L’estate riporta a Chieri la “Piazza Ragazzabile”
Per il quinto anno consecutivo ritorna nella Città Collinare l’iniziativa rivolta ai giovani impegnati in lavori di servizio civico
Dal 15 giugno al 3 luglio
Chieri (Torino)
Terminato l’anno scolastico, l’iniziativa ci appare assolutamente consona e, perché no?, da più parti imitabile. Oltre che utilissima ai fini della crescita socio-educativa dei giovani (e quanto purtroppo ce n’è oggi bisogno!) e perfino, per gli stessi ragazzi, divertente e socializzante. Parliamo della “Piazza Ragazzabile” (bello anche il titolo), l’evento riproposto, per il quinto anno consecutivo, dal “Comune di Chieri”, che , da lunedì 15 giugno a venerdì 3 luglio prossimi, offre ad una trentina di ragazze e ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, la possibilità di prestare un servizio “con” e “per” la comunità cittadina nel periodo di sospensione delle attività scolastiche.
Già attivata a Collegno, a partire dal 2000, “Piazza Ragazzabile” è un “cantiere-laboratorio di ecologia urbana”, che offre l’opportunità di contribuire concretamente alla cura della città attraverso interventi di “microrigenerazione urbana” finalizzati alla riqualificazione di piccoli spazi pubblici del territorio cittadino.
Spiega l’assessora chierese alle “Politiche giovanili e alle Associazioni” Vittoria Moglia: “‘Piazza Ragazzabile’ è un’esperienza di partecipazione attiva alla vita civica e di incontro tra diverse generazioni. Tramite l’educazione tra pari e la dinamica di gruppo si impara a fare comunità e ad occuparsi dei beni comuni, anche incentivando la relazione tra i giovani e gli adulti, e si pongono in essere azioni volte a migliorare e valorizzare gli spazi urbani, rendendo la città più accogliente e sostenibile. In questo modo si offre ai giovani la possibilità di esprimere il proprio protagonismo in modo concreto e visibile, avvicinandoli anche ad un primo contatto con futuri percorsi di impegno civico, come il ‘Servizio Civile Universale’ o attività di volontariato”.
Per l’edizione 2026, il progetto prevede il rilascio di un attestato valido come “credito formativo scolastico”, reso possibile da una convenzione per attività di “PCTO – Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento” (conosciuti in passato come “Alternanza Scuola – Lavoro”) stipulata tra l’Associazione “Il Timone” (capofila della “Cordata Arka”, il principale “Centro di aggregazione giovanile” della Città situato presso l’ “Area Caselli”) e il Liceo Statale “Augusto Monti”. La convenzione consente l’attivazione di un massimo di 15 percorsi “PCTO”.
Le attività si svolgono dal lunedì al venerdì con punto di ritrovo al centro giovanile “Arka” (Piazza Caselli 19), dove il 29 maggio scorso si è svolto l’evento pubblico informativo e formativo con la presentazione del progetto ai candidati e alle famiglie, con lo scopo di illustrare in modo chiaro le regole di “Piazza Ragazzabile” e la firma del “Patto di Collaborazione”, nel quale si sono evidenziati i principi dell’educazione civica e della cittadinanza attiva, le modalità organizzative e gli impegni condivisi da famiglie e “Amministrazione”.
Il prossimo venerdì 3 luglio è in programma l’evento di “restituzione finale”, durante il quale verranno presentati agli Amministratori, alle famiglie, ai volontari e alla cittadinanza i risultati e le attività svolte nell’ambito dell’evento, anche attraverso la proiezione di un filmato. Nella stessa data saranno anche consegnati i “rimborsi economici” e gli “attestati di partecipazione”.
Gli interventi di riqualificazione interesseranno cinque aree pubbliche cittadine, privilegiando l’uso della bicicletta negli spostamenti. Previsti anche “laboratori artistici” e “botteghe formative” con esperti e Organizzazioni del territorio.
L’amministrazione comunale ha stanziato un contributo di 9.850 euro a favore dell’Associazione “Il Timone”, quale capofila del Centro Giovanile.
Per ulteriori info: www.comune.chieri.to.it
g.m.
Nelle foto: immagini di repertorio
La novena che precede la festa della Consolata
Da sabato 13 giugno prenderà il via la novena che precede la grande festa della Consolata di sabato 20 giugno prossimo. Venerdì 19 luglio, alla vigilia, saranno officiata le Sante Messe in Santuario, alle ore 8, 9, 10.30, 12 e 18, e il Santo Rosario alle 17.15. Sabato 20 giugno sarà Festa Solenne: il quadro della Madonna della Consolata sarà collocato vicino all’ingresso maggiore del Santuario, segno che la Consolata accogli tutti quanti vogliano fare festa con lei e per lei. In giornata verranno officiata le Sante Messe alle ore 6.30, 8, 9.30, 11, quest’ultima presieduta dal Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino, a cui fa seguito, alle ore 12, la Supplica; 12,30, 16, 18 e, dopo il termine della Processione; alle 17.15 il Santo Rosario. Alle ore 20.30, presieduta dall’Arcivescovo di Torino, Cardinale Roberto Repole, prenderà avvio la Solenne Processione con la statua della Consolata per le vie del centro storico, su un nuovo percorso: da via Consolata, per via Giulio, corso Valdocco, via del Carmine, via Bligny, piazza Arbarello, corso Siccardi, via Santa Maria, via Monte di Pietà, via San Francesco d’Assisi, piazza Palazzo di Città, via Milano, via Corte d’Alpello, piazza Savoia, via della Consolata e arrivo in piazza della Consolata per la benedizione finale.
Diretta TV delle Sante Messe sul sito internet www.laconsolata.org, cliccando su “web TV diretta streaming”.
Info: www.laconsolata.org
M.M.
L’appuntamento dal 7 al 9 luglio presso l’ex Mercato Ittico
“Ho una casa, la casa di famiglia. È vuota da anni ormai. Non ci va più nessuno e i miei figli non sentono alcun legame con quel luogo. Ma quella casa continua a rappresentare qualcosa di enorme. È come se contenesse una versione di me che non esiste più, ma che non riesco a lasciare andare. Ogni stanza è un ricordo, ogni oggetto una traccia, ogni silenzio una voce. È il luogo delle origini, ma che non appartiene più al presente.” I pensieri di una donna che guarda dietro le spalle a un passato: “Mi chiedo allora: un ricordo può vivere senza un luogo? O siamo noi a dargli forma, a portarlo con noi anche quando i muri che lo hanno custodito non ci sono più?” Domande poste nelle colonne di un recentissimo “Tuttolibri” a cui lo scrittore Diego De Silva tentava di dare le proprie risposte, accennando non soltanto alle “ragioni terra-terra” che possono abbracciare il disuso e i costi ma anche quei “valori affettivi” che rimangono “inestimabili per definizione”: “Io ho impiegato degli anni per superare quel dolore, archiviandolo tra i miei errori, sotto ognuno dei quali ho firmato la mia stupidità… non posso darti consigni, soprattutto perché, come vedi, sono fin troppo coinvolto nell’argomento. Posso però indicarti un gioiellino di libro sul tema, che potrebbe suscitare qualche tua riflessione, “Di chi sono le case vuote”, di Ettore Sottsass, una raccolta di scritti e saggi sul senso degli spazi vuoti e degli edifici abbandonati, considerati come luoghi pieni di presenze, di passato, di oggetti.”
Mi tornavano in mente queste parole lette pochi giorni prima, durante la presentazione del Festival di Architettura Torino che, proprio con una tre giorni – dal 7 al 9 luglio prossimi – presso l’ottocentesco ex mercato ittico di Porta Palazzo (“il più vasto mercato cittadino che tutta l’Europa ci invidia, così vario, popolato, multietnico”, ricordava Michela Favaro, vice sindaco di Torino al tavolo dei relatori nella sala Carpanini del Comune), storico edificio oggi al centro di un processo di trasformazione e cambio di destinazione, indagherà “il futuro dell’abitare e dello spazio urbano”. Un’occasione inedita promossa dalla Fondazione per l’Architettura e dall’Ordine degli Architetti di Torino – con il patrocinio di Città di Torino e Regione Piemonte con il contributo di Camera di Commercio, e il sostegno di Banca Reale, Dierre, Fresia Alluminio, Iren, Idrocentro, Sikkens e Traiano Luce 73, che vorrà coinvolgere differenti professionisti ma pure “intercettare e accompagnare tutti i cittadini interessati al tema dell’abitare.” Un’occasione di incontri, talk, installazioni e proiezioni dedicata “a una delle questioni più urgenti del nostro tempo” che ha per titolo proprio “Chi abiterà le case vuote?”.
Intraprendendo un vasto panorama che porta inevitabilmente la città a essere candidata quale Capitale della Cultura 2033, quindi aprendosi sempre più a un respiro europeo, una decina di aree tematiche occuperanno la location, a conferma della convinzione del grande architetto secondo cui “il vuoto delle case diventa uno spazio di possibilità e non di assenza, il segno visibile delle grandi trasformazioni socioeconomiche del nostro tempo”. Si affacciano motivazioni nuove, l’invecchiamento della popolazione, la crescita dei nuclei familiari ristretti, la mobilità professionale e la crisi climatica, “è un festival molto particolare questo, che vuol prendere a considerare un tema importante come è quello del futuro dell’abitare, ed è importante che se stia parlando: esaminare case e terre per affrontare le sfide economiche e ambientali poste storicamente nel futuro”, sottolinea Alessandra Siviero presidente della Fondazione per l’Architettura Torino. Migliaia di edifici rimangono inutilizzati mentre cresce la domanda di alloggi accessibili – di “diritto alla casa, soprattutto a una casa abbordabile”, parla Favaro, nella volontà di avere una città che possa attirare nuove imprese, mentre Andrea Tronzano, Assessore al Bilancio della Regione afferma che “il Festival di Architettura rappresenta un’occasione preziosa di riflessione e confronto, utile ad analizzare, anche attraverso i dati, le trasformazioni e il futuro dei nostri territori” -, servizi di prossimità e nuove forme di vita comunitaria, mentre da più parti si afferma la necessità che “il tema dell’abitare contemporaneo non può essere letto solo come una questione esclusivamente sociale o emergenziale: il tema delle case vuote rappresenta una straordinaria opportunità progettuale per attivare processi di rigenerazione sostenibile, capaci di generare valore culturale, sociale, economico e urbano”.
Non soltanto domande quindi nei vari appuntamenti di un programma che, al di là di voci generali che allineano laboratori educativi per bambini e ragazzi, momenti musicali, una grande installazione creata dall’artista Raffaele Salvoldi e una rassegna cinematografica, resta ancora in gran parte top secret, ma anche risposte concrete che coinvolgeranno Università e istituzioni, attraverso gli interventi di esperti, professionisti, urbanisti e progettisti internazionali, attraverso le testimonianze di quanti stanno affrontando medesimi scenari. Ribadisce Roberta Ingaramo, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino: “Temi come l’accesso alla casa, la rigenerazione del patrimonio esistente, la sostenibilità delle operazioni di trasformazione e l’inclusione sociale non possono essere affrontati senza una progettualità capace di mettere in relazione esigenze diverse e di costruire risposte concrete ai bisogni della comunità. Come Ordine degli Architetti crediamo che la cultura del progetto debba tornare ad avere un ruolo centrale nelle scelte che riguardano la città”. Conclude gli interventi Alessandra Siviero: “Le nostre sono le stesse domande che attraversano oggi l’intera Europa. Inoltre sono convinta che la scelta dell’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo non sia casuale, un luogo simbolo della trasformazione urbana di Torino che diventa il contesto ideale per riflettere sul riuso e sulle nuove forme dell’abitare”. Sempre con un occhio a un mondo in continuo divenire: “Guardare al futuro significa anche dare voce alle nuove generazioni: per questo il festival ospita Future Homes Europe, la call internazionale rivolta a giovani architette e architetti under 35 chiamati a immaginare nuove risposte alle sfide dell’abitare contemporaneo”.
Elio Rabbione
Nelle immagini di Daniele Ratti, al tavolo, da sx, Alessandra Siviero, Roberta Ingaramo e Raffaella Lecchi, direttrice della Fondazione per l’Architettura; l’assessore Andrea Tronzano; due angoli dell’ex Mercato Ittico, luogo d’incontro per il Festival.
Sacra di San Michele: in treno è più facile
Da domenica 14 giugno cambia il servizio festivo della linea Sfm3 Torino–Bardonecchia, con un’organizzazione pensata per favorire l’accesso turistico alla Valsusa e, in particolare, alla Sacra di San Michele, dichiarata nel 1994 dalla Regione monumento simbolo del Piemonte.
Grazie alle modifiche concordate con i Comuni della Bassa Valle, 36 treni festivi effettueranno la fermata a Sant’Ambrogio di Torino, stazione più vicina ai principali percorsi di accesso alla Sacra, mentre 20 fermeranno anche a Sant’Antonino di Susa. Una scelta che rende più semplice e sostenibile raggiungere uno dei luoghi più affascinanti e visitati del Piemonte, meta ogni anno di migliaia di escursionisti, pellegrini e turisti.
Arroccata sul monte Pirchiriano e visibile da tutta la valle, la Sacra di San Michele rappresenta oltre mille anni di storia piemontese ed è considerata uno dei complessi monumentali più importanti d’Europa. Il sito, che ha ispirato anche Umberto Eco per il romanzo “Il nome della rosa”, è raggiungibile attraverso percorsi naturalistici immersi nel verde e offre un panorama unico sulla Valsusa e sull’area metropolitana torinese.
Nel periodo estivo saranno inoltre attivi i treni festivi di rinforzo, pensati per agevolare le gite giornaliere:
* partenza da Torino alle 9.15 con arrivo a Bardonecchia alle 10.27;
* ritorno da Bardonecchia alle 17.35 con arrivo a Torino Porta Nuova alle 18.45.
Un’opportunità in più per i torinesi che desiderano vivere una giornata tra cultura, natura e montagna scegliendo il trasporto pubblico.
Si fa presente che nelle domeniche 14 e 21 giugno alcuni treni potranno avere delle variazioni di orario per lavori di manutenzione programmata nella stazione di Bussoleno.
Un violento schianto è avvenuto questa mattina, giovedì 11 giugno, intorno alle 8.30, sulla strada provinciale 1 delle Valli di Lanzo, nel tratto che attraversa la frazione Biò di Traves. Stando alle ricostruzioni della dinamica, l’incidente — autonomo — ha coinvolto una Jeep che, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo ed è finita contro la parete rocciosa a bordo carreggiata.
L’urto ha distrutto la parte anteriore del veicolo e l’airbag si è attivato e ha protetto la conducente, soccorsa dalla Croce Reale del 118. Dopo le prime cure sul posto, il personale sanitario l’ha stabilizzata e trasferita in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale di Cirié.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Venaria Reale per i rilievi e le verifiche sulla dinamica. Il sinistro ha causato code e rallentamenti lungo il percorso.
VI.G
Tentato furto su camper, un arresto
Taglio del nastro per il rinnovato mercato coperto di via delle Verbene, lo storico polo commerciale del quartiere Vallette che, grazie ai lavori di riqualificazione ed efficientamento energetico, si presenta ora in una nuova veste più sostenibile, accessibile e attrattiva.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco Stefano Lo Russo, l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, il presidente della Circoscrizione Cinque Alfredo Correnti, l’amministratore delegato di Iren Energia Giuseppe Bergesio e la presidente della Cooperativa Mercato Coperto Vallette Marisa Sanfilippo.
“Avevamo fatto una promessa agli operatori commerciali e ai residenti del quartiere – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – e l’abbiamo mantenuta, portando a termine la riqualificazione che il mercato coperto del quartiere Vallette attendeva da tanto tempo. Questa struttura rappresenta un punto di aggregazione sociale importante e il presidio commerciale di riferimento per molti abitanti della zona, per questo siamo particolarmente soddisfatti oggi di vedere la fine dei lavori che la restituiscono completamente rinnovata e che, siamo certi, contribuiranno anche al suo rilancio”.

La riqualificazione, avviata lo scorso mese di ottobre e appena conclusa, è stata possibile grazie a uno stanziamento complessivo di circa 1 milione e 500mila euro di fondi del dipartimento Commercio della Città vincolati alla rivitalizzazione e alla riqualificazione del tessuto commerciale esistente. La gran parte delle risorse è stata destinata all’efficientamento energetico complessivo dell’edificio, affidato a Iren Smart Solution, mentre circa 100mila euro sono serviti a finanziare la realizzazione di opere edilizie volte a migliorare la struttura che ospita gli esercizi commerciali, rendendola più attrattiva per la popolazione, più funzionale per i commercianti e capace di ospitare, oltre ai punti vendita, anche spazi dedicati a servizi per la cittadinanza. Gli interventi sul mercato coperto, affidato in concessione alla cooperativa di Gestione del Mercato Coperto Vallette fino al 2029, sono stati in modo particolare indirizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni, con l’installazione di nuovo impianto fotovoltaico, la riqualificazione dell’illuminazione interna, la realizzazione di un nuovo impianto di riscaldamento e di raffrescamento, con introduzione di un impianto a ventilazione meccanica controllata. La riqualificazione architettonica e impiantistica ha migliorato la fruizione degli spazi, con il rifacimento delle pavimentazioni, l’ottimizzazione dell’involucro edilizio, il rifacimento dei servizi igienici, anche per garantire la totale accessibilità.
“Il mercato le Verbene – aggiunge l’assessore al Commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino – è un importante servizio per i molti residenti di quell’area, molti dei quali anziani, soprattutto se teniamo conto che qui ci sono pochi negozi di vicinato e bisogna fare almeno un chilometro per trovare un ipermercato. Consideriamo la struttura un presidio di prossimità fondamentale e un luogo di aggregazione sociale per l’intero quartiere. La riqualificazione fa da azione di promozione per gli attuali commercianti e favorisce, nel contempo, nuovi arrivi di piccoli imprenditori: l’obiettivo, infatti, è contrastare l’impoverimento commerciale, recuperando spazi inutilizzati”.
L’intervento si inserisce all’interno di un più ampio piano di rigenerazione urbana del quartiere Vallette, che prevede in totale nove interventi finanziati con i fondi PNRR destinati ad attuare il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare PINQuA per un investimento complessivo di oltre 17 milioni di euro, e aggiunge un ulteriore tassello alle azioni messe in campo per sostenere il commercio di prossimità, con la riqualificazione di 11 mercati cittadini.
TorinoClick
Ex Martoglio Giaveno, un nuovo parcheggio
Con la consegna ufficiale dell’area ex Martoglio di via Coazze, entra finalmente nella fase operativa uno degli interventi più rilevanti per la riqualificazione urbana e la vivibilità del centro di Giaveno: la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico con circa 90 posti auto, destinato a dare una risposta concreta alla storica carenza di sosta nella zona centrale della città.
Si tratta di un risultato che nasce da un percorso avviato molti anni fa e che, nelle passate amministrazioni, non era riuscito a trovare concreta attuazione a causa di diversi intoppi e rallentamenti di natura politica. Con l’insediamento della nuova maggioranza guidata dal Sindaco Stefano Olocco, l’Amministrazione ha invece impresso una decisa accelerazione al progetto, affrontando e superando le criticità che ne avevano finora impedito la realizzazione. L’intervento affonda le proprie radici in un preciso indirizzo politico e amministrativo orientato alla riqualificazione urbana e al miglioramento della mobilità cittadina. L’iter ha infatti ricevuto il via libera definitivo del Consiglio comunale nella seduta dell’11 dicembre 2024, quando è stata approvata la trasformazione urbanistica dell’area di via Coazze e del più ampio assetto connesso allo spostamento del terminal autobus e alle opere pubbliche collegate.
«Da quando son diventato Sindaco mi sono messo subito al lavoro perché quell’indirizzo politico messo nero su bianco anche sul programma elettorale si trasformasse in un risultato concreto e visibile, e infatti l’11 dicembre 2024 il Consiglio comunale ha approvato un passaggio decisivo per il futuro di quest’area e per l’assetto complessivo della città», dichiara il Sindaco Olocco.
Il progetto consente di liberare il centro urbano dalla presenza del terminal e della sosta degli autobus, trasferendo tali funzioni in via Torino, con un beneficio diretto sul piano della viabilità, della sicurezza urbana e della qualità ambientale. Meno mezzi pesanti nel cuore della città significa infatti meno rumore, meno emissioni e una migliore vivibilità per i residenti, per le attività economiche e per chi frequenta ogni giorno il centro storico.
«Non stiamo parlando soltanto di nuovi parcheggi. Stiamo parlando di una scelta politica chiara: migliorare l’accessibilità del centro, sostenere il commercio locale e restituire qualità urbana a un’area strategica della città. È una risposta attesa da anni da cittadini e operatori economici, e oggi possiamo dire che quella risposta sta prendendo forma», aggiunge Olocco.
Dal punto di vista operativo, il cronoprogramma trasmesso al Comune prevede l’avvio dei lavori nelle prossime settimane, con fasi successive che comprendono delimitazione degli stalli, demolizioni preliminari, bonifica della cisterna esistente, sistemazioni esterne, aree verdi, rampa pedonale, segnaletica e completamento finale delle opere entro la fine della stagione autunnale, salvo eventuali criticità tecniche nelle fasi intermedie.
Accanto al parcheggio, il progetto prevede inoltre il recupero della palazzina adiacente, che sarà oggetto di una successiva fase di studio, progettazione e lavori per ospitare nuovi spazi polifunzionali con finalità sociali, culturali e associative. Un tassello che rafforza ulteriormente il valore pubblico dell’intervento, pensato non solo per la mobilità ma anche per la vita comunitaria, per i giovani e per il tessuto associativo cittadino.
«Questo intervento era un impegno preso con i cittadini e i residenti della zona ed è stato portato avanti con determinazione, perché crediamo che amministrare significhi mantenere gli impegni e trasformare le promesse in opere. Oggi Giaveno compie un passo concreto verso una città più vivibile», conclude Olocco
Violento scontro tra auto e moto all’ora di pranzo di oggi, mercoledì 10 giugno, al confine tra Favria e Oglianico: un motociclista di circa 40 anni è rimasto gravemente ferito ed è stato elitrasportato al Cto di Torino. L’incidente si è verificato all’incrocio tra via Bertano e via Moro, dove si sono urtate una Ford Fiesta e una Honda. Per il forte impatto, il centauro è stato sbalzato sull’asfalto. Al momento del sinistro era in corso un temporale.
Sul posto sono giunti i soccorritori del 118 Azienda Zero con due ambulanze, i vigili del fuoco del distaccamento di Ivrea e la polizia locale di Favria, che ha eseguito i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica. L’incrocio è regolato da cartelli di stop per chi transita su via Moro, ma resta da chiarire la traiettoria dei due mezzi.
A breve distanza sono intervenuti anche l’elisoccorso del 118 e il Drago dei vigili del fuoco. Giunti sul luogo anche il sindaco di Favria, Vittorio Bellone. Dopo essere stato stabilizzato sul posto, il motociclista è stato caricato sull’elicottero e trasferito al Cto di Torino per gli accertamenti e le cure del caso.
I medici hanno diagnosticato al motociclista la frattura del bacino e di entrambi i polsi. L’uomo dovrà restare ricoverato a lungo, ma non è in pericolo di vita. Illesa la donna al volante dell’auto. Per consentire i soccorsi e mettere in sicurezza i mezzi, la strada è stata chiusa temporaneamente alla circolazione.
VI.G