CULTURA E SPETTACOLI

Tracce di Templari, da Ventimiglia a Seborga

Quel giorno, nel dedalo di viuzze a Ventimiglia Alta, tra chiese quasi millenarie, San Michele, la cattedrale di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Francesco, un templare pugnalò a morte un capitano genovese. Templari e genovesi venivano spesso alle mani in città. Sovente si accendevano zuffe e risse anche per futili motivi e a volte finiva proprio male. L’ostilità tra i contendenti aveva raggiunto livelli molto alti dopo la conquista genovese della città più occidentale della Liguria. I ventimigliesi, gli antichi intemelii, non volevano finire sotto il controllo della Repubblica di Genova, cercarono di resistere con tutte le loro forze ma nel 1221 dovettero arrendersi al lungo assedio per mare e per terra. La durezza del dominio della Superba scatenò ben presto la reazione violenta degli abitanti che facendosi scudo dei templari, più energici e meglio armati, affrontavano spavaldi i genovesi e talvolta ci scappava il morto. Ebbene, quel giorno di otto secoli fa, le cronache del tempo riportano la notizia che il templare fra Raimondo Galiana scatenò la propria rabbia contro gli occupanti genovesi uccidendo un capitano della Superba. Perché i Templari si trovavano a Ventimiglia? La città dell’estremo ponente ligure era un importante centro commerciale e marinaro con un continuo viavai di gente.
I Templari assicuravano la scorta armata ai pellegrini diretti a Santiago di Compostela, nella Galizia spagnola, e ai mercanti in cammino verso le fiere di Arles e di Nimes. Tra templari e genovesi non correva buon sangue né in patria né nei territori d’Oltremare. Cavalieri rosso-crociati e genovesi erano schierati in due opposti partiti nel Vicino Oriente e le lotte tra di loro erano frequenti. I genovesi erano alleati con i cavalieri di Gerusalemme e con gli spagnoli mentre i templari erano insieme a veneziani e pisani, Ma accadeva anche qualcos’altro. Correva infatti la voce che nell’estremo ponente ligure, transitavano antiche reliquie sacre e altri oggetti misteriosi. Furono i Templari della vicina Seborga, piccolo borgo di meno di 300 abitanti nell’entroterra di Bordighera, a portarli via e a nasconderli? È solo leggenda o c’è qualcosa di vero? In fondo, sia l’Ordine del Tempio sia il fantomatico Principato di Seborga sono spesso avvolti in un’aura di mistero e non si può escludere che qualcosa potrebbe essere ancora nascosto nello stesso Principato ligure. E che dire di Ventimiglia che ancora oggi ospita i raduni mondiali di Templari del terzo millennio organizzati dal Gran Priorato del Principato di Monaco dell’Ordre du Temple de Jèrusalem? Perché proprio nell’antica Albintimilium, l’odierna Ventimiglia? Anche qui, nella parte più occidentale della costa ligure, la memoria dei cavalieri Templari è ancora viva. Quanti misteri…alla Giacobbo, il gigante di Freedom che li risolve…quasi sempre.
Eppure una spiegazione c’è anche in questo caso: qui i Cavalieri Bianchi ci sono stati davvero. E a Seborga? Non ci sono prove storiche concrete che dimostrino la presenza dei Templari in questo piccolo paese anche se la tradizione locale e alcune leggende mantengono in vita il legame tra il borgo e l’ordine cavalleresco. Un modo sicuro per arricchire il fascino storico e culturale della località collinare a nord di Bordighera. Si narra addirittura, secondo alcune leggende, che nel 1117 San Bernardo di Chiaravalle, monaco, abate e promotore della II Crociata (1147-1150) si recò a Seborga e consacrò i primi nove cavalieri templari nella chiesa a lui dedicata, prima della loro partenza per le Crociate. In paese si svolgono raduni che richiamano la presenza dei Templari e il Principato di Seborga, nato negli anni Novanta del secolo scorso per rivendicare una “favolosa” indipendenza, riconosce l’Ordine dei cavalieri bianchi. Secondo alcuni storici non si tratta solo di leggenda ma la tradizione templare di cui Seborga si vanta sarebbe suffragata da una documentazione di tutto rispetto. In effetti, camminando per il paese si vedono croci templari ovunque, nelle vie e sugli edifici. Perfino una birra locale riporta l’effigie dei cavalieri sulla bottiglia, Siamo nel cuore dell’Ordine del Tempio? Qualcuno dice di sì, tanti altri sono molto più prudenti anche se la tradizione seborghina vede proprio in questo borgo i primi passi compiuti dai mitici cavalieri templari.
Filippo Re
nelle foto, paese collinare di Seborga , Cattedrale di Santa Maria Assunta a Ventimiglia Alta, Templari a Seborga

L’Ensemble ArsBaroca propone “Intrecci sonori. Sonate a quattro”

Ritorna sabato 11 aprile, alle 21.15, la 31esima edizione della rassegna di musica antica “Antiqua”, realizzata dall’Accademia del Ricercare grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Foglizzo, presso il Salone dell’Aula Consiliare, all’interno del castello, in via del Castello 6.

L’Ensemble ArsBaroca proporrà “Intrecci sonori. Sonate a quattro”.

Il programma prevede la Sonata a quattro op.22 in do minore di Johann Christian Schickhardt (1673-1763); la Triosonata in fa maggiore TWV 42:F9 di George Philip Telemann (1681-1767), e dello stesso compositore la Sonata in re maggiore TWV 41:D6; di Antoine Dornel (1685-1765) la Sonata en Quatuor in re minore. Dello stesso Teleman verrà eseguita la Partita n.4 in sol minore, e a conclusione del concerto, Joseph Bodin de Boismortier (1689-1755) la Sonata Quinta in quattro parti diverse op.34 in la minore.

Gli interpreti sono Lorenzo Cavasanti e Luisa Busca al flauto, Arianna Zanbon all’oboe, Alberto Pisani al violoncello, Claudia Ferrero al clavicembalo, alla chiorba Laura La Vecchia.

Antiqua 2026 – Foglizzo, sabato 11 aprile, ore 21.15 – Ensemble ArsBaroca “Intrecci sonori. Sonate a quattro.

Info e prenotazioni: segreteria@accademiadelricercare.com – accademiadelricercare@gmail.com

Mara Martellotta

Al Teatro Carignano, “Circle Mirror Transformation”

Martedì 7 aprile, alle 19.30, debutta in prima nazionale al Teatro Carignano “Circle Mirror  Transformation”  dell’acclamata drammaturga americana Annie Baker, vincitrice del Premio Pulitzer nel  2013 e nota per il suo stile minimalista nel catturare le dinamiche della vita quotidiana con sensibilità e ironia. La regia è a cura di Valerio Binasco, direttore artistico del Teatro Stabile di Torino e tra i più autorevoli esponenti della scena teatrale italiana, che sarà in scena insieme a Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa e Maria Trenta. Le scene sono di Guido  Fiorato, i costumi di Alessio Rosati, le luci di Alessandro Verazzi, il  suono di Filippo Conti, video di Simone Rosset. La traduzione dell’opera di Annie Baker è stata curata da Monica Capuani e Cristina Spina. “Circle Mirror Transformation è stato prodotto dal Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale e rimarrà in scena al Teatro Carignano fino a domenica 19 aprile 2026, proseguendo successivamente con una tournée che farà tappa in diverse città  italiane. In  concomitanza con il debutto è programmato un incontro col pubblico nell’ambito  di  Retroscena, l’8 aprile 2026 alle 17.30.

“’Circle Mirror Transformation’ di Annie Baker parla di uno sparuto gruppo di allievi, quasi  tutti di mezza età e oltre, di una piccola scuola di recitazione ‘rurale’, per dilettanti, in cui non succede quasi niente. A partire dal loro primo giorno di scuola, stiamo tutti a guardare cosa potrebbe succedere: ma con calma, come un viaggiatore guarda fuori dal finestrino, senza percepire intimamente il paesaggio. Intanto il treno va. E noi con lui. Dove? Ogni esperienza artistica è un viaggio, si sa – ha spiegato nelle note di regia Valerio Binasco – questo viaggio mi riguarda, perché uno spettacolo è un pezzo della tua vita, e forse del tuo destino. E riguarda anche i personaggi del testo, perché quando ti iscrivi a un corso di teatro, anche se non vuoi fare l’attore o l’attrice, anche se lo fai tanto per far qualcosa, lo sai bene che sarà un viaggio: dentro di te e dentro gli altri che incontrerai. E allora mi domando: perché ho scelto questo testo? Cosa ci sto andando a fare?  Cosa ci stanno andando a fare i personaggi alla scuola di Marty? Che viaggio rappresenta per loro? Cosa cerca un attore, professionista o dilettante che sia? Cosa cerca uno spettatore? Le mie sono domande che non devono aspettare risposte. Sono domande che diventerebbero tristi e banali se qualcuno cercasse di dar loro una risposta. I nostri personaggi, forse, sono arrivati lì perché la loro vita è piena di emozione, ma anche di vuoto. Un vuoto umano: manca loro qualcuno. E allora mi  chiedo, ancora: da cosa fuggiamo quando sentiamo in noi stessi un vuoto così  grande da spingerci a entrare in una scuola di recitazione anche se non siamo attori? È veramente vuoto quel che sentiamo? In ogni caso, questi personaggi hanno ragione: è proprio stando così che ci si deve avvicinare a un processo creativo, professionale o meno che sia. Con quel vuoto affettivo e quelle emozioni che non puoi definire, ma con cui senti di poter fare qualcosa di buono per te. ‘Circle  Mirror Transformation’ è principalmente uno spettacolo per attori: è fatto  quasi  totalmente di personaggi e di recitazione, e di pochissima regia. Dal punto di vista della recitazione il teatro di Annie Baker assomiglia a  qualcosa che ho incontrato tante volte, che in genere si chiama minimalismo, ovvero una scrittura più ‘sintomatica’ che descrittiva. Per spiegare in breve cosa sia la recitazione sintomatica, potremmo dire che dei personaggi vediamo solo quel che fanno e ascoltiamo quel poco che si dicono.  La parte più profonda della loro vita la possiamo solo intuire. È la  parte immersa dell’iceberg, che non vedremo né ascolteremo mai. Le loro ferite, i loro amori e disamori, le loro strazianti necessità, li percepiamo in una forma indistinta”.

Info: Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino
Orari  degli  spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.45; domenica ore 16.00. Lunedì riposo.
Prezzo dei biglietti: da € 12,00 (ridotto under 18) a € 39,00 (intero, primo settore di platea)
L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di € 1 a biglietto

Biglietteria: Teatro Carignano, piazza Carignano, 6 – Torino Tel: 011 5169555 –biglietteria@teatrostabiletorino.it
Orario:  da  martedì  a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.

La  biglietteria  sarà  sempre  attiva  un’ora  prima  dell’inizio  di ogni spettacolo,  esclusivamente  per  l’acquisto di biglietti per la recita del giorno stesso.
Acquisti online su www.teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

Teatri storici del Piemonte: il Milanollo di Savigliano

Dedicato alle sorelle Maria e Teresa Milanollo, celebri violiniste saviglianesi, il teatro fu progettato nel 1834 dall’architetto Maurizio Serafino Eula e la sua costruzione, sul sito di una precedente sala per spettacoli, si concluse nel 1836, quando fu portata in scena la rappresentazione dell’opera L’esule di Roma di Gaetano Donizetti.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/teatri-storici/teatro-milanollo-di-savigliano

Peter Pan prende vita al Pop-App Museum del MUSLI

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Il 10 aprile prossimo, alle ore 18, presso il Pop-App Museum del MUSLI, in via Corte d’Appello 20/F, rivivrà il mondo senza tempo di Peter Pan in una nuova veste artistica ed editoriale, grazie al progetto “L’Arte racconta i Classici”, promosso e ideato da Patrimoni d’Arte e con il patrocinio della Fondazione Tancredi di Barolo e la collaborazione artistica del maestro Maurizio Carnevali. La collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo e il MUSLI Museum della Scuola e del Libro per l’Infanzia, consolida un percorso volto alla valorizzazione del patrimonio culturale piemontese, già avviato con il progetto “L’Arte racconta i Classici – Alice nel Paese delle Meraviglie”, presentato a Palazzo Barolo il 14 novembre scorso.

L’appuntamento, ospitato negli spazi del Pop-App Museum del MUSLI, propone un’esperienza immersiva in cui arte e letteratura si incontrano per offrire una nuova interpretazione del capolavoro di J.M. Barrie. Attraverso un pensiero visivo e narrativo, il progetto restituisce tutta la forza evocativa dell’opera trasformando personaggi e atmosfere in immagini capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. Durante la presentazione, sarà svelata anche una nuova edizione del romanzo realizzata da Patrimoni d’Arte, in collaborazione con il MUSLI di Torino, che riunisce due testi letterari della tradizione e letteraria di Peter Pan: “Peter Pan e Wendy”, nella storica traduzione del 1939 firmata da Milly Dandolo, è “Peter Pan nei giardini di Kensington” nella rara edizione del 1911 pubblicata da Bemporad. L’evento sarà arricchito dall’esposizione di disegni originali da cui sono tratte le tavole illustrate del volume e da un percorso che fa dialogare parole e immagini, guidando il pubblico alla scoperta del progetto artistico ed editoriale incentrato su Peter Pan.

Interverranno all’incontro il prof. Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, il dott. Peter Masi, founder di Patrimoni d’Arte e il maestro Maurizio Carnevali, artista e illustratore.

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Info: 011 8644360

Mara Martellotta

“Passepartout”, la Palazzina di Caccia di Stupinigi apre le porte dei suoi spazi segreti

Nel mese di aprile continuano gli appuntamenti con le visite guidate straordinarie alla riscoperta degli spazi segreti, normalmente chiusi al pubblico, della Palazzina di Caccia di Stupinigi. L’11 e il 18 saranno attivati i due percorsi che raccontano la storia della Palazzina nelle sue diverse fasi abitative e il progetto architettonico alla base della sua costruzione.
“Passepartout” conduce dietro le porte segrete agli ambienti nascosti della servitù, ai passaggi e ai corridoi ricchi di fascino e di storia e permette di raggiungere la sommità della cupola juvarriana.
“Dietro le porte segrete” è la visita agli ambienti della servitù, ai passaggi e ai corridoi segreti usati per divincolarsi nel dedalo di stanze e raggiungere discretamente le sale e gli appartamenti privati. La visita conduce proprio dietro le porte segrete, negli spazi nascosti dove si muoveva la servitù e dove si trova ancora il quadro dei campanelli automatici che permette di comprendere da vicino il funzionamento di una residenza come quella di Stupinigi.
“Sotto il cervo” è una visita “in verticale” al meraviglioso ambiente ligneo che ospita la cupola del padiglione centrale, realizzato da Filippo Juvarra, con una vista totale sul paesaggio circostante. Dal grandioso salone centrale ovale a doppia altezza si percorrono 50 gradini per raggiungere la caratteristica balconata ad andamento concavo-convesso e infine arrivare, attraverso una stretta scala a chiocciola di ulteriori 50 scalini, alla sommità della cupola juvarriana per ammirare il particolare tetto a padiglione sorretto da una complessa orditura in legno e riconoscere dall’alto il grandioso progetto architettonico di Juvarra che con perfette geometrie, lungo un asse longitudinale che porta con lo sguardo fino a Torino, realizza un impianto scenografico straordinario per l’epoca.

Vista la particolarità dei luoghi oggetto della visita, normalmente non accessibili al pubblico, i visitatori saranno dotati di caschetto di protezione, per questo motivo possono accedere solo gli adulti e i ragazzi al di sopra dei 12 anni di età ed i gruppi non possono essere superiori alle 10 persone. Per partecipare è necessario essere in buona salute ed in condizioni fisiche tali da permettere di salire, a piedi, alcune rampe di scale. È necessario indossare un abbigliamento comodo e calzature chiuse, come scarpe da ginnastica o da trekking leggero. È vietato l’accesso con borse e/o zaini ingombranti, visto che il percorso è piuttosto impegnativo. È necessario non soffrire di patologie cardiache. A causa degli spazi limitati, non agibili a persone con disabilità, e della stretta scala a chiocciola, i due percorsi sono sconsigliati a chi soffra di claustrofobia o di vertigini e, in generale, a chi non sia in buono stato di salute.

Per partecipare alle visite guidate, della durata complessiva di circa un’ora, è obbligatoria la prenotazione alla mail stupinigi@info.ordinemauriziano.it

Biglietti: “Dietro le porte segrete”  22 euro (12 euro biglietto di ingresso + 10 euro visita guidata), ridotto 18 euro.
“Sotto il cervo”  25 euro (15 euro biglietto di ingresso + 10 euro visita guidata), ridotto 22 euro.
Per i possessori di Tessera Abbonamento Musei: 10 euro (ingresso gratuito alla Palazzina).

Informazioni al numero: 011 6200601, dal martedì al venerdì 10-17,30

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino: Patty Pravo e i Marlene Kuntz

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour per 2 sere consecutive suonano i Marlene Kuntz. All’Osteria Rabezzana si esibisce il Federico Ponzano Quartet.

Giovedì. Al Magazzino sul Po è di scena IMA. Alla Divina Commedia suonano i Broke’n’Drunk. All’Off Topic si esibisce Denny Bertone affiancato da sei musicisti. A seguire i Funkytude. Al Circolino è di scena il Daimona’s Jazz Trio. Alla Vineria Popolare si esibisce Andrea Ciuchetti.

Venerdì. Al Circolino suona Charlie & Dodo. Alla Suoneria di Settimo si esibisce Moni Ovadia in duo con Michele Gazich. Al teatro Concordia è di scena Venerus. Al Blah Blah si esibisce Etta.

Sabato. Al Blah Blah suonano i Movie Star Junkies. Al Folk Club è di scena Andy McKee. Al Circolo Sud suonano i Tedeschi suonano altri Tedeschi & Provincia Power. Al Cap !0100 si esibiscono i Cacao Mental.

Domenica. Al teatro Colosseo è di scena Patty Pravo. All’Inalpi Arena si esibisce Tame Impala. Allo Ziggy suonano i Dramalove + Animaux Formidable. Al Blah Blah sono di scena IL Senato. Al Magazzino sul Po si esibisce Filippo Dallinferno + GTT X Sofà So.

Pier Luigi Fuggetta

“Sia Luce”

Si celebra anche attraverso l’arte, nel quattrocentesco “Duomo – Cattedrale di Santo Stefano” di Biella, la Santa Pasqua di Resurrezione

Da marzo a domenica 7 giugno, giornata del “Corpus Domini”

Biella

“Immagini di soglia”. Così sono state, a ragione, definite le opere del chioggiotto Riccardo Albiero, solo due, esposte nella maestosa solennità della quattrocentesca “Cattedrale di Santo Stefano” a Biella (fatta costruire dalla Comunità locale nel 1402, a seguito di un voto fatto alla Madonna di Oropa per la scampata pestilenza del 1399 e diventata “Cattedrale” nel 1772, con la titolazione della “Città della Lana” a sede vescovile) in quel tempo pasquale che tradizionalmente invita a riflettere sul passaggio “dalla notte alla luce”, “dalla morte alla vita”. Attraverso “immagini di soglia”che sono “preghiera muta” e “apparizione fugace”, per l’appunto. Solo due, si diceva, perfettamente inserite nel Progetto “Sia Luce”, promosso dalla “Parrocchia di Santo Stefano” (patrono di Biella), a cura di Irene Finiguerra per “BI-BOx – APS”, nell’ambito del Bando “CulturHUB” di Città e Cattedrali e della “Consulta Regionale per i Beni Ecclesiastici”. “The Silent Choir” (“Il suono del silenzio”, olio e acquerello su tela, di grandi dimensioni) e “A Sorrowful Charm” (“Un fascino doloroso”, olio su tavola), i titoli dei dipinti, entrambi datati 2025, entrambi espressione tecnicamente rigorosa di “un universo silenzioso e contemplativo dove la pittura si fa gesto spirituale, evocazione ed offerta”.

In tal senso, é da leggersi la pittura di fragile realismo, pur nella tecnica di perfetta definizione, di Riccardo Albiero. Figura ascetica, le braccia lungo i fianchi, una postura composta in silente, intima preghiera nel suo fisso osservarci quali amichevoli presenze cui chiedere gesti di comune devota condivisione, quella del giovane (autoritratto?) dallo sguardo profondo e penetrante di “The Silent Choir”. Alle sue spalle un “telo sospeso” (quasi sipario teatrale) in cui vediamo muoversi “ombre di colombe in volo” (simbolo eterno di pace cristiana e riconciliazione divina), riflesse in un gioco di smosso chiaro-scuro nell’ampia camicia chiusa ai polsi, fiori appena accennati nella delicatezza di morbide cromie e un “cardo” disegnato in basso a sinistra. Il volto del giovane “non descrive un’ identità definita–sottolinea Irene Finiguerrama una presenza interiore, come una figura che affiora come memoria dell’anima, come tracce di un mistero che non si lascia afferrare ma solo intuire”. E mistero, realtà simbolica è ancora il “cardo” che si ripete da “The Silent Choir” al più piccolo “Sorrowful Charm”, dove appare tenuto in mano forse dallo stesso giovane del precedente dipinto. Anche qui, non semplice  grafica ornamentale di una comune “pianta” erbacea, ma, in ambito religioso, elevato simbolo associato al dolore, alla corona di spine e alla passione del Cristo, del Cristo che si fa uomo e assume su di sé la maledizione della Genesi per redimere l’umanità. Ancora Irene Finiguerra:“Queste opere parlano a chi crede, ma anche a chi è in ricerca. A chi riconosce nel tempo pasquale un mistero di fede e a chi, semplicemente, attraversa la Cattedrale in cerca di silenzio. Non chiedono appartenenza, ma disponibilità all’ascolto. In un tempo spesso segnato dal rumore e dalla fretta, invitano a sostare senza difese, a lasciarsi toccare da una luce che non impone risposte ma apre domande. Fino a giugno, nel tempo disteso che segue la Pasqua e conduce verso la pienezza della luce estiva, queste immagini continuano a parlare di vita che rinasce e di presenza che si fa discreta. Non proclamano, non spiegano: accompagnano. Sono come preghiere mute affidate alla pittura, offerte silenziose che chiedono soltanto di essere accolte”.

Preghiere. Preghiere che fanno volare alto sentimenti d’amore. E che, personalmente, mi sollecitano ricordi e domande su altre accorate musicali invocazioni:

“Ti guardo camminare in chiese così alte/Ti sento parlare e fai esplodere il mio cuore/Sento il …/Sento il coro silenzioso/

E tu, ti prendi cura di me?/E tu, pensi mai a me? …/

Invocazioni, interrogativi riportati in musica “stile – coldwave” nel brano “The Silent Choir” (stesso titolo del dipinto di Albiero) pubblicato nel 2018 dal duo musicale svizzero-britannico degli “Lebanon Hanover”. Puro caso? Mia casuale suggestione? O anche per Riccardo Albiero, fascinosa fonte d’ispirazione? In ogni caso, restano le motivazioni di un dolce incantesimo e “la connessione profonda tra anime solitarie – come si è scritto – che non hanno bisogno di parole per comprendersi”.

“Sia Luce”

Il Progetto mette al centro del suo interesse il complesso della “Cattedrale di Biella”, come fulcro della spiritualità della città e del suo territorio. Dall’ottobre del 2019, anno di nascita del progetto a oggi, sono state più di settanta le iniziative ospitate. “Sia Luce” è dunque un’occasione per approfondire la conoscenza della “Cattedrale” e di tutto il complesso di “architettura sacra” che si è sviluppato, su Piazza Duomo, nel corso dei secoli. Una periodica esposizione di opere d’arte contemporanee legate al tema del “sacro” consentono di integrare e far dialogare i beni artistici che la “Cattedrale” o il “Battistero” custodiscono con un linguaggio nuovo e accattivante.

Per info: tel. 392/5166749 o info.bibox@gmail.como www.bi-boxartspace.com

Gianni Milani

 

Nelle foto: Allestimento interno opere Riccardo Albiero; “The Silent Choir”; “A Sorrowful Charm”; Biella, Piazza Duomo (Ph. Davide Corona)

Dal 10 al 17 aprile, negli spazi di Ad Maiora Art, arriva “Echi di colore”

Dal 10 al 17 aprile, negli spazi di Ad Maiora Art, arriva “Echi di colore”, mostra collettiva a ingresso libero dedicata alla pittura contemporanea.
L’esposizione propone un percorso tra stili e sensibilità diverse, offrendo uno sguardo dinamico sull’arte attuale. «Un onore ospitare artisti così brillanti», commenta Alessio Torzi. Gli fa eco Andrea De Benedictis, sottolineando come l’arte sia «viva e attiva».
In mostra opere di Chiara Puddu, Christian Conti, Daniela Ciuperca, Iryna Kyrychenko, Nat Clegg, Giovanni Raso, Gerardo Fragnito, Susanna Bianchi, Roberto Cantamessa e Alessandro Venturino.

ENZO GRASSANO