Maxi ingorgo in tangenziale a Torino a causa di un incidente che ha coinvolto più veicoli in direzione Milano-Aosta, tra gli svincoli Sito Interporto e Allamano. La polizia stradale ha chiuso due corsie. Sul posto il 118, i vigili del fuoco di Grugliasco Allamano, la polizia stradale di Torino-Settimo e gli ausiliari dell’Ativa.
Altri fondi per il trasporto degli studenti disabili
DALLA REGIONE 5 MILIONI IN PIÙ
NeoApotek, importante gruppo di farmacie private in Italia, stringe una partnership esclusiva con la catena di barber shop Barberino’s. Questa unione vuole dare continuità al percorso già avviato dalla società per affermarsi come farmacia del futuro, e creare un luogo dedicato al benessere e hub della salute.
La collaborazione nasce naturalmente, in quanto entrambi i marchi mettono al centro della propria visione l’importanza della cura verso sé stessi. La vendita esclusiva in farmacia della linea di prodotti che include cosmesi e accessori, prevede per esempio colonie, prodotti e accessori per la rasatura fino a quelli per la cura di barba, capelli e viso.
Per inaugurare la partnership tra Neoapotek e Barberino’s verranno realizzati tre eventi rispettivamente il 30 marzo a Bergamo presso la Nuova Farmacia Stadio, il 5 aprile a Padova, presso la farmacia San Luca, e il 17 aprile a Torino nella farmacia Borgo Crocetta, in via De Gasperi 6.
In occasione dei primi due eventi, sarà presente un chiosco dedicato, a grandezza naturale, con l’inserimento della sedia da barber: su appuntamento i clienti della farmacia potranno usufruire del servizio taglio e rasatura offerto da Barberino’s e acquistare i relativi prodotti.
Durante l’evento di Torino, che si terrà dalle 14.00 alle 18.00, sarà presente anche il brand ambassador di Barberino’s, Claudio Marchisio, ex centrocampista italiano. Acquistando il proprio prodotto preferito della linea Barberino’s disponibile in farmacia, sarà possibile ricevere un autografo del calciatore e scattare una foto ricordo insieme a lui.
NeoApotek
Nata nel 2019 dall’intuizione imprenditoriale di una famiglia di farmacisti, oggi è una società con ricavi per oltre 200 milioni di euro, 900 dipendenti e un network di 130 farmacie proprietarie, distribuite in maggioranza al Nord ed in espansione nel resto del Paese.
A Burolo una dipendente di un centro commerciale è stata licenziata perché sorpresa a bere una birra sul luogo di lavoro.
La dipendente però fornisce un’altra ricostruzione e si è rivolta ai sindacati. È stato quindi annunciato per oggi uno sciopero di due ore con un presidio davanti al supermercato in segno di solidarietà alla lavoratrice licenziata.
Immigrati: “Estendere la scuola delle mamme”
A Torino vi sono molte donne di origine straniera che non parlano l’italiano in modo adeguato a poter garantire loro una piena inclusione, anche in relazione alle opportunità di formazione professionale e lavoro, nonché di socializzazione al di fuori della cerchia familiare.
Partendo da questa constatazione, la Sala Rossa ha approvato una mozione (prima firmataria, Lorenza Patriarca, PD), che impegna l’Amministrazione comunale ad una serie di azioni, a partire dal promuovere percorsi di apprendimento della lingua italiana nei pressi delle ludoteche e dei Nidi, e nelle scuole dell’Infanzia e del Primo ciclo di Istruzione, corsi destinati alle mamme di altra madrelingua in orari (per facilitarne la fruizione) coincidenti con l’orario scolastico dei figli).
Inoltre, il Comune dovrà promuovere, insieme all’Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale, all’Università e alle grandi realtà del terzo settore e del volontariato sociale, i CIPIA, la nascita di una struttura di coordinamento in tema di insegnamento dell’italiano L2 per le giovani madri straniere da ubicare nelle sedi scolastiche del primo ciclo.
Al tavolo di coordinamento andrà portato il tema del riconoscimento delle ore di frequenza certificate al termine dei corsi promossi nella “scuola delle mamme” in modo che i percorsi frequentati siano validi per il monte ore previsto per la preparazione alle certificazioni A2 e B1 dei CPIA del territorio.
Infine, andrà svolta tramite il portale web della Città di Torino un’adeguata informazione sull’offerta di corsi gratuiti di alfabetizzazione presenti nelle diverse Circoscrizioni dell’area torinese.
Il documento approvato sottolinea anche le difficoltà di comunicazione che spesso si riscontrano tra insegnanti delle scuole dell’obbligo e madri di allievi non di nazionalità italiana, peggiorata dall’informatizzazione. Inoltre, viene evidenziato come il diverso modello culturale e il lavoro di cura della casa e della famiglia rendano difficile o anche impossibile per molte donne la frequenza dei corsi che la rete dei CPIA o delle Associazioni del terzo settore potrebbero offrire loro. Esperienze di “scuola delle mamme” portate avanti dalle istituzioni scolastiche e da Enti del terzo settore, tra l’altro, sono state numerose ma penalizzate nella loro continuità dal basarsi sull’attività del volontariato.
Dopo gli interventi dei consiglieri e consigliere Ravinale, Greco, Santiangeli, Ciampolini, Castiglione, Apollonio, Abdullahi, Garione, Viale e Abbruzzese, il documento è stato approvato con 26 voti, l’unanimità dei votanti.
Circoleranno venerdì 7 e lunedì 10 aprile
Sette treni in più – con oltre 8mila posti aggiuntivi rispetto all’offerta esistente – collegheranno il Piemonte alla riviera ligure di Ponente.
Trenitalia (società capofila del Polo Passeggeri del Gruppo FS Italiane), in accordo con la Regione Piemonte e l’Agenzia per la Mobilità Piemontese, potenzierà i collegamenti tra Torino, Savona e Albenga venerdì 7 e lunedì 10 aprile con ulteriori treni rispetto alla programmazione attuale.
Otto mila posti offerti in più permetteranno ai piemontesi, durante il weekend di Pasqua, di raggiungere comodamente le spiagge liguri lasciando a casa l’auto senza lo stress del traffico e del parcheggio.
Di seguito il dettaglio dei collegamenti
Venerdì’ 7 Aprile
|
Treno |
Partenza | Ora | Destinazione | Ora |
| 3169 | TORINO P. NUOVA | 08:50 | SAVONA | 11:09 |
| 3193 | TORINO P. NUOVA | 14:00 | SAVONA | 16:08 |
| 3194 | SAVONA | 17:55 | TORINO P. NUOVA | 20:00 |
Lunedì’ 10 Aprile
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Treno |
Partenza | Ora | Destinazione | Ora |
| 3171 | TORINO P. NUOVA | 08:50 | ALBENGA | 12:25 |
| 3193 | TORINO P. NUOVA | 14:00 | SAVONA | 16:08 |
| 3198 | SAVONA | 18:00 | TORINO P. NUOVA | 20:40 |
| 3185 | ALBENGA | 18:06 | TORINO P. NUOVA | 21:10 |
I treni aggiuntivi saranno disponibili sui sistemi di vendita Trenitalia (Sito trenitalia.com, App Trenitalia, emettitrici self service di stazione e rivenditori) dal 6 aprile.
Martedì 18 aprile alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino terrà una riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “Lo screening neonatale delle malattie metaboliche ereditarie: nuove frontiere nella prevenzione pediatrica”. Introduce la serata Gianni Bona, Professore di Pediatria, Università del Piemonte Orientale, Novara e socio dell’Accademia. Intervengono come relatori Marco Spada e Francesco Porta, Struttura Complessa Pediatria – Centro di Riferimento Regionale per le Malattie Metaboliche Ereditarie, Ospedale Infantile Regina Margherita, Università degli Studi di Torino.
Lo screening neonatale rappresenta uno dei modelli di prevenzione più avanzati della medicina moderna, consentendo la diagnosi e la terapia precoce di gravi patologie che altrimenti determinerebbero danni irreversibili nei bambini affetti. Fino al 2017, lo screening neonatale in Italia era obbligatorio per 3 patologie. In Piemonte e Valle d’Aosta, negli stessi anni, l’offerta di screening neonatale, effettuato per tutti i neonati presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, era già stato esteso a 6 patologie identificabili alla nascita su una singola goccia di sangue. Dal 2017, lo screening neonatale è stato ulteriormente esteso a includere oltre 50 patologie metaboliche rare trattabili. Questa grande opera di prevenzione ha consentito ai medici pediatri specialisti dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino di salvare la vita a oltre 100 neonati nel solo primo quinquennio di attività.
Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), sia collegandosi da remoto al sito https://www.accademiadimedicina.unito.it/attivita/sedute-scientifiche/prossime-sedute.html.
Un altro detenuto morto nelle carceri piemontesi
FP CGIL Polizia Penitenziaria – Carcere di Biella, decesso di un detenuto per cause da accertare: visita sui luoghi della delegazione sindacale interrotta pochi minuti dopo l’inizio
“Lunedì mattina, un detenuto ristretto nel carcere di Biella, è deceduto per cause ancora da accertare. La visita sui luoghi di lavoro che era in corso da parte della FP CGIL Polizia Penitenziaria, è stata sospesa pochi minuti dopo l’inizio”.
Lo affermano i componenti della delegazione sindacale Mirko Manna FP CGIL nazionale, Cristina Martiner Bot Segretaria Generale FP CGIL Biella e Vanja Cecchini Segretaria Regionale FPCGIL Piemonte.
“Appena abbiamo iniziato la visita nel carcere di Biella, siamo stati costretti a sospenderla e ad uscire dall’Istituto. Il Comandante di Reparto, avuta notizia del decesso di uno dei ristetti, ha contattato il Magistrato di turno per gli interventi previsti. Ovviamente non ci sono state fornite notizie sulle cause del decesso”.
“Quel che sappiamo – proseguono i sindacalisti – è che sono presenti 380 detenuti sui circa 390 previsti dai posti letto. Un sovraffollamento apparentemente al di sotto della capienza regolamentare, maieri ci aspettavamo di conoscere anche la capienza reale dovuta ai lavori di ristrutturazione di alcune celle. Tuttavia, le condizioni di lavoro in carcere sono comunque critiche per la forte carenza di Poliziotti in servizio che, nonostante gli Agenti assegnati tramite distacco nel carcere di Biella, le sospensioni dal servizio dei colleghi accusati di aggressioni ai detenuti e nonostante il nucleo traduzioni sia stato soppresso per cercare di recuperare le unità che vi erano assegnate, registra una presenza di forza lavoro di circa novanta unità di cui settanta realmente assegnate ai compiti nelle sezioni detentive vere e proprie”.
“Aspettiamo di conoscere i motivi del decesso della persona detenuta, ma è chiaro che in un modo o nell’altro abbia influito anche la carenza di Personale di Polizia Penitenziaria addetta al controllo delle sezioni”.
“Ci auspichiamo – concludono i sindacalisti – che la vicenda dei colleghi coinvolti nelle accuse, come già avvenuto in altri casi recenti, trovi presto un chiarimento sulle reali responsabilità e possano rientrare presto in servizio”.
Una brutta sorpresa finita bene grazie al dispositivo di geo-localizzazione messo sulla propria bici, parcheggiata nel cortile condominiale, a Novara. Quando il proprietario del mezzo si è affacciato dalla finestra avvisato dallo strumento ha visto il ladro in azione. È allora sceso dalle scale e ha inseguito l’uomo chiamando al cellulare la polizia. Gli agenti sono giunti, hanno fermato il ladro e riconsegnato la bici al legittimo proprietario.
NOTIZIE DAL PIEMONTE
Eseguite nei giorni scorsi dagli agenti del Reparto Informativo Sicurezza e Integrazione (RISI) della Polizia Locale, coadiuvati dal personale del Reparto Polizia Giudiziaria e dell’Aliquota Pronto Impiego, sette misure cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino, su proposta del Pubblico Ministero, nei confronti di 7 donne che sarebbero a vario titolo gravemente indiziate di plurimi episodi di furto aggravato in concorso.
Si tratta di un provvedimento emesso dal Giudice per Indagini Preliminari a seguito di articolate indagini di Polizia Giudiziaria effettuate dalla Polizia Locale, in collaborazione con le altre Forze dell’Ordine della Polizia di Stato (Commissariati di Torino Centro, San Donato e Madonna di Campagna) e dei Carabinieri, su una decina di furti ai danni di persone anziane segnalati nel quartiere Campidoglio nella primavera del 2022.
L’immediata risposta della Polizia Locale alle prime segnalazioni, tramite l’analisi dei video delle telecamere di videosorveglianza, è stata la chiave che avrebbe permesso agli investigatori una prima rapida identificazione di alcune delle presunte autrici dei furti, che sarebbero risultate corrispondere ad alcune giovani donne note agli agenti del reparto specialistico del RISI che operano sul territorio, fattore questo che ha permesso un più rapido e mirato prosieguo delle indagini.
I successivi approfondimenti investigativi, le intercettazioni telefoniche, i pedinamenti, le osservazioni e le perquisizioni, coordinate dal Gruppo Criminalità Organizzata Comune e Sicurezza Urbana della Procura della Repubblica di Torino, hanno permesso di raccogliere elementi valutati dal Giudice sufficienti per ritenere gravemente indiziate di essere coinvolte in ben sei fatti illeciti specifici di furto sette donne, ricostruendo l’abituale ‘modus operandi’ delle presunte autrici.
In cinque dei sei casi, le vittime, scelte sempre tra le persone anziane e fragili, sono state derubate a bordo dei mezzi di trasporto pubblico e in pieno giorno. La modalità operativa è sempre la stessa e ben collaudata: una donna si pone di fronte alla vittima per distrarla con una conversazione, mentre altre due o tre, ponendosi ai lati e dietro, provvedono a sfilarle il portafogli dalla borsetta e quando la vittima se ne accorge è ormai troppo tardi.
Proprio la serialità degli episodi di furto in un ristretto arco temporale e il pericolo di reiterazione di reati della stessa specie, facendo ricorso a un organizzato e ben collaudato ‘modus operandi’, ha portato il Giudice per le Indagini Preliminari a ritenere sussistenti oltre ai gravi indizi di colpevolezza anche esigenze di cautela della collettività e così ad accogliere la richiesta del Pubblico Ministero applicando a carico di cinque delle sette donne la misura della custodia cautelare in carcere e a carico delle altre due la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e di presentazione alla stazione dei Carabinieri di competenza territoriale.
Le misure cautelari sono state eseguite nei giorni scorsi e 5 delle 7 donne sono state tradotte alla Casa Circondariale Lo Russo Cutugno dagli agenti della Polizia Locale.
Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore delle indagate, sino alla sentenza definitiva.(e.b.)