Il Comitato Cittadini Parco Dora nasce spontaneamente dall’iniziativa di un gruppo di residenti del
quartiere, preoccupati per l’avvio del cantiere edilizio denominato “Dora Park”, nell’area compresa
tra via Verolengo, via Assisi e Parco Dora, nel più ampio comparto ex industriale Spina 3 / Area
Vitali.
Dalla documentazione amministrativa e tecnica disponibile risulta che tale ampio comparto sia
interessato da criticità ambientali, in particolare dalla contaminazione delle acque di falda da cromo
esavalente Cr(VI), sostanza di riconosciuta rilevanza tossicologica e cancerogena. Gli atti più
recenti, presenti sul sito del Comune di Torino, descrivono gli interventi di bonifica effettuati fino
ad ora come una gestione temporanea e non ancora risolutiva, richiamando la necessità di valutare
interventi più efficaci ed estesi anche alle porzioni di terreno sovrastanti la falda. Emerge inoltre il
riscontro di superamenti per il parametro idrocarburi totali come n-esano in diversi piezometri, con
necessità di monitoraggi nelle successive campagne e di approfondire la possibile origine del
fenomeno.
In più nella Determinazione Dirigenziale n. DD 1646 del 18 marzo 2026, il Comune di Torino ha
dato atto che, nel quadrante non ancora trasformato in parco o edificato, indicativamente
corrispondente ai lotti di collaudo 4 e 5, nella porzione compresa tra via Borgaro, via Verolengo,
via Assisi e sottopasso Mortara, non saranno possibili nuove edificazioni o trasformazioni prima
dell’approvazione del nuovo progetto di bonifica della falda e/o dell’individuazione e asportazione
delle sorgenti in suolo insaturo o frangia capillare.
Il cantiere “Dora Park” non viene indicato come coincidente con i lotti 4 e 5, la preoccupazione dei
residenti nasce però dal fatto che l’area di cantiere si colloca comunque nel medesimo
comprensorio, già sede delle Ferriere Fiat e storicamente interessato da attività industriali. Prima
delle attuali trasformazioni urbanistiche, il comparto costituiva infatti un’area industriale unitaria o
comunque funzionalmente connessa. Per questo i cittadini chiedono di sapere quali indagini sitospecifiche
siano state effettuate sul lotto interessato dai lavori, quali verifiche siano state svolte su
suolo, sottosuolo e acque sotterranee, e come verranno gestite eventuali terre e rocce da scavo. A tal
proposito, il Comitato ha inviato agli enti competenti un’istanza di accesso documentale, accesso
civico generalizzato e accesso alle informazioni ambientali.
La richiesta assume ulteriore rilevanza anche alla luce della prevista inaugurazione, a settembre
2026, di un polo d’infanzia 0-6 anni a pochi metri dall’area dei cantieri. La presenza di una struttura
destinata a bambini in età prescolare rende ancora più necessario chiarire quali garanzie siano state
acquisite dagli enti competenti prima dell’avvio delle trasformazioni urbanistiche.
A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di preoccupazione: il 14 maggio 2026, nell’area dei lotti 4 e 5,
risulta essere stato eseguito un taglio di alberature in pieno periodo riproduttivo dell’avifauna.
Anche su questo punto, con il sostegno dell’Associazione Task Force Animalista, realtà impegnata
nella tutela degli animali e dell’ambiente, vengono chiesti chiarimenti agli enti competenti, per
verificare se siano stati effettuati i necessari controlli preliminari sulla presenza di nidi attivi e se
l’intervento sia stato autorizzato ed eseguito nel rispetto della normativa a tutela della fauna
selvatica e del Regolamento del Verde pubblico e privato della Città di Torino.
Per quanto risulta ai cittadini, allo stato attuale l’unica iniziativa istituzionale sul tema è stata
l’interpellanza presentata in Consiglio comunale dal consigliere Andrea Russi del Movimento 5
Stelle. Una questione di tale rilevanza ambientale, sanitaria e urbanistica, tuttavia, richiede la
massima trasparenza da parte di tutti gli enti competenti.
“Non vogliamo creare allarmismi, ma chiediamo trasparenza”, dichiarano le referenti del Comitato.
“Chi vive accanto al cantiere ha diritto di sapere se l’area è stata adeguatamente indagata, se il lotto
interessato dai lavori sia stato valutato rispetto alle aree oggetto di bonifica, ai monitoraggi
ambientali e alle criticità documentate nell’Area Vitali, e se le opere previste siano compatibili con
la storia industriale e ambientale del sito. A maggior ragione, con un polo d’infanzia 0-6 anni
previsto a pochi metri dai cantieri, la trasparenza sugli accertamenti ambientali non è un dettaglio: è
una questione di tutela dei residenti, dei bambini e dell’intero quartiere. Chiediamo inoltre
chiarimenti sul taglio degli alberi avvenuto nei lotti 4 e 5 in una fase delicata per la nidificazione”.
Il Comitato Cittadini Parco Dora
La “Carta Arcobaleno” nasce da un percorso partecipato che ha coinvolto attivisti LGBTQIA+, esperti di linguaggio, giuristi e professionisti dell’informazione, seguito da una consultazione pubblica interna alla categoria giornalistica. Obiettivo del documento è promuovere un’informazione attenta ai diritti, rispettosa delle persone e corretta nell’uso del linguaggio.
«E’ il primo documento di questo genere che vede la luce in Italia ed è il frutto di un’attenzione che da tempo il nostro Consiglio riserva all’utilizzo nel giornalismo di linguaggio corretto e non discriminante –spiega il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Stefano Tallia. Ora ci auguriamo che la Carta possa essere recepita anche a livello nazione e sarebbe particolarmente significativo che questo accedesse entro il giugno 2027 quando Torino ospiterà l’EuroPride».