Arrigo e “I Trambusti”, tra fiori e balere

Arrigo Molinetti, di professione fiorista, cantava sempre.Ogni occasione era buona per allenare l’ugola: sia che stesse recidendo i gambi delle rose per una composizione a beneficio di una coppia d’innamorati, sia che stesse legando con il fil di ferro i garofani a una corona funebre.

Prima di scoprire d’avere il “pollice verde” era stato per una decina d’anni impiegato – come tornitore – in una ditta metalmeccanica di Omegna, sul lago d’Orta. Ma tra un mestiere e l’altro, non aveva mai smesso di coltivare la sua grande passione per la musica. Il suo idolo era Enzo Jannacci. Si era talmente immedesimato nell’interpretazione del repertorio del cantautore e cabarettista milanese che, per amici e conoscenti, era ormai diventato lui stesso lo “Jannacci“. Smesso di fare l’operaio e aperto il negozio di fiori sul lungolago, aveva deciso di dedicare più tempo alla sua passione. Posate le forbici e levati i guanti si chiudeva alle spalle la saracinesca e, chitarra in spalla, correva ad esibirsi nelle balere, nei circoli e anche per strada. Capitava di incontrarlo, tutto trafelato, mentre inforcava la sua lambretta per andar a fare il “cantante“. Salutava tutti con un “Oilà.. Si parte! Stasera facciamo muovere le gambe ai ballerini“. E si riferiva agli amanti del ballo in piazza a Cesara e aNonio, ai “danceur” del circolo di Luzzogno o delle sale da ballo del borgomanerese. Parlava al plurale, riferendosi al sodalizio che aveva stretto con Virgilio Galaverna, l’altro componente della sua band, “I Trambusti“. Quest’ultimo era un suo “pari”, anche se di ceppo più nobile. Il Galaverna, infatti, era giardiniere all’isola Madre, situazione che – come potete ben capire – comportava una certa responsabilità. Sulla più grande delle “Borromee” aveva a che fare con un patrimonio botanico di tutto rispetto. L’isola, larga 220 metri e lunga 330, é occupata soprattutto da giardini. Discendente di una delle famiglie più celebri  di quegli hortolani che , dal ‘500, accudivano quel ben di Dio che aveva  nel romantico giardino all’inglese la sua perla più rara e invidiata, era anch’esso un musicomane. Potava, piantava, travasava, innaffiava e innestava ma soprattutto cantava. Accompagnandosi con la sua Soprani classica, una signora fisarmonica, dava il ritmo alle canzoni del Jannacci.  I Trambusti, sul palco, perdevano quella timidezza che li contraddistingueva quando maneggiavano i fiori e avviavano il concerto seguendo, da consumati professionisti, la scaletta del loro “borderò” , partendo – immancabilmente – da ” El portava i scarp da tennis” .

In breve snocciolavano a perdifiato  le canzoni dei primi tempi come Andava a Rogoredo, La luna è una lampadina, T’ho compràa i calzett de seda , Faceva il palo, Ho visto un Re, Giovanni telegrafista e la celeberrima  Vengo anch’io. No, tu no. La seconda parte era tutta una tirata a perdifiato con Mexico e nuvole, Ci vuole orecchioSilvano, Bartali, Soldato Nencini eQuello che canta onliù . Se gli chiedevano il bis, cosa che accadeva molto spesso, i due si lasciavano andare ad una terna di canzoni ad effetto: Veronica, L’importante è esagerare e L’Armando.Erano ricercatissimi e nel tempo, dopo aver battuto in lungo e in largo la zona del lago d’Orta e del Mottarone, la bassa novarese e persino il Verbano su fino alla sbarra doganale con la Svizzera, arrivarono a sconfinare in terra lombarda, sulla sponda magra del Maggiore, suonando nelle sale da ballo e in qualche “pub” di Angera, Laveno, Luino e Maccagno. Quando passavo davanti al negozio dell’Aristide, in via Mazzini, a fianco dell’Albergo Croce Bianca, mi salutava intonando a voce piena“..Che scuse’ ma mi vori cuntav d’un me amis.. el purtava i scarp de tennis,  el parlava de per lu e rincorreva gia’ da tempo un bel sogno d’amore..l’avea vista passa’ bianca e rossa che pareva il tricolore..”. Questo accadeva nei giorni feriali perché se lo incrociavo la domenica mattina, mentre usciva da messa ( era un praticante molto devoto e pur di non mancare alla funzione festiva era disposto a tradire anche la passione per la musica), mi salutava con un“Forza,maestro, tira fuori la voce che  cantiamo insieme” e, senza attendere la mia risposta, attaccava con “L’Armando“: “..Tatta tira tira tira tatta tera tera ta .Era quasi verso sera  se ero dietro, stavo andando che si è aperta la portiera è caduto giù l’Armando”.  I Trambusti sono andate avanti per quasi vent’anni. Poi al Galaverna è venuta un’artrite alle mani. Colpa dell’umidità, dello stress e dei veleni dei diserbanti. Non riusciva più a farle correre sulla tastiera della “fisa” e così, immalinconito e giù di corda, aveva smesso di suonare. L’Arrigo “Jannacci“, senza la sua spalla, ripose nell’armadio la chitarra e si limitò a fischiettare le sue canzoni lavorando in negozio. Con i concerti non avevano tirato su più di tanto. Per le loro prestazioni non chiedevano mai somme di denaro ( “il soldo fa arrugginire le corde vocali. Se lo dovessi fare per denaro non riuscirei più ad intonare un fico secco“, diceva Molinetti, gonfiando il petto con un moto d’orgoglio). Accettavano solo pagamenti in natura. Un pollo, un coniglio nostrano, mezzo tacchino arrosto, un “cavagnin” di prodotti dell’orto, marmellate fatte in casa e, qualche volta, i baci carnosi di qualche bella ostessa, ben felice di provare a vedere se quelle labbra erano poi così morbide e dolci come le parole di alcune canzoni.

Marco Travaglini

Con Caravaggio il via ai festeggiamenti per il “ventennale” del “Forte di Bard”

Al complesso fortificato della Vallée trionfa il “San Giovanni Battista-Borghese” opera tarda del grande Maestro lombardo

Fino al 6 aprile

Bard (Aosta)

Un lungo viaggio. Dalla capitolina “Galleria Borghese” ai circa cinquecento metri di altitudine del valdostano “Forte di Bard”. Grande protagonista e primattore della Festa (oltre Cinquecento le persone intervenute) tenutasi in occasione delle celebrazioni del Ventennale di attività del sabaudo “complesso fortificato”, nuovo “polo culturale” delle Alpi occidentali, è stato il celebre “San Giovanni Battista” o “Buon Pastore”, fra le ultime opere realizzate da Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610), massimo esponente della rinascimentale “Corrente naturalistica moderna”, contrapposta ai raffinati virtuosismi di “Manierismo” e “Classicismo”, nonché vigoroso sublime precursore della sensibilità barocca. Datato probabilmente intorno al 1610, ed eseguito dunque a pochi mesi dalla scomparsa, a soli 38 anni al termine di una vita “balorda” ed irrequieta, del pittore lombardo, il quadro (dato in prestito al “Forte” dalla “Galleria Borghese” di Roma) era con ogni probabilità una delle tre opere che Caravaggio portava con sé nell’ultimo drammatico viaggio da Napoli a Roma – con la speranza di ottenere la grazia dalla condanna a morte inflittagli da Papa Paolo V per l’omicidio di tal Ranuccio Tomassoni, suo rivale in amore, omicidio compiuto semplicemente, si racconta, per un “fallo” al gioco della pallacorda – e terminato invece con la sua prematura morte a Porto Ercole.

Opera intensa, quella in mostra al “Forte di Bard” fino a lunedì 6 aprile, che racconta in veste inedita ed essenziale, in un inquietante passionale rincorrersi di luci e ombre, la figura del Santo, privando il giovane martire dei soliti ripetitivi attributi iconografici (la ciotola d’acqua o favo di miele, l’agnello, il lungo bastone sormontato dalla croce e dalla scritta Ecce Agnus Dei, fino in più casi alla testa mozzata e posta su un vassoio) per proporcelo nella figura assorta di un giovane Pastore affiancato da un montone/ariete (molteplici, in ciò, le interpretazioni critiche) ritratto nell’atto di rosicchiare alcune foglie di vite e rivolto verso l’interno di un dipinto che ci offre una nuova visione del Santo “congelato – secondo lo storico dell’arte Eberhard Konig – nella vaga malinconia di colui che tace e medita in attesa del Verbo”.

“Capolavori al Forte” – Con il “San Giovanni Battista – Borghese” del Caravaggio prende il via il progetto triennale “Capolavori al Forte” (promosso con la collaborazione di “MondoMostre” e della “Galleria Borghese” di Roma) che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana all’interno della ex “Cappella militare”. Obiettivo: la volontà di valorizzare opere uniche, rispecchianti non solo il genio di grandi Maestri italiani ma anche “storie e iconografie eccezionali”.

Spiega, in proposito, la presidente dell’“Associazione Forte di Bard”, Ornella Badery:  “Per onorare nel migliore dei modi questa tappa importante della seconda vita del Forte di Bard, trasformato da fortezza di difesa a luogo di arte e cultura, abbiamo pensato, come primo ‘ospite’ ad un artista capace di esprimere in modo significativo e universale la qualità e l’importanza delle opere che dal Rinascimento all’epoca moderna il mondo ci invidia; la risposta unanime nella scelta è stata Caravaggio”.

“Lux in tenebris” – Appuntamento di grande interesse, sempre collegato alle celebrazioni del Ventennale e all’esposizione del Caravaggio, è anche l’omaggio musicale dedicato al grande artista e in programma domenica 18 gennaio (ore 15,30) nella “Sala Olivero” del “Forte”, con il concerto “Lux in tenebris” dell’Ensemble vocale chivassese de “Gli Invaghiti”. L’organico vocale e strumentale sarà ricco e variegato, suddiviso in tre momenti caratterizzanti la vita dell’artista, attraverso la propria formazione a Milano, Roma e Napoli. Ad arricchire il contesto culturale del concerto, saranno proposti anche alcuni “madrigali” che lo stesso Caravaggio ha dipinto sulle varie versioni del “suonatore di liuto”. Il tema dei contrasti chiaroscurali, così come in ambito pittorico proprio del Caravaggio, verrà esaltato attraverso la riproposizione di brani che alternano tematiche sacre a quelle profane, in andamenti ritmici diversi fra loro.

Gianni Milani

“Capolavori al Forte: protagonista il Caravaggio”

Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Fino a lunedì 6 aprile

Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lunedì chiuso

Nelle foto: Caravaggio “San Giovanni Battista” e opera in allestimento (Ph. Mauro Coen B.); “Gli Invaghiti”

Più missioni, più sicurezza: il bilancio 2025 dell’elisoccorso piemontese

Nel corso del 2025 l’Elisoccorso Piemonte ha effettuato 3.269 interventi complessivi, confermando un trend di crescita costante e un ruolo sempre più centrale nel sistema dell’emergenza-urgenza regionale. L’operatività del servizio ha visto impegnati 68 infermieri e 60 medici anestesisti-rianimatori ed esperti in emergenza-urgenza, affiancati dal personale tecnico di elisoccorso, dalle Unità Cinofile da Valanga e dagli equipaggi aeronautici.

A sottolineare il valore di questo lavoro è Andrea Mina, recentemente riconfermato direttore del Servizio Regionale di Elisoccorso del Piemonte e direttore della centrale operativa 118 di Alessandria: «Un lavoro di squadra che ogni giorno integra competenze sanitarie, tecniche e operative ad altissimo livello. E nel 2025 il servizio di Elisoccorso ha confermato il proprio ruolo strategico nel sistema dell’emergenza-urgenza, garantendo interventi rapidi e altamente specializzati su tutto il territorio regionale, comprese le aree montane e più difficilmente raggiungibili».

Un dato particolarmente significativo riguarda le missioni in ambienti complessi: il 18% degli interventi è stato effettuato in contesti montani, impervi o ostili, spesso con l’utilizzo del verricello. «Situazioni complesse, che richiedono preparazione, addestramento continuo e una perfetta integrazione tra gli equipaggi sanitari e il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, presente a bordo degli elicotteri regionali con i tecnici di elisoccorso e, nei mesi invernali, con le unità cinofile per la ricerca in valanga», aggiunge Andrea Mina.

Dal punto di vista clinico, il servizio ha gestito in prevalenza casi ad alta criticità: il 43% degli interventi ha riguardato codici rossi e il 45% codici gialli. Le patologie trattate sono state soprattutto traumatiche (60%), seguite da quelle cardiocircolatorie (11%) e neurologiche (10%), confermando l’elisoccorso come risorsa essenziale nelle reti tempo-dipendenti.

Le basi operative di Torino, Cuneo, Borgosesia (VC) e Alessandria hanno assicurato una copertura capillare del territorio regionale, totalizzando 2.800 ore di volo. In particolare, la base di Torino ha realizzato 1.123 missioni, di cui 300 in orario notturno, grazie all’impiego della tecnologia NVG e a una rete di 260 siti di atterraggio notturno pre-surveyed, sviluppata con il supporto degli enti locali, che hanno contribuito a rendere disponibili e operative le aree anche h24.

Nel corso dell’anno si è consolidata anche la cooperazione interregionale: gli elicotteri piemontesi hanno effettuato 65 missioni fuori Regione, prevalentemente in Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta, mentre 73 interventi sul territorio piemontese sono stati svolti da mezzi provenienti da altre Regioni. Tra le attività speciali rientra il trasporto delle équipe per il prelievo di organi, a testimonianza della versatilità e dell’elevato standard del servizio.

Grande attenzione è stata riservata alla formazione. Nel 2025 si sono svolte tre importanti esercitazioni semestrali – invernale, estiva e autunnale – realizzate insieme al Soccorso Alpino e alla componente aeronautica, dedicate al lavoro di squadra, allo sviluppo delle competenze non tecniche e al miglioramento dell’efficacia operativa. Una delle esercitazioni si è svolta in notturna con elicottero, mentre la sessione estiva ha coinvolto anche il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, con l’abilitazione del personale all’uso del verricello degli elicotteri sanitari regionali.

Sul piano dell’innovazione, negli ultimi dodici mesi sono stati introdotti a bordo nuovi dispositivi, tra cui il materassino a depressione per la gestione del trauma, sonde ecografiche portatili per affinare il triage e la stabilizzazione sul luogo dell’intervento, e un nuovo kit ARTVA per la ricerca delle persone sepolte in valanga.

Proseguono anche gli interventi infrastrutturali: sono in fase di realizzazione nove nuove elisuperfici diurne e notturne a servizio di ospedali che ne erano sprovvisti, mentre continua la collaborazione con la Direzione Regionale Sanità per la progettazione dei nuovi presidi ospedalieri, con particolare attenzione alle esigenze dell’elisoccorso. Resta inoltre prioritaria la necessità di adeguare le basi di Torino-Collegno “Aeritalia” e Cuneo-Levaldigi, per le quali sono già stati predisposti progetti preliminari grazie alla collaborazione con il Distretto per l’Aerospazio e con la società GEAC.

Il 2025 è stato anche un anno di apertura internazionale: il servizio piemontese ha ospitato delegazioni provenienti da Australia, Giappone, Spagna e Bulgaria, interessate ad approfondire il modello organizzativo adottato in Piemonte. In occasione delle Universiadi Invernali e degli Special Olympics Games, è stato inoltre messo a disposizione un elicottero dedicato per garantire agli atleti un’assistenza sanitaria conforme agli standard richiesti.

A tracciare il bilancio dell’anno è l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi: «Un bilancio 2025 che racconta di un servizio in continua evoluzione, capace di coniugare competenza, innovazione e lavoro di squadra, con un unico obiettivo: raggiungere il paziente nel minor tempo possibile, ovunque si trovi e condurlo nel più breve tempo possibile alle cure ospedaliere definitive».

Alle Poate di Torino i documenti Isee

Per i cittadini della provincia di Torino è possibile richiedere online i documenti utili ai fini ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) per il 2026.

Tutti i clienti di Torino del Gruppo Poste Italiane, ovvero i titolari di un conto corrente BancoPosta, di un libretto di risparmio postale o di carte prepagate Postepay, possono accedere al sito poste.it e richiedere la giacenza media e il saldo di tutti i prodotti (intestati e cointestati) in un unico documento, necessario per richiedere l’ISEE per l’anno appena iniziato. Per richiedere il documento sul sito è necessario essere registrati a poste.it ed aver associato un numero telefonico a uno dei propri prodotti finanziari.

Il documento, che viene emesso su richiesta dell’intestatario, raccoglie tutte le informazioni necessarie per il calcolo dell’ISEE relative ai prodotti finanziari, in particolare riporta saldo e giacenza media dei conti BancoPosta e dei libretti di risparmio postale attivi/estinti nel corso dell’anno 2024, il valore nominale dei buoni fruttiferi postali (cartacei e dematerializzati), saldo e giacenza media delle Postepay nominative, delle Postepay con iban e delle carte enti previdenziali, la situazione dei fondi di investimento, del deposito titoli e l’attestazione dei premi versati per polizze assicurative.

Anche quest’anno, i clienti registrati su poste.it e in possesso di almeno un prodotto nell’App Poste Italiane potranno consultare la documentazione valida ai fini dell’ISEE 2026 con i dati aggiornati al 31 dicembre 2024 direttamente nella propria bacheca.

Si ricorda infine che l’App Poste Italiane è gratuita ed è utilizzabile anche da chi non è titolare di un rapporto con l’azienda, come un vero e proprio ufficio postale a casa dei cittadini.

Per tutti i dettagli sul servizio è possibile consultare il sito https://www.poste.it/prodotti/rilascio-certificazione-ai-fini-isee.html.

Città metropolitana investe sui giovani: nuova aula studio a Gassino

La sinergia tra la Città metropolitana di Torino e le amministrazioni locali segna un nuovo importante traguardo a Gassino Torinese. Grazie al contributo stanziato dall’Ente metropolitano per il progetto ‘Aule studio: spazio giovani e cultura’, venerdì 16 gennaio alle ore 18 aprirà i battenti lo spazio di via Mazzini 28/a, una struttura all’avanguardia pensata per rispondere concretamente alle esigenze di studenti e studentesse.

L’apertura di questo spazio è il risultato tangibile del progetto “Aule studio: spazio giovani e cultura”, promosso dall’Ufficio Politiche giovanili della Città metropolitana di Torino. L’iniziativa affonda le sue radici nella legge regionale n. 6/2019, che riconosce le giovani generazioni come risorsa fondamentale della comunità, e si inserisce nelle strategie del Piano strategico 2024-2026 “Torino Metro(poli)montana” per promuovere eguali opportunità di sviluppo su tutto il territorio.

All’inaugurazione del 16 gennaio interverranno il sindaco di Gassino Torinese, Cristian Corrado e il consigliere Andrea Gavazza in rappresentanza della Città metropolitana di Torino.
L’assegnazione dei fondi è avvenuta attraverso un rigoroso iter selettivo avviato nell’agosto 2025. Il bando ha riscosso un notevole successo, vedendo la partecipazione di 41 amministrazioni comunali dell’area metropolitana.
I 10 comuni vincitori che hanno beneficiato del contributo di 5.300 euro ciascuno sono: Cafasse, Foglizzo, Gassino Torinese, Caselle, Bruino, Bosconero, Vestignè, Frossasco, Mercenasco e Corio.

“Le aule studio – commenta Caterina Greco, consigliera metropolitana delegata all’istruzione e alla politiche giovanili – non sono solo stanze con tavoli e connessione Wi-Fi, ma veri e propri presidi
sociali contro la dispersione scolastica e l’isolamento. Con questo bando abbiamo voluto dare una risposta concreta alla crescente richiesta di spazi pubblici idonei che i ragazzi ci rivolgevano da
tempo”.

La nuova aula studio di Gassino Torinese è stata progettata per essere un ambiente funzionale e accogliente, capace di rispondere a diverse esigenze di studio e concentrazione. Gli studenti avranno a disposizione uno spazio silenzioso per lo studio individuale, un’area break per i momenti di pausa e socializzazione e la Connessione Free Wi-Fi.
L’aula, sia per la sessione invernale (gennaio e febbraio) che per quella estiva (maggio, giugno e luglio), sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.

Mara Martellotta

A Pinerolo l’anteprima del documentario “Raizes Sem Terra” 

Lunedì  26 gennaio prossimo, alle 21, presso il Teatro Incontro di Pinerolo, si terrà l’anteprima del documentario “Raizes Sem Terra” ( Radici senza Terra), supportato dal National Geographic e da The Nature Conservancy.

Raizes rappresenta un progetto nato per dare voce alle comunità rurali brasiliane che lottano per il diritto alla terra e per sostenere concretamente le famiglie di Sem Terra nello Stato di Bahia.

L’evento è organizzato da Raìzes, in collaborazione con l’associazione Volontari Oratorio San Domenico e le Suore di San Giuseppe di Chambery- Cicero Dantas.
Ospite della serata sarà lo scrittore e attivista climatico Giorgio Brizio, recentemente inviato alla COP 30 in Amazzonia, che porterà  una testimonianza sul legame tra crisi climatica, giustizia sociale e diritti delle comunità rurali.
In Brasile la distribuzione della terra rappresenta una questione irrisolta; vaste estensioni sono concentrate nelle mani di pochi eredi di colonizzatori, mentre migliaia di famiglie vivono in condizioni di estrema povertà.
A Cicero Dantes, nel cuore della Bahia, opera da oltre cinquanta anni la missione italiana delle suore di San Giuseppe partite da Pinerolo nel 1975.
Le suore, rappresentate nel documentario da Suor Gabriella Canavesio di Volvera, sostengono la lotta pacifica delle persone Sem Terra, prive di accesso alla terra e alle risorse essenziali, attraverso acqua, cibo e supporto legale.
Il progetto Raìzes è composto da quattro giovani, Alessia Morat, 28 anni, Fabio Rotondo, 30, Francesco Ballarini, 27 e Francesco Saretto, 26 anni, con un duplice obiettivo. Il primo è quello di sostenere economicamente la Pastoral Rural, contribuendo alla costruzione di pozzi, cisterne e impianti di energia elettrica nelle comunità di Cajuba, Nova Soure, Bon Jardim, Canudos, Amazonas II, Tucano. Secondo obiettivo è quello di diffondere il documentario “Radici senza terra” girato tra il luglio e l’agosto 2025 in Bahia, per sensibilizzare il pubblico europeo sulle condizioni delle aree rurali brasiliane.

“Crediamo che solo attraverso le immagini si possa comprendere fino in fondo ciò che sta accadendo – spiegano i promotori- e che raccontare queste storie significhi assumersi una responsabilità verso chi oggi rischia di essere dimenticato”.

L’ingresso alla proiezione è aperto al pubblico tramite offerta libera. La serata rappresenta un’occasione di incontro, informazione e solidarietà concreta.

Contatti: Fabio Rotondo – 3338826872

Mara Martellotta

Emergenza casa: convegno di Comunità democratica

 A TORINO VENERDI’ 16 GENNAIO

 La carenza di case, pubbliche e private, e i costi alti degli affitti saranno al centro dell’incontro che si svolgerà venerdì 16 gennaio ore 18.30 a Torino, su iniziativa dell’associazione Comunità Democratica.

Questa associazione culturale, fondata il 29 luglio scorso, è guidata a livello nazionale da Graziano Delrio, Stefano Lepri, Silvia Costa e Angela Ianaro e ha lo scopo di sviluppare e diffondere in Italia una cultura politica ispirata al personalismo comunitario, nonché di favorire la creazione di reti tra persone e gruppi, capaci di promuovere la democrazia e la pace, l’Europa, la tutela della nostra Costituzione e le politiche di sviluppo fondate sulla centralità della persona e delle comunità, la solidarietà e la sussidiarietà. Tra i fondatori ci sono anche i piemontesi Monica Canalis e Gianfranco Morgando.

Non un nuovo partito né una presenza settaria nel Pd, ma un cantiere di idee, per essere sale e lievito, in dialogo con le altre culture politiche. Non un nuovo partito, ma una chiara appartenenza alla cultura politica del Cattolicesimo democratico, che si esprime dentro e fuori dai partiti, è radicata in molti corpi intermedi e sopravvive alla caduta del muro di Berlino, al cambio di secolo, al declino europeo e all’avvento delle tecno-destre che sfidano la democrazia.

Dopo il varo del suo sito web, https://comunitademocratica.it/, Comunità Democratica sbarca anche a Torino con una serie di incontri pubblici dedicati ai temi più scottanti della nostra città.

Si parte con la casa, con un focus sui giovani, gli anziani soli, i poveri, gli stranieri e i lavoratori con stipendio basso.

Interverranno per Comunità Democratica Stefano Lepri, Monica Canalis, Vincenzo Camarda, Amalia Santiangeli, Marco Titli e Marianna Califano.

Daranno un contributo tecnico Marcello Mazzù, Gianfranco Cattai e Noemi Gallo.

Parteciperanno gli altri componenti dell’associazione.

Venerdì 16 gennaio ore 18.30 a Torino, presso la Chiesetta di Via Col di Lana 7/a (zona Piazza Massaua).

“My name is Luca”, una serata per celebrare Gianluca Vialli

Lunedì 19 gennaio il Teatro Regio ospiterà una serata benefica dal titolo “My name is Luca-Ballata con Vialli”, serata promossa dalla Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca e lo sport onlus. La prima edizione ha avuto luogo a Genova lo scorso anno. Questa seconda toccherà Torino e, a tre anni dalla scomparsa, Gianluca Vialli verrà ricordato da compagni di squadra, amici e giornalisti al Teatro Regio.

Gianluca Vialli era molto legato a Torino, in quanto ci ha vissuto la seconda giovinezza calcistica dopo quella alla Sampdoria. Fu lui ad alzare al cielo l’ultima Champion’s League vinta dalla Juventus, portando a Torino il trofeo. La serata sarà una celebrazione di ricordo condotta da Linus. Tra gli ospiti, Roberto Mancini, che ha condiviso con Vialli i trionfi della Sampdoria e la vittoria dell’Europeo nel 2020, e gli ex compagni juventini Fabrizio Ravanelli e Gianluca Pessotto per ricordare la Champion’s del 1996. Sul palco sono attesi anche Gigi Buffon e Giorgio Chiellini: il primo ha sostituito proprio Vialli nel ruolo di capodelegazione della Nazionale di calcio, il secondo è stato capitano degli Azzurri vittoriosi agli Europei, guidati in panchina da Mancini e Vialli. Sarà presente anche Alessandro Cattelan, che intervistò Vialli per il progetto Netflix “Una semplice domanda” in un momento di grande profondità e commozione. Verrà letto un monologo scritto appositamente per la serata dalla scrittore Matteo Bussola. Sarà presente anche Valter Veltroni, che approfondirà il tema del calcio e della cultura popolare tra attaccanti e scrittori, citando Vialli e Pasolini. Alla serata sarà presente anche Scarlett Rivera e gli Eugenio in via di Gioia con un omaggio al calcio di strada e a Stefano Benni. Vinicio Capossela ricorderà Vialli leggendo un brano di Gianni Mura sul calciatore scomparso, oltre a rendergli omaggio con le sue canzoni. Presenti, tra gli altri, anche Piero Chiambretti e la presidente della Fondazione delle Antichità Egizie di Torino Evelina Christillin.

“Oggi a Gianluca cintinua a farsi ricordare sempre con il sorriso. Questa è una bellissima eredità – ha commentato il noto dj Linus in videocollegamento – a casa ho una maglia di Vialli indossata nella stagione della vittoria della Champion’s League. Non l’abbiamo mai lavata perché perderebbe la sua anima”.

L’obiettivo della serata non è solo quello di celebrare Gianluca Vialli, ma di continuare la sua opera di sostegno alla ricerca sulla SLA e sul cancro attraverso la Fondazione Vialli s Mauro, a cui i due sportivi hanno dato vita nel 2003. Verranno raccolti fondi a favore dell’Istituto di Candiolo IRCCS Centro specializzato nel trattamento delle patologie oncologiche e destinati al reparto di gastroenterologia ed endoscopia digestiva diretto dalla dottoressa Teresa Staiano, reparto al quale era già stato donato un macchinario di endoscopia per la diagnosi stadiazione e cura del tumore al pancreas.

Biglietti in vendita su Vivaticket

Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino.

Gian Giacomo Della Porta

Il colloquio di lavoro: debutta a Torino “Le faremo sapere”

 

Prove generali al teatro Agnelli il 16 gennaio prossimo e la prima nazionale a Modena il 18 gennaio

Il colloquio di lavoro non è mai stato così divertente. Il 16 gennaio prossimo, al teatro Agnelli di Torino, si terranno le prove generali di “Le faremo sapere”, il primo progetto di formazione teatrale che trasforma il tema dei colloqui di selezione in una commedia coinvolgente, abbinata a un seminario formativo interattivo. L’evento torinese, riservato agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori della città, rappresenta un momento d’orgoglio per il capoluogo piemontese: la produzione è infatti totalmente torinese. Prima che il progetto inizi il suo tour nazionale, con tappe a Modena, Parma e Milano, si è voluto partire proprio da Torino. “Le faremo sapere” è un progetto di didattica integrata prodotto da You-Mans Italia, dove formazione e intrattenimento si fondono in un’esperienza divertente e inedita. La struttura prevede 90mminuti di commedia seguiti da 60 minuti di formazione interattiva con l’utilizzo dei telefoni in platea, più podcast formativi scaricabili con qrcode.

“Vogliamo rovesciare gli stereotipi più classici sul colloquio di lavoro – spiega Andrea Romanelli, ideatore del progetto e direttore delle Risorse Umane – il colloquio non è l’audiolibro del vostro curriculum, ma un momento di verità dove forza e fragilità emergono sempre, e imoarare ad affrontarlo può cambiare la vita di questi ragazzi”.

Attraverso una storia forte, personaggi interessanti e tante risate, la commedia racconta le difficoltà di una giovane donna e un giovane uomo alle prese con un difficile colloquio di lavoro, che per magia dovranno fare e rifare un giorno dopo l’altro. Alla fine i due giovani impareranno ad affrontare un colloquio di selezione e qualcosa di molto importante su loro stessi. Tra i protagonisti anche un robot barista, il cui unico sogno è quello di poter fare colloqui di lavoro. È lui il narratore della storia, che guiderà il pubblico tra sogni rivelatori, il,confronto don due amici reclutatori, la possibilità di un amore e molte risate.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Andrea Romanelli, l’autore Zelig Bruno Furnari e lo sceneggiatore cinematografico Mario Mucciarelli, tra le cui opere recenti figurano una biografia su Woody Allen e la sua attività di podcaster per il programma “Non c’è niente da ridere”. In scena Nicola Coradazzi, Roberta Marotta e Luca Pallaro. Luci e scenografie di Davide Allena, costumi di Dario Bellotti, aiuto regia di Giorgio Andolfatto.

Eventi: giovedì 15 gennaio ore 14.30 al teatro Agnelli – evento riservato a Enti, dirigenza scolastica e stampa – venerdì 16 gennaio ore 9.30 – prove generali per le Scuole Superiori di Torino. Posti ancora disponibili.

Mara Martellotta

Vanchiglia, Ravinale (AVS) – Diena (SE): “La risposta è la definizione di bene comune”

<<L’assemblea  in Vanchiglia, a cui abbiamo partecipato insieme a Giuseppe Piras e Ilaria Genovese, nostri rappresentanti in Circoscrizione 7, e che ha visto la presenza di  centinaia di cittadini e cittadine, dimostra che gli spazi sociali come Askatasuna sono un bene comune a cui le persone, ben oltre gli attivisti, non intendono rinunciare.
All’incubo voluto dalla destra che ha visto la militarizzazione delle scuole e degli spazi comuni il quartiere sta rispondendo con una partecipazione sempre più ampia e consapevole, per riprendersi una quotidianità fatta di socialità e non di paura.
Momenti come questo dimostrano che il percorso avviato due anni fa dal Comune è l’unica strada possibile e che si deve quanto prima riaprire quello spazio, insieme a un quartiere che oggi dice forte e chiaro che si può resistere a un disegno autoritario fatto di repressione e deserto sociale, in cui rientrano il piano di sgomberi degli spazi sociali di Piantedosi e Meloni e le spietate misure cautelari contro chi ha partecipato alle manifestazioni per Gaza, addirittura se minorenni>>.