Dai Pirenei alla cuneese Demonte: la tre giorni che celebra l’avvio della stagione occitana e il grande raduno con artisti francesi, catalani e pirenaici
Da venerdì 1 a domenica 3 maggio
Demonte (Cuneo)
La grande Festa dura tre giorni. L’appuntamento è a Demonte, Valle Stura, paese scelto dai Savoia a fine ‘500, per la sua posizione strategica, come “piazzaforte militare” e tra gli oltre cento Comuni delle Province di Cuneo e Torino (e parzialmente dell’Alta Val Susa) appartenenti alla minoranza linguistica occitana (“lingua d’Oc” o “patois”), in un territorio che si estende principalmente dal Colle di Tenda alla Val Po. Considerato una sorta di “angolo di Provenza” è proprio qui, a Demonte, che, dal prossimo venerdì 1 a domenica 3 maggio, si festeggerà la primavera con la XXI edizione della “Prima d’Oc”, il tradizionale grande “raduno” di musicisti, liutai, ballerini e appassionati di danze occitane.
“Giunta alla XXI edizione, ‘Prima d’OC’ rappresenta – sottolinea il mitico Sergio Berardo, leader storico dei ‘Lou Dalfin’ nonché direttore artistico di ‘Occit’amo’ – il primo grande appuntamento delle terre occitane all’interno del Festival ‘Occit’amo’ ed è la Festa che apre l’anno degli incontri e degli scambi tra i due versanti alpini delle ‘Terre d’Oc’ e, quest’anno per la prima volta, anche con i Pirenei catalani e aragonesi. La Valle Stura e, in particolare Demonte, diventano un luogo dove i musicisti occitani si ritrovano per due giorni di studi, approfondimenti e festa, in un contesto unico ed irrepetibile”.
Il via, venerdì 1° maggio, nel grande “Palatenda”, di piazza Nuto Revelli, alle 21,30, con la proiezione gratuita del Docufilm “La Grande Orchestra Occitana”, girato da Giacomo Allinei e dedicato all’esperienza unica che da anni unisce un centinaio di musicisti, tra i 7 ed i 70 anni, portandoli a suonare e a cantare, formando una vera e propria Orchestra. Sabato 2 maggio, dalle 10, si terranno uno “stage di canto” con Cristina Saltetto (voce femminile dei “Lou Dalfin”) e uno dedicato alla tradizione dei Pirenei, catalana e aragonese, con Sergi Llena Mur e alcuni allievi della “scuola di cornamusa” da lui diretta. Alle 15 prenderà il via la “Passeggiata con visita guidata” dall’accompagnatrice naturalistica Silvia Mattiauda (prenotazioni al 347/1942878) per raggiungere (ore 16) l’“Anfiteatro della polveriera”, dove assistere al concerto della “scuola di cornamusa” dei Pirenei. Al “Palatenda”, dalle 16,30, ci sarà invece lo stage di “danze occitane” con Daniela Mandrile. La festa proseguirà in serata: alle 19, sempre al “Palatenda” prenderà il via la “cena occitana” su prenotazione (all’ “Ufficio Turistico” di Demonte, tel. 0171/955903) e, alle 21, nell’“Anfiteatro” si terrà il “Gran Ballo d’auvernha” con il musicista Cedric Bachellerie, per chiudere alle 22,30, nel “Palatenda” con il “Gran Gala” degli strumenti occitani con musicisti delle Valli e dell’altro versante alpino e danze fino a tarda serata.
Domenica 3 maggio, per tutta la giornata e per le vie del paese, spazio al “Mercato dell’artigianato e della liuteria” che proporrà strumenti musicali e non solo, mettendo in mostra il tradizionale sapere manuale e tecnico della tradizione occitana. Il “Palatenda” ospiterà , al mattino, la Santa Messa animata dai canti occitani preparati durante lo stage da Cristina Saltetto e dai suoi allievi. A seguire l’aperitivo e il pranzo occitano su prenotazione (tel. 0171/955903) e sempre al “Palatenda” mentre, dalle 15, strade e porticati saranno teatro di Gruppi e Bande in concerto che si ricongiungeranno nel fine pomeriggio all’“Anfiteatro” per il “Gran Ballo finale”.
L’ingresso agli eventi è libero, per la prenotazione di pranzi e cene contattare l’“Ufficio Turistico” di Demonte al numero 0171/955903.
Per ulteriori info visitare il sito www.occitamo.it
g.m.
Nelle foto: Sergio Berardo e immagini di repertorio


Spostandoci verso la collina di Piossasco, “Casa Lajolo” è una dimora di campagna di metà Settecento con un giardino all’italiana articolato su tre livelli e proprio domenica 26, alle 16,30, si potrà scoprire questo patrimonio verde attraverso “una visita poetica”, un modo nuovo di fruire della bellezza del giardino che coniuga letture di brani e poesie con la scoperta del patrimonio botanico (iscrizioni su https://www.casalajolo.it/prenota/). A pochi chilometri, a Volvera, invece, sempre domenica 26 si potrà visitare “Palazzotto Juva”, una dimora la cui storia risale al Seicento e il cui nome è legato alla figura di Giacomo Pio Juva che, nel 1797 acquistò la cascina e i terreni. II nuovo proprietario fece costruire e restaurare la villa padronale dotandola di una “torre merlata” di ispirazione medioevale, del “campanile” con tanto di campane, ampliando il grande giardino, per destinarlo a “residenza estiva”. Ultime due tappe domenicali: Pancalieri, dove domenica 26 riapre la settecentesca “Villa Giacosa Valfré di Bronzo”, e Virle Piemonte, con il suo settecentesco “Castello Marchesi Romagnano” che domina l’abitato con la sua mole storica e le sue sale affrescate, custodi di secoli di eventi politici e mondani.
Geometrie e prospettive: la firma torinese




