CRONACA

Pino Torinese avvia il censimento delle eventuali colonie feline 

Il Comune di Pino Torinese avvia il censimento delle eventuali colonie feline presenti sul territorio comunale, un’azione per prevenire fenomeni di randagismo. Chiunque sia a conoscenza di una colonia di gatti randagi, cioè almeno quattro animali che vivono insieme in libertà, potrà segnalare la colonia entro il 15 settembre 2026.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della convenzione tra la LIDA di Chieri e il Corpo di Polizia Locale di Pino Torinese, e ha l’obiettivo di censire le eventuali colonie di gatti randagi presenti in paese per tutelarne il benessere.
Attraverso le segnalazioni raccolte, LIDA potrà istituire l’anagrafe delle colonie feline, come previsto dalla normativa regionale (L.R. 34/1993), programmare le sterilizzazioni in collaborazione con l’ASL TO5 e riconoscere il lavoro svolto dalle persone che quotidianamente si occupano dei gatti randagi.
Chiunque può segnalare una colonia felina di cui sia a conoscenza sul territorio di Pino Torinese compilando l’apposito modulo, disponibile al seguente link:
Il modulo compilato e firmato potrà essere inviato via mail o PEC all’indirizzo protocollo@cert.comune.pinotorinese.to.it oppure a mano all’Ufficio Protocollo, dal lunedì al venerdì con orario 8:30-12:00 e il lunedì e il mercoledì anche dalle 16:00 alle 18:00.
Nel modulo, oltre al luogo della colonia, potranno essere indicati il numero di gatti che la popolano, la presenza di punti di alimentazione o cuccette, se c’è una persona che se ne sta occupando e, se a conoscenza, dello stato di sterilizzazione o di malattia.
Si tratta di un’azione importante nella prevenzione e nella promozione della cultura della tutela e del benessere animale sul nostro territorio – ha commentato l’assessora Elisa Pagliasso – anche a seguito dell’attività di sensibilizzazione che avevamo già avviato lo scorso anno nelle scuole e quella di contrasto dell’uso dei fuochi e botti di Capodanno. Questo censimento può aiutare la LIDA ad avere una mappatura della situazione e prendersi cura degli eventuali gatti randagi sul territorio, per incentivare la convivenza serena e rispettosa con il mondo animale“.

Vallette, arresto per spaccio in monopattino

 
La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino marocchino gravemente indiziato del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Nel corso del servizio del controllo del territorio, gli agenti del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna sono intervenuti nel quartiere Vallette a seguito di una segnalazione relativa alla presenza di un uomo intento a effettuare una presunta cessione di sostanza stupefacente nei pressi di alcune panchine della zona, attraverso l’uso di un monopattino elettrico.
Giunti sul posto, i poliziotti hanno individuato un soggetto seduto su una panchina con accanto un monopattino elettrico. Alla vista della volante, l’uomo si è dato immediatamente alla fuga ma gli agenti lo hanno bloccato poco dopo.
La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire e sequestrare la somma di 1.350 euro in contanti, ritenuta provento dell’attività di spaccio, oltre ad un involucro in cellophane contenente complessivamente circa 80 grammi lordi di sostanza stupefacente, suddivisa in ovuli di eroina e cocaina.
Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato sino alla sentenza definitiva.

Due arresti: trovato oltre un chilo di cocaina

La Polizia di Stato ha arrestato nella prima cintura torinese due uomini, gravemente indiziati del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Nei giorni scorsi, gli agenti del Commissariato di P.S. Barriera Milano hanno svolto un servizio di osservazione ad un appartamento sito a Moncalieri (TO), a seguito di alcune informazioni investigative dalle quali era emerso che uno degli indagati potesse verosimilmente approvvigionarsi periodicamente di ingenti quantitativi di cocaina, successivamente ceduti a terzi in zona Barriera Milano con il supporto di un complice.
Nel corso dell’attività, gli operatori hanno monitorato gli spostamenti dei due uomini, documentando una presunta cessione di sostanza stupefacente a un acquirente, successivamente fermato e trovato in possesso di circa 50 grammi di cocaina.
Le successive perquisizioni personali e domiciliari hanno consentito di sequestrare a loro carico, complessivamente, circa 3,2 chilogrammi di cocaina, in parte già suddivisa in dosi pronte per la vendita, oltre a bilancini di precisione, materiale per il confezionamento sottovuoto, telefoni cellulari e denaro contante, ritenuto provento dell’attività di spaccio e sottoposto a sequestro.
Al termine degli accertamenti, i due uomini sono stati tratti in arresto per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e associati presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino. Gli arresti sono stati successivamente convalidati dal G.I.P. del Tribunale di Torino, che ha disposto nei confronti di entrambi la misura cautelare della custodia in carcere.

Colpito più volte alla testa. Così è morto l’uomo trovato in via Verolengo

L’autopsia eseguita sul corpo dell’uomo di 55 anni, trovato in avanzato stato di decomposizione all’interno di un appartamento di via Verolengo, a Torino, ha fornito i primi elementi sulle cause del decesso. Secondo quanto emerso dall’esame autoptico, la vittima sarebbe stata colpita più volte alla testa con un oggetto contundente.

I primi riscontri indicano inoltre che la morte risalirebbe ad almeno una settimana prima del ritrovamento del cadavere. Per conoscere gli esiti definitivi dell’autopsia sarà però necessario attendere ancora alcuni giorni.

Resta inoltre da completare l’identificazione ufficiale della vittima, ma gli investigatori ritengono che si tratti di Mikel Rroku, 55 anni, originario dell’Albania, che viveva nell’appartamento dove è stato rinvenuto il corpo.

Insieme per un Po pulito

 L’iniziativa ecologica di Suzuki, Federazione Italiana Canottaggio e Città di Torino. Circa 75 kg i rifiuti raccolti

 

Dopo il successo e l’entusiasmo dello scorso anno, questa mattina in riva al Po è tornata “Insieme per un Po pulito”, l’iniziativa ecologica promossa da Suzuki, Federazione Italiana Canottaggio (FIC) e Città di Torino.

Al circolo Caprera, i volontari e i giovani atleti dei circoli cittadini – tra cui Amici del Fiume, Armida, Cerea, Cus Torino, Circolo Canottieri Eridano ed Esperia – si sono ritrovati per ripulire le sponde e le acque da plastica e da altri rifiuti. Ad accoglierli l’assessore al Verde e ai Fiumi Francesco Tresso, e il Presidente e CEO di Suzuki Italia, Massimo Nalli,

I veri protagonisti di questa grande operazione ecologica sono stati i giovanissimi atleti dei circoli, un vero e proprio team della sostenibilità, che hanno lavorato con straordinario entusiasmo per ripulire il corso d’acqua da plastica e rifiuti, coadiuvato dagli adulti e dai volontari, con il coordinamento operativo della Città e il supporto delle lance motorizzate Suzuki, equipaggiate con l’esclusivo dispositivo di filtraggio delle microplastiche “#lavalacqua”. Al termine delle operazioni sono stati raccolti e sottratti all’ecosistema fluviale oltre 75  kg di rifiuti e plastiche.

La manifestazione evolve quest’anno in un progetto di ampio respiro nazionale, e oltre a Torino si è svolta nella città di Padova.

“Realizzare queste iniziative significa investire nel bene comune e contribuire a diffondere una cultura della partecipazione e della responsabilità ambientale che nasce anche dai gesti più semplici – ha commentato l’assessore Tresso -. Un ringraziamento particolare va ai giovani canottieri e ai volontari, che con il loro entusiasmo dimostrano come la sostenibilità possa trasformarsi in un’azione concreta, a Suzuki, sempre più impegnata nelle iniziative ambientali, e alla Federazione Italiana Canottaggio. Torino e il fiume Po fanno parte della Riserva MAB UNESCO CollinaPo, un modello di collaborazione tra territori che promuove l’equilibrio tra uomo e natura lungo l’asta del Po: un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare, anche perché tutto ciò che facciamo per il nostro fiume produce effetti anche a valle. Una tutela che richiede un impegno condiviso: fare rete tra istituzioni, associazioni sportive, imprese e cittadini è la strada giusta per prenderci cura di un ecosistema prezioso, messo a dura prova dagli effetti dei cambiamenti climatici”.

“Rispettare l’acqua è un atto d’amore verso il pianeta e verso le future generazioni. Con questo spirito Suzuki porta avanti il proprio impegno, cercando di sensibilizzare sempre più persone a fare altrettanto – ha aggunto Massimo Nalli, Presidente e CEO di Suzuki Italia -: È per noi motivo di grande orgoglio vedere come questa iniziativa abbia saputo coinvolgere tutti i circoli canottieri di Torino: ben sette realtà hanno fatto squadra nel nome di un Po più pulito, dimostrando come la collaborazione possa generare un impatto positivo sul territorio. Siamo onorati che il progetto abbia ispirato anche una realtà prestigiosa come il Circolo Canottieri Padova, per il fiume Bacchiglione, dando vita a un’importante sinergia tra due territori e unendo istituzioni, mondo dello sport e cittadinanza nel segno di un impegno concreto e condiviso. Suzuki continua a investire in tecnologie ecologiche uniche, come il sistema di raccolta delle microplastiche installato sui fuoribordo Suzuki, #lavalacqua, perché crediamo che la sostenibilità debba tradursi in gesti quotidiani e condivisi. Ringrazio la Città di Torino, la Federazione Italiana Canottaggio, tutti i prestigiosi circoli che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa e, soprattutto, i giovani canottieri: sono loro i veri ambasciatori di un futuro più pulito.”

Per Rossano Galtarossa, Presidente Federazione Italiana Canottaggio: “Il canottaggio è uno sport che per sua natura vive in simbiosi con l’acqua e l’ambiente circostante. Proteggere i nostri fiumi, i laghi e i campi di gara non è più solo un auspicio, ma un dovere morale e sportivo che la Federazione porta avanti con fermezza. Grazie alla solida collaborazione strategica con Suzuki, riusciamo a trasformare questo principio in azioni concrete sul territorio. Il Clean-up di oggi dimostra come lo sport sappia farsi veicolo di civiltà e responsabilità: pulire i nostri bacini significa preservare il futuro della nostra disciplina e, soprattutto, della salute pubblica. Vedere la tecnologia d’avanguardia dei motori Suzuki, capaci di filtrare le microplastiche semplicemente navigando, unita all’impegno e alla passione delle nostre società remiere, è la prova che la sinergia tra istituzioni e partner privati può generare un impatto ecologico reale, immediato e duraturo”.

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Siccità, Confagricoltura Piemonte scrive alla Regione

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 “Attivare subito le deroghe al deflusso minimo vitale e al deflusso ecologico”

 

Confagricoltura Piemonte ha scritto al presidente della Regione, Alberto Cirio, e agli assessori all’Ambiente e all’Agricoltura, Matteo Marnati e Paolo Bongioanni, per chiedere l’attivazione urgente delle procedure previste dal Piano di Tutela delle Acque per le situazioni di scarsità idrica, con la possibilità di deroghe temporanee e controllate al Deflusso Minimo Vitale e al Deflusso Ecologico.

 

La sollecitazione nasce dalla crescente difficoltà, segnalata da più comprensori irrigui piemontesi, di garantire le portate necessarie alle colture nella fase di massimo fabbisogno stagionale. Il caso più acuto riguarda in queste ore il bacino del torrente Orco, ma la criticità, secondo l’organizzazione agricola, interessa ormai in modo più ampio il territorio regionale. La richiesta arriva nello stesso giorno in cui il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha convocato la Cabina di regia nazionale sulla crisi idrica, che ha segnalato situazioni di severità idrica significativa proprio nelle regioni del bacino del Po.

 

Confagricoltura Piemonte chiede alla Regione di riconoscere formalmente la gravità della situazione, di definire un percorso istruttorio rapido per i Consorzi irrigui, di affiancare alle eventuali deroghe un monitoraggio costante con il supporto di ARPA Piemonte e di aprire un tavolo permanente con Autorità di Bacino, ARPA, ANBI Piemonte, Consorzi e organizzazioni agricole per seguire l’evoluzione della crisi.

“Non mettiamo in discussione la tutela dei corsi d’acqua – dichiara il presidente di Confagricoltura PiemonteEnrico Allasia –  ma chiediamo un’applicazione equilibrata e tempestiva degli strumenti che la stessa pianificazione regionale prevede per le fasi di crisi. Le nostre aziende stanno affrontando settimane decisive per la sopravvivenza delle colture e un’attesa prolungata rischia di tradursi in danni non più recuperabili”.

 

Allasia richiama inoltre l’esperienza di altre Regioni, come la Lombardia, che hanno già aggiornato la disciplina delle deroghe parziali al DMV in presenza di severità idrica documentata: “Un modello che dimostra come sia possibile conciliare salvaguardia ambientale e continuità delle produzioni, senza contrapposizioni ideologiche”.

Cammino e partecipazione in Alta Valle Susa

 

Motociclista torinese muore sulla Torino – Savona

Incidente mortale sulla Torino Savona, oggi in tarda mattinata, vittima un motociclista di 56 anni, di Torino. Il sinistro è avvenuto sull’autostrada A10, tra Savona e Spotorno. La moto su cui viaggiava si è scontrata con un’auto. Sul posto il 118, i volontari del soccorso, i vigili del fuoco e la Polizia Stradale

Piemonte – Marocco, nuove rotte di crescita

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CONFINDUSTRIA PIEMONTE  E ORGANISMO DEL COMMERCIO DELL’INDUSTRIA DEL MAROCCO IN ITALIA

Una giornata di lavori con istituzioni, esperti e imprese dedicata alle prospettive di mercato ai settori merceologici emergenti e agli strumenti operativi di tutela per le imprese italiane. Amalberto: “L’internazionalizzazione è una partita di squadra e noi lavoriamo come sistema”

Torino, 10 luglio 2026

Il Marocco grazie a un interscambio di circa 750 milioni di euro per le imprese piemontesi rappresenta un partner commerciale di primo piano. Per approfondire quali siano i possibili ulteriori canali di sviluppo sia per l’import che per l’export verso il Paese nordafricano, l’Organismo del Commercio e dell’Industria del Marocco in Italia insieme a Confindustria Piemonte ha organizzato a Torino una mattinata di lavori.

I numeri dell’interscambio tra Piemonte e Marocco raccontano un legame ancora contenuto rispetto al potenziale, ma in evoluzione, e che trovano piena coerenza con la strategia nazionale del Piano Mattei per l’Africa, che individua nel Marocco uno dei partner privilegiati per una cooperazione economica di nuova generazione, fondata su investimenti, trasferimento di competenze e filiere condivise, e non solo su rapporti commerciali tradizionali. Gli investimenti diretti italiani nel Paese, pari a oltre 1,2 miliardi di euro di stock nel 2023, confermano che le nostre imprese hanno già intrapreso questa strada con convinzione” ha dichiarato Giorgia Garola, presidente Ceipiemonte e vicepresidente delegata per l’internazionalizzazione dell’Unione Industriali Torino, in apertura dei lavori.

Confindustria Piemonte, insieme alle 8 Associazioni territoriali, rappresenta 6.000 imprese, 285.000 occupati e 27 settori merceologici. Imprese che ogni giorno misurano la propria competitività sui mercati internazionali producono, assumono, innovano e che, per crescere, devono guardare fuori dai confini nazionali. Il Marocco mira a costruire collaborazioni e sviluppare progetti nei settori dell’energia, dell’agricoltura e della formazione, e con questa giornata vogliamo stimolare nuove opportunità commerciali reciproche. Perché l’internazionalizzazione è una partita di squadra e per questo lavoriamo come sistema, insieme a tutti i soggetti chiave: Regione Piemonte, CEIP, il sistema camerale, SACE, SIMEST, ICE, le Università. Solo così si creano le condizioni perché le relazioni si tradurranno in nuovi investimenti e iniziative concrete e durature” ha dichiarato Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte.

Il Marocco cresce oggi a ritmi molto sostenuti non paragonabili a quelli europei” ha sottolineato anche Marouan El Mansoub, Presidente dell’Organismo Marocco-Italia, illustrando il massiccio programma di investimenti del Regno che sta modernizzando porti, ferrovie, autostrade, strutture sanitarie ed energie rinnovabili. Il Governo marocchino ha varato un variegato sistema di incentivi e bandi che l’Organismo aiuta a intercettare, inclusi contributi a fondo perduto che in alcune regioni possono coprire fino al 40% dell’investimento complessivo.

Il Segretario Generale dell’Organismo, l’avvocato Paolo Spataro, ha ribadito la solidità delle relazioni diplomatiche e del quadro giuridico locale, che garantiscono un ambiente sicuro per grandi imprese e PMI. I settori di investimento coinvolgono competenze a 360 gradi: dall’ambiente e l’energia verde al manifatturiero, dall’automotive all’agroalimentare (Agritech), fino ai trasporti, edilizia e turismo. Le soluzioni finanziarie e legali sono state approfondite nella tavola rotonda tecnica con l’avvocato Paolo Jorio (per l’Organismo Marocco Italia), Federica Ingrosso (senior specialist relazioni esterne di Simest) e Stefano Nigro (Direttore Generale di Ceipiemonte). Il dibattito si è arricchito delle testimonianze aziendali di Arnaldo Carignano (Randstad), Jawad Khezzane (Bimotor) e Stefano Pesce (Comau).

Le conclusioni sono state affidate al senatore Massimo Berruti, membro dell’Organismo del Marocco-Italia  che ha ribadito “il ruolo  di facilitatore che l’Organismo del Marocco, fortemente radicato con le istituzioni locali, sta svolgendo  nel promuovere partenariati bilaterali solidi e affidabili, capaci di generare valore aggiunto per le imprese di entrambi i Paesi”,  e ad Alessandro Battaglia, Presidente della Commissione Internazionalizzazione di Confindustria Piemonte che ha sottolineato come il Marocco “sia una destinazione su cui costruire relazioni industriali stabili e durature. Proprio come le esperienze delle imprese che oggi abbiamo ascoltato, e che confermano come le imprese stiano diversificando i mercati di sbocco, rafforzando la presenza extra-europea e adottando strategie più flessibili. Cresce quindi la domanda di strumenti operativi, servizi qualificati e di un accompagnamento continuativo, in grado di trasformare le opportunità in relazioni commerciali stabili e durature. Il Marocco per sistema industriale italiano e piemontese è un Paese cui quindi dobbiamo guardare con convinzione, rafforzando relazioni industriali di medio-lungo periodo, basate su complementarità produttiva, investimenti e integrazione delle filiere“.

Metro 1, lettera dei sindaci al Governo per chiedere un incontro urgente

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Il sindaco della Città metropolitana e della Città di Torino Stefano Lo Russo, insieme ai sindaci dei Comuni di Collegno, Grugliasco e Rivoli Matteo Cavallone, Emanuele Gaito e Alessandro Errigo, ha indirizzato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini e ai presidenti e vicepresidenti delle commissioni competenti di Camera e Senato per sottoporre all’attenzione del Governo la situazione di grave criticità che interessa il cantiere del prolungamento della Linea 1 della metropolitana sulla tratta Fermi–Cascine Vica.

Il 16 giugno scorso, il Tribunale di Roma ha dichiarato non ammissibile la domanda di accesso alla proposta di concordato presentata dalla società Italiana Costruzioni Infrastrutture S.p.A., impresa affidataria dei lavori dell’infrastruttura, ormai in fase avanzata di realizzazione. Tale decisione espone il cantiere al concreto rischio di sospensione, con la conseguente necessità di procedere a un nuovo affidamento dei lavori e di reperire le risorse aggiuntive rese necessarie dall’adeguamento dei prezzi intervenuto rispetto al quadro economico degli appalti, che erano stati affidati nel 2019 e 2020 con un investimento pubblico complessivo già sostenuto superiore ai 200 milioni di euro. Per completare integralmente l’intervento, compresi gli altri appalti in cascata delle opere civili per i quali si valuta un extracosto di circa 40 milioni di euro, le stime attuali quantificano il fabbisogno in circa 70 milioni di euro totali.

“Dal 2019 – scrivono i sindaci nella lettera-  i territori interessati convivono con un cantiere di straordinaria complessità che ha inciso profondamente sulla viabilità, sulla mobilità e sulle attività economiche dell’area. I principali assi stradali risultano interessati da limitazioni e deviazioni ormai da molti anni; cittadini, imprese e attività economiche continuano a sopportare rilevanti disagi e anche i lavoratori impegnati nel cantiere hanno dovuto affrontare, negli ultimi mesi, ritardi nell’erogazione delle retribuzioni”.

“L’attuale quadro- proseguono – rende impossibile fornire ai cittadini un cronoprogramma certo per il completamento dell’opera prolungando ulteriormente una condizione che interessa quotidianamente un’ampia parte dell’area metropolitana torinese. La situazione richiede un intervento istituzionale urgente, poiché gli enti locali non dispongono degli strumenti finanziari necessari per assicurare la continuità dei lavori né per fronteggiare le conseguenze derivanti dalla crisi dell’impresa affidataria”.

Per questo, i sindaci chiedono un incontro istituzionale urgente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e un’audizione alle commissioni competenti per affrontare la situazione. “La Linea 1 della Metropolitana – spiegano – rappresenta un’infrastruttura strategica per l’intera area metropolitana torinese e per il Piemonte. Il suo completamento supera l’interesse dei singoli Comuni, incidendo direttamente sull’efficienza del sistema della mobilità, sulla competitività del territorio e sulla qualità della vita di centinaia di migliaia di cittadini. Per queste ragioni chiediamo che Governo e Parlamento possano valutare tempestivamente, nell’ambito delle rispettive competenze, le soluzioni più efficaci per assicurare la continuità dell’intervento, il reperimento delle risorse aggiuntive necessarie per il rapido affidamento delle lavorazioni residue, evitando che una vicenda esclusivamente societaria comprometta il completamento di un’opera pubblica ormai prossima alla conclusione”.

I sindaci propongono inoltre di valutare la nomina di un commissario straordinario, dotato dei poteri necessari ad assicurare la massima rapidità nelle procedure di affidamento e nella prosecuzione dei lavori, analogamente a quanto già previsto per la realizzazione della Linea 2 della metropolitana di Torino.

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