CRONACA

CS2 Italy, a Torino gli studiosi di scienze sociali computazionali

La conferenza è organizzata da ISI Foundation in collaborazione con la Società Italiana di Scienze Sociali Computazionali. L’incontro accoglierà esperti di diverse discipline, dalla sociologia alle scienze politiche, dalla psicologia all’economia, dalle scienze cognitive all’informatica, fino alle scienze naturali e applicate, con l’obiettivo di esplorare l’intersezione tra fenomeni sociali e metodi computazionali.

I relatori invitati includono la Prof.ssa Roberta Sinatra, del Center for Social Data Science dell’Università di Copenhagen; il Prof. Alessandro Flammini, della School of Informatics, Computing, and Engineering dell’Indiana University; il Prof. Geoff Boeing, del Dipartimento di Urban Planning and Spatial Analysis della University of Southern California; la Prof.ssa Milena Tsvetkova, del Department of Methodology della London School of Economics and Political Science; il Prof. Taha Yasseri, del Centre for Sociology of Humans and Machines del Trinity College di Dublino.

Il comitato di programma della conferenza include accademici provenienti dai principali atenei nazionali attivi in questo ambito, tra i quali l’Università di Trento, l’Università di Torino, il Politecnico di Torino, la Fondazione Bruno Kessler, il CNR e l’Università di Milano.

Durante l’evento, sostenuto anche da Fondazione CRT, verranno discusse sfide aperte e nuovi metodi per comprendere e prevedere i fenomeni sociali grazie all’integrazione di metodi quantitativi, modelli computazionali e grandi quantità di dati, inclusa la nuova complessità emergente dall’interazione tra esseri umani e agenti di intelligenza artificiale.

“Confrontarsi sulle scienze sociali computazionali significa oggi contribuire ad affrontare, dal punto di vista scientifico, le grandi sfide contemporanee, dall’inclusione digitale al futuro della vita urbana, passando per la previsione di emergenze socio-sanitarie, climatiche, demografiche o energetiche. Come ISI Foundation siamo felici di poter ospitare i migliori studiosi di questo campo riuniti alle OGR di Torino per la Conferenza CS2 Italy. Tre giorni di lavori che promettono discussioni approfondite, presentazioni di ricerche innovative e opportunità di networking grazie alla presenza di relatori di altissimo profilo scientifico“, ha dichiarato Alessandro Vespignani, Presidente di ISI Foundation e Professore alla Northeastern University.

Progetto “Uscite di sicurezza”, i danni invisibili

L’edizione 2026 del progetto “Uscite di sicurezza”, nato per volontà della Città di Torino per costruire e diffondere la cultura della sicurezza nelle scuole, nell’attività sportiva e nell’ingresso nel mondo del lavoro è intitolata “Sicurezza è salute-i danni invisibili”, traendo spunto da uno dei dieci punti del manifesto sulla sicurezza elaborato nell’edizione 2024 dai giovani partecipanti. Il focus è rivolto a quelle forme di sofferenza emotiva e relazionale che spesso non emergono, ma condizionano profondamente la vita delle persone. Al centro di analisi e attività ci sono i giovani, tra i più esposti a stress e fragilità emotive di varia natura.

Partendo da un’analisi del contesto, i numeri sul lavoro e sui giovani occupati sono positivi, poiché in Piemonte, secondo fonti regionali, gli occupati salgono al 69%, mentre la percentuale di NEET scende al 21%, dall’altro lato crescono ancora gli incidenti mortali sul lavoro (1093 in Italia, di cui 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere). Guardando ai decessi in occasione di lavoro, il Piemonte conta 65 vittime nel 2025. Nella fascia presa in considerazione dall’Osservatorio Vega, che confronta le morti in rapporto agli occupati, il Piemonte rientra in zona arancione, il che significa che l’incidenza degli incidenti mortali sul lavoro è superiore alla media nazionale. Inoltre si registrano sempre con maggiori frequenze difficoltà relazionali e stati di malessere psicofisico che impediscono alle persone di vivere le proprie esperienze in modo soddisfacente e sereno, e che rischiano di mutare in danni psicosociali soltanto apparentemente invisibili, perché incidono profondamente su chi li vive.
“Nell’edizione 2026 del progetto ‘Uscite di sicurezza’ – spiegano gli organizzatori – si intende declinare il tema della sicurezza come componente del benessere lavorativo: sono i lavoratori stessi a indicarlo quale priorità che supera anche la dimensione economica. Proporre il tema a chi si sta affacciando al mondo del lavoro significa fare prevenzione e cogliere aspetti che possono proporsi già nell’esperienza scolastica”.

Come nelle scorse edizioni, la realizzazione del progetto è affidata alla Cooperativa Sociale Motiva, che prende forma tra l’unione tra le cooperative Alice, Il Ginepro, Orso e il Consorzio CIS, Ismel-Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali, e l’Associazione Job Film Days.

La Regione Piemonte ha inserito i rischi psicosociali tra le priorità strategiche del Piano Regionale della Prevenzione, in coerenza con il Piano Nazionale 2020-2025. Il territorio registra un incremento significativo di condizioni di stress, sovraccarico emotivo e difficoltà relazionali nei contesti lavorativi e comunitari, con ricadute dirette sulla salute, sulla produttività e la coesione sociale.
Una recente indagine condotta dall’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, nel gennaio 2026, ha evidenziato la necessità di un’azione mirata sulla prevenzione della violenza, sulla discriminazione e sulla criticità relativa al carico di lavoro.
“I danni invisibili – spiegano gli organizzatori – sono quelli che pesano maggiormente, soprattutto per i giovani. Con questa edizione vogliamo dare voce a ciò che spesso resta nascosto e offrire nuove possibilità di benessere e partecipazione. Vogliamo riflettere su questi temi con l’aiuto di esperti e con la mediazione di educatori professionali, insieme ai giovani prossimi all’entrata nel mondo del lavoro, con l’obiettivo di fornire spunti per educare anche a questi rischi, che hanno ripercussioni tutt’altro che invisibili”.
Dopo il successo delle scorse edizioni verrà riproposto #PROUDTOBESAFE, un urban game, un gioco a squadre finalizzato alla sensibilizzazione e all’informazione riguardanti la sicurezza in città. Lo scopo del gioco è superare una serie di prove incentrate sui temi della sicurezza, che forniscono un punteggio crescente in rapporto alla difficoltà. Alle prime tre squadre classificate verrà attribuito un premio in buoni acquisto.

L’edizione 2026 di #PROUDTOBESAFE si terrà sabato 9 maggio con partenza dal Polo del ‘900 e arrivo ai Magazzini OZ

Mara Martellotta

Rapina al pescatore: 16enni fermati con la Vespa rubata

Hanno iniziato chiacchierando con la vittima, poi hanno estratto due coltelli e l’hanno costretta a consegnare la Vespa: denunciati. È successo lo scorso 14 aprile ad un pescatore che si trovava sulle sponde del lago Torbiera, nel Canavese, quando due ragazzi di 16 anni lo hanno minacciato con l’arma.

Dopo cinque ore di ricerche nella zona, i militari della sezione Radiomobile di Ivrea, hanno rintracciato i due minorenni a Cascinette d’Ivrea, ancora a bordo del ciclomotore rubato. Uno dei due portava un coltello con lama lunga 19 cm, impiegato nel colpo. Il veicolo è stato restituito immediatamente al legittimo proprietario. I minorenni dovranno affrontare l’accusa di rapina aggravata in concorso e porto d’armi bianche.

VI.G

Rapinatore aizzava cane Malinois contro le vittime

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino marocchino di 37 anni, per rapina aggravata e resistenza a Pubblico Ufficiale.
L’intervento è scattato a seguito di una rapina, in Corso Giulio Cesare, ai danni di due cittadini originari del Bangladesh che, all’arrivo degli agenti del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna, presentavano vistose ferite al volto e alle gambe.
L’aggressore, dopo aver preteso una sigaretta, aveva rapinato le vittime utilizzando una bottiglia di vetro per colpirle al volto e scagliando contro i due giovani un cane di razza Malinois, privo di guinzaglio, incitando l’animale all’attacco.
Il trentasettenne si era dato alla fuga subito dopo l’aggressione, ma veniva individuato dalla Volante a poca distanza. Alla vista dei poliziotti, l’uomo tentava nuovamente di aizzare il cane contro gli operatori per guadagnarsi la fuga. Tuttavia, gli agenti lo bloccano, mettendo in sicurezza l’animale, nonostante la violenta resistenza opposta.
Alla luce dei fatti l’uomo è stato arrestato per rapina aggravata e resistenza a Pubblico Ufficiale e condotto, su disposizione dell’autorità giudiziaria, presso la locale Casa Circondariale. L’animale è stato invece affidato in custodia al Canile Municipale di Torino.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato sino alla sentenza definitiva.

Droga e 3mila euro nascosti nella lavatrice: arrestato

Cocaina, crack e denaro contante nascosti con cura nel cestello della lavatrice. È quanto ha scoperto la Squadra Mobile in un appartamento di via Rovigo, nel quartiere Aurora, dove nei giorni scorsi è scattato l’arresto di un uomo.

Gli agenti, impegnati in un servizio di osservazione su una possibile attività di spaccio, hanno notato un 31enne di origini senegalesi mentre si dava controlli frequenti, scrutando più volte i dintorni per accertarsi che non ci fossero persone a osservarlo.

Dopo averlo fermato nei pressi del palazzo, i poliziotti hanno eseguito la perquisizione personale e quella nell’abitazione. L’operazione ha dato esito positivo: nella fessura tra il cestello e la scocca della lavatrice sono stati trovati oltre 270 grammi di cocaina, circa 40 grammi di crack e 2.900 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati anche materiale per il confezionamento, sostanze da taglio e un bilancino di precisione.

Al termine dei controlli, su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari. Il procedimento è ancora nella fase iniziale delle indagini e, come previsto dalla legge, l’indagato è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva.

VI.G

Dalla Regione un aiuto alle scuole di montagna

Una misura concreta per tutelare i presidi educativi e contrastare lo spopolamento dei territori montani

La Regione Piemonte attiva un nuovo intervento a sostegno dei territori montani con un bando che destina 340 mila euro per l’anno scolastico 2026/2027 alla riorganizzazione delle pluriclassi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

La misura si inserisce nel quadro della delibera del 9 marzo scorso, che prevede azioni per il mantenimento del servizio scolastico nelle aree montane più marginali e per la razionalizzazione delle situazioni di pluriclasse, ed agisce su una delle principali criticità segnalate dalle comunità locali: la sostenibilità dell’offerta scolastica nei piccoli plessi.

Il bando consente infatti di finanziare il parziale sdoppiamento delle pluriclassi, coprendo i costi per personale scolastico aggiuntivo o per l’estensione dell’orario di servizio, con l’obiettivo di rafforzare la presenza dei docenti e migliorare la qualità della didattica.

Destinatarie del bando sono le Unioni Montane piemontesi, che presentano la domanda in collaborazione con gli istituti scolastici di riferimento per i plessi situati nei Comuni montani. Per le scuole primarie il contributo è riconosciuto per ogni intervento di razionalizzazione delle pluriclassi fino a un massimo di 5.000 euro; per le scuole secondarie di primo grado è commisurato ai progetti di parziale sdoppiamento delle pluriclassi, fino a un massimo di 8.000 euro per intervento.

Si tratta di risorse regionali già stanziate e operative, alle quali si aggiungerà con un successivo provvedimento un’integrazione di circa 400 mila euro, destinata sia a rafforzare la dotazione sulle pluriclassi sia a consentire l’attivazione del mantenimento del servizio scolastico nei territori montani più fragili.

«Alle richieste dei territori rispondiamo con atti concreti – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna Marco Gallo – Questa misura si inserisce in una programmazione più ampia che agisce su due fronti: da un lato la gestione delle pluriclassi, dall’altro il mantenimento dei presìdi scolastici nei territori montani più fragili. Con le risorse già stanziate e con l’integrazione prevista rafforziamo la capacità di azione della Regione su entrambi gli ambiti. L’obiettivo è garantire continuità e qualità del servizio scolastico, sostenere le famiglie e contribuire alla tenuta sociale delle comunità montane».

Le domande potranno essere presentate attraverso la piattaforma regionale FINDOM entro il 19 giugno 2026.

Le risorse saranno assegnate per consentire l’attivazione degli interventi già dall’avvio dell’anno scolastico 2026/2027.

Condannato il “ras dei mercatini”

Francesco Ferrara, considerato  il “ras” di Cioccolatò e dei Mercatini di Natale, è stato condannato oggi a Torino  a 7 anni e 6 mesi. Confermata in primo grado l’aggravante del metodo mafioso, già riconosciuta nel processo con rito abbreviato che vedeva imputati alcuni componenti della sua banda. Secondo l’accusa, il gruppo interveniva presso i creditori di Ferrara ricorrendo a minacce e, in alcuni casi, addirittura a sequestri. Sono quattro le condanne, tre delle quali con aggravante mafiosa, per reati quali sequestro di persona, lesioni, minacce e tentata estorsione, oltre a un’assoluzione.

Bimba nasce in casa a Torino: sta bene

La neonata è in buone condizioni ed è stata trasferita all’ospedale Martini.

Il parto è avvenuto nella notte all’interno di un’abitazione di corso Toscana, dove l’intervento coordinato della Centrale operativa del 118 e dell’équipe sanitaria si è rivelato decisivo.

Intorno alle 3.50 il marito di una donna di 41 anni ha contattato i soccorsi dopo la rottura delle acque. L’operatore sanitario è rimasto al telefono per guidare i presenti nelle prime fasi, mentre un’ambulanza veniva subito inviata sul posto.

L’evoluzione è stata rapidissima: la donna, già madre di tre figli, è entrata in travaglio nel giro di pochi minuti. All’arrivo dei soccorritori, la nascita era ormai imminente e non è stato possibile organizzare il trasferimento in ospedale.

I sanitari del 118 hanno quindi assistito al parto direttamente in casa, concludendolo senza complicazioni.

Anziano rapinato e assaltato al bancomat: quattro arresti

Rapinato da quattro ragazzi mentre rientrava a casa, anziano derubato del portafoglio e dei soldi al bancomat: arrestati. È successo nel primo pomeriggio di qualche settimana fa, a ridosso del quartiere Lanzo, lungo corso Toscana. Un 84enne, intento a rientrare a casa con il suo bastone, è stato avvicinato da quattro ventenni, una donna e tre uomini, che gli si sono fermati accanto a bordo di un’auto.

Il gruppo gli ha rivolto un pretesto per avvicinarsi, è passato dal dialogo alla pressione e, quando l’anziano ha cercato di resistere, lo ha strattonato con forza strappandogli il borsello. Una volta in possesso del portafoglio, i quattro sono ripartiti in auto e hanno subito iniziato a prelevare al bancomat usando la carta della vittima.

Dopo l’allarme al 112, le pattuglie del Nucleo Radiomobile di Torino sono scattate in azione, incrociando le indicazioni sul veicolo con il tracciato dei movimenti al bancomat. In poco tempo i militari hanno individuato i quattro in un’area urbana vicina, li hanno bloccati in flagranza per rapina in concorso e uso indebito di carta di pagamento e li hanno portati nel carcere Lorusso e Cutugno.

Il portafoglio e i 440 euro appena prelevati sono stati restituiti all’anziano, mentre l’auto usata per il colpo è stata sequestrata insieme a circa 1.800 euro ritenuti provento di reati simili.

VI.G

Anche a Torino la “Giornata della salute mentale materna”

(World Maternal Mental Health Day), presso l’ospedale Sant’Anna di Torino 

L’importanza del benessere psicologico delle madri

Il 6 maggio 2026 si celebra la “Giornata mondiale della salute mentale materna”, come ogni anno il primo mercoledì di maggio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di preservare il benessere psicologico in gravidanza e post-partum e promuovere la prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi psichici perinatali. Istituita nel 2016, mira a rompere lo stigma, promuovere cure adeguate e supportare le madri che soffrono di disturbi perinatali.

L’ospedale Sant’Anna di Torino intende celebrare questa giornata con un importante Convegno. Mercoledì 6 maggio 2026 dalle ore 8,30 alle ore 16,30, presso l’Aula Dellepiane dell’ospedale Sant’Anna (via Ventimiglia 1), si terrà l’evento “Salute mentale materna e benessere delle famiglie e della società”, preceduti dai saluti istituzionali di Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Diventare genitori è un profondo processo di trasformazione, una strada costellata da desideri, aspettative, timori, investimenti emotivi sia individuali che familiari. I mesi della gestazione fino al parto possono essere accompagnati da stress e tensione emotiva. Spesso si crede allo stereotipo che vede la gravidanza e il puerperio come un periodo idilliaco e sereno, ma non è sempre così. Secondo l’OMS nel mondo, circa 1 donna su 5 sperimenta depressione o ansia durante la gravidanza o, più spesso, nell’anno successivo al parto e circa il 20% di queste donne arriva ad avere pensieri suicidi o a compiere atti di autolesionismo. Ignorare la salute mentale non solo mette a rischio la salute e il benessere generale delle donne, ma ha anche un impatto sullo sviluppo fisico ed emotivo dei famigliari. Questa giornata intende porre attenzione sulla salute emotiva delle madri, spesso trascurata, anche a causa di limiti e tabù. Sappiamo che la salute mentale materna non riguarda solo la madre, ma ha un impatto profondo sull’intera famiglia e sul neonato. Aiutare una madre vuole dire appunto aiutare una famiglia e lo sviluppo emotivo, cognitivo e relazionale del bambino.

Durante la gravidanza si vivono momenti di forte cambiamento che potrebbero anche avere zone d’ombra. Le trasformazioni che intervengono in questo periodo sono accompagnate da una mobilitazione psichica molto impegnativa che coinvolge sia l’aspetto fisico e fisiologico, sia quello psicodinamico e relazionale. In base al proprio vissuto in questo periodo possono emergere emozioni positive come gioia e speranza o emozioni negative con ansia e tristezza. Nonostante la depressione sia una delle più comuni complicanze della gravidanza, accentuata ancora di più negli ultimi anni a causa della pandemia, ci sono ancora tanti tabù e le donneprovando vergogna, evitano di esprimere il loro disagio. Donne di ogni cultura, età, reddito ed etnia possono sviluppare disturbi dell’umore nel periodo perinatale. I sintomi possono comparire in qualsiasi momento durante la gravidanza ed i primi 12 mesi dopo il parto.

Intercettare precocemente i segnali di questo malessere non è facile, anche perché le donne scontano ancora un forte condizionamento culturale. La mancanza di conoscenze sulla depressione post partum e l’accettazione acritica di alcuni miti sulla maternità possono essere un ostacolo significativo tanto da rendere talune mamme, e chi le circonda, incapaci di riconoscere i segnali e i sintomi che caratterizzano questa condizione. Le aspettative, spesso idealizzate, si scontrano inevitabilmente con l’impegno concreto legato alle continue richieste di cura provenienti dal nuovo nato, con i necessari cambiamenti delle abitudini coniugali e con la significativa riduzione dei rapporti sociali.

Per tutte queste ragioni molte donne sono riluttanti a cercare un aiuto professionale per paura di essere considerate persone deboli e fragili o ingratamente insoddisfatte. Malgrado alcuni aspetti comuni, il comportamento delle madri depresse appare molto eterogeneo: è indispensabile dunque tener conto dell’estrema complessità della sintomatologia depressiva, considerando tutte le variabili di rischio o di protezione, in grado di aggravarne o mitigarne il quadro. I partner possono rappresentare un fattore protettivo determinante se sono disponibili a livello emotivo, propositivi e altamente supportivi, mentre al contrario è stata rilevata una significativa correlazione tra assenza del sostegno da parte dei partner e grado di depressione. È fondamentale dunque parlarne per poter creare o ritornare con nuovi modelli ad una cultura del supporto materno, riconoscere i segnali di rischio ed approntare interventi precoci che puntino a sostenere le «buone» capacità materne. L’ospedale Sant’Anna di Torino intende celebrare questa giornata con un importante Convegno che tratta ed abbraccia tutti questi temi in un’ottica multidisciplinare e preventiva. Sarà inoltre l’occasione per presentare un nuovo strumento a sostegno della genitorialità: il libretto “Nascere piccoli piccoli. Il nostro viaggio in Terapia intensiva Neonatale”, scritto da due psicologhe borsiste del Sant’Anna e la ricerca “Sapere per”, in collaborazione con l’Università, che indaga la conoscenza delle donne in gravidanza sul significato e l’appropriatezza dei vari test di screening prenatali cui si sottopongono ed il bisogno di lavorare sulla cura della comunicazione medico – paziente.

E’ necessario sollecitare le istituzioni affinché in un’ottica di promozione della salute intensifichino le misure di supporto tempestivo ed efficace per le donne e le loro famiglie, ed aumenti la consapevolezza sulla salute femminile attraverso un dibattito collettivo.

E’ importante che la vasta comunità educante veda la gravidanza e la maternità non solo come una felice realizzazione della donna ma come una scelta responsabile e complessa che coinvolge la storia familiare di ogni donna, il rapporto con la propria madre e al contempo la vastità delle sue relazioni e l’intreccio emotivo dei suoi vissuti.

Riconoscere la fatica e la complessità del “nascere madre” significa accogliere e rimanere sensibili al grido di sofferenza spesso silenzioso di molte donne e alla loro necessità di aiuto.