CRONACA

La Regione potenzia le Case rifugio contro la violenza di genere

Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità: “Con questo investimento interveniamo per consolidare e ampliare la rete, superando squilibri territoriali ancora presenti. La priorità a Novara e Vercelli nasce proprio da qui: colmare un vuoto e garantire a tutte le donne, in ogni area del Piemonte, lo stesso accesso ai servizi».

La Regione Piemonte rafforza concretamente la rete di protezione per le donne vittime di violenza con l’approvazione dei criteri per l’accesso ai finanziamenti destinati alla realizzazione, all’adeguamento e all’acquisto di immobili da adibire a case rifugio. L’importo complessivo stanziato è pari a 1.469.807 euro.

Un elemento qualificante della misura è il criterio preferenziale previsto per le province di Novara e Vercelli, oggi le uniche ancora sprovviste di case rifugio. Una scelta che punta a colmare un divario territoriale e a costruire una rete realmente uniforme, garantendo pari accesso ai servizi su tutto il Piemonte.

Le risorse, saranno assegnate tramite avviso pubblico e consentiranno di aumentare i posti disponibili, migliorare la qualità e l’accessibilità delle strutture – anche per le persone con disabilità – e rafforzare la capacità di risposta del sistema territoriale.

«Migliorare l’accoglienza nelle case rifugio significa dare risposte concrete alle donne che trovano il coraggio di uscire da situazioni di violenza – dichiara l’assessore regionale alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili, Marina Chiarelli –. Si tratta di luoghi di protezione, autonomia e rinascita. Con questo provvedimento investiamo su sicurezza, dignità e futuro, consolidando una rete che deve essere sempre più capillare, accessibile e vicina ai bisogni reali delle donne e dei loro figli. Inoltre, con questo investimento interveniamo per consolidare e ampliare la rete, superando squilibri territoriali ancora presenti. La priorità a Novara e Vercelli nasce proprio da qui: colmare un vuoto e garantire a tutte le donne, in ogni area del Piemonte, lo stesso accesso ai servizi».

I contributi potranno coprire fino all’80% del costo dei progetti, con un tetto massimo di 200 mila euro per intervento e un cofinanziamento minimo del 20% da parte dei soggetti proponenti. Potranno partecipare enti locali, associazioni ed enti del Terzo settore, anche in forma associata, con comprovata esperienza nel sostegno alle donne vittime di violenza.

«Investire in queste strutture significa affermare con forza che nessuna donna deve sentirsi sola. La risposta delle istituzioni deve essere concreta, coordinata e all’altezza della sfida» conclude l’assessore Chiarelli.

Sequestrate slot illegali. Contestati tributi evasi e sanzioni per oltre 6 milioni

 

La Guardia di finanza di Torino, in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), hanno eseguito 20 interventi presso esercizi commerciali del capoluogo piemontese. Riscontrate irregolarità nella gestione di apparecchi da intrattenimento.

L’intervento – condotto dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano Torino e da personale della Direzione Territoriale Piemonte e Valle d’Aosta dell’ADM, al termine  delle investigative avviate nei mesi scorsi, ha, in particolare, interessato 3 bar ubicati nel quartiere “Barriera di Milano”, all’interno dei quali sono stati rinvenuti 7 apparecchi da gioco irregolarmente installati in quanto non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli  e sprovvisti dei necessari titoli autorizzativi.

È stato accertato come le schede di gioco presenti all’interno dei dispositivi non erano conformi alle specifiche tecniche; alcune delle stesse sono, peraltro, risultate dismesse da società terze, estranee all’attività illecita.

Le apparecchiature, il denaro in esse contenuto – superiore a 3.500 euro – e le schede elettroniche irregolari sono stati, pertanto, sottoposti a sequestro probatorio, già convalidato dall’Autorità giudiziaria.

Il rappresentante legale delle società e un socio della stessa sono stati denunciati a piede libero in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo e in ipotesi d’accusa, di frode informatica ed esercizio di giochi d’azzardo.

Gli approfondimenti svolti hanno anche consentito di appurare che il predetto socio, pur risultando titolare del solo 1% delle quote, dirigeva, di fatto, l’attività dell’impresa mentre il rappresentante legale “ufficiale”, titolare del 99% delle quote, non esercitava alcun potere gestionale.

Sono state contestate sanzioni amministrative che, nel minimo, sono pari a euro 87.000 (se corrisposte entro 60 giorni), nonché constatati tributi evasi e correlate sanzioniper oltre 6 milioni di euro, di cui euro 1.839.600 a titolo di “Prelievo Erariale Unico” (l’imposta applicata sulle somme complessivamente giocate negli apparecchi da intrattenimento), ed euro 4.415.040 per sanzioni e interessi.

I finanzieri hanno, inoltre, riscontrato violazioni alla normativa giuslavoristica, avendo identificato nei predetti locali due dipendenti irregolarmente retribuiti per contanti e un lavoratore completamente “in nero”. Applicate sanzioni amministrative nei confronti del datore di lavoro per 255.000 euro.

Infine, sono state constatate 10 irregolarità relative alla trasmissione e memorizzazione dei corrispettivi telematici e per l’assenza dei controlli periodici sul registratore di cassa.

In Val di Susa, ulteriori 5 interventi presso sale giochi, i finanzieri hanno rilevato, in un caso, la presenza, nel punto raccolta scommesse, di soggetti non in possesso della licenza di polizia, e in 4 casi la violazione delle limitazioni orarie al funzionamento degli apparecchi da gioco prevista, sull’intero territorio piemontese.

Le operazioni confermano l’impegno della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a contrasto del gioco d’azzardo, a tutela degli operatori che rispettano le regole e dei giocatori da proposte di gioco insicure e prive di garanzie, salvaguardando così le fasce sociali più deboli della popolazione.

 

AAA Iniziative ludico-culturali rivolte all’infanzia cercansi

Nel Cuneese, a Fossano, Saluzzo e Savigliano, aperta una “call” per raccogliere proposte educative rivolte al mondo dell’infanzia

E’ possibile inviare le proposte fino a venerdì 17 aprile

Fossano (Cuneo)

L’invito arriva dal “Sistema Bibliotecario” di Fossano, Saluzzo e Savigliano, in collaborazione con “NOAU / Officina Culturale” (Collettivo nato nel 2016 a Cuneo e operante nella “progettazione, management e valorizzazione culturale del territorio”) ed è rivolto ad Associazioni, Enti e Realtà territoriali invitate a proporre iniziative culturali ed esperienze ludico – educative per l’infanzia, atte alla creazione di un “calendario condiviso” per la “fascia d’età 0 – 6 anni”, inclusive ed accessibili ai diversi bisogni esperienziali e basate su “partecipazione attiva e scoperta”, nonché replicabili nelle diverse sedi del “Sistema”.

Per l’invio delle proposte c’è tempo fino a venerdì 17 aprile prossimo e per  partecipare é sufficiente compilare il questionario “online” che è possibile trovare sul sito del “Sistema Bibliotecario” all’indirizzo www.sbfossano.it.

Le proposte saranno valutate dalle Biblioteche e i soggetti proponenti selezionati verranno ricontattati. Per informazioni scrivere a info@sbfossano.it o chiamare il numero telefonico 0172/699700.

“Le Biblioteche sono spazi vivi, in cui la cultura diventa esperienza condivisa fin dai primi anni di vita. Con questa ‘call’ vogliamo coinvolgere il territorio per costruire insieme nuove opportunità di crescita, accessibili e inclusive per tutte le famiglie”, spiega Donatella Rattalino, “vice-sindaca” e “assessora alla Cultura” del Comune di Fossano.

La “call”, che rientra nel Progetto “Allin”, sostenuto dalla “Fondazione Compagnia di San Paolo” nell’ambito del bando “Cultura per crescere 2025” giunto alla sua quarta edizione, è dedicata a chi si impegna e intende sempre più impegnarsi nella creazione di positive esperienze rivolte all’infanzia, attraverso la cultura, l’educazione e la creatività nei territori di Fossano, Saluzzo e Savigliano, al fine di contribuire a generare benessere, crescita e relazione attraverso la mirata abitudine all’uso e all’avvicinamento al “mondo della lettura e dei libri”, ma non solo.

Il Progetto “Allin” lavora infatti “sul benessere delle famiglie 0 – 6 attraverso la cultura – spiegano i responsabili – portando nelle Biblioteche ‘letture ad alta voce’ e ‘attività partecipative’”. Il tutto con un impegno importante e continuo, affiancato altresì dal Progetto “Biblioteca Itinerante Inclusiva”, sostenuto dalla “Fondazione CRC” attraverso il bando “Impegnati nei Diritti”, che “amplia lo sguardo e mette al centro l’inclusione e la fragilità cognitiva, coinvolgendo il territorio in un lavoro di rete”.

Per info: tel. 0172/699700 o www.sbfossano.it

g.m.

Nelle foto: Bimbi e famiglie “al lavoro” in Biblioteca e Donatella Rattalino (da sito www.comune.fossano.cn.it)

Sicurezza sul lavoro e parità di genere, convegno della Fondazione Bellisario 

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La sicurezza sul lavoro non è neutra e non può essere affrontata senza considerare le differenze di genere. Da questa consapevolezza nasce il convegno dal titolo “Salute e sicurezza sul lavoro: il ruolo della donna tra parità e diversità di genere per una visione etica di impresa”, in programma il 16 aprile prossimo, alle ore 14, presso l’Auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

L’iniziativa è promossa dalla delegazione Piemonte della Fondazione Marisa Bellisario, che da anni lavora per affermare una cultura della leadership femminile e delle pari opportunità nel mondo delle imprese e delle istituzioni. Tra gli ospiti dell’incontro, la Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Lella Golfo, figura centrale nel dibattito italiano sulle politiche di genere, nonché madrina e fattrice della legge sulle quote di genere nei Consigli di Amministrazione delle aziende quotate e partecipate.

“Siamo ormai consapevoli che un approccio di genere nell’ambito della vita politica, sociale ed economica non sia raccomandabile, ma necessario – spiega Lella Golfo – andare oltre questa consapevolezza significa far sì che le donne non restino beneficiarie di norme e regole, ma agiscano come agenti di cambiamento di una nuova cultura, anche sul fronte della salute e della sicurezza. Dall’osservatorio privilegiato della Fondazione Bellisario abbiamo favorito e visto crescere, dentro le aziende, la sensibilità e l’attenzione verso questi temi, ma certamente occorre fare di più. In questo senso una forte leadership femminile può fare la differenza, introducendo una prospettiva diversa e inclusiva, accelerando l’innovazione e inglobando profili di rischio alternativi. La salute e il benessere psicofisico dei lavoratori è un presupposto di crescita per le aziende, per la società, per il Paese, e non può esprimersi senza un approccio che tenga conto delle differenze tra uomini e donne. Ancora una volta, non si tratta di un tema di genere, ma di progresso”.

Il convegno si propone di aprire una riflessione concreta sul rapporto tra prevenzione, parità e responsabilità delle imprese, sottolineando come la sicurezza sul lavoro debba essere letta anche dal punto di vista di genere. Un tema sempre più rilevante sia per l’evoluzione della normativa, sia per la crescente attenzione verso modelli organizzativi capaci di integrare la tutela della salute e la sostenibilità sociale.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Patrizia Sandretto, Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Valeria Ferrero, referente della Fondazione Marisa Bellisario – Delegazione Piemonte e la stessa Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario.

La prima sessione del convegno sarà dedicata al tema della prevenzione in ottica di genere e al ruolo delle istituzioni e della medicina del lavoro nella gestione dei rischi professionali. Il secondo momento di approfondimento sarà invece dedicato agli strumenti di tutela per la sicurezza delle donne nei luoghi di lavoro e alle strategie per promuovere la parità di genere nelle organizzazioni.

Il convegno si concluderà con uno spazio di confronto dedicato al punto di vista delle imprese e delle associazioni imprenditoriali. A moderare l’incontro saranno Valeria Ferrero e Chiara Giuntelli, avvocata penalista del Foro di Torino, esperta in sicurezza sul lavoro. I lavori termineranno alle 18.30 con un momento di networking e con la possibilità per i partecipanti di visitare le esposizioni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Mara Martellotta

Giornata Mondiale del Parkinson l’11 aprile, dieci consigli per giocare d’anticipo

In occasione della Giornata Mondiale del Parkinson, che ogni anno si celebra l’11 aprile, la comunità medica e le associazioni dei pazienti  si uniscono  per accendere i riflettori su una delle patologie neurodegenerative più diffuse.
Quando si pensa al Parkinson l’immagine che balza subito alla mente è  quella del tremore alle mani. In realtà questa patologia è molto più complessa e spesso inizia con segnali sottili, quasi invisibili, che possono manifestarsi anche anni prima dei disturbi motori più  evidenti, come la perdita dell’olfatto, disturbi del sonno con movimenti bruschi, micrografia, cambiamento nella scrittura che diventa improvvisamente più piccola, compressa e difficile da leggere, lentezza nei movimenti, riduzione della mimica facciale, depressione nel tono dell’umore.
Notare uno di questi sintomi non deve, però, diventare  motivo di allarme immediato. Molti di questi disturbi  sono comuni e possono dipendere da fattori del tutto diversi quali stress, stanchezza, il naturale avanzare dell’età. L’obiettivo non è  spaventarsi, ma usare questi segnali come un  promemoria per consultare il proprio medico, l’unico in grado di valutare il quadro clinico nel suo insieme e verificarne le cause effettive.
La diagnosi precoce e uno stile di vita corretto non sono solo strategie di prevenzione, ma veri e propri pilastri con chi convive con la malattia. Contro la malattia del Parkinson non esiste ancora una cura definitiva, la ricerca conferma che l’approccio multidisciplinare è  la chiave per rallentarne la progressione.
Il dottor Piero Bottino, Diregente Medico specializzato in geriatria e membro del gruppo dedicato alla riabilitazione dei pazienti parkinsoniani, attivo da più di 24 anni presso il Presidio Sanitario San Camillo di Torino, lo sa bene.

Dieci i suoi consigli utili per la prevenzione e la cura del Parkinson, affiancati ad un approccio  multidisciplinare perrallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Per prima cosa non bisogna affrontare la malattia da soli e fin dal momento della diagnosi cercare con chi condividere esperienze, ansie e paure. Il ruolo delle Associazioni è fondamentale per non sentirsi isolati. Secondo aspetto è  quello di mantenere il proprio stile di vita, gli interessi e le abitudini di sempre, perché la malattia non coincide con la persona.
Fondamentale è  poi affidarsi a esperti nella cura. Oggi si può fare molto con farmaci o altre opzioni terapeutiche che vanno gestite da chi ha esperienza. Considerare poi l’attività  fisica come parte integrante della cura, inserendo nella giornata momenti di movimento ed esercizio, anche se non si è  abituati a farlo. Il movimento mantiene una  buona attività cerebrale. Se le difficoltà,  non solo motorie, lo richiedono, affidarsi ad esperti della riabilitazione multidisciplinare in campo sanitario.
Osservare scrupolosamente gli orari della terapia, suggeriti dai curanti. Le terapie “fai da te” possono causare gravi scompensi e non permettere di capire l’utilità e l’efficacia della terapia medesima.
Fondamentale  è poi curare l’alimentazione seguendo i consigli dei medici e dei nutrizionisti, spostando l’assunzione di proteine la sera, tale da rendere la terapia più efficace.

È poi molto importante mantenere sotto controllo il peso corporeo, che permette una migliore gestione dei movimenti.  Altrettanto fondamentale è  curare la qualità del sonno. Affrontare le giornate riposati permette di ridurre la stanchezza e migliora le capacità  cognitive. È  poi importante pensare ad attività di gruppo come TAI CHI, danza, camminata veloce, tennis, tennis da tavolo o altre. Oltre ai benefici del movimento, far parte di gruppi aiuta la relazione e migliora l’umore.
Vivere la lentezza, spiegando a chi sta intorno le proprie difficoltà. Superare il disagio del confronto sociale riduce la fatica delle relazioni e del giudizio. Un altro aspetto fondamentale è  quello di mantenere una buona stimolazione della mente, da allenare come il corpo, attraverso la lettura, l’imparare nuove attività,  la conversazione, il coltivare gli interessi, che è un esercizio fondamentale per non far vincere il Parkinson.
È  inoltre essenziale ricordare che ogni persona è una singolarità, con le proprie caratteristiche e la propria storia. Una diagnosi è  un punto di svolta nella vita, ma non un termine. Le relazioni, gli incontri con i medici e i professionisti della cura e con altre persone che condividono difficoltà e fatiche riducono il peso e aumentano la qualità del vivere quotidiano.

Mara Martellotta

Lago Sirio, 90enne trovato senza vita

Tragedia nella tarda mattinata di oggi al lago Sirio di Ivrea. Il cadavere di un uomo di 90 anni  è stato avvistato da alcuni passanti che hanno immediatamente lanciato l’allarme.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Ivrea, che hanno provveduto al recupero del corpo, e i sanitari del 118 Azienda Zero, che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Presenti i carabinieri della compagnia di Ivrea, che, in base ai primi accertamenti, non escludono l’ipotesi di un gesto volontario.

VI.G

Borgo San Paolo, stretta della polizia: sanzioni per 21mila euro e un arresto

Quasi 400 persone controllate, 6 denunciate e una raffica di sanzioni per 21mila euro. È questo il bilancio dei servizi straordinari di controllo del territorio, avviati dal Commissariato di Polizia “San Paolo” di Torino del mese di marzo, diretti a contrastare la microcriminalità e prevenire reati.

Nel corso delle operazioni sono stati segnalati 6 soggetti all’Autorità Giudiziaria e accertate 4 violazioni amministrative legate al consumo e alla detenzione di sostanze stupefacenti. Gli agenti hanno inoltre verificato 8 esercizi pubblici e controllato 80 persone, per un importo complessivo di sanzioni pari a circa 21.000 euro.

Durante uno dei controlli, in corso Trapani all’angolo con via Tirreno, i poliziotti hanno notato un giovane a bordo di un monopattino che, alla vista della pattuglia, ha accelerato tentando la fuga. Nel tentativo di sottrarsi al controllo, il ventenne avrebbe colpito gli agenti facendoli cadere a terra, ma è stato bloccato poco dopo. Dalla perquisizione sono stati trovati 50 grammi di hashish, 460 euro in contanti e due smartphone. La successiva ispezione domiciliare ha portato al rinvenimento di altri 300 grammi di hashish, una bustina di marijuana e strumenti per il confezionamento. Il ragazzo è stato arrestato. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari: fino a una sentenza definitiva, vale la presunzione di innocenza.

VI.G

Confidi, cresce il credito direttamente alle imprese

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COMITATO TORINO FINANZA: RAPPORTO CONFIDI 2026

STOCK DI GARANZIE PER 7,4 MILIARDI ALLE PMI

 

A fine 2025 questi consorzi erano 164. In crescita l’erogazione di credito diretto alle imprese. Vladimiro Rambaldi: “Il sistema dei Confidi continua a rivestire un ruolo importante nell’affiancamento e nell’accompagnamento delle PMI”.

 

Alla fine del 2025 i Confidi in Italia erano 164, di cui 30 Confidi maggiori e 134 minori. Il numero è in diminuzione di 15 unità rispetto all’anno precedente (due Confidi maggiori in meno per effetto di fusioni; 13 in meno fra i minori). I Confidi italiani detengono complessivamente (31/12/2024) 7,4 miliardi di euro di stock di garanzie (-4,%). In un solo anno ne hanno emesse per circa 2,7 miliardi (-3%). In crescita l’erogazione di credito direttamente alle imprese da parte dei Confidi maggiori: oltre 600 milioni di euro a fine 2025, con un +6,7% rispetto al 2024. Sono i numeri più significativi che fotografano l’attività di questi consorzi la cui funzione fondamentale è agevolare l’accesso al credito alle PMI attraverso il rilascio di garanzie a favore delle banche. Lo stato di salute di questi enti viene valutato nel Rapporto 2026 dell’Osservatorio permanente sui Confidi, che il Comitato Torino Finanza ha presentato oggi a Roma.

I lavori sono stati introdotti da Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza, e da Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino. Nel vari interventi si è parlato del futuro dei Confidi, che si devono confrontare con i sistemi statistici automatizzati (credit scoring) utilizzati da banche e finanziarie per vagliare l’affidabilità creditizia di chi richiede un prestito, con il peso sempre maggiore per le imprese dei fattori di sostenibililità (ESG), con il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi di valutazione del credito.

E’ dal 2005 che il Comitato Torino Finanza realizza questa ricerca con cui analizza il mercato italiano delle garanzie fidi, seguendone l’andamento anche alla luce dell’evoluzione normativa e proponendo alcuni spunti di discussione sulle politiche pubbliche di cui i Confidi sono destinatari e attuatori.

Il rapporto dimostra – afferma Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza – che il sistema dei Confidi continua a rivestire un ruolo importante nell’affiancamento e nell’accompagnamento delle imprese di minori dimensioni e che si sta evolvendo per stare al passo con i tempi. E così vediamo che è divenuta una realtà ormai consolidata l’erogazione di credito diretto da parte dei Confidi maggiori, i quali svolgono in questo modo una importante funzione di supplenza, ovviando, almeno in parte, al fabbisogno di finanza proveniente dal tessuto delle micro e piccole imprese. Nel campo della sostenibilità i Confidi sono in grado di fare da cerniera tra la piccola impresa e la banca ed evitare che i cosiddetti fattori ESG, ormai destinati a incidere in maniera crescente sull’erogazione del credito, si trasformino in un ulteriore e incompreso fattore di complessità amministrativa. Infine, i Condidi sono consapevoli dell’ utilità dell’intelligenza artificiale nei processi di valutazione del merito creditizio e grazie alla loro prossimità, conoscenza del territorio e comprensione del contesto economico dell’impresa possono ridurre l’asimmetria informativa sulle PMI”.

Nel rapporto emerge che la solidità patrimoniale dei Confidi sia maggiori che minori è giudicabile come adeguata in relazione ai rischi assunti, anche se per quanto riguarda la sostenibilità economica del core business dei Confidi – l’erogazione di garanzie sul credito alle PMI – la quasi totalità fa registrare un rapporto fra costi e ricavi operativi della gestione caratteristica non sufficiente (87% dei Confidi maggiori e l’81% del campione dei Confidi minori).  Solo negli ultimi 3 esercizi (2022-2024) i Confidi maggiori e quelli minori del campione hanno cumulato un margine operativo negativo per 149 milioni di euro (-121 milioni i confidi maggiori, -28 milioni i confidi minori). Tale situazione è solo in parte compensata dagli aspetti non core della gestione, il principale dei quali è l’attività di investimento della liquidità detenuta.

Ma il punto chiave – è stato sottolineato dagli estensori del rapporto, Diego Bolognese e Gianmarco Paglietti – è che ormai il valore dei Confidi non sta solo nel mitigare il rischio, ma nel saperlo leggere meglio. Il futuro dei Confidi non si gioca solo sulla quantità di credito attivato, ma sulla qualità delle informazioni che sono in grado di produrre e governare. Perché, oggi, il vero vantaggio competitivo non è avere meno rischio, ma essere più leggibili.

Piazza Benefica, troppe cadute al mercato: quando l’estetica non basta

 

I nuovi pavimenti della piazza sollevano dubbi sulla sicurezza: tra avvallamenti e griglie metalliche, diversi frequentatori del mercato hanno perso l’equilibrio

Questa mattina, durante una passeggiata al mercato della piazza Benefica, a Torino, ho fatto una brutta caduta. Non è un “relata refero”, non è un “ricevo e inoltro”: è successo a me. Camminavo tra i banchi quando, all’improvviso, ho perso l’equilibrio e sono letteralmente volata a terra. Il punto in cui sono inciampata è uno di quei tratti del nuovo pavimento della piazza dove si trovano piccoli avvallamenti accanto alle reti di metallo inserite nella pavimentazione.

Per fortuna sono accorsi subito alcuni operatori del mercato che mi hanno aiutata con grande gentilezza a rimettermi in piedi. Nulla di grave, per fortuna, ma lo spavento è stato notevole. E soprattutto, parlando con loro, ho scoperto che non si tratta affatto di un episodio isolato.

Mi hanno raccontato che qualche giorno fa un signore anziano è caduto rovinosamente, arrivando addirittura a rotolare sotto un banco. Altre persone, mi hanno detto, hanno perso l’equilibrio negli stessi punti. Piccoli incidenti, per ora, ma abbastanza frequenti da far nascere una domanda semplice e inevitabile: questi lavori sono stati realizzati davvero tenendo conto della funzionalità e della sicurezza, oppure si è privilegiato soprattutto l’aspetto estetico?

Qualcuno mi ha anche riferito che il problema sarebbe già stato segnalato. Tuttavia, almeno per ora, sembra che nessuno sia intervenuto. E allora torna un dubbio che purtroppo accompagna spesso la gestione degli spazi pubblici: bisogna aspettare che accada qualcosa di più grave prima di prendere provvedimenti?Il mercato della piazza Benefica è uno dei più frequentati della città. Tra i banchi si muovono ogni giorno centinaia di persone: molti anziani, famiglie con bambini, persone che camminano con borse della spesa pesanti. Proprio per questo motivo la sicurezza delle superfici e dei percorsi dovrebbe essere una priorità assoluta.Le piazze possono essere anche belle, certo. Ma prima di tutto devono essere sicure per chi le attraversa ogni giorno.

Maria La Barbera

“Le Madri della Repubblica Italiana” all’Urp del Consiglio regionale

Inaugurata nelle sale dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Consiglio Regionale, in viaArsenale 14 G

In occasione dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne è  stata inaugurata nelle sale dell’ufficio Relazioni con il Pubblico del Consiglio Regionale , in via Arsenale 14 G, a Torino, la mostra dal titolo “Le Madri della Repubblica Italiana”. L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Consulta femminile regionale e l’associazione Toponomastica femminile, è composta da 15 pannelli con immagini e testi.
Vengono presentate le targhe stradali con cui, in tutta Italia, sono ricordate le ventuno donne che hanno partecipato tra il 1946 e il 1948 all’Assemblea Costituente, composta complessivamente da 556 deputati.

“Siamo qui per celebrare le donne – ha esordito il presidente del Consiglio Regionale Davide Nicco, al momento dell’inaugurazione della mostra – per la prima volta esse poterono votare nel 1946 ed elessero queste donne qui ricordate sulle targhe delle strade, le 21 donne che hanno contribuito a scrivere la Costituzione. Noi oggi possiamo essere orgogliosi di loro e abbiamo il dovere di ricordarle”.

“Spesso abbiamo visto queste madri Costituenti – spiega la consigliera segretaria Valentina Cera- donne che hanno letteralmente scritto la storia, non giustamente riconosciute. Invece c’è un percorso culturale che insieme dobbiamo continuare a fare, anche attraverso l’intitolazione delle strade che percorriamo ogni giorno, per ricordarci di loro e di quanto hanno fatto per noi ottanta anni fa”.

“Oggi gli storici della Resistenza stanno finalmente aprendo delle finestre sul ruolo che le donne hanno avuto in quei venti mesi – ha dichiarato Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione – Le donne non sono soltanto figure che hanno accudito e supportato, ma anche vere protagoniste, determinanti per le sorti della Liberazione. Posso solo immaginare i sentimenti di gioia e di soddisfazione che provarono le donne andando a votare per la prima volta nel 1946. Vorrei che oggi avessimo anche solo una parte di quell’entusiasmo per la partecipazione alla democrazia”.
La presidente della Consulta femminile regionale, Fulvia Pedani, ha ricordato in particolare le tre donne piemontesi che hanno fatto parte dell’Assemblea Costituente, Teresa Mattei, Rita Montagnana e Teresa Noce, figure significative della politica del dopoguerra che noi abbiamo il dover di non dimenticare .

La mostra intitolata ” Le Madri della Repubblica Italiana” sarà  visitabile all’URP del Consiglio Regionale fino al 30 aprile prossimo, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30. Venerdì dalle 9 alle 12.30. Ingresso libero

Mara Martellotta