CRONACA

Tentata rapina ed evasione: arrestato ragazzo turco

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un ventunenne turco per tentata rapina ed evasione.

Gli agenti della Squadra Volante e del Commissariato di P.S. Mirafiori sono intervenuti in via Tunisi a seguito della segnalazione di un uomo che riferiva di essere stato malmenato da due persone che si allontanavano in direzione di Piazza Galimberti dopo aver tentato di sottrargli portafogli e cellulare dalle tasche del giubbotto.

Uno dei due aggressori, il ventunenne cittadino turco, aveva colpito la vittima con diversi pugni al viso, causandogli anche una ferita al sopracciglio, senza però impossessarsi dello smartphone una volta resosi conto che era danneggiato.

Il ventunenne, è stato arrestato non solo per la tentata rapina ma anche per evasione dagli arresti domiciliari.

Appuntamento con Agriflor

AGRIFLOR APRE IL 2026 VERDE DI ORTICOLA DEL PIEMONTE

 

 

Domenica 1 febbraio, in Piazza Vittorio Veneto a Torino, (orario dalle 9.30 alle 19) torna l’appuntamento mensile con AgriFLOR, il mercatino ad ingresso gratuito di fiori e specialità agricole organizzato da Associazione Orticola del Piemonte.

 

Una giornata intera da vivere con i fiori, le piante e le tipicità agricole del territorio in compagnia di circa una ventina tra vivaisti, piccoli produttori enogastronomici e agricoltori piemontesi che metteranno in mostra le proprie eccellenze. Dalle piante verdi fiorite alle erbacee perenni, dalle piante tropicali a quelle carnivore, passando poi a delizie per il palato come miele, taralli, salumi e formaggi artigianali, biscotti e crostate a base di fiori, piante officinali e molto altro

 

Quella di domenica 1 febbraio è la prima edizione 2026 del mercatino di Agriflor, diventato ormai un appuntamento fisso per chi vuole passare una domenica a contatto con la Natura anche in centro città, e apre idealmente un anno ricco di eventi e iniziative all’insegna del verde che Orticola del Piemonte organizzerà a Torino e sul suo territorio.

 

Rivoli: inaugurata la nuova sede di Banco Farmaceutico Torino

È stata inaugurata a Rivoli, in via Pavia 68, la nuova sede di Banco Farmaceutico Torino OdV, un presidio territoriale stabile che rafforza in modo concreto il contrasto alla povertà sanitaria e consolida il ruolo della città come punto di riferimento per le politiche di cura, solidarietà e inclusione.

La nuova sede, con oltre 400 metri quadrati di spazi, nasce per garantire continuità e sviluppo alle attività di Banco Farmaceutico: circa 100 mq sono dedicati agli uffici, mentre la parte restante è destinata alla ricezione, registrazione e lavorazione dei farmaci e dei beni sanitari donati da privati e aziende. Un luogo operativo, ma anche aperto alla comunità, pensato per favorire il lavoro di rete con enti, istituzioni, volontari e partner del territorio.

All’interno dell’area magazzino è stata inoltre realizzata una sala polivalente, dedicata alle attività con e per i volontari, alla formazione, agli incontri e alle iniziative di volontariato aziendale, rafforzando la vocazione della sede come spazio di collaborazione e responsabilità condivisa.

All’inaugurazione hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, tra cui il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la Vicesindaca di Torino Michela Favaro, gli assessori alle politiche sociali di Regione e Comune Maurizio Marrone e Jacopo Rosatelli, il Sindaco di Rivoli Alessandro Errigo ed Elide Tisi della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Torino, la Presidente di Banco Farmaceutico Torino Odv Paola Saglietti, insieme a fondazioni e partner che hanno sostenuto il percorso di apertura della sede.

«Siamo molto contenti che Rivoli ospiti la nuova sede di Banco Farmaceutico Torino, una realtà che da anni svolge un lavoro prezioso e silenzioso a sostegno delle persone più fragili. Rivoli è una comunità che crede nella cura, nella responsabilità condivisa e nella capacità di fare rete, e l’apertura di questo nuovo presidio rappresenta un passo importante nel rafforzare il contrasto alla povertà sanitaria sul territorio – afferma il Sindaco di Rivoli Alessandro Errigo – La salute è un diritto fondamentale e questa sede diventa un punto di riferimento stabile per intercettare i bisogni, recuperare risorse preziose e trasformarle in aiuto reale per chi è in difficoltà. Non solo un luogo operativo, ma anche uno spazio di collaborazione, volontariato e responsabilità condivisa, dove istituzioni, terzo settore e cittadini lavorano insieme. Un esempio virtuoso di come una città solidale sappia prendersi cura delle persone per non lasciare indietro nessuno».

I numeri restituiscono con chiarezza il valore di questo impegno: in Piemonte Banco Farmaceutico sostiene oltre 60.000 persone in condizione di povertà sanitaria, grazie alla collaborazione con più di 160 enti del Terzo Settore. Nel solo 2025, a livello regionale sono state recuperate oltre 281.000 confezioni di farmaci, per un valore superiore ai 4,39 milioni di euro, attraverso le Giornate di Raccolta del Farmaco, il recupero di medicinali validi non scaduti e le donazioni aziendali.

Con l’apertura della nuova sede, Rivoli rafforza il proprio ruolo all’interno di una rete territoriale ampia e strutturata, confermando l’impegno dell’Amministrazione comunale nel sostenere iniziative capaci di trasformare la solidarietà in risposte concrete ai bisogni di salute delle persone più fragili.

Villafalletto, controlli nei locali tra cibo scaduto e sanzioni per 40mila euro

Multe, sequestri, cibo scaduto e controlli a tappeto: Villafalletto è finita sotto la lente per una raffica di sanzioni che, nel complesso, sfiorano i 40mila euro. L’intervento è scattato scorso 16 gennaio, quando la Squadra di Polizia Amministrativa della Questura di Cuneo e i militari del N.I.P.A.A.F. dei carabinieri di Cuneo hanno effettuato dei controlli su un albergo del paese che ospita al suo interno anche ristorante, bar e sala giochi.

Nei controlli all’albergo saltano fuori diverse irregolarità. Il titolare è stato sanzionato perché non ha comunicato alle autorità le modifiche fatte agli ambienti, come invece prevede la normativa regionale. In più, non era esposto il logo con la categoria di stelle della struttura, come prevede la normativa. Per queste mancanze, al titolare è arrivata una sanzione da 2.166 euro. A questo si aggiunge una multa da 1.032 euro perché l’albergo ospitava un cittadino extracomunitario senza la dichiarazione di ospitalità alla Questura. Per il ristorante e il bar, le sanzioni per violazioni igienico‑sanitarie ammontano a ben 18.300 euro.

Nella sala giochi adiacente, altre 17mila euro di sanzioni per i vetri oscurati che impediscono la sorveglianza dei locali e per la mancata voltura della licenza comunale dei sistemi di gioco. Nel ristorante e nel bar, ispettori hanno trovato circa 350 chili di derrate: scadute, conservate male, in molti casi senza tracciabilità. Tutta la merce è stata sequestrata: non potrà più essere usata né finire sui tavoli.

VI.G

Traffico di contanti oltre confine: 6 milioni fermati all’aeroporto di Caselle

Traffico transfrontaliero di denaro contante per circa 6 milioni di euro, casi di debiti con le tasse per 50mila euro e passeggeri recidivi sanzionati con sequestri amministrativi di parte della valuta trasportata. Questo il bilancio dei controlli del 2025 da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, effettuato all’aeroporto Pertini di Caselle Torinese. In totale sono stati beccati 579 viaggiatori che avevano portato denaro senza dichiararlo e per loro sono state comminate sanzioni amministrative per un totale di 150mila euro.

Tra tutti un passeggero finito in debito con le tasse. In particolare, l’uomo è stato denunciato ai giudici per evasione dolosa delle imposte, sequestrando preventivamente 17mila euro in via cautelare. La regola vigente impone di segnalare alle dogane ogni somma da 10mila euro in entrata o uscita dall’Italia.

Buona parte dei colpevoli ha usato il pagamento ridotto della multa per sistemare tutto, mentre per i recidivi, già multati negli ultimi cinque anni per lo stessa violazione, è scattato il ritiro amministrativo di una fetta del contante portato, per un totale intorno ai 70mila euro.

VI.G

Sicurezza, chiuso temporaneamente il cinema Lux

Il Cinema Lux di Torino ha momentaneamente sospeso la propria attività in seguito a una serie di controlli sulla sicurezza effettuati nell’ambito delle verifiche rafforzate avviate dopo i fatti di Crans-Montana. La decisione è arrivata al termine di un sopralluogo della Commissione comunale di vigilanza.

Durante le ispezioni sarebbero emerse irregolarità strutturali e tecniche che hanno portato alla chiusura temporanea della sala, in attesa degli interventi necessari. L’obiettivo, spiegano dal Comune, è garantire la piena tutela degli spettatori.

La direzione del cinema ha parlato di uno stop imposto per cause tecniche, sottolineando la volontà di risolvere rapidamente le criticità per poter riaprire. Intanto, i controlli proseguono anche in altri locali cittadini nell’ambito delle misure di prevenzione rafforzate.

“Confermiamo la chiusura temporanea del cinema Lux a causa del guasto di una componente tecnica, rilevata in fase di sopralluogo della Commissione Comunale di Vigilanza. Ci stiamo adoperando, compatibilmente con le tempistiche che la logistica richiede, per risolvere nei tempi più celeri e poter quindi riaprire la sala al pubblico” riferisce Alessandro Rossi, legale rappresentante di Movie Planet gestore tra gli altri del Cinema Lux di Torino.
“Le attività di controllo sugli esercizi di pubblico spettacolo tutelano l’incolumità sia degli spettatori sia dei lavoratori. Per Agis il pieno rispetto delle norme è un principio irrinunciabile e i controlli periodici delle Commissioni di Vigilanza restituiscono una fotografia puntuale di rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione adottate.” Lo afferma Marta Valsania, segretaria generale Agis Piemonte Valle d’Aosta.

In primavera il nuovo “click day” di Vesta

Sarà in primavera il nuovo “click day” di Vesta, il buono regionale per sostenere le famiglie nelle spese di accesso ai servizi per l’infanzia: questa edizione assegnerà 20 milioni di euro a 20mila famiglie con Isee fino a 40mila euro, dedicherà particolare attenzione al ceto medio e sarà articolato in fasce di reddito.

Lo scorso anno, il primo della sua attuazione, Vesta ha attribuito 10 milioni a 10mila famiglie piemontesi, portando il sostegno regionale anche a quel ceto medio che troppo spesso resta escluso dai contributi per la natalità. Un risultato reso possibile da una procedura rapida ed efficace, che ha consentito di utilizzare i voucher già dal mese di novembre 2025 e di richiedere i rimborsi diretti sul conto corrente da marzo di quest’anno.

“Con Vesta la Regione Piemonte ha aperto una strada nuova nelle politiche per le famiglie – dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alle Politiche sociali e alla Famiglia Maurizio Marrone – Per la prima volta un voucher diretto, semplice e a burocrazia zero, capace di arrivare davvero alle famiglie con bambini e di sostenere concretamente le spese di accesso ai servizi per l’infanzia”.

“Vesta ha dimostrato che quando la politica sceglie la semplicità e la concretezza, le famiglie rispondono – puntualizzano Cirio e Marrone – Con questo strumento abbiamo rotto il muro dei vecchi modelli, lenti e farraginosi, e abbiamo dato una risposta immediata a migliaia di genitori che vogliono crescere i propri figli senza essere lasciati soli. Grazie al lavoro portato avanti anche a Bruxelles, le risorse disponibili e il numero dei beneficiari sono stati raddoppiati, ponendo le basi per un ulteriore salto di qualità della misura. Con il click day, previsto per la primavera del 2026, le famiglie piemontesi sostenute da Vesta arriveranno infatti a 30.000. Il nuovo click day resterà aperto per dodici ore e sarà articolato per fasce di reddito, così da garantire una distribuzione equilibrata delle risorse e confermare l’attenzione verso quelle famiglie del ceto medio che oggi faticano più di tutte a sostenere i costi legati alla nascita e alla crescita dei figli. Con Vesta andiamo avanti senza esitazioni per continuare a sostenere chi sceglie di mettere al mondo dei figli e investire sul futuro della nostra comunità”.

Incendio in un condominio in zona Madonna di Campagna

Sono rientrati nelle loro case poco dopo le 13 di ieri i residenti dello stabile di via Venaria, in zona Madonna di Campagna, interessato questa mattina da un incendio sul tetto. L’allarme è scattato intorno alle 10.45, quando gli abitanti, tutti fortunatamente illesi, sono stati evacuati in via precauzionale, mentre i vigili del fuoco, accorsi con due autoscale e diverse autobotti, spegnevano le fiamme . Sul posto sono intervenute in supporto anche tre pattuglie della polizia locale per evitare la circolazione di veicoli nella zona interessata dalle operazioni di spegnimento. Al lavoro anche il personale della Protezione Civile comunale e di Gtt, che ha messo a disposizione un autobus dove i condomini hanno trovato ospitalità e riparo dal freddo fino a che non hanno potuto fare ritorno a casa.

TorinoClick

Intitolato a Mafalda di Savoia il giardino di via Amati a Venaria

L’intitolazione del Giardino a Mafalda di Savoia, deportata e morta nel campo di concentramento di Buchenwald nel 1943, è avvenuta giovedì 28 gennaio scorso ed è stata promossa per iniziativa delle due classi della scuola primaria Rigola, che hanno approfondito la storia della Principessa e partecipato al progetto della Pro Loco di Altessano di Venaria Reale. Inoltre il giardino è oggetto di un Patto di Collaborazione per i beni comuni della città di Venaria Reale e la delegazione  di Torino dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Il percorso che ha condotto all’intitolazione del giardino a Mafalda di Savoia nasce da un’esperienza educativa e civica avviata presso la scuola Rigola di Venaria Reale. Il 13 gennaio 2023, gli alunni hanno presentato un’istanza formale di intitolazione di luogo pubblico alla Principessa Mafalda di Savoia, frutto di un lavoro di studio e riflessione sui valori civili e umani della figura proposta. L’iniziativa è stata esaminata dalla Commissione Toponomastica nella seduta del 6 marzo 2023, presieduta dal Sindaco Fabio Giulivi. In tale occasione è stato riconosciuto il valore culturale e simbolico della proposta, sia per l’alto profilo storico della Principessa di Savoia sia per il significativo coinvolgimento delle giovani generazioni in un percorso di cittadinanza attiva e consapevole. Successivamente, il 23 marzo 2023, è stata approvata la delibera di intitolazione su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Giuseppe Di Bella, cogliendo formalmente la richiesta avanzata degli alunni della scuola Rigola. La decisione ha inteso valorizzare non solo la memoria storica di Mafalda di Savoia, figura emblematica di regalità e sacrificio, ma anche il ruolo della scuola nella trasmissione dei valori democratici. L’intitolazione è stata ufficialmente celebrata il 28 gennaio scorso. La data ha assunto un forte significato simbolico, inserendosi nelle celebrazioni della memoria storica e alla riflessione sui drammi del Novecento. L’atto di intitolazione rappresenta così il compimento di un percorso condiviso tra istituzioni, scuole e comunità cittadina, volto a trasformare uno spazio pubblico in luogo di memoria e testimonianza per le generazioni presenti e future.

Mara Martellotta

Aggressione in carcere: “Pugno duro contro i violenti”

Il Sappe denuncia un grave episodio di violenza nel carcere di Torino, dove nel pomeriggio di ieri un agente di Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto all’interno del Padiglione B, già oggetto nei giorni scorsi di una segnalazione sindacale per gravi criticità strutturali e operative. “Intorno alle 16.30, un detenuto di origine nordafricana, noto per comportamenti violenti e imprevedibili, ha insultato un agente dopo essere stato invitato ad attendere il proprio turno per l’utilizzo del telefono. Al momento dell’apertura del cancello della cella per consentire la telefonata, il detenuto ha improvvisamente colpito il poliziotto con un pugno al volto. Solo il tempestivo intervento di altri agenti ha evitato conseguenze più gravi. L’agente ferito è stato trasportato in ospedale, dove gli sono stati diagnosticati tre giorni di prognosi“. A denunciarlo è il segretario provinciale del SAPPE, Jean Francois Taibbi, che chiede un intervento immediato e concreto da parte dell’Amministrazione per garantire sicurezza, tutela e condizioni di lavoro dignitose al personale di Polizia Penitenziaria, quotidianamente impegnato nel mantenimento dell’ordine e della legalità all’interno degli istituti penitenziari. “Poche ore dopo, intorno alle 18.15, lo stesso detenuto, nel frattempo trasferito in un’altra sezione, ha devastato la propria cella, lanciando suppellettili contro il personale e dando successivamente fuoco al materasso”, prosegue il sindacalista. “La densa nube di fumo sprigionata dall’incendio ha causato l’intossicazione di diversi agenti intervenuti per spegnere le fiamme ed evacuare gli altri detenuti. Due poliziotti hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere”. Secondo quanto riferito dal sindacato, gli episodi confermano la situazione di estrema pericolosità in cui opera quotidianamente il personale di Polizia Penitenziaria, costretto a fronteggiare aggressioni ed emergenze con organici ridotti e strumenti inadeguati. Gli operatori, già provati da una grave carenza di personale nei padiglioni, continuano inoltre a garantire servizi esterni all’istituto, con un carico di lavoro definito ormai insostenibile. Per questo, il SAPPE chiede un intervento immediato e concreto dell’Amministrazione per garantire sicurezza, tutela e condizioni di lavoro dignitose al personale impegnato quotidianamente nel mantenimento dell’ordine e della legalità negli istituti penitenziari.

Una grave situazione di pericolo, caratterizzata da violenza e irresponsabilità, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi se non fosse stata gestita con grande professionalità e senso del dovere dagli uomini della Polizia Penitenziaria“. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), commentando i recenti disordini verificatisi nel carcere di Torino. Il segretario generale del SAPPE ricorda come la Polizia Penitenziaria svolga un lavoro prevalentemente al chiuso, spesso lontano dall’attenzione dell’opinione pubblica. Un’attività che, come più volte sottolineato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, espone quotidianamente il personale a situazioni di forte tensione e sofferenza, rese ancora più frequenti dal grave fenomeno del sovraffollamento carcerario.

Capece evidenzia inoltre il ruolo determinante svolto dalle donne e dagli uomini del Corpo nell’attuazione del principio costituzionale della funzione rieducativa della pena e nel possibile reinserimento sociale dei detenuti, nonostante le condizioni critiche in cui versa il sistema penitenziario. “È grazie alla Polizia Penitenziaria, veri eroi silenziosi del quotidiano – sottolinea – se la giornata di follia nel carcere di Torino è stata comunque contenuta”. Da qui il ringraziamento del SAPPE al personale per l’impegno quotidiano. Per il leader sindacale, tuttavia, non sono più rinviabili “interventi urgenti e strutturali” per ristabilire legalità e sicurezza negli istituti di pena, a partire da una revisione del regime custodiale aperto. Secondo il SAPPE servono più poliziotti, regole d’ingaggio chiare, maggiore utilizzo della tecnologia, formazione adeguata al personale impiegato nelle sezioni detentive e strumenti efficaci di difesa e contrasto alle aggressioni.

Capece sollecita inoltre l’applicazione dell’arresto in flagranza di reato per i detenuti che aggrediscono il personale o mettono in grave pericolo la sicurezza degli istituti, l’adozione del regime di isolamento fino a sei mesi previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento penitenziario e il trasferimento immediato dei detenuti violenti in sezioni detentive lontane dalla propria residenza, come previsto dall’articolo 32 del Regolamento. Misure che, secondo il SAPPE, avrebbero un forte effetto deterrente.

Infine, il segretario generale del sindacato torna a chiedere per la Polizia Penitenziaria la dotazione del taser o dello spray al peperoncino, strumenti prossimi alla sperimentazione, ritenuti utili per la prevenzione e il contenimento delle aggressioni, anche in considerazione della possibilità di valutare preventivamente le condizioni fisiche e sanitarie dei detenuti.