CRONACA

Agricoltura, dalla Regione 2,8 milioni di euro in più per innovazione e ricerca

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Sale a 10,2 milioni la dotazione per nuovi progetti e tecnologie innovative per la competitività della nostra produzione agricola

Stanziati altri 2,8 milioni di euro per l’innovazione e ricerca al servizio della produzione agricola piemontese. Sono stati autorizzati dalla Commissione Europea lo scorso mese di novembre e vanno ad aggiungersi ai 7,5 milioni già stanziati a tale scopo dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, portando così la somma complessiva disponibile per questo obiettivo alla cifra record di 10,2 milioni di euro.

L’assessore Bongioannispiega l’importanza strategica di questa misura: «Grazie alle nuove risorse potremo finanziare ulteriori progetti fra quelli presentati sul bando apparso a dicembre 2024, portando il numero complessivo dai 19 già coperti dalle risorse precedenti almeno a 27. È un risultato del quale sono estremamente soddisfatto perché incrementa in modo significativo l’impegno per la ricerca e innovazione al servizio della nostra agricoltura. Ricerca e innovazione sono, insieme alla promozione, le chiavi perché il nostro agroalimentare riesca a fare quel salto in avanti in competitività, sostenibilità economica e riconoscimento di valore che merita, e che deve recuperare ritardi non più accettabili su fronti quali l’impiego di nuove tecnologie, la lotta a fitopatie e parassiti e la sperimentazione di nuove varietà più resilienti al cambiamento climatico. In questi mesi stiamo perseguendo con decisione la strutturazione e il potenziamento della Fondazione Agrion, che giorno dopo giorno sta diventando non solo l’organismo di riferimento per la ricerca e innovazione in agricoltura del Piemonte ma uno fra gli istituti più avanzati e di riferimento a livello nazionale. Con queste nuove risorse potremo finanziare ulteriori progetti per far compiere alla nostra agricoltura il passo decisivo verso il futuro».

I progetti sono stati presentati dai Gruppi Operativi Pei-Agri (Partenariato Europeo per l’Innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura) attivi sul territorio regionale, ossia quei soggetti previsti dalla Politica Agricola Comune e dal Complemento di Sviluppo Rurale (Csr) che riuniscono imprese e soggetti pubblici e privati con l’obiettivo di sviluppare specifici progetti di ricerca e innovazione in agricoltura. Gruppi Operativi Pei-Agri sono composti da imprese agricole in forma singola o associata, enti pubblici, imprese private attive nel settore della ricerca, formazione, Ict e consulenza; altri soggetti del settore agricolo, alimentare, dei territori rurali e della società civile, Università, enti strumentali, agenzie e società in house. All’interno di ogni gruppo è obbligatoria la presenza di almeno un’impresa agricola per poter collaudare e testare in azienda e in campo l’innovazione.

I progetti vengono finanziati al 100%, e hanno un importo economico fra i 100mila e i 400mila euro. Non viene finanziata l’innovazione intesa come acquisto di macchinari, sistemi o applicativi da parte della singola azienda (la Regione prevede per questo altri bandi) ma lo sviluppo sperimentale di innovazioni tecnologiche non ancora presenti sul mercato, e anche innovazioni nell’ambito organizzativo e sociale del lavoro agricolo.

Conclude Bongioanni«Già nel corso di gennaio 2026 avremo la graduatoria definitiva dei progetti finanziati. Di fatto, la mappa dell’innovazione chiamata a portare l’agricoltura piemontese nel futuro che stiamo delineando».

A Chieri la rete del gas si rinnova

Anche nel corso del 2026 il territorio comunale di Chieri sarà interessato da una serie di interventi da parte della società Italgas, finalizzati all’ammodernamento e al potenziamento della rete di distribuzione del gas naturale (sostituzione delle vecchie tubazioni interrate e realizzazione degli allacciamenti). Dal momento che i cantieri potrebbero comportare disagi temporanei in particolare per le attività economiche e la viabilità, l’Amministrazione comunale ha voluto promuovere un tavolo di confronto preventivo con i rappresentanti dei commercianti e dei mercatali (Ascom, Comitato Centro Storico, associazione mercatali) al fine di illustrare il cronoprogramma degli interventi che interesseranno diverse zone della città con differenti durate e modalità e per raccogliere osservazioni e criticità da portare all’attenzione del soggetto gestore, ovvero Italgas Reti.

 

Nel mese di gennaio sono previsti i seguenti cantieri: viale Caduti senza Croce (5 gennaio); via Avezzana e via Riva (12 gennaio); via San Domenico (20 gennaio); via Ortolani (25 gennaio); via Cesare Battisti (26 gennaio).

 

Sono da segnalare le seguenti modifiche alla viabilità, utili al corretto sviluppo dei cantieri e all’ordinato flusso del traffico e volte alla salvaguardia dei percorsi seguiti dai mezzi di soccorso.

Nel periodo di svolgimento del cantiere via Cesare Battisti sarà percorribile a senso unico da viale Fasano in direzione di Piazza Europa.

Sarà consentita la svolta a sinistra su Via Massa per raggiungere Ospedale e scuole, abitazioni ed attività commerciali.

I veicoli potranno dirigersi verso l’area di Piazza Europa, anche nei giorni di mercato, che resterà a doppio sensoDa Piazza Europa defluiranno su Via Riva, che sarà riservata a senso unico al traffico in uscita dal centro.

I cantieri procederanno in tranches di circa 60 metri per volta e dureranno presuntivamente 70 giorni.

Tali modifiche saranno monitorate dalla Polizia Locale.

Spiega l’assessore al Commercio, all’Artigianato e ai Mercati Biagio Fabrizio Carillo: «I cantieri in questione non sono “comunali”, non è la Città di Chieri a eseguire direttamente i lavori e neppure a definire la programmazione. Ciò premesso, stiamo svolgendo un ruolo di indirizzo e di vigilanza e collaborando attivamente con Italgas, affinché si riduca il più possibile l’inevitabile impatto dei cantieri. Per questo si è voluto avviare un tavolo di confronto preventivo con gli operatori economici del nostro territorio, così da poter rappresentare per tempo ad Italgas le loro esigenze e proposte e  contribuire a una gestione il più possibile ordinata e coordinata degli interventi».

 

L’Amministrazione comunale ha portato al tavolo tecnico con Italgas richieste precise per tutelare il tessuto economico (ad esempio, evitare lavori in zone commerciali nei periodi cruciali dell’anno) e ha attivato un confronto con GTT, per definire un piano di deviazioni del trasporto pubblico che garantisca la continuità del servizio, limitando i disagi per l’utenza.

 

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, la linea GTT 30 manterrà il percorso regolare in direzione via Gozzano.

In direzione Torino, a partire dal 12 gennaio, per i lavori in via Riva, la linea sarà deviata su via Aldo Moro, via Fani e via Conte Rossi di Montelera; dal 26 gennaio, per i lavori in via Cesare Battisti, la deviazione avverrà su via Roma e viale Diaz.

Aggiunge l’assessore all’Energia Flavio Gagliardi, che rappresenta il territorio nel Comitato di monitoraggio  (l’organismo che affianca gli enti locali nel controllo sull’operato del Gestore): «A Chieri una parte della rete del gas è molto vecchia: in alcuni tratti ha più di sessant’anni e oggi non è più adeguata agli standard di sicurezza ed efficienza che giustamente ci aspettiamo. Gli interventi che il gestore Italgas Reti realizzerà nel corso del 2026, su oltre 5,2 chilometri di condotte, servono a mettere in sicurezza le infrastrutture. Come Amministrazione seguiamo questo percorso sia attraverso il Comitato di monitoraggio, sia mantenendo un confronto costante con il gestore e con gli altri enti coinvolti. Il nostro ruolo non è programmare i cantieri ma stare dentro il processo, ascoltare il territorio e accompagnare questi interventi con l’obiettivo di limitare per quanto possibile i disagi sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Stiamo lavorando per ridurre progressivamente l’uso dei combustibili fossili e accompagnare Chieri verso un sistema energetico più pulito, puntando su efficienza energetica, rinnovabili ed elettrificazione. Allo stesso tempo, oggi il gas è ancora utilizzato da una parte significativa della città e questa infrastruttura va mantenuta sicura».

L’assessora ai Lavori pubblici Daniela Sabena coglie l’occasione per ricordare che non solo «le date di inizio e di fine dei cantieri sono “indicative”, in quanto possono variare per le condizioni del tempo o per eventuali difficoltà operative, e come Amministrazione forniremo puntuali informazioni sulle modifiche alla viabilità attraverso il sito istituzionale, l’app Municipium e i canali social del Comune di Chieri» ma che il ripristino dopo lo scavo è solo temporaneo, «poiché il terreno necessita di un periodo di assestamento in cui compattarsi e stabilizzarsi e solo dopo, si può procedere alla posa del manto stradale finale. Quindi, non si tratta di lavori fatti male, come talvolta lamentano i cittadini, ma di lavori provvisori a cui farà seguito il ripristino definitivo».

 

Commenta la Presidente di Ascom Chieri Monica Bucolo: «Accogliamo positivamente la scelta dell’Amministrazione di attivare un tavolo di confronto preventivo con le associazioni di categoria, in una fase delicata come quella dell’avvio dei cantieri Italgas. Il rinnovo della rete del gas è un intervento necessario e non più rinviabile, ma è fondamentale che venga accompagnato da un dialogo costante con il tessuto commerciale della città. Abbiamo evidenziato alcune criticità che potrebbero interessare le attività economiche, soprattutto nelle aree a maggiore vocazione commerciale, e abbiamo chiesto che le associazioni dei commercianti vengano coinvolte in modo continuativo durante l’avanzamento dei lavori, così da poter segnalare tempestivamente eventuali disagi e individuare soluzioni condivise».

Roberto Pezzini, presidente del Comitato Centro Storico, approva il documento, «evidenziando, però, le criticità che sussistono su via De Gasperi e sollecitando l’amministrazione a valutare possibili modifiche».

Conclude Vito Pellegrinoin rappresentanza dei mercati di Chieri: «Ringraziamo l’Amministrazione comunale per averci coinvolti nell’incontro per i lavori che l’Italgas dovrà intraprendere. Abbiamo percepito la volontà di monitorare i lavori, cercando di creare meno problemi possibili alle nostre attività di ambulanti, al commercio fisso, ai cittadini e alle eventuali emergenze. Sicuramente, quando i lavori saranno avviati, potrebbero nascere problematiche inaspettate e quindi prendere magari decisioni impopolari ma siamo coscienti che va tutelata innanzitutto la sicurezza».

Il tumore silenzioso che stava soffocando l’intestino: operazione record salva donna a Torino

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Non avvertiva alcun dolore e non poteva immaginare ciò che stava crescendo silenziosamente nel suo corpo. Una donna di 69 anni ha scoperto di essere affetta da una neoplasia ovarica di dimensioni eccezionali – paragonabili a quelle di una gravidanza a termine – solo quando le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate.

Per diversi mesi la gigantesca cisti ovarica, con un diametro di circa 28 centimetri, è rimasta nascosta, senza manifestazioni evidenti. La paziente non aveva percepito alcun segnale. L’allarme è scattato quando la massa, associata alla presenza di una seconda neoplasia intestinale, ha iniziato a comprimere il colon, determinando sintomi acuti e improvvisi fino a una grave sofferenza intestinale non più trascurabile.

A metà dicembre la donna giunge all’attenzione dei sanitari. Il caso viene preso in carico dalla Chirurgia Ginecologica Mininvasiva dell’ospedale Sant’Anna, diretta dal dottor Paolo Petruzzelli. I tempi sono estremamente ridotti, anche per la prossimità delle festività natalizie, ma la risposta è immediata: vengono attivati i percorsi aziendali della Città della Salute e della Scienza di Torino per i pazienti oncologici – il Centro Accoglienza e Servizi e il Gruppo Interdisciplinare di Cura – che permettono in pochi giorni di definire inquadramento diagnostico, stadiazione e strategia terapeutica.

Determinante in questa fase è stato il contributo della Radiologia dell’ospedale Sant’Anna, che ha fornito l’imaging preoperatorio indispensabile per affrontare un quadro clinico di eccezionale complessità.

Il 23 dicembre, a poche ore dalla vigilia di Natale, la paziente viene condotta in sala operatoria. L’intervento, eseguito in regime di urgenza nonostante le criticità organizzative legate al periodo festivo, ha una durata di circa sei ore, dalle 8.30 alle 14.30.

La gestione anestesiologica e rianimatoria è affidata al servizio di Anestesia e Rianimazione, con un ruolo centrale della dottoressa Mariella Maio e della sua équipe – in particolare la dottoressa Milena Mortara e la dottoressa Mary Lo Cane – che seguono la paziente nelle fasi intraoperatorie, perioperatorie e nel successivo ricovero in terapia intensiva.

Durante l’intervento emerge la gravità del quadro clinico. La neoplasia ovarica viene asportata: pesa circa 6 chilogrammi e presenta un volume paragonabile a quello di una gravidanza gemellare a termine. I sintomi più critici sono tuttavia legati alla sofferenza intestinale, che richiede un intervento immediato e coordinato di più specialisti.

Viene quindi coinvolta in sala operatoria la dottoressa Anna Opramolla della Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ospedale Regina Margherita, che esegue una procedura endoscopica intraoperatoria decisiva. Successivamente, grazie alle consulenze ripetute dell’Anatomia Patologica, coordinate dalla dottoressa Margherita Goia, viene confermata la natura neoplastica sia della massa ovarica sia della lesione del colon sigma, consentendo di orientare in modo puntuale le scelte chirurgiche.

A questo punto interviene la Chirurgia d’Urgenza dell’ospedale Molinette con il dottor Mauro Santarelli, che procede alla necessaria radicalizzazione intestinale, completando l’intervento in maniera efficace e risolutiva.

Un ruolo centrale è stato svolto anche dalla dottoressa Michela Chiadò, operatrice senior della Chirurgia Mininvasiva, che ha seguito la paziente lungo l’intero percorso diagnostico-terapeutico e ha partecipato direttamente all’intervento, garantendo continuità assistenziale. Importante anche il contributo degli specializzandi, tra cui la dottoressa Margherita Di Rienzo.

Un intervento che ha letteralmente salvato la vita alla donna, reso possibile dal lavoro sinergico di ginecologi oncologi, chirurghi, anestesisti, gastroenterologi, anatomopatologi, radiologi, infermieri e operatori sanitari, capaci di coordinarsi in tempi rapidissimi e trasformare giorni di attesa e timore in una storia di speranza.

«Sono casi rari, ma emblematici – spiegano i professionisti coinvolti ed il Direttore sanitario di presidio Umberto Fiandra – perché dimostrano come tempestività, competenza e lavoro di squadra possano fare la differenza anche in regime di urgenza».

Il dottor Paolo Petruzzelli ha definito il caso un evento “normalmente eccezionale”. Una storia di Natale vissuta tra i corridoi e le luci della sala operatoria, fatta di decisioni cruciali che hanno permesso a una donna di tornare a guardare al futuro, ricordando come la forza di una sanità efficiente risieda soprattutto nelle persone che la rendono possibile ogni giorno.

“Una storia a lieto fine che ancora una volta diventa esempio delle eccellenze multidisciplinari della nostra Città della Salute e della Scienza. Ringrazio i nostri professionisti, che hanno reso possibile tutto ciò. Il valore aggiunto espresso dalla Città della Salute e della Scienza di Torino è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità che erano necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico. In questi giorni di festività, ancora una volta il mio pensiero va a tutti i pazienti che vivono le loro fragilità all’interno dei nostri ospedali e a tutti gli operatori che li accolgono e li assistono in maniera amorevole” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

Sciatore 49enne muore sulle piste di Claviere

Nonostante i soccorsi intervenuti tempestivamente e’ deceduto un turista inglese che stava sciando a Claviere. Si è sentito male questa mattina e non è stato possibile salvarlo nonostante i tentativi di massaggio cardiaco effettuati fin da subito.

La strage di capodanno

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

L’incendio nella discoteca svizzera di Crans Montana è una tragedia umana terribile, un inizio d’anno che deve far riflettere. Io non dimentico l’incendio al cinema Statuto di Torino del 1982: una strage che ha provocato una tardiva consapevolezza dei pericoli d’incendio e anche della sicurezza preventiva che mancava quasi totalmente. Addirittura le uscite di sicurezza erano chiuse per impedire ai portoghesi di entrare gratis al cinema. Dopo quell’incendio in Italia ci fu una svolta; intervenne anche la magistratura. Una discoteca fuori norma in una via vicino a piazza Solferino a Torino venne chiusa in modo definitivo dopo la strage dello Statuto. Leggendo gli articoli e vedendo i servizi televisivi sul dramma svizzero, appare una quasi totale mancanza di sicurezza che in un paese come la Svizzera sembrerebbe impensabile. L’idea che noi abbiamo e’ infatti quella di un paese felice , ordinato e sicuro in cui la sventatezza mediterranea è bandita a priori. La discoteca che ha preso fuoco appare invece priva totalmente di sicurezza: niente estintori,  niente buttafuori, niente direttore di sala che era assente e lontani. Non si può liquidare la tragedia come una fatalità. Ma anche l’uso “di candele” incendiarie all’interno di un locale chiuso rivela una leggerezza incredibile che andava vietata.  Io ricordo che il rarissimo uso di “fusette” di piccole dimensioni avveniva sempre all’aperto nel giardino della nostra villa di campagna . Eravamo bambini,  ma i nostri genitori ci dicevano dei pericoli di tali piccoli “ordigni” . E’ vero che i botti di Capodanno hanno provocato in Italia anche quest’anno gravi danni con feriti e un morto. Malgrado i sequestri e gli avvertimenti pubblici anche in televisione, c’è gente che continua in modo irresponsabile a “festeggiare” , mettendo in pericolo la vita propria e degli altri. È ‘ evidente che la prevenzione in Svizzera in questo caso è del tutto mancata, ma credo che vada anche messo in evidenza il modo di festeggiare a dir poco privo di adeguata responsabilità. E si tratta di una gioventù dorata che può permettersi vacanze invernali in luoghi di lusso e che appare acculturata, fermo restando che i clienti dovevano godere di locali sicuri. Tutto il rispetto e una preghiera per i morti e ogni augurio per i feriti , ma qualche riflessione va fatta anche sul modo di far festa a Capodanno. Spiace parlarne, ma putroppo è così, Anche l’eccessivo affollamento al disopra della capienza consentita ha determinato il disastro. Divertirsi con responsabilità senza fare abuso di alcolici dovrebbe una regola di vita. Ma putroppo non è così.  Sentirsi liberi a Capodanno di festeggiare in quasi assoluta libertà e’un’idea seducente, ma foriera di pericoli.Anche la scuola dovrebbe fare la sua parte perché il divertimento è anche parte dell’educazione civica.

(Foto da la Repubblica)

Sorpreso in possesso di droga: via per tre anni da Madonna di Campagna

L’ uomo, per un periodo di 3 anni, non potrà accedere agli esercizi pubblici nell’area fra corso Grosseto, via Brusnengo, via Saorgio, via Coppino, via Randaccio, via Sospello e via Ala di Stura

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino senegalese di sessantotto anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante il controllo del territorio in orario serale, i poliziotti di una Volante dell’UPGSP in transito su Corso Grosseto hanno notato un’autovettura in marcia verso Piazza Rebaudengo, il cui conducente ha assunto un atteggiamento sospetto alla loro vista, pertanto hanno deciso di fermarlo.

L’autista, di nazionalità senegalese, si è mostrato da subito agitato chiedendo diverse volte il motivo del controllo; gli operatori, dalla prima ispezione dell’abitacolo, hanno notato una busta posta sotto il freno a mano, che in più occasioni l’uomo ha cercato di occultare sotto il sedile.

Insospettitisi, gli agenti hanno proceduto a un controllo più accurato, rinvenendo all’interno della busta circa 200 grammi di cocaina; lo stupefacente è stato sequestrato insieme al denaro in possesso del 68enne e ai suoi cellulari.

L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria; nei giorni successivi, in considerazione dei precedenti specifici  e del fatto che il reato fosse stato commesso in una zona in cui insistono diversi esercizi pubblici e plessi scolastici, gli specialisti della Divisione Anticrimine della Questura di Torino hanno emesso nei suoi confronti un provvedimento di DACUR del Questore: l’uomo, per un periodo di 3 anni, non potrà accedere agli esercizi pubblici nell’area ricompresa fra corso Grosseto, via Brusnengo, via Saorgio, via Coppino, via Randaccio, via Sospello e via Ala di Stura.

Uomo muore travolto da un treno a Settimo

Un uomo è morto ieri travolto da un treno alla stazione di Settimo Torinese. Per l’intervento dei soccorsi, che non hanno potuto salvargli la vita, la circolazione è stata sorpresa su alcune linee ferroviarie.

Escursionista e il suo cane salvati a quota tremila metri

Il nucleo elicotteri dei vigili del fuoco di Torino ha salvato un escursionista in difficoltà. L’uomo si trovava al bivacco Sigot in alta val Susa. Grazie all’intervento dell’elicottero Drago, i vigili del fuoco hanno recuperato lui e  il suo cane, a quota 2900 metri, portandoli a valle.
(foto archivio)

San Mauro beneficiario di “Risorse in Comune”

Oltre 78.000 euro da destinare al potenziamento dell’amministrazione e
generare benefici diretti per i cittadini
Il Comune di San Mauro Torinese rientra tra i beneficiari dell’avviso pubblico “Risorse in
Comune”, promosso dal Dipartimento della funzione pubblica, volto a sostenere
il rinnovamento delle PA locali attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza, nel contesto dell’iniziativa Next Generation EU. L’iniziativa, finanziata
dall’Unione Europea, era indirizzata ai Comuni con una popolazione tra i 5mila e i 25mila
abitanti.
Il Comune di San Mauro potrà contare su un contributo di 78.455,47 euro.
Le risorse potranno essere impiegate per:
• l’acquisto di hardware e software innovativi;
• l’introduzione di arredi e soluzioni ergonomiche negli spazi di lavoro;
• l’adozione di modelli organizzativi volti alla valorizzazione del capitale umano e alla
riqualificazione degli ambienti lavorativi.
L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: potenziare le amministrazioni e generare benefici
diretti per i cittadini, garantendo tempi più rapidi, procedure semplificate, interazioni
più smart e una maggiore qualità dei servizi offerti alle comunità

Giovane arrestato sul bus: nascondeva un chilo di cocaina

La Polizia di Stato ha arrestato un ventiduenne originario del Mali per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Durante un servizio di controllo del territorio, una Volante del Commissariato di P.S. Barriera Milano ha notato in corso Inghilterra, altezza di via Cavalli, un giovane che camminava, portando al seguito una valigia.

Gli operatori hanno fermato il ventiduenne per un controllo: il giovane si è mostrato molto agitato, riferendo di essere appena sceso da un autobus proveniente da Parigi, senza fornire però alcuna giustificazione al viaggio.

I poliziotti, insospettiti del suo comportamento, hanno perquisito il suo trolley, al cui interno, nascosto fra alcuni capi di abbigliamento, hanno rinvenuto un sacchetto in nylon  contenente 79 ovuli, per un peso complessivo di circa 900 grammi di cocaina.

La Procura della Repubblica ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.