CRONACA

Andrea Busto: precisazioni sul Museo Ettore Fico

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

 

Gentili Amici del Museo Ettore Fico,

mi duole tediarVi con lettere non pertinenti all’arte ma il Comune di Torino e in particolar modo la dottoressa Purchia, mi obbligano a rettificare quanto scritto su «La Stampa» di oggi (15 giugno 2026).

Negli ultimi quattro anni ho scritto alcune e-mail che testimoniano la mia volontà (fin da subito) di offrire alla Città quanto era in mio possesso come patrimonio artistico e immobiliare del Museo Ettore Fico.

La prima e-mail, indirizzata al Sindaco Lo Russo e all’Assessore Purchia, data 30 settembre 2022 ore 08:03 (cito testualmente):

«Il Museo Ettore Fico espone per la prima volta le proprie collezioni […] La raccolta riguarda opere contemporanee, etniche, extraeuropee e di arte antica classica.

Presentiamo in Barriera di Milano, con grande orgoglio, una riflessione approfondita su ciò che potrebbe diventare patrimonio stabile della Città di Torino. È con piacere che Vi invito a una visita privata per farVi conoscere le oltre 140 opere esposte e per illustrarVi i progetti futuri del Museo.»

Il Sindaco non venne.

Seguirono alcuni incontri con l’Assessore Purchia a cui comunicai la mia volontà di lasciare la direzione del Museo e donare l’edificio e le collezioni alla Città.

Seguì una e-mail in data 10 febbraio 2025 ore 11:38:

«Buongiorno Assessora Purchia,

Le scrivo a proposito del nostro precedente incontro, avvenuto in data 13 giugno 2024, per informarLa che nel frattempo ho incontrato l’8 gennaio us. il dottor Massimo Broccio, Presidente della Fondazione Torino Musei, a cui ho espresso la mia volontà di continuare la mission del Museo Ettore Fico oltre la mia permanenza come direttore e presidente dell’istituzione.

L’anno scorso il mio mandato è scaduto in concomitanza del pensionamento e, per queste ragioni, vorrei trovare una soluzione favorevole alla continuità del progetto culturale e sociale legato al MEF.

Ho proposto al dottor Broccio, come l’avevo proposto a Lei, di sondare l’eventualità di un interesse a sostituirmi nella direzione del museo e nella possibilità di una sua continuità espositiva e organizzativa in Barriera di Milano.

La mia proposta è stata così formulata:

Vorrei che un Ente Pubblico, possibilmente il Comune di Torino coadiuvato dalle Fondazioni Bancarie regionali, si facesse carico dell’affitto dello spazio per un tempo indeterminato e che poi ne diventasse il proprietario definitivo al mio decesso. Si tratterebbe di una nuda proprietà con utilizzo immediato dal gennaio 2026. Il valore dell’immobile è stato stimato in 4.000.000€.

L’accordo comprenderebbe anche un cospicuo lascito di opere di Ettore Fico, Luigi Serralunga e oltre 200 opere di artisti contemporanei da Hiber a Armleder, da Lavier a Kiki Smith, da Fratino a Castelli e altri nazionali e internazionali per un valore attuale di mercato di circa 10/15.000.000 €. […]

Ci legge in copia anche il dottor Broccio a cui avevo comunicato che ho attualmente in corso una proposta di ente privato per l’affitto dell’immobile e a cui dovrò dare riscontro entro il 31 marzo 2025.

Invio la stessa mail in copia anche alla segreteria del Sindaco e all’Assessora Salerno.»

Non ricevo alcuna risposta e in data 1° marzo 2025 ore 09:21 invio una nuova mail:

«Gentile Assessora Purchia,

spero che questa mia La trovi bene.

Riprendo in sintesi quanto espresso nella precedente email, inviata il 10 febbraio scorso, a cui non ho avuto riscontro da parte del suo Assessorato.

Poiché mi sta molto a cuore la continuità del progetto avviato nel 2014 in Barriera di Milano, mi preme sapere se vi è qualche interesse da parte della Città a non interrompere le attività culturali ed espositive del museo Ettore Fico.

Come già scritto, ho una proposta in atto che dovrò sottoscrivere il 31 marzo prossimo.

Andrea Busto

Rivoli: Corso Kennedy più sicuro e scorrevole: approvato il progetto

sono partiti  lunedì 15 giugno i lavori di ampliamento di corso Kennedy nel tratto compreso tra via Bruere e via Camogli, uno dei punti più critici della viabilità cittadina. L’intervento, del valore complessivo di oltre 540 mila euro, consentirà di eliminare l’attuale restringimento della carreggiata, migliorare la sicurezza stradale e rendere più scorrevole la circolazione lungo un asse sempre più utilizzato dai cittadini.

Da anni il tratto è regolato da un semaforo a senso unico alternato che, soprattutto nelle ore di punta, provoca rallentamenti e code. Una situazione resa ancora più evidente dall’aumento dei flussi veicolari legati ai lavori per il prolungamento della metropolitana e all’utilizzo crescente di percorsi alternativi alla viabilità principale.

Il progetto prevede l’ampliamento della piattaforma stradale attraverso l’arretramento del muro che costeggia il convento delle Suore Carmelitane Scalze, soluzione che consentirà di superare l’attuale strozzatura e realizzare un nuovo marciapiede a servizio dei pedoni. L’arretramento e la ricostruzione del muro saranno eseguiti a cura e spese del soggetto privato coinvolto nell’intervento.

È inoltre previsto il rialzamento dell’intersezione tra corso Kennedy, via Bruere e via Sestriere, misura finalizzata a moderare la velocità dei veicoli e ad aumentare la sicurezza in un punto particolarmente delicato della rete viaria cittadina.

L’intervento è stato reso possibile grazie a un accordo con la proprietà dell’area interessata, evitando il ricorso a procedure di esproprio e consentendo di accelerare l’avvio dell’opera.

«Con l’avvio di questo cantiere diamo finalmente risposta a una criticità che cittadini e automobilisti conoscono bene. – dichiarano il sindaco Alessandro Errigo e l’Assessore alla viabilità Marco Tilelli – Corso Kennedy è diventato negli anni un collegamento sempre più importante per la mobilità cittadina e l’attuale restringimento rappresenta un punto di rallentamento che incide sulla fluidità del traffico e sulla sicurezza. Questo intervento consentirà di migliorare la circolazione, aumentare la sicurezza dei pedoni e rendere più efficiente uno degli assi viari più utilizzati della città.»

Uomo minaccia di gettarsi dal balcone: salvato in extremis

La polizia ha salvato un uomo all’ultimo momento nella prima mattinata di oggi, dopo che aveva minacciato di buttarsi dal balcone di uno stabile in zona Cenisia.

A dare l’allarme è stata una donna che alle 6:45 ha chiamato il 112, segnalando un uomo sporgersi pericolosamente dal parapetto del balcone, al quinto piano del palazzo. Sul posto sono giunti immediatamente i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, insieme agli agenti del Commissariato San Paolo che hanno verificato la segnalazione, trovando l’uomo in bilico sul cornicione, aggrappato alla ringhiera con le mani. I poliziotti sono passati al balcone dell’appartamento vicino per avvicinarsi e hanno iniziato a parlare con lui per tranquillizzarlo. Mentre parlavano, i vigili del fuoco sono riusciti ad entrare dentro l’appartamento.

L’azione congiunta delle due forze ha messo in sicurezza l’uomo in pochi secondi. Portato in salvo, è stato affidato al personale del 118 che l’ha portato all’ospedale Martini. Al termine, il Questore di Torino Massimo Gambino ha incontrato gli operatori intervenuti, complimentandosi per professionalità, lucidità e coraggio mostrati durante il delicato intervento.

VI.G

Blitz antidroga: spari, 18 chili tra hashish e cocaina, due arresti e sette denunce

Oltre 18 chili di stupefacenti sequestrati tra hashish e cocaina, due arresti e sette denunce. Questo è il bilancio del blitz antidroga condotto dai carabinieri di Ivrea. L’intervento, avvenuto la mattina del 10 giugno, ha visto l’impiego di oltre 70 militari.

L’operazione è scattata in seguito a un’inchiesta avviata dopo che, nelle aree di San Giusto Canavese e Caluso, erano stati esplosi colpi d’arma da fuoco con intento intimidatorio. I carabinieri hanno eseguito decreti di perquisizione firmati dalla Procura di Ivrea, che coordina le indagini, nei confronti di una rete di sospetti con base a San Giusto, Cuceglio, San Giorgio e Caluso.

I reati segnalati vanno dalla detenzione di stupefacenti al porto abusivo di armi, fino a minacce e danneggiamento aggravato. Durante le perquisizioni i carabinieri hanno intercettato a Cuceglio un 33enne di origine marocchina in possesso di 20 panetti di hashish (circa 2 kg) e di due confezioni di cocaina per un totale di 600 grammi. Invece, a San Giusto Canavese, 16 kg di hashish – suddivisi in ben 160 panetti – sono stati ritrovati nell’abitazione di un 42enne italiano. I due sono stati arrestati e scortati nel carcere di Ivrea; altre sette persone sono state denunciate a piede libero. Presso la casa di un 30enne italiano è anche stata trovata e sequestrata un’arma detenuta illegalmente.

L’azione è stata guidata dal Nucleo operativo e radiomobile di Ivrea, affiancato dalle Aliquote di primo intervento di Torino, dalle unità cinofile del Nucleo di Volpiano e dalla polizia locale di Strambino.

VI.G

Sappe: “Nuova violenza in carcere a Torino”

Riceviamo e pubblichiamo

DETENUTI STRANIERI CHE AGGREDISCONO

Richiamo ai Sottosegretari di Stato alla Giustizia Balboni e Ostellari: “Servono fatti concreti: pronti a scendere in piazza!”

Ancora violenza nelle carceri piemontesi. Ancora una volta sono stati i poliziotti penitenziari a impedire che si consumasse una tragedia, pagando in prima persona il prezzo di un sistema penitenziario sempre più fuori controllo.

A denunciare il grave episodio avvenuto nel carcere di Torino sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Vicente Santilli, segretario regionale del SAPPE per il Piemonte.

Nel pomeriggio di ieri, domenica, un detenuto di nazionalità egiziana, mentre veniva accompagnato presso il cortile passeggi, ha improvvisamente tentato di aggredire un detenuto lavorante. Nel corridoio del reparto si è infatti scagliato contro di lui impugnando un pezzo di plexiglass utilizzato come una vera e propria lama artigianale.

Solo il tempestivo e coraggioso intervento di due appartenenti alla Polizia Penitenziaria ha impedito che l’aggressione potesse avere conseguenze drammatiche e persino letali. Nella concitazione delle operazioni di contenimento, i due agenti hanno riportato lussazioni e lievi ferite. Determinante è stato anche il contributo di altri due detenuti presenti, che hanno cercato di placcare l’ira dell’uomo, già noto per essere stato in più occasioni responsabile e promotore di eventi critici nel corso della detenzione.

«Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai colleghi feriti – dichiarano Capece e Santilli – che ancora una volta hanno dimostrato straordinario coraggio, senso del dovere e professionalità, evitando un possibile omicidio all’interno dell’istituto. A loro va il nostro ringraziamento e quello dell’intero Corpo di Polizia Penitenziaria».

I dirigenti del SAPPE lanciano però un nuovo e duro grido d’allarme alle istituzioni.

«Non si può continuare a chiedere agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria di operare quotidianamente in condizioni sempre più difficili, con organici insufficienti, carichi di lavoro insostenibili e una crescente aggressività da parte della popolazione detenuta. Lo Stato non può lasciare soli coloro che rappresentano il primo presidio di legalità e sicurezza nelle carceri italiane».

Capece e Santilli tornano quindi a sollecitare interventi immediati e concreti: «Ribadiamo con forza la necessità di adottare misure straordinarie per garantire l’ordine e la sicurezza negli istituti penitenziari. È inoltre indispensabile procedere all’espulsione dei detenuti stranieri che si rendono responsabili di gravi episodi di violenza all’interno delle nostre carceri, facendo loro scontare la pena negli istituti dei rispettivi Paesi d’origine, attraverso accordi internazionali efficaci e realmente applicati».

«Chiediamo conto ai Sottosegretari di Stato delegati Alberto Balboni e Andrea Ostellari di cosa intendano fare concretamente per porre un freno a queste continue violenze, soprattutto quando vengono commesse da detenuti stranieri. Il senatore Balboni si è insediato da tempo, dispone di una delega importante sulla Polizia Penitenziaria, ma non ha ancora ritenuto opportuno ascoltare chi rappresenta le donne e gli uomini del Corpo che operano quotidianamente in prima linea negli istituti del Paese. Il senatore Ostellari aveva assunto l’impegno di favorire le espulsioni dei detenuti violenti o, comunque, di prevedere un regime penitenziario differenziato per i soggetti maggiormente pericolosi: ad oggi, però, è tutto come prima».

«Non ci accontentiamo più di dichiarazioni di circostanza o di promesse destinate a restare sulla carta. Servono decisioni immediate, coraggiose e verificabili. Diversamente, se non arriveranno risposte concrete e tempestive, saremo costretti a promuovere iniziative di protesta e a scendere in piazza a Roma, sotto gli uffici del Ministero della Giustizia, per far sentire la voce di una categoria ormai stremata ma che continua, con abnegazione e spirito di servizio, a garantire la sicurezza del Paese».

«Ogni giorno – concludono i rappresentanti del SAPPE – la Polizia Penitenziaria evita tragedie che spesso non arrivano neppure all’attenzione dell’opinione pubblica. Ma non possiamo attendere il morto per intervenire. Le aggressioni sono ormai all’ordine del giorno e chi serve lo Stato dietro le sbarre merita rispetto, tutela e strumenti adeguati per svolgere il proprio lavoro in sicurezza»

Più cantieri con meno disagi, nasce a Torino la regia digitale

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Uno strumento unico, digitale e georeferenziato, per programmare e gestire in modo efficace e coordinato tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. È la nuova piattaforma digitale per la gestione del territorio della Città di Torino, che è stata presentata  a Palazzo Civico dal sindaco Stefano Lo Russo insieme all’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta e alladirettrice generale dell’ente Alessandra Cimadom. Obiettivo: ridurre al minimo i disagi dei cantieri per la cittadinanza.

L’amministrazione comunale, consapevole dell’impatto dei cantieri di sottoservizi e manutenzione stradale sulla viabilità cittadina e della necessità di programmare in modo efficiente ed ordinato i vari interventi, si è da tempo dotata di una regia cantieri, un coordinamento tra uffici comunali, polizia locale e società di sottoservizi, che si riunisce settimanalmente per raccogliere le esigenze di intervento su tutto il territorio cittadino e pianificare le ordinanze che riguardano la viabilità. Questo lavoro ha costituito il punto di partenza per realizzare la piattaforma che, attraverso la digitalizzazione di tutti i processi, rappresenta una rivoluzione del modo in cui la pubblica amministrazione e i partner strategici pianificano, gestiscono e monitorano lo spazio pubblico della città.

“Sappiamo bene – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo – come interventi necessari, quale ad esempio la riasfaltatura di una strada dove il manto è ammalorato, possano rappresentare un disagio per i cittadini che ogni giorno quella strada la percorrono. Ancora di più se, qualche mese dopo, quella strada viene interessata da nuove manutenzioni. Ecco perché abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che ci aiuti a massimizzare gli investimenti riducendo al minimo i disagi. La piattaforma digitale costituisce un esempio virtuoso di come la tecnologia possa aiutarci ad efficientare i processi, con un beneficio tangibile sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini. Grazie a una gestione integrata, ridurremo i disagi legati ai cantieri stradali, alla manutenzione del verde urbano, agli eventi,  assicurando uno sviluppo del territorio coerente, coordinato e tempestivo”.

“È stato fatto un enorme lavoro di revisione delle procedure – spiega l’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta – con la digitalizzazione completa di processi che, sino ad oggi, avvenivano in parte ancora con modulistica cartacea. Questo strumento ci permetterà di avere un quadro sempre completo e aggiornato di quello che avviene e dovrà avvenire sul suolo cittadino, mettendoci nelle condizioni di evitare sovrapposizioni e conseguenti disagi per la viabilità e la cittadinanza”.

La piattaforma, co-finanziata tramite fondi Pon Metro Plus, è stata sviluppata dalla divisione Progetti Speciali e il servizio Sistemi Informativi e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di transizione digitale intrapreso dalla Città di Torino.

“La gestione dello spazio urbano in una grande città metropolitana – aggiunge la direttrice generale della Città di Torino Alessandra Cimadom – è per sua natura complessa e frammentata, coinvolgendo molteplici attori interni ed esterni. La piattaforma risponde a questa complessità con uno strumento unico, centralizzato e coordinato in grado di supportare la programmazione e la gestione di tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. Questo include una visione d’insieme su cantieri stradali, interventi sui sottoservizi, gestione del verde pubblico, organizzazione di grandi eventi e viabilità. Per raggiungere questo risultato, è stato necessario intraprendere due grandi sfide, ovvero la digitalizzazione e reingegnerizzazione dei processi, rivedendo completamente i flussi di lavoro che determinano la trasformazione fisica della città, e la costruzione di un ecosistema decisionale basato sui dati, in cui ogni proposta di intervento è georeferenziata, permettendo così di analizzare in anticipo le sovrapposizioni temporali e spaziali (evitando, ad esempio, che una strada appena riasfaltata venga subito riaperta per altri lavori di posa di sottoservizi)”.

Un lavoro che si basa su tre pilastri tecnologici interconnessi, ciascuno dedicato a una specifica fase del ciclo di vita della pianificazione urbana:

CityBlocks: lo strumento di ingresso delle informazioni (fase di input). Consente a tutti gli operatori abilitati — inclusi gli uffici comunali, le aziende municipalizzate e i grandi utenti (come i gestori di servizi di rete) — di inserire direttamente nel sistema le proprie proposte di intervento sul suolo pubblico.

CityPlanner: il cuore pulsante del sistema, uno strumento trasversale dedicato alla regia e al coordinamento. Permette di visualizzare in modo sinottico e integrato tutte le proposte pervenute, facilitando la programmazione temporale, la risoluzione delle interferenze spaziali e l’accettazione formale degli interventi.

CityMonitor: la componente di verifica e aggiornamento sul campo. Consente ai tecnici comunali e alle maestranze di inserire, aggiornare e monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle attività e tutte le informazioni territoriali rilevanti direttamente dal luogo dell’intervento.

La piattaforma vede attivi oggi 36 soggetti, suddivisi tra 13 uffici comunali interni e 23 grandi utenti (società fornitrici di servizi, utility).

È già operativa da qualche mese in fase di test durante la quale sono state gestite interamente in digitale oltre 4mila istanze di manomissione del suolo pubblico, con una notevole riduzione dei tempi di istruttoria.

La sfida ora è di consolidare l’utilizzo di questo strumento innovativo, misurandone gli effetti nella programmazione (i primi si vedranno già tra qualche settimana) e di integrarlo di nuove funzioni: l’obiettivo infatti è di renderlo operativo su tutta la gestione del territorio. La prossima tappa riguarderà la programmazione degli interventi sul verde, mentre entro la fine del 2027 il sistema dovrebbe entrare a regime per la gestione digitale di tutti gli eventi cittadini.

TorinoClick

Prarostino celebra i 50 anni del Faro della Libertà

DOMENICA 21 GIUGNO 

 
 
Una giornata dedicata alla memoria degli oltre seicento caduti nel Pinerolese durante la guerra di Liberazione: l’iniziativa è una tradizione del Comune di Prarostino, che, domenica 21 giugno, celebra il 59° anniversario della costruzione del Faro della Libertà.
Le iniziative, patrocinate e sostenute dalla Città metropolitana di Torino, nell’ambito del bando per la valorizzazione delle realtà locali nei piccoli Comuni, iniziano giovedì 18 giugno alle 17,30 nella biblioteca comunale con la presentazione del libro “Il vento della libertà” di Lorenzo TibaldoSabato 20 alle 16,30 nella sala consiliare del Municipio si inaugura invece la mostra “Dal fascismo alla Resistenza”, curata da Tiziano GiustettoLe celebrazioni di domenica 21 giugno iniziano alle 10 con il ritrovo dei partecipanti sul piazzale del Municipio, da dove prende le mosse il corteo verso i monumenti di San Bartolomeo. Oltre al Sindaco Luciano Nocera, intervengono Simone Colmo in rappresentanza del Comitato del Faro e un rappresentante dell’ANPI provinciale torinese. L’orazione ufficiale è stata affidata alla Vicepresidente del SenatoAnna Rossomando. È anche prevista l’inaugurazione di una nuova targa nel parco del Faro. I momenti più importanti della commemorazione vengono sottolineati dalle note della banda dell’Unione Musicale di Inverso Pinasca. La mattinata si conclude con il Pranzo del Faro.
La torre-faro di Prarostino venne inaugurata il 18 giugno 1967 e fu voluta dalla popolazione e dagli amministratori locali per ricordare con la sua ardita architettura i 600 partigiani dei 51 Comuni delle valli pinerolesi caduti nella lotta di liberazione contro il nazifascismo. Progettato dagli architetti Roberto Gabetti ed Aimaro Isola, realizzato con vari contributi, l’apporto gratuito di ex-partigiani e il dono del pietrame da parte dei cavatori di Bagnolo Piemonte, il monumento si presenta come una torre-traliccio su pianta quadrata, realizzata in pietra greggia e alta 15 metri. La torre termina con un terrazzino e una stele metallica sormontata da un faro, la cui luce è visibile dalla pianura pinerolese anche a notevoli distanze.

Da consumatori a produttori di energia: nasce Be.In.Service

Presentata venerdì 12 giugno presso il castello dei Conti di Bricherasio la startup pensata per accompagnare imprese ed edifici nella transizione verso l’efficienza energetica e la sostenibilità

Trasformare edifici e strutture da semplici centri di consumo a sistemi in grado di produrre energia e creare valore. È questa la sfida lanciata da Be.In.Service, la nuova startup presentata nel corso di una serata inaugurale dedicata al tema dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale.

Be in Service nasce dall’incontro di 4 aziende già affermate sul suolo piemontese: BPE Beam Power Energy, Smart Home Torino di Max Service, Infissi & Infissi, ed ESG Consulenti Powered by M2INFORMATICA.

Il progetto nasce con un’attenzione particolare al settore sanitario e alle strutture socio-assistenziali, ma con l’ambizione di estendere il proprio modello a una vasta gamma di realtà: aziende manifatturiere, alberghi, uffici, edifici pubblici e attività commerciali.

Da qui l’idea alla base di BE in Service: intervenire affinché strutture tradizionalmente energivore non siano più soltanto edifici che consumano e inquinano, ma possano diventare organismi efficienti, sostenibili e capaci di generare valore economico.

Il fulcro dell’iniziativa è l’ecosostenibilità. Attraverso l’integrazione di diverse competenze professionali, BE in Service propone un modello “chiavi in mano” che accompagna il cliente dall’analisi dei consumi fino alla realizzazione degli interventi e alla successiva manutenzione, garantendo nel tempo le prestazioni degli impianti.

Il percorso prevede quattro fasi: riduzione degli sprechi, efficientamento energetico, riqualificazione degli edifici e degli impianti e, infine, valorizzazione della sostenibilità attraverso il miglioramento del rating ESG.

Fotovoltaico, cogenerazione, domotica avanzata e nuovi sistemi di isolamento rappresentano gli strumenti attraverso cui la startup intende perseguire quello che i promotori definiscono un cambio di paradigma: trasformare l’edificio da centro di costo a produttore di energia, capace non solo di abbattere i consumi ma anche di incrementare il valore dell’immobile e la competitività delle imprese.

Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione nel lungo periodo. Grazie al monitoraggio continuo e alla manutenzione predittiva, l’obiettivo è preservare nel tempo i benefici energetici ed evitare costosi fermi operativi.

Nel corso della serata sono intervenuti i partner del progetto, approfondendo i temi della finanza agevolata, della domotica avanzata, dell’efficienza dell’involucro edilizio e del ruolo crescente dei parametri ESG nell’accesso al credito e nella valorizzazione degli immobili.

La filosofia di BE in Service si riassume in una visione precisa: accompagnare la transizione energetica con un unico interlocutore, rendendo gli edifici più sostenibili, più efficienti e capaci di produrre valore. Un modello nato pensando al mondo sanitario e alle strutture socio-assistenziali, ma destinato, nelle intenzioni dei fondatori, a trovare applicazione in ogni contesto in cui il costo dell’energia e la sostenibilità rappresentino una sfida decisiva.

Ancora una volta, Torino e il Piemonte si dimostrano terreno fertile per aziende e progetti destinati a segnare la via del cambiamento.

Lori Barozzino

Alpinista precipita: salvato dalla corda ma è grave

Ieri un alpinista è rimasto gravemente ferito sul Corno Stella, a 3.050 metri sulle Alpi marittime, in provincia di Cuneo. Mentre era  in fase di arrampicata e’ precipitato riportando un grave politrauma con emorragia, la corda fortunatamente ha trattenuto la caduta. E’ intervenuto il soccorso alpino.

Via Santa Teresa, chiusura al traffico il 16 e 17 giugno

Per consentire il posizionamento di una gru necessaria ai lavori di rifacimento del tetto di un edificio privato, via Santa Teresa sarà interessata da temporanee modifiche alla viabilità.

Nelle giornate di martedì 16 e mercoledì 17 giugno 2026, dalle ore 7 alle ore 18, sarà chiuso al traffico il tratto di via Santa Teresa compreso tra piazza Solferino e via San Francesco d’Assisi.

Per raggiungere la parte est di via Santa Teresa sarà necessario percorrere via Prati e successivamente via San Francesco d’Assisi. Qui, nel tratto compreso tra via Prati e via Santa Teresa, la circolazione sarà regolata mediante senso unico alternato, con la presenza di movieri.

Per agevolare la circolazione durante l’esecuzione dei lavori, sarà inoltre temporaneamente sospesa la corsia riservata al trasporto pubblico in via Pietro Micca, nel tratto tra piazza Solferino e via De Lellis. Nello stesso periodo sarà disattivata la telecamera del varco riservato al trasporto pubblico di via Micca, consentendo così il transito dei veicoli senza l’applicazione di sanzioni.

TorinoClick