CULTURA E SPETTACOLI

“Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao”

Per la stagione “Aurea Familia” del teatro Baretti, in prima nazionale assoluta andrà in scena la pièce teatrale “Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao”

La stagione teatrale Aurea Familia, diretta da Sax Nicosia, si avvia alla conclusione con tre spettacoli ancora in programma e un appuntamento, il 29 e 30 aprile prossimi, imperdibile e che promette ironia, ritmo e uno sguardo dissacrante sul presente. In scena, in prima nazionale assoluta, uno spettacolo dal titolo volutamente esagerato “Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao”, firmato da Matteo Gatta e prodotto da Tristezza Ensemble. Si tratta di uno spettacolo che, già dal titolo, gioca con l’eccesso e l’assurdo per aprire uno spazio di leggerezza intelligente, capace di restituire al pubblico il piacere della risata come strumento di lettura del mondo contemporaneo. Sul palco Matteo Gatta, Joshua Isaiah Maduro, Viola Marietti, Alexandro Xin Zheng, diretti da Viola Marietti e Matteo Gatta, daranno vita a una commedia generazionale surreale e tagliente. Al centro della scena, i Tristezza Ensemble: Viola e Matteo, una compagnia teatrale sull’orlo del fallimento, si aggrappano a un’improbabile occasione di riscatto. Il ritrovamento casuale di un misterioso manoscritto taoista diventa il pretesto per tentare il tutto per tutto, creare lo spettacolo che li porterà, forse, alla conquista del mitico Premio Ubu. Tra casting improbabili, prove improvvisate in un ristorante e un gruppo di interpreti bizzarri, quanto irresistibili, un rider italo-filippino con aspirazioni artistiche e uno zombie digitale della generazione Z, prende forma una macchina comica spiazzante. Lo spettacolo è un produzione del Tristezza Ensemble, compagnia nata nel 2018, formata da Matteo Gatta e Viola Marietti, compagni di accademia nel triennio 2014-2017 del Piccolo Teatro di Milano.

Biglietteria online: Anyticket.it – in cassa, se disponibili, nei giorni di apertura o un’ora prima dello spettacolo. No prenotazioni via email

Mara Martellotta

Il Club Fruttero. La mostra 

24 aprile – 31 maggio 2026

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

L’esposizione apre il Club Fruttero a Torino: per i 100 anni di Carlo Fruttero, tutti i mondi dello scrittore tra il Salone del Libro, la maratona letteraria al Circolo, il cinema ai Musei Reali

 

Carlo Fruttero è stato uno scrittore, traduttore e consulente editoriale tra i più acuti, divertenti e originali del Novecento italiano. Ma prima di tutto è stato un grande lettore. Ha letto senza gerarchie, per lavoro e per passione: grandi classici, fantascienza e gialli, storie di fantasmi e di guerra, casi di cronaca nera, drammi e fumetti. Ha scritto, annotato e riletto centinaia di pagine di appunti, da cui nasce tutto: i libri con Franco Lucentini, gli articoli per i giornali, gli ultimi libri a sua firma. Nel 2026 Carlo Fruttero avrebbe compiuto cent’anni. Per l’occasione, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, che conserva il suo archivio personale, non celebra una ricorrenza. La trasforma in un progetto: il Club Fruttero. Ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Maria Carla e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e Università IULM, il Club Fruttero è un programma culturale diffuso che attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi.

 

Il Club Fruttero. La mostra, dal 24 aprile al 31 maggio 2026 a Torino, al Circolo dei lettori e delle lettrici, entra in questo processo. Non racconta una vita, ma rende visibile un modo di lavorare. Il percorso non è cronologico ma tematico. Ogni sala affronta un aspetto del suo lavoro coinvolgendo il visitatore più che guidarlo. L’ingresso è segnato da un portale che introduce al percorso. Lungo le sale, le teche dedicate affiancano ai nuclei principali una serie di aneddoti e materiali che aprono scorci sul suo lavoro. Da “Il libro dei nomi di battesimo”, alle veline delle scatole di scarpe per una campagna promozionale, alle scatolette: ogni oggetto può diventare materia editoriale. Al centro si impone il lavoro a quattro mani con Franco Lucentini. Le bozze e le pagine annotate del dattiloscritto “A che punto è la notte” sono affiancate da taccuini preparatori, appunti e materiali della campagna promozionale che ha accompagnato l’uscita del libro, con le vetrine dedicate a Milano, Torino e Roma: un processo lungo sette anni, visibile nelle sue stratificazioni. Accanto, carte manoscritte e strumenti raccontano la costruzione condivisa dei testi. Due sezioni sono dedicate al lavoro editoriale: dalla collana Presa diretta, con le sue scelte controcorrente tra gli anni Sessanta e Settanta, all’esperienza di Urania. Pubblicare significa scegliere ed esporsi: non selezionare per confermare, ma per discutere e mettere in discussione.

Tra i materiali emergono anche documenti meno noti. La sua prima traduzione pubblicata: una pièce di Cocteau “Les Mariés de la Tour Eiffel” per la rivista teatrale Il Dramma nel 1946. Una lettera inedita della fotografa, scrittrice e attivista Carla Cerati che racconta di aver rinunciato a una manifestazione pro-Vietnam per continuare a leggere “La donna della domenica”: un gesto indicativo della forza che un libro può esercitare. Nella stessa direzione si collocano le lettere di Samuel Beckett a Fruttero, il suo traduttore italiano, che introducono il tema del lavoro invisibile di traduzione, fatto di scelte continue e negoziazioni. Tra taccuini, appunti e manoscritti, il suo lavoro restituisce un rapporto diretto con la scrittura a mano, composto di segni e correzioni, sempre con un Tratto PEN tra le mani: la penna-pennarello che ha accompagnato il suo lavoro quotidiano e ne ha segnato il ritmo.

La mostra non si limita a esporre: invita a intervenire e giocare, votando il proprio incipit preferito e portandolo allo stand della Fondazione Mondadori al Salone Internazionale del Libro di Torino (14-18 maggio). In cambio, proprio un Tratto PEN. La lettura torna ad essere un atto attivo, non un consumo. Anche la sala dedicata all’esperienza televisiva de “L’arte di non leggere” insiste su questo aspetto: parlare di libri come esercizio pubblico di selezione, non come elenco. Il percorso si chiude in una sala che tiene insieme gli estremi. “All’inizio, alla fine” accosta uno scritto giovanile e il taccuino di La linea di minor resistenza, tra le ultime opere pubblicate: materiali lontani nel tempo che mostrano la stessa pratica, lo stesso modo di lavorare.

 

Sottolinea Paolo Verri, direttore di Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori«La Fondazione Mondadori, depositaria dell’archivio Fruttero, è davvero entusiasta della collaborazione che si è attivata tra la famiglia Fruttero e tutte le istituzioni pubbliche e private, locali e nazionali. È la dimostrazione che Carlo Fruttero ha lasciato davvero il segno, nel mondo dell’editoria e della cultura. Gli siamo tutti debitori».

«Celebrare i cento anni di Carlo Fruttero significa rendere omaggio a uno scrittore dal talento straordinario e dai molteplici interessi, capace di lasciare un segno indelebile del suo passaggio tra noi mortali e di regalarci pagine preziose e indimenticabili» è il commento di Giuseppe Culicchia, direttore Fondazione Circolo dei lettori.

 

La mostra è affiancata da una serie di appuntamenti fino a novembre 2026, che ne ampliano il racconto e ne attivano i contenuti in forma partecipata. il Club è aperto. Si entra, si partecipa, si prende posizione. Ogni evento lascia un segno, un timbro sulla tessera del Club, una traccia di un percorso personale.

 

IL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

Dal 14 al 18 maggio 2026 il Club Fruttero si allarga, dialoga con editori, scuole, lettori con uno stand dedicato al Salone Internazionale del Libro di Torino ispirato al salotto de L’arte di non leggere, che riprende l’atmosfera del salotto torinese di Fruttero come spazio di confronto e discussione sui libri. L’appuntamento è dedicato al Cretino, figura centrale dell’immaginario di Fruttero & Lucentini, chiave ironica e critica per interrogare il conformismo e la responsabilità del lettore. L’incontro dal titolo “Fruttero100. Cretini, nottambuli e altre storie” è in programma il 14 maggio alle ore 18. Partecipano Carlotta Fruttero, Michele Serra e Alessandro Piperno, letture di Angela Finocchiaro e moderazione di Giacomo Papi. Il 18 maggio alle ore 14 premiazione delle scuole partecipanti al concorso “Riscrivi il tuo Fruttero”.

Agli incipit di Carlo Fruttero sono dedicate le semifinali e la finale di Incipit Offresi, il primo talent letterario itinerante per aspiranti scrittori (semifinali: 16 maggio ore 19 Salone del Libro e 23 maggio ore 18 Circolo dei lettori e delle lettrici; finale: 10 giugno ore 21 Parco della Tesoriera) oltre alla proiezione il 28 maggio del film A che punto è la notte alla Biblioteca Archimede di Settimo Torinese (TO).

 

FRULLATO FRUTTERO

Venerdì 29 maggio è in programma al Circolo dei lettori e delle lettrici il finissage della mostra con Frullato Fruttero, maratona collettiva di lettura dalle 10 alle 18: una staffetta di voci per attraversare testi, generi e stagioni della sua attività e la proiezione dell’intervista di Fabio Fazio a Carlo Fruttero.

La giornata di libri e parole si conclude al Teatro Romano, grazie alla collaborazione con Musei Reali Torino e Aiace Torino, con le immagini e le atmosfere del film La donna della domenica del 1975, diretto da Luigi Comencini, la sceneggiatura di Age e Scarpelli e Marcello Mastroianni nei panni del Commissario Santamaria. L’appuntamento è dalle 19.45 ai Musei Reali con l’apertura straordinaria di alcuni percorsi della Galleria Sabauda e del Museo di Antichità, seguita alle 20.45 dalla proiezione. In caso di pioggia la proiezione si terrà nel Salone delle Guardie Svizzere. Ingresso compreso nel biglietto dei Musei Reali: 5 euro, fino ad esaurimento posti, su museireali.beniculturali.it.

 

LA PASSEGGIATA LETTERARIA

Siena e la Toscana hanno un legame storico con Fruttero e Lucentini. Il 18 settembre è in programma una passeggiata letteraria nella pineta di Roccamare (GR), nei luoghi vissuti da Fruttero. Il percorso, affidato alla compagnia teatrale Confine Zero, intreccia brani tratti dai suoi testi con il paesaggio, mettendo in dialogo parola, memoria e territorio. Il 19 settembre appuntamento serale al Castello di Castiglione della Pescaia (GR), riservato a sostenitori, partner e ospiti, dove il contesto storico diventa spazio di racconto e ascolto in dialogo con l’opera e la figura di Carlo Fruttero.

 

IL LIBRO

Nel mese di novembre uscirà 365 Notes, a cura di Domenico Scarpa: il libro strenna della Fondazione Mondadori declinato per il centenario sui taccuini di Fruttero. Appunti, note, tracce di lavoro restituiscono una dimensione quotidiana e materiale del pensiero dello scrittore. Il libro sarà presentato in anteprima al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino a ottobre e successivamente a novembre a BookCity Milano 2026.

 

Il Club Fruttero è ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris Università IULM. Partner: Tratto PEN. Media Partner: La Stampa.

 

Info

Il Club Fruttero. La mostra

Circolo dei lettori e delle lettrici

Palazzo Graneri della Roccia, via Bogino 9, Torino

Orari di apertura: da lunedì a sabato 9.30-21

Ingresso libero

Club Fruttero www.ilclubfruttero.it

www.circololettori.it – info@circololettori.it

www.fondazionemondadori.it – info@fondazionemondadori.it

Facebook @circololettori| Instagram @circololettori

Facebook @fondazionemondadori| Instagram @fondmondadori

Accademia di Musica di Pinerolo e Torino, doppio appuntamento

Lunedì 27 aprile al teatro Sociale di Pinerolo, e martedì 28 aprile al teatro Vittoria di Torino

La Fondazione Accademia di Musica di Pinerolo e Torino sarà protagonista in due eventi d’eccezione lunedì 27 aprile  alle 20.30, al teatro Sociale di Pinerolo, con il gran finale della stagione concertistica “Ascolti”, e martedì 28, alle 19.30, al teatro Vittoria di Torino, per il Concerto di Primavera”, quest’ultimo organizzato dalla Fondazione Accademia di Musica con il supporto della Fondazione CRT. In scena l’orchestra da camera Accademia, fiore all’occhiello dell’istituzione, composta da 19 giovani musicisti selezionati tra i migliori allievi dei corsi di alta formazione. Con loro, come solista d’eccezione e maestro concertatore, Massimo Polidori, primo violoncello solista dell’orchestra del teatro alla Scala. Musicista di grande esperienza cameristica e fondatore del trio Johannes e del quartetto d’archi della Scala. Si tratta di appuntamenti imperdibili non solo per gli appassionati di classica, ma di esperienze immersive pensate per chiunque voglia farsi travolgere dalla bellezza del quartetto d’archi dal vivo. Sul leggio un viaggio affascinante che attraversa due secoli di storia della musica, mettendo in luce la versatilità dei giovani talenti dell’Accademia e la maestra del M⁰ Polidori, che lo descrive come “un programma classico viennese, nel quale il virtuosismo s la magia del suono esaltano uno dei Lied più belli della storia della musica. In apertura il concerto in do maggiore Hob. VIIb:1 di Franz Joseph Haydn, seguito dal Quartetto D. 810 di Schubert “La morte e la fanciulla” nella ricca trascrizione orchestrale di Gustav Mahler.

Info e prenotazioni: 0121 321040 – 393 9062821 – organizzazione@accademiadimusica.it – www.accademiadimusica.it

Mara Martellotta

Hiroshima Mon Amour: jazz ribelle, nostalgia anni ’80 e live da sold out

C’è un luogo a Torino dove le settimane non scorrono: esplodono. Hiroshima Mon Amour inaugura il mese di maggio con una programmazione che attraversa generi, generazioni e linguaggi, trasformando il palco di via Bossoli in una bussola emotiva per chi cerca musica, comicità e serate da ricordare. Dal free jazz militante alle notti glitter anni ’80, passando per la stand-up più coraggiosa e i concerti già sold out, il calendario si presenta come un piccolo festival permanente.  In una Torino che cambia pelle di continuo, Hiroshima Mon Amour continua a fare ciò che gli riesce meglio: intercettare energie diverse e metterle nella stessa stanza. Una sera puoi trovarti dentro un rito jazz radicale, quella dopo in mezzo a un coro su Madonna, poi davanti a un monologo comico che nasce lì, sotto i tuoi occhi.

Il 1° maggio arriva il jazz che brucia: Irreversible Entanglements

Ad aprire il mese, venerdì 1 maggio, sarà una data da cerchiare in rosso per gli amanti della sperimentazione sonora. Nell’ambito del Torino Jazz Festival in collaborazione con Flowers Festival, salgono sul palco gli Irreversible Entanglements. Si definiscono una band free jazz dalla mentalità punk, ma l’etichetta sta stretta. Il collettivo nato a Brooklyn nel 2015 porta in scena improvvisazione feroce, tensione poetica e impegno civile, intrecciando hip hop, jazz visionario e le parole incandescenti di Moor Mother. Un concerto che promette di scuotere più che intrattenere. (Inizio ore 22, ingresso 10 euro).

Sabato 2 maggio: Torino torna negli anni del walkman

Il giorno dopo si cambia pianeta. Sabato 2 maggio arriva Let’s Dance – Party anni ’80, una festa-pop catapultata nell’epoca di Like a Virgin, Bad, paninari, Moncler lucidi e pubblicità rimaste nella memoria collettiva. Una notte da cantare, ballare e rivivere con leggerezza. (Dalle 22, ingresso 10 euro).

Harakiri: la comicità senza rete di sicurezza

Lunedì 4 maggio spazio alle risate ad alto rischio con Harakiri, laboratorio di stand-up comedy dove i comici salgono sul palco senza paracadute. Tra i protagonisti Angelo Amaro, Carmine Del Grosso, Antonio Piazza, Pippo Ricciardi, Marco Los ed Emanuele Tumolo. Materiale nuovo, battute ancora incandescenti, idee da testare davanti al pubblico vero. È la comicità quando smette di proteggersi e torna viva. Ore 21, posto unico a sedere 18 euro.

Sold out generazionale con Mario Sturniolo

Martedì 5 maggio il cartello “biglietti esauriti” racconta già una storia. Mario Sturniolo porta a Torino Ho fatto teatro, progetto condiviso con Marco Merrino e Francesco Merrino. Uno spettacolo che mette in dialogo web e palcoscenico, ironia e racconto generazionale, dimostrando che il pubblico under 30 non ha smesso di amare il teatro: forse aspettava solo una lingua nuova.

Leo Gassmann e il pop dell’autenticità

Mercoledì 6 maggio tocca a Leo Gassmann, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2026. Porta a Hiroshima il Vita Vera Paradiso Club Tour 2026, nato dall’omonimo album appena pubblicato. Un live che promette intimità, racconto personale e quella formula pop capace di parlare alle nuove fragilità senza artifici. (Ore 22, ingresso 25 euro)

Duo Bucolico e Mondo Marcio: finale tra surreale e culto rap

Giovedì 7 maggio arrivano i vent’anni di carriera del Duo Bucolico, maestri di un “cantautorato illogico d’avanguardia” dove ironia e nonsense diventano cifra poetica. Ore 22, ingresso 15 euro. Venerdì 8 maggio chiusura potente con Mondo Marcio e il tour celebrativo di Solo un uomo, album culto che compie vent’anni. Non nostalgia da museo, ma rap ancora pulsante, pronto a reclamare il palco. (Ore 22, ingresso 25 euro)

Valeria Rombolà

Tutti gli appuntamenti di Exposed

Venerdì 24 aprile ore 18:30 | CAMERA
TORINO 4X4. INCONTRO CON I PROTAGONISTI
 
Per entrare nel cuore della mostra collettiva Torino 4×4. Fotografie di una nuova era, a cura della Fondazione Boscolo e CAMERA Torino, in collaborazione con la factory PiazzaSanMarco, EXPOSED invita il pubblico a un incontro speciale con i protagonisti del progetto. Una conversazione a più voci che vedrà sul palco i quattro fotografi e le quattro realtà sociali coinvolte, per svelare le storie dietro agli scatti e il percorso creativo che li ha generati. Un’occasione per approfondire il dialogo tra arte e impegno sociale e riflettere sul ruolo della fotografia come strumento di narrazione, inclusione e partecipazione attiva nella comunità, capace di dare voce e visibilità a esperienze e persone spesso invisibili.
 
Intervengono:
Fulvio Boscolo, Fondazione Boscolo
François Hébel, curatore della mostra e direttore artistico CAMERA
Marco Rubiola, curatore della mostra e fotografo
Fabio Bucciarelli, fotografo
Enrico Gili, fotografo
Deka Mohamed, fotografa
Carlo Boccazzi, Hackability
Marco Fanton, Nove 3/4
Carlo Morizio, Insuperabili
Marco Pastori, Progetto Tenda
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Sabato 25 aprile dalle 16:00 alle 19:00 | CAMERA
LAVORI IN CORSO #1
Con:
Sophie-Anne Herin | 16:00 –16:30
Giacomo Bianco | 16:45 –17:15
Sofia Masini | 17:30 –18:00
Dionigi Mattia Gagliardi | 18:15 –18:45
Moderano: Giulia Ninotta e Iacopo Prinetti
Il primo appuntamento di Lavori in corso riunisce quattro autrici e autori che condivideranno i loro progetti più recenti o a cui stanno lavorando, pubblicazioni fresche di stampa o che stanno per vedere la luce. Sophie-Anne Herin presenterà una ricerca che si sviluppa intorno al tema della soglia e lavora sulla percezione e sull’ambiguità delle immagini, creando situazioni in cui ciò che vediamo non è mai del tutto definito, come nel progetto En creuxGiacomo Bianco racconterà alcune tappe significative del suo lavoro fotografico, riflettendo sui confini tra ricerca artistica e ambito commerciale e sul ruolo dell’autorialità̀ del fotografo, capace di attraversare contesti diversi. Sofia Masini condividerà This shouldn’t discourage you, un progetto sul fallimento e sul rifiuto nel sistema dell’arte, trasformati in occasione per ritrovare il piacere della pratica artistica e darle un nuovo significato. Infine, Dionigi Mattia Gagliardi presenterà una selezione di libri fotografici di Numero Cromatico dedicati ai cinque sensi, in cui l’immaginazione diventa uno strumento critico, in grado di stimolare nuove forme di percezione.
L’incontro è moderato da Giulia Ninotta e Iacopo Prinetti.
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Domenica 26 aprile ore 11:00 | CAMERA
IL CORPO MESSO A NUDO. RAPPRESENTAZIONI, CORPI, ARCHIVI FOTOGRAFICI
Nell’ambito dell’esposizione Messi a nudo. Auguste Belloc, Carlo Mollino, Wilhelm von Gloeden, è in programma un incontro di approfondimento dedicato al tema del nudo in fotografia. Guidato da Barbara Bergaglio, curatrice della mostra, docente e responsabile del progetto Archivi di CAMERA, il dialogo coinvolgerà Emanuele Carlenzi, scuola IMT Alti Studi Lucca, Rebecca Cenci, specializzanda in beni storici artistici all’Università di Bologna, Manuela Iannetti, direttrice di Archivissima ed Emanuela Truffo, avvocata e socia dello studio Jacobacci Avvocati. Il confronto si articolerà attorno alla complessa tematica del nudo, tracciando un percorso critico che, a partire dalle origini storiche del mezzo fotografico, giunge fino alle più attuali riflessioni nell’ambito dei gender studies. Un’occasione per analizzare le diverse sensibilità estetiche e formali, intrecciando le visioni dei tre autori in mostra con le esperienze e i contributi degli ospiti coinvolti nel dibattito.
Intervengono:
Barbara Bergaglio, curatrice della mostra Messi a nudo. Auguste Belloc, Carlo Mollino, Wilhelm von Gloeden
Emanuele Carlenzi, Scuola IMT Alti Studi Lucca
Rebecca Cenci, specializzanda in Beni storici artistici all’Università di Bologna
Manuella Iannetti, direttrice Archivissima
Emanuela Truffo, avvocata e socia dello studio Jacobacci Avvocati

Voci velate: visioni contemporanee dall’Iran

“Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran” è un viaggio in ottanta immagini scattate da cinquantotto fotografi iraniani, a cura di Alireza Naseri, presidente del Freelance Photographers Group di Teheran, e Ivana Mulatero, direttrice del Museo Mallé.

Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/voci-velate-visioni-contemporanee-dall%E2%80%99iran

Particolare di fotografia di Farshid Ashgar, dal sito https://www.grandarte.it

“Stand Up & Down”, “Vinciamo insieme” a Le Gru

Per ogni serata, tre comici in nove “mini-show” gratuiti: “comicità su e giù” 

Da venerdì 24 a domenica 26 aprile

Grugliasco (Torino)

Si accendono a “Le Gru” (il più grande Centro Commerciale in Piemonte) le serate di primavera ed estate con “Stand Up & Down”, il nuovissimo format che cavalca l’onda dell’irresistibile comicità della “stand – up comedy” italiana, esplosa alla grande negli ultimi anni in una piacevolissima rivisitazione della “comicità anglosassone” mirabilmente arricchita da accenti nostrani.

L’appuntamento, a partire da venerdì prossimo 24 aprile, è per il quarto venerdì di aprile (appunto), maggio e giugno dalle ore 18 alle 21,30, allorché tra aperitivo e cena, tre artisti per serata con un “head-liner” e due emergenti si alterneranno in performance diffuse in tre diverse location. Accanto ai dehors di locali iconici come “Dezzutto” in “Piazza Sud” piano terra, “Caffè del Centro” in “Piazza Sud” primo piano e “Chiosco Coffe & Friends” in “Piazza Nord” primo piano. Gli artisti si esibiranno in minishow a rotazione offrendo risate spontanee in un contesto che mescola relax, comicità viva e menu a tema. A rendere il tutto ancor più appetibile, non mancherà un carretto brandizzato “Spillo”, creato in collaborazione con “One More Drink”, che servirà divertenti “drinketti da passeggio” in bicchieri dedicati al format ed accompagnati da popcorn croccanti. E ancora, promozioni esclusive e sorprese per rendere ogni serata unica.

Ad aprire le danze, venerdì 24 aprile, sarà Pippo Ricciardi. Pugliese d’origine e torinese d’adozione, con oltre 130k follower su “Instagram” e 95k su “tik tok”, Ricciardi irromperà in scena con il suo stile “elettrico e surreale” capace di intrecciare “stand up”, “storytelling” e “crowdwork”, trasformando (e non è da tutti) il pubblico in “co-protagonista”; accanto a lui Yassin Kefi da Carpi, ritmo serrato e origini tunisine per “osservazioni imprevedibili sul quotidiano”, e Wendy LaFortu da Milano con quella sua comicità “intima e improvvisata” che crea comunione immediata. Per ognuno tre show a rotazione nei “palchi” naturali di “Le GruVenerdì 22 maggio, secondo appuntamento con Pietro Sparacino, il primo “stand up comedian” siciliano, di stanza a Roma, affiancato da  Mattia Alfieri che sorprenderà con i suoi sketch sui “vizi urbani” in un mix assolutamente eclettico, mentre il catanese Nanni Mascena darà sfogo a tutta la sua “vena surrealista” e alle sue improvvisazioni “nu-comedy”. L’ultimo appuntamento, venerdì 26 giugno, vedrà in scena Tiberio Cosmin, di origini rumene e con uno stile originale fuori dagli schemi che fonde teatro e “stand up” (reduce da poco dal successo a “Italias Got Talent”), Roberto Anelli e la sua ironia tagliente sui più esilaranti momenti di vita quotidiana e Stephany Aiello, comica umbra dal piglio tagliente, irriverente e autentico. A condurre le serate, sarà il presentatore Antonio Piazza, ex ingegnere siciliano, oggi colonna portante della “stand up comedy torinese”, in grado di trasformare ogni difficoltà della vita con l’arma della sua irresistibile ironia.

“Diamo il benvenuto – dichiara Alessia Zuccolo, ‘Shopping Center Manager’ di ‘Le Gru’ –  a ‘Stand Up & Down’ come evoluzione naturale del nostro impegno per un intrattenimento quotidiano e inclusivo, che anima gli spazi rinnovati e rafforza il legame con la comunità locale”.

Calendario completoorari e dettagli su: www.legru.it

VINCIAMO INSIEME

In questo fine settimana, “Le Gru” annuncia anche il suo partenariato al Progetto “Vinciamo insieme”, promosso dalla “FICG – Lega Nazionale Dilettanti”, a favore di “UGI ODV”“Vinciamo Insieme” porta il calcio virtuale nelle comunità terapeutiche, case-famiglia, ospedali, spazi dedicati a minorenni che sono lontani dallo sport quotidiano: è un importante progetto di inclusione sociale per contrastare l’isolamento, rafforzare l’autostima, stimolare il senso di appartenenza, e aiutare bambini e ragazzi. Da poco sbarcato in Piemonte, il “Progetto” è sostenuto con entusiasmo da “Le Gru”, che porterà a “UGI” un “HUB eSport LND”.

Per questa ragione, nel fine settimana di sabato 25 e domenica 26 apriledalle 9 alle 22, al primo piano di “Piazza Sud” Le Gru, ospiterà un evento con postazioni “eSport”, “calcio balilla” e “subbuteo”: un’occasione per tutti di giocare, divertirsi e condividere gli intenti di “UGI” in modo interattivo e leggero. “Un modo per far vivere a famiglie e visitatori – ancora Alessia Zuccolo – l’emozione del calcio, sensibilizzando sul potere dello sport come ponte verso il benessere condiviso”.

Sarà anche presente “TORadio” con una postazione per interviste e dirette per rendere il weekend ancora più indimenticabile.

Per info: “ Shopville Le Gru”, via Crea 10, Grugliasco (Torino); tel. 011/7709657 o www.legru.it

g.m.

Nelle foto: Pippo Ricciardi, “Le Gru – Piazza Sud”, Alessia Zuccolo

“Aria, acqua, terra, fuoco” Il MIIT  celebra la Giornata della Terra

Il Museo MIIT di Torino, Italia Arte e Galleria Folco curano e organizzano la mostra “Aria, acqua, terra, fuoco”, dedicata ai quattro elementi e alla Giornata  Internazionale della Terra, indetta ogni anno dalle Nazioni Unite, che celebra questa ricorrenza un mese e un giorno dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. L’esposizione sarà aperta fino al 13 maggio prossimo. La celebrazione delle Nazioni Unite vuole coinvolgere più Nazioni possibili, e oggi ne prendono parte 193 Paesi. La Giornata della Terra nacque dalla pubblicazione, nel 1962, del libro “Manifesto ambientalista. Primavera silenziosa” della biologa statunitense Rachel Carson. In seguito, nel 1969, in una conferenza dell’UNESCO, a San Francisco, l’attivista per la pace John McConnell propose una giornata per onorare la Terra e il concetto di pace, che venne inizialmente celebrata il primo giorno di primavera, nell’emisfero settentrionale. Questa giornata di equilibrio della natura è stata sancita in una proclamazione sancita da McConnell e firmata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite. Nata il 4 ottobre 1969 come movimento universitario, per sottolineare la conservazione delle risorse naturali nel tempo, la Giormata della Terra è divenuto un avvenimento informativo e educativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta, l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, delle migliaia di piante e specie animali, l’esaurimento delle risorse non rinnovabili: carbone, petrolio e gas naturali. Si insiste in soluzioni che permettono di eliminare gli effetti negativi dell’attività dell’uomo. Queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come petrolio e gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come boschi umidi e la protezione di specie minacciate.

“Aria, acqua, terra, fuoco” è quindi un’esposizione internazionale dedicata all’eccellenza dell’arte, ai sentimenti e alle condizioni umane di cui l’arte da sempre si fa portavoce, alla sensibilità e all’amore, alla violenza e all’emancipazione, all’educazione, al rispetto, al vero e al sogno, alla fantasia, alla realtà e alla società contemporanea.

“Aria, acqua, terra, fuoco” – Museo MIIT – corso Cairoli 4, Torino – date: dal 22 aprile al 13 maggio 2026 – orari: dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30 – info: 011 8129776

Mara Martellotta

Il trio Caprioglio/Poggi/Fiordaliso, vecchie rivalità e la voglia di rimettersi in gioco

Le ragazze son tornate” di Diego Ruiz, repliche al Gioiello sino a domenica 26 aprile

Ecco, cominciamo nel nuovo millennio a parlare di “trasformazione” e non più di una terza età che si porta dietro un inevitabile invecchiamento. Nemmeno di nonne perennemente rassegnate davanti alla tivù. C’è voglia di rivincita e rinnovamento, c’è voglia di avventura, la donna (leggermente, per carità) agée ha voglia di rimettersi in gioco e far valere la propria indipendenza. In altre parole è d’obbligo gettarsi tutte le rughe dietro le spalle, magari anche riallacciare un’amicizia antica che un tempo è stata stravolta da bisticci sentimentali. Un cambiamento che suona come un vero e proprio comandamento. Ben lontane insomma le signore dal mettere sull’etichetta una data di scadenza. Diego Ruiz ha fotografato in maniera intelligente e divertita la situazione, scrivendo e dirigendo “Le ragazze son tornate”, “un manifesto della rinascita e dell’indipendenza”, (per qualcuno) grido di pericolo e di allarme conclamato da Debora Caprioglio, Daniela Poggi e Fiordaliso, titolo in scena al Gioiello da domani sino a domenica 26 aprile, a chiusura di una breve tournée che riprenderà sicuramente la stagione prossima.

Ruiz, nella sua nuova commedia, racconta di tre donne, di quelle stelle del mondo dello spettacolo che hanno certo avuto periodi migliori, che contro ogni legge trovano ancora un’idea che le possa accomunare e permettere di rientrare proprio in quel mondo non certo dalla porta di servizio. È chiaro che niente sarà facile, qualche ruggine continuerà a uscir fuori, qualche vecchio scheletro continuerà a infastidirle e la competizione che non abbandona mai – vogliamo tirar fuori qualche nome dai palcoscenici e dagli schermi dei giorni nostri? – rispunta a ogni più piccola occasione: ma insieme ci possiamo riprovare. E riuscire. Attraverso una buona dose di battute e gag, a cui concorrono Giorgia Guerra e Nicola Paduano, conosciamo Debora, donna e attrice di successo della commedia italiana, che poi il cinema l’ha abbandonata o lei ha abbandonato il cinema, che ha sempre vissuto in un mondo fatto di scintillanti lustrini ma con un irrefrenabile desiderio di essere presa sul serio e non più trattata come una superficiale icona pop; conosciamo Daniela, attrice sofisticata di lunga carriera, che interpreta una stimata icona del teatro piena di talento ma, per colpa di un carattere non proprio malleabile, capace di perdere tante occasioni nella sua carriera e adesso desiderosa di un riscatto che la riporti al successo; conosciamo Fiordaliso, ex cantante con una grande hit alle spalle ma con una carriera tutta al presente che è unicamente legata ai cooking show che l’hanno resa ricca e famosa: ma era quello che lei desiderava davvero?

Dovranno mettere da parte i rancori e zittire i pregiudizi di quanti le vorrebbero già fuori dai giochi, ipotizzare un efficace gioco di squadra anche facendo i conti ognuna con il proprio background, superare i lati negativi fatto un resoconto della propria vita, tirar fuori saggezza e disponibilità, costruendo autobiograficamente o no – una sovrapposizione attrice/interprete che il pubblico sarà spinto a cercare – una commedia frizzante e irriverente che non soltanto si diverte a prendere in giro il mondo tutto luci (e molte ombre) dello spettacolo ma spinge il publico a guardare dentro a una generazione che continua a sorprendere. “Quel che quasi mi ha commosso quando ho messo in scena lo spettacolo – confida Diego Ruiz al telefono – è la passione che le tre attrici ci hanno messo nella costruzione, tutta sorrisi e divertimento con qualche angolo di riflessione, dei loro personaggi, come l’essersi affidate completamente a me. Sono persone che conosco e che frequento nella vita, ho scritto il testo pensando a loro, avevo bisogno proprio di queste attrici e loro hanno accettato. Un ringraziamento in più a Debora Caprioglio che, dopo un paio di repliche iniziali, ho chiamato a sostituire Corinne Clery, impossibilitata a proseguire per motivi di salute: e lei eccola arrivare già con il primo atto memorizzato e dopo pochi giorni idem con il secondo, tanto da far sbalordire le colleghe per la professionalità e per la velocità con cui s’era messa a disposizione.” Ruiz ha scritto il testo sulle corde interpretative di ognuna, “a Fiordaliso, che pure ha già avuto occasioni interpretative ma che è essenzialmente una cantante, ho cercato di dare una sicurezza da confort zone, a Daniela Poggi che aveva visto una mia commedia e l’aveva gradita, chiedendomi a una prossima occasione di prenderla in considerazione, ebbene è lei che ho cercato immediatamente e lei mi ha subito detto di sì. Di tutte ho guardato alla personalità, al diverso passato, al loro desiderio di rimettersi in gioco a ogni occasione, con estremo divertimento per se stesse e per il pubblico che a ogni replica è sempre arrivato più numeroso ad applaudirle.”

Elio Rabbione

Gaza. Alla Fondazione Merz “Il futuro ha un cuore antico”

“Gaza. Il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneo” è il titolo della mostra ospitata alla Fondazione Merz che si è inaugurata martedì 21 aprile e visitabile fino al 27 settembre. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione Merz, il Museo Egizio di Torino e il MAH Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, reso possibile dall’assenso dello Stato di Palestina con il sostegno del CIPEG – Comité international pour l’Égyptologie (ICOM). La mostra si giova del patrocinio della Città di Torino ed è curata da un ricco comitato curatoriale composto, tra gli altri, da Beatrice Merz, Silvano Bertalot, Giulia Turconi della Fondazione Merz. Marc Olivier Wahler, Béatrice Blandin, Fadel Al Utol del MAH; Christian Greco, Federico Zaina e Divina Centore del Museo Egizio di Torino, e si avvale dell’apporto di un comitato scientifico composto da personalità di rilievo, tra le quali Paola Caridi, Jean Pierre Figliu, Jean Baptiste Humbert, Tomaso Montanari e Davide Quadrio.

La mostra “Gaza. Il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneo” si può considerare una grande mostra internazionale che attraverso il dialogo tra archeologia e arte contemporanea restituisce la storia e la cultura di Gaza, crocevia millenario di commerci, cultura e credenze, sottraendo a una lettura esclusivamente contingente, e invitando il visitatore a riflettere sul valore universale del patrimonio come luogo di memoria, identità e futuro. Il progetto mette in relazione un’ottantina di reperti archeologici del MAH su mandato dello Stato di Palestina e del Museo Egizio di Torino, dall’Età del Bronzo al periodo Ottomano, con le opere di artisti contemporanei, palestinesi e internazionali, quali Samaa e Mad, Mirna Bamieh, Khalil Rabah, Vivien Sansour, Wael Shawky, Dima Srouji e Akmar Zaatari. L’allestimento è integrato da una serie di fotografie di Gaza concesse dall’Archivio dell’UNRWA, agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi in Asia Occidentale. I reperti in mostra, provenienti da Gaza, sono rappresentanti da una selezione della collezione di circa 500 pezzi custoditi temporaneamente presso il MAH di Ginevra, su mandato dello Stato di Palestina, e inizialmente destinata alla creazione di un museo archeologico in Palestina, progetto rimasto incompiuto a causa dei conflitti che hanno interessato l’area.

La mostra si inserisce nel dibattito sulla distruzione del patrimonio culturale, fatto non solo di siti archeologici, monumenti storici e altre rappresentazioni fisiche del passato perduti o gravemente danneggiati, ma anche delle persone che li hanno vissuti, celebrati e identificati come parte della loro eredità culturale, e che ora sono morte o fuggite in seguito alla guerra. I  questo senso Gaza rappresenta solo l’ultimo di una serie di eventi distruttivi che conflitti bellici, e non solo, stanno causando in tutto il mondo. Tra gli obiettivi della mostra si evidenzia la necessità di tenere viva la memoria di una civiltà millenaria e delle comunità che la incarnavano, sensibilizzando il pubblico sulle necessità di proteggere e tramandare il patrimonio culturale, minacciato dalla guerra e dall’oblio, attraverso il dialogo tra reperti archeologici e arte contemporanea. Fin dall’Età del Bronzo, Gaza ha rappresentato un nodo strategico nelle relazioni fra Africa, Asia e Mediterraneo, luogo di scambio e incontro fra civiltà diverse. La città, punto di passaggio di ruote commerciali, religiose e culturali, ha conosciuto nel corso dei secoli una straordinaria stratificazione storica. Sono questi gli aspetti che l’esposizione vuole sottolineare. Il dialogo con la collezione del Museo Egizio di Torino contribuisce a evidenziare questa fitta rete di connessioni, inserendo Gaza in una geografia più ampia di relazioni e influenze reciproche, contribuendo a restituire la complessità di un territorio che ha svolto un ruolo centrale nel Mediterraneo.

Sono quattro le sezioni tematiche della mostra, la prima intitolata : “passato, presente e futuro in pericolo” sul tema della distruzione del patrimonio, non solo artistico. “Il ruolo di Gaza come ponte commerciale e culturale”, “la produzione del celebre vino di Gaza” e la “ricca rete di influenze reciproche con l’Antico Egitto e l’Antica Grecia” sono alla base delle successive sezioni.

Il progetto prevede un fitto calendario di appuntamenti, dagli incontri ai workshop, dalle performance alle presentazioni a workshop di cucina gazawi a momenti musicali e a una retrospettiva del regista Kamal Aljafari, al Museo Nazionale del Cinema. Questo calendario dimostra un legame profondo e solidale di vicinanza e sostegno da parte di una rete culturale internazionale e cittadina attenta e partecipe. Il 16 maggio, al Salone del Libro, verrà presentato “La storia di Gaza”, di Jean Pierre Figliu.

Mara Martellotta