CRONACA

La polizia arresta responsabile di abusi sessuali

Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato ha proceduto, a Torino,  all’arresto di un cittadino italiano di 65 anni destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino.

L’uomo, nel periodo compreso tra settembre 2019 e novembre 2020, abusando del proprio ruolo professionale di operatore socio sanitario presso una struttura di accoglienza per disabili, aveva compiuto ripetuti abusi sessuali in danno di un’ospite, approfittando dello stato di inferiorità psichica di quest’ultima.

L’attività d’indagine svolta ai tempi dagli investigatori della Squadra Mobile, consistente nell’escussione di alcune persone informate sui fatti, nell’intercettazione delle utenze in uso all’indagato ed alle persone a lui vicine, nonchè nell’analisi dei devices utilizzati dallo stesso, portava alla condanna del responsabile a sei anni di reclusione, con sentenza divenuta esecutiva.

Il ricercato è stato rintracciato a Torino presso l’abitazione della compagna e, ultimate le formalità di rito, associato presso la locale casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente per l’espiazione della pena.

Tenta il suicidio in garage: salvato dai carabinieri

ROMAGNANO SESIA, IL PLAUSO DI USIC: “EROISMO E UMANITÀ”

“La Segreteria Regionale USIC Piemonte e Valle d’Aosta esprime profondo apprezzamento per l’operazione condotta dai Carabinieri della Stazione di Romagnano Sesia, intervenuti con successo per sventare un suicidio ormai in atto. Allertati prontamente, i militari hanno forzato l’accesso di un garage dove un uomo aveva tentato l’estremo gesto, rinvenendolo in condizioni critiche e privo di sensi. A risultare decisiva è stata la specifica preparazione del personale dell’Arma nel primo soccorso: i Carabinieri hanno praticato immediatamente le manovre di rianimazione, riuscendo a far riprendere le funzioni respiratorie dell’uomo fino all’arrivo dei sanitari del 118. Questo episodio dimostra, ancora una volta, come la professionalità e l’umanità dei nostri colleghi siano baluardi fondamentali per la comunità. La freddezza dimostrata nel prestare le cure salvavita e la prontezza operativa sono l’emblema di un impegno quotidiano che, spesso silenziosamente, va ben oltre il semplice dovere d’ufficio”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale per il Piemonte e la Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Fuochi d’artificio fuori controllo ai giardini Alimonda

ALESSI (CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7)

Le bande di ragazzi che “vivono” il Giardino Alimonda continuano oramai da tempo ad accendere il fuoco tra le panchine di legno e ieri sera anche fuochi d’artificio che hanno illuminato tutto il Giardino e vie limitrofe, i botti erano talmente forti che tremavano i vetri.
Vari rimasugli dei botti dopo a terra
Staccano pezzi o assi delle panchine per bruciarli o solo per il gusto di devastarle
Proprio in quel punto del Giardino c’è una telecamera del progetto Argo, ma se pensiamo che nel Giardino Madre Teresa ve ne sono ben 6…..forse servono solo se avvenisse un omicidio.
Gli operatori Amiat al mattino si trovano sempre una situazione inaccettabile e fanno ciò che riescono
Presento un’Interpellanza nel Consiglio della Circoscrizione 7 per chiedere se la telecamera ha ripreso gli autori dei pericolosi fuochi d’artificio di ieri sera verso le ore 20
Non basta un campetto da pallavolo per rendere “vivibili” i Giardini Alimonda e alcuni cittadini volenterosi ma ci vuole la “volontà politica” della Città, non un Sindaco che ha pensato di risolvere i problemi di violenza con Patti tra militanti di Askatasuna! Dove dopo due anni ha DOVUTO fare marcia indietro
I cittadini sono esasperati sempre di più nell’indifferenza della Città, come gruppo FdI in Circoscrizione 7 avevamo proposto il Daspo Urbano ma alla Maggioranza in Circoscrizione 7 e Città non interessa e lo hanno bocciato, così non è possibile continuare, la situazione non è più accettabile.
Alle tante parole ci vogliono FATTI per rendere questo pezzo di territorio nuovamente “vivibile”

Patrizia Alessi

Muore 19enne trovato per strada privo di conoscenza

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E’ ancora sconosciuta la causa della morte di un ragazzo di 19 anni, trovato nella notte senza vita all’angolo fra corso Marconi e via Nizza, a San Salvario di Torino. Potrebbe essere stato investito mentre attraversava la strada ed essere stato abbandonato lì da un pirata della strada  che lo ha investito.

Sul posto verso le 3 di mattina è giunta la polizia municipale. Il ragazzo era in condizioni gravissime e a nulla sono valse le manovre di rianimazione prima di trasferirlo d’urgenza al Cto, dove è  morto poco dopo.

La cura passa anche dagli animali: protocollo per la veterinaria sociale

 

Prendersi cura di un animale significa spesso prendersi cura anche di sé. È da questa consapevolezza che prende forma il nuovo Protocollo d’intesa presentato  a Palazzo Civico, un accordo che riconosce il valore della relazione tra persone in condizioni di fragilità e animali d’affezione come strumento concreto di promozione della salute e del benessere, secondo l’approccio One Health.

L’iniziativa vede uniti la Città di Torino, l’ASL Città di Torino, l’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Veterinarie, l’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Torino e la LAV – Lega Anti Vivisezione, sede di Torino. Un’alleanza istituzionale e sociale che punta a rendere pienamente operativo l’ambulatorio veterinario sociale di via degli Abeti 16, garantendo cure medico-veterinarie gratuite o a condizioni agevolate alle persone residenti in città e seguite dai servizi sociali.

Il Protocollo si inserisce nel solco delle politiche di tutela degli animali d’affezione e di prevenzione del disagio sociale, valorizzando il ruolo che il legame uomo–animale può avere sul piano fisico, psicologico ed emotivo, soprattutto per le persone più vulnerabili. Un modello che integra salute umana, animale e ambientale e che trova applicazione concreta nella collaborazione strutturata tra enti pubblici, professionisti e terzo settore.

Tra gli obiettivi principali dell’accordo figurano il rafforzamento dell’attività settimanale dell’ambulatorio veterinario sociale, la presa in carico tempestiva delle situazioni segnalate dai servizi sociali, la promozione di attività di formazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e il sostegno a interventi integrati nei casi più complessi, a tutela sia della persona sia dell’animale.

Il Protocollo, della durata di tre anni a partire dal 15 gennaio 2026, potrà essere ampliato ad altri enti del terzo settore e prevede l’istituzione di un Tavolo di confronto e monitoraggio per valutare periodicamente l’efficacia delle azioni intraprese. Il primo incontro del Tavolo si è svolto subito dopo la presentazione ufficiale.

«Con questo Protocollo rendiamo pienamente operativo un servizio fondamentale che riconosce il valore profondo della relazione tra le persone e i loro animali d’affezione, soprattutto per chi vive in condizioni di fragilità», ha dichiarato Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche Sociali della Città di Torino, sottolineando come l’accesso alle cure veterinarie rappresenti un sostegno concreto alla salute e alla dignità delle persone.

Un concetto ribadito anche dall’assessore alla Tutela Animali Francesco Tresso, che ha ricordato come a Torino siano censiti oltre 80mila cani e 16mila gatti: «Numeri che raccontano una città in cui il legame con gli animali è sempre più centrale, soprattutto in una realtà dove quasi la metà delle famiglie è composta da una sola persona».

Dal punto di vista sanitario, Carlo Picco, direttore generale dell’ASL Città di Torino, ha evidenziato il valore strategico dell’ambulatorio veterinario sociale, che finora ha già visitato oltre 150 animali, effettuando esami diagnostici e vaccinazioni: «Da oggi l’attività sarà ulteriormente incrementata, offrendo cure gratuite agli animali delle persone seguite dai servizi sociali».

Un ruolo importante è affidato anche all’Università di Torino. Come spiegato da Tiziana Civera, vice direttrice vicaria del Dipartimento di Scienze Veterinarie, il Protocollo rappresenta un’opportunità di didattica, ricerca e Terza Missione, oltre che un’occasione formativa per gli studenti, chiamati a sviluppare competenze trasversali e relazionali.

A supporto dell’iniziativa interviene l’Ordine dei Medici Veterinari di Torino, che – come ricordato dal presidente Massimo Stramazzo – coinvolgerà i liberi professionisti per prestazioni non erogate dall’ambulatorio sociale a costi concordati, rafforzando la rete delle cure veterinarie sul territorio.

Infine, la voce del terzo settore con Francesca Mandarini, responsabile LAV Torino, che ha sottolineato come la veterinaria sociale sia uno strumento fondamentale per prevenire abbandoni, rinunce di proprietà e maltrattamenti: «Siamo orgogliosi che Torino abbia scelto di garantire il diritto alla cura anche agli animali, affinché nessuno resti escluso».

Un Protocollo che mette al centro una relazione spesso invisibile, ma capace di fare la differenza nella vita quotidiana di molte persone: quella tra fragilità umana e affetto animale.

TorinoClick

Passaporti alle Poste, incontro a Roma

A febbraio il via al servizio anche nell’Astigiano e Biellese, ad aprile nel Verbano Cusio Ossola. Il prossimo step coinvolgerà le grandi città
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio ha incontrato a Roma, al ministero dell’Interno, Claudio Palomba, Capo del Dipartimento per l’amministrazione generale, e i funzionari del Dipartimento, per fare il punto sui prossimi passi del progetto Polis che consente ai cittadini di presentare la richiesta e ottenere il rilascio del passaporto direttamente all’ufficio postale.
Il servizio, grazie alla collaborazione tra Regione Piemonte, governo e Poste italiane, è già attivo nei comuni sotto i 15 mila abitanti delle province di Alessandria, Cuneo, Novara, Vercelli e Torino.
Durante l’incontro è stato condiviso il calendario delle prossime tappe di estensione del servizio: il 10 febbraio il servizio sarà disponibile negli uffici postali dell’Astigiano e del Biellese e il 21 aprile nel Verbano Cusio Ossola.
“L’estensione del servizio ai comuni sotto i 15 mila abitanti di tutte le province del Piemonte rappresenta il frutto di un lavoro che abbiamo portato avanti in questi mesi dapprima per inserire il Piemonte nella sperimentazione e poi per ampliare progressivamente i territori coinvolti – spiega il presidente Alberto Cirio – con l’obiettivo di rendere le procedure per la richiesta dei passaporti più veloci, più accessibili e vicine anche nelle zone più periferiche e lontane dai grandi centri urbani. L’estensione alle città più grandi è per noi il prossimo step, per alleggerire il lavoro delle questure e dei commissariati e per rendere il servizio sempre più capillare e agevole su tutto il territorio regionale”.

Il Politecnico di Torino, dove le idee diventano futuro

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SCOPRI – TO   ALLA SCOPERTA DI TORINO

Torino ha sempre avuto un rapporto speciale con l’ingegno, con il lavoro e con la capacità di trasformare le intuizioni in realtà concrete. Nel cuore di questa tradizione si trova il Politecnico di Torino, una delle università tecniche più antiche e prestigiose d’Europa, un luogo che da oltre centocinquant’anni forma menti capaci di lasciare un segno nel mondo dell’ingegneria, dell’architettura, della ricerca e dell’innovazione.

Fondato nel 1859, lo stesso anno dell’Unità d’Italia, il Politecnico nasce come Scuola di Applicazione per gli Ingegneri e cresce insieme al Paese, accompagnandone lo sviluppo industriale, scientifico e tecnologico. Dai primi laboratori legati alla meccanica e alle costruzioni, fino ai moderni centri di ricerca su aerospazio, sostenibilità ed energia, l’ateneo torinese ha sempre mantenuto uno sguardo rivolto al futuro, senza mai dimenticare le proprie radici.

Dalle aule al mondo: i nomi che hanno fatto la storia

Tra i corridoi del Politecnico di Torino sono passati studenti e docenti che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia italiana e internazionale. Uno dei nomi più noti è senza dubbio quello di Giulio Natta, premio Nobel per la chimica nel 1963, che al Politecnico ha insegnato e condotto parte delle sue ricerche fondamentali sui polimeri, aprendo la strada a materiali oggi utilizzati in ogni ambito della vita quotidiana.

Anche il mondo dell’industria automobilistica e aerospaziale porta l’impronta dell’ateneo torinese. Numerosi dirigenti, progettisti e ingegneri che hanno lavorato per aziende come Fiat, Ferrari, Leonardo e grandi gruppi internazionali si sono formati tra le sue aule. Il Politecnico ha rappresentato per molti di loro non solo un luogo di studio, ma un vero laboratorio di idee, dove imparare a unire teoria e pratica, visione e concretezza.

Non mancano figure che si sono distinte anche in ambiti diversi, come l’architettura e l’urbanistica. Progettisti formati a Torino hanno contribuito a ridisegnare città, spazi pubblici e infrastrutture in Italia e all’estero, portando con sé uno stile che unisce funzionalità, attenzione all’ambiente e sensibilità per il contesto urbano.

 

Innovazioni che nascono a Torino

Il Politecnico di Torino non è soltanto un luogo di formazione, ma un vero e proprio motore di ricerca e sperimentazione. Negli ultimi decenni ha sviluppato progetti che spaziano dall’energia rinnovabile alla mobilità sostenibile, dall’intelligenza artificiale ai materiali avanzati. Nei suoi laboratori si studiano soluzioni per rendere le città più intelligenti, i trasporti più sicuri, le industrie più efficienti e rispettose dell’ambiente.

Uno dei settori in cui l’ateneo si è distinto a livello internazionale è quello dell’aerospazio. Grazie alla collaborazione con aziende e agenzie spaziali, il Politecnico partecipa allo sviluppo di satelliti, sistemi di navigazione e tecnologie per l’esplorazione spaziale. Torino, grazie a questo legame, si è guadagnata un ruolo di primo piano nel panorama europeo dell’industria aeronautica e spaziale.

Importante è anche il contributo nel campo dell’energia. Ricercatori e studenti lavorano su soluzioni per migliorare l’efficienza delle reti elettriche, sviluppare nuove tecnologie per l’accumulo di energia e promuovere l’uso delle fonti rinnovabili. L’obiettivo è quello di accompagnare la transizione verso un modello più sostenibile, capace di rispondere alle sfide ambientali del presente e del futuro.

Un’università aperta alla città e al mondo

Il Politecnico di Torino non vive isolato dal contesto che lo circonda. Al contrario, è profondamente legato alla città e al territorio. I suoi campus, distribuiti tra il centro urbano e le aree limitrofe, sono spazi vivi, frequentati non solo da studenti e docenti, ma anche da cittadini, professionisti e imprese che partecipano a eventi, conferenze e progetti condivisi.

Allo stesso tempo, l’ateneo ha una forte dimensione internazionale. Accoglie ogni anno migliaia di studenti stranieri e collabora con università e centri di ricerca in tutto il mondo. Questo scambio continuo di idee e culture contribuisce a creare un ambiente dinamico, in cui il confronto diventa una risorsa fondamentale per la crescita personale e professionale.

Per molti giovani, studiare al Politecnico di Torino significa entrare in una comunità che guarda lontano, che crede nel valore della conoscenza e nella responsabilità di metterla al servizio della società. È un’esperienza che non si limita agli anni universitari, ma lascia un’impronta duratura nel modo di affrontare il lavoro, i problemi e le sfide della vita.

Oggi come ieri, il Politecnico continua a rappresentare uno dei simboli più forti di Torino: una città che ha saputo reinventarsi più volte, passando da capitale industriale a polo di innovazione, cultura e ricerca. Tra le sue aule, i suoi laboratori e i suoi cortili, si respira ancora quella stessa idea che lo ha fatto nascere oltre un secolo fa: che il sapere, se coltivato con passione e rigore, può davvero cambiare il mondo.

NOEMI GARIANO

Emergenza freddo. La Croce Rossa lancia raccolta di coperte

 

Per proteggere chi non ha un riparo dalle rigide temperature invernali, la Croce Rossa – Comitato di Torino promuove una raccolta straordinaria di materiali termici.
L’appuntamento è per sabato 31 gennaio, dalle 14 alle 18, nella sede torinese di via Bologna 171. Chiunque desideri offrire il proprio contributo può donare coperte, piumoni e sacchi a pelo in buono stato. Tutto il materiale sarà consegnato tempestivamente dalle Unità di Strada alle persone senza dimora durante i servizi notturni, fornendo una protezione vitale contro il gelo. Ogni singola donazione rappresenta un gesto concreto di solidarietà per chi vive in condizioni di estrema fragilità.
L’appuntamento per la consegna dei materiali è dunque fissato per l’ultimo sabato di gennaio, dove i volontari e le volontarie della Croce Rossa saranno pronti ad accogliere le donazioni.

Il Centro antidoping diventa Centro avanzato di diagnostica

Il Consiglio Regionale ha approvato a maggioranza il disegno di legge “Sviluppo della ricerca applicata nel comparto sanitario. Promozione delle attività del Centro avanzato di diagnostica”, che trasforma il Centro regionale antidoping “Bertinaria”, che ha sede all’interno del San Luigi di Orbassano, in Centro avanzato di diagnostica (CAD).

La relatrice di opposizione, Monica Canalis (Pd) ha precisato che “il provvedimento mira a modificare la composizione del Centro e a dare una norma di riferimento regionale, che non esisteva sebbene l’originario Centro antidoping fosse nato nel 2004”.

Sono enti consorziati del CAD Regione Piemonte, Azienda ospedaliera universitaria San Luigi di Orbassano, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Azienda Zero, e Università degli studi di Torino, con la possibilità di farne parte anche per le aziende sanitarie regionali e gli enti pubblici e privati con competenze coerenti con le attività del Centro.

Come illustrato nella relazione, al CAD competono, fra le altre, attività di ricerca e sviluppo applicativo nel campo delle biotecnologie, lo sviluppo di protocolli avanzati in ambito di biologia molecolare e genetica forense, servizi di contrasto agli illeciti legati all’uso di droghe d’abuso, farmaci e sostanze dopanti, oltre alla caratterizzazione genetica di tracce biologiche. Rientrano inoltre le metodologie integrate tra tossicologia, proteomica, farmacogenomica ed esomica (caratteristica del Dna), così come lo sviluppo di un Osservatorio tecnico permanente sulle droghe d’abuso e sulla loro evoluzione.

Ufficio Stampa CRP

Rapina a Verbania, due arresti: il plauso di Usic

“PRONTEZZA E PROFESSIONALITÀ AL SERVIZIO DEI CITTADINI”

“La Segreteria Regionale USIC Piemonte e Valle d’Aosta esprime vivo apprezzamento per l’efficace operazione condotta dai Carabinieri della Sezione Radiomobile di Verbania. I militari, intervenuti tempestivamente nella serata di ieri a seguito di una segnalazione al NUE 112, hanno tratto in arresto due giovani di 20 e 25 anni. I due sono ritenuti responsabili di una violenta rapina aggravata ai danni di un 24enne, il quale, dopo essere stato colpito con calci e pugni, è stato derubato del proprio borsello. Agli arrestati sono stati contestati anche i reati di lesioni e porto abusivo di armi.
La prontezza e la professionalità dimostrate dai colleghi in questo intervento sono i tratti distintivi che caratterizzano l’impegno quotidiano dei Carabinieri sul territorio. Un lavoro costante e silenzioso, volto a garantire la sicurezza e la legalità alla cittadinanza”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale per il Piemonte e la Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).