CRONACA

Sicurezza del territorio: i fondi regionali

DALLA REGIONE OLTRE 1,4 MILIONI DI EURO

La Regione Piemonte continua a investire nella messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture comunali. Con il nuovo stanziamento del programma di finanziamento previsto dalla legge regionale 38/78 sono stati assegnati complessivamente oltre 3,6 milioni di euro per sostenere 69 interventi distribuiti su tutto il territorio.

Gli interventi riguardano opere di consolidamento di strade comunali, sistemazioni idrauliche, ripristino di muri di sostegno, difese spondali, consolidamenti di versanti e interventi urgenti di protezione civile necessari a garantire la sicurezza dei cittadini e la continuità della viabilità locale.

Per il territorio della provincia di Torino sono stati destinati oltre 1,4 milioni di euro. I Comuni finanziati sono: Baldissero Torinese (60 mila euro), Bricherasio (11 mila euro), Burolo (40 mila euro), Busano (75 mila euro), Cavour (40 mila euro), Ceres (oltre 21 mila euro), Chiaverano (100 mila euro), Cintano (120 mila euro), Cumiana (100 mila euro), Druento (115 mila euro), Lusernetta (55 mila euro), Pianezza (110 mila euro), San Germano Chisone (50 mila euro), Settimo Vittone (10 mila euro), Tavagnasco (150 mila euro), Val di Chy (150 mila euro), Vidracco (73 mila euro), Villar Focchiardo (100 mila euro), Villar Perosa (22 mila euro) e Viù (59 mila euro).

“Le risorse stanziate – dichiara il presidente della Regione Alberto Cirio – confermano l’attenzione delle istituzioni verso la sicurezza del territorio e il sostegno ai Comuni. Investire nella manutenzione e nella tutela del territorio significa proteggere le comunità locali, rafforzare la resilienza del Piemonte e garantire interventi concreti a beneficio dei cittadini”,

“Con questo provvedimento confermiamo l’attenzione della Regione verso i territori e verso i Comuni che ogni giorno affrontano criticità legate al dissesto idrogeologico – dichiara l’assessore regionale alle Opere pubbliche Marco Gabusi – Abbiamo scelto di finanziare interventi concreti e immediatamente cantierabili, perché sappiamo bene che intervenire tempestivamente significa limitare i danni e mettere in sicurezza comunità e infrastrutture prima che le situazioni si aggravino ulteriormente. Il nostro obiettivo è dare risposte rapide ai territori e sostenere i sindaci nella gestione delle criticità”.

Coldiretti: “Rallenta il depopolamento dei cinghiali”

/

Appena la metà degli abbattimenti previsti. Di fronte al primo caso di PSA nel Cuneese c’è chi continua a non collaborare

 

«Con il primo caso di Peste Suina Africana in una carcassa di cinghiale in provincia di Cuneo, è ancora più urgente dare reale attuazione al piano di contenimento di questi animali. I nostri allevatori di suini, dai quali dipendono i consumi locali e quote importanti delle grandi Dop della salumeria italiana, non possono rischiare di avere le stalle chiuse e i capi abbattuti perché non si vuole limitare la proliferazione dei cinghiali». Ancora una volta, il presidente di Coldiretti Torino commenta così il mancato raggiungimento dei numeri di cinghiali abbattuti che erano stati decisi in sede regionale.

«Per l’agricoltura torinese è vitale riuscire a bloccare l’epidemia fuori dai distretti suinicoli del Chierese e del Pinerolese, oltre che da tutto il territorio provinciale e regionale. Gli allevatori fanno la loro parte nel rispettare le rigide misure igieniche e di profilassi obbligatorie, ma poi devono constatare che non c’è lo stesso impegno da parte degli organismi preposti al controllo dei cinghiali. Non possiamo permettere che si metta a rischio un comparto strategico per l’economia locale e nazionale».

Con l’entrata in servizio dei bioregolatori e dei tutor, che partono di notte per difendere le coltivazioni degli agricoltori, i numeri degli abbattimenti stavano iniziando a salire e i danni a diminuire. Ma se manca il contributo serio di ATC, CA e di molte Aree Protette, è impossibile garantire un adeguato depopolamento della specie.

Nel territorio della Città Metropolitana di Torino andrebbero abbattuti, ogni anno, almeno 15.000 cinghiali. Invece, nel 2025 ne sono stati prelevati meno della metà: 7.300. In questi primi mesi del 2026 ne sono stati abbattuti 1.900, di cui appena 470 arrivano dalla caccia negli ATC e CA alpini. Tra tutti gli “istituti” che devono contribuire al contenimento dei cinghiali, spiccano i numeri esigui realizzati in alcune Aree Protette anche dove i margari lamentano continui danni ai pascoli.

Cirio incontra Maha Chakri Sirindhorn, principessa di Thailandia

Si è svolto ieri nel Palazzo Sa Pathum nel centro di Bangkok, l’incontro tra il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e Maha Chakri Sirindhorn, principessa della casa reale di Thailandia.
L’incontro si è svolto nell’ambito delle attività di promozione del Piemonte sui mercati del Sud Est asiatico, che rappresentano un’area emergente per quanto riguarda l’export, con particolare riferimento all’enogastronomia, che rappresenta il 10% del volume delle esportazioni piemontesi nell’area, cresciuto di oltre il 50 per cento negli ultimi 5 anni (dati Unioncamere Piemonte).
Accompagnato dall’ambasciatore Paolo Dionisi, il presidente ha illustrato alla principessa una serie di dossier strategici. In particolare, per quanto riguarda la formazione universitaria, sono state avviate le interlocuzioni per attivare una serie di borse di studio, che la Casa Reale è interessata a sostenere, per studenti thailandesi che potranno venire al Politecnico di Torino e specializzarsi nelle scienze dell’aerospazio, uno dei settori che anche il governo locale considera strategici.
Si è poi approfondita la possibilità che il Teatro Regio di Torino partecipi al Bangkok’s International Festival of Dance & Music, un evento di prestigio internazionale che si svolge tutti gli anni a Bangkok, fondato da J.S. Uberoi, presidente di International Cultural Promotions, l’agenzia di eventi culturali del Paese. Nei mesi scorsi, Uberoi ne aveva parlato a Torino con il sovrintendente del Teatro Regio, Mathieu Jouvin, e con l’assessora alla Cultura del Comune di Torino, Rosanna Purchia, in un incontro favorito dal sindaco Lo Russo in qualità di presidente della Fondazione del Teatro.
«E’ stato un momento di importante promozione del nostro territorio. Alla principessa ho presentato le opportunità che possono nascere dalla collaborazione tra il Piemonte e il suo Paese. In accordo con il rettore Stefano Corgnati e insieme all’ambasciatore, abbiamo approfondito la possibilità di attivare borse di studio per studenti thailandesi interessati a specializzarsi al Politecnico di Torino,
che anche qui è conosciuto come uno degli atenei più prestigiosi a livello mondiale – spiega il presidente Cirio – Prestigio che appartiene anche al Teatro Regio che punta ad avviare collaborazioni con il festival di Bangkok e che con la sua offerta teatrale, operistica, musicale e di spettacolo può rappresentare un prezioso tramite per consolidare l’amicizia e le relazioni tra Italia e Thailandia – spiega il presidente Cirio – Nell’occasione ho invitato la principessa a Torino e in Piemonte per conoscere il nostro straordinario patrimonio culturale, la bellezza della nostra terra e l’eccellenza dei prodotti enogastronomici che in Thailandia sono conosciuti e amati da anni anche grazie a un’offerta di ristorazione di alto livello che apprezza e promuove i nostri vini e i prodotti della nostra terra».
Bangkok è stata infatti una delle città protagoniste, lo scorso novembre della Settimana della cucina italiana nel mondo, legata al riconoscimento Unesco. Da anni poi la capitale della Thailandia è una delle location che fanno parte del circuito internazionale dell’Asta mondiale del Tartufo d’Alba che, in collegamento da diversi Paesi del mondo, raccoglie fondi per realtà benefiche locali battendo all’asta i migliori pezzi raccolti tra le colline di Langhe, Monferrato e Roero. L’incontro è stato infatti anche l’occasione per consegnare i proventi dell’asta di Bangkok alla Border Patrol Police School Foundation, una storica realtà locale che opera sotto il patrocinio reale della principessa Maha Chakri Sirindhorn. La consegna è stata effettuata da Marco Scuderi, direttore dell’Enoteca regionale piemontese Cavour, che ha sede nel Castello di Grinzane Cavour dove dal 1999 si svolge l’Asta mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, e da Stefano Mosca, direttore della Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, subito dopo la firma del libro dedica di Palazzo Reale, posizionato sotto il ritratto della principessa (vedi foto).
Dalla metà degli anni 50, la Border Patrol Police School Foundation, promuove la scolarizzazione nelle aree più remote e nelle zone di confine, nelle quali il governo storicamente fatica a trovare insegnanti. Qui, grazie alla lavoro della Fondazione, sono nate circa 200 scuole nelle quali sono i poliziotti di frontiera a insegnare ai bambini a leggere e scrivere con l’obiettivo di fornire un’istruzione di base e sostenere le comunità più  fragili.
Durante l’incontro è stato poi affrontato anche il tema dell’accesso alle cure pediatriche per i bambini. Il Paese ha infatti un sistema sanitario basato su un modello misto, con una forte presenza del settore pubblico e un settore privato altamente specializzato presente soprattutto nelle aree urbane e accessibile solo a una parte della popolazione. In particolare il centro pediatrico più avanzato, il Samitivej International Children’s Hospital è privato, ed è anche l’unico ad avere un centro di trapianti per il midollo osseo, per il quale pero manca un registro nazionale dei donatori. «Il Piemonte ha molto da offrire a questo Paese in materia sanitaria e in particolare per quanto riguarda le cure pediatriche, grazie all’eccellenza e alla vocazione internazionale del Regina Margherita, ospedale dei bambini del mondo, diretto da Franca Fagioli. In particolare,  insieme all’ambasciatore, abbiamo illustrato le opportunità di collaborazione per quanto riguarda la telemedicina e le consulenze a distanza per i casi più complessi, la possibilità di formazione specialistica e lo scambio di competenze cliniche e scientifiche soprattutto per quanto riguarda l’ematologia, i trapianti e la salute materno infantile su cui le nostre strutture rappresentano un’eccellenza» sottolinea il presidente Cirio.

Aurora, furto in un asilo: scappa in bici ma viene denunciato

Tre azioni in pochi minuti: ha scavalcato la recinzione, ha forzato la porta e ha infilato in buste indumenti e materiale igienico. È successo domenica 3 maggio, intorno alle 10.40, nella scuola dell’infanzia Marc Chagall, nel quartiere Aurora, dove un uomo di circa 50 anni, senza fissa dimora, è stato poi denunciato dalla polizia locale.

Secondo il Reparto Operativo Speciale, l’uomo avrebbe osservato il plesso in sella a una bicicletta, poi sarebbe tornato indietro e scavalcato la recinzione. Dal cortile ha forzato l’ingresso, provocando seri danni e innescando l’allarme collegato alla centrale della polizia locale. Tra la  refurtiva: capi d’abbigliamento, prodotti per l’igiene e cancelleria, raccolti in alcune buste, ma alla vista delle pattuglie sopraggiunte le ha abbandonate ed è fuggito in bicicletta.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza e le indagini degli agenti hanno permesso di ricostruire i fatti e di individuare il presunto autore, poi denunciato. All’interno della scuola sono stati trovati armadietti del personale forzati, porte danneggiate e locali messi a soqquadro; l’episodio ha causato diversi danni alle strutture. La direzione dell’istituto ha ringraziato il Reparto Operativo Speciale e il Comando Generale di via Bologna per l’intervento.

Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari; l’indagato mantiene la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

VI.G

Addio a Peppo Sacchi, con Enzo Tortora inventò la tv libera

E’ morto a 93 anni Peppo Sacchi che nel 1972, con Enzo Tortora “inventò” le televisioni private in Italia, con Tele Biella. Fu la prima tv libera a contrastare il monopolio della Rai, seppure le trasmissioni fossero via cavo. La moglie di Sacchi, Ivana Ramella, conduttrice e giornalista della storica emittente piemontese (che vide tra i suoi collaboratori un giovanissimo Ezio Greggio e l’antennista Enzo Gatta che divenne regista di Portobello) era morta due anni fa. Sacchi in gioventù era stato regista della Rai e della televisione della Svizzera italiana. Poi fondo’ la sua tv finché la Rai non gli mando’ gli ispettori a tagliare il cavo. Poi Sacchi continuò a lavorare con la sua Tele Biella una volta che – grazie alle sue battaglie – l’etere fu liberalizzato.

Riapre il sacrario della Gran Madre: custode di memoria e affetti

/
 

La foto ingiallita di un soldato, un nome annotato sul retro e il desiderio di ricostruire una storia familiare che sembrava perduta: sono spesso questi gli elementi che conducono molti visitatori al Sacrario militare della Gran Madre di Torino, riaperto ufficialmente al pubblico questa mattina dopo gli interventi di riqualificazione del complesso.

Alla cerimonia inaugurale, che ha visto la celebrazione di una messa nella chiesa della Gran Madre, seguita dalla deposizione di una corona d’alloro ai Caduti e da una visita guidata all’Ossario, erano presenti il Presidente di Assoarma Torino, il Generale di Corpo d’Armata Paolo RuggieroCarlo Tango l’Amministratore delegato di AFC, la Società partecipata della Città che gestisce i servizi cimiteriali e i sei cimiteri della Città, il Presidente di AFC Andrea Araldi, il Vicepresidente Vicario del Consiglio Comunale Domenico Garcea e l’Assessore alla Sicurezza della città di Torino Marco Porcedda che ha detto: “La restituzione alla città del Sacrario dei Caduti della Grande Guerra sotto la Chiesa della Gran Madre è un atto di profondo rispetto per la nostra memoria collettiva e per la storia di Torino. Grazie a un importante lavoro di ristrutturazione e restauro, per il quale la Città ha stanziato 400mila euro, siamo riusciti a sanare i danni del tempo e a ridare il massimo decoro a un luogo dal valore inestimabile. Questo non è solo un intervento edilizio o monumentale, ma un dovere morale verso i 3.851 soldati torinesi che hanno sacrificato la propria vita nella Prima Guerra Mondiale. Ognuno di quei nomi inciso sulle pareti rappresenta una famiglia, un legame spezzato e un pezzo della nostra identità che rischiava di rimanere nell’ombra. Riaprire stabilmente queste porte al pubblico, grazie anche alla fondamentale collaborazione con la società AFC e i volontari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, significa togliere dall’isolamento il nostro patrimonio storico e consegnarlo alle nuove generazioni, affinché il ricordo del passato rimanga un monito vivo per il presente”.

La riapertura restituisce pienamente alla città un luogo che continua a custodire vicende personali e a mantenere vivo il ricordo dei caduti. Ancora oggi gli uffici di AFC Torino, che gestisce il Sacrario, ricevono richieste di informazioni da parte di familiari e discendenti impegnati a ricostruire la storia dei propri cari caduti durante la Prima guerra mondiale.

È accaduto recentemente alla famiglia di Domenico Triaca, contadino di Castel Ritaldi, in Umbria, il cui ricordo sopravviveva soltanto attraverso una lapide commemorativa nel paese d’origine. Grazie alle ricerche dell’ente, il bisnipote è riuscito a individuare il luogo in cui riposano i suoi resti. “Ora finalmente abbiamo un luogo in cui dedicargli una preghiera: è un cerchio che si chiude”, ha raccontato.

Analoga la vicenda del capitano dei Carabinieri Giuseppe Borgna, per anni considerato disperso e successivamente identificato tra i nomi custoditi nell’Ossario della Gran Madre. Storie individuali che continuano a intrecciarsi con la storia collettiva e che testimoniano il ruolo che il Sacrario svolge per la città e per quanti sono alla ricerca di un legame con il proprio passato.

I lavori di riqualificazione del complesso sono stati realizzati nell’ambito dell’accordo siglato tra il Ministero della Difesa e la Città di Torino. Dopo una prima apertura straordinaria in occasione del 25 aprile, l’accoglienza e l’apertura al pubblico saranno affidate ai volontari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, coordinati da Assoarma Torino.

“Con questa cerimonia e con il diretto contributo dei nostri volontari si intende valorizzare il prezioso patrimonio monumentale, simbolico e storico rappresentato dall’Ossario militare e promuoverlo alla memoria permanente della Città di Torino e della collettività”, ha dichiarato il presidente di Assoarma Torino, il generale di Corpo d’Armata Paolo Ruggiero.

La storia del Sacrario affonda le proprie radici negli anni Trenta. La cripta monumentale venne realizzata per accogliere i resti di 3.851 soldati piemontesi, o di militari sepolti a Torino, caduti durante la Prima guerra mondiale. Nel 1932 le salme furono trasferite dal Cimitero Monumentale al colle della Gran Madre con una solenne cerimonia pubblica che coinvolse l’intera città.

“Ancora oggi, come allora, il Sacrario conserva una funzione identitaria che unisce la dimensione pubblica della memoria a quella personale delle famiglie”, spiega Carlo Tango, amministratore delegato di AFC Torino. “I discendenti di alcuni di quei soldati, a lungo ritenuti dispersi, si rivolgono ai nostri uffici per ottenere informazioni e ricostruire una parte della propria storia familiare”.

Per Andrea Araldi, presidente di AFC Torino, la riapertura rappresenta anche un’importante occasione per rafforzare il legame tra la città e il proprio passato: “Restituire questo luogo ai torinesi, e più in generale alla collettività, significa rendere nuovamente accessibile un patrimonio storico e civile che appartiene a tutti”.

L’Ossario sarà visitabile gratuitamente ogni sabato e domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, oltre che nelle principali ricorrenze civili e religiose, tra cui il 2 giugno, il 24 giugno, l’8 settembre e in occasione della commemorazione dei defunti, a novembre.

TorinoClick

Animalisti, manifesti negli stadi

Caro direttore,

azione coordinata nel tardo pomeriggio di giovedì 4 giugno,  dei Militanti del Movimento CENTOPERCENTOANIMALISTI rispettivamente allo Stadio Euganeo di Padova, Romeo Menti di Vicenza, Bentegodi di Verona e l’Olimpico di Torino. 

Sono stati affissi striscioni con il nome della squadra e il testo: “ritiro in Trentino? Dove ammazzano gli Orsi? Anche no!”

Molte società calcistiche scelgono di fare i loro ritiri estivi in Trentino. I motivi della scelta sono: il clima favorevole, la bellezza naturale, l’ospitalità, i prezzi vantaggiosi.

Caratteristiche  che si possono riscontrare  in  tutte le regioni italiane.

Mentre c’è una ragione  etica  per evitare  il Trentino: ed è la persecuzione cui sono sottoposti gli Animali Liberi, Orsi, Lupi, Sciacalli, Cervi, Marmotte…  perfino i Cormorani!

E poi c’è la tragica situazione dell’Orso rinchiuso al Casteller, presso  Trento:  Papillon, cui continuano a negare la libertà e anche il trasferimento in un ambiente migliore: trasferimento possibile e senza spese, ma rifiutato dalla Giunta di Trento.

Chiediamo alle società sportive di Padova, Vicenza, Verona e Torino di riconsiderare  la scelta  del Trentino: questa regione va evitata, finché non cambierà la linea  anti-Animali di chi la governa.

MOVIMENTO CENTOPERCENTOANIMALISTI

Auto ignora l’alt e finisce in un fossato: un occupante in ospedale

L’auto si schianta, si ribalta e finisce in un fosso dopo che i due occupanti hanno ignorato l’alt; uno è stato trasportato in ospedale, l’altro è fuggito. È successo nella notte del 4 giugno a Salassa, in via Cavalier Botta, quando due uomini hanno ignorato l’alt imposto dai carabinieri della stazione di Cuorgné. Stando alla ricostruzione, la vettura in fuga, viaggiando a forte velocità e fuori controllo, ha prima abbattuto un palo della Telecom e poi è finita in una scarpata a lato della strada.

A bordo dell’auto, dopo il mancato stop obbligatorio, il veicolo si è schiantato, si è ribaltato e ha terminato la corsa in un fossato. Uno dei due è stato trasportato in ospedale, mentre l’altro si è allontanato a piedi.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Rivarolo Canavese per liberare l’uomo rimasto incastrato nell’abitacolo e i soccorsi del 118 Azienda Zero, che lo hanno trasportato all’ospedale di Cuorgné; le sue condizioni non risultano preoccupanti. L’altro occupante è riuscito a fuggire a piedi nel buio, facendo perdere le proprie tracce.

VI.G

La “Truffa si camuffa” fa tappa alla Crocetta

Prosegue la campagna preventiva nei mercati della Città

Terza tappa nei mercati torinesi della campagna “La truffa si camuffa”. Ieri

il nuovo mezzo attrezzato della Polizia Locale di Torino ha sostato al mercato della Crocetta, dopo essere stato, nelle scorse settimane, al mercato di corso Racconigi e di corso Cincinnato.

L’ufficio mobile permette agli agenti di presidiare direttamente le strade e i quartieri, offrendo supporto, materiale informativo e consulenza per difendersi dai raggiri. Opera come presidio itinerante a partire dalle attività di prevenzione e contrasto alle truffe del progetto “La truffa si camuffa” attualmente in corso. Nelle prossime settimane prevedrà altri appuntamenti specifici nei luoghi più frequentati in modo particolare delle persone più anziane e a rischio raggiri, come il mercato di piazza Foroni l’11 giugno e quello di via Onorato Vigliani il 18 giugno. Ma anche centri anziani, bocciofile, giardini e Asl. Qui si possono vedere i video della campagna, ricevere materiale informativo e consigli utili per aumentare la propria consapevolezza rispetto ai meccanismi di imbroglio più frequenti e pericolosi.

L’iniziativa, promossa dalla Città di Torino con il Corpo di Polizia Locale, si aggiunge al pattugliamento attivo nelle piazze e nelle vie della città e al ricco calendario di conferenze e seminari organizzati in tutte le Circoscrizioni, focalizzati sulle tecniche più diffuse di raggiro (porta a porta, digitale, telefonico) e sulle migliori azioni da mettere in campo per evitarle. L’obiettivo rimane sempre lo stesso: spiegare le truffe più diffuse che stanno circolando, per aumentare consapevolezza e capacità di riconoscimento. Ma anche fornire indicazioni su cosa fare se la truffa dovesse verificarsi: chi chiamare e come comportarsi.

Anche questa mattina al mercato della Crocetta era presente l’assessore alla Polizia Locale e alla Sicurezza della Città di Torino Marco Porcedda: “L’obiettivo è quello di informare su quali sono le truffe più diffuse oggi, quali gli strumenti da poter mettere in campo per evitare di essere truffati e, se
dovesse capitare, cosa fare per cercare di trovare una soluzione. Il 112 è sempre il numero di riferimento per qualsiasi necessità e, come ripetiamo sempre, bisogna ricordarsi che qualsiasi cosa che vi mette molta fretta è sempre qualcosa che ci deve riflettere sulla necessità di effettuare veramente con rapidità quell’azione. Sono molto probabilmente delle truffe ed è sempre meglio pensarci prima. Oggi le truffe più diffuse – prosegue Porcedda – continuano ad essere quelle che sfruttano gli smartphone, quindi SMS, email e whatsapp. Ma anche le truffe presso le abitazioni in cui chi commette il raggiro si spaccia o per falso tecnico del gas o per un appartenente alle forze di polizia. Oggi siamo qui perchè i mercati sono gli ambienti che le persone anziane e quelle che hanno più necessità di essere tutelate, frequentano maggiormente. Vogliamo essere prossimi, vicini e arrivare fin dove la necessità è più sentita. Quindi la presenza nei mercati ci è sembrata la scelta più logica per poter procedere con questo percorso”.

TorinoClick

Incendio in un appartamento: frigo va a fuoco, 3 persone in ospedale

Un improvviso cortocircuito al frigorifero ha scatenato un incendio in un appartamento al pianterreno. È quanto accaduto nella mattinata di oggi in Borgo Vittoria, in un palazzo di via Cardinal Massaia, al civico 21.

Dall’apparecchio si è alzata una fitta coltre di fumo che in breve ha risalito la tromba delle scale, invadendo i piani superiori e rendendo inagibile un alloggio al secondo piano. Sul posto sono accorse immediatamente le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Corso Regina Margherita: i pompieri hanno domato le fiamme e tratto in salvo tre persone, rimaste intrappolate dal fumo e rifugiate sul balcone.

I tre sono stati soccorsi dal personale sanitario del 118 e trasportati in codice verde all’ospedale Maria Vittoria per accertamenti e cure per inalazione di fumi; le loro condizioni non risultano comunque preoccupanti. Sul posto sono intervenute anche le volanti della Polizia di Stato per i rilievi e gli accertamenti del caso.

VI.G