Aggressione ai giardini Madre Teresa: un arresto
Uomo travolto da tram è in gravi condizioni
Ieri sera a Torino un uomo di 46 anni è stato investito da un tram della linea 3. Pare che stesse camminando lungo i binari. L’incidente è avvenuto in corso Svizzera, nei pressi dell’Ospedale Amedeo di Savoia. Sono intervenuti il 118 e i vigili del fuoco. L’uomo, ferito gravemente, è stato ricoverato in ospedale.
Un’ auto si incastra sotto il tir dopo aver tamponato e il conducente finisce in ospedale. È accaduto sulla provinciale 222, tra Rivarolo Canavese e Ozegna. Una Fiat Panda, al volante un anziano del posto diretto verso Ozegna, ha impattato contro la parte posteriore di un camion nei pressi della stazione di servizio Q8, all’ingresso del paese.
A seguito dell’urto, l’auto è rimasta incastrata sotto il rimorchio del veicolo, con il lato passeggero invaso dall’impatto. Sul posto è intervenuto tempestivamente il personale del 118 Azienda Zero, che ha trasportato l’uomo all’ospedale di Ivrea. Fortunatamente, le sue condizioni non sono gravi.
In corso gli accertamenti e i rilievi dei carabinieri di Rivarolo Canavese per ricostruire la dinamica dell’incidente. Il sinistro ha provocato disagi alla viabilità, con code e rallentamenti.
VI.G
Iren ha inaugurato il nuovo impianto Risma
Amiat Gruppo Iren ha inaugurato il nuovo impianto RISMA – Recupero Integrato Selezione Materia Amiat, dedicato alla selezione e alla valorizzazione della carta proveniente dalla raccolta differenziata della Città di Torino e di parte della Città Metropolitana.
L’evento si è svolto alla presenza del Sindaco di Torino e della Città Metropolitana Stefano Lo Russo, del Vicesindaco del Comune di Collegno Antonio Garruto, dell’Amministratore Delegato del Gruppo Iren, Gianluca Bufo, della Presidente di Amiat Paola Bragantini e dell’Amministratore Delegato di Amiat Enrico Clara. Hanno preso parte all’evento anche il Presidente di Iren Ambiente Enzo Lavolta e Roberto Di Molfetta, Direttore Generale di Comieco.
La struttura sorge a Collegno all’interno di un edificio preesistente, riconvertito dopo due anni di lavori tecnici e infrastrutturali da impianto per il trattamento della plastica a impianto dedicato alla carta e al cartone. Il progetto ha comportato un investimento complessivo pari a 13,5 milioni di euro, di cui 2,55 milioni finanziati nell’ambito del PNRR. RISMA è il primo impianto in Italia in grado di separare, all’interno di un unico processo, sei diverse tipologie di frazioni cartacee, inclusi i materiali poliaccoppiati per bevande, producendo altrettante materie prime seconde.
Con una capacità autorizzata di 66.500 tonnellate all’anno e una portata di trattamento fino a 10 tonnellate all’ora, l’impianto consente di trasformare volumi significativi di rifiuti cartacei in materie prime seconde conformi agli standard di qualità richiesti dal mercato del riciclo. Oggi il sito gestisce flussi di materiali provenienti dalla raccolta differenziata della Città di Torino, gestita da Amiat, e della Città Metropolitana tramite i gestori Seta, Cidiu e Acsel, impiegando 40 persone, tra personale interno e ditte esterne.
All’interno di RISMA vengono selezionate e valorizzate sei distinte frazioni di carta e cartone: il cosiddetto soft mix, costituito da carta con una percentuale molto ridotta di cartone; la carta bianca da ufficio; i prodotti grafici come giornali e riviste; i contenitori poliaccoppiati per bevande composti da carta, plastica e alluminio; il cartone di qualità kraft; il cartone ondulato.
I rifiuti cartacei conferiti all’impianto vengono sottoposti a una prima separazione meccanica che suddivide il materiale in base alle dimensioni, distinguendo il cartone di grandi volumi, le frazioni più fini e quelle intermedie. Questa prima fase consente di avviare ciascun flusso al trattamento più idoneo.
Il cuore tecnologico dell’impianto è rappresentato da sei selettori ottici di nuova generazione, che utilizzano sensori a infrarossi supportati da software di intelligenza artificiale in grado di distinguere materiali visivamente simili, ma con caratteristiche e valori differenti. Questa tecnologia consente di riconoscere e distinguere materiali apparentemente simili ma destinati a filiere di riciclo differenti, un dettaglio che permette di ottenere materiali più omogenei e con un maggior valore di mercato.
Ogni frazione selezionata viene successivamente sottoposta a una fase di controllo qualità, che combina verifiche automatiche e attività di supervisione, per garantire la conformità agli standard richiesti dalle cartiere e dagli impianti di riciclo.
Le frazioni conformi vengono infine pressate, stoccate e avviate al riciclo, dove saranno reimpiegate come nuove risorse per la produzione di nuova carta e cartone. Il layout dell’impianto, progettato per essere flessibile e adattabile, consente di rispondere alle variazioni nella composizione dei rifiuti in ingresso e alle diverse esigenze della domanda finale.
“L’avvio di RISMA costituisce un ulteriore passo avanti che rafforza il ruolo guida di Iren nell’economia circolare e nella transizione ecologica“, ha dichiarato Gianluca Bufo, Amministratore delegato di Iren. “Investire in tecnologie all’avanguardia significa trasformare le sfide ambientali in leve strategiche di sviluppo, creando valore aggiunto per i territori e riducendo il consumo di risorse naturali. Impianti come RISMA permettono di rendere più efficiente e robusta l’intera filiera del riciclo, incrementando la qualità dei materiali recuperati e garantendo al territorio, così come al Gruppo, infrastrutture adeguate a sostenere nel tempo i comuni obiettivi di sostenibilità”.
“Con questa struttura rendiamo ancora più solido il presidio di Amiat sulle diverse fasi di trattamento delle frazioni della raccolta differenziata“, ha sottolineato Paola Bragantini, Presidente di Amiat Gruppo Iren. “Di fronte a un servizio di raccolta differenziata chiamato a rispondere a esigenze sempre più complesse, legate anche all’evoluzione delle abitudini e dei consumi dei cittadini, questo impianto rappresenta una risposta concreta alle necessità del territorio. Grazie a prestazioni di selezione elevate, RISMA consente di migliorare la qualità dei materiali recuperati, a beneficio di una comunità sempre più sostenibile”.
La campagna “La truffa si camuffa”, messa in campo dalla Città di Torino con la collaborazione della Polizia Locale con l’obiettivo di prevenire e contrastare i fenomeni di truffe e raggiri.
I primi incontri, dal 10 febbraio ad oggi, hanno riscontrato la presenza e l’interesse di centinaia di cittadini con lo scopo di aiutare le potenziali vittime a riflettere sui meccanismi di questo fenomeno, invitandole a proteggersi e a chiedere aiuto.
La campagna mette in guardia sia dagli inganni di ultima generazione che arrivano attraverso gli strumenti digitali, come una email poco chiara che invita a cliccare un collegamento per carpire password o denaro, sia da raggiri messi in atto da persone che si fingono tecnici, ad esempio della caldaia, incaricati di una manutenzione urgente, familiari della vittima, personale incaricato di far firmare dei documenti o automobilisti che hanno subìto un danno allo specchietto dell’auto.
“Come amministrazione – spiega l’assessore alla Sicurezza della Città di Torino Marco Porcedda – abbiamo voluto fortemente questo progetto che ha un valore particolarmente importante: tutelare chi è più vulnerabile dalle truffe. Parliamo di raggiri che colpiscono spesso proprio le persone che meritano più protezione. Negli ultimi anni i tentativi di truffa ai danni degli over 65 sono aumentati di circa un quarto, un segnale evidente che dobbiamo continuare a investire nella prevenzione e nell’informazione come ha sottolineato recentemente alla festa per il 174° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato, lo stesso Questore di Torino Massimo Gambino. L’obiettivo è fornire strumenti semplici e immediati per riconoscere, evitare e segnalare possibili truffe, sia a domicilio che online o al telefono. Vogliamo ribadire un messaggio chiaro – ha sottolineato l’assessore – che nessuno è solo. Anche la Città e la Polizia Locale sono presenti, per ascoltare e prevenire, perché la sicurezza è un bene comune che si costruisce insieme”.
Ai primi incontri ne sono stati calendarizzati altri nei centri civici di tutte le circoscrizioni cittadine con la partecipazione dei presidenti di Circoscrizione, dell’Assessore Marco Porcedda e dei referenti del Reparto Prossimità della Polizia Locale.
Ecco i prossimi appuntamenti da non perdere: il 15 aprile, alle 15.30, all’ufficio parrocchiale San Marco di via Daneo 19, alla Circoscrizione 8; il 16 aprile, alle 18, alla Bocciofila La Baracca di via Tintoretto 22, alla Circoscrizione 2; il 17 aprile alla Circoscrizione 3, alle 15.30, al centro anziani “Spazio delle meraviglie” di via Osasco 80. E poi alla Circoscrizione 4, il 6 maggio (orario da definire) al Centro d’incontro di via Pilo 50.



Ha preso avvio a Torino “Senza imbarazzo”, progetto sperimentale promosso dall’Ordine dei Farmacisti di Torino, con AGIFAR Torino e Federfarma Torino, e con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche Giovanili della Città di Torino e il contributo di Saugella, che ha donato 1000 pacchi di assorbenti destinati alla distribuzione gratuita negli istituti scolastici cittadini.
L’iniziativa coinvolge, in questa prima fase, 16 istituti scolastici di Torino e nasce con un obiettivo preciso di educazione sanitaria e sociale: contribuire a normalizzare il ciclo mestruale, riconoscendolo per ciò che è, cioè una condizione fisiologica e quotidiana, e rendere altrettanto normale la disponibilità di ciò che serve per gestirlo anche all’interno della scuola.
Parlare di ciclo mestruale e promuoverne la normalizzazione rappresenta una policy sanitaria importante almeno per due ragioni. La prima è che significa riconoscere come tema di salute pubblica una realtà fisiologica che riguarda in modo concreto la vita quotidiana di molte studentesse, contrastando la tendenza a relegarla a fatto privato, marginale o invisibile. La seconda è che fare educazione sanitaria su questi temi significa costruire contesti scolastici più consapevoli e più attenti ai bisogni reali, nei quali la salute non viene considerata solo come intervento sulla malattia, ma anche come capacità delle istituzioni di predisporre strumenti, ambienti e risposte coerenti con la vita concreta delle persone.
L’iniziativa si propone inoltre di superare imbarazzi e tabù legati al ciclo mestruale, riconoscendolo come una condizione fisiologica e parte della vita quotidiana. In questo senso, la disponibilità gratuita di assorbenti all’interno degli istituti non rappresenta solo una misura pratica, ma anche un segnale culturale e sanitario: rendere visibile e ordinario ciò che troppo spesso viene trattato come eccezione.
La consegna simbolica inaugurale degli assorbenti si è svolta questa mattina al Liceo Giordano Bruno, mentre alle ore 12, al Liceo Classico Massimo D’Azeglio, si è tenuto un incontro di educazione sanitaria con studentesse e studenti dell’istituto, durante il quale sono state illustrate le finalità del progetto e il suo significato educativo, sanitario e sociale.
Entrambi gli appuntamenti hanno visto la presenza dell’Assessora alle Politiche Educative e Giovanili della Città di Torino, Carlotta Salerno, del Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino, Mario Giaccone, e di giovani farmacisti rappresentanti di AGIFAR.
“L’iniziativa ‘Senza imbarazzo’ non è solo un gesto concreto di supporto, ma un passo importante verso il superamento di tabù ancora troppo radicati – afferma Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino – Parlare di ciclo mestruale significa fare educazione sanitaria, promuovere consapevolezza e costruire una cultura del rispetto e dell’inclusione. Le giovani generazioni dimostrano oggi una sensibilità e un’attenzione crescenti su questi temi ed è in questo quadro che l’azione dell’Ordine dei Farmacisti, Federfarma, Agifar e Saugella assume ancora più significato e che ci ha spinto come Città a collaborare e fornire il patrocinio. Le istituzioni hanno il compito di accompagnare, offrendo strumenti, informazioni corrette e spazi di confronto aperti. Solo così possiamo contribuire a una società più informata, libera da stigmi e davvero attenta al benessere di tutte e tutti.”]” ha dichiarato l’Assessora alle Politiche Educative e Giovanili, Carlotta Salerno.
“Con questa iniziativa l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino prosegue un percorso che da anni ci vede presenti nelle scuole con progetti di educazione sanitaria e con iniziative attente anche alla dimensione sociale della salute. Questo progetto, portato avanti con i giovani farmacisti di AGIFAR Torino, rappresenta una naturale continuità di quel lavoro: portare nei luoghi della formazione strumenti concreti, messaggi corretti e occasioni di consapevolezza”, ha dichiarato Mario Giaccone, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino.
“Un ringraziamento speciale – dichiara Emma Gallone, Consigliera AGIFAR – per la nascita e lo sviluppo dell’iniziativa va al Liceo Classico Massimo D’Azeglio, che rappresenta il capofila del progetto e l’istituto da cui questa esperienza ha preso avvio. È infatti a partire dall’impulso maturato qui che si è sviluppata l’idea di dare forma a un’iniziativa più ampia, successivamente condivisa con l’Ordine dei Farmacisti di Torino, AGIFAR Torino e Federfarma Torino e aperta poi agli altri istituti.”
L’iniziativa prende avvio in questa fase finale dell’anno scolastico come sperimentazione su un primo gruppo di scuole, con l’obiettivo di ampliare progressivamente il numero degli istituti coinvolti a partire dal prossimo anno scolastico.
Torino avvia così con “Senza imbarazzo” un progetto che mette insieme scuola, salute e territorio, valorizzando il ruolo delle istituzioni, dei farmacisti e dei giovani professionisti coinvolti in un’azione condivisa a favore del benessere e della consapevolezza delle studentesse. Questo primo passaggio rappresenta l’inizio di un percorso che intende consolidarsi e ampliarsi nei prossimi mesi.
In questa prima fase del progetto gli istituti scolastici torinesi coinvolti sono il Massimo D’Azeglio, il Giordano Bruno, il Galileo Ferraris, il Santorre di Santarosa, il Boselli, il Colombatto, il Cattaneo, il Passoni, il Gioberti, il Regina Margherita, l’Einstein, il Primo Levi, il Beccari, il Plana e il Birago.
TorinoClick
La Uil FpL ricorda Carlo Fiordaliso
Ha messo a segno una rapina e tentato un secondo colpo in due farmacie del centro, minacciando il personale con un grosso coltello e fuggendo con oltre 1200 euro: fermato dalla Polizia di Stato. Questa l’operazione della Squadra Mobile di Torino su un cittadino italiano che, il giorno prima, aveva già rapinato una farmacia e tentato un secondo colpo nello stesso quartiere.
Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza emerge il modus operandi: l’uomo era entrato con il volto parzialmente nascosto da occhiali da sole e cappuccio, brandendo un coltello di grandi dimensioni per intimare il denaro al personale. Così è riuscito a fuggire con il bottino.
L’indomani, grazie all’intensificazione dei controlli sul territorio, gli agenti lo hanno individuato e bloccato mentre attraversava una via del centro. Le perquisizioni hanno portato al rinvenimento dei vestiti, delle scarpe e del coltello usati nei colpi. Gli indizi raccolti, supportati dalle testimonianze e dal riconoscimento fotografico delle vittime, hanno inchiodato un cinquantaduenne italiano, già conosciuto dalle forze dell’ordine per reati analoghi e vincolato a precedenti misure cautelari e di prevenzione.
Il gip ha convalidato il fermo di polizia giudiziaria, disponendo la custodia cautelare nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno. Il procedimento è alle indagini preliminari: vale la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.
VI.G
Torino, altre aggressioni in carcere
SAPPE: “SITUAZIONE E’ EMERGENZIALE, SUBITO PROVVEDIMENTI PER POLIZIA PENITENZIARIA”
Nella mattinata di ieri, martedì, intorno alle ore 11:00, presso la 10ª sezione del Padiglione C della Casa Circondariale di Torino, si è verificato un grave episodio di aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria.
Secondo quanto riferito, un detenuto di origine straniera, affetto da problematiche psichiatriche, si è reso responsabile dell’evento violento. In un primo momento, il soggetto ha aggredito l’agente addetto alla sezione, colpendolo con un pugno. Successivamente, ha attaccato anche il collega in servizio presso la rotonda che, intervenuto in supporto, è stato a sua volta colpito durante le operazioni di accompagnamento del detenuto al piano terra.
Entrambi gli agenti sono stati trasportati presso il locale nosocomio, dove sono stati medicati e dimessi con prognosi di alcuni giorni.
Il detenuto, al termine delle procedure di rito, è stato ricollocato presso la 7ª sezione A.T.S.M. del Padiglione A.
Sull’episodio è intervenuto Vicente Santilli, segretario per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che ha evidenziato come “quanto accaduto si inserisca in un contesto ormai estremamente critico, segnato da un eccessivo sovraffollamento, una cronica carenza di personale, l’incremento delle attività trattamentali e i continui lanci dall’esterno di sostanze stupefacenti e dispositivi cellulari”.
“Questa situazione – ha aggiunto Santilli – rende le condizioni lavorative sempre più difficili e rischiose, con eventi critici e aggressioni che si verificano con una frequenza ormai preoccupante”.
Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha espresso piena solidarietà al personale coinvolto, rinnovando la richiesta di interventi urgenti a tutela degli agenti di Polizia Penitenziaria e sollecitando l’adozione di misure concrete e immediate per garantire sicurezza, dignità lavorativa e condizioni operative adeguate.