CRONACA

 San Luigi di Orbassano: Anestesia e Rianimazione, ricerca d’eccellenza sulla ventilazione 

Un progetto finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito della Ricerca Finalizzata 2024, che mette in rete tre importanti centri italiani e rafforza la capacità di fare ricerca direttamente all’interno degli ospedali del Servizio sanitario pubblico.

L’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano partecipa al progetto LUNG-LIFE, coordinato dalla Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza insieme all’Azienda Ospedale-Università di Padova.

Si tratta di un progetto che non sostiene soltanto la partecipazione dell’ospedale alla sperimentazione multicentrica, ma permette di accrescere le competenze e la capacità di ricerca interne all’Azienda, affiancando all’attività clinica una risorsa specificamente dedicata alla ricerca.

Uno degli elementi centrali è fare degli ospedali non soltanto i luoghi in cui vengono applicati i risultati della ricerca, ma anche quelli nei quali si fa ricerca attraverso professionisti, competenze e attività scientifiche integrate con l’assistenza quotidiana.

Lo studio riguarda i pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), una forma grave di insufficienza respiratoria che può rendere necessaria la ventilazione meccanica.

La ricerca vuole verificare se l’introduzione periodica di un respiro più profondo, il cosiddetto “sigh”, possa contribuire a mantenere meglio aperti i polmoni e a migliorare gli scambi respiratori durante la ventilazione meccanica.

Il progetto ha l’obiettivo di trasformare le conoscenze acquisite in indicazioni potenzialmente trasferibili alla pratica clinica. La fase clinica sarà condotta nei tre centri di Orbassano, Monza e Padova, tutti con esperienza nella ricerca in area critica.

Al San Luigi lo studio sarà coordinato dal professor Vincenzo Russotto, direttore dell’Anestesia e Rianimazione, che nel progetto è principal collaborator e coordinatore locale della sperimentazione. L’Ospedale di Orbassano avrà il compito di contribuire all’arruolamento dei pazienti, alla raccolta dei dati e alla conduzione dello studio clinico.

Tale studio consentirà di comprendere meglio come ottimizzare la ventilazione nei pazienti con insufficienza respiratoria più grave, proteggendo il polmone e al tempo stesso garantire un adeguato supporto respiratorio. Se i risultati confermeranno i benefici attesi, il progetto potrà fornire le basi scientifiche per una successiva sperimentazione multicentrica più ampia, con potenziali ricadute sulla gestione dell’ARDS all’interno del Servizio sanitario nazionale.

Questa attività si inserisce nel più ampio profilo scientifico della struttura complessa a direzione universitaria di Anestesia e Rianimazione, che si contraddistingue per una ricerca di elevato livello, strettamente integrata con la pratica clinica e sviluppata attraverso una solida rete di collaborazioni internazionali.

Ne sono esempio gli studi multicentrici STARGATE e PREVENTION, entrambi dedicati alla gestione delle vie aeree e coordinati dal professor Russotto in qualità di principal investigator.

In questi progetti il San Luigi Gonzaga svolge il ruolo di centro coordinatore, contribuendo alla costruzione di reti scientifiche con ospedali e istituzioni accademiche di diversi Paesi e consolidando la propria presenza nel panorama della ricerca internazionale in anestesia e area critica.

Città metropolitana promuove “In Comune contro la Violenza”

Inizia giovedì 17 settembre la seconda edizione del ciclo di incontri online “In Comune contro la Violenza“, promosso dalla Città metropolitana di Torino per contrastare la violenza sulle donne, promuovere la parità di genere e rafforzare le azioni sui territori.
Il percorso formativo si snoderà tra settembre e ottobre 2026 attraverso tre appuntamenti online dedicati all’approfondimento e al confronto.
Il ciclo prende il via giovedì 17 settembre, dalle 14,30 alle 16,00, con un primo incontro intitolato “Rispetto e dignità sul lavoro: prevenire e contrastare le molestie“, curato dall’Avv. Elisa Raffone, consigliera di parità della Città metropolitana di Torino.
Si prosegue mercoledì 30 settembre, sempre nella fascia oraria dalle 14,30 alle 16,00, con l’appuntamento “Oltre il tabù. Conoscere la povertà mestruale per agire nei territori“, che vedrà l’intervento di Paola Ciafardoni, presidente dell’Associazione Almaterra.
Il percorso si concluderà giovedì 15 ottobre, dalle 14,30 alle 16,00, affrontando il tema “Far emergere l’invisibile: il ruolo dei Comuni nel contrasto alla tratta e allo sfruttamento lavorativo“, a cura di Rosanna Paradiso, esperta Antitratta della Procura della Repubblica di Torino.
“Con questa seconda edizione di incontri – dichiara Rossana Schillaci, consigliera metropolitana delegata alle Politiche sociali e di parità – intendiamo rafforzare la rete di consapevolezza e prevenzione sui nostri territori. La lotta alla violenza non può limitarsi a momenti simbolici, ma richiede azioni costanti, collaborazione tra enti, associazioni e comunità locali, oltre a un forte investimento nella prevenzione e nella sensibilizzazione. Riteniamo fondamentale accendere i riflettori su ogni forma di prevaricazione, dalla violenza economica alla tutela dei diritti nei luoghi di lavoro, fino a tematiche complesse e spesso invisibili come il contrasto alla tratta e allo sfruttamento. Informare e formare gli amministratori, gli operatori e la cittadinanza è il primo grande passo per costruire comunità davvero eque e inclusive”.
È possibile iscriversi compilando il modulo online al seguente link:
https://cittametropolitanatorino-moon.csi.it/moonfobl/consumer/manage-form/NEW/504/661

Pignatelli Day: un grande successo con oltre 500 visitatori

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Venerdì 28 agosto nei campi di Fondazione Podere Pignatelli si è svolta una giornata dedicata a confronto varietale e tecniche di coltivazione di mais e soia

Venerdì 28 agosto a Villafranca Piemonte, presso la Fondazione Podere Pignatelli, si è svolto il tradizionale appuntamento annuale del Pignatelli Day, patrocinato da Regione Piemonte, le cui protagoniste sono state due colture centrali per l’agricoltura piemontese: mais e soia. Un evento organizzato in collaborazione con CAPAC e DISAFA (Università degli Studi di Torino), che ha offerto a tutti i presenti l’opportunità di confrontarsi con esperti e tecnici del settore sull’introduzione di nuovi ibridi di mais e varietà di soia, oltre che su metodi di coltivazione, strategie di difesa e produttività delle colture.

Un evento che quest’anno ha coinvolto 24 espositori e attratto un numero altissimo di persone: a visitare i campi sperimentali sono state oltre 500 persone tra agricoltori, tecnici e ricercatori, che hanno avuto anche l’opportunità di conoscere macchinari all’avanguardia e altri strumenti utili nella gestione delle colture.

Amedeo Reyneri, Presidente della Fondazione Podere Pignatelli, ha rimarcato che: “la giornata di oggi, che è stata così partecipata, porta grande valore al territorio, perché è un momento di grande comunicazione diretta da parte della Fondazione verso le aziende agricole. Viviamo in un tempo in cui le informazioni sono spesso mediate, un fatto che porta a sentire sempre di più la mancanza di confronti personali, diretti, dialogati. Questa giornata è l’occasione in cui Fondazione Podere Pignatelli comunica direttamente con gli agricoltori, con dimostrazioni pratiche in campo e quindi ponendosi come punto di riferimento e interlocutore reale”.

Paolo Colombatto, Direttore della Fondazione, ha affermato: “quest’anno abbiamo anticipato l’evento di oltre una decina di giorni, a causa di una campagna molto calda e siccitosa, che ha messo a dura prova le colture in campo. Questo è un sintomo inequivocabile del cambiamento climatico, a cui Podere Pignatelli risponde proponendo strategie efficaci di mitigazione e ricerca continua sul confronto varietale e sulle tecniche di coltivazione. Oggi sono stati presentati più di 90 ibridi di mais delle principali ditte sementiere e 40 varietà di soia, con molte novità: numeri importanti, che dimostrano pienamente il valore della ricerca in campo agricolo”.

L’evento è stato inoltre l’occasione per presentare l’avanzamento di alcuni progetti finanziati in ambito CSR dalla Regione Piemonte e promossi dalla Fondazione in collaborazione con partner del territorio: RADICE, che accompagna la cerealicoltura piemontese verso un modello agricolo più sostenibile e resiliente, GO-FITO, che propone strategie alternative di difesa dalle malattie, e SMARTech, che propone tecnologie di precisione nelle attività agronomiche.

Attività realizzata nell’ambito del progetto “AGRODEMO” finanziato con fondi FEASR – CSR 2023/2027 della Regione Piemonte – Intervento SRH05 – Azioni dimostrative per il settore agricolo – Bando 1/2023

Cercatore di funghi precipita da un dirupo: è grave

È precipitato da un dirupo mentre cercava funghi ed è in gravi condizioni. Questo l’incidente avvenuto nel primo pomeriggio nei pressi dell’alpe Rodo, a circa 1.200 metri di quota, nel comune di Druogno, in Val Vigezzo. L’uomo ha riportato ferite gravi.

Sul posto sono intervenuti l’équipe sanitaria dell’elisoccorso di Azienda Zero Piemonte, il tecnico di elisoccorso del soccorso alpino, la stazione di Vigezzo del soccorso alpino e il soccorso alpino della Guardia di Finanza. Dopo le prime cure e la stabilizzazione, l’uomo è stato imbarcato sull’elicottero e trasferito all’ospedale di Novara. Sono in corso accertamenti per chiarire le cause della caduta.

VI.G

Tram 4, petardo fatto esplodere e fumogeno acceso: panico in corso Giulio Cesare

Lunedì sera attimi di terrore su un convoglio della linea 4. Intorno alle 20, nel tratto di Corso Giulio Cesare all’altezza di via Feletto, a bordo è esploso un petardo e un fumogeno è stato acceso: il boato e la densa nube hanno spinto i passeggeri a scendere di corsa e a riversarsi sulla carreggiata tra le auto in transito. L’autista ha fermato il mezzo e attivato le procedure di sicurezza; non risultano feriti né danni significativi al tram. Secondo le prime verifiche, ancora al vaglio degli investigatori, gli artifici potrebbero essere stati usati per agevolare uno scippo, ma la dinamica resta da chiarire.

Il tram è rientrato al deposito Gtt per accertamenti ed è stato sostituito senza ripercussioni sul servizio. Le registrazioni delle telecamere interne sono state acquisite dagli inquirenti, che stanno visionando i filmati per risalire ai responsabili; chi avesse visto qualcosa è invitato a contattare le forze dell’ordine.

Verangela Marino, capogruppo di FdI in Circoscrizione 6, su Facebook ha definito l’episodio inaccettabile: secondo lei, dopo un tentativo di rapina di un telefono alcuni avrebbero lanciato petardi e fumogeni sul tram, mettendo a rischio passeggeri e passanti; ha sollecitato provvedimenti concreti del Comune e ha sottolineato che non si tratta solo di «percezione».

VI.G

San Salvario: 23enne evade dai domiciliari e dà un nome falso, arrestato

Evade dai domiciliari, viene bloccato durante un controllo notturno e poi fornisce un nome falso: arrestato. Questo è l’esito dell’intervento della polizia nel quartiere San Salvario che ha portato all’arresto di un 23enne.

Durante un pattugliamento notturno la volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (UPGSP) ha notato il giovane fermo all’incrocio tra via Berthollet e via Goito, zona nota per episodi di spaccio. Privo di documenti e in atteggiamento sospetto, è stato sottoposto a controllo. Il ragazzo, di origine egiziana, ha fornito inizialmente generalità poi risultate false e si è mostrato non collaborativo durante l’identificazione; per accertamenti più approfonditi è stato accompagnato in Questura.

Le verifiche hanno accertato che le generalità erano false e che il 23enne era agli arresti domiciliari, dai quali si era allontanato. È stato arrestato per evasione e false dichiarazioni; dopo le formalità è stato ricondotto al domicilio e l’arresto è stato convalidato. Il procedimento è ancora in fase di indagine.

VI.G

Casalborgone, inaugurazione polo dell’infanzia

Sabato 12 settembre, alle 10.30, a Casalborgone (To), in via Croce Pietra 2, verrà inaugurato il nuovo Polo dell’Infanzia che ospiterà il micronido comunale e la scuola dell’infanzia, punto di riferimento per circa ottanta bambini da zero a sei anni, per le insegnanti, le educatrici e le famiglie del territorio.

Spiega il sindaco Francesco Cavallero: “A quattro anni da quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto, l’apertura della nuova scuola, realizzata grazie al bando Scuola Futura del Pnrr, rappresenta un grande traguardo, non solo per il nostro paese ma per tutto il territorio.  Questo edificio è stato pensato come luogo di riferimento e di aggregazione per le famiglie, con la piazzetta realizzata sul terreno donato dal casalborgonese Cesarino Vogliotti, un ambulatorio medico e uno spazio che potrà ospitare attività informative e momenti di scambio e confronto tra le neo mamme e le future mamme, oltre ovviamente al micronido da 24 posti e alle due sezioni di scuola d’infanzia.

Con questa inaugurazione del Polo dell’Infanzia concludiamo con soddisfazione il ciclo di interventi con cui abbiamo riqualificato negli ultimi anni tutte le scuole di Casalborgone: le medie con interventi antisismici ed energetici, oltre alla nuova grande palestra, la scuola primaria con l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’efficientamento energetico e la modifica degli accessi sulla strada e per i più piccoli questo nuovo edificio”.

Il vicesindaco Fabrizio Conrado aggiunge: “Questa scuola dal punto di vista finanziario è stata la più grande opera pubblica realizzata a Casalborgone, per un ammontare complessivo di 2.400.000 euro, con un impegno di oltre 400.000 euro a carico del comune. Per l’accesso al micronido abbiamo proposto una convenzione ai Comuni che ci hanno sostenuto sin dalle fasi di candidatura e che non hanno posti nido. I Comuni di San Sebastiano da Po, Berzano San Pietro, Aramengo, Albugnano e Cinzano contribuiscono con una quota al funzionamento della struttura ed i loro cittadini possono fruire del nido accedendo con priorità alla graduatoria del micronido, ed alcuni anche con un’integrazione delle rette al pari dell’intervento economico che da anni l’Amministrazione di Casalborgone sostiene per favorire e aiutare le proprie giovani famiglie”.

Molto soddisfatta anche la consigliera comunale Sara Pucci che sottolinea: “L’edificio di via Asilo aveva ormai spazi limitati, necessità di numerosi interventi di manutenzione ed esistevano evidenti problemi di accessibilità. La nuova struttura su un solo piano, ha spazi di accesso differenziati, percorsi pedonali protetti e si presenta con una pianta a V i cui bracci creano un giardino interno con porticati per attività all’aria aperta in totale sicurezza.  Un progetto Nzeb (Nearly Zero Energy Building) per ridurre consumi ed impatti, con riscaldamento a pavimento, condizionatori per rinfrescare durante i mesi caldi e il ricambio dell’aria costantemente garantito attraverso un impianto di ventilazione meccanica controllata. Con grandi finestre e luci zenitali, colori, materiali e arredi che richiamano le forme e le sfumature della natura e il profilo della facciata principale che riprende le linee dell’orizzonte collinare circostante, la nuova scuola è stata pensata per essere accogliente, funzionale, sicura ed efficiente”.

L’edificio è stato realizzato dalla ditta “Quintino Costruzioni SpA” di Collegno (To) con la direzione dei lavori affidata all’architetto Marco Giordanino, che ne è anche il progettista e che sottolinea alcune curiosità tecniche: “Il nuovo polo scolastico è concepito come full electric, ovvero completamente elettrico: abbandona del tutto l’uso diretto di combustibili fossili (caldaie tradizionali a gas). In considerazione dell’ottima localizzazione ed esposizione solare del polo scolastico, la progettazione è stata incentrata sui concetti di fonti di energia rinnovabili e sostenibili, mediante l’installazione di pannelli fotovoltaici sulla copertura dell’edificio per una potenza complessiva di 50 KW. Il consumo dell’energia elettrica per l’illuminazione e per il funzionamento degli impianti meccanici avverrà quindi mediante lo sfruttamento diretto di energia solare.

Rientra nel concetto di sostenibilità ambientale il convogliamento delle acque meteoriche provenienti dalla copertura del complesso in una vasca di accumulo interrata, per l’utilizzo delle acque delle vaschette di cacciata dei vasi presenti nei servizi igienici.

L’illuminazione interna degli ambienti è stata concepita mediante il sistema di controllo intelligente Dali (Digital Addressable Lighting Interface).

Infine, all’interno del polo scolastico è presente un centro cottura per la preparazione dei pasti del complesso e per gli edifici scolastici del territorio comunale, con spazi e caratteristiche tecniche idonee alla ristorazione collettiva”.

 

All’inaugurazione, oltre alla presenza della autorità, degli amministratori pubblici del territorio, di coloro che hanno lavorato alla realizzazione del progetto, delle famiglie dei bimbi e dei cittadini di Casalborgone, è prevista la partecipazione dell’assessore regionale all’istruzione Daniela Cameroni.

 

Dopo un furto si camuffa cambiando maglia ma i tatuaggi lo tradiscono

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino rumeno di 37 anni per furto aggravato su autovettura.
Una Volante dell’UPGSP della Questura di Torino è intervenuta in orario pomeridiano nella zona antistante piazza Maria Ausiliatrice, dove una passante aveva notato un probabile furto in atto su un’auto parcheggiata, ad opera di un uomo che presentava vistosi tatuaggi sulle braccia.
Grazie alle descrizioni puntuali fornite al 112 NUE, i poliziotti, intervenuti nell’arco di pochissimi minuti, sono riusciti a intercettare un soggetto corrispondente, nelle fattezze fisiche, a quello segnalato, che si stava allontanando in direzione di corso Regina Margherita, fermandolo.
L’uomo, un 37enne di nazionalità rumena, portava con sé una borsa plastificata, molto ingombrante; all’interno della stessa, gli operatori hanno rinvenuto un pc portatile e altri dispositivi elettronici, appena trafugati da una grande Suv che si trovava parcheggiato nella piazza e che presentava uno dei vetri infranti.
Sul luogo, i poliziotti hanno accertato che il fermato, prima di scappare, si era disfatto di alcuni indumenti indossati per compiere il reato, un cappellino con visiera ed una maglietta di colore arancione, indossandone una grigia; tali indumenti, nascosti all’interno di una cassetta di derivazione elettrica presente sulla strada, sono stati rinvenuti e sequestrati dagli operatori.
Nonostante il tentativo di depistaggio, i vistosi tatuaggi sulle braccia notati dalla richiedente hanno consentito la sua identificazione.
La refurtiva recuperata è stata riconsegnata al proprietario del suv, mentre il 37enne, già gravato dal divieto di dimora nel Comune di Torino, è stato associato alle camere di sicurezza del Comm.to San Paolo. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto con l’applicazione della misura cautelare in carcere.

A Villafalletto (CN) ricordati i Falletti e la Venerabile Giulia di Barolo

Domenica 30 agosto 2026 il Comune di Villafalletto (CN), in collaborazione con lo scrivente e con il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ha organizzato una commemorazione del suo secolare legame con i Falletti, risalente al 1332 e della Venerabile Giulia di Barolo.
La cerimonia è stata patrocinata dal Consiglio Regionale del Piemonte, dalla Provincia di Cuneo e dal Comune di Villafalletto.
A rendere ancora più emozionante l’evento è stata la partecipazione in gran numero dei Falletti, che il giorno prima avevano celebrato i 60 anni dall’ordinazione di Padre Cesare Falletti, fondatore del Monastero cistercense di Pra ’d Mill a Bagnolo Piemonte.
I numerosi partecipanti si sono ritrovati alle ore 10 davanti alla seicentesca Confraternita della Misericordia, dedicata al Martirio di San Giovanni Battista e detta “la Nera”, dove alle ore 10,30 Don Marco ha celebrato la S. Messa.
Successivamente i gruppi storici e le autorità hanno sfilato fino al cortile del Municipio, dove si è tenuta una solenne cerimonia aperta dai saluti del Sindaco Giuseppe Sarcinelli, il quale ha affermato che
la cerimonia di oggi non è soltanto un momento celebrativo, ma è soprattutto un’occasione per ricordare, riscoprire e valorizzare le nostre radici attraverso figure e vicende che hanno lasciato un segno profondo nella storia del nostro territorio (…) Giulia di Barolo è stata una donna straordinaria la cui vita e il cui esempio conservano ancora oggi una grande forza ed una straordinaria attualità. Fu una donna di grande fede e di profonda sensibilità che dedicò il proprio impegno agli ultimi, ai poveri, agli emarginati, ai carcerati e in particolare alle donne, che la società del suo tempo troppo spesso dimenticava (…) la sua figura ci richiama al valore dell’attenzione verso gli altri e alla capacità di non voltarci dall’altra parte e al dovere di ciascuno, secondo le proprie possibilità, di contribuire alla creazione di una società più umana e più giusta”.
Il Primo Cittadino, dopo aver ringraziato le autorità presenti, l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, il Prof. Alessandro Tonietta e lo scrivente, ha concluso ricordando che “I Falletti sono stati parte integrante della storia e dell’identità di questo territorio (..) oggi Villafalletto ricorda sé stessa, le sue radici, il suo cammino e i valori sui quali continuare a costruire il proprio futuro”.
Dopo i saluti di Roberto Testa, Sindaco di Pocapaglia (CN) e di Ettore Secco, Sindaco di Bosia (CN), ha preso la parola il Conte Corrado Falletti di Villafalletto, il quale nel suo emozionante intervento ha fatto un ringraziamento particolare al Prof. Alessandro Tonietta, la memoria storica di Villafalletto, a sua zia Elena, il caposaldo della famiglia Falletti, a sua moglie e a suo nipote Giacomo, il quale ha ritardato la sua partenza per presenziare alla cerimonia.
“Penso che la comunità di Villafalletto, proprio ieri abbiamo celebrato i 60 anni dall’ordinazione di mio zio Padre Cesare Falletti, dimostra continuamente un forte attaccamento alla nostra famiglia. Siamo accolti come parte della comunità. Da quando ero bambino venire qui significa per me tornare a casa, alle proprie radiciha concluso il conte, augurandosi che la sua famiglia di generazione in generazione possa continuare ancora nel futuro e che Villafalletto preservi una delle sue più belle qualità: quella di essere una straordinaria comunità.
Il Prof. Alessandro Tonietta nel suo intervento ha raccontato molte curiosità storiche su Villafalletto, Comune di origini romane che nei secoli a causa della sua posizione strategica si ritrovò al centro di contese e guerre. L’11 giugno 1332 i fratelli Manuele, Leone e Sismondo Falletti di Alba acquistarono questo feudo da Ottone II e Manfredo Del Carretto, i quali lo avevano a loro volta comprato dieci anni prima dal Marchese di Saluzzo Manfredo IV. Sismondo fu il capostipite dei Falletti di Villafalletto e ricevette il titolo comitale nel 1336.
Il Comune, che fino a metà XV secolo si chiamava Villa, per poi diventare Villa dei Falletti, diventò il centro politico ed economico della nobile famiglia, la quale favorì lo sviluppo del commercio del bestiame; fino alla seconda metà del Novecento qui c’era il più grande mercato del bestiame della zona. L’influenza dei Falletti fu importante anche dal punto di vista urbanistico: per permettere il transito di molti capi di bestiame vennero costruite strade larghe, che ancora oggi caratterizzano Villafalletto rispetto ai paesi vicini.
Lo scrivente nel suo intervento ha ripercorso le origini della nobile famiglia, che già nel 1100 era attivissima in campo finanziario, con un raggio d’azione che arrivava fino ad Avignone. I Falletti nel XIV secolo controllavano una cinquantina di feudi in Piemonte. Un anno cruciale fu il 1277 quando Giacomo Falletti ottenne dal Comune di Alba il feudo di Barolo. Egli ebbe tra gli altri i seguenti figli:

  • Sismondo, che nel 1323 insieme al fratello Pietrino acquistò da Ottone II e Manfredo Del Carretto per tremila Lire astesi il feudo di Benevello e diede il via alla costruzione del castello. Nel 1332 acquistò dai sopraccitati Del Carretto il feudo di Villafalletto e fu il capostipite di questo ramo del casato, tutt’oggi esistente;

  • Leone, dal quale si originò il ramo dei Falletti di Ruffia, estintosi nella prima metà del Cinquecento;

  • Pietrino, che nel 1340 ricevette dal Re di Napoli Roberto d’Angiò il feudo di La Morra a garanzia di un prestito di tremila Fiorini d’oro, poi non restituito. Lo stesso anno acquistò Serralunga d’Alba. Entrambi i feudi passarono al figlio Filippo e poi al nipote Baudracco. Alla morte senza figli di quest’ultimo andarono alla linea di Barolo.
    Giacomo, uno dei figli di Pietrino, fu il capostipite dei Falletti di Pocapaglia, ramo estintosi nel 1781;

  • Gioffredo: da suo figlio Bartolomeo si originò il ramo di Barolo, estintosi alla morte del Venerabile Carlo Tancredi nel 1838, mentre dall’altro figlio Daniele quello di Benevello, estintosi a fine Cinquecento e quello di Castiglione Falletto, terminato nel 1709.

Il ramo di Barolo ad inizio Seicento ottenne il titolo comitale e nel 1730 con Gerolamo IV, vedovo di Elena Provana di Druento, quello marchionale. L’ultimo Marchese di Barolo fu il Venerabile Carlo Tancredi, nato a Palazzo Barolo a Torino il 26 ottobre 1782; egli il 18 agosto 1806 sposò a Versailles Juliette Colbert di Maulévrier. La coppia si trasferì in Piemonte nel 1814 e Carlo Tancredi nel biennio 1826-1827 fu Sindaco di Torino, città dove la moglie Giulia s’ impegnò molto a favore delle detenute, diventando nel 1821 soprintendente del carcere femminile. Durante la sua attività fece trasferire queste donne dalle Torri Palatine al nuovo Carcere delle Forzate, concepito come istituto penitenziario modello, il cui regolamento venne discusso con le prigioniere ed approvato da loro punto per punto. Giulia fece in modo di alfabetizzarle e di riavvicinarle al lavoro e alla religione, che insegnava essa stessa, coadiuvata in seguito da altre dame; introdusse inoltre il canto corale come elemento di svago collettivo, il tutto per recuperarle socialmente e sottrarle alla continua e dannosa inattività, che portava all’alcolismo. Nel 1823 fondò l’Istituto del Rifugio nel Quartiere Valdocco, destinato ad ex carcerate e donne traviate e penitenti, che qui trascorrevano due o tre anni di lavoro e di preghiera, per poi sposarsi o andare a servizio in qualche famiglia.
Nel 1825 Giulia insieme al marito destinò parte di Palazzo Barolo ad asilo infantile per i figli dei lavoratori; si trattava della prima opera di questo tipo nel Regno di Sardegna. Nel 1833 i marchesi, constatato il desiderio di alcune ospiti dell’Istituto del Rifugio di consacrarsi totalmente a Dio, fondarono le Figlie penitenti di Santa Maria Maddalena, che assunsero in seguito la denominazione di Figlie di Gesù Buon Pastore. L’anno seguente fondarono la Congregazione delle Suore di Sant’Anna, il cui obiettivo era quello di dedicarsi a tempo pieno all’istruzione e alla formazione cristiana dell’infanzia e dei giovani appartenenti a famiglie bisognose. Nel 1835 in occasione dell’epidemia di colera che colpì Torino, i marchesi fecero allestire molti ospedali da campo. Il 4 settembre 1838 Carlo Tancredi si spense a Chiari, in Provincia di Brescia, mentre era in viaggio verso il Tirolo per farsi curare. Giulia continuò a compiere opere di bene e nel 1843 fondò l’Ospedaletto di Santa Filomena, destinato alla cura delle bambine rachitiche, mentre nel 1847 destinò parte di Palazzo Barolo a scuola professionale per le ragazze di famiglia operaia di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Nel 1862 finanziò la costruzione della Chiesa di Santa Giulia nel quartiere Borgo Vanchiglia di Torino e presenziò alla posa della sua prima pietra l’anno seguente. Giulia si spense il 19 gennaio 1864 e rispettando le sue ultime volontà, venne costituita l’Opera Pia Barolo, un’istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, le cui principali finalità sono la carità e l’istruzione. Venne dichiarata Venerabile da Papa Francesco nel 2015, suo marito nel 2018.
La cerimonia si è chiusa con i saluti di Marie-Laurence Deberghe, pronipote di Juliette Colbert de Maulévrier in quanto discendente da suo fratello René.
Il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha quindi conferito uno speciale attestato di benemerenza al Comune di Villafalletto, al Conte Corrado Falletti, al Prof. Alessandro Tonietta e alla Banda Musicale “Conte Corrado Falletti”.
All’evento hanno partecipato anche il giornalista e divulgatore culturale Marco Margrita e lo scrittore Claudio Cantore.
L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale e dalla Dama Maria Vittoria Pelazza.
La cerimonia è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici: “Della Fenice” di Pianezza, la cui Presidente Monica Todi impersonava la Venerabile Giulia di Barolo giovane; “I Signori di Torino nell’Ottocento” i cui rievocatori impersonavano la Regina Margherita, accompagnata dal Marchese Emanuele Pes di Villamarina, con la consorte Paola, dama d’onore della sovrana; “I Signori di Rivalba nell’Ottocento”, il cui Presidente Alberto Moret impersonava Camillo Benso, Conte di Cavour, mentre gli altri rievocatori vestivano i panni della Venerabile Giulia di Barolo vedova, di Costantino Nigra e di Virginia Verasis Asinari, Contessa di Castiglione; “I Verulfi di Chivasso”, nobile famiglia piemontese originaria di Verolengo, che tra XVII e XVIII secolo visse a Chivasso e possedette piccoli feudi nel Canavese.

ANDREA CARNINO

 

Scontro tra auto e camion cisterna: morto giovane 26enne, tre feriti

In un incidente stradale fra un’auto e un camion cisterna sulla statale 211 della Lomellina fra Tortona e Sale nell’Alessandrino è’ morto un giovane di 26 anni. In codice rosso sono ricoverati all’ospedale di Tortona un ragazzo di 21 anni e un uomo di 61. Lievi ferite per una donna cinquantenne. Sul posto vigili del fuoco e polizia stradale.