CULTURA E SPETTACOLI

TAG Torino Art Galleries al Salone OFF 

 

“Libro d’arte in galleria” in diversi luoghi dell’arte associati a TAG

L’associazione TAG Torino Art Galleries annuncia, in occasione del Salone del Libro di Torino, la sua partecipazione al Salone OFF con l’iniziativa “Libri d’arte in galleria per il Salone OFF”, con presentazione di cataloghi e libri d’arte, permettendo al pubblico di appassionati di conoscere da vicino gli artisti, i curatori, i critici d’arte che saranno protagonisti di conversazioni capaci di mostrate i retroscena dell’arte attuale e i suoi processi di cambiamento, insieme alle storie di artisti e galleristi da sempre impegnati sulla scena dell’arte torinese, poliedrica e avanguardistica.

“Siamo entusiasti di rinnovare la nostra presenza al Salone OFF per il terzo anno consecutivo – dichiara la presidente di TAG, Elisabetta Chiono – offrendo un ologramma ricco di ologrammatra autori affermati e nuove voci del panorama letterario. Dopo il grande successo della passata edizione, le nostre gallerie hanno deciso di rilanciare con proposte inedite, pensate per coinvolgere cittadini e visitatori uniti dalla passione per l’arte”.

Presso la galleria Febo & Dafne si terranno due eventi in collaborazione con Cooperativa Letteraria e Fuori Asse, di Mario Greco e Caterina Arcangelo. Sabato 16 maggio, alle ore 18, sempre alla Febo & Dafne di via Vanchiglia 16, Silvia Tomasi presenterà l’opera “I figli di Aracne”, che dialoga profondamente con l’immaginario visivo e con i temi della creazione del corpo e della metamorfosi. Si tratta di un testo capace di offrire spunti di forte connessione con il linguaggio dell’arte contemporanea.

Silvia Tomasi, appassionata del mondo letterario e artistico, ha collaborato all’allestimento di diverse mostre e, dopo l’esordio su riviste quali Il Paragone e Verri, ha collaborato a svariati giornali periodici.

Sabato 16 maggio, alle ore 19, presso la galleria Febo & Dafne verrà presentato il numero 34 della rivista Nuova Téchne, dedicata al tema dei vizi. La rivista, diretta da Paolo Albani, prosegue la tradizione della storica Téchne, nata come laboratorio di scrittura sperimentale, gioco linguistico e creatività letteraria. All’incontro parteciperanno il direttore Paolo Albani insieme ai redattori che, presentando il nuovo numero, dialogheranno con il pubblico sul tema dei vizi nella letteratura, argomento affrontato con ironia e spirito ludico, secondo lo stile caratteristico della rivista. Il numero 34 inaugura la collaborazione con la casa editrice Fuori Asse Edizioni e raccoglie materiali molto diversi fra loro, tra cui testi creativi, documenti, ritagli antologici e contributi originali che esplorano i temi da prospettive imprevedibili e, spesso, paradossali.

Sabato 16 maggio, alle 18.30, presso la galleria Gagliardi & DOMKE Contemporary, in via Cervino 16, verrà presentato l’evento, per cui è gradita la prenotazione, “Astrazione mediale”. Si tratta di una pittura che non rappresenta, ma accade. L’artista Davide Maria Coltro presenta le “Filiazioni”, pensate come libri, esemplari unici firmati e numerati. Ciascuno corrisponde a un momento irripetibile del flusso mediale. In conversazione con il gallerista Pietro Gagliardi, la presentazione verterà sul chiarire la questione dell’oggetto-libro come interpretato da Coltro. Informazioni su info@gagliardiedomke.com.

Sabatom16 maggio, alle 17.30, in via Della Rocca 29, la galleria Simóndi è lieta di ospitare nei propri spazi, in occasione della mostra personale di Roberto Casti intitolata “A melody from outside, una lettura scenica tratta dall’Aleph di Borges, con la voce di Vincenzo Valenti. Il racconti di Borges costituisce fonte di ispirazione nella ricerca  artistica di Casti. info@simondi.gallery

Lunedì 18 maggio, alle ore 18, alla Crag Gallery, in via Maria Vittoria 45, verrà presentato il volume “Storia freudiana del cinema italiano – sessualità, traumi e tabù da Flaiano a Sorrentino” di Alessandro Chetta, in dialogo con Michelangelo Toma. Si tratta di un’indagine originale sul cinema italiano attraverso la letteratura della psicanalisi freudiana. Il libro attraversa autori, immagini e narrazioni per far emergere tensioni profonde, rimozioni e desideri che hanno attraversato decenni di produzione cinematografica, da Flaiano a Sorrentino, un’ occasione per rileggere il nostro materiale visivo tra pulsioni, traumi e tabù non ancora risolti. Per informazioni: info@cragallery.com.

Mara Martellotta

Teatro Regio di Torino, la stagione 2026-2027 è “Fatale”

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15 titoli, 9 nuovi allestimenti, 3 appuntamenti di danza e un capolavoro barocco. Inaugurazione il 15 ottobre con “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”

“Fatale” è il titolo e il tema della stagione 2026-2027 del Teatro Regio di Torino, che indica il segno dell’ineluttabilità del destino e delle sue passioni più estreme, in cui la tensione tra eros e thanatos rivela proprio come nell’incontro con l’inevitabile si misuri la libertà più profonda dell’essere umano.

Come ha ricordato Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio di Torino, il Teatro inaugura con un progetto fuori dall’ordinario, una tetralogia “verista” concepita come un ciclo coerente di quattro capolavori del repertorio italiano di fine Ottocento. Il Regio, dopo il successo di “Manon, Manon, Manon”, si propone un obiettivo ancora più ambizioso, quello di riscoprire le radici del Verismo, un’estetica oggi più che mai attuale capace di raccontare passioni estreme e contraddizioni sociali con la medesima urgenza.

Dal 15 ottobre al 22 novembre andranno in scena quattro nuovi allestimenti della “Cavalleria rusticana”, tratta dalle scene popolari omonime di Giovanni Verga, melodramma in atto unico, di Pietro Mascagni, e i “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo su libretto del medesimo compositore, “La Bohème”, commedia lirica in quattro atti su libretto di Leoncavallo, e “Iris”, su musica di Pietro Mascagni, melodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica. Sono firmati da due registi, Daniele Menghini, per Mascagni, e Francesco Micheli, al suo debutto al Regio, per Leoncavallo, sotto la direzione musicale di Andrea Battistoni. Dal 15 ottobre al 22 novembre, per 22 recite, il Teatro si trasformerà in una dimensione creativa di ampia respiro coinvolgendo Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e maestranze, in un’impresa di grande complessità. Accanto ai singoli titoli, due fine settimana di novembre permetteranno di seguire l’intero ciclo in tre giorni consecutivi, rendendo Torino una meta privilegiata nel cuore del Verismo, come ricordato anche dal Sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo.

“Con questo progetto – afferma il direttore musicale Andrea Battistoni, sul podio per tutti e quattro i titoli – il Regio accetta una sfida culturale coraggiosa, voluta con forza dalla Sovrintendenza e dalla direzione artistica per esplorare l’anima più autentica del melodramma italiano. L’Orchestra, il Coro e il Coro delle voci bianche dimostrano una duttilità fuori dal comune, sostenuti dalla maestranze tecniche ed organizzative del Teatro, in uno sforzo produttivo imponente”.

Ampio spazio verrà dato alla danza, che consolida la sua centralità nel cartellone del Teatro Regio, offrendosi come linguaggio privilegiato per esplorare la tensione del destino attraverso il corpo. Dal 2 al 4 dicembre prossimo tornerà il galà “Roberto Bolle & Friends”, icona della danza mondiale che, insieme al meglio delle stelle internazionali, celebra la bellezza e la perfezione tecnica in un viaggio tra il repertorio classico e le sfide della coreografia contemporanea, il gesto atletico e artistico. Per sei appuntamenti, dal 10 al 13 dicembre, debutterà al Teatro Regio il Tokyo Ballet con un ologramma capace di far convivere epoche e stili diversi: il percorso si aprirà con la sensibilità contemporanea del primo atto di “Kaguyahime” di Jo Kanamori, in prima rappresentazione italiana, che rilegge l’antico mito della “Principessa della Luna” sulle note di Debussy; seguirà “La perfezione cristallina del regno delle ombre” da La Bayader di Minkus, con coreografia di Petipà, per culminare con la potenza del “Sacre du printemps” di Stravinskij, nella scrittura immortale di Maurice Béjart. Si tratta di un inno alla forza che unisce l’uomo alla donna, una danza carica di eros che celebra il legame primordiale potente e inesauribile come il ritorno della primavera. La magia del Natale verrà celebrata dal 18 al 29 dicembre attraverso un appuntamento che ormai è tradizione viva nel cuore del pubblico, “Lo schiaccianoci” di Cajkovskij. A grande richiesta il Regio torna a invitare il Balletto dell’Opera di Tbilisi con la coreografia firmata da Alexej Fadeeĉev e dalla leggendaria etoile Nina Ananiashvili. Lo spettacolo sarà accompagnato da Orchestra e Coro di voci bianche del Regio. A fine gennaio, il 26, e fino al 6 febbraio, il Regio presenterà una rara versione originaria di “Edgar” di Puccini, versione originale in quattro atti, che restituisce al dramma la profondità narrativa e la ricchezza di sfumature sacrificate nelle revisioni successive da parte del compositore in tre atti, offrendo l’ascolto di un Puccini giovanile e audace. Il nuovo allestimento è coprodotto con l’Opéra de Nice e segna il debutto al Regio della regista Nicola Raab. La direzione è affidata a Carlo Rizzi, che rappresenta, dopo vent’anni, un gradito ritorno al Regio.

 

Non mancherà nel programma 2026-2027 un vero gioiello barocco, che verrà rappresenta l’11 febbraio, la “Juditha Triumphans”. Questo oratorio, del 1716, è l’unico superstite di Antonio Vivaldi, e narra l’episodio biblico di Giuditta e Oloferne, simboleggiando allegoricamente la vittoria della Repubblica di Venezia a Corfù sugli Ottomani. In una città come Torino si è voluto omaggiare la presenza della quasi totalità degli scritti vivaldiani, custoditi a pochi metri dal Teatro Regio, nella Biblioteca Nazionale Universitaria. A dirigere ci sarà Gianluca Capuano, specialista del repertorio Barocco. Dal 27 febbraio al 10 marzo andrà in scena uno dei titoli più iconici e rappresentati al mondo, “La traviata” di Giuseppe Verdi. Una nuova produzione che vedrà il ritorno del regista Jacopo Spirei, già reduce dal successo di “Hamlet”, affiancato dallo scenografo Gary MacCann e dalla costumista Giada Masi, freschi vincitori del premio Abbiati 2025. A guidare l’Orchestra il direttore musicale Andrea Battistoni. A interpretare la protagonista sarà il soprano Ecaterina Bakanova, già amata dal pubblico torinese nei ruoli di Blanche e Manon, che si alternerà con Maria Novella Malfatti, al suo debutto al Regio di Torino. Il 20-21 e 25 marzo andrà in scena al Piccolo Regio Puccini, per la prima volta, “La Tragédie de Carmen”, che non è una semplice riduzione del capolavoro di Bizet, ma una riscrittura affascinante di Peter Brook che, con il libretto di Jean-Claude Carrière e la partitura di Marius Constant, priva il romanzo di ogni convenzione per far emergere la verità dei personaggi. Il nuovo allestimento è affidato alla regia di Cecilia Ligorio. Il progetto risulta essenziale, la durata ridotta, i cori eliminati e l’orchestra limitata a venti elementi. Sul podio il direttore artistico Sergio Alapont e in scena i talenti del Regio Ensemble. Uno spettacolo essenziale e potente, capace di restituire la forza del mito di Carmen alla luce di uno sguardo contemporaneo. Dal 6 al 17 aprile torna al Regio uno dei capolavori più seducenti e brutali di Strauss, “Salome”, che fu ospitata nel 1906 nella sua prima rappresentazione fuori dai Paesi di lingua tedesca. L’opera è trattato dal dramma di Oscar Wilde e racconta il connubio tra innocenza e perversione della Principessa Salomè, la cui danza per Erode culminerà nella richiesta della testa di Giovanni Battista.

L’allestimento porta la firma del regista cinematografico e teatrale ungherese Kornél Mundruczó, al suo debutto al Regio, che ambienta la storia in una dimensione di decadenza e potere, ispirandosi al cinema di Buñuel trasforma la Reggia di Erode in un banchetto borghese claustrofobico. Sul podio Axel Kober, anch’egli per la prima volta al Regio, che ottenne grande successo alla Scala, nel 2023, con il medesimo titolo. Il Piccolo Regio Puccini ospiterà il 18 e il 30 aprile, e il 2 maggio, un nuovo allestimento di uno spettacolo che rilegge il capolavoro di Puccini come un racconto di formazione cala e di parlare a pubblici di ogni età. Si intitola “La Bohème. Il primo amore”. La creazione è affidata a Lorenzo Ponte, talento emergente della Paolo Grassi di Milano. Il regista e direttore è Emanuele Quaranta, che costruisce una visione in cui la musica diventa memoria e la partitura un tessuto di ricordi. La “Carmen” di Bizet verrà presentata al Teatro Regio in un nuovo allestimento dal 15 al 29 maggio, segnando il gradito ritorno di Arnaud Bernard dopo il grande successo del progetto Manon. Pienamente inserita nel tema della prossima stagione, questa produzione esplora più  destino dal volto dell’azzardo. Il regista Bernard sovrappone una visione antropologica radicale, e il suo lavoro nasce da una rilettura del testo di Mérimé, spogliato di ogni lato pittoresco e riletto attraverso la lente di Pier Paolo Pasolini. A dirigere sarà la mano esperta di Daniel Oren, grazie al quale la musica di Bizet diventa voce di un conflitto accecante, prato a scattare tra le regole sociali e l’irresistibilità dell’eros. La stagione del Regio si concluderà con “Evgenij Onegin” di Petr Il’ic Cajkovskij dal 15 al 29 giugno. L’opera, tratta dal poema di Aleksandr Puškin, viene proposta in uno degli allestimenti più acclamati al mondo, per la celebre regia di Robert Carsen e nella produzione della Canadian Opera Company, creata per il Metropolitan Opera di New York che, nel 2027, compirà trent’anni. La regia, con le scene e i costumi di Michael Levine, esalta la bellezza malinconica di una Russia sospesa tra al semplicità della campagna e il rigore di San Pietroburgo.

Al Piccolo Regio Puccini verranno proposti altri tre titoli, “Pierino e il lupo” di Prokof’ev, “Il piccolo spazzacamino” di Britten, e il Giorno della Memoria verrà ricordato con la favola di Natale (Guareschi, Coppola), mentre per i più grandi sono previsti adattamenti d’autore come “La tragédie de Carmen” di Brook e il nuovo spettacolo “La Bohème. Il primo amore”.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio saranno affidati alla guida esperta di Gea Garatti Ansini, che dal mese di marzo 2026 ne cura la preparazione. Al loro fianco il Coro delle voci bianche del Regio sarà come sempre diretto da Claudio Fenoglio.

Per la stagione 2026-2027 tornano le “Conferenze-Concerto” pensate per accompagnare il pubblico alla scoperta delle opere e dei balletti in programma. Durante gli appuntamenti, musicologi e giornalisti dislogheranno con i protagonisti degli spettacoli facendo ascoltare dal vivo alcuni dei momenti musicali più celebri. Ingresso libero.

Mara Martellotta

Chiamati due volte: i martiri d’Algeria

Una mostra a Maria Ausiliatrice

Trent’anni fa, il 21 maggio 1996, venivano uccisi in Algeria i 7 monaci trappisti di Tibhirine, il cui martirio fu reso celebre in tutto il mondo dal film “Uomini di Dio” che solo in Francia ebbe 4 milioni di spettatori e vinse il premio speciale della giuria al Festival di Cannes. Ora una mostra a Torino, a Maria Ausiliatrice ( dal 10 al 24 maggio , ore 10-20), ricorda questo drammatico evento e tutti i 19 martiri dichiarati beati dalla Chiesa nel 2018 uccisi dal fondamentalismo islamico durante il decennio nero del terrorismo algerino ( 1992-2002) : oltre ai 7 monaci, religiose, religiosi e il vescovo di Orano Pierre Claverie, A organizzarla il Centro studi Perione, che si occupa a Torino dello studio e delle relazioni cristiano-islamiche, in collaborazione con il Centro Frassati, nell’ambito del Salone del libro. La mostra, che è stata esposta anche a Parigi, New York, Roma e Milano, ripercorre con foto , video, scritti la vita donata di questi martiri, la loro fede e la scelta di restare tra la gente.. Si intitola “Chiamati due volte”, perché la fedeltà alla loro vocazione si è incarnata in una fedeltà al popolo algerino, vittima anch’esso della violenza e dell’odio. Ricordare il loro sacrificio è un messaggio universale di dialogo e riconciliazione, come fu tutta la loro vita. Evento centrale sarà Giovedì 14 maggio alle ore 20,45 l’intervento del cardinale di Algeri , S.Em. Jean Paul Vesco, che parlerà nella sala don Bosco di Valdocco, sul tema :”I martiri di Algeria, testimoni di fraternità”. Venerdì 15 maggio alle ore 9 il Cardinale Vesco dirà messa in Maria Ausiliatrice, dopo la messa incontrerà nella sala don Bosco sacerdoti, religiose e religiosi che vorranno intervenire. Ha scritto Alessandro Banfi, uno dei curatori con Michele Brignone , Martino Diez Lorenzo Fazzini, Caudio Fontana e Michele Pellegrino, « Nessuno dei diciannove martiri è stato colpito in solitudine – compresa suor Odette Prévost che pure è morta da sola, perché l’altra sorella del Sacro Cuore di Gesù, Chantal Galicher, è sopravvissuta –, forse un segno che la scelta di rimanere non è mai stata del singolo individuo, ma è maturata in comunione con altri» .Al vescovo di Orano Claverie, è toccato di morire con un giovane musulmano che lo accompagnava quel giorno. La sua tomba, nella cattedrale di Orano , è accessibile da una porticina per permettere ai musulmani di visitarlo e rendergli omaggio. «I diciannove beati martiri d’Algeria», scrive ancora Banfi, «hanno lasciato opere, segni concreti: una scuola di cucito, una biblioteca, un dispensario medico… Papa Leone nella sua visita in Algeria il 13 aprile ha reso omaggio a questo “dialogo della vita”. Loro continuano a provocare, con la loro intercessione, piccoli e grandi fatti. Ha scritto Joseph Ratzinger che i santi sono come le porte delle chiese, sono sempre un tramite, un passaggio, un’occasione. Per arrivare ad altro. E anche per i diciannove succede così»

 

Premio Michele Lessona per le scuole, la consegna alla Reggia di Venaria

Si è conclusa la prima edizione dedicata alla divulgazione scientifica tra i giovani

Si è svolta nella mattinata di oggi, nella Cappella di Sant’Uberto della Reggia di Venaria Reale, la cerimonia conclusiva della prima edizione del Premio Michele Lessona® per le scuole, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, con l’obiettivo di promuovere una corretta attitudine alla divulgazione scientifica.

All’iniziativa hanno partecipato numerosi istituti del Piemonte e un istituto della Liguria, confermando fin da subito la rilevanza nazionale del concorso.

Il premio è dedicato a Michele Lessona, figura di spicco dell’Ottocento, medico, naturalista, docente universitario e rettore dell’Università di Torino, scrittore, giornalista, presidente dell’Accademia delle Scienze, Consigliere comunale e Senatore del Regno, nonché divulgatore e traduttore delle opere di Charles Darwin. Considerato tra i primi italiani che diffusero la scienza, Lessona seppe rendere la scienza accessibile al grande pubblico, con uno stile chiaro e coinvolgente.

Proprio a questa eredità si ispira il Premio Michele Lessona®, che nasce con l’intento di promuovere tra i giovani la capacità di raccontare la scienza in modo rigoroso e comprensibile. In un contesto contemporaneo segnato dalla diffusione delle false notizie, la conoscenza e la consapevolezza si confermano strumenti fondamentali per interpretare la realtà.

Il concorso, a carattere nazionale, è stato ideato e organizzato dal Museo Regionale di Scienze Naturali (MRSN) in collaborazione con Silvia Lessona, ed è la continuazione ideale e attualizzata del Concorso letterario ‘Michele Lessona’ (https://biblioteche.cultura.gov.it/it/notizie/notizia/Concorso-letterario-Michele-Lessona-Terza-Edizione/) dedicato alla divulgazione naturalistica di cui ci furono tre edizioni, dal 2012 al 2014.

Il premio per le scuole fa parte di una triade, alla quale si aggiunge il Premio Michele Lessona Sezione Divulgatrici e Divulgatori Professionisti, assegnato ad un giovane divulgatore under 40, che è stato conferito da Beatrice Mautino, Elisa Palazzi, Massimo Polidoro, nell’ottobre del 2025, all’ecofumettista Alessia Iotti e il Premio Michele Lessona Sezione Ricercatori e Divulgatori non professionisti che verrà assegnato al miglior ricercatore universitario nell’autunno del 2026.

Ogni premio si inserisce nelle manifestazioni del più ampio Progetto Lessona che ha già visto due edizioni dei Lessona Days (https://lavenaria.it/it/incontri/lessona-days) organizzate sia nell’autunno del 2024 sia nel medesimo periodo del 2025.

Il Progetto Lessona è promosso da www.comune.venariareale.to.it e dalla Regione Piemonte con il Museo Regionale di Scienze Naturali, la collaborazione dell’Università degli Studi di Torino, del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, dell’Ente di gestione delle Aree Protette dei Parchi Reali, dell’Ordine dei Biologi di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e altri importanti partner istituzionali e scientifici, quali la Città di Torino, il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino, l’Ordine dei Biologi di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

Gli enti coinvolti hanno sottoscritto un Accordo di Valorizzazione che sancisce un

partenariato per lo sviluppo di progetti con al centro la figura di Michele Lessona.

Inoltre, sono partner culturali l’Accademia delle Scienze di Torino, la Fondazione

Circolo dei lettori, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, il Mab UNESCO CollinaPo, l’Ente Aree

di Gestione delle Aree Protette Po piemontese. Il progetto è realizzato con il sostegno di Fondazione CRT.

Il tema scelto per questa prima edizione è stato il cambiamento climatico, declinato in tre ambiti: biodiversità e tutela degli insetti impollinatori, fusione dei ghiacciai, e il ruolo del divulgatore scientifico ieri e oggi. Gli studenti hanno realizzato prodotti multimediali a scelta tra video, podcast e presentazioni slide.

Le ventidue opere in gara sono state valutate da una giuria presieduta da Silvia Lessona e composta da esperti del mondo scientifico, educativo e museale come Elena Giacobino, Responsabile Reparto Museologia e Didattica Museo Regionale di Scienze Naturali; Silvio Tosetto, Presidente Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali sezione Piemonte; Daniele Pesce, Servizi Educativi, Ente di Gestione delle Aree Protette dei Parchi Reali; Silvia Varetto, Responsabile Servizio Educativo Reggia di Venaria Reale; Chiara Alpestre, già Dirigente scolastica di licei torinesi.

Di seguito i vincitori delle diverse sezioni:

Sezione video

Primo premio per le scuole secondarie di secondo grado alla classe 1ª C dell’IIS Curie Vittorini di Grugliasco con il video “La sfinge del galio”, per l’originalità della tecnica in stop motion e l’efficacia divulgativa.

Primo premio per le scuole secondarie di primo grado alla classe 1ª D della scuola Defendente Ferrari di Avigliana, con il video “Ali preziose salviamo gli impollinatori”, apprezzato per il percorso educativo completo e la qualità tecnica.

Sezione podcast

Primo premio per le scuole secondarie di secondo grado alla classe 4ª B dell’IIS Europa Unita di Chivasso, con “La mela storta”, per la qualità del testo e l’efficacia nella divulgazione dei dati scientifici.

Primo premio per le scuole secondarie di primo grado alla classe 1ª D dell’IC Matteotti di Rivoli, con “Il ronzio della vita”, per la struttura coinvolgente e l’uso creativo del linguaggio sonoro.

Sezione slide

Primo premio per le scuole secondarie di secondo grado alla classe 5ª B dell’IIS Falcone di Loano con “Ecosystem”, per la chiarezza espositiva e la cura grafica.

Primo premio per le scuole secondarie di primo grado alla classe 3ª C dell’IC Viale Angeli di Cuneo, plesso Massimo D’Azeglio, con “Savetheglacier”, per l’efficacia comunicativa e l’impatto visivo.

Inoltre, la giuria ha assegnato quattro menzioni speciali.

Per la sezione video

Breaking News” della classe 3ª B del Liceo Classico IIS G e Q Sella di Biella, per l’originale formato di telegiornale e la qualità del montaggio.

Le api” della classe 1ª B dell’IC Chieri I, per la rappresentazione creativa e il coinvolgimento corale della classe.

Per la sezione podcast

La storia della divulgazione scientifica” della classe 2ª H del Liceo Gioberti di Torino, per il percorso storico che collega passato e presente della divulgazione.

Uniti per i ghiacciai” della classe 4ª B Liceo Scienze Umane Europa Unita di Chivasso, per l’approccio ironico e l’efficacia comunicativa.

I premi assegnati consistono in un kit di attrezzature per vlogging e podcast, oltre a ingressi e visite guidate alla Reggia di Venaria Reale e al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Una pergamena di partecipazione, a riconoscimento dell’impegno e della qualità dei lavori presentati, è stata consegnata a tutte le diciassette classi partecipanti.

SchoolVision 2026 Al via da Torino le finali 

Riapre il Museo Forte Bramafam di Bardonecchia

Martedì 2 giugno prossimo inizia la stagione di apertura del Museo Forte Bramafam di Bardonecchia, un luogo dove si è cercato di salvare le memorie della storia militare del Regio esercito, vedendola attraverso quegli uomini che questa storia hanno creato e vissuto. In questi 30 anni di attività, è stata raccolta una notevole massa di materiale e di ricordi, oltre 200 oggetti tra cui uniformi, artiglierie, armi e materiale della vita quotidiana, inseriti in ricostruzioni ambientali che immergono il visitatore dentro la storia.

Nella pausa invernale, anche quest’anno, il Museo non è stato fermo e ha dato vita a una serie di progetti per proseguire nel recupero del Forte Bramafam attraverso bandi con Regione e Fondazioni, per proseguire negli interventi strutturali nel ripristino delle strutture preesistenti degli adeguamenti tecnologici, ma anche nelle evoluzioni legali per proseguire nel futuro del Museo. L’elemento di punta del 2026 è rappresentato da un progetto ambizioso che trasformerà il Museo in un ponte tecnologico tra passato e presente: saranno realizzate 50 installazioni che riprodurranno documentari dell’Istituto Luce e video che riproporranno 700 foto storiche legate agli eventi narrati nel Museo. Tra queste, 500 immagini sono state restaurate con l’intelligenza artificiale. Si è voluta restituire l’umanità e il movimento a uomini che altrimenti sarebbero rimasti statici nella memoria. Una mole di contenuti che su carta avrebbe richiesto spazi immensi. Vengono così ad aprirsi una serie di storie legate alle fortificazioni, alle artiglierie e alle guerre, ma dove emergono i volti degli uomini del passato.

Questa lettura dei documenti storici è resa più fruibile dall’uso dell’IA e dei video, resa piu viva per le nuove generazioni, con la flessibilità di poter aggiornare i contenuti o creare percorsi tematici differenti senza cambiare l’allestimento fisico. Alcuni dei temi che verranno raccontato saranno il Terzo Alpini e la Madonna di Rocciamelone, le artiglierie da fortezza del Regio esercito, la piazza militare del Moncenisio, Susa a inizio Novecento, gli Alpini sciatori a Bardonecchia, Folgore e Monterosa tra Moncenisio e Monginevro, le batterie corazzate e la formazione “ Stellina Giustizia e Libertà”.

Lo scorso anno il Museo aveva ipotizzato di aprire, nel 2026, il nuovo settore della galleria di Gola, ma l’entità degli interventi, i costi e la riduzione dei contributi da parte delle fondazioni bancarie ha costretto a dare una sospensione alle attività e aprire un mutuo per pagare parte dei lavori. Rimangono da completare parte della impermeabilizzazione sulla copertura, impiantistiche elettriche di controllo, la ricostruzione degli interni e gli impianti nel pozzo Gruson.

Il progetto è andato oltre l’aspetto museale e sono stati avviati contatti con l’Amministrazione comunale di Bardonecchia per definire il trasferimento a titolo non oneroso del compendio di Forte Bramafam e, tra gli altri, la presentazione di una domanda per la ricostruzione dell’acquedotto di Forte Bramafam che porterà rifornimento idrico alle Case di Sant’Anna. È stato inoltre promosso dall’Associazione per gli Studi di Storia e Architettura militare del Forte Bramafam un convegno a Bardonecchia dal titolo “Sulle strade bianche delle fortificazioni”.

Info aperture: giugno – martedì 2 e tutte le domeniche – a luglio tutti i sabati e le domeniche – agosto tutti i giorni dall’1 al 30 – settembre tutte le domeniche – novembre tutte le domeniche

Mara Martellotta

 

Foto Corino  – Turismo Torino e Provincia

Saluzzo Contemporanea: due mostre collettive sul tema “Rencontre”

Dal 9 maggio al 13 settembre, presso la Castiglia, la 18esima edizione di Saluzzo Contemporanea è dedicata alla mostra “Tracciando il sentiero”; dal 9 al 17 maggio, presso Il Quartiere, si tiene la 31esima mostra di arte contemporanea “Power by Paratissima”

Sabato 9 maggio la decima edizione di START apre uno dei capitoli più attesi, quello dedicato all’arte contemporanea, con due mostre collettive, in due luoghi simbolici di Saluzzo, attraverso una doppia inaugurazione che trasformerà il pomeriggio in un percorso capace di attraversare linguaggi, visioni e sensibilità differenti, tutte riconducibili al tema di questa edizione, il “Rencontre”, inteso come incontro, confronto e confluenza fra pratiche artistiche e modi di abitare il presente. L’avvio sarà alle 17.30 alla Castiglia, in piazza Castello 1, dove la Fondazione Garuzzo inaugurerà la 18esima edizione della Saluzzo Contemporanea con la mostra collettiva “Tracciando il sentiero. Arte, ambiente e visione del futuro”, realizzata in collaborazione con il Trigenia Award-Premio per l’Arte Contemporanea, promosso da Trigenia Energy Company e curata dalla galleria Craig di Torino.

Il progetto presenta il lavoro di 26 artisti in dialogo con le opere dell’Esposizione e Collezione Permanente della Castiglia, chiamando in causa l’arte come spazio di responsabilità di fronte alle trasformazioni del mondo contemporaneo, dalle crisi ecologiche alle accelerazioni tecnologiche fino all’interazione fra esseri umani e intelligenza artificiale. Il fil rouge della mostra è l’energia intesa come principio di trasformazione, non solo in senso fisico, ma come forza  he attraversa sistemi naturali e dinamiche sociali. Il pubblico viene invitato a muoversi tra la dimensione materiale e la sua implicazione simbolica, attraverso la pittura, l’installazione, la fotografia, la scultura e i video, grazie ai quali le opere si configurano come processi in divenire piuttosto che come forme concluse. Accanto alla mostra, che resterà aperta fino al 13 settembre, saranno presenti una serie di momenti performativi e di incontri.

Tra i tanti artisti in mostra figurano Daniela Accossato, Maura Banfo, Domenico Borrelli, Botto e Bruno, Alessandro Cardinale, Jacopo Martinotti, Giacomo Modolo, Mattia Novello, Emanuele Pagnagnini, Sebastiano Pallavisini, Fabio Riaudo, Fabio Roncato e Marzio Zorio.

Dalle ore 18.45 il percorso si sposta a “Il Quartiere”, in piazza Montebello 1, per il vernissage della 31esima mostra di arte contemporanea Powered by Paratissima, a cura di Alessandra Villa, visitabile fino al 17 maggio e a ingresso gratuito, il sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 19. La mostra è nata da una call pubblica che ha raccolto oltre 100 candidature da tutta Italia, e comprende 35 artisti italiani e internazionali, chiamati a confrontarsi sul tema “Rincontrarsi”, il ritorno a sé, alle relazioni, ai paesaggi interiori e ai luoghi della memoria.

“L’obiettivo principale come curatrice è stato quello di esplorare il reincontro come pratica di ascolto, trasformazione e appartenenza spiega Alessandra Villa – la selezione degli artisti nasce dal desiderio di costruire un dialogo equilibrato tra prospettive e sensibilità diverse, accomunate da una riflessione sulle molteplici forme di connessioni con i luoghi, con la memoria e con l’altro”.

La mostra dedica particolare attenzione alle installazioni video e alla fotografia, intesi come linguaggi capaci di restituire l’intensità dell’esperienza e della relazione. In questo modo si conferma, per il quinto anno consecutivo, la collaborazione tra Paratissima e Fondazione Amleto Bertoni, un progetto che ha coinvolto in cinque edizioni 174 artisti attraverso il lavoro di tre diversi curatori.

Tra gli artisti selezionati vi sono, tra i molti, Simona Bartalucci, Matteo Branconi, Alvaro e Santi Caleca, Diana Casmiro, Cement Blanche, Chelidon Frame, Marina Comerio.

Mara Martellotta

Contemporanea. Parole e storie di donne

Nuova trasferta al torinese “Circolo dei lettori e delle lettrici” del “Festival” biellese. Ospite internazionale, la scrittrice francese Audrey Millet

Sabato 9 maggio

Tema della prossima edizione, la settima: “Geografia dell’amicizia”. Con l’onere, non da poco, di tale dialogante traiettoria, gioca d’anticipo a Torino il Festival biellese di “Contemporanea. Parole e storie di donne”, progetto di “BI-BOx”-APS”, a cura di Irene Finiguerra, Barbara Masoni, Stefania Biamonti, Laura Colmegna, Patrizia Bellardone e Mariangela Rossetto.

L’appuntamento, in anteprima, è infatti sotto la Mole, in collaborazione con “Fondazione Circolo dei lettori”, in via Bogino 9, a partire dalle 15 (ultimo appuntamento alle 18,45) del prossimo sabato 9 maggio.

Di grande interesse, i nomi degli ospiti che si alterneranno nel corso del pomeriggio, indagando il tema dell’“amicizia” nelle sue diverse forme; amicizia intesa come “spazio affettivo e culturale capace di attraversare generi, generazioni e differenze, mettendo in relazione individui, esperienze e visioni”. Riflessioni, intriganti e complesse, che sono solo l’inizio di un percorso che culminerà nell’appuntamento (quello ufficiale) al Festival, che si terrà a Biella, dal 24 al 27 settembre.

Al “Circolo” di via Bogino, a Torino, il pomeriggio di sabato inizia con Eliana Di Caro (giornalista al “Sole 24 Ore – Cultura”) Cristiana di San Marzano (membro del Gruppo “Giornaliste-Scrittrici Controparola”) a partire, in conversazione con Patrizia Bellardone, dal loro “Amiche. Undici storie di legami e sorellanza” (Il Mulino, 2025), in cui narrano undici esempi di amicizie profonde e intellettuali, evidenziando il ruolo della sorellanza nella Resistenza, politica, cultura e arteA seguire, l’incontro con Audrey Millet, autrice e attivista francese che presenta per la prima volta a Torino “La trama del lusso” (Add editore, 2026), un’inchiesta sull’industria della moda, “tra capitalismo dei corpi e criminalità”, che si sviluppa a partire dall’incontro tra la ricercatrice francese e Abdoul, un giovane sarto ivoriano. Il saggio ha vinto il Premio “Mare Nostrum 2024 – sezione ‘Storia e Geopolitica’” e ci invita a riflettere sul mondo dei diritti (troppo abusati) delle lavoratrici e dei lavoratori del mondo del “tessile”. In dialogo con Millet, Mariangela Rossetto.

Spazio anche alla “poesia”, con la napoletana Carmen Gallo ed il suo “Procne Machine” (Einaudi, 2026), dove la poetessa  racconta il lungo viaggio di due sorelle “dal passato del mito a un presente su cui si allungano ombre di violenza che minacciano corpi e voci”. L’opera fa parte della dozzina finalista del Premio “Strega Poesia 2026” e il titolo fa riferimento al “mito classico” (dalle “Metamorfosi” di Ovidio) di Procne (trasformata in rondine) e Filomela (trasformata in usignolo); mito riletto in chiave ipercontemporanea, immaginando le trasformazioni legate ad una sorta di “macchina-trappola” dagli effetti terrifici e spietatamente minacciosi. A leggere le poesie sarà Rosangela Fontanella dell’Associazione “VocidiDONNE”.

Infine, dopo  l’intervento “Piccolo Atlante di amicizie possibili”, a cura della Biblioteca del “Liceo del Cossatese” e “Valle Strona” (Biella), l’ultima parte del pomeriggio sarà dedicata al “romanzo”, con due libri presentati a Torino per la prima volta.

La costellazione del pesce” (Solferino, 2026), il primo, è il romanzo d’esordio con cui la savonese Valentina Fornelli ha vinto “Letterafutura 2025”, la “fellowship” letteraria nazionale (organizzata dall’Associazione “Mia” in collaborazione con la casa editrice “Solferino”) dedicata alle scrittrici esordienti, premiate “per l’originalità dello sguardo, per la voce nuova che portano nella narrativa italiana, e per la capacità di costruire mondi in cui il futuro è già cominciato”.

L’evento conclusivo (ore 18,45) vede in dialogo lo scrittore partenopeo (oggi residente a Venezia) Gianni Montieri e la scrittrice milanese, torinese d’adozione, Giusi Marchetta intorno al romanzo “Brava Giulia” (Nottetempo, 2026), opera postuma della scrittrice e poetessa, nonché fotografa e docente all’Università “Ca’ Foscari” a Venezia, Anna Toscano, scomparsa un anno fa nel dicembre del 2025: una storia ambientata fra Venezia e Londra, in cui l’autrice indaga le dinamiche famigliari “con uno sguardo compassionevole e una scrittura empatica e elegante”.

Gli eventi in programma sono gratuiti e a ingresso libero.

Per info:”Circolo dei Lettori”, via Bogino 9, Torino; tel. 011/8904401 o www.contemporanea-festival.com

Gianni Milani

Nelle foto: Audrey Millet, Carmen Gallo e Anna Toscano

“Il Grande Torino – Una cartolina da un Paese diverso”

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Al teatro del Collegio San Giuseppe e’ andato in scena lo spettacolo teatrale “Il Grande Torino – Una cartolina da un Paese diverso”.

La platea, numerosissima, ha salutato la performance di Gianfelice Facchetti, accompagnato dalla band Slide Pistons, con un lunghissimo applauso, segno di grande apprezzamento ed entusiasmo.

Tra gli ospiti presenti: Roberto Salvadori, campione d’Italia col Torino 1976; Giampaolo Muliari, direttore del Museo del Grande Torino; Valerio Lomanto, Presidente della Circoscrizione 6 di Torino; oltre a volontari, istituzioni, testate giornalistiche e radio locali.

 

“C’era una volta Italia ’61”, gli anni ruggenti di Torino

Mercoledì 6 maggio, nella Sala Spagnuolo di Palazzo Lascaris (via Alfieri 15, Torino) è stata aperta al pubblico la mostra fotografica “C’era una volta Italia 61”, a 65 anni dalle manifestazioni per il primo anniversario dell’Unità d’Italia. Un viaggio immaginario che ricostruisce quel momento storico attraverso video d’epoca, fotografie, manifesti e oggetti originali, ricordando la leggendaria monorotaia Alweg che correva sul laghetto dietro al Palazzo a Vela. La mostra, promossa dal Consiglio regionale e curata dell’associazione “Amici di Italia ’61”, rimarrà aperta al pubblico fino al 10 giugno 2026. Orario di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Ingresso gratuito.

I curatori, Mario Abrate e Piero D’Alessandro, fondatore e presidente dell’associazione “Amici di Italia ‘61”, durante l’inaugurazione hanno illustrato al presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ed al consigliere segretario Fabio Carosso i contenuti dell’esposizione.

“Questa mostra ripercorre gli anni ruggenti della nostra città – ha commentato il presidente Nicco – le immagini degli anni Sessanta, che oggi rivediamo con un po’ di nostalgia, fanno memoria della storia di una parte importante del nostro territorio, che è bene preservare e raccontare ai giovani di oggi”.

La mostra celebra i 65 anni dall’evento che portò Torino al centro dell’interesse nazionale in occasione del centenario dell’Unità d’Italia: una stagione unica per l’innovazione architettonica, tecnologica e culturale di cui oggi rimangono solo alcuni segni in città. Da maggio a ottobre nel 1961, in pieno boom economico, Torino si presentò al mondo con infrastrutture avveniristiche, moderni padiglioni e la celebre monorotaia. “Obiettivo dell’esposizione – hanno detto i curatori – è restituire questo patrimonio alla memoria collettiva attraverso un racconto con materiali originali, immagini, manifesti d’epoca e testimonianze dirette raccolte in anni di ricerche e grazie alla collaborazione di numerose persone”.

Per approfondire l’argomento mercoledì 3 giugno alle 15 a Palazzo Lascaris si svolgerà una conferenza pubblica a cura dell’Associazione, dal titolo: “Italia ’61: La città delle meraviglie. L’esposizione nella memoria collettiva: storie, curiosità, frammenti di vita”.

Info: www.italia61.org