Ieri un incendio è divampato nel tardo pomeriggio a Cafasse. In fiamme l’officina “Doctor Moto Racing” di via Roma. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco. Una alta nube di fumo era visibile da distanza.
La droga era sotterrata nell’orto
Dieci chilogrammi di cocaina erano stati occultati sotto terra, all’interno di un orto utilizzato come nascondiglio per la droga destinata allo spaccio. A scoprirlo sono stati i carabinieri della Compagnia di Cuneo, che hanno individuato e sequestrato nelle campagne cuneesi una notevole quantità di stupefacente pronta per essere distribuita sul mercato locale.
La cocaina era stata sotterrata a una certa profondità in una zona di campagna, scelta per nasconderla e renderne più difficile il rinvenimento. Dopo aver delimitato l’area, i militari, su disposizione della Procura della Repubblica di Cuneo, hanno effettuato una perquisizione che ha portato al ritrovamento dei panetti di cocaina.
NASCE IL PROGRAMMA ULAOP
Salute e sanità nelle aree montane
Uno degli incontri conclusivi della prima fase del progetto TILDE si è svolto mercoledì 22 aprile scorso presso la Biblioteca Archimede a Settimo Torinese. Si tratta di un’iniziativa volta a innovare il welfare locale rendendolo più efficace, coordinato e vicino ai bisogni dei cittadini, in particolare alle necessità femminili, che rappresentano il target di riferimento a cui si rivolge il progetto che ha a cuore, tra i propri obiettivi, quello di migliorare il rapporto famiglia-lavoro da parte delle donne.
“Con TILDE ha preso forma un nuovo modo di pensare e organizzare i servizi alla persona – ha dichiarato la sindaca di Settimo Elena Piastra, che è anche assessore al welfare dell’Unione Net – il principio fondante era la creazione di una rete pubblico-privato in grado di mettere in campo iniziative concrete di supporto alla cittadinanza, coinvolgendo associazioni, imprese ed enti pubblici, a partire dall’Unione NET, promotore principale dell’iniziativa sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito della call for Action Equilibri”.
I numerosi soggetti coinvolti nel progetto hanno avuto come trait d’union la figura di un welfare manager, in questo caso Marsha Cuccuvé.
Grazie al progetto TILDE si è registrato un impatto positivo sul territorio, con la realizzazione di 134 inserimenti lavorativi e l’attivazione di 17 tirocini, dando così nuove opportunità di occupazione e inclusione ai soggetti femminili. Sono stati anche avviati cento percorsi di riqualificazione professionale, che hanno condotto al conseguimento di 16 patenti, strumenti fondamentali per l’autonomia e l’accesso al lavoro.
Il progetto TILDE ha coinvolto numerosi enti del terzo settore, istituti scolastici e amministrazioni locali. I Comuni interessati sono sette, Borgaro, Caselle, Leinì, San Benigno, San Mauro, Settimo e Volpiano. Questo partenariato dei Comuni è guidato dall’Unione dei Comuni Nord Est di Torino.
Molti I risultati raggiunti, tra cui il potenziamento dei servizi educativi, resi più accessibili grazie ad un approccio capace di rispondere in modo efficace ai bisogni territoriali. Tra questi un esempio è rappresentato dalla revisione dei regolamenti degli asili nido dei Comuni coinvolti, che sono stati uniformati e i cui spazi e servizi sono stati potenziati per la popolazione.
Alcune aziende del territorio hanno poi aderito al progetto TILDE, inserendo nei propri strumenti di welfare aziendale delle convenzioni con i servizi pubblici.
“Processi come quelli che TILDE ha sperimentato e innescato a livello locale dimostrano che affrontare in modo integrato lavoro femminile e percorsi educativi di qualità è fondamentale per generare cambiamenti duraturi – spiega Marzia Sica, responsabile Obiettivo Persone della Fondazione Compagnia di San Paolo – La vera innovazione risiede nei dispositivi costruiti per il territorio, come piattaforme condivise, reti tra imprese e servizi e figure di raccordo. Sono strumenti che rendono il sistema più accessibile, leggibile e capace di rispondere in modo continuativo ai bisogni della comunità, rafforzando nel contempo la collaborazione tra attori pubblici e privati”.
Giovane accoltellato alla gola in corso Giulio Cesare
Un giovane di 29 anni è stato accoltellato nella notte, sembrerebbe nel corso di una lite, in corso Giulio Cesare a Torino. Sul posto i soccorsi del 118 che lo hanno trasportato al San Giovanni Bosco in condizioni gravi. Le forze dell’ordine stanno tentando di risalire all’aggressore fuggito e alla dinamica dell’accaduto.
“Troppi venditori abusivi” Il “suk” non si ferma
Un sabato pieno di ambulanti non autorizzati. La denuncia è della deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e dei consiglieri della Circoscrizione 7 Alessi e Giovannini
“Porta Palazzo, Borgo Dora (Ponte Mosca, Lungo Dora Agrigento, Ponte Carpanini), Via Carcano e dintorni (Via Ravina, Via Varano), letteralmente invasi, e tutto nell’indifferenza di chi amministra la Città. Per la sinistra gli abusivi non sono una priorità, si riempiono solo di parole tipo povertà e fragilità ma in realtà coprono solo l’illegalità”, osservano gli esponenti di Fdi.
“Nonostante la chiusura ufficiale oggi del mercato del libero scambio (Suk) la situazione nelle aree limitrofe a via Carcano è fuori controllo. Un “fiume” di venditori abusivi ha invaso via Carcano, via Ravina e via Varano, confermando l’inefficacia delle attuali misure di contenimento. Comune assente e cittadini sbeffeggiati”, proseguono.
“Stamattina abbiamo fatto un sopralluogo, dopo che alcuni cittadini ci avevano chiamati, in Via Carcano e dintorni, una situazione oltre la vergogna
L’attuale gestione del mercato di libero scambio ricalca l’ambiguità già vista per il caso Askatasuna: una chiara volontà politica di non gestire l’illegalità”, aggiungono gli esponenti di Fratelli d’Italia.
La Regione ha proposto accordi con regole più stringenti per garantire che il mercato sia realmente un’opportunità per le fasce deboli e non un ricettacolo di merce di dubbia provenienza (visti i sequestri nell’interno dell’area nelle giornate regolari).
La Convenzione tra la Regione Piemonte e Comune di Torino è stata firmata anche dalla Citta’, ma è la stessa Città che non la applica”.
Montaruli, vice Capogruppo FdI alla Camera conclude: “Segnaleremo e documenteremo la situazione attuale anche al Prefetto perché a nostro giudizio palesemente fuori anche dalla convenzione ma anche dalle regole basilari di ogni territorio”.
Chernobyl, 40 anni fa, la nube anche in Piemonte
Filippo Re
Oltre 3.000 soci e 12,5 milioni di euro di fatturato: le cooperative di abitazione e di comunità al centro delle nuove politiche per i territori
L’assemblea regionale di Confcooperative Habitat Piemonte ha confermato Alberto Anselmo alla guida della Federazione per il prossimo mandato. L’appuntamento, ospitato alla Casa della Cooperazione di Torino, ha rilanciato il ruolo delle cooperative di abitazione e di comunità come soggetti sempre più strategici nell’affrontare le trasformazioni sociali, abitative e territoriali che interessano il Piemonte.
Confcooperative Habitat Piemonte rappresenta una realtà significativa del sistema cooperativo regionale, con oltre 3.000 soci e un fatturato complessivo di 12.500.000 euro. Numeri che restituiscono la consistenza di un settore capace di coniugare gestione degli immobili, responsabilità sociale e sviluppo territoriale, in un ambito oggi sempre più centrale come quello dell’abitare.
Al centro dell’assemblea il tema dell’innovazione sociale per il futuro dei territori, con una riflessione sul contributo che la cooperazione può offrire nella costruzione di nuove politiche per la casa, per le aree interne e per le comunità locali. In questa fase storica, segnata da cambiamenti economici, trasformazioni demografiche e nuovi bisogni sociali, il sistema cooperativo dell’abitare si conferma una risorsa importante non solo nella gestione del patrimonio immobiliare, ma anche nella capacità di costruire relazioni, attivare fiducia e generare comunità.
Le cooperative di abitazione e di comunità rappresentano infatti un presidio fondamentale nei territori, capace di tenere insieme cura del patrimonio, accessibilità dell’abitare, coesione sociale e sviluppo locale. Il loro valore emerge in particolare nella valorizzazione del patrimonio esistente, nel recupero degli immobili sfitti, nell’integrazione tra casa e servizi e nella capacità di dare risposte che non si fermano alla dimensione edilizia, ma accompagnano i percorsi di vita delle persone e rafforzano il tessuto delle comunità.
All’assemblea ha preso parte anche Maurizio Marrone, Vicepresidente della Regione Piemonte con delega alle Politiche della casa, al welfare e al lavoro, a conferma dell’attenzione istituzionale verso un comparto che intercetta temi decisivi per il presente e per il futuro del territorio piemontese.
“La cooperazione dell’abitare può svolgere oggi un ruolo ancora più importante, perché mette insieme competenze gestionali, attenzione alle persone e radicamento nei territori”, ha dichiarato Alberto Anselmo. “In una fase in cui il tema della casa si intreccia sempre di più con quello della qualità della vita, della tenuta delle comunità e della capacità dei territori di restare attrattivi e inclusivi, le nostre cooperative possono offrire risposte serie, concrete e innovative”.
Nel corso dell’assemblea è stato inoltre ribadito il valore dell’economia sociale come strumento capace di orientare nuove politiche per l’abitare, favorendo un dialogo più stretto tra cooperazione e istituzioni e guardando alla casa non soltanto come bene materiale, ma come base per costruire relazioni, fiducia e sviluppo locale.
A chiudere i lavori è stato Alessandro Maggioni, Presidente nazionale di Confcooperative Habitat, che ha espresso soddisfazione per il significativo momento assembleare “ricco di contenuti e di esperienze che, seppur piccole, danno una traiettoria su cui poter lavorare”, lanciando un invito: «Il Piemonte è un territorio virtuoso nelle pratiche di recupero. Poiché il tema dell’“archeologia residenziale” sarà una questione centrale del prossimo futuro, la vostra regione può porsi come laboratorio sperimentale: una sfida stimolante e di fondamentale importanza per il futuro della cooperazione, delle città e delle comunità».
L’assemblea ha così rilanciato una visione dell’abitare sempre più integrata, in cui il patrimonio immobiliare, i servizi, le relazioni e la fiducia diventano elementi di un unico progetto di sviluppo. Una prospettiva nella quale la cooperazione continua a dimostrare di essere non solo un soggetto economico, ma un attore sociale capace di generare valore duraturo per il Piemonte.