Ecco gli appuntamenti della settimana


Torna sul palco del teatro Alfieri di Torino, da giovedì 9 a domenica 12 aprile prossimo, lo spettacolo “Cabaret. The musical”, in una nuova produzione di Fabrizio Di Fiore Entertainment & FdF GAT, per la regia di Arturo Brachetti e Luciano Cannito. “Cabaret. The musical” è una produzione che trasporta il pubblico nella sfrenata Berlino degli anni Trenta, ad un passo dell’avvento del nazismo. Tra eccessi e privazioni della libertà, decadenza e contraddizioni quotidiani, in un momento storico distante e, allo stesso tempo, molto attuale.
“Cabaret” è uno spettacolo irriverente, piccante, spettacolare e divertente al tempo stesso, uno dei più famosi musical di sempre, il cui ritmo veloce è scandito senza censure e pregiudizi da celebri numeri musicali come “Cabaret”, “Willkommen” e “Money, money”. Ricreata al massimo della sua brillantezza e spettacolarità, è la storia di due coppie di innamorati, poi travolte da un destino ineluttabile. In questo “Cabaret” gestito da Ence, personaggio che interpreta lo stesso Brachetti, la prima donna del Kit Kat Club, Sally Bowles, interpretata da Laura Galigani, si innamora dello scrittore americano Cliff, una vicenda amorosa che si intreccia a quella della proprietaria della pensione, Fräulein Schneider, interpretata da Simonetta Cartia, e del suo amante ebreo Herr Schultz, interpretato da Antonio Mazzara. Si tratta di uno spettacolo rutilante, decadente, lussuoso e scioccante allo stesso tempo, come la Berlino di quegli anni. A impreziosire la rappresentazione, sono le scene di Rinaldo Rinaldi e i costumi di Maria Filippi. La colonna sonora e i brani musicali iconici, come “Cabaret” e “Wilkommen”, sono realizzati da una band dal vivo per la direzione musicale di Giovanni Maria Lori, che è stato arrangiatore di molti musical e produzioni teatrali. Si annuncia come uno spettacolo contemporaneo, a tratti provocatorio, che esplora temi di politica, amore e libertà personale in un’epoca di grande incertezza, offrendo nuovi spunti di riflessione.
9, 10, 11 aprile ore 20.45 – 12 aprile ore 15.30
Teatro Alfieri – piazza Solferino 4, Torino
Mara Martellotta
Coinvolge sette città italiane – Roma, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Torino – l’appuntamento che dal 9 al 12 aprile stabilirà un dialogo cinematografico con il cinema d’oltralpe, una manciata di giornate che offrono uno sguardo su una cinematografia che non frequentiamo come vorremmo (ultimi titoli “La mattina scrivo” e “Lo straniero”): cuginanza che tuttavia le regole del mercato impongono che non diventi abbastanza stretta oppure decisamente familiare. Non in perfetta salute (neppure lei), informano le fonti, se il trascorso 2025 si è chiuso con la registrazione di circa 157 milioni di presenze – pur sempre la miglior quota europea – che vuole tuttavia anche dire un calo di quasi 25 milioni, pari a una flessione del 13,6%, rispetto al 2024. Se altresì si possono nutrire buone speranze leggendo di uno scorso mese di dicembre, forte del periodo natalizio, che ha visto una punta di 21 milioni di spettatori, superiore a quella dell’anno precedente, un altro sito ci tiene informati di un aumento per i recenti mesi di gennaio e febbraio rispetto ai corrispondenti del 2025, ma pure di un recente mese di marzo per cui è necessario calcolare una cifra che non raggiunge i 13 milioni, – ovvero appena l’1,4% in più rispetto al marzo 2025 – registrati dal Centro Nazionale per il Cinema. Senza voler affrontare quei successi che ci riportano al marzo 2024 (15,2 milioni di biglietti venduti) e marzo 2023 (15,8 milioni). L’iniziativa è dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Institut Français, avendo come main sponsor BNL/BNP Paribas e il sostegno tra gli altri del mitico Borsalino e di Sofitel: ovvero, felicemente, il “Nuovo Cinema Francese” dentro i confini italiani. Le proiezioni torinesi si svolgeranno nella sala del Classico.
Con la volontà di non addentrarci assolutamente nelle presenze, nelle statistiche e soprattutto nella qualità del cinema di casa nostra – che se la canta e se la suona – per carità, i César fanno la stessa cosa – con i premi di fine anno (pescando nelle poche produzioni accettabili) ma che non riesce a espugnare le short-list o i red carpet hollywoodiani o i festival europei importanti (con una vena di sano quanto necessario patriottismo sarà il solito Nanni Moretti a salire in solitaria i gradini del Palais di Cannes nel prossimo mese di maggio con il suo ultimo “Succederà questa notte”, lui tanto ami des Français?): “Cinema povera Italia” titolava un paio di mesi fa La Stampa un quadro per nulla rassicurante della nostra cinematografia. “Certo, andare a Berlino è diventato un po’ più complicato, dipende molto dai film pronti in quel determinato periodo”, s’affannava a ribadire Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, rispondendo alle domande di Fulvia Caprara. Ci vorrebbero “posizioni più muscolose”, di realizzazione e di economia, si continua a sperarle ma per adesso non le abbiamo, per cui, mettendo la testa sotto la sabbia, continuiamo a parlare – lo fa Paolo Orlando, presidente editori e distributori cinematografici Anica – per Berlino trattasi di “normale avvicendamento e non di punizione.”
Inizierà la rassegna con “Classe moyenne – La festa è finita” diretto da Antony Cordier (9 aprile, ore 20,30 – proviene dalla Quinzaine des cinéastes di Cannes 2025), dove Mehdi, giovane avvocato, trascorre l’estate nella elegante villa dei genitori della fidanzata: con la sorpresa, sin dal suo arrivo, di un conflitto tra i futuri suoceri e la coppia di custodi della villa. Forte del suo mestiere e certo per il desiderio di impressionare ottimisticamente il padrone di casa, Mehdi si propone come mediatore tra le due parti. Ma nulla andrà come spera. Commedia dai dialoghi in punta di penna, una acuta fotografia delle contraddizioni della borghesia di oggi. Il film uscirà nelle nostre sale il prossimo 7 maggio. Seguirà “Des preuves d’amour – Love Letters” (10 aprile, ore 18 – Semaine de la Critique a Cannes 2025 e numerosi premi, a Zurigo, Amburgo e Montréal), film d’esordio di Alice Douard, il ritratto di una giovane donna, Céline, alla ricerca di una sua propria legittimità, la sua unione con Nadia, la nascita di un figlio, un nuovo concetto di famiglia, aperta e felice. Si annuncia più che interessante “L’affaire Bojarski” di Jean-Paul Salomè, presente alla proiezione, ambientato nella Francia del dopoguerra. Il regista, ispirandosi a nomi quali Melville e Becker e Dassin o guardando ai più recenti Brian De Palma e Michael Mann, costruisce la storia di un rifugiato polacco divenuto il più ingegnoso falsario del suo tempo, che per una quindicina d’anni produrrà, nel segreto del cortile della sua casa, banconote quasi perfette, tanto convincenti da ingannare perfino la Banca di Francia. Ma la sua attività attira l’attenzione del commissario Mattei (a interpretarlo Bastien Bouillon, visto di recente in “La mattina scrivo” di Valérie Donzelli), deciso a smascherarlo a ogni costo, dando vita a un thriller tesso e decisamente avvincente, dove il protagonista Reda Kateb tratteggia un personaggio fatto di ambiguità e fragilità, invaso della sua ossessione per l’inganno. Proiezione il 10 aprile alle 20,30.

Il giorno dopo alla stessa ora sarà la volta di “Les enfants vont bien” di Nathan Ambrosioni, premiato a Karlovy Vary e al festival del Cinema Francofono di Angoulême. In una sera d’estate, all’improvviso, Suzanne con i due figli si presenta a casa della sorella Jeanne ma pronta a scomparire, sola, il mattino successivo, un biglietto unico segnale della sua avvenuta presenza: Jeanne scoprirà che la polizia non può avviare alcuna ricerca, sua sorella ha scelto deliberatamente di scomparire. Ultimi titoli, “Love me tender”, tratto dal romanzo di Constance Debré e firmato da Anna Cazenave Cambet (domenica 12, alle 18 – presentato con successo a Un certain regard a Cannes 2025), dove Clémence, madre di un bambino di otto anni, un giorno confessa al marito di frequentare anche donne, vedendosi costretta a dover combattere con lui che chiede l’affidamento esclusivo del figlio e a reclamare il diritto di essere madre e donna, senza compromessi. Presentato a “Un certain Regard” a Cannes 2025, grande interpretazione di Vicky Krieps, già emozionante interprete del “Filo nascosto” di Paul Thomas Anderson a fianco di Daniel Day-Lewis. Alle 20,30, il finale della rassegna è affidato a “L’engloutie” di Luise Hemon (ancora dalla Quinzaine des Cinéastes, “uno dei titoli più intensi”, aveva scritto Il Manifesto), interprete l’attrice italiana Galatea Bellugi, storia della giovane maestra Aimée, tesa verso l’ignoto e il rivoluzionario, che, in una notte di tempesta del 1899, giungendo in un borgo innevato ai confini delle Alpi, nonostante la diffidenza degli abitanti, è determinata a diffondere le proprie idee moderne. Sarà un lento integrarsi con la comunità, saranno i primi turbamenti, sarà la tragedia che sconvolgerà la tranquillità del villaggio. Il film verrà accompagnato dalla regista e dalle attrici Léna Camillieri Dorléans, Greta Saggiorato e Marisa Ronchail. Per gli appassionati di cinema un – inusuale – appuntamento assolutamente da non perdere.
Elio Rabbione
Nelle immagini, scene tratte da “L’affaire Bojarski”, “Les enfants von bien” e “Love me tender”.
12 aprile – 4 ottobre 2026
Storie di famiglia a corte nel ciclo di quattro visite e laboratori per famiglie nelle due residenze reali
Non una biografia, ma uno sguardo sulla vita quotidiana, sugli affetti e sulle relazioni familiari: è questo il punto di partenza del ciclo di incontri “La Regina Margherita e i suoi affetti”, in programma alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO) e al Castello di Racconigi (CN) che sottolinea il rapporto tra le due residenze sabaude all’inizio del Novecento: una legata alla presenza della Regina Madre, l’altra residenza della famiglia reale e dei principini. Quattro appuntamenti pensati per le famiglie, e in particolare per nonni e nipoti, che mettono al centro la dimensione privata della corte e il ruolo di Margherita di Savoia come nonna.
Il progetto si articola in due incontri a Stupinigi e due a Racconigi, ciascuno costruito attorno ad un tema e accompagnato da una attività laboratoriale.
Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi gli incontri sono in programma domenica 12 aprile e domenica 4 ottobre alle ore 15. Il primo appuntamento è dedicato alla quotidianità della regina tra comfort moderni e vita di corte, con un percorso nell’Appartamento di Levante che racconta le innovazioni introdotte nella residenza (impianti, servizi e organizzazione domestica) e come cambiò la vita tra fine Ottocento e primo Novecento.
Il secondo incontro, in occasione della Festa dei Nonni, sarà invece dedicato alle memorie familiari e al rapporto tra Margherita e i giovani principi, leggendo gli ambienti della residenza come spazi di vita, educazione e condivisione. In entrambe le date, al termine della visita, è previsto il laboratorio “La scatola dei ricordi”, un’attività individuale in cui “scavare” a partire da fotografie d’epoca e memorie familiari.
Al Castello di Racconigi il ciclo proseguirà sabato 9 maggio e sabato 12 settembre. I due incontri saranno dedicati rispettivamente ai ritratti ufficiali e alle stanze di famiglia e al rapporto tra immagine pubblica e vita quotidiana tra moda, eleganza e tradizione. Ogni appuntamento prevede visita tematica e laboratorio.
INFO
Palazzina di Caccia di Stupinigi
Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)
Domenica 12 aprile 2026, ore 15
La quotidianità della Regina Margherita tra comfort moderni e vita di corte
Durata: 2 ore circa
Costo laboratorio: 8 euro + biglietto di ingresso
Biglietto di ingresso: intero 12 euro; ridotto 8 euro
Ingresso gratuito per persone con disabilità e accompagnatori, minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card
Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente:
011 6200601 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it
Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).
Castello di Racconigi
Via Francesco Morosini 3, Racconigi (CN)
drm-pie.racconigi.sed@cultura.gov.it
Sito e app Musei Italiani
Un grande successo di pubblico ha caratterizzato il lungo fine settimana pasquale ai Musei Reali di Torino, nel quale domenica 5 aprile (Pasqua), in occasione dell’iniziativa #domenicalmuseo, l’ingresso è stato gratuito registrando oltre 9.000 presenze.
Da venerdì 3 a lunedì 6 aprile 2026, ai Musei Reali di Torino sono stati emessi 25.772 biglietti.
In particolare,16.606 hanno consentito la visita alle Collezioni permanenti e alle mostre dossier dedicate a grandi maestri del Rinascimento: Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger. Giudizi Universali a confronto, ospitata fino al 3 maggio dallo Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, e allo Spazio Leonardo, che espone, fino al 28 giugno, il disegno del genio vinciano Tre vedute di testa virile con barba.
814 sono stati i visitatori per la sola rassegna Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio, allestita fino al 3 maggio nelle Sale Chiablese.

Ottima è stata anche l’affluenza libera nei Giardini Reali – 8.352 – rilevata grazie a un applicativo digitale.
Per tutto il mese di aprile e per il ponte primaverile del 1° maggio, i Musei Reali di Torino accoglieranno residenti e turisti proponendo loro un ricco calendario di aperture straordinarie e una variegata offerta di visite speciali, per esplorare insieme percorsi museali meno noti e non sempre aperti al pubblico. I biglietti di ingresso al museo e quelli dedicati a percorsi segreti e visite speciali sono acquistabili in biglietteria e sul sito ufficiale dei Musei Reali di Torino nella sezione https://museireali.beniculturali.it/acquista/.
Il lungo ponte primaverile propone, inoltre, una serie di aperture speciali: sabato 25 aprile, Festa della Liberazione, i Musei Reali sono aperti dalle 9 alle 19 con ingresso gratuito (biglietti disponibili esclusivamente in museo, non disponibile online). Apertura straordinaria anche mercoledì 29 aprile, con orario 9–19 e venerdì 1° maggio, Festa dei Lavoratori, con tariffe ordinarie.
Infine, domenica 3 maggio, torna l’appuntamento con #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito dalle 9 alle 19 (con ritiro del biglietto direttamente in museo, non disponibile online).

Ecco i dati dei visitatori nei 4 giorni del weekend di Pasqua (venerdì 3 – sabato 4 – domenica 5 – lunedì 6 aprile 2026) alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, al MAO Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino.
GAM: 2.319 ingressi
MAO: 3.923 ingressi
Palazzo Madama: 5.048 ingressi
Totale Fondazione Torino Musei: nelle quattro giornate sono stati staccati 11.290 biglietti.

In tutto sono invece 11.500 le persone che hanno visitato il Museo nazionale del cinema di Torino nel weekend di Pasqua, da sabato 4 a lunedì 6 aprile 2026.

Ottimo risultato per il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile nel fine settimana di Pasqua: da venerdì 3 aprile a lunedì 6 aprile 2026 i visitatori sono stati 8.323. A questo numero si aggiungono i visitatori del Centro Storico Fiat che, negli stessi giorni, sono stati 810 per un totale di 9.133 sulle due sedi. Il giorno di maggior affluenza al MAUTO è stato domenica 5 aprile con un totale di 2.521 ingressi.

Boom di visitatori anche alla Reggia di Venaria con 31mila presenze e al Museo Egizio con 26mila.
L’iniziativa si terrà in tutto il mondo il 18 e 19 aprile
Torino, 6 aprile 2026 – Sono undici le realtà del Piemonte che prendono parte alle Giornate Internazionali delle Case della Memoria e dei Musei di personalità illustri. L’iniziativa si terrà il 18 e 19 aprile 2026 e vedrà, per il secondo anno consecutivo, case museo di tutto il mondo aprire simultaneamente le porte per consentire al pubblico di scoprire i luoghi vissuti dai Grandi. In totale sono oltre 400 le realtà che hanno aderito nel mondo; in Italia, oltre 150 in 18 regioni. Fino al 15 aprile, su www.casedellamemoria.it, saranno aperte le prenotazioni per il pubblico, per poter visitare i luoghi dove sono nati o hanno vissuto personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell’arte, della letteratura, della scienza, della storia.
Come da format, all’iniziativa sono state infatti invitate ad aderire tutte le case, i luoghi abitati dai grandi, i musei che testimoniano l’attività letteraria, artistica o musicale dei personaggi illustri internazionali. Le due giornate vedranno tutti i continenti uniti nel segno della cultura e della memoria alla scoperta di piccole abitazioni o ville monumentali, studi d’artista e veri e propri musei, residenze stabili, “rifugi” estivi, case di collezionisti, dove sono nati o hanno vissuto personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell’arte, della letteratura, della scienza, della storia.
«Fare rete è fondamentale per promuovere la cultura rendendola anche strumento di dialogo fra Paesi diversi del mondo – ha dichiarato Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. Le Giornate Internazionali sono uno strumento eccezionale in questa direzione». «Quella del 18 e 19 aprile non è solo un’apertura al pubblico – ha spiegato il vicepresidente Marco Capaccioli – ma un atto di affermazione culturale. Vogliamo dimostrare che esiste una rete solida e coordinata che permette di scoprire i nostri territori e la nostra storia in modo nuovo».

Ecco tutte le realtà che aderiscono all’iniziativa. A Torino domenica 19 è aperto il Museo Francesco Faà di Bruno che include la visita al celebre campanile con vista sulla città (prenotazione obbligatoria); in entrambi i giorni, poi, il Museo Carol Rama propone visita guidata alla casa museo dell’artista con tariffa d’ingresso ridotta (prenotazione obbligatoria), mentre il Museo Casa Don Bosco apre gratuitamente le porte nel weekend. In provincia, a Rivoli, la Fondazione Cerruti, aperta gratuitamente il 19, e la Casa Museo Antonio Carena per un’esperienza immersiva con il curatore Nicolò Balocco. Doppio appuntamento al Castello di Miradolo – Fondazione Cosso di San Secondo di Pinerolo: il 18 ecco la degustazione di tè legata al tema della Camelia e il 19 laboratorio didattico per bambini e visita guidata al parco (attività incluse nel biglietto d’ingresso). Si prosegue con Cuneo e il Museo Casa Galimberti con “Missione Museo Casa Galimberti”: visita guidata sotto forma di gioco-investigazione per adulti e bambini (prenotazione obbligatoria entro le ore 12 del 17 aprile). In provincia, a Saluzzo, ecco Casa Cavassa e Casa Pellico entrambe incluse nel tour guidato “Saluzzo: tra personaggi illustri e dimore da scoprire” del 19 aprile; a Dronero il Museo Civico Luigi Mallé organizza per il solo sabato 18 la visita guidata “Luigi Mallé, dalla direzione dei musei civici torinesi al collezionismo privato”. Infine, la visita guidata gratuita (prenotazione obbligatoria) all’atelier di Angelo Morbelli all’interno di Villa Maria a Rosignano Monferrato (Al).
L’evento è promosso dall’Associazione Nazionale Case della Memoria, che mette in rete 120 case museo italiane, con il patrocinio del Ministero della Cultura, con il supporto e la collaborazione dei comitati Icom Demhist (Comitato Internazionale per le Case Museo Storiche) e Iclcm (Comitato Internazionale per i Musei Letterari e dei Compositori), Icom International, Icom Italia e la Rete Europea delle Case Museo dei Personaggi Illustri. L’evento ha inoltre la media partnership di Rai Italia e TgR Rai. Per la Toscana, vede UniCoop Firenze come sponsor tecnico e si tiene nell’ambito del progetto Memorie di Cultura, realizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze.
Beato Francesco Faà di Bruno
Via S. Donato, 31 – 10144 Torino
Email: info@museofaadibruno.it
Telefono: 340 3461409
Sito web: museofaadibruno.it
Descrizione: il museo si sviluppa tra l’appartamento personale e le sale storico-scientifiche del Beato, scienziato e militare. La visita include la Chiesa e il celebre campanile, un’opera di ingegneria e fede con 300 scalini che offrono una vista unica su Torino.
Date di apertura: 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata con offerta libera
Programma: ingresso dalle 14.30 alle 18.30. Prenotazione obbligatoria. È gradita un’offerta (€4 consigliati) per la manutenzione del sito a cura dei volontari.
Casa Cavassa
Via San Giovanni, 5 – 12037 Saluzzo (CN)
Email: daniela.grande@comune.saluzzo.cn.it
Telefono: 0175 211438
Instagram: @museisaluzzo
Descrizione: simbolo del Rinascimento saluzzese, la dimora fu trasformata in museo a fine ‘800 dal marchese Tapparelli D’Azeglio. Si articola in 15 sale riccamente decorate con soffitti lignei dipinti e arredi d’epoca.
Date di apertura: 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata a pagamento
Programma: tour guidato “Saluzzo: Tra personaggi illustri e dimore da scoprire”. Partenza da Casa Cavassa verso Casa Pellico e i Fondi Storici della Biblioteca. Prenotazione tramite l’ufficio turistico.
Casa Museo Antonio Carena
Via Rombò 14 – 10098 Rivoli (To)
Email: casamuseocarena@gmail.com
Telefono: 3470393276
Sito web: www.antoniocarena.it
Facebook: Antonio Carena
Instagram: @antoniocarena
Descrizione: la casa dell’artista rivolese Antonio Carena, noto come “Pittore dei cieli”, espone la sua vita privata, gli oggetti che gli sono appartenuti e l’archivio che racconta di un uomo vissuto nella grande bellezza. Sono esposte una cinquantina di opere realize dalla metà degli anni ’40 fino al 2010.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata ad ingresso ridotto 5 euro anziché 10 euro; visita museale nella Casa-studio di Antonio Carena
Programma: nella dimora privata e nell’atelier-giardino, i partecipanti potranno vivere un’esperienza immersiva con il curatore Nicolò Balocco. In occasione delle Giornate Internazionali delle Case Museo, è prevista una riduzione speciale sul biglietto d’ingresso.
Casa Museo Carol Rama
Via Giovanni Francesco Napione 15 – 10124 Torino
Email: giadabattistello.gb@gmail.com
Telefono: 3488622016
Sito web: https://casamuseocarolrama.it/index.php
Facebook: https://www.facebook.com/share/DRZaDPiN6iXru7VA/
Instagram: https://www.instagram.com/casamuseocarolrama/
Descrizione:
Appartamento dove Carol Rama ha vissuto e lavorato dal 1940 al 2015. Lo spazio è un’installazione totale dove opere di Man Ray e Andy Warhol convivono con cimeli di famiglia e utensili da lavoro in un ambiente dove vita e arte si fondono.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata con tariffa ingresso ridotta; visita guidata presso la Casa Museo dell’artista Carol Rama
Programma: visite guidate di circa un’ora per piccoli gruppi (max 5 persone). Sabato 18 e domenica 19 Aprile ore 10:00 e 15:00. Costo: Biglietto ridotto €30 a persona. Prenotazione obbligatoria online.
Casa Pellico
Piazzetta Mondagli, 5 – 12037 Saluzzo (CN)
Email: daniela.grande@comune.saluzzo.cn.it
Telefono: 0175 211438
Sito web: VisitSaluzzo – Casa Pellico
Descrizione: edificio medievale situato in una delle piazze più suggestive di Saluzzo, dove nacque lo scrittore patriota Silvio Pellico nel 1789. Il museo ospita cimeli personali donati dalla sorella dello scrittore.
Date di apertura: 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata a pagamento
Programma: parte del tour integrato domenicale che include Casa Cavassa e la Biblioteca Storica. Maggiori info presso i contatti indicati.
Fondazione Cerruti
Vicolo dei Fiori 5 – 10098 Rivoli (To)
Email: f.bertolotti.bailey@fondazionecerruti.org
Telefono: +393513890690
Sito web: https://fondazionecerruti.org
Facebook: /
Instagram: @fondazionecerruti
Descrizione: la Collezione Cerruti nasce dalla passione e dall’intuito di Francesco Federico Cerruti.
Date di apertura: 19 aprile 2026
Tipo di attività: ingresso gratuito senza guida e colazione tutto il giorno
Programma: 19 Aprile 2026 dalle ore 11 alle ore 18 ingresso gratuito.
Fondazione Cosso – Castello di Miradolo
Via Cardonata 2; 10060 San Secondo di Pinerolo (TO)
Email: ufficiostampa@fondazionecosso.it
Telefono: 0121 376545
Sito web: www.fondazionecosso.com
Facebook: Fondazione Cosso
Instagram: fondazionecosso
Descrizione: antica dimora della contessa Sofia Cacherano di Bricherasio, oggi polo culturale d’eccellenza. La Fondazione promuove arte, musica e natura attraverso la sperimentazione e la valorizzazione del castello e del suo storico parco.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata e laboratori (Il compleanno di Sofia / Segreti di foglie e fiori)
Programma: sabato 18 ore 15 visita guidata con la Proprietà; “Una camelia in un tè: tra gusto e benessere”: degustazione di tè legata al tema della Camelia, con un costo di 15€ aggiuntivi rispetto al biglietto di ingresso. Domenica 19 ore 10:30: Laboratorio didattico per bambini (5€+il biglietto di ingresso per gli adulti). Domenica 19 ore 15: visita guidata al Parco. Attività incluse nel biglietto d’ingresso: 4€ per chi ha Abbonamento musei. Acquista il tuo biglietto sul sito o in biglietteria.
Museo Casa Don Bosco
Via Maria Ausiliatrice, 32 – 10152 Torino
Email: ana.martingarcia@museocasadonbosco.it
Telefono: 3534533594
Sito web: https://museocasadonbosco.org/
Facebook: https://www.facebook.com/museocasadonbosco
Instagram: https://www.instagram.com/museo_casadonbosco/?hl=it
Descrizione: il Museo Casa Don Bosco si trova nel complesso di Valdocco, Casa Madre dei Salesiani e luogo di origine dell’opera di San Giovanni Bosco (1815–1888). Inaugurato nell’ottobre 2020, il museo si sviluppa su circa 4.000 metri quadrati distribuiti su quattro piani.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: ingresso libero
Programma: 18 e 19 Aprile 2026 – Ingresso gratuito. È possibile visitare il museo in autonomia con audioguida tramite codice QR.
Museo Casa Galimberti
Piazza Galimberti, 6 – 12100 Cuneo
Email: museo.galimberti@comune.cuneo.it
Telefono: 0171 444801
Instagram: @museo.casa.galimberti
Descrizione: conserva l’appartamento e lo studio della famiglia Galimberti. La narrazione è incentrata su Duccio Galimberti, eroe della Resistenza. Il museo è un luogo vivo di memoria con un ricco archivio e biblioteca.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita itinerante per famiglie (gratuita)
Programma: “Missione Museo Casa Galimberti”: visita guidata sotto forma di gioco-investigazione per adulti e bambini. Sabato 18 ore 15.30; domenica 19 ore 15.30 e 17.00. Prenotazione obbligatoria entro le ore 12 del 17 aprile.
Museo Civico Luigi Mallé
Via Valmala 9 – 12025 Dronero (Cn)
Email: ivana.mulatero@tin.it
Telefono: 3478878051
Sito web: www.museomalle.org
Facebook: @museomalle
Instagram: @museonalleofficial
Descrizione: particolare museo d’arte voluto da Luigi Mallé (Torino 1920 – 1979). La collezione, situata nella casa dei nonni, diviene un lascito importante per il Comune di Dronero. Il museo espone migliaia di oggetti in un’aura di casa vissuta.
Date di apertura: 18 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata con biglietto a pagamento “Luigi Mallé, dalla direzione dei musei civici torinesi al collezionismo privato”.
Programma: sabato 18 Aprile 2026, ore 15,30. Visita guidata alla collezione permanente e alla mostra temporanea. Costo biglietto: 5 euro intero, 3 euro ridotto.
Villa Maria
Via Morbelli, 28; 15030 Rosignano Monferrato
Email: turismo.rosignanomonf@gmail.com
Telefono: 3771693394
Sito web: www.comune.rosignanomonferrato.al.it
Facebook: Rosignano Monferrato
Instagram: rosignanomonferrato_infopoint
Descrizione: Villa Maria residenza estiva del pittore Divisionista. All’interno dello studio troviamo la grande finestra riportata in più opere. Di rilievo i medaglioni ad opera di Giovanni Sotto comoda e i ritratti di Pellizza da Volpedo, Segantini, Bistolfi, Quadrelli e Longoni.
Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026
Tipo di attività: visita guidata gratuita (Visita all’ateler)
Programma: prenotazione obbligatoria al numero 3771693394. Visita autonoma lungo il percorso morbelliano.
I vostri dati sono trattati esclusivamente per fornirvi informazioni inerenti il vostro lavoro e in nessun caso sono divulgati a terzi. Potrete comunque chiedermi in qualsiasi momento di cancellare il vostro indirizzo mail e non ricevere più le mie comunicazioni.

|
|
“Da Felice Casorati a Carol Rama: le Collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre”, in mostra alla “Fondazione” di Monforte d’Alba
Fino al 17 maggio
Monforte d’Alba (Cuneo)
“Niente al mondo può essere paragonato al volto umano. E’ una terra che non ci si stanca mai di esplorare”. Mi sono capitate a fagiolo sotto gli occhi e per la giusta occasione, queste sagge parole del danese Carl Theodor Dreyer, regista e critico cinematografico, fra i massimi esponenti della cinematografia mondiale del ‘900. Parole che dal mondo prettamente cinematografico a quello più ampio delle arti visive in genere (pittoriche, grafiche e scultoree) mi trovano assolutamente concorde e che, forse, sarebbero state ben accette dallo stesso Mario Lattes, editore, scrittore, pittore e fra i massimi intellettuali del secolo scorso, al cui enorme interesse per la “Ritrattistica” – quale artista e acuto collezionista – fa riferimento la mostra attualmente, e fino a domenica 17 marzo prossimo, aperta alla “Fondazione Bottari Lattes” (a lui dedicata dalla moglie Caterina Bottari Lattes nel 2009) a Monforte d’Alba (Cuneo). Curata da Francesco Poli, la rassegna “Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre”, assembla – tra dipinti, incisioni e sculture – più di cinquanta opere (volti fieramente reali e altri di immaginaria interpretazione) realizzate in primis dallo stesso Mario Lattes (Torino, 1923 – 2001) e altre appartenenti alle sue “Collezioni”, in un dialogo serrato ed emotivamente coinvolgente con alcuni tra i più importanti Maestri del ‘900.

Per Lattes, la “ritrattistica” ha sempre ricoperto uno spazio importante, e abbondantemente “coccolato” nell’ambito della sua complessiva produzione artistica, proprio come strumento in cui meglio affondare quelle insanabili ferite dell’anima, derivate dal suo essere parte ben sensibile, sia pure nell’ottica di una laicità mai negata, di quell’ebraismo su cui la storia s’è in passato accanita con inaudita spietatezza. Drammi talmente grandi ed insopportabili da trasformarsi in alcuni dipinti di Lattes (non meno che nelle sue opere letterarie) in pagine di inspiegabili e amare “riflessioni”, ironiche e sarcastiche, dove mai però ci verrebbe il ghiribizzo di riderci su. Solo un sorriso amaro, come per il suo memorabile “Autoritratto con cappello, marionette e uccello” del 1990, in cui l’autore si rappresenta circondato da marionette, fantocci e uccellacci. Capocomico e burattinaio o parte egli stesso dello stravagante teatrino? Passione che genera da lontano, fin dal 1947, anno della sua prima mostra a “La Bussola” di Torino, Mario Lattes disegna e dipinge “Ritratti” con “incisiva attenzione all’identità individuale”, spaziando da situazioni più “intimistiche” (come nel caso dei famigliari) a quelle fortemente espressioniste, visionarie e surreali (con forti richiami a mondi pittorici che vanno da Odilon Redon al belga “pittore delle maschere” James Ensor o alle “funamboliche geometrie” di Klee), come succede con quel ceruleo (su fondo nero) graffiato e disturbato “Volto di Franz Kafka”, derivato da una foto ma “trasfigurato in una enigmatica atmosfera lunare”. Dalle prime prove di vagheggiata informalità (Anni ’50-’60), alla crudezza fuggitiva di personalissime prove surreal-espressioniste, è proprio vero, “Lattes – come di lui scriveva Marco Vallora – è sempre là, dove non te lo attendi, anche tecnicamente”.
La comprensione dei suoi “Ritratti” e delle sue opere in genere va sempre oltre ciò che l’artista ti presenta in parete, per portarti in oscuri spazi dell’inconscio difficili da esplorare. Solo “suoi”. A noi lasciarci avvolgere da quell’aura di sublime arruffato mistero che è il “suo” e solo “suo” piccolo-grande universo. Accanto al quale, gravitano in mostra (figure amiche!) anche altri ritratti provenienti dalle Collezioni della stessa “Fondazione Bottari Lattes” insieme a quelle di altre Gallerie, con opere realizzate da pittori e scultori del suo stesso “contesto artistico”. La selezione comprende quindi dipinti di Felice Casorati, di esponenti del torinese “Gruppo dei Sei” come Jessie Boswell, Francesco Menzio (suo un piccolo “ritratto della moglie”) e Carlo Levi (bizzarro il suo onirico “Risveglio -un solo occhio aperto- con la madre”), accanto ad altri di Luigi Spazzapan, Italo Cremona (bel bello in canottiera) e Mario Calandri, affiancati da tre notevoli pittrici come Nella Marchesini, Daphne Maugham e l’estrosa Carol Rama. Tra le incisioni, le nitide fisionomie dell’amico ceco Jiri Anderle (famoso per le sue “mezzature”) e un sintetico volto di Mario Surbone. Tre le sculture esposte: una preziosa testa femminile in cera di Giacomo Manzù, di forte ispirazione impressionista alla Medardo Rosso; una figura quasi astratta di Sandro Cherchi e un ritratto con forti richiami al cubismo di Mario Giansone.
Mostra di stupefacente ricchezza poetica, in cui le opere di Lattes fanno da sapiente “collante” a “Ritratti” accomunati in un unico gioco o “teatrino” di similitudini e diversità capaci, in ogni caso, di guidarti lungo sentieri dell’anima di assoluta piacevolezza e magiche suggestioni.
Gianni Milani
Per info: “Fondazione Bottari Lattes”, via Marconi 16, Monforte d’Alba (Cuneo); tel. 0173/789282 o www.fondazionebottarilattes.it
Nelle foto: Allestimento Mario Lattes “Ritratto blu, Kafka”, anni ’60 e Carlo Levi “Risveglio con la madre”, 1973; Mario Lattes “Autoritratto”, 1990; Italo Cremona “Autoritratto”, 1950 ca.; Giacomo Manzù”Testa”, cera, 1935
Le migliori fotografie naturalistiche scattate oggi nel mondo
Fino al 12 luglio
Bard (Aosta)
L’immagine è davvero spettrale. Terrifica ed inquietante. Provate ad immaginarvi in quel contesto. Notte fonda e voi in mezzo a una iena bruna, la più rara al mondo e dall’aspetto assai poco rassicurante, e una città fantasma scheletrica, Kolmanskop in Namibia, un tempo (specificano opportune note) sede di importanti miniere di diamanti. Per carità, tranquillizatevi! Trattasi solo di una foto. Ma che foto! Uno scatto di infinita qualità tecnica, di infinito intuito e di … infinita pazienza! Pensate che l’autore, il fotografo sudafricano Wim van den Heever si dice abbia impiegato, dopo aver rinvenuto tracce ed escrementi del povero animale, ben dieci anni per catturare lo scatto perfetto. Alla fine, la “foto-trappola” ha fatto il suo dovere. E la pazienza davvero “da Giobbe” del fotoreporter, tradotta nell’immagine dal titolo “Ghost Town Visitor” (“Visitatore della città fantasma”), gli ha fatto portare a casa il prestigioso titolo del 61° “Wildlife Photographer of the Year”, assegnato dal “Museo di Storia Naturale” di Londra.
Titolo largamente meritato in un oceano di fotografie che quest’anno ha registrato oltre 60mila candidature da parte di fotografi di ogni età e livello di esperienza, provenienti da 113 Paesi. Le opere sono state giudicate in forma anonima per creatività, originalità ed eccellenza tecnica da una “Giuria internazionale” di esperti e molte le troviamo, anche quest’anno, esposte, fino a domenica 12 luglio, al sabaudo “Forte di Bard”. “L’esposizione – spiegano gli organizzatori – accende i riflettori su immagini potenti e affascinanti che catturano comportamenti animali poco noti, specie spettacolari e contesti naturali molto diversi tra loro. Utilizzando l’esclusivo potere emotivo della fotografia, le immagini condividono storie e specie da tutto il mondo, incoraggiando un futuro di difesa del pianeta”.
Soffermiamoci su alcune, in particolare. Certamente fra le più significative. Di toccante e tenera narrazione è ad esempio lo scatto “Orphan of the Road”, vincitore dell’“Impact Award” di quest’anno e realizzato dal brasiliano Fernando Faciole che documenta l’immagine davvero straziante di un cucciolo di “formichiere gigante” rimasto orfano a seguito di un incidente stradale che docilmente segue, ferito alle zampe anteriori, il suo custode dopo la poppata serale in un centro di riabilitazione. Guarito e capace di cavarsela da solo, il povero cucciolo sarà rilasciato in natura.
Di tutt’altro tenore “End of the Round-up”, il portfolio (“Premio per il miglior reportage”) del fotoreporter spagnolo Javier Aznar Gonzàlez de Rueda che descrive il complesso rapporto tra l’uomo e i “serpenti a sonagli” negli States. Immagini attraverso le quali Gonzàlez de Rueda sperava e spera di sensibilizzare la popolazione americana a proteggere questi serpenti, ormai in lenta via di estinzione e in alcuni Stati ancora oggi fortemente demonizzati, eppure oggetto di studio per la medicina d’avanguardia nonché di interesse economico per la vendita delle carni e della pelle.
E dei fotografi italiani? Chi mai troviamo sul podio?
Primo fra tutti in maglia “bianca-rosso-verde”, il giovanissimo talento, originario di Velletri, Andrea Dominizi, vincitore assoluto del prestigioso Premio (“Young”) per fotografi naturalisti di età pari o inferiore ai 17 anni. La sua immagine “After the Destruction” ( “Dopo la distruzione”) racconta una toccante storia di perdita di habitat, quella di un coleottero delle specie “Cerambycidae” in un’area disboscata, incorniciata da macchinari ormai abbandonati, sui Monti Lepini, le alture calcaree site fra le province di Latina, Roma e Frosinone. Gli altri italiani che si sono distinti al concorso sono: il sudtirolese Philipp Egger, vincitore nella categoria “Ritratti di Animali” con lo scatto “Shadow Hunter” (“Cacciatore di ombre”), rappresentante un “gufo reale” nelle montagne di Naturno (Bolzano) che emerge dal buio con il luccichio arancione degli occhi e la luce della sera sulle piume, e tre finalisti con “menzione d’onore”: Fortunato Gatto con “The frozen swan” (“Il cigno congelato”) nella categoria “Arte della natura”, Roberto Marchegiani con “The calm after the storm” (“La calma dopo la tempesta”) e “Shadowlands” (“Terre d’ombra”) nella categoria “Animali nel loro ambiente” e Gabriella Comi con “Wake-up call” (“Sveglia”) nella categoria “Comportamento: Mammiferi”.
Gianni Milani
“Wildlife Photographer of the Year”
Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it
Fino al 12 luglio
Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lun. chiuso
Nelle foto: Wim van den Heever “Ghost Town Visitor”; Fernando Faciole “Orphan of the Road”; Javier Aznar Gonzàlez de Rueda “End of the Round-up”; Andrea Dominizi “After the Destruction”