Ritorna alla “Reggia di Venaria” la splendida magia delle “estive aperture serali”, con musica e performance realizzate in scenografiche ambientazioni
Dal 31 luglio al 5 settembre, dalle 18,30 alle 23
Venaria Reale (Torino)
Tutti i venerdì e sabato, da venerdì 31 luglio a sabato 5 settembre. A partire dal tramonto (ore 18,30) fino a tarda sera (ore 23). Tempo ce n’è per approfittarne! Eh sì, perché quanto promettono, anche quest’anno, le “Sere d’Estate” alla seicentesca “Venatio Regia”, come ebbe a definire la “Reggia di Venaria” (in quanto base per le battute di caccia) il duca Carlo Emanuele II di Savoia, è per davvero uno spettacolo scenografico di quelli rari (anche solo da immaginare!), con ambientazioni “al lume di 5mila candele” e una moltitudine di “luci d’arredo” di assoluta bellezza e incantevole magia. Promosse, come sempre dalla “Reggia – Residenza Sabauda” (dal 1997 “Patrimonio UNESCO”) in collaborazione con “Piemonte dal Vivo”, le “Sere d’Estate” tornano ad essere un ricco e appassionato “contenitore” di musica, spettacoli dal vivo, danze e dj-set ambientati en plein air nelle stupefacenti geometrie dei “Giardini” così come nel “Potager” o nel Cortile della “Cascina Medici”, ma pur anche negli eleganti spazi interni del “Piano Nobile”, delle “Sale delle Arti”, in cui sono ospitate (e visitabili) le “mostre” in corso (tra cui le “Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro”), della “Galleria Grande” e delle “Scuderie”, per finire con gli juvarriani “appartamenti regali” del ‘700 e con quelli “ducali”, a firma di Amedeo di Catellamonte, del ‘600.
Curiosa “novità” di quest’anno, magari dopo un fresco “aperitivo” al tramonto, la possibilità di concedersi nei “punti ristoro” della “Cascina Medici” o nei “Giardini” un gradevole “pic-nic”, acquistando le pratiche, pensate all’uopo, “pic-nic box”. Bell’idea! Da sperimentare! E poi, e soprattutto, la ricca e variegata carrellata di “Spettacoli”, nella favolosa scenografia del “Potager Royal” o della “Fontana d’Ercole”, mentre il Cortile di “Cascina Medici del Vascello” diventa luogo di festa, musica, concerti, danza e lezioni di danza, dj set e serate tematiche sulle note dei più svariati generi musicali rigorosamente “suonati dal vivo”.
Quanto mai ricche le pagine di un’agenda che, tra gli “spettacoli” in programma, spazia ad ampio giro da “Le classique c’est chic!” – piattaforma progettuale tesa a “decolonizzare l’immaginario che riguarda la tecnica classica accademica, con la volontà di fornire a più persone possibili strumenti di comprensione e di riappropriazione del proprio corpo” – condotta dalla danzatrice Anna Basti (venerdì 31 luglio) fino al “You Too Can Tutu” della Compagnia londinese “Gandini Juggling”, celebre nel suo progetto di fusione della “danza” con la “giocoleria”, la “musica” ed il “teatro” (sabato 8 agosto). Il calendario accoglie inoltre le nuove creazioni di Davide Tagliavini, Elisa Sbaragli e dell’italo-brasiliano Rafael Candela (nomi di assoluto rilievo nell’ambito della “coreografia” e della “danza” a livello internazionale), insieme a proposte che spaziano dal “tango” al “flamenco”, dalle “danze popolari” del Sud Italia alla “cultura swing”, dalla “musica techno” al “lindy hop”. E non solo.
Accanto agli spettacoli, la “Rassegna” propone inoltre eventi speciali dedicati ai linguaggi contemporanei e alla partecipazione del pubblico, tra cui le serate “Clubbing e Musical” realizzate con “Lost Movement” (nota “Compagnia di Danza” milanese) nel fine settimana di Ferragosto, la serata “Techno” di sabato 22 agosto e il coinvolgente “U.A.G. (Urban African Groove) DJ SET” di sabato 5 settembre.
Momento centrale della manifestazione sarà il “Gran Ballo” di venerdì 4 settembre, grande festa diffusa nei “Giardini” della Reggia che riunirà “performance”, “spettacoli” e momenti collettivi di “danza” in occasione della conclusione della “NID Platform 2026” o “Nuova Piattaforma della Danza Italiana”, la cui decima edizione si terrà, per l’appunto in Piemonte da martedì 1 a venerdì 4 settembre con spettacoli diffusi tra Torino, Collegno, Moncalieri e Venaria Reale, sotto il titolo di “Coreografie del possibile”.
Il tutto, studiato e progettato in modo tale da rendere davvero “unica” l’esperienza delle “Sere d’Estate” trascorse nella “Cattedrale” o “Reggia della Caccia” di Venaria Reale, aperte all’imbrunire dall’illuminazione fiabesca creata da migliaia di candele diffuse nel “Giardino a Fiori”, davanti alla Facciata della “Reggia” e chiuse, ogni venerdì e sabato con l’immancabile “spettacolo di luci e acqua” della “Fontana del Cervo”, che saluta i visitatori nella “Corte d’Onore” alle 23. Cinque ore, quasi, vissuti all’interno di un universo “da fiaba”, che magicamente ci accompagnerà nel tempo e nella memoria.
Per ulteriori info e programma dettagliato: “Reggia di Venaria”, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino); tel. 011/4992300 o www.lavenaria.it
Gianni Milani
Nelle foto: Immagini “Venaria Sere d’Estate” (Ph. Michele D’Ottavio)




Nulla di tutto ciò, la storia è vera ma poco conosciuta. Il celebre Federico II, imperatore, re di Sicilia e amante dell’Italia, si innamorò perdutamente di una giovane nobildonna astigiana che si chiamava Bianca Lancia o Bianca d’Agliano. Un amore a prima vista che scoppiò ad Agliano Terme, appena i due si videro davanti al castello della famiglia Lancia. Non si poterono sposare perché lei apparteneva solo alla piccola borghesia ma il loro fu comunque un grande amore semi-segreto. O forse è stata l’ultima moglie dell’imperatore che egli sposò in punto di morte. Fra le tante donne di Federico, tra mogli e amanti, lo svevo-jesino scelse Bianca. Oggi Agliano d’Asti, piccolo paese di 1500 abitanti, è più noto per le terme e il suo barbera che per il passaggio dell’imperatore svevo. L’antico castello non c’è più, distrutto nel Seicento durante le guerre tra i Savoia e gli spagnoli, ma la torre è sopravvissuta, c’è ancora, è lì a ricordare l’incontro storico tra Federico e Bianca intorno al 1225. Fu un colpo di fulmine per entrambi. Ma cosa ci faceva il grande Federico II in un piccolo borgo a 20 chilometri da Asti? I Lancia erano conti piemontesi e hanno sempre avuto stretti legami con il casato svevo degli Hohenstaufen. Il capostipite della famiglia Lancia, il nobile Manfredi, aveva ottimi rapporti con il Barbarossa, nonno di Federico II. Sia i Lancia sia gli Agliano erano aristocratiche famiglie ghibelline del Piemonte, tra loro imparentati, e proprietari di castelli, palazzi, tenute e interi paesi del Monferrato. Un tal giorno Bonifacio di Agliano, cognato di Manfredi Lancia e vassallo dell’imperatore, ricevette un giovane Federico II che, in visita in Piemonte, tornava da una battuta di caccia e gli presentò la sua famiglia. Tra Bianca, appena sedicenne, e il trentenne Federico, fu subito grande amore. La castellana, secondo le fonti storiche, era molto bella, snella, bionda, elegante, una bellezza mozzafiato che fulminò Federico. Se ne innamorò alla follia e, nonostante fosse già sposato, la portò con sé nei suoi tanti castelli che ancora oggi si possono ammirare in Italia e da lei ebbe tre figli, Costanza, Manfredi, re di Sicilia, e Violante. Fu tuttavia una relazione semi-clandestina e secondo una leggenda, durante la gravidanza di uno dei figli, Federico, forse per gelosia, tenne chiusa l’amante in una torre del castello di Gioia del Colle nel quale erano soliti trascorrere lunghi periodi. Fu molto generoso con Bianca e le assegnò terre e proprietà. E bravo il nostro Federico, nostro perché in fondo è più italiano che straniero: nato a Jesi, morto in Puglia, sepolto a Palermo. Ma il racconto non finisce qui anche perché la storia di Bianca Lancia è circondata dal mistero. I due personaggi forse si sposarono nell’ultimo istante della loro vita. Federico fu costretto, per esigenze reali, a sposarsi per la terza volta e di conseguenza la bella amante fu allontanata. Ma non sparì mai dalla sua vita e si sostiene che il matrimonio fu fatto in punto di morte al capezzale di Federico nel 1250 o a quello di Bianca ma fu in qualche modo celebrato. Bianca fu l’unica donna che conquistò davvero il cuore di Federico II di Svevia. Né con le mogli legittime né con le amanti Federico ebbe mai una relazione così intensa e lunga. Pensando a Oria (Brindisi) dove ogni anno, pandemia permettendo, si rievocano con un corteo storico i fasti del matrimonio tra Federico II e Jolanda di Brienne, la seconda moglie, chissà se un giorno anche ad Agliano d’Asti sarà possibile organizzare qualcosa di simile, come si vede nel dipinto, per ricordare il grande amore tra Federico e Bianca?

