CULTURA E SPETTACOLI

Gli States… in cornice

Al “Forte di Bard”, grande mostra fotografica incentrata sul “racconto” degli Stati Uniti d’America con foto in arrivo dall’Agenzia “Magnum Photos”

Fino all’8 marzo 2026

Bard (Aosta)

Polo culturale d’eccellenza della Vallée, il sabaudo “Forte di Bard” appare sempre più orientato a diventare un vero e proprio “centro nevralgico” per quanto riguarda le esposizioni dedicate all’arte fotografica. Da poco conclusesi le rassegne “Oltre lo scatto” e “Gianfranco Ferré, dentro l’obiettivo”, e ancora in corso “Bird Photographer of the Year 2025”, l’ottocentesca Fortezza torna a proporre una nuova esposizione, a soggetto gli “States”, attingendo niente meno che dagli Archivi dell’Agenzia “Magnum Photos”, una delle più importanti Agenzie Fotografiche a livello mondiale, oggi guidata da Cristina de Middel e fondata ( inizialmente con due sedi, a New York e a Parigi) nel 1947 da Maestri del calibro di un Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger, William (detto Bill) e Rita Vandivert.

“Magnum America. United States”, é il titolo dell’attuale rassegna allestita nelle sale delle “Cantine” fino a domenica 8 marzo 2026, promossa, nel solco di un’ormai consolidata collaborazione sul fronte della fotografia storica e del costume dal “Forte” valdostano e da “Magnum”, e curata dalla critica d’arte Andrèa Holzherr, responsabile della promozione dell’“Archivio Magnum”. Organizzata in capitoli decennali, dagli anni ’40 ai giorni nostri, “l’esposizione – sottolineano gli organizzatori – ha quale primo obiettivo quello di porre a confronto persone ed eventi ordinari e straordinari, offrendo un’interpretazione commovente del passato e del presente degli Stati Uniti d’America, mettendone al contempo in discussione il futuro”. Il futuro di un Paese, cui “Magnum Photos” fin dai suoi inizi ha guardato con interesse e profonda analisi critica, com’era e com’é necessario per una nazione da sempre simbolo di “libertà” e “abbondanza”, ma anche di tensioni sociali, sconvolgimenti culturali e divisioni politiche non di poco conto e quasi sempre proiettate, nel bene e nel male, sul destino del resto del Pianeta.

Ecco allora, fra gli scatti in parete, l’iconica immagine di profilo di “Malcolm X” (Malcolm Little) attivista politico, leader nella lotta degli afroamericani per i “diritti umani”, assassinato durante un discorso pubblico ad Harlem all’età di soli 39 anni, da membri della “NOI – Nation of Islam”, gruppo “nazionalista nero” che predicava la creazione di una “nazione nera” separata all’interno degli States. Lo scatto è a firma della fotografa americana Eve Arnold, la prima free lance donna della “Magnum”. Di Bruce Gilden, ritrattista eccezionale di gente comune incontrata a Coney Island, piuttosto che a New York centro, è toccante il primo piano sofferente e affaticato di “Nathen”, ragazzo di campagna dell’Iowa, che non nasconde all’obiettivo la libera “voce” delle sue lacrime. E poi la grandiosa “Ella Fitzgerald” di Wayne Forest Miller, fra i primi fotografi occidentali a documentare la distruzione di Hiroshima, insieme al curioso caotico intrecciarsi di mani fra “John Fitzgerald Kennedy” e la folla dei sostenitori in un comizio per le “Presidenziali” del 1960.

Per molti dei fondatori europei di “Magnum”, l’America rappresentava “sia una nuova frontiera che un banco di prova per la narrazione fotografica”Robert Capa ha catturato il glamour di Hollywood e l’ottimismo del dopoguerra, mentre l’occhio attento di Henri Cartier-Bresson ha analizzato i rituali e i ritmi del Paese “con uno sguardo distaccato e antropologico”. Con la crescita dell’Agenzia, fotografi americani come Eve ArnoldElliott Erwitt e Bruce Davidson hanno contribuito con prospettive privilegiate, documentando tutto o quasi: dal movimento per i diritti civili e le proteste contro la “Guerra del Vietnam”, ai ritratti di comune quotidianità nelle piccole città e nelle grandi metropoli. Dai grandi trionfi ai più profondi traumi: il “V-day” (“Victory in Europa Day”), la Marcia su Washington, Woodstock, l’11 settembre, le campagne presidenziali, gli eventi sportivi, le manifestazioni culturali, i disastri naturali e le profonde cicatrici della disuguaglianza razziale ed economica. “Insieme, queste immagini formano un mosaico – concludono gli organizzatori – a volte celebrativo, a volte critico, sempre alla ricerca e che continua ad interrogarsi su cosa sia l’America e cosa potrebbe diventare”.

Gianni Milani

“Magnum America”

Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Fino all’8 marzo 2026

Orari: mart. – ven. 10/18; sab. – dom. e festivi 10/19. Lunedì chiuso

Nelle foto: Eve Arnold / Magnum Photos “Malcolm X”, Chicago, USA, 1961; Bruce Gilden / Magnum Photos “ Nathen, a farm boy”, Iowa, USA, 2017; Wayne Miller / Magnum Photos “Ella Fitzgerald”, Chicago, USA, 1948

Caluso: “Invisibile”, il nuovo romanzo di Debora Bocchiardo

verrà presentato sabato 31 gennaio a Caluso, presso la biblioteca Mottini

La biblioteca Mottini, in collaborazione con l’associazione Vivi la Biblioteca Odv di piazza Mazzini 2, a Caluso, proporrà sabato 31 gennaio, alle 16, la presentazione del nuovo romanzo “Invisibile”(Edizioni Pedrini) della giornalista e scrittrice Debora Bocchiardo.

Il romanzo ha debuttato lo scorso anno al Circolo dei Lettori di Torino, riscuotendo un buon successo si pubblico e anche alle principali fiere di editoria sia in Italia sia all’estero.

Dopo il salone di Francoforte, il romanzo è ora in vendita oltre che presso le librerie italiane o agli eventi, anche sui principali portali Internet e in librerie multilingue di Parigi e di Lisbona.

“La vicenda umana al centro di questo mio settimo romanzo- spiega l’autrice Debora Bocchiardo- è inventata, sono frutto di ricerca il contesto e le condizioni sociali in cui è inserita. La protagonista è una donna che affronta la vita e le sfide che essa le porta tra l’indifferenza del mondo che la circonda. Nonostante tutto la solitudine diventerà la sua forza. Vittorie e sconfitte si alternano nella vita forgiandola attraverso mille vicissitudini , a partire da quando rimane orfana nel 1919 per poi arrivare praticamente ai giorni nostri. Alla base di questa mia nuova avventura letteraria vi sono, da un lato, una condanna all’indifferenza e, dall’altra, un invito alla vita, ad accoglierla e sfidarla senza mai arrendersi pur di perseguire i propri obiettivi”.

“Il nuovo romanzo di Debora Bocchiardo – spiega il direttore editoriale Ennio Pedrini – si impone nella dura scorrevolezza degli eventi che si dilatano nella vita della protagonista, per condurci in un labirinto carico di suspense. I personaggi del romanzo si appropriato delle atmosfere e delle ambientazioni metropolitane, dalla capitale francese, Parigi, a quella piemontese, Torino, fino ai borghi di Castellamonte e del Canavese”. Il lettore viene coinvolto all’interno di una narrazione brillante, quasi un viaggio alla ricerca della giustizia. Il libro è un gioiello da scoprire, dalle trame intricate, protagonista una donna dalla vita pericolosa e complicata, che conduce un’esistenza tra la guerra e il dopoguerra, in un gioco sottile cui le apparenze esplorano anche rapporti ambigui. Debora Bocchiardo conferma il suo talento nel creare storie e personaggi che conducono tra strade oscure e inquiete una donna, invisibile, che saprà prendersi la sua rivincita. Si tratta di un giallo aperto al ragionamento e agli Intrecci casuali, che rivolge uno sguardo duro e penetrante alla critica sociale del tempo, sviluppando un sottile fil rouge con la realtà contemporanea.

Mara Martellotta

Lorella Cuccarini, cinquant’anni di “Aggiungi un posto a tavola”

Lorella Cuccarini torna a teatro come speciale guest nel ruolo di Consolazione, nella celebre commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei e Giovannini”, con Giovanni Scifoni nel panni di Don Silvestro, in scena al teatro Alfieri da venerdì 30 gennaio, alle 20.45, a domenica 1⁰ febbraio alle 15.30. Sabato sono previste recite alle 15.30 e alle 20.45.

La storia, liberamente ispirata a “After me the deluge” di David Forrest, narra le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di campagna, che un giorno riceve una telefonata inaspettata. Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per affrontare l’imminente secondo diluvio universale. Don Silvestro, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l’avido Sindaco Crispino, che tenterà di ostacolarlo in ogni modo, e l’arrivo di Consolazione, donna di facili costumi che metterà a dura prova gli uomini del paese. Una volta terminata l’arca, interviene un Cardinale inviato da Roma che convince i paesani a non seguire Don Silvestro che, a suo dire, disonora l’abito che porta. Inizia il diluvio e, sull’arca, si ritrovano solo Don Silvestro e Clementina, la giovane figlia del Sindaco, perdutamente innamorata di lui. L’acqua incomincia a sommergere i paesani e Don Silvestro, nel cui ruolo è Giovanni Scifoni, decide di abbandonare il rifugio sicuro dell’arca per condividere con i fedeli quel terribile momento. Si tratta di un gesto infinito d’amore, tanto che Dio, vedendo fallire il suo progetto, interrompe il diluvio e fa apparire l’arcobaleno. La pièce si chiude su una tavola festosa, celebrando il ritorno della serenità benedetta da Dio. Il testo e la regia originale sono di Garinei Giovannini. La collaborazione drammaturgica di Iaia Fiastri, le musiche di Armando Trovaioli. La voce è di Enzo Garinei.

Mara Martellotta

Mozart, al  Cineteatro Baretti la maratona musicale

Diventa maggiorenne la rassegna “Mozart Nacht und Tag”, nata all’ombra della Mole e ideata dall’Associazione Baretti, in particolare con l’impegno del regista Davide Livermore, per festeggiare la nascita di W. Amadeus Mozart, e celebrare il suo genio artistico. La rassegna prenderà il via venerdì 30 gennaio e si concluderà domenica 1 febbraio in vari luoghi simbolo della città, per un totale di 110 appuntamenti a ingresso gratuito, con contributo popolare, con solisti, ensemble, cori e orchestre.
Si tratta di un evento che, a partire dalla sala del Cineteatro Baretti, nel quartiere di San Salvario, a Torino, coinvolgerà il territorio regionale, con la partecipazione dei Conservatori regionali del Piemonte, in un programma coordinato da un comitato scientifico composto di collaboratori del Baretti, altre associazioni culturali e a realtà accademiche. Il coordinamento artistico è affidato a Corrado Rollin e Giorgio Griva. Più di 400 i musicisti coinvolti in questa maratona, in cui le note del maestro di Salisburgo risuoneranno anche al Conservatorio Giuseppe Verdi, dove venerdì 30, alle 20.30, si terrà l’inaugurazione. È consigliabile prenotare tramite il link eventi.conservatoriotorino.eu.
Altre location della rassegna saranno la chiesa della Gran Madre di Dio, l’oratorio di San Filippo Neri, il tempio Valdese, il castello del Valentino, il Polo delle Rosine, dove verrà ospitata l’iniziativa “Questa sera giochiamo con le ‘nozze di Figaro’”, un quiz musicale e teatrale ideato da Corrado Rollin e che coinvolgerà cantanti, pianoforte e pubblico in un gioco partecipativo. Saranno protagonisti i soprani Francesca Lanza e Alessandra Sassi, il baritono Emilio Marcucci, la pianista Anna Barbero e l’attore Sax Nicosia. Si tratta di un’iniziativa che è stata ideata per gli appassionati di melodramma e per avvicinare all’opera chi lo fa per la prima volta. Questa iniziativa vuole anche celebrare i 270 anni della Fondazione del Polo artistico e culturale delle Rosine, nato per volere di Rosa Govone 270 anni fa, proprio come gli anni che compie quest’anno Mozart, nato il 27 gennaio 1756.

Info: www.cineteatrobaretti.it

Mara Martellotta

Visita tematica della Palazzina di Caccia e “Tosca” dell’Ensemble Belliners

La Palazzina di Caccia di Stupinigi si racconta come luogo di festa e di spettacolo, e domenica 1 febbraio un appuntamento speciale unirà una visita tematica dedicata alla vita mondana della residenza all’opera lirica “Tosca” di Giacomo Puccini, eseguita dall’Ensemble Belliners. L’evento prenderà avvio alle 15.45 con “La festa e lo spettacolo a Stupinigi”, una visita tematica della Palazzina che accompagnerà i visitatori alla scoperta degli spazi che hanno ospitato cerimonie, matrimoni, banchetti e momenti di intrattenimento. Si tratta di un percorso che restituisce il ruolo centrale di Stupinigi come luogo di ritrovo prima e dopo le battute di caccia, pensato per il divertimento della corte. Alle 17 la musica diventerà protagonista con la “Tosca” di Puccini, proposta in una versione originale dell’Ensemble Belliners. L’opera viene presentata in una rivisitazione cameristica per quartetto d’archi e oboe, con musiche trascritte da Gabriele Colombo, dalle partiture di Giacomo Puccini. Nonostante la riduzione e d’organico rispetto alla versione operistica originale, la tensione drammatica dell’opera è mantenuta attraverso una narrazione che accompagna l’esecuzione musicale. Tutti i momenti musicali più significativi sono presenti e alter ATI al racconto della vicenda.

L’Ensemble Belliners nasce nell’agosto 2023 dopo anni di collaborazione tra i musicisti durante il percorso di studi al Conservatorio di Torino. Il gruppo si distingue oer un linguaggio musicale e comunicativo innovativo, con spettacoli sempre molto apprezzati. Il loro repertorio è ampio, ma particolarmente incentrato sul melodramma. I componenti dell’Ensemble sono Giovanni Putzulu e Francesco Costamagna ai violini, Simone De Matteis alla viola, Mitja Liboni al violoncello e Gabriele Colombo, oboe, corno inglese e narratore.

Concerto gratuito compreso nel biglietto d’ingresso. Visita tematica: 5 euro oltre al biglietto d’ingresso: intero 12 euro – ridotto 8 euro – gratuito per persone con disabilità e accompagnatori, minori di sei anni e possessori di abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card. Prenotazione obbligatoria per la visita tematica entro il venerdì precedente allo 011 6200601 – stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it

Orari: da martedì a venerdì 10-17.30, ultimo ingresso ore 17 / sabato, domenica e festivi 10-18.30, ultimo ingresso ore 18.

Mara Martellotta

La “Generazione Z” si racconta a teatro

Allo “Spazio Kairos” di Torino va in scena “Oasi Kebab” con la torinese Compagnia Teatrale “Operazione Miro”

Venerdì 30 gennaio, ore 21

Sul palco un racconto di drammatica, inquietante attualità. Al centro della storia che si va a narrare, giovani “post-Millenials”. I giovani–giovanissimi della cosiddetta “Generazione Z” (quella “coorte demografica” indicativamente nata fra gli ultimi anni del secolo scorso e la prima decina o poco più del Terzo Millennio); l’era dei “nativi digitali”, cresciuta con “Internet” e “Smartphone” e spesso, oggi, al centro di gravi episodi di criminalità più o meno organizzata (baby gang, violenza urbana, bullismo) generata da vari fattori e disagi generazionali sui quali è difficile esprimersi con reale competenza e unitarietà, ma certamente amplificati dalla deleteria “realtà virtuale” dei social media, nonché da “sottoculture trap” (la “musica trap” è colonna sonora di quel malessere giovanile fatto di rabbia e delirio di onnipotenza) esaltanti soldi, droga e violenza. Ma anche solitudine infinita, speranze scomparse nella voragine del nulla. Amici fidati e frequenti compagni di tristi avventure, le pistole esibite nei social con espressioni deliranti, coltelli che paiono parte integrante di un abito-divisa, portati come armi di difesa e (spesso) di offesa in giro per le strade, nelle notti della “Movida” … a scuola. Le comuni reazioni di noi “Boomers”: tanta incredulità, tanta tristezza, tanta dolorosa apprensione. Il tutto a fronte di episodi incomprensibili, ingiustificabili e sempre più frequenti. Registrati un giorno sì e l’altro pure. Ultimo, in ordine di tempo (come non ricordarlo!) l’uccisione in un Istituto Tecnico di La Spezia del diciottenne Aba, strappato a questo mondo con una feroce coltellata infertagli dal diciannovenne Zouhair Atif, per motivi di gelosia. Vite spezzate. Famiglie distrutte. E la società e la politica a farsi domande, ipotesi su ipotesi, perfino a litigare (lo sport preferito dei nostri “regnanti”) senza rendersi conto della necessità di serie prese di posizione, di richieste di sicurezza per cui non esistono colori politici, ma solo la volontà di un impegno comune in grado di riportare etica, pace, rispetto e fratellanza in questo nostro piccolo piccolo mondo.

Ed é proprio in questo mondo, attraverso queste strade e in preda a questi disgraziati “travagli” (su cui troppo mi sono dilungato e, di ciò, chiedo venia) che s’aggira il protagonista, specchio di un profondo “disagio post-adolescianziale”, dello spettacolo teatrale – inserito nella stagione “Unicum” di “Onda Larsen” – in programma venerdì 30 gennaio (alle 21) presso lo “Spazio Kairos” di via Mottalciata 7, a Torino. Titolo: “Oasi Kebab”.

Scritto da Bruno Orlando, viene messo in scena dalla torinese Compagnia “Operazione MIRO – Mondi Immaginari Realtà Obiettive” e vede sul palco lo stesso Orlando, con Martina Michelini e Luca Catarinella, gruppo nato dalla Scuola di Teatro “Sergio Tofano”, diretta da Mario Brusa, e dalla “Shakespeare School” di Jurij Ferrini. Al centro della storia, in una notte di pioggia, un diciannovenne che si finge un’altra persona per lavorare come cameriere nella panineria ambulante “Oasi Kebab”. Lo chef Francesco lo istruisce sulla gestione della notte, mentre il ragazzo ha in realtà “intenzioni criminali”, supportato da Clarissa, unica cliente presente.

La noia e l’incertezza sul futuro sono “presenze vive” sul palco. Che i tre attori trasmettono e ne condividono, in ogni minima sfumatura, con il pubblico. Così da chiedersi se mai, quelle brutte “canaglie” – “noia” e “incertezza” – possano davvero spingere a comportamenti avventati. E pericolosi. Di certo possibili in quell’oceano di malessere, silenzioso ma profondo e incombente nella sua terrifica realtà.

A confermarlo gli stessi attori: La ‘Generazione Z’ ha subìto il trauma della pandemia da Covid-19 negli anni più importanti per la crescita personale e lo sviluppo di una propria identità. Non è un caso che il tasso di suicidi tra gli adolescenti in tutto il mondo sia salito come non mai: è l’effetto di un malessere generazionale. Un malessere che, diversamente dalle epoche passate, è più mentale che fisico, quasi senza sintomi. Eppure si sta male. In mezzo all’incertezza delle prospettive future, basta un attimo per ritrovarsi a compiere azioni avventate, senza un vero senso di fondo apparente. Quante volte di fronte a tragiche notizie ci domandiamo: come è possibile? La risposta è palese: queste azioni risultano essere una delle molteplici conseguenze causate dalla mancata promessa di un futuro”. Quella che ormai è spesso disattesa dalla nostra società. E da chi forse (famiglia, scuola, politica? O meglio, tutte e tre!) ancora potrebbe prendere in mano le redini di un “cavallo impazzito” apparentemente non più gestibile. Anche se, in lontananza, brillano ancora tenui lumi di speranza. Accesi spesso dagli stessi “giovani”. A noi tutti – istituzioni, madri e padri e nonni, tutti insieme – non lasciarli spegnere.

Gianni Milani

Nelle foto: immagini dallo spettacolo

Da Faber al cielo

venerdì 30 gennaio – ore 21
TEATRO ATLANTIC – Borgaro T.se (TO)
Aldo Ascolese canta De André

Vincitore di oltre quindici premi come miglior interprete di Faber, ha collaborato anche
con altri nomi epici della musica italiana, da Francesco De Gregori a Gino Paoli, da
Francesco Guccini al Banco del Mutuo Soccorso, fino a Lucio Fabbri, storico violinista
della Premiata Forneria Marconi, e a Aldo Tagliapietra, cantante de Le Orme.
Nello spettacolo, dal titolo “Da Faber al cielo”, il polistrumentista Ascolese è
accompagnato sul palco da Laura Merione al violino e Gianluca Origone alla chitarra e
al bouzuki.
Il repertorio abbraccia tutti i brani più celebri e profondi di De André, da Via del Campo
a Creuza de ma, da Amore che vieni amore che vai a La canzone di Marinella, fino
all’intramontabile La canzone dell’amore perduto.
Durante il concerto vengono raccontati gli aneddoti della carriera di Ascolese, tra i quali
spicca la conoscenza con Faber, avvenuta grazie al figlio Cristiano, col quale Aldo
collaborava in un circolo di musica a Genova, dove entrambi si esibivano in qualità di
cantautori.
La serata include anche un piccolo tributo agli altri artisti che hanno segnato la vita di
Ascolese, con la performance di Generale e Buonanotte fiorellino di De Gregori e Il
vecchio e il bambino di Guccini. Si torna sul finale a De André con Il pescatore.
INFO BIGLIETTI
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I biglietti dello spettacolo sono in vendita:
– on-line su www.ticketone.it
– in tutti i punti vendita affiliati Ticket
One
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biglietteria@dimensioneeventi.it

“Io ricordo”, spettacolo teatrale sulla vita della senatrice Liliana Segre

 

In occasione del Giorno della Memoria presso l’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Avere memoria significa ricordare perché non accada più, questo è il senso delle iniziative nel Giorno della Memoria della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, quando verrà ospitato lo spettacolo “Io ricordo”, ispirato alla vita di Liliana Segre, con la compagnia teatrale Alma Rosé di e con Elena Lolli, venerdì 30 gennaio alle 11.30, presso l’Auditorium Vivaldi di piazza Carlo Alberto 5, a Torino.

La rappresentazione teatrale è una fedele narrazione della senatrice Liliana Segre, una delle poche ragazzine sopravvissute allo sterminio nel lager di Auschwitz, una narrazione ricostruita da materiale d’archivio e dalle sue pubblicazioni. Liliana Segre ha vissuto tante vite in una sola. Bambina espulsa dalla scuola, clandestina, deportata, e poi madre, moglie, testimone, attivista e senatrice. Solo la forza di guardare la bambina che è stata, di inabissarsi nel suo passato, le ha permesso di aprirsi una nuova stagione della vita, una vita da nonna, ma ancora con la forza di battersi, conoscere, opporsi, studiare e di lasciare una traccia nella coscienza civile.

“In occasione del Giorno della Memoria, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino esporrà eccezionalmente alcuni materiali significativi del proprio patrimonio legati alla Shoa, e ospiterà lo spettacolo ‘Io ricordo’, ispirato alla vita di Liliana Segre e realizzato dalla compagnia teatrale Alma Rosé. L’evento performative sarà dedicato in particolare alle scuole secondarie di primo e secondo grado sul territorio. In un tempo complesso e conflittuale, segnato anche dal risorgere di nuovi fenomeni di antisemitismo, appare urgente rafforzare nelle giovani generazioni gli strumenti critici di conoscenza delle fonti e disseminate la memoria di una delle pagine e più utenti della storia europea, perchè gli errori del passato non debbano ripetersi”.

Prima dello spettacolo, porteranno i saluti la Direttrice Marzia Dina Pontone, il Presidemte della Comunità Ebraica di Torino Dario Disegni e la Vicepresidente del Memoriale della Shoah di Milano Milena Santerini. Sul palco, a interpretare le mille vite di Liliana Segre, una sola attrice, Elena Lolli, con una lunga carriera costellata di successi fin dal 1997. L’attrice, che insieme a Manuel Ferreira ha ideato lo spettacolo, nelle note di scena spiega: “Ho voluto immaginare che la donna di oggi parli alla bambina che è stata. Quella bambina di otto anni che per tanto tempo non ha avuto il coraggio di guardare, la cui vita è stata stravolta dal momento in cui è stata espulsa da scuola. Ho voluto immaginare che la bambina arrivasse di notte: è lei a voler incontrare quell’anziana signora che, nel frattempo, si è costruita una vita normale. Le ferite non si possono nascondere o negare, prima o poi affiorano, e il mondo in cui ho immaginato che Liliana Segre si muovesse, non seguendo la linearità del tempo, vagando tra un ricordo e l’altro, guardando indietro e avanti per cercare di restituire la vitalità appassionata di una donna che come una matrioska si reinventa ogni volta non per sopravvivere ma per vivere”.

Il palco è volutamente spoglio. Allineate ai margini, due file di neon, a mezza altezza, e il suono di un treno lontano mescolato alle note di una vecchia canzone degli anni Cinquanta. Il regista Claudio Orlandini, nelle note, ha voluto in qualche modo richiamare il binario 21 alla Stazione Centrale di Milano, da cui partivano i treni diretti ai lager, e l’inizio di un periodo, quella della ricostruzione, che solo i sopravvissuti hanno potuto vivere.

“Passato e presente si mescolano per tutta la durata di un dialogo tra l’anziana donna di oggi e la bambina che è stata. L’attrice, nella parte della Ssgre, attraversa i momenti salienti della sua vita, quelli lontani e quelli più recenti, votati all’impegno politico. Di volta in volta, la scena diventa una scuola, un vagone piombato, Palazzo Madama, ogni volta ci riporta un momento della sua vita in un flusso di momenti che ci radicano nel nostro presente. È questo il senso di un teatro che non vuole relegare la memoria a quell’unica data del 27 gennaio, dentro al perimetro di Auschwitz, ma che vuole, attraverso la storia di Liliana Segre, raccontare quanto la memoria possa diventare azione concreta che riguarda tutti e tutto ciò che ci circonda”.

“Io ricordo” – produzione compagnia teatrale Alma Rosé – progetto di Manuel Ferreira e Elena Lolli, con Elena Lolli e per la regia di Claudio Orlandini.

www.almarose.it

Gian Giacomo Della Porta

“Sentieri spettacolari”… dopo lo sci, a San Sicario tutti a teatro

 

Tra teatro, musica e cinema, una nuova “stagione invernale” al Teatro “San Sipario” della nota località sciistica del Comune di Cesana Torinese

Dal 31 gennaio al 15 febbraio

San Sicario Alto – Cesana (Torino)

Sarà pur anche “piccola” in fatto di numero di proposte, ma è sicuramente di grande interesse e quanto mai opportuna e gradita. Parliamo di “Sentieri spettacolari”, la “nuova, piccola stagione teatrale invernale” (come da nota stampa) organizzata dalla Compagnia torinese “Onda Larsen” – dopo il precedente esperimento estivo – al Cinema – Teatro “San Sipario” di San Sicario Alto C1 3/b, frazione di Cesana Torinese, Alta Valsusa.

L’idea nasce dall’intenzione di offrire una valida proposta culturale agli sciatori e ai tanti “San Sicario lovers”, nonché di animare il periodo a cavallo del Carnevale, dal prossimo sabato 31 gennaio a domenica 15 febbraio. In cosa consiste? In quattro serate, fra musica teatro e parole, presentate in collaborazione con “Non Solo Neve”, partner del Progetto.

Spiega Riccardo De Leo, vicepresidente di “Onda Larsen”:  “San sicario è una realtà attenta alla cultura che non offre solo divertimento sulla neve: vuole valorizzare il suo cinema trasformandolo anche in teatroIl nostro obiettivo, è dunque quello di offrire, in collaborazione con l’Associazione ‘Non Solo Neve’, una mini rassegna che punti al divertimento e che coinvolga anche le famiglie. I nostri ‘Sentieri spettacolari’ guardano proprio alla meraviglia e allo stupore, elementi chiave non solo del teatro ma di tutto il mondo dello spettacolo.

Il “cartellone” aprirà con “Delitto imperfetto” (sabato 31 gennaioore 21), il testo scritto da Claudio Insegno e messo in scena dalla stessa “Onda Larsen” per la regia di Andrea Borini. Sul palco Riccardo De LeoGianluca Guastella e Lia Tomatis per un delitto quasi perfetto: non è facile, infatti, improvvisarsi “killer” e il risultato può essere piuttosto imperfetto, per non dire goffo o, addirittura, disastroso. Ma sicuramente esilarante. L’ambientazione – dicono i protagonisti – è il passaggio tra i superficiali anni ’80, in cui lavoro, amore e omicidi avevano lo stesso valore nell’inseguimento di un obiettivo, e gli anni ’90, in cui tutto sembrava dover cambiare. Alla fine si morirà… dalle risate!.

 

Spazio al cinema per il secondo appuntamento in programma, sabato 7 febbraio (ore 21), con “Un altro Ferragosto” (sequel di “Ferie d’agosto” del 1996), film diretto e scritto da Paolo Virzì (insieme a Francesco Bruni e a Carlo Virzì), protagonisti Silvio Orlando, Sabrina Ferilli, Christian De Sica, Laura Morante, Andrea Carpenzano, Vinicio Marchioni, Anna Ferraioli Ravel e Emanuela Fanelli. Ventotto anni dopo la loro estate insieme, i Molino e i Mazzalupi tornano a Ventotene per motivi diversi. Sandro è ormai morente e il figlio ventiseienne Altiero, imprenditore digitale sposato con un fotomodello, decide di invitare gli amici del padre a trascorrere un’ultima estate tutti insieme. Ma negli stessi giorni la cittadina ospita anche le nozze di Sabry Mazzalupi, diventata celebrità del web, che portano a Ventotene non solo la famiglia della donna, ma anche giornalisti, curiosi e arrampicatori sociali. E qui ci fermiamo.

 

“Opera Pop. Elisir d’amore” è il terzo particolare appuntamento inserito, non a caso, nel giorno di “San Valentino”, sabato 14 febbraiosempre alle 21. Lo spettacolo é firmato da Luigi Orfeo e intende omaggiare e far conoscere, attraverso la fertile teatralità della Compagnia “Casa Fools”, la singolarità musicale e creativa del grande Gaetano Donizetti. Si tratta di un riadattamento dell’opera del compositore bergamasco per narrare – in forma giocosa – le celebri vicende di Adina, Nemorino e tutti gli altri personaggi. “Utilizzando linguaggi scenici differenti nello stesso spettacolo, sulla scena si susseguono narrazione, giullarate, teatro di figura e marionette, con ritmo incalzante. Nelle orecchie brani che tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito”.

 

Infine, domenica 15 febbraioore 18,30,  Teatro per Famiglie con “Mago J Show”, adatto ai bambini dai 3 anni in avanti: lo spettacolo ha superato le 1500 repliche e gira l’Italia da 25 anni mescolando mimo, teatro di strada, circo, teatro fisico, animazione, magia, giocoleria e acrobatica. Un modo perfetto per avvicinare i piccolissimi alle sale teatrali.

 

Per info: “Onda Larsen”; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

 

G.m.

 

Nelle foto: Scene da “Delitto imperfetto”, “Opera Pop. Elisir d’amore” e “Mago J Show”