E’ accaduto in Barriera di Milano
Martedì pomeriggio, nel contesto di un controllo straordinario del territorio, gli agenti del Commissariato di zona stavano per procedere all’identificazione di un ragazzo, quando quest’ultimo, capite le intenzioni dei poliziotti, è fuggito a gambe levate. E’ accaduto in Via Malone e l’uomo si è diretto verso piazza Foroni dove è stato fermato. Lo straniero, un marocchino di 32 anni con precedenti di Polizia contro il patrimonio, gli stupefacenti, le persone, nonché un affidamento in prova ai servizi sociali terminato, è stato trovato in possesso di due documenti falsi, nello specifico una carta di identità e una patente di guida di nazionalità francese, e 11 mila euro in contanti suddivisi in 11 mazzette di denaro da mille euro ciascuna.
Gli accertamenti tecnici eseguiti dalla Polizia Scientifica sui documenti ne hanno confermato la falsità. Il trentaduenne ha raccontato di aver commissionato i documenti in Francia dietro pagamento di denaro. Lo straniero è stato arrestato per possesso e fabbricazione di documenti falsi e denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione.
A suo carico sono stati sequestrati anche due telefoni cellulari.
Nell’ambito dello stesso controllo, gli operatori, grazie al supporto dell’Unità Cinofila, hanno sequestrato 16,5 grammi di hashish a carico di ignoti. Lo stupefacente era nascosto tra i cespugli di via Montanaro.
Alla vigilia della festa della Repubblica e’ mancato Amedeo di Savoia duca d’Aosta, erede di un grande personaggio, l’eroe dell’ Amba Alagi, Amedeo di Savoia che morì a Nairobi, prigioniero degli Inglesi durante la seconda guerra mondiale, che ebbe l’onore delle armi dai nemici dopo una impossibile resistenza senza armi e senza viveri in Africa orientale di cui fu viceré Amedeo cercò di seguire le grandi tradizioni della sua Famiglia, a partire da Emanuele Filiberto , comandante dell’Invitta Terza Armata nella Grande Guerra, sepolto con centomila caduti al Sacrario di Redipuglia. Fece il servizio militare in Marina, giurando fedeltà alla Repubblica. Giovanissimo studente di liceo, nel 1964, partecipai a Sintra, in Portogallo, al suo matrimonio con Claudia di Francia, poi naufragato miseramente. Conservo nel mio archivio famigliare la fotografia con dedica del Duca insieme all’affascinante Claudia. Facevo la I Liceo classico ma mio nonno volle che ci ritrovassimo vicino al Re Umberto, zio dello sposo, che esprimeva la grande tradizione famigliare sabauda a cui la mia famiglia era indissolubilmente legata in pace e in guerra. Dopo la morte del Re Umberto II, ci furono maneggioni senza titoli di sorta che vollero “incoronare” Amedeo come capo della casa di Savoia ed erede al trono. Fu un’operazione squallidissima opera di un un preside pensionato che si illuse di essere arbitro niente meno dei destini di una dinastia millenaria. Mi rividi casualmente a cena con il Duca insieme al sedicente e compianto Conte Cremonte Pastotello. Mi accorsi che era in pessima compagnia, ma vidi lo stile del Duca, intatto nella sua eleganza aristocratica, nonostante tutto. Ritrovato in un ristorante torinese, lo salutai con effetto e devozione. Io voglio pensarlo oggi riappacificato con le beghe famigliari che suscitarono clamori anche mediatici inopportuni . Il capo della Casa Savoia e’ il legittimo erede Vittorio Emanuele duca di Savoia e principe di Napoli.
Dopo vent’anni finalmente partiranno i lavori nella primavera del 2022 per quella cattedrale nel deserto di via Alpignano rimasta lì, ferma da anni, che doveva diventare un Bocciodromo. Dovevano metterlo in funzione per i Mondiali di bocce del 2005, ma niente!