“Anfitrione” di Solfrizzi al Concordia

Anfitrione è una delle commedie più celebri di Plauto. La trama ruota attorno a un soldato di nome Anfitrione e al suo servo Sosia, che tornano a casa dopo una lunga campagna militare. Tuttavia, Giove, affascinato dalla bella moglie di Anfitrione, Alcmena, decide di assumerne l’aspetto per conquistarla. Nel frattempo, il vero Anfitrione ignaro, si scontra con Sosia e si sviluppano una serie di equivoci, situazioni buffe e colpi di scena. Inganni che creano una girandola di situazioni esilaranti in cui i personaggi si confondono sulla vera identità di chi hanno di fronte offrendo al pubblico uno spettacolo spassoso e leggero. Un’opera incredibilmente divertente ma anche una fonte preziosa e importante per il suo valore storico linguistico che può essere usata come lente attraverso cui analizzare e commentare la contemporaneità.

Insomma, un Plauto modernissimo: quante volte pensiamo di aver di fronte qualcuno ed invece abbiamo di fronte qualcun altro sbagliando le nostre valutazioni? O viceversa: quanto spesso non siamo all’altezza dei ruoli che gli altri ci danno? Questo ormai accade tanto nella vita vera, quella di tutti i giorni, quanto (se non soprattutto) in quella digitale, quella dei social.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Martedì 24 febbraio 2026, ore 21

Anfitrione

Di Plauto

Regia Emilio Solfrizzi

Con Emilio Solfrizzi, Giovanni Moschella, Ivano Falco, Beatrice Schiaffino, Federico Gatti, Beatrice Coppolino, Vincenzo D’Amato

Scena Fabiana Di Marco

Luci Mirko Oteri

Costumi Alessandro Benaduce

Foto Riccardo Bagnoli

Musiche Michele Marmo

Biglietti: intero 23 euro, ridotto 21 euro

www.teatrodellaconcordia.it

Giachino: “La Torino felice che vota a sinistra”

Le Due Torino, quella felice va a votare, vota la sinistra che guida la Città da 33 anni, la seconda abita nella Città impoverita, va poco a votare e perde, rimanendo sempre in terza fila. Il prossimo anno non dovrà più essere così e Torino cambiando musica in Sala Rossa potrà finalmente rilanciare uno sviluppo più equilibrato socialmente e territorialmente 

di Mino GIACHINO *
La metafora delle due Città e’ stata usata autorevolmente dall’Arcivescovo emerito Cesare Nosiglia la prima volta nella Messa di Ferragosto alla Consolata. A Torino, disse l’Arcivescovo dal cuore tenero, la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Citta’ che sta male”. Una bocciatura di fatto delle Amministrazioni PD sostenute da una parte dei cattolici . Chi amministrava invece di studiare i numeri della questione sociale trovò qualche giustificazione nella crisi ecomomjca del 2008 e continuò’ come prima. Ma alle elezioni del 2016 la Città si ribellò puntando sui grillini capeggiati dalla Sindaca che aveva studiato alla Bocconi e con buoni rapporti con alcuni parroci del centro. Ma Torino non difendendo il settore auto e dicendo No alla TAV non si riprendeva , anzi. E non era vero che non si poteva far meglio perché in venti anni Bologna superava la nostra Città di ben venti punti di PIL . Per fortuna noi SITAV il 10 novembre 2018 riuscimmo a portare in piazza Castello 40.000 cittadini pacifici ma chiari nell’obiettivo: NO alla DECRESCITA, salvammo l’opera più importante per il futuro della Città ‘.Purtroppo quella Piazza non ha voluto farsi rappresentare in Regione così la TAV e’ in grave ritardo e Torino perde terreno. La mia proposta di far entrare nell gestione dei porti liguri Comune e Regione , Cirio la porta avanti oggi ,dopo 15 anni. Alle elezioni del 2021 la metà della Città che sta bene , che vota le Giunte del PD ricevendo in cambio tanta benevola attenzione sia sulla urbanistica che nelle nomine nei vari Enti, a partire dalle Fondazioni bancarie che ogni anno versano centinaia di milioni agli eventi del Comune alle attività culturali importanti ma necessarie finché la parte della Città che sta bene non si annoi, andò in massa a votare LoRUSSO anche perché il Direttore de la Stampa aveva garantiti che er il più competente dei candidati. La metà della Città che stava male e che oggi dopo 52 mesi di Amministrazione PD sta peggio , invece non andò a votare in massa, delusa dalla politica , ma così facendo aiutò senza volerlo, la sinistra.
Oggi il distacco economico e sociale tra le due Città è ancora cresciuto così come la metà della Città che sta male e’ ancora aumentata come hanno detto la Caritas e lo stesso Cardinale Repole. Ma la  divisione dei livelli di benessere rimane aiutata dalla linea che porta  tutti gli eventi o iniziative della Amministrazione o delle Fondazioni bancarie nell’area centrale della Città . Tutto questo è supportato dal racconto che i personaggi che rappresentano la Citta’ e ne magnificano le sorti progressive . In qualsiasi trasmissione  a parlare di Torino  vanno Evelina Christillin e i suoi occhi belli, Del Piero , gli economisti tutti di area PD .
Poi arrivano le statistiche e ci raccontano della Torino diversa, che cresce meno della media nazionale e che fa fatica. Capitale Italia della cassa integrazione con decine di migliaia di famiglie che da anni percepiscono un introito mensile tagliato del  40%, il 75% dei giovani ha un contratto di lavoro a tempo determinato . La insicurezza e il degrado sociale nei Quartieri svantaggiati sono aumentati. Nessun lavoro di un certa importanza a 4 anni e 4 mesi dalla elezione  del sindaco è stato ultimato. I lavori finanziati dal PNRR non sono serviti a rilanciare la Città . La Giunta è costretta a pubblicizzare oggi l’acquisto dei treni della Metro che però entrerà in funzione solo nel 2033. Si darà l’avvio dei lavori della Linea 2 della Metro prima delle elezioni dimenticando che nella classifica europea delle Metropolitane è afli ultimi posti. La GTT funziona a singhiozzo. Inoltre oggi i Sindaci PD della bassa Valle sino a Rivoli mettono in discussione la TAV. La Città oltraggiata è deturpata dagli estremisti andati a scuola da Askatasuna e appoggiati apertamente dal più forte degli alleati di Lo Russo . Metà dei torinesi non risparmiano e pertanto sarebbero in gravi difficoltà se gli capitassero problemi straordinari , mentre il 15% dei torinesi investe i suoi risparmi all’estero a partire dalla grande famiglia cui il governo giallorosso fece il regalo di non mettere il golden power allorché John nel 2021 vendette un patrimonio ai francesi dimenticando che moralmente era in parte della Città che alla  sua grande azienda aveva dato tutto , anche l’anima.
Ecco perché noi che ci rifacciamo all tradizione dei grandi Sindaci torinesi come Peyron e Grosso e dei Governi De Gasperi , che con i loro provvedimenti ci diedero il Boom economico, che produsse una crescita della economia e del lavoro come mai prima nell’ storia Italia, ci battiamo per portare dopo 33 anni democraticamente l’alternativa.

Noi ci batteremo molto di più per difendere l’industria torinese , per accelerare la costruzione delle grandi opere, per rilanciare i Quartieri svantaggiati portando li nuove iniziative economiche e posti di lavoro , per sviluppare le innovazioni che deriveranno dalla applicazione della IA. Per noi Il Piano Regolatore dovrà servire a rilanciare  quei Quartieri  , senza giochetti sulle aree di Mirafiori perché li potrà trovare ospitalità un secondo produttore di auto . Torino si rilancerà solo se si rilancerà la sua periferia riutilizzando le aree che ci ha lasciato la crisi industriale Questo è l’obiettivo cui gli esperti delle nostre Università, del Politecnico , manager industriali di successo dovrebbero lavorare perché Torino si rilancerà se insieme al Sindaco ci saranno finalmente Assessori di grande levatura e competenza . La nuova Amministrazione dovrà affrontare anche il tema del rilancio dell’Aeroporto, della Fiere e il completamento della tangenziale, ampliandola con la quarta corsia laddove è necessario . Ne discuteremo in ogni sede che vorrà ascoltare e discutere le nostre opinioni dalla Bocciofile alle Parrocchie, dai Centri studi alle Università . Dopo 33 anni la democrazia deve ritornare a funzionare a Torino e quindi deve vincere il ricambio.

* Responsabile torinese UDC

Locali Storici: pasticceria Barberis di Valenza

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A cura di Piemonteitalia.eu

Questo locale vanta origini nell’ultimo decennio dell’800. Non è più nella sua prima sede, ma continua a preparare le ricette originali tipiche delle migliori pasticcerie piemontesi: la ricca torta tartufata ricoperta di cioccolato, gli amaretti e i savoiardi, le “bignole”…

Leggi larticolo:

https://www.piemonteitalia.eu/it/luoghi/locali-storici-golosi/pasticceria-barberis

Aggredisce poliziotto: arrestato

La Polizia di Stato ha coordinato a Torino un controllo straordinario del territorio “Alto Impatto” nel quartiere San Salvario che ha portato all’identificazione di 135 persone, al controllo di 8 veicoli e all’arresto di un senegalese per il reato di resistenza a P.U. e falsa dichiarazione sulla propria identità.

Durante il servizio, si è provveduto tramite personale della Polizia Locale e dell’Amiat alla rimozione di alcune masserizie, tra cui materassi, che si trovavano in un’area di cantiere situata vicino al vecchio palazzo delle Poste di Via Nizza e che venivano probabilmente sfruttati per dormire da soggetti senza fissa dimora.

In Via Ventimiglia angolo Via Corradino, personale del Commissariato di P.S. “Barriera Nizza” ha attenzionato due soggetti appiedati in atteggiamenti sospetti che, alla vista della Volante, si davano alla fuga in due direzioni diverse. Mentre il primo riusciva a far perdere le proprie tracce, il secondo, fuggiva in direzione dei giardini “Battistini”. Dopo essere stato raggiunto dal poliziotto, il ragazzo si è scagliato contro l’operatore aggredendolo per sottrarsi al controllo e riguadagnarsi la fuga, ma gli agenti riuscivano a bloccarlo.

A seguito di perquisizione, i poliziotti hanno rinvenuto 2 smartphone e 200 euro in contanti in merito al possesso dei quali il diciottenne non ha saputo fornire giustificazioni, e quindi probabile provento di attività illecita. Inoltre, durante il controllo, il senegalese ha fornito generalità che da successivi accertamenti non risultavano corrispondere alle proprie, pertanto è stato arrestato oltre che per resistenza a P.U. anche per il reato falsa attestazione a P.U.

Alla scoperta degli outlet del Piemonte

È un record particolare, ma di certo da tenere a mente: il Piemonte è la regione con più outlet d’Italia. Ossia, quella in cui è possibile comprare bene, comprare i prodotti dei grandi marchi, comprare con stile, però a basso costo. Un grosso contributo per il portafogli personale e anche per l’ambiente, che beneficia dello smaltimento a costo ribassato dell’invenduto delle migliori firme dell’abbigliamento mondiale. Inoltre, ognuno di questi paradisi dell’acquisto offre l’occasione per visitare parti diverse della regione. Perché gli outlet del Piemonte si distribuiscono omogeneamente sul territorio, offrendo occasioni d’oro e tanto divertimento.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/alla-scoperta-degli-outlet-del-piemonte

Credito fotografico: ©Outlet Serravalle

“Spazio Neruda, basta ambiguità!”

ALESSI (CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7 TO): SICUREZZA, SALUTE PUBBLICA E VALORIZZAZIONE DELL’EX ITIS GIACINTO BALDRACCO

La situazione del complesso “Neruda” di Corso Ciriè n. 7 ha ormai superato la soglia della criticità. Non siamo più di fronte a una “semplice” occupazione abusiva, per quanto già di per sé grave, ma a una vera e propria emergenza di salute pubblica. È lo stesso Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Città di Torino, infatti, a sollecitare lo sgombero immediato della struttura.
Da circa un decennio, la gestione delle famiglie occupanti è riconducibile al collettivo “Prendo Casa”, legato al centro sociale Askatasuna. L’assenza di un censimento dei residenti rende impossibile monitorare e gestire adeguatamente i profili sanitari, con particolare riferimento ai recenti focolai e alle recidive di Tubercolosi (TBC). È tempo di superare ogni ambiguità: la gestione delle fragilità sociali non può essere delegata ad antagonisti, ma deve tornare in capo all’Amministrazione Comunale.
QUESTA SERA, IL CONSIGLIO DELLA CIRCOSCRIZIONE 7 discuterà un Ordine del Giorno presentato dal gruppo Fratelli d’Italia il 13 gennaio 2026, a mia prima firma, che avviene in un momento ideale viste le discussioni di questi giorni con oggetto <<RIPRISTINO DELLA LEGALITA’ E VALORIZZAZIONE DELL’EX ITIS “GIACINTO BALDRACCO” DI CORSO CIRIE’ 7 A TORINO >> dove evidenziamo:
– che l’edificio di Corso Ciriè 7 a Torino ha ospitato per oltre un secolo l’Istituto Tecnico Industriale “Giacinto Baldracco”,
-che l’immobile, in stile liberty, conserva ancora oggi un rilevante patrimonio di macchinari professionali, attrezzature tecnico-scientifiche e materiali didattici – molti dei quali risalenti ai primi decenni del Novecento – che costituiscono un esempio di archeologia industriale di particolare importanza per Torino e per il Piemonte
– che l’Istituto ha cessato l’attività scolastica nel 2013;
– che l’edificio è di proprietà del Comune di Torino, mentre la manutenzione è in capo alla Città Metropolitana. I macchinari professionali presenti al suo interno sono di proprietà del Ministero dell’Istruzione;
– che dal 31 ottobre 2015 l’immobile risulta occupato abusivamente da oltre cento persone non censite, tra cui diversi nuclei familiari con minori, in condizioni abitative precarie e prive di un adeguato controllo igienico-sanitario, con il supporto di attivisti del centro sociale Askatasuna;
-che tale situazione che impedisce qualunque intervento di recupero, tutela e messa in sicurezza del patrimonio storico-scientifico presente all’interno
-che l’associazione A.S.Co.T., costituita da ex docenti e allievi dell’ITIS Baldracco, ha da anni avviato un percorso di tutela e valorizzazione dell’edificio e del patrimonio ivi custodito, proponendo la creazione di un polo museale, archivistico e formativo dedicato alla tradizione conciaria torinese;
che il 5 dicembre 2022 il Ministero della Cultura ha comunicato ad A.S.Co.T. l’avvio di una valutazione preliminare sull’eventuale apposizione di un vincolo culturale sull’edificio e sui beni presenti;
-che l ’Istituto Baldracco, se recuperato e trasformato in un Museo potrebbe essere inserito nei percorsi turistici e didattici della Città di Torino e del Piemonte dando pregio anche al luogo in cui è sito
E IMPEGNIAMO Il Presidente della Circoscrizione 7 a prendere in considerazione quanto richiesto e:
1. a farsi parte attiva presso le Istituzioni preposte AFFINCHE’ SI PROCEDA CON LO SGOMBERO della palazzina ed il contestuale riconoscimento delle persone occupanti;
2. ad attivarsi perché, col coinvolgimento del Ministero dell’Istruzione, l’ex istituto Baldracco possa essere trasformato in Museo con la partecipazione dell’Associazione ASCOT e possa essere così inserito nei percorsi turistici e didattici della Città di Torino e del Piemonte dando pregio e riqualificazione alla zona circostante.
SPERIAMO CHE QUESTO ODG VENGA VOTATO ALL’UNANIMITA’ DA TUTTO IL CONSIGLIO

Patrizi Alessi

Fine febbraio: occhio agli scioperi anche a Torino

Alla fine di febbraio 2026 anche a Torino ci  si prepara a giorni complessi sul fronte dei trasporti, con una serie di scioperi che potrebbero incidere in modo significativo sulla mobilità nazionale. Le mobilitazioni, proclamate da sigle come Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Usb Lavoro Privato, riguardano in particolare il comparto aereo e quello ferroviario, con possibili ripercussioni anche sul trasporto pubblico locale in diverse città.

La giornata più delicata dovrebbe essere giovedì 26 febbraio, quando è previsto uno stop di 24 ore nel settore dell’aviazione civile, con il coinvolgimento del personale di compagnie come ITA Airways, easyJet e Vueling, oltre agli addetti aeroportuali e ai servizi di assistenza a terra. Non si escludono cancellazioni e ritardi, anche se resteranno in vigore i servizi minimi garantiti previsti dalla normativa. Lo sciopero era stato inizialmente ipotizzato in una fase precedente del mese ma è stato riprogrammato per evitare sovrapposizioni con eventi di rilievo internazionale.

A seguire, tra la sera di venerdì 27 e la sera di sabato 28 febbraio, è annunciata un’astensione dal lavoro nel comparto ferroviario che coinvolgerà il personale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, inclusa Trenitalia. Anche in questo caso saranno previste fasce di garanzia per i treni a lunga percorrenza e regionali nelle ore di maggiore affluenza, ma si prevedono comunque variazioni alla circolazione e possibili soppressioni.

Le ragioni delle proteste ruotano attorno al rinnovo dei contratti collettivi, alla richiesta di adeguamenti salariali in linea con l’aumento del costo della vita e a una riorganizzazione dei turni di lavoro, tema particolarmente sentito in un settore che negli ultimi anni ha registrato carenze di organico e carichi crescenti. I sindacati chiedono un confronto più rapido con le aziende e con le istituzioni, mentre le controparti invitano a proseguire il dialogo per evitare disagi ai cittadini.

Per chi deve viaggiare negli ultimi giorni di febbraio è consigliabile monitorare costantemente le comunicazioni ufficiali delle compagnie aeree e ferroviarie, verificare l’elenco dei servizi garantiti e, se possibile, valutare soluzioni alternative o biglietti flessibili. La fine del mese si profila dunque come un banco di prova per il sistema dei trasporti italiano, stretto tra le rivendicazioni dei lavoratori e l’esigenza di assicurare continuità agli spostamenti di milioni di persone.

Più di 100mila visitatori per la mostra di Chiharu Shiota al MAO

La mostra di Chiharu Shiota al MAO – Museo d’Arte Orientale ha fatto registrare numeri eccezionali, superando i centomila visitatori in 107 giorni di apertura.

Inaugurata il 22 ottobre, The Soul Trembles ha raggiunto in meno di quattro mesi l’importante traguardo dei 100.000 ingressi, stabilendo un primato assoluto nella storia espositiva del museo.

Inserita nel calendario culturale della Fondazione Torino Musei, la mostra ha attirato in media circa 5.000 persone a settimana, con un’impennata fino a 15.000 presenze durante le festività natalizie. Un risultato che testimonia la solidità della proposta culturale e il rinnovamento dell’approccio museologico del museo torinese, oggi capace di coniugare rigore scientifico, visione culturale e dialogo efficace con il pubblico contemporaneo.

L’esposizione ha trasformato in modo incisivo gli ambienti di Palazzo Mazzonis, mettendo in relazione le installazioni dell’artista con le opere della collezione permanente. Questo progetto rappresenta l’esito di un percorso quadriennale attraverso cui il museo ha sperimentato nuove modalità espositive e performative, ridefinendo profondamente la propria offerta culturale e intercettando un pubblico sempre più giovane e sensibile.

La personale dedicata all’artista giapponese si distingue per la forza espressiva con cui affronta temi universali come identità, relazioni, vita e morte, toccando la dimensione più fragile e intima dell’esperienza umana. Un progetto capace di attrarre visitatori eterogenei e di ampliare in modo significativo la platea tradizionale.

Accanto ai frequentatori abituali, agli abbonati e agli appassionati d’arte, si è registrato infatti un incremento rilevante nella fascia 20-29 anni, oltre a una maggiore partecipazione di persone non abitualmente interessate alle mostre e di numerose scolaresche.

Il successo si è esteso anche alla sfera digitale: la community online del museo è cresciuta costantemente, con un aumento degli iscritti alla newsletter e un rafforzamento della presenza sui social. In particolare, la visibilità organica su Facebook e Instagram ha conosciuto un significativo incremento, segnale di un coinvolgimento più ampio e continuativo.

Per un’istituzione considerata di nicchia come il MAO, questo risultato appare ancora più significativo: il progetto espositivo di Chiharu Shiota ha saputo comunicare con efficacia, unendo profondità artistica e culturale a un linguaggio di forte impatto, nel senso più autentico e positivo del termine “pop”.

Mara Martellotta

Attivati 35 gruppi di ricerca per trovare donna scomparsa

Sono stati attivati nell’Alessandrino 35 gruppi di ricerca per trovare una donna di 75 anni di cui non si hanno notizie da sabato quando si è allontanata dalla propria casa a Bassignana.

I Vigili del fuoco comunicano che le attività hanno interessato l’alveo e le sponde dei fiumi Tanaro e Po, per 18 chilometri, con l’impiego di  3 imbarcazioni, il personale TAS (Specialisti in Topografia Applicata al Soccorso), il nucleo droni e l’elicottero Drago della Direzione Regionale Piemonte, piu’ numerosi volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa.

L’automotive europeo scricchiola, Torino paga il prezzo più alto

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L’appello lanciato da IndustriAll Europe ai 27 Stati membri dell’Unione Europea riporta al centro del dibattito la necessità di una politica industriale più solida e coordinata per il settore automobilistico. Secondo la federazione sindacale europea, l’automotive non sta attraversando una semplice fase ciclica negativa, ma una trasformazione profonda che rischia di tradursi in perdita strutturale di capacità produttiva, occupazione e competenze industriali. Per questo motivo viene chiesto ai governi nazionali e alle istituzioni comunitarie di adottare strumenti più incisivi, capaci di sostenere la domanda, rafforzare la filiera e garantire che la transizione ecologica non si trasformi in un arretramento industriale per l’Europa.

Il comparto automobilistico rappresenta uno dei pilastri economici del continente: contribuisce in modo significativo al PIL europeo e impiega milioni di lavoratori tra produzione diretta e indotto. Tuttavia, negli ultimi anni la produzione è diminuita sensibilmente rispetto ai livelli precedenti alla pandemia, mentre la concorrenza globale si è fatta più aggressiva. I costruttori asiatici e statunitensi beneficiano di politiche pubbliche fortemente orientate al sostegno dell’industria nazionale, di costi energetici spesso inferiori e di filiere integrate che consentono economie di scala più rapide, soprattutto nel campo delle batterie e delle tecnologie per l’elettrico. L’Europa, impegnata nella realizzazione degli obiettivi ambientali del Unione Europea, si trova così a dover conciliare la decarbonizzazione con la salvaguardia della propria base manifatturiera.

Uno dei nodi centrali riguarda proprio la transizione verso l’elettrico. L’adeguamento degli impianti, la riconversione delle linee produttive e la formazione del personale richiedono investimenti ingenti. Allo stesso tempo, la domanda interna non cresce con la velocità prevista: i prezzi delle auto elettriche restano elevati per molte famiglie e imprese, e l’incertezza economica frena gli acquisti. In questo contesto, IndustriAll Europe propone interventi mirati come incentivi strutturali alla sostituzione del parco circolante, programmi di leasing sociale per rendere più accessibili i veicoli a basse emissioni e politiche di appalto pubblico che privilegino la produzione realizzata in Europa. L’obiettivo è evitare che la trasformazione tecnologica si traduca in una dipendenza crescente da fornitori extraeuropei.

Le difficoltà del settore emergono con particolare evidenza in Italia e soprattutto a Torino, città che per oltre un secolo ha incarnato il cuore dell’industria automobilistica nazionale. Il capoluogo piemontese e il suo territorio stanno vivendo una fase delicata: la riduzione dei volumi produttivi, la riorganizzazione delle grandi aziende e la pressione sulla componentistica hanno generato incertezza diffusa. La filiera locale, composta da piccole e medie imprese altamente specializzate, risente in modo diretto delle scelte dei grandi gruppi multinazionali e della volatilità del mercato globale. Quando gli stabilimenti rallentano o riconvertono, l’impatto si estende rapidamente all’indotto, con effetti sull’occupazione e sul tessuto sociale.

Il caso torinese è emblematico di un problema più ampio: senza una strategia industriale chiara e condivisa a livello europeo, le aree a forte vocazione manifatturiera rischiano di perdere centralità. Le richieste di tavoli di crisi e di interventi straordinari da parte delle organizzazioni sindacali testimoniano la preoccupazione per il futuro di migliaia di lavoratori e per la tenuta di competenze costruite in decenni di esperienza. La sfida non è soltanto ambientale, ma anche geopolitica e sociale: mantenere in Europa la capacità di progettare e produrre veicoli significa preservare autonomia tecnologica, innovazione e occupazione qualificata.

L’appello di IndustriAll Europe, dunque, non si limita a rivendicare misure di emergenza, ma sollecita una visione di lungo periodo. Servono politiche coordinate tra i 27 Paesi, investimenti comuni nelle tecnologie strategiche, sostegno alla domanda e strumenti che assicurino una concorrenza equa con i grandi player internazionali. Per territori come Torino, dove l’automotive è parte dell’identità economica e sociale, le decisioni che verranno prese nei prossimi anni saranno decisive. Senza interventi mirati e una governance europea più determinata, il rischio è che la transizione si traduca in una contrazione industriale; con scelte coraggiose e coerenti, invece, potrebbe diventare l’occasione per rilanciare l’intero comparto su basi nuove e più sostenibili.