CULTURA E SPETTACOLI

Museo Regionale di Scienze Naturali: agosto gratis

La cultura non va in vacanza!

Dal 1° al 31 agosto, il Museo Regionale di Scienze Naturali apre le sue porte gratuitamente a residenti e turisti.

Promossa dalla Regione Piemonte, l’iniziativa invita a esplorare una delle principali istituzioni scientifiche d’Italia.

biglietti gratuiti possono essere prenotati online in anticipo. I rimanenti saranno distribuiti presso la biglietteria del museo il giorno della visita, fino a esaurimento posti.

Ti aspettiamo per vivere insieme un’estate di cultura, natura, scienza e curiosità per grandi e piccoli!

Ottieni il tuo biglietto gratuito qui!

Torino, piazza San Carlo: gli affreschi dedicati alla Sindone

Due opere per celebrare uno dei simboli della città 

La Sacra Sindone rappresenta molto per Torino. Il suo  fascino misterioso e senza tempo racconta, attraverso un telo di lino bianco in uso nella cultura ebraica per la sepoltura dei morti, la Passione di Cristo. Emblema del confronto tra Chiesa e scienza, rimane la reliquia piu’ famosa di sempre, capace di far peregrinare milioni di persone devote ad ogni sua sontuosa ostensione, un evento molto sentito e solenne. Questo lenzuolo, carico di storia, ma anche di miti e leggende, appare nella storia nel 1353 quando Goffredo di Charny, cavaliere e scrittore medievale francese, lo   porto’ dalla Terra Santa nella cittadina francese di Lirey dove fece costruire una chiesetta per custodirlo. Successivamente fu venduto al Ducato di Savoia, che aveva il suo capoluogo a Chambery, dove fu conservato fino al 1532 nella Sainte-Chapelle duSaint-Suaire quando un incendio, che fortunatamente non lo distrusse completamente,  gli provoco’ degli evidenti segni di bruciatura.

 

Dopo vari spostamenti il  sacro lino fu portato da San Carlo Borromeo, particolarmente devoto, da Milano a Torino per ordine di Emanuele Filiberto di Savoia, “testa di ferro”. Lo spostamento fu un vero e proprio pellegrinaggio che duro’ 4 giorni, con intervalli di meditazione spirituale ed esercizi di pieta’,  percorso a piedi scalzi e  accompagnato da un gruppo  di quattordici persone. Appena arrivato a Torino  fu subito onorato con una ostensione pubblica a cui parteciparono numerosissimi fedeli.

In piazza san Carlo, cosi’ nominata in memoria del viaggio del Santo con il famoso lenzuolo, ci sono due affreschi, di piccole dimensioni e poco conosciuti, che narrano i fatti accaduti quell’ottobre  del 1578 quando la Sacra Sindone arrivo’ a Torino con la promessa scritta di Emanuele Filiberto, mai mantenuta, di riportarla a Chambery in breve tempo. Questi dipinti murali commemorativi, dall’autore ignoto e che un tempo erano ben 4, si trovano all’estremita’ della piazza, il primo, che raffigura la Madonna con Emanuele Filiberto e San Carlo Borromeo, nell’angolo con via Alfieri e l’altro, dove si riconosce ancora la Vergine Maria, questa volta con San Francesco D’Assisi e un frate, e’ sito all’angolo con via Santa Teresa. Gli altri due dipinti sono purtroppo andati perduti durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Nella Chiesa di San Carlo Borromeo, inoltre,  si possono ammirare due affreschi che celebrano l’arrivo a piedi di San Carlo a Torino e  il Santo in adorazione del piu’ famoso telo.

MARIA LA BARBERA 

“Attraverso Festival #pop”… via al secondo tempo

Dopo quasi trenta appuntamenti a luglio e il pienone di pubblico, il primo tempo del “Festival” si chiude aprendo le porte  a “comicità” e “spettacolo d’autore”

Mercoledì 5 e giovedì 6 agosto

Alba / Busca (Cuneo)

Terminata, con un bel numero di “sold out”, la corsa estiva di luglio (contrassegnata da quasi trenta serate, un successo alle stelle e nuovi luoghi scoperti dal pubblico del “Festival”, con i debutti di Rocchetta Palafea nell’astigiano e di Pozzolo Formigaro nell’alessandrino), il programma di “Attraverso Festival # pop”, viaggio culturale nel cuore del Piemonte meridionale e delle “Terre UNESCO”, entra di botto nel mese di agosto  con due appuntamenti emblematici della doppia anima della “ Rassegna”: la “comicità che legge il presente” e la “musica che incontra la narrazione storica”. Il tutto, prima della ripresa del cartellone dal 26 agosto e del cammino che proseguirà fino a metà settembre.

Da subito, dunque, due date da annotare: mercoledì 5 e giovedì 6 agosto.

Il primo dei due appuntamenti è in programma ad Alba (Cuneo), al Teatro Sociale “Giorgio Busca – Arena Guido Sacerdote” al civico 3 di piazza Vittorio Veneto. In scena Yoko Yamada con “Stellina Scintillina” (ore 21ingresso 15 euro), nuovo spettacolo di una delle giovani “stand-up comedian” più originali della scena italiana. Bresciana di nascita, classe 1993, madre italiana e padre giapponese, Yoko ha iniziato il suo percorso sul palco nelle serate di “open mic” (“microfono aperto”) di Venezia, passando in pochi anni (primo spettacolo: “Pizza sul gelato”) dai piccoli teatri alle due stagioni su “Comedy Central”, alla finale di “Italia’s Got Talent” e al “Premio Satira” (Premio consegnato da Fiorello) di Forte dei Marmi come miglior “stand-up commedian”. Nel 2025 è tra i protagonisti di “Audiscion” su “Rai2” e del cast di “The Traitors Italia”. Dalla fine del 2025, porta in scena il suo nuovo spettacolo “Stellina Scintillina”, dove fra scomodi interrogativi, feste di compleanno per bambini, ‘Chat GPT’, coming out, ansie da trentenne, lavoro precario e orde di salmoni, Yoko Yamada solca l’attualità con intelligente ironia, mettendoci di fronte alle nostre più profonde contraddizioni, senza aver paura di dissacrare anche quelle tradizioni che consideriamo intoccabili”. Il tono narrativo si mantiene sempre sulla linea del “pop – empatico”, con un linguaggio diretto e ironico che cerca la risata senza rinunciare alla profondità, “perfettamente in linea – affermano gli organizzatori di ‘Hiroshima Mon Amour ETS’ e ‘Produzioni Fuorivia’ – con lo sguardo che ‘Attraverso Festival’ dedica alla ‘stand-up’, come forma di racconto del nostro tempo”.

Secondo appuntamento agostano: giovedì 6 agosto (ore 21ingresso 30 euro) al “Parco – Museo dell’Ingenio”, in Viale Monsignor Leone Ossola a Busca (Cuneo). E qui, il registro cambia completamente. Al centro della scena (scena a due) e in celebrazione degli 800 anni dalla morte del “Poverello d’Assisi”, l’altissima figura di San Francesco “Patrono d’Italia” e la sua medievale “rivoluzione della povertà” saranno rievocate e raccontate da due voci e da due protagonisti della “narrazione” letteraria e musicale contemporanea: quella del giornalista e scrittore albese, tra le voci più autorevoli del nostro tempo, Aldo Cazzullo (già autore del fortunatissimo “Francesco. Il primo italiano”, pubblicato nel 2025 da “HarperCollins Italia”) e dell’eterno immenso “menestrello” – per quelle sue inconfondibili note capaci di unire la musica medievale e rinascimentale al “folk” di tradizione celtica, germanica, britannica e francese – Angelo Branduardi da Cuggiono Milanese, ma cresciuto e formatosi alla “scuola genovese”, spesso creatore di testi scritti a quattro mani con la moglie Luisa Zappa. Ad accompagnare sul palco Cazzullo e Branduardi, saranno le musiche dal vivo del pianista (arrangiatore e polistrumentista) Fabio Valdemarin. Anche per Branduardi, come per Cazzullo, “raccontare San Francesco” non è cosa nuova. Nel corso della sua carriera, infatti, il virtuoso “menestrello”, sempre accompagnato dal suo fido “violino”, ha dedicato vari lavori alla figura del Santo d’Assisi, tra cui “L’infinitamente piccolo” (composto per il “Giubileo” del 2000), grande successo discografico, “Il Cammino dell’Anima” (2019), ispirato a Hildegard von Bingen, la medievale “Sibilla del Reno” (monaca benedettina, proclamata “Santa” e “Dottore della Chiesa”) e nel 2025 la ripresa de “Il Cantico”, tour e spettacolo musicale dedicato al “Cantico delle Creature”, ulteriore conferma dello stile unico di Branduardi, sospeso tra musica, storia e spiritualità. Attraverso la narrazione di Cazzullo e le canzoni Branduardi, l’elogio al “Poverello d’Assisi” raggiungerà, in quel di Busca, una dimensione di assoluta attualità e la “memoria” si farà monito alla rivisitazione di un’“attualità”, oggi più che mai immemore di “Figure” di tale illimitato livello. Di monito (difficile, però, sperarlo!) agli attuali cosiddetti “grandi” (ma, in realtà, infinitamente “piccoli”) “Padroni del Mondo”.

Per infowww.attraversofestival.it

Gianni Milani

Nelle foto: Yoko Yamada, Cover “Francesco. Il primo italiano”, Angelo Branduardi e Aldo Cazzullo

La pieve di San Pietro a Pianezza. Uno dei tesori oltre la cintura di Torino

 

Eretta sulla sponda del Dora Riparia nel XII secolo in stile romanico lombardo, con il tetto a capanna, e dedicata a San Pietro, la pieve di Pianezza, a pochi chilometri da Torino, offre uno spettacolo unico e, probabilmente, inaspettato grazie ai suoi affreschi, un ciclo dipinto, quasi interamente, da Giacomo Jaquerio e altri artisti della sua scuola. Il pittore fu il rappresentante della pittura tardo-gotica in Piemonte e le sue opere, grazie al duca Amedeo VIII, arrivarono fino a Ginevra.

Sconsacrata oramai da molto, un tempo fu luogo di preghiera di pellegrini e viandanti, e venne costruita, con molta probabilita’, al posto di un tempio pagano; in origine era costituita da una sola navata, ma in epoca gotica (tra il 300 e il 400) ne furono aggiunte altra due piu’ piccole. La facciata, in un primo tempo poco curata, fu riqualificata a fine ‘300 con mattoni rossi romanici e materiali di recupero mentre l’entrata fu collocata nella parte laterale da dove si accede anche al presbiterio. Durante l’ultima fase dei lavori sono stati dipinti il Cristo in Croce, una santa non identificata sul pilastro di entrata ed un’altra vicina all’immagine di Santa Margherita. Molto belle anche le vetrate colorate, copie create nell’800, i cui originali di Antoine de Lonhy sono conservati al Museo Civico Torinese di Palazzo Madama.

I Provana, una tra le cinque famiglie feudali piu’ importanti del Piemonte, volle fortemente le decorazioni della Pieve di San Pietro, tra queste, oltre a quelle gia’ citate, abbiamo la raffigurazione degli Apostoli, l’Annunciazione e il dipinto dedicato a Santa Caterina; nella cappella che porta il loro nome, invece, troviamo il dipinto sulla vita di San Giovanni in cui si riconoscono anche i simboli della famiglia: il liocorno e i tralci di vite.

La Pieve di San Pietro si aggiunge alle moltissime opere in stile romanico del Piemonte (chiese, castelli, abbazie) che venivano edificate perlopiu’ sulle strade devozionali, come la via Francigena che portava i pellegrini dall’Inghilterra fino a Roma.

Normalmente non e’ aperta al pubblico, ma si può visitare contattando gli uffici comunali o i gruppi di volontari dedicati. In questa chiesa, inoltre, e’ possibile celebrare matrimoni civili assecondando cosi’ la volonta’ di valorizzare ancora di piu’ il patrimonio architettonico della citta’.

MARIA LA BARBERA

Apertura su richiesta; prenotazioni presso l’ufficio URP 011/9670211 oppure
presso UNECON: 3333903669 – 3394620103 – 3356171376
unecon2019@gmail.com

Visita guidata e concerto all’Eremo di Santa Caterina del Sasso

 Con il Doré Quartet il 6 agosto

Musica e storia si incontreranno giovedì 6 agosto all’Eremo di Santa Caterina del Sasso, dove il programma del Festival Lago Maggiore Musica 2026 propone una serata dedicata al repertorio per quartetto d’archi. Al concerto sarà abbinata la possibilità di partecipare a una visita guidata, per conoscere la storia e gli spazi di uno dei luoghi più suggestivi del lago Maggiore,  prima di ascoltare la musica nella cornice dell’antico complesso affacciato sull’acqua.
La visita guidata,  a cura di Archeologistics  inizierà alle 20, su prenotazione obbligatoria. L’iniziativa è aperta anche a chi non parteciperà al concerto, offrendo un’occasione per approfondire le vicende storiche, artistiche  e religiose dell’Eremo, costruito a picco sulle acque del lago lungo la parete del Sasso Ballaro. Il percorso consentirà di approfondire la storia del complesso religioso, le sue architetture e il rapporto che nei secoli ha legato questo luogo alla spiritualità monastica.
La visita, a cura di Archeologistics, è della durata di un’ora prima dell’inizio del concerto, ha un costo di 10 euro  ed è accessibile anche a chi non parteciperà all’appuntamento musicale.
La prenotazione deve essere obbligatoria e effettuata separatamente rispetto a quella del concerto.
Alle 21 prenderà il via il concerto dal titolo “ Vienna e America: un viaggio in quartetto” affidato al Doré Quartet, formazione composta da quattro musicisti italiani, Ilaria Taioli, Samuele di Gioia ai violini, Salvatore Emanuel Borrelli alla viola e Caterina Vannoni al violoncello.
Il titolo scelto per la serata anticipa un itinerario musicale capace di porre in relazione la tradizione europea, con Vienna come uno dei principali punti di riferimento e di sviluppo della musica da camera, e le esperienze compositive  provenienti dagli Stati Uniti.
Il quartetto d’archi diventa così uno strumento di un viaggio attraverso epoche, linguaggi e sensibilità differenti, valorizzando il dialogo tra i due violini, la viola e il violoncello.
Il concerto, che rientra nel calendario del Lago Maggiore Musica 2026, vede impegnato il Doré Quartet all’Eremo, in grado di unire la proposta musicale alla possibilità di vivere il complesso monumentale nelle ore serali, quando il paesaggio del lago e gli ambienti storici  accompagnano l’esperienza dell’ascolto.

MM

Bardineto (SV) e il legame con i Del Carretto

Il Comune è entrato nei Siti Storici dei Grimaldi

Domenica 2 agosto 2026 il Comune di Bardineto (SV), in collaborazione con lo scrivente e con il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ha organizzato una commemorazione volta a ricordare il suo storico legame con i Marchesi Del Carretto e i Grimaldi di Monaco.
La cerimonia è stata patrocinata dal Consiglio Regionale della Liguria, dalla Provincia di Savona e dal Comune di Bardineto.
I partecipanti si sono ritrovati alle ore 10 davanti alla settecentesca Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata in stile barocco piemontese, dove alle ore 10,30 Don Edivan ha celebrato la S. Messa.
Successivamente i presenti e i gruppi storici hanno raggiunto in corteo il castello, il cui primo nucleo venne fatto edificare tra il 972 e il 973 d.C. dall’Imperatore dei Romani Ottone I. Il maniero fu abitato dai Del Carretto fino ai primi decenni del XV secolo, per poi venire definitivamente distrutto nel novembre 1795 durante la Battaglia di Loano.
Qui si è tenuta una solenne cerimonia aperta dal discorso di Mario Basso, Sindaco di Bardineto, il quale ha portato i saluti di Fulvio Gazzola, Presidente dell’Associazione Siti Storici Grimaldi di Monaco in Italia e Sindaco di Dolceacqua (IM) ed ha annunciato che prossimamente il castello verrà ufficialmente inaugurato dopo gli importanti lavori di restauro.
Ha preso quindi la parola il Consigliere Regionale Sara Foscolo, che insieme al suo collega Rocco Invernizzi ha portato i saluti di Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria ed ha affermato che
queste giornate ci aiutano a conoscere la nostra storia, la nostra cultura e la nostra identità”.
La Dott. Foscolo ha concluso portando i saluti delle Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, in modo particolare dell’Ispettore Regionale Marco Ghisolfo e della Delegata Provinciale Marina Truffo.
Il Consigliere Rocco Invernizzi nel suo intervento ha sottolineato che i Del Carretto erano riusciti ad unire un feudo che dalla costa andava fino alle montagne piemontesi e Bardineto ne era il crocevia.
Ha quindi preso la parola Pierangelo Olivieri, Presidente della Provincia di Savona e Sindaco di Calizzano (SV), il quale, ringraziando lo scrivente per il lavoro storico che sta svolgendo, ha annunciato che “
i nostri Comuni, come lo dimostrano i tanti colleghi oggi presenti, che sono solo una parte di quelli che fanno già parte del sistema carrettesco, possono diventare una provincia carrettesca a tutti gli effetti e proprio per questo abbiamo già discusso dell’opportunità e della volontà di confrontarci direttamente”.
Lo scrivente nel suo intervento ha ripercorso la storia di Bardineto e il suo legame con i Grimaldi di Monaco.
Bardineto venne fondato dopo il 1250 dal Marchese Giacomo Del Carretto, la cui figlia Aurelia sposò in seconde nozze Francesco Grimaldi, il quale la notte dell’8 gennaio 1297, travestito da monaco francescano, conquistò la Rocca di Monaco, fatta costruire dai genovesi nel 1215, diventandone il suo primo Signore. Francesco regnò insieme al figliastro Ranieri I, nato dalla prima unione di Aurelia con Lanfranco Grimaldi, Vicario Imperiale in Provenza, fino al 10 aprile 1301, quando Monaco tornò temporaneamente genovese. Sarà Carlo I, figlio di Ranieri I, a riconquistare la Rocca il 12 settembre 1331, diventandone il suo primo Signore sovrano.
Giacomo Del Carretto si spense nel 1268 ed i suoi tre figli maschi il 21 ottobre dello stesso anno nel Monastero di Santo Stefano di Millesimo si divisero i possedimenti paterni: a Enrico III andò il Terziere di Novello, a Corrado quello di Millesimo, mentre quello di Finale Ligure, che comprendeva anche Bardineto, andò ad Antonio. Il Marchese Giorgio, figlio di quest’ultimo, visse per molto tempo nel maniero bardinetese e sua figlia Ilaria Maria andò in sposa a Ranieri II Grimaldi, co-Signore di Monaco dal 1352 al 1357. Giorgio il 25 aprile 1359 redasse nel Castello di Bardineto il suo testamento e vi si spense poco tempo dopo. A succedergli fu il figlio Lazzarino I, mentre l’altro figlio Carlo I nel 1397 divenne il primo Marchese di Zuccarello, feudo che Giorgio aveva ottenuto nel 1337 dal fratello Enrico, il quale a sua volta l’aveva ricevuto in dote insieme ad altre località nel savonese dalla consorte Caterina di Clavesana. Bardineto divenne per un terzo del Marchesato di Finale e per due terzi di quello di Zuccarello. Nel 1479 i Marchesi di Zuccarello Carlo II e Giorgio, nipoti di Carlo I, emanarono i suoi primi statuti, i quali tutelavano la proprietà privata e l’esercizio delle attività economiche. A Carlo II succedette il figlio Antonio, il quale fu padre di Gian Bartolomeo e Pirro II. Con atto di divisione del giugno 1545 il primo portò avanti la linea di Zuccarello, mentre il secondo divenne il primo Marchese di Balestrino e Bardineto entrò a far parte di questo nuovo marchesato, che nel 1735 divenne parte del Regno di Sardegna.
Il 13 ottobre 1714 nel territorio comunale transitò una Regina di Spagna: Elisabetta Farnese. La nobildonna, nipote di Ranuccio II, Duca di Parma e Piacenza, il 16 settembre precedente aveva sposato per procura nel Duomo di Parma Re Filippo V di Spagna. Impossibilitata a raggiungere il consorte via mare a causa di una grave naupatia, lo fece via terra, sostando in diverse località: l’11 ottobre trascorse la notte nel Palazzo del Governatore a Finale Ligure, il 12 dormì a Palazzo Franchelli di Calizzano e il 13, dopo aver attraversato Bardineto, Castelvecchio e Zuccarello, sostò ad Albenga a Palazzo d’Aste, per poi giungere a Madrid nel mese di dicembre.
Il Sindaco Mario Basso ha quindi annunciato ufficialmente che il Comune di Bardineto, grazie alla consulenza gratuita dello scrivente, è entrato a far parte dell’Associazione Siti Storici Grimaldi di Monaco in Italia.
Alla cerimonia erano presenti anche Daniele Galliano, Sindaco di Bormida (SV); Roberto De Andreis, Sindaco di Nasino (SV); Alessandro Oddo, Sindaco di Tovo San Giacomo (SV); Claudio Paliotto, Sindaco di Zuccarello (SV); Renata Mazzi, Vice Sindaco di Giustenice (SV) e Christian Rocco, Consigliere Comunale di Novello (CN).
Erano presenti la Croce Verde, il Gruppo Alpini, le Guardie Particolari Giurate ed un folto gruppo di scout provenienti da Celle Ligure (SV).
Ad ogni autorità e associazione partecipante il Comune ha donato un attestato commemorativo.
L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale e dalla Dott. Silvia Molino, Fiduciario per la Provincia di Savona, i quali hanno ricevuto dal Comune il libro “Bardineto. Le sue vicende storiche e la sua storia segreta” scritto dal Prof. Giannino Balbis.
La giornata è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici: “I Signori del Medioevo da Torino” e “I Signori di Rivalba di Castelnuovo Don Bosco”.
Sono seguiti un rinfresco ed un pranzo conviviale.

ANDREA CARNINO

Dopo 157 anni di vita la Biblioteca Civica Centrale oggi chiude in attesa della nuova sede

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Da lunedì  3 agosto il via al trasloco definitivo dei volumi dalla Biblioteca Civica Centrale alla nuova sede che aprirà entro la fine dell’anno a Torino Esposizioni.

Sabato 1⁰ agosto ha chiuso, infatti, definitivamente i battenti la Biblioteca Civica Centrale, che aveva rappresentato un secolo e mezzo di storia di Torino.

LA STORIA
Venne inaugurata  il 22 febbraio 1869 e voluta da Giuseppe Pomba, editore dal 1815 al 1850 e consigliere comunale dal 1848 alla morte, avvenuta nel 1876. L’edificio della Biblioteca Civica sarebbe stato distrutto dalle bombe degli aerei anglo-americani tra il 7 e l’ 8 agosto del ’43. I libri superstiti, prima ricoverati in casse nelle cantine dell’edificio, furono poi messi a disposizione nelle sezione ottocentesca di Palazzo Carignano, nel Salone del Parlamento italiano.

L’assessora comunale alla Cultura Rosanna Purchia in Commissione, mesi fa, aveva dichiarato che “i lavori procedevano nei tempi previsti, considerato l’arrivo per l’occasione del presidente della Repubblica Mattarella. Sarà una grande biblioteca che si candida a diventare il centro culturale più importante d’Italia” (CittAgorà).

IL FUTURO

La nuova Biblioteca Civica avrà due accessi, uno su corso Massimo d’Azeglio e l’altro dal Parco del Valentino. Si svilupperà su una superficie di circa 24 mila metri quadrati, destinata a ospitare ampie sale per la lettura, lo studio e la consultazione, con mille posti a sedere e altri cinquecento spazi informali pensati per la permanenza e il lavoro individuale o di gruppo.

Il patrimonio consultabile a scaffale aperto comprenderà circa 150 mila volumi e documenti. Il progetto prevede inoltre aree dedicate ai bambini e agli studenti, sezioni riservate alla cultura digitale, laboratori, spazi per attività culturali e luoghi di aggregazione. A completare l’offerta saranno una sala conferenze e una caffetteria con bookshop, rafforzando il ruolo della biblioteca come punto di riferimento culturale e civico per la città.

La scelta di insediare la nuova struttura all’interno di Torino Esposizioni, storico complesso progettato negli anni Trenta da Pier Luigi Nervi ed Ettore Sottsass senior, risponde alla volontà di restituire nuova vita a uno degli edifici simbolo della Torino del Novecento, trasformandolo in un moderno polo culturale aperto e facilmente accessibile. L’intervento nasce anche dalla necessità di sostituire l’attuale sede di via della Cittadella, ormai non più adeguata alle esigenze di una grande biblioteca pubblica metropolitana.

Mara Martellotta

Paesaggi e oltre, prosegue l’estate nelle terre Unesco

Teatro, narrazione, performance e musica incontrano i paesaggi vitivinicoli tutelati dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità,  in una rassegna diffusa tra borghi, cascine e spazi all’aperto.

Gli spettacoli di questa 25° edizione della rassegna dialogano con la natura, la memoria e l’identità dei luoghi, offrendo esperienze immersive nelle colline tra Langhe e Monferrato.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/paesaggi-e-oltre-teatro-e-musica-nelle-terre-dellunesco-1

Stagione lirica e di Balletto del teatro Regio: inaugurazione il 15 ottobre

 

Con il Festival Verismo e le opere ‘Cavalleria rusticana’ e ‘Pagliacci’

Giovedì 15 ottobre prossimo, alle ore 19, si alzerà il sipario sull’opera lirica “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”, primo appuntamento nell’ambito del Festival del Verismo dedicato a Mascagni e Leoncavallo, con Andrea Battistoni sul podio e la duplice regia di Daniele Menghini e Francesco Micheli.
Una tetralogia inedita per riscoprire le radici del melodramma italiano moderno, con quattro opere di due compositori e due registi e un unico direttore d’orchestra , che daranno forma all’apertura ambiziosa della Stagione d’opera e di Balletto 2026-2027 del teatro Regio di Torino.
Giovedì 15 ottobre la stagione si inaugurerà con il festival Verismo, proprio a partire dalla Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.
Il ciclo proseguirà fino al 22 novembre con la Bohème di Leoncavallo e Iris di Mascagni, per un totale di 22 recite. Sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del teatro Regio salirà il direttore musicale Andrea Battistoni. Le regie sono affidate a Daniele Menghini per le opere di Mascagni e a Francesco Micheli, al sul debutto al Regio  per quelle di Leoncavallo.

Il Festival, sostenuto nel dittico della Cavalleria Rusticana e Pagliacci da Intesa Sanpaolo, nasce da un paradosso. Il successo straordinario delle due opere prime “Cavalleria rusticana” e  “Pagliacci” ha finito per oscurare il resto della produzione dei loro autori.
Il Teatro Regio, legato storicamente ai grandi successi di Puccini di quegli anni, si ripropone ora di riscoprire la “Bohème” di Leoncavallo, nata dal confronto creativo con quella del Maestro, e “Iris”, vertice di raffinatezza orchestrale che anticipa atmosfere e suggestioni destinate a ricomparire in “Madama Butterfly”.
Si tratta di un’operazione culturale che, come accaduto nelle ultime inaugurazioni dalla Juive alla Manon alla Francesca da Rimini, si propone di contribuire a riabilitare opere ingiustamente trascurate, fornendo così  un’occasione preziosa per il pubblico nazionale e internazionale.
Una scelta, questa, sostenuta e rafforzata dall’affidamento a due sguardi registici di autore che convergono in una visione scenica organica e, sul fronte musicale, alla fronte impronta iinterpretativa di uno specialista del repertorio quale è  il direttore musicale.

Per oltre cinque settimane il Regio si trasformerà in un grande laboratorio produttivo e creativo, coinvolgendo orchestra, coro, coro di voci bianche, tecnici, laboratori e maestranze in un’impresa di particolare complessità. Si tratterà di una lettura che, nel suo complesso, liberarà il Verismo  dai luoghi comuni che a lungo lo hanno confinato tra il repertorio immediata presa, ma di presunto minor valore artistico. Un atto d’amore verso una stagione fondamentale della nostra storia musicale.
La programmazione offre al pubblico diverse modalità di fruizione lungo l’intero periodo oppure nell’arco di tre giorni consecutivi.

Festival Verismo 15 ottobre – 22 novembre

Teatro Regio di Torino  piazza Castello 215

Mara Martellotta