CRONACA

Turismo, rinnovato accordo tra Gtt e Federalberghi

Le strutture ricettive associate a Federalberghi Torino hanno venduto oltre 2.000 biglietti per il trasporto pubblico

 

Federalberghi Torino e Gtt – Gruppo Torinese Trasporti annunciano il rinnovo dell’accordo di collaborazione finalizzato ad ampliare i servizi offerti ai turisti che visitano la città. Nel corso della prima fase della partnership le strutture ricettive associate a Federalberghi Torino hanno venduto più di 2.000 titoli di viaggio: 100minuti e 24/48/72 ore.

L’accordo, oltre alla vendita dei biglietti presso le reception delle strutture, prevede anche la formazione, da parte del personale GTT, dei receptionist riguardo l’offerta commerciale del Gruppo. Federalberghi e GTT collaborano anche per aumentare reciprocamente la visibilità dei propri servizi utilizzando i canali informativi quali i siti web, le piattaforme sociale e le infrastrutture digitali sui bus, alle fermate e nelle strutture ricettive.

“Siamo felici di dare continuità alla collaborazione con Gtt – Gruppo Torinese Trasporti che ci consente di ampliare l’offerta di servizi al turista presso le nostre strutture ricettive – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – le reception sono spesso il primo punto informativo che il turista incontra al suo arrivo e come tali devono essere in grado di rispondere alle esigenze informative e offrire facilitazioni ai turisti. Grazie alla collaborazione con Gtt è possibile conoscere tutti i servizi turistici proposti dal Gruppo e acquistare direttamente alla reception i titoli di viaggio”.

 

“Torino è una città sempre più attrattiva come destinazione turistica e il trasporto pubblico è parte integrante dell’esperienza di visita – sottolinea Claudio De Consoli, responsabile vendite GTT – Grazie alla collaborazione con Federalberghi siamo lieti di contribuire a rendere ancora più semplice e accessibile la mobilità in città, offrendo ai visitatori servizi pratici, immediati e sostenibili”.

 

Fondazione Barilla a Torino con il Grand Tour del Libro del Risparmio

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Spreco alimentare

Dal 26 marzo al 9 aprile  prossimo, via Lagrange accoglie l’installazione artistica realizzata per promuovere un uso più consapevole del cibo, i cui effetti possono tradursi in benefici per l’ambiente e per l’economia domestica delle famiglie.
È questo il messaggio che Fondazione Barilla porta a Torino con il Gran Tour del Libro del Risparmio dal 26 marzo al 9 aprile, il progetto che sta girando l’Italia, raggiungendo milioni di persone nelle principali città italiane  e ora approda a Torino in via Lagrange.
In Italia lo spreco alimentare resta un fenomeno rilevante . Se da un lato si osservano segnali di maggiore attenzione, dall’altro il valore complessivo è  ancora elevato e continua  a pesare sia sull’ambiente sia sulle abitudini quotidiane. Secondo il rapporto Waste Watcher International, il caso Italia 2026, ogni persona getta ancora oltre mezzo chilo di cibo a settimana.  Ed è  proprio nella gestione domestica  che si gioca la partita più  importante, piccoli sprechi ripetuti nel tempo possono tradursi in un costo significativo, fino a 500 euro l’anno per famiglia.
Il progetto punta proprio su questo, offrire strumenti semplici e immediati per cambiare abitudini.  Al centro c’è  il Libro per il Risparmio, la pubblicazione gratuita di Fondazione Barilla che raccoglie 120 azioni quotidiane per gestire meglio il cibo in casa, dalla spesa alla conservazione e che si trasforma nell’installazione artistica, in un grande libro animato  per tradurre i contenuti della guida in un’esperienza visiva accessibile a tutti, con scenografie tridimensionali, movimenti meccanici e una narrazione immediata che invita a fermarsi e a osservare.
Il progetto porta la firma del regista e artista visivo Virgilio Villoresi, che unisce cinema e animazione grazie alla delicatezza della carta e ai meccanismi cinetici, mentre la paper art è  affidata a Mauro Seresini, autore di personaggi e ambientazioni interamente realizzati a mano.
Prossime tappe dopo Torino saranno Genova , il Porto Antico, e Milano, Piazza Cordusio.

Mara Martellotta

Disposizioni Anticipate di Trattamento, a che punto siamo?

 

Un convegno il 31 marzo in Città metropolitana di Torino

Quanti di noi sanno che si può decidere in anticipo sulle cure da ricevere – o non ricevere – quando non saremo più in grado di scegliere? Le DAT, Disposizioni Anticipate di Trattamento, sono un’opportunità non ancora colta, un diritto a disposizione su cui la cittadinanza va sensibilizzata, e che potrà essere sempre più rilevante con il passare degli anni e l’invecchiamento della popolazione. D’altra parte, si tratta anche di un tema delicato, che coinvolge la sfera più intima di ogni persona, cioè quella della salute e in ultima analisi della fine della vita: implica aspetti etici, psicologici, sanitari e giuridici.
Per questo la Città metropolitana di Torino ha organizzato, martedì 31 marzo nell’Auditorium di Corso Inghilterra 7 a Torino a partire dalle 9,00, il convegno dal titolo “DAT, una pagina da scrivere – Diritto, medicina e amministrazione nelle disposizioni di trattamento“.
“L’appuntamento – spiega Rossana Schillaciconsigliera metropolitana delegata alle Politiche sociali e di parità – arriva alla fine di un lungo percorso di studio e dibattito che ha visto coinvolti gli ufficiali di stato civile dei maggiori Comuni del territorio, il Consiglio dei notai che attualmente sono abilitati a raccogliere le disposizioni, le ASL, medici, docenti universitari di diritto e associazioni impegnate sui diritti civili”. ” Il convegno – conclude la consigliera Schillaci – vuole essere anche un punto di inizio per una serie di attività di sensibilizzazione e divulgazione sul tema, che d’ora in avanti organizzeremo sul territorio”.
La mattinata si aprirà con i saluti delle principali istituzioni locali e degli ordini professionali, per poi entrare nel vivo con interventi dedicati ai confini giuridici e filosofici dell’autodeterminazione. Il cuore dell’evento sarà una tavola rotonda multidisciplinare: un confronto a più voci che vedrà dialogare esponenti del mondo medico, legale e notarile, esperti di bioetica e linguistica, rappresentanti del mondo religioso e dell’amministrazione pubblica. Questa varietà di competenze permetterà di analizzare il tema in tutte le sue sfaccettature — dal diritto sanitario alla gestione dei servizi demografici — concludendosi con il contributo di Roberta DottaPresidente IX sezione del Tribunale Ordinario Civile di Torino.
L’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Piemonte e Valle d’Aosta accredita l’evento con 3 crediti formativi e 1 crediti di natura deontologica o di ordinamento professionale.

La polizia rimpatria cittadino albanese

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha provveduto all’accompagnamento immediato in frontiera di un cittadino albanese poche ore dopo che lo stesso era stato fermato nel corso di un controllo in città.

Nella notte, gli agenti della Squadra Volante fermavano un’auto che transitava in corso San Maurizio con due persone a bordo. Il conducente mostrava agli agenti i documenti mentre il passeggero ne risultava sprovvisto. Quest’ultimo, un cittadino albanese di 44 anni, veniva accompagnato in Questura per la verifica della sua posizione sul territorio nazionale.

L’uomo risultava gravato da due condanne definitive, la prima risalente al 2013 per reati in materia di stupefacenti e la seconda del 2023 per atti persecutori, minaccia e violazione di domicilio per le numerose condotte aggressive nei confronti dell’ex fidanzata dopo la fine della loro relazione a seguito della quale era stato disposto il divieto di avvicinamento alla donna.

A seguito degli accertamenti esperiti presso l’Ufficio Immigrazione, inoltre, è emerso che l’uomo era inottemperante a un’espulsione dal territorio italiano e anche alla luce di quest’ultimo elemento, per l’uomo è scattato il rimpatrio con l’immediato accompagnamento in frontiera eseguito da personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino nella serata dello stesso giorno in cui l’uomo è stato fermato in corso San Maurizio.

 

Arrestato un evaso che si spacciava per il fratello

La Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino italiano di quarantadue anni per evasione, denunciandolo, altresì, per aver fornito false generalità.

Durante un servizio di controllo del territorio in zona Lingotto, una pattuglia dell’UPGSP ha notato tre uomini bivaccare nei giardini Battistini, nel cuore della notte.

I poliziotti, insospettiti, si sono avvicinati al gruppetto e nel corso dell’identificazione dei tre, uno di essi si è mostrato particolarmente nervoso, fornendo oltretutto agli agenti false generalità: si è spacciato, infatti, per il fratello, dicendo di trovarsi a Torino per motivi lavorativi.

I poliziotti, controllando le generalità fornite, apprendevano che il soggetto in questione si trovava recluso presso il carcere di Napoli, facendo sorgere forti dubbi sulla veridicità di quanto detto dall’uomo.

Dai riscontri dattiloscopici, gli operatori di polizia hanno appurato che lo stesso, con il vero nome, risultava inottemperante a un’ordinanza emessa a suo carico dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che lo collocava alla misura degli arresti domiciliari.

E’ stato pertanto arrestato per evasione e denunciato per aver fornito le generalità del fratello.

L’uomo aveva precedentemente disatteso la misura degli arresti domiciliari in diverse circostanze.

Parchi e quartieri sotto controllo: Torino alza il livello della sicurezza

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Scatterà il 31 marzo il nuovo piano sicurezza firmato dal prefetto Donato Cafagna, che recepisce il decreto-legge del 24 febbraio 2026 sulle “disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica”. Torino viene divisa in sei zone a vigilanza rafforzata, individuate sulla base dei dati sui reati e delle segnalazioni dei cittadini.

Le aree coinvolte sono ampie e ben note: dai quartieri Dora Vanchiglia, San Salvario, San Donato e Barriera di Milano, fino a piazza Bengasi–Nizza Millefonti e alle zone della movida del Centro. Dentro anche diversi giardini e spazi verdi, come il Maiocco, l’Alimonda, il Battistini, il Sambuy, il Madre Teresa di Calcutta e lo Schiapparelli.

In queste zone le forze dell’ordine  potranno allontanare per 48 ore chi tiene comportamenti violenti, minacciosi o particolarmente molesti, soprattutto se già denunciato negli ultimi cinque anni per reati gravi contro la persona o il patrimonio, droga o uso improprio di armi. Se i comportamenti si ripetono, il questore potrà spingersi oltre e vietare l’accesso fino a un anno (il cosiddetto Dacur).

Parallelamente aumentano i controlli su locali e attività: sotto osservazione la vendita di alcolici, soprattutto ai minori, ma anche distributori automatici e aree esterne. Più verifiche anche sul rispetto del Codice della strada, con un occhio a quei mezzi – monopattini compresi – spesso utilizzati per furti o spaccio.

Il giro di vite si inserisce in un’attività già intensa: dall’inizio dell’anno Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno controllato 58mila persone, denunciandone oltre 1.600 e arrestando 657 individui. Sequestrati anche più di 206 chili di droga.

Sul fronte della prevenzione, prosegue il potenziamento della videosorveglianza e delle iniziative contro fenomeni come le truffe agli anziani e il disagio giovanile vicino alle scuole. Per questi interventi sono stati messi in campo circa 4,5 milioni di euro tra il 2024 e il 2026, nell’ambito del Patto per la sicurezza tra Prefettura e Comune, a cui si aggiungono fondi regionali e nuove risorse in arrivo.

Una rivoluzione digitale nella gestione del diabete

 

I risultati del convegno di mercoledì 25 marzo scorso di Motore Sanità

Aggiornare i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio, con l’obiettivo di estendere l’accesso a tutti i pazienti diabetici in terapia insulinica, compresi quelli trattati esclusivamente con insulina basale. Il Piemonte è impegnato nella costruzione di un modello di assistenza più vicino ai cittadini, in grado di ridurre le ospedalizzazioni evitabili, migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con il diabete e rafforzare il ruolo dell’assistenza territoriale nella gestione delle patologie croniche. Per approfondire questi sviluppi, Motore Sanità ha organizzato il convegno “Diabete. L’unione fa la forza, insieme è più facile”, realizzato con il supporto incondizionato di ABBOTT. Il nuovo piano socio-sanitario regionale 2025-2030 introduce strumenti innovativi pensati per trasformare la gestione del diabete, con una forte attenzione a prevenzione, prossimità, equità e continuità assistenziale. Tra le priorità figurano il miglioramento degli esiti clinici, la riduzione delle disuguaglianze territoriali e l’estensione della telemedicina come componente integrante dei servizi sanitari regionali.
I dati provenienti dai sistemi di monitoraggio saranno integrati nei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA Regionali per il diabete), diventando strumenti essenziali per la governance e la programmazione sanitaria. Inoltre, grazie alla crescente diffusione dei dispositivi digitali e al potenziamento del fascicolo sanitario elettronico 2.0, gli operatori sanitari potranno accedere ai dati in tempo reale, consentendo interventi più tempestivi e trattamenti sempre più personalizzati. Secondo gli esperti, questo nuovo modello organizzativo contribuirà a ridurre le visite ambulatoriali non necessarie, con un impatto significativo sulle liste d’attesa, una delle principali sfide dell’assistenza territoriale.

“Il diabete rappresenta oggi una delle principali sfide per i sistemi sanitari – ha dichiarato l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – non solo per la sua diffusione, ma anche per l’impatto che ha sulla qualità di vita delle persone e sulla sostenibilità delle cure. Per questo deve diventare un ambito prioritario di innovazione organizzativa e clinica, capace di valorizzare le nuove tecnologie, la telemedicina e l’integrazione tra ospedale e territorio. In Piemonte, grazie alle linee guida regionali, stiamo rafforzando la rete diabetologica, il ruolo della medicina territoriale e i percorsi di presa in carico multidisciplinare. L’obiettivo è garantire ai pazienti un’assistenza continuativa e sempre più vicina ai bisogni delle persone, puntando sull’educazione e la prevenzione terapeutica. Solo attraverso il lavoro condiviso tra istituzioni, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti, possiamo continuare ad affrontare in modo efficace una patologia complessa come il diabete”.

“La gestione del diabete mellito tipo 1 e tipo 2, nell’ottica del raggiungimento di un ottimo compenso glico-metabolico e la conseguente riduzione del rischio cardiovascolare, delle complicanze, e con conseguente aumento dell’aspettativa di vita. Questi importanti progressi sono legati ai passi in avanti compiuti dalle aziende farmaceutiche, che hanno prodotto farmaci molto innovativi e potenti per la gestione del diabete mellito – ha dichiarato Riccardo Fornengo, presidente AMD Piemonte e Valle d’Aosta – questi cambiamenti della farmacopea sono stati affiancati anche da notevoli balzi in avanti delle industrie tecnologiche, che hanno permesso di mettere sul mercato sensori per il controllo continuo della glicemia e microinfusori dotati di algoritmi che hanno cambiato la qualità di vita dei pazienti. La tecnologia, in questo caso, non è solo un supporto alla terapia, ma parte integrante di essa. Le linee guide AMD SID ISS prevedono che la tecnologia sia resa disponibile e offerta ai nostri pazienti con diabete mellito tipo 1 e tipo 2. Le linee guida internazionali seguono la stessa linea di pensiero. Nel caso delle persone con diabete di tipo 1, il sensore del controllo della glicemia è diventato uno strumento essenziale, e i microinfusori un punto di svolta di gestione della qualità della vita. Anche per le persone con diabete tipo 2 e l’uso di terapie insuliniche, l’uso del sensore per il controllo della glicemia ha cambiato la qualità della cura, permettendo di raggiungere compensi non raggiungibili precedentemente per timore delle ipoglicemie. La Regione Piemonte da anni ha una gestione della tecnologia attraverso gare, al fine di poter offrire il meglio ai propri cittadini, ma con un controllo più attento dei costi riguardanti la tecnologia, anche se sarebbe importante considerare questi costi come investimenti sulla salute delle persone con diabete mellito”.

Mara Martellotta

Torino, 260mila euro per la palestra dell’Istituto Vittorino Da Feltre

 

Un nuovo intervento volto a migliorare la sicurezza e la qualità degli spazi scolastici torinesi interesserà la palestra dell’Istituto Comprensivo Vittorino Da Feltre di via Finalmarina a Torino.

L’operazione, del valore complessivo di circa 260mila euro, è finanziata con fondi del Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito del PNRR – Next Generation EU e sarà realizzata nel corso del 2026.

Il progetto esecutivo è stato approvato questa mattina dalla Giunta Comunale, su proposta dell’assessora Salerno, avviando così l’iter che porterà alla procedura di affidamento dei lavori e alla successiva apertura del cantiere.

“L’intervento – sottolinea Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino – rappresenta l’impegno della Città nel cogliere ogni opportunità possibile di finanziamento e continuare il lavoro di rinnovamento degli spazi educativi cittadini. Un altro passo concreto per garantire ambienti scolastici più confortevoli, offrendo a ragazze, ragazzi, bambine e bambini luoghi adeguati in cui non solo sentirsi a casa, ma svolgere attività sportive in serenità, senza interruzioni e in condizioni di piena sicurezza.”

Nel dettaglio, le opere riguarderanno il ripristino della copertura e la messa in sicurezza della palestra, attraverso interventi di manutenzione straordinaria finalizzati a garantire la piena funzionalità della struttura per studenti e personale scolastico. L’intervento si inserisce nel più ampio programma della Città dedicato alla manutenzione e alla riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico, che conta oltre 300 edifici.

TorinoClick

Furto con esplosivo al bancomat Unicredit

Nel corso della nottata, alle 3.30 circa, in via Braccini di Robassomero (TO), ignoti hanno fatto esplodere mediante ordigno cd “marmotta” il bancomat della locale agenzia UNICREDIT fuggendo subito dopo nelle vie limitrofe. Refurtiva in corso di quantificazione; accertamenti tecnici sull’edificio danneggiato; indagini in corso dei carabinieri di Venaria.

Quattro arresti per la rapina col taser

L’AGGRESSIONE ERA AVVENUTA IL 7 GIUGNO SCORSO NEL QUARTIERE

MIRAFIORI. LA VITTIMA, UN UOMO DI 40 ANNI RESIDENTE IN FRANCIA

Si erano dati appuntamento in Strada del Drosso, nel quartiere di Mirafiori sud, la sera del 7 giugno

2025, vittima e aggressori – quest’ultimi quattro, tutti di origine nordafricana e tra i 46 e i 36 anni –

per concludere “affari” di non precisata natura.

Durante l’incontro però, improvvisamente, i quattro uomini avrebbero inizialmente tentato di

costringere la vittima (un cittadino del Camerun e residente in Francia) a salire a bordo di

un’autovettura. Al rifiuto opposto dall’uomo, gli indagati avrebbero posto in essere una violenta

aggressione, colpendolo ripetutamente con pugni e calci e utilizzando uno storditore elettrico al fine

di impedire alla vittima ogni possibile reazione. L’aggressione, interrotta solo grazie all’intervento

di una residente affacciatasi dalla finestra allarmata delle grida, ha permesso al gruppo di

impossessarsi di diversi effetti personali, tra cui 270 euro, documenti di identità, carta di credito,

monili d’oro e il telefono cellulare, per poi darsi alla fuga.

Il quarantenne, dopo essere stato dimesso dall’ospedale con 7 giorni di prognosi, era

successivamente rientrato in Francia, mentre i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia

Torino Mirafiori – coordinati dalla Procura di Torino – hanno sin da subito avviato le indagini

raccogliendo telecamere di videosorveglianza, testimonianze e analisi tecniche. Evidenze

investigative che hanno portato gli investigatori a raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei

confronti dei quattro indagati, per i quali la Sezione G.I.P. del Tribunale di Torino ha disposto

l’emissione della custodia cautelare in carcere.

Nel corso delle indagini, i militari hanno inoltre constatato che uno dei quattro indagati avrebbe

anche tentato di effettuare un acquisto online con la carta di credito della vittima.

Durante l’esecuzione dell’ordinanza, notificata le settimane scorse, i Carabinieri hanno rinvenuto e

sequestrato – nell’abitazione di uno degli indagati- uno storditore elettrico ritenuto compatibile con

quello utilizzato durante il violento pestagg