CRONACA

Gesto estremo dal ponte: salvato dagli agenti

Cercava di compiere il gesto estremo, buttandosi da un ponte: salvato in extremis dagli agenti di polizia. È successo la notte del 15 marzo quando un uomo, di origine straniera, aveva provato a scavalcare la ringhiera del Ponte Duca degli Abruzzi. A dare l’allarme è stata una donna che stava assistendo alla scena.

Sul posto è intervenuta subito una pattuglia dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, che si trovava in zona per i controlli di routine nel quartiere. Gli agenti hanno poi tentato di calmarlo dialogando con lui, già oltre la ringhiera dove opponeva forte resistenza. In un secondo momento arrivano altri agenti e, facendo leva su un attimo di distrazione dell’uomo sul margine per lasciarsi andare nel vuoto, riescono ad afferrarlo e a salvarlo portandolo in sicurezza sul marciapiede, nonostante si opponesse.

VI.G

Il Gran dji Bric incontra il Pinerolese

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Venerdì 13 marzo scorso si è  svolta a Pinerolo, presso l’Hotel Cavalieri, pizzeria Basilico, una serata dedicata alla promozione delle filiere corte agricole e ai vantaggi per agricoltori, trasformatori e consumatori che sottoscrivono questi contratti di filiera.
La serata, organizzata da Coldiretti Torino, è stata l’occasione per presentare l’esperienza della “Filiera del Gran dji Bric della Collina del Chivassese” e per la firma di un protocollo di fornitura della farina del Gran dji Bric, che sarà utilizzata in tre esercizi del Pinerolese, la pasticceria Ferraud, la Locanda La Posta di Cavour e la pizzeria Basilico.

La filiera del Gran dji Bric rappresenta un esempio virtuoso di filiera agricola che raggruppa una ventina di agricoltori che seminano alcune varietà di grano tenero da panificazione e prodotti da forno adatte al territorio collinare su una superficie di 100 ettari in dodici Comuni, tra cui Casalborgone, Monteu da Po, Verrua Savoia, San Sebastiano da Po, Sciolze, San Raffaele Cimena, Rivalba, Lauriano, Cavagnolo, Castagneto Po, Bruzolo e Brusasco.
Il grano viene trasformato in farina dal Mulino di Casalborgone, da cui si riforniscono quattro panificatori  e trasformatori del territorio che, con la farina del Gran dji Bric sfornano varie tipologie di pane, biscotti e grissini.

“A Pinerolo abbiamo illustrato il valore e le grandi potenzialità delle filiere agricole regolate dai contratti di filiera – ha spiegato il Presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici – Per questo vogliamo ringraziare le realtà economiche che, anche del Pinerolese, hanno creduto nelle filiere locali del cibo. Di fronte alle pratiche sleali delle catene lunghe della distribuzione alimentare e di fronte alla scarsa remunerazione riservata ai produttori , vogliamo ribadire l’efficacia dei contratti di filiera grazie ai quali alle aziende agricole si garantisce un compenso adeguato, mentre ai trasformatori si fornisce un prodotto di qualità a Km zero , dove tutto il territorio viene coinvolto nella creazione di valore per il prodotto locale”.
Ai trasformatori già aderenti nel Chivassese si aggiungono, quindi, i locali del Pinerolese.

“Da sempre crediamo nel valore dei prodotto del territorio  – ricorda Giovanni Genovesio , titolare dei locali coinvolti nella firma del protocollo – introdurre anche nel Pinerolese l’utilizzo di farine da filiera della provincia di Torino, in questo caso della collina di Chivasso, ci pare un gesto di attenzione verso il prezioso lavoro degli agricoltori e dei consumatori che hanno diritto a prodotti di sempre maggiore qualità.  Abbiamo potuto testare queste farine e le abbiamo trovate di qualità eccellente , da qui la decisione di utilizzarle per i nostri menù.
“Per la filiera Gran dji Bric – dichiara Ornella Cravero responsabile del progetto Coldiretti Torino – è  stata un’ottima occasione per farsi conoscere ai di fuori dei confini del territorio chivassese e acquisire nuovi clienti, uno stimolo ad aumentare le superfici coltivate, ma anche un esempio per altri territori, a partire proprio dal Pinerolese, a seguire l’esempio dei contratti di filiera sui prodotti agricoli”.

Mara Martellotta

Commissario prefettizio a Romano Canavese

Preso atto dell’impossibilità di assicurare il normale funzionamento del consiglio comunale per la mancata surroga dei consiglieri dimissionari, il Prefetto di Torino, con provvedimento in data 16. marzo ha sospeso il Consiglio comunale di Romano Canavese ed ha nominato il viceprefetto aggiunto Francesco Farina commissario prefettizio dell’ente, in attesa del decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento del consiglio comunale e di nomina del commissario straordinario

Gara Torino – Milano, limitazioni al transito

Per consentire lo svolgimento della 107° edizione della competizione ciclistica Milano-Torino, mercoledì 18 marzo sono previste limitazioni temporanee al traffico sulle statali 10 “Padana Inferiore” e 11 “Padana Superiore”, nell’ambito della Città Metropolitana di Torino.

Dalle 12:00 alle 17:30 è prevista la chiusura al transito della SS10 tra l’inizio di competenza Anas all’altezza di località Mongreno (km 7,870) e la rotatoria lato Pino Torinese (km 11,700) con circolazione garantita per i residenti di via Mongreno e via Sassi e per i mezzi di soccorso.

Sempre dalle ore 12:00 alle ore 17:30 sarà inoltre chiuso al traffico lo svincolo di uscita dalla SS11 per l’immissione sulla SP500, a Brandizzo (km 15,900).

Durante la chiusura della statale 10 i veicoli leggeri potranno percorrere la SP5 (Via Chieri nel Comune di Pino Torinese e Corso Chieri nel Comune di Torino). La deviazione sarà segnalata in loco. Il percorso alternativo consigliato per i mezzi con peso superiore a 3,5 tonnellate è costituito dalla Tangenziale di Torino.

Torino, detenuto del carcere si è tolto la vita in cella

«Nel tardo pomeriggio di ieri un detenuto ristretto presso la Casa Circondariale di Torino, all’interno del Padiglione E, si è tolto la vita impiccandosi. Al momento non sono ancora noti i motivi che possano averlo indotto a compiere questo gesto estremo».

Lo dichiara Vicente Santilli, Segretario Nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).

«Ancora una volta il carcere registra una morte che pesa come un macigno sull’intero sistema penitenziario. La perdita di una vita all’interno di un istituto di pena rappresenta sempre una sconfitta per lo Stato e impone una riflessione seria e profonda sulle condizioni di vita negli istituti, sul fenomeno del sovraffollamento e sulla necessità di rafforzare concretamente gli strumenti di prevenzione e di tutela della dignità e della vita delle persone detenute».

Santilli aggiunge: «È necessario intervenire con urgenza attraverso misure concrete che consentano di rafforzare gli organici, migliorare le condizioni di lavoro del personale e potenziare gli strumenti di prevenzione del disagio detentivo. Non è più accettabile restare indifferenti di fronte al ripetersi di simili tragedie».

Il SAPPE esprime inoltre apprezzamento per le recenti parole del Capo dello Stato. «Siamo grati al Presidente della Repubblica – prosegue Santilli – che ieri ha accolto al Quirinale una delegazione della Polizia Penitenziaria in occasione del 209° anniversario della fondazione del Corpo, per aver affermato con forza la necessità di un intervento urgente e risolutore sulla gravissima crisi del sistema penitenziario italiano. Il Presidente ha sottolineato come, purtroppo, la piaga dei suicidi in carcere non si attenui e rappresenti una sconfitta per lo Stato: parole che condividiamo pienamente, avendole più volte evidenziate anche noi».

Sul tema interviene anche Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE: «I suicidi in carcere sono inaccettabili, così come sono inaccettabili le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria, impegnato H24 nelle sezioni detentive e sempre più spesso vittima di aggressioni e atti violenti da parte della componente più problematica della popolazione detenuta. Nei nostri istituti si deve poter respirare un’aria diversa da quella che ha condotto alla illegalità e al crimine: noi siamo pronti a dare il nostro contributo».

Il SAPPE ribadisce quindi la propria proposta di riforma del sistema penitenziario, articolata su tre livelli: «Un primo gradino – spiega Capece – per i reati meno gravi, con pene non superiori ai tre anni, da scontare attraverso misure alternative come la messa alla prova; un secondo livello per pene superiori, da espiare in istituti meno affollati anche grazie alla riduzione della custodia cautelare; un terzo livello destinato alla massima sicurezza, dove il contenimento in carcere resta prioritario».

«Il sovraffollamento – conclude il SAPPE – è un problema storico e diffuso anche in altri Paesi europei, ma affrontabile con modelli diversi. È necessario ripensare l’esecuzione penale: da un lato riservando il carcere ai fatti di maggiore gravità sociale, dall’altro individuando condotte per le quali, pur restando rilevanti penalmente, non sia necessario il ricorso alla detenzione».

Bando di contributi per la valorizzazione dei piccoli Comuni

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Torna per il terzo anno consecutivo il bando di Città metropolitana di Torino rivolto ai Comuni con popolazione inferiore ai 10mila abitanti per supportare i progetti di valorizzazione del territorio: i contributi sono previsti a sostegno di eventi, attività, manifestazioni, progetti per promuovere la conoscenza del patrimonio storico, artistico, culturale ed enogastronomico.
“Torniamo a destinare risorse per aiutare sindache e sindaci impegnati a consolidare e valorizzare l’identità locale. Gli eventi di promozione locale rappresentano l’anima del territorio nelle piccole comunità e meritano di essere sostenuti” sottolinea il vicesindaco di Città metropolitana di Torino Jacopo Suppo. I contributi previsti in totale ammontano a 100mila euro e saranno destinati a seconda della dimensione economica del progetto presentato.
Le iniziative dovranno essere attuate e rendicontate entro il 31 dicembre 2026.
Le domande da parte dei Comuni dovranno essere presentate entro il 20 aprile 2026 esclusivamente tramite posta elettronica certificata PEC a protocollo@cert.cittametropolitana.torino.it
La documentazione è online

Molinette, molestie a una tirocinante: condannato ex infermiere

Condanna a 1 anno e otto mesi per l’infermiere dell’ospedale Molinette di Torino, oggi in pensione, che è stato giudicato in primo grado con l’accusa di aver molestato una tirocinante Oss.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’uomo avrebbe rivolto alla giovane apprezzamenti indesiderati, avanzato richieste insistenti di attenzioni e messo in atto comportamenti ritenuti molesti. Il giudice ha inoltre disposto un risarcimento immediato di 5mila euro a favore della vittima, che si è costituita parte civile nel processo.

Come parte della pena, l’imputato dovrà seguire un percorso rieducativo con la frequenza di corsi specifici per uomini autori di violenza.

Nel corso dell’udienza, l’uomo  ha reso dichiarazioni spontanee respingendo le accuse e sostenendo che i contatti con la tirocinante fossero esclusivamente legati all’attività lavorativa.

Ladri sfondano il compro-oro con un’auto: vetrina in mille pezzi

Distruggono la vetrina del compro-oro usando l’auto come ariete per arraffare tutto, ma l’illusione del grande colpo svanisce in pochi minuti.

È successo la sera del 14 marzo al negozio Orocash di via Lanzo a Borgaro Torinese. Un gruppo di malviventi ha fatto irruzione con due auto: una usata come ariete per sfondare la vetrina, ridotta in frantumi. Avevano già iniziato a smontare la cassaforte quando è arrivata la pattuglia.

Sul posto, i carabinieri della stazione di Caselle Torinese e del nucleo radiomobile della compagnia di Venaria Reale. Nonostante il rapido intervento, i sei ladri sono riusciti a fuggire ma a mani vuote. L’attività dovrà ora far fronte a gravi danni e per il momento è rimasta chiusa.

VI.G

A Rivoli torna il Mercato Europeo

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Dal 27 al 29 marzo cento espositori da Italia, Europa e dal mondo

Rivoli si prepara ad accogliere l’undicesima edizione del Mercato Europeo, la mostra-mercato itinerante organizzata da FIVA Confcommercio e patrocinata dalla Città di Rivoli.

Da venerdì 27 a domenica 29 marzo 2026, le vie e le piazze del centro cittadino – piazza Martiri, corso Francia e corso Susa – torneranno ad animarsi con 100 espositori provenienti dall’Italia, dall’Europa e da diversi Paesi del mondo, in un appuntamento che negli anni è diventato una presenza stabile nel calendario degli eventi cittadini.

Per tre giorni Rivoli si trasformerà in una grande vetrina internazionale dedicata all’artigianato e alle specialità enogastronomiche, con stand aperti dalle 10 alle 24 e un percorso tra sapori, profumi e tradizioni provenienti da numerosi Paesi.

Accanto alle presenze ormai affezionate alla tappa rivolese – dalla paella spagnola ai biscotti della Bretagna, dalla ceramica inglese alle specialità sarde, fino allo speck austriaco e ai prodotti delle valli alpine – l’edizione 2026 porterà anche diverse novità. Tra queste spiccano i Pasteis de Nata portoghesi, i celebri cestini di pasta sfoglia con crema all’uovo leggermente caramellata, e l’artigianato tipico della Turchia, con tè, infusi, oli essenziali e prodotti tradizionali. Non mancheranno inoltre nuove proposte italiane, tra cui pelletteria artigianale delle Marche, tessile per la casa e profumi per l’ambiente e la persona.

«Il Mercato Europeo – dichiara il sindaco Alessandro Errigo – è un appuntamento ormai consolidato per la nostra città, capace di richiamare visitatori e famiglie e di animare il centro storico con una proposta che unisce tradizioni, culture e sapori diversi. Eventi come questo contribuiscono a rendere Rivoli sempre più viva e attrattiva».

«La manifestazione – aggiunge l’assessore al Commercio Marco Tilelli – rappresenta anche un’occasione importante per il commercio cittadino e per il centro di Rivoli, che per tre giorni diventa una vera piazza internazionale. Ringraziamo FIVA Confcommercio e gli operatori che ogni anno scelgono la nostra città come tappa di questo circuito europeo».

Grazie alla presenza di espositori provenienti da diversi Paesi, il Mercato Europeo offrirà ai visitatori un viaggio tra culture e tradizioni, trasformando il centro di Rivoli in una piazza cosmopolita dove, accanto alle bandiere europee (dall’Austria al Regno Unito, dalla Francia alla Spagna) troveranno spazio anche sapori e artigianato provenienti da altri continenti.

Anche il Piemonte chiede lo stop alla macellazione equina

Mentre la petizione con cui Animal Equality Italia chiede al Governo di fermare la macellazione degli equidi, ha superato in pochi mesi le 250 mila firme, in Piemonte la consigliera regionale Sarah Disabato del Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione a tutela degli equidi e a sostegno delle proposte parlamentari che ne chiedono il riconoscimento come animali d’affezione. Anche in Piemonte, dove il consumo di carne equina è tra i più bassi a livello nazionale (6%), cresce il sostegno a favore della fine della macellazione degli equidi.
Nel testo della mozione presentata dalla consigliera regionale Sarah Disabato, che invita la Regione a unirsi alle proposte di legge che hanno iniziato l’iter di discussione in Parlamento, sono indicati diversi e fondamentali impegni richiesti alla Giunta Regionale piemontese. Tra questi: promuovere le iniziative di prevenzione e contrasto al maltrattamento degli equidi e alla loro detenzione incompatibile con il benessere animale, valutare l’esclusione della carne equina dai capitolati e dagli indirizzi d’acquisto delle mense e dei servizi di ristorazione riconducibili alla Regione Piemonte, attivarsi presso il Governo e il Parlamento anche attraverso la conferenza Stato-Regioni, affinchè venga istituita una disciplina nazionale che riconosca gli equidi come animali d’affezione, e preveda il progressivo superamento del loro allevamento, importazione, esportazione e macellazione a fini alimentari. Sostenere la calendarizzazione e l’approvazione delle proposte di legge nazionali volte al riconoscimento degli equidi quali animali d’affezione e al rafforzamento della loro tutela.

“I cavalli non sono merce da macello – commenta Sarah Disabato – ma esseri senzienti che meritano protezione assoluta. Con questo provvedimento, chiediamo alle istituzioni di chiudere la filiera alimentare equina e di riconoscere loro lo status di animali d’affezione, mettendo fine a un sistema che troppo spesso nasconde maltrattamenti e rischi per la salute”.

“Fermare la macellazione degli equidi è un passaggio fondamentale per contribuire a ridurre la sofferenza di tutti gli animali sfruttati a scopo alimentare – dichiara Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia – come già richiesto da migliaia di cittadini e cittadine italiane che hanno sottoscritto la nostra petizione. Questa mozione, che auspico venga calendarizzata e approvata in breve tempo, costituisce un ulteriore passo in avanti verso il riconoscimento di tutti gli equidi come animali d’affezione in Italia.

Mara Martellotta