CULTURA E SPETTACOLI

Per “Le Domeniche dell’Auditorium” Šostacovič, tra ironia e tragedia

Domenica 12 aprile, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, sarà interamente dedicato a Dmitri Šostakovič il quinto appuntamento del ciclo dei concerti cameristici “Le Domeniche dell’ Auditorium”, in programma alle 10.30 e registrato da Radio 3, che lo trasmetterà domenica 26 aprile alle 20.30.

Protagonista è il Light Point Double Trio dell’OSN Rai, composto da Arianna Luzzani al violino, Amedeo Fenoglio al violoncello, Andrea Rebaudengo al pianoforte, Biagio Zoli ai timpani, Matteo Flori ed Emiliano Rossi alle percussioni.

Šostakovič̣ è stato un compositore capace di tradurre in musica le contraddizioni di un’epoca intera, oscillando tra l’ironia sferzante e la tragedia più profonda. Il contrasto fra l’estro giovanile e la meditazione tardiva emerge chiaramente nel confronto tra due pagine emblematiche presentate dall’Ensemble OSN della Rai in vesti strumentali di grande fascino: la “Suite for Variety Orchestra”, del 1938 e articolata in otto movimenti, nell’arrangiamento di Ferran Cruixent, e la Sinfonia n.15 in la maggiore op.141, del 1972, proposta nella celebre trascrizione di Viktor Derevianko.

Biglietti: prezzo unico 5 euro – in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino, in piazza Rossaro.

Mara Martellotta

Orchestra Filarmonica di Torino e Trio Concept: “Il metronomo in salotto”

Martedì 14 aprile, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino

Martedì 14 aprile, alle ore 21, l’Orchestra Filarmonica di Torino, sotto la direzione di Giampaolo Pretto, propone, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino il concerto “Il metronomo in salotto”, un nuovo appuntamento della stagione “One way memories”, costruito attorno al dialogo tra il grande repertorio sinfonico e la dimensione cameristica. Si tratta di un concerto che mette in relazione l’Orchestra con un delle formazioni più brillanti emerse negli ultimi anni sulla scena internazionale, il Trio Concept.

Ensemble interamente torinese, il Trio Concept è composto da Edoardo Grieco al violino, Francesco Massimino al violoncello e Lorenzo Nguyen al pianoforte. Si è affermato in debutto all’interno di sale iconiche della musica europea, come Musik Verein di Vienna, Concert Gebow di Amsterdam e Elbphilharmonie di Amburgo. Vincitori del Prix Paternot al Festival di Verbier e selezionati come Echo Rising Stars 2025-2026, tornano a Torino, città in cui sono nati artisticamente con il nome di Trio Chagall, con una nuova identità, ma con lo stesso entusiasmo per una musica da camera intensa, comunicativa e profondamente condivisa. Al centro del programma, il Triplo Concerto op.56 di Beethoven, pagina unica nel suo genere, in cui pianoforte, violino e violoncello dialogano tra loro e con l’orchestra in un equilibrio raffinato tra dimensione cameristica e respiro sinfonico. Si tratta di un’opera che incarna perfettamente l’idea di salotto evocata dal titolo del concerto, uno spazio di ascolto, confronto e intimità animato da un’energia collettiva e da una scrittura di grande vitalità.

“Torino ci è mancata tantissimo. Ritornarvi, per suonare con gli amici di sempre dell’Orchestra Filarmonica di Torino, rappresenta un’emozione speciale, e farlo nella sala in cui abbiamo tenuto i nostri primi concerti come ensemble, e dove abbiamo incontrato insegnanti che ci hanno cambiato la vita, ci riempie il cuore di entusiasmo, gratitudine e affetto. In fondo è lo stesso mix di emozioni che rende il Triplo Concerto di Beethoven un’opera unica e straordinaria, pura energia e vitalità – affermano Grieco, Massimino e Nguyen”.

A fare da ideale contrappunto al carattere cameristico del triplo concerto, è la Sinfonia 8 op.93 di Beethoven, che ne mostra il volto più giocoso. Composta tra il 1811 e il 1812, l’Ottava rilegge le forme classiche con spirito libero e ironico, trasformando il rigore in energia e sorpresa. Emblematico l’Allegretto “Scherzando”, che allude al ticchettio del metronomo inventato da Johann Nepomuc Mälzel: un gesto musicale che fa del tempo stesso un gioco sonoro. Tra brillantezza ritmica e leggerezza inventiva, la Sinfonia completa il programma come naturale sviluppo dell’idea di “Il metronomo in salotto”, in cui intimità e slancio collettivo convivono in equilibrio. Come da tradizione, ogni concerto al Conservatorio si aprirà con una storia, un brevissimo racconto ispirato al programma musicale, scritto appositamente per OFT dal giornalista e musicista Lorenzo Montanaro. La lettura del testo che accompagna in modo coinvolgente dentro la musica, è affidata all’associazione liberi pensatori “Paul Valery” e all’Accademia di formazione teatrale “Mario Brusa” di Torino.

Il concerto di martedì 14 aprile, alle ore 21, al Conservatorio Verdi, è preceduto da due momenti di prova aperti al pubblico. L’Orchestra Filarmonica di Torino offre da sempre la possibilità al pubblico di vedere i musicisti al lavoro. La prova di lavoro sarà domenica 12 aprile, dalle10 alle 13, in via Baltea 3, a Torino. La prova generale è in calendario lunedì 13 aprile alle ore 18.30, al teatro Vittoria , in via Gramsci 4, a Torino.

Mara Martellotta

“Scherzo a tre mani”, ultimo appuntamento di stagione dell’Unione Musicale

Domenica 12 aprile in scena lo spettacolo

Al teatro Vittoria torna domenica 12 aprile, alle 16.30, il poetico spettacolo di Teatro all’Improvviso, “Scherzo a tre mani”, tra musica e pittura per tutta la famiglia. Ultimo appuntamento di stagione per la rassegna dell’Unione Musicale “Raccontami una nota”, favole musicali per famiglie in cui la musica, eseguita sempre dal vivo, è parte integrante delle storie per avvicinare al teatro e alla musica di tradizione classica.
Domenica 12 aprile, al teatro Vittoria, alle 16.30, andrà in scena lo spettacolo “Scherzo a tre mani”, una delle produzioni più celebri rappresentate di Teatro all’Improvviso, con le animazioni pittoriche di Dario Moretti e l’accompagnamento pianistico di Saya Namikawa. Lo spettacolo è ispirato alla raccolta di brani per pianoforte “Pour les enfants”, realizzata dal compositore Béla Bartók tra il 1808 e il 1809. Si tratta di melodie semplici, adatte all’infanzia, elaborate a partire da temi popolari ungheresi. Alcuni di questi brani, eseguiti dal vivo dalla pianista Saya Namikawa, accompagnano la mano del pittore Dario Moretti, che realizza immagini proiettate in tempo reale su di uno schermo al centro della scena. Si assiste così a un lavoro a tre mani, che racconta sette storie attraverso la musica e la pittura, ma anche grazie a personaggi e marionette animate.

Dal bosco al circo, passando per un faro in mezzo al mare e per una città. Vari sono gli scenari e le azioni che si animano, e si trasformano senza sosta, lasciando scorrere libera, in ogni spettatore, la propria immaginazione. Come in un film muto, non ci sono parole che accompagnano le storie, ma semplicemente suoni, rumori e giochi vocali che si alternano e si sovrappongono alla musica di Béla Bartók. Un’avventura piena di meraviglia per gli occhi e le orecchie.

Dario Moretti ha fondato il Teatro all’Improvviso nel 1978, e da allora ne è il direttore artistico. La sua ricerca teatrale si è sviluppata attraverso numerosi linguaggi: dal teatro di burattini di figura ai linguaggi del corpo e della voce, con tematiche legate all’arte contemporanea e con inclusioni nella scultura, pittura, musica dal vivo e danza. Moretti identifica nel teatro per l’infanzia e per i bambini la sua vocazione artistica. Ha scritto, diretto e realizzato circa sette spettacoli, molti di questi richiesti in festival e rassegne di tutta Europa, ma anche in Russia, Brasile, Stati Uniti, Giappone, Turchia e Tunisia. In parallelo all’attività teatrale, Moretti ha scritto e illustrato oltre 20 libri per bambini, ha realizzato installazioni, disegnato bozzetti per materiali utilizzati in vari festival e rassegne in Italia e all’estero e, nel 2024, ha ricevuto il premio Giuliano Scabia per aver creato, con le sue produzioni, un teatro-ragazzi originale e riconoscibile.

Mara Martellotta

L’abbazia di Santa Fede

A cura di Piemonteitalia.eu

 

Posta nel cuore del Monferrato, a poco più di un chilometro dall’abitato di Cavagnolo, in un luogo che invita al raccoglimento e alla spiritualità, l’abbazia di Santa Fede un tempo faceva parte di un vasto sistema di accoglienza ai pellegrini e ai viandanti, tra cui molti provenienti dalle Alpi Occidentali…

Leggi l’articolo:

https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/abbazie-e-chiese/abbazia-di-santa-fede

The Producers. Il musical di Split Teatro da Mel Brooks

Al teatro Superga di Nichelino andrà in scena il musical di Split Teatro “The Producers”,  tratto dal celebre film di Mel Brooks l’11 e 12 aprile prossimi.

Tratto dal celebre film di Mel Brooks The Producers, racconta la folle avventura di Max Bialystock, produttore teatrale  sull’orlo del fallimento, e Leo Bloom, timido contabile con grandi sogni .
Insieme ideano il colpo perfetto, quello di creare il peggior spettacolo della storia per arricchirsi, con un clamoroso flop, ma le cose non vanno come previsto.
Vincitore di 12 Tony Awards, record assoluto per un musical, the Producers conquista il pubblico con numeri musicali esplosivi e battute fulminanti.
È stato capace di una satira brillante sul mondo del teatro, in grado di far ridere, sorprendere ed emozionare dall’inizio alla fine. Le coreografie sono di Eduardo Viviani, la direzione vocale di Elisa Fagà.

Mara Martellotta

Info

Teatro Superga, via Superga 44, Nichelino (TO)

Sabato 11 aprile 2026, ore 21

Domenica 12 aprile 2026, ore 17

The Producers

Musiche di Mel Brooks

Libretto di Mel Brooks & Thomas Meehan

Traduzione, adattamento e regia di Gianluca Argentero

Coreografie di Eduardo Viviani

Direzione vocale di Elisa Fagà

Biglietti: 18,40 euro

www.teatrosuperga.it biglietteria@teatrosuperga.it

IG + FB: teatrosuperga

Orari biglietteria: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Superga, sul luogo dell’evento nei giorni di spettacolo dalle ore 18, online su Ticketone.it

 

La memoria del primo amore e la sostituzione nella mostra dedicata a Diana Markosian

Dal 10 aprile al 6 settembre prossimo, le Gallerie d’Italia di Torino presentano la mostra “Diana Markosian. Replaced”, progetto dell’artista dedicato alla memoria del primo amore e al sentimento della sostituzione. La mostra fa parte di EXPOSED Torino Photo Festival. Diana Markosian è una delle giovani protagoniste della scena fotografica internazionale. Il progetto “Replaced” prende avvio dall’innocenza del primo amore e si sviluppa attraverso luoghi e tempi diversi, tra ricordo e ricostruzione, dove la macchina fotografica diventa al tempo stesso testimone e strumento di indagine emotiva. Nel momento in cui i luoghi e i gesti del passato vengono riattivati, la memoria si rivela instabile, mettendo in discussione l’unicità stessa dell’esperienza amorosa. In un gesto radicale, l’artista di origine armena, nata a Mosca nel 1989, ingaggia un attore per interpretare l’uomo del suo passato e ricostruisce scene di intimità e di rottura muovendosi sul terreno incerto della memoria, dove il desiderio modifica e trasforma i ricordi.
Il lavoro diventa così un atto di riappropriazione della propria storia, un tentativo di abitare ancora, e per un istante, ciò che è stato. Più che un racconto del passato, “Replaced” è un esercizio di presenza: il titolo della mostra significa “sostituito/a”. Nelle immagini vediamo lei come un modello che prende il posto della persona con cui l’amore è finito. Attraverso un film, adattato per la sala immersiva delle Gallerie d’Italia di Torino, e una serie di fotografie che combinano rievocazione, sceneggiatura e autofinzione, l’artista ha ricostruito la relazione durata oltre un decennio, interrogando la fragilità del mito romantico e il disorientamento che segue la sua fine.

Venerdì 10 aprile, dalle 18.30 alle 19.30, si terrà alle Gallerie d’Italia l’incontro “Inside”, in occasione della mostra dal titolo “Diana Markosian. Replaced”, in cui l’artista dialogherà con la curatrice Brandey Estes per approfondire il suo progetto e il processo creativo che lo ha generato.

Attraverso fotografie, installazioni e narrazione autobiografica, “Replaced’ indaga il modo in cui amore, memoria e perdita plasmato la nostra identità, interrogando il senso di appartenenza, i ricordi condivisi e il disorientamento che nasce quando questi vengono riscritti. Durante l’incontro, l’artista racconterà la genesi del lavoro e il percorso che l’ha portata a trasformare un’esperienza personale in una riflessione più ampia, sulla fragilità dei legami e sulla natura mutevole della memoria. L’incontro si svolgerà in inglese.
Sempre alle Gallerie d’Italia, mercoledì 27 maggio, dalle 18.30 alle 19.30, si terrà un incontro con Vito Mancuso. Esiste certamente una necessità biologica nei confronti dell’amore, quale emerge già nella vita degli animali, ma il modo umano non è riducibile alla biologia, è anche sentimento, passione, malinconia, ideale, oscurità e luminosità insieme. Che cosa insegna di noi e del nostro destino?

In occasione della mostra di Diana Markosian, mercoledì 10 giugno prossimo, dalle 18.30 alle 19.30, si terrà un incontro con Valeria Montebello, che esplorerà il modo in cui le relazioni sentimentali continuano a vivere nella memoria anche dopo la loro fine. L’autrice rifletterà su come gli amori passati rimangano presenti come tracce, fantasmi che abitano luoghi, oggetti e ricordi condivisi. Una riflessione sul desiderio, sulla perdita e sui modi in cui ognuno di noi rielabora la fine di una storia amorosa.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Arte, le Gallerie d’Italia di Torino invitano i visitatori a fruire di una visita guidata che accompagna il pubblico tra immagini e narrazioni, che trasformano una vicenda personale in una riflessione universale su memoria, identità e fragilità dei legami. La visita guidata è prevista il 15 aprile prossimo dalle 18 alle 19.

Mara Martellotta

“Invisibile”, Debora Bocchiardo ha presentato il suo ultimo romanzo

Giovedì 9 aprile scorso, all’interno dei bellissimi spazi della Biblioteca Civica torinese “Italo Calvino”, è stato presentato il romanzo “Invisibile” (Edizioni Pedrini 2025) di Debora Bocchiardo, alla presenza dell’autrice e della giornalista Mara Martellotta, che ha moderato l’incontro.

Un bellissimo pomeriggio a contatto con una storia che, attraverso il passato, racconta qualcosa del nostro presente, come spesso accade in quei romanzi che conservano il senso della memoria e la visione di ciò che potrebbe riservare il futuro quando si dimentica il passato.

“Invisibile” è la storia universale di una donna, Teresa Bortolotti, classe 1915, in continua lotta per sopravvivere agli eventi di un’esistenza in balia del destino. Debora Bocchiardo ha dipinto un ritratto della condizione della donna, della guerra, delle sue conseguenze e di quella particolare solitudine che nasce dall’istinto di sopravvivenza e dall’impossibilità di rinunciare all’amore per la vita, ciclicamente messa in discussione dalla frequente alternanza di momenti di pace e di tempesta. Una di quelle storie “vere”, come amava definire Guareschi le sue favole, in cui si narrano le vicende di una donna che cresce attraverso le difficoltà e il necessario spirito di adattamento ai continui cambiamenti del secondo dopoguerra, non rinunciando alla sua anima artistica di sarta e creatrice di moda, ma in cammino sul filo di un fragile equilibrio.

“’Invisibili, forse, lo siamo un po’ tutti – ha raccontato l’autrice Debora Bocchiardo – proprio perché ognuno di noi possiede un volto da mostrare al mondo e un volto privato, pregno del suo essere, fatto di luci e ombre, di vissuti interiori e battaglie personali che naturalmente vive in silenzio. Si tende, quindi, a percepire ‘l’altro’ attraverso una lente privata, un filtro che conserva la nostra posizione rispetto al mondo, le nostre esperienze e il contesto d’appartenenza. Questo ci rende reciprocamente ‘invisibili’, o comunque definiti da forme che non rappresentano la verità per la sua interezza”.

“Questo libro contiene una storia che, fin dall’inizio, evidenzia l’invisibilità di una bambina rimasta orfana nella Torino del 1919. Un momento storico molto particolare per la città, all’indomani della prima guerra mondiale, in cui una bambina orfana non poteva che perdersi in quel mare che accomunava la sua infanzia a quella di altri bambini che avevano perso i genitori a causa dell’influenza spagnola tra il 1918 e il 1919– ha continuato Debora Bocchiardo – un’ invisibilità che la costringe a fare affidamento soltanto sulle sue forze, ma che si rivelerà una grande fonte di energia durante la crescita e nella sua affermazione di donna creativa, che vive una vita molto ‘moderna’ e al di là dei canoni accettati in quegli anni”.

“‘Invisibile’ è una storia ‘fintamente’ vera – ha concluso l’autrice – nel senso che Teresa è certamente un personaggio inventato, appartenente alla mia immaginazione, ma è anche lo strumento che mi ha permesso di dipingere un contesto sociale che fa parte della nostra storia, quello dell’evoluzione della figura femminile, avvenuta tra gli anni Venti e gli anni Ottanta. Mi piaceva l’idea di inserire un personaggio immaginario all’interno di un contesto storico, sociale e culturale vero”.

Gian Giacomo Della Porta

A Claudio Baglioni pergamena dal Sindaco Lo Russo 

Venerdì 10 aprile, alle 15.30, presso Palazzo Civico, il Sindaco Stefano Lo Russo consegnerà al cantautore romano Claudio Baglioni una pergamena in segno di stima e riconoscenza per aver scelto proprio il capoluogo torinese come ultima tappa del lungo viaggio che ha compiuto lungo lo Stivale, con il concerto che terrà nella splendida cornice di piazza San Carlo il 18 settembre 2026. L’evento avverrà in forma privata ed esclusivamente su invito, anche se la cerimonia istituzionale sarà trasmessa in diretta streaming dalle ore 15.30 sulla pagina Facebook della Città e sul canale Youtube della Città di Torino.
La data del 18 settembre giunge a 15 anni di distanza dall’ultima tournée di Baglioni nei siti italiani outdoor, e il Gran Tour “La vita è adesso” vuole essere il culmine delle iniziative che festeggiano il cantautore e il suo leggendario 40esimo anniversario del disco “La vita è adesso, il sogno è sempre”, pubblicato l’8 giugno 1985 e che ha contraddistinto un’epoca di musica e costume, incarnando gioie e speranze degli anni Ottanta.

Mara Martellotta

Foto Igino Macagno

Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana: il 700° anniversario di un matrimonio storico

 

Quest’anno ricorre il 700° anniversario di un matrimonio che si rivelò di cruciale importanza per il savonese e il Piemonte meridionale: quello tra Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana.
Lui era figlio del Marchese Antonio di Finale Ligure, capostipite dei Del Carretto di Finale e di Agnese Valperga di Masino, lei era figlia di Francesco II di Clavesana.
Queste nozze, celebrate dopo un lungo periodo di trattative, ebbero una rilevanza strategica perché Caterina portò in dote ad Enrico metà dei feudi savonesi di Balestrino, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Erli, Nasino, Stellanello e Zuccarello. L’altra metà Enrico l’acquistò nel 1335 da suo cognato Giacomo Saluzzo-Dogliani, che aveva sposato Argentina di Clavesana, sorella di Caterina.
Nel 1336 Enrico conquistò Cervo, in Provincia di Imperia, ma l’anno seguente insieme alla moglie si trasferì a Mombaldone (AT), dove diede vita ad una linea marchionale tutt’oggi esistente ed oggi guidata dal Marchese Umberto Scaliti Del Carretto, il quale gestisce un ristorante ubicato nel palazzo nobiliare detto “la Fortezza”, documentato già nel 1209.
Balestrino, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Cervo, Erli, Nasino, Stellanello e Zuccarello passarono al fratello di Enrico, il Marchese Giorgio di Finale Ligure, il quale dalla consorte Venezia Fieschi dei Conti di Lavagna ebbe tra gli altri i seguenti figli:

  • Ilaria Maria, che andò in sposa a Ranieri II Grimaldi, co-Signore di Monaco dal 29 giugno 1352 al 15 agosto 1357 insieme a suo fratello minore Gabriele, a suo padre Carlo I, primo Signore sovrano di Monaco e al suo prozio Antonio. Ilaria Maria morì nel 1368 senza aver dato eredi a Ranieri II, il quale si risposò con Isabella Asinari ed è l’antenato dell’attuale Principe sovrano Alberto II;
  • Lazzarino I, che succedette al padre come Marchese di Finale Ligure. L’ultimo sovrano del Marchesato fu il suo discendente Sforza Andrea, deceduto nel 1602;
  • Enrico, che fu il capostipite di un breve Ramo dei Del Carretto di Calizzano;
  • Maria, che sposò Azzone di Saluzzo, secondogenito del Marchese di Saluzzo Tommaso II e capostipite dei Saluzzo-Paesana. Azzone ebbe il suo erede Giovanni dalla prima moglie Onofria della Rovere di Vinovo;
  • Carlo, il quale nel 1397 divenne il primo Marchese di Zuccarello e fu il padre della celebre Ilaria Del Carretto, Signora di Lucca dal 3 febbraio 1403 all’8 dicembre 1405 quando morì in seguito alle conseguenze del parto della sua secondogenita Ilaria Minor.
    Il Marchese Antonio di Zuccarello, bisnipote di Carlo I, ebbe tra gli altri i seguenti figli: Gian Bartolomeo, che portò avanti la linea di Zuccarello, oggi estinta e Pirro II, il quale diventò il primo Marchese di Balestrino. Quest’ultima linea è ancora esistente ed è guidata dal Marchese Roberto Giordano Icheri di San Gregorio Del Carretto di Balestrino.

La scoperta delle nozze tra Ilaria Maria Del Carretto e Ranieri II di Monaco ha permesso allo scrivente di effettuare la consulenza gratuita ai Comuni di Balestrino, Castelvecchio di Rocca Barbena e Zuccarello per il loro ingresso nell’Associazione Siti Storici Grimaldi di Monaco in Italia, il cui Presidente è il Dott. Fulvio Gazzola, Sindaco di Dolceacqua.
Il 700° anniversario del matrimonio di Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana verrà celebrato domenica 12 aprile a Zuccarello dal Comune in collaborazione con il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.

MA QUAL’E LA STORIA DEL MARCHESATO DI CLAVESANA?

Dopo la morte di Adelaide di Torino il 19 dicembre 1091, suo nipote il Marchese di Savona Bonifacio del Vasto, figlio di sua sorella Berta, occupò le Contee di Alba, Asti, Albenga, Auriate e Bredulo. Egli dalla seconda moglie Agnese di Vermandois ebbe otto figli, i quali nel 1142, diciassette anni dopo la morte del padre, si divisero i possedimenti: 

  • Manfredo fu il capostipite dei Marchesi di Saluzzo; 
  • Berengario, figlio di Guglielmo, diede origine ai Marchesi di Busca; 
  • Anselmo diede origine ai Marchesi di Ceva; 
  • Ugo ereditò Clavesana;
  • Enrico ereditò i territori di Savona, Noli, Finale Ligure, Cairo Montenotte e alcuni castelli e borghi minori, tra i quali Altare, Calizzano e Sassello. Alla morte del fratello Bonifacio il Minore, Vescovo e Marchese di Cortemilia, ereditò anche il Marchesato di Cortemilia, con castelli e ville delle Langhe. I suoi due figli Enrico II e Ottone presero il cognome Del Carretto dal poema “Il cavaliere del carretto”, scritto dal francese Chrétien de Troyes.

Anselmo ebbe tra gli altri i seguenti figli: Guglielmo, che fu il capostipite dei Marchesi di Ceva e Bonifacio, il quale alla morte senza figli dello zio paterno Ugo di Clavesana, ereditò il Marchesato di Clavesana e fu quindi il capostipite di questa linea marchionale. 

Il Marchesato di Clavesana comprendeva in Piemonte oltre alla capitale anche Farigliano, Mombarcaro, Dogliani, Saliceto e La Morra e al di là delle Alpi la Marca d’Albenga, che si estendeva da Finale Ligure fino a Bussana e dalle sorgenti dell’Arroscia fino al mare.

I Clavesana fecero edificare numerosi manieri tra i quali quello di Castelvecchio di Rocca Barbena nell’XI secolo (tra il XII e il XIII secolo fondarono il borgo) quelli di Andora, Rezzo e Stellanello nel XII secolo, quelli di Cervo e Zuccarello tra il XII e il XIII secolo e quello di Ortovero nel XIII secolo.
Bonifacio sposò la figlia del Marchese di Tolosa ed ebbe tra gli altri i seguenti figli:

  • Bonifacio II, che gli premorì; 
  • Berta, la quale nel 1202 sposò il Marchese del Monferrato Guglielmo VI, portandogli in dote Mombarcaro. 

A Bonifacio I, essendogli premorto il figlio Bonifacio II, succedettero i nipoti Bonifacio III Tagliaferro, così soprannominato perché secondo la tradizione era in grado di spezzare fili di ferro con i denti (a lui è dedicato Palazzo Tagliaferro ad Andora) e Oddone I. Essi si allearono con Albenga e Savona contro la Repubblica di Genova, pagando a caro prezzo questa decisione: nel 1228 dovettero infatti cedere alla repubblica ligure i loro diritti su Diano, Taggia, Dolcedo e Porto Maurizio. Nel 1233 i Clavesana fondarono Pieve di Teco. Il 4 aprile 1248 Bonifacio IV, Emanuele I e Francesco di Clavesana, figli di Oddone I, fondarono Zuccarello. Nel 1252 i Clavesana cedettero Andora alla Repubblica di Genova. Emanuele I, cofondatore di Zuccarello, ebbe tra gli altri i seguenti figli: Oddone II e Francesco II. 

Seguiamo il Ramo di Oddone II. Suo figlio Federico I nel 1324 acquisì il Marchesato di Clavesana; sposò Margherita di Saluzzo-Dogliani, figlia di Giovanni, sestogenito del Marchese di Saluzzo Tommaso I. Giovanni alla morte del padre aveva ereditato la parte del marchesato al di là del Tanaro. Manuele, figlio di Federico I e Margherita, alla dipartita del genitore, ereditò soltanto le briciole dell’antico marchesato: gli rimanevano infatti soltanto Rezzo e parte della Valle Arroscia. Al suo decesso nel 1387 il Marchesato di Clavesana cessò di esistere, ma i suoi discendenti mantennero il feudo di Rezzo, che rimase di proprietà della nobile famiglia fino al 1744, quando alla morte senza eredi del Marchese Francesco Maria, passò a sua nipote Maria Gabriella da Passano, figlia di sua figlia Giulia Maria e di Bartolomeo da Passano.
Maria Gabriella era sposata con Ranieri Grimaldi, discendente alla dodicesima generazione di Luca Grimaldi, colui che insieme al fratello Boverello controllò il Castello di Andora dal 1248 al 1251 e possedette i feudi di Carrosio (AL) e Stella (SV).
Dall’unione tra Ranieri e Maria Gabriella da Passano nacquero tre figlie, delle quali solo Maria  Giovanna prese marito, sposando Giovanni Carlo Pallavicini. Rezzo passò così ai Marchesi Pallavicini.

Passiamo al Ramo di Francesco II. Sua figlia Caterina nel 1326, come sopraccitato, dopo un lungo periodo di trattative sposò Enrico Del Carretto, figlio di Antonio, Marchese di Finale Ligure.
Quest’ultimo era il bisnipote di Enrico I, uno dei figli di Bonifacio del Vasto. 

Clavesana passò invece a Nicolino, un altro figlio del sopraccitato Giovanni di Saluzzo-Dogliani, che sposò Selvaggia, figlia di Nano, Marchese di Ceva. Dalla loro unione nacque Antonio, il quale diede inizio ai Marchesi di Clavesana della seconda stirpe. Nel 1382 fece omaggio del suo feudo al Conte di Savoia Amedeo VI, detto “il Conte Verde”, che lo investì immediatamente del medesimo.
Nel 1603 alla morte di Bongiovanni Saluzzo-Dogliani, la sua parte di Clavesana passò alla sua vedova Anna di Ceva, la quale si risposò con Ottavio Asinari di Bernezzo, esponente di una famiglia astigiana già esistente nel XII secolo. Alla dipartita di Anna Clavesana venne ereditata da Carlo Asinari di Bernezzo, figlio di primo letto di Ottavio, il quale diede vita ai Marchesi di Clavesana della terza stirpe, tutt’oggi esistente.

ANDREA CARNINO

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

SABATO 11 APRILE

 

Sabato 11 aprile

BEKHBAATAR ENKHTUR IN DIALOGO CON LE OPERE DELLA SEZIONE HIMALAYANA DEL MAO

MAO – nuova esposizione

A partire da sabato 11 aprile 2026, nella galleria dell’Asia centro-meridionale e Regione Himalayana del MAO, sarà visibile un’opera site specific dell’artista mongolo Bekhbaatar Enkhtur (Ulaanbaatar, Mongolia, 1994), concepita per essere posta in dialogo con le opere della collezione permanente.

Ispirata alle raffigurazioni dei leoni guardiani, figure simboliche di protezione tradizionalmente collocate all’ingresso dei templi e codificate durante le dinastie Ming e Qing – diffuse nell’Asia interna inclusa la Mongolia sotto il dominio Quing – la scultura di Bekhbaatar Enkhtur propone una reinterpretazione contemporanea dell’idea di offerta religiosa.

La scultura è visibile acquistando il biglietto delle collezioni permanenti e della mostra Chiharu Shiota. The Soul Trembles.

 

Sabato 11 aprile ore 11:00

SONORA. Nel cuore profondo delle notti

GAM – Visita guidata sonora alla mostra “Notti”
Visitare la mostra NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni significa immergersi in un viaggio tra buio e luce, silenzi e bagliori che hanno affascinato gli artisti per secoli. Il percorso racconta la magia della notte attraverso osservazioni astronomiche, atmosfere lunari, sogni e inquietudini; dalle prime rappresentazioni del cielo alle allegorie barocche, dai notturni romantici alle visioni simboliste e alle sperimentazioni contemporanee. Con Sonora, questa esperienza diventa ancora più intensa: la voce della guida accompagna i visitatori tra le sale, mentre una selezione musicale curata dal maestro Giovanni Bietti evoca le emozioni del notturno. Le musiche spaziano dalle armonie contemplative del tramonto ai notturni romantici, fino alle sonorità moderne che parlano di attesa e speranza. Un viaggio sensoriale che unisce arte e suono, trasformando la visita in un’esperienza immersiva dove la luce delle opere e il ritmo dei brani si fondono nella magia della notte.
Durata: 90 minuti
Costo: 10 € a partecipante
Costo aggiuntivo: biglietto di ingresso alla mostra. Gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta
Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it
Prenotazione e pagamento online

 

Sabato 11 aprile ore 16

IL METRONOMO IN SALOTTO

MAO – visita guidata in collaborazione con OFT

Musica e arte sono unite dalla bellezza. Si potrà scoprire il filo che le lega nel corso delle visite guidate organizzate presso i tre grandi musei della Città di Torino e ispirate dai concerti della Stagione concertistica Memories dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Il sabato precedente il concerto GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica propongono infatti, a rotazione, un ciclo di visite guidate al proprio patrimonio museale.

L’iniziativa è come sempre a cura dei Dipartimenti Educazione della Fondazione Torino Musei con la collaborazione di Coopculture.

Sabato 11 aprile 2026, ore 16

Il metronomo in salotto

Quanto dura un anno del dio Brahma? Quanto tempo dovrà aspettare un ricco committente della Persia Safavide per poter utilizzare la sua nuova coppa in metallo minuziosamente ageminata? Come si possono concepire e misurare ritmi umani e ritmi divini? Spaziando nelle collezioni del museo, il percorso si sofferma su diverse concezioni del tempo umano e del tempo divino e opere di varie datazioni, materiali e provenienze, che ne documentano lo scorrere a volte in bilico tra trascendenza e immanenza.

Costo: 7€ per il percorso guidato + biglietto di ingresso in mostra (ingresso gratuito al museo con Abbonamento Musei e Torino +Piemonte Card).

Prenotazione consigliata t. 011 19560449 oppure ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

DOMENICA 12 APRILE

 

Domenica 12 aprile

CHIUDONO LE MOSTRE DELLA TERZA RISONANZA

GAM – Ultimo giorno per visitare le mostre Notti, Linda Fregni Nagler, Elisabetta Di Maggio, Lothar Baumgarten e “l’Intruso” Davide Sgambaro.

 

Domenica 12 aprile ore 16:00

NOTTI POETICHE: UN VIAGGIO TRA ARTE E SENTIMENTO

GAM – Visita guidata speciale alla mostra NOTTI
Esiste una dimensione in cui il tempo sembra fermarsi: è quella della notte, luogo prediletto da artisti e poeti per dare voce ai moti dell’anima. Vi invitiamo a scoprire la mostra NOTTI. cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni attraverso un percorso inedito, dove il silenzio delle opere incontra la melodia della parola scritta. Non una semplice visita guidata, ma un cammino sensoriale dedicato all’amore nelle sue infinite declinazioni: l’attesa, l’incontro, il desiderio e la memoria.
Durata: 90 minuti
Costo: 10 € a partecipante
Costo aggiuntivo: biglietto di ingresso alla mostra. Gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta
Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it
Prenotazione e pagamento online

MERCOLEDI 15 APRILE

 

Mercoledì 15 aprile ore 16

POESIA, ARTE E DANZA PER CELEBRARE I 70 ANNI DELLA PROFESSORESSA PIERUCCINI

MAO – poesia, arte e danza

L’incontro è inteso a festeggiare il settantesimo compleanno della Prof.ssa Cinzia Pieruccini, che da tempo collabora con il Museo: sanscritista e storica dell’arte dell’India, insegna presso l’Università degli Studi di Milano. Sarà un pomeriggio di poesia, arte, e danza: vi saranno interventi a tema poetico e artistico coordinati da Giuliano Boccali e Chiara Policardi, e un’esibizione di danza classica dell’India (Bharatanāṭya) a cura di Lucrezia Maniscotti.

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Non è prevista la prenotazione.

 

GIOVEDI 16 APRILE

 

Giovedì 16 aprile ore 18

IL MARE IN UNA PIETRA. GLI ZAFFIRI DAL MISTICISMO BUDDISTA ALLA REGALITÀ EUROPEA

MAO – conferenza nell’ambito del ciclo di conferenze Bagliori d’Oriente

A cura di Sherif El Sebaie.

Quinto appuntamento del ciclo di conferenze Bagliori d’Oriente, a cura di Sherif El Sebaie, già Consulente Scientifico per la Galleria dei Paesi Islamici dell’Asia del MAO Museo d’Arte Orientale. Il percorso, pensato come un viaggio attraverso culture e simboli, esplorerà l’uso, il valore rituale e il significato culturale delle pietre preziose e semipreziose, mettendo a confronto le tradizioni artistiche e religiose dell’Oriente e dell’Occidente.

L’appuntamento di aprile sarà dedicato agli zaffiri.

Usato nei rituali buddisti e nelle corone occidentali, lo zaffiro è la gemma della saggezza e della protezione divina. Verranno esaminati manufatti indo-tibetani, gemme cingalesi e il linguaggio simbolico delle corti europee dal Medioevo all’Ottocento.

Ingresso: 5€. Biglietto acquistabile in museo. Non è richiesta la prenotazione

 

Giovedì 16 aprile ore 17:00

PRESENTAZIONE DEI VOLUMI: GIULIO PAOLINI, ECCOMI. QUI DOVE SONO E 0424. I VENT’ANNI DELLA FONDAZIONE GIULIO E ANNA PAOLINI

GAM – Conferenza

Intervengono:

Bettina Della Casa, direttrice della Fondazione Giulio e Anna Paolini

Fabio Belloni, professore associato di Storia dell’arte contemporanea, Università degli Studi di Torino

Fabio Cafagna, conservatore GAM Torino

Elena Volpato, conservatore GAM Torino

La GAM, in collaborazione con la Fondazione Giulio e Anna Paolini, è lieta di ospitare la presentazione dei volumi Giulio Paolini, Eccomi. Qui dove sono e 0424. I vent’anni della Fondazione Giulio e Anna Paolini pubblicati nel 2025 in occasione dei primi vent’anni della Fondazione, nata nel 2004.

I vent’anni della Fondazione Giulio e Anna Paolini

Nel dicembre 2024 la Fondazione ha compiuto vent’anni. Giulio Paolini ha voluto rendere omaggio a questo anniversario con una pubblicazione, che documenta le attività e il ruolo della Fondazione, costituita insieme alla moglie Anna (1931-2021) e ai suoi più stretti collaboratori. Accanto ai testi di Bettina Della Casa e Maddalena Disch dedicati alla Fondazione, il libro propone una riflessione dello storico dell’arte Fabio Belloni relativa alla presenza dell’artista nelle proprie opere. Una ricca sequenza di immagini dello studio e dell’abitazione di Paolini, nonché della sede della Fondazione completano il volume.

Giulio Paolini, Eccomi. Qui dove sono

Il volume, integralmente curato da Giulio Paolini, coniuga riflessioni sulla propria poetica con considerazioni di carattere privato, ed è arricchito da un’ampia selezione di riproduzioni di opere, fotografie personali e tavole inedite. Paolini stesso lo definisce «una sorta di ‘diario intimo’, dettato da parole e immagini di vita che, nel corso del tempo, hanno scandito la mia lunga esperienza, dagli anni Sessanta fino a oggi. Un percorso coerente ma sempre diverso, che si rinnova nel succedersi delle occasioni biografiche ed espositive evocate». Giulio Paolini, protagonista dell’arte concettuale in Italia e all’estero, fin dagli esordi ha accompagnato la sua ricerca artistica con dichiarazioni e scritti. Autore di numerosi libri curati in prima persona, ha da sempre nutrito un interesse particolare per l’ambito grafico ed editoriale.

(Comunicato stampa allegato)

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO
a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/