CRONACA

Il Piemonte operativo nei soccorsi in Venezuela

La Regione Piemonte porta il proprio contributo alle operazioni di soccorso in Venezuela, colpito da due violenti terremoti che hanno provocato numerose vittime, centinaia di feriti e ingenti danni alle infrastrutture.

Su richiesta del Dipartimento della Protezione civile nazionale, trasmessa attraverso la Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario di Pistoia, il sistema sanitario piemontese ha attivato la Maxiemergenza 118 dell’ASL CN1 per garantire il supporto sanitario alle popolazioni colpite.

Una prima squadra di due medici e un infermiere è operativa insieme alla struttura dei Vigili del Fuoco impegnata nelle attività di ricerca e soccorso. È inoltre previsto un secondo contingente composto da cinque infermieri e un medico, destinato a supportare direttamente le strutture sanitarie venezuelane nella gestione dell’emergenza.

«Ancora una volta il Piemonte è pronto a portare aiuto e professionalità mediche e sanitarie in contesti difficili, all’interno delle missioni internazionali con la Struttura Maxiemergenza 118 e in coordinamento con le strutture nazionali – affermano il presidente Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi e l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi – L’abbiamo fatto in Turchia, in occasione del terremoto del 2023, realizzando in tempi record l’ospedale da campo di Antiochia, e lo facciamo ogni volta che scatta un’emergenza e viene richiesto l’aiuto dei nostri medici e dei nostri infermieri. Mettiamo anche a disposizione fin da ora le competenze e l’esperienza della nostra Protezione civile, che è sempre in prima linea ovunque nel mondo possano servire soccorso e aiuto».

Il direttore generale di Azienda Zero, Massimo D’Angelo, e il direttore della Maxiemergenza 118 dell’ASL CN1, Mario Raviolo, sottolineano che «la capacità di attivare in tempi rapidi personale altamente qualificato rappresenta uno dei punti di forza del sistema sanitario piemontese. Ogni missione internazionale è il risultato di un lavoro di preparazione, addestramento e coordinamento che coinvolge professionisti abituati a operare in scenari ad alta complessità. Il personale inviato in Venezuela metterà a disposizione le proprie competenze, lavorando in piena integrazione con il sistema nazionale di protezione civile e con le autorità locali. Il nostro obiettivo è offrire un supporto sanitario efficace, contribuendo alla risposta complessiva all’emergenza e alla tutela della popolazione colpita».

Tenta di rubare auto alla Crocetta: arrestato

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi a Torino, un cittadino italiano di 46 anni per un tentato furto aggravato ai danni di un’autovettura in sosta.
L’intervento, condotto dagli agenti del Commissariato di P.S. San Secondo, è scattato a seguito di una segnalazione giunta alla locale Centrale Operativa che riferiva della presenza di un uomo che stava armeggiando sulla portiera di un veicolo parcheggiato in corso Castelfidardo.
Giunti sul posto, i poliziotti hanno individuato il soggetto mentre camminava sul marciapiede tentando di allontanarsi. Poco distante dal controllo, gli agenti hanno notato l’autovettura indicata nella nota radio, la quale presentava il nottolino della portiera anteriore sinistra manomesso e danneggiato, nonché una profonda rigatura sulla carrozzeria.
In base a quanto ricostruito, l’uomo era stato notato poco prima mentre percorreva il marciapiede e armeggiava sulla portiera dell’auto nel tentativo di introdursi all’interno, per poi allontanarsi dopo essersi accorto di essere osservato.
Contestualmente gli accertamenti hanno permesso di appurare, anche tramite la visione delle immagini del sistema di videosorveglianza della zona, la corrispondenza del soggetto con l’autore del fatto. Da un controllo più approfondito, a carico del quarantaseienne sono emersi numerosi precedenti penali e condanne specifiche per reati contro il patrimonio.
Alla luce dei fatti e delle testimonianze raccolte, l’uomo è stato arrestato per tentato furto aggravato.

Missioni Don Bosco ETS è attiva nell’emergenza in Venezuela

Fin dalle prime ore, lo scambio di informazioni fra Torino Valdocco e Caracas è stato intenso ed ha già procurato un primo invio di aiuti dei benefattori

Poche ore dopo le prime due potenti scosse, p. Jorge Elías Ghazal Mora, appena nominato ispettore salesiano a Caracas, ha scritto a Missioni Don Bosco ETS: “Siamo attenti e solidali con coloro che hanno subìto le conseguenze di questo forte terremoto. Restiamo uniti e preghiamo che Dio ci liberi dalla sventura e ci conceda la grazia e la forza necessarie per dare il nostro contributo”. “Quando la terra trema bisogna aggrapparsi al cielo e alle mani di chi cammina con noi” ha risposto don Luca Barone, presidente di Missioni Don Bosco ETS. L’ente salesiano si è mobilitato immediatamente per pregare e per affidare a Dio le persone decedute e quelle rimaste con la sofferenza e la devastazione dei loro beni. Ed ha lanciato l’appello ai benefattori, grazie al quale sono stati raccolti primi 30 mila euro: “vediamo le mani alzate al cielo e quelle di tantissimi che hanno risposto con generosità alla richiesta di aiuto” ha osservato don Barone.

La situazione più difficile è quella di La Guaira, la città vicina al mare, con moltissimi palazzi distrutti. Sono parecchie le case salesiana colpite: Sarri, Altamira, La Dolorita. Le strutture hanno subìto danni ma nessuna è crollata. Il Rettor Maggiore dei salesiani, don Fabio Attard, ha espresso sua vicinanza, dicendo: “Seguiamo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Venezuela. Desidero esprimere la mia vicinanza personale e quella di tutta la Congregazione Salesiana ai confratelli, ai giovani e alle famiglie colpite”. A cinque giorni dall’evento catastrofico, purtroppo scendono le probabilità che i dispersi siano ritrovati ancora vivi, ma la speranza è concreta grazie a salvataggi avvenuti e in corso. Cresce invece il bilancio dei danni e delle necessità delle famiglie che hanno perso tutto.

Don Barone riferisce quanto raccolto nei ripetuti scambi telefonici e via e-mail con i confratelli a Caracas. Osserva “una nazione dove i giovani stanno diventando i primi protagonisti di una catena di solidarietà che si è attivata rapidamente“. In questa dinamica, un ruolo importante è quello degli oratori e delle scuole. “La rete salesiana del Paese sta garantendo la sicurezza dei nostri invii di aiuti sul campo, e io mi faccio voce per ringraziare chi, anche in questa occasione, è stato pronto a darli”. La relazione di Missioni Don Bosco ETS con la comunità salesiana del Paese sudamericano si è rinforzata nell’ultimo decennio a seguito dell’acutizzarsi della grave crisi economica e sociale. La stessa attività dei Figli di Don Bosco ha risentito pesantemente dell’impoverimento generale, fra la popolazione che ha patito ripetute crisi alimentari e sanitarie. Alla debolezza dei servizi sociali, la rete dei religiosi ha cercato di garantire accoglienza, cibo e cure alle famiglie delle parrocchie e ai ragazzi degli oratori, nelle città come nelle aree rurali. Anche in questi giorni la gente è andata a trascorrere la notte nelle strutture salesiane disponibili. La situazione già difficile per il popolo venezuelano, con questo evento rischia di diventare disastrosa. “Dopo aver vissuto questi momenti di tensione e angoscia, ringraziamo Dio che stiamo tutti bene” commenta p. Mora. Il presidente di Missioni Don Bosco ETS rilancia l’appello a chi voglia essere “un pezzo di cielo sicuro, lì dove la terra non lo è stata”.

No agli installatori di climatizzatori “fai da te”

Con il caldo torrido di questi giorni, si registra un incrementano della richiesta di climatizzatori che rinfrescano le abitazioni e i luoghi di lavoro e migliorano la qualità della vita.

Parallelamente crescono, però, sia l’offerta di tecnici abusivi che si spacciano per elettricisti, installatori termoidraulici senza alcun tipo di formazione e certificazione, sia la domanda da parte di ignari cittadini che, troppo spesso, cadono nella tentazione di affidare il proprio impianto e la propria sicurezza domestica a veri sconosciuti. A tutto questo si aggiungono anche le “vendite parallele” che invitano al “fai da te” nonostante la firma di liberatorie nelle quali ci si impegna a far installare ad un tecnico specializzato. Insomma, un mercato che pare esenti da controlli.

Confartigianato Imprese Piemonte ha stimato che circa un terzo del mercato dei climatizzatori sia in mano a installatori non certificati, che lavorano a dispetto delle norme di legge e dell’ambiente e che rischiano, e fanno rischiare, conseguenze legali e sanzioni amministrative. Per questo gli Impiantisti dell’Associazione di Categoria vogliono lanciare un messaggio ai clienti affinché non si facciano trarre in inganno da tecnici senza patentino e partita IVA e che non offrono garanzie e certificazioni del lavoro svolto.

“Si rischia di incorrere in sanzioni pesanti per lavoro abusivo e danneggiamento ambientale – commenta Roberto Riccardo (Presidente Federazione impiantisti di Confartigianato Imprese Piemonte) – inoltre solo le aziende certificate garantiscono efficienza e qualità del prodotto installato. Il motivo è anche quello che i climatizzatori contengono F-Gas (gas fluorurati) come gli impianti di refrigerazione, si tratta di gas inquinanti responsabili dell’effetto serra per questo soggetti a una rigida sorveglianza e possono essere trattati solo da operatori specializzati in possesso di regolare certificazione”.

“L’installazione di questi componenti – insiste Riccardo – deve essere eseguita da imprese abilitate dalla Camera di Commercio. Un tecnico competente e autorizzato svolgerà sicuramente un lavoro certosino ed a norma di legge, a tutela del proprio cliente e del pianeta, in più vi è anche un discorso di sicurezza per le persone e le cose, meglio che si sappia, in quanto il gas dei condizionatori R32 è infiammabile. Inoltre, i gas fluorurati possono essere venduti online ma esclusivamente ad aziende certificate o ad operatori in possesso del patentino personale”.

“Non è plausibile – conclude Riccardo – che con poche ore di corso in negozio o seguendo dei video tutorial sui canali web si abbia la presunzione di aver acquisito la competenza impiantistica e la cultura della sicurezza che le nostre aziende hanno maturato con anni di esperienza in cantiere e con la partecipazione ad una formazione continua”.

Parla Con Me: “Intelligenza artificiale: strumento o alibi?”

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Simona Riccio dialoga con Simone Enea Riccò e Massimo Cerofolini sul ruolo dell’AI tra lavoro, comunicazione, informazione, pensiero critico e responsabilità umana

Sarà online dal 1 luglio 2026, la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale

ideata e condotta da Simona Riccio, Digital Strategist del settore agroalimentare, LinkedIn

Top Voice Italy e Founder del progetto.

La puntata, dal titolo “Intelligenza artificiale: strumento o alibi?”, affronta uno dei temi più

attuali del presente: il rapporto tra intelligenza artificiale, competenze, comunicazione,

lavoro, informazione e responsabilità.

Ospiti della puntata sono Simone Enea Riccò, Product Marketing Director di Talent Garden, e

Massimo Cerofolini, giornalista, conduttore radiofonico, autore televisivo, Capo Servizio Rai

Radio1 e curatore e conduttore di Eta Beta.

Il confronto mette al centro una domanda decisiva: l’intelligenza artificiale ci aiuta davvero a

pensare meglio o rischia di diventare una scorciatoia per pensare meno?

Oggi l’AI è entrata nel lavoro, nella comunicazione, nell’informazione e nella vita quotidiana.

Può accelerare processi, supportare analisi, generare contenuti e aprire nuove possibilità. Ma

il punto non è soltanto capire cosa può fare: è comprendere come la usiamo, con quali

competenze e con quale responsabilità.

Durante la puntata si affrontano temi di grande attualità: l’impatto dell’intelligenza artificiale

sulle professioni, il ruolo della formazione, il rapporto tra tecnologia e pensiero critico, la

verifica delle informazioni e il rischio di delegare troppo alle macchine.

L’intelligenza artificiale può essere un alleato importante, ma non può sostituire competenza,

esperienza, capacità di interpretazione e responsabilità umana. Il rischio, quando viene usata

senza consapevolezza, è che diventi un alibi: per non approfondire, per non verificare, per

non scegliere.

In questo contesto, Parla Con Me® intende contribuire al dibattito pubblico con un

confronto che va oltre entusiasmo e paura, riportando l’attenzione su un punto

fondamentale: la tecnologia ha valore quando resta al servizio delle persone, delle

competenze e della qualità del pensiero.

 

«Con questa puntata abbiamo voluto riflettere sull’intelligenza artificiale non come moda del

momento, ma come questione culturale e professionale», spiega Simona Riccio. «L’AI può

essere uno strumento straordinario, ma non può diventare una giustificazione per pensare

meno, verificare meno o comunicare peggio. La vera sfida è imparare a usarla con

competenza, senso critico e responsabilità».

La puntata sarà disponibile online sul canale YouTube di Parla Con Me®.

Guarda la puntata: https://www.youtube.com/watch?v=puxFYkTfSoM

Per seguire le puntate:

www.parlaconmeofficial.it

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:

redazione.pcm@gmail.com

Al Politecnico di Torino tre prestigiosi finanziamenti

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ERC Proof of Concept

 

Sono tre i gruppi di ricerca dell’ateneo torinese che hanno ricevuto un finanziamento ERC Proof of Concept dall’Unione Europea per sviluppare soluzioni innovative nei campi della sostenibilità energetica, dell’economia circolare e delle tecnologie avanzate per il futuro

 

Torino, 30 giugno 2026


Tre progetti di ricerca del Politecnico di Torino
 sono stati premiati con i finanziamenti ERC Proof of Concept, un’iniziativa dell’European Research Council volta a sostenere l’applicazione pratica e la valorizzazione dei risultati di progetti di ricerca di frontiera.

I vincitori del prestigioso riconoscimento sono Teresa Gatti, Andrea Lamberti ed Elena Simone, docenti presso il Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT.  Lo schema ERC Proof of Concept si rivolge ai ricercatori e alle ricercatrici che hanno già ottenuto un finanziamento ERC, offrendo un supporto economico di 150mila euro per trasformare idee innovative in soluzioni concrete pronte per il mercato. Questi fondi permettono di verificare la fattibilità commerciale e tecnica delle tecnologie sviluppate, costruire strategie di protezione intellettuale e preparare il terreno per una futura commercializzazione.

VIPER – HeaVy pnIctogens based indoor Photovoltaics with up-cyclEd caRbon electrodes è il progetto coordinato dalla professoressa Teresa Gatti. Nato dai risultati dell’ERC Starting Grant JANUS BI, il progetto punta a sviluppare una nuova generazione di celle fotovoltaiche per ambienti interni, capaci di alimentare sensori e dispositivi IoT sfruttando la luce artificiale.

VIPER utilizza materiali innovativi a base di bismuto e antimonio, privi di piombo e metalli nobili, caratterizzati da elevata stabilità, ridotta tossicità e buone prestazioni in condizioni di bassa illuminazione. Un ulteriore elemento distintivo è l’impiego di elettrodi in carbonio ottenuti dal recupero di materiali di scarto, come pneumatici fuori uso e biomasse residuali, secondo i principi dell’economia circolare.

L’obiettivo è trasformare una tecnologia validata in laboratorio in prototipi pronti per future applicazioni industriali nei settori degli edifici intelligenti, del monitoraggio ambientale e dell’elettronica a basso consumo.

“Con VIPER vogliamo trasformare risultati di ricerca di frontiera in una tecnologia concreta per l’energia del futuro. – dichiara la professoressa Teresa Gatti – Grazie ai materiali innovativi a base di bismuto e antimonio e all’impiego di elettrodi ottenuti dal recupero di scarti industriali e biomasse, il progetto propone una soluzione sostenibile per alimentare la crescente rete di dispositivi intelligenti presenti negli edifici e nelle città. La collaborazione con il gruppo del Prof. Antonio Agresti del Center for Organic and Hybrid Solar Energy (CHOSE) dell’Università di Roma Tor Vergata rappresenta un valore aggiunto essenziale per validare la tecnologia su scala più avanzata e favorirne il percorso verso future applicazioni industriali. Il nostro obiettivo è contribuire a un ecosistema IoT più efficiente, sicuro e rispettoso dell’ambiente”.

Con il progetto SUPRALIG – Sustainable and Ultra-PeRforming supercApacitors with 3D Laser-Induced Graphene, anche il professor Andrea Lamberti si aggiudica un finanziamento ERC PoC. Il progetto punta a trasformare una tecnologia nata in laboratorio in una soluzione concreta per sviluppare sistemi di accumulo dell’energia più leggeri, efficienti e sostenibili. Al centro della ricerca c’è il grafene indotto da laser (Laser-Induced Graphene, LIG), un materiale innovativo ottenuto trasformando, mediante un fascio laser, la superficie di particolari polimeri, anche derivati da biomasse e materiali di scarto, in una struttura carboniosa porosa e altamente conduttiva. Partendo dai risultati ottenuti con l’ERC Starting Grant CO2CAPSUPRALIG mira a sostituire i tradizionali collettori di corrente metallici di batterie e supercondensatori, riducendone peso, costi e impatto ambientale.

La tecnologia sarà testata in microsupercondensatori e supercondensatori convenzionali per dimostrarne l’efficacia e la producibilità su scala industriale, aprendo la strada a nuovi dispositivi per l’accumulo energetico ad alte prestazioni, con applicazioni che spaziano dall’elettronica flessibile alle tecnologie chiave per la transizione energetica.

“L’energia più sostenibile è quella che riusciamo a immagazzinare meglio. – afferma il professor Andrea Lamberti – Con SUPRALIG vogliamo trasformare i risultati ottenuti nei nostri laboratori in una tecnologia capace di rendere i sistemi di accumulo energetico concretamente più leggeri, performanti e rispettosi dell’ambiente. Grazie all’ERC Proof of Concept abbiamo l’opportunità di accelerare questo percorso, dimostrando che materiali innovativi come il grafene ottenuto da scrittura laser di substrati derivanti da biomasse e materiali di recupero possono sostituire componenti tradizionali più costosi e impattanti. È un risultato che premia anni di ricerca sul tema e che conferma come la ricerca scientifica possa contribuire in modo diretto alle grandi sfide della transizione energetica. Essendo ingegneri, Il nostro obiettivo è portare questa tecnologia oltre il laboratorio, creando le basi per una nuova generazione di dispositivi per l’accumulo dell’energia destinati a supportare l’elettronica del futuro, le energie rinnovabili e le applicazioni smart che accompagneranno la vita quotidiana di milioni di persone”.

Valorizzare i residui agroalimentari e sviluppare ingredienti sostenibili per il settore food: è questo l’obiettivo di ECOF2AT – Valorisation of agri-food residues via the formulation of low carbon footprint, plant-based fat ingredients for the production of functional foods, il progetto della professoressa Elena Simone che ottiene un finanziamento dall’ERC.

Partendo dalle competenze sviluppate con l’ERC Starting Grant CRYFORM, il progetto punta a trasformare sottoprodotti agroalimentari, come la crusca di riso e i fondi di caffè esausti, in nuovi ingredienti lipidici sostenibili per l’industria alimentare. Lo scopo è convertire i grassi e i composti bioattivi presenti in questi materiali in grassi funzionali in grado di sostituire o integrare ingredienti tradizionali come olio di palma, burro di cacao e altri grassi tropicali.

ECOF2AT affronta così una duplice sfida: ridurre gli sprechi agroalimentari e sviluppare ingredienti innovativi a basso impatto ambientale. Le soluzioni sviluppate potranno trovare applicazione nei prodotti da forno, nel settore dolciario e nelle alternative vegetali ai prodotti di origine animale, con potenziali ricadute anche nei settori nutraceutico, farmaceutico e cosmetico.

 

“Con il progetto CryForm studiamo i grassi alimentari, in particolare l’effetto della composizione chimica su proprietà funzionali quali il punto di fusione e il comportamento reologico. – dichiara la professoressa Elena Simone – Utilizzando queste conoscenze ECOF2AT ha l’obbiettivo di valorizzare scarti dell’industria agro-alimentare per produrre nuovi ingredienti alimentari più sostenibili, ma con le stesse funzionalità dei grassi tradizionalmente usati. Durante il progetto collaboreremo con Foreverland, una startup pugliese specializzata nella produzione di cioccolato cocoa-free, e con il centro di ricerca CREA di Asti, che ci aiuteranno ad ottenere dei materiali il più possibile affini agli ingredienti grassi tradizionali quali burro, lardo o burro di cacao”.

 

 

Maurizio Molinari Direttore Editoriale del Gruppo SAE

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Il Gruppo SAE annuncia che, a partire dal 1° luglio 2026, Maurizio Molinari assumerà l’incarico di Direttore Editoriale del Gruppo SAE, succedendo ad Antonio Di Rosa, che contestualmente assumerà l’incarico di Direttore de La Stampa. Nel nuovo ruolo, Molinari avrà la responsabilità di coordinare lo sviluppo delle attività editoriali del Gruppo SAE e lo sviluppo negli Stati Uniti.

Il Gruppo SAE ufficializza inoltre la nomina di Giacomo Bedeschi a Direttore de La Nuova Sardegna, incarico che assume succedendo a Luciano Tancredi che entrerà a far parte della direzione de La Stampa con il ruolo di Vicedirettore Vicario. Alla guida de La Provincia Pavese arriverà invece Manila Alfano, giornalista entrata a far parte del Gruppo SAE nel 2025.

Le nuove nomine confermano l’impegno del Gruppo SAE nella valorizzazione delle migliori professionalità interne e nel rafforzamento della qualità e l’autorevolezza delle testate che ne fanno parte. Si tratta di un passo che guarda al futuro, sostenendo i progetti di crescita e innovazione previsti dal piano di sviluppo del Gruppo e consolidando la nostra presenza editoriale in Italia e all’estero“, ha dichiarato Alberto Leonardis, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo SAE.

Maurizio Molinari, giornalista e saggista, ha ricoperto nel corso della sua carriera ruoli di primo piano nel panorama dell’informazione italiana. È stato Direttore de La Stampa e successivamente Direttore de La Repubblica, oltre ad aver lavorato a lungo come corrispondente ed editorialista.

Giacomo Bedeschi inizia la sua carriera giornalistica in Emilia Romagna. Entra nel Gruppo SAE nel dicembre 2020, assumendo la direzione della Gazzetta di Modena, della Gazzetta di Reggio e de La Nuova Ferrara. Successivamente ha diretto La Nuova Sardegna e, nel 2025, la Provincia Pavese.

Manila Alfano ha lavorato per oltre vent’anni a Il Giornale occupandosi di esteri e attualità, per poi approdare al Gruppo SAE dove ha diretto il portale Mamme Magazine e sviluppato collaborazioni con Il Tirreno, La Nuova Sardegna e La Provincia Pavese. Nel corso della sua carriera ha firmato articoli per Il Foglio, Donna Moderna e la rivista The Bunker. È autrice di diversi libri e insegna comunicazione sportiva alla IULM di Milano.

Comuni Insieme per la Pace  a Brusasco

 Amministratrici e amministratori a confronto sul ruolo delle istituzioni nella costruzione della pace

Nella suggestiva cornice del Castello del Luogo di Brusasco si è svolto sabato pomeriggio l’incontro dal titolo “Essere Amministratrici ed Amministratori di Pace: cosa significa, a cosa serve e cosa comporta”, promosso dal gruppo Comuni Insieme per la Pace.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di approfondimento e confronto dedicato al ruolo degli enti locali nella promozione della cultura della pace, nella gestione dei conflitti e nella costruzione di comunità più coese, inclusive e consapevoli.

A guidare i lavori è stata la dott.ssa Giuliana Mieli, psicologa clinica, psicologa perinatale e psicoterapeuta, dottoressa in filosofia teoretica e in psicologia clinica. Le sue ricerche ed i suoi studi, condotti in ambito psicanalitico in oltre cinquant’anni di attività, hanno consentito di far emergere paradigmi inediti relativi alla predisposizione alla collaborazione dell’essere umano, nonché alla capacità di cura del sé, dei propri simili e dell’ecosistema, sulla base biologica delle relazioni e degli affetti, consentendo una nuova interpretazione in particolare del freudianesimo e del darwinismo.

La relatrice ha proposto una riflessione sul valore delle relazioni umane, della sinergia e della responsabilità condivisa come elementi fondamentali per prevenire i conflitti e promuovere il bene comune. Il suo intervento ha offerto alle amministratrici e agli amministratori presenti strumenti di lettura e spunti concreti per tradurre tali principi nell’azione amministrativa quotidiana.

L’appuntamento si inserisce nel percorso avviato nell’agosto dello scorso anno, quando i Comuni di Brusasco, Castagneto Po, Cavagnolo, Chivasso, Crescentino, Lauriano e Monteu da Po hanno scelto di unire le proprie energie dando vita al progetto Comuni Insieme per la Pace, con l’obiettivo di promuovere iniziative condivise sui temi della pace, della partecipazione civica e della coesione sociale.

L’incontro ha confermato la volontà delle amministrazioni aderenti di proseguire un cammino comune fondato sul dialogo, sulla collaborazione tra enti e sulla valorizzazione del ruolo delle istituzioni locali nella diffusione dei valori costituzionali e della cultura della pace.

Un sentito ringraziamento è stato rivolto alla dott.ssa Giuliana Mieli per il contributo scientifico e umano offerto, al Comune di Brusasco per l’ospitalità e a tutte le amministratrici, agli amministratori e ai partecipanti che hanno condiviso questo importante momento di riflessione.

Il percorso di Comuni Insieme per la Pace proseguirà nei prossimi mesi con nuove iniziative, nella convinzione che la pace non rappresenti soltanto un ideale, ma una responsabilità quotidiana che si costruisce attraverso l’impegno concreto delle istituzioni e delle comunità locali.

 

Autorità Trasporti: “Nessuna chiusura a Torino”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
É destituita di fondamento l’affermazione secondo cui il Presidente Nicola Zaccheo avrebbe manifestato la volontà di trasferire, chiudere o comunque indebolire la sede di Torino.
Al contrario, nel corso dell’attuale consiliatura l’organico dell’Autorità è aumentato di circa 30 unità, quasi tutte assegnate alla sede di Torino, e nuove assunzioni sono previste nei prossimi mesi nella sede torinese.
Si tratta di un dato oggettivo.
Parimenti infondata è la notizia di una frattura tra il Presidente Zaccheo e l’ex Segretario Generale Guido Improta.
I rapporti tra Presidente e Segretario Generale si sono sempre svolti su base fiduciaria, come confermato anche dai due rinnovi dell’incarico del dott. Improta, deliberati nel corso della presidenza Zaccheo.
Ufficio Stampa ART