SCOPRI -TO ALLA SCOPERTA DI TORINO


“Buongiorno, qui è l’agenzia UNICREDIT, dovrebbe passare con urgenza per regolarizzare un’operazione”. La voce dell’addetto è gentile ma ferma e non ammette molte possibilità: è la viglia di Natale, fa un freddo pungente, tira vento, ma bisogna correre per “regolarizzare”.
Timoroso che si trattasse di un tentativo di addebito pirata, mi sono precipitato in agenzia, scoprendo con stupore che si trattava di ben altro.
“E’ arrivato un assegno sul suo conto, è necessario firmare una manleva per l’addebito perché il QR code non ha riconosciuto la sua firma”.
Casco dalle nuvole, chiedo di esaminare l’assegno che compare a video: tutto regolare, firma ovviamente autentica (avevo pagato una polizza assicurativa il giorno prima), ma operazione bloccata.
Ho chiesto chiarimenti e mi sono state fornite giustificazioni a dir poco puerili: “E’ nel suo interesse, se la macchina non riconosce la firma, potrebbe addebitarle un assegno irregolare”.
Cerchiamo di capire: gli assegni arrivano in agenzia e non sono esaminati da un impiegato che controlla data, importo, beneficiario, firma, ma da un misterioso algoritmo; e se la firma non gli sembra conforme, blocca tutto.
Il solerte impiegato, da me richiesto di riconoscere la mia firma, ha ammesso che era tutto a posto; “Ma non si sa mai, se il QR code non autorizza, non possiamo procedere”.
Nel mio interesse, ovviamente.
Quindi secondo lui è ipotizzabile che uno sconosciuto abbia trovato il mio libretto di assegni per terra, lo abbia riconosciuto come mio, abbia falsificato la mia firma per pagare una sua polizza assicurativa; ovviamente con la complicità della compagnia che gli ha dato quietanza contro un assegno con firma falsa di un’altra persona…
Posso avanzare un’ipotesi provocatoria (ma che temo realistica?): le banche non vogliono che usiamo gli assegni per obbligarci ad usare bancomat e carte di credito sulle quali percepiscono belle commissioni e trovano sistemi per renderci la vita difficile.
Ho dovuto cedere al ricatto firmando una manleva senza senso, ma gradirei ricevere una risposta dai geni dell’informatica di UNICREDIT: possibile che la stupidità artificiale e l’ottusità burocratica prevalgano sull’intelligenza naturale?
Gianluigi De Marchi
Ammonta a circa 689 milioni di euro l’importo proveniente da fondi regionali, statali, Fesr e Pnnr in favore degli Enti locali piemontesi per il periodo 2026-2028.
Lo ha annunciato l’assessore agli Enti locali della Regione Piemonte, Enrico Bussalino, durante la riunione della Settima commissione del Consiglio regionale, convocata per l’espressione del parere consultivo sul Documento di economia e finanza 2026-2028 (Defr) e sul Bilancio di previsione finanziario 2026-2028 per le materie di competenza. Entrambi i pareri hanno ottenuto il via libera a maggioranza.
Tra i fondi stanziati, circa 2,5 milioni di euro annui sono destinati alle funzioni conferite dalla Regione per le spese di funzionamento delle Province e della Città metropolitana di Torino.
Inoltre per garantire i servizi nelle entità piemontesi più piccole, a favore delle Unioni dei Comuni (montani, collinari e di pianura), la Regione stanzia 2 milioni e 300 mila euro di euro annui, a cui si aggiunge la cifra proveniente dallo Stato, che ammonta a circa 2 milioni e 300 mila euro.
In materia di Polizia locale e sicurezza integrata vengono stanziati circa 2 milioni di euro annui per contributi a sostegno delle spese di svolgimento delle funzioni in materia di polizia locale, per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio delle forze dell’ordine come la ristrutturazione delle caserme, per i corsi di formazione del personale e degli agenti neo assunti, per progetti locali in materia di sicurezza.
“Il sostegno agli Enti locali è una priorità strategica per la Regione Piemonte. Per il periodo 2026-2028 lo stanziamento è aumentato di oltre 100 milioni di euro rispetto al triennio precedente a testimonianza del nostro impegno concreto per assicurare risorse fondamentali ai territori, affinché possano rispondere con efficacia alle esigenze dei cittadini – dichiara l’assessore Bussalino –. Rafforzare il sistema delle autonomie locali, dalle aree più estese ai centri più piccoli, significa investire nello sviluppo equilibrato e nella qualità della vita delle comunità”.
Scoppia l’incendio in un edificio e le fiamme iniziano ad avvolgere la copertura. I pompieri intervengono immediatamente sul posto. È successo a Chieri, in via Andezeno 14, nella serata di ieri. L’edificio, che ospita la pizzeria Locanda del Murè, ha riportato danni alla copertura, ma la pizzeria è rimasta illesa.
Sul posto sono accorsi tempestivamente i pompieri del distaccamento di Chieri, con i volontari di Riva presso Chieri e Santena, i carabinieri e la polizia locale, che ha chiuso parte della strada per gestire il traffico.
Fortunatamente le fiamme non si sono estese agli edifici vicini e non risultano persone ferite. Secondo i primi rilievi, l’incendio è partito dalla canna fumaria; le cause esatte sono ancora in corso di accertamento.
VI.G
È stato urtato dalla parte anteriore di un camion ed è rimasto schiacciato sotto la motrice: muore 54enne torinese.
L’incidente è avvenuto a Genova Pontedecimo, all’incrocio tra via Felice del Canto e via Gallino, nella tarda mattinata di oggi. Il pedone ha perso la vita sul colpo. Sul posto sono intervenuti l’automedica Golf 2, un’ambulanza della Croce Azzurra di Borzoli, i vigili del fuoco e la polizia locale per gestire il traffico su tutta la zona.
Le indagini sulla dinamica sono ancora in corso, soprattutto per verificare lo stato dei semafori all’incrocio al momento dell’incidente.
VI.G
Pietro Cavaglià, 91 anni, è deceduto a seguito dell’incidente avvenuto il 31 dicembre scorso a Poirino, quando è stato travolto sulle strisce pedonali da una Fiat Panda guidata da un giovane di vent’anni, che rischia un’imputazione per omicidio stradale. La situazione, che è parsa subito gravissima agli occhi dei sanitari della Croce Rossa di Poirino, ha avuto il suo epilogo durante la giornata dell’Epifania. Il funerale di Pietro Cavaglià avverrà alle ore 15 di sabato 10 gennaio presso la parrocchia di Santa Maria Maggiore, in Piazza Italia 6, a Poirino.
Mara Martellotta
Sotto la spinta di diversi fattori, il comparto lattiero caseario, in particolare quello piemontese, negli ultimi mesi è entrato in una fase di mercato particolarmente critica, con la caduta del prezzo del latte “spot”, sceso a livello nazionale a 28-30 centesimi, e il rischio è che il ribasso tocchi anche il rinnovo dei contratti scaduti, con la conseguenza di una crisi generalizzata dell’intero settore per lo squilibrio tra domanda e offerta. Confagricoltura Piemonte chiede all’Assessore Regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni la convocazione di un Tavolo della filiera latte, allargato alla componente industriale, per cercare un percorso che consenta di governare questa fase difficile.
In Piemonte, gli allevamenti di latte sono circa 1300, con quasi 230 mila capi, e la quota delle consegne di latte è pari al 9% del dato complessivo italiano. Il comparto si trova ora alle prese con “un’inversione della fase congiunturale che, tutto sommato, ha colto di sorpresa l’intero segmento produttivo. Solo fino a qualche mese fa si registrava infatti una tendenza in crescita”, fa notare Enrico Allasia, Presidente di Confagricoltura Piemonte.
Si è creata una tempesta perfetta con una serie di cause scatenanti che vanno dal calo dei consumi dei prodotti trasformati, all’eccesso di offerta dovuto all’aumento della produzione di latte a livello mondiale, dalla svalutazione del dollaro all’incertezza legata all’applicazione dei dazi statunitensi, fino al ritiro di mercati strategici come quello cinese, fattori che hanno portato a una contrazione dell’export molto forte.
“La richiesta di un Tavolo regionale rivolta all’assessore alla Agricoltura Paolo Bongioanni va nella direzione- spiega Allasia – di individuare tutti insieme un percorso per governare e regolare al meglio questa fase di mercato difficile, per evitare che il surplus di latte invenduto metta in crisi l’intero sistema produttivo e che si arrivi a prezzi anche inferiori ai costi di produzione”.
Come primo intervento, Confagricoltura propone una moratoria sui mutui, ovvero la sospensione temporanea sul pagamento delle rate, “per agevolare i tanti allevatori che in questi ultimi anni hanno investito nell’efficientamento della propria azienda”.
Mara Martellotta
Il cronoprogramma della linea 2 della metropolitana di Torino entra in una fase decisiva: la conclusione dei lavori resta fissata al 2032, ma ora si avvicina concretamente l’apertura dei cantieri. Il commissario straordinario Bernardino Chiaia ha infatti aggiudicato a Hitachi Rail STS la progettazione e la realizzazione delle opere di sistema, oltre alla fornitura del materiale rotabile, per la tratta Rebaudengo–Politecnico. L’appalto appena assegnato riguarda la tratta centrale, lunga 16 chilometri, che comprenderà 10 stazioni e collegherà Rebaudengo a Porta Nuova. Il valore complessivo è di 481 milioni 587 mila 865 euro, di cui oltre 114 milioni destinati ai costi della manodopera e più di 12 milioni alla sicurezza, voci non soggette a ribasso; in fase di gara Hitachi ha ottenuto un punteggio di 99,22 punti, risultando la migliore offerente. Una volta completata, la linea 2 avrà una configurazione a “Y” e collegherà 32 stazioni lungo un percorso totale di 27 chilometri, suddiviso in tre tratte principali. I convogli saranno a guida automatica, una scelta pensata per ridurre i tempi di attesa e garantire un servizio più frequente in tutte le fasce orarie. Il progetto complessivo prevede poi un’estensione verso sud: entro il 2029 il Comune punta a reperire le risorse necessarie per realizzare le due fermate mancanti tra Porta Nuova e il Politecnico. Da qui, il tracciato dovrebbe proseguire fino a Orbassano, aggiungendo 7 stazioni su un percorso di circa 6 chilometri. È prevista anche un’ulteriore espansione verso nord, di pari lunghezza, con 4 fermate che consentiranno di raggiungere Pescarito–San Mauro; per questi ultimi due lotti, tuttavia, tempi e finanziamenti non sono ancora stati definiti.
Gli enti pubblici o di diritto pubblico e le associazioni senza scopo di lucro con sede legale in Piemonte hanno tempo fino al 20 gennaio per partecipare a uno dei due bandi che la Regione ha aperto per sostenere progetti di comunicazione e promo-pubblicità degli eventi e iniziative turistiche di livello internazionale, nazionale, regionale e locale.
Accessibili dal portale di Finpiemonte, i due bandi, non cumulabili, mettono a disposizione contributi per quasi 1,4 milioni di euro: uno è selettivo, ossia vincolato alla valutazione a punteggio delle domande e alla conseguente formazione di una graduatoria, l’altro è a sportello, cioè in ordine di presentazione delle domande.
Nello spiegare spirito e obiettivi dell’iniziativa, l’assessore al Turismo Paolo Bongioanni puntualizza che «dalla grande fiera internazionale al piccolo evento locale il Piemonte schiera un calendario di eventi di valenza turistica e capacità attrattiva straordinaria che però finora non è sempre stato comunicato con la potenza di fuoco necessaria per svilupparne in pieno le potenzialità. La Regione, così, interviene interviene per supportare gli organizzatori nella missione di raccontare e comunicare nel modo più efficace il loro progetto e raggiungere così il pubblico potenziale ottenendo la visibilità che meritano. Si contribuisce così alla crescita turistica ed economica e alla riconoscibilità complessiva del Piemonte come grande meta e brand turistico».
«Accanto a voci per così dire “tradizionali” come l’allestimento di spazi espositivi, punti di accoglienza e informazione, spese Siae e realizzazione di stampati e grafiche, oggi chi organizza un evento turistico deve poter essere competitivo nell’accesso a tutte le modalità della comunicazione e promozione digitale – precisa Bongioanni – Questi due bandi vanno incontro agli organizzatori dei nostri eventi turistici in spese come gestione dei siti web e delle pagine social, acquisto di spazi pubblicitari, noleggio service audio-video, realizzazione e pianificazione di spot video, tv, radio e web. Ma anche realizzazione di gadget, ingaggio di testimonial, organizzazione di educational tour con ospitalità per giornalisti, blogger e influencer. Insomma, un sostegno al passo con i tempi e con la svolta verso il futuro che il Piemonte turistico si merita e deve conquistare».
Dal consuntivo dell’attività svolta nel 2025 dalla Questura di Torino, dai Commissariati di P.S. e dalle Specialità della Polizia di Stato emerge un quadro dettagliato che testimonia l’impegno quotidiano volto alla tutela del territorio e alla prevenzione dei reati.
Nel corso dei dodici mesi, sono stati pianificati numerosi servizi di ordine pubblico con l’impiego di 46.802 operatori della Polizia di Stato nelle diverse manifestazioni.
Oltre alle attività operative, anche l’attività amministrativa ha registrato numeri significativi, con 113.694 passaporti rilasciati. Oltre 70 i circoli e gli esercizi commerciali controllati, unitamente agli apparecchi da videogioco e agli istituti d’investigazione, vigilanza e consorzi. I controlli svolti hanno condotto alla denuncia di 134 persone e all’accertamento di 125 illeciti amministrativi, per un totale di 428.998,96 euro di sanzioni amministrative irrogate. In 14 casi è stato applicato l’art.100 T.U.L.P.S. con la sospensione delle licenze e la chiusura di altrettanti pubblici esercizi.
Per quanto concerne il bilancio dell’attività relativa all’immigrazione, sono state eseguite 728 espulsioni, 122 trattenimenti nei C.P.R. e 163 rimpatri.
Sul piano del contrasto alla criminalità sono stati arrestati dalla Questura e dai Commissariati di P.S. 1.691 persone. Il numero delle denunce ammonta a 6.690. Per quanto riguarda la criminalità minorile, 62 sono stati gli arrestati e 440 quelli denunciati. Nell’ambito dell’attività di prevenzione per la sicurezza del territorio, sono state identificate 181.524 persone e controllati 57.073 veicoli. A 575 ammonta il numero delle contravvenzioni al C.D.S., mentre 2.634 sono state le perquisizioni eseguite.
Particolarmente intensa è stata anche l’attività inerente alle misure di prevenzione personale, con l’emissione di 55 avvisi orali, 250 ammonimenti e 26 proposte di sorveglianza speciale. Sono stati inoltre emessi 95 fogli di via obbligatorio, 235 Daspo e 55 provvedimenti DACUR per la tutela del decoro, della vivibilità e della sicurezza urbana.
Dal punto di vista del contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati sequestrati oltre 390 kg di droga del tipo cocaina, eroina, hashish, marijuana e droghe sintetiche. Sul fronte delle armi, sono stati sequestrati 6 fucili e 23 pistole con 2.216 munizioni, 110 strumenti da punta e tagli e 2.907,32 kg di esplosivi.
L’applicazione della Polizia di Stato “YouPol” si è dimostrata particolarmente efficace nel favorire il contatto diretto con i cittadini, consentendo di raccogliere 7.024 segnalazioni di cui circa 3.000 inerenti al traffico di sostanze stupefacenti e 739 per episodi di bullismo.
Per finire, le Specialità della Polizia di Stato hanno fornito un prezioso contributo nei settori di rispettiva competenza.
La polizia stradale ha dispiegato 6.130 pattuglie impiegate per la vigilanza autostradale, percorrendo 1.905.000 chilometri e garantendo 227 servizi di scorta. L’attività ha consentito di elevare 20.372 contravvenzioni e sanzioni per 1.239.832 euro. Gli interventi operativi hanno invece condotto a 14 arresti, 330 denunciati in stato di libertà, al sequestro di 334 autovetture e a 648 fermi amministrativi.
Capillare è stato il lavoro svolto della Polizia di Frontiera ai confini e presso lo scalo aereo di Caselle (TO), che ha identificato 567.949 stranieri, controllato 10.825 veicoli e effettuato 115 arresti.
Nel nevralgico ambito ferroviario, la Polizia Ferroviaria ha identificato 112.520 persone, di cui 25.895 cittadini stranieri. Tale attività ha portato a 64 arresti, 344 denunce e 454 contravvenzioni. I servizi hanno inoltre previsto la scorta di 1.920 convogli ferroviari, 14.264 servizi di vigilanza nelle stazioni e 1.064 pattugliamenti delle linee ferroviarie.
A completare il quadro è l’attività di contrasto al cybercrime condotta dalla Polizia Postale conclusa con 15 arresti e 353 denunce nel corso dell’anno. Sono stati inoltre monitorati oltre 1500 siti tra messaggistica, social network, spazi virtuali e siti con contenuti pedopornografici. Costante anche l’attività di prevenzione e sensibilizzazione presso le scuole dove si sono svolti 45 convegni e seminari.