CULTURA E SPETTACOLI

Sere d’estate al San Carlone ad Arona

Dal 2 luglio con visite guidate al tramonto e concerti

Dal 2 luglio tornano le Sere d’estate al San Carlone, calendario di appuntamenti serali a cura di Archeologistics, presso la statua di San Carlo Borromeo ad Arona, uno dei luoghi simbolo più iconici del lago Maggiore .
L’iniziativa propone un’esperienza suggestiva capace di unire cultura, storia e musica, oltre che momenti conviviali, offrendo al pubblico l’occasione di vivere  momenti piacevoli presso il colosso in una veste inedita, immersa nella luce del tramonto e nella cornice panoramica del lago.
Si tratta di aperture oltre l’orario normale di visita, dopo le 18.30, per godere delle temperature più fresche, ammirare il panorama con un poco di aria dalla terrazza e allo stesso tempo conoscere la storia di questa statua che, dal 1698, domina la città di Arona e il lago Maggiore.
Ogni appuntamento prevede una visita guidata per ripercorrere le tappe della vita di San Carlo e della progettazione e realizzazione di questa opera colossale, per scoprire alcune curiosità e il legame con la Statua della Libertà di New York e per immergersi nel significato artistico e religioso del San Carlone.
Durante le visite  si potrà vivere anche l’esperienza un po’ adrenalinica di salire all’interno della statua fino alla testa del Santo, percorrendo la famosa scala alla marinara, un’occasione unica per ammirare la struttura interna e apprezzare la lavorazione delle lastre di rame da dentro.
Le aperture serali sono arricchite da momenti speciali, quali concerti e cocktail presso la vicina e panoramica Terrazza Paradiso, che renderanno ancora più suggestivi questi momenti serali.
Le Sere d’estate al San Carlone rappresentano un invito a vivere il monumento oltre la tradizionale visita turistica, trasformandolo in un luogo di incontro, scoperta e condivisione,  capace di valorizzare uno dei simboli più amati del lago Maggiore.
Il programma prevede  le  seguenti date: giovedì 2 luglio visita guidata e cocktail alla Terrazza Paradiso come giovedì 13 agosto; giovedì 9 luglio visita guidata e concerto,  con musiche di Handel, Mozart, Mendelssohn e Bizet, arrangiamenti pensati per valorizzare le diverse combinazioni timbriche dell’Echo Vox Ensemble, offrendo al pubblico un’esperienza musicale coinvolgente e originale. Giovedì 16 luglio in programma una visita guidata serale , sabato 29 agosto a chiudere la rassegna sarà  una serata speciale accompagnata dalla musica della Anomala Brass Band, visita che introdurrà il pubblico alla scoperta del monumento e della sua storia, mentre l’esibizione musicale contribuirà a creare un’atmosfera festosa e coinvolgente.

Email statuasancarlo@ ambrosiana.it

Mara Martellotta

Apre temporaneamente la Sala Gonin della stazione di Porta Nuova

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Fondazione FS Italiane prosegue nel programma di valorizzazione delle sale storiche delle stazioni italiane. L’iniziativa prevede una serie di aperture straordinarie che consentiranno ai visitatori di riscoprire alcuni degli ambienti più prestigiosi e rappresentativi del patrimonio ferroviario nazionale.

A inaugurare il nuovo ciclo di aperture sarà la Sala Gonin della stazione di Torino Porta Nuova, eccezionalmente visitabile nei fine settimana del 4-5 e 11-12 luglio e del 19-20 settembre.

Accompagnati da esperti del patrimonio storico, i visitatori potranno approfondirne la storia, scoprirne le peculiarità architettoniche e comprenderne il ruolo nel contesto della stazione e nell’evoluzione del viaggio ferroviario nel nostro Paese. Realizzata nel 1864 come sala d’attesa riservata alla famiglia Savoia, la Sala Gonin deve il proprio nome a Francesco Gonin, autore degli affreschi e di parte delle decorazioni che impreziosiscono l’ambiente. Pareti e volte sono arricchite da un ciclo di pitture raffiguranti gli elementi naturali: la Natura, la Terra, l’Acqua e il Fuoco. Completano l’ambiente eleganti arredi d’epoca, rivestimenti pregiati di legno e un imponente lampadario in vetro di Murano, testimonianze del valore storico e artistico di uno spazio concepito per accogliere la famiglia reale sabauda in occasione dei viaggi ferroviari.

Per partecipare alle visite è richiesta la prenotazione anticipata sul sito www.vivaticket.it 15 giorni prima della data prescelta, fino a esaurimento dei posti disponibili. I bambini fino a 3 anni possono accedere gratuitamente, accompagnati da un genitore. Per informazioni e modalità di accesso per le persone con disabilità è possibile scrivere all’indirizzo salereali@fondazionefs.it.

Il calendario completo delle aperture e gli aggiornamenti sono disponibili sui canali ufficiali della Fondazione FS Italiane.

 

Si va in maratona… con Pinocchio!

A Torino, dal “Museo del Risorgimento via via fino al “Cinema Romano”, una “maratona di lettura” per celebrare il bicentenario della nascita di Collodi

Giovedì 2 luglio, dalle 10 alle 20,30

Una giornata di lettura che unisce “istituzioni culturali” e i tanti “aficionados”. Trentasei lettoriper trentasei capitoli. E un solo protagonista: Pinocchio, il burattino più famoso al mondo, il formidabile “burattino di legno” meravigliosamente trasformato in bambino in carne e ossa (simbolo del passaggio dall’irresponsabilità infantile alla maturità), con addosso una storia letteraria, ma anche cinematografica (dal classico Disney del 1940), teatrale e televisiva (indimenticabile lo sceneggiato del 1972 diretto da Luigi Comencini) che è tra le più tradotte (240 lingue) e lette e visionate in assoluto al mondo, autentico capolavoro della letteratura per ragazzi “che ha oltrepassato i confini nazionali per diventare icona universale di formazione e crescita”.

Suo geniale “papà” di penna, quel fantasioso Carlo Collodi (Firenze, 1826 – 1890), al secolo Carlo Lorenzo Filippo Giovanni Lorenzini, il cui nome d’arte deriva dal paese d’origine (Collodi, in provincia di Pistoia) della madre Angiolina Orzali – sarta e cameriera al servizio dei marchesi Ginori – per il quale, in occasione del bicentenario della nascita, è in programma a Torino, giovedì 2 luglio prossimo, la “Giornata-Maratona di lettura” dedicata proprio al suo “Le avventure di Pinocchio” (da qualcuno definito “la bibbia del cuore” e per il quale Benedetto Crocescrisse “il legno, in cui è tagliato Pinocchio, è l’umanità”) edito per la prima volta a Firenze nel febbraio 1883, dopo essere stato originariamente pubblicato a puntate , con il titolo “La storia di un burattino”, sul “Giornale per i bambini” a partire dal luglio del 1881. Quella di giovedì 2 lugliosarà una giornata di “letture e incontri” che porterà il pubblico “dentro le pagine del romanzo”, un percorso condiviso “che attraversa generazioni, linguaggi e spazi culturali diversi per riscoprire un classico della nostra più grande letteratura”.

Promossa dal “Museo Nazionale del Risorgimento Italiano”, in collaborazione con la “Fondazione Circolo dei lettori”, il “Festival SottoDiciotto”, la “Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori”, il “MUSLI – Museo della Scuola” e la “Libreria Internazionale Luxemburg”, la giornata prende il via proprio al “Museo Nazionale del Risorgimento Italiano” (ore 10, “Sala dei Codici”)  con la lectio di Pompeo Vagliani, dedicata alla storia e all’immaginario di Pinocchio.

Nello stesso spazio sarà possibile ammirare in “formato digitale” la mostra “Eccellenze Italiane. I vestiti nuovi di Pinocchio”, promossa e realizzata – con il patrocinio della “Fondazione Nazionale Carlo Collodi” e del “Comitato Nazionale” per le celebrazioni del bicentenario, con la curatela dell’ “Accademia Drosselmeier” – da “Bologna Children’s Book Fair” con la presentazione di 25 opere firmate da grandi maestri dell’illustrazione internazionale e 24 tavole vincitrici di un “contest” internazionale di “BCBF”, selezionate tra oltre 600 candidature.

La mattina si completerà (dalle 11,15 alle 13) con “laboratori” e “attività” per bambini e ragazzi organizzati sempre dal “Museo” di piazza Carlo Alberto e da “SottoDiciotto”.

Nel pomeriggio (ore 15,30 – 19,30) il testimone passerà ai protagonisti della “Maratona”: 36 lettori e lettrici si alterneranno tra il “Circolo dei lettori e delle lettrici” e la “Libreria Internazionale Luxemburg” per dare voce ai 36 capitoli del romanzo, accompagnando il pubblico dall’inizio alla fine attraverso le  avventure del celebre burattino.

Dopo una pausa aperitivo, a chiudere il percorso sarà il “Cinema Romano” (ore 20,30)  con la proiezione del film d’animazione “Pinocchio” del regista, scrittore e sceneggiatore napoletano Enzo D’Alò (2012, uscito in sala nel 2013 con i disegni di Lorenzo Mattotti e le musiche di Lucio Dalla), a testimonianza della straordinaria capacità dell’opera di Collodi di attraversare linguaggi, epoche e generazioni diverse. Dedicato alla memoria di Lucio Dalla (che, oltre a curarne la colonna sonora, diede anche voce al “Pescatore Verde”, per morire poco dopo la produzione a Montreux, in Svizzera), nel 2013, il film ottiene anche la “nomination” ai prestigiosi “EFA Awards”, Oscar del Cinema europei.

Per info: “Museo Nazionale del Risorgimento Italiano”, piazza Carlo Alberto 8, Torino; tel. 011/5621147 o www.museorisorgimentotorino.it

Gianni Milani

Nelle foto: Visual – Manifesto “Pinocchio” e “Circolo dei lettori e delle lettrici”

HAERETICA quando l’arte smette di essere immagine e diventa esperienza

Ci sono mostre che si osservano e mostre che, invece, sembrano osservare chi le attraversa. È proprio da questa suggestione nasce HAERETICA, il progetto espositivo curato da Gianluca Violino presso lo Studio FolLaw Avvocati di Torino, dove larte abbandona la semplice funzione estetica per trasformarsi in uno spazio di dialogo, riflessione e relazione.

Il titolo stesso della mostra richiama unidea di ricerca libera, capace di allontanarsi dai percorsi più prevedibili per interrogare il rapporto profondo tra immagine, identità e trasformazione. Una riflessione quanto mai attuale in unepoca in cui siamo continuamente circondati da immagini, ma raramente ci fermiamo a chiederci quale sia il loro autentico potere.

Attraverso linguaggi differenti pittura, collage, scultura e tecnologie interattive HAERETICA riunisce le sensibilità artistiche di Federica Rodella, Andrea Elvira Lillo e Daniele Accossato, tre percorsi autonomi che trovano una sorprendente armonia grazie alla visione curatoriale di Gianluca Violino.

Le opere di Andrea Elvira Lillo ribaltano il tradizionale rapporto tra osservatore e soggetto: il ritratto sembra restituire lo sguardo, trasformando chi guarda in parte integrante dellopera stessa. Limmagine non è più superficie, ma presenza viva, capace di generare un incontro.

Diversa, ma altrettanto intensa, la ricerca di Federica Rodella, che partendo dalla tecnica del collage apre un confronto con uno dei temi più discussi del nostro tempo: il rapporto tra creatività umana e intelligenza artificiale. Le sue opere invitano il visitatore a interrogarsi sul valore dellimmaginazione, sulle emozioni e su ciò che rende autenticamente umano latto creativo.

La materia diventa invece protagonista nelle sculture di Daniele Accossato, dove la forma fisica si trasforma progressivamente in simbolo. Le sue opere raccontano un equilibrio sottile tra presenza concreta e dimensione interiore, lasciando spazio allimmaginazione dello spettatore.

Ad amplificare ulteriormente il dialogo tra le arti è la performance dellattrice Elisa Macario Ban, autrice di un monologo originale ispirato ai temi della mostra, capace di creare un ponte tra parola, gesto e arti visive.

Il filo conduttore dellintero progetto risiede nella visione curatoriale di Gianluca Violino, che costruisce un percorso in cui le diverse poetiche non vengono uniformate, ma valorizzate nella loro identità. Il suo lavoro sembra nascere dalla convinzione che larte contemporanea non debba fornire risposte, bensì suscitare domande; non limitarsi a rappresentare il mondo, ma contribuire a trasformare il modo in cui lo osserviamo.

In questa prospettiva, il ruolo del curatore diventa quello di un tessitore di relazioni: tra artisti, opere e pubblico. È una scelta che rivela una dedizione autentica verso la cultura e una concezione dellarte come esperienza condivisa, prima ancora che come semplice evento espositivo.

HAERETICA non propone dunque un percorso da contemplare passivamente. Invita il visitatore a mettersi in discussione, a lasciarsi interrogare dalle immagini, a riconoscere come ogni opera trovi il proprio compimento soltanto nello sguardo di chi la incontra.

Perché, forse, la vera trasformazione non avviene sulla tela, nella materia o nella tecnologia, ma dentro chi, uscendo dalla mostra, scopre di guardare il mondo con occhi leggermente diversi.

(Per informazioni : scrivere a Gianluca Violino 335.6766910  o Studio FolLaw  Avvocati: 011.0888312)

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

Premiato il lavoro del Balletto Teatro di Torino con la Certificazione per la Parità di Genere

Il DNV, l’ente indipendente riconosciuto a livello globale per le attività di verifica e certificazione di sistemi di gestione in ambito qualità, sostenibilità e responsabilità organizzativa, ha rilasciato al Balletto Teatro di Torino, nella giornata di lunedì 22 giugno scorso, la Certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, a seguito di una verifica riguardante l’adozione di politiche, procedure e indicatori misurabili relativi alla gestione del personale, all’equità interna, ai processi di selezione e alla promozione delle pari opportunità.

«Accogliamo questa certificazione non come un punto di arrivo, ma come un segnale che incoraggia a continuare nella direzione intrapresa – ha dichiarato Viola Scaglione, Direttrice del Balletto Teatro di Torino – il nostro lavoro ci ha insegnato che non esistono formule definitive esistono ascolto, confronto, tentativi, aggiustamenti continui. Questo risultato appartiene a tutta la squadra del BTT ed è il frutto di un impegno condiviso, costruito nel tempo con responsabilità, attenzione e partecipazione”.

Questa Certificazione rappresenta per il Balletto Teatro di Torino, impegnato da quasi cinquant’anni nella creazione e nella diffusione della danza contemporanea, il frutto di un percorso continuo basato sulla ricerca costante di qualità, consapevolezza e miglioramento, evidenza di un lavoro collettivo basato sulla partecipazione e sulla collaborazione di chi, con ruoli e competenze differenti, contribuisce quotidianamente alla vita dell’organizzazione.

“Vedere un’ istituzione culturale di primo piano come il Balletto Teatro di Torino abbracciare un percorso di certificazione è un segnale di grande maturità – ha spiegato Massimo Alvaro, Amministratore Delegato di Business Assurance Italia per DNV – Con la UNI/PdR 125:2022 l’impegno per la parità di genere smette di essere un’opinione e diventa un sistema di gestione verificabile. Il nostro audit ha confermato la solidità delle pratiche adottate, che contribuisce a promuovere un cambio di paradigma, dimostrando che la qualità artistica e la qualità del contesto lavorativo sono due facce della stessa medaglia”.

Il percorso è stato reso possibile grazie al bando “Avviso pubblico 2025 per la concessione di contributi alle micro, piccole e medie imprese per servizi di assistenza tecnica  e accompagnamento in forma di voucher e per servizi di certificazione della Parità di Genere UNI/PdR 125:2022” – PNRR, Missione 5, Componente 1, Investimento 1.3 (“Sistema di certificazione della parità di genere”), promosso da Unioncamere (Unione Italiana delle Camere di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura).

Balletto Teatro di Torino – Via Ormea, 51 – 10125 Torino – tel. 011/4730189

info@ballettoteatroditorino.org / www.ballettoteatroditorino.it

Mara Martellotta

 

Rosso Beethoven prosegue con il concerto “Tensione”

Dopo l’inaugurazione affidata ad Agata Zajac, il programma di “Rosso Beethoven” proseguirà martedì 7 e mercoledì 8 luglio presso la Corte d’Onore di Palazzo Reale con il concerto intitolato “Tensione” , secondo appuntamento della stagione estiva del Teatro Regio. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio torna Aram Khacheh, già  applaudito al Piccolo Regio con “Pierino e il lupo” di Sergej Prokof’ev.
Sono in programma due capolavori del periodo eroico di Beethoven, l’Ouverture dall’Egomont e la Quinta Sinfonia.

Composte a pochi anni di distanza l’una dall’altra, le due opere condividono una medesima tensione ideale. Nell’Egmont, ispirato al dramma di Goethe, Beethoven trasforma la vicenda del conte fiammingo in una riflessione sul coraggio individuale e sul valore del sacrificio in nome della libertà. La musica segue il cammino dell’eroe dalla tragedia alla vittoria morale, lasciando risuonare  un messaggio capace di superare la vicenda storica per assumere un significato universale. L’Egmont è  stato composto su commissione del Teatro Imperiale di Vienna negli anni 1809-1810 e la sua prima esecuzione è avvenuta a Lipsia il 15 giugno 1810.
La Quinta Sinfonia rappresenta uno dei vertici assoluti della storia della musica. Più ancora del celebre incipit è  la straordinaria coerenza della sua costruzione a renderla un’opera senza tempo. Da un nucleo tematico essenziale il compositore sviluppa un organismo musicale di forza espressiva straordinaria,  nel quale ogni elemento concorre a un processo di trasformazione inesorabile. La tensione ideale non si dissolve, anzi trova compimento in un finale che non celebra una vittoria esteriore, ma la conquista di una nuova consapevolezza. È  il momento in cui la Sinfonia diventa qualcosa di più di una forma musicale, una riflessione sull’uomo, sulla sua capacità di affrontare il limite e di affermare la propria libertà.
La Quinta Sinfonia fu composta da Beethoven tra il 1804 e il 1808 e eseguita per la prima volta nel dicembre del 1808 al Theater an der Wien . All’inizio non ebbe il successo che meritava, ma in un secondo momento sarebbe stata una delle sinfonie più applaudite della storia musicale.

I concerti hanno inizio alle ore 21. Con la nuova formula ‘Emozione Reale’, grazie all’apertura straordinaria alle ore 19.30, si potrà visitare l’appartamento della regina Elena a Palazzo Reale, passeggiare nel giardino Ducale  e godersi un aperitivo alla Caffetteria Reale prima di assistere al concerto.
Ai possessori del biglietto è consentito l’ingresso a partire dalle ore 20. La Caffetteria Reale resterà aperta per consumazioni prima degli spettacoli.
Prenotazione tavoli info@caffetteriareale.it
In caso di annullamento per maltempo il teatro ha previsto date di recupero per i concerti Tensione (9/7) e Luce (23/7)

Mara Martellotta

Nasce Barriera Beat, l’orchestra che fa dell’inclusione la sua musica

 

Ha debuttato ieri Barriera Beat, la nuova orchestra giovanile nata nel quartiere di Barriera di Milano e promossa dall’associazione culturale Estemporanea.

Il progetto coinvolge oltre 50 ragazze e ragazzi tra i 7 e i 14 anni, provenienti da contesti culturali e sociali diversi, tra cui 10 giovani con disabilità, e punta a fare della musica uno strumento di crescita, partecipazione e inclusione. Nato nel cuore di un quartiere spesso raccontato per le sue fragilità, Barriera Beat propone una narrazione diversa, fondata sulla valorizzazione delle differenze e sul protagonismo delle nuove generazioni.

A salutare i giovani musicistic’era Carlotta Salerno, assessora alle Politiche giovanili e Rigenerazione urbana della Città di Torino, che ha detto: “Abbiamo ascoltato esibirsi giovani musicisti e musiciste di qualità elevata, al pari di un’orchestra professionale. L’associazione Estemporanea con Barriera Beat ha realizzato un progetto che incide concretamente nella vita delle ragazze e dei ragazzi di Barriera, per questo come politiche giovanili abbiamo voluto sostenere l’iniziativa, con l’obiettivo di coinvolgere l’orchestra anche in occasioni future”.

Oltre alla dimensione artistica, l’orchestra costruisce un vero percorso educativo continuativo: i giovani partecipanti seguono lezioni settimanali durante tutto l’anno, lavorano nelle prove d’insieme e prendono parte a concerti e spettacoli, sviluppando competenze musicali, relazionali e personali. L’inclusione è una pratica quotidiana, sostenuta anche dalla presenza di docenti specializzati e da strumenti musicali messi a disposizione delle famiglie, per garantire a tutti l’accesso a un’esperienza stabile di formazione e aggregazione per il quartiere.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato da Estemporanea, realtà attiva da dieci anni sul territorio e animatrice de La Boule, spazio culturale ricavato dalla riqualificazione di un’ex sala scommesse. Il debutto ufficiale di Barriera Beat avverrà nelle prossime settimane al Festival Contaminazioni di Frabosa Soprana, dove i giovani musicisti saliranno sul palco insieme a partecipanti provenienti da altre realtà orchestrali giovanili.

TorinoClick

Yul Brynner. Fascino e mistero

di Debora Bocchiardo

Julij Borisovič Briner, noto come Yul Brynner, è un uomo di grande fascino e capace di destare domande e curiosità su di sé e sulle sue origini, tuttora mai chiarite del tutto.

Secondo alcune sue dichiarazioni, l’attore sarebbe nato nel 1915 sull’isola russa di Sachalin da un padre di nazionalità russa con origini in parte mongole e in parte siberiane e da madre con ascendenze anche rom. Motivo per cui Yul fu in prima file per i diritti di questo popolo e presidente onorario dell’Unione Mondiale Rom. Tuttavia sulle sue origini esistono diverse versioni.

I misteri sono molti… e le contraddizioni accrebbero il mito. Secondo alcune fonti Brynner sarebbe nato addirittura nel 1912, ma la data più credibile dovrebbe essere quella apposta sulla sua tomba: ovvero il 1920.

Nel 1927, dopo la separazione dal marito, la madre di Brynner si trasferì prima a Harbin (Cina), poi nel 1933 a Parigi.

Qui Brynner si avvicinò al modo dello spettacolo e a vari mestieri, tra cui il chitarrista nei locali notturni parigini e il trapezista nel “Cirque d’Hiver”. Nel 1940 si trasferì negli Stati Uniti, stabilendosi a New York, dove studiò teatro con la compagnia di Michail Aleksandrovič Čechov. In questo periodo posò anche come modello per il famoso fotografo George Platt Lynes, in una serie di celebri foto di nudo integrale rese pubbliche solo dopo la sua morte. Durante la seconda Guerra Mondiale lavorò come interprete in francese per l’esercito americano nelle trasmissioni destinate alla Resistenza francese. Nel 1946 iniziò a lavorare a Broadway come attore teatrale, poi nel 1949 debuttò come attore cinematografico nel film Il porto di New York, per la regia di László Benedek. Brynner raggiunse la celebrità negli anni cinquanta, quando interpretò con successo il re del Siam nel musical teatrale The King and I. Lo spettacolo arrivò fino a Broadway e gli valse il Tony Award come miglior attore. Sull’onda del successo teatrale, i produttori cinematografici Charles Brackett e Darryl F. Zanuck acquisirono i diritti della pièce per trarne un film, affidando la regia a Walter Lang e i ruoli dei due protagonisti ancora una volta a Brynner e a Deborah Kerr. Il film Il re ed io (1956) riscosse un grande successo e lanciò l’attore anche sul grande schermo, procurandogli l’Oscar per la migliore interpretazione maschile. Nel ricevere il premio dalle mani di Anna Magnani, Brynner pronunciò una battuta molto citata: “Spero non sia un errore, perché non lo darò indietro per nulla al mondo”. La scena del ballo tra i due attori protagonisti, sulle note di Shall We Dance? è diventata un cult del grande schermo, più volte citata in altri film, come nella commedia Due padri di troppo (1997) con Robin Williams e Billy Crystal. Il film ispirò anche una serie televisiva intitolata Anna ed io, trasmessa nel 1972, in cui Brynner ebbe come partner Samantha Eggar nel ruolo che era stato di Deborah Kerr. Sempre nel 1956 Brynner affrontò un altro ruolo fondamentale per la sua carriera: quello del crudele faraone Ramses II nel kolossal I dieci comandamenti, di Cecil B. DeMille, in cui recitò al fianco di Charlton Heston che interpretava il ruolo di Mosè. Brynner offrì un’altra memorabile interpretazione, con la definitiva consacrazione nel panorama delle nuove star hollywoodiane. Nello stesso anno fu interprete di Anastasia, in cui recitò al fianco di Ingrid Bergman. Da segnalare la sua partecipazione al kolossal Salomone e la regina di Saba (1959), diretto da King Vidor, al fianco di Gina Lollobrigida, in cui sostituì Tyrone Power, morto durante le riprese.  Nel 1960 la sua carriera toccò l’apice con l’interpretazione del personaggio che forse rimase più impresso nell’immaginario collettivo: il pistolero Chris Adams nel film I magnifici sette. Un indimenticabile western, diretto da John Sturges e ispirato a I sette samurai di Akira Kurosawa, con un cast eccezionale: Steve McQueenCharles BronsonJames CoburnEli WallachRobert VaughnBrad Dexter e Horst Buchholz. La pellicola ebbe un sequel, Il ritorno dei magnifici sette (1966), diretto da Burt Kennedy, in cui Brynner interpretò nuovamente il ruolo di Chris Adams. Nel corso degli anni sessanta Brynner offrì interpretazioni in film di grande successo come I morituri (1965), in cui recitò al fianco di Marlon Brando, e La pazza di Chaillot (1969), con Katharine Hepburn.

Sul finire del decennio la sua carriera sembrava però avviata al declino. Approdò quindi a film meno famosi, a volte cercando di imitare i suoi ruoli più importanti in produzioni minori.  Tra questo Indio Black, sai che ti dico: Sei un gran figlio di… (1970) o Il mondo dei robot (1973) che lo rilanciò temporaneamente anche con un sequel:Futureworld – 2000 anni nel futuro (1976).

All’apice del successo, Brynner fu considerato un sex symbol anche grazie al capo rasato. Pochi sanno che Yul i capelli li aveva eccome, ma li tagliò per interpretare il Re del Siam nel 1951. Visto il grande successo, da quel momento l’attore decise di non cambiare mai più il suo look.

Yul Brynner, oltre ad essere stato protagonista di numerose relazioni, vere e presunte, si sposò quattro volte.

La prima il 6 settembre 1944 sposò l’attrice Virginia Gilmore, da cui il 23 dicembre 1946 ebbe un figlio, Yul Brynner II, soprannominato “Rock” da suo padre in onore del pugile Rocky Graziano, vincitore del titolo mondiale dei pesi medi nel 1947. Rock, divenuto poi scrittore, sarà l’autore della storia della famiglia intitolata: “Empire and Odyssey: The Brynners in Far East Russia and Beyond”.

Brynner e la Gilmore divorziarono nel 1960. Il 31 marzo 1960, durante le riprese de I magnifici sette, Yul sposò la modella Doris Kleiner, da cui nel 1962 ebbe la figlia, Victoria. La coppia divorziò nel 1967. Il 24 settembre 1971 Brynner sposò Jacqueline de Croisset, vedova del pubblicitario Philippe de Croisset. La coppia adottò due bambini vietnamiti, Mia (1974) e Melody (1975), e divorziò nel 1981.

Il 4 aprile 1983 l’attore sposò la malese Kathy Lee, che lavorò poi con lui a Broadway.

Brynner fu un grande appassionato di fotografia e un ottimo chitarrista. Nell’ultima parte della sua vita Brynner, secondo la figlia, sarebbe diventato buddista. Accanito fumatore, nel 1985 Brynner si ammalò di cancro ai polmoni. Una volta scoperta la diagnosi, l’attore registrò un video nel quale lanciava un avvertimento sui danni provocati dal fumo da divulgare dopo la sua morte.

Morì il 10 ottobre 1985. Yul Brynner è sepolto in Francia nel cimitero del monastero di Saint-Michel-de-Bois-Aubry. Il luogo della sua sepoltura è segnato solo da una semplice lapide di pietra che riporta nome, cognome, date di nascita e morte. A Vladivostok, nella sua casa natale, è stato realizzato un piccolo museo con una statua a grandezza naturale

La rinascita della Torre della Bicocca

Sabato 27 giugno, nel tardo pomeriggio, è stata ufficialmente inaugurata la Torre della Bicocca, il monumento simbolo di Buttigliera Alta, nonché il grande testimone della sua storia, strettamente legata alla nobile famiglia Carron di San Tommaso.
Alta circa 14 metri ed ubicata a 411 metri di altitudine, nel verde della Collina Morenica, tra Buttigliera e Ferriera, è una delle poche torri medievali circolari sopravvissute in Valle di Susa.
Il suo diametro alla base è di 3,9 metri, mentre all’altezza dell’ingresso, posto a circa 7 metri da terra, misura 2,5 metri.
Costruita come torre di avvistamento, era collegata ad un articolato sistema di fortificazioni della bassa Valle di Susa, che comprendeva i Castelli di Avigliana, Sant’Ambrogio, Rivoli e Caselette, la Torre del Colle a Villar Dora e il Ricetto di San Mauro ad Almese.
Come le altre fortificazioni, molto probabilmente era utilizzata anche per segnalazioni notturne, come testimoniato da un’ordinanza del 1799 con la quale il comandante del presidio francese disponeva di provvedere al “fanale della Bicocca” e dal focolare ospitato in un’apposita struttura sulla piattaforma superiore della costruzione, ancora visibile in una cartolina di inizio secolo scorso.
Il 25 aprile 1619 Giovanni Carron venne infeudato Signore di Buttigliera Alta dal Duca di Savoia Carlo Emanuele I e fece issare lo stendardo famigliare sulla Torre della Bicocca. Il nobile nel 1625 diventò Primo Segretario di Stato (carica che i suoi discendenti si tramandarono fino alle riforme volute da Re Vittorio Amedeo II nel 1717), il primo marzo 1631 ottenne dal Duca Vittorio Amedeo I il titolo comitale ed avendo ereditato dalla seconda moglie un feudo in Tarantasia che si chiamava San Tommaso, iniziò a farsi chiamare Marchese Carron di San Tommaso.
Tra il 1620 e il 1631 fece costruire Villa delle Rose, denominata oggi Villa San Tommaso.
A fine Ottocento, dopo l’installazione sull’altura di San Grato a Rivoli del telegrafo ottico inventato dai fratelli Chappe, la torre fu probabilmente inserita nella linea di trasmissione Torino-Lione-Parigi.
La Contessa Clementina Carron di Briançon, l’ultima dei San Tommaso, quando si spense il 27 aprile 1912, la lasciò in eredità insieme a Villa delle Rose alle Suore del Sacro Cuore, ospitate nella sua residenza buttiglierese dal 1889.
Oggi la torre, come Villa delle Rose, ribattezzata Villa San Tommaso, appartiene alla “Provincia italiana della Società del Sacro Cuore”.
In comunione d’intenti tra la proprietà religiosa e l’amministrazione comunale, con l’obiettivo di fermarne il deperimento della torre e di renderla fruibile al pubblico, la “Società del Sacro Cuore” ha avviato il cantiere di restauro dietro finanziamento della Regione Piemonte – con fondi PNRR – e sotto le direttive della Soprintendenza per i Beni Artistici.
I lavori, diretti dall’architetto Francesca Madon, hanno previsto la messa in sicurezza statica della struttura e un moderno impianto di illuminazione alimentato da pannelli fotovoltaici a energia pulita.
L’evento inaugurativo, chiamato “Promenade Carron – La Torre Bicocca racconta”, è stato inserito nel programma del concomitante “Festiva d’estate” del Comitato festeggiamenti.
Ha preso il via alle ore 17 in Piazza San Marco, dove è partita la camminata che ha condotto il pubblico in prossimità del bosco dove si trova la torre. Qui i rievocatori del gruppo storico “I Marchesi Carron di San Tommaso” de “Il Colibrì Aps” di Buttigliera Alta, su regia di Manuela Massola, hanno fatto rivivere ai numerosi presenti (nonostante il caldo afoso) l’infeudazione del Comune a Giovanni Carron il 25 aprile 1619 da parte del Duca di Savoia Carlo Emanuele I.
I presenti si sono quindi recati ai piedi della torre, dove si è tenuta la cerimonia di inaugurazione, aperta dal discorso di Alfredo Cimarella, Sindaco di Buttigliera Alta, il quale ha dichiarato che “
è un piacere essere qui per inaugurare questo bene storico restaurato, frutto di una bella sinergia per il reperimento dei fondi, che parte dall’Unione Europea, questo è un progetto finanziato dal PNRR Next Generation EU, che poi attraverso il Ministero della Cultura e Regione Piemonte, come soggetto che ha organizzato e distribuito i bandi, è arrivato ad atterrare fino qui. La Regione è oggi rappresentata da Paolo Ruzzola, che si è speso davvero tanto per seguire il bando e il progetto, per ragioni anche affettive”.
Il Primo Cittadino si è rallegrato della sinergia che c’è stata tra la proprietà della torre che i buttiglieresi affettuosamente chiamano “le Suore del San Tommaso”, il Comune, l’architetto Francesca Madon e le tante associazioni del territorio, tra le quali “Il Filo della Memoria” con Manuela Massola, che ha una predisposizione straordinaria per la ricerca storica locale e un attaccamento particolare alla torre “
perché è nata e cresciuta a 500 metri da qua, proprio su questa collina di Cornaglio” ed ha proseguito affermando che un affetto particolare per la torre arriva anche dalla parte più nuova di Buttigliera Alta, la Frazione Ferriera, nel cui Palio dei Rioni, uno di essi è denominato proprio “la torre”.
Alfredo Cimarella ha concluso annunciando che la proprietà ha individuato il Dott. Luca Mandanici, una guida formata dell’Associazione Mysteponstep, che organizzerà visite guidate su prenotazione a partire da sabato. Questo ragazzo “
fa la promozione turistica e tutto quello che serve a questi beni per poter vivere dopo il restauro” ha concluso il Primo Cittadino.
La torre si inserirà infatti all’interno dei percorsi di visita del territorio, sia nei sentieri del cicloturismo che in quelli enogastronomici e l’amministrazione comunale si pone come obiettivo di collegarla turisticamente all’altro monumento simbolo del territorio: la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, il gioiello gotico del Piemonte.
Ha quindi preso la parola il Consigliere Regionale Paolo Ruzzola, già Sindaco di Buttigliera Alta dal 2004 al 2014, il quale ha ricordato
che “le istituzioni possono mettere a disposizione delle opportunità, come i bandi e i finanziamenti, ma poi bisogna saperli cogliere, sapere fare i progetti giusti e sapere spendere i soldi nei tempi imposti e l’Amministrazione comunale di Buttigliera da anni lo sa fare in modo importante e questo è solo l’ultimo esempio”, affermando poi che questo era un progetto al quale sia l’Amministrazione comunale che il Sacro Cuore tenevano molto, ma non sarebbe stato possibile realizzarlo solo con le loro risorse e quindi aver avuto l’opportunità, la capacità e la bravura di saper utilizzare questi fondi europei messi a disposizione attraverso il PNRR è stato importantissimo.
Ruzzola ha concluso augurandosi che presto partano i lavori di ristrutturazione di una parte della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.
Dopo i saluti dell’architetto Francesca Madon, che ha spiegato i lavori di restauro e di Madre Superiora Suor Luciana Lussiatti in rappresentanza della proprietà, è stato ufficialmente tagliato il nastro.
Successivamente in Piazza Donatori di Sangue, presso lo stand del Comitato Festeggiamenti si è tenuta una cena con “Menu della Torre”.


ANDREA CARNINO


“NOSTOS – Ritorno a casa”, in scena per Teatro Comunità in Festival 2026

XVII Edizione

Dal 13 giugno al 4 luglio 2026, Torino Nord (Falchera e Barriera)

Teatro Comunità in Festival, il progetto culturale e sociale ideato da Choros con la direzione artistica artistica di Maria Grazia Agricola, che da diciassette edizioni attraversa quartieri, scuole, biblioteche e piazze trasformandoli in luoghi di incontro, relazione e produzione culturale.


Il titolo scelto per l’edizione 2026, “NOSTOS – Ritorno a casa”, richiama il viaggio di ritorno di Ulisse nell’Odissea e diventa metafora di un percorso collettivo che mette al centro Torino Nord, i suoi abitanti e il ritorno simbolico al Teatro Marchesa, spazio storico, oggi al centro di un processo di rigenerazione urbana e culturale.

Il progetto nasce con l’obiettivo di accompagnare la riapertura del Teatro Marchesa valorizzandolo come futuro polo artistico e culturale di riferimento per il territorio. Nel corso del festival, spettacoli, performance itineranti, laboratori, incontri e stage di formazione coinvolgeranno scuole, giovani artisti, associazioni, biblioteche e cittadini in un grande racconto collettivo dedicato ai temi della memoria, delle trasformazioni urbane, dell’identità e delle nuove fragilità contemporanee.

«Con “NOSTOS – Ritorno a casa” vogliamo attraversare Torino Nord come si attraversa una grande biografia collettiva» dichiara Maria Grazia Agricola, Direttrice artistica di Choros. «Il teatro diventa uno strumento per ascoltare i territori, dare voce alle comunità, creare connessioni tra generazioni e immaginare nuovi futuri possibili»

Tra gli elementi centrali del festival vi sono il coinvolgimento diretto delle scuole e delle realtà territoriali, la collaborazione con l’associazione Sguardi e il progetto “Villaggio di Luci”, oltre alla valorizzazione di luoghi simbolici della periferia nord attraverso linguaggi teatrali, visivi e performativi.

PROGRAMMA

13 giugno 2026 – ore 11.30
Resta Viva – Performance teatrale
Cortile Cascina Marchesa, Torino
Performance teatrale dedicata al contrasto della violenza contro le donne. L’evento si inserisce nell’ambito dell’Open Day di Cascina Marchesa, dedicato alla valorizzazione degli spazi e delle realtà culturali che abitano il centro civico.

“Resta Viva”: Performance teatrale a cura di Maria Grazia Agricola.

La cultura della violenza fisica, psicologica, economica e sociale nei confronti delle donne è una cultura incapace di generare futuro: non lascia spazio all’innovazione, non fa crescere le nuove generazioni, non sa immaginare sviluppo. È una cultura che produce guerra e conflitto. Uscire dal buio è necessario, per le donne e per restare vivi tutti. La performance teatrale Resta Viva, a cura di Maria Grazia Agricola, porta in scena storie, racconti e visioni di ciò che accade alle donne e di un nuovo mondo possibile, evocati attraverso biografie e risonanze teatrali.

A CURA DI: Maria Grazia Agricola, Camilla Branda, Samuele Guzzo e Giorgio Maruccia.

In scena: Giuseppina Choc, Antonio Fenu, Samuele Guzzo, Enza Lasalandra, Mario Loforte, Giorgio Maruccia.

14 giugno 2026 – ore 17.30
Resta Viva – Presentazione progetto, podcast e performance
Biblioteca civica Don Lorenzo Milani – Via dei Pioppi 43, Torino

 

Un appuntamento dedicato alla riflessione sul tema della violenza di genere e alla promozione di una cultura fondata sul rispetto, sull’uguaglianza e sulla dignità della persona. L’incontro prevede la presentazione del progetto “Resta Viva”, promosso in collaborazione con la Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C., e del podcast “Non chiamatela fortuna”, ideato e curato da Daniela Magnetti e Daniele Scaglione.

A seguire, la performance teatrale Resta Viva, a cura di Associazione Chorós, con la regia e il coordinamento di Maria Grazia Agricola. Attraverso racconti, testimonianze e risonanze teatrali, lo spettacolo porta in scena storie di donne e prospettive di cambiamento, utilizzando il linguaggio del Teatro Comunità come strumento di consapevolezza, partecipazione e trasformazione sociale.

20 giugno 2026 – ore 21.15
Cosa resta di Giulietta – Performance teatrale itinerante
Falchera – Piazza Astengo, Falchera Vecchia e Giardini Biblioteca Don Milani
Spettacolo site-specific ispirato a Romeo e Giulietta, interpretato da giovani performer.

27 giugno 2026 – ore 21.15
Le Nostre Stirpi
Piazza Astengo – Falchera, Torino
Grande affresco teatrale urbano tra teatro, videomapping, installazioni artistiche e memoria collettiva.

30 giugno 2026 – ore 10.00

Dialoghi con il Futuro – Incontri e seminari

Un incontro pubblico aperto ad abitanti, associazioni, operatori culturali e realtà del territorio dedicato al tema della rigenerazione urbana a base artistica e culturale, in relazione al percorso di riapertura del Teatro Marchesa. Un momento di confronto che mette al centro il ruolo del teatro, dell’arte e della cultura come strumenti concreti di trasformazione sociale e investimento sulle nuove generazioni.

Ospiti dell’incontro saranno rappresentanti della Cooperativa Sociale La Paranza del Rione Sanità di Napoli — esperienza nazionale di valorizzazione culturale e riscatto comunitario nata attorno al patrimonio storico e artistico del quartiere — insieme al drammaturgo e regista Mimmo Sorrentino, tra le principali figure italiane del teatro partecipato e sociale contemporaneo.

2, 3, 4 luglio 2026
Stage di formazione teatrale
Auditorium Biblioteca Don Lorenzo Milani – Via dei Pioppi 43, Torino
Tre giornate di alta formazione dedicate a giovani attori, operatori culturali, docenti e associazioni.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero con prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni: infochoroscomunita@gmail.com | 331 4649092
www.choroscomunita.com