più persone scelgono infatti di allontanarsi dai percorsi tradizionali per scoprire angoli meno noti della città, privilegiando esperienze che permettano di entrare davvero in contatto con il territorio.

Anche molti torinesi stanno riscoprendo questi spazi grazie a visite guidate, iniziative culturali e aperture straordinarie organizzate durante l’anno. Occasioni che consentono di osservare ambienti normalmente non accessibili e di conoscere curiosità legate ai palazzi storici, alle famiglie che li hanno abitati e agli eventi che hanno contribuito a costruire l’identità della città.

Si tratta di un patrimonio spesso poco valorizzato ma capace di affascinare sia i residenti sia i turisti alla ricerca di una Torino diversa da quella raccontata dalle guide più tradizionali.

Il fascino dei dettagli che rendono unica la città

La bellezza di Torino non risiede soltanto nei suoi monumenti più celebri, ma anche nella capacità di custodire piccoli tesori che si rivelano soltanto a chi osserva con attenzione. Un cortile silenzioso, una scala monumentale, un giardino nascosto o una facciata riccamente decorata possono trasformare una semplice passeggiata in un vero viaggio nella storia.

È forse proprio questa eleganza discreta a rappresentare una delle caratteristiche più affascinanti della città. Torino non sente il bisogno di mostrare tutto immediatamente: preferisce lasciarsi scoprire poco alla volta, regalando scorci inaspettati e dettagli che raccontano il suo passato con naturalezza.

Per chi desidera conoscere davvero il capoluogo piemontese, vale quindi la pena rallentare il passo, osservare i particolari e avere la curiosità di varcare quei portoni che, all’apparenza anonimi, custodiscono uno dei patrimoni architettonici più affascinanti della città.

NOEMI GARIANO

Sotto l’ombrello Mercury

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CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI ’60

Smash Records” nacque nel 1961 come sottoetichetta di “Mercury”, per la pubblicazione di generi alternativi al “focus” originario dell’etichetta madre. Primo responsabile fu Shelby S. Singleton Jr, con la collaborazione di Charles Fach, che gli subentrò nel 1966-1967. Dopo che “Philips” acquistò “Mercury” e fondò “Fontana” come sussidiaria per la musica internazionale, “Smash Records” diventò etichetta “country” con contributi rock, R&B soul e pop misti.

Shelby S. Singleton Jr nel 1967 uscì da Smash Records e nel 1969 acquistò la “Sun Records” da Sam Phillips.

Smash Records” rimase attiva fino al 1970. Successivamente venne rilanciata più volte, nel 1979, nel 1985 e nel 1989. Nel 1991 “PolyGram” decise di riattivare “Smash Records” nel PolyGram Label Group, con generi del tutto diversi e pienamente commerciali, incentrati sul settore dance. Nel 1992 passò ad “Island Records”, per poi spegnersi del tutto nel 1996.

Si elencano qui i soli 45 giri “Smash Records” di surf, garage rock e psych rock tra 1965 e 1969:

– BOBBY SIMMS “The World Is Funny / You’re My Every, Everything” (S-1980) [1965];

– RON WINTERS “Big Black Bike / My Girl” (S-1987) [1965];

– THE OUTLAWS “Don’t Cry / Only For You” (S-2025) [1966];

– THE SPOTLIGHTS “Dick Tracy / Little Orphan Annie” (S-2031) [1966];

– DEE JAY AND THE RUNAWAYS “Peter Rabbit / Are You Ready” (S-2034) [1966];

– THE SCOTLAND YARDLEYS “Some Guys Have It (Some Guys Never Will [I-II]” (S-2036) [1966];

– THE LEFT BANKE “Walk Away Renee / I Haven’t Got The Nerve” (S-2041) [1966];

– DEE JAY AND THE RUNAWAYS “She’s A Big Girl Now / He’s Not Your Friend” (S-2049) [1966];

– SWINGIN’ MEDALLIONS “She Drives Me Out Of My Mind / You Gotta Have Faith” (S-2050) [1966];

– THE UNDERPRIVILEGED “Come On / You Hurt Me” (S-2051) [1966];

– GARY AND THE HORNETS “Hi, Hi, Hazel / Patty Girl” (S-2061) [1966];

– THE FIVE EMPREES “Gone From My Mind / Hey Diddle Diddle” (S-2065) [1966];

– THE DISTORTIONS “Behind My Wall / A Love That Loves You” (S-2068) [1966];

– THE DELIGHTS “Every Minute, Every Hour, Every Moment / Just Out Of Reach” (S-2072) [1966];

– THE LEFT BANKE “Pretty Ballerina / Lazy Day” (S-2074) [1966];

– SWINGIN’ MEDALLIONS “I Don’t Want To Lose You Baby / Night Owl” (S-2075) [1966];

– THE FIVE CARDS STUD “Once / Beg Me” (S-2080) [1967];

– SWINGIN’ MEDALLIONS “I Found A Rainbow / Don’t Cry No More” (S-2084) [1967];

– THE RAVES “Mister Man / Mother Nature” (S-2088) [1967];

– THE LEFT BANKE “Ivy, Ivy / And Suddenly” (S-2089) [1967];

– THE JET STREAM “All’s Quiet On West 23rd / Crazy Me” (S-2095) [1967];

– THE UPPER CLASS “Help Me Find A Way / Can’t Wait” (S-2096) [1967];

– THE LEFT BANKE “She May Call You Up Tonight / Barterers And Their Wives” (S-2097) [1967];

– THE RAVES “Think Of Your Love / Don’t Chop Down My Tree” (S-2105) [1967];

– SWINGIN’ MEDALLIONS “Turn On The Music / Summer ‘s Not The Same This Year” (S-2107) [1967];

– HALLMARKS “Soul Shakin’ Psychedelic Sally / Girl Of My Dreams” (S-2115) [1967];

– THE SAN FRANCISCO EARTHQUAKES “I Feel Loved / That Same Old Fat Man” (S-2117) [1967];

– THE FRONT END “Eeny Meeny / You” (S-2147) [1967];

– THE RAVES “Everything’s Fire / Sing Children Sing” (S-2162) [1968];

– APPLE “Thank U Very Much / Your Heart Is Free Just Like The Wind” (S-2143) [1968];

– FRIENDS OF THE FAMILY “Can’t Go Home / How You Gonna Keep Your Little Girl Home” (S-2144) [1968];

– THE ONE WAY STREET[S] “Girls, Girls / Yard Dog” (S-2155) [1968];

– SAN FRANCISCO EARTHQUAKE “Fairy Tales Can Come True (Have You Heard About Lucy) / Su Su” (S-2157) [1968];

– THE PURPLE CUCUMBER “Some Kind Of Magic / Green Eyed Song” (S-2163) [1968];

– THE FRONT END “Beverly / Go On Home” (S-2172) [1968];

– THE TEA COMPANY “Flowers / Come And Have Some Tea With Me” (S-2176) [1968];

– SAN FRANCISCO EARTHQUAKE “The March Of The Jingle Jangle People / Bring Me Back A Little Water” (S-2179) [1968];

– THE YELLOW JACKETS “Hi Boy / When I First Saw Her Face” (S-2180) [1968];

– THE BARRACUDAS “No Matter What You Do / Wait For Tomorrow” (S-2181) [1968];

– OX-BOW INCIDENT “Reach Out / Harmonica Man” (S-2189) [1968];

– THE FRONT END “Remember (Walking In The Sand) / The Real Thing” (S-2199) [1968];

– WOODY’S TRUCK STOP “People Been’ Talking / Tryin’ So Hard” (S-2201) [1968];

– ASYLUM CHOIR “Isicle Star Tree / Indian Style” (S-2204) [1969];

– OX-BOW INCIDENT “You Can’t Make Love By Yourself / She’s Gone” (S-2207) [1969];

– THE TROLL “Satin City News / Professor Pott’s Pornographic Projector” (S-2208) [1969];

– SAN FRANCISCO EARTHQUAKE “Everybody Laughed / The Day Lorraine Came Down” (S-2218) [1969];

– FLANAGAN “Spin Spin / Go My Way” (S-2221) [1969];

– PROCESSION “Adelaide, Adelaide / One Day In Every Week” (S-2225) [1969];

– THE ORGAN GRINDERS “Daylight / Mirror Images” (S-2227) [1969];

– THE FAMILY AFFAIR “Let’s Get Together / Crazy Morning” (S-2235) [1969];

– PROCESSION “You – Me / Every American Citizen” (S-2239) [1969];

– THE ORGAN GRINDERS “Babylon / Precious Time” (S-2242) [1969];

– THE LEFT BANKE “Myrah / Pedestal” (S-2243) [1969];

– THE SHERWOODS “No Deposit, No Return / Ride, Baby, Ride” (S-2252) [1969].

Gian Marchisio

Il viaggio di Odisseo, il grandioso spettacolo di Christopher Nolan

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PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

Quei versi, con l’ondeggiare dei nostri momenti giovanili, li abbiamo amati o scolasticamente sopportati, ce li hanno raccontati con il cuore o con un’asfissiante tiritera, qualcuno ha fatto sì che ci piacesse andare oltre. Poi sono stati Saba e Pascoli, Foscolo e il nostro Gozzano, non ci siamo mai addentrati in Joyce: in seguito arrivarono le terzine senza confini di Dante e “lo maggior corno della fiamma antica” non lo si è più potuto dimenticare, nel suo desiderio e nella sfrontatezza di solcare i mari, di superare le colonne conosciute e vedere la propria nave, “la poppa in suso e la prua ire in giù”, avvitarsi su se stessa per scendere inevitabilmente, definitivamente, nel fondo. Nulla ha potuto trattenerlo, né gli affetti familiari né le lotte e la vecchiaia che dovrebbe rappacificare con se stessi e con il mondo, una nuova partenza quindi. Anche Christopher Nolan, nel proprio mondo d’immagini, e di folgorante scrittura, s’è spinto ben al di là di chi lo ha preceduto, il Camerini degli anni Cinquanta o il televisivo e applaudito Franco Rossi, il dimenticato Pavioli o il recentissimo e apprezzatissimo Uberto Pasolini: ha innalzato la grandezza e la grandiosità di quei dodici episodi, che vanno a formare un avventuroso quanto eroico e lacrimevole viaggio di ritorno da una città distrutta e da una guerra sino alla propria patria, sovvertendo ed eliminando personaggi e narrazioni, ingigantendo, immergendosi appieno negli animi dei tanti personaggi e nel “divertimento” suo e dello spettatore, proponendo in primissimo piano le asprezze e la “maraviglia” dei paesaggi, correndo tra Grecia e Marocco, tra Irlanda e Scozia, al centro delle Egadi e delle Eolie, una abbuffata di immagini felicissime e complete dovute a Hoyte van Hoytema, suo fervido collaboratore – da “Interstellar” a “Dunkirk”, da “Tenet” a “Oppenheimer” che gli messo nelle mani l’Oscar due anni fa -, eccelso nelle aperture come nei chiaroscuri.

Certamente, si sarebbe altresì tentati di muovere a Nolan alcuni rimproveri, di aver distorto, di aver modificato, di aver troppo modernizzato. Quegli eccessivi inseguimenti dell’eroe e dei suoi compagni, obbligati a ogni pie’ sospinto ad andar per monti e per valli; l’eliminazione dei Feaci e dell’ospitale Nausicaa, come dell’apparizione della madre Anticlea nel buio dell’Ade, grande episodio di sentimenti, ridotto al nucleo di un film di zombie; l’aver cancellato il dialogo di Ulisse rivolto a Polifemo con quel “Nessuno” che è messaggio di filosofia e traduzione spiccia allo stesso tempo, mentre il monstrum pare una sorta di lucertolone che ha il potere di alzarsi e di sgusciare e d’afferrare corpi umani per farsene pranzo e cena; soprattutto la scelta di una Elena (e di una Clitennestra fedifraga) – che nel poema, tra l’altro, sarebbe “dalle bianche braccia”- che ha i tratti e il colore dell’Africa di Lupita Nyong’o, soprattutto il sottofinale, che pare un sufflé mestamente sgonfiato, se si pensa che la coppia Odisseo/Penelope, lasciando il regno dell’isola all’erede Telemaco, se ne parte per nave “in esilio”. Sono quei “momenti” che non offendono per nulla – lo ripetiamo – la grandezza e la positività del film di Nolan, magari vanno a fare buona compagnia a quel “quandoque bonus dormitat Homerus”, ovvero a quelli per cui anche l’antico poeta, secondo il buon Orazio, se la prendeva comoda, con qualche desiderio in più di rilassarsi. Va dato merito all’autore ancora una volta di non aver tradito le generali aspettative, d’aver umanizzato quel “nostos” – il viaggio – che lo riporta alla sua petrosa isola (dirà Odisseo “non cercare gli dei negli uomini, rimarrai deluso”; anche la protettrice Minerva, interpretata da Zendaya, è un debole apparizione che arriva timidamente e qua e là a rincuorare il proprio protetto), di non aver troppo scomodato gli interventi divini, eccezion fatta per il truce Poseidone che fa di tutto per vendicare l’accecamento della gigantesca prole, di aver guardato al sudore e al sangue, alla fatica e allo smarrimento, alla sfida e a quel minimo di furbizia rimasta per cui Ulisse va universalmente famoso.

Avremo il ciclope, le sirene incantatrici da cui è necessario nascondere l’udito, la maga Circe, assai meno seduttiva di come l’avevamo studiata, che slunga le facce di quei soldati e li tramuta in porci, Argo e Euriclea che con un solo sguardo tutto comprende in un attimo; abbiamo un frenetico ritmo, incalzante, privo di soste, un meraviglioso frastagliamento di scene e di momenti, li ripercorriamo, ripensati e ingigantiti, e li gustiamo maggiormente, come è il recupero del cavallo ingannatore e l’entrata in Troia, calandosi dalla pancia, con alcuni di quegli eroi che stanno per annegare, i fuochi e le stragi, gli inganni e gli eroismi e le difese, le distruzioni totali, tutto in un prezioso brano di cinema, in un crescendo finale che ricorderemo per un pezzo, accompagnato dalla colonna sonora di Ludwig Göransson, altro prezioso collaboratore, a cui il regista ha chiesto di non fare uso dell’orchestra: Göransson ha noleggiato trentacinque gong di bronzo di dimensioni diverse, li ha registrati, li ha combinati con i sintonizzatori; ha aggiunto inoltre una lira, delle dimensioni di un uomo, venendo incontro al desiderio di Nolan per cui il suo suono coincidesse con quello dell’arco di Odisseo, nella gara che precede la strage dei pretendenti, colpevoli per vent’anni d’aver occupato la sua casa. Avremo l’incastellatura dei tanti dubbi e dell’ambiguità che Nolan non cancella nel protagonista di Matt Damon, capace anche di momenti di poesia oltre che di forza e di tracotanza, semmai accrescendolo della consapevolezza dei suoi umani fallimenti, delle morti dei tanti compagni in primo luogo.

Cast di prim’ordine, da Anne Hathaway a Tom Holland che è Telemaco, qui chiamato a maggior spazio e ad essere meno parvenza burattinesca, da Charlize Theron (lei pronta a rinunciare a quella bellezza che da sempre le conosciamo, Calipso, alla quale esporre i tanti sensi di colpa, forse l’allontanamento più tangibile dal poema, l’ansia del girovagare, lo stupore dei sette anni spesi accanto a lei, con l’inganno) a un bravo John Leguizamo che è il fedele porcaro Eumeo, a un efficace Robert Pattinson che è un Antinoo di anno in anno sempre più attaccato a quel trono che un colpo ben assestato della spada gli farà abbandonare, qui confuso nella carneficina e non prima vittima come Omero aveva descritto. Il consiglio è una visione del film a cui abbandonarsi, un viaggio personale, una riflessione che accompagna lo spettatore lungo i 172’ per nulla avvertibili, in un mare di toni realisticamente cupi ma altresì metaforicamente, modernamente intesi. Gli ultimi respiri – tra morti e moribondi e urla supplici – sono tra le rovine di Troia.

Suoni dal Monviso tra borghi e valli

Organizzato dall’Associazione I Polifonici del Marchesato, il festival conferma la propria vocazione: unire musica di qualità, valorizzazione del territorio, sostenibilità ambientale e coinvolgimento delle comunità locali, con particolare attenzione alle giovani generazioni. Il cartellone 2026 prevede dieci appuntamenti distribuiti in otto comuni e quattro valli della provincia di Cuneo.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/suoni-dal-monviso-0

ORONERO Ligabue Tribute Band in concerto

A La Loggia Domenica 19 luglio ore 21 – Piazza Cavour – Ingresso gratuito
La musica dal vivo torna protagonista a La Loggia (Torino): domenica 19 luglio Piazza Cavour ospiterà il concerto degli ORONERO, una delle tribute band più apprezzate dedicate a Luciano Ligabue. L’evento, a ingresso completamente gratuito, promette una serata di energia, rock e grandi emozioni.
Il titolo dello spettacolo, “Ligabue Tribute Band”, anticipa l’anima del live: un viaggio attraverso i brani più iconici del Liga, reinterpretati con passione e fedeltà dalla band. A rendere l’appuntamento ancora più speciale sarà la presenza sul palco di Capitan Fede Cipollini, storico chitarrista ufficiale di Luciano Ligabue, che affiancherà gli ORONERO in una performance unica.
L’inizio del concerto è previsto in serata, con accesso libero alla piazza. Un’occasione imperdibile per tutti gli amanti del rock italiano e per chi desidera vivere una notte di musica sotto le stelle.

Bagnolo Piemonte, per il Concerto di Ferragosto la Rai apre gli archivi storici dell’evento

A Bagnolo Piemonte (CN), in località Rucas, nella giornata di sabato 15 agosto si svolgerà il tradizionale Concerto di Ferragosto che, dal 1981, porta la grande musica d’autore sulle vette delle Alpi piemontesi. Protagonista dell’evento di quest’anno sarà l’Orchestra Bartolomeo Bruni di Cuneo. Al fine di celebrare al meglio questo appuntamento, la redazione Rai del Piemonte ha deciso di ripercorrerne la storia aprendo le teche, digitalizzando e rendendo fruibili sul proprio sito tutte le edizioni coperte da diretta televisiva dal 1992 al 2025. Un suggestivo viaggio della memoria in musica tra le montagne del Cuneese, con qualche incursione nelle terre alte di Torino, per rivivere le emozioni del passato e riscoprire i luoghi che hanno ospitato il concerto.

“ Il Concerto di Ferragosto è uno degli appuntamenti più rappresentativi del nostro territorio, capace di unire la bellezza delle Alpi piemontesi con la qualità della grande musica sinfonica. Si tratta di un evento che valorizza le nostre montagne e rafforza il legame tra comunità, cultura e paesaggio – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Marco Gallo – ringrazio la redazione del Tgr Piemonte e la Rai per la scelta di rendere accessibili tutte le precedenti edizioni del concerto, un’iniziativa che restituisce al pubblico un patrimonio prezioso e consente di ripercorrere la storia di questo appuntamento attraverso le immagini e i luoghi più significativi delle nostre terre alte, accompagnati dall’eccellenza dell’Orchestra Bartolomeo Bruni.”

Il concerto, giunto alla sua 46esima edizione, sarà trasmesso in diretta nazionale su Rai 3, con uno Speciale Tgr a cura della redazione del Piemonte e del Centro di Produzione Rai “Piero Angela” di Torino. L’evento è promosso da Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Camera di Commercio di Cuneo, Provincia di Cuneo e ATL del Cuneese.

Cliccando sul link sottostante sarà possibile rivivere tutte le edizioni coperte dalla diretta televisiva dell’emittente pubblica a partire dal 1992, anno in cui andò in onda il primo Speciale Tgr Piemonte dalla Piana del Valasco.

 http://www.rainews.it/tgr/piemonte/storie/lastoriadelconcertosinfonicodiferragosto – tgr.rai.it/piemonte/storie/lastoriadelconcertosinfonicodiferragosto

Mara Martellotta

CNA Cinema e Audiovisivo e Film Commission: “Un modello di collaborazione”

 

La firma del Protocollo d’Intesa tra CNA Cinema e Audiovisivo l’Associazione Italian Film Commissions rappresenta un importante passo avanti per il rafforzamento della filiera audiovisiva a livello nazionale e trova in Piemonte una regione nella quale la collaborazione tra imprese e istituzioni costituisce da tempo uno dei principali fattori di sviluppo del comparto.

Per CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte e Film Commission Torino Piemonte l’accordo nazionale consolida un modello di lavoro già sperimentato con successo sul territorio, dove la capacità di attrarre produzioni cinematografiche e audiovisive si traduce in ricadute economiche diffuse per centinaia di imprese e professionisti che operano lungo l’intera filiera.

Il Piemonte può infatti contare su un ecosistema consolidato composto da imprese di produzione e post-produzione, servizi tecnici, artigianato specializzato, scenografia, costumi, logistica, hospitality, noleggio attrezzature e numerose professionalità che negli anni hanno contribuito a rendere il territorio uno dei principali poli nazionali dell’industria audiovisiva.

Il Protocollo sottoscritto tra CNA Cinema e Audiovisivo e Italian Film Commissions punta proprio a rafforzare questi elementi attraverso una collaborazione sempre più stretta tra il sistema delle Film Commission e il mondo delle imprese, promuovendo la qualificazione delle professionalità, la formazione specialistica, la sostenibilità, l’innovazione e una maggiore capacità di intercettare produzioni e investimenti nazionali e internazionali.

Mattia Puleo, Presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte, e Rachele Sinico, Coordinatrice di CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte accolgono con favore la firma del Protocollo d’Intesa tra CNA Cinema e Audiovisivo e Italian Film Commissions, sottolineandone il valore strategico per il futuro del comparto: «Questo accordo rappresenta un’opportunità importante per rafforzare una filiera che in Piemonte ha dimostrato negli anni di possedere competenze, professionalità e capacità imprenditoriali di altissimo livello. Mettere sempre più in relazione il mondo delle imprese con quello delle Film Commission significa creare le condizioni per attrarre nuove produzioni, investire nella formazione, far crescere le imprese e valorizzare il grande patrimonio di mestieri che caratterizza il nostro territorio. Ogni produzione cinematografica o audiovisiva non porta soltanto visibilità al Piemonte, ma genera occupazione, coinvolge decine di imprese e produce ricadute economiche che interessano l’intera filiera. È su questa collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo che si costruisce un settore sempre più competitivo e capace di affrontare le sfide future.»

Beatrice Borgia e Paolo Manera, Presidente e Direttore di Film Commission Torino Piemonte, aggiungono: «Il Piemonte ha avviato tra i primi dei modelli di collaborazione innovativa tra istituzioni, professionisti e imprese che si sono rivelati strategici e fruttuosi per il comparto: è un lavoro costante, che negli anni ha permesso al tessuto produttivo locale di crescere, specializzarsi e qualificarsi passo dopo passo con il costante sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazioni bancarie, Camere di commercio e vari enti pubblici e privati. Questo Protocollo conferma che la direzione intrapresa dal Piemonte è quella giusta e ci impegna a continuare su questa strada per far crescere ulteriormente una filiera che rappresenta un’eccellenza e un valore concreto per tutto il territorio, di livello nazionale e internazionale.»

CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte e Film Commission Torino Piemonte confermano la volontà di proseguire il percorso di collaborazione già avviato negli ultimi anni, contribuendo all’attuazione degli obiettivi del Protocollo nazionale e promuovendo iniziative condivise per sostenere la crescita della filiera audiovisiva regionale.