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Rubato in treno apparecchio salvavita: ma la Polfer salva il cardiopatico

treno porta susa

Lo strumento è stato poi consegnato alla Polizia di Porta Susa, ed è stato recapitato in tempo per salvare il paziente

 

Un malato di cuore ieri è stato salvato dalla polizia ferroviaria di Bologna e Torino. L’uomo, di 73 anni, residente nel capoluogo piemontese – informa l’agenzia Ansa –  era in attesa di un dispositivo di assistenza ventricolare cardiaca, ma l’apparecchio è stato rubato sul treno a Bologna. Gli agenti della polfer  sono  riusciti ad arrestare il ladro. Nel bagaglio recuperato hanno trovato il dispositivo salvavita. Lo strumento è stato poi consegnato alla Polizia di Porta Susa, ed è stato recapitato in tempo per salvare il paziente.

 

(foto: il Torinese)

Richiesta di asilo per Touil dopo la libertà

touil

Il ragazzo è uscito dal Cie  in forte stato confusionale, stentava persino a riconoscere la madre Fatima che è giunta in treno a Torino 

 

Il giudice di pace non ha convalidato la permanenza nel Cie di Torino di Abdel Majid Touil, il giovane marocchino 22 enne arrestato nel maggio scorso per la strage al museo del Bardo a Tunisi e scarcerato mercoledì dal carcere di Opera, nel Milanese, dopo il no all’estradizione della Corte d’Appello di Milano. Touil  è uscito dal Cie  in forte stato confusionale, stentava persino a riconoscere la madre Fatima che è giunta in treno a Torino per venirlo a prendere. I legali del ragazzo, Silvia Fiorentini e Guido Savio, hanno annunciato di voler presentare richiesta di asilo politico, poiché in Marocco rischierebbe pesanti ripercussioni. Ora Touil è tornato a Gaggiono, dove era stato arrestato lo scorso maggio.

   

 

Nove antagonisti denunciati per petardi al Cie

Dovranno ora rispondere di esplosione finalizzata a incutere pubblico timore

 

POLIZIA CROCETTASono nove gli antagonisti, sei donne e tre uomini, prima fermati e poi denunciati dalla Polizia per la protesta inscenata ieri sera davanti al Cie di corso Brunelleschi. Durante la dimostrazione i nove lanciato petardi contro le recinzioni. Dovranno ora rispondere di “esplosione finalizzata a incutere pubblico timore o a suscitare pubblico disordine”. 

 

(foto: il Torinese)

Precipita velivolo militare, due morti carbonizzati

Il prototipo è un ‘convertiplano’ medio-leggero AW 609 della Agusta Westland

 

AEREO ESERCITOUn velivolo militare (si tratta di un prototipo) è esploso nelle campagne del Vercellese  tra Santhià e Alice Castello. Sono due i morti carbonizzati nell’aereo precipitato. I soccorsi stanno  intervenendo sul posto con i vigili del fuoco e il 118. Il prototipo è un ‘convertiplano’ medio-leggero AW 609 della Agusta Westland. Alcuni testimoni hanno detto di averlo visto volare basso sulle abitazioni mente  era in fiamme. se non ci sono stati danni più gravi lo si deve al pilota  pilota che è riuscito ad evitare le case.Il mezzo militare era partito da Vergirate, nel varesotto, dove ha sede l’Agusta Westland. E’ precipitato a Ponte di Ferro, una frazione che si trova tra Santhià, Alice Castello e Bianzè. 

Ufficiale dell’Esercito sventa un furto e blocca una malvivente

Il militare, individuata la persona sospetta, interveniva per impedirne la fuga riuscendo a trattenerla sino all’arrivo di una volante della Polizia di Stato

 

APPLICAZIONE CORSOIeri, intorno alle 18.45, un Sottotenente dell’Esercito frequentatore di corso presso la Scuola di Applicazione, in uniforme e libero dal servizio, notava dei movimenti sospetti di fronte ad un supermercato ubicato a Torino in piazza De Amicis. Entrato all’interno dell’esercizio commerciale per verificare cosa stesse effettivamente accadendo, l’Ufficiale apprendeva dal personale del supermercato che una donna, dopo aver sottratto della merce, tentava di allontanarsi con la refurtiva. Il militare, individuata la persona sospetta, interveniva per impedirne la fuga riuscendo a trattenerla sino all’arrivo di una volante della Polizia di Stato coadiuvando gli stessi agenti nel successivo fermo della donna.

Delrio promette tavolo dei sindaci No Tav

Derlrio,non utilizzeremo fondi Ue per cuneo fiscale

 “Con questa iniziativa vogliamo recuperare il tempo perduto”

 

Presto sarà avviato  un tavolo di confronto permanente tra governo, istituzioni e sindaci contrari alla linea Torino-Lione. Lo promette il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, che ha incontrato gli amministratori che si oppongono alla Tav,  a margine dell’assemblea nazionale Anci che si tiene al Lingotto. “Con questa iniziativa vogliamo recuperare il tempo perduto – dice all’Ansa Delrio – svelenire il clima e costruire un luogo di confronto dove ridiscutere con serenità e apertura ascoltando i suggerimenti del territorio”.
   

Piovono i gol in quel dell'Olimpico: TORINO-GENOA 3-3

TORO STADIO

torino genoaI granata hanno tutte le occasioni e possibilità per mettere il risultato in cassaforte, se non fosse che al 10′ della ripresa gli ospiti di una partita alquanto rocambolesca quasi trovano il gol della rimonta

 

Marcatori: 26’pt, 49’st Laxalt (G), 28’pt M. López (T), 34’pt Zappacosta (T), 22’st Pavoletti (G), 44’st Tachtsidis (aut.).

 

Torino (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti, Zappacosta (40 st Bruno Peres), Benassi, Vives, Acquah (23 st Baselli), Molinaro; Maxi Lopez, Belotti (30 Martinez). A disp. Ichazo, Castellazzi, Pryyma, Gaston Silva, Prcic, Amauri, Quagliarella. All. Ventura.

Genoa (3-4-1-2): Perin; Izzo, Munoz, Ansaldi; Figueiras (16 st Gapké), Rincon (37 st Cissokho, 43 st Tachtsidis), Tino Costa, Laxalt; Ntcham; Pavoletti, Perotti. A disp. Lamanna, Ujkani, De Maio, Lazovic. All. Gasperini.

 

Piovono i gol in quel dell’Olimpico in un match alquanto ricco di sorprese tra Toro e Genoa con un risultato finale di 3-3 decretato proprio in zona Cesarini. Entrambe le squadre a secco di vittoria, i granata ormai in calo da circa un mese, e gli ospiti relegati nella parte bassa di classifica con cinque sconfitte su sei in trasferta. Ne escono di sicuro meglio i rossoblù che possono dirsi contenti di aver strappato il pareggio ai granata proprio all’ultimo minuto; non troppo bene invece per Ventura e suoi che, dovendosi accontentare di un punticino, scivolano in sesta posizione. Tutto poi più amplificato in vista del derby contro i bianconeri che, dal canto loro, non se la passano neanche troppo bene dopo la sconfitta a Sassuolo. A livello tattico, parecchie rinunce da entrambe le parti: Ventura opta per la panchina di Baselli, Quagliarella e Bruno Peres in vista di sabato, mentre Gasperini, costretto a rinunciare a Dzemaili, Marchese, Capel e Pandev, schiera in esordio Ansaldi nelle retroguardie e Perotti come unica punta.

 

Partenza granata che di prepotenza movimenta il match già dai primi minuti di gioco: Belotti entra da subito in partita con un paio di giocate interessanti, la migliore di sicuro al 18′ quando il numero 9 serve Maxi Lopez che sbaglia di poco la conclusione. Come si dice nel calcio gol sbagliato, gol subito, e infatti ai diversi tentativi granata segue il primo gol del Genoa. Complice, in realtà, la leggerezza di Padelli che al 26′ esce completamente dall’area lasciando il via libera al colpo di testa inevitabile di Laxalt. Non fanno neanche in tempo ad esultare i trecento fedelissimi rossoblù che ci pensa Maxi Lopez al 28′ a mettere la toppa rimediando all’errore di poco prima: l’attaccante ruba palla al limite dell’area e insacca la palla in rete ristabilendo la parità. La squadra di casa alza la testa e non vuole starci questa volta: dopo 6′ è Zappacosta a prendere l’iniziativa vincente che da fuori aria mette dentro un destro micidiale a cui Perin non può ribattere.

 

I granata hanno tutte le occasioni e possibilità per mettere il risultato in cassaforte, se non fosse che al 10′ della ripresa gli ospiti di una partita alquanto rocambolesca quasi trovano il gol della rimonta. Ancora Laxalt calibra un cross pericolosissimo per Pavoletti anticipato in modo provvidenziale da Glick. Non sbaglia questa volta Pavoletti al 22′ che servito dal neoentrato Gapkè la mette dentro in scivolata. Sullo scadere del match, è la retroguardia genoana a sbagliare: Tachtsidis la mette erroneamente in rete portando a termine l’iniziativa di Benassi. Non sono finiti i colpi di scena perché Ventura e i suoi , già convinti di aver finalmente portato a casa i tre punti, vengono sorpresi dalla doppietta di testa di Laxalt che riporta tutto in pareggio. Pareggio che fa storcere il naso ai granata, forse con la testa già al big match contro la Juventus,

 

di cui sono state troppe le imprecisioni in difesa, e troppo poca la concentrazione nei momenti in cui si poteva portare a casa il risultato.

 

Valeria Tuberosi

PD TORINO: VARATA LA NUOVA SEGRETERIA

pd unita

Ecco il nuovo organo esecutivo formato da 16 componenti (7 donne e 9 uomini)

 

“Una nuova Segreteria unitaria ed operativa, formata da persone competenti e motivate, che si metterà immediatamente al lavoro per organizzare la prossima Conferenza Programmatica e per affrontare al meglio la campagna elettorale delle amministrative del prossimo anno. Avevo evidenziato da tempo l’esigenza di avere anche nel PD torinese una segreteria unitaria che segnasse un superamento delle dinamiche congressuali di due anni fa. Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto e del profilo della nuova squadra e desidero ringraziare tutti per la collaborazione e per le proposte che mi sono state avanzate. Nei prossimi giorni procederò all’assegnazione delle deleghe operative”: con queste parole Fabrizio MORRI, Segretario della Federazione Metropolitana del Partito Democratico di Torino, annuncia il nuovo organo esecutivo formato da 16 componenti (7 donne e 9 uomini)

 

1.   Elisabetta BALLURIO TEIT, 42 anni, ingegnere, Presidente Consiglio comunale di Ivrea

2.   Pacifico BANCHIERI, 46 anni, Sindaco di Caselette

3.   Carmen BONINO, 55 anni, medico

4.   Mimmo CARRETTA, 41 anni, Consigliere comunale Torino e Presidente II Commissione

5.   Fabio CASSETTA, 41 anni, impiegato tecnico amministrativo Università di Torino, capogruppo Circoscrizione 7

6.   Nadia CONTICELLI, 50 anni, Consigliere regionale e Presidente II Commissione

7.   Giorgia D’ERRICO, 34 anni, Assistente parlamentare

8.   Raffaele GALLO, 36 anni, Consigliere regionale e Presidente III Commissione

9.    Emanuela GUARINO, 46 anni, architetto e insegnante

10.  Rosalba LAGROTTERIA, 50 anni, consulente

11.  Enzo LAVOLTA, 37 anni, Assessore all’ambiente Comune di Torino

12.  Nicola POMPONIO, 57 anni, impiegato bancario

13.  Caterina ROMEO, 55 anni, impiegata bancaria

14.  Giuseppe SAMMARTANO, 64 anni, già capogruppo Provincia di Torino

15.  Ermanno TORRE, 35 anni, esperto in pianificazione urbanistica

16.  Daniele VALLE, 32 anni, Consigliere regionale e Presidente VI Commissione

 

 

Inoltre, è stato nominato Coordinatore della Segreteria Antonio GARRUTO (43 anni, vice sindaco di Collegno) e confermato come responsabile organizzativo Saverio MAZZA (38 anni, dipendente pubblica amministrazione).

 

(Foto: il Torinese)

 

Province e "Grande Torino": ecco cosa cambia da oggi

Il Consiglio regionale  ha approvato la legge di riordino degli enti di area vasta in attuazione della Delrio

 

con reg lascarisChe fare delle ex Province? Il Consiglio regionale ha approvato la legge di riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province e alla Città Metropolitana, come previsto dalla Legge Delrio. Il percorso è stato lungo, a Palazzo Lascaria. Proposta il 20 luglio dalla Giunta regionale, la legge ha iniziato il suo iter in Consiglio il 7 settembre scorso, con le consultazioni, ed è stata licenziata dalla Prima Commissione (Affari Istituzionali) il 12 ottobre. L’esame in Aula è iniziato martedì 13.

 

“Il valore di questa legge – ha dichiarato il presidente della Giunta Sergio Chiamparino, ringraziando Aldo Reschigna per il lavoro paziente e determinato – è che offre certezze ai cittadini rispetto ai servizi e al personale e, contemporaneamente, consente al Piemonte di arrivare preparato al nuovo quadro istituzionale in via di definizione in Parlamento”.

 

“Questa legge – ha sottolineato il vicepresidente della Giunta Aldo Reschigna – è frutto di un lavoro corale, nato dall’apporto di una pluralità di direzioni regionali, dal confronto con i presidenti di Provincia all’interno dell’Osservatorio e con le Organizzazioni sindacali, e che ha visto il Consiglio regionale confrontarsi sul merito del provvedimento. Se vogliamo che questa legge non sia una mera applicazione della Delrio, abbiamo molto da lavorare nella fase di attuazione del provvedimento, con la consapevolezza che se le aree vaste funzioneranno, quando la riforma costituzionale sarà approvata, il Piemonte, a differenza di altri, avrà delle basi di atterraggio. Abbiamo lavorato guardando al futuro, evitando da un lato il centralismo regionale e dall’altro la dispersione amministrativa sui Comuni”.

 

“Viviamo un momento particolare della nostra Repubblica – ha dichiarato Gilberto Pichetto, capogruppo di Forza Italia, annunciando il voto contrario del suo gruppo e aprendo le dichiarazioni di voto sull’intero testo – in cui il disordine sulle riforme creato dall’effetto mediatico degli annunci rischia di produrre una situazione di incertezza giuridica sullo stato di diritto. Dopo le Province, ora l’obiettivo è puntato sulle Regioni. Nell’applicazione di una legge mal fatta come la Delrio, il Piemonte ha perso un’occasione per rendere il sistema omogeneo, creando invece un sistema a geografia variabile che produrrà confusione per i cittadini”. 

 

“Ci saremmo aspettati più coraggio – ha sottolineato Mauro Campo a nome del Movimento 5 Stelle – e un approccio più tempestivo, visto che consiglio lascarisaltre Regioni hanno legiferato prima e con maggiore chiarezza. In Piemonte, invece, si è scelto di non decidere. Prova ne è che non esiste neanche un chiaro elenco delle funzioni esercitate dalla Regione, dalle Province e dai livelli comunali e sovracomunali. La mancata chiarezza rischia di lasciare margini per l’arbitrio dei singoli funzionari e lascia cittadini e imprese nell’incertezza”.

 

Voto contrario al provvedimento anche da parte della Lega Nord. “E’ un momento di caos istituzionale – ha dichiarato Gianna Gancia – dove i livelli decisionali sono tanti. Crediamo che questa forma di Stato non sia più aderente alle esigenze del cittadino”.

 

“Oggi approviamo un provvedimento complicato – ha invece rivendicato Davide Gariglio, presidente del gruppo del Partito Democratico –  che contempera diverse esigenze e che è frutto di un lungo lavoro. Oggi noi non ci limitiamo ad applicare la legge Delrio ma disegniamo uno scenario di più lungo periodo, impegnando le Province a svolgere le funzioni in forma associata, che vedrà pronti, a modifica costituzionale approvata, quattro enti di area vasta. Rivendichiamo inoltre la scelta di differenziare le competenze attribuite alla Città metropolitana sulla formazione professionale, differenziazione prevista già in Costituzione, ad esempio per le Regioni”.

 

Nel corso della seduta del 27 ottobre, sono stati approvati diversi emendamenti presentati dal vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna. Tra questi, uno prevede che la Regione concorra annualmente alle spese per il personale adibito alle funzioni in materia di ambiente per una percentuale massima del 40 per cento della spesa sostenuta, al 31 dicembre 2015, da Province e Città metropolitana. La Commissione Bilancio, riunita in una pausa dei lavori dell’Aula, ha dato parere favorevole all’emendamento, la cui norma finanziaria è stata rinviata alla legge di bilancio. Approvato anche un emendamento che consente di salvaguardare il ruolo della polizia provinciale e di assicurare il mantenimento delle qualifiche agli agenti e ufficiali di polizia locale provinciale. Anche Sel e Forza Italia hanno presentato alcuni emendamenti di precisazione, che sono stati accolti dalla Giunta.

 

 IL DIBATTITO IN CONSIGLIO REGIONALE

 

Sono intervenuti nella discussione anche i consiglieri: Andrea Appiano e Domenico Rossi (Partito Democratico); Gian Luca Vignale, Claudia Porchietto e Massimo Berutti (Forza Italia);  Francesca Frediani e Paolo Mighetti (Movimento 5 Stelle); Marco Grimaldi (Sel); Alessandro Benvenuto (Lega Nord)

 

Collegati alla legge sono stati approvati a maggioranza alcuni ordini del giorno

Il primo, presentato dal gruppo M5S, primo firmatario Paolo Mighetti, impegna la Giunta regionale “a garantire l’espletamento dei controlli utilizzando sia il personale attualmente in capo alla Regione addetto a funzioni di polizia mineraria, sia quello attualmente impiegato nelle province allo stesso scopo, mediante l’assorbimento di quest’ultimo; a garantire il decentramento del personale addetto alle funzioni di polizia mineraria sugli ambiti ottimali, al fine di salvaguardare la capillarità dei controlli sul territorio; a prevedere ed avviare un censimento regionale sulle attività estrattive, in itinere, concluse, sospese e autorizzate, presenti sul territorio regionale, raccogliendo ed aggiornando i dati all’interno del sistema Piemonte; a normare il regime dei controlli, in modo da garantire un minimo di un controllo annuale in cava e negli impianti di prima trasformazione fissi e mobili”.

 

Il secondo, presentato dal gruppo Pd, primo firmatario Davide Gariglio, impegna la Giunta regionale “affinché sia garantita, di norma, la permanenza nelle sedi attuali degli uffici delle ex Comunità montane preposti all’esercizio delle funzioni in materia di agricoltura, specialmente laddove i Comuni, sui cui territori insistono gli uffici stessi, si siano impegnati ad assicurare nel tempo la disponibilità delle sedi e di tutti i beni strumentali necessari all’esercizio delle funzioni”.

 

L’ultimo, sottoscritto da numerosi consiglieri del centrosinistra e del gruppo M5S, primo firmatario Andrea Appiano (Pd), impegna la Giunta regionale “ad attivarsi nei confronti del Governo affinché sia affrontata la questione dei precari attualmente in carico alla Città metropolitana e alle Province, per il periodo successivo alla scadenza dei relativi contratti; a prevedere il trasferimento all’Agenzia Piemonte lavoro di tutto il personale addetto ai Centri per l’impiego di cui all’art. 20 della l.r. 34/2008, ivi compreso quello con contratto di lavoro a tempo determinato in corso, che alla data del 31 dicembre 2015 risulti occupato nei medesimi Centri, per i quali la Città metropolitana o le Province si sono avvalsi della norma di cui all’art. 15, comma 6 bis, del Dl 78/2015, come convertito dalla L. 125/2015; a garantire in prospettiva la piena funzionalità e continuità dei servizi attualmente erogati dai Centri per l’impiego, con personale e risorse finanziarie e organizzative adeguate”.

 

www.cr.piemonte.it – Foto: il Torinese

Rogo Continassa 2011: "Frutto di atavico odio etnico"

Furono 7 le condanne inflitte a luglio. Le fiamme divamparono dopo una manifestazione di protesta

 

tribunaleSono state rese note le motivazioni della sentenza relativa all’incendio appiccato da alcuni di torinesi il 10 dicembre 2011 al campo nomadi della Continassa. Si trattò – così l’ansa riporta le parole del giudice Paola Trovati – del  “prodotto di un atavico e mai sopito odio etnico nei confronti degli ‘zingari'” che portò dei “normali cittadini” a compiere “atti di disumana violenza”. Furono 7 le condanne inflitte a luglio. Le fiamme divamparono dopo una manifestazione di protesta contro il presunto stupro di una ragazzina che, si scoprì in seguito, si era inventata tutto.