CRONACA

Cantieri Metro: parlano i sindaci di Collegno Rivoli e Grugliasco

 “SERVONO RISPOSTE CERTE. INFRA.TO CHIUDA O RIDUCA I CANTIERI DOVE POSSIBILE” 

È una notizia purtroppo confermata: la ditta ICI (Italiana Costruzioni Infrastrutture) si stava occupando dei lavori civili e strutturali per il prolungamento della Linea 1 della metropolitana di Torino, specificamente nel tratto tra Collegno e Cascine Vica (Rivoli). Negli ultimi mesi è stata riportata dai giornali la notizia di una grave crisi finanziaria di ICI. 

È su questo sentore di notizie che i Sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli sono appena rientrati da un colloquio ufficiale con il Presidente e Amministratore Delegato di Infra.To, Bernardino Chiaia, durante il quale hanno affrontato direttamente la situazione del cantiere del prolungamento della metropolitana. Nel corso dell’incontro è stato ribadito che i cantieri di superficie devono essere ristretti o completati nel più breve tempo possibile, perché i disagi accumulati negli ultimi anni non sono più sostenibili per residenti, attività economiche e mobilità locale. È stata inoltre confermata la condizione di difficoltà economica della società ICI, attualmente in giudizio presso il Tribunale Fallimentare di Roma, chiedendo l’approvazione di un piano di rientro.

I tre Sindaci hanno chiesto una risoluzione celere da parte del Tribunale fallimentare di Roma per garantire continuità all’opera e tutelare l’interesse pubblico. 

Le Amministrazioni esprimono anche la loro vicinanza ai lavoratori del cantiere, che – come segnalato dalle organizzazioni sindacali – hanno maturato mesi di ritardi nei pagamenti degli stipendi. Una situazione grave, che richiede un intervento immediato e che impone, negli eventuali futuri appalti, l’inserimento di clausole di salvaguardia sociale per evitare che i lavoratori si trovino nuovamente in condizioni di incertezza.

“Una situazione che non può più essere considerata sostenibile – dichiarano i Sindaci Cavallone, Gaito ed Errigo –. Non è accettabile che un’opera di questa portata resti sospesa senza un cronoprogramma chiaro e senza garanzie sulla capacità dell’impresa di portare a termine i lavori. È indispensabile che Infra.To completi rapidamente le opere di superficie e che tutte le istituzioni coinvolte si assumano le proprie responsabilità”. Le tre Amministrazioni ricordano di aver sempre sostenuto con convinzione la realizzazione della metropolitana, consapevoli del ruolo fondamentale che questa infrastruttura riveste per la mobilità dell’intera area metropolitana torinese. Tuttavia, il protrarsi dei lavori e l’assenza di un quadro certo stanno generando criticità non più ignorabili.

Il Sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, afferma: “Collegno vive da oltre sette anni una trasformazione urbana complessa, con interi assi viari modificati, attività penalizzate e quartieri che attendono di tornare alla normalità. La metropolitana è un’opera strategica per tutta l’area ovest, ma oggi lo stallo del cantiere sta generando incertezza e preoccupazione. Non possiamo permettere che un’opera così importante resti sospesa nel limbo”.

Il Sindaco di Grugliasco, Emanuele Gaito, aggiunge: “Il nostro territorio vive da anni i disagi di un’opera incompiuta. È necessario che tutte le istituzioni coinvolte garantiscano tempi certi, risorse adeguate e un percorso chiaro per arrivare al completamento della metropolitana. I cittadini meritano risposte, non ulteriori attese”.

Il Sindaco di Rivoli, Alessandro Errigo, esprime ulteriore preoccupazione: “Rivoli convive da anni con un cantiere che ha modificato profondamente la vita dei quartieri e delle attività commerciali, senza che oggi si intraveda una data certa per la conclusione dei lavori. La nostra città, già esclusa dal sistema metropolitano e ferroviario, sta pagando un prezzo altissimo in termini di mobilità, accessibilità e qualità della vita. Abbiamo il progetto per la sistemazione di quel tratto di corso Francia con una parte di finanziamento già approvato e non vogliamo rischiare di perderlo. È indispensabile garantire la continuità dell’opera e valutare seriamente anche il prolungamento fino al centro cittadino, già progettato e approvato, per evitare di ritrovarci tra pochi anni con nuovi cantieri e nuovi disagi”.

Nel corso dell’incontro con Infra.To, i tre Sindaci hanno inoltre richiesto un aggiornamento puntuale sullo stato dei lavori e sui valori economici residui. Dai documenti forniti da Infra.To emerge un quadro aggiornato e dettagliato dello stato di avanzamento dei lavori, distinto per ciascun lotto dell’opera. Per il Lotto 1 del Prolungamento Ovest, relativo alle opere civili, alle finiture architettoniche e agli impianti non di sistema delle prima due fermate, Collegno Certosa e Collegno Centro, era stanziato un importo contrattuale di 75.011.352,52 euro. L’ultimo stato di avanzamento contabile indica un progresso dell’85,74%, con un valore dei lavori a finire pari a circa 9,9 milioni di euro, al netto delle lavorazioni già eseguite e non ancora contabilizzate.

Per il Lotto 2 del Prolungamento Ovest, anch’esso relativo alle opere civili, alle finiture architettoniche e agli impianti non di sistema delle seconde due fermate, Leumann e Cascinevica, l’importo contrattuale è pari a 90.756.746,77 euro. L’avanzamento al 31 gennaio 2026 risulta del 74,53%, mentre il valore complessivo dei lavori residui è di circa 22,2 milioni di euro. Tale importo comprende il completamento delle opere strutturali del pozzo PC3, le sistemazioni superficiali delle stazioni Leumann e Cascine Vica, gli interventi sul pozzo PC4 e la realizzazione del parcheggio di interscambio di Cascine Vica.

Per quanto riguarda il Comprensorio Tecnico di Collegno, il quadro economico si articola in due interventi distinti. L’ampliamento dell’officina manutenzione treni presenta un importo contrattuale pari a 6.728.489,20 euro, con un avanzamento del 78,86% e un valore dei lavori a finire di circa 1,5 milioni di euro, considerando anche le lavorazioni già eseguite e non ancora contabilizzate. Il nuovo deposito treni registra invece un importo contrattuale di 5.695.706,24 euro, con un avanzamento del 90,73% e un valore residuo dei lavori pari a circa 0,5 milioni di euro. Complessivamente, i lavori afferenti agli appalti in capo a ICI ammontano a 32,1 milioni di euro, mentre ulteriori 2 milioni riguardano appalti gestiti dal Consorzio Stabile Sinercons.

La denuncia dei tre Sindaci della Zona Ovest di Torino è chiara e diretta: “Chiediamo chiarezza immediata sul futuro dell’opera e tempi certi per il completamento, oltre che il rispetto dei livello occupazionali ed il rispetto dei pagamenti e dei diritti dei lavoratori che stanno costruendo la Metropolitana. È necessario che Infra.To trovi rapidamente il modo per chiudere i cantieri di superficie e che venga definito con precisione il fabbisogno tecnico ed economico in caso di nuovo affidamento. Serve un impegno concreto del Governo affinché la metropolitana venga riconosciuta come infrastruttura strategica nazionale e riceva le risorse necessarie e delle norme ad hoc di semplificazione burocratica per essere completata senza ulteriori ritardi”.

Furto alla casa d’aste: fermato un uomo e denunciata una donna

IN UN CAMPO NOMADI PARTE DEI PREZIOSI RUBATI.

Il blitz è scattato il 23 giugno mattina, alle prime luci dell’alba e ha visto coinvolti i Carabinieri della

Compagnia Torino San Carlo, delle unità API (Aliquote di primo Intervento) del Comando

Provinciale di Torino e quelli del 1° Reggimento “Piemonte” di Moncalieri (TO) nonché personale

dei Vigili del Fuoco di Torino e del 32° Genio Guastatori di Fossano (CN): l’obiettivo erano le

abitazioni del campo nomadi di Strada del Villaretto 71, zona nord della città, area ricompresa tra i

quartieri la Falchera e Madonna di Campagna.

Gli investigatori hanno effettuato perquisizioni capillari battendo tutta l’area anche mediante

l’utilizzo di metal detector dell’esercito e il risultato non è tardato ad arrivare: sono stati rinvenuti

diversi orologi di marche di pregio (Rolex, Longines, Zenith, Breitling, Eberhard e Frederique

Constant), gioielli in oro, pietre preziose e denaro contante per 13.300 euro; la provenienza illecita è

certa e alcuni dei beni sequestrati sarebbero riconducibili al maxi furto perpetrato il 7 giugno scorso

alla casa d’aste “Sant’Agostino” di Torino.

Un quarantatreenne di origine bosniaca, senza fissa dimora, è stato arrestato in stato di fermo di

polizia giudiziaria e tradotto in carcere a Torino mentre una donna, trentanovenne, è stata denunciata

in stato di libertà: sono entrambi gravemente indiziati del reato di “ricettazione in concorso” e

dovranno risponderne innanzi alla Procura della Repubblica di Torino che coordina le indagini.

 

ANPAS investe sui giovani, al Gif – Giovani in festa

Premiate le idee sulla crescita del volontariato

Gif-Giovani in festa ha animato Vinovo il 20 e 21 giugno scorso attraverso un programma diffuso tra il Parco del Castello della Rovere , la Cascina Don Gerardo e la Biblioteca civica. Promossa da ANPAS Comitato Regionale Piemonte, Croce Verde Vinovo, Candiolo, Piobesi, Oratorio Insieme in Famiglia, Consulta Giovani Generazione X e Comune di Vinovo, la manifestazione ha confermato la propria identità come spazio di incontro, crescita e partecipazione costruito dai giovani e per i giovani. Tra i momenti più significativi dell’edizione 2026, si è distinto il contest ANPAS “Generiamo impatto futuro”, iniziativa nata per promuovere la cittadinanza attiva e valorizzare la capacità produttiva delle nuove generazioni impegnate nel volontariato. Il contest ha coinvolto team di giovani volontari delle pubbliche assistenza ANPAS del Piemonte, chiamate a sviluppare idee e proposte, capaci di generare valore sociale e di poter essere replicata all’intorno della rete associativa e dei territori. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione per riflettere sui bisogni delle comunità locali, e trasformare le competenze in progetti strutturati. I partecipanti si sono confrontati su temi legati all’inclusione, alla partecipazione, al sostegno delle fragilità e alla promozione del volontariato, mettendo in luce la capacità dei giovani di interpretare le sfide contemporanee e di pensare proposte alternative. Il contest si inserisce all’interno di un percorso più ampio, portato avanti da ANPAS, per favorire il coinvolgimento dei giovani nella vita associativa e nella costruzione di servizi incentrati sul bene comune. Si tratta di un obiettivo che trova piena espressione nello spirito di Giovani in festa, manifestazione che, fin dalla sua nascita, ha scelto di affidare alle nuove generazioni un ruolo centrale anche come organizzatori dell’evento. Ad aggiudicarsi la prima edizione del contest “Generiamo impatto futuro” è stato il gruppo giovani della Croce Verde di Pinerolo con il progetto “First aid Room”. Il riconoscimento è stato conferito per aver sviluppato un’iniziativa distintasi per innovazione, replicabilità e valore educativo.

“First aid Room”, l’escape room del soccorso, utilizza la metodologia dell’educazione tra pari ‘Peer education’ per avvicinare i giovani al mondo del soccorso e del volontariato. Attraverso un approccio origi alé, interattivo e coinvolgente, il progetto promuove la cultura del primo soccorso, della solidarietà e della cittadinanza attiva, offrendo alla rete ANPAS un modello concreto e facilmente replicabile. Nel corso del fine settimana, l’area ANPAS ha inoltre proposto attività esperienziali e informative dedicate al volontariato. Attraverso ANPASopoli e Soccorritori per un’ora, i giovani hanno potuto sperimentare in modo diretto competenze, responsabilità e dinamiche operative tipiche del soccorso e della gestione delle emergenze. Accanto alle attività promosse da ANPAS, il festival ha offerto un programma articolato tra musica, creatività, tornei, giochi di ruolo, incontri culturali e momenti di approfondimento, valorizzando linguaggi e interessi diversi, favorendo l’incontro tra associazioni, istituzioni e mondo giovanile.

“In un società che troppo spesso racconta le nuove generazioni attraverso le difficoltà – ha precisato il presidente di ANPAS Piemonte, Vincenzo Sciortino – iniziative come questa dimostrano la loro capacità di proporre idee, assumersi responsabilità e ge errare cambiamento. Il volontariato deve continuare a offrire spazi in cui questa energia possa esprimersi e trasformarsi in impegno concreto. I progetti presentati al contest testimoniano creatività, sensibilità e attenzione al bene comune. Per ANPAS Piemonte, investire sui giovani significa investire sulla qualità delle nostre comunità e sul futuro stesso del volontariato. ‘Generiamo impatto futuro’ non è soltanto il no e di un percorso, ma un impegno collettivo che il Gif riesce a rappresentare nel modo migliore, celebrando la capacità dei ragazzi di costruire il futuro”.

Mara Martellotta

“E-STATE in Legalità” al parco del Valentino

Si è svolta ieri, al Parco Valentino di Torino presso la sede del Reparto a Cavallo della Polizia di Stato, l’iniziativa “E-STATE in Legalità”, promossa dalla Questura di Torino e realizzata in collaborazione con il Centro Estivo dell’Oratorio della Chiesa Santa Giulia.
L’evento ha visto la partecipazione di bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni, coinvolti in attività formative e momenti di confronto dedicati ai temi della legalità, del rispetto delle regole e della convivenza civile.
Nel corso della mattinata, le diverse articolazioni della Polizia di Stato hanno proposto attività informative e dimostrative sulle rispettive competenze. La Divisione Polizia Anticrimine ha affrontato i temi della violenza di genere nell’ambito della campagna permanente “Questo non è amore”, nonché quelli del bullismo e del cyberbullismo. L’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha presentato le attività svolte dagli Artificieri, dalle Unità Cinofile e dalle Unità a Cavallo, illustrando inoltre le funzionalità dell’applicazione YouPol.
Particolare interesse hanno suscitato le dimostrazioni pratiche curate dall’Ufficio Sanitario Provinciale, dedicate alle manovre di rianimazione cardiopolmonare, mentre il personale della Polizia Ferroviaria ha illustrato il progetto “Train to be cool”, volto a promuovere comportamenti corretti e sicuri in ambito ferroviario.
La Polizia Stradale ha invece sensibilizzato i partecipanti sui temi dell’educazione stradale e della sicurezza, affrontando argomenti differenziati in base alle fasce d’età e fornendo indicazioni utili sul corretto comportamento di pedoni, ciclisti e conducenti di veicoli, nonché sull’importanza dei dispositivi di protezione e sicurezza.

All’ospedale di Rivoli due studi sul sangue

 

Due progetti di ricerca di rilevanza nazionale e internazionale sulle patologie cardiovascolari coinvolgono la Cardiologia dell’Ospedale di Rivoli diretta da Ferdinando Varbella e, più precisamente, l’Emodinamica, confermando il ruolo attivo dell’Asl To3 nella ricerca clinica.

Si tratta di due studi che, per aspetti differenti, affrontano il tema della coagulazione del sangue e dell’utilizzo dei farmaci anticoagulanti-antiaggreganti.

Il primo è lo studio “DESC-HBR”, promosso dall’Università degli Studi di Messina, che coinvolge 200 pazienti a livello nazionale e un network di centri di eccellenza italiani: l’Ospedale di Rivoli risulta uno dei protagonisti tra i centri partecipanti per numero di arruolamenti.

L’obiettivo dello studio è quello di trovare un perfetto equilibrio tra la “protezione” dello stent coronarico contro la formazione di coaguli (trombosi) offerta dai farmaci antiaggreganti e il pericolo di emorragie in pazienti “fragili”, ossia soggetti ad alto rischio emorragico, come gli anziani, le persone con anemia o con insufficienza renale.

L’uso di farmaci antiaggreganti molto potenti, infatti, se da un lato riduce il rischio di un nuovo infarto, dall’altro aumenta il pericolo di sanguinamenti gravi. Siccome il rischio di trombosi dello stent o di nuovi infarti è massimo nei primi 30 giorni dopo il primo infarto, superata questa soglia critica lo studio DESC-HBR prevede di personalizzare la cura riducendo l’intensità della terapia antiaggregante.

Questo avviene testando tre diverse strategie di de-escalation (utilizzando farmaci più mirati o a dosaggio ridotto) confrontate con la terapia standard a pieno dosaggio. La strategia ideale viene valutata misurando l’efficacia biologica direttamente attraverso test specifici della funzione piastrinica svolti in ospedale, con l’obiettivo di raggiungere una “reattività piastrinica ottimale”. Il monitoraggio clinico, invece, serve a verificare la riduzione dei sanguinamenti, la qualità della vita e la corretta assunzione dei farmaci da parte del paziente.

I vantaggi che può offrire questo progetto di ricerca sono molteplici: genera un contributo concreto alla transizione da una terapia “uguale per tutti” ad una medicina di precisione, basata sul rischio del singolo; mira a migliorare la sostenibilità delle cure per il Servizio Sanitario, poiché ridurre le emorragie significa avere potenzialmente meno accessi in Pronto Soccorso e una riduzione dei ricoveri prolungati; infine, mira a prevenire anche le complicanze minori, aumentando di fatto la soddisfazione del paziente e migliorando l’aderenza alla cura.

Il secondo studio, “CHAMPION”, è invece effettuato nei pazienti che soffrono di fibrillazione atriale e ha l’obiettivo di stabilire se la chiusura dell’auricola sinistra mediante l’utilizzo di un apposito dispositivo sia un’alternativa ragionevole all’assunzione delle terapie anticoagulanti: questa tecnica viene già utilizzata nei pazienti che hanno una controindicazione assoluta o relativa all’utilizzo di questi farmaci, che agiscono sì come inibitori della trombina riducendo gli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale, ma hanno come limiti l’aderenza alla terapia da parte dei pazienti e i sanguinamenti.

L’Ospedale di Rivoli è tra le prime sei strutture in Europa per numero di arruolamenti, avendo coinvolto 15 pazienti in questo progetto. La ricerca prende in esame 3 mila pazienti, selezionati tra coloro che possono assumere questo tipo di anticoagulanti, non hanno malattie vascolari, non hanno avuto infarti miocardici, stroke, attacchi ischemici transitori cerebrali o sanguinamento maggiore entro 30 giorni prima dell’arruolamento.

Il campione è suddiviso in due gruppi di pari numero: al primo viene somministrato il farmaco, al secondo viene praticata la chiusura dell’auricola sinistra. I risultati, a tre anni dall’inizio dello studio, dimostrano che non c’è inferiorità di sicurezza, né di efficacia tra i due metodi rispetto all’obiettivo primario, ossia morte cardiovascolare, stroke ed embolia sistemica.

La chiusura dell’auricola sinistra riduce in maniera significativa i sanguinamenti rilevanti clinicamente non derivanti da procedure invasive. Tra cinque anni saranno valutati ulteriori parametri riguardanti tutti gli eventi tromboembolici, fornendo preziosi dati alla letteratura scientifica internazionale.

Liberata dalla Libia la pro Pal piemontese arrestata

Rientra oggi con un volo di Stato, un mese dopo la cattura e 30 giorni nella cella di sicurezza di una caserma libica Dina Alberizia, attivista pro Pal astigiana. Lo ha annunciato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il 24 maggio  l’ex insegnante astigiana con altri 9 attivisti  della Flottilla era stata fermata dopo aver varcato il confine tra Libia Ovest e Libia Est.

Cordoglio per la morte del collezionista Albera

A pochi giorni dalla inaugurazione della mostra “I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una a grande dinastia europea” in Consiglio Regionale, si è spento il collezionista Marco Albera che ha reso possibile questa esposizione

Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa di Marco Albera, già presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti e profondo conoscitore della storia sabauda oltre che insigne collezionista.
È venuto a mancare a pochi giorni di distanza dell’inaugurazione della sua ultima mostra, dal titolo “I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una  grande dinastia europea”, allestita nelle storiche sale di Palazzo Lascaris. Si tratta di un’esposizione di 24 dipinti originali provenienti dalla preziosa collezione di Marco Albera che, nel corso di decenni di ricerca minuziosa, ha raccolto oltre quattromila documenti, stampe, quadri, cimeli dal Cinquecento in poi. Ha anche fatto parte della Commissione Cultura della Città di Torino e della Fondazione Accorsi Ometto.
Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha espresso il proprio cordoglio nei confronti della moglie Luciana, dei figli Lorenzo e Michele e di tutti i suoi familiari.

MM

Siccità, Confagricoltura: “servono invasi, reti irrigue e una strategia”

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Allasia: “L’acqua è la prima infrastruttura dell’agricoltura. Senza investimenti rischiano coltivazioni, allevamenti e competitività delle imprese”

I livelli dei corsi d’acqua piemontesi e il progressivo peggioramento delle condizioni idriche registrato nelle ultime settimane riportano al centro una questione che l’agricoltura conosce bene da anni: la disponibilità di acqua non può più essere considerata un fattore scontato.

Le segnalazioni provenienti dal territorio evidenziano una situazione che richiede attenzione. Il Tanaro, principale affluente piemontese del Po, presenta portate fortemente inferiori alla norma e anche il Po, nel tratto torinese, registra valori particolarmente bassi per il periodo. Nel complesso, dall’inizio dell’anno le precipitazioni in Piemonte risultano inferiori di circa il 10% rispetto alla media storica, dopo un mese di maggio particolarmente asciutto e caratterizzato da temperature elevate.

Per Confagricoltura Piemonte questi segnali confermano la necessità di accelerare gli investimenti sulle infrastrutture idriche. “Il cambiamento climatico – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – non è più una prospettiva ma una realtà con la quale le imprese agricole devono confrontarsi ogni giorno. Alterniamo periodi di precipitazioni intense a lunghi intervalli siccitosi. Per questo occorre trattenere l’acqua quando è disponibile e renderla utilizzabile nei momenti di necessità”.

Secondo Confagricoltura Piemonte la priorità è realizzare nuovi invasi e completare con sollecitudine quelli già programmati, potenziare la capacità di accumulo diffusa sul territorio e proseguire nella modernizzazione della rete irrigua, riducendo le perdite e aumentando l’efficienza nella distribuzione della risorsa.

“L’acqua è la prima infrastruttura dell’agricoltura. Senza acqua – prosegue Allasia – non ci sono raccolti, non ci sono foraggi e vengono messe a rischio intere filiere produttive, a partire da quelle zootecniche che rappresentano una componente fondamentale dell’agroalimentare piemontese”. La disponibilità idrica riguarda infatti non soltanto le colture irrigue, ma anche la produzione di mais, prati e foraggi destinati all’alimentazione animale, con effetti che possono estendersi all’intera filiera lattiero-casearia e alle produzioni di carne.

Confagricoltura Piemonte sottolinea inoltre come gli investimenti in infrastrutture idriche debbano essere considerati opere strategiche per lo sviluppo regionale, al pari delle grandi infrastrutture di trasporto e logistica. “Non possiamo affrontare ogni estate come un’emergenza. Servono programmazione, visione e investimenti. Il Piemonte dispone di competenze tecniche, consorzi irrigui efficienti e professionalità di alto livello. Occorre mettere a sistema queste risorse e realizzare le opere necessarie per garantire acqua all’agricoltura, all’ambiente e alle comunità locali. La sicurezza idrica – conclude Allasia – sarà una delle condizioni fondamentali della competitività agricola dei prossimi decenni”.

Missione Arcobaleno 25 anni dopo

A TORINO LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CHE RACCONTA L’IMPEGNO DEI VOLONTARI PIEMONTESI IN ALBANIA

A oltre venticinque anni da una delle più importanti esperienze di solidarietà internazionale promosse dal sistema delle Regioni italiane, Anpas Comitato Regionale Piemonte e Croce Verde Torino organizzano la presentazione del volume “1999-2024 Missione Arcobaleno 25 anni dopo: i racconti dei volontari piemontesi al campo di accoglienza di Valona” di Dante Paolo Ferraris.

L’appuntamento è in programma martedì 30 giugno 2026 alle ore 18, presso la sede della Croce Verde Torino, in via Tommaso Dorè 4. L’autore sarà presente per dialogare con il pubblico e ripercorrere una pagina significativa della storia del volontariato e della protezione civile piemontese.

Il libro raccoglie fotografie, testimonianze e ricordi dei protagonisti della Missione Arcobaleno, l’intervento umanitario avviato nel 1999 in risposta all’emergenza provocata dalla guerra nei Balcani e dall’esodo di migliaia di profughi kosovari. In quell’occasione dal Piemonte partì la prima colonna mobile regionale di protezione civile diretta in Albania, con il compito di contribuire all’accoglienza e all’assistenza delle popolazioni in fuga dal conflitto.

Presso l’ex campo volo di Valona venne realizzata una vasta tendopoli destinata a ospitare migliaia di persone. Un impegno straordinario che vide coinvolti numerosi volontari delle Pubbliche Assistenze Anpas, operatori di protezione civile e funzionari degli enti locali, chiamati a mettere a disposizione competenze, mezzi e capacità organizzative in un contesto di emergenza internazionale.

Attraverso le voci di chi partecipò direttamente alla missione, il volume restituisce il valore umano e civile di quell’esperienza, offrendo una testimonianza preziosa sul ruolo svolto dal volontariato organizzato e dalle istituzioni locali nella gestione delle emergenze e nella costruzione di percorsi concreti di solidarietà.

L’incontro rappresenterà un’occasione per ricordare l’impegno di centinaia di volontarie e volontari piemontesi e per riflettere sull’attualità dei valori di accoglienza, cooperazione e servizio alla comunità che continuano a caratterizzare l’azione del sistema Anpas e della protezione civile.

Addio a Cristiana, sorella di Gianni Agnelli

È mancata  nella sua casa di Venezia, a 99 anni, Cristiana Brandolini d’Adda. Era figlia di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte di San Faustino e nipote di Giovanni Agnelli il fondatore della Fiat. Lei era l’ultima esponente in vita della sua generazione: le sorelle Clara, Susanna e Maria Sole e i fratelli Gianni, l’Avvocato e Giorgio e Umberto.