Lui stesso, il giorno prima di essere arrestato, aveva detto al telefono ai cronisti che si trovava in precarie condizioni di salute. E ora Giuliano Soria, ex patron del premio letterario Grinzane Cavour arrestato la settimana scorsa, si trova in rianimazione all’ospedale Giovanni Bosco di Torino. E’ giunto in pronto soccorso in ambulanza, dopo che gli agenti che lo sorvegliavano alle Vallette lo avevano trovato riverso a terra. Era stato intubato in carcere in stato di coma per insufficienza respiratoria ed è ventilato artificialmente. La scorsa settimana Soria era stato condannato in via definitiva a sei anni, otto mesi e 17 giorni per peculato e violenza sessuale dalla Corte di Cassazione per le vicende legate alla gestione del Grinzane. i suoi legali avevano dichiarato che le condizioni di carcerazione non potevano essere sopportate dal fisico provato da diverse patologie di Soria.
Davvero una terribile notizia per la famiglia e per i compaesani che, credendola ferita ma ancora viva, avevano peregrinato tra gli ospedali di Nizza sperando di trovarla
Nel corso della notte è purtroppo salito a cinque il bilancio delle vittime italiane della strage di Nizza. La quinta vittima – confermata nella notte dalle autorità francesi e dalla Farnesina – è la cuneese Carla Gaveglio, casalinga di 48 anni residente a Piasco. La donna, di cui il marito e la figlia di 14 anni non avevano avuto più notizie dalla sera del tragico attentato, è morta travolta dal camion che la notte del 14 luglio si è scagliato contro la folla di gente che si trovava sulla Promenade des Anglais, uccidendo altre 83 perone. Davvero una terribile notizia per la famiglia e per i compaesani che, credendola ferita ma ancora viva (la figlia, anche lei rimasta ferita nell’attentato, aveva dichiarato di averla vista salire su un ambulanza), avevano peregrinato tra gli ospedali di Nizza sperando di trovarla. Il suo nome non compariva in nessun elenco dei feriti e il marito, Pietro Massardi, dopo essere giunto a Nizza per raggiungere la figlia ricoverata all’ospedale Pauster, aveva cominciato una ricerca disperata senza avere però nessun riscontro. La donna è stata identificata questa notte, insieme ad altri tre italiani, grazie all’esame del dna. L’intero paese si è stretto intorno alla famiglia della donna che, fino all’ultimo, aveva sperato di trovarla tra i feriti e di poterla riportare a casa. Andrea Olivero, viceministro cuneese dell’Agricoltura, ha commentato con queste parole: “ Dopo la rabbia e l’indignazione per la strage, oggi viene il momento di stringerci nel dolore accanto a chi ha perso i propri cari nell’attentato di Nizza” – e prosegue – “ la sofferenza di queste ore è di tutta la nostra comunità: ora è il momento di far sentire la solidarietà civile più forte dell’odio assassino”.
Simona Pili Stella
Tredici condanne per l’amianto all’Olivetti
Oggi il giudice Elena Stoppini, dopo mezz’ora di camera di consiglio, ha pronunciato la sentenza contro i due fratelli imprenditori e i dirigenti dell’azienda informatica di Ivrea, emettendo in tutto tredici condanne
I due fratelli Franco e Carlo De Benedetti, imputati nel processo per le morti da amianto fra gli ex operai Olivetti, sono stati condannati dal tribunale di Ivrea, alla pena di cinque anni e due mesi. Sono stati riconosciuti colpevoli di omicidio colposo e lesioni per dieci casi di malattia da amianto. Oggi il giudice Elena Stoppini, dopo mezz’ora di camera di consiglio, ha pronunciato la sentenza contro i due fratelli imprenditori e i dirigenti dell’azienda informatica di Ivrea, emettendo in tutto tredici condanne. L’ex ministro Corrado Passera è stato condannato ad un anno e undici mesi, mentre Camillo Olivetti, Onofrio Bono e Roberto Colaninno, sono stati assolti. È stato anche deciso che sia i condannati sia Telecom Italia spa, considerata responsabile civile per le morti di amianto, dovranno risarcire le vittime per centinaia di milioni di euro. Le pm Laura Longo e Francesca Traverso avevano chiesto la pena di sei anni e otto mesi per l’ingegnere e sei anni e quattro mesi per il fratello.
In manette un’intera famiglia per furti seriali
Sono stati sequestrati beni per 600 mila euro, tra cui una villa, un appartamento, svariate auto e una lavanderia in provincia di Torino
I carabinieri del Comando provinciale di Torino nel Canavese, hanno fermato un’intera famiglia con l’accusa di essere responsabile di una serie di furti commessi negli ultimi anni in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Toscana. Sono finiti in manette un uomo di 60 anni, ora detenuto in carcere, sua moglie di 57 anni, sottoposta a misura cautelare, la figlia di 36 anni e il marito di quest’ultima, anche lui detenuto in carcere; mancano all’appello ancora due componenti della famiglia ricercati in questo momento. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni per 600 mila euro, tra cui una villa, un appartamento, svariate auto e una lavanderia in provincia di Torino. Sono stati recuperati inoltre -provenienti da un furto effettuato in Valle di Susa- diversi gioielli, denaro e orologi, per un valore di circa 30 mila euro. I militari dell’Arma li ritengono responsabili anche di aver commesso due rapine ai danni di un supermercato di San Carlo Canavese. Sono stati arrestati anche con l’accusa di riciclaggio di denaro.
Figlia trova mamma dispersa dopo la strage di Nizza
Era in ospedale, dove è stata trovata dalla figlia, Marinella Ravotti, la donna 55enne di S.Michele Mondovì di cui si erano perse le tracce dopo la strage di Nizza.. E’ ricoverata al ‘Pasteur’ in rianimazione in una stanza proprio vicino a dove si trova il marito, Andrea Avagnina. Ha subito numerosi traumi e ha il viso è tumefatto. Grazie agli anelli che indossava, la figlia Beatrice l’ha riconosciuta .
Altri petardi contro il cantiere di Chiomonte
Alcuni antagonisti No Tav hanno lanciato nella notte petardi verso il cantiere della Tav a Chiomonte, in Valle di Susa: prima avevano raggiunto a piedi l’area del museo archeologico. Le forze dell’ordine hanno disperso i manifestanti nei boschi con lacrimogeni e idranti. A Venaus, nei pressi di Chiomonte, si tiene in questo periodo il ‘campeggio No Tav’, fino al 31 luglio, promosso dal movimento degli oppositori dell’alta velocità.
Alle 21.30, in piazza San Carlo, si effettuerà un minuto di silenzio alla fine del quale prima del concerto l’Orchestra del Teatro Regio suonerà la Marsigliese
Questa sera alle ore 19.00 Torino si fermerà per dedicare un minuto di silenzio alle vittime della strage di Nizza.
La sindaca di Torino, Chiara Appendino, invita i cittadini torinesi, i dipendenti dell’Amministrazione e le autorità in piazza Palazzo di Città per far sentire la vicinanza di Torino al popolo francese e alla Città di Nizza.
Saranno presenti i gonfaloni della Città e delle maggiori istituzioni locali. A partire dalle ore 21.00 la Mole Antonelliana sarà illuminata dai colori della bandiera francese.
Alle 21.30, in piazza San Carlo, si effettuerà un minuto di silenzio alla fine del quale prima del concerto l’Orchestra del Teatro Regio suonerà la Marsigliese.
(foto: il Torinese)
Meningite batterica colpisce bimbo di un mese e mezzo
Ha solo un mese e mezzo il bambino che è stato colpito da meningite batterica, diagnosticata dal reparto di Pediatria dell’ospedale ‘Agnelli’ di Pinerolo. Ora è sottoposto a terapia antibiotica ad alte dosi ed il campione biologico è stato inviato alle Molinette per le indagini di biologia molecolare, mentre la denuncia di malattia infettiva è stata comunicata al servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl To3. Già iniziata la profilassi antibatterica per i conviventi e per i sanitari che hanno avuto contatti con il piccolo. Al momento è in condizioni stabili ed è stato trasferito al reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale S.Croce e Carle di Cuneo.
A Cuorgnè la Lega dice “No” a Renzi
“IL POPOLO PER IL NO alla riforma costituzionale Renzi”: è l’iniziativa della Lega con il segretario del Piemonte Riccardo Molinari, il 21 luglio, alle 21 a Cuorgnè, frazione Salto, in via Asilo, nella tensostruttura Bar “dai Tiba”
Bambini usati come pusher
Bimbi senegalesi tra 10 e 12 anni venivano utilizzati come spacciatori poiché non imputabili. I carabinieri di Torino hanno arrestato tre presunti gestori dell’organizzazione, attiva in diversi quartieri della città. In carcere un senegalese di 29 anni che, probabile responsabile della banda, che procurava la droga, riceveva gli ordini e approntava le consegne. Ai domiciliari una donna italiana di 28 anni, proprietaria dell’appartamento in cui era nascosta la droga e dell’auto usata per trasportarla. Disposto invece l’obbligo di firma per un senegalese di 20 anni, affittuario dell’abitazione.
(foto: il Torinese)