CULTURA E SPETTACOLI

ORONERO Ligabue Tribute Band in concerto

A La Loggia Domenica 19 luglio ore 21 – Piazza Cavour – Ingresso gratuito
La musica dal vivo torna protagonista a La Loggia (Torino): domenica 19 luglio Piazza Cavour ospiterà il concerto degli ORONERO, una delle tribute band più apprezzate dedicate a Luciano Ligabue. L’evento, a ingresso completamente gratuito, promette una serata di energia, rock e grandi emozioni.
Il titolo dello spettacolo, “Ligabue Tribute Band”, anticipa l’anima del live: un viaggio attraverso i brani più iconici del Liga, reinterpretati con passione e fedeltà dalla band. A rendere l’appuntamento ancora più speciale sarà la presenza sul palco di Capitan Fede Cipollini, storico chitarrista ufficiale di Luciano Ligabue, che affiancherà gli ORONERO in una performance unica.
L’inizio del concerto è previsto in serata, con accesso libero alla piazza. Un’occasione imperdibile per tutti gli amanti del rock italiano e per chi desidera vivere una notte di musica sotto le stelle.

A Cuneo il Museo Diocesano diventa palcoscenico con “Meravigliosi sintomi”

Sabato 25 luglio dalle ore 18 alle 21, presso il Museo Diocesano di Cuneo, in Contrada Mondovì 15, è  in programma una performance teatrale  inedita dal titolo “Meravigliosi sintomi. Una storia di cura al Museo Diocesano di Cuneo”, che reinterpreta in chiave contemporanea la storia raccontata dal patrimonio del Museo Diocesano.
La pièce teatrale  è  un progetto di Fondazione Opere Diocesane  Cuneesi e Museo Diocesano di Cuneo con il coordinamento di Noau officina culturale e il finanziamento del Ministero della Cultura e del Fondo per i Piccoli Musei.
“Lo spettacolo rappresenta una performance site-specific itinerante che, attraverso un approccio contemporaneo, dà nuova voce alle storie  e alle testimonianze custodite nel patrimonio del Museo Diocesano – spiegano i coordinatori di Noau – I partecipanti al doppio spettacolo saranno accompagnati da un “morbo”, impersonificazione di una malattia che affligge la nostra società e, di sala in sala, grazie ai personaggi tratti dalla storia, potranno fare la loro scelta, in un percorso di guarigione che li condurrà fino all’uscita, nel mondo, dopo un viaggio di cura”.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite, con venti posti disponibili per ogni spettacolo.
Per maggiori informazioni  visitare il sito www.museodiocesano.it o contattare il numero 3534261755 o scrivere a museocuneo@operecuneofossano.it

Mara Martellotta

Bagnolo Piemonte, per il Concerto di Ferragosto la Rai apre gli archivi storici dell’evento

A Bagnolo Piemonte (CN), in località Rucas, nella giornata di sabato 15 agosto si svolgerà il tradizionale Concerto di Ferragosto che, dal 1981, porta la grande musica d’autore sulle vette delle Alpi piemontesi. Protagonista dell’evento di quest’anno sarà l’Orchestra Bartolomeo Bruni di Cuneo. Al fine di celebrare al meglio questo appuntamento, la redazione Rai del Piemonte ha deciso di ripercorrerne la storia aprendo le teche, digitalizzando e rendendo fruibili sul proprio sito tutte le edizioni coperte da diretta televisiva dal 1992 al 2025. Un suggestivo viaggio della memoria in musica tra le montagne del Cuneese, con qualche incursione nelle terre alte di Torino, per rivivere le emozioni del passato e riscoprire i luoghi che hanno ospitato il concerto.

“ Il Concerto di Ferragosto è uno degli appuntamenti più rappresentativi del nostro territorio, capace di unire la bellezza delle Alpi piemontesi con la qualità della grande musica sinfonica. Si tratta di un evento che valorizza le nostre montagne e rafforza il legame tra comunità, cultura e paesaggio – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Marco Gallo – ringrazio la redazione del Tgr Piemonte e la Rai per la scelta di rendere accessibili tutte le precedenti edizioni del concerto, un’iniziativa che restituisce al pubblico un patrimonio prezioso e consente di ripercorrere la storia di questo appuntamento attraverso le immagini e i luoghi più significativi delle nostre terre alte, accompagnati dall’eccellenza dell’Orchestra Bartolomeo Bruni.”

Il concerto, giunto alla sua 46esima edizione, sarà trasmesso in diretta nazionale su Rai 3, con uno Speciale Tgr a cura della redazione del Piemonte e del Centro di Produzione Rai “Piero Angela” di Torino. L’evento è promosso da Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Camera di Commercio di Cuneo, Provincia di Cuneo e ATL del Cuneese.

Cliccando sul link sottostante sarà possibile rivivere tutte le edizioni coperte dalla diretta televisiva dell’emittente pubblica a partire dal 1992, anno in cui andò in onda il primo Speciale Tgr Piemonte dalla Piana del Valasco.

 http://www.rainews.it/tgr/piemonte/storie/lastoriadelconcertosinfonicodiferragosto – tgr.rai.it/piemonte/storie/lastoriadelconcertosinfonicodiferragosto

Mara Martellotta

CNA Cinema e Audiovisivo e Film Commission: “Un modello di collaborazione”

 

La firma del Protocollo d’Intesa tra CNA Cinema e Audiovisivo l’Associazione Italian Film Commissions rappresenta un importante passo avanti per il rafforzamento della filiera audiovisiva a livello nazionale e trova in Piemonte una regione nella quale la collaborazione tra imprese e istituzioni costituisce da tempo uno dei principali fattori di sviluppo del comparto.

Per CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte e Film Commission Torino Piemonte l’accordo nazionale consolida un modello di lavoro già sperimentato con successo sul territorio, dove la capacità di attrarre produzioni cinematografiche e audiovisive si traduce in ricadute economiche diffuse per centinaia di imprese e professionisti che operano lungo l’intera filiera.

Il Piemonte può infatti contare su un ecosistema consolidato composto da imprese di produzione e post-produzione, servizi tecnici, artigianato specializzato, scenografia, costumi, logistica, hospitality, noleggio attrezzature e numerose professionalità che negli anni hanno contribuito a rendere il territorio uno dei principali poli nazionali dell’industria audiovisiva.

Il Protocollo sottoscritto tra CNA Cinema e Audiovisivo e Italian Film Commissions punta proprio a rafforzare questi elementi attraverso una collaborazione sempre più stretta tra il sistema delle Film Commission e il mondo delle imprese, promuovendo la qualificazione delle professionalità, la formazione specialistica, la sostenibilità, l’innovazione e una maggiore capacità di intercettare produzioni e investimenti nazionali e internazionali.

Mattia Puleo, Presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte, e Rachele Sinico, Coordinatrice di CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte accolgono con favore la firma del Protocollo d’Intesa tra CNA Cinema e Audiovisivo e Italian Film Commissions, sottolineandone il valore strategico per il futuro del comparto: «Questo accordo rappresenta un’opportunità importante per rafforzare una filiera che in Piemonte ha dimostrato negli anni di possedere competenze, professionalità e capacità imprenditoriali di altissimo livello. Mettere sempre più in relazione il mondo delle imprese con quello delle Film Commission significa creare le condizioni per attrarre nuove produzioni, investire nella formazione, far crescere le imprese e valorizzare il grande patrimonio di mestieri che caratterizza il nostro territorio. Ogni produzione cinematografica o audiovisiva non porta soltanto visibilità al Piemonte, ma genera occupazione, coinvolge decine di imprese e produce ricadute economiche che interessano l’intera filiera. È su questa collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo che si costruisce un settore sempre più competitivo e capace di affrontare le sfide future.»

Beatrice Borgia e Paolo Manera, Presidente e Direttore di Film Commission Torino Piemonte, aggiungono: «Il Piemonte ha avviato tra i primi dei modelli di collaborazione innovativa tra istituzioni, professionisti e imprese che si sono rivelati strategici e fruttuosi per il comparto: è un lavoro costante, che negli anni ha permesso al tessuto produttivo locale di crescere, specializzarsi e qualificarsi passo dopo passo con il costante sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazioni bancarie, Camere di commercio e vari enti pubblici e privati. Questo Protocollo conferma che la direzione intrapresa dal Piemonte è quella giusta e ci impegna a continuare su questa strada per far crescere ulteriormente una filiera che rappresenta un’eccellenza e un valore concreto per tutto il territorio, di livello nazionale e internazionale.»

CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte e Film Commission Torino Piemonte confermano la volontà di proseguire il percorso di collaborazione già avviato negli ultimi anni, contribuendo all’attuazione degli obiettivi del Protocollo nazionale e promuovendo iniziative condivise per sostenere la crescita della filiera audiovisiva regionale.

“Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra”

In programma alla Mole Antonelliana dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino, a vent’anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo e a sessanta anni dal Leone d’oro assegnato alla sua “Battaglia di Algeri”, dedica al noto regista una mostra esclusiva che mette in risalto  l’archivio Gillo Pontecorvo, donato dalla famiglia al Museo e che oggi risulta essere uno dei più importanti fondi documentari dedicati a un autore del cinema italiano.

L’esposizione si intitola “Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra” ed è  in programma al piano di accoglienza della Mole Antonelliana dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027, curata da Mauro Genovese e Caterina Massignani. La mostra rappresenta  un’immersione nel laboratorio creativo, intellettuale e civile del regista, resa possibile grazie a un Archivio di grande completezza che documenta ogni tappa della sua molteplice attività, dagli anni della Resistenza all’esperienza giornalistica, dalla genesi dei capolavori cinematografici ai progetti culturali dell’ultima parte della sua vita.

L’esposizione si sviluppa intorno alle grandi battaglie che hanno segnato la vita e il cinema di Gillo Pontecorvo, dalla lotta partigiana vissuta in prima persona alla memoria della Shoah, dal diritto all’autodeterminazione del popolo algerino alla denuncia del colonialismo, dalle istanze di emancipazione femminile a quelle giovanili.

Sono tutti temi che attraversano l’intera filmografia dell’autore e che trovano il loro punto di massima espressione nel film “La battaglia di Algeri” del 1966, citato nel film di P. T. Anderson “Una battaglia dopo l’altra” e che trovano spazio in altri film come “ Giovanna” del 1955, Kapò del 1960, “Queimada” del 1969 e “Il sole sorge ancora” del 1946 di Aldo Vergano cui Gillo Pontecorvo aveva partecipato  come attore.

Nel corso della sua carriera  Gillo Pontecorvo è stato capace di costruire una rete di collaborazioni artistiche che hanno contribuito in modo decisivo a rendere il suo cinema così  originale, primo fra tutti il sodalizio con Ennio Morricone, autore di colonne sonore capaci di amplificare la tensione drammatica e il realismo delle immagini, dando vita ad una delle collaborazioni più emblematiche della storia del cinema italiano.

Altrettanto significativo fu l’incontro con lo sceneggiatore  Franco Solinas, con il quale condivise una visione politica e civile del cinema. Insieme firmarono opere come “La battaglia di Algeri” e “Queimada”, in cui la riflessione sul colonialismo, la lotta per la libertà  e i meccanismi di potere si intrecciano a una straordinaria forza narrativa.  Nel film “Queimada” Pontecorvo riuscì a coinvolgere Marlon Brando, che offrì una delle interpretazioni più intense della sua carriera nel ruolo dell’ambiguo agente britannico Sir William Walker. A questi si aggiungono Giuliano Montaldo  e Pablo Neruda, il primo figura importante nel corso umano e professionale, il secondo figura di riferimento culturale e ideale, e l’ex comandante del Fronte di Liberazione Nazionale Algerino, Yacef Saadi, che fu produttore del film ed interpretò se stesso ne “ La battaglia di Algeri”, rendendo con la sua partecipazione ancora più  autentica storicamente l’opera.

“Con Gillo Potecorvo siamo di fronte ad una figura eccezionale che ha attraversato il Novecento con raro rigore morale e con la forza delle idee, anche per questo il suo cinema si propone ancora oggi come uno strumento privilegiato di comprensione della  Storia e, di conseguenza, dell’epoca in cui viviamo – sottolinea Mauro Genovese co- curatore dell’esposizione – si tratta di una mostra, quella dedicata a Pontecorvo, che non può non rivolgersi alle nuove generazioni.  Lo stesso regista ha sempre dimostrato un’attenzione particolare per i giovani. Ad esempio durante la sua direzione della Mostra del Cinema di Venezia, oltre a portare in concorso numerose opere prime, ha riportato al Lido una folla di giovani appassionati grazie ai concorsi per le scuole, concerti e incontri con gli autori”.

L’eccezionalità della mostra risulta ulteriormente arricchita da un prestito di straordinario valore. Grazie alla collaborazione della famiglia Pontecorvo sarà  presentato per la prima volta al pubblico il Leone d’Oro originale assegnato nel 1966 alla Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia, un documento simbolico che testimonia il riconoscimento internazionale di un’opera destinata a cambiare la storia del cinema.

L’esposizione è  stata pensata con una particolare attenzione rivolta ai giovani e al pubblico scolastico, proponendo un percorso capace di intrecciare storia, cinema e cittadinanza, invitando i visitatori a riflettere sul valore delle fonti, sulla memoria e attualità dei temi affrontati da Gillo Pontecorvo. Al contempo offre ai visitatori un’occasione imperdibile per entrare nel cuore dell’archivio  di uno dei più  grandi registi del Novecento, scoprendo, attraverso materiali originali e in larga parte inediti, la genesi di un cinema che continua a interrogare i temi presenti.

Sempre nell’ambito della mostra, si terrà una rassegna al cinema Massimo , un dossier didattico a cura di Paola Bertolaso e cinelezioni per le scuole.

Mara       Martellotta

Regina Elena Odv: al Castello Provana di Collegno una mostra su Margherita e Maria José

Domenica 19 luglio 2026 l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv organizzerà al Castello Provana di Collegno, in Via Alpignano 2, una mostra sulle Regine d’Italia Margherita e Maria José, rispettivamente scomparse 100 anni e 25 anni fa.
Le cerimonie prenderanno il via alle ore 15,30 alla Certosa Reale con la posa di una corona di fiori al Sacello dei Cavalieri dell’Ordine della Santissima Annunziata, fatto restaurare dell’Associazione Internazionale Regina Elena.
Alle ore 16 all’interno del castello si terrà una solenne cerimonia con il seguente programma:

– Saluti istituzionali dei Baroni Guidobono Cavalchini, del Sindaco di Collegno Matteo Cavallone e del Presidente del Coordinamento Sabaudo Milo Ferrua;

– Intervento dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv;

– Conferimento del primo “Premio Barone Guglielmo Guidobono Cavalchini” dedicato dall’associazione al suo Presidente onorario, unico italiano insignito dalla Medaglia della Carità internazionale;

– Convegno moderato da Liliana Ravagnolo per la presentazione, da parte di Pierangelo Calvo, del libro “Savoia. L’albero genealogico e i protagonisti della dinastia” scritto con Andrea Carnino ed edito da Susalibri di Angelo Panassi. Bruna Bertolo presenterà invece il suo libro su Margherita di Savoia-Genova, pubblicato anch’esso da Susalibri nel centenario della dipartita della prima Regina d’Italia;

– Presentazione dell’esposizione allestita dal Vice Presidente e Delegato per il Piemonte Cav. Pierangelo Calvo.

A Saluzzo arrivano “I Patagarri” e Federico Buffa

Nell’antica capitale del “Marchesato”, l’estate di “Occit’amo Festival” porta due grandi appuntamenti

Mercoledì 22 e giovedì 23 luglio

Saluzzo (Cuneo)

Niente paura. Il nome potrebbe preoccupare. Ma è solo nome di “battaglia”. “Patagarri”, infatti, nient’altro è che un “omaggio umoristico” al celebre Trio comico milanese formato da “Aldo, Giovanni e Giacomo” preso in prestito dal loro famoso sketch teatrale de “Nico e i sardi”. Una sorta, dunque, di “slang” dialettale con cui si presentano al pubblico i sei componenti dell’attesa “irriverente” band milanese ospite, mercoledì prossimo 22 luglio (ore 21,30), dell’“Occit’amo Festival” (dedicato alle “Terre del Monviso” e alle “Valli Occitane”, promosso per tutta l’estate ed in primis dalla “Fondazione Amleto Bertoni”), presso “Il Quartiere” di piazza Montebello, a Saluzzo.

Grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale saluzzese “Ratatoj”“I Patagarri”, scoperti a “X Factor 2024”, porteranno sul palco dell’“Ex Caserma Musso” tutto il loro “gipsy jazz” gioioso e coinvolgente, atto a creare “un contrasto tra la voglia di fuggire dalla quotidianità e la durezza della vita che si affronta per inseguire il proprio sogno musicale”. Il loro “cavallo di battaglia”, “Caravan”, contenuto all’interno di “X Factor Mixtape 2024”, è infatti considerato come un alto “grido di libertà”, un invito a prendere in mano con consapevole forza la propria vita “senza paura di vivere ai margini”, se necessario. “Il ‘caravan’ – affermano – rappresenta un rifugio, un simbolo di resistenza alla cultura dominante, ma anche un veicolo di speranza e di sogni che non vogliono essere rinnegati”. Come dire: la vera ricchezza non è il “dané”, ma la forza della “passione”, della “creatività” e della “voglia di vivere rifuggendo i compromessi”. Per intanto, il loro “tour” estivo sta confermandosi come successo straordinario, tanto da segnare anche l’ingresso ( da 5 a 6) di un nuovo elemento nella band: Nicholas Guandalini al basso. Anno di grazia, il 2025, quando “I Patagarri” prendono parte al “Concertone del Primo Maggio” a Roma. Data storica, il 23 maggio 2025, allorché pubblicano l’album di esordio “L’ultima ruota del Carovan” (Warner Music Italy) e, a sorpresa, salgono sul palco del “MI AMI Festival” a Milano, tra i più importanti appuntamenti italiani dedicati alla “musica indipendente”. Seguono i “tour estivi” sui palchi di tutta Italia (40 date nel 2025), mentre è ormai in piena corsa il “tour 2026”, partito con 7 date europee ad inizio marzo per poi proseguire lungo tutto lo “stivale”. Attesissimi (non mancate!) alla serata saluzzese di “Occit’amo”, mercoledì prossimo 22 luglio. Da dove, il viaggio prosegue!

Anche per “Occit’amo”.

Giovedì 23 luglioalle 21, nuovo appuntamento, infatti, con “Olimpiadi tra guerra e pace”, lo spettacolo del noto storyteller, scrittore e telecronista sportivo milanese Federico Buffa, accompagnato al pianoforte da Alessandro Nidi, con una “riflessione sul potere simbolico dello sport come forma di riconciliazione”. Lo show, realizzato da Buffa con l’anconetano di Jesi Moris Gasparri (saggista tra sport, cultura e geopolitica, nonché Consigliere della “Divisione Calcio Femminile” della “Figc”) è una produzione di “International Music and Arts” ed è organizzato in collaborazione con “Borgate dal Vivo”. L’incontro, attraverso il racconto della storia delle “Olimpiadi”, nate come strumento di promozione della pace nel mondo, intende far emergere come esse spesso siano state influenzate e intrappolate, nei secoli (dalla fondazione a Parigi, passando per le guerre mondiali fino agli eventi più recenti) dalle tensioni e dai conflitti internazionali. Buffa non mancherà di far emergere il principio della “sacralità della competizione olimpica” ed il ruolo degli atleti come “ambasciatori di pace”. Tra questi, figure emblematiche come quelle di Pierre de Coubertin (pedagogo e storico francese, rifondatore dei “Giochi Olimpici” moderni nel 1894, creatore dei “Cinque Cerchi” simbolo di unione tra i cinque Continenti, nonché dei sei colori della bandiera – incluso lo sfondo bianco – presenti in tutte le bandiere del mondo), l’atleta etiope Abebe Bikila (vincitore della “maratona” alle “Olimpiadi” di Roma del 1960, correndo a piedi nudi), accanto agli eventi occorsi ai “Giochi di Tokio” del 1964, i primi a svolgersi in Asia, con la “fiamma olimpica” accesa da Yoshinori Sakai (giovane di Hiroshima nato il giorno stesso in cui la bomba atomica distrusse la città) e il dramma del maratoneta di casa Kokichi Tsuburaya suicida tre anni dopo, sopraffatto dal dolore per aver perso l’“argento” nella gara finale. Da parte di Buffa, alla luce di numerosi reali eventi, raccontati con competenza e forte empatia emozionale, non mancherà, dunque, la sollecitazione a riflettere sul significato profondo dello sport, “come strumento di speranza e cambiamento, pur consapevoli dei suoi limiti nel modificare la realtà che ci circonda”. E ben lo sappiamo, in un tempo come quello odierno, dove anche i valori più profondi dell’“Olimpismo decoubertiano” non ce la fanno a reggere e ad ostacolare le mire belliche dei “Grandi” padroni della Terra, assolutamente indifferenti al bene prezioso della fratellanza e della pace tra i popoli.

Gianni Milani

Nelle foto: “I Patagarri” (Ph. Simone Cecchetti); Federico Buffa

Pietro Micca, nel bronzo la storia di un eroe popolare

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Nel 1863, dopo un primo e vano tentativo di fusione della statua, il fonditore francese Pietro Couturier portò a termine l’incarico assegnatogli; il Consiglio Comunale scelse quindi di innalzare la statua poco lontano dal luogo stesso dove un secolo e mezzo prima era successo il fatto, cioè di fronte al Mastio della Cittadella il quale, in onore dell’evento, venne opportunamente restaurato a carico del Ministero della Guerra

Il monumento è collocato all’angolo tra via Cernaia e corso Galileo Ferraris, nel giardino dedicato ad Andrea Guglielminetti. La statua ritrae Pietro Micca, posto sulla sommità di un alto basamento modanato, in posizione eretta con la divisa degli artiglieri presumibilmente nell’atto fiero e consapevole che precede lo scoppio delle polveri. Infatti, mentre nella mano destra tiene la miccia, la sinistra è serrata a pugno quasi a voler enfatizzare, unitamente alla tensione della leggera torsione, il momento decisivo che precede l’innesco delle polveri (in riferimento all’episodio eroico che lo rese celebre).

 

Pietro Micca nacque a Sagliano il 6 marzo 1677 da una famiglia dalle origini modeste. Arruolato come soldato-minatore nell’esercito del Ducato di Savoia, è storicamente ricordato per l’episodio di eroismo durante il quale perse la vita al fine di permettere alla città di Torino di resistere all’assedio del 1706, durante la guerra di successione spagnola.La tradizione narra che la notte tra il 29 ed il 30 agosto 1706 (e cioè durante il pieno assedio di Torino da pare dell’esercito francese) alcune forze nemiche entrarono in una delle gallerie sotterranee della Cittadella, uccidendo le sentinelle e cercando di sfondare una delle porte che conducevano all’interno. Pietro Micca, che era conosciuto con il soprannome di passepartout, decise (una volta capito che lui ed il suo commilitone non avrebbero resistito per molto) di far scoppiare della polvere da sparo allo scopo di provocare il crollo della galleria e non consentire il passaggio alle truppe nemiche. Non potendo utilizzare una miccia lunga perché avrebbe impiegato troppo tempo per far esplodere le polveri, Micca decise di impiegare una miccia corta, conscio del rischio che avrebbe corso. Fece allontanare il suo compagno con una frase che sarebbe diventata storica “Alzati, che sei più lungo d’una giornata senza pane” e senza esitare diede fuoco alle polveri.

Morì travolto dall’esplosione mentre cercava di mettersi in salvo correndo lungo la scala che portava al cunicolo sottostante; era il 30 agosto del 1706.Il gesto eroico del minatore-soldato sarà riconosciuto in seguito durante tutto il Risorgimento come autentico simbolo di patriottismo popolare, sino ad essere ricordato ai giorni nostri.L’idea di celebrare con un monumento l’eroe popolare, nacque già nel 1837 dal Re Carlo Alberto alla morte dell’ultimo discendente maschile del soldato ‘salvatore’ della Città. Modellato dallo scultore Giuseppe Bogliani, il busto di Pietro Micca (rigorosamente in bronzo) ritraeva l’eroe con il capo coronato di gramigna con accanto una Minerva-guerriera seduta con una corona di quercia. Il monumento però non sembrava rispondere completamente al concetto di popolare riconoscenza con cui si sarebbe voluto ricordare Pietro Micca e così venne per così dire abbandonato all’interno dell’ Arsenale di Torino. Dopo circa vent’anni, nel 1857, da parte di uno scultore dell’Accademia Albertina di Belle Arti, Giuseppe Cassano, venne ripresa l’idea di ritrarre Pietro Micca.

Il Consiglio comunale, in seduta del 29 maggio 1858, approvò l’iniziativa ed il Re Vittorio Emanuele II espresse il desiderio che la statua del Micca venisse realizzata in bronzo ed eseguita nelle fonderie dell’Arsenale. In momenti differenti il Parlamento stanziò per il monumento L. 15.000 con le quali vennero pagate le sole spese di fusione; unitamente la sottoscrizione pubblica stanziò L. 2.200 (appena utili al rimborso dello scultore Cassano), L. 7.700 a Pietro Giani per la realizzazione del piedistallo e L. 2.000 per la posa in opera, arrivando così ad un costo totale di L. 26.900.

Nel 1863, dopo un primo e vano tentativo di fusione della statua, il fonditore francese Pietro Couturier portò a termine l’incarico assegnatogli; il Consiglio Comunale scelse quindi di innalzare la statua poco lontano dal luogo stesso dove un secolo e mezzo prima era successo il fatto, cioè di fronte al Mastio della Cittadella il quale, in onore dell’evento, venne opportunamente restaurato a carico del Ministero della Guerra. La sera del 4 giugno 1864 venne finalmente inaugurato il monumento ad onorare il gesto eroico del soldato-minatore di Sagliano.L’importanza dell’impresa di Pietro Micca è celebrata anche nel Museo che porta il suo nome, luogo dove è esposto il monumento a Pietro Micca del Bogliani del 1836.

 

Ed anche per questa volta la nostra “passeggiata con il naso all’insù” termina qui. Ci rivediamo per il prossimo appuntamento con Torino e le sue meravigliose opere.

 

Simona Pili Stella

Tre grandi serate chiuderanno l’Evergreen Fest al Parco della Tesoriera

I Queen of Saba, Simone Bernini, Lele Roma, Xenia Ensemble e Federico Sirianni saranno gli artisti che chiuderanno l’undicesima edizione di Evergreen Fest con un’esplorazione intergenerazionale di musica e parole. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso il Parco della Tesoriera di Torino, con ingresso libero e gratuito, a eccezione del concerto dei Queen of Saba, per cui è previsto un biglietto di 10 euro per l’accesso all’area spettacolo. Proprio il duo veneto, che vanta importanti collaborazioni con Big Mama e Willie Peyote, noto per affrontare temi riguardanti l’antimilitarismo e l’identità di genere, sarà protagonista della serata di venerdì 17 luglio prossimo, che inizierà alle 21.30. Il pubblico avrà l’occasione di ascoltare dal vivo alcuni brani dell’ultimo album dei Queen of Saba, uscito nel mese di giugno scorso e intitolato “Bricioline”.

Sabato 18 luglio, sempre alle 21.30, il giovane cantautore torinese Simone Bernini sarà il protagonista di una serata caratterizzata da musiche blues, rock e soul. Bernini, il cui ultimo singolo, dal titolo “Mephis”, è arrivato a registrare 1,5 milioni di stream e 16 milioni di visualizzazioni sui social, si è esibito anche al “105 Summer Festival” di Senigallia. Dopo il concerto, la serata proseguirà con l’energia di Lele Roma e della sua “Lele Land”, per un viaggio musicale, ascoltabile in modalità “silent”, attraverso cuffie wireless distribuite dall’organizzazione.

La chiusura di domenica 19 luglio sarà affidata alle sonorità del quartetto d’archi Xenia Ensemble, che si esibirà alle ore 11 in un concerto organizzato in collaborazione con il Coordinamento Associazioni Musicali di Torino, mentre alle 21.30 salirà sul palco Federico Sirianni, che quest’anno festeggia l’anniversario della sua carriera con 35 anni da “Outsider – Da De Andrè alla Felicità”. Il cantautore genovese racconta fra musica e parole la sua storia artistica: dall’incontro con Fabrizio De André alle diverse finali al Premio Tenco, fino alle tournée internazionali e alle prestigiose collaborazioni con musicisti del calibro di Greg Cohen, contrabbassista di Tom Waits, e Rafa Gayol, batterista di Leonard Cohen. Ad accompagnarlo su palco Elisabetta Bosio (violino), Veronica Perego (contrabbasso) e Valeria Quarta (voce e percussioni).

Il Festival est si congeda dal palco principale, ma la programmazione continuerà fino al 30 agosto con una serie di concerti di musica classica diffusi nel Parco della Tesoriera.

Evergreen Fest è organizzato da Tedacà, si inserisce nell’ambito del programma culturale “Che Bella Estate!”, un progetto della Città di Torino, in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino. Main sponsor Iren, con il sostegno di Regione Piemonte, Quarta Circoscrizione della Città di Torino e Fondazione CRT. Media Partner Radio Energy.

Il calendario completo, maggiori informazioni e prevendita dei biglietti sono disponibili sul sito www.evergreenfest.it.

Mara Martellotta

A Torino nasce il Festival del Paesaggio Fluviale


Arte contemporanea, ecologie radicali e ricerca internazionale lungo il Sangone
Dal 20 al 27 settembre 2026 prende vita a Mirafiori “Il fiume che ci attraversa”, la prima edizione di un nuovo festival internazionale che trasforma il torrente Sangone in un laboratorio di arte, ecologia e partecipazione. Tra gli ospiti ci sono l’artista portoghese Maja Escher, il collettivo berlinese Perperúna Ensemble, ricercatori, artisti e attivisti provenienti da tutta Europa.
A settembre Mirafiori ospita la prima edizione del Festival del Paesaggio Fluviale Il fiume che ci attraversa”, un nuovo progetto culturale dedicato alle relazioni tra arte contemporanea, paesaggio, ricerca scientifica e partecipazione civica. Laboratori, passeggiate, installazioni, attività per famiglie, incontri pubblici e momenti di ricerca aperti alla cittadinanza daranno vita a un programma diffuso lungo il Sangone. Il paesaggio fluviale si trasformerà così in uno spazio di sperimentazione condivisa, dove pratiche artistiche, ricerca scientifica e partecipazione civica si incontrano per immaginare nuove relazioni con il territorio.

Il Festival è ideato e curato da Licia Soldavini, Caterina Selva e Lorenza Manfredi e nasce per iniziativa della Fondazione della comunità di Mirafiori, in collaborazione con Orti Generali e Città di Torino, nell’ambito del progetto europeo Horizon 2020 ClimaGen – Climate, Imagination, Engagement. La partecipazione a tutte le attività è gratuita.

Nel panorama italiano delle manifestazioni dedicate al rapporto tra arte e ambiente, “Il fiume che ci attraversa” si distingue per un approccio fortemente interdisciplinare che mette in dialogo arte contemporanea, ricerca accademica, ecologia politica, progettazione del paesaggio e pratiche partecipative, assumendo il fiume non come semplice scenario naturale, ma come dispositivo culturale e infrastruttura civica capace di generare nuove forme di conoscenza e cura dei territori.

Il Festival nasce a Mirafiori sud, quartiere simbolo della storia industriale italiana, oggi protagonista di una profonda trasformazione urbana, sociale e ambientale, custode di un patrimonio culturale e paesaggistico spesso poco conosciuto: il torrente Sangone, Orti Generali, il Mausoleo della Bela Rosin, il Rifugio Antiaereo e un sistema di parchi e aree verdi, che raccontano un nuovo rapporto tra città e natura. Il Festival sceglie di partire da questo patrimonio per consolidare una nuova narrazione del quartiere, già avviata con l’Opera IDOLO di Mike Nelson, valorizzandone il ruolo di laboratorio di innovazione culturale, ecologica e civica. La cultura attiva così nuove relazioni, contribuendo a ridefinire l’identità di Mirafiori sud come uno dei luoghi più dinamici della sperimentazione sul paesaggio urbano in Italia.

L’inaugurazione ufficiale si svolge venerdì 25 settembre con interventi delle curatrici e delle Istituzioni, seguiti da momenti performativi. Da domenica 20 settembre sono previste attività “Verso il Festival”, come il laboratorio con materiali di recupero, Alghe Acquatiche, condotto dall’artista Stefano Fiorina, o l’escursione nel Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè, nei luoghi attraversati alla sua nascita dal torrente Sangone.

Dal 22 al 25 settembre saranno in programma due workshops formativi per studentə. Incontri per un’altra cartografia lungo il torrente Sangone, sviluppato insieme al Politecnico di Torino in collaborazione con i Corsi di Laurea Magistrale in Pianificazione Urbanistica e Territoriale e Architettura del Paesaggio, e il workshop con studentə dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino dell’artista portoghese Maja Escher, tra le protagoniste di Manifesta 15 e finalista dell’EDP Art Award, che lavorerà al progetto dell’installazione partecipativa •Pietra•Radice•Serpente•, una Nature-Based Solution che interpreta il fiume come organismo vivente capace di connettere corpi, memorie e comunità.

Accanto a Escher, il programma del Festival riunisce alcune delle voci più interessanti della ricerca artistica contemporanea: Ifor Duncan, ricercatore dell’Università di Utrecht e del progetto ERC EcoViolence; studiosi come Federico BrogginiAlberto DorettoMarco Giardino e Sofia Beschi, insieme a performer, illustratori, geografi, architetti e collettivi interdisciplinari provenienti da diversi Paesi europei.

Tra gli appuntamenti più innovativi figurano inoltre Swamp Jam di Melma Crew, in collaborazione con Radio Banda Larga, che traduce in un’esperienza performativa le relazioni invisibili dell’ecosistema del Sangone attraverso microscopia e sound design dal vivo; la conversazione Alleanze più che umane, dedicata alle nuove ecologie politiche e al femminismo acquatico, una prospettiva di ricerca che, a partire dai corsi d’acqua intesi come infrastrutture ecologiche e affettive, ma anche come archivi di conflitti e disuguaglianze, mette in luce possibilità di riparazione e di immaginazione di altre forme di cura e coesistenza.
Dialoghi Inaspettati sono dispositivi partecipativi che superano il formato tradizionale del convegno o della mostra e che permettono un confronto tra cittadini, amministratori, artisti e ricercatori; le passeggiate geologiche, i laboratori dedicati alle famiglie, le performance di canti e racconti polifonici del Perperúna Ensemble di Berlino e la proiezione, tra altri, del documentario “I ricordi del fiume” dei fratelli De Serio.

Il fiume che ci attraversa” propone un nuovo paradigma culturale: leggere il paesaggio fluviale come archivio vivente di biodiversità, memoria, conflitti e possibilità, facendo della dimensione del festival uno strumento di ricerca, partecipazione e trasformazione dei territori.

Con questa prima edizione, Torino inaugura una manifestazione destinata a occupare uno spazio originale nel panorama italiano dei festival dedicati all’arte contemporanea e all’ecologia, proponendo il paesaggio fluviale come luogo privilegiato per sperimentare nuove alleanze tra discipline, istituzioni e comunità. Per Mirafiori sud significa avviare un progetto destinato a lasciare un’eredità concreta: nuove opere pubbliche, reti di collaborazione locali e internazionali, conoscenze condivise e una rinnovata consapevolezza del valore del Sangone come bene comune e infrastruttura culturale della città.

Informazioni utili:
La partecipazione alle attività è gratuita e libera (alcune attività sono a prenotazione obbligatoria, a partire dal 1° settembre 2026 a prenotazioni@fondazionemirafiori.it)

Scopri il programma su https://mirafioridopoilmito.it/fpf2026-programma-contenuti/
e su Instagram @mirafioridopoilmito