CRONACA

Trapianto cuore-fegato mai eseguito prima salva giovane paziente a Torino

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Per la prima volta al mondo, un giovane paziente affetto da una rarissima condizione congenita è stato salvato grazie a un trapianto combinato cuore-fegato eseguito presso l’Ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

L’intervento ha riguardato un uomo di 32 anni nato con situs viscerum inversus, una rara anomalia anatomica che comporta la disposizione “a specchio” degli organi interni rispetto alla loro normale posizione. Il paziente, originario della Campania, conviveva fin dalla nascita con una grave cardiopatia congenita che lo aveva costretto a sottoporsi a tre interventi a cuore aperto tra infanzia e adolescenza.

Nonostante gli interventi gli avessero consentito di raggiungere l’età adulta, nel tempo le complicanze cardiache avevano determinato un progressivo deterioramento epatico, evoluto in cirrosi. Nell’ultimo anno, il quadro clinico si era aggravato ulteriormente con l’insorgenza di un carcinoma epatico. Le terapie locali avevano inizialmente contenuto la malattia, ma la comparsa di un nuovo nodulo ha reso necessario un trapianto combinato di cuore e fegato, unica possibilità terapeutica.

La presenza del situs viscerum inversus rappresentava però una sfida straordinaria: l’anatomia completamente invertita del paziente rendeva estremamente complesso l’impianto di organi provenienti da un donatore con struttura anatomica normale.

Il paziente è stato quindi affidato a un’équipe multidisciplinare torinese che ha coinvolto specialisti dell’Ospedale Infantile Regina Margherita e delle Molinette. I professionisti hanno elaborato una strategia innovativa, decidendo di inserire il paziente in lista per un trapianto cuore-fegato in blocco, procedura mai realizzata prima in un caso con queste caratteristiche.

La svolta è arrivata quando il Coordinamento Donazione e Prelievi del Piemonte ha segnalato la disponibilità di un donatore compatibile al Centro Regionale Trapianti e al Centro Nazionale Trapianti. Si è così attivata una complessa macchina organizzativa che ha coinvolto numerosi operatori sanitari.

Durante l’intervento, mentre il paziente veniva preparato in sala operatoria, un’équipe multispecialistica si è recata nell’ospedale del donatore per il prelievo del blocco cuore-fegato, mantenendo un costante coordinamento con il team trapianti. Una volta giunti a Torino, gli organi sono stati impiantati mantenendo il cuore in continuità con il fegato e posizionando quest’ultimo nella sede fisiologica.

L’operazione è durata complessivamente 17 ore, di cui oltre 12 dedicate alla chirurgia. La complessa anatomia del paziente ha imposto soluzioni tecniche innovative, tra cui la ricostruzione di nuove connessioni vascolari utilizzando segmenti provenienti dal donatore. Al termine dell’intervento, il blocco cuore-fegato ha ripreso regolarmente la propria funzionalità.

Il decorso post-operatorio, seppur complesso come previsto per un intervento di tale portata, è stato gestito con successo dall’équipe di Cardio-Rianimazione e da specialisti di diverse discipline. Attualmente il paziente è ricoverato nell’area semintensiva chirurgica del Centro Trapianto Fegato e sta proseguendo positivamente il percorso riabilitativo.

Secondo la direzione generale della Città della Salute, questo intervento rappresenta un risultato di eccellenza a livello europeo e mondiale e costituisce un modello destinato a essere sviluppato anche nel futuro Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione.

Anche l’Regione Piemonte ha sottolineato come questo trapianto, di straordinaria complessità tecnico-organizzativa, apra nuove prospettive nel campo dei trapianti combinati e confermi il ruolo di eccellenza del sistema sanitario piemontese.

Furto da quasi 30mila euro all’antiquario: un arrestato

La Polizia di Stato ha eseguito a Torino un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa del Tribunale di Torino, nei confronti di un cinquantottenne italiano gravemente indiziato di una rapina commessa la scorsa estate all’interno di un negozio di antiquariato del centro cittadino.

L’uomo, fingendosi interessato all’acquisto di alcuni gioielli, era entrato all’interno dell’attività commerciale e aveva intimato alla titolare la consegna di preziosi, minacciandola con un coltello. Ne nasceva una colluttazione al culmine della quale il 58enne, dopo aver afferrato la donna per le braccia e averla trascinata sul retro del negozio, le legava i polsi e le caviglie con nastro adesivo, coprendole anche la bocca.

Nella circostanza, l’uomo riusciva a impossessarsi di un cofanetto contenente monili e oggetti di gioielleria per un valore complessivo stimato in circa 20.000 euro, nonché di 8.000 euro in contanti, dandosi poi alla fuga.

L’attività investigativa, svolta da personale della Squadra Mobile torinese attraverso l’analisi dei tabulati e l’individuazione fotografica, permetteva di acquisire elementi utili all’identificazione dell’autore del fatto, che nel Settembre del 2025 rendeva dichiarazioni confessorie in ordine alla rapina in argomento presso gli Uffici della Polizia Ferroviaria della stazione di Mestre (VE).

Le indagini determinavano l’A.G. a emettere nei confronti dell’uomo, stanti i gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico, il provvedimento, che gli è stato notificato nei giorni scorsi presso la locale casa circondariale “Lorusso e Cutugno”, ove l’uomo risulta detenuto dal Novembre 2025, poiché arrestato in flagranza per il reato di lesioni commesso in danno di personale sanitario del locale ospedale “San Giovanni Bosco”.

A Torino “Un Succo per la Vita” con UGI

Un succo di melograno per sostenere la ricerca sulle predisposizioni genetiche al cancro e costruire percorsi di cura sempre più mirati e sicuri per i più  piccoli. In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, che si celebra il 15 febbraio prossimo, UGI, Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini, aderisce all’iniziativa nazionale di FIAGOP , “Un Succo per la Vita”.  UGI sarà  presente con un banchetto il 15 febbraio 2026 dalle 11 alle 16 in via Lagrange 45 a Torino, di fronte a Kasanova, e il 16 febbraio dalle 9 alle 14 in piazza Polonia a Torino, di fronte all’Ospedale Regina Margherita.

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 2500 tumori pediatrici. Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato come una parte significativa delle neoplasie che colpiscono bambini, adolescenti e giovani adulti sia legata a condizioni genetiche ereditarie che aumentano il rischio di sviluppare un tumore.  Riconoscere precocemente queste predisposizioni significa migliorare diagnosi, prevenzione e percorsi di cura,  rendendoli più sicuri per i piccoli pazienti e le loro famiglie.

A fronte di un’offerta minima, sarà possibile ritirare un succo di melograno presso i banchetti allestiti da UGI, contribuendo a sostenere il progetto di standardizzazione della valutazione delle condizioni predisponenti il cancro, e quindi una medicina più mirata e preventiva.
Il melograno, ricco di antiossidanti naturali e simbolo di forza e rinascita, diventa così il cuore di un gesto solidale che fa bene a chi lo compie e a chi lo riceve. I succhi sono prodotti dalla Tenuta il Melograno, realtà ispirata alle eccellenze del Sud Italia, specializzata nella coltivazione biologica.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, celebrata in tutto il mondo il 15 febbraio 2026, promossa da Childhood Cancer International ( CCI) e sostenuta dall’OMS. In Italia CCI vede tra i membri fondatori FIAGOP, di cui UGI fa parte. UGI da oltre quaranta anni fornisce un supporto concreto durante le cure ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie, nel momento più difficile della malattia e anche nel ritorno alla normalità.

Mara Martellotta

Due morti e due feriti gravi nello schianto sulla statale

È l’ennesimo incidente mortale sulle strade del Piemonte. Un violento schianto si è verificato sulla statale 10 in direzione Torino, all’altezza della frazione Palucco, in provincia di Asti.

Due persone hanno perso la vita e altre due sono rimaste gravemente ferite. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 e l’elisoccorso.

Secondo le prime ricostruzioni, le vittime viaggiavano a bordo di due auto diverse che, poco prima delle 23, si sarebbero scontrate a velocità sostenuta. La dinamica  è ancora in fase di accertamento, ma tra le possibili cause dell’impatto ci sarebbe l’asfalto reso scivoloso dalla pioggia.

La Cardiologia interventistica del Regina Margherita a Mogadiscio

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L’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino arriva anche in Somalia e si conferma sempre più ospedale dei bambini del mondo, rafforzando la propria vocazione internazionale. Accanto al tradizionale programma di accoglienza dei piccoli pazienti nel Dipartimento di “Patologia e cura del bambino Regina Margherita” (diretto dalla professoressa Franca Fagioli), provenienti da Paesi in cui determinate cure non sono disponibili, si afferma un modello complementare: portare le competenze sul posto, formando medici e personale sanitario locale.regina
Dieci interventi salvavita in pochi giorni, in una delle città più difficili del mondo. Si è conclusa da poco la missione dei medici dell’OIRM nella capitale somala di Mogadiscio, dove una piccola équipe altamente specializzata ha portato la cardiologia pediatrica interventistica direttamente ai bambini che non avrebbero avuto altra possibilità di cura.
La squadra era composta da Lisa Bianchino, infermiera di terapia intensiva cardiologica, dall’anestesista rianimatore Daniele Ferrero e dal cardiologo pediatra Giuseppe Annoni. Una missione complessa sotto il profilo organizzativo e logistico, resa possibile anche grazie al sostegno diretto dell’Ambasciata italiana, e realizzata in un contesto che richiede costanti misure di sicurezza.
L’Horjoog Hospital di Mogadiscio, che ha ospitato la missione, è stato fondato dal medico somalo Shek Yussuf Abdirashid, laureato e specializzato in Cardiologia proprio a Torino, dove ha vissuto fino al 2022. È qui che arrivano ogni giorno bambini affetti da cardiopatie congenite, in un Paese segnato da anni di guerra civile e dalla presenza del gruppo terroristico Al Shabab. E domani sarà la Giornata mondiale delle cardiopatie congenite.
L’origine del progetto risale al 2024, quando il giovane cardiologo somalo Mohamed Hussein, iscritto alla International Heart School di Bergamo, fondata dal professor Parenzan, ha frequentato l’emodinamica pediatrica del Regina Margherita (diretta dal dottor Giuseppe Annoni). Fin da subito Hussein si è distinto per determinazione e competenza. Il suo obiettivo era chiaro: non limitarsi a formarsi all’estero, ma riportare le conoscenze nella propria città per curare i bambini somali. Quel progetto oggi è diventato realtà.
«Siamo riusciti ad effettuare dieci procedure interventistiche salvavita, e la maggior parte è stata eseguita dal dottor Hussein, sotto la supervisione del nostro cardiologo», racconta Lisa Bianchino. Un risultato che non rappresenta soltanto un intervento clinico, ma un vero passaggio di competenze.
«Il passo successivo – spiega l’anestesista Daniele Ferrero – sarà formare un’infermiera di terapia intensiva pediatrica ed un anestesista rianimatore pediatrico. Per rendere il progetto stabile servono professionalità locali».
Il valore della missione non si misura solo nel numero degli interventi, ma nella prospettiva che apre: costruire autonomia sanitaria in un territorio dove le cure specialistiche pediatriche sono ancora estremamente limitate.
Ora la sfida è garantire continuità al progetto. Per farlo sono in corso ricerche di finanziamenti e partnership che possano sostenere le prossime missioni ed il percorso formativo.
Perché quei dieci interventi non restino un episodio isolato, ma l’inizio di un cambiamento duraturo per la cardiologia pediatrica in Somalia.

Le tech week alle OGR trasformano la città nella capitale dell’innovazione

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SCOPRI – To ALLA SCOPERTA DI TORINO

C’è una settimana, ogni anno, in cui Torino cambia ritmo. Le Officine Grandi Riparazioni, simbolo di archeologia industriale e oggi cuore pulsante della creatività contemporanea, diventano il punto di incontro di imprenditori, visionari, investitori e istituzioni provenienti da ogni parte del mondo. Le cosiddette “tech week” non sono soltanto una sequenza di conferenze: sono un momento in cui la città si racconta come laboratorio di idee e piattaforma internazionale del futuro.

Le OGR, con le loro navate imponenti e l’atmosfera che fonde storia e modernità, si trasformano in un’arena dove si parla di intelligenza artificiale, spazio, energia, biotecnologie, startup e nuove forme di lavoro. Sul palco si alternano fondatori di aziende globali, manager di colossi tecnologici, rappresentanti delle istituzioni europee e giovani imprenditori pronti a cambiare le regole del gioco. Non è raro assistere a dialoghi serrati tra chi ha costruito imperi digitali e chi sta muovendo i primi passi con un’idea innovativa in tasca.

Un evento che parla al mondo

Tra gli appuntamenti più attesi spicca la Italian Tech Week, manifestazione che negli anni ha consolidato il proprio peso nel panorama europeo dell’innovazione. L’organizzazione è guidata da realtà impegnate nello sviluppo dell’ecosistema startup italiano, con il sostegno di partner pubblici e privati che credono nella centralità della tecnologia come motore di crescita economica e sociale.

La risonanza internazionale dell’evento è testimoniata dalla presenza, nelle ultime edizioni, di figure di primo piano della scena globale. Sul palco torinese sono intervenuti protagonisti assoluti dell’economia digitale come Jeff Bezos, fondatore di Amazon e imprenditore legato ai progetti spaziali di Blue Origin, ma anche leader istituzionali del calibro di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea. Interventi che hanno acceso i riflettori su Torino, trasformandola per alcuni giorni in un crocevia di strategie, visioni e grandi decisioni.

Non si tratta soltanto di interventi celebrativi. I dibattiti affrontano temi concreti: il futuro dell’industria europea, la sfida dell’intelligenza artificiale, la necessità di investimenti nella ricerca, il ruolo delle nuove generazioni nel costruire un’economia più sostenibile e competitiva. Le parole pronunciate sul palco trovano eco tra il pubblico, composto da studenti, sviluppatori, manager e investitori, tutti accomunati dalla stessa domanda: quale direzione sta prendendo il futuro?

Torino laboratorio di idee

Accanto alle sessioni principali, le tech week offrono workshop, incontri tematici e momenti di confronto diretto. Le startup hanno l’occasione di presentare i propri progetti a potenziali finanziatori, mentre i giovani talenti possono entrare in contatto con aziende internazionali. L’energia che si respira tra gli stand e nei corridoi è quella tipica dei grandi appuntamenti dove le idee circolano veloci e le connessioni nascono quasi per caso.

La città, intanto, partecipa e osserva. Bar, spazi culturali e location urbane ospitano eventi collaterali che ampliano il perimetro dell’iniziativa ben oltre le mura delle OGR. Torino mostra così la propria capacità di reinventarsi, passando da capitale industriale a polo di innovazione tecnologica senza rinnegare la propria identità.

Una visione che guarda avanti

Le tech week rappresentano oggi molto più di un appuntamento settoriale. Sono il segno tangibile di un cambiamento profondo nel tessuto economico e culturale della città. L’innovazione non viene raccontata come un fenomeno distante, ma come un processo concreto che incide sul lavoro, sull’impresa e sulla società.

In un’epoca in cui la tecnologia ridefinisce modelli produttivi e relazioni sociali, Torino sceglie di essere protagonista e non spettatrice. Le giornate alle OGR raccontano una città che guarda avanti, che investe sui giovani e che si propone come punto di riferimento nel dialogo tra Europa e mondo digitale.

Per qualche giorno all’anno, sotto le volte industriali delle Officine Grandi Riparazioni, il futuro prende forma. E Torino, con orgoglio, ne diventa il palcoscenico.

NOEMI GARIANO

Le rinnovabili stanno vincendo? Dibattito sull’energia a GiovedìScienza 

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Giovedì 19 febbraio prossimo, alle ore 17.45, all’Accademia delle Scienze di Torino, in Sala dei Mappamondi, in via Accademia delle Scienze 6, si terrà un nuovo appuntamento di GiovedìScienza sul tema “Le rinnovabili stanno vincendo? Miti e realtà nel dibattito sull’energia”, con Gianluca Ruggeri, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università dell’Insubria, esperto di energia sostenibile, presidente della Cooperativa “ènostra” e autore radiofonico. In Italia il discorso pubblico relativo all’energia sembra ancora fermo agli anni Novanta, intrappolato tra vecchie paure, slogan superati e promesse di false soluzioni che finiscono per rallentare il cambiamento. Altrove il mondo corre: eolico e fotovoltaico stanno ridefinendo il sistema elettrico abbattendo i costi, spingendo l’innovazione tecnologica e imponendo nuove logiche di gestione, accumulo e flessibilità. Si tratta di una trasformazione profonda che tocca non solo l’economia, ma anche la cultura energetica e il modo stesso di pensare al futuro. Comprenderla e raccontarla con lucidità rappresenta una sfida indispensabile per chi voglia immaginare un Paese in grado di stare al passo con il mondo, ed è questa la nuova sfida dell’appuntamento di GiovedìScienza, storica rassegna torinese di divulgazione scientifica, in calendario giovedì 19 febbraio prossimo.

Giovedì 19 febbraio 2026, ore 17.45 – GiovedìScienza – Accademia delle Scienze di Torino  Sala dei Mappamondi – via Accademia delle Scienze 6, Torino – ingresso libero fino a esaurimento posti

Info: gs@centroscienza.it – 011 8384913

Mara Martellotta

Il Comune di Chieri ha aderito al progetto sperimentale AI-PACT

 

Un servizio innovativo di Intelligenza Artificiale per automatizzare il Protocollo Generale.

Il Sindaco Sicchiero: “Chieri entra in una rete nazionale con una sperimentazione che

migliorerà l’efficienza dei nostri servizi con risposte più veloci ai cittadini.”

 

Ogni giorno il Comune di Chieri gestisce centinaia di documenti inviati tramite e-mail e  PEC, che necessitano di essere classificati, protocollati e destinati agli uffici competenti. La gestione del Protocollo è fondamentale per garantire la trasparenza, l’efficienza e la tracciabilità delle comunicazioni, e questo settore può trarre grandi benefici dall’impiego dell’Intelligenza Artificiale (AI), riducendo significativamente i tempi di gestione delle pratiche e di risposta degli uffici, migliorando la qualità dei servizi, minimizzando gli errori umani.

Per questo Chieri ha aderito ad AI-PACT (Artificial Intelligence for Public Administrations Connected)un progetto di carattere sperimentale, che ha lo scopo di facilitare l’adozione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (AI) per la trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni. Il progetto, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con risorse PNRR, è coordinato da SDA Bocconi School of Management dell’Università Bocconi, e vede come partner il Gruppo Maggioli (che attraverso la 01Sistemi da anni progetta e sviluppa piattaforme di intelligenza artificiale), l’Università di Milano Bicocca, l’Università di Bologna, la Fondazione Ifel-ANCI  e Tempo Innovation Source.

Grazie a questa adesione ad AI-PACT, viene messa a disposizione dell’Amministrazione comunale una piattaforma prototipale che consente di digitalizzare completamente i processi di protocollo, con il triplice obiettivo di velocizzare i servizi verso i cittadini, standardizzare le informazioni di protocollo e risparmiare così risorse e tempo.

La sperimentazione durerà un anno e non comporterà alcun costo per l’Amministrazione comunale.

Tutto ciò che arriverà via mail/PEC al Protocollo del Comune di Chieri sarà preso in carico dall’operatore di sportello, che potrà contare su una “maschera di protocollazione”, un’interfaccia già precompilata con una proposta fatta dall’AI di un titolo, una classificazione, un destinatario. Il sistema di Intelligenza Artificiale esamina tutta la documentazione pervenuta ed è in grado di estrarre automaticamente dal documento principale l’oggetto, la classificazione e l’assegnatario, ovvero l’ufficio/settore/area competente. Il funzionario protocollante controllerà la correttezza delle informazioni e potrà modificarle se inesatte.

La Giunta comunale ha adottato questa settimana una delibera di indirizzo per l’avvio di servizi innovativi di Intelligenza Artificiale nell’Amministrazione comunale.

Commenta il Sindaco Alessandro SICCHIERO: «La recente legge n.132/2025 sull’Intelligenza Artificiale ha aperto scenari inediti per i Comuni, offrendo strumenti tecnologici che potrebbero trasformare radicalmente il rapporto tra cittadini e amministrazione locale. Un’opportunità storica per modernizzare i nostri servizi e migliorare l’efficienza, la qualità e la quantità, avviando un percorso di crescita tecnologica e organizzativa. Non si tratta semplicemente di digitalizzare procedure esistenti, cosa che stiamo già facendo da tempo (basta pensare all’archivio edilizio completamente dematerializzato), ma ripensare e riprogettare la macchina comunale sfruttando le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale. Tutto ciò richiede significativi investimenti. Per questo rappresenta un grande risultato per Chieri aver aderito, senza alcun costo per le casse comunali, ad una sperimentazione che coinvolge diverse città (ad es. Bergamo, Pisa, Ferrara, Brescia, Udine, Trieste, la Regione Puglia), entrando così a far parte di una rete nazionale. Grazie ad AI-PACT abbandoneremo il modello di protocollazione manuale verso una nuova modalità digitale “intelligente” ma supervisionata dagli operatori. Il nostro auspicio è di partecipare anche ad altre sperimentazioni, infatti, Chieri si è candidata per lo Sportello telematico al Cittadino (presentazione pratiche), la redazione degli atti amministrativi, l’Urp e lo Sportello Edilizia, tutti servizi che possono diventare più evoluti, migliorando il lavoro dei nostri uffici e la vita dei nostri cittadini».

L’Università Bocconi svolgerà anche una formazione specifica rivolta ai funzionari comunali deputati al Protocollo, che verranno addestrati relativamente al funzionamento della piattaforma e alle sue modalità di utilizzo. Ogni tre settimane è previsto un confronto tra l’Amministrazione comunale e il Gruppo Maggioli, per analizzare eventuali criticità e valutare possibili future migliorie, così da affinare la modalità di lavoro standard proposta dalla AI, adattandola e facendola diventare sempre più pertinente rispetto alle caratteristiche e alle necessità dell’organizzazione comunale.

 

Castellani alla Casa della Madia

Un pubblico molto numeroso ha partecipato all’incontro inaugurale del nuovo ciclo di domeniche alla Casa della Madia che ha avuto come primo ospite Valentino Castellani, figura che unisce competenza accademica, responsabilità di governo e attenzione al tessuto civile e spirituale della comunità. Il tema affrontato, la crisi delle democrazie rappresentative in Occidente, è stato proposto come una preoccupazione concreta che riguarda la vita quotidiana delle persone e il modo stesso di stare insieme in società.


Castellani ha ricordato come la democrazia rappresentativa, nata con forza in Europa dopo la Seconda guerra mondiale, sia per sua natura, un sistema fragile. La storia insegna che anche le elezioni democratiche possono legittimare derive autoritarie e che la democrazia contiene al suo interno strumenti formali che, se distorti, possono condurre al suo indebolimento. Norberto Bobbio parlava delle promesse mancate della democrazia quali il prevalere di interessi contrapposti, una rappresentanza fragile e la crescente difficoltà di decidere in un mondo sempre più complesso. Mentre Alexis de Tocqueville aveva messo in guardia dal rischio che la maggioranza, se non limitata, potesse abusare del proprio potere.
Secondo molti studiosi, l’inizio simbolico di questa crisi può essere collocato negli anni Settanta, con l’affermarsi del neoliberismo. In quel periodo si rompe progressivamente l’equilibrio tra libertà ed eguaglianza: il mercato prevale sullo Stato, i diritti sociali vengono compressi e l’economia si separa dalla politica.
Questo squilibrio produce un vuoto sociale, alimenta la sfiducia ed il risentimento e favorisce la crescita di un capitalismo finanziario sempre più distante dall’economia reale. A ciò si aggiunge l’impatto delle nuove tecnologie, che rendono più fragili i legami sociali e concentrano il potere in pochi attori globali, fino a configurare forme che alcuni autori definiscono “tecno-feudalesimo”.
Come ricorda Castellani, la crisi della democrazia non è improvvisa, ma lenta e progressiva, simile all’azione silenziosa dei tarli in un mobile antico. Essere eletti non equivale ad avere pieni poteri: in democrazia, il consenso non cancella i limiti e i controlli stabiliti dalla Costituzione. Quando questi argini si indeboliscono, attraverso l’attacco alla legalità, alla magistratura e agli organi di garanzia, o attraverso il ridimensionamento del ruolo del Parlamento a favore dell’esecutivo, l’equilibrio democratico diventa fragile.
Accanto alla democrazia rappresentativa esistono anche strumenti di democrazia diretta, quali referendum, iniziative popolari, dibattiti pubblici e bilanci partecipativi, che possono rafforzarla se progettati con attenzione e responsabilità. Castellani conclude ricordando che la democrazia vive della virtù dei cittadini, intesa come una preferenza costante per l’interesse generale rispetto a quello personale, senza negare la legittimità degli interessi particolari. Quando il cittadino diventa passivo, la democrazia inizia ad ammalarsi. Educare alla democrazia è quindi una responsabilità intergenerazionale: un lavoro lento e faticoso che richiede impegno quotidiano, coerenza e testimonianza. Prendersene cura significa custodire le istituzioni, ma soprattutto coltivare persone capaci di responsabilità, dialogo e visione.
Come abitudine, la giornata si è conclusa con un ampio confronto tra il relatore e il pubblico presente, dando vita a un vivace dibattito non solo sul tema della giornata ma anche su altri temi di attualità tra i quali, come era facile prevedere, le Olimpiadi Invernali 2026 Milano Cortina. Casa della Madia intende proseguire la riflessione dedicando altre giornate alla crisi delle democrazie e più in generale alla situazione sociale e geopolitica.

IRENE CANE

Scontri Torino, SAP: positiva la decisione della Procura 

Il SAP accoglie con favore la decisione della Procura di Torino di presentare appello contro la decisione del gip, che nei giorni scorsi ha deciso di non disporre la custodia cautelare in carcere per i tre antagonisti a seguito degli scontri del 31 gennaio nel capoluogo piemontese.

“Si tratta di una decisione importante – spiega il Segretario SAP, Stefano Paoloni – sottolineando che si rischia di far passare il messaggio che i professionisti del disordine e delle devastazioni, proprio come accaduto a Torino, possono agire impunemente. Aspettiamo l’esito del ricorso e auspichiamo una mano ferma nella decisione”.

Mara Martellotta