CULTURA E SPETTACOLI

“Maleficamente Disney”, il Musical a Corte si tinge d’ombra e mistero

 Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

Musical a Corte giunge al suo ultimo appuntamento, incentrato sul lato oscuro del mondo Disney, che si terrà nel Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi alle ore 19 di domenica 12 aprile. Un musical le cui note si tingeranno di ombra e mistero.
“Maleficamente Disney”, già sold out, è un viaggio musicale attraverso le storie più amate, ma raccontate dalla prospettiva di chi, nell’oscurità, ha tessuto trame indimenticabili. Dai sortilegi di Ursula alla vanità di Madre Goethel, dalle risate snob di Crudelia De Mon ai piani ambiziosi di Scar, ogni canzone evocherà il fascino irresistibile dei grandi antagonisti Disney che, con la loro complessità, hanno reso indimenticabili le storie note a tutti. Si riscoprono dunque la bellezza ambigua e la profondità emotiva che si nascondono dietro ogni villain perché, spesso e volentieri, sono proprio i cattivi a rubare la scena.

In programma un medley di “Ursula-In fondo al mar”, “Baciala” e “Darò”, tratti da La Sirenetta; a seguire un pezzo de La Bella e la Bestia, “Gaston”; “Resta con me”, tema musicale di Rapunzel, e ancora “Be prepared” tratto da Il Re Leone, “Cavoli e Re” e “Il tricheco e il carpentiere” da Alice nel Paese delle Meraviglie”, “Voglio essere come te” da Il Libro della Giungla, “Crudelia De Mon” da La Carica dei 101, “Mine, mine, mine” di Pocahontas, “Frollo”, “Campane a Notre Dame”, “Santuario”, “Là fuori”, “Hell fire” da Il Gobbo di Notre Dame, “Oogie boogie song” da Nightmare before Christmas, e a conclusione della serata un medley di “Cani e gatti-Bella la notte” di Lilli e il Vagabondo, “Les poissons” de La Sirenetta e “Ev’rybody wants to be a cat” da Gli Aristogatti.

Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi – Nichelino (TO)
Maleficamente Disney
Biglietti: prezzo unico 33 euro
011 6279789 biglietteria@teatrosuperga.it

Mara Martellotta

Il fascino di una Berlino decadente: “Cabaret”, torna Brachetti

Torna sul palco del teatro Alfieri di Torino, da giovedì 9 a domenica 12 aprile prossimo, lo spettacolo “Cabaret. The musical”, in una nuova produzione di Fabrizio Di Fiore Entertainment & FdF GAT, per la regia di Arturo Brachetti e Luciano Cannito. “Cabaret. The musical” è una produzione che trasporta il pubblico nella sfrenata Berlino degli anni Trenta, ad un passo dell’avvento del nazismo. Tra eccessi e privazioni della libertà, decadenza e contraddizioni quotidiani, in un momento storico distante e, allo stesso tempo, molto attuale.

“Cabaret” è uno spettacolo irriverente, piccante, spettacolare e divertente al tempo stesso, uno dei più famosi musical di sempre, il cui ritmo veloce è scandito senza censure e pregiudizi da celebri numeri musicali come “Cabaret”, “Willkommen” e “Money, money”. Ricreata al massimo della sua brillantezza e spettacolarità, è la storia di due coppie di innamorati, poi travolte da un destino ineluttabile. In questo “Cabaret” gestito da Ence, personaggio che interpreta lo stesso Brachetti, la prima donna del Kit Kat Club, Sally Bowles, interpretata da Laura Galigani, si innamora dello scrittore americano Cliff, una vicenda amorosa che si intreccia a quella della proprietaria della pensione, Fräulein Schneider, interpretata da Simonetta Cartia, e del suo amante ebreo Herr Schultz, interpretato da Antonio Mazzara. Si tratta di uno spettacolo rutilante, decadente, lussuoso e scioccante allo stesso tempo, come la Berlino di quegli anni. A impreziosire la rappresentazione, sono le scene di Rinaldo Rinaldi e i costumi di Maria Filippi. La colonna sonora e i brani musicali iconici, come “Cabaret” e “Wilkommen”, sono realizzati da una band dal vivo per la direzione musicale di Giovanni Maria Lori, che è stato arrangiatore di molti musical e produzioni teatrali. Si annuncia come uno spettacolo contemporaneo, a tratti provocatorio, che esplora temi di politica, amore e libertà personale in un’epoca di grande incertezza, offrendo nuovi spunti di riflessione.

9, 10, 11 aprile ore 20.45 – 12 aprile ore 15.30

Teatro Alfieri – piazza Solferino 4, Torino

Mara Martellotta

I titoli più recenti, premiati e rappresentativi della cinematografia francese

Sullo schermo del cinema Classico, dal 9 al 12 aprile

Coinvolge sette città italiane – Roma, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Torino – l’appuntamento che dal 9 al 12 aprile stabilirà un dialogo cinematografico con il cinema d’oltralpe, una manciata di giornate che offrono uno sguardo su una cinematografia che non frequentiamo come vorremmo (ultimi titoli “La mattina scrivo” e “Lo straniero”): cuginanza che tuttavia le regole del mercato impongono che non diventi abbastanza stretta oppure decisamente familiare. Non in perfetta salute (neppure lei), informano le fonti, se il trascorso 2025 si è chiuso con la registrazione di circa 157 milioni di presenze – pur sempre la miglior quota europea – che vuole tuttavia anche dire un calo di quasi 25 milioni, pari a una flessione del 13,6%, rispetto al 2024. Se altresì si possono nutrire buone speranze leggendo di uno scorso mese di dicembre, forte del periodo natalizio, che ha visto una punta di 21 milioni di spettatori, superiore a quella dell’anno precedente, un altro sito ci tiene informati di un aumento per i recenti mesi di gennaio e febbraio rispetto ai corrispondenti del 2025, ma pure di un recente mese di marzo per cui è necessario calcolare una cifra che non raggiunge i 13 milioni, – ovvero appena l’1,4% in più rispetto al marzo 2025 – registrati dal Centro Nazionale per il Cinema. Senza voler affrontare quei successi che ci riportano al marzo 2024 (15,2 milioni di biglietti venduti) e marzo 2023 (15,8 milioni). L’iniziativa è dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Institut Français, avendo come main sponsor BNL/BNP Paribas e il sostegno tra gli altri del mitico Borsalino e di Sofitel: ovvero, felicemente, il “Nuovo Cinema Francese” dentro i confini italiani. Le proiezioni torinesi si svolgeranno nella sala del Classico.

Con la volontà di non addentrarci assolutamente nelle presenze, nelle statistiche e soprattutto nella qualità del cinema di casa nostra – che se la canta e se la suona – per carità, i César fanno la stessa cosa – con i premi di fine anno (pescando nelle poche produzioni accettabili) ma che non riesce a espugnare le short-list o i red carpet hollywoodiani o i festival europei importanti (con una vena di sano quanto necessario patriottismo sarà il solito Nanni Moretti a salire in solitaria i gradini del Palais di Cannes nel prossimo mese di maggio con il suo ultimo “Succederà questa notte”, lui tanto ami des Français?): “Cinema povera Italia” titolava un paio di mesi fa La Stampa un quadro per nulla rassicurante della nostra cinematografia. “Certo, andare a Berlino è diventato un po’ più complicato, dipende molto dai film pronti in quel determinato periodo”, s’affannava a ribadire Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, rispondendo alle domande di Fulvia Caprara. Ci vorrebbero “posizioni più muscolose”, di realizzazione e di economia, si continua a sperarle ma per adesso non le abbiamo, per cui, mettendo la testa sotto la sabbia, continuiamo a parlare – lo fa Paolo Orlando, presidente editori e distributori cinematografici Anica – per Berlino trattasi di “normale avvicendamento e non di punizione.”

Inizierà la rassegna con “Classe moyenne – La festa è finita” diretto da Antony Cordier (9 aprile, ore 20,30 – proviene dalla Quinzaine des cinéastes di Cannes 2025), dove Mehdi, giovane avvocato, trascorre l’estate nella elegante villa dei genitori della fidanzata: con la sorpresa, sin dal suo arrivo, di un conflitto tra i futuri suoceri e la coppia di custodi della villa. Forte del suo mestiere e certo per il desiderio di impressionare ottimisticamente il padrone di casa, Mehdi si propone come mediatore tra le due parti. Ma nulla andrà come spera. Commedia dai dialoghi in punta di penna, una acuta fotografia delle contraddizioni della borghesia di oggi. Il film uscirà nelle nostre sale il prossimo 7 maggio. Seguirà “Des preuves d’amour – Love Letters” (10 aprile, ore 18 – Semaine de la Critique a Cannes 2025 e numerosi premi, a Zurigo, Amburgo e Montréal), film d’esordio di Alice Douard, il ritratto di una giovane donna, Céline, alla ricerca di una sua propria legittimità, la sua unione con Nadia, la nascita di un figlio, un nuovo concetto di famiglia, aperta e felice. Si annuncia più che interessante “L’affaire Bojarski” di Jean-Paul Salomè, presente alla proiezione, ambientato nella Francia del dopoguerra. Il regista, ispirandosi a nomi quali Melville e Becker e Dassin o guardando ai più recenti Brian De Palma e Michael Mann, costruisce la storia di un rifugiato polacco divenuto il più ingegnoso falsario del suo tempo, che per una quindicina d’anni produrrà, nel segreto del cortile della sua casa, banconote quasi perfette, tanto convincenti da ingannare perfino la Banca di Francia. Ma la sua attività attira l’attenzione del commissario Mattei (a interpretarlo Bastien Bouillon, visto di recente in “La mattina scrivo” di Valérie Donzelli), deciso a smascherarlo a ogni costo, dando vita a un thriller tesso e decisamente avvincente, dove il protagonista Reda Kateb tratteggia un personaggio fatto di ambiguità e fragilità, invaso della sua ossessione per l’inganno. Proiezione il 10 aprile alle 20,30.

Il giorno dopo alla stessa ora sarà la volta di “Les enfants vont bien” di Nathan Ambrosioni, premiato a Karlovy Vary e al festival del Cinema Francofono di Angoulême. In una sera d’estate, all’improvviso, Suzanne con i due figli si presenta a casa della sorella Jeanne ma pronta a scomparire, sola, il mattino successivo, un biglietto unico segnale della sua avvenuta presenza: Jeanne scoprirà che la polizia non può avviare alcuna ricerca, sua sorella ha scelto deliberatamente di scomparire. Ultimi titoli, “Love me tender”, tratto dal romanzo di Constance Debré e firmato da Anna Cazenave Cambet (domenica 12, alle 18 – presentato con successo a Un certain regard a Cannes 2025), dove Clémence, madre di un bambino di otto anni, un giorno confessa al marito di frequentare anche donne, vedendosi costretta a dover combattere con lui che chiede l’affidamento esclusivo del figlio e a reclamare il diritto di essere madre e donna, senza compromessi. Presentato a “Un certain Regard” a Cannes 2025, grande interpretazione di Vicky Krieps, già emozionante interprete del “Filo nascosto” di Paul Thomas Anderson a fianco di Daniel Day-Lewis. Alle 20,30, il finale della rassegna è affidato a “L’engloutie” di Luise Hemon (ancora dalla Quinzaine des Cinéastes, “uno dei titoli più intensi”, aveva scritto Il Manifesto), interprete l’attrice italiana Galatea Bellugi, storia della giovane maestra Aimée, tesa verso l’ignoto e il rivoluzionario, che, in una notte di tempesta del 1899, giungendo in un borgo innevato ai confini delle Alpi, nonostante la diffidenza degli abitanti, è determinata a diffondere le proprie idee moderne. Sarà un lento integrarsi con la comunità, saranno i primi turbamenti, sarà la tragedia che sconvolgerà la tranquillità del villaggio. Il film verrà accompagnato dalla regista e dalle attrici Léna Camillieri Dorléans, Greta Saggiorato e Marisa Ronchail. Per gli appassionati di cinema un – inusuale – appuntamento assolutamente da non perdere.

Elio Rabbione

Nelle immagini, scene tratte da “L’affaire Bojarski”, “Les enfants von bien” e “Love me tender”.

La Regina Margherita e i suoi affetti

 

Racconti di vita familiare tra Stupinigi e Racconigi

 

12 aprile – 4 ottobre 2026

Storie di famiglia a corte nel ciclo di quattro visite e laboratori per famiglie nelle due residenze reali

 

Non una biografia, ma uno sguardo sulla vita quotidiana, sugli affetti e sulle relazioni familiari: è questo il punto di partenza del ciclo di incontri “La Regina Margherita e i suoi affetti”, in programma alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO) e al Castello di Racconigi (CN) che sottolinea il rapporto tra le due residenze sabaude all’inizio del Novecento: una legata alla presenza della Regina Madre, l’altra residenza della famiglia reale e dei principini. Quattro appuntamenti pensati per le famiglie, e in particolare per nonni e nipoti, che mettono al centro la dimensione privata della corte e il ruolo di Margherita di Savoia come nonna.

 

Il progetto si articola in due incontri a Stupinigi e due a Racconigi, ciascuno costruito attorno ad un tema e accompagnato da una attività laboratoriale.

Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi gli incontri sono in programma domenica 12 aprile e domenica 4 ottobre alle ore 15. Il primo appuntamento è dedicato alla quotidianità della regina tra comfort moderni e vita di corte, con un percorso nell’Appartamento di Levante che racconta le innovazioni introdotte nella residenza (impianti, servizi e organizzazione domestica) e come cambiò la vita tra fine Ottocento e primo Novecento.

Il secondo incontro, in occasione della Festa dei Nonni, sarà invece dedicato alle memorie familiari e al rapporto tra Margherita e i giovani principi, leggendo gli ambienti della residenza come spazi di vita, educazione e condivisione. In entrambe le date, al termine della visita, è previsto il laboratorio “La scatola dei ricordi”, un’attività individuale in cui “scavare” a partire da fotografie d’epoca e memorie familiari.

 

Al Castello di Racconigi il ciclo proseguirà sabato 9 maggio e sabato 12 settembre. I due incontri saranno dedicati rispettivamente ai ritratti ufficiali e alle stanze di famiglia e al rapporto tra immagine pubblica e vita quotidiana tra moda, eleganza e tradizione. Ogni appuntamento prevede visita tematica e laboratorio.

 

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)

Domenica 12 aprile 2026, ore 15

La quotidianità della Regina Margherita tra comfort moderni e vita di corte

Durata: 2 ore circa

Costo laboratorio: 8 euro + biglietto di ingresso

Biglietto di ingresso: intero 12 euro; ridotto 8 euro

Ingresso gratuito per persone con disabilità e accompagnatori, minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card

Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente:

011 6200601 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it

Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

www.ordinemauriziano.it

 

Castello di Racconigi

Via Francesco Morosini 3, Racconigi (CN)

drm-pie.racconigi.sed@cultura.gov.it

Sito e app Musei Italiani

A Pasqua vince la cultura. Boom di visitatori nei musei torinesi

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Un grande successo di pubblico ha caratterizzato il lungo fine settimana pasquale ai Musei Reali di Torino, nel quale domenica 5 aprile (Pasqua), in occasione dell’iniziativa #domenicalmuseo, l’ingresso è stato gratuito registrando oltre 9.000 presenze.

 

Da venerdì 3 a lunedì 6 aprile 2026, ai Musei Reali di Torino sono stati emessi 25.772 biglietti.

In particolare,16.606 hanno consentito la visita alle Collezioni permanenti e alle mostre dossier dedicate a grandi maestri del Rinascimento: Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger. Giudizi Universali a confronto, ospitata fino al 3 maggio dallo Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, e allo Spazio Leonardo, che espone, fino al 28 giugno, il disegno del genio vinciano Tre vedute di testa virile con barba.

814 sono stati i visitatori per la sola rassegna Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio, allestita fino al 3 maggio nelle Sale Chiablese.

Foto Guermani

Ottima è stata anche l’affluenza libera nei Giardini Reali – 8.352 – rilevata grazie a un applicativo digitale.

 

Per tutto il mese di aprile e per il ponte primaverile del 1° maggio, i Musei Reali di Torino accoglieranno residenti e turisti proponendo loro un ricco calendario di aperture straordinarie e una variegata offerta di visite speciali, per esplorare insieme percorsi museali meno noti e non sempre aperti al pubblico. I biglietti di ingresso al museo e quelli dedicati a percorsi segreti e visite speciali sono acquistabili in biglietteria e sul sito ufficiale dei Musei Reali di Torino nella sezione https://museireali.beniculturali.it/acquista/.

 

Il lungo ponte primaverile propone, inoltre, una serie di aperture speciali: sabato 25 aprile, Festa della Liberazione, i Musei Reali sono aperti dalle 9 alle 19 con ingresso gratuito (biglietti disponibili esclusivamente in museo, non disponibile online). Apertura straordinaria anche mercoledì 29 aprile, con orario 9–19 e venerdì 1° maggio, Festa dei Lavoratori, con tariffe ordinarie.

Infine, domenica 3 maggio, torna l’appuntamento con #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito dalle 9 alle 19 (con ritiro del biglietto direttamente in museo, non disponibile online).

cultura

Ecco  i dati dei visitatori nei 4 giorni del weekend di Pasqua (venerdì 3 – sabato 4 – domenica 5 – lunedì 6 aprile 2026) alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, al MAO Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino.

GAM: 2.319 ingressi
MAO: 3.923 ingressi
Palazzo Madama: 5.048 ingressi

 

Totale Fondazione Torino Musei: nelle quattro giornate sono stati staccati 11.290 biglietti.

In tutto sono invece 11.500 le persone che hanno visitato il Museo nazionale del cinema di Torino nel weekend di Pasqua, da sabato 4 a lunedì 6 aprile 2026.

Ottimo risultato per il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile nel fine settimana di Pasqua: da venerdì 3 aprile a lunedì 6 aprile 2026 i visitatori sono stati 8.323. A questo numero si aggiungono i visitatori del Centro Storico Fiat che, negli stessi giorni, sono stati 810 per un totale di 9.133 sulle due sedi. Il giorno di maggior affluenza al MAUTO è stato domenica 5 aprile con un totale di 2.521 ingressi.

Boom di visitatori anche alla Reggia di Venaria con 31mila presenze e al Museo Egizio con 26mila.

Le Giornate internazionali delle case museo

Seconda edizione 
Don Bosco, Cavassa, Pellico, Carol Rama: undici tesori piemontesi da scoprire

L’iniziativa si terrà in tutto il mondo il 18 e 19 aprile

Torino, 6 aprile 2026 – Sono undici le realtà del Piemonte che prendono parte alle Giornate Internazionali delle Case della Memoria e dei Musei di personalità illustri. L’iniziativa si terrà il 18 e 19 aprile 2026 e vedrà, per il secondo anno consecutivo, case museo di tutto il mondo aprire simultaneamente le porte per consentire al pubblico di scoprire i luoghi vissuti dai Grandi. In totale sono oltre 400 le realtà che hanno aderito nel mondo; in Italia, oltre 150 in 18 regioni. Fino al 15 aprile, su www.casedellamemoria.itsaranno aperte le prenotazioni per il pubblico, per poter visitare i luoghi dove sono nati o hanno vissuto personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell’arte, della letteratura, della scienza, della storia.

Come da format, all’iniziativa sono state infatti invitate ad aderire tutte le case, i luoghi abitati dai grandi, i musei che testimoniano l’attività letteraria, artistica o musicale dei personaggi illustri internazionali. Le due giornate vedranno tutti i continenti uniti nel segno della cultura e della memoria alla scoperta di piccole abitazioni o ville monumentali, studi d’artista e veri e propri musei, residenze stabili, “rifugi” estivi, case di collezionisti, dove sono nati o hanno vissuto personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell’arte, della letteratura, della scienza, della storia.

«Fare rete è fondamentale per promuovere la cultura rendendola anche strumento di dialogo fra Paesi diversi del mondo – ha dichiarato Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. Le Giornate Internazionali sono uno strumento eccezionale in questa direzione». «Quella del 18 e 19 aprile non è solo un’apertura al pubblico – ha spiegato il vicepresidente Marco Capaccioli – ma un atto di affermazione culturale. Vogliamo dimostrare che esiste una rete solida e coordinata che permette di scoprire i nostri territori e la nostra storia in modo nuovo».

Rigoli e Capaccioli

Ecco tutte le realtà che aderiscono all’iniziativa. Torino domenica 19 è aperto il Museo Francesco Faà di Bruno che include la visita al celebre campanile con vista sulla città (prenotazione obbligatoria); in entrambi i giorni, poi, il Museo Carol Rama propone visita guidata alla casa museo dell’artista con tariffa d’ingresso ridotta (prenotazione obbligatoria), mentre il Museo Casa Don Bosco apre gratuitamente le porte nel weekend. In provincia, a Rivoli, la Fondazione Cerruti, aperta gratuitamente il 19, e la Casa Museo Antonio Carena per un’esperienza immersiva con il curatore Nicolò Balocco. Doppio appuntamento al Castello di Miradolo – Fondazione Cosso di San Secondo di Pinerolo: il 18 ecco la degustazione di tè legata al tema della Camelia e il 19 laboratorio didattico per bambini e visita guidata al parco (attività incluse nel biglietto d’ingresso). Si prosegue con Cuneo e il Museo Casa Galimberti con “Missione Museo Casa Galimberti”: visita guidata sotto forma di gioco-investigazione per adulti e bambini (prenotazione obbligatoria entro le ore 12 del 17 aprile). In provincia, a Saluzzo, ecco Casa Cavassa Casa Pellico entrambe incluse nel tour guidato “Saluzzo: tra personaggi illustri e dimore da scoprire” del 19 aprile; a Dronero il Museo Civico Luigi Mallé organizza per il solo sabato 18 la visita guidata “Luigi Mallé, dalla direzione dei musei civici torinesi al collezionismo privato”. Infine, la visita guidata gratuita (prenotazione obbligatoria) all’atelier di Angelo Morbelli all’interno di Villa Maria a Rosignano Monferrato (Al).

 

L’evento è promosso dall’Associazione Nazionale Case della Memoria, che mette in rete 120 case museo italiane, con il patrocinio del Ministero della Cultura, con il supporto e la collaborazione dei comitati Icom Demhist (Comitato Internazionale per le Case Museo Storiche) e Iclcm (Comitato Internazionale per i Musei Letterari e dei Compositori)Icom InternationalIcom Italia e la Rete Europea delle Case Museo dei Personaggi Illustri. L’evento ha inoltre la media partnership di Rai Italia e TgR Rai. Per la Toscana, vede UniCoop Firenze come sponsor tecnico e si tiene nell’ambito del progetto Memorie di Cultura, realizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze.

 

Beato Francesco Faà di Bruno

Via S. Donato, 31 – 10144 Torino

Email: info@museofaadibruno.it
Telefono: 340 3461409
Sito web: museofaadibruno.it

Descrizione: il museo si sviluppa tra l’appartamento personale e le sale storico-scientifiche del Beato, scienziato e militare. La visita include la Chiesa e il celebre campanile, un’opera di ingegneria e fede con 300 scalini che offrono una vista unica su Torino.

Date di apertura: 19 aprile 2026

Tipo di attività: visita guidata con offerta libera

Programma: ingresso dalle 14.30 alle 18.30. Prenotazione obbligatoria. È gradita un’offerta (€4 consigliati) per la manutenzione del sito a cura dei volontari.

 

Casa Cavassa

Via San Giovanni, 5 – 12037 Saluzzo (CN)

Email: daniela.grande@comune.saluzzo.cn.it
Telefono: 0175 211438
Instagram: @museisaluzzo

Descrizione: simbolo del Rinascimento saluzzese, la dimora fu trasformata in museo a fine ‘800 dal marchese Tapparelli D’Azeglio. Si articola in 15 sale riccamente decorate con soffitti lignei dipinti e arredi d’epoca.

Date di apertura: 19 aprile 2026

Tipo di attività: visita guidata a pagamento

Programma: tour guidato “Saluzzo: Tra personaggi illustri e dimore da scoprire”. Partenza da Casa Cavassa verso Casa Pellico e i Fondi Storici della Biblioteca. Prenotazione tramite l’ufficio turistico.

 

Casa Museo Antonio Carena

Via Rombò 14 – 10098 Rivoli (To)

Email: casamuseocarena@gmail.com
Telefono: 3470393276
Sito web: www.antoniocarena.it
Facebook: Antonio Carena
Instagram: @antoniocarena

Descrizione: la casa dell’artista rivolese Antonio Carena, noto come “Pittore dei cieli”, espone la sua vita privata, gli oggetti che gli sono appartenuti e l’archivio che racconta di un uomo vissuto nella grande bellezza. Sono esposte una cinquantina di opere realize dalla metà degli anni ’40 fino al 2010.

Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026

Tipo di attività: visita guidata ad ingresso ridotto 5 euro anziché 10 euro; visita museale nella Casa-studio di Antonio Carena

Programma: nella dimora privata e nell’atelier-giardino, i partecipanti potranno vivere un’esperienza immersiva con il curatore Nicolò Balocco. In occasione delle Giornate Internazionali delle Case Museo, è prevista una riduzione speciale sul biglietto d’ingresso.

 

Casa Museo Carol Rama

Via Giovanni Francesco Napione 15 – 10124 Torino

Email: giadabattistello.gb@gmail.com
Telefono: 3488622016
Sito web: https://casamuseocarolrama.it/index.php
Facebook: https://www.facebook.com/share/DRZaDPiN6iXru7VA/
Instagram: https://www.instagram.com/casamuseocarolrama/

Descrizione:
Appartamento dove Carol Rama ha vissuto e lavorato dal 1940 al 2015. Lo spazio è un’installazione totale dove opere di Man Ray e Andy Warhol convivono con cimeli di famiglia e utensili da lavoro in un ambiente dove vita e arte si fondono.

Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026

Tipo di attività: visita guidata con tariffa ingresso ridotta; visita guidata presso la Casa Museo dell’artista Carol Rama

Programma: visite guidate di circa un’ora per piccoli gruppi (max 5 persone). Sabato 18 e domenica 19 Aprile ore 10:00 e 15:00. Costo: Biglietto ridotto €30 a persona. Prenotazione obbligatoria online.

 

Casa Pellico

Piazzetta Mondagli, 5 – 12037 Saluzzo (CN)

Email: daniela.grande@comune.saluzzo.cn.it
Telefono: 0175 211438
Sito web: VisitSaluzzo – Casa Pellico

Descrizione: edificio medievale situato in una delle piazze più suggestive di Saluzzo, dove nacque lo scrittore patriota Silvio Pellico nel 1789. Il museo ospita cimeli personali donati dalla sorella dello scrittore.

Date di apertura: 19 aprile 2026

Tipo di attività: visita guidata a pagamento

Programma: parte del tour integrato domenicale che include Casa Cavassa e la Biblioteca Storica. Maggiori info presso i contatti indicati.

 

Fondazione Cerruti

Vicolo dei Fiori 5 – 10098 Rivoli (To)

Email: f.bertolotti.bailey@fondazionecerruti.org
Telefono: +393513890690
Sito web: https://fondazionecerruti.org
Facebook: /
Instagram: @fondazionecerruti

Descrizione: la Collezione Cerruti nasce dalla passione e dall’intuito di Francesco Federico Cerruti.

Date di apertura: 19 aprile 2026

Tipo di attività: ingresso gratuito senza guida e colazione tutto il giorno

Programma: 19 Aprile 2026 dalle ore 11 alle ore 18 ingresso gratuito.

 

Fondazione Cosso – Castello di Miradolo

Via Cardonata 2; 10060 San Secondo di Pinerolo (TO)

Email: ufficiostampa@fondazionecosso.it
Telefono: 0121 376545
Sito web: www.fondazionecosso.com
Facebook: Fondazione Cosso
Instagram: fondazionecosso

Descrizione: antica dimora della contessa Sofia Cacherano di Bricherasio, oggi polo culturale d’eccellenza. La Fondazione promuove arte, musica e natura attraverso la sperimentazione e la valorizzazione del castello e del suo storico parco.

Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026

Tipo di attività: visita guidata e laboratori (Il compleanno di Sofia / Segreti di foglie e fiori)

Programma: sabato 18 ore 15 visita guidata con la Proprietà; “Una camelia in un tè: tra gusto e benessere”: degustazione di tè legata al tema della Camelia, con un costo di 15€ aggiuntivi rispetto al biglietto di ingresso. Domenica 19 ore 10:30: Laboratorio didattico per bambini (5€+il biglietto di ingresso per gli adulti). Domenica 19 ore 15: visita guidata al Parco. Attività incluse nel biglietto d’ingresso: 4€ per chi ha Abbonamento musei. Acquista il tuo biglietto sul sito o in biglietteria.

 

Museo Casa Don Bosco

Via Maria Ausiliatrice, 32 – 10152 Torino

Email: ana.martingarcia@museocasadonbosco.it
Telefono: 3534533594
Sito web: https://museocasadonbosco.org/
Facebook: https://www.facebook.com/museocasadonbosco
Instagram: https://www.instagram.com/museo_casadonbosco/?hl=it

Descrizione: il Museo Casa Don Bosco si trova nel complesso di Valdocco, Casa Madre dei Salesiani e luogo di origine dell’opera di San Giovanni Bosco (1815–1888). Inaugurato nell’ottobre 2020, il museo si sviluppa su circa 4.000 metri quadrati distribuiti su quattro piani.

Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026

Tipo di attività: ingresso libero

Programma: 18 e 19 Aprile 2026 – Ingresso gratuito. È possibile visitare il museo in autonomia con audioguida tramite codice QR.

 

Museo Casa Galimberti

Piazza Galimberti, 6 – 12100 Cuneo

Email: museo.galimberti@comune.cuneo.it
Telefono: 0171 444801
Instagram: @museo.casa.galimberti

Descrizione: conserva l’appartamento e lo studio della famiglia Galimberti. La narrazione è incentrata su Duccio Galimberti, eroe della Resistenza. Il museo è un luogo vivo di memoria con un ricco archivio e biblioteca.

Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026

Tipo di attività: visita itinerante per famiglie (gratuita)

Programma: “Missione Museo Casa Galimberti”: visita guidata sotto forma di gioco-investigazione per adulti e bambini. Sabato 18 ore 15.30; domenica 19 ore 15.30 e 17.00. Prenotazione obbligatoria entro le ore 12 del 17 aprile.

 

Museo Civico Luigi Mallé

Via Valmala 9 – 12025 Dronero (Cn)

Email: ivana.mulatero@tin.it
Telefono: 3478878051
Sito web: www.museomalle.org
Facebook: @museomalle
Instagram: @museonalleofficial

Descrizione: particolare museo d’arte voluto da Luigi Mallé (Torino 1920 – 1979). La collezione, situata nella casa dei nonni, diviene un lascito importante per il Comune di Dronero. Il museo espone migliaia di oggetti in un’aura di casa vissuta.

Date di apertura: 18 aprile 2026

Tipo di attività: visita guidata con biglietto a pagamento “Luigi Mallé, dalla direzione dei musei civici torinesi al collezionismo privato”.

Programma: sabato 18 Aprile 2026, ore 15,30. Visita guidata alla collezione permanente e alla mostra temporanea. Costo biglietto: 5 euro intero, 3 euro ridotto.

 

Villa Maria

Via Morbelli, 28; 15030 Rosignano Monferrato

Email: turismo.rosignanomonf@gmail.com
Telefono: 3771693394
Sito web: www.comune.rosignanomonferrato.al.it
Facebook: Rosignano Monferrato
Instagram: rosignanomonferrato_infopoint

Descrizione: Villa Maria residenza estiva del pittore Divisionista. All’interno dello studio troviamo la grande finestra riportata in più opere. Di rilievo i medaglioni ad opera di Giovanni Sotto comoda e i ritratti di Pellizza da Volpedo, Segantini, Bistolfi, Quadrelli e Longoni.

Date di apertura: 18 e 19 aprile 2026

Tipo di attività: visita guidata gratuita (Visita all’ateler)

Programma: prenotazione obbligatoria al numero 3771693394. Visita autonoma lungo il percorso morbelliano.

Grazie per lo spazio che potrete concederci e a presto,
Lisa Ciardi
etaoin media & comunicazione
Ufficio stampa Associazione Nazionale Case della Memoria
www.etaoin.it
339.7241246

Informativa sul Regolamento generale per la protezione dei dati (Gdpr)
Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr), che tutela la privacy delle informazioni di tutti i cittadini UE e fornisce una base giuridica uniforme per la protezione dei dati in tutta Europa (Regolamento UE 2016/679).
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Il cielo delle domande: quando la filosofia torna a essere meraviglia

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TORINO TRA LE RIGHE

Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, ma aprono uno spazio. Uno spazio fatto di possibilità, di stupore, di domande che non cercano necessariamente una risposta, ma il piacere stesso di essere poste. Che cos’è il cielo? di Guia Risari è uno di questi.
Milanese di nascita e torinese di adozione, Guia Risari porta con sé un percorso intellettuale e umano che attraversa la filosofia, il giornalismo, il volontariato e la scrittura. Laureata in Filosofia morale con una tesi su Jean Améry, ha approfondito gli studi sull’antisemitismo e vissuto a lungo tra Italia e Francia, costruendo nel tempo una voce capace di parlare ai bambini senza mai semplificare il pensiero. Anzi, restituendogli tutta la sua libertà.
Ed è proprio questa libertà il cuore pulsante di Che cos’è il cielo?: un albo che raccoglie ventiquattro domande tanto semplici quanto vertiginose, accompagnate da risposte poetiche, ironiche, spiazzanti.
“Perché si nasce? Per curiosità.”
“Perché esistono i perché? Per dare soddisfazione ai punti di domanda.”
Non c’è alcuna volontà di spiegare il mondo. Al contrario: il libro lo apre. Ogni pagina è una soglia, un invito a guardare oltre ciò che pensiamo di sapere, a sostare nel dubbio, a lasciare spazio all’immaginazione. È filosofia che ha deciso di restare bambina, non per ingenuità, ma per fedeltà alla sua origine più autentica: la meraviglia.
A rendere ancora più potente questo viaggio è il dialogo tra linguaggi diversi. Le fotografie di Fabio Gervasoni si intrecciano con le illustrazioni di Marianna Balducci, creando immagini ibride, sorprendenti, capaci di trasformare frammenti di realtà in piccoli universi visionari. Non semplici accompagnamenti al testo, ma veri e propri varchi che ampliano il senso, moltiplicano le possibilità, invitano lo sguardo a giocare.
Il risultato è un libro che non si legge soltanto: si attraversa. Si può sfogliare lentamente, fermarsi su una pagina, lasciarsi ispirare da un’immagine, usare una domanda come punto di partenza per una conversazione o per un racconto. È un’esperienza condivisa, che mette sullo stesso piano adulti e bambini, restituendo ai primi qualcosa che spesso si perde crescendo: il coraggio di non avere tutte le risposte.
In questo senso, Che cos’è il cielo? è perfettamente in sintonia con quello spirito curioso e stratificato che appartiene anche a Torino, città capace di tenere insieme razionalità e mistero, scienza e immaginazione. Non è un caso che Guia Risari abbia trovato qui una delle sue case: perché Torino, come questo libro, non smette mai di farsi domande.
E forse è proprio questo il dono più grande di questo albo: ricordarci che le domande non sono vuoti da riempire, ma spazi da abitare. Che non serve sempre arrivare a una risposta, se il percorso continua ad accendere il pensiero.
Perché, in fondo, il cielo non è solo sopra di noi.
È ogni volta che scegliamo di guardare il mondo con occhi nuovi.
Marzia Estini

“Seconda Classe”, un’indagine sul tema della ricchezza

Teatro Concordia

Giovedì 9 aprile, ore 21

Seconda Classe

 

 

Seconda Classe è un’indagine sul tema della ricchezza, del lusso e della sua esclusività. Si è talmente immersi nel paradosso che alcuni hanno tanto e altri pochissimo o anche niente, che una sua possibile scomparsa scandalizzerebbe.

Il privilegio, insomma, per restare tale, deve essere “esclusivo”, ovvero escludente, e pertanto riservato a pochi. La prima classe esiste in funzione della seconda e senza la seconda non avrebbe un parametro per la propria ricchezza, perché il vero contenuto della ricchezza sembra essere prima di tutto la certezza, e l’inspiegabile sollievo che ne deriva, che altri abbiano meno.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Giovedì 9 aprile 2026, ore 21

Seconda classe

Drammaturgia originale Controcanto Collettivo

Idea e regia Clara Sancricca

Con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Clara Sancricca

Assistente alla regia Elena Contrino

Scenografia Michelle Paoli

Disegno luci Martin Emanuel Palma

Costumi Moris Verdiani

Produzione Teatro Stabile dell’Umbria

In collaborazione con Fondazione Piemonte Dal Vivo

Biglietti: intero 13 euro, ridotto 11 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

 

Eterni nel tempo… quei magnifici “Ritratti del XX secolo”

“Da Felice Casorati a Carol Rama: le Collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre”, in mostra alla “Fondazione” di Monforte d’Alba

Fino al 17 maggio

Monforte d’Alba (Cuneo)

“Niente al mondo può essere paragonato al volto umano. E’ una terra che non ci si stanca mai di esplorare”. Mi sono capitate a fagiolo sotto gli occhi e per la giusta occasione, queste sagge parole del danese Carl Theodor Dreyer, regista e critico cinematografico, fra i massimi esponenti della cinematografia mondiale del ‘900. Parole che dal mondo prettamente cinematografico a quello più ampio delle arti visive in genere (pittoriche, grafiche e scultoree) mi trovano assolutamente concorde e che, forse, sarebbero state ben accette dallo stesso Mario Lattes, editore, scrittore, pittore e fra i massimi intellettuali del secolo scorso, al cui enorme interesse per la “Ritrattistica” – quale artista e acuto collezionista – fa riferimento la mostra attualmente, e fino a domenica 17 marzo prossimo, aperta alla “Fondazione Bottari Lattes” (a lui dedicata dalla moglie Caterina Bottari Lattes nel 2009) a Monforte d’Alba (Cuneo). Curata da Francesco Poli, la rassegna “Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre”, assembla – tra dipinti, incisioni e sculture – più di cinquanta opere (volti fieramente reali e altri di immaginaria interpretazione) realizzate in primis dallo stesso Mario Lattes (Torino, 1923 – 2001) e altre appartenenti alle sue “Collezioni”, in un dialogo serrato ed emotivamente coinvolgente con alcuni tra i più importanti Maestri del ‘900.

Per Lattes, la “ritrattistica” ha sempre ricoperto uno spazio importante, e abbondantemente “coccolato” nell’ambito della sua complessiva produzione artistica, proprio come strumento in cui meglio affondare quelle insanabili ferite dell’anima, derivate dal suo essere parte ben sensibile, sia pure nell’ottica di una laicità mai negata, di quell’ebraismo su cui la storia s’è in passato accanita con inaudita spietatezza. Drammi talmente grandi ed insopportabili da trasformarsi in alcuni dipinti di Lattes (non meno che nelle sue opere letterarie) in pagine di inspiegabili e amare “riflessioni”, ironiche e sarcastiche, dove mai però ci verrebbe il ghiribizzo di riderci su. Solo un sorriso amaro, come per il suo memorabile “Autoritratto con cappello, marionette e uccello” del 1990, in cui l’autore si rappresenta circondato da marionette, fantocci e uccellacci. Capocomico e burattinaio o parte egli stesso dello stravagante teatrino? Passione che genera da lontano, fin dal 1947, anno della sua prima mostra a “La Bussola” di Torino, Mario Lattes disegna e dipinge “Ritratti” con “incisiva attenzione all’identità individuale”, spaziando da situazioni più “intimistiche” (come nel caso dei famigliari) a quelle fortemente espressioniste, visionarie e surreali (con forti richiami a mondi pittorici che vanno da Odilon Redon al belga “pittore delle maschere” James Ensor o alle “funamboliche geometrie” di Klee), come succede con quel ceruleo (su fondo nero) graffiato e disturbato “Volto di Franz Kafka”, derivato da una foto ma “trasfigurato in una enigmatica atmosfera lunare”. Dalle prime prove di vagheggiata informalità (Anni ’50-’60), alla crudezza fuggitiva di personalissime prove surreal-espressioniste, è proprio vero, “Lattes – come di lui scriveva Marco Vallora – è sempre là, dove non te lo attendi, anche tecnicamente”. La comprensione dei suoi “Ritratti” e delle sue opere in genere va sempre oltre ciò che l’artista ti presenta in parete, per portarti in oscuri spazi dell’inconscio difficili da esplorare. Solo “suoi”. A noi lasciarci avvolgere da quell’aura di sublime arruffato mistero che è il “suo” e solo “suo” piccolo-grande universo. Accanto al quale, gravitano in mostra (figure amiche!) anche altri ritratti provenienti dalle Collezioni della stessa “Fondazione Bottari Lattes” insieme a quelle di altre Gallerie, con opere realizzate da pittori e scultori del suo stesso “contesto artistico”. La selezione comprende quindi dipinti di Felice Casorati, di esponenti del torinese “Gruppo dei Sei” come Jessie BoswellFrancesco Menzio (suo un piccolo “ritratto della moglie”) e Carlo Levi (bizzarro il suo onirico “Risveglio -un solo occhio aperto- con la madre”), accanto ad altri di Luigi SpazzapanItalo Cremona (bel bello in canottiera) e Mario Calandri, affiancati da tre notevoli pittrici come Nella MarchesiniDaphne Maugham e l’estrosa Carol Rama. Tra le incisioni, le nitide fisionomie dell’amico ceco Jiri Anderle (famoso per le sue “mezzature”) e un sintetico volto di Mario Surbone. Tre le sculture esposte: una preziosa testa femminile in cera di Giacomo Manzù, di forte ispirazione impressionista alla Medardo Rosso; una figura quasi astratta di Sandro Cherchi e un ritratto con forti richiami al cubismo di Mario Giansone.

Mostra di stupefacente ricchezza poetica, in cui le opere di Lattes fanno da sapiente “collante” a “Ritratti” accomunati in un unico gioco o “teatrino” di similitudini e diversità capaci, in ogni caso, di guidarti lungo sentieri dell’anima di assoluta piacevolezza e magiche suggestioni.

Gianni Milani

Per info: “Fondazione Bottari Lattes”, via Marconi 16, Monforte d’Alba (Cuneo); tel. 0173/789282 o www.fondazionebottarilattes.it

Nelle foto: Allestimento Mario Lattes “Ritratto blu, Kafka”, anni ’60 e Carlo Levi “Risveglio con la madre”, 1973; Mario Lattes “Autoritratto”, 1990; Italo Cremona “Autoritratto”, 1950 ca.; Giacomo Manzù”Testa”, cera, 1935