CRONACA

Nuova area camper Caio Mario: novità per residenti e persone con disabilità

 

Torino migliora l’accoglienza nell’area camper di Caio Mario e la gestione dei parcheggi in struttura attraverso un piano di interventi volto a garantire decoro, facilità di parcheggio e nuove agevolazioni per i cittadini. Il provvedimento è stato approvato  dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta.

“Abbiamo deciso di intervenire in modo concreto per migliorare la qualità dei servizi di sosta cittadina, a partire dall’area camper di Caio Mario – dichiara l’assessora Foglietta – dove vogliamo restituire ai turisti uno spazio di accoglienza decoroso e funzionale, incentivando il ricambio e scoraggiando utilizzi impropri. Allo stesso tempo, introduciamo strumenti per tutelare chi utilizza correttamente i parcheggi in struttura, come il Santo Stefano, garantendo che gli stalli riservati restino sempre a disposizione di chi ne ha diritto. Questo piano non si limita alle regole, ma guarda alle necessità delle persone: rispondiamo alle richieste dei residenti con nuove tariffe agevolate al parcheggio Fontanesi e rendiamo il sistema della mobilità più inclusivo estendendo il Park&Ride anche ai possessori di carte BIP per persone con disabilità.”

Uno degli interventi principali riguarda proprio il parcheggio Caio Mario, dove la durata massima della sosta viene estesa a sette giorni per favorire il turismo itinerante. Per assicurare che l’area mantenga la sua funzione originaria di accoglienza, è stato rivisto il sistema di automazione degli accessi. Attraverso una gestione digitale delle targhe, basata su liste di controllo, sarà possibile impedire l’ingresso ai mezzi segnalati o a chi ha già usufruito della struttura nei 90 giorni precedenti, evitando così che la regola sulla sosta massima venga aggirata con brevi uscite e rientri. Inoltre, l’accesso sarà vincolato a un deposito cauzionale su carta di credito fino a un massimo di 200 euro, a garanzia del rispetto degli spazi comuni e a copertura di eventuali danni o mancati pagamenti.

In parallelo, la Città interviene sul parcheggio Santo Stefano per contrastare fenomeni che limitano la disponibilità di posti, come l’occupazione indebita degli stalli riservati alle persone con disabilità o il parcheggio fuori dagli spazi consentiti. Poiché all’interno delle strutture chiuse non è possibile applicare le sanzioni del Codice della Strada, viene introdotta una penale di 50 euro per le soste irregolari. Si tratta di una misura necessaria per tutelare chi rispetta le regole e promuovere un uso corretto e responsabile delle strutture, una soluzione che sarà progressivamente estesa anche agli altri parcheggi gestiti da GTT per garantire una migliore organizzazione degli spazi a beneficio degli utenti.

La delibera introduce inoltre, in via sperimentale per un anno, nuove tariffe agevolate per residenti e dimoranti nell’area del parcheggio Fontanesi, pensate per favorire la sosta nelle ore serali e notturne e nei fine settimana, allineandole a quelle già attive nei parcheggi Lancia, Palagiustizia e Bixio. Gli abbonamenti prevedono una validità dalle 15.00 alle 9.00 nei giorni feriali e per l’intera giornata nei weekend e festivi, con costi più accessibili rispetto alle tariffe ordinarie: 55 euro al mese e 140 euro a trimestre per i residenti, 75 euro al mese e 195 euro a trimestre per i dimoranti, mentre resta disponibile anche l’abbonamento ordinario da 85 euro mensili o 230 euro trimestrali.

Infine viene estesa la validità della tariffa Park&Ride anche ai possessori di carte BIP per persone con disabilità, superando una limitazione che finora ne escludeva l’utilizzo, rendendo lo scambio tra auto e mezzo pubblico più semplice e accessibile per tutti.

TorinoClick

Donne Coldiretti, educazione agroalimentare per 1500 studenti 

Prende il via un progetto di educazione agroalimentare nelle scuole, organizzato da Donne Coldiretti Torino. L’attività coinvolge 77 classi, dalle materne alle superiori, di Torino e Provincia, per un totale di oltre 1500 allievi. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale e prevede interventi in classe per promuovere la conoscenza delle filiere agricole locali e della stagionalità, per diffondere un consumo alimentare più consapevole, etico e sostenibile, e per valorizzare il ruolo delle donne imprenditrici agricole, oltre a stimolare il pensiero critico riguardante le scelte consapevoli di consumo.
Le imprenditrici agricole, insieme a due team di educatori del laboratorio chimico della Camera di Commercio e della Cooperativa torinese Progetto Tenda, entreranno in classe per spiegare con gli insegnanti come si produce il cibo, e cosa vuol dire fare l’agricoltore.

“I percorsi formativi sono concepiti come momento di stimolo per bambini e ragazzi – spiega la responsabile di Donne Coldiretti Torino, Mirella Abbà – affronteremo temi come la stagionalità dei prodotti, l’origine delle materie prime e le filiere corte. Il percorso è strutturato per promuovere la partecipazione attiva degli alunni attraverso narrazioni, attività manuali, giochi sensoriali e materiali didattici”.
Il progetto è suddiviso in laboratori tematici: “La campagna Amica”; “Coltiviamo l’arte di quello che mangiamo”; “Dal chicco al pane”; “A scuola di latte”; “Il mondo del miele” e “Laboratorio di consumo critico”.

Le attività sono calendarizzate fino a fine maggio. In seguito agli incontri, le classi realizzeranno elaborati con diverse tecniche espressive, dal disegno alla filastrocca, che verranno ammesse in uno speciale contest e prese in considerazione da una giuria. Le classi vincitrici trascorreranno un soggiorno in una fattoria didattica di Campagna Amica Torino o, in alternativa, riceveranno prodotti alimentari e contadini a base di frutta e verdura.

Mara Martellotta

Nuovo percorso di accesso a Cascina Falchera con il progetto “Green 4All”

 

È stato inaugurato  il nuovo percorso esterno di accesso a Cascina Falchera, realizzato dal Consorzio Kairos grazie al progetto “GREEN 4all: spazi aperti accessibili a tutti”, sostenuto da Intesa Sanpaolo, attraverso il Programma Formula, in collaborazione con CESVI.

L’intervento ha reso pienamente accessibile l’area verde della Cascina, permettendo di accogliere in modo più inclusivo persone con disabilità, anziani e tutte le persone con mobilità ridotta, e rafforzando così Cascina Falchera quale hub di innovazione sociale.

Il progetto, selezionato da Intesa Sanpaolo nell’ambito della Divisione Banca dei Territori, è stato sostenuto attraverso una raccolta fondi su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo dedicata a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per persone in difficoltà. In quattro mesi, sono stati raccolti oltre 100mila euro grazie alla generosità di cittadini, imprese e della banca stessa che ha partecipato attivamente.

Cascina Falchera, concessa dalla Città di Torino al Consorzio Kairos e immersa nel verde della periferia nord, è un luogo di partecipazione aperto alla cittadinanza e dedicato ad attività educative all’aria aperta per tutte le età. Qui si promuovono progetti di sperimentazione e sostenibilità sociale, ambientale, energetica ed economica. La Cascina è inoltre partner di uno dei cinque progetti scelti dal New European Banhaus (NEB) della Commissione Europea, ed è oggi uno dei siti modello che promuove il Green Deal nelle esperienze e luoghi di vita.

Il progetto si è sviluppato in due fasi: una prima fase di analisi e progettazione con organizzazioni non profit attive nel campo della disabilità e una seconda fase di realizzazione degli interventi tra cui una passerella esterna accessibile, percorsi tattili, segnaletica inclusiva, contenuti digitali con QR code, un video in Lingua dei Segni Italiana (LIS), in italiano e inglese semplificato e sottotitolato e orti urbani rialzati accessibili anche alle persone in carrozzina.

“Cascina Falchera costituisce per la Città di Torino un presidio educativo fondamentale e l’intervento che inauguriamo oggi rappresenta un passo in avanti concreto verso la piena inclusione di tutte e tutti – afferma Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino -. Il diritto a partecipare, apprendere e vivere pienamente la comunità senza differenze significa mettere al centro la persona e promuovere la cultura del rispetto e dell’accessibilità. Per questo desideriamo ringraziare Intesa Sanpaolo, CESVI e il Consorzio Kairos per l’impegno nel portare avanti il progetto, dimostrazione che il lavoro sul territorio condiviso tra istituzioni e privato sociale è una chiave potente per continuare a sviluppare ambienti sempre più accoglienti e aperti.”

Daniele Caccherano, Presidente della cooperativa Liberitutti e rappresentante del Consorzio Kairos, ha dichiarato: “Con il progetto Green 4all abbiamo lavorato per rendere Cascina Falchera sempre più accessibile e accogliente per tutte le persone. La nuova passerella in metallo consente oggi di raggiungere diversi spazi esterni della cascina, rendendoli fruibili anche da chi ha difficoltà motorie. L’inclusività però non riguarda soltanto l’accesso fisico: abbiamo realizzato un sistema di cartelli indicatori inclusivi con testi semplificati e legende chiare, che permettono a tutti di orientarsi e comprendere le attività della cascina. Attraverso i QR code presenti sui pannelli, è inoltre possibile accedere a contenuti video disponibili sul sito di Cascina Falchera, con traduzione in LIS, sottotitoli in italiano e contenuti in inglese semplificato. È un passo importante nel percorso con cui il Consorzio Kairos, insieme alla Città di Torino e ai partner del progetto, vuole fare di Cascina Falchera uno spazio sempre più aperto alla comunità, dove sostenibilità ambientale, innovazione sociale e accessibilità crescano insieme”.

Fabio Balderacchi, Executive Director Filiale Digitale Intesa Sanpaolo: “Abbiamo scelto, insieme a CESVI, il progetto del Consorzio Kairos perché crediamo nel valore di rendere Cascina Falchera uno spazio sempre più accessibile e capace di favorire inclusione e partecipazione per tutta la comunità del territorio. Il nostro Programma Formula nasce proprio con questo obiettivo: promuovere solidarietà e senso di comunità. La generosità delle persone, insieme al contributo diretto della Banca, hanno permesso di raggiungere l’obiettivo della raccolta fondi”.

“Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al Consorzio Kairos, CESVI e Intesa Sanpaolo – dice Valerio Lomanto, Presidente della Circoscrizione 6 – che con competenza, dedizione e spirito di collaborazione contribuiscono in modo determinante alla realizzazione di iniziative di grande valore per il territorio. Per la Circoscrizione 6, progetti come questo rappresentano un elemento di particolare rilevanza, in quanto promuovono concretamente i principi di inclusione, accessibilità e partecipazione attiva, favorendo la piena fruibilità degli spazi da parte di tutte le cittadine e i cittadini, con particolare attenzione alle persone in condizione di fragilità. È fondamentale continuare a sostenere e promuovere interventi di questo tipo nelle aree periferiche, dove tali iniziative possono contribuire in modo significativo a rafforzare la coesione sociale, a contrastare le disuguaglianze e a valorizzare le risorse presenti sul territorio, rendendo i quartieri sempre più vivibili, inclusivi e attenti ai bisogni della comunità”.

“Dal 2021, il Programma Formula ci vede come partner strategico di Intesa Sanpaolo nel selezionare le migliori progettualità in tutta Italia, con l’ambizione di perseguire cambiamenti sostenibili ed inclusivi. Attraverso Formula, vengono sostenuti progetti sui temi di: emergenza e povertà; supporto sanitario e fragilità; inclusione sociale e Welfare di comunità; educazione, formazione e orientamento; rigenerazione urbana e ambientale; e conservazione del patrimonio culturale. Ad oggi, abbiamo ottenuto dei risultati significativi con oltre 200 progetti sostenuti. Formula è la dimostrazione di come il connubio tra i mondi non profit e profit possa rispondere alle tematiche territoriali, sociali e ambientali, in maniera mirata ed efficace”, conclude Roberto Vignola, Vice Direttore generale di CESVI.

L’iniziativa rientra nell’ambito del contributo alla riduzione dei divari sociali realizzato dal Gruppo guidato da Carlo Messina a favore della crescita del Paese, un obiettivo strategico inserito nel Piano di impresa dal 2018 e sviluppato dalla struttura Intesa Sanpaolo per il Sociale.

Travolto da un treno in corsa: muore 92enne

Investito da un treno in corsa vicino alla stazione: morto 92enne. È successo vicino alla stazione di Alpignano nella giornata di ieri, dove i binari sono accessibili scavalcando una staccionata. A travolgerlo, un treno regionale della linea Sfm3 Torino-Bardonecchia, diretto a Susa e partito alle 12:30 da Porta Nuova. L’anziano ha perso la vita sul colpo e i soccorsi del 118 Azienda Zero e i vigili del fuoco hanno confermato il decesso e rimosso la salma.

Il traffico ferroviario è rimasto bloccato per tre ore: per questo Trenitalia ha attivato un servizio bus sostitutivo tra Collegno e Avigliana, e un punto bar nelle stazioni di Avigliana e Bussoleno per i passeggeri. I 90 viaggiatori del treno coinvolto sono riusciti ad arrivare a destinazione. Sul posto è giunta anche la polizia ferroviaria per effettuare i rilievi: si ipotizza il gesto volontario.

VI.G

Minicar piena di droga e soldi: arrestato 15enne

Girava in minicar con un “tesoro” illecito a bordo: cocaina, crack e una pistola giocattolo. Protagonista un minore di 15 anni, già noto alla polizia, arrestato dal Commissariato “Ivrea e Banchette” durante controlli su strada nel comune di Ivrea.

Gli agenti, insospettiti dal veicolo, hanno perquisito la minicar scoprendo un marsupio nascosto tra i sedili. Aperto, conteneva nove involucri di cocaina pronti per lo spaccio, circa 1.500 euro in banconote di vario taglio (provento illecito) e una pistola giocattolo.

La perquisizione personale ha aggiunto altre 27 dosi di crack nascoste addosso. Indizi che puntano dritti ad essere indagato per detenzione di droga ai fini di spaccio. L’indagine è alle prime fasi, per cui vale la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.

VI.G

Trentenne muore durante il parto, salvo il neonato

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A Pinerolo  una giovane donna ha perso la vita durante il parto all’ospedale cittadino. Il decesso è avvenuto nella giornata del 25 marzo .

Secondo le prime ricostruzioni, la donna, di circa trent’anni, sarebbe stata colpita da una grave complicanza insorta nelle fasi del parto.  Il rapido intervento dei medici e i tentativi di rianimazione, sono stati vani. Il bambino, invece, è nato vivo e, stando alle informazioni disponibili, non sarebbe in pericolo.

La direzione sanitaria ha fatto sapere che sono state attivate tutte le procedure previste per gestire situazioni di emergenza, evidenziando come l’evento sia riconducibile a un quadro clinico improvviso. Allo stesso tempo, è stato avviato un approfondimento interno per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare ogni fase dell’assistenza.

Sulla vicenda stanno operando anche le autorità competenti, che dovranno chiarire le cause del decesso ed eventuali responsabilità. Tra le ipotesi al vaglio vi è anche la disposizione di un esame autoptico.

Il Piemonte verso la Giornata dell’endometriosi

28 MARZO

Le cause, i sintomi e le iniziative nelle Aziende Sanitarie Piemontesi

Il 28 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’endometriosi, una patologia che spesso viene diagnosticata tardivamente. L’informazione può contribuire ad arrivare a una diagnosi tempestiva, evitando conseguenze permanenti come l’infertilità. Inoltre, aiuta a superare lo stigma che circonda questa condizione e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di investire in ricerca.

L’endometriosi

L’endometriosi è la presenza di endometrio – mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina – all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.

In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva: la patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficoltà a concepire e le diagnosi conclamate sono circa 3 milioni.

Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse. La diagnosi arriva spesso dopo un percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche per la donna.

Le cause

Una delle ipotesi accreditate è il passaggio, causato dalle contrazioni uterine che avvengono durante la mestruazione, di frammenti di endometrio dall’utero nelle tube e da queste in addome, con impianto sul peritoneo e sulla superficie degli organi pelvici, raramente su fegato, diaframma, pleura e polmone. Tale ipotetica causa di sviluppo della malattia non ne esclude altre, tanto che in rarissimi casi l’endometriosi è stata diagnosticata anche nel sesso maschile.

L’endometriosi si può sviluppare non solo per le sue caratteristiche istologiche e la stimolazione ormonale, ma anche a causa di un sistema immunologico che ne permette l’impianto, creando successivamente uno stato infiammatorio cronico. Quest’ultimo è caratteristico della malattia e spiega la sintomatologia caratterizzata da dolore e anche da infertilità.

I sintomi

Le donne che soffrono di endometriosi riferiscono:

  • dolore mestruale

  • dolore cronico e persistente, con aggravamento durante il periodo mestruale

  • astenia

  • lieve ipertermia

  • fenomeni depressivi

Il dolore durante i rapporti sessuali e alla defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci, è caratteristico della endometriosi del setto rettovaginale. Altre volte i dolori si manifestano durante la minzione e sono caratteristici della endometriosi vescicale.

L’’impatto della malattia è alto ed è connesso alla riduzione della qualità della vita e ai costi diretti e indiretti. Una limitata consapevolezza della patologia è causa del grave ritardo diagnostico, valutato intorno ai sette anni. Una pronta diagnosi e un trattamento tempestivo possono migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità.

Sin dalla più giovane età è molto importante sapere che i dolori mestruali e durante i rapporti non sono normali e che non devono essere taciuti. Le donne che hanno la madre o sorelle affette da endometriosi hanno un rischio sette volte maggiore di svilupparla .

A chi rivolgersi

I medici di medicina generale e i ginecologi operanti sul territorio sono le figure strategiche per una pronta diagnosi e un trattamento in grado di migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità. Di grande utilità è l’ecografia, soprattutto per le forme ovariche e le forme di endometriosi profonda.

L’endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti per gli stadi clinici più avanzati: a queste pazienti (circa 300.000 in Piemonte) è riconosciuto il diritto all’esenzione dal ticket per alcune prestazioni specialistiche di controllo.

La Regione Piemonte

L’attenzione al tema della endometriosi nella Regione Piemonte ha portato negli anni alla formulazione di diversi atti, che ha portato anche alla costituzione dell’Osservatorio regionale sull’endometriosi.

Inoltre in alcune Aziende Sanitarie e Comuni della Regione Piemonte sono state inaugurale nel corso degli anni le “panchine gialle”, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione nei confronti della patologia.

Le iniziative sul territorio piemontese

AO MAURIZIANO

28 marzo, Open Day, dalle ore 10,100 alle ore 12,00, nella Palestra del Reparto 5A, al piano terra dell’ospedale. Gli specialisti dell’Ambulatorio multidisciplinare Endometriosi incontreranno e si confronteranno con le pazienti e chiunque abbia interesse a conoscere meglio la malattia, approfondendo aspetti legati alla diagnosi, alle nuove terapie e a tutti gli aspetti della qualità della vita. Nella stessa giornata sarà pubblicato sui canali social dell’azienda un video informativo sulla malattia e sui servizi offerti dall’ospedale.

ASL BI

24 marzo, alle ore 11,00 all’ospedale di Biella inaugurazione della panchina gialla dedicata all’endometriosi. Nella stessa giornata sarà pubblicato un video tematico sui canali social aziendali.

28 marzo, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 Open Day con consulti informativi sulla patologia a cura di Giulia Parpinel, dottoressa dello staff della struttura di Ostetricia e Ginecologia, diretta da Bianca Masturzo. Per info e prenotazioni, fino esaurimento posti, scrivere a: eventi@aslbi.piemonte.it.

ASL NO

15 aprile, al Castello Sforzesco di Galliate, alle ore 20,45 incontro dal titolo “Una patologia al femminile; oltre il dolore, oltre l’invisibilità ricorda non sei sola”, a cui partecipano Carmen Ceffa (ostetrica), Angelo Danieli (ginecologo), Daniela Longo (ginecologa) e Alberto Amulfo (direttore Ostetrica e Gincologia dell’Ospedale di Borgomanero). Modera Angela Maccagnola (presidente Ordine delle Ostetriche NO – VCO).

OIRM – SANT’ANNA

28 marzo, all’Ospedale Sant’Anna di Torino Open Day sull’endometriosi dalle ore 9,00 alle ore 15,00. Nell’Aula Delle Piane (via Ventimiglia 1), evento gratuito che prevederà al mattino incontri informativi con gli specialisti e nel pomeriggio, dalle ore 13,00 alle ore 15,00, brevi visite di valutazione e colloqui specialistici per le donne con screening positivo.

Link utili

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/strumenti-operativi/lendometriosi

 

Rapinata donna disabile, picchiata la figlia: aggressione choc a Torino

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Una rapina fulminea e particolarmente violenta, ai danni di persone fragili. L’episodio si è verificato a Torino l’11 marzo in corso Romania, davanti a un supermercato, nel pieno delle attività quotidiane.

A essere prese di mira sono state una donna di 47 anni, disabile e costretta su una sedia a rotelle, e la figlia di 19 anni. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri, due giovani si sono avvicinati alle vittime a bordo di un monopattino, agendo con modalità rapide e mirate. L’aggressione si è consumata in pochi istanti: mentre uno dei due ha colpito la ragazza, intervenuta per difendere la madre, il complice ha strappato dal collo della donna due catenine d’oro. Subito dopo, i due si sono allontanati, lasciando entrambe sotto shock.

Le indagini sono partite immediatamente. I carabinieri della compagnia Oltre Dora hanno raccolto testimonianze e ricostruito i movimenti degli aggressori, arrivando in breve tempo alla loro identificazione. Si tratta di due uomini senza fissa dimora, già conosciuti dalle forze dell’ordine.

Il primo sospettato, un 23enne di origine marocchina, è stato rintracciato il 16 marzo in piazza della Repubblica. Dopo il fermo, è stato condotto nel carcere Lorusso e Cutugno. Il provvedimento iniziale non è stato convalidato, ma il giudice per le indagini preliminari ha successivamente disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere, alla luce della gravità degli elementi raccolti. Nei suoi confronti sono state formulate le accuse di rapina aggravata e lesioni.

Anche il presunto complice è stato identificato e la sua posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti.

Il fatto è avvenuto in un’area commerciale molto frequentata, dove il flusso di persone è costante. Un elemento che ha contribuito ad aumentare la preoccupazione tra residenti e commercianti della zona.

Città e Sindacati firmano il nuovo protocollo su sicurezza e lavoro giusto negli appalti

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È stato siglato   nella sala Colonne di Palazzo Civico, il nuovo “Protocollo d’intesa sulla sicurezza e legalità nel settore degli appalti di lavori pubblici e subappalti nei contratti del Comune di Torino”. Il documento è stato approvato nel corso della Giunta Comunale su proposta della vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro e poi sottoscritto con i rappresentanti delle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL e con l’assessore alla Legalità Marco Porcedda.

L’intesa mira a rafforzare i presidi di legalità in un settore strategico per lo sviluppo del territorio, ponendo al centro dell’accordo una ferma volontà di contrastare il dumping contrattuale, favorire la sicurezza sul lavoro, garantire che la realizzazione delle opere pubbliche, comprese quelle legate al PNRR, avvenga nel pieno rispetto della dignità dei lavoratori.

“Con questa approvazione la Città di Torino vuole ribadire che non può esistere lavoro senza sicurezza, incolumità fisica, continuità occupazionale – afferma la vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro -. A guidare la nostra amministrazione c’è una chiara volontà di tutelare le lavoratrici e i lavoratori che si trovano e si troveranno impiegati in appalti pubblici. Per garantire questo genere di tutela, di concerto con le sigle sindacali, abbiamo deciso di dotarci di un Protocollo operativo capace, anche grazie alla tecnologia, di mettere al centro chi lavora”.

Sul fronte delle tutele economiche, l’amministrazione comunale introduce un meccanismo di responsabilità solidale estremamente incisivo: in caso di ritardi nel pagamento delle retribuzioni da parte delle imprese, l’amministrazione comunale potrà trattenere le somme dai certificati di pagamento e versare direttamente gli stipendi ai lavoratori. Questa misura si accompagna all’obbligo tassativo di applicare i Contratti Collettivi Nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative, eliminando così la concorrenza sleale basata sul ribasso dei diritti salariali. Inoltre, per le lavorazioni edili, più delicate sotto il profilo della sicurezza, viene generalizzato il divieto di subappalto a cascata, accorciando la filiera per assicurare un controllo diretto e trasparente sui cantieri. L’amministrazione, inoltre, si impegnerà a verificare la corretta applicazione dei CCNL anche nei confronti dei dipendenti in subappalto.

Il Protocollo punta anche sull’innovazione tecnologica come strumento di prevenzione. Viene infatti introdotto l’obbligo del badge di cantiere, anche in formato digitale tramite QR Code, per tracciare con precisione le presenze e l’orario effettivo di lavoro di ogni operatore, anticipando le future linee guida ministeriali. Questa novità mira a garantire la tracciabilità delle presenze, la sicurezza sul lavoro e la prevenzione del lavoro irregolare. Parallelamente, la trasparenza verso la cittadinanza sarà garantita da un progetto sperimentale che prevede l’installazione di QR Code informativi su tutti i principali cantieri della città. Inquadrando il codice, chiunque potrà accedere alla scheda digitale dell’appalto, monitorando in tempo reale l’avvio dei lavori, le ditte autorizzate al subappalto e le eventuali variazioni in corso d’opera. Il progetto si articolerà in una prima fase sperimentale, limitata a circa 10 cantieri della Città con importo lavori pari o superiore a 1 milione di euro, per poi essere man mano strutturato in modo stabile su tutte le aree di lavoro.

“Confermare e rinsaldare i principi di legalità nel settore degli appalti – afferma l’assessore alla Legalità Marco Porcedda – non è solo un atto formale, ma un dovere morale verso i cittadini e le imprese che operano nel rispetto delle regole. L’introduzione del badge obbligatorio, ad esempio, trasforma il cantiere in una ‘casa di vetro’ dove ogni presenza è tracciata e il lavoro nero non trova più spazio. Con lo stop ai subappalti si limitano i passaggi, garantendo che chi vinca un appalto ne sia il reale esecutore, ponendo fine ad un sistema di ribassi selvaggi che troppo spesso si traduce in una perdita di legalità e sicurezza. Vogliamo che a lavorare con la Città siano le aziende che rispettano i contratti e che hanno a cuore la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Solo così la legalità smette di essere un costo e diventa il motore di un’economia sana, competitiva e, soprattutto, sicura”.

Per gli appalti del comparto edile, al fine di certificare che i percorsi formativi obbligatori sulla sicurezza siano riconosciuti e conformi agli standard richiesti, le imprese si avvarranno degli istituti formativi riconosciuti dal CCNL edile.

L’aggiudicatario del contratto di appalto, inoltre, sarà tenuto al rispetto delle clausole sociali previste dal CCNL applicato e dovrà assorbire nel proprio organico, prioritariamente, il personale già operante alle dipendenze del fornitore uscente, di cui l’operatore economico dovrà tenere conto nella determinazione dell’offerta. Questo Protocollo, di durata triennale, diventerà parte integrante della documentazione di gara per tutti i futuri appalti banditi dalla Città di Torino e dai suoi enti strumentali.

“Abbiamo lavorato a lungo su questo Protocollo ma alla fine siamo soddisfatti del risultato. Un accordo importante che si aggiunge a quello su appalti, beni e servizi siglato nel maggio scorso – afferma Elena Palumbo, segreteria CGIL Torino -. È un’intesa che mette al centro il riconoscimento di giusti salari per i lavoratori del settore, il rispetto delle norme su salute e sicurezza attraverso l’applicazione di regole che squalificano chi applica contratti pirata per abbattere il costo del lavoro, tutelando finalmente le imprese che rispettano le norme e la dignità dei lavoratori. L’intesa rappresenta un argine contro l’illegalità, lo sfruttamento e il lavoro nero. Fenomeni sempre più frequenti nella nostra città che richiamano tutti alla responsabilità: dalle imprese alle amministrazioni, fino ai sindacati, nessuno può ritenersi immune”.

“Con il presente Protocollo si rafforzano le tutele contrattuali e salariali, contrastando i fenomeni di dumping e valorizzando il ruolo del CCNL di settore – spiega Davide Provenzano, segretario territoriale Cisl Torino-Canavese -. Come CISL, sottolineiamo inoltre l’importanza della formazione obbligatoria in materia di sicurezza per tutto il personale impiegato nelle opere, quale elemento imprescindibile di prevenzione e tutela. Infine, in un’ottica partecipativa, esprimiamo apprezzamento per l’istituzione di una cabina di regia congiunta e permanente, finalizzata a monitorare e vigilare sul rispetto della legalità negli appalti”.

“È positivo aver siglato un’intesa così importante con il Comune di Torino, perché salvaguarda i lavoratori sul versante della sicurezza, del salario e della legalità – dichiara Chiara Maffè, segretaria UIL Torino -. Grazie a questo protocollo si stabilisce che il lavoro deve essere equo, dignitoso e sicuro, con diritti tutelati e protezione sociale garantita. L’intesa mira inoltre a contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, estendendo così la protezione dei diritti e delle retribuzioni di tutti i lavoratori”.

Alla firma hanno partecipato anche il segretario generale della FILLEA CGIL Torino e Piemonte Massimo Cogliandro, il segretario generale della FILCA CISL Vittorio Di Vito e il responsabile provinciale FENEALUIL PIEMONTE Giuseppe Fiorenza.

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Antimafia, sequestro per mezzo milione di euro a pluripregiudicato

Un uomo con un lungo passato criminale, già condannato per reati che spaziano dalle lesioni personali al furto, dalla detenzione illegale di armi alla tentata estorsione, fino al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, è stato colpito da un provvedimento di sequestro patrimoniale. A suo carico figura anche il ruolo di promotore e organizzatore di un’articolazione della ’ndrangheta attiva nel basso Piemonte.

La Guardia di Finanza di Torino, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha eseguito un sequestro finalizzato alla confisca di prevenzione per un valore di circa 500 mila euro. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino nell’ambito dell’applicazione della normativa antimafia.

Le indagini patrimoniali condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i beni accumulati nel tempo e i redditi ufficialmente dichiarati dall’intero nucleo familiare dell’uomo. Il sequestro riguarda immobili, beni mobili registrati e rapporti finanziari.

Le attività avevano generato significativi proventi, che hanno ragionevolmente concorso all’incremento patrimoniale del proposto e del proprio nucleo familiare e di cui si è tenuto conto anche sotto il profilo tributario, provvedendo separatamente alla ricostruzione dei correlati ingenti diritti doganali evasi (accisa, dazi doganali e I.V.A. all’importazione). Anche per tali vicende è intervenuta condanna definitiva, nel corso del 2024.