
La direzione dell’ospedale dice che si è probabilmente trattato di uno sbaglio da parte dell’infermiera e il caso si è infatti risolto in pochi minuti
E’ stata avviata un’indagine interna all’ospedale Sant’Anna per uno scambio di neonati all’ospedale. Il personale ha portato il bimbo sbagliato a una mamma che aveva partorito da un giorno. La direzione dell’ospedale dice che si è probabilmente trattato della disattenzione di una infermiera e il caso si è infatti risolto in pochi minuti. “Si è trattato di un errore umano gravissimo – spiega all’Ansa Enrico Bertino, primario di Neonatologia – ma per fortuna abbiamo dei buoni sistemi di controllo che permettono di intercettare l’errore”. Il piccolo è stato portato in stanza dai presunti genitori, ma il peso del bambino non corrispondeva, il primo ad accorgresene è stato il padre, di origine ucraina. Controllando il braccialetto si è scoperto lo sbaglio. In ospedale a ogni neonato in sala parto viene posto davanti ai genitori, un braccialetto, uguale a quello che viene messo alla mamma. Inoltre, quando il neonato arriva in reparto si attacca anche un adesivo che viene inserito nella cartella del neonato. Al Sant’Anna nascono ogni anno più di 7.000 bambini e un caso simile non era mai accaduto.
(Foto: il Torinese)

Un modo diverso di vivere il mercato e di fare la spesa: questa la proposta di Porta Palazzo per la prossima domenica 10 maggio. Una giornata ricca di appuntamenti e di cose da scoprire e da assaggiare. Dalle 11 si potrˆ fare la spesa ai banchi di frutta, verdura, abbigliamento, casalinghi di un centinaio di commercianti. Nel quarto di Piazza della Repubblica vicino alla Galleria Umberto I, ci saranno i banchi di street food, quasi a invitare a scoprire la nuova vocazione della Galleria, che si sta trasformando in un nuovo tempio del fast food cittadino. Saranno presenti anche banchi d’artigianato e a completare l’offerta uno spazio costituito da tre librerie indipendenti torinesi – Il ponte sulla Dora, Linea 451, La farfalla di Snipe – per dare spazio ai libri, alla lettura e alla cultura e non solo all’enogastronomica. Sul lato settentrionale di corso Regina Margherita sono previsti anche spazi per l’intrattenimento dei bambini e per la musica, con piccoli concerti jazz, blues e folk. Il mercato il luogo di aggregazione per eccellenza, spazio multietnico e multiculturale quello di Porta Palazzo e proprio da qui parte un’iniziativa dedicata a raccogliere fondi per le popolazioni terremotate del Nepal.
Il 10 maggio festa della mamma Cocina Clandestina – format Radio di Grp – a partire dalle 16.30 insieme all’Associazione per la Rinascita di Porta Palazzo e Associazioni della zona (Associazione Cooperativa Internazionale per lo Sviluppo entità del Sermig per i progetti di sviluppo e di sostegno nelle emergenze nel mondo, l’Associazione Fuori di Palazzo, Associazioni e comitati Riuniti di Porta Palazzo, Apertamente Cittadine, Luoghi Comuni di Porta Palazzo, Food Clinic) e altre che si aggiungeranno per strada, pensa alle mamme e ai bambini che hanno perso tutto durante la grande scossa che ha fatto tremare la terra organizzando un inedito evento benefico. La “Merenda in cassetta” l’evento che si inserisce nella “Domenica a Porta Palazzo” e sarà una grande merenda “sinoira” allestita con le cassette della frutta del mercato: un grande tavolo conviviale nel mercato più Grande d’Europa. Chiunque potrà partecipare allestendo il proprio tavolo con le cassette della frutta del mercato e portarsi da casa la propria merenda che potrà poi condividere e scambiare con gli altri partecipanti.
Sensibilizzare al tema dello spreco alimentare divertendosi: questo l’obiettivo di Slow Food Italia e Nova Coop, che il 9 maggio organizzano l’Ortomusic alla Fabbrica delle “e” di Torino. Grazie al recupero dei prodotti invenduti da Nova Coop, si prepareranno alcuni piatti a base di verdura e di frutta fresche, poi donati gratuitamente e a suon di musica a tutti i partecipanti. Il tutto preceduto da un convegno che vede coinvolti rappresentanti delle istituzioni, l’Università di Torino e i giovani studenti del Liceo Gioberti, in cui mettere l’accento su spreco alimentare nei campi e sugli scaffali dei supermercati. Secondo il Ministero dell’Ambiente nel 2013 sono rimaste nei campi 1,4 milioni di tonnellate di prodotto agricolo, per vari motivi non raccolto o andato sprecato, che corrispondono al 3% circa della produzione agricola nazionale. «Le cause di questo fenomeno che caratterizza il nostro sistema agroalimentare sono le più svariate. Una su tutte, però, dovrebbe farci riflettere a poche ore dall’inaugurazione di Expo2015: le cifre risibili pagate ai contadini per i prodotti ortofrutticoli», commenta Francesco Mele, responsabile programma di lotta agli sprechi alimentari.

AVVISTAMENTI

Senza voler drammatizzare, ché in Italia la rivoluzione è sempre flaianamente rinviata a data da destinarsi causa cattivo tempo, colpisce anche la retorica dei buoni sentimenti e del “lasciate fare a me, che è per il vostro bene”, a livelli che neppure Berlusconi – il quale, da imprenditore, ha pur fatto qualcosina per conto suo più di Matteo – si sarebbe mai permesso. Certo, non possiamo pretendere che la nuova classe dirigente renziana si preoccupi di studiare quel tanto di storia che serve a maneggiare con attenzione i buoni sentimenti e il paternalismo da stato etico: leggersi l’illuminante “Liberal Fascism” di Jonah Goldberg, per verificare quanto Hitler, Stalin e persino Pol Pot e Idi Amin si interessassero di salutismo, difesa dell’ambiente, sviluppo sostenibile, alimentazione a Km0, equità sociale e persino di pace nel mondo.
maledizione italiana. In fin dei conti, i progressisti e multiculturali Francesi continuano a cantare un inno vecchio di 220 anni, che reclama il “sangue impuro” dei nemici per irrigare i campi; gli Inglesi si tengono stretto un inno risalente al 1740, che canta le glorie di un impero defunto da tempo e di un generale massacratore di Scozzesi. L’allegro e maestoso inno americano celebra il sangue dei nemici “che lava la sozzura delle loro stesse impronte” sul sacro suolo patrio. Non parliamo degli Spagnoli, che ancora suonano la Marcia reale reintrodotta dai Generalissimo Franco, non potendolo cantare perchè ancora invita i figli del Popolo Spagnolo ad “alzare il braccio” sotto il nuovo regime che assicura pace e lavoro. Insomma, non c’è niente di cui vergognarsi nell’Inno di Mameli: molti erano pronti alla morte per l’Italia unita e molti si sono sacrificati. Che non lo sappiano gli studenti, è triste. E’ drammatico che non lo insegnino più i loro maestri – maestri elementari, s’intende.
Sta passando inosservato ma è un passaggio culturale interessante quello di via Baretti, una strada di 300 metri nel cuore di San Salvario, che per risolvere le ormai annose tensioni tra locali e residenti ha deciso di costituirsi in associazione e mettere a confronto gestori, fruitori, cittadini. Il progetto è iniziato tre mesi fa e fino ad oggi è consistito nell’organizzazione di domeniche dedicate a tutti, in cui i locali hanno promosso attività diurne a braccetto coi commercianti, coinvolgendo tutte le fasce d’età. Ma è oggi che in conferenza stampa è stato lanciato dal presidente, Davide Pinto, un ricchissimo palinsesto di eventi collegati ad uno degli appuntamenti più interessanti offerti da Torino: il Salone internazionale del Libro.
Erano circa le tre del mattino, quando i soliti ignoti hanno tentato la “spaccata” contro una parafarmacia

“Ci siamo attivati per garantire un sistema adeguato e calibrato all’Ostensione, che ha funzionato in modo eccellente”