Lo “Spirito Albertino” come bussola per il futuro
Il Fondatore, Professor Giorgio Gagna, ha presentato un ricco programma di iniziative che uniscono cultura, inclusione e innovazione: dalla nuova “Sindone tattile” itinerante per non vedenti alle borse di studio per il Conservatorio e per i progetti musicali rivolti ai bambini di Barriera di Milano. Tra gli appuntamenti, il Premio Carlo Alberto, una Cena Reale e un grande convegno nazionale per i 180 anni dello Statuto Albertino
È stata presentata oggi a Torino la Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, nuova realtà senza fini di lucro che si propone di connettere memoria storica e sfide contemporanee attraverso un filo conduttore preciso: lo Spirito Albertino. Un’espressione che non richiama soltanto una stagione fondamentale della storia italiana, ma si propone come chiave interpretativa del presente per guardare con ottimismo al futuro: istruzione come leva di emancipazione, responsabilità pubblica, merito, spirito critico, servizio al bene comune e centralità della persona come fondamento dello sviluppo sociale, culturale e scientifico.
La cornice scelta per la presentazione ufficiale non è casuale: l’Accademia Albertina di Belle Arti, luogo simbolico che custodisce anche un busto di Carlo Alberto di Savoia, simile a quello che il Fondatore della Fondazione, il Professor Giorgio Gagna, vide per la prima volta nel 1958 entrando in Collegio. Proprio in questa occasione, Gagna ha condiviso un ricordo personale intenso: un’infanzia segnata da difficoltà familiari e da un contesto complesso, in cui il Real Collegio Carlo Alberto rappresentò per lui un’oasi di stabilità e crescita, un rifugio sicuro e un luogo di formazione umana oltre che culturale. Il Centro Studi Carlo Alberto (www.fondazionecentrostudicarloalberto.it) nasce infatti dalla volontà del Professor Gagna di dare continuità ai valori educativi e civili del Collegio, istituito per volere del re nel 1838 come luogo di alta formazione nell’Italia del Risorgimento. Un’esperienza personale che oggi si traduce in un progetto contemporaneo di ricerca, dialogo interdisciplinare e impegno culturale. 
Accanto a Gagna, presidente, una squadra di esperti e di professionisti con riconosciute competenze in vari ambiti: la vicepresidente Elena D’Ambrogio Navone, i consiglieri Roberto De Masi, Sabrina Gonzatto e Gustavo Mola Di Nomaglio, il revisore dei conti Luciano Marchisio e il segretario generale Valentina Caputo.
Tra le prime iniziative in programma, un progetto che unisce tradizione e accessibilità sviluppato d’intesa con la “Confraternita del Santo Sudario”, con il Direttore del “Museo della Sindone” e con i “Cultores Sindonis”: una nuova versione leggera della “Sindone tattile” realizzata per rendere più fruibile anche alle persone non vedenti il Sacro Lino tanto caro al re. Il prototipo, che è quasi ultimato e sarà presentato prossimamente con una cerimonia ufficiale, supera i limiti dell’attuale modello – troppo pesante per essere spostato – e apre alla possibilità di portare l’esperienza altrove.
La Fondazione promuoverà inoltre tavole rotonde e momenti di confronto su temi che spaziano dalla storia all’attualità, dalla medicina agli effetti dei social media sulla società, con un approccio interdisciplinare coerente con lo Spirito Albertino. Accanto a questo, il Centro Studi Carlo Alberto guarda ai giovani. Sono già in cantiere due borse di studio per il Conservatorio Giuseppe Verdi, legate alla valorizzazione del Fondo Savoia, e un’altra destinata ai bambini di una scuola pubblica di Barriera di Milano. Un investimento che vuole sostenere musica e cultura come strumenti concreti di inclusione.
A fine anno è prevista una “Cena Reale”, occasione di incontro e raccolta fondi per finanziare nuovi progetti, mentre sta prendendo forma il Premio Carlo Alberto che verrà conferito a personalità di particolare rilievo che si siano distinte come testimoni dello Spirito Albertino ai giorni nostri. Lo sguardo, poi, è già proiettato al 2028, quando ricorreranno i 180 anni dello Statuto Albertino, passaggio fondamentale nella storia costituzionale italiana. Per celebrarlo, la Fondazione da domani si attiverà con il Centro Studi Piemontesi per organizzare a Torino un convegno nazionale, coinvolgendo anche il Reale Castello di Racconigi, tanto amato da Re Carlo Alberto.
“Non si tratta di guardare indietro con nostalgia – ha sottolineato Gagna -, ma di offrire strumenti di lettura dell’attualità attraverso uno sguardo capace di attraversare la storia, costruendo un ponte tra epoche diverse utile a generare opportunità reali, soprattutto per le nuove generazioni”. Una visione che trova anche una sintesi simbolica nel logo della Fondazione: una fenice azzurra, emblema di rinascita e resilienza, che richiama il ciclo continuo tra fine e nuovo inizio. Nella sua forma si intrecciano l’evocazione della tradizione sabauda e il riferimento all’aquila araldica, simbolo di maestà e vittoria, a suggellare l’idea di una memoria che non si limita a essere ricordata, ma si rigenera e si proietta nel futuro.
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