CRONACA

ANFoV dà il benvenuto a Luxia: l’AI italiana a supporto di PA e Comuni

Ieri, alle 11.30, si è tenuto il webinar “ANFoV presenta Luxia”, l’incontro con cui ANFoV – Associazione Nazionale per la Convergenza nei Servizi di Comunicazione (www.anfov.it) – ha presentato ai propri soci Luxia, una delle realtà entrate di recente a far parte dell’associazione. L’evento, moderato dal Segretario Generale di ANFoV, Antonello Angeleri, ha visto gli interventi del Presidente ANFoV, Umberto De Julio, del Vicepresidente ANCI Piemonte, Michele Pianetta e, per Luxia, di Simone Ceretti, Chief Sales Officer e di Linda Salamano, Head of Marketing & Communication.
Chi è Luxia
Luxia S.r.l., giovane e interessante azienda torinese, si definisce un “AI Lab italiano al servizio delle persone”: progetta e integra soluzioni personalizzate di intelligenza artificiale per i sistemi gestionali. Con sede a Torino e costituita nell’agosto 2025, l’azienda ha sviluppato una piattaforma di IA per aumentare la produttività e ottimizzare i processi decisionali della Pubblica Amministrazione, Comuni e organizzazioni private, con particolare attenzione al controllo dei dati, alla sicurezza e alla conformità GDPR grazie a modelli ospitati in cloud privato. Luxia ha creato un ecosistema di agenti AI specializzati e soluzioni no-code che consente di interrogare in linguaggio naturale, anche senza competenze tecniche, i database fino ad assistenti AI e chatbot su misura. Il fine è trasformare l’operatività senza stravolgerla ma aumentando, con strumenti concreti, l’efficienza ed efficacia dei processi. Strumenti pensati in modo specifico e strategico anche e soprattutto per la PA e i Comuni. I comuni che lavorano con Luxia, infatti, sanno che ogni dato inviato a Luxia non viene “passato” a motori per allenare altri strumenti di IA e non vengono passati all’esterno. Ogni dato rimane in possesso del Comune originale. L’azienda ha già attivato una cinquantina di clienti nel mondo della PA che, sfruttando le soluzioni adottate, e hanno compreso come l’IA possa diventare un vero alleato operativo per il business e le procedure pubbliche. Luxia “semplifica la complessità e accelera la crescita”.
Un ingresso nel network dell’eccellenza italiana dell’innovazione
Con l’adesione ad ANFoV, Luxia entra a far parte dell’associazione che riunisce da anni alcuni dei principali soggetti imprenditoriali e istituzionali italiani impegnati nella diffusione della cultura dell’innovazione, della convergenza digitale e delle tecnologie di comunicazione. Un network d’eccellenza che comprende operatori di rete, public utilities, aziende dell’ICT, pubbliche amministrazioni e realtà della ricerca, che offre ai soci l’opportunità di costruire relazioni dirette e occasioni di confronto da cui nascono progetti e percorsi di collaborazione con vantaggi reciproci. ANFoV inoltre, negli ultimi 6 anni ha operato al fianco di ANCI Piemonte e ANCI, nello sviluppo e nella diffusione della cultura dell’innovazione nella PA e nei comuni, sia con iniziative dedicate, in tutta il Paese, sia con l’organizzazione del Premio ANCI Innovazione e Sviluppo dedicato alla PA, giunto quest’anno alla decima edizione (www.premioancinnovazione.it). ANFoV ha anche creato un Osservatorio Nazionale sull’Intelligenza Artificiale per i Comuni Italiani, che in un anno ha generato numerosi report, disponibili sul sito di ANFoV, relazionando i Comuni con le aziende che si occupano di realizzare soluzioni pratiche di IA per la PA.
“Diamo il benvenuto a Luxia con grande interesse – ha dichiarato Antonello Angeleri, Segretario Generale di ANFoV -. Per noi è fondamentale aumentare il panorama di aziende che credono nella strada dell’innovazione avanzata andando a rappresentare ogni declinazione di questo ambito. L’azienda si colloca in modo virtuoso, creando strumenti specifici e personalizzati per la pubblica amministrazione, nel percorso del nostro Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale per i Comuni italiani, che ha riscosso un grande interesse con diverse pubblicazioni e contributi indirizzati ad agevolare il percorso verso l’utilizzo dell’IA della Pubblica Amministrazione”.
La registrazione della presentazione di Luxia è disponibile sul canale youtube di ANFoV (https://www.youtube.com/@anfov6761)

Finto carabiniere aggredisce una donna per rubare i gioielli: arrestato

Ha provato a fingersi carabiniere per mettere a segno una truffa, ma il piano gli è sfuggito di mano. Nel tentativo di fermarlo, la donna è finita al C.T.O. È accaduto la mattina del 31 agosto in un’abitazione di via Nizza, a Torino, dove un ventenne della cintura torinese è stato arrestato dopo aver aggredito la donna che aveva cercato di raggirare.

La trappola è scattata con una telefonata: il presunto truffatore, spacciandosi per carabiniere, ha convinto la figlia della vittima a preparare i gioielli di casa con la scusa di una verifica disposta dall’autorità giudiziaria. Poco dopo, nell’appartamento si è presentato un giovane incaricato di ritirare i preziosi. La donna, una trentiquattrenne torinese, si è però insospettita per alcuni atteggiamenti e per la giovane età dell’uomo. Quando ha cercato di mandarlo via, il ragazzo ha preso i gioielli con la forza e ha tentato di scappare per le scale. La proprietaria lo ha inseguito ed è riuscita a bloccarlo nell’androne, ma lui l’ha colpita più volte con schiaffi e pugni nel tentativo di guadagnarsi la fuga.

A fermarlo sono stati alcuni condomini e i militari della Stazione Carabinieri Monviso, arrivati subito sul posto. La donna è stata accompagnata al C.T.O. e dimessa con una prognosi di 10 giorni. I gioielli sono stati recuperati e restituiti alla legittima proprietaria. Il ventenne, incensurato, è stato arrestato con l’accusa di rapina e posto ai domiciliari in attesa di processo.

VI.G

Sequestrati 150 kg di alimenti e due arresti nei controlli a San Salvario e Nizza Millefonti

Circa 150 kg di alimenti sequestrati, due arresti e sanzioni per circa 20mila euro: questo è l’esito dei controlli “ad alto impatto” svolti lunedì 31 agosto nei quartieri San Salvario e Nizza Millefonti. Coordinati dal commissariato Barriera Nizza, i controlli hanno portato all’identificazione di 168 persone e all’ispezione di cinque esercizi commerciali.

Nel dettaglio, in un locale etnico di via Nizza, gli agenti hanno sequestrato circa 150 kg di carne, sughi, prodotti vegetali, farine e impasti: gli alimenti risultavano lavorati e conservati in aree contaminate da infestanti, rinvenuti sotto la pedana del bancone, dietro i frigoriferi e nelle zone di preparazione. Per le carenze igienico-sanitarie il titolare ha ricevuto una sanzione di 1.000 euro. L’Ispettorato del Lavoro ha inoltre disposto la sospensione dell’attività per la mancata nomina del responsabile della sicurezza (RSPP), con una multa di 3.000 euro.

Sono emerse poi altre irregolarità: in un minimarket sotto i portici di via Nizza gli agenti hanno contestato la mancata revisione della bilancia e l’uso di sacchetti non biodegradabili, con sanzioni per oltre 5.000 euro. In via Saluzzo un ristorante è risultato aperto nonostante un provvedimento di sospensione già in vigore, mentre in via Genova sono state riscontrate la mancata esposizione della SCIA e alcune carenze igienico-sanitarie. Multato infine un bar nella zona Lingotto-Millefonti per un frigorifero privo del dispositivo di controllo della temperatura.

VI.G

Ausili persone con disabilità: CPD chiede garanzie alla Regione Piemonte

 Sulla nuova gara per la fornitura di carrozzine e dispositivi per la mobilità

La Consulta: “Risparmiare è importante, ma la scelta dell’ausilio non può essere guidata solo dal prezzo. Ogni persona deve ricevere la soluzione più adeguata ai propri bisogni”

Torino, 3 settembre 2026. La CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà ha inviato alla Regione Piemonte le proprie osservazioni sulla nuova gara regionale per l’affidamento della fornitura di ausili destinati alla mobilità delle persone con disabilità, tra cui carrozzine e dispositivi che in molti casi rappresentano strumenti indispensabili per l’autonomia quotidiana.

La procedura avviata dalla Regione Piemonte riguarda la selezione dei fornitori chiamati a garantire la disponibilità di questi ausili sul territorio regionale. La CPD, pur riconoscendo la necessità per il sistema pubblico di garantire una gestione efficiente e sostenibile delle risorse, richiama l’attenzione sul fatto che questi dispositivi non possono essere considerati semplici prodotti da acquistare al minor costo possibile: la loro efficacia dipende dalla capacità di rispondere alle caratteristiche, alle esigenze e al contesto di vita della singola persona.

La standardizzazione dell’acquisto non può determinare la standardizzazione della risposta alla persona.

 

Secondo la Consulta, per ausili complessi come carrozzine elettriche, sistemi di postura e dispositivi con configurazioni personalizzate, non è sufficiente valutare esclusivamente il costo del prodotto: sono fondamentali anche la qualità, la possibilità di adattamento, la competenza del personale che effettua la consegna e la corretta formazione della persona che dovrà utilizzare l’ausilio.

Tra le criticità evidenziate dalla CPD vi è proprio il criterio del minor prezzo previsto dalla procedura di aggiudicazione. La Consulta chiede alla Regione chiarimenti sulle modalità con cui verrà garantito che tale criterio non prevalga sull’appropriatezza della soluzione individuata per ciascun assistito.

 

“Una carrozzina o un ausilio per la mobilità non sono semplicemente una fornitura: per molte persone sono ciò che permette di uscire di casa, studiare, lavorare, partecipare alla vita sociale e mantenere la propria autonomia – dichiara Maurizio Montagnese, Presidente della CPD – Per questo ogni scelta organizzativa deve partire dalla domanda più importante: questo ausilio è davvero quello più adatto alla persona che lo utilizzerà?”

La CPD richiama inoltre la necessità di garantire che il principio della libertà prescrittiva e dell’appropriatezza clinica venga pienamente rispettato, affinché la scelta dell’ausilio più adeguato non sia condizionata da logiche organizzative o dalla disponibilità dei prodotti inseriti nell’accordo di fornitura.

 

Tra le richieste avanzate alla Regione Piemonte vi sono anche:

  • la possibilità di effettuare prove preventive degli ausili più complessi;
  • una verifica dell’effettiva adeguatezza dopo la consegna;
  • procedure rapide in caso di guasto di dispositivi indispensabili alla mobilità;
  • il coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità nel monitoraggio dell’applicazione dell’accordo.

 

“L’obiettivo non è mettere in discussione la necessità di organizzare e rendere più efficiente il sistema – conclude Maurizio Montagnese – ma garantire che ogni persona possa ricevere l’ausilio realmente adeguato ai propri bisogni, senza dover affrontare ulteriori ostacoli per vedere riconosciuto un diritto fondamentale.

 

Violenza a tredicenne, scarcerato: La Caramella Buona manifesta davanti al Tribunale

“Decisione inaccettabile”

Torino, 3 settembre 2026 – Non si placano le polemiche attorno alla scarcerazione del quarantaduenne che ha confessato di aver aggredito sessualmente una ragazzina di 13 anni all’interno di un minimarket della periferia torinese. 

Dopo la decisione del Giudice per le Indagini Preliminari, che ha disposto la liberazione dell’uomo dopo appena due notti di detenzione, l’associazione nazionale anti-pedofilia La Caramella Buona ha annunciato una manifestazione di protesta davanti al Tribunale di Torino, in programma venerdì 4 settembre alle ore 18:00.

Il caso

I fatti risalgono a sabato scorso, quando la tredicenne era entrata nel minimarket di Madonna di Campagna, all’estrema periferia Nord del capoluogo piemontese, per acquistare della merenda da portare ai fratelli più piccoli.

Tra gli scaffali del negozio è stata aggredita sessualmente da un uomo che lavorava nel negozio.

 Le telecamere di sorveglianza del locale hanno ripreso l’intera scena e, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero documentato anche un secondo episodio di violenza, commesso dallo stesso uomo appena quaranta minuti prima ai danni di una donna adulta, ad oggi non ancora identificata.

L’uomo è stato arrestato nella stessa giornata, ma la sua permanenza in carcere è durata solo due notti.

 Il pubblico ministero  titolare dell’inchiesta, aveva chiesto la custodia cautelare, sottolineando il concreto rischio che l’indagato potesse commettere nuovamente reati della stessa natura.

 Il GIP ha invece disposto la scarcerazione con l’obbligo di firma, valorizzando nell’ordinanza elementi come l’assenza di precedenti penali, l’atteggiamento definito “collaborativo” – per aver consegnato agli agenti i filmati delle telecamere – e la dichiarazione spontanea resa in udienza, in cui l’uomo ha affermato di essersi pentito. Secondo il giudice, anche il trauma dell’arresto e della breve esperienza detentiva potrebbe rappresentare, di per sé, un deterrente sufficiente.

La vicenda ha suscitato un’ondata di indignazione a livello nazionale e ha spinto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a disporre l’invio di ispettori ministeriali presso il Tribunale di Torino per acquisire ogni elemento utile alla valutazione del caso.

La reazione de La Caramella Buona

In questo clima di sdegno si inserisce la presa di posizione de La Caramella Buona, che ha annunciato una manifestazione pubblica per venerdì pomeriggio davanti al Tribunale del capoluogo piemontese.

A commentare la vicenda è il presidente dell’associazione, Roberto Mirabile, che non usa mezzi termini nel definire la decisione del giudice “inaccettabile” e capace di veicolare “un messaggio devastante” per tutte le vittime di violenza. Mirabile contesta in particolare l’idea, emersa dalle motivazioni del provvedimento, che l’arresto e la breve detenzione possano di per sé rappresentare un deterrente efficace per il futuro: un’ipotesi che, sottolinea, l’esperienza trentennale dell’associazione a tutela dell’infanzia smentisce, poiché la recidiva resta un tratto ricorrente in un numero molto alto di casi legati agli autori di reati sessuali.

Per il presidente de La Caramella Buona, il rischio più grave è quello di normalizzare un messaggio pericoloso: che pentimento e collaborazione con le autorità possano bastare a far tornare rapidamente alla normalità chi si è reso responsabile di un abuso, magari continuando a lavorare a contatto con il pubblico, nello stesso luogo dove il reato è stato commesso e dove potrebbero trovarsi altre potenziali vittime.

Mirabile richiama infine l’attenzione sulla vittima: una tredicenne per cui, ricorda, l’esperienza vissuta lascerà un segno indelebile, capace di condizionare il corso della sua vita, al di là di qualunque esito giudiziario.

Come partecipare

La Caramella Buona ha messo a disposizione i propri canali per chiunque intenda collaborare all’organizzazione dell’iniziativa o semplicemente partecipare alla manifestazione di venerdì. È possibile contattare l’associazione attraverso il numero verde 800.311.960 oppure scrivendo all’indirizzo email segreteria@caramellabuona.org.

CRISTINA TAVERNITI

Allaccio abusivo di un bar: furti di energia per 54mila euro

Sanzioni amministrative per 66000 euro
Negli ultimi giorni, la Polizia di Stato ha effettuato una serie di controlli, predisposti dalla Questura, in diversi esercizi pubblici di Torino e provincia. La Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, infatti, ha concentrato la sua attività in bar, sale da gioco, minimarket al fine di verificare la regolarità dei titoli autorizzativi e il rispetto delle normative vigenti.
In un bar del quartiere Barriera Milano, gli agenti della Divisione PAS hanno riscontrato un allaccio abusivo alla rete elettrica, fatto che ha portato alla denuncia in stato di libertà del titolare per furto aggravato, con un danno quantificato di 30.000 euro. L’esercizio, inoltre, è stato sanzionato amministrativamente per varie violazioni, tra cui la non conformità dell’impianto di aereazione della sala fumatori.
Un bar di corso Giulio Cesare è stato sanzionato amministrativamente per diverse violazioni, tra cui l’omessa pulizia degli ambienti e degli strumenti.
Sempre a Barriera Milano, in un minimarket gli agenti hanno accertato scarsa pulizia e manutenzione delle pareti con cedimenti del soffitto, oltre che la presenza di residui alimentari, diverse le sanzioni amministrative emesse. Inoltre, il titolare dell’esercizio è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la violazione del pagamento delle accise sull’alcol. Gli agenti, infatti, hanno rinvenuto nel locale numerose bottigliette di superalcolici, prive delle etichette dell’Agenzia delle Dogane.
I controlli hanno riguardato anche il quartiere Aurora. Un bar è stato sanzionato per la violazione del distanziamento degli apparecchi da gioco da luoghi sensibili.
In un altro bar del quartiere, gli agenti hanno verificato la presenza di cinque apparecchi da gioco senza che l’esercizio avesse titolo alla reinstallazione. Personale della società elettrica ha riscontrato la manomissione del contatore elettrico, con un danno quantificato intorno ai 20.000 euro. Alla luce dei riscontri, la titolare è stata denunciata in stato di libertà per il furto di energia elettrica, per l’omessa manutenzione dell’impianto elettrico e dei dispositivi di sicurezza e sanzionata amministrativamente per 10.000 euro per l’installazione degli apparecchi da gioco con vincita in denaro in violazione delle distanze dai luoghi sensibili.
Il furto di energia elettrica è stato riscontrato anche in centro città in un bar di via Matteo Pescatore, per un ammontare pari a 4.000 euro. Gli estintori presenti nell’area di somministrazione riportavano come ultima data di revisione 2019 e 2020. Il titolare è stato denunciato in stato di libertà per furto di energia elettrica e per l’omessa revisione e installazione dei dispositivi di emergenza antincendio, oltre ad essere sanzionato amministrativamente per diverse violazioni.
Nel quartiere Santa Rita, invece, il titolare di un bar è stato denunciato in stato di libertà per esercizio del gioco d’azzardo e frode informatica. Le slot machine, a causa della velocità dei rulli, non permettevano al giocatore di arrestare la macchina sulla combinazione vincente. Le slot machine, inoltre, non erano collegate con l’Agenzia delle Dogane e Monopoli, fatto che ha provocato danni all’erario.
A Regio Parco, invece, un minimarket è stato sanzionato amministrativamente per diverse violazioni, tra le quali l’assenza di etichettatura dei prodotti in lingua italiana così da favorire informazioni, precise, chiare e comprensibili all’utenza sulle caratteristiche degli alimenti, sulle proprietà e sugli ingredienti.
Personale della Divisione PAS ha anche controllato una sala giochi di Frossasco, l’esercente è stata deferita all’A.G. per la violazione delle prescrizioni previste dall’autorizzazione di P.S. Gli agenti hanno riscontrato l’oscuramento delle vetrate con pellicole nere. Inoltre, l’esercente è stata sanzionata amministrativamente per difformità in merito alla sala fumatori, dove tra l’altro erano presenti apparecchi da gioco.
Complessivamente, nel corso delle attività sono state emesse sanzioni per 66.000 euro.

E’ grave presunto spacciatore investito da auto durante i controlli: i pusher contro la polizia

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Un giovane, presunto pusher e’ in gravi condizioni al Cto dopo essere stato investito, forse mentre fuggiva, da un’auto nel corso di un controllo antidroga della polizia in corso Principe Oddone, a Torino tra corso Umbria e via Ravenna. L’incidente è avvenuto ieri sera intorno alle 22.30, e ha provocato una rivolta di spacciatori nordafricani contro gli agenti della polizia, intervenuta con diverse volanti.

Frana sul Monviso: nessuna persona coinvolta

Il Soccorso alpino ha accertato che sul Monviso, dove l’altro ieri è caduta una frana, non sono state coinvolte persone.

Il sentiero in prossimità del Rifugio Quintino Sella è stato interessato  da una consistente nube di polvere e detriti sollevata dal distacco, ma non è stato direttamente investito dal corpo principale della frana.

Frana sul Monviso, un tavolo in Regione

L’assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna Marco Gallo: «Il distacco di martedì si inserisce in una successione di fenomeni che interessa da tempo il Monviso. Per la prima volta riuniremo in Regione competenze diverse per costruire un quadro unitario e comprendere che cosa sta accadendo al Re di Pietra»
La Regione Piemonte convocherà nei prossimi giorni un tavolo sul Monviso all’interno dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici per approfondire quanto accaduto nella serata di martedì primo settembre sul versante nord-est della montagna e avviare un lavoro strutturato di conoscenza, osservazione e valutazione delle possibili azioni sul fronte del monitoraggio, della prevenzione e della sicurezza.
Al tavolo saranno chiamati a partecipare il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, Arpa Piemonte, i tecnici e le direzioni regionali coinvolte, la Provincia di Cuneo, gli enti territoriali e i soggetti scientifici e istituzionali in grado di mettere a disposizione conoscenze, dati e competenze sul massiccio del Monviso.
L’obiettivo è riunire per la prima volta in Regione, all’interno di un unico luogo di confronto, professionalità e punti di osservazione differenti, mettendo in relazione le informazioni già disponibili e costruendo una lettura complessiva dell’evoluzione della montagna.
La decisione arriva dopo il vasto distacco che ha interessato l’area nei pressi del rifugio Quintino Sella. Gli accertamenti effettuati dal Soccorso Alpino hanno fortunatamente escluso il coinvolgimento di persone.
Le verifiche hanno inoltre evidenziato che il sentiero verso Pian del Re è stato raggiunto soprattutto dalla consistente nube di polvere e detriti sollevata dal crollo, senza essere direttamente investito dal corpo principale della frana.
«La notizia che nessuno sia rimasto coinvolto rappresenta un grande sollievo – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna Marco Gallo –. Ringraziamo profondamente il Soccorso Alpino, gli equipaggi dell’elisoccorso e tutti i soccorritori che, dalla serata di ieri e per tutta la notte, si sono immediatamente attivati per verificare l’eventuale presenza di persone nell’area e garantire le condizioni di sicurezza. La loro tempestività, preparazione e generosità costituiscono un patrimonio prezioso per l’intero Piemonte».
Quello di martedì non è un episodio isolato. Negli ultimi anni il versante nord-est del Monviso è stato interessato da una successione di crolli e distacchi, tra i quali quello di grandi dimensioni avvenuto nel dicembre 2019 e successivamente studiato da Arpa Piemonte. Le analisi condotte hanno evidenziato una configurazione geologica e strutturale che rende il versante particolarmente predisposto ai fenomeni di instabilità. L’ampiezza dell’ultimo distacco, la cui effettiva entità dovrà essere determinata attraverso gli approfondimenti tecnici, rende ancora più evidente la necessità di mettere a sistema le conoscenze maturate nel tempo e di affrontare l’evoluzione del Monviso attraverso un metodo condiviso e continuativo.
«Le Alpi sono considerate un hotspot del cambiamento climatico, un territorio nel quale gli effetti delle trasformazioni in corso si manifestano con particolare evidenza – sottolinea l’assessore Marco Gallo –. La successione dei fenomeni osservati sul Monviso ci impone di interrogarci, raccogliere dati e comprendere come sta cambiando una montagna che è simbolo del Piemonte e sentinella dei cambiamenti delle Alpi».
Il lavoro del tavolo si collegherà anche al percorso avviato dalla Regione Piemonte con l’Osservatorio sui cambiamenti climatici, nato per rafforzare la conoscenza delle trasformazioni in corso, valutarne gli effetti sui territori e sostenere la definizione di politiche di adattamento, prevenzione dei rischi e resilienza.
«Non partiamo con conclusioni già scritte né con la presunzione di poter governare ogni trasformazione naturale – conclude Gallo –. Vogliamo creare le condizioni perché tutte le conoscenze disponibili possano dialogare e aiutarci a comprendere meglio ciò che sta accadendo. Conoscere più a fondo la montagna significa rafforzare la prevenzione e proteggere chi vive ai suoi piedi, chi vi lavora e chi la frequenta».

Coldiretti Piemonte: Unione Europea, dal 3 settembre stop alla carne brasiliana

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Dal 3 settembre l’Europa chiude le porte a carne e altri prodotti di origine animale brasiliana che non garantiscono il rispetto delle stesse regole imposte agli allevatori europei. Si tratta di una vittoria figlia della battaglia condotta da Coldiretti e Filiera Italia in Italia e a Bruxelles per affermare il principio di reciprocità.  Non una battaglia contro il commercio Internazionale,  ma contro la concorrenza sleale che per troppo tempo ha preteso dagli agricoltori europei gli standard più elevati al mondo consentendo, allo stesso tempo, l’ingresso di prodotti che non offrivano garanzie equivalenti.

“Una decisione che segna un principio fondamentale: non può esserci tutela del reddito degli agricoltori né della salute dei cittadini se nel mercato europeo entrano prodotti ottenuti  secondo standard diversi e meno rigorosi rispetto a quelli richiesti alle nostre imprese – affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte , e Bruno Rivarossa, delegato confederale – È la dimostrazione che la reciprocità non è uno slogan, ma può e deve diventare il criterio sul quale costruire la politica commerciale europea. Ai nostri allevatori sono richiesti ogni giorno investimenti e regole rigorose sulla tracciabilità, sul benessere animale  e sulla sicurezza alimentare. Non è più  accettabile che gli stessi obblighi scompaiano quando il prodotto arriva da migliaia di km di distanza. Con lo stop, quindi, difendiamo le nostre razze autoctone, il lavoro degli imprenditori e la salute dei cittadini”.

Dopo le denunce e le mobilitazioni di Coldiretti e Filiera Italia, l’Unione Europea ha finalmente verificato sul campo la capacità del sistema brasiliano di rispettare norme comunitarie. Dal 3 settembre il Brasile non figura, dunque, tra quelli autorizzati per l’ingresso nell’Unione di una serie di prodotti di origine animale, tra cui carni bovine, pollame, miele e prodotti dell’acquacoltura.

“Il commercio è un’opportunità solo quando avviene a condizioni eque, chi vuole vendere alimenti sul mercato europeo deve garantire gli stessi standard degli agricoltori europei. Ci auguriamo che quanto successo con il Brasile, venga attuato anche con il grano canadese trattato in preraccolta con glifosato, secondo pratiche non consentite agli agricoltori italiani, e per tutte quelle formule che non tengono conto delle regole a cui adempiono le nostre produzioni. Lo stop al Brasile dimostra che cambiare le regole è possibile. Ora l’Europa deve trasformare questa decisione in un principio generale che preveda stesse regole, stessi controlli e stesse garanzie per tutti i prodotti che arrivano sulle tavole dei cittadini europei – concludono Brizzolari e Rivarossa”.

Mara Martellotta