CRONACA- Pagina 16

Dall’11 al 23 agosto non si pagano le strisce blu

/

Da lunedì 11 agosto a sabato 23 agosto entra in vigore la sospensione del pagamento della sosta nelle strisce blu. Gtt comunica che gli abbonamenti acquistati per il mese di luglio saranno validi  fino al 9 agosto, quelli acquistati per settembre saranno validi dal 25 agosto. Ma resta  comunque  a pagamento la sosta nei parcheggi a barriera e sotterranei e nei posteggi chiusi. Dall’11 al 22 agosto è sospesa anche la ZTL Centrale.

Nel Torinese grande successo per la “super app” delle Poste

 Grande successo per la nuova Super App di Poste Italiane anche in provincia di Torino, dove circa 213 mila clienti l’hanno già scaricata ed utilizzata da inizio luglio ad oggi.

La nuova APP, che in tutta Italia conta quasi nove milioni di utilizzatori attivi è leader tra le app gratuite in Italia su Apple Store e Google Play, un risultato che dimostra l’efficacia della strategia digitale di Poste Italiane, che punta a rendere il Gruppo una piattaforma di relazione e connessione con i clienti, offrendo in modalità omnicanale servizi di qualità e tutte le novità relative all’offerta. L’App rappresenterà l’unico punto d’ingresso per l’intero ecosistema dei servizi offerti dal Gruppo, guidato da Matteo Del Fante, ed è stata progettata per offrire un’esperienza digitale completa, sicura e intuitiva, con l’obiettivo di rendere la vita più semplice ai 46 milioni di clienti di Poste Italiane.

La Super App è infatti personalizzata in base alle preferenze del singolo cliente e nel contesto digitale rappresenta un cantiere in costante evoluzione che prevederà ulteriori sviluppi, in particolare sul fronte della personalizzazione, grazie anche all’impiego dell’intelligenza artificiale, adattandosi ai comportamenti, alle abitudini di utilizzo e alle esigenze di ognuno.

L’intelligenza artificiale assicura anche un nuovo servizio lanciato sempre a luglio e pensato per coloro che non hanno familiarità con gli strumenti digitali, come le persone più anziane, che potranno contattare il numero 06.4526.4526 per ottenere facilmente la prenotazione del loro turno all’ufficio postale. A Torino il servizio è disponibile in 155 uffici con il gestore delle attese ed è disponibile per i circa 600.000 clienti della provincia che abbiano certificato il proprio numero telefonico sul sito poste.it o che lo abbiano associato a strumenti di pagamento con l’azienda.

Queste nuove modalità di prenotazione si inseriscono nel percorso di miglioramento continuo degli strumenti tecnologici di Poste Italiane con l’obiettivo di offrire ai propri clienti un’esperienza ancora più semplice, efficiente e completa.

Silvio Gnaro Mondinelli torna a Cesana 

 Torna a Cesana a distanza di due anni uno dei Miti dell’Alpinismo mondiale. Dopo la serata da tutto esaurito del 2023, la sala Formont di via Pinerolo sabato 9 agosto, alle ore 21, torna ad ospitare Silvio “Gnaro“ Mondinelli in una serata organizzata dalla Proyoung Pro Loco Cesana.

Silvio Gnaro Mondinelli è indubbiamente l’Uomo degli Ottomila.

Un grande alpinista che nell’ambiente è conosciuto sicuramente per aver scalato tutte le

14 montagne che superano gli 8.000 metri senza aver mai fatto uso di ossigeno, ma

anche per i molteplici soccorsi effettuati durante le sue spedizioni extra-europee.

Silvio, Gnaro per gli amici, sabato sera a Cesana racconterà i suoi 8000 attraverso aneddoti, foto e video, ma sicuramente racconterà anche della sua raccolta fondi a favore della popolazione Sherpa della valle del Kumbu.

Ma sicuramente Mondinelli racconterà la sua vita, le sue origini, le sue imprese, come i cinque 8000 conquistati nel 2001 come fosse una cosa normale. Ma anche le sue paure, i suoi stop a pochi metri dalla vetta per non rischiare inutilmente la vita. Racconterà i suoi soccorsi, sia quelli per fortuna finiti bene, che quelli che purtroppo non si sono conclusi come si voleva.

Di certo lo farà mettendo sempre il noi, il gruppo, lo staff, i collaboratori davanti all’io,

come solo i grandissimi sanno umilmente fare.

Asti – Cuneo, posa campata viadotto sp 7

Si è svolta la scorsa notte la posa della campata del nuovo viadotto sulla strada provinciale 7 da parte della società appaltatrice dell’autostrada A33 Asti Cuneo: un passaggio operativo complesso, ma indispensabile per il completamento di una delle infrastrutture più attese del territorio.

Le operazioni connesse alla posa della campata proseguiranno nei prossimi giorni. A settembre verranno ultimate le lavorazioni sulla carreggiata in direzione Asti con la posa delle ultime due campate mancanti, collocate in tratti non interessati dal traffico veicolare. Questo intervento rappresenta un passaggio fondamentale verso la conclusione dell’opera: una volta terminata questa fase, si procederà con le attività necessarie per il completamento dell’intero viadotto.

«Si tratta di un momento che è insieme strategico e simbolico perché rappresenta il giro di boa nelle attività di questi mesi in vista del completamento dell’autostrada a fine anno. Fin dall’inizio del nostro mandato abbiamo lavorato con determinazione e tanto impegno prima per sbloccare l’opera – che era ferma, senza progetti e senza soldi- e ora per realizzarla e completarla per dare risposte a un territorio che attende quest’opera da troppi anni» ha dichiarato il Presidente della Regione, Alberto Cirio.

«Rafforzare il sistema infrastrutturale piemontese e rendere più sicure le strade è una priorità della Regione – ha dichiarato l’assessore alla Logistica e Infrastrutture strategiche, Enrico Bussalino –. Quest’opera rappresenta l’idea di una mobilità moderna e rispettosa del territorio, capace di alleggerire i centri abitati e le strade panoramiche dell’astigiano e del Cuneese dal traffico pesante, tutelando il paesaggio, la salute e la qualità della vita in un’area che l’UNESCO ha riconosciuto patrimonio dell’umanità».

«L’autostrada Asti-Cuneo – ha sottolineato l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusiè l’opera simbolo di un cambio di rotta: non il tentativo di cercare responsabili di ritardi e dinieghi, ma la capacità di lavorare, nonostante le mille difficoltà, per costruire un’opera così tanto attesa»

90 anni fa un Vajont piemontese, Alessandria ricorda 111 morti

Il 13 agosto del 1935 il disastro della diga di Molare, 111 morti, un piccolo Vajont piemontese. È passato tanto tempo, pochi lo ricordano in Piemonte ma non certo ad Alessandria e in provincia dove anche quest’anno, il 13 agosto, le campane suoneranno per commemorare le vittime di quella tragedia che ricorda, per fortuna con un un numero molto più basso di morti, la catastrofe del Vajont in Veneto nel 1963 (quasi 2000 vittime). Nell’alessandrino crollò la diga secondaria del lago di Ortiglieto e le vittime furono un centinaio. Gravi danni si registrarono a Ovada, Molare e Castellazzo Bormida. L’estate del 1935 fu molto siccitosa. All’alba di martedì 13 agosto eccezionali precipitazioni sconvolsero le valli Orba e Stura e in meno di otto ore caddero sulla zona oltre 40 centimetri di pioggia. Fortunatamente la diga maggiore, che preoccupava di più i tecnici di Ortiglieto, evitò il crollo e resse per la solidità del terreno sottostante. Lo stesso non successe con lo sbarramento secondario, quello della sella Zerbino, che cadde riversando nell’Orba, già in piena, un fronte d’acqua fangosa largo due chilometri e alto venti metri, della portata di oltre 30 milioni di metri cubi. A Molare l’acqua risparmiò il centro abitato e persero la vita tre persone ma ingenti danni riguardarono la centrale elettrica, alcune cascine e tutti i ponti, compreso quello della ferrovia Asti-Genova. Le località al confine con la città di Ovada, a nord-est, furono in gran parte distrutte e l’ondata inghiottì in quella zona almeno venti persone e una settantina di case. Nel primo pomeriggio del 13 agosto l’acqua raggiunse Ovada, che all’epoca contava 10.000 abitanti. Furono danneggiati diversi ponti e crollò quello che collegava piazza Castello al quartiere Borgo, che venne quasi completamente distrutto. Furono rase al suolo trentacinque abitazioni e perirono sessantacinque persone. Dopo Ovada l’ondata colpì ancora i paesi di Silvano, Capriata e Predosa per poi riversarsi nel Bormida a Castellazzo.
Cento i morti, i corpi di alcuni di questi furono trovati molti anni dopo. Nel processo per il disastro i responsabili della progettazione e costruzione della diga secondaria, una decina di persone tra ingegneri, dirigenti e direttori, furono scagionati da qualsiasi colpa. Il 4 luglio 1938 la Corte d’Appello di Torino assolse tutti gli imputati poiché l’impianto era stato edificato senza violare alcuna legge e l’eccezionalità della precipitazione del 13 agosto 1935 avrebbe reso inutile anche il funzionamento degli scaricatori. Ai familiari delle vittime fu recapitato dallo Stato un indennizzo di 30.000 lire. Nelle tragedie ci sono, a volte, anche vicende dal lieto fine. Si racconta ancora oggi nell’alessandrino il miracoloso episodio della culla trascinata dalla corrente con sopra una neonata e un gatto che, spostandosi da un lato all’altro della culla, riuscì a tenerla in equilibrio, mantenendola a galla e salvando la bimba. Sembra quasi una leggenda urbana, invece, andò proprio così.                            Filippo Re

Coppa, Ascom: “bene il bando per i Distretti del Commercio”

La presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia Maria Luisa Coppa ha commentato l’apertura del Bando regionale per il sostegno ai progetti strategici dei Distretti del Commercio 2025-2027 

«Questo nuovo bando di fondi destinati ai DUC conferma la validità dello strumento regionale – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia Maria Luisa Coppa -.  Abbiamo creduto nell’efficacia dei Distretti del Commercio fin dall’inizio e abbiamo stimolato l’adesione di quanti più Comuni possibile, ponendoci come partner per tutto il percorso di attivazione e gestione. Abbiamo chiesto al governatore Cirio di porre massima attenzione alle opportunità offerte dai DUC e siamo estremamente felici che abbia mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale. Per questo lo ringraziamo.

Un grande ringraziamento all’assessore Bongioanni, con il quale stiamo lavorando con impegno per avvicinare i Distretti del Commercio ai Distretti del Cibo: un binomio che vediamo vincente per la valorizzazione delle attività commerciali. Grazie a questi fondi, i Comuni possono rilanciare le proprie aree urbane, riqualificare spazi pubblici e storici, e promuovere servizi innovativi che migliorano la vivibilità. E possono, soprattutto, sostenere direttamente le imprese del commercio e della somministrazione con risorse dedicate. I Distretti del Commercio sono un modello virtuoso che non solo supporta lo sviluppo economico, ma favorisce una rete di collaborazione tra amministrazioni comunali, attività commerciali e cittadini».

Un altro anziano alla guida di un’auto contromano sulla Torino – Bardonecchia

Nuovo caso di un anziano che viaggia contromano sulla Autostrada Torino-Bardonecchia dopo l’incidente mortale dei giorni scorsi. È accaduto nel pomeriggio di mercoledì 6 agosto quando un pensionato torinese di 77 anni alla guida di una Fiat Punto ha imboccato l’A32 verso Bardonecchia nel senso  corretto. Ma  arrivato alla barriera di Avigliana si è accorto di aver superato l’uscita che avrebbe voluto  prendere. A quel punto ha fatto inversione all’uscita di Avigliana, percorrendo 200 metri contromano. È stato fermato dagli automobilisti. La polizia stradale gli ha ritirato la patente e sequestrato la vettura.

Bravo (Siulp): “l’indignazione di Rosatelli sul Cpr è selettiva”

Il segretario generale del Siulp, Eugenio Bravo, commenta le parole dell’assessore Jacopo Rosatelli, dopo una vista al centro di permanenza per il rimpatrio di Torino.

“Premesso che il rispetto della dignità della persona è un valore inderogabile, sia all’interno dei Cpr sia in qualunque altro luogo, non possiamo non rilevare come l’indignazione espressa dall’assessore appaia quantomeno selettiva. A Torino, esistono diffuse situazioni di degrado urbano, di miseria e di abbandono di cittadini – italiani e stranieri – costretti a vivere tra sporcizia e insicurezza, senza che la stessa veemenza venga pubblicamente manifestata. Una realtà che, purtroppo, è anche frutto dell’inefficienza dell’amministrazione comunale di cui lo stesso assessore fa parte”.

“I Cpr – aggiunge  Bravo – sono strutture necessarie per impedire che soggetti irregolari, già destinatari di provvedimenti di espulsione e quasi sempre autori di più reati — stupri, rapine, violenze — restino liberi sul territorio in attesa di procedimenti che, per lungaggini burocratiche, possono protrarsi per mesi. Chi minimizza questa funzione ignora, o finge di ignorare, che il ritardo nelle espulsioni non fa giustizia sulle vittime di questi soggetti”.

“Quanto alla dichiarazione dell’assessore secondo cui alcuni ospiti proverrebbero da Paesi come Marocco e Tunisia, per i quali sarebbero “basse le probabilità di rimpatrio” occorre precisare che con questi Stati esistono accordi bilaterali operativi. Il problema non è la mancanza di accordi, ma l’eccessiva complessità e lentezza delle procedure di espulsione Infine il riferimento a persone giunte in Italia da minori e oggi lavoratori rischia di creare una narrazione distorta: nessuno viene espulso solo perché ha lavorato, anche se irregolare”.

 

Si aggirava con una mannaia tra i passanti: fermato dai carabinieri

Momenti di panico si sono vissuti nella notte del 5 agosto nel Comune di Brandizzo. Un

uomo italiano di 56 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine, con una mannaia in mano,

vagava per le vie del paese. Nel corso delle sue scorribande, in evidente stato di

alterazione fisica dovuta all’assunzione di alcool, ha colpito con dei pugni un’autovettura

parcheggiata nei pressi del cimitero danneggiando il tetto e il parabrezza. Nella

circostanza erano presenti alcuni giovani che immediatamente hanno avvertito il

proprietario del mezzo. Quest’ultimo, una volta giunto sul posto e constatato i danni, ha

inseguito il presunto reo richiedendo contestualmente al 112 l’intervento dei Carabinieri. Il

56 enne per niente intimorito dalla presenza della vittima, con una mannaia in mano,

continuava ad insultarlo e minacciarlo. Soltanto grazie al risolutivo intervento dei militari,

l’uomo dopo aver poggiato l’arma per terra veniva messo in sicurezza e dichiarato in

arresto perché gravemente indiziato dei reati di “resistenza a P.U.”, “danneggiamento”

e“porto abusivo di armi”. Su richiesta del pubblico ministero della Procura di Ivrea l’arresto veniva convalidato e applicata una misura cautelare.

Torino – Modena: divieto biglietti a province Modena, Bologna e Reggio Emilia 

/

La Prefettura di Torino ha disposto in data odierna il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nelle province di Modena, Bologna e Reggio Emilia, in vista della partita di calcio in programma per il prossimo 18 agosto presso lo Stadio Olimpico Grande Torino.

L’ordinanza è adottata per assicurare in via preventiva la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in occasione della competizione sportiva, alla luce delle valutazioni espresse dal Comitato di Analisi per la Sicurezza nelle Manifestazioni Sportive e dal Questore di Torino, dalle quali emerge il rischio che possano verificarsi turbative dovute all’accesa rivalità tra le tifoserie.

Nello specifico, l’ordinanza prefettizia dispone:

  –   il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nelle province di Modena, Bologna e Reggio Emilia, anche se in possesso della fidelity card del Modena Calcio, in qualunque settore dello stadio;

 –    la vendita dei tagliandi per la Tribuna Ospiti ai soli possessori della fidelity card rilasciata dal Modena FC, ovunque residenti tranne che nelle province di Modena, Bologna e Reggio Emilia;

 –   il contestuale annullamento dei biglietti già venduti nel settore Ospiti ai residenti nelle province di Modena, Bologna e Reggio Emilia.