CRONACA

“E-STATE in Legalità” al parco del Valentino

Si è svolta ieri, al Parco Valentino di Torino presso la sede del Reparto a Cavallo della Polizia di Stato, l’iniziativa “E-STATE in Legalità”, promossa dalla Questura di Torino e realizzata in collaborazione con il Centro Estivo dell’Oratorio della Chiesa Santa Giulia.
L’evento ha visto la partecipazione di bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni, coinvolti in attività formative e momenti di confronto dedicati ai temi della legalità, del rispetto delle regole e della convivenza civile.
Nel corso della mattinata, le diverse articolazioni della Polizia di Stato hanno proposto attività informative e dimostrative sulle rispettive competenze. La Divisione Polizia Anticrimine ha affrontato i temi della violenza di genere nell’ambito della campagna permanente “Questo non è amore”, nonché quelli del bullismo e del cyberbullismo. L’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha presentato le attività svolte dagli Artificieri, dalle Unità Cinofile e dalle Unità a Cavallo, illustrando inoltre le funzionalità dell’applicazione YouPol.
Particolare interesse hanno suscitato le dimostrazioni pratiche curate dall’Ufficio Sanitario Provinciale, dedicate alle manovre di rianimazione cardiopolmonare, mentre il personale della Polizia Ferroviaria ha illustrato il progetto “Train to be cool”, volto a promuovere comportamenti corretti e sicuri in ambito ferroviario.
La Polizia Stradale ha invece sensibilizzato i partecipanti sui temi dell’educazione stradale e della sicurezza, affrontando argomenti differenziati in base alle fasce d’età e fornendo indicazioni utili sul corretto comportamento di pedoni, ciclisti e conducenti di veicoli, nonché sull’importanza dei dispositivi di protezione e sicurezza.

All’ospedale di Rivoli due studi sul sangue

 

Due progetti di ricerca di rilevanza nazionale e internazionale sulle patologie cardiovascolari coinvolgono la Cardiologia dell’Ospedale di Rivoli diretta da Ferdinando Varbella e, più precisamente, l’Emodinamica, confermando il ruolo attivo dell’Asl To3 nella ricerca clinica.

Si tratta di due studi che, per aspetti differenti, affrontano il tema della coagulazione del sangue e dell’utilizzo dei farmaci anticoagulanti-antiaggreganti.

Il primo è lo studio “DESC-HBR”, promosso dall’Università degli Studi di Messina, che coinvolge 200 pazienti a livello nazionale e un network di centri di eccellenza italiani: l’Ospedale di Rivoli risulta uno dei protagonisti tra i centri partecipanti per numero di arruolamenti.

L’obiettivo dello studio è quello di trovare un perfetto equilibrio tra la “protezione” dello stent coronarico contro la formazione di coaguli (trombosi) offerta dai farmaci antiaggreganti e il pericolo di emorragie in pazienti “fragili”, ossia soggetti ad alto rischio emorragico, come gli anziani, le persone con anemia o con insufficienza renale.

L’uso di farmaci antiaggreganti molto potenti, infatti, se da un lato riduce il rischio di un nuovo infarto, dall’altro aumenta il pericolo di sanguinamenti gravi. Siccome il rischio di trombosi dello stent o di nuovi infarti è massimo nei primi 30 giorni dopo il primo infarto, superata questa soglia critica lo studio DESC-HBR prevede di personalizzare la cura riducendo l’intensità della terapia antiaggregante.

Questo avviene testando tre diverse strategie di de-escalation (utilizzando farmaci più mirati o a dosaggio ridotto) confrontate con la terapia standard a pieno dosaggio. La strategia ideale viene valutata misurando l’efficacia biologica direttamente attraverso test specifici della funzione piastrinica svolti in ospedale, con l’obiettivo di raggiungere una “reattività piastrinica ottimale”. Il monitoraggio clinico, invece, serve a verificare la riduzione dei sanguinamenti, la qualità della vita e la corretta assunzione dei farmaci da parte del paziente.

I vantaggi che può offrire questo progetto di ricerca sono molteplici: genera un contributo concreto alla transizione da una terapia “uguale per tutti” ad una medicina di precisione, basata sul rischio del singolo; mira a migliorare la sostenibilità delle cure per il Servizio Sanitario, poiché ridurre le emorragie significa avere potenzialmente meno accessi in Pronto Soccorso e una riduzione dei ricoveri prolungati; infine, mira a prevenire anche le complicanze minori, aumentando di fatto la soddisfazione del paziente e migliorando l’aderenza alla cura.

Il secondo studio, “CHAMPION”, è invece effettuato nei pazienti che soffrono di fibrillazione atriale e ha l’obiettivo di stabilire se la chiusura dell’auricola sinistra mediante l’utilizzo di un apposito dispositivo sia un’alternativa ragionevole all’assunzione delle terapie anticoagulanti: questa tecnica viene già utilizzata nei pazienti che hanno una controindicazione assoluta o relativa all’utilizzo di questi farmaci, che agiscono sì come inibitori della trombina riducendo gli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale, ma hanno come limiti l’aderenza alla terapia da parte dei pazienti e i sanguinamenti.

L’Ospedale di Rivoli è tra le prime sei strutture in Europa per numero di arruolamenti, avendo coinvolto 15 pazienti in questo progetto. La ricerca prende in esame 3 mila pazienti, selezionati tra coloro che possono assumere questo tipo di anticoagulanti, non hanno malattie vascolari, non hanno avuto infarti miocardici, stroke, attacchi ischemici transitori cerebrali o sanguinamento maggiore entro 30 giorni prima dell’arruolamento.

Il campione è suddiviso in due gruppi di pari numero: al primo viene somministrato il farmaco, al secondo viene praticata la chiusura dell’auricola sinistra. I risultati, a tre anni dall’inizio dello studio, dimostrano che non c’è inferiorità di sicurezza, né di efficacia tra i due metodi rispetto all’obiettivo primario, ossia morte cardiovascolare, stroke ed embolia sistemica.

La chiusura dell’auricola sinistra riduce in maniera significativa i sanguinamenti rilevanti clinicamente non derivanti da procedure invasive. Tra cinque anni saranno valutati ulteriori parametri riguardanti tutti gli eventi tromboembolici, fornendo preziosi dati alla letteratura scientifica internazionale.

Liberata dalla Libia la pro Pal piemontese arrestata

Rientra oggi con un volo di Stato, un mese dopo la cattura e 30 giorni nella cella di sicurezza di una caserma libica Dina Alberizia, attivista pro Pal astigiana. Lo ha annunciato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il 24 maggio  l’ex insegnante astigiana con altri 9 attivisti  della Flottilla era stata fermata dopo aver varcato il confine tra Libia Ovest e Libia Est.

Il mercato immobiliare torinese cresce più della media nazionale

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I DATI DI FIMAA TORINO

Il mercato immobiliare torinese accelera la crescita e chiude il 2025 con risultati superiori alla media nazionale.  A fronte di una crescita del mercato residenziale a livello nazionale del 6,4%, le compravendite nel Comune di Torino sono aumentate del 6,8% mentre la Città Metropolitana registra un incremento del 9,2%, confermando il territorio torinese tra i più dinamici del Paese.

A sostenere il mercato il ritorno dei mutui, la crescente domanda di abitazioni energeticamente efficienti, gli investimenti destinati alla locazione e i processi di rigenerazione urbana che interessano diverse aree della città e della cintura.

Quotazioni in lieve crescita, ma prezzi ancora competitivi rispetto alle principali città italiane.

Questo il quadro delineato dalla 27ª edizione del Borsino Immobiliare Torino e Provincia, realizzato da FIMAA Torino, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari aderente ad Ascom Confcom Torino e provincia.

«I dati del 2025 confermano la solidità del mercato immobiliare torinese e la sua capacità di attrarre famiglie, investitori e giovani professionisti – sottolinea Beatrice Pinelli, presidente di FIMAA Torino – Il ritorno dei mutui a condizioni più favorevoli ha consentito a molte famiglie di tornare sul mercato e ha sostenuto una crescita delle compravendite superiore alla media nazionale. Osserviamo inoltre una domanda sempre più attenta alla qualità degli immobili, all’efficienza energetica e al contesto urbano. Torino continua a offrire quotazioni competitive rispetto alle principali città italiane e questo rappresenta un importante fattore di attrattività per famiglie e investitori.»

«Il Borsino FIMAA dice chiaramente che Torino cresce più della media nazionale – evidenzia Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Confcom Torino e provincia –. Ma quella crescita non riguarda solo il capoluogo: riguarda un territorio ampio e articolato che si estende dalle cinture urbane alle colline, dalle valli alpine ai borghi del Canavese, dove il mercato immobiliare sta assumendo anche una funzione nuova — di ripopolamento e di attrattività turistica e commerciale. È la fotografia di una provincia che torna a essere desiderabile. E quella desiderabilità non è un fatto naturale: dipende dalla qualità dei servizi, dalla presenza del commercio, dalla capacità di tenere vivi i luoghi. Dove il tessuto commerciale regge, il valore immobiliare sale. Dove si rompe, scende — e lo documenta lo stesso Osservatorio FIMAA. È per questo che per noi il nuovo Piano Regolatore non è una questione meramente tecnica: è una scelta su che città — e che territorio — vogliamo essere. Abbiamo chiesto e ottenuto che venisse limitata la conversione dei negozi sfitti in abitazioni. Non ci fermiamo qui».»

Particolarmente significativo è infatti l’andamento del comparto non residenziale.

Nel corso del 2025 sono aumentate del 25,4% le compravendite di uffici nella Città Metropolitana di Torino, mentre negozi e laboratori hanno registrato una crescita dell’11%, evidenziando un rinnovato dinamismo delle attività economiche e professionali.

Tra i fenomeni più rilevanti evidenziati dagli operatori immobiliari emerge inoltre il crescente interesse per le abitazioni ad alte prestazioni energetiche, considerate sempre più un elemento determinante nelle scelte di acquisto. Parallelamente, continua il processo di valorizzazione delle aree interessate da interventi di riqualificazione urbana e dai progetti infrastrutturali che coinvolgeranno Torino nei prossimi anni.

Anche il mercato immobiliare turistico conferma la propria attrattività. Le località dell’Alta Valle di Susa e della Vialattea chiudono il 2025 con un incremento complessivo delle compravendite, che passano da 928 a 978 NTN (+5,4%). A trainare la crescita sono soprattutto Sestriere, Cesana Torinese, Pragelato e Bardonecchia, che confermano il loro ruolo di principali poli turistici della montagna torinese. In lieve flessione Oulx e Sauze d’Oulx, senza tuttavia modificare il quadro complessivamente positivo del comparto.

«Torino dispone oggi di importanti opportunità di sviluppo legate ai progetti di rigenerazione urbana, al nuovo Piano Regolatore e agli investimenti infrastrutturali previsti nei prossimi anni» conclude la presidente Pinelli«Si tratta di elementi che potranno contribuire ulteriormente a rafforzare l’attrattività del territorio e a sostenere il mercato immobiliare nel medio periodo. Anche le località turistiche dell’Alta Valle di Susa continuano a rappresentare un mercato particolarmente interessante: il 2025 ha confermato la vitalità della Vialattea e del polo di Bardonecchia, che continuano ad attrarre acquirenti provenienti non solo dal Piemonte e dalla Lombardia, ma anche dall’estero, in particolare dalla Francia e dai Paesi del Nord Europa.»

 

VOLUMI DI COMPRAVENDITA DEL RESIDENZIALE

Nel 2025 il mercato immobiliare ha consolidato la ripresa avviata l’anno precedente, registrando una crescita significativa delle compravendite. La Città di Torino ha fatto segnare 16.151 compravendite residenziali, con un incremento del 6,8% rispetto al 2024. Nell’intera Città Metropolitana di Torino le transazioni sono salite a 37.793 unità, evidenziando una crescita del 9,2%.

La Città Metropolitana di Torino si conferma il principale mercato immobiliare del Piemonte, concentrando oltre il 53% di tutte le compravendite regionali. Anche nel 2025 la Periferia Sud-Ovest si conferma l’area urbana più dinamica, con 5.554 compravendite (34,4% del totale cittadino). Particolarmente significativo il risultato della Collinare Oltrepo, che registra una crescita del 25,5%, mentre tutte le macroaree urbane mostrano variazioni positive.

Macroaree
urbane

NTN 2025

Variazione 2025/2024

Quota NTN 2025

COLLINARE OLTREPO

648

+25,5%

4,0%

NUOVA TORINO

2.685

+5,2%

16,6%

PERIFERIA NORD

3.840

+5,0%

23,8%

PERIFERIA SUD-OVEST

5.554

+7,8%

34,4%

TORINO STORICA

1.271

+3,5%

7,9%

VECCHIA TORINO

2.146

+7,6%

13,3%

TOTALE TORINO

16.151

+6,8%

100,0%

Nella provincia il mercato immobiliare ha registrato nel 2025 una crescita diffusa e generalizzata. Le compravendite residenziali sono aumentate complessivamente del 9,2%, confermando il rafforzamento della ripresa già avviata l’anno precedente.

Tutte le macroaree provinciali hanno evidenziato un andamento positivo. Gli incrementi più significativi si registrano nella Zona Collinare (+14,9%), nel Canavese (+14,0%), nella Cintura Sud (+13,7%), nella Cintura Nord (+13,3%) e nell’Eporediese (+13,1%). Molto positivo anche l’andamento della Val Sangone (+11,9%) e dell’Area Sciistica (+10,9%), che torna a crescere dopo la flessione registrata nel 2024.

La Cintura Ovest si conferma la macroarea provinciale con il maggior numero di compravendite (5.062 transazioni, pari al 13,4% del totale provinciale), seguita dalla Cintura Nord (3.651 transazioni) e dal Canavese (1.861 transazioni).  Anche le aree montane mostrano segnali incoraggianti, con incrementi del 7,7% nelle Zone Montane Nord e del 6,5% nelle Zone Montane Ovest.

Macroaree
provinciali

NTN 2025

Variazione 2025/2024

Quota NTN 2025

AREA SCIISTICA

1.138

+10,9%

3,0%

BASSA VAL SUSA

1.353

+8,4%

3,6%

CANAVESE

1.861

+14,0%

4,9%

CINTURA NORD

3.651

+13,3%

9,7%

CINTURA OVEST

5.062

+9,8%

13,4%

CINTURA SUD

1.530

+13,7%

4,0%

EPOREDIESE

1.116

+13,1%

3,0%

PINEROLESE

1.330

+5,5%

3,5%

VAL SANGONE

743

+11,9%

2,0%

ZONA COLLINARE

1.724

+14,9%

4,6%

ZONE MONTANE NORD

1.080

+7,7%

2,9%

ZONE MONTANE OVEST

1.055

+6,5%

2,8%

TORINO CAPOLUOGO

16.151

+6,8%

42,7%

TOTALE PROVINCIA

37.793

+9,2%

100,0%

QUOTAZIONI IN CRESCITA E MERCATO SEMPRE PIÙ SELETTIVO

Nel 2025 le quotazioni residenziali hanno confermato una tendenza moderatamente positiva. A Torino la quotazione media si attesta a circa 2.240 €/m², in crescita rispetto all’anno precedente, mentre nell’intera provincia l’aumento dei valori si mantiene più contenuto ma diffuso. Il mercato continua a premiare gli immobili ben posizionati, efficienti dal punto di vista energetico e inseriti in contesti urbani dotati di servizi e collegamenti.

Le variazioni più significative si registrano nelle aree interessate da processi di riqualificazione urbana e da una crescente attrattività residenziale. Tra le macroaree cittadine spiccano la Nuova Torino (+3,4%) e la Vecchia Torino (+3,0%), mentre la Torino Storica continua a mantenere i valori più elevati dell’intero mercato urbano. Anche la Collinare Oltrepo evidenzia un ulteriore aumento dei prezzi (+1,7%), confermandosi tra le aree più richieste.

Prosegue inoltre l’interesse degli investitori per le zone centrali e semicentrali, sostenuto dalla domanda di locazioni universitarie, transitorie e turistiche. L’offerta disponibile resta limitata, soprattutto per gli immobili di qualità medio-alta, contribuendo a sostenere i valori di mercato.

PREFERENZE DIMENSIONALI E PROFILO DELLA DOMANDA

La domanda continua a concentrarsi prevalentemente sugli appartamenti di dimensioni medio-piccole e medio-grandi, con una particolare attenzione alle soluzioni comprese tra 50 e 115 mq, considerate il miglior compromesso tra budget, funzionalità e costi di gestione.

Nella Città Metropolitana la superficie media delle abitazioni compravendute si mantiene prossima ai 100 mq, mentre nel capoluogo si conferma intorno agli 83 mq. Cresce l’interesse per immobili già pronti all’uso o recentemente ristrutturati, soprattutto da parte delle famiglie che intendono limitare gli investimenti successivi all’acquisto e beneficiare di una migliore efficienza energetica.

In provincia continua, inoltre, a mantenere un ruolo importante il mercato delle abitazioni di ampia metratura, particolarmente richieste nelle aree collinari e nei comuni della cintura, dove la disponibilità di spazi più generosi rappresenta ancora un importante elemento di attrattività.

ANDAMENTO DI UFFICI E NEGOZI

Il comparto non residenziale ha mostrato nel 2025 una dinamica complessivamente positiva. Il mercato degli uffici ha registrato 529 transazioni normalizzate nell’area metropolitana, in crescita del 25,4% rispetto all’anno precedente, di cui 326 nel capoluogo (+28,3%) e 203 nei comuni della provincia (+20,8%).

Per quanto riguarda i negozi e i laboratori, le transazioni sono state 2.202 nell’area metropolitana, con una crescita dell’11,0%, di cui 1.324 nel capoluogo (+3,1%) e 878 nel resto della provincia (+25,6%).

Torino si conferma inoltre tra i mercati commerciali più dinamici a livello nazionale. Con un IMI pari al 3,74%, in aumento di 0,15 punti percentuali rispetto al 2024, il capoluogo piemontese risulta la città italiana con il più elevato indice di intensità del mercato per il secondo anno consecutivo. Anche le quotazioni dei negozi risultano in crescita, con un incremento medio del 2,8% rispetto all’anno precedente e una quotazione media pari a 1.557 €/m². I valori restano inferiori rispetto alle grandi piazze come Milano e Venezia, ma confermano il buon equilibrio tra prezzi e dinamismo del mercato torinese.

ACCESSO AL CREDITO E TENDENZE DELLA LOCAZIONE

Il 2025 ha confermato il miglioramento delle condizioni di accesso al credito, favorendo la ripresa del mercato immobiliare. I tassi medi sui nuovi mutui destinati all’acquisto dell’abitazione si sono attestati intorno al 3,4%, contribuendo alla crescita delle compravendite residenziali.

Parallelamente, il mercato della locazione continua a mostrare una domanda molto sostenuta. Nel 2025 i nuovi contratti di locazione abitativa hanno superato quota 1.024.000, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Particolarmente significativo l’aumento dei contratti agevolati a canone concordato (+5,9%) e dei contratti per studenti universitari (+6,0%), a conferma della crescente ricerca di formule abitative economicamente sostenibili.

La forte pressione della domanda continua, inoltre, a riflettersi sui canoni di locazione, cresciuti mediamente del 4,9% nel corso del 2025.

L’offerta disponibile resta insufficiente a soddisfare le esigenze del mercato, soprattutto nelle città universitarie e nei principali centri urbani, determinando una crescente competizione per gli immobili disponibili e rafforzando il ruolo dei contratti a canone concordato come strumento di equilibrio tra esigenze dei proprietari e sostenibilità per gli inquilini.

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Il Borsino Immobiliare FIMAA Torino offre una panoramica dettagliata dei prezzi degli immobili e analizza l’andamento del mercato attraverso dati raccolti dall’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e le segnalazioni degli agenti immobiliari sul territorio.

Siccità, Confagricoltura: “servono invasi, reti irrigue e una strategia”

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Allasia: “L’acqua è la prima infrastruttura dell’agricoltura. Senza investimenti rischiano coltivazioni, allevamenti e competitività delle imprese”

I livelli dei corsi d’acqua piemontesi e il progressivo peggioramento delle condizioni idriche registrato nelle ultime settimane riportano al centro una questione che l’agricoltura conosce bene da anni: la disponibilità di acqua non può più essere considerata un fattore scontato.

Le segnalazioni provenienti dal territorio evidenziano una situazione che richiede attenzione. Il Tanaro, principale affluente piemontese del Po, presenta portate fortemente inferiori alla norma e anche il Po, nel tratto torinese, registra valori particolarmente bassi per il periodo. Nel complesso, dall’inizio dell’anno le precipitazioni in Piemonte risultano inferiori di circa il 10% rispetto alla media storica, dopo un mese di maggio particolarmente asciutto e caratterizzato da temperature elevate.

Per Confagricoltura Piemonte questi segnali confermano la necessità di accelerare gli investimenti sulle infrastrutture idriche. “Il cambiamento climatico – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – non è più una prospettiva ma una realtà con la quale le imprese agricole devono confrontarsi ogni giorno. Alterniamo periodi di precipitazioni intense a lunghi intervalli siccitosi. Per questo occorre trattenere l’acqua quando è disponibile e renderla utilizzabile nei momenti di necessità”.

Secondo Confagricoltura Piemonte la priorità è realizzare nuovi invasi e completare con sollecitudine quelli già programmati, potenziare la capacità di accumulo diffusa sul territorio e proseguire nella modernizzazione della rete irrigua, riducendo le perdite e aumentando l’efficienza nella distribuzione della risorsa.

“L’acqua è la prima infrastruttura dell’agricoltura. Senza acqua – prosegue Allasia – non ci sono raccolti, non ci sono foraggi e vengono messe a rischio intere filiere produttive, a partire da quelle zootecniche che rappresentano una componente fondamentale dell’agroalimentare piemontese”. La disponibilità idrica riguarda infatti non soltanto le colture irrigue, ma anche la produzione di mais, prati e foraggi destinati all’alimentazione animale, con effetti che possono estendersi all’intera filiera lattiero-casearia e alle produzioni di carne.

Confagricoltura Piemonte sottolinea inoltre come gli investimenti in infrastrutture idriche debbano essere considerati opere strategiche per lo sviluppo regionale, al pari delle grandi infrastrutture di trasporto e logistica. “Non possiamo affrontare ogni estate come un’emergenza. Servono programmazione, visione e investimenti. Il Piemonte dispone di competenze tecniche, consorzi irrigui efficienti e professionalità di alto livello. Occorre mettere a sistema queste risorse e realizzare le opere necessarie per garantire acqua all’agricoltura, all’ambiente e alle comunità locali. La sicurezza idrica – conclude Allasia – sarà una delle condizioni fondamentali della competitività agricola dei prossimi decenni”.

Missione Arcobaleno 25 anni dopo

A TORINO LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CHE RACCONTA L’IMPEGNO DEI VOLONTARI PIEMONTESI IN ALBANIA

A oltre venticinque anni da una delle più importanti esperienze di solidarietà internazionale promosse dal sistema delle Regioni italiane, Anpas Comitato Regionale Piemonte e Croce Verde Torino organizzano la presentazione del volume “1999-2024 Missione Arcobaleno 25 anni dopo: i racconti dei volontari piemontesi al campo di accoglienza di Valona” di Dante Paolo Ferraris.

L’appuntamento è in programma martedì 30 giugno 2026 alle ore 18, presso la sede della Croce Verde Torino, in via Tommaso Dorè 4. L’autore sarà presente per dialogare con il pubblico e ripercorrere una pagina significativa della storia del volontariato e della protezione civile piemontese.

Il libro raccoglie fotografie, testimonianze e ricordi dei protagonisti della Missione Arcobaleno, l’intervento umanitario avviato nel 1999 in risposta all’emergenza provocata dalla guerra nei Balcani e dall’esodo di migliaia di profughi kosovari. In quell’occasione dal Piemonte partì la prima colonna mobile regionale di protezione civile diretta in Albania, con il compito di contribuire all’accoglienza e all’assistenza delle popolazioni in fuga dal conflitto.

Presso l’ex campo volo di Valona venne realizzata una vasta tendopoli destinata a ospitare migliaia di persone. Un impegno straordinario che vide coinvolti numerosi volontari delle Pubbliche Assistenze Anpas, operatori di protezione civile e funzionari degli enti locali, chiamati a mettere a disposizione competenze, mezzi e capacità organizzative in un contesto di emergenza internazionale.

Attraverso le voci di chi partecipò direttamente alla missione, il volume restituisce il valore umano e civile di quell’esperienza, offrendo una testimonianza preziosa sul ruolo svolto dal volontariato organizzato e dalle istituzioni locali nella gestione delle emergenze e nella costruzione di percorsi concreti di solidarietà.

L’incontro rappresenterà un’occasione per ricordare l’impegno di centinaia di volontarie e volontari piemontesi e per riflettere sull’attualità dei valori di accoglienza, cooperazione e servizio alla comunità che continuano a caratterizzare l’azione del sistema Anpas e della protezione civile.

Addio a Cristiana, sorella di Gianni Agnelli

È mancata  nella sua casa di Venezia, a 99 anni, Cristiana Brandolini d’Adda. Era figlia di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte di San Faustino e nipote di Giovanni Agnelli il fondatore della Fiat. Lei era l’ultima esponente in vita della sua generazione: le sorelle Clara, Susanna e Maria Sole e i fratelli Gianni, l’Avvocato e Giorgio e Umberto.

Nello scontro con un’auto sulla statale muore motociclista

Un motociclista di 53 anni è morto nel pomeriggio di oggi in uno scontro con un’auto avvenuto a Bollengo, sulla strada statale 228, nei pressi del distributore Q8. Il ferito è stato soccorso dall’elicottero del 118 ma è deceduto poco dopo per i gravi traumi riportati.

Protocollo d’Intesa per la Sicurezza Cibernetica

È stato rinnovato oggi presso la Questura di Torino il Protocollo d’Intesa tra il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Piemonte e Valle d’Aosta e Infratrasporti Torino, finalizzato alla prevenzione e al contrasto dei crimini informatici.
La Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica opera quotidianamente per tutelare l’integrità e la funzionalità delle reti informatiche delle infrastrutture strategiche del Paese. A questo scopo, il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche coordina le attività, avvalendosi dei presidi territoriali presenti in ogni regione. Inoltre, grazie a una sala operativa attiva 24 ore su 24, rappresenta il punto di contatto nazionale e internazionale per la gestione tempestiva degli eventi critici.
L’accordo rafforza una collaborazione strategica per la protezione delle infrastrutture critiche presenti sul territorio torinese grazie ad una strategia di costante condivisione informativa necessaria alla prevenzione e alla mitigazione delle minacce cyber.
La firma, avvenuta alla presenza del Sig. Questore di Torino dott. Massimo Gambino, del Dirigente del COSC Piemonte e Valle D’Aosta, Dott.ssa Assunta Esposito, del Presidente e Amministratore Delegato di Infra.To Prof. Ing. Bernardino Chiaia, conferma e rinnova l’impegno intrapreso di proseguire un percorso condiviso che ha già prodotto modelli operativi efficaci e che, con la firma odierna si pone l’obiettivo di produrne di più avanzati e aderenti alle nuove realtà operative.
Elemento centrale del protocollo, in linea di continuità con la precedente sottoscrizione, sarà la condivisione strutturata delle informazioni sugli eventi cyber più rilevanti per poter affrontare tempestivamente eventuali situazioni di emergenza e rafforzare l’efficacia delle azioni di contrasto.
Tra gli aspetti qualificanti dell’accordo rientra anche il potenziamento delle attività formative congiunte.
Gli specialisti della Polizia Postale e di Infra.To prenderanno parte a momenti di confronto dedicati alle vulnerabilità informatiche, alle nuove metodologie di protezione e agli scenari emergenti della cybersecurity. Un lavoro condiviso che contribuirà ad accrescere resilienza, capacità operative e innovazione.
  
Presidente e A.D. Infra.To Prof. Ing. Bernardino Chiaia: “Il rinnovo di questo Protocollo conferma la nostra attenzione al tema della sicurezza e della resilienza delle infrastrutture strategiche del territorio. Oggi la protezione delle reti e dei sistemi digitali è una componente essenziale per garantire continuità, affidabilità ed efficienza dei servizi pubblici.
 
La collaborazione con la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica rappresenta un valore nell’ambito di un approccio fondato sulla condivisione delle informazioni, sulla prevenzione e sullo sviluppo di competenze sempre più avanzate. Le minacce cyber evolvono rapidamente e richiedono strumenti, conoscenze e modelli operativi capaci di adattarsi con tempestività ai nuovi scenari.
 
Con questo rinnovo Infra.To ribadisce il proprio impegno a investire nella sicurezza, nell’innovazione e nella costruzione di un sistema sempre più capace di proteggere infrastrutture e cittadini, attraverso una collaborazione istituzionale concreta e orientata ai risultati».”
 
DIRIGENTE COSC POLIZIA POSTALE DOTT.SSA ESPOSITO: “Il protocollo è uno strumento prezioso per le attività istituzionali svolte dal nostro Centro ed è funzionale ad un dialogo continuo con le infrastrutture critiche presenti sul territorio di competenza poiché oggi i servizi essenziali sono sempre più dipendenti da sistemi digitali interconnessi. Questa sinergia ci consente pertanto di rafforzare una cultura e delle metodologie condivise di contrasto al cybercrime.”

Ecco la Sindone Visio Tattile

Giovedì 25 giugno, alle 10.30, presso la chiesa del Santissimo Sudario, in via Piave 14, verrà presentata ufficialmente la “Sindone visio-tattile”

Verrà presentata ufficialmente, giovedì 25 giugno prossimo, alle 10.30, presso la chiesa del Santissimo Sudario, in via Piave 14, a Torino, la “Sindone visio-tattile”, frutto di un lungo percorso di ricerca interdisciplinare e dell’impiego delle più avanzate tecnologie di elaborazione tridimensionale. La Sindone visio-tattile consente di percepire, in modo nuovo e coinvolgente, i segni i pressi sul Sacro Lino, offrendo una lettura inedita della sofferenza dell’uomo della Sindone. Leggera, trasportabile e concepita per favorire l’accessibilità delle persone con disabilità visiva, l’opera propone al tempo stesso un’esperienza sensoriale conoscitiva capace di coinvolgere ogni spettatore. Il progetto è promosso dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto e realizzato dalla Direzione Scientifica del Museo della Sindone; simfomda su un ricco patrimonio di studi scientifici, integrati con le più recenti acquisizioni tecnologiche e metodologiche. È stata realizzata da Nello Balossino, che è riuscito a mettere in evidenza, attraverso le colorazioni, le ferite che si possono toccare. Verranno annunciate alcune tappe del viaggio della riproduzione, che partirà da Bardonecchia e proseguirà nella sede un’associazione di non vedenti.

Intervengono Giorgio Gagna, presidente della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, Massimo Borghesi, presidente della Confraternita del Santissimo Sudario, Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone, Mauro Rubat Ors, presidente Cultores Sindonis, Vittorino Biglia, presidente UICI Torino, Ornella Valle, vicepresidente APRI ETS APS, e Marco Andriano, content creator digitale con disabilità visiva.

Mara Martellotta