
Il 13 dicembre è la festa delle luci. E Torino è la città delle Luci d’Artista. La coincidenza non poteva sfuggire alle donne e agli uomini del movimento Mettiamoci le Tette in difesa della Senologia del Valdese
La coincidenza non poteva sfuggire alle donne e agli uomini del movimento Mettiamoci le Tette in difesa della Senologia del Valdese che hanno deciso di festeggiare questa giornata riaccendendo il loro ospedale con migliaia di luci per riportare attenzione sulle centinaia di donne operate al seno abbandonate dopo la chiusura della Senologia.
A pochi giorni dalla sentenza definitiva del TAR, attesa per il 17 dicembre, le donne si sono date appuntamento in via Silvio Pellico 19, sede storica dell’Ospedale Valdese. Alle 17.30 indosseranno lampadine frontali e torce, accenderanno lumini lungo tutto il marciapiede e si prenderanno per mano dando vita a una gigantesca catena umana che abbraccerà tutto l’ospedale, mentre verranno offerti a tutti tisane e tè caldi e sarà esposto l’enorme striscione realizzato con gli scatti anonimi dei seni feriti. Così, festeggiando la Luce, si trasformeranno in una installazione luminosa vivente e riaccenderanno il loro “angolo della salute”, spento da quasi due anni.
Questa inedita catena umana luminosa e simbolica intende testimoniare l’attaccamento della cittadinanza e la condizione delle donne orfane di una Senologia efficiente e puntuale, la cui chiusura immotivata ha portato conseguenze disastrose: lunghe liste d’attesa in altre strutture, smantellamento di un percorso costruito in molti anni e diventato un esempio di efficienza, dispersione di un patrimonio umano e sanitario considerato il fiore all’occhiello della sanità piemontese e diventato eccellenza nazionale.







A palazzo Lascaris si è svolta la seduta aperta dell’Assemblea dedicata al tema della disabilità, all’indomani della Giornata nazionale del 3 dicembre.“La disabilità – ha detto il presidente del Consiglio regionale mauro Laus – accoglie in sé situazioni e storie anche molto diverse tra loro, accomunate da un unico bisogno: giovanissimi insieme con ultraottuagenari si ritrovano sulla stessa linea di fuoco pur se condotti fin lì da destini diversi. E dietro di loro ci sono famiglie intere: altri concittadini cui vogliamo e dobbiamo dedicare la seduta di oggi. Sono persone alle quali è necessario dire quali diritti soggettivi lo Stato, in tutte le sue articolazioni, è disponibile a riconoscere loro: diritti maturati da cittadini, come scritto nella Costituzione, e diritti maturati da contribuenti, nel tempo della loro vita produttiva”.




Degrado di rifiuti vicino ai bidoni e non solo, fermate del tram piene di foglie e rifiuti vari, rifiuti nei giardini. Sotto il Ponte Mosca un via vai di tossici continuo che vanno a bucarsi in ogni parte del loro corpo visibili da tutti, in Lungo Dora Agrigento fronte Sermig vari parcheggiatori abusivi