Sono 28 gli attivisti anarchici che saranno processati per le violenze avvenute durante il corteo del 4 marzo 2023 a Torino, organizzato per chiedere la liberazione di Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41 bis. Sono accusati, a vario titolo, di devastazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alcuni partecipanti alla manifestazione avrebbero portato in Piazza Solferino e lungo il percorso del corteo fumogeni, materiale esplodente e infiammabile, oltre a caschi, guanti e maschere antigas. Tra gli oggetti sequestrati figurano anche scudi di plexiglass, mazze e martelli, che secondo l’accusa sarebbero stati preparati con l’intento di affrontare scontri con le forze dell’ordine. Una parte consistente del materiale, recuperato dagli agenti della Digos, sarebbe stata nascosta all’interno di un furgone parcheggiato nei pressi del luogo di partenza della manifestazione. Il mezzo sarebbe stato utilizzato come deposito per l’equipaggiamento poi impiegato durante i disordini.
Nuovi danni all’Asl Città di Torino
«Esprimiamo la più ferma condanna per quanto avvenuto nella sede dell’ASL Città di Torino. Introdursi negli uffici di un’azienda sanitaria, mettere a soqquadro i locali e danneggiare spazi pubblici rappresenta un gesto grave e inaccettabile». Lo dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi in merito all’irruzione avvenuta negli uffici dell’azienda sanitaria torinese. «Si tratta di un episodio che colpisce un’istituzione pubblica e il lavoro quotidiano di professionisti e dipendenti che operano al servizio dei cittadini. A loro va la nostra piena solidarietà».
«Ci auguriamo – proseguono Cirio e Riboldi – che le Forze dell’Ordine e la Magistratura possano individuare rapidamente i responsabili di questo gesto e che nei loro confronti siano adottati tutti i provvedimenti previsti dalla legge».
Manutenzione e assistenza tecnica al Plana di Torino
Giovedì 12 marzo la consigliera delegata all’istruzione della Città metropolitana di Torino, Caterina Greco, insieme al vicesindaco della Città metropolitana Jacopo Suppo, ha visitato l’Istituto di Istruzione Superiore Giovanni Plana di Torino, in piazza Generale di Robilant, accolti dal Dirigente Scolastico Enrico Baccaglini, da alcuni studenti rappresentanti in Consiglio di Istituto e dal personale della scuola per un sopralluogo dedicato alla verifica degli interventi realizzati sull’edificio e a quelli programmati per il miglioramento degli spazi scolastici.
L’Istituto Plana conta circa mille studenti distribuiti in 42 classi nella sede centrale e in 6 classi presso la sede coordinata di istruzione per adulti attiva alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”.Gli indirizzi proposti comprendono il liceo scientifico opzione scienze applicate, l’istruzione professionale per le arti ausiliarie delle professioni sanitarie – nei percorsi di odontotecnico e ottico – e il settore manutenzione e assistenza tecnica.
Negli ultimi anni l’edificio ha beneficiato di importanti interventi di manutenzione straordinaria, tra cui lavori di messa in sicurezza dei solai, ripristino e tinteggiatura di aule e spazi comuni e della palestra, con l’obiettivo di garantire sicurezza, funzionalità ed efficienza energetica per un importo complessivo di 800 mila euro finanziati con fondi Regione Piemonte.
Altri interventi, già programmati, prevedono il rifacimento dei blocchi WC e il completamento delle decorazioni interne, per rendere gli spazi sempre più confortevoli e accoglienti per studenti e personale scolastico.
L’incontro è stato anche l’occasione per conoscere da vicino l’indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica con qualifiche regionali di operatore meccanico e operatore elettrico, un percorso formativo che rappresenta una delle esperienze più originali dell’istituto e che valorizza la forte vocazione tecnico-scientifica della scuola, collegando la formazione degli studenti con competenze professionali richieste dal mondo del lavoro.
L’Istituto collabora inoltre con la Città metropolitana di Torino, con alcune classi scelte, anche su progetti educativi e di inclusione rivolti agli studenti. Tra questi le iniziative Nuove F-orme e COESI, che promuovono percorsi di partecipazione, cittadinanza attiva e attenzione al benessere della comunità scolastica. Nell’ambito delle attività dedicate all’inclusione e alla didattica esperienziale è stato inoltre realizzato nell’area esterna dell’istituto un orto didattico, realizzato con il supporto di un tecnico agronomo della Città metropolitana di Torino.
“Il lavoro sulle scuole non riguarda solo la manutenzione degli edifici, ma anche la qualità dell’esperienza educativa”, ha sottolineato il vicesindaco Jacopo Suppo. “Progetti come quello del manutentore di ascensori dimostrano quanto sia importante rafforzare il legame tra formazione tecnica e realtà produttive”.
“L’Istituto Plana rappresenta una realtà importante per il territorio, capace di coniugare una solida preparazione scientifica e tecnica con una forte attenzione alla dimensione laboratoriale e professionale”, ha aggiunto la consigliera delegata all’istruzione Caterina Greco.
Nuovo volo per Palermo con Wizz Air
Wizz Air, la seconda compagnia aerea del paese per quota di mercato, ha celebrato oggi aTorino insieme a Torino Airport, il traguardo dei 3 milioni di passeggeri trasportati dallo scalo piemontese dall’avvio delle operazioni nel 2014. Dal primo volo Torino-Bucarest operato nel 2014, Wizz Air è cresciuta esponenzialmente nel capoluogo, merito della solidità della partnership con la gestione aeroportuale e dell’efficacia di un modello operativo capace di intercettare sia la domanda leisure che quella business.
L’evento è stato anche l’occasione per presentare la strategia di espansione della compagnia e confermare il ruolo di primo piano di Torino nei piani di sviluppo del network nazionale. Il piano operativo per il 2026 prevede un potenziamento strutturale dell’offerta senza precedenti: la compagnia metterà in vendita oltre 955mila posti, segnando un incremento del +97% rispetto alla capacità offerta nel 2025.
Il principale motore di questa espansione sarà la stagione Summer 2026, durante la quale l’offerta salirà a 618mila posti, con un incremento del 122% rispetto all’estate precedente. Il network della stagione estiva da Torino oggi conta 8 rotte totali verso 6 Paesi, bilanciando destinazioni internazionali strategiche e collegamenti domestici ad alta frequenza.
Da un lato viene consolidato ulteriormente il focus sull’Est Europa, a partire dalle due novità della stagione estiva Budapest e Chisinau (che proseguono dopo l’avvio avvenuto nella stagione Winter 2025) a cui si sommanoTirana e i due scali di Bucarest Otopeni e Bucarest Baneasa; dall’altro viene rafforzato l’asse con il Regno Unito tramite la rotta per Londra Luton al via dal 13 giugno 2026con tre frequenze settimanali (martedì, giovedì e sabato). Si rafforza anche il segmento domestico con il potenziamento della connettività con il Sud Italia attraverso i collegamenti per Catania e per Palermo, quest’ultimo operativo dal 4 maggio 2026 con frequenza giornaliera:una rotta strategica che accorcia le distanze tra il polo industriale piemontese e il cuore del Mediterraneo, garantendo una connettività costante per il traffico business e leisure.
Grazie alla tempestività dell’intervento, rimosso un mielolipoma di 30 centimetri
Una vacanza sulla neve in Val di Susa si è trasformata all’improvviso in un’emergenza sanitaria per uno sciatore inglese di 67 anni, colpito da una grave emorragia interna. A salvarlo è stata la rapidità della rete ospedaliera dell’AslTo3: prima il Pronto soccorso dell’ospedale di Susa, poi l’intervento urgente al DEA di Rivoli, dove Radiologia interventistica e Urologia hanno lavorato in sequenza per fermare il sanguinamento e rimuovere la massa responsabile dell’emorragia, senza danneggiare il rene.
L’uomo si è presentato nella notte del 10 febbraio al Pronto soccorso dell’ospedale di Susa, diretto da Walter Brancaleoni, con un forte dolore al fianco sinistro, comparso all’improvviso dopo cena. Gli accertamenti eseguiti immediatamente dai medici hanno evidenziato una voluminosa massa surrenale con sanguinamento in corso, una situazione potenzialmente molto grave che richiedeva un intervento tempestivo.
Dopo i primi esami e il consulto specialistico, il paziente è stato trasferito rapidamente al DEA dell’ospedale di Rivoli, diretto da Paola Molino, dove la diagnostica ha confermato la presenza di un’emorragia attiva causata da un grosso mielolipoma del surrene di circa 30 centimetri, un tumore benigno ma molto vascolarizzato che si era rotto provocando una perdita di sangue importante.
Il primo tentativo di fermare l’emorragia è stato eseguito nel reparto di Radiologia guidato da Marco Busso, con una procedura mini-invasiva di embolizzazione dei vasi sanguinanti. Quando questa strategia non è risultata sufficiente, si è deciso di procedere immediatamente con la chirurgia.
«Il nostro primo obiettivo è stato quello di tentare una soluzione mini-invasiva – aggiunge Serena Tettoni referente della Radiologia interventistica dell’AslTo3 – Quando abbiamo capito che, data la complessità della massa la procedura non sarebbe stata conclusiva, il paziente è stato immediatamente indirizzato alla chirurgia, garantendo continuità e rapidità nel percorso di cura».
L’intervento d’urgenza è stato eseguito dall’equipe di Urologia diretta da Salvatore Stancati, che ha rimosso la massa e controllato i focolai di sanguinamento retroperitoneali, riuscendo a risolvere una situazione ad alto rischio, eccezionalmente senza danneggiare il rene omolaterale.
«Si trattava di una massa molto grande e sanguinante – spiega Salvatore Stancati, direttore della Urologia di Rivoli – L’intervento è stato eccezionale: abbiamo rimosso completamente la massa del surrene senza danneggiare il rene sottostante. La rapidità e il lavoro di squadra tra radiologia, chirurgia e terapia intensiva hanno permesso di salvare il paziente».
Dopo un breve monitoraggio in terapia intensiva e alcuni giorni di degenza in reparto, il paziente si è ristabilito ed è stato dimesso in buone condizioni.
«Questa vicenda dimostra quanto sia importante la rete tra i nostri ospedali e tra le diverse specialità – sottolinea Giovanni La Valle, direttore generale dell’AslTo3 – Il rapido intervento del Pronto soccorso di Susa, il trasferimento immediato a Rivoli e il lavoro integrato delle equipe hanno consentito di gestire con efficacia una situazione molto delicata. La nostra sanità dell’emergenza è al servizio dei cittadini che vivono sul territorio, ma anche delle migliaia di turisti che ogni inverno frequentano le stazioni sciistiche della Val di Susa, e che possono contare su strutture e professionisti di alto livello».
«La vicenda di questo sciatore – ricorda Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – dimostra in modo concreto l’efficacia della rete dell’emergenza-urgenza piemontese e la capacità delle nostre strutture di intervenire con tempestività anche in situazioni estremamente complesse. La collaborazione tra l’ospedale di Susa e il DEA di Rivoli, insieme al lavoro multidisciplinare tra radiologia interventistica, chirurgia e terapia intensiva, ha permesso di salvare la vita a un paziente e di garantire cure di alto livello anche ai tanti turisti che scelgono le nostre montagne. Un ringraziamento a tutti i professionisti dell’AslTo3 per la competenza e la dedizione dimostrate ogni giorno».

Lo studio della Regione Piemonte apre il dibattito
Il Comitato Torino Respira accoglie con favore l’attenzione crescente verso la qualità dell’aria in Piemonte e il recente studio promosso dalla Regione Piemonte che esplora la possibilità di correggere i limiti del particolato (PM) in base alla sua tossicità. Pur sostenendo l’innovazione scientifica e l’ambizione di proteggere meglio la salute pubblica, invitiamo i decisori politici alla cautela e a continuare a fare riferimento a standard riconosciuti e basati su solide evidenze.
L’idea di ponderare i limiti del PM in base alla tossicità – anziché solo alla concentrazione in massa – sta guadagnando attenzione in alcuni ambienti scientifici. È vero che non tutte le particelle sono ugualmente dannose: la fuliggine dei motori diesel o il fumo da biomassa possono essere più pericolosi del sale marino o della polvere. Tuttavia, il consenso normativo internazionale è chiaro: i limiti basati sulla massa di PM2,5 e PM10 restano gli strumenti più solidi e applicabili per proteggere la salute pubblica.
Una revisione completa delle pratiche globali mostra che nessuna grande giurisdizione ha ancora adottato limiti al PM ponderati per tossicità. L’Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e la Cina continuano a regolare il PM in base alla concentrazione in massa (µg/m³, microgrammi per metro cubo), non alla composizione. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nelle sue Linee Guida Globali del 2021, ha confermato i limiti basati sulla massa – abbassando il valore raccomandato per il PM2,5 a 5 µg/m³ annui – pur riconoscendo l’importanza della composizione delle particelle attraverso dichiarazioni qualitative di “buone pratiche”.
Nell’UE, le recenti revisioni delle direttive sulla qualità dell’aria hanno introdotto l’obbligo di monitorare le particelle ultrafini e il black carbon, ma non sono stati proposti limiti basati sulla tossicità. Il comitato scientifico britannico COMEAP (Committee on the Medical Effects of Air Pollutants) ha concluso nel 2022 che, sebbene i diversi componenti del PM possano avere tossicità differenti, le evidenze non sono ancora sufficientemente coerenti per abbandonare il PM2,5 come metrica principale.
Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) mantiene standard nazionali basati sulla massa. La California ha identificato il particolato diesel come contaminante tossico già nel 1998 – portando a regolamenti specifici – ma ciò non ha modificato gli standard nazionali. Anche il Canada si concentra sulla riduzione delle emissioni di black carbon per motivi sanitari e climatici, ma i suoi standard ambientali restano basati sulla massa.
La Cina, pur conducendo ricerche avanzate sulla tossicità del PM, non ha adottato standard ponderati per tossicità. Ha invece dato priorità al controllo delle fonti più pericolose – come la combustione domestica di carbone – sulla base di evidenze che mostrano un impatto sanitario sproporzionato.
Questi esempi internazionali evidenziano un punto chiave: comprendere la tossicità del PM è importante, ma non rappresenta ancora una base affidabile per la regolamentazione. Le valutazioni di tossicità sono complesse, variano nel tempo e nello spazio, e mancano di metodi standardizzati. Introdurre ora limiti basati sulla tossicità potrebbe generare confusione, ostacolare l’applicazione delle norme e ritardare azioni urgenti.
Il Comitato Torino Respira ritiene che la strada più efficace sia rafforzare l’adesione agli standard OMS esistenti per PM2,5 e PM10, investendo al contempo nella ricerca e nel monitoraggio della composizione delle particelle. Questo approccio consente di ridurre l’esposizione complessiva all’inquinamento e di costruire le basi scientifiche per eventuali evoluzioni future.
Chiediamo alla Regione Piemonte e alle autorità nazionali di:
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Allinearsi pienamente alle Linee Guida OMS del 2021;
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Estendere il monitoraggio delle particelle ultrafini e del black carbon, come raccomandato dall’UE;
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Sostenere politiche locali che riducano le emissioni dalle fonti più tossiche – come traffico diesel, combustione di biomassa e attività industriali;
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Evitare cambiamenti prematuri verso standard basati su misure incerte e non condivise a livello internazionale.
L’aria pulita è un diritto fondamentale. Agiamo con decisione utilizzando gli strumenti più efficaci oggi disponibili, continuando a investire nella scienza per il domani.
Comitato Torino Respira
Alluvione Piemonte 2025, nuovi fondi dal Governo
Altri 45 milioni dal Governo al Piemonte per far fronte ai danni causati dall’evento alluvionale che ha colpito il territorio tra il 15 e il 17 aprile 2025. Come anticipato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Marco Gabusi in risposta a un’interrogazione consiliare, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 10 marzo, ha infatti deliberato il secondo stralcio di finanziamenti per ulteriori 45 milioni di euro, che si aggiungono alle risorse assegnate nei mesi scorsi.
I nuovi fondi consentiranno di completare il quadro degli interventi previsti dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, finanziando interventi urgenti e di mitigazione del rischio, oltre ai ristori per i danni subiti da privati, aziende agricole e attività produttive.
Diventano quindi circa 90 i milioni totali assegnati al Piemonte: all’indomani dell’emergenza il Consiglio dei ministri aveva già assegnato i primi 17 milioni, poi altri 17 nel mese di agosto 2025, a cui si sono aggiunti 5 milioni di euro di risorse regionali per coprire ulteriori interventi di somma urgenza realizzati dagli enti locali.
«Ringraziamo il ministro Musumeci e la struttura del Dipartimento nazionale della Protezione civile – sottolineano il presidente Cirio e l’assessore Gabusi – che anche in un periodo particolarmente complesso, segnato dalle emergenze che hanno colpito il Sud Italia nelle scorse settimane, non hanno fatto mancare attenzione al Piemonte. Si tratta di risorse importanti che permetteranno di completare gli interventi in corso, proseguire nelle opere di mitigazione del rischio e dare risposte concrete a cittadini e imprese colpiti dagli eventi alluvionali».
Gli uffici della Direzione Opere pubbliche della Regione Piemonte predisporranno ora l’aggiornamento del piano degli interventi, che consentirà agli enti locali di proseguire e completare le opere necessarie sui territori interessati.
La nota architetta vive e immagina il futuro della città.
Architetta, presidente della Fondazione per l’Architettura Torino, Consigliera della Fondazione Torino Musei e delegata Inarcassa. Alessandra Siviero è una donna brillante ed entusiasta, con una visione dinamica della città ed un’energia che si traduce in progetti e iniziative. Legatissima a Torino, la osserva con lo sguardo di chi la vive ogni giorno, ma anche con quello di chi immagina il suo futuro. Ama la natura, studia e utilizza l’intelligenza artificiale, e soprattutto crede nelle contaminazioni: tra architettura e cinema, tra arte e architettura, tra tradizione e innovazione. L’Architetto Siviero si muove con naturalezza tra diverse realtà culturali e istituzionali, con l’obiettivo di arricchire continuamente la propria professione e creare connessioni. Le sue progettazioni seguono una filosofia precisa: per lei l’abitare deve essere prima di tutto benessere. La casa è un rifugio, un luogo capace di far stare bene chi la vive.
Cosa la lega a Torino?
Ho dedicato la mia tesi di laurea ai portici, che mi hanno sempre affascinato perché’ rappresentano e accompagnano con i loro 18 km di lunghezza l’architettura torinese: elegante, regale, unica. Una piccola Parigi. Torino è una città tranquilla ma allo stesso tempo è un vero laboratorio, una fucina di idee. Forse dovremmo imparare a raccontarla di più, avere più coraggio perché le potenzialità sono enormi. Mi piace molto anche il suo carattere sabaudo che, negli anni, si è mescolato con culture diverse: questa integrazione crea un’effervescenza interessante. Dovremmo guardare al futuro in modo ancora più connesso, diventare più attrattivi per i giovani, creando maggiori opportunità dopo l’università e affrontando temi attuali come quello che molti giovani vanno a studiare all’estero. Inoltre servirebbe una maggiore apertura internazionale, più confronto con gli altri paesi.
Un suo luogo del cuore?
Il Castello del Valentino. Ho studiato e discusso la tesi all’interno dei suoi splendidi ambienti, l’ho vissuto per anni ed è rimasto profondamente nel mio cuore. Il parco che lo avvolge è splendido e la vista sul Po mozzafiato. Un’altra cosa che adoro di Torino è la sua archeologia industriale, ma allo stesso tempo anche la Reggia di Venaria e l’intero sistema delle residenze sabaude. Amo i contrasti, e Torino è una città che li rappresenta perfettamente.
Se potesse fare qualcosa per Torino, da dove comincerebbe?
Mi piacerebbe vedere una città ancora più viva, con eventi diffusi e luoghi di incontro dove arte, architettura, design e creatività possano dialogare con i cittadini. Creerei dei veri e propri salotti di scambio culturale. Immagino aperitivi o cene a tema in cui le persone possano incontrarsi, scambiarsi idee e creare connessioni, Torino ha bisogno di più movimento, soprattutto la sera. Punterei anche sull’apertura serale dei musei, per permettere a chi lavora durante il giorno di visitarli con più facilità. Mi piacerebbe ampliare occasioni di incontro tra persone e discipline diverse, come avveniva nei caffè intellettuali di un tempo. Inoltre utilizzerei molto di più i portici per eventi dedicati all’artigianato e alla creatività locale, e valorizzerei maggiormente i grandi palazzi storici della città. Torino ha tutte le qualità per essere un punto di riferimento europeo per la cultura contemporanea, senza perdere la sua identità elegante e profonda.
Maria La Barbera

Ogni anno il paese di Bosconero Canavese celebra i vecchi mestieri mai dimenticati e le antiche tradizioni tramandate nei secoli dagli artigiani.
Nata per dare la possibilità alle numerose realtà artigianali del territorio di farsi conoscere, la Mostra dell’artigianato e degli antichi Mestieri è diventata di sempre maggiore respiro, grazie alla presenza di un pubblico che nel 2025 ha contato oltre 20 mila visitatori.
Sono ufficialmente aperte le adesioni per gli espositori interessati a partecipare alla manifestazione con i loro prodotti artigianali, oltre alle scuole professionali e agli istituti d’arte.
L’evento si terrà a Bosconero Canavese in provincia di Torino da venerdì 15 maggio a domenica 17 maggio. La manifestazione è allestita dal Comune di Bosconero con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino, con la partecipazione delle Eccellenze Artigiane del Piemonte ed il supporto della CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa. La manifestazione è tradizionalmente ispirata ai quattro elementi, aria, terra, acqua e fuoco.
Tutte le iniziative sono ad ingresso libero. Per informazioni contattare gli uffici comunali ai numeri 011/9889616, 011/9889372. Oppure scrivere una mail a comune@bosconerocanavese.it
Mara Martellotta