CULTURA E SPETTACOLI

“L’altro suono”, il Duo Repicco al Vittoria

Per la serie “L’altro suono”, sezione della stagione dell’Unione Musicale dedicata alla musica antica, al Teatro Vittoria si esibirà il Duo Repicco

Lunedì 19 gennaio, alle ore 20, al Teatro Vittoria di Torino, per la serie “L’altro suono”, sezione della stagione dell’Unione Musicale dedicata alla musica antica, affiancata da proposte più moderne della scena europea, si esibirà il Duo Repicco con Kinga Ujszàszi al violino e Jadran Duncumb al liuto. Per l’occasione presenteranno la musica per il Re Sole, un programma che riunisce una serie di pezzi per violino e liuto composti pernil diletto di Luigi XIV. Il percorso musicale si aprirà con de Visée, suite in sol minore di questo compositore liutista di corte, intrisa di nobile malinconia e colori preziosi. Si procede poi con Concerts Royaux di Couperin, autentici gioielli di equilibrio e gusto. I due autori si intrecciano nella misteriosa  e  immaginifica “Les Sylvains” di Couperin de Visée. Seguirà poi un’audace imitazione delle campane di Johann Paul von Westhoff, dove si manifesta lo stile tedesco, e dove suggestioni acustiche diventano puro teatro musicale. Conclude il concerto la Suite in re di de Visée. Il Duo Repicco è acclamato per la sua finezza stilistica e l’affiatamento unico, sospeso fra la sensualità francese e il virtuosismo di matrice nordica. La critica inglese li definisce artisti dalla “brillante intesa”, capaci di passare dalla finezza più sottile alla più sfrenata energia con estrema naturalezza (Bachtrackt), mentre in Germania si parla di una sintesi perfetta tra rigore storico e interpretazione viva, piena di sorprese (Haz).

Teatro Vittoria – via Antonio Gramsci 4, Torino

Unione Musicale: 011 5669811

Mara Martellotta

La Grazia. Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino

Film Commission Torino Piemonte ha curato la mostra che si inaugura lunedì 19 gennaio a Palazzo Chiablese 

In occasione dell’uscita del film, con l’obiettivo di celebrare le riprese torinesi de “La Grazia” e coinvolgere le varie location del progetto, Film Commission ha curato, in collaborazione con Freemantle, The Apartment, Numero 10 e Piper Film, e con la Sovrintendenza dell’Archeologia, Paesaggio e Belle Arti della Città metropolitana di Torino, l’inaugurazione della mostra che resterà allestita fino al 10 aprile, dedicata agli scatti del fotografo di scena Andrea Pirrello. Questa esposizione, attraverso 30 scatti del backstage del film, scritto e diretto dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, ripercorre le riprese torinesi de “La Grazia”, film d’apertura della Biennale di Venezia, valso la Coppa Volpi all’attore protagonista Toni Servillo. Le immagini di Andrea Pirrello rivelano i luoghi di Torino e dintorni scelti per le scene del film, per raccontare il “semestre bianco” del Presidente Mariano De Santis, interpretato appunto da Servillo, chiamato a decidere su due delicate richieste di grazia. Torino e il Piemonte svolgono un ruolo fondamentale all’interno del film: ambientato a Roma, ha realizzato a Torino, grazie al sostegno di Film Commission Piemonte, la quasi totalità degli interni dei palazzi della politica, nello specifico gli ambienti del Quirinale, dove risiede il protagonista. Un percorso di visita che permette di addentrarsi dietro le quinte del film, mostrando i luoghi iconici della città unitamente a quelli più nascosti e meno noti, dall’Accademia delle Scienze alla Bocciofila, alla Tesoriera, la Casa Circondariale Lorusso Cotugno, il Castello del Valentino, il Castello di Moncalieri, i Musei Reali, in particolare Palazzo Reale, passando per Palazzo Chiablese, che ospita la mostra, oltre ad avere accolto cast e troupe per due settimane di riprese. La mostra “La Grazia. Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino” sarà visitabile gratuitamente all’interno dei tour di Palazzo Chiablese, promossi dall’ Associazione Amici di Palazzo Reale di Torino.

Mara Martellotta

Francesca Pasini  presenta alla Gam: “Slalom. Arte Contemporanea”

Martedì 20 gennaio 2026, ore 17:00

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Sala incontri

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

 

 

Intervengono:

Chiara Bertola, Direttrice GAM Torino

Francesca Pasini, Autrice

Olga Gambari, Critica d’arte

La GAM  ospita la presentazione del volume di Francesca Pasini Slalom. Arte Contemporanea. Scritti e Letture. 1990–2024, pubblicato da Mimesis Edizioni.

Il libro nasce alla fine del 2019, in un momento immediatamente precedente alla pandemia, e prende forma come un percorso autobiografico e critico che attraversa oltre trent’anni di scrittura e pensiero sull’arte contemporanea. Composto da testi pubblicati su diverse testate tra il 1990 e il 2024, il libro intreccia analisi, riflessioni e letture di opere altrui, creando un paesaggio di voci e rimandi che invita il lettore a muoversi liberamente – proprio come in uno slalom – tra i temi, le epoche e le esperienze condivise.

La presentazione del volume si sviluppa come un momento di scambio, tra le parole dell’autrice e gli interventi della Direttrice della GAM e di Olga Gambari.

Francesissimo: Pennac e la Francia al Circolo dei Lettori

Dal 30 gennaio al 1° febbraio Torino diventa la casa della letteratura francese con Francesissimo, il primo festival ospitato al Circolo dei lettori e delle lettrici, al Cinema Massimo e all’Alliance Française Torino.  Per tre giorni autrici e autori dalla Francia e dal mondo francofono incontrano il pubblico tra libri, dialoghi e cinema, in un clima da grande festa della lettura. 

 

Pennac inaugura il festival

Venerdì 30 gennaio, alle 18.30, l’apertura è affidata a Daniel Pennac, che al Circolo dialoga con Fabio Gambaro sul romanzo Il mio assassino (Feltrinelli). Nel libro Pennac intreccia autobiografia e invenzione intorno alla storia del giovane D. P. Nonnino, condensando il suo intero universo narrativo in poco più di cento pagine.

 

«Portare Parigi a Torino»

«In Italia l’interesse per la letteratura francese cresce di anno in anno. Diversi scrittori d’oltralpe si ritrovano in vetta alle classifiche e gli editori italiani traducono sempre più spesso titoli dal francese. FRANCESISSIMO nasce proprio per far conoscere meglio la ricchezza e la diversità della scena letteraria francese contemporanea. Non solo gli autori già noti ma anche le più interessanti nuove leve, per un dialogo proficuo con il mondo culturale italiano» dichiara Fabio Gambaro, ideatore e direttore del festival. «Francesissimo è un viaggio nella letteratura di lingua francese, il nostro modo di portare Parigi a Torino e di rinnovare il legame della nostra città e della nostra comunità di lettrici e di lettori con la Francia» aggiunge Giuseppe Culicchia, direttore della Fondazione Circolo dei lettori.

Incontri, film, grandi ospiti

Sabato 31 gennaio si parte con i saluti istituzionali alla presenza dell’Ambasciatore di Francia Martin Briens, poi arrivano al pubblico torinese Adelaïde de Clermont-Tonnerre, Jean-Baptiste Andrea, Maylis Besserie e Adrien Bosc, tra racconti di donne libere, passioni romanzesche e vite ai confini tra realtà e finzione. In serata, al Cinema Massimo, è in programma Le royaume di Julien Colonna, film inedito ambientato in Corsica, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e l’Institut Français. Domenica 1 febbraio spazio alle storie intense di Marie Vingtras e Monica Acito, ai percorsi di migrazione e identità con Hemley Boum e Nadeesha Uyangoda, e all’attesissimo incontro con Boualem Sansal a partire dal romanzo distopico Vivere (Neri Pozza). La giornata si chiude di nuovo al Cinema Massimo con Le roman de Jim di *Arnaud e Jean-Marie Larrieu, racconto di affetti e paternità.

Valeria Rombolà

Il 2026 inizia al teatro Regio con la Cenerentola

 

E tre debutti, di Antonio Fogliani sul podio del teatro Regio, di Manu Lalli alla regia e della grande Vasilisa Berzhanskaya quale protagonista

Martedì 20 gennaio prossimo, alle ore 20, andrà in scena al teatro Regio La Cenerentola di Gioachino Rossini, gioiello del melodramma giocoso che trasforma la celebre fiaba in un racconto sul potere della bontà e del perdono.  Sono tre gli importanti debutti  da cui è impreziosita la produzione: sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio salirà Antonino Fogliani, tra le bacchette di riferimento del repertorio belcantista; la regia, già  proposta al Maggio Musicale Fiorentino, è affidata a Manu Lalli. Nel ruolo di Cenerentola il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya, dalla straordinaria estensione vocale. Accanto a  lei un cast che assicura energia teatrale e smalto rossiniano con Nico Darmanin nel ruolo di don Ramiro, Roberto De Candia in quello di Dandini, Carlo Lepore in Don Magnifico, Maharram Huseynov nei panni di Alidoro e le artiste del teatro  Regio Ensemble Albina Tonkikh  e Martina Myskohlid nei panni delle sorellastre Clorinda e Tisbe.
Il Coro del Teatro è preparato dal maestro Piero Monti, che ha dato la sua disponibilità a sostituire il maestro Ulisse Trabacchin.
La “Cenerentola ossia la bontà in trionfo” fu composta in sole tre settimane e andata in scena per la prima volta al teatro Valle di Roma nel 1817 e rappresenta un concentrato di invenzione teatrale e musicale.
A partire dall’allestimento di Jacopo Ferretti della fiaba di Charles Perrault, l’opera trasforma la storia di Cenerentola in un capolavoro scintillante dove il gioco dei travestimenti va ad esplorare il tema dell’identità capovolta. Il principe si fa servitore, il servitore si finge principe, mentre l’unica a restare se stessa è Cenerentola.  Gli equivoci scardinano le apparenze, la magia lascia il posto all’ingegno e i simboli tradizionali della fiaba, fata, matrigna e scarpetta, divengono personaggi e oggetti nuovi: il filosofo Alidoro, il patrigno don Magnifico, “intendente dei bicchier e presidente al vendemmiar” e la scarpetta diventa il celebre braccialetto. È la virtù interiore della protagonista, più che un incantesimo, a guidare il lieto fine.
Con “La Cenerentola ossia la bontà in trionfo”, andata in scena per la prima volta nel 1817, l’anno successivo al debutto del Barbiere di Siviglia, Rossini aggiunse alla sua vis comica, che gli aveva procurato successo in tutta Europa, nuove sfumature sentimentali. La fiaba di Perrault viene adattata da Jacopo Ferretti con alcune varianti, su tutte la matrigna diventa qui patrigno e la scarpetta braccialetto, e offrì a Rossini l’occasione  di tingere i suoi  crescendo di nuances malinconiche, aprendo i suoi ritmi forsennati a tocchi di poesia. Il risultato è  quello di un’opera in  cui Cenerentola e il principe don Ramiro cantano i loro sentimenti effondendovi tutta la fragilità della giovinezza. Gli antagonisti , il patrigno don Magnifico e le sorellastre, fanno da contraltare con un umorismo sapido e grottesco, di derivazione napoletana, non dimentico della radice europea della fiaba di Cenerentola nella terra di Basile. Come suggerisce il nome il soggetto dell’opera è tratto dalla celebre fiaba di Charles Perrault, anche se il romano Jacopo Ferretti si rifà ad altri due libretti d’opera, “Cendrillon” di Charles Guillaume Etienne e “Agatina , o la “virtù premiata” di Stefano Pavesi.
Il riferimento principale rimane quello della fiaba di Perrault , soprattutto per ragioni morali. A differenza di alcune versioni più aspre e violente del racconto, lo scrittore francese enfatizzò nella sua favola gli elementi del perdono e della virtù,  valori molto vicini alla sensibilità del tempo e certamente graditi al vaglio pontificio. Sullo sfondo della vicenda fa capolino una società degradata, calata a pennello nell’atmosfera romana di quegli anni, pervasa dalla corruzione, da una nobiltà decadente e da gravi disagi anche tra i ceti più poveri.
Sotto le spoglie di un buonismo obbligato dalla pesante censura pontificia si intravede la lettura sarcastica di una fiaba amara.
Il debutto, pur non provocando uno scandalo paragonabile a quello del Barbiere di Siviglia, si rivelò un insuccesso. L’opera incontrò il favore del pubblico, diventando molto popolare sia in Italia sia all’estero, dopo alcune recite.
Pur nella sua veste sorridente e giocosa, La Cenerentola è un’opera dal forte valore simbolico; la protagonista incarna un ideale di bontà che non si lascia contagiare dall’odio, ma lo disinnesca con il perdono e con la scelta di non rispondere alla violenza con altra violenza. In un mondo popolato da arrivismo, vanità e meschinità, Cenerentola diventa pacificatrice, ricuce i rapporti spezzati, dà una seconda possibilità anche a chi l’ha umiliata. La sua ascesa sociale non è frutto di incantesimi, ma di intelligenza, pazienza e compassione. Il vero riscatto non coincide  solo con il  matrimonio principesco, ma con  la vittoria della conoscenza e della bontà su ogni forma di prepotenza. Si tratta di un messaggio che conserva intatta la propria forza: nella Cenerentola rossiniana il perdono non diventa debolezza, ma una forza trasformativa che muta il destino dei personaggi e, idealmente, lo sguardo di chi ascolta.

La Cenerentola andrà in scena dal 20 al 27 gennaio al teatro Regio di Torino, piazza Castello 215.

Tel 0118815241, 0118815242
Orari di apertura della biglietteria da lunedì a sabato dalle 11 alle 19, domenica dalle 10.30 alle 15.30 e un’ora prima degli spettacoli.
Per la vendita online dei biglietti delle manifestazioni al teatro Regio Vivaticket.

Mara Martellotta

La ‘Formula per un delitto imperfetto’ a Identità, Cultura e Territorio

Ancora oggi, chi ha una certa età, ricorda con dolore un episodio che poco più di cinquant’anni orsono portò la tranquilla Vercelli alla ribalta delle cronache nazionali: la strage della famiglia Graneris, compiuta da Doretta Graneris e dal suo uomo Guido Badini. Morirono padre e madre, nonni e il fratellino di Doretta e non venne risparmiato nemmeno il cagnolino, in un’orgia di sangue

Leggi l’articolo su ilVercellese.it:

La ‘Formula per un delitto imperfetto’ a Identità, Cultura e Territorio

Cineteatro Baretti presenta “Sangre del Toro”, un film di Yves Montmayeur

Lunedì 19 gennaio alle 21.30 sarà proiettato al

Lunedì 19 gennaio, alle 21.30, alla presenza del regista Yves Montmayeur, verrà proiettato il film “Sangre del Toro”, con Patrizia Schiavo come moderatrice.
Guillermo del Toro accompagnerà lo spettatore nel labirinto delle sue origini creative, raccontandosi da bambino e mostrando come gli sia nata la sua personale idea del fantastico. I suoi mostri, molto affini alle creature delle fiabe, prendono forma attraverso un viaggio  che parte dall’infanzia a Guadalajara fino a Parigi e Hollywood  tra cinema, fumetti, letteratura e una cultura sospesa tra la meraviglia  e il culto della morte.
Il documentario segue Del Toro mentre guida il pubblico nell’esposizione da lui curata “En casa con mis Monstruos”, rivelando come la sua immaginazione si sia sviluppata con naturalezza e originalità.
Sotto lo sguardo attento di YvesMontmayeur, veniamo a scoprire la normalità sorprendente di un bambino straordinario. Il documentario si chiude con uno sguardo sull’ultimo progetto del regista, Frankenstein. Del Toro racconta la sua adorazione per il romanzo di Mary Shelley, in cui vede riflesso un canto per gli emarginati, gli stessi che hanno abitato la sua filmografia. Il cerchio si chiude, dai mostri amati da bambino al mostro per eccellenza della letteratura gotica, simbolo di un’umanità ferita ma irriducibile.

Cineteatro Baretti via Giuseppe Baretti 4

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino. Alice e i Dream Syndicate

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Martedì. Al Teatro Colosseo si esibisce Alice.

Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour suonano i The Dream Syndicate.

Giovedì. Al Blah Blah si esibiscono i Melty Groove + Make Pop. Allo Spazio 211 sono di scena i Julie’S Haircut. All’ Off Topic suonano i The Nerve. Alla Divina Commedia è di scena Lele Piras Trio. Al Vinile si esibiscono gli Evrida.

Venerdì. Al Teatro Concordia si esibisce Franco 126.Alla Divina Commedia sono di scena Ladies & the Boomers. All’Hiroshima suonano gli Skiantos. Al Circolino suona Chiara Nicora Trio. Al Blah Blah sono di scena i Docks Dora. Al Folk Club si esibisce Luca Falomi.

Sabato. Alla Divina Commedia si esibiscono i 011…..live. Al Circolo Sud suonano gli Idiluvia. All’Off Topic sono di scena gli Avanzi di Balera. Allo Ziggy suonano gli Insidia + Hateworld. Al Blah Blah si esibiscono i Semprefreski e La Fabbrica.

Domenica. Al Vinile si esibiscono i Casa Beat. Alla Divina Commedia suonano Johnny e The Nowheremen. Al Blah Blah concerto per la Palestina con :I Fasti, Bandini, Carlo Magno , Storia di una Passione.

Pier Luigi Fuggetta

Chiara Taigi celebra in concerto Giulia di Barolo

Le celebrazioni ufficiali dedicate alla posa della statua di Giulia di Barolo, che hanno interessato il weekend del 17 gennaio , si concluderanno lunedì 19 gennaio prossimo, alle 17, a palazzo Barolo. Si tratta di uno degli appuntamenti culturali e musicali più significativi del 2026, un concerto per celebrare Giulia di Barolo, subito dopo la posa della scultura in suo onore, prima scultura monumentale torinese intitolata a una donna.
Il concerto- evento, che vedrà protagonista la voce di Chiara Taigi, unisce musica, storia e identità civile e si inserisce nel programma promosso da Opera Barolo e dalle istituzioni cittadine e che va oltre la dimensione del semplice concerto per assumere il valore di un autentico atto di restituzione storica, in cui la musica si fa linguaggio della memoria. La marchesa Giulia di Barolo, al secolo Juliette Colbert de Maulévrier, rappresentò una delle figure più luminose dell’Ottocento europeo per il suo impegno sociale, le sue riforme umanitarie e la carità cristiana.
Accanto alla voce di Chiara Taigi, interprete di fama internazionale apprezzata per la sua purezza timbrica e intensità espressiva, al pianoforte vi sarà il maestro Antonello Maio, musicista di grande eleganza espressiva, capace di accompagnare la linea vocale con sensibilità cameristica, attenzione al colore e profonda coerenza stilistica.
A impreziosire l’appuntamento gli interventi recitati dell’attrice Beatrice Bonino, che darà voce alla marchesa Giulia di Barolo, trasformando il concerto in un racconto musicale e teatrale  in cui parola e suono si fondono in un unico affresco emotivo capace di coinvolgere il pubblico artisticamente e umanamente. Il repertorio musicale scelto attraversa pagine di Rossini, Schubert, Liszt, Debussy, Tosti, Donaudy e Villa-Lobos ed è  costruito come un itinerario emotivo in cui lirismo, nostalgia, intimità  e luce interiore si alternano e rispecchiano le virtù incarnate dalla marchesa di Barolo, oggi riconosciuta anche nel suo percorso di venerabilità.
L’iniziativa è collegata alle attività dell’Opera Barolo, istituzione nata per disposizione testamentaria della Marchesa Giulia di Barolo e oggi attiva in ambito sociale e culturale sotto l’attuale presidenza dell’Arcivescovo di Torino, il cardinale Roberto Repole. L’evento è  realizzato in collaborazione con l’Associazione Concertante. Il progetto è curato dalla Fondazione Tancredi di Barolo, presieduta da Pompeo Vagliani.
Oggi l’Apostola delle Carceri, come fu definita, ha a Torino un monumento che la ricorda, che è una scultura in bronzo realizzata dall’artista Gabriele Garbolino Rù, voluta dall’Opera Barolo presso il palazzo omonimo, all’incrocio tra via delle Orfane e via Corte d’Appello, in quel chilometro quadrato che raccoglie istituzioni di carità quali la Consolata, Valdocco, il Cottolengo e il Sermig. Giulia di Barolo fu un’instancabile benefattrice, fondatrice di asili, scuole, chiese e ospedali e fondò, tra gli altri, l’Istituto delle Suore di Santa Maria Maddalena e la Congregazione delle figlie di Gesù Buon Pastore.

Palazzo Barolo Salone d’onore. Via delle Orfane 7

Concerto 19 gennaio 2026, ore 17. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Mara Martellotta