I risultati del convegno di mercoledì 25 marzo scorso di Motore Sanità
Aggiornare i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio, con l’obiettivo di estendere l’accesso a tutti i pazienti diabetici in terapia insulinica, compresi quelli trattati esclusivamente con insulina basale. Il Piemonte è impegnato nella costruzione di un modello di assistenza più vicino ai cittadini, in grado di ridurre le ospedalizzazioni evitabili, migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con il diabete e rafforzare il ruolo dell’assistenza territoriale nella gestione delle patologie croniche. Per approfondire questi sviluppi, Motore Sanità ha organizzato il convegno “Diabete. L’unione fa la forza, insieme è più facile”, realizzato con il supporto incondizionato di ABBOTT. Il nuovo piano socio-sanitario regionale 2025-2030 introduce strumenti innovativi pensati per trasformare la gestione del diabete, con una forte attenzione a prevenzione, prossimità, equità e continuità assistenziale. Tra le priorità figurano il miglioramento degli esiti clinici, la riduzione delle disuguaglianze territoriali e l’estensione della telemedicina come componente integrante dei servizi sanitari regionali.
I dati provenienti dai sistemi di monitoraggio saranno integrati nei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA Regionali per il diabete), diventando strumenti essenziali per la governance e la programmazione sanitaria. Inoltre, grazie alla crescente diffusione dei dispositivi digitali e al potenziamento del fascicolo sanitario elettronico 2.0, gli operatori sanitari potranno accedere ai dati in tempo reale, consentendo interventi più tempestivi e trattamenti sempre più personalizzati. Secondo gli esperti, questo nuovo modello organizzativo contribuirà a ridurre le visite ambulatoriali non necessarie, con un impatto significativo sulle liste d’attesa, una delle principali sfide dell’assistenza territoriale.
“Il diabete rappresenta oggi una delle principali sfide per i sistemi sanitari – ha dichiarato l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – non solo per la sua diffusione, ma anche per l’impatto che ha sulla qualità di vita delle persone e sulla sostenibilità delle cure. Per questo deve diventare un ambito prioritario di innovazione organizzativa e clinica, capace di valorizzare le nuove tecnologie, la telemedicina e l’integrazione tra ospedale e territorio. In Piemonte, grazie alle linee guida regionali, stiamo rafforzando la rete diabetologica, il ruolo della medicina territoriale e i percorsi di presa in carico multidisciplinare. L’obiettivo è garantire ai pazienti un’assistenza continuativa e sempre più vicina ai bisogni delle persone, puntando sull’educazione e la prevenzione terapeutica. Solo attraverso il lavoro condiviso tra istituzioni, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti, possiamo continuare ad affrontare in modo efficace una patologia complessa come il diabete”.
“La gestione del diabete mellito tipo 1 e tipo 2, nell’ottica del raggiungimento di un ottimo compenso glico-metabolico e la conseguente riduzione del rischio cardiovascolare, delle complicanze, e con conseguente aumento dell’aspettativa di vita. Questi importanti progressi sono legati ai passi in avanti compiuti dalle aziende farmaceutiche, che hanno prodotto farmaci molto innovativi e potenti per la gestione del diabete mellito – ha dichiarato Riccardo Fornengo, presidente AMD Piemonte e Valle d’Aosta – questi cambiamenti della farmacopea sono stati affiancati anche da notevoli balzi in avanti delle industrie tecnologiche, che hanno permesso di mettere sul mercato sensori per il controllo continuo della glicemia e microinfusori dotati di algoritmi che hanno cambiato la qualità di vita dei pazienti. La tecnologia, in questo caso, non è solo un supporto alla terapia, ma parte integrante di essa. Le linee guide AMD SID ISS prevedono che la tecnologia sia resa disponibile e offerta ai nostri pazienti con diabete mellito tipo 1 e tipo 2. Le linee guida internazionali seguono la stessa linea di pensiero. Nel caso delle persone con diabete di tipo 1, il sensore del controllo della glicemia è diventato uno strumento essenziale, e i microinfusori un punto di svolta di gestione della qualità della vita. Anche per le persone con diabete tipo 2 e l’uso di terapie insuliniche, l’uso del sensore per il controllo della glicemia ha cambiato la qualità della cura, permettendo di raggiungere compensi non raggiungibili precedentemente per timore delle ipoglicemie. La Regione Piemonte da anni ha una gestione della tecnologia attraverso gare, al fine di poter offrire il meglio ai propri cittadini, ma con un controllo più attento dei costi riguardanti la tecnologia, anche se sarebbe importante considerare questi costi come investimenti sulla salute delle persone con diabete mellito”.
Mara Martellotta