Nel corso del 2021 saranno complessivamente quasi mille, 925 per la precisione, i cantieri cittadini (tra quelli ad oggi già avviati o chiusi perché i lavori sono terminati oppure il cui allestimento è previsto prossimamente) aperti per la realizzazione di opere infrastrutturali o per interventi di manutenzione di strade e marciapiedi.
Da marzo fino a settembre il loro numero aumenterà considerevolmente e questo avrà un impatto particolarmente significativo sul territorio cittadino.
Informarsi sui lavori sarà ora possibile collegandosi alla pagina web dedicatadove si potranno conoscere, anche con ampio anticipo, tutti i dettagli dei cantieri, dal committente al tipo di lavoro e, soprattutto, la durata. Spostandosi con il mouse sui diversi quartieri del capoluogo appariranno infatti gli interventi programmati per quella zona dal Comune, ma anche GTT, Iren e Smat.
“Una delle prime richieste alla Città – sottolinea la sindaca Chiara Appendino – era avere migliori coordinamento e comunicazione sui cantieri. Questo progetto ha un valore aggiunto duplice, ci permette di essere più trasparenti e corretti nell’informazione e ci aiuta nel coordinarci, oltre ad essere uno strumento importante anche per la programmazione”.
La Sindaca e l’Assessora alla Mobilità Maria Lapietra hanno poi evidenziato che “aver approvato il Bilancio nei termini ci permette di pianificare meglio e investire di più. Se nel 2015 c’erano 5 mln per le manutenzioni oggi sono tra gli 11 e i 12 (senza considerare l’intervento delle partecipate).
“Un progetto – conclude l’assessore al Commercio Alberto Sacco – che esaudisce una richiesta molto sentita dal mondo del commercio e dai cittadini”.
Architettura Senza Frontiere ha avviato un crowdfunding per la riqualificazione del cortile della scuola Sabin a Torino, un progetto nato e sviluppato insieme ai bambini dell’istituto per uno spazio di comunità e di apprendimento bello, accogliente e oggi più che mai necessario
Sito di ASF: www.asf-piemonte.org – crowdfunding online in www.ideaginger.it/progetti/riprendiamoci-il-cortile-con-il-colore.html
– Scuola primaria Albert Sabin | Corso Vercelli 157, Torino
Attraverso laboratori partecipativi e collaborativi su tematiche ambientali e sui beni comuni, la Onlus torinese ha sensibilizzato i bambini e li ha coinvolti nel ripensare il cortile della loro scuola, con l’obiettivo di renderlo un luogo bello e accogliente che possa rispondere alle loro necessità e ai loro desideri.
In un quartiere periferico come Barriera di Milano, molti bambini hanno solo il cortile della scuola per giocare all’aperto e oggi più che mai, in relazione alla pandemia da Covid-19, è necessario avere spazi capaci di accoglierli in totale sicurezza per poter offrire loro nuove esperienze e stimoli.
I fondi raccolti verranno utilizzati per riorganizzare il campetto da gioco e per realizzare un’aula per la didattica all’aperto di cui potranno usufruire più di 500 bambini.
Dal 2015, chiamata dalla direzione scolastica della scuola Albert Sabin di Torino, Architettura Senza Frontiere Piemonte Onlus (ASF) ha sviluppato attività di coesione sociale e di sensibilizzazione su tematiche ambientali e beni comuni rivolte agli allievi, ma anche attività aperte al quartiere. Insieme ad alunni, insegnanti, genitori e associazioni, ASF ha disegnato, dipinto, recitato, filosofeggiato, organizzato feste, creato piccoli giardini in cassetta e perfino scritto un libro con i bambini per bambini ambientato nel giardino della scuola.
Un percorso che ha portato a “Sabin Pocket Garden”, progetto per la riqualificazione del cortile dell’istituto.
Il cortile di una scuola è un bene comune, dei bambini, degli insegnanti e della comunità. Un bene importante per la socializzazione e la crescita soprattutto in un quartiere periferico come Barriera di Milano, in cui molti bambini hanno solo il cortile della scuola per giocare all’aperto, e oggi più che mai, in relazione alla pandemia, per avere spazi capaci di accoglierli in totale sicurezza e poter offrire loro nuove esperienze e stimoli.
Il cortile di 4.850 mq della scuola Sabin è però poco accogliente, degradato dal tempo e dalla poca manutenzione. Attraverso laboratori partecipativi e collaborativi, ASF ha quindi ripensato il cortile insieme ai bambini, per renderlo un luogo bello e accogliente che possa rispondere alle loro necessità e desideri.
Finalmente, dopo anni di progettazione, di sensibilizzazione, di confronti con le istituzioni e di raccolta fondi, ASF è riuscita ad ottenere dei finanziamenti, sufficienti però solo a coprire le spese che riguardano il verde: piantumazione di nuovi alberi, aiuole colorate e sensoriali e orto didattico.
Sono necessari altri interventi fondamentali per poter vivere pienamente il cortile. È necessario riorganizzare il campetto da gioco, che a oggi si presenta con una pavimentazione dissestata e pericolosa, e realizzare un’aula per la didattica all’aperto di cui potranno usufruire più di 500 bambini durante le giornate calde, ma non solo.
ASF ha quindi deciso di avviare una campagna di crowdfunding sulla piattaforma ideaginger.it, reperibile a questo indirizzo www.ideaginger.it/progetti/riprendiamoci-il-cortile-con-il-colore.html insieme a informazioni dettagliate sull’intero progetto di riqualificazione. Un progetto ambizioso che ASF ha deciso di perseguire per step: con i fondi che si raccoglieranno attraverso questa campagna di crowdfunding verrà realizzato il primo obiettivo, ovvero la nuova pavimentazione del campetto da gioco.
Il contesto e l’importanza del cortile scolastico
Cuore del progetto è la scuola primaria Albert Sabin, costruita nel 1964 nella periferia di Torino e frequentata da 517 alunni, di cui 354 stranieri. Il progetto di riqualificazione del cortile parte dal principio della scuola come spazio pubblico e dalla convinzione che spazi di qualità possano condurre ad un maggior rispetto dei luoghi, facilitando la didattica e favorendo l’integrazione.
Il cortile della scuola è il luogo in cui l’alunno diviene cittadino e l’educazione incontra la Città: i cittadini di domani avranno negli occhi quello che i bambini di oggi stanno vedendo e vivendo.
Questo ruolo è ancora più significativo in una scuola di una periferia multietnica, dove spazi marginali e conflittualità possono aggravare situazioni di disagio e dove gli spazi pubblici sono ridotti e spesso poco curati.
C’è necessità di spazi di incontro, di verde e di bellezza, c’è bisogno di integrazione, educazione ambientale, partecipazione, visione.
I bambini potranno stare più tempo all’aria aperta, a contatto con la natura in uno spazio ampio e ben organizzato che garantisce maggiore sicurezza anche in relazione alla pandemia in corso.
Gli insegnanti avranno la possibilità di proporre attività didattiche outdoor e coinvolgere gli studenti in esperienze innovative e sorprendenti, avvicinandoli anche a un rapporto di armonia con la natura.
I musei sono chiusi, ma le attività non si fermano! Lo staff Education di GAM, MAO e Palazzo Madama ha continuato la progettazione di laboratori per famiglie da seguire online: divertenti cacce al dettaglio, enigmi da risolvere, collage primaverili per bambini e genitori.
Di seguito le proposte per il mese di aprile:
MAO | SULLE TRACCE DEI SAMURAI
dal 2 al 7 aprile
Sei un appassionato di Giappone? Vuoi scoprire alcune curiosità sui celebri guerrieri giapponesi? Ecco come: acquista online e guarda il video Dalla spada al pennello. Invia la ricevuta d’acquisto a maodidattica@fondazionetorinomusei.it: riceverai le indicazioni per procedere con l’attività in autonomia.
ATTENZIONE: il video rimarrà a disposizione per 48 ore dall’acquisto. Costo: € 3,5
Info: maodidattica@fondazionetorinomusei.it
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PALAZZO MADAMA | BIANCO SU BIANCO
6 aprile ore 17 – su Zoom
25 aprile ore 11 – in presenza a museo aperto, online a museo chiuso
Non sempre il bianco è uno spazio vuoto, a volte basta mettere a fuoco e nel bianco appaiono mondi inaspettati dove vivono figure silenziose. È quello che accade nel Rilievo con San Giovanni Battista di Pietro Paolo Olivieri, dove i bambini scoveranno molte specie di animali nascosti all’interno di una natura rigogliosa. Una “caccia al dettaglio” per analizzare l’opera usando i concetti spaziali di vicino/lontano, davanti/dietro, sinistra/destra e trovare tanti suggerimenti per rappresentare uno spazio immaginario creando una scultura di carta.
Prenotazione obbligatoria. Costo: 5€ online – 7€ in presenza.
Info e prenotazioni madamadidattica@fondazionetorinomusei.it
ACQUISTA IL LABORATORIO
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GAM | IL MISTERO DEL QUADRO SCOMPARSO
10 aprile al 2 maggio
Vi piacciono gli enigmi? Vi proponiamo una nuova sfida: collegandosi a questo link (attivo a partire dal 10/4) potrete partecipare ad una ESCAPE ROOM virtuale davvero unica! Dovrete aiutare l’ispettore Lucio Machiavelli a riportare l’opera rubata in GAM e incastrare il famoso ladro Nero di Marte. Per farlo, sarà necessario acquistare il video “I materiali dell’arte” al seguente link e guardarlo attentamente per scovare tutti gli indizi!
ATTENZIONE: il video rimarrà a disposizione per 48 ore dall’acquisto. Costo: 3,5€.
Info: infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it o tel 011 4429630
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GAM |SEMPLICEMENTE CARTA
11 aprile ore 15 – su Zoom
Un’attività per scoprire la magia dell’opera di Luigi Nervo, figura poliedrica del panorama artistico torinese, impegnata nella scultura, nella pittura con acquerelli e nella creazione di opere in carta. Il suo gusto per il magico, la fiaba e il sorprendente sarà lo spunto per l’attività: dopo aver visitato la mostra, con materiali vari si costruiranno ingegnosi marchingegni semimobili che ricorderanno gli automi o le macchine gioco che Nervo costruiva per i suoi racconti teatrali e per i bambini delle scuole.
Costo: 5€. Prenotazione obbligatoria entro il 9/4.
Info: infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it o tel. 0114429630
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MAO | FIORI TRA LE NUVOLE
domenica 18 aprile ore 17 – su Zoom
Collegati online su Zoom, scopriremo insieme le meravigliose ceramiche islamiche del MAO: piatti e piastrelle con decorazioni floreali dai colori caratteristici. Durante l’attività, ispirati dalla primavera, realizzeremo insieme delle decorazioni su cartoncino con fiori, foglie e rametti veri.
Prenotazione obbligatoria. Costo: 5€.
Info e prenotazioni tel. 0114436928 oppure maodidattica@fondazionetorinomusei.it
Prenotazione entro venerdì 16 aprile alle ore 13 (al momento della prenotazione verrà inviato l’elenco con i materiali necessari).
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L’assessore Antonino Iaria ha risposto, in Consiglio Comunale, all’interpellanza generale (primo firmatario Stefano Lo Russo – Pd) in merito ai tempi di realizzazione della modifica al Piano Regolatore per la collocazione della stazione San Paolo della linea 5 del Servizio Ferroviario Metropolitano.
L’assessore ha riepilogato i passaggi amministrativi: a ottobre 2020 Rfi ha inviato domanda al Ministero dei Trasporti che, a sua volta, ha dato incarico al Provveditorato dei lavori pubblici.
Quest’ultimo ha richiesto alla Regione la convocazione della conferenza dei servizi (avvenuta ad inizio gennaio) in seguito alla quale è stata richiesta la variante urbanistica alla Città
Entro due mesi, ha annunciato l’assessore, la variante sarà al vaglio del Consiglio Comunale mentre nel 2024 dovrebbe entrare il servizio la linea SFM5.
Stefano Lo Russo (PD) ha spiegato la necessità dell’interpellanza per accendere un faro su un’opera che è prioritari e strategica per l’area metropolitana, incalzando sulla necessità di avere tempi certi per l’approvazione della variante, da parte della Sala Rossa.
Anche Francesco Tresso (Lista civica per Torino) ha evidenziato la necessità di approvare la variante, approfittando del prolungamento a ottobre della fine del mandato amministrativo mentre per Roberto Malanca (M5S) ha espresso rammarico per i rinvii del passato dell’inaugurazione della SFM5 e si augura che la data di inizio servizio, nel 2024, non sia più procrastinata.
Il 28 settembre del 1967 ci svegliammo in Barriera di Milano con la consapevolezza che dei mostri abitavano nelle nostre vie
A 10 anni e vedendo il telegiornale conobbi l’esistenza di Pietro Cavallero. Si autodefiniva comunista.
Guardai mio padre che non ebbe dubbi nel rispondermi: un poco di buono, ed abbiamo fatto bene buttarlo fuori dal Partito. Molto conosciuto in Barriera. Soprattutto tra piazza Crispi e le case Snia a ridosso della ferrovia. Per tutto corso Vercelli. Via Desana , in particolare. Solo anni dopo ho capito fino in fondo. C’era chi diceva che era solo un semplice iscritto, chi segretario della sezione 32 o 9, e chi addirittura funzionario di Partito. Nessuno ne parlava volentieri. Tanta era la vergogna perché qualcuno sapeva o perlomeno sospettava. La banda Cavallero operò per almeno 5 o 6 anni. Romoletto ex partigiano, tanto fegato e cervello da gallina.
Alla sua prima rapina fu preso il minorenne Lopez. Sante Notarnicola che per tutta la vita cerco’ di darsi un alibi di rivoluzionario. Diventantando in qualche modo un’icona del terrorismo rosso. Dimostrazione che la stupidità umana non ha colore politico. Considerato un povero disgraziato raccontava di quanto rubo’ un camion di scarpe solo sinistre. Un’allegoria per significare la sua nullità. Capo indiscusso Pietro Cavallero. Cinico, indubbiamente intelligente, sicuramente un esaltato.
17 rapine con tanti, troppi morti, sono tante, sono troppe. Cosa faceva la polizia? Non capiva da dove arrivassero le armi. Già, proprio cosi , da dove arrivavano le armi per fare le rapine?
Raccontata oggi può sembrare l’uovo di Colombo, ma non lo era 60 anni fa. Pietro Cavallero raccoglieva soldi tra i compagni di Barriera. Compero’ armi per i patrioti algerini contro l’occupazione Francese. Effettivamente consegno’ le armi , tenendosene una minima parte per se’. Dunque? Qualcuno sapeva e tacendo ne è diventato in qualche modo complice. Sapeva tutto? Forse no, anzi quasi sicuramente no, ma era ed è altrettanto chiaro che qualcosa non tornava.
Orbene, non credo di aver letto o sentito tutto ciò che è stato raccontato sulla banda Cavallero. Nessuno, che io sappia ha raccontato, ad esempio, questo episodio sulle armi. Poi nessuno, sempre che io sappia, di Barriera, nato e/o vissuto in Barriera ha scritto della Banda. Niente da dire se non che , si tende a raccontare ciò che è bello. La Storia della Banda Cavallero non ha nulla di bello e Barriera solo la vergogna di aver dato i natali a queste persone. Ma anche questa è Storia. Ed anche ricordarcelo fa parte delle nostre Vite. Della nostra memoria, del nostro voler sapere per potere capire fino in fondo. Il più delle volte il male è limitrofo al bene. Saperlo non è cosa da poco per essere, ancora, dei genitori, che hanno ancora qualcosa da raccontare ai propri figli.
Anche le cose brutte, anche il male, per poter essere sempre dalla parte del giusto.
Patrizio Tosetto
Conosce bene Torino essendo stato uno dei fondatori della Cittadella delle Nazioni Unite lungo le sponde del grande fiume. Nel 2006 l’ambasciatore Staffan De Mistura divenne direttore dello Staff College del campus dell’Onu, incarico che mantenne per quasi due anni quando dal Palazzo di Vetro di New York lo chiamò il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e lo nominò suo inviato speciale in Iraq. Nel frattempo il Campus torinese dell’Onu è cresciuto ed è diventato uno dei più importanti centri di formazione per dirigenti delle Nazioni Unite.
R C’è una serie molto lunga di tecniche negoziali, una di queste consiste nell’ascoltare bene l’altra parte senza rispondere, senza dare subito la propria opinione, e poi osservare i gesti degli altri, gli sguardi, cercare di capire cosa c’è dietro tutto ciò, quali sono i veri obiettivi dei leader politici, dei capi delle milizie o dei guerriglieri che hai di fronte, che siedono al tavolo negoziale. Cercare di trovare i punti di minimo comune denominatore e poi, vedere se c’è lo spiraglio per una possibile intesa senza toccare subito il nocciolo vero della questione che può essere territoriale, economico o anche solo psicologico.
Imparare a trasmettere agli studenti i concetti di base in tema di risparmio e investimento, sul ruolo delle banche, sul costo del prendere a prestito il denaro, contribuendo così a formare cittadini consapevoli e a contrastare l’usura. È questa la finalità principale del corso pilota di formazione “Principi e metodi di un’educazione finanziaria per il XXI secolo: credito o usura?”, organizzato dall’Osservatorio regionale sui fenomeni di usura, estorsione e sovra indebitamento del Consiglio regionale insieme al Centro per l’Unesco di Torino.
Il corso, la cui prima lezione si è svolta oggi in videoconferenza, si rivolge ai docenti degli istituti superiori del Piemonte. Ad aprire i lavori portando il saluto dell’Assemblea legislativa di Palazzo Lascaris sono stati i componenti dell’Udp, Giorgio Bertola e Gianluca Gavazza.
“Per contrastare fenomeni insidiosi come l’usura e il sovra indebitamento – ha spiegato Bertola – occorre diffondere il più possibile la cultura di un uso responsabile del denaro. Il Consiglio regionale da anni è in prima linea con l’organizzazione di iniziative virtuose a sostegno dei piemontesi, con un’attenzione particolare per i più giovani. Questo corso rivolto agli insegnanti è infatti importante proprio per le ricadute positive che avrà anche nei confronti delle nuove generazioni, per prevenire comportamenti a rischio, fornendo informazioni utili sui temi dell’economia e della finanza”.
“Partecipare alla videoconferenza organizzata dall’Osservatorio, del quale ho l’onore di essere consigliere delegato – ha dichiarato Gavazza -, mi ha dato la possibilità di presenziare all’incontro con docenti di differenti discipline delle scuole secondarie piemontesi. Una lodevole iniziativa che ha lo scopo di sensibilizzare ed educare all’uso del denaro. Un obiettivo che ritengo fondamentale per consentire agli insegnanti di trasferire la necessaria sensibilità ai nostri giovani sull’uso responsabile del denaro. In definitiva, si tratta di fornire ai docenti gli strumenti necessari per costruire un futuro a misura d’uomo contro ogni abuso e sopruso”.
La prima lezione del corso è stata incentrata sul ruolo sociale dell’educazione finanziaria e ha visto l’intervento della professoressa Elsa Fornero, economista dell’Università di Torino e fondatrice del CeRP (Center for research on pensions and welfare policies), che ha sottolineato l’importanza di interventi per l’alfabetizzazione finanziaria, dei ragazzi ma anche degli adulti, come strumenti per contribuire a rendere le persone meno fragili, migliorando non solo la condizione del singolo cittadino ma di tutta la società nel suo complesso. Sul ruolo sociale dell’educazione finanziaria è poi intervenuto Marco Disarò, ricercatore del CeRP, mentre la professoressa Maria Paola Azzario presidente del Centro per l’Unesco di Torino ha ricordato come questa iniziativa voglia fornire il proprio contributo, approfondendo il tema dell’usura, delle sue cause e dei rischi ad essa connessi, allo scopo di raggiungere alcuni dei principali obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e in particolare quello di sconfiggere la povertà.
Il corso di educazione finanziaria per insegnanti proseguirà lunedì 12 aprile (dalle ore 15 alle 17) e lunedì 26 aprile (in forma laboratoriale dalle 15 alle 18).
Lilt Torino ha bisogno dei voti online
La LILT Torino partecipa al contest “OurPeople4People 2021” di Reale Mutua Fountation tramite la presentazione del progetto “Volontari per l’Oncologia”.
LILT TORINO HA BISOGNO DEL VOSTRO VOTO!
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – C’è tempo fino alla fine di marzo per votare il progetto LILT Torino, che potrà essere realizzato solo grazie al maggior numero possibile di preferenze.
Con questo progetto LILT Torino intende integrare tramite il volontariato l’assistenza al malato oncologico. L’Associazione si pone quindi l’obiettivo di evitare quel senso di solitudine che si crea quando non c’è continuità tra ospedale e territorio, e la Persona viene lasciata sola nell’affrontare il percorso clinico, terapeutico e assistenziale.
Chiaramente, tutto questo non può essere svolto senza l’adeguata formazione supervisione dei volontari.
Per questo, votare è molto semplice e ma fondamentale: basta cliccare sul link seguente, scegliere di dare il proprio voto assegnando le stelle (cinque è il numero ideale), inserire quindi nome e mail… Ed è fatta!
Il link è questo:
https://realefoundation.org/it/contest/our-people4people-2021/volontari-per-l39oncologia-765.html
Votate e fate votare questo importante progetto!
Domenica 28 marzo, dalle 9 alle 18 in Piazza Vittorio Veneto a Torino, torna l’appuntamento mensile con il mercatino di Agriflor, con florovivaisti e produttori agroalimentari del Piemonte
L’appuntamento di Agriflor marzo è in programma domenica 28 marzo in Piazza Vittorio Veneto a Torino dalle 9 alle 18. Sarà organizzato in totale sicurezza e incentrato sui prodotti agricoli e su piante e fiori che in questa Primavera stanno esplodendo in mille colori e profumi.
Un’occasione molto importante per i florovivaisti e i piccoli produttori di mettere in mostra le proprie varietà ed eccellenze, in una situazione estremamente complessa per le loro attività, sempre più in crisi in questo periodo.
Saranno tante le novità “floreali”, provenienti esclusivamente dal Piemonte che si potranno scoprire girando per i banchi di Agriflor: dalle rose, alle ortensie, dalle azalee alle camelie, dagli arbusti alle orchidee, passando per aceri e cactacee. Non mancheranno piante ornamentali ed erbacee perenni, bonsai e piccoli frutti, piante aromatiche e piante annuali.
Un vero e proprio tripudio di colori per allietare il pubblico amante della natura e delle piante. Insieme alla proposta florovivaistica, Agriflor ospiterà anche alcune eccellenze agroalimentari piemontesi con i prodotti tipici del nostro territorio, come i formaggi, verdure essiccate, il miele, i liquori e il genepy ma anche le farine e i biscotti.
Come sempre, sarà un’edizione organizzata in totale sicurezza, con il controllo delle temperature, ingressi scaglionati e contingentati e con la garanzia e il controllo del giusto distanziamento tra i banchi e tra le persone per evitare assembramenti anche minimi.
Per scoprire il sempre più ampio e rigoglioso mondo florovivaistico di FLOR, tutti potranno continuare a collegarsi su eflor (www.eflor.it) la prima piattaforma floreale italiana che mette in contatto tutti gli appassionati del verde, con gli esperti del settore e i florovivaisti.
Un luogo di incontro virtuale dove sarà possibile “visitare” i vivai, ammirare le foto delle piante, conoscere tutte le loro caratteristiche, scambiarsi opinioni “green”, chiedere suggerimenti e, naturalmente, acquistare fiori di ogni tipo ma anche oggettistica per il giardinaggio, libri, sementi e prodotti naturali, decorazioni per la casa e il giardino.
Ad Agriflor di febbraio sarà presente un banco eflor dove poter ritirare le piante ordinate sulla piattaforma e fare quattro chiacchiere con gli organizzatori per avere suggerimenti e farsi indirizzare verso la pianta migliore per le proprie esigenze.