Al via il nuovo sportello per la consapevolezza della scelta
” La Città metropolitana di Torino – ha sottolineato la consigliera delegata all’Istruzione Caterina Greco in apertura lavori – gioca un ruolo fondamentale nel mondo scuola non solo attraverso la cura e gestione degli edifici scolastici, che sono lo spazio vitale dei nostri ragazzi, ma anche attraverso la creazione di opportunità di scelta scolastica”. A supporto di questa visione, la Consigliera ha annunciato un’importante novità che potenzia l’offerta di servizi diretti sul territorio: “Apriremo presto nella sede di Città metropolitana uno sportello dedicato specificamente alla consapevolezza della scelta“, una risorsa concreta per affiancare studenti e famiglie nel delicato momento della transizione.
I dati emersi dalla ricerca 2025/2026, che conferma le linee degli anni precedenti, delineano un quadro chiaro: l’orientamento non può più essere solo un passaggio informativo, ma deve farsi esperienza e ascolto. Se da un lato, infatti, l’82% degli studenti chiede a gran voce un approccio più pratico (laboratori e contatti diretti con il mondo del lavoro), dall’altro il 63% ammette di aver bisogno di un supporto reale nel momento di decidere. È una questione che tocca da vicino anche l’emotività: i ragazzi raccontano spesso un futuro vissuto con incertezza, che richiede strumenti di accompagnamento capaci di accogliere le loro paure.Il divario tra teoria e pratica appare evidente soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado, dove il 75% degli studenti fatica a comprendere concretamente le professioni meno note e il 57% ritiene che i percorsi scuola-lavoro non siano stati sufficienti a colmare questo vuoto.Ma la sfida non riguarda solo ragazze e ragazzi. Anche il corpo docente avverte la necessità di nuovi strumenti: il 33% degli insegnanti segnala il bisogno di una formazione più strutturata, evidenziando quanto sia complesso oggi gestire il dialogo tra scuola, famiglie e mercato del lavoro. Infine, la ricerca lancia un appello all’inclusività: con il 65% dei docenti che richiede percorsi specifici per studenti con disabilità o bisogni educativi speciali, emerge con forza l’esigenza di un orientamento che non lasci indietro nessuno, capace di adattarsi alle diverse condizioni di partenza e ai contesti familiari di ciascuno.
L’esigenza di un orientamento inclusivo, che non lasci indietro nessuno e sappia adattarsi alle diverse condizioni di partenza e ai contesti familiari di questo tipo, trova una risposta concreta nel lavoro del Ce.Se.Di. Centro Servizi Didattici della Città metropolitana di Torino. Il Centro si pone infatti come il braccio operativo di questa strategia, con l’obiettivo prioritario di offrire strumenti alle Autonomie scolastiche e opportunità formative d’integrazione per docenti e studenti.
Proprio per rispondere alla richiesta di percorsi mirati e multidisciplinari, nell’anno 2025 il Ce.Se.Di. ha registrato risultati straordinari, confermandosi un punto di riferimento per il territorio: attraverso il Catalogo regionale, ha gestito ben 110 progetti su tematiche cruciali come il benessere scolastico, l’ambiente e la legalità. Questa capacità di intercettare i bisogni reali della scuola è testimoniata dai numeri: il coinvolgimento di 2.180 docenti e 15.454 studenti descrive una rete territoriale non solo solida e reattiva, ma profondamente impegnata nel costruire una scuola che sia, per tutti e tutte, un luogo di effettiva opportunità.
Su questo sfondo, si colloca il tema centrale del suo ultimo libro. Lingiardi ha precisato di voler affrontare il masochismo come assetto psichico e relazionale e il punto che sottolinea è la tendenza a restare in situazioni che fanno soffrire, anche quando esisterebbero delle alternative. In questo senso, il masochismo è stato presentato come una dinamica complessa e tra gli esempi concreti riportati ci sono le relazioni sentimentali che si trascinano per anni, nell’attesa di una promessa mai mantenuta; i ruoli lavorativi vissuti come umilianti, ma ai quali non si rinuncia mai; delle modalità di sacrificio che diventano identità.
Nel pomeriggio, Vittorio Lingiardi si è confrontato con il pubblico presente, lasciandosi stimolare dalle domande e dagli interventi che gli hanno consentito di riprendere e approfondire temi emersi nel suo ampio intervento del mattino.