CRONACA

Terminati i lavori sulla Provinciale 167 a San Pietro Val Lemina

Sono terminati i lavori di adeguamento delle barriere stradali sul ponte lungo la Provinciale 167 al km 3+970 nel Comune di San Pietro Val Lemina. I lavori, iniziati nello scorso mese di novembre, sono stati finanziati interamente da fondi della Città metropolitana di Torino provenienti dai canoni idrici, per un importo totale di 220.000 euro. L’intervento ha previsto la sostituzione della barriera tritubo in acciaio con una barriera in acciaio corten e legno lamellare, per un migliore inserimento nel contesto ambientale. Per garantire la corretta installazione dei nuovi elementi è stato ricostruito il cordolo porta-barriera in cemento armato. Si è inoltre proceduto all’impermeabilizzazione della parte superiore del ponte. I lavori sono stati poi completati con il rifacimento della pavimentazione stradale e della segnaletica orizzontale. Sia il progetto che la direzione dei lavori sono stati curati dalla Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana.

Sconfitta una rarissima patologia immunologica gestazionale, salvi mamma e neonato

Federica ha 30 anni, già mamma di una bambina di sette anni (Ludovica), giunse alla osservazione del reparto di Ostetricia e Ginecologia 4 dell’ospedale Sant’Anna di Torino (diretto dal dottor Saverio Danese) il 16 luglio 2025 all’ottavo mese della sua seconda gravidanza, fino ad allora decorsa in modo del tutto naturale. La paziente si era recata in ospedale per un controllo medico di routine che evidenziò un inatteso e grave stato di sofferenza fetale. Si decise per l’espletamento urgente del parto con taglio cesareo. Il neonato, affidato alle cure del reparto di Neonatologia del Sant’Anna (diretto dalla dottoressa Caterina Carbonara) ed alla Unità di Terapia Intensiva Neonatale (responsabile dottoressa Francesca Campagnoli), mostrò da subito un gravissimo stato di insufficienza epatica e renale che ne determinò il decesso dopo tre giorni di vita.
Gli accertamenti successivi evidenziarono che a causare la morte del bimbo era stata una grave e rarissima forma di incompatibilità immunologica tra madre e feto: il sistema immunitario materno aveva prodotto durante la gravidanza degli anticorpi che avevano “attaccato” le cellule epatiche fetali determinando l’insufficienza del fegato, e di conseguenza multiorgano. Questa patologia, chiamata con l’acronimo GALD (Gestational Alloimmune Liver Disease), è rarissima, tanto che non si conosce l’esatta incidenza nella popolazione generale, ma purtroppo ha anche un altissimo tasso di ricorrenza nelle gravidanze successive (fino al 90%).
La diagnosi precoce di tale patologia in gravidanza è pressochè impossibile. Quando la gravidanza ne risulta affetta, il suo esito è praticamente sempre infausto: la gestazione si interrompe in utero oppure con la morte del neonato a meno che non si riesca a intervenire in tempo con un trapianto di fegato.
Per aiutare a comprendere meglio il meccanismo della malattia, si può fare riferimento ad altre reazioni immunologiche ben più conosciute, come ad esempio la reazione immunitaria di una madre gravida con gruppo sanguigno Rh negativo contro il sangue del feto con gruppo sanguigno Rh positivo, oppure si può paragonare questa patologia alla reazione di rigetto di un ricevente di un organo trapiantato.
Dopo questo evento, una équipe multidisciplinare formata da ginecologi esperti di patologia ostetrica del reparto e neonatologi del Sant’Anna incontrò i genitori per condividere con loro le informazioni disponibili su questa patologia: il rischio altissimo che la patologia avrebbe potuto ripresentarsi nelle gravidanze successive. La letteratura scientifica disponibile proponeva una unica possibilità di cura durante la gravidanza che comunque non garantiva il successo. Grazie alla Direzione sanitaria del Sant’Anna (Direttore dottor Umberto Fiandra), questa terapia, tentata alcune volte presso centri ostetrici all’estero, consiste nel somministrare alla mamma in gravidanza dei flaconi di immunoglobuline umane per via endovenosa. Una somministrazione una volta alla settimana, dal mattino alla sera, a partire dal terzo mese di gestazione fino al termine della gravidanza.
Federica e il suo compagno Luca, dimostrando grande fiducia verso la vita e sostenuti dall’amore verso la figlia Ludovica che tanto aveva sognato di avere un fratellino, hanno iniziato una nuova gravidanza alla fine del 2025.
La paziente è stata presa in carico dall’Ambulatorio Gravidanze a rischio (responsabile dottor Carlo Maria Carmazzi) del reparto di Ostetricia e Ginecologia 4 (diretto dal dottor Danese) e da febbraio 2026 sottoposta alla terapia endovenosa e a continuo monitoraggio delle condizioni cliniche materne e fetali. Tuttavia Federica si è sottoposta al trattamento di lunghe sedute infusionali dal mattino alle sera senza mai perdere il sorriso.
Una delle sfide che i medici hanno dovuto affrontare è stata rappresentata dal fatto che un’eventuale insorgenza di danno epatico fetale non era comunque individuabile tempestivamente in alcun modo. La scelta di far nascere il bambino due mesi prima del termine è stata presa in condivisione con i pediatri, scelta frutto di un compromesso tra uno stato di benessere fetale documentabile e non ancora inficiato dal potenziale danno, e un’epoca gestazionale prematura ma ben gestibile dalla alta professionalità della équipe neonatologica del Sant’Anna.
Federica ha partorito Filippo con successo il 23 giugno 2026 a 32 settimane di gestazione con un taglio cesareo eseguito dalla dottoressa Elisabetta Cantanna (che ha seguito tutta la gravidanza): affidato alle cure del reparto di Neonatologia del Sant’Anna (diretto dalla dottoressa Caterina Carbonara) ed alla Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Sant’Anna (responsabile dottoressa Francesca Campagnoli) e sottoposto in modo seriato ad accertamenti che hanno escluso del tutto la presenza di danno immunologico epatico.
“Questa storia a lieto fine testimonia ancora una volta l’eccellenza multidisciplinare dell’ospedale Sant’Anna e del Servizio Sanitario regionale. I nostri professionisti hanno permesso che avvenisse un vero e proprio miracolo della vita, grazie anche alle terapie messe a disposizione e alla tenacia di Federica e Luca” dichiara Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Piemonte, oltre 1.200 studenti coinvolti per un anno di educazione ambientale

 

Nel 2025-2026 realizzati 21 incontri nelle scuole grazie ai referenti di Plastic Free Onlus. Le attività proseguiranno nei centri estivi

Sono 1.253 gli studenti coinvolti in Piemonte in attività di educazione ambientale durante l’anno scolastico 2025-2026 appena concluso. Dalle scuole dell’infanzia alle primarie, dalle secondarie di primo e secondo grado fino alle università, sono stati realizzati 21 appuntamenti dedicati all’inquinamento da plastica, alla corretta gestione dei rifiuti e alle conseguenze dei comportamenti quotidiani sugli ecosistemi e sulla salute.

Il dato piemontese si inserisce nel bilancio nazionale delle iniziative realizzate da Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, che nell’anno scolastico appena concluso ha coinvolto 78.682 studenti in Italia attraverso 915 appuntamenti in 18 regioni. Un percorso reso possibile dalla rete dei referenti territoriali e dalla collaborazione di dirigenti scolastici, docenti ed educatori, che proseguirà nei prossimi mesi attraverso incontri e attività nei centri estivi.

Gli incontri vengono modulati in base all’età degli studenti e alternano spiegazioni, immagini, video, giochi e quiz a momenti di confronto. Ai più piccoli i temi ambientali vengono presentati attraverso un linguaggio semplice e attività ludiche, mentre con gli studenti più grandi vengono approfonditi il ciclo di vita della plastica, la dispersione dei rifiuti, le microplastiche, il consumo consapevole e le possibili alternative ai prodotti usa e getta.

Durante numerosi appuntamenti vengono mostrati anche oggetti realmente recuperati nel corso delle raccolte ambientali. I rifiuti rinvenuti sulle spiagge, lungo i fiumi, nei parchi e nelle aree urbane diventano così strumenti educativi capaci di mostrare concretamente la persistenza della plastica nell’ambiente e i danni che può provocare agli animali, agli ecosistemi e alla salute umana.

Le attività non si limitano a fornire informazioni, ma invitano bambini e ragazzi a riconoscere l’impatto delle proprie abitudini: dalla scelta della borraccia al posto delle bottiglie monouso alla riduzione degli imballaggi, dalla raccolta differenziata al corretto conferimento dei piccoli rifiuti. In alcuni casi, agli incontri in aula seguono passeggiate ecologiche e raccolte sul territorio, a partire dalle aree adiacenti alle scuole. Un modo per trasformare quanto appreso in un’esperienza concreta di cittadinanza attiva.

“Coinvolgere 1.253 studenti in Piemonte significa entrare nelle scuole con un messaggio concreto, capace di parlare ai ragazzi e alle loro famiglie – dichiara Flavia Faccia, referente regionale Piemonte di Plastic Free Onlus –. L’educazione ambientale non è fatta solo di nozioni, ma di consapevolezza, esempi e piccoli gesti quotidiani che possono cambiare il modo in cui viviamo il territorio. Dai rifiuti abbandonati nei parchi e lungo i corsi d’acqua fino all’uso eccessivo della plastica monouso, ogni incontro diventa un’occasione per far capire che la tutela dell’ambiente parte anche dalle scelte di ciascuno. La partecipazione degli studenti e la disponibilità delle scuole ci confermano quanto sia importante continuare su questa strada”.

Falsi incidenti per truffare le assicurazioni

Si tratterebbe di un’associazione per delinquere finalizzata a ottenere risarcimenti assicurativi illeciti simulando incidenti stradali con referti medici falsi.

Sono quattro le persone raggiunte da misure cautelari eseguite dai carabinieri del Nas di Torino, con il supporto del Comando provinciale.

Gli investigatori avrebbero smantellato un sistema che avrebbe permesso di ottenere risarcimenti per oltre 200mila euro attraverso la simulazione di sinistri e la presentazione alle compagnie assicurative di falsi referti medici intestati al pronto soccorso di un ospedale torinese. Sarebbero stati utilizzati anche codici identificativi di pazienti reali.

Denunciato autotrasportatore ubriaco

Nei giorni scorsi, una pattuglia della Polizia di Stato della Sezione Polizia Stradale di Torino, nel corso di un normale servizio di vigilanza sulla Tangenziale di Torino A55, verso le ore 20.00 alla Barriera di Bruere, nel territorio del Comune di Rivoli, ha controllato un complesso veicolare francese, il cui conducente si presentava un evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcolici, con occhi lucidi e alito vinoso. A seguito del controllo con etilometro è infatti emerso che lo stesso stava guidando con un tasso alcolemico pari a 2,42 g/l.
Il conducente è stato quindi deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di “guida in sotto l’influenza dell’alcool” previsto dall’art. 186, comma 2, lettera c) del Codice della Strada, punito con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e con l’arresto da sei mesi a un anno, sanzione aumentata da un terzo alla metà per i conducenti professionali -come previsto dall’186-bis comma 3 del C.d.S.- i quali sono tenuti ad osservare un tasso alcolemico pari a zero.
La patente di guida è stata ritirata e inviata alla locale Prefettura – UTG per l’emissione del provvedimento di inibizione alla guida sul territorio nazionale per il periodo di due anni.
Nella circostanza, il veicolo è stato inoltre sottoposto a fermo amministrativo, poiché il trasporto eccezionale risultava privo dell’autorizzazione prevista dall’art. 10/18 del Codice della strada e affidato a una depositeria autorizzata.

Cia Agricoltori delle Alpi: allarme siccità in montagna

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Il caldo estremo e la persistente siccità stanno producendo gravi effetti sui territori agricoli del Torinese e della Valle d’Aosta, con le situazioni più critiche che si registrano nelle aree interne, collinari e montane, dove la disponibilità di acqua rappresenta ormai il principale fattore di rischio per la tenuta delle aziende agricole e zootecniche.

«Le conseguenze di questa torrida estate non sono uguali ovunque – dichiara Luigi Andreis, direttore provinciale di Cia Agricoltori delle Alpi –. Nelle aree di pianura la presenza di impianti irrigui, canalizzazioni e sistemi di captazione consente, pur con molte difficoltà, di gestire la situazione. Ben diverso è il quadro nelle zone collinari, marginali e soprattutto in alta montagna, dove non esistono infrastrutture per l’approvvigionamento idrico. Quando manca l’acqua, manca anche l’erba e gli allevatori sono costretti a rinunciare all’alpeggio oppure ad anticipare la demonticazione, riportando le mandrie a valle con settimane di anticipo».

Una situazione che rischia di trasformarsi in un doppio danno economico per le aziende zootecniche.

«Chiediamo a Regione Piemonte, Regione Valle d’Aosta e Governo di prevedere deroghe immediate alle regole sul calendario del pascolamento – prosegue Andreis –. Chi è costretto ad abbandonare l’alpeggio prima del tempo, oppure non può nemmeno salirvi per mancanza di pascolo, non deve perdere i contributi pubblici. Sarebbe inaccettabile che, oltre ai danni causati dalla siccità, gli allevatori fossero costretti anche a restituire gli aiuti ricevuti o a vederseli negare, mentre devono acquistare foraggio in pianura per alimentare animali che avrebbero potuto pascolare in montagna. Oltre al danno, sarebbe una vera e propria beffa».

Per questo, Cia Agricoltori delle Alpi chiede anche che venga dichiarato lo stato di emergenza nei casi di demonticazione anticipata o di mancato alpeggio dovuti alle condizioni climatiche eccezionali.

L’associazione sottolinea inoltre come l’attuale quadro normativo non sia più adeguato all’evoluzione del clima: «Prendiamo amaramente atto che il clima cambia molto più rapidamente delle norme – osserva Andreis –. Regole scritte decenni fa non possono più governare una realtà profondamente diversa. Non ha più senso fissare rigidamente al 15 ottobre la conclusione della stagione del pascolamento, quando ottobre e novembre presentano ormai temperature molto più elevate rispetto al passato, consentendo in molti casi ancora il pascolo. È necessario aggiornare la normativa alla nuova realtà climatica, introducendo maggiore flessibilità nella gestione delle attività agricole e zootecniche».

Accanto agli interventi urgenti, Cia Agricoltori delle Alpi ribadisce la necessità di affrontare il problema della siccità con una strategia di lungo periodo: «L’emergenza va gestita, ma non basta più. Occorre mettere in campo misure strutturali che consentano all’agricoltura di adattarsi a un cambiamento climatico ormai evidente. Servono un piano straordinario per la realizzazione di nuovi invasi e micro-invasi, semplificando il più possibile le procedure autorizzative, così da trattenere l’acqua nei periodi piovosi e renderla disponibile durante quelli siccitosi. È fondamentale incentivare la diffusione di sistemi irrigui a basso consumo idrico, dall’irrigazione a goccia a quella a pioggia, e promuovere sistemi agroidraulici per la raccolta delle acque meteoriche, soprattutto nelle aree collinari».

Infine, secondo Andreis, è inevitabile pensare anche all’aggiornamento del modello produttivo: «Se vogliamo mantenere le colture tradizionali, dobbiamo investire in ricerca per rendere varietà come il mais e il nocciolo resistenti ai climi siccitosi, prima che gli agricoltori siano costretti ad affidarsi a produzioni tropicali, come il mango e le banane, uno scenario che preferiremmo non dover vedere».

Estate sulle strade del Piemonte: Anas libera alcune direttrici verso mare e montagna

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Con l’arrivo del grande esodo estivo cresce anche l’attenzione sulla sicurezza stradale, un tema particolarmente sentito in Piemonte. Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio sull’incidentalità stradale, la regione continua infatti a figurare tra quelle con il maggior numero di incidenti, complice una rete viaria molto estesa e un traffico intenso sia sulle arterie autostradali sia sulle principali statali che collegano il Piemonte alla Liguria, alla Valle d’Aosta e alla Francia. Anche l’area metropolitana di Torino registra ogni anno migliaia di sinistri, con un incremento dei flussi durante i mesi estivi dovuto alle partenze per le vacanze e agli spostamenti verso le località turistiche alpine e balneari. Le autorità ricordano che velocità eccessiva, distrazione al volante e uso dello smartphone restano tra le principali cause degli incidenti, motivo per cui nei fine settimana da “bollino rosso” vengono intensificati sia i controlli della Polizia Stradale sia il monitoraggio della rete viaria.

Per affrontare il periodo di maggiore traffico, Anas ha presentato il piano “Estate Sicura 2026”, predisponendo una serie di interventi destinati a rendere più fluida la circolazione durante l’esodo. Dal 24 luglio al 7 settembre saranno sospesi o chiusi 1.175 cantieri, pari all’83% dei 1.414 attualmente presenti sulla rete nazionale gestita dalla società del Gruppo Ferrovie dello Stato.

Le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas indicano che tra il 20 luglio e il 6 settembre sulle strade e autostrade di competenza transiteranno oltre 440 milioni di veicoli, numeri che hanno spinto l’azienda a rafforzare il presidio operativo su tutto il territorio nazionale.

L’iniziativa è stata illustrata nella sede centrale di Anas a Roma, alla presenza dell’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme insieme ai rappresentanti di ACI, Aiscat, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Arma dei Carabinieri e Rai Isoradio.

«In occasione dell’avvio dell’esodo estivo 2026 – ha spiegato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – Anas rinnova il proprio impegno per garantire una rete viaria sempre più sicura, efficiente e in grado di assicurare la migliore mobilità possibile ai milioni di cittadini che si metteranno in viaggio. Nell’ambito del Piano Estate sicura 2026 è stata posta particolare attenzione alla rimozione o alla sospensione dei cantieri lungo le principali arterie stradali e autostradali, con l’obiettivo di fluidificare la circolazione, ridurre i tempi di percorrenza e limitare le situazioni di congestione, contribuendo così a rendere gli spostamenti più agevoli e sicuri. Avremo impegnate 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h24. La sicurezza stradale, tuttavia, non dipende solo dalla qualità delle infrastrutture. Strade moderne, monitorate e ben mantenute rappresentano un elemento fondamentale, ma il primo presidio di sicurezza resta sempre il comportamento di ciascun utente della strada. Rispettare i limiti di velocità, mantenere la distanza di sicurezza, evitare qualsiasi forma di distrazione alla guida, non mettersi al volante in condizioni psicofisiche non idonee e utilizzare correttamente tutti i dispositivi di protezione sono comportamenti essenziali per prevenire gli incidenti e tutelare la propria vita e quella degli altri».

Per garantire il controllo della rete saranno impiegate circa 2.500 persone, tra tecnici, operatori delle Sale Operative Territoriali e personale della Sala Situazioni Nazionale, con monitoraggio del traffico attivo ventiquattr’ore su ventiquattro.

Anche in Piemonte e Valle d’Aosta scatterà il piano di alleggerimento dei cantieri. La struttura territoriale di Anas gestisce complessivamente circa 1.760 chilometri di strade distribuiti in nove province e, in vista dell’aumento dei flussi turistici, sospenderà la maggior parte degli interventi in corso. Le lavorazioni interessano opere di rifacimento delle pavimentazioni, sostituzione delle barriere di sicurezza, consolidamento dei versanti e installazione della segnaletica.

La progressiva eliminazione delle limitazioni al traffico avverrà tra la seconda metà di luglio e i primi giorni di agosto.

In Piemonte resterà operativo fino alla fine di luglio il cantiere sul ponte Cervo, lungo la statale 758 Masserano-Mongrando, nel Biellese, dove sono in corso i lavori di sostituzione dei 19 giunti di dilatazione. Entro il 7 agosto verranno invece sospesi gli interventi di consolidamento della statale 28 del Colle di Nava tra Garessio e Ormea, una delle direttrici più utilizzate durante l’estate per raggiungere la Liguria.

In Valle d’Aosta, entro il 7 agosto saranno sospesi tutti i cantieri attivi lungo la statale 26, compresi quelli relativi all’allargamento della carreggiata tra Bard e Arnad, alla manutenzione delle reti paramassi di Monjovet, alla sostituzione delle barriere di sicurezza a Morgex, al consolidamento del muro di Pré-Saint-Didier e al risanamento dei viadotti Villeneuve, Champagne e Leverogne. Gli interventi riprenderanno una volta terminato l’esodo.

Accanto agli interventi infrastrutturali, Anas rilancia anche le campagne di sensibilizzazione rivolte agli automobilisti. È stato presentato il nuovo spot “Quando sei alla guida, tutto può aspettare”, realizzato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato, con protagonisti Massimiliano Ossini, Ludovica Martino e Gianmarco Tognazzi. Le riprese sono state effettuate nel Centro di Guida Sicura ACI di Vallelunga.

«Il video rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno di Anas nella diffusione di una cultura della sicurezza che coinvolga cittadini, istituzioni e tutti gli operatori del settore. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che ogni viaggio si concluda in sicurezza. Perché la sicurezza stradale è una responsabilità condivisa che nasce dall’incontro tra infrastrutture efficienti, tecnologie innovative e comportamenti consapevoli da parte di ciascun utente», ha aggiunto Gemme.

Prosegue inoltre la collaborazione con Rai Isoradio, che per tutta l’estate trasmetterà brevi messaggi informativi e consigli dedicati alla guida sicura.

Tra le iniziative confermate figura anche la campagna contro l’abbandono degli animali lungo le strade, un fenomeno che continua a rappresentare un grave rischio sia per gli animali sia per gli automobilisti. In media Anas interviene per mettere in salvo un animale ogni cinque giorni. Il progetto “Non abbandonare una parte di te”, premiato ai Mediastars 2026 nella sezione Etico Sociale, punta a sensibilizzare gli automobilisti attraverso immagini che accostano il volto umano a quello animale per evidenziare le conseguenze dell’abbandono.

Viene rilanciata anche la campagna di prevenzione degli incendi boschivi con lo slogan “La strada non è un posacenere. Rispetta l’ambiente, salva il tuo viaggio”, ricordando che gettare mozziconi accesi dal finestrino costituisce un comportamento vietato e può provocare incendi devastanti, favoriti dalle elevate temperature e dalla siccità estiva. Il messaggio sarà diffuso anche attraverso i pannelli a messaggio variabile installati lungo la rete Anas.

Infine continua la collaborazione con la Guardia Costiera attraverso la campagna “Strade e mari sicuri”, che invita i vacanzieri a prestare la stessa attenzione alla sicurezza sia durante gli spostamenti in automobile sia nelle attività in mare, promuovendo comportamenti responsabili e prudenti in ogni fase delle vacanze.

Al Colle dell’Assietta la rievocazione della storica battaglia del 1747

Domenica 19 luglio, presso il Colle dell’Assietta, è in calendario la tradizionale rievocazione della battaglia del 1747 in cui l’esercito sabaudo di Carlo Emanuele III costrinse alla ritirata i francesi di Luigi XV. Fu proprio in quell’occasione che venne coniato il termine piemontese “Bojanen”, quando il comandante piemontese, il conte Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio, ricevuta l’autorizzazione a ritirarsi su posizioni più favorevoli, rispose in piemontese “nojautri i bogioma nen da si” (noi non ci muoviamo da qui). Ancora oggi si utilizza questa espressione dialettale per indicare la tempra caparbia e tenace tipica dei piemontesi.

La rievocazione dell’Assietta, giunta alla sua 58esima edizione, si inserisce nel ricco cartellone della Festa del Piemonte, istituita con legge regionale nel 2022, che proseguirà fino ad ottobre. La giornata di domenica sarà preceduta da una serie di appuntamenti al Colle già nella giornata di sabato 18 luglio, quando anche la Mole, nell’ambito delle celebrazioni, in serata si tingerà dei colori del Drapò.

“Vi invito calorosamente a salire all’Assietta per celebrare un’impresa militare significativa e soprattutto per dare nuovo valore, tutti insieme, alle nostre radici – ha dichiarato Davide Nicco, presidente del Consiglio Regionale – la rievocazione storica dell’Assietta e la Festa del Piemonte, che quest’anno per la prima volta si diffonde su tutto il territorio regionale grazie all’impegno e alla collaborazione di tanti amministratori locali e dell’Associazione Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta’, sono un’opportunità preziosa per riscoprire il significato e l’essenza della ‘piemontesità’ e della nostra storia”.

Info: info@festa-del-piemonte-al-colle-assietta.it

Enrico: 337225401 – Carlo: 348 5146050 (solo Whatsapp)

L’organizzazione si riserva di annullare l’evento in caso di maltempo.

 

Mara Martellotta

Toret verde fluo per segnalare l’allarme clima

Extinction Rebellion ha ridipinto in verde fluo un Toret, in piazza Arbarello, a Torino, che versava in condizioni di degrado. In sovraimpressione la scritta “Caldo e siccità: chi governa ti lascia a secco”. Si tratta, dicono gli attivisti del clima, di “Una denuncia delle responsabilità politiche di Regione e Governo che continuano a minimizzare la crisi ecoclimatica e a negare ogni responsabilità per il peggiorare della situazione, di cui il caldo insopportabile e lo stato di secca del fiume Po sono un innegabile segno”.

Caldo estremo e rider: rafforzare le tutele dei lavoratori

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Si è svolto  a Palazzo Civico l’incontro tra il sindaco Stefano Lo Russo, la vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro e le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori del food delivery, convocato a seguito della richiesta avanzata da Nidil CGIL, Felsa CISL e UILTemp Piemonte per affrontare le criticità determinate dalle elevate temperature di questi giorni.

Nel corso del confronto è stata condivisa la forte preoccupazione per le condizioni in cui operano molti rider, spesso lavoratori autonomi, esposti alle alte temperature e alla radiazione solare anche durante le ore di massimo rischio climatico.

Al termine dell’incontro è stato concordato che il Sindaco invierà una nota al Governo e alla Regione Piemonte per chiedere un rafforzamento delle misure a tutela della salute, della sicurezza e del reddito dei lavoratori del settore.

In particolare, la Città chiederà al Governo di attivare strumenti straordinari di sostegno al reddito per i lavoratori del food delivery, compresi coloro che operano con forme di lavoro autonomo o parasubordinato. L’impossibilità di svolgere le consegne durante le ore di caldo estremo, quando la sospensione dell’attività è necessaria per tutelare la salute, non può infatti tradursi in una perdita economica interamente a carico dei lavoratori.

La richiesta è quella di individuare strumenti analoghi alla cassa integrazione o altre forme alternative di protezione che consentano ai rider di sospendere l’attività nelle giornate e nelle fasce orarie a rischio senza subire conseguenze sul reddito, sull’accesso ai turni, sui punteggi o sulle successive assegnazioni. Le misure dovranno essere strutturate in modo che i relativi costi non ricadano sui lavoratori, ma sui soggetti che organizzano, gestiscono e intermediano il servizio attraverso le piattaforme digitali. È infatti sulle piattaforme che devono gravare le responsabilità organizzative ed economiche necessarie a garantire condizioni di lavoro sicure, comprese le sospensioni o le limitazioni del servizio nelle ore più critiche, senza penalizzazioni economiche o algoritmiche per i rider.

In particolare, la Città chiederà alla Regione Piemonte di dare piena attuazione all’ordinanza regionale, che comprende tra i soggetti tutelati anche coloro che svolgono attività di consegna di beni per conto altrui in ambito urbano con biciclette o veicoli a motore a due ruote, disponendo nei giorni classificati a rischio “alto” dal sistema Worklimate il divieto di lavoro all’aperto tra le 12.30 e le 16 ove non sia possibile adottare adeguate misure di riduzione del rischio, sollecitando lo SPRESAL e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, ciascuno per le proprie competenze, a intensificare le attività di vigilanza e controllo affinché tali disposizioni trovino piena applicazione sul territorio.

La Città di Torino, dal canto suo, attiverà inoltre la Polizia Locale, per quanto di propria competenza, affinché collabori alle attività di vigilanza sul territorio e supporti gli organi competenti nei controlli sul rispetto delle misure poste a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. L’obiettivo è garantire la più ampia efficacia delle azioni di prevenzione, attraverso un’azione coordinata tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti.

“Nessun lavoratore deve essere costretto a scegliere tra la propria salute e il proprio reddito – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo –. Le piattaforme digitali hanno il dovere di garantire condizioni di lavoro sicure e le istituzioni devono assicurare che questo avvenga. Per questo chiediamo al Governo strumenti di tutela del reddito, alla Regione controlli efficaci attraverso gli organismi competenti e, come Città, metteremo a disposizione la Polizia Locale per supportare l’attività di vigilanza sul territorio, nell’ambito delle proprie competenze”.

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