Centinaia di persone a Borgo San Dalmazzo, hanno partecipato stamane ai funerali del giornalista Rai Gianfranco Bianco, per anni conduttore del TGR Piemonte morto pochi giorni fa all’età di 64 anni (foto: Christian Bernardinelli)

Molti i colleghi della tv e della carta stampata. la funzione religiosa è stata celebrata dal parroco, don Michele Sanmartino. “Con il suo sorriso – ha detto il sacerdote – è riuscito a entrare nelle case di tutti i piemontesi”.

Monsignor Cesare Nosiglia ha inviato una lettera: “Davanti al grande mistero della morte l’unico ad avere la pretesa di parlare è Cristo che, risorto, ha vinto la morte. Mi unisco ai parenti e agli amici che Gianfranco Bianco lascia su questa terra, chiedendo alla Vergine Consolata di intercedere per lui presso Suo Figlio Gesù”.

Bianco in passato collaborò con il settimanale diocesano di Torino Il nostro tempo e con il giornale cattolico la Fedeltà.

L’ufficio stampa della sindaca Chiara Appendino informa che “Fiorenzo Alfieri, in qualità di vicepresidente della Fondazione Cavour di Santena, e Roberto Moisio, come consigliere della Fondazione per il Libro
Un blitz di polizia e carabinieri ha portato a 18 misure cautelari nei confronti di persone ritenute affiliate alla ‘ndrangheta.
Milleseicento militari dell’Esercito partecipano a luglio all’esercitazione congiunta “Una Acies” nei territori di Udine e Pordenone
dell’ambiente, esercizi in bianco e a fuoco a livello squadra e plotone, procedure per la difesa nucleare biologica e chimica, combattimento nei centri abitati, pattuglie diurne e notturne in ambiente montano, impiego dei mezzi mobili campali. Di particolare interesse i momenti di approfondimento storico culturale nei luoghi simbolo della Grande Guerra. Nel corso dell’esercitazione vi saranno anche numerose occasioni di incontro fra Esercito e popolazione; per i giovani un’opportunità per avvicinarsi alla realtà militare anche con la prospettiva di una futura scelta lavorativa. “Una Acies” rappresenta infine l’occasione per far conoscere ai militari provenienti da tutta l’Italia lo straordinario patrimonio culturale, artistico ed naturalistico del Friuli Venezia Giulia.
La ragazza è stata aggredita a calci e pugni ma non si è spaventata, ha pedinato il rapinatore e lo ha fatto arrestare dai carabinieri
E’ scomparso poco prima della mezzanotte di ieri, Gian Franco Bianco, giornalista Rai, famoso per essere stato per anni il volto e la voce del Tg3 regionale del Piemonte. Classe 1953, originario di Fossano (Cuneo), Bianco aveva mosso i primi passi nel mondo del giornalismo alla “Fedeltà” di Fossano, settimanale diocesano diretto da suo zio don Giorgio Martina. Assunto poco tempo dopo come corrispondente per la redazione della “Gazzetta del Popolo” nel cuneese, nel 1982 approdò alla Rai dove cominciò a costruire la sua carriera. La sua notorietà arrivò qualche tempo dopo quando gli venne affidata la conduzione del Tg3 regionale. Giornalista amato e rispettato, Bianco ha sempre seguito e descritto con attenzione e dedizione le storie riguardanti Torino e il suo Piemonte, dai piccoli fatti ai grandi avvenimenti che hanno trasformato la “sua casa” nel corso degli anni. Inarrestabile e instancabile nonostante fosse in pensione già da un anno e nonostante convivesse con quel brutto male che da anni lo tormentava, oggi Gian Franco lascia un grande vuoto nel mondo del giornalismo italiano e piemontese.
Tra i primi ad esprimere cordoglio per la scomparsa c’è stato il Presidente della Regione, Sergio Chiamparino, che ha voluto dare l’ultimo saluto al giornalista con queste parole: “La scomparsa di Gian Franco Bianco lascia un grande vuoto nel mondo dell’informazione piemontese: era un attento cronista, dai modi garbati e a tratti ironici, un profondo conoscitore del nostro territorio, vicino alle persone e alle storie che raccontava dal piccolo schermo. Un giornalista amato, che descrisse con attenzione il Piemonte e Torino, seguendo da vicino i grandi e piccoli fatti che ne tratteggiarono la trasformazione degli ultimi trent’anni, non ultima la straordinaria esperienza delle Olimpiadi Invernali del 2006. Alla famiglia e ai suoi cari vanno la mia vicinanza e il mio cordoglio, assieme a quelli di tutti i piemontesi per i quali il suo volto e la sua voce erano diventati negli anni una familiare presenza.”
Tra l’una e le 3 di questa notte, un guasto di tre cavi elettrici ha lasciato completamente al buoi gran parte della zona Sud di Torino. Si è trattato di una serie di black out intermittenti che nel complesso hanno coinvolto circa settemila utenze, creando disagi non indifferenti. Sono state decine le chiamate effettuate ai vigili del fuoco, che sono dovuti intervenire in maniera repentina per soccorrere chi malauguratamente si trovava in ascensore al momento del black out: c’è chi è rimasto senza corrente per 10 minuti, ma chi invece per più di mezz’ora. Ancora sconosciute le cause del guasto, anche se qualcuno si azzarda a sostenere che l’aumento dei consumi di energia elettrica, dato dal caldo, e i sempre più numerosi cantieri che rischiano di danneggiare le linee dell’elettricità, possano essere tra le cause più probabili.
Per completare la Torre “Unica” dell’archistar Fuksas ci vorranno ancora tre anni, tre anni e mezzo. I duemila dipendenti della Regione dovranno ancora aspettare di essere trasferiti nella nuova struttura che accorperà tutte le sedi regionali oggi sparse per la città. Una storia sfortunata, quella del grattacielo del Lingotto, dipanatasi tra polemiche sulle parcelle lievitate , contenziosi tra Fuksas e la Regione , oltre alle inchieste giudiziarie. Il vice presidente della Giunta Aldo Reschigna dice che “si sta tentando in tutti i modi di accelerare i tempi” .
La doccia fredda di un ritardo così colossale e’ giunta in Consiglio regionale durante la risposta data al Movimento 5 stelle sui ritardi al cantiere, fermo da ottobre dopo la messa in liquidazione coatta di Coopsette, la cooperativa emiliana di costruzioni che si era aggiudicata l’appalto dei lavori per 208 milioni di euro. E pensare che il cantiere è a soli sei mesi e mezzo di lavori stimati in 18 milioni di euro per interventi di finitura e per la posa di 700 finestre. Ma, se sarà necessario fate una nuova gara di appalto i tempi si dilateranno oltre i tre anni. Chi pagherà i costi aggiuntivi?
Una banda criminale dedita alle truffe e alla produzione di documenti e monete false operativa in provincia di Torino e’ stata sgominata dalla polizia. Sono otto le persone indagate a piede libero. L’organizzazione aveva allestito una zecca per coniate monete da 50 centesimi, 1 e 2 euro. Sono state effettuate undici perquisizioni a Cuorgné, Rivarolo, Caluso e Collegno, ma anche a Condofuri, in provincia di Reggio Calabria, dove è stata trovata una parte del materiale sottratto durante le truffe. Venivano infatti contattate ditte di noleggio di impianti acustici o negozi di alimentari ai quali la banda ordinava prodotti che pagava con assegni circolari falsi. Il ricavato dei colpi e’ di circa 80 mila euro.
Durante uno dei loro colpi un farmacista era stato minacciato con una pistola puntata alla testa e costretto ad inginocchiarsi, sotto gli occhi dei clienti a loro volta minacciati e rapinati. La banda è stata individuata dagli investigatori grazie sia alle testimonianza delle vittime sia grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza, che per fortuna, hanno immortalato in uno di loro il particolare segno riconoscitivo dell’essere claudicante.