CULTURA E SPETTACOLI

Ad Maiora Art inaugura “Visioni Contemporanee”: al via la nuova collettiva estiva

 

Archiviato il successo della bipersonale di Cristiano Sandonà e Lara Valentino, Ad Maiora Art inaugura un nuovo appuntamento dedicato all’arte contemporanea. Dal 10 al 17 luglio (chiusura lunedì 13), la galleria di via Santa Maria 4/C ospiterà “Visioni Contemporanee”, mostra collettiva a ingresso libero che riunisce artisti accomunati da linguaggi e percorsi espressivi diversi, tra sperimentazione e richiami alla tradizione.
L’inaugurazione è in programma venerdì 10 luglio, dalle 17.30 alle 18, con un vernissage aperto al pubblico. L’esposizione segna anche l’introduzione del nuovo orario estivo della galleria, visitabile dal martedì alla domenica dalle 17 alle 20, una scelta pensata per favorire una partecipazione più ampia e rispondere alle esigenze di studenti, lavoratori e appassionati.
«Vogliamo rendere l’arte sempre più accessibile e vicina alle persone», spiegano i fondatori Alessio Torzi e Andrea De Benedictis, ribadendo la volontà di promuovere uno spazio aperto, inclusivo e capace di coinvolgere pubblici sempre più eterogenei.
Tra gli artisti presenti figurano Daniele Bertuglia, Galileo Marino, Emanuele Longo, Chiara Renda, Vania Perale, Susanna Dore, Sam Vikers, Giorgio Patrignani e Nicolette Juhasz. Con questa nuova collettiva, Ad Maiora Art conferma il proprio impegno nella promozione dell’arte contemporanea e del dialogo tra differenti sensibilità creative.

Enzo Grassano

Alla Camera dei Deputati conferito riconoscimento al prof. Quaglieni

Per i 60anni di attività al Centro Pannunzio

“Da Cavour alla Repubblica”

 

 E’ stato presentato con successo alla Camera dei Deputati martedì 7 luglio, che segna per la quarta volta la presenza della nostra Casa editrice a Montecitorio, il saggio del prof. Pier Franco Quaglieni “Da Cavour alla Repubblica. I rapporti tra Stato e Chiesa laicità e laicismo nella storia d’Italia”.

In volume si presenta con oltre 300 pagine, la cui copertina è stata realizzata da Ugo Nespolo e la prefazione è opera dello storico Giordano Bruno Guerri. La conferenza è stata proposta su interessamento dell’On. Alessandro Giglio Vigna Presidente della XIVa Commissione Politiche Unione Europea, moderatrice d’eccezione Cristina Del Tutto CEO di Radio Parlamentare, e dal dir. editoriale della Casa Editrice Pedrini che ha pubblicato il libro.

Ennio Pedrini nel corso dell’evento che ha registrato la presenza di numerosi ospiti e giornalisti è intervenuto sottolineando che: “Si tratta di un’opera importante, che manca nel panorama editoriale nazionale, e di cui si avvertiva la necessità. Nell’indice appare evidente, l’ampia scelta degli argomenti trattati, tra i quali, partendo dal Concordato del 1929 voluto da Mussolini sino ai Patti Lateranensi, per arrivare alla loro revisione con Craxi e alla posizione di Pannella. Il libro è un’opera documentata, solida, che affronta il tema non solo in termini politici ma anche culturali e filosofici. Personalmente, non posso che complimentarmi con il prof. Quaglieni, e sottolineare che il saggio è inserito a pieno titolo nella nostra Collana i Classici della Letteratura e segnalare per l’apporto al volume: i dottori: Ambrosini, Fracchia, Cavallera, Finetti, Vecellio e Vullo”. La presentazione del saggio è stata accompagnata dalla proiezione di un trailer realizzato da Enrico Benevenuta di Racconti e Territori Svelati. Al termine della presentazione è avvenuto il conferimento al prof. Quaglieni, della targa a riconoscimento dei 60anni di attività a favore del Centro Pannunzio di Torino, che sarà consegnata a Torino il 7 ottobre al Museo del Risorgimento. Il saggio è disponibile sul sito: edizionipedrini.com sulle principali piattaforme editoriali nazionali, ed in libreria.

Nelle foto:

Ospiti e giornalisti alla Camera dei Deputati. Il conferimento al prof. Quaglieni, della targa a riconoscimento dei 60anni di attività a favore del Centro Pannunzio di Torino. Il dir. editoriale Ennio Pedrini, al centro l’On. Giglio Vigna e la moderatrice Cristina Del Tutto Ceo di Radio Parlamentare in conferenza

Tracce di Templari, da Ventimiglia a Seborga

Quel giorno, nel dedalo di viuzze a Ventimiglia Alta, tra chiese quasi millenarie, San Michele, la cattedrale di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Francesco, un templare pugnalò a morte un capitano genovese. Templari e genovesi venivano spesso alle mani in città. Sovente si accendevano zuffe e risse anche per futili motivi e a volte finiva proprio male. L’ostilità tra i contendenti aveva raggiunto livelli molto alti dopo la conquista genovese della città più occidentale della Liguria. I ventimigliesi, gli antichi intemelii, non volevano finire sotto il controllo della Repubblica di Genova, cercarono di resistere con tutte le loro forze ma nel 1221 dovettero arrendersi al lungo assedio per mare e per terra. La durezza del dominio della Superba scatenò ben presto la reazione violenta degli abitanti che facendosi scudo dei templari, più energici e meglio armati, affrontavano spavaldi i genovesi e talvolta ci scappava il morto. Ebbene, quel giorno di otto secoli fa, le cronache del tempo riportano la notizia che il templare fra Raimondo Galiana scatenò la propria rabbia contro gli occupanti genovesi uccidendo un capitano della Superba. Perché i Templari si trovavano a Ventimiglia? La città dell’estremo ponente ligure era un importante centro commerciale e marinaro con un continuo viavai di gente.
I Templari assicuravano la scorta armata ai pellegrini diretti a Santiago di Compostela, nella Galizia spagnola, e ai mercanti in cammino verso le fiere di Arles e di Nimes. Tra templari e genovesi non correva buon sangue né in patria né nei territori d’Oltremare. Cavalieri rosso-crociati e genovesi erano schierati in due opposti partiti nel Vicino Oriente e le lotte tra di loro erano frequenti. I genovesi erano alleati con i cavalieri di Gerusalemme e con gli spagnoli mentre i templari erano insieme a veneziani e pisani, Ma accadeva anche qualcos’altro. Correva infatti la voce che nell’estremo ponente ligure, transitavano antiche reliquie sacre e altri oggetti misteriosi. Furono i Templari della vicina Seborga, piccolo borgo di meno di 300 abitanti nell’entroterra di Bordighera, a portarli via e a nasconderli? È solo leggenda o c’è qualcosa di vero? In fondo, sia l’Ordine del Tempio sia il fantomatico Principato di Seborga sono spesso avvolti in un’aura di mistero e non si può escludere che qualcosa potrebbe essere ancora nascosto nello stesso Principato ligure. E che dire di Ventimiglia che ancora oggi ospita i raduni mondiali di Templari del terzo millennio organizzati dal Gran Priorato del Principato di Monaco dell’Ordre du Temple de Jèrusalem? Perché proprio nell’antica Albintimilium, l’odierna Ventimiglia? Anche qui, nella parte più occidentale della costa ligure, la memoria dei cavalieri Templari è ancora viva. Quanti misteri…alla Giacobbo, il gigante di Freedom che li risolve…quasi sempre.
Eppure una spiegazione c’è anche in questo caso: qui i Cavalieri Bianchi ci sono stati davvero. E a Seborga? Non ci sono prove storiche concrete che dimostrino la presenza dei Templari in questo piccolo paese anche se la tradizione locale e alcune leggende mantengono in vita il legame tra il borgo e l’ordine cavalleresco. Un modo sicuro per arricchire il fascino storico e culturale della località collinare a nord di Bordighera. Si narra addirittura, secondo alcune leggende, che nel 1117 San Bernardo di Chiaravalle, monaco, abate e promotore della II Crociata (1147-1150) si recò a Seborga e consacrò i primi nove cavalieri templari nella chiesa a lui dedicata, prima della loro partenza per le Crociate. In paese si svolgono raduni che richiamano la presenza dei Templari e il Principato di Seborga, nato negli anni Novanta del secolo scorso per rivendicare una “favolosa” indipendenza, riconosce l’Ordine dei cavalieri bianchi. Secondo alcuni storici non si tratta solo di leggenda ma la tradizione templare di cui Seborga si vanta sarebbe suffragata da una documentazione di tutto rispetto. In effetti, camminando per il paese si vedono croci templari ovunque, nelle vie e sugli edifici. Perfino una birra locale riporta l’effigie dei cavalieri sulla bottiglia, Siamo nel cuore dell’Ordine del Tempio? Qualcuno dice di sì, tanti altri sono molto più prudenti anche se la tradizione seborghina vede proprio in questo borgo i primi passi compiuti dai mitici cavalieri templari.
Filippo Re
nelle foto, paese collinare di Seborga , Cattedrale di Santa Maria Assunta a Ventimiglia Alta, Templari a Seborga

Un fine settimana per celebrare i 50 anni di Monfortinjazz

Un fine settimana, quello di sabato 18 e domenica 19 luglio, per celebrare i cinquant’anni di Monfortinjazz con un’edizione straordinaria, che inaugurerà presso l’Auditorium Horszowski, alle 21.30, con un omaggio a David Bowie da parte di Paolo Fresu, jazzista tra i più influenti in Italia e nel mondo. Fresu ha costruito una band unica e appositamente creata per l’occasione, che comprende il cantante John De Leo, già leader e voce dei Quintorigo, Filippo Vignato al trombone e all’ elettronica, il chitarrista Francesco Diodati, Francesco Ponticelli al contrabbasso e al basso elettrico e Christian Meyer degli Elio e le Storie Tese alla batteria, musicisti eclettici provenienti da esperienze diverse anche lontane dal jazz.

Al pianista milanese Thomas Umbaca sarà affidata l’apertura della serata di domenica 19 luglio, sempre all’Auditorium Horszowski, alle ore 19. Umbaca, classe 1997, di origini anglo-calabresi, suonerà il suo nuovo album intitolato “Waiting for Music to Surprise Me Again”, co-prodotto con Amedeo Pace dei Blonde Redhead. Attorno al pianoforte, centro gravitazionale del progetto, graviteranno voci, percussioni e loop station in un linguaggio fortemente espressivo e originale, arricchito da sfumature elettroniche, chitarre e synth. A seguire, il trio L’Antidote presenterà il proprio progetto d’esordio a forte respiro mediorientale, nato dall’incontro di sonorità, mondi e culture geograficamente distanti. Il pianoforte di Rami Khalifé dialogherà con le trame ritmiche dello zarb di Bijan Chemirani, mentre al centro il violoncello di Redi Hasa si farà voce narrante, profonda ed emotiva.

Dopo questo intenso fine settimana, Monfortinjazz proseguirà il proprio cammino verso i 50 anni con un calendario che promette altre grandi emozioni: Suzanne Vega sarà l’ospite di venerdì 24 luglio, i Kings of Convenience di domenica 26 luglio ( concerto sold out) e, a chiusura della stagione, Vinicio Capossela domenica 2 agosto (concerto sold out).

Il festival si accompagna inoltre alla mostra fotografica “Wall of Sound 20.0” di Guido Harari, visitabile fino a domenica 2 agosto prossimo presso l’Auditorium Horszowski e la Confraternita di Sant’Agostino. Si tratta di un’ulteriore occasione per celebrare mezzo secolo di storia musicale a Monforte d’Alba.

I biglietti per i concerti di L’Antidote e Suzanne Vega disponibili online su ticketone.itticketmaster.it e mailticket.it, e nei punti vendita diretti: Edicola Bruno Luisa – Tel. +39 0173 78129 e Ufficio Turistico di Monforte d’Alba – Tel. +39 0173 78202 / +39 375 8356711.

Info e programma completo su  www.monfortinjazz.it – info@monfortinjazz.it

Mara Martellotta

Artigianato sì … ma “che artigianato!”

Una mostra alla “Stampé – Galleria in Circolo” di via Stampatori, a Torino, per raccontare le “meraviglie” dell’artigianato contemporaneo

Da venerdì 10 a venerdì 24 luglio

Titolo: “Wundercraft – Artigianato contemporaneo in mostra”. Titolo che la racconta tutta. Dicono infatti gli organizzatori della “Collettiva”, promossa dalla torinese Associazione “Emporium APS” di via Berthollet 26 (presidente Erika Qualich, parte di “Arci” dal 2018 e nata nel 2013 proprio per “dare visibilità all’universo di maker e artigianɜ che lavorano su creazioni originali, creando eventi spazi e occasioni atti a raggiungere nuovi pubblici”): “Il titolo ‘Wundercraft’ racchiude l’identità stessa del progetto. Il termine ‘Wunder’ richiama le antiche ‘Wunderkammer’, le ‘Stanze delle Meraviglie’ che precedettero i musei moderni, luoghi in cui oggetti rari, curiosità naturali e manufatti straordinari convivevano per sorprendere e affascinare il visitatore. ‘Craft’, invece, afferma la volontà di liberare l’artigianato da una visione esclusivamente funzionale o tradizionale, restituendogli una dimensione contemporanea capace di dialogare con l’arte, il design e la ricerca estetica. Le opere esposte testimoniano il potenziale espressivo della materia e la capacità dell’artigianato contemporaneo di trasformare tecniche e materiali in linguaggi artistici”.

L’appuntamento per l’inaugurazione della mostra è per il prossimo venerdì 10 luglioalle ore 19, negli spazi di “Stampé-Galleria in Circolo” di via Stampatori 5, a Torino (nuovo “Atelier di Comunità” concepito come “laboratorio sociale” in cui arte, impresa e inclusione si incontrano) ed é resa possibile da una collaborazione che nasce dalla sinergia della Rete “Arci-Torino” ed il sostegno della torinese “Camera di Commercio”.

Si tratta della prima esposizione collettiva organizzata da “Emporium APS” e pensata come “restituzione al pubblico” del Progetto “CRAFT-UP” (letteralmente: “elevare l’artigianato”) promosso per aiutare “creativi” e “maker” a trasformare la loro passione in un vero e proprio lavoro, dove per nulla é esclusa la componente, quel “qualcosa in più”, capace di elevare la creativa manualità in autentica opera d’arte. Il passo, in fondo, è breve se all’abilità “di mano”, al “mestiere”, s’intrecciano con un pizzico di “singolare genialità”, originalità, fantasia e creatività.

Osservare e “toccare” (con delicatezza) per credere! Complessivamente sono venti gli operatori aderenti all’iniziativa con opere realizzate dallɜ partecipantɜ ai programmi di tutoring di “CRAFT—UP”, offrendo uno sguardo su un territorio creativo in continua evoluzione, situato al confine tra arte visiva contemporanea e artigianato d’eccellenza. Ognuno offre ai visitatori il “suo” personale modo di intendere la materia e di come semplici o particolarmente complessi “manufatti” possano ispirare, al di là di una loro pratica quotidiana utilità, spiragli fantastici di emozioni, memorie, sogni e poesia.

Si va così, solo per citare alcuni esempi, dai tessuti unici creati nell’intreccio a mano da Flavia Giai Miniet, originaria della Val Sangone, nota per il suo marchio “Sòl&Me” e per le sue celebri “fasce porta bebé”, nate dalla felice unione della storia del territorio ai richiami più innovativi del mercato internazionale, ai lavori creati in “grès” di Giuseppe Amari che, attraverso linguaggi ad un tempo “grezzi e moderni”, fa della “ceramica” un fascinoso banco di prova per esplorare in tutte le loro potenzialità, “talento” e “sperimentazione”. Da segnalare anche la “visual artist” e artigiana torinese Lucia Elefante, nota per il suo brand “Babel” e per quella sua preziosa e rigorosa manualità capace di unire le antiche “tecniche di stampa a mano” con il più moderno “design”, passando così da “illustrazioni vintage” (come antichi disegni di anatomia o enciclopedie) alla creazione di “oggetti unici” che sono “vere e proprie storie da toccare ed esporre”. Creazioni uniche, inconfondibili.

Sottolineano ancora gli organizzatori: “Con ‘Wundercraft’, l’Associazione ‘Emporium APS’ rinnova il proprio impegno nella promozione del talento, della creatività e delle competenze artigianali delle nuove generazioni, contribuendo alla costruzione di una cultura del fare capace di interpretare il presente e immaginare il futuro”. E non da oggi. Da ben da tredici anni, infatti, l’Associazione porta sulla scena torinese una selezione dell’artigianato contemporaneo attraverso l’organizzazione di “market” ed “eventi culturali, tra cui lo storico “San Salvario Emporium” di Piazza Madama Cristina e i recenti “Sponda Fest” a Murazzi del Po e “OGR Pop-up Market”.

La sera dell’inaugurazione di “Wundercraft”venerdì 10 luglioalle 19,30, è anche in programma il talk “Fateci spazio! Una nuova concezione dei luoghi della creatività emergente”, con Sonia Vacca, co-fondatrice di “àprile festival”, Valentina Sacchetto, coordinatrice di “DesTEENazione – Torino” e Vittorio Campanella, curatore della Galleria di “Stampé”.

Per info: “Emporium Aps”, via Bertollet 26, Torino; tel. 3425639551 o www.sansalvarioemporium.com

Gianni Milani

Nelle foto: Flavia Giai Miniet; Locandina mostra; Lucia Elefante e Giuseppe Amari

Le differenze non scompaiono: la stagione del Teatro Superga

La grande festa del territorio di Lunathica

In Piemonte cinque giorni di teatro di strada, nuovo circo, funambolismo, teatro di figura, danza, clown, esperienze nella natura, cicloturismo, concerti e workshop. E prima, durante e dopo gli spettacoli il divertimento continua al Circus Village

Il XXIV Festival Internazionale di Teatro di Strada diretto da Cristiano Falcomer propone dall’8 al 12 luglio un ricco cartellone di spettacoli ed eventi a ingresso gratuito

Dall’8 al 12 luglio torna Lunathica, il Festival Internazionale di Teatro di Strada giunto alla XXIV edizione, con il suo bagaglio di artisti e spettacoli internazionali pronti a invadere i comuni di Cirié, Mathi, Nole, Fiano, Grosso, Lanzo Villanova Canavese in Provincia di Torino.

Un Festival sempre più internazionale che quest’anno porta in Piemonte un centinaio di artisti provenienti da Lituania, Spagna, Argentina, Francia, Brasile, Uruguay, Italia, Cile, Canada e Giappone impegnati in spettacoli che mettono al centro la danza, l’arte circense, il funambolismo, la clownerie, l’acrobatica aerea, il teatro di strada, di figura e visuale.

Titoli sempre diversi, accessibili e in grado di regalare momenti di evasione e spensieratezza in un periodo di tensione internazionale e preoccupazione generale. Ma che parlano anche della quotidianità e che toccano tematiche sociale legate alla migrazione umana e alla mobilità, che si interrogano sulla condizione femminile, sulla eco sostenibilità e sulla necessità di costruire una società più consapevole e attenta alle urgenze sociali.

“In un momento così confuso e complicato per la situazione internazionale, la missione dell’artista è da un lato quella di concedere al pubblico spazi di leggerezza ed evasione, ma allo stesso tempo quello di ribadire le esigenze e le priorità della nostra società a livello di diritti umani, valori, temi portanti e istanze – spiega Cristiano Falcomer, fondatore e Direttore Artistico della manifestazione – ogni titolo ha un suo colore, una sua atmosfera e un suo linguaggio, affinché questi contenuti vengano veicolati indistintamente a tutti attraversi i linguaggi universali dello spettacolo dal vivo e delle arti performative. Ma ciò che caratterizza questa edizione, ancor più delle precedenti è il concetto di “Festa del Territorio” ossia il coinvolgimento delle numerose realtà locali che danno vita a un ricco cartellone di eventi che affianca la tradizionale programmazione degli spettacoli. Torna dunque un’ampia offerta di concerti, workshop, mostre fotografiche, e proposte gastronomiche”.

GLI SPETTACOLI

Tra i titoli più attesi Carena (in scena al Parco Due Laghetti di Villanova) della compagnia spagnola La Corcoles, un lavoro audace, intimo e delicato di funambolismo vincitore del titolo di Miglior Spettacolo di Strada alla Fira Tarrega. A Lanzo assisteremo al trio di acrobati La Banda Teatro Circo impegnato in un sopraffino lavoro di circo contemporaneo ispirato allo Yûgen, concetto estetico giapponese che descrive una bellezza profonda, misteriosa e sottile, spesso inafferrabile, che va oltre ciò che è visibile. I clown del collettivo spagnolo Street Fools saranno protagonisti del divertente Banaba Flup (Fiano e Nole) che con umorismo affronta il tema del cambiamento climatico e delle conseguenze che avrà sul nostro pianeta. A Mathi i francesi de Les Petits Détournements saranno protagonisti di un sogno acrobatico e musicale, giocando con oggetti di uso comune e trasformandoli in straordinari attrezzi di circo con cui compiere evoluzioni sorprendenti o in suadenti strumenti musicali. A Cirié andrà in scena un Festival nel Festival con diverse compagnie che animeranno il centro pedonale: dal giocoliere nipponico Takehiro Nagaoka agli acrobatici clown Los Colga-dos, dalle danze della Compagnia Laia Santanach alla comicità prorompente dei sudamericani del Circo Delirio. Anche quest’anno Lunathica dedica parte della sua programmazione alle nuove generazioni di artisti, riservando una sezione specifica alle compagnie guidate da artisti under 35 e fornendo loro supporto organizzativo, tecnico e finanziario. Tra queste le giovani danzatrici della compagnia spagnola in prima nazionale Humancía nel loro spettacolo Fragile invitano il pubblico a guardare alla vulnerabilità con occhi nuovi, non nel senso di debolezza, bensì come una porta d’accesso a ciò che è veramente umano. Per loro la fragilità è intrinseca alla condizione umana e abbracciarla permetterebbe agli esseri umani di comprendere meglio se stessi e gli altri. All’interno della sezione dedicata ai giovani artisti si colloca il debutto del nuovo spettacolo Sogno Pop a cura dell’Accademia Teatrale Mario Brusa e coprodotto da Lunathica e diretto da Cristiano Falcomer.

NONSOLOSPETTACOLI

Lunathica si conferma così un appuntamento fisso, molto atteso da tutta la comunità e che ogni anno attira un numero sempre maggiore di appassionati anche da fuori regione diventando un momento aggregativo importante, un luogo di incontro per amanti dello spettacolo dal vivo, ma anche e soprattutto l’occasione per ritrovarsi a condividere un’esperienza a 360 gradi che porta alla scoperta (o riscoperta) di un territorio, delle sue bellezze e dei suoi sapori. Lo spettacolo è il momento clou di una giornata in cui si possono vivere esperienze diverse e complementari. La sede dello spettacolo in particolare non è più solo la piazza o il cortile, ma anche location inconsuete nel cuore della natura, lungo la pista ciclabile del Torrente Stura o il Parco Due Laghetti di Villanova, luoghi peraltro talvolta collegati da percorsi cicloturistici che quest’anno saranno promossi e incentivati in collaborazione con il gruppo Munta en Bike.

ENOGASTRONOMIA A KM 0

Sempre più Lunathica coinvolge il territorio e i soggetti che vi operano a tutti i livelli per dare vita a quella che è considerata ormai a pieno titolo una grande festa del territorio che oltre agli spettacoli propone concerti, workshop e proposte gastronomiche al Circus Village di Villanova. Si rinnova infatti la collaborazione con Federazione provinciale Coldiretti Torino. “Il Festival Lunathica è un’esperienza culturale e di animazione del territorio consolidata che ci permette anche quest’anno di fare conoscere l’agricoltura di prossimità con i prodotti a Km Zero – osserva il presidente di Coldiretti TorinoBruno Mecca Cici – I nostri produttori saranno presenti con la Notte Gialla a Ciriè mentre con i bambini dei centri estivi svolgeremo attività di educazione alimentare per promuovere il cibo sano contadino”.

TUTTA UN’ALTRA MUSICA

Il cartellone degli eventi di Lunathica quest’anno, ancora più degli anni precedenti, si apre al mondo della musica con una serie di proposte che toccano vari generi e diversi modi di partecipazione e fruizione. Sabato 11 luglio a Cirié va in scena Lunathica Musica Festival, un contest musicale, ispirato ai temi della pace e della non violenza rivolto a musicisti ed autori titolari di brani propri, con la finalità di valorizzare la creatività in ambito musicale. Venerdì 10 luglio l’Associazione Vigili del Fuoco Volontari “Gino Gronchi” proporrà presso l’area esterna del bistrot “Il Capolinea” di Ciriè un concerto di solidarietà a cura della Rotary Special Orchestra il cui ricavato sarà destinato alla stessa orchestra formata da ragazzi con disabilità. In tema di musica segnala il concerto di Sebastiano Domina che porterà in piazza un organo da chiesa per un viaggio musicale dall’antico al moderno. A chiudere la serata di sabato il dj set di Umas e Dj Paese al Circus Village. Domenica 12 a Cirié è il momento del Ballo Folk delle Vallate Alpine a cura di Libera Suoneria tra violini, ghironde e organetti diatonici. Gran finale del Festival alle 23 al Circus Village di Villanova con la grande festa finale di Corpi Erranti & Suma Fòlkestrauna travolgente orchestra di ben 27 elementi che porta in scena la potenza e la ricchezza di un grande organico popolare.

WORKSHOP ED ESPERIENZE

A fianco alla programmazione di spettacoli internazionali è ancora più ricca quest’anno la proposta di eventi collaterali che coinvolgono la comunità prima, durante e dopo gli spettacoli, spaziando tra laboratori educativi sul cibo sano per bambini e bambine proposti da Coldiretti Torino, workshop jazz manouche (con i 20 Strings), yoga in piazza con il gruppo Emergenza Teatro, dimostrazioni di twirling, performance di Teatro Sferico e improvvisazione, sedute di massaggi con La Fenice di Caselle Torinese, trattamenti shiatsu con sonorizzazione dal vivo a cura de I 5 elementi, la parata dei Wolontari Clown clown di corsia ispirati dall’iconico Patch Adams portato sullo schermo da Robin Williams, workshop di magia e manipolazione di oggetti e molto altro…

CIRCUS VILLAGE

A Villanova torna il Circus Village, uno dei centri nevralgici del Festival, situato nel percorso della pista ciclabile Corona Verde al Parco Due Laghetti che ospita il Ristorante Lunathico un luogo tranquillo dove mangiare all’aperto, sia a pranzo che a cena, piatti freschi della tradizione con un menù ampio che offre anche proposte vegetariane e vegane con prodotti (anche biologici) forniti da Cereal TerraNova Coop e Coldiretti Torino che sostengono il Festival. In questo luogo verde si svolge una serie di eventi ed iniziative per proseguire le serate fino a tarda notte, anche dopo la fine degli spettacoli. Anche quest’anno il Circus Village sarà plastic-free grazie a CAV CISA (Consorzio Intercomunale di Servizi per l’Ambiente), SIA (Servizi Intercomunali per l’Ambiente) e SMAT (Società Metropolitana Acque Torino) con un invito a rispettare l’ambiente che ci circonda e a differenziare correttamente i rifiuti. Oltre che a Villanova il pubblico desideroso di appagare il palato troverà presso il Parco di Villa Bosso un punto ristoro a cura della Proloco di Mathi dove cenare nel verde prima e dopo gli spettacoli.

Il programma completo è disponibile su www.lunathica.it

Lunathica è organizzata dall’Associazione Culturale I LUNATICI con il contributo economico di Ministero della CulturaRegione Piemonte, Fondazione CRTFondazione Compagnia di San PaoloInstitut Ramon Llull, ACE – Acción Cultural EspañolUnione dei Comuni del Ciriacese e del Basso Canavese, Città di Ciriè, Comune di Nole, Città di Lanzo Torinese, Comune di Fiano, Comune di Mathi, Comune di Villanova Canavese, Reale Mutua Assicurazioni Agenzia di Cirié e De Cilladi S.r.l.

con il sostegno di COOP- Novacoop, Iveco OrecchiaSMATSAGAT Spa-Turin Airport, Cereal Terra, CISA-Consorzio Intercomunale di Servizi per l’AmbienteSIA–Servizi Intercomunali per l’AmbienteFederazione provinciale Coldiretti Torino, Campagna Amica.

in collaborazione con Accademia Albertina delle Belle Arti di TorinoDams – Università di TorinoAccademia Teatrale Mario Brusa, Alliance Française, Wolontari Clown, Proloco Villanova Canavese, Proloco di Mathi, Associazione Nazionale Alpini, Associazione Vigili del Fuoco Volontari “Gino Gronchi”, Associazione Opera, Centro Benessere La Fenice di Caselle Torinese, I 5 Elementi, Libreria Ca’Libro, Asilo Nido L’Arcobalocco e Associazione Volare Alto ODV, Munta en Bike, Rotary Club Cirié e Valli di Lanzo, Confesercenti PiemonteTuttocapsule e Bistrot Il Capolinea.

Con il patrocinio di Consiglio Regionale del Piemonte e Città Metropolitana di Torino.

Media Partner: TurismoTorino e Provincia, Zirkolika, Juggling Magazine, Circusfans Italia.

Partner tecnici: Verde Professional

LUNATHICA, Festival Internazionale di Teatro di Strada

8-12 luglio

Info e programma su www.lunathica.it

Ecco il cartellone della Nuova Piattaforma della Danza

Presentato anche nel Grattacielo della Regione il cartellone della decima edizione della Nuova Piattaforma della Danza Italiana (NID Platform), in programma dall’1 al 4 settembre con il Piemonte come protagonista: saranno infatti Collegno, Moncalieri, Torino e Venaria Reale ad ospitare spettacoli, open studios, performance, incontri, panel di approfondimento raccolti sotto il titolo “Coreografie del possibile”.

Il tema richiama i principi essenziali della danza – corpo, gesto, composizione, relazione tra spazio e tempo – e la capacità di immaginare nuove connessioni tra artisti, luoghi, pubblici, operatori italiani e stranieri, istituzioni e territori, favorendo opportunità di crescita, collaborazione e circuitazione oltre confine.

La scelta delle quattro città riconosce al territorio la capacità di presentarsi come un vero ecosistema culturale diffuso, integrato e riconoscibile a livello nazionale e internazionale. Sono stati infatti individuati luoghi già segnati da processi di rigenerazione urbana e culturale: Lavanderia a Vapore a Collegno, Fonderie Limone a Moncalieri, Teatro Astra, OGR, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani a Torino, Reggia di Venaria Reale.

«La Regione Piemonte ha lavorato fin dall’inizio con una funzione di regia, nella convinzione che la cultura produca il massimo impatto quando è capace di fare sistema – ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli – La NID Platform 2026 nasce da questo metodo: coordinare le amministrazioni locali, le partecipate regionali, la Fondazione Compagnia di San Paolo, i partner pubblici e privati, il terzo settore e gli operatori per generare valore, rafforzare le comunità locali e aumentare la riconoscibilità del Piemonte in Italia e all’estero. La presenza della NID in Piemonte non rappresenta soltanto l’arrivo di una manifestazione importante sul nostro territorio: è il riconoscimento di un sistema culturale che ha investito con continuità sulla danza come linguaggio artistico, come ambito di ricerca e come componente strategica delle politiche per lo spettacolo dal vivo. La NID Platform 2026 sarà anche un’occasione per raccontare il Piemonte attraverso una geografia culturale ampia: teatri, centri di residenza, spazi industriali riconvertiti e patrimonio storico-architettonico concorreranno a costruire una piattaforma diffusa, restituendo l’immagine di un territorio in cui la cultura non è concentrata in un unico luogo, ma vive attraverso una pluralità di spazi, funzioni e comunità».

Il cartellone

Saranno 18 le proposte capaci di offrire un’ampia mappa della scena coreografica italiana: la sezione Programmazione presenterà 14 spettacoli, Open Studios 4 lavori in fase di sviluppo.

Ad alternarsi autrici, autori, compagnie consolidate, nuove generazioni, linguaggi ibridi, formati diversi e pratiche che attraversano danza, teatro fisico, performance, immagine, parola, suono, relazione con lo spazio e rapporto con il pubblico.

Il programma completo

L’edizione 2026 della NID Platform è sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Piemonte ed è coordinata dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, soggetto capofila e attuatore designato dall’Associazione Danza Esercizio e Promozione con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.

“Buona Fortuna Ribelli – Back To Mine” Nell’Alta Langa Cuneese

Torna la nuova edizione della mostra diffusa di “Arte Contemporanea” organizzata dalla Galleria “Lunetta 11”

Dal 27 giugno al 20 settembre

Mombarcaro (Cuneo)

“E’ l’anima – s’è scritto – più selvaggia e autentica delle Langhe”“Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO” dal 2014. Siamo nell’ampio territorio della cosiddetta “Alta Langa-Basso Piemonte”, in provincia di Cuneo. Territorio particolarmente sensibile (tra le sue mille preziose ricchezze naturali) alle multiformi voci, immagini e colori dell’“Arte Contemporanea” e pronto dunque anche quest’anno ad accogliere da sabato 27 giugno a domenica 20 settembre, la nuova edizione di “Buona Fortuna Ribelli – BFR”, la rassegna d’“Arte Contemporanea diffusa”, ideata e curata dalla Galleria “Lunetta 11” (Borgata Lunetta 11, Mombarcaro, Cuneo), che dal 2019 promuove lodevolmente (diamogliene ampiamente atto!) progetti artistici sul territorio aprendo Chiese, Cappelle, Giardini ed antichi Borghi ad installazioni e a mostre di indubbio interesse. Anche quest’anno, sarà dunque un inevitabile – ormai logicamente atteso – “Ritorno a casa mia” o “Back to mine”, come suggerisce il sottotitolo della rassegna, evocando il gusto di tornare a un luogo e a uno spazio intimo e personale, “popolato da immagini, gesti e attenzioni che definiscono il proprio modo di stare nel mondo” e coinvolgendo autori emergenti e più o meno affermati in esperienze strettamente legate all’integrazione di “arte”, “natura” e “paesaggio” dell’Alta Langa, in un’esperienza culturale fortemente partecipata.

Sottolinea in proposito Francesco Pistoi, tra gli ideatori della rassegna: “‘Buona Fortuna Ribelli’ mira a trasformare le Langhe in un laboratorio di ricerca e fruizione artistica. Nato come ‘concept’ che rivendica la sfrontatezza del fuori standard, ‘BFR’ si configura come un progetto curatoriale dedicato ai linguaggi più significativi dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione alla qualità e alla ricerca artistica. Ogni anno la rassegna prende forma nei luoghi iconici dell’Alta Langa, attivando nuove prospettive tra opera, paesaggio e contesto, e contribuendo a collocare il territorio all’interno di una rete culturale di respiro globale”.

Cinque sono i paesi interessati in questa nuova edizione: Dogliani, Serralunga d’Alba, Mombarcaro, Paroldo e San Benedetto Belbo.

Dogliani, sarà la “Cappella del Ritiro” della “Sacra Famiglia” ad ospitare, fino a domenica 26 luglio, la personale di Sergio Ragalzi (Torino, 1951-2024), curata da Diletta Dogliani, una mostra dedicata al ciclo “Ombre atomiche”. Nato negli anni ’80 da una riflessione sulla tragedia di Hiroshima e Nagasaki, il lavoro racconta, in modo inquietante, come ebbe a scrivere Rudi Fuchs, di “figure che emergono dalla terra come corpi morti, neri come la Storia”. Un paesaggio estremo, dove l’uomo sopravvive come segno, immagine di quel “Gotico Industriale”, definizione del gallerista Franz Paludetto (saggio “mentore” di Ragalzi), che così definiva il gruppo di artisti di area torinese che pur appropriandosi dei materiali della produzione industriale, seppe tenersi distante dall’ “etica poverista”.

Serralunga d’Alba presso il “Boscareto Resort”, la Galleria “Lunetta11”, in collaborazione con la Galleria “NP-ArtLab” propone, da sabato 27 giugno a venerdì 17 luglio, una collettiva di “grandi firme” (da Carla Accardi ad Alberto Burrida Alighiero Boetti ad Aldo Mondino fino a Mario Schifano, Salvo, Maurizio Vetrugno e Sergio Ragalzi) insieme alle  ricerche più recenti del trentino Ismaele Nones e del cremasco Edoardo Manzoni, presente con installazioni essenziali – in cui la materia attinge all’oggettività del quotidiano – che si sviluppano dal suo “congenito” contesto rurale e navigano per sintesi “morandiane” di raro e suggestivo minimalismo strutturale. Sempre “Lunetta 11” a Mombarcaro, presenta, da sabato 27 giugno a domenica 20 settembre, la retrospettiva “Origini” dedicata ancora a Sergio Ragalzi e una personale incentrata sulle “positivamente stralunate” opere fotografiche, frutto fantasioso di un viaggio in Giappone (2024), della fotografa salentina di Nardò, Sara Scanderebech: mosaici e improbabili collages di mondi “altri” obbligati a convivere, attraverso “un lavoro digitale complesso, senza che il risultato sia per questo freddo o artificiale. Piacevolissima, nel giardino di “Lunetta11”, anche l’installazione – “Fairy Ring” – di Stefano Caimi, ispirata al micelio dove “natura e simbolo si incontrano in un luminoso cerchio poetico”. 

Ancora da segnalare, da sabato 27 giugno a domenica 26 luglio, nella “Cappella di San Sebastiano” a Paroldo, la chiesa più antica del paese, “L’Abri” – opera “tra storia e creatività”– dell’artista franco-italiano Matisse Mesnil e, nella mitica (per la “narrativa langarola”) “Censa di Placido” a San Benedetto Belboun’installazione inedita “video immersiva”, curata dalla “Fondazione Recontemporary ETS” di Nicole Oike, artista che “utilizza linguaggi audiovisivi per abbattere le barriere tra immagine, movimento e spazio, creando un’ ipnotica immersione sensoriale”.

Per ulteriori info, programma ed orari: www.lunetta11.com

Gianni Milani

Nelle foto: Sara Scanderebech, Courtesy dell’artista; Sergio Ragalzi “Ombre Atomiche”, Antirombo e vrnici, 1985; Edoardo Manzoni “Fioritura”, Alluminio, 2023; Stefano Caimi “Fairy Ring”, Courtesy dell’artista

Lingotto Musica OFF al Museo Archivio Reale Mutua il 16 luglio

Dal 2 al 16 luglio 

La vocazione di Lingotto Musica OFF è quella di portare la musica colta fuori dagli spazi consueti del Lingotto in luoghi rappresentativi per il territorio. Per la seconda estate consecutiva, approda nel cortile seicentesco di Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio nell’ambito della rassegna “Un’estate al museo”. Dopo l’esordio del 2025, la collaborazione fra Lingotto Musica e il Museo Archivio Reale Mutua si rinnova con tre appuntamenti soldout, che confermano una delle cifre di Lingotto Musica OFF, il repertorio cameristico affidato ai migliori talenti italiani delle nuove generazioni ed eseguito in un ambiente ideale per dimensioni e acustica. La rassegna verrà aperta dal concerto di giovedì 2 luglio intitolato “Gli specchi del tempo”, costruito come un gioco di rifrazioni fra epoche distanti: “La gavotte et six doubles” di Jean Philippe Reameau, trova eco nelle “Images” di Claude Debussy. Fanno da cerniera tre Sonate di Domenico Scarlatti, prima dei “Dolci Studi op.25” di Fryderyk Chopin, che trascendono il pretesto didattico per farsi Atlante della fantasia pianistica romantica.

Il secondo concerto, giovedì 9 luglio, si intitola “Arpe invisibili”, e allude ai Pizzicati che popolano il primo movimento del “Quartetto per archi n.10 in mi bemolle maggiore op.74” di L. Van Beethoven: da quel gesto si dispiega un quartetto di vocazione eroica che culmina in uno scherzo impetuoso e in un finale di variazioni alterne fra slancio e raccoglimento. A rispondergli, il “Quartetto per archi n.4 in mi minore op.44 n.2 di Felix Mendelssohn Bartholdy, pagina del 1838 nella quale l’eredità di Beethoven si fa voce propria, ricca di melodie e di senso architettonico. A eseguire questi brani, sarà il Quartetto Goldberg con Jingzhi Zhang e Giacomo Lucato ai violini, Matilde Simionato alla viola, Martino Simionato al violoncello.

Ultimo appuntamento, giovedì 16 luglio, con il duo Evocaciones, che chiude la rassegna. Formato dalla violoncellista Martina Biondi e dal chitarrista Pietro Locatto, nato dalla volontà di ampliare in modo originale il repertorio, per questo organico inconsueto. Il programma comprende l’Intermezzo da “Goyescas” di Enrique Granados, le due pagine andaluse di Isaac Albéniz, “Granada e Cordoba”, i “Requiebros” di Gaspar Cassadó,fino alle “Siete canciones popolare españolas” e alla travolgente “Danza ritual del fuego”, tratta da “El amor brujo” di Manuel de Falla, che chiude la serata con l’urgenza di un’invocazione.

Appuntamenti alle ore 21 presso il Museo Archivio Reale Mutua.

Mara Martellotta