CRONACA

“Carta arcobaleno”, per un’informazione più rispettosa e consapevole

Al Salone del Libro presentano il primo documento deontologico italiano dedicato al linguaggio e alla rappresentazione delle persone LGBTQIA+ nel giornalismo

Un nuovo passo per l’affermazione dei diritti si è realizzato oggi al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove è stata presentata la “Carta Arcobaleno – Per un’informazione rispettosa e consapevole sulle persone LGBTQIA+”, il primo documento deontologico italiano dedicato al linguaggio e alla rappresentazione delle persone LGBTQIA+ nel giornalismo.

La presentazione si è svolta oggi, 17 maggio 2026, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, negli spazi della Città di Torino all’interno del Salone del Libro. L’iniziativa rappresenta il risultato di oltre sei mesi di lavoro condiviso tra l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e il Coordinamento Torino Pride.

La “Carta Arcobaleno” nasce da un percorso partecipato che ha coinvolto attivisti LGBTQIA+, esperti di linguaggio, giuristi e professionisti dell’informazione, seguito da una consultazione pubblica interna alla categoria giornalistica. Obiettivo del documento è promuovere un’informazione attenta ai diritti, rispettosa delle persone e corretta nell’uso del linguaggio.

La Carta era stata ratificata il 20 marzo 2026 con l’approvazione unanime del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, consolidando così l’impegno sul fronte della deontologia professionale in linea con l’articolo 13 del nuovo Codice deontologico, che richiama giornaliste e giornalisti a evitare stereotipi di genere ed espressioni lesive della dignità personale legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Durante l’incontro odierno sono intervenuti la segretaria dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Maria Teresa Martinengo, che ha moderato il panel, il presidente Stefano Tallia, il consigliere Gabriele Guccione, coordinatore del tavolo di lavoro, la tesoriera Antonella Mariotti, il diversity editor del gruppo Gedi Pasquale Quaranta, insieme a Margherita Anna Jannon e Sofia Darino del Coordinamento Torino Pride. A portare il saluto della Città di Torino è stato l’assessore Jacopo Rosatelli.

«E’ il primo documento di questo genere che vede la luce in Italia ed è il frutto di un’attenzione che da tempo il nostro Consiglio riserva all’utilizzo nel giornalismo di linguaggio corretto e non discriminante –spiega il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Stefano Tallia. Ora ci auguriamo che la Carta possa essere recepita anche a livello nazione e sarebbe particolarmente significativo che questo accedesse entro il giugno 2027 quando Torino ospiterà l’EuroPride».

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Gabriele Guccione, che ha sottolineato il valore concreto del documento per il lavoro quotidiano delle redazioni: «La Carta è uno strumento pratico da usare ogni giorno in redazione, non solo nei convegni – aggiunge il consigliere dell’Odg Piemonte Guccione, che ha coordinato il tavolo di lavoro –. La domanda di fondo è legittima: occorreva una carta specifica, quando esistono già il codice deontologico e il principio generale del rispetto della persona? La risposta sta nella storia del giornalismo italiano, che nel tempo si è dotato di strumenti dedicati per minori, migranti, detenuti, vittime di violenza di genere. Non per creare gerarchie tra diritti, ma perché esistono ambiti in cui gli errori si ripetono con maggiore frequenza e in cui la narrazione incide sulla vita delle persone».

L’appuntamento di oggi rappresenta il primo passo pubblico di diffusione della Carta Arcobaleno. Il percorso proseguirà il 27 maggio 2026 a Palazzo Ceriana Mayneri con un corso di formazione dedicato ai giornalisti, che vedrà la partecipazione, oltre che dei relatori già intervenuti al Salone del Libro, anche del presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli e della presidente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte Emmanuela Banfo.

Nuovo social housing a Roletto

Roletto, alla presenza della Consigliera metropolitana Sonia Cambursano, delegata allo sviluppo economico, attività produttive, turismo e pianificazione strategica, è stata inaugurata la struttura di social housing realizzata con i fondi della Missione 5 del PNRR destinati a interventi sociali e assistenziali. Nella programmazione degli interventi, la Città metropolitana ha coinvolto, oltre a Roletto, i Comuni di Scalenghe e Villafranca Piemonte. Per questo all’inaugurazione hanno partecipato il Vescovo di Pinerolo, monsignor Derio Olivero e i Sindaci dei Comuni vicini della Val Noce. E’ intervenuto l’assessore regionale Andrea Tronzano.

L’obiettivo condiviso dal Comune, con il supporto dell’Ente di area vasta, era la riqualificazione dell’ex sede comunale, che è stata adattata per ospitare quattro piccoli alloggi destinati a dare rifugio a famiglie in difficoltà. Un altro edificio riqualificato ospita un ambulatorio medico, mentre l’ala del portico è stata riconvertita in uno spazio polifunzionale a disposizione della comunità, che considera l’operazione di recupero e riutilizzo dell’ex Municipio un traguardo molto importante, sia per l’impatto estetico sul centro storico che per il sostegno concreto a persone e famiglie in difficoltà.  Il progetto ha consentito l’attivazione di reti sociali e nuovi punti di aggregazione, consentendo al Comune di offrire sostegno concreto alle famiglie disagiate.

Nel suo intervento la Consigliera delegata Sonia Cambursano ha rivendicato la lungimiranza della scelta della Città metropolitana di Torino di dedicare i circa 230 milioni di fondi PNRR che aveva il compito di gestire alle esigenze dei Comuni del territorio che disponessero di progetti cantierabili per promuovere la coesione sociale. Una scelta che è stata naturale per gli amministratori metropolitani, essendo a loro volta impegnati nelle amministrazioni locali di un territorio che comprende 312 Comuni, per il 50% montani e nell’80 % dei casi con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. ”Abbiamo chiesto ai territori quali fossero le loro priorità e quali progetti fossero realizzabili in tempi ristretti. – ha ricordato la Consigliera Cambursano – Gli amministratori locali hanno risposto con grande maturità e hanno dato prova della capacità di affrontare sfide come l’emergenza abitativa e la fragilità sociale, al pari delle grandi aree urbane. Le piccole comunità hanno il vantaggio di potersene occupare direttamente, creando strutture indispensabili per le realtà che affrontano quelle fragilità e quelle emergenze”. “Li abbiamo visti sulla carta questi progetti ed ora è una grande soddisfazione vederli realizzati grazie alla regia della Città metropolitana, resa possibile dalle competenze e professionalità su cui può contare il nostro Ente” ha concluso Cambursano.

Salvata al CTO donna colpita da un raro rumore, grazie a una cranioplastica su misura in 3D

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Alcuni giorni fa è stata salvata grazie ad un delicato e molto invasivo intervento chirurgico una donna di 73 anni colpita da un raro tumore maligno che aveva colpito la cute fino ad arrivare all’osso del cranio, presso l’ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino. La paziente era stata operata dai dermatologi alcuni anni fa per rimuovere una lesione al cuoio capelluto. Negli anni successivi, però, il problema si era ripresentato più volte, rendendo necessari nuovi interventi e controlli specialistici. Gli esami hanno poi rivelato successivamente la presenza di un raro tumore maligno che aveva iniziato a infiltrarsi non solo nella pelle, ma anche nell’osso del cranio, con infiltrazione dei piani cutanei e sottocutanei profondi, del piano muscolare, nonché del tavolato osseo sottostante con erosione dello stesso.

Questa tipologia di lesioni, molto rara, ha un potenziale evolutivo non trascurabile e richiede un trattamento aggressivo.

Vista la complessità del caso, è stato necessario il lavoro congiunto dei neurochirurghi dottori Francesca Vincitorio e Francesco Calamo Specchia dell’équipe del professor Diego Garbossa e dei chirurghi plastici diretti dal dottor Massimo Navissano, coadiuvati dalle anestesiste dottoresse Ilaria Depetris e Alice Mistretta (dell’équipe del dottor Maurizio Berardino). Il tumore, infatti, aveva danneggiato in profondità il cuoio capelluto e parte dell’osso cranico lato sinistro, arrivando vicino a importanti strutture venose del cervello, sconfinando anche a livello della parte destra della teca cranica.

L’intervento chirurgico è stato molto delicato. I medici hanno rimosso completamente la zona malata con un’apertura del cranio di 15 cm x 12, compresa una parte dell’osso del cranio e dei tessuti coinvolti, per evitare che il tumore potesse continuare a diffondersi. Per ricostruire il cranio è stata preparata sulla base delle immagini TC e di Risonanza una cranioplastica, ovvero una protesi personalizzata Custom Made in 3D, realizzata su misura grazie alle immagini della TAC cranio della paziente.

In sede intraoperatoria è stata sacrificata la dura madre della donna, in quanto patologica, data la possibile estensione della lesione a livello intracranico.

Successivamente i chirurghi plastici hanno eseguito una copertura della protesi sintetica Custom Made, mediante un grosso lembo arterializzato scolpito sopra l’orecchio. Sono stati utilizzati anche i tessuti della coscia per chiudere parte dell’apertura, così da coprire la parte operata e favorire una corretta guarigione.

Il decorso post-operatorio è stato positivo: la paziente è tornata a casa senza complicanze neurologiche né infezioni. I controlli successivi hanno confermato la buona riuscita dell’intervento e la corretta vitalità dei tessuti ricostruiti. Continuerà ora i controlli periodici programmati con i team specialistici.

Si tratta di una nuova frontiera della chirurgia. Ancora una volta i nostri professionisti e una tecnologia di ultima generazione hanno risolto un caso di rara difficoltà. Il mio grazie va a loro e a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano in CDSS” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino).

Salute mentale: l’Asl TO5 punta sulla riabilitazione psichiatrica

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Nuove professioniste nei servizi territoriali e ospedalieri per rafforzare presa in carico

La salute mentale è una componente essenziale del benessere complessivo della persona: non un ambito separato, ma una dimensione che attraversa ogni percorso di cura e ne determina qualità ed esiti. È uno spazio complesso, dove ogni persona porta una storia diversa e irripetibile, la diversità diventa risorsa, punto di partenza per costruire percorsi di cura autentici.

È dentro questa visione che si inserisce il contributo di Giulia Apa e Serena Bailon, tecniche della riabilitazione psichiatrica neoassunte all’Asl TO5: due giovani professioniste che hanno scelto di lavorare ogni giorno accanto alla fragilità, con l’obiettivo di restituire senso, continuità e prospettiva ai percorsi di vita delle persone.

Il 1° marzo 2026 l’Asl TO5 è stata tra le prime in Piemonte a inserire questa figura professionale nel proprio organico in modo permanente: una figura altamente specializzata, capace di coniugare approcci evidence based con una forte attenzione alla dimensione relazionale e alla dignità della persona, costruendo percorsi riabilitativi che coinvolgono non solo il paziente, ma anche la famiglia e il contesto di vita. Un lavoro che si muove nel solco della psichiatria di comunità, orientato alla recovery e all’empowerment.

Le due professioniste sono state inserite all’interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri e nei Centri di Salute Mentale dei distretti Chieri – Carmagnola e Moncalieri – Nichelino, contribuendo concretamente a rafforzare quel “ponte” tra ospedale e territorio che rappresenta uno degli snodi fondamentali della presa in carico.

«Stiamo raccogliendo la sfida dell’innovazione, portando modelli riabilitativi di comprovata efficacia ma ancora poco diffusi nella pratica quotidiana – spiegano Apa e Bailon – In SPDC realizziamo interventi cognitivo-comportamentali individuali e di gruppo per aiutare i pazienti a dare senso alla crisi, lavorando sulla consapevolezza di malattia e sulla prevenzione delle ricadute».

Un approccio che mette al centro la persona anche nei momenti più delicati: «Nelle situazioni di urgenza utilizziamo tecniche di de-escalation, ampliando gli spazi di ascolto e accoglienza. L’obiettivo è sostenere percorsi di recovery che non si esauriscano nella fase acuta, ma che permettano di seminare continuità terapeutica».

In pochi mesi dall’ingresso in servizio, il contributo delle due professioniste ha già prodotto un’evoluzione concreta nelle attività, grazie anche all’integrazione con le equipe multidisciplinari e al rafforzamento delle reti territoriali.

«Quello che abbiamo avviato è solo l’inizio: vogliamo continuare a costruire percorsi che aiutino le persone a definire e raggiungere i propri obiettivi di vita, trasformando anche la crisi in un’opportunità di consapevolezza e crescita», hanno ancora sottolineato le due tecniche della riabilitazione psichiatrica.

L’assunzione di queste due nuove figure è stata resa possibile grazie al lavoro congiunto tra la Direzione Aziendale, la Direzione delle Professioni Sanitarie e il dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze: «L’integrazione delle dottoresse Giulia Apa e Serena Bailon nel nostro organico – spiega il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Fabrizio Starace – non rappresenta soltanto un potenziamento numerico, ma un preciso segnale di rinnovamento metodologico e culturale per l’intero Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl TO5. Stiamo integrando modelli riabilitativi che superino la logica della sola gestione della crisi per abbracciare un progetto di vita completo. È un passo decisivo verso una psichiatria di comunità moderna, capace di coniugare rigore scientifico e vicinanza umana».

«Le professioni sanitarie si arricchiscono di professioniste di profili che ad oggi non erano presenti in Azienda; questo dà ulteriore valore alla nostra mission e vision verso nuovi modelli organizzativo – assistenziali», aggiunge Gerardina Tartaglia, dirigente della Direzione delle professioni sanitarie.

«L’ingresso dei tecnici della riabilitazione psichiatrica rappresenta un passo importante per la nostra Azienda – dichiara il Direttore Generale dell’Asl TO5, Bruno Osella – Investire in professionalità giovani e altamente qualificate significa rafforzare la capacità del sistema di rispondere in modo sempre più efficace e umano ai bisogni di salute mentale. È anche attraverso queste scelte che costruiamo una sanità pubblica più vicina alle persone, capace di innovare e di prendersi cura della complessità».

«Quello dell’Asl TO5 è un segnale importante di attenzione verso una salute mentale sempre più orientata alla presa in carico globale della persona – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – Investire in nuove professionalità e in modelli di cura fondati sulla continuità tra ospedale e territorio significa rafforzare la capacità del sistema sanitario di accompagnare i pazienti nei percorsi di recovery, valorizzando relazione, ascolto e inclusione. Esperienze come questa dimostrano come la sanità pubblica possa innovare non solo attraverso la tecnologia, ma anche attraverso competenze capaci di costruire percorsi di cura più vicini ai bisogni delle persone e delle loro famiglie».

Chieri, 14 maggio 2026

nella foto (da sx): il direttore di Dipartimento Fabrizio Starace, le tecniche della riabilitazione psichiatrica Giulia Apa e Serena Bailon e il responsabile area dipartimento del comparto Angelo Scalici

Sequestro di eroina a San Donato: un arresto

a Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi nel quartiere San Donato di Torino, un cittadino marocchino di 56 anni per detenzione di sostanza stupefacente.
L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile, ha riguardato un appartamento di Corso Tassoni, all’esterno del quale è stato predisposto un servizio di appostamento in relazione a una presunta attività di spaccio.
A seguito degli accertamenti effettuati, gli investigatori hanno avuto modo di vedere entrare e uscire diverse volte dallo stabile un uomo sospetto; pertanto, si sono recati a controllarne l’alloggio: sul pianerottolo, una volta qualificatisi come appartenenti alla Polizia di Stato, hanno percepito provenire dall’interno dei rumori sospetti, dovuti probabilmente a movimenti improvvisi dell’occupante.
Riusciti ad entrare nell’appartamento, i poliziotti hanno sorpreso il cinquantacinquenne mentre cercava di nascondere alcuni involucri contenenti sostanza stupefacente all’interno di un cappello di lana appoggiato sul tavolo della cucina.
Nell’abitazione sono stati rinvenuti e sequestrati un panetto di eroina e numerosi involucri termosaldati contenenti la medesima sostanza già suddivisa in dosi, per un peso complessivo di quasi 600 grammi. Inoltre, sono stati sequestrati un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 250 euro in contati, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Al termine delle attività, l’uomo è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

Aggredisce infermiere all’ospedale di Rivoli, la polizia lo arresta

La Polizia di Stato ha arrestato a Rivoli un cittadino italiano di 69 anni per lesioni nei confronti di un operatore soci sanitario del pronto dell’ospedale di Rivoli.
Negli scorsi giorni, la Volante del Commissariato di P.S. Rivoli è intervenuta presso un esercizio commerciale in via Susa, a seguito della segnalazione della presenza di un uomo in stato confusionale. Gli agenti, giunti sul posto, hanno richiesto l’intervento del personale sanitario che lo ha accompagnato in ospedale per pronta assistenza.
Poco dopo, però, gli operatori delle Volanti sono stati inviati dalla centrale operativa all’ospedale di Rivoli, per un’aggressione ai danni di una signora. Giunti sul posto, hanno accertato che si trattava del medesimo uomo trasportato dall’ambulanza poco prima, il quale arrivato al nosocomio aveva rifiutato di sottoporsi alle analisi e, tentando di allontanarsi, aveva anche aggredito un’anziana donna che si trovava sulla rampa d’accesso al pronto soccorso, facendola cadere a terra.
Nella circostanza, due operatori sociosanitari erano intervenuti per fermare il soggetto e soccorrere la signora: uno di questi era stato colpito con un calcio dal sessantanovenne, riportando lesioni giudicate guaribili in 4 giorni.
Alla luce dei fatti, l’uomo è stato arrestato per lesioni personali aggravate nei confronti dell’operatore sociosanitario e denunciato altresì per l’aggressione alla donna.

 Vol.To, le “Parole del volontariato”

Il Salone del Libro si prepara ad accogliere nuovamente le “Parole del volontariato”, il grande spazio dedicato al racconto dell’impegno civico e del Terzo Settore, dal volontariato che entra negli ospedali attraverso la pet therapy ai percorsi di inclusione per i figli dei detenuti, dalla rigenerazione dei beni confiscati alla mafia fino ai temi dell’economia sociale, della partecipazione giovanile e della certificazione delle competenze.
Anche quest’anno Vol.To, insieme al Centro di Servizio per il Volontariato del Piemonte, coordinati da CSV net Piemonte  ETS , da CSV Valle d’Aosta e Csv Net, sarà presente all’interno di uno degli appuntamenti culturali più importanti, con un ricco calendario di incontri, testimonianze e dialoghi.
Lo stand del volontariato, Padiglione  Oval stand T130-U129, diventerà  per tutta la durata del Salone un luogo di confronto e di partecipazione,  dove il Terzo  Settore potrà raccontare il proprio impegno quotidiano attraverso esperienze concrete, storie di comunità  e riflessioni sul presente e sul futuro della cittadinanza attiva.
Ampio spazio sarà dedicato alla valorizzazione delle competenze maturate nel volontariato, alla costruzione di territori più sostenibili e inclusivi, al rapporto tra sport e impegno sociale, al potere della musica come strumento di relazione e comunità, fino ad arrivare al ruolo dei media nel raccontare il volontariato e alla partecipazione attiva dei giovani alla vita pubblica. Vi saranno anche momenti dedicati alla clownterapia, alla prevenzione sanitaria e all’educazione di primo soccorso, come riflessioni sulla comunicazione interculturale e sull’importanza delle parole nella costruzione di relazioni autentiche e inclusive.
All’interno dello spazio “Le parole del volontariato” Vol.To ETS porterà al Salone del Libro alcune esperienze associative del territorio torinese,  con un calendario di incontri dedicato a cura, prevenzione, comunicazione,  solidarietà e partecipazione giovanile.
Tra gli appuntamenti da segnalare particolare attenzione merita il talk in programma lunedì 18 maggio dalle 12 alle 13.30 dal titolo “Partecipare per cambiare”, che vedrà  protagonisti i Giovani della Consulta Provinciale degli Studenti e i delegati Piemontesi del Servizio Civile Universale, chiamati a confrontarsi sul valore della partecipazione giovanile alla vita sociale, civica e comunitaria. Saranno relatori  Francesco Colaianni, rappresentante nazionale della Macroarea Nord, Federico Priolo, rappresentante regionale del Piemonte e Aurora Pizzimenti, vice rappresentante regionale del Piemonte. Una riflessione sul valore della comunicazione, come attività non scontata, sarà al centro dell’incontro curato da Intercultura lunedì 18 maggio, dalle 11 alle 12, con relatrici Laura Barilari e Claudia Chiaperotti.

“La presenza di Vol.To ETS al Salone del Libro – spiega il Suo presidente Stefano Meneghello – rappresenta ormai una consuetudine significativa, perché  porta il volontariato  dentro uno dei luoghi culturali più importanti del nostro territorio e del Paese. “Le parole del Volontariato” non sono soltanto uno spazio espositivo e un calendario di incontri, ma un’occasione  per raccontare quanto il Terzo Settore sia parte viva della comunità,  nei luoghi di cura, nelle scuole, nelle relazioni di prossimità, nei percorsi di inclusione e nelle esperienze quotidiane di cittadinanza attiva.
Quest’anno abbiamo voluto rivolgere particolare attenzione al tema dei giovani, perché il futuro del volontariato passa dalla loro capacità di sentirsi protagonisti della vita sociale. Il talk “ “Partecipare per cambiare” con la Consulta Provinciale degli Studenti  e i delegati piemontesi del Servizio Civico Universale, va proprio nella direzione di ascoltare le nuove generazioni, valorizzare le loro esperienze e costruire con loro spazi concreti di partecipazione.  Come Vol.To ETS crediamo che il volontariato sia anche questo, una palestra di responsabilità, relazione e comunità,  capace di formare cittadini più consapevoli e attenti al bene comune”.

Mara Martellotta

Maldive, riprende il recupero dei corpi delle vittime dell’immersione

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È profondo il dolore in Piemonte per la tragedia avvenuta alle Maldive, dove cinque sub italiani hanno perso la vita durante un’escursione nelle acque dell’atollo di Vaavu. Tra loro anche Muriel Oddenino, 31 anni, di Poirino, e Federico Gualtieri, biologo marino trentunenne con studi e attività svolti tra Piemonte e Liguria.

L’incidente sarebbe avvenuto durante un’immersione in una zona caratterizzata da cavità sottomarine a notevole profondità. Le operazioni di ricerca e recupero si stanno rivelando molto complesse: i soccorritori devono fare i conti con correnti marine, scarsa visibilità e con la particolare conformazione dell’area interessata. Sul posto stanno operando squadre specializzate coordinate dalle autorità maldiviane.

Muriel Oddenino si occupava di ricerca ambientale e collaborava a studi legati agli ecosistemi marini. Federico Gualtieri, istruttore subacqueo e studioso del mondo oceanico, aveva dedicato il proprio percorso accademico proprio all’ambiente delle barriere coralline.

Leggi l’articolo su L’identità:

Sub morti alle Maldive, riprendono le ricerche dei corpi. Le ipotesi della tragedia

Due incidenti nella notte a Torino, sei feriti

Nella notte a Torino si sono verificati due distinti incidenti stradali che hanno causato complessivamente sei feriti.

Il primo episodio è avvenuto in corso Siracusa, all’incrocio con via Dandolo, dove due giovani di circa vent’anni sono stati investiti. Sul posto è intervenuto il personale del 118, che ha prestato le prime cure ai ragazzi prima di trasferirli in codice giallo al Cto.

Il secondo incidente si è verificato intorno alle 2.15 all’incrocio tra corso Peschiera e corso Monte Cucco. La centrale operativa del 118 di Torino, coordinata da Azienda Zero, ha inviato numerosi mezzi di soccorso per uno scontro tra due automobili, una delle quali si è ribaltata.

A bordo della vettura capovolta viaggiavano tre persone — due donne di 31 e 33 anni e un uomo di 38 anni — tutte trasportate in codice giallo al Cto. Nell’altra auto si trovava invece un uomo di 56 anni, accompagnato in codice giallo all’ospedale Maria Vittoria.

Presentata la nuova festa del Piemonte

Una Festa del Piemonte “diffusa in tutte le province, che avrà una serie di manifestazioni e incontri di carattere culturale e rievocativo nei diversi territori della nostra Regione”. Così il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha introdotto l’incontro dedicato appunto alla Festa del Piemonte al Salone del libro di Torino.
Una Festa che quindi vuole crescere, come ha sottolineato anche Albina Malerba, che ha moderato il dibattito: “Non solo la pur fondamentale rievocazione della Battaglia dell’Assietta, ma anche tante altre iniziative”. Lo ha ribadito nel suo intervento Fabrizio Nucera: “Il programma della nuova Festa del Piemonte è quello di aprirla a tutti, perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra identità e mantenerla anche facendola conoscere. Nei prossimi giorni sarà pubblicato e diffuso il calendario completo delle tantissime manifestazioni.
All’incontro hanno preso parte Giorgio Enrico Cavallo che ha rievocato la grande storia comunale di Chieri e Asti, così come dei marchesati subalpini e, infine, la creazione del Piemonte, con la distinzione anche nominale dalla Lombardia nel corso della propria storia.
Mauro Tosco, autore del dizionario piemontese – inglese, ha rimarcato come “il fatto che il piemontese sia una lingua non è nemmeno da mettere in discussione”.
Diego Lucco ha poi parlato della fondazione Asso Olivero di Villastellone dedicata al poeta Luigi Armando Olivero nella cittadina in provincia di Torino: “Dal ‘99 – ha spiegato – abbiamo aperto uno spazio per la valorizzazione delle nostre tradizioni storico culturali”.

Il coro polifonico Koinè ha eseguito alcuni brani della tradizione.

Ufficio Stampa CRP