CRONACA

Addio Haiku, il primo panda rosso di Zoom

 PIÙ VECCHIO DI LUI SOLO UN ALTRO ESEMPLARE IN ITALIA
È stato il primo panda rosso ospitato a Zoom Torino nel 2015, padre dell’ultimo piccolo nato al bioparco. Più vecchio di lui in Italia solo un altro esemplare, che lo precedeva di appena un mese: Haiku se n’è andato la scorsa settimana all’età di 12 anni per complicanze dovute all’anzianità e ha lasciato la sua compagna Suki. È stato un esemplare prezioso non solo per la conservazione di una specie che ha perso la metà della sua popolazione selvatica nel giro di 20 anni, classificata “in pericolo” di estinzione dalla Lista Rossa IUCN. Ma anche indimenticabile per il team del Bioparco Zoom, che lo ricorda come un animale molto paziente, dal carattere mite. Tranne con i muntjak, suoi coinquilini, ai quali non ha mai consentito di avvicinarsi troppo.

“Haiku – spiega Irene Carnovale, curatrice del Bioparco Zoom Torino – ha avuto tre compagne nella sua vita. Dall’unione con Suki, che ha condiviso con lui gli ultimi 4 anni, è nato Tashi. Haiku è stato un ottimo padre, ha lasciato che mamma e cucciolo mantenessero il loro rapporto esclusivo all’interno del nido per i primi mesi di vita. Poi, quando Suki ha iniziato ad accompagnare Tashi nelle prime esplorazioni, lui ha mostrato interesse e curiosità verso il piccolo, avvicinandosi tanto quanto gli permetteva Suki. E comunque, tra i tre, era sempre Haiku a svegliarsi prima per esplorare e pattugliare l’habitat, tenendo sempre il controllo del territorio”. Haiku è stato anche protagonista di diversi studi scientifici sull’osservazione comportamentale, tra i quali quello sulla preferenza manuale – o meglio, di zampa – in questa specie. Svolto da Openature Foundation in collaborazione con l’Università di Torino, la ricerca ha dimostrato che Haiku – contrariamente alla femmina – impiegava la zampa sinistra solo per discendere dagli alberi. Una preferenza controllata dall’emisfero destro del cervello e probabilmente associata all’esplorazione visuo-spaziale, che gli permetteva una valutazione migliore dell’ambiente circostante mentre scendeva dagli alberi.

Si tratta infatti di una specie prevalentemente arboricola, che sopravvive nelle foreste temperate dell’Himalaya, tra Nepal e Cina. Anche grazie alla presenza di Haiku, il Bioparco Zoom Torino e la sua Openature Foundation hanno contribuito ai traguardi in natura del Red Panda Network, che è riuscita nel ripristino di 717 ettari di habitat forestale attraverso l’acquisto e la rinaturalizzazione di terreni privati, nei distretti di Panchthar, Ilam e Taplejung nel Nepal orientale. Una speranza di sopravvivenza per il panda rosso, per la quale Haiku ha fatto davvero la differenza.

Agosto a Torino, come cambiano i servizi Gtt

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Ecco le variazioni dei servizi di trasporto di GTT nel mese di Agosto

Metropolitana

Ad agosto la metropolitana sarà in servizio con i consueti orari. Per proseguire i necessari interventi di manutenzione straordinaria e aggiornamento tecnologico, riducendo al minimo l’impatto sui passeggeri, si renderanno necessarie delle chiusure programmate nelle domeniche 2 e 9 agosto per cui sono previste.

Gli orari della metro

 Inizio
servizio
 Ultima partenza
da Fermi
 Ultima partenza
da Bengasi
Bus sostitutivo
(linea M1S)
Dal lunedì al giovedì 5.30 21.30 21.30 22.00 – 00.30*
Venerdì e sabato 5.30 1.00 1.00
Domenica e festivi  7.00 21.30 21.30 5.30 – 7.00
22.00 – 00.30*
* Ultime partenze dei bus della linea M1S dai capolinea Fermi e Bengasi alle ore 00.00.

Il servizio metro nelle domeniche interessate dai lavori 

  • Domenica 2 agosto, dalle ore 7.00 alle ore 12.00, la metro svolgerà il servizio passeggeri da Bernini a Bengasi, conservizio sostitutivo bus (M1S) sulla tratta Fermi – Bernini.
  • Domenica 9 agosto, per l’intera giornata, il servizio della metropolitana sarà svolto con gli autobus sostitutivi della linea M1S sull’intero percorso Fermi – Bengasi.


Tram e bus

Da sabato 1° a domenica 23 agosto saranno in servizio tutte le linee tranviarie e la maggior parte delle linee bus della rete GTT di superficie. Tuttavia, nello stesso periodo, per la chiusura di molte attività lavorative in occasione delle ferie estive con la conseguente riduzione della domanda di trasporto, saranno adottate le seguenti variazioni del servizio.

  • Linea STAR 1: in servizio con orario festivo (dalle 14.00 alle 23.00)
  • Linea STAR 2: in servizio con orario festivo (dalle 14.00 alle 21.00)
  • Linea 6: non gestita
  • Linea 10: in servizio su percorso festivo fino a piazzale Caio Mario
  • Linea 12: in servizio su percorso festivo
  • Linea 13+: non gestita
  • Linea 20: in servizio su percorso festivo
  • Linea 26: in servizio sulla tratta Parcheggio Stura – Villaretto
  • Linea 27: effettua percorso festivo da via Anglesio a via Bertola
  • Linea 33: effettua percorso festivo da Collegno a piazzale Adua
  • Linea 36N Rivoli-Alpignano: non gestita
  • Linea 39: in servizio con orario festivo, quindi senza il servizio serale
  • Linea 40: non gestita (percorso coperto in parte dalla linea 62 da piazza Massaua a via Guido Reni angolo corso Sebastopoli)
  • Linea 45/: non gestita
  • Linea 52: non gestita (percorso coperto interamente dalle linee 33 e 67)
  • Linea 53: non gestita
  • Linea 54: in servizio su percorso festivo
  • Linea 58: non gestita (percorso coperto in parte dalle linee 12 e 58/)
  • Linea 66: non gestita
  • Linea 67: effettua percorso festivo da Moncalieri a via Scialoja
  • Linea 68+: non gestita
  • Linea 72/: non gestita
  • Linea 77: non gestita
  • Linea 78: non gestita
  • Linea 83: non gestita
  • Linea 84: non gestita
  • Linea 132: non gestita
  • Linea 1N: non gestita
  • Linea 2C: non gestita
  • Linea B1: non gestita
  • Linea RV2: non gestita
  • Linea LS1: non gestita
  • Linea SE2: non gestita

La linea 5 transita dal Cimitero Parco nelle ore di apertura anche dal lunedì al venerdì fino all’11 settembre.

La linea 5/ non sarà gestita fino all’11 settembre.

La linea 17/ non sarà gestita fino al 12 settembre.

La linea 1S non sarà gestita dal 10 al 15 agosto.

A partire dal 31 luglio Star Plus sospenderà temporaneamente l’attività. La ripresa è prevista da venerdì 4 settembre.
Star Plus sarà nuovamente operativo nelle notti di venerdì e sabato, dalle 23.00 alle 5.00, oltre che in occasione di eventi e ricorrenze particolari.


Servizi speciali per gli stabilimenti

Le linee 22 – 24 – 25 (speciali per stabilimenti FPT – CNH – IVECO Industrial S.p.A.) non saranno gestite dal 1° al 23 agosto.

Le linee 90 – 91 – 92 – 93/ – 94 – 95 – 95/ – 96 – 97 – 98 – 99 (speciali per stabilimenti Stellantis Mirafiori) non saranno gestite dal 1° al 23 agosto.

Ricordiamo che anche ad agosto ogni venerdì, sabato e nei prefestivi sarà regolarmente in servizio la versione estiva della rete notturna “Night Buster” potenziata con 17 linee che collegano 29 Comuni della cintura al centro Città.

Ruba valigie dal negozio in pieno centro: inseguito e arrestato

Ha forzato la serratura di una nota valigeria di piazza Carlo Felice durante la pausa pomeridiana di chiusura, ha afferrato una valigia e tre borselli ed è fuggito a piedi. La sua corsa, però, è durata pochi minuti: un passante, richiamato dalle grida d’aiuto, lo ha inseguito fino a via Sacchi, dove è intervenuta la Polizia di Stato.

Protagonista della vicenda un italiano di 58 anni, arrestato dagli agenti del Commissariato San Secondo con l’accusa di tentata rapina impropria. L’uomo è stato inoltre denunciato per il possesso ingiustificato di una chiave alterata.

L’allarme è scattato con una chiamata al Numero unico di emergenza 112, che segnalava un inseguimento in corso nei pressi della stazione di Torino Porta Nuova. Secondo quanto ricostruito, il cittadino che aveva rincorso il ladro è riuscito a raggiungerlo all’angolo tra corso Vittorio Emanuele II e via Sacchi. Per sottrarsi alla cattura e tenere con sé la refurtiva, il 58enne lo avrebbe colpito con uno schiaffo e un pugno al volto, spingendolo poi a terra.

Poco dopo avrebbe tentato di salire su un autobus di linea per far perdere le proprie tracce, ma è stato bloccato dagli agenti, arrivati nel frattempo sul posto.

Durante la perquisizione i poliziotti hanno recuperato la merce appena rubata: una valigia e tre borselli ancora muniti delle etichette di vendita, per un valore complessivo di circa 418 euro. Gli accertamenti hanno confermato che gli articoli erano stati sottratti poco prima dall’esercizio commerciale di piazza Carlo Felice, dopo che era stata forzata la serratura del negozio.

La refurtiva è stata restituita al titolare dell’attività. L’uomo è stato invece accompagnato nel carcere “Lorusso e Cutugno” su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Esplosione e incendio in un appartamento di Torino: padre e figlio gravi

Momenti di paura nella giornata di domenica in via Mercadante, a Torino, dove un incendio divampato in un appartamento al quinto piano di uno stabile ha richiesto l’intervento dei soccorritori. L’edificio, composto da sette piani e situato all’interno di un cortile, è stato completamente evacuato per consentire le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza.

Le fiamme sarebbero state innescate dall’esplosione di una bombola di gas presente nella cucina dell’alloggio. L’esatta dinamica dell’accaduto è comunque al vaglio delle autorità.

Il bilancio più grave riguarda due occupanti dell’appartamento: un ragazzo di 19 anni e il padre di 45, entrambi rimasti ustionati. I sanitari del 118 li hanno trasportati in codice rosso rispettivamente all’ospedale CTO e all’ospedale Giovanni Bosco.

Altri quattro residenti hanno riportato lievi intossicazioni dovute al fumo e sono stati assistiti in codice verde. Complessivamente il personale del 118 di Azienda Zero ha prestato soccorso a otto persone.

Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco, che hanno lavorato a lungo per domare il rogo e verificare la sicurezza dell’edificio, insieme ai carabinieri e a diverse ambulanze del servizio di emergenza. Sono in corso gli accertamenti per stabilire con precisione le cause dell’incendio.

Riasfaltato corso Moncalieri, al via un nuovo intervento in corso Unità d’Italia

 

Si concluderanno nella mattinata di lunedì 3 agosto i lavori di riasfaltatura in corso Moncalieri, mentre già dal pomeriggio della stessa giornata prenderà il via il nuovo intervento di rifacimento della pavimentazione stradale in corso Unità d’Italia, nell’ambito del piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”.

Quello di corso Unità d’Italia è uno dei cantieri previsti per il mese di agosto, periodo in cui saranno realizzati una decina di interventi distribuiti in diverse aree della città. Il periodo estivo, caratterizzato generalmente da una riduzione dei flussi di traffico, rappresenta una fase favorevole per la programmazione delle lavorazioni, con l’obiettivo di limitare per quanto possibile l’impatto sulla mobilità cittadina.

Così, al termine delle lavorazioni in corso Moncalieri, la stessa impresa esecutrice trasferirà mezzi e attrezzature nel cantiere di corso Unità d’Italia, dove le attività prenderanno avvio nel pomeriggio di lunedì 3 agosto.

La prima fase interesserà la carreggiata lato est di corso Unità d’Italia, a partire dalla rotatoria Maroncelli in direzione centro città, con un progressivo restringimento della carreggiata fino a una sola corsia in corrispondenza di viale Maestri del Lavoro.

Successivamente gli interventi si sposteranno sulla carreggiata lato ovest, nel tratto compreso tra Casa UGI e la direttrice verso Moncalieri, con un progressivo restringimento della carreggiata fino a una sola corsia oltre la confluenza del sottopasso.

L’avvio e lo svolgimento delle lavorazioni saranno segnalati sul posto con apposita segnaletica di preavviso, predisposta per informare gli utenti della strada e consentire loro di programmare i propri spostamenti. Salvo imprevisti, il completamento degli interventi su corso Unità d’Italia è previsto entro il 14 agosto.

Il piano straordinario “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, sostenuto da Fondazione CRT con un investimento complessivo di 32 milioni di euro, prevede oltre 140 cantieri distribuiti sull’intero territorio cittadino. Gli interventi puntano a migliorare la sicurezza, la qualità e la durabilità della rete stradale, programmando le lavorazioni nei periodi dell’anno in cui l’impatto sulla mobilità può essere ridotto.

Tra gli altri interventi già in corso, proseguiranno anche nella prossima settimana quelli che interessano l’asse di corso Racconigi e l’area della rotatoria tra corso Racconigi e via Frejus, nel quartiere Cenisia.

Dopo l’avvio delle lavorazioni sulla rotatoria questa settimana, nel pomeriggio di lunedì 3 agosto inizierà la riasfaltatura della carreggiata est di corso Racconigi, nel tratto compreso tra via Vigone e corso Vittorio Emanuele II. Le operazioni saranno effettuate nelle sole ore pomeridiane per contenere l’impatto sulla viabilità.

Per consentire lo svolgimento dei lavori in sicurezza, oltre al tratto interessato dalla riasfaltatura resteranno chiusi la rotatoria tra corso Racconigi e via Frejus, il tratto di corso Racconigi in carreggiata ovest tra via Bardonecchia e via Prali e il tratto di via Frejus compreso tra via Revello e via Prali. Agli automobilisti si raccomanda di prestare attenzione alla segnaletica di cantiere e, ove possibile, di scegliere percorsi alternativi, soprattutto nelle ore di maggiore traffico.

TorinoClick

Corso Racconigi, riasfaltatura e modifiche alla viabilità fino al 7 agosto

Cambia la viabilità nel quartiere Cenisia per i lavori di riasfaltatura in corso tra corso Racconigi e via Frejus. Fino a venerdì 7 agosto sono previste chiusure e modifiche alla circolazione in diversi tratti della zona.

Si parte proprio dalla rotatoria tra corso Racconigi e via Frejus, dove i lavori sono già iniziati con l’intervento sulla parte interna e proseguiranno nella prossima settimana.

Dal pomeriggio di lunedì 3 agosto prenderà invece il via l’asfaltatura di corso Racconigi, sulla carreggiata est, nel tratto compreso tra via Vigone e corso Vittorio Emanuele II. Le operazioni si svolgeranno esclusivamente nelle ore pomeridiane, per limitare l’impatto sul traffico.

Per consentire lo svolgimento dei lavori in sicurezza, oltre al tratto interessato dalla riasfaltatura resteranno chiusi: la rotatoria tra corso Racconigi e via Frejus, il tratto di corso Racconigi in carreggiata ovest tra via Bardonecchia e via Prali, e il tratto di via Frejus compreso tra via Revello e via Prali.

Agli automobilisti si raccomanda di prestare attenzione alla segnaletica di cantiere e, se possibile, di scegliere percorsi alternativi, soprattutto nelle ore di maggiore traffico.

TorinoClick

Incidente mortale: vittima una 22enne

Il conducente dell’auto ha perso il controllo del mezzo per cause da accertare. Ha perso la vita una giovane di 22 anni residente a Nichelino, a seguito dell’incidente stradale avvenuto a Bagnolo Piemonte, in provincia di Cuneo. La ragazza viaggiava su una Renault Clio, assieme ad altri tre giovani. Sono intervenuti i soccorsi e i carabinieri.

Scontro tra auto e moto: morto il centauro, grave una donna

Tragedia nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 2 agosto, a San Giorio di Susa, dove un grave incidente stradale è costato la vita a un motociclista di 52 anni. Lo schianto è avvenuto lungo la strada provinciale 24, in prossimità del confine con il comune di Bussoleno.

Per cause in corso di accertamento, una moto e un’autovettura si sono scontrate all’altezza di un incrocio. L’uomo alla guida del mezzo a due ruote ha riportato ferite gravissime ed è deceduto nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori.

Ferita anche la passeggera della moto, una donna di 51 anni, che ha riportato diversi traumi. Dopo essere stata stabilizzata dal personale sanitario sul posto, è stata trasferita in elisoccorso all’ospedale CTO di Torino in codice rosso.

Nell’incidente è rimasta coinvolta anche la conducente dell’automobile, un’anziana, le cui condizioni sono al vaglio dei sanitari.

Siccità, il conto per l’agricoltura torinese supera già i 30 milioni: il mais è la coltura più colpita

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La siccità presenta un conto sempre più pesante all’agricoltura torinese. Secondo le prime stime di Coldiretti Torino, i danni economici hanno già superato i 30 milioni di euro, una cifra destinata a crescere con l’avvicinarsi della trebbiatura se il quadro meteorologico non dovesse migliorare.

L’emergenza riguarda in particolare il mais, coltura simbolo del territorio provinciale. In condizioni ordinarie, il Torinese assicura circa un terzo dell’intera produzione piemontese, con oltre 4,85 milioni di quintali raccolti ogni anno da più di 4.600 aziende agricole su quasi 49 mila ettari. Quest’anno, però, la prolungata assenza di precipitazioni e le temperature eccezionalmente elevate stanno compromettendo sia le rese sia la qualità del raccolto.

Nelle superfici irrigate gli agricoltori stimano perdite produttive intorno al 30%. I sistemi irrigui, infatti, stanno progressivamente esaurendo le disponibilità d’acqua provenienti dai canali e dalle derivazioni, costringendo molte aziende a ricorrere al pompaggio dalle falde, con un forte incremento dei costi energetici. Ancora più critica la situazione nei terreni privi di irrigazione, dove le perdite potrebbero raggiungere il 70% e numerosi appezzamenti mostrano coltivazioni ormai compromesse.

Le pannocchie, dove riescono a svilupparsi, risultano spesso di dimensioni ridotte e con un numero inferiore di chicchi, mentre in molte aree le piante stanno disseccando prima della maturazione.

Il valore economico delle perdite è stato calcolato sulla base delle quotazioni attuali del mais alla Borsa Cereali di Torino. Tuttavia, il conto potrebbe ulteriormente aggravarsi sia per un eventuale aumento dei prezzi, influenzati anche dalle tensioni internazionali, sia per l’ulteriore riduzione delle produzioni nelle prossime settimane.

La crisi agricola si inserisce in un contesto climatico che interessa l’intero Piemonte. Secondo gli ultimi monitoraggi di Arpa Piemonte, all’inizio di luglio la regione presentava una situazione idrica complessivamente deficitaria, con condizioni di siccità severa nel bacino del Po a monte della Dora Baltea, oltre che nei bacini del Tanaro e dello Scrivia, livelli che non si registravano dal 2022.

Le precipitazioni continuano infatti a risultare molto inferiori alla norma. Nel bacino del Po, a giugno sono caduti mediamente appena 62 millimetri di pioggia, circa il 36% in meno rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020, mentre anche la prima parte di luglio ha fatto segnare un deficit di circa il 50%. A peggiorare il quadro hanno contribuito anche i mesi primaverili, già caratterizzati da precipitazioni inferiori alla media e da temperature eccezionalmente elevate. Giugno 2026 è stato infatti uno dei più caldi mai registrati in Piemonte, con un’anomalia termica regionale di circa 3,5 gradi sopra la media, favorendo un’intensa evapotraspirazione e aggravando lo stress idrico dei terreni e delle colture.

Anche il Po, nel tratto torinese, sta risentendo della scarsità d’acqua, con portate inferiori alla norma che stanno mettendo sotto pressione il sistema irriguo regionale. La diminuzione della disponibilità idrica rischia di avere conseguenze non solo sull’agricoltura, ma anche sulla gestione delle risorse destinate agli altri usi civili e produttivi.

«Al di là della cifra già significativa (e siamo ancora lontani dalla trebbiatura) della perdita economica per le nostre aziende agricole – commenta il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – vogliamo ricordare che oggi il mais è sempre più una coltura strategica, che non solo è alla base della produzione di alimenti da proteine animali, ma anche una materia prima al centro di molte produzioni industriali: dalle basi per preparazioni dell’industria alimentare fino all’amido per vari usi, dai dolcificanti alle bioplastiche compostabili per oggetti di uso comune».

La riduzione del raccolto locale, sottolinea Coldiretti, comporterà inevitabilmente un maggiore ricorso alle importazioni, con ripercussioni sull’intera filiera agroalimentare.

«È sempre più evidente – aggiunge il direttore Carlo Loffreda – che il problema della siccità che colpisce l’agricoltura non riguarda solo gli interessi del settore primario. Per questo è sempre più urgente mettere in campo misure strutturali per affrontare la siccità, a partire da un Piano per i piccoli invasi, un uso plurimo delle acque idroelettriche, misure di sostegno al risparmio idrico, sburocratizzazione e sostegno alla trivellazione di nuovi pozzi. Mentre dalla ricerca sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) chiediamo nuove varietà in grado di resistere alla siccità. Perché se gli agricoltori non producono, abbiamo un deficit di cibo e di materie prime che ha ripercussioni sull’intero sistema agroindustriale e sull’intero “sistema Paese”».

Piemonte, banche in ritirata: così interi territori rischiano di restare senza servizi

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C’è un silenzio che avanza nei piccoli centri del Piemonte. Non è quello delle piazze vuote, ma quello delle serrande abbassate degli sportelli bancari. Un fenomeno che procede da anni e che oggi assume i contorni di una vera emergenza economica e sociale. La cosiddetta desertificazione bancaria continua infatti a restringere la presenza degli istituti di credito, lasciando cittadini e imprese sempre più lontani da un servizio essenziale.

A fotografare questa trasformazione è un’indagine della CNA, che colloca il Piemonte tra le regioni italiane più colpite. Oltre sei Comuni su dieci non dispongono più di una banca. Un dato che racconta una realtà fatta di chilometri da percorrere per effettuare un’operazione allo sportello, ma soprattutto di un rapporto sempre più fragile tra il sistema creditizio e il tessuto produttivo locale.

A pagare il prezzo più alto sono le piccole imprese, ossatura dell’economia piemontese. Per un artigiano, un commerciante o una piccola azienda, la filiale non rappresenta soltanto un luogo dove eseguire operazioni bancarie, ma un interlocutore con cui confrontarsi per ottenere credito, finanziare investimenti o affrontare momenti di difficoltà. Quando quello sportello chiude, viene meno anche un punto di riferimento che difficilmente può essere sostituito da un’app o da una consulenza telefonica.

La provincia di Torino è quella che evidenzia con maggiore forza il problema, con il numero più elevato di imprese localizzate in Comuni ormai privi di una banca. Ma il fenomeno interessa l’intera regione. Anche territori tradizionalmente ben serviti, come Cuneo e Asti, vedono progressivamente ridursi la copertura: gli sportelli restano concentrati nei centri maggiori, mentre i paesi più piccoli vengono progressivamente esclusi dalla rete bancaria.

Il risultato è un doppio divario. Da una parte quello geografico, che obbliga cittadini e imprenditori a spostamenti sempre più lunghi; dall’altra quello digitale, perché non tutti possono o vogliono affidarsi esclusivamente ai servizi online. Anziani, attività commerciali e imprese continuano ad avere bisogno di un contatto diretto con il proprio istituto di credito.

Per la CNA il rischio è che la razionalizzazione delle filiali finisca per impoverire ulteriormente territori già alle prese con spopolamento e riduzione dei servizi pubblici. La banca, infatti, non è soltanto un’attività economica: rappresenta un presidio che contribuisce alla vitalità di una comunità e sostiene lo sviluppo del sistema produttivo locale.

Da qui l’appello dell’associazione a istituzioni e operatori del credito affinché la modernizzazione del settore non si traduca in un progressivo abbandono delle aree periferiche. Perché se è inevitabile che il sistema bancario cambi, è altrettanto necessario evitare che l’innovazione lasci indietro interi territori.