CRONACA

In Monferrato la Fiera nazionale del verde e dell’agricoltura

/

MONFERRATO GREEN FARM, DAL 2 AL 4 OTTOBRE 2026

Fiera Nazionale del Verde e dell’Agricoltura a Casale Monferrato

Molte novità di una rassegna sempre più specialistica – AREA FOOD

Dal 2 al 4 ottobre prossimi, il Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato ospiterà la 4ª edizione di Monferrato Green Farm.

La manifestazione è al suo secondo anno con il titolo di “Nazionale”, a testimonianza dei numerosi espositori che ad ogni edizione giungono anche da regioni esterne al Piemonte, oltre a quelli locali e regionali. La Fiera riguarda tutte le cinque principali categorie che la caratterizzano.

Si tratta dell’innovativa Fiera del Verde e dell’Agricoltura, che vede il coinvolgimento e il supporto degli altri comparti produttivi – artigianato, industria e commercio – in una prospettiva di crescita del territorio sostenibile per l’ambiente.

L’evento è organizzato da D&N Eventi S.R.L., in collaborazione con il Comune di Casale Monferrato, l’Unione dei Comuni della Valcerrina, l’Associazione dei Comuni del Monferrato e Confartigianato Imprese Alessandria, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Comune di Casale Monferrato, del Comune di Olivola (Prima Città dell’Olio del Piemonte), della Provincia di Alessandria, della Provincia di Mantova e della Camera di Commercio di Alessandria-Asti.

La manifestazione si avvale inoltre della partnership di Enti, Aziende e Associazioni, tra cui Asproflor  Comuni Fioriti, Confartigianato Alessandria, Confagricoltura Alessandria, FAI – Delegazione di Casale Monferrato, Garden Club di Alessandria, Istituto Tecnico Vincenzo Luparia, Ediltecnica Ferrari BK, Vivai Rosa Cisalpina, Marco Marinone Garden Designer, Provera, Occhio con Occhio, Love Monferrato, F.I.P.P.O., IIS Galileo Ferraris sede di Crescentino.

AREA FOOD

L’AREA FOOD prevede:

  • Salone delle Tipicità;

  • Punto Ristoro;

  • Birrificio Baladin.

Nel corso dei tre giorni sarà possibile degustare e acquistare svariate tipicità ed “Eccellenze alimentari enogastronomiche” regionali e nazionali, con “chicche” a sorpresa.

Sarà inoltre possibile assaporare piatti caldi di qualità nel ristorante interno, che proporrà pietanze della tradizione contadina e piemontese e utilizzerà, all’occorrenza, per la realizzazione dei piatti dei menù proposti, anche prodotti di altri espositori partecipanti e presenti in Fiera.

All’interno del Salone delle Tipicità è importante segnalare la presenza di molte eccellenze alimentari provenienti anche da svariate regioni quali Puglia, Calabria, Liguria e Sardegna, oltre alle eccellenze piemontesi e, in particolare, monferrine.

Sarà inoltre presente un’area dedicata ad aziende provenienti dai Comuni della Valcerrina e uno stand che ospiterà le eccellenze del Comune di Olivola, riconosciuto come “Prima Città dell’Olio del Piemonte”.

Le aziende che cureranno il punto ristorazione sono tre eccellenze artigiane alimentari:

  • Panisium”, con i loro deliziosi piatti della nostra tradizione regionale, tra cui spiccano incontrastati la Panissa, gli Agnolotti Monferrini, la Polenta Concia e molto altro;

  • l’Associazione “La Meridiana”, che farà degustare caratteristici piatti locali aventi come ingrediente principale la zucca, oltre a somministrare la caratteristica “Merenda Sinoira”;

  • il famoso Birrificio Baladin, che servirà anche una meravigliosa Pinsa Artigianale.

Il tutto verrà accompagnato da pregiati vini durante i pasti.

Ma ci sono anche molte altre novità in questa edizione, che presenterà un aumento delle attrazioni e delle esperienze all’interno dell’evento.

Il pubblico potrà partecipare alle diverse attività acquistando all’ingresso della Fiera il biglietto “Tutto incluso”, che consentirà di accedere a tutte le attività, tutte le volte che lo si desidera durante la permanenza, ottimizzando notevolmente i costi. Nel biglietto sono compresi anche spettacoli e dimostrazioni.

Tra le attività previste:

  • Laboratori didattici per adulti e bambini nella Fattoria Didattica, nell’area laboratori e nell’area animali.

  • Convegni e seminari scientifici e culturali con esperti del settore green.

  • Maneggio con pony per il divertimento dei più piccoli.

  • Area bimbi con veicoli elettrici, tra mini moto e automobiline ecosostenibili.

  • Ricerca dell’oro vero, con attività pratiche e dimostrative. La pagliuzza più grande che troverai sarà tua!

  • Area dog con esibizioni di varie discipline cinofile aperte al pubblico.

  • Falconiere, che farà conoscere ai visitatori i vari tipi di rapaci e le loro caratteristiche.

  • Spettacolo con motosega per la creazione in diretta di sculture in legno.

  • Casa delle Farfalle, una serra interattiva con farfalle vive: oltre 100 esemplari, anche esotici.

  • Mostra degli insetti, per scoprire da vicino i segreti del micro-mondo naturale.

  • Masterclass con degustazioni, per assaporare le eccellenze del territori

Per Acquistare i biglietti:  https://www.monferratogreenfarm.it/biglietti/

 Per avere informazioni sugli eventi scientifici e culturali, tutti i laboratori, gli spettacoli e le dimostrazioni presenti in Fiera, è possibile consultare il programma sul sito:

www.monferratogreenfarm.it  (sito in aggiornamento)

e le pagine social di:

D&N Eventi S.R.L  https://www.facebook.com/deneventisrl/

Monferrato Green Farm  https://www.facebook.com/deneventisrl/

ORARI

Venerdì: 17:00 – 21:00

Sabato: 10:00 – 21:00
Domenica: 10:00 – 21:00

PER INFORMAZIONI

D&N Eventi S.R.L.

Cell. 335.7404114 – 366.2829982
Email: 
info@monferratogreenfarm.it

Torino: espulsi due stranieri condannati per reati gravi

Due operazioni concluse in meno di 24 ore dalla Questura di Torino: un 59enne albanese, condannato a 12 anni e 4 mesi per omicidio, e un 47enne rumeno, condannato per sfruttamento della prostituzione e ritenuto socialmente pericoloso, sono stati rimpatriati nei rispettivi Paesi d’origine.
Il primo rimpatrio è stato effettuato il 3 settembre, con un volo da Milano Malpensa diretto a Tirana. A bordo è stato accompagnato un cittadino albanese di 59 anni, destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Torino e gravato da una condanna a 12 anni e 4 mesi per omicidio.
Il delitto risale al 2014, quando l’uomo, allora 48enne, aveva aggredito la propria compagna all’interno di un appartamento di via Le Chiuse, nel quartiere San Donato, al culmine di una lite. La donna era stata colpita con diversi fendenti all’addome e al torace e, nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi e un intervento chirurgico all’ospedale Maria Vittoria, era deceduta in serata a causa delle gravi ferite riportate.
Dopo essersi allontanato dall’abitazione, l’uomo si era successivamente presentato spontaneamente presso il Commissariato San Donato, riferendo quanto accaduto. Le successive indagini avevano ricostruito una situazione di forte conflittualità all’interno della relazione, anche in ragione della volontà della donna di interrompere il rapporto.
Lo scorso 24 agosto, a seguito del rifiuto del permesso di soggiorno da parte del Questore di Torino, Massimo Gambino, nei confronti dello straniero era stato emesso il provvedimento di espulsione, con contestuale trattenimento presso il CPR Brunelleschi di Torino, in attesa dell’organizzazione del rimpatrio. Ultimate le procedure necessarie, il 59enne è stato quindi accompagnato a Milano Malpensa e rimpatriato in Albania.
Il secondo rimpatrio è avvenuto nella serata del 4 settembre, con un volo dall’aeroporto di Torino diretto a Bucarest. In questo caso si tratta di un cittadino rumeno di 47 anni, destinatario di un provvedimento di espulsione quale misura di sicurezza ai sensi dell’articolo 235 del Codice Penale.
L’uomo era stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per sfruttamento della prostituzione, reato commesso nel luglio 2009, e risultava inoltre gravato da precedenti per lesioni personali e rapina. Dalle risultanze investigative era stato individuato quale possibile appartenente a gruppi della criminalità organizzata straniera dedita a reati legati allo sfruttamento della prostituzione ai danni di proprie connazionali, nonché a delitti di riduzione in schiavitù e violenza sessuale. Per la gravità dei reati e dei precedenti a suo carico, era stato indicato quale soggetto ritenuto socialmente pericoloso.
L’uomo è stato individuato e fermato nella giornata del 4 settembre dal personale della Polizia Stradale di Susa. Gli accertamenti hanno consentito di verificare la pendenza della misura di sicurezza dell’espulsione e di attivare immediatamente le procedure necessarie per la sua esecuzione.
L’operazione è stata resa possibile dalla collaborazione tra le diverse articolazioni della Polizia di Stato: la Polizia Stradale di Susa, che ha fermato lo straniero; l’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino, che ha curato gli adempimenti e organizzato il rimpatrio; e la Polizia di Frontiera, che ha fornito il necessario supporto presso lo scalo aeroportuale. Completate rapidamente le procedure, il 47enne è stato accompagnato all’aeroporto di Torino e imbarcato sul volo diretto a Bucarest.

Ragazza salvata con un cuore nuovo alle Molinette

/

Regina, una giovane studentessa messicana, colpita da un infarto causato da un’anomalia congenita delle coronarie mentre si trovava in Liguria, è stata sostenuta prima con ECMO e poi con una pompa microassiale di ultima generazione fino al trapianto urgente presso l’ospedale Molinette di Torino. Ora è pronta a rientrare a Monterrey.

Dietro ogni trapianto c’è una storia particolare ma questa ha qualcosa di estremamente peculiare.

Doveva essere una giornata d’estate di svago alle Cinque Terre. Per una studentessa messicana di 19 anni, iscritta al primo anno di Medicina a Monterrey e temporaneamente in Francia con il Programma Erasmus, si è invece trasformata nell’inizio di una corsa contro il tempo che, attraverso tre ospedali e una complessa rete di professionisti, l’ha condotta fino a un trapianto di cuore salvavita a Torino.

A fine luglio, il malore è arrivato all’improvviso, nelle acque delle Cinque Terre in Liguria. La ragazza è riuscita a tornare a riva con le poche forze rimaste, ma il suo cuore aveva già cominciato a cedere. All’ospedale di La Spezia le condizioni sono precipitate fino all’arresto cardiaco. Per mantenerla in vita è stata collegata all’ECMO: un sistema di assistenza extracorporea che, per un tempo prezioso e fragile, può svolge fuori dal corpo ciò che cuore e polmoni non riescono più a fare. Trasferita a Genova, all’ospedale San Martino, la diagnosi ha dato un nome alla tempesta: uno shock cardiogeno dopo un infarto destruente provocato da un’anomalia congenita del decorso delle arterie coronarie. Il danno al muscolo cardiaco era irreversibile. Non c’era più tempo da perdere: l’unica possibilità era un trapianto urgente. Il trasferimento a Torino ha aperto un nuovo capitolo. Nella Terapia Intensiva della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (responsabile dottoressa Anna Trompeo), la giovane è stata inserita in lista d’attesa urgente. Per darle il tempo che il suo cuore non poteva più garantire, l’équipe ha impiantato una pompa microassiale di ultima generazione. Una tecnologia silenziosa, ma decisiva: il ponte tra una vita che rischiava di spegnersi e un cuore che doveva ancora arrivare.

Sono state circa due settimane di attesa. Per la ragazza, immobilizzata in Terapia Intensiva; per i genitori, arrivati dal Messico con gli occhi fissi su un futuro difficile da immaginare; per i medici, giorni scanditi da parametri, controlli e telefonate. Poi, finalmente, la chiamata: in Calabria era disponibile un cuore compatibile.

Da quel momento il tempo ha ricominciato a correre. Un’équipe della Cardiochirurgia torinese è partita per il prelievo dell’organo, mentre a Torino la paziente veniva preparata per l’intervento. Due sale operatorie, due ospedali, molte mani e una sola, irripetibile possibilità.

E’ stata un’emozione fortissima – ricorda il professor Massimo Boffini – comunicare alla paziente e ai suoi genitori che era stato trovato il cuore. Un pianto liberatorio della giovane paziente e dei suoi genitori. In quelle lacrime c’erano la paura di tutti i giorni precedenti e la speranza che per la prima volta diventava concreta.”

Il trapianto, eseguito dal professor Mauro Rinaldi (Direttore della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino) con i professori Massimo Boffini e Antonino Loforte e l’anestesista Alberto Orsello, durato circa 8 ore, si è concluso con successo. Il cuore donato ha ripreso subito a battere nel torace della giovane. I supporti meccanici, fino a quel momento indispensabili, hanno potuto essere rimossi. “Ho eseguito centinaia di trapianti di cuore – racconta il professor Rinaldi – ma questo in particolare è stato veramente emozionante: vedere battere il cuore nuovo nel torace della giovane paziente significava restituirle la vita a migliaia di chilometri di distanza da casa e ridare serenità ai suoi genitori.”

Il decorso postoperatorio è stato regolare e, dopo appena tre settimane, la giovane è stata dimessa dalla Cardiochirurgia. I cardiochirurghi torinesi hanno già attivato i contatti con il Centro Trapianti di Cuore di Monterrey e con il Centro specialistico di Houston, dove proseguirà il follow-up e ad un mese dall’intervento si prepara ora a tornare in Messico. Presto tornerà alla sua famiglia, ai libri di Medicina, alla vita che aveva dovuto interrompere, portando con sé un prezioso ricordo dell’Italia: un cuore nuovo.

Un vero miracolo della vita. L’Italia per il Messico. Il dono più grande della vita: un cuore nuovo. Il potere della donazione. L’eccellenza dei nostri professionisti. Tutto questo ha permesso di salvare una giovane ragazza messicana, quando la situazione ormai sembrava precipitare definitivamente. Ho assistito in prima persona in sala operatoria all’intervento di trapianto, alla straordinaria complessità di questa operazione, all’impegno profuso dai nostri professionisti e all’impiego di tecnologie di ultimissima generazione. Grazie Molinette.” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

Uomo sui binari salvato dalla polizia a Porta Susa

Professionalità e capacità di ascolto hanno consentito agli agenti della Polizia Ferroviaria di scongiurare un gesto estremo nella stazione di Torino Porta Susa.
Durante i servizi straordinari dell’operazione “Viaggiare Sicuri”, un passante ha segnalato un uomo ipovedente che, in evidente stato di fragilità, manifestava l’intenzione di lasciarsi travolgere da un treno.
Gli operatori sono intervenuti immediatamente. L’agente, attraverso un dialogo pacato e rassicurante, è riuscito a conquistarne la fiducia. Determinante anche la presenza di Wolly, il suo cane guida, che ha favorito il racconto delle difficoltà vissute dopo la perdita della vista e del profondo senso di solitudine.
Quando, all’arrivo del personale sanitario, l’uomo ha inizialmente rifiutato il trasporto in ospedale, la poliziotta gli è rimasta accanto, convincendolo infine ad accettare spontaneamente le cure necessarie.
L’intervento testimonia come professionalità, empatia e capacità di ascolto possano rivelarsi decisive per proteggere una vita e assistere concretamente una persona in difficoltà.

Sventata truffa dello specchietto ai danni di un 85enne

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi a Torino, un uomo e una donna di 54 e 49 anni, gravemente indiziati di aver messo in atto una “truffa dello specchietto” ai danni di un’anziana di 85 anni.
I fatti sono avvenuti nella zona nord di Torino, dove gli investigatori della 4^ Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” della Squadra Mobile, impegnati in un servizio di pattugliamento in abiti civili volto alla repressione dei reati di natura predatoria, hanno notato in zona Piazza Santa Sofia un’autovettura bianca con a bordo due soggetti, il cui specchietto retrovisore sinistro presentava un danneggiamento nella sua porzione riflettente, procedere a marcia sospettosamente lenta.
Gli investigatori hanno così deciso di seguirne gli spostamenti, mantenendosi a distanza, fino a raggiungere la zona di Strada Comunale da Bertolla all’Abbadia di Stura, dove hanno assistito alla messa in atto della cosiddetta “truffa dello specchietto”. L’autovettura si è fatta sorpassare da una macchina condotta da un’anziana di 85 anni e, subito dopo, ha simulato un urto, accelerando e suonando ripetutamente il clacson per attirare l’attenzione della conducente e indurla ad accostare in uno slargo sterrato nei pressi di Strada della Cebrosa.
Una volta fermata l’anziana, i due occupanti dell’autovettura le hanno contestato di aver provocato un danno allo specchietto, chiedendole del denaro. La donna, trovandosi in una situazione di agitazione, ha consegnato loro 30 euro, dopodiché i due si sono allontanati a bordo del veicolo.
A quel punto gli investigatori sono intervenuti: mentre un equipaggio ha raggiunto l’anziana, gli altri operatori si sono posti all’inseguimento dell’autovettura.
Il conducente, accortosi della presenza della Polizia, ha tentato di sottrarsi al controllo dandosi alla fuga lungo la Statale 11, durante la quale ha raggiunto velocità prossime ai 200 km/h.
Nonostante le manovre effettuate dal conducente, i poliziotti sono riusciti a raggiungere e bloccare l’autovettura nei pressi dell’intersezione tra via Generale dalla Chiesa e via Ariosto, a Settimo Torinese. Durante le concitate fasi del fermo, la passeggera ha divelto il parabrezza della moto di servizio scaraventandolo sulla carreggiata, motivo per il quale è stata anche denunciata per danneggiamento.
L’autovettura utilizzata per il raggiro e per la successiva fuga è stata sottoposta a sequestro penale, mentre il denaro recuperato dagli investigatori è stato restituito all’anziana, che è stata accompagnata presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza “Barriera di Milano” per formalizzare la denuncia.

Al via giovedì 10 settembre la 50ª edizione di “Artigianato del Pinerolese”

/

Da giovedì 10 a domenica 13 settembre prossimi, Pinerolo ospiterà la cinquantesima edizione di “Artigianato del Pinerolese”, una rassegna che racconta cinquant’anni di storia attraverso mani che creano, persone che tramandano un mestiere e comunità che cambiano senza perdere la propria identità. Si tratta di un appuntamento rappresentativo del territorio che, quest’anno, sceglie di festeggiare anche i duecento anni dalla nascita della fotografia attraverso il progetto “Scatti. Istanti di storie. 50 anni di Artigianato, 200 anni di Fotografia”, un percorso che parte dal primo scatto realizzato da Nicéphore Niépce nel 1826 fino agli smartphone di oggi. In questi dieci lustri di manifestazione, l’artigianato ha saputo documentare l’evoluzione della società, dei mestieri, delle tecniche produttive e delle relazioni umane, conservando però intatti i valori che lo caratterizzano: creatività, competenza, passione e capacità di innovare. Per questo motivo, l’edizione del cinquantenario intende trasformare Pinerolo in una grande galleria fotografica a cielo aperto. Il centro storico ospiterà 30 mostre fotografiche e artistiche, distribuite tra piazze, cortili, musei, portici e spazi espositivi, anche in luoghi normalmente inaccessibili al pubblico. Un percorso che accompagnerà cittadini e visitatori attraverso linguaggi e sensibilità differenti, intrecciando fotografia d’autore, memoria storica, arte contemporanea, reportage, paesaggio e racconto sociale. Tra i principali progetti espositivi spiccano “L’arte della fotografia – 200 anni”, che ripercorre la storia della fotografia con documenti storici, immagini provenienti da archivi fotografici, laboratori di camera oscura e sala posa; “Becoming Climate”, il progetto internazionale di World Press Photo dedicato ai cambiamenti climatici ospitato alla Cavallerizza Caprilli; “Life in Trenches – Vita nelle Trincee”, con le immagini della Grande Guerra al Museo Storico dell’Arma di Cavalleria; “Album di Famiglia”, con le fotografie dell’Archivio dell’Associazione Culturale Valdese Ettore Serafino; “Torino 4×4. Fotografie per una nuova era”, progetto che restituisce il volto degli artigiani pinerolesi attraverso gli scatti realizzati da Remo Caffaro tra il 1978 e il 1988. I temi dedicati al territorio, alla memoria collettiva e all’arte contemporanea troveranno spazio nelle mostre “Pinerolo… Altri sguardi”, “Interferenze”, “Gli Eterni Contemporanei”, “Neve”, “Acqua”, “Lettere di un paesaggio”, “Respirare con gli occhi”, “Sono solo un fotografo (Una questione di luce)”, e ancora “Abitare l’aria”, “Flash Room”, “Eterni contemporanei, in evoluzione: Giotto”, “Ferite Bianche”, “Le stagioni della montagna” e “Biforcazioni”. I temi della montagna, della scienza e della fotografia di guerra saranno invece al centro degli incontri con Nives Meroi, Valerio Minato, Fabio Bucciarelli ed Emanuele Pasquet. Sabato 12 settembre, in occasione del centenario della sezione CAI di Pinerolo, si esibiranno cori e bande musicali locali. La moda sarà protagonista al Teatro Sociale, con “Rivèlati – Atto unico. Moda, movimento e trasformazione”, una performance che intreccia moda, movimento e arti performative, e con la Torino Fashion Week – “Scatti. Istanti di moda in passerella”. Anche quest’anno tornerà “Pinerolo Botteghe Aperte”, un progetto coordinato CNA Torino e Nodo Concept Space, che porterà artigiani e artisti selezionati attraverso una call negli spazi di Nodo e in piazza San Donato. Il pubblico potrà assistere alle lavorazioni dal vivo e partecipare a una proposta di 9 workshop artistico-artigianali, dalla sartoria all’upcycling, dal ricamo alla fotografia, dall’illustrazione alla tessitura e alla lavorazione della carta. I laboratori, realizzati con il supporto di Turismo Torino e Provincia, sono dedicati a diverse fasce d’età e livelli di esperienza. A questo si affiancheranno gli espositori di Mani Creative, collocati tra piazza Facta, via Savoia, via Duomo e via Trento, il Fab Lab Pinerolo, dove stampa 3D e fotografia si incontreranno per dare forma tridimensionale alle immagini, e le attività dedicate alle piccole e medie imprese in piazza Cavour, luogo di incontro innovazione, servizi, aziende e artigianato. Sono previste attività per le famiglie con bambini grazie ad Artigianato Kids, che avrà luogo nel cortile del Vescovado. Largo Lequio diventerà, invece, il cuore della convivialità, con il Villaggio del Gusto e Arti Beer Festival “L’arte del bere bene. 50 sfumature di birra per i 50 anni di Artigianato”. Un’area dedicata allo street food, alle specialità locali e ai sapori da tutto il mondo che ogni sera si trasformerà in uno spazio dedicato alla musica e all’ intrattenimento. Le Terrazze Acaja accoglieranno le eccellenze enogastronomiche del territorio. Accanto alla Borgata dell’Agricoltura, con 14 stand dedicati alla produzione agricola locale e realizzata in collaborazione con CIA Agricoltura e Coldiretti, Terre da Tasté – Distretto del Cibo Pinerolese proporrà degustazioni, masterclass, incontri e momenti di convivialità. Tra gli appuntamenti, le masterclass dedicate ai Cru degli Acaja, le serate “Convivio – 8 Cru degli Acaja”, la degustazione di caffè in collaborazione con Slow Food Coffee Coalition e, domenica, l’incontro su olio EVO e cucina vegetale, con degustazione tematica. Sempre all’insegna del gusto e della formazione sarà la proposta del CFIQ Il Germoglio, che sabato 12 settembre ospiterà “A Cena con i ragazzi del CFIQ”, una cena di beneficenza realizzata con studenti, formatori e aziende del territorio per sostenere borse di studio. Domenica spazio invece a “Bimbi ai fornelli”, allo yoga e alla Colazione benefica, con proventi destinati alla realizzazione di un laboratorio di trasformazione alimentare a Bahia, in Brasile. Anche il Consorzio dei vini del Pinerolese proporrà delle degustazioni presso il proprio stand. Domenica 13 settembre prossimo, nel cuore della città, partirà il tour guidato “Welcome Tour Pinerolo Speciale Artigianato”, alla scoperta dei luoghi d’arte e delle botteghe storiche e arricchito da un assaggio di vino locale. Sabato sera sarà inoltre possibile vivere un’esperienza speciale al Museo Storico dell’Arma di Cavalleria con “Notte al Museo”, con visite guidate serali che permetteranno di scoprire la Scuola di Cavalleria e i suoi personaggi attraverso un percorso immersivo nel fascino notturno del museo. “Artigianato del Pinerolese” è organizzato dal Comune di Pinerolo con il contributo di Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino e CNA Torino.

Info e dettagli: http://artigianatopinerolo.it/ – www.comune.pinerolo.to.it / Facebook – Città d Pinerolo

Mara Martellotta

Truffa del finto carabiniere, tre arresti in 24 ore nel Torinese

/

Ben 3arresti in 24 ore nel Torinese legati alla truffa del finto carabiniere. Mercoledì a Giaveno due italiani di 19 e 20 anni, entrambi incensurati e residenti a Torino. Tentavano di rubare i gioielli a un pensionato di 81 anni che ha contattato il 112. I carabinieri di Chivasso, invece, hanno arrestato una donna di 22 anni, originaria di Benevento, che  giovedì ha tentato di truffare una coppia anziana di Verolengo.

Si amplia la biblioteca storica di Palazzo Cisterna 

La Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso”, patrimonio della Città metropolitana di Torino, è attualmente interessata – insieme all’intero Palazzo Cisterna, che da sempre la ospita tra le proprie mura – da un importante intervento di ristrutturazione.
Si tratta di una fase importante di riqualificazione, che porterà alla restituzione degli ambienti in una veste rinnovata e più adeguata alle esigenze di chi li frequenta e alle attività che vi si svolgono, e di ampliamento, con la creazione di nuovi spazi, tra cui sale studio destinate ad un ampio pubblico.
Nelle fasi iniziali dell’intervento edilizio il personale della biblioteca ha provveduto, per quanto possibile, a garantire l’accesso e la fruizione dei servizi da parte dell’utenza. Con l’avanzamento dei lavori, tuttavia, le condizioni tecniche e di sicurezza del cantiere non consentono più di assicurare la permanenza negli spazi né l’accesso alle sale: la maggior parte dei volumi della biblioteca sono già stati inscatolati per essere poi ricollocati nelle nuove sale.
La biblioteca continuerà a essere presente sul piano digitale: attraverso i canali online è possibile conoscere e consultare parte del patrimonio già digitalizzato. In particolare, è stata raccolta sulla bacheca di Internet Archive, raggiungibile all’indirizzo https://archive.org/details/giuseppe-grosso-library, una selezione di materiali liberamente accessibili, che permette di continuare a esplorare anche a distanza alcuni dei fondi e delle collezioni della biblioteca.
“Sappiamo quanto sia importante, soprattutto per chi utilizza la biblioteca per attività di studio e ricerca, poter disporre di informazioni aggiornate – spiega il vicesindaco della Città metropolitana Jacopo Suppo –. Per questo, abbiamo contattato gli utenti aggiornandoli sull’intervento di ristrutturazione e annunciando loro che li terremo informati sull’avanzamento dei lavori e sulle tempistiche previste per la riapertura”.
“Anche durante questa fase di trasformazione – conclude Suppo – lavoreremo per mantenere il nostro patrimonio e le nostre attività il più possibile vicini alla comunità di studiosi, ricercatori e studenti che da sempre li valorizza”.
Nel 2027 sia Palazzo Cisterna che la biblioteca torneranno a essere a disposizione della comunità come polo culturale.

A tu per tu con la pronipote di Juliette Colbert de Maulévrier Falletti di Barolo

 

Domenica 30 agosto 2026 il Comune di Villafalletto (CN), in collaborazione con il Comitato per la
tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena
Odv, ha organizzato una commemorazione del suo secolare legame con i Falletti, risalente al 1332 e
della Venerabile Juliette Colbert de Maulévrier Falletti di Barolo.
In quell’occasione il giornalista Andrea Carnino ha intervistato per Il Torinese.it Marie-Laurence
Deberghe, pronipote di Juliette.

AC: Marie-Laurence Deberghe, qual è il suo legame di parentela con la Venerabile Juliette
Colbert de Maulévrier Falletti di Barolo?
Io discendo alla quinta generazione dal suo fratellastro René (1813-1891), nato dalla seconda
unione di suo padre con Pauline Henriette Leclerc de Juigne.
Edouard, Marchese di Maulévrier (1754-1839) il papà di Juliette, rimasto vedovo di Anne Marie de
Quengo de Crenolle, uccisa nello Sterminio dei Vandeani del 1793, nel 1812 si risposò con la
sopraccitata Pauline (1778-1861) e dalla loro unione nacque René. Quest’ultimo da Marie Eléonore
de Durfort Civrac de Lorge ebbe Margherita Maria, che era la mia trisavola.

AC: Dove vive attualmente?
Ad Aix-en-Provence.

AC: torna spesso in Piemonte, nelle terre dei Venerabili Carlo Tancredi e Giulia di Barolo?
Ritorno spesso perché mi piace il Piemonte e adoro visitare i paesi legati alla memoria della mia
prozia.

AC: si reca quindi spesso a Barolo e Serralunga d’Alba?
Vado a Barolo e Serralunga ogni 2-3 anni, principalmente a fine settembre. Amo far visitare ai miei
cugini questi splendidi luoghi e le Langhe in generale. Li porto anche a Torino a visitare Palazzo
Barolo e a Saluzzo nella casa-museo dove il 25 giugno 1789 nacque Silvio Pellico. Lo scrittore non
è molto conosciuto in Francia e per questo mi sono impegnata a far scoprire ai miei amici e parenti
la sua figura e il profondo legame che ha avuto con Giulia di Barolo.

AC: come ha conosciuto il Conte di Villafalletto?
Mentre stavo facendo un corso di pittura con acquerelli ad Aix-en-Provence ho conosciuto una
signora di Parigi che aveva un’amica, Daniela, che vive in Piemonte, a Villafalletto. Daniela mi ha
presentato il Conte Paolo Sismondo, poi deceduto nel 2022 (Paolo Sismondo era il padre
dell’attuale Conte Corrado di Villafalletto). Lui mi ha ricevuta a Palazzo Falletti e mi ha raccontato
la storia della sua famiglia. Da allora è nato il nostro legame, che continua con i figli e i suoi
numerosi parenti.

AC: è mai stata al Castello dei Colbert a Maulévrier, dove il 27 giugno 1785 nacque la sua
prozia Juliette?
Ci sono stata diverse volte. Il maniero venne venduto dal mio bisnonno all’inizio del XX secolo ed
oggi è un hotel di lusso, dove spesso alloggiano i miei cugini, i quali lo utilizzano come base per
scoprire i luoghi dove vissero i loro antenati.

Carovana dei Ghiacciai, Uncem: alleanza tra scienza e territori

/

 PER AFFRONTARE LA CRISI DELL’ACQUA

Non siamo più di fronte a un’emergenza, ma a una nuova normalità. Servono scelte strutturali: dalla pianificazione urbanistica all’agricoltura, dobbiamo imparare a governare l’acqua e non più inseguirla. I ghiacciai sono le sentinelle del cambiamento climatico. Il loro arretramento racconta con grande evidenza una trasformazione che ormai riguarda l’intero sistema alpino e, a cascata, la disponibilità e la gestione dell’acqua in Piemonte e nel bacino del Po. È il messaggio emerso a Ostana, in occasione della tappa piemontese della Carovana dei Ghiacciai di Legambiente, con il convegno “Ghiaccio che scompare, fiumi che cambiano. Nuove sfide per la governance dell’acqua nelle Alpi” e la presentazione dell’Atlante dell’acqua. Un confronto che arriva, peraltro, a poche ore dalla grande frana verificatasi ieri sul Monviso, dalla parete Nord-Est nell’area del Rifugio Quintino Sella. Un evento che ha riportato ancora una volta l’attenzione sulla fragilità e sulle trasformazioni dell’ambiente alpino. La frana sul Monviso e il confronto di oggi a Ostana ci ricordano che la montagna sta cambiando e che dobbiamo cambiare anche noi il modo di governarla. “Non dobbiamo cadere nella tentazione di collegare automaticamente ogni singolo evento al cambiamento climatico. Ma non possiamo neppure ignorare l’accelerazione dei fenomeni che la scienza ci sta documentando. I ghiacciai sono sentinelle del cambiamento: ci stanno dicendo che il sistema sta cambiando rapidamente e che le nostre politiche devono adeguarsi”, evidenzia Stefania Dalmasso, Sindaca di Piasco, componente della Giunta Uncem Piemonte. I dati emersi durante il congresso sono particolarmente significativi. Giugno ha registrato temperature fino a 3 gradi superiori alla media, mentre il deficit del Po ha raggiunto il 75 per cento. E il problema non riguarda più soltanto gli anni eccezionalmente siccitosi. “Non siamo più di fronte a un’emergenza occasionale. Questa è la nuova normalità. E se la normalità cambia, non possiamo continuare ad affrontarla con strumenti pensati per l’emergenza. Dobbiamo ragionare in termini strutturali”, precisa Dalmasso. Il bacino del Po rappresenta inoltre un’area strategica per l’intero Paese: sviluppa circa il 40% del PIL nazionale. La gestione della risorsa idrica diventa quindi una questione ambientale, economica e sociale di interesse nazionale. Durante il confronto è emersa con forza la necessità che le decisioni politiche siano fondate sui dati scientifici. Un esempio particolarmente significativo è quello del ghiacciaio della Vanoise, che dal 1982 a oggi ha perso circa il 70 per cento della propria superficie. Un territorio nel quale un tempo era possibile sciare praticamente tutto l’anno e dove oggi lo sci estivo non è più possibile. “La politica deve avere il coraggio di guardare i dati e di prendere decisioni conseguenti. Non possiamo continuare a programmare il futuro sulla base delle condizioni climatiche del passato. La scienza ci mette a disposizione informazioni sempre più precise: sta alla politica avere il coraggio di utilizzarle”, precisa Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte. Questo vale anche per i Comuni e per gli strumenti di pianificazione. Gli amministratori devono governare con uno sguardo dall’alto, per capire la dimensione complessiva dei fenomeni, ma con i piedi per terra, perché è nei territori che gli effetti dei cambiamenti si manifestano concretamente. Dobbiamo avere il coraggio di ripensare anche i nostri strumenti urbanistici. L’acqua non si può più inseguire. Uno dei temi centrali emersi dal congresso è quello della domanda d’acqua, a partire dal settore agricolo. Il fabbisogno irriguo può arrivare a livelli enormi, fino a 12 mila metri cubi d’acqua, mentre non esistono sistemi capaci di garantire quantitativi di questa dimensione quando la pioggia non arriva. Da qui la necessità di un cambio di paradigma. Non possiamo pensare di risolvere il problema semplicemente cercando nuova acqua. Dobbiamo avere il coraggio, anche politico, di invertire le tendenze di consumo. Prima ancora di inseguire l’acqua, dobbiamo imparare a consumarne meno. Questo significa intervenire sui sistemi produttivi e ripensare il rapporto tra acqua e agricoltura. Dobbiamo ripensare il sistema agroalimentare alla luce della disponibilità reale della risorsa idrica. Per Uncem, la risposta non può essere affidata a singoli interventi, ma deve coinvolgere l’intero territorio. Montagna e pianura. La montagna è il luogo dove l’acqua nasce, viene immagazzinata e inizia il suo percorso verso valle. Ma la risorsa idrica è un patrimonio dell’intero Piemonte e del bacino del Po. Per questo serve una nuova alleanza tra montagna e pianura, nella quale venga riconosciuto il ruolo fondamentale dei territori montani nella tutela dell’acqua, dell’ambiente e della sicurezza idrogeologica. Questo richiede investimenti nella conoscenza, nel monitoraggio, nella manutenzione del territorio e nella capacità degli enti locali di programmare. “Ma richiede soprattutto una nuova cultura politica – fa presente Dalmasso – La società civile ce lo sta chiedendo e i decisori politici devono agire. Non possiamo più limitarci a gestire le emergenze. Dobbiamo anticipare i problemi, leggere i dati e costruire politiche strutturali. Il cambiamento climatico ci impone di cambiare il modo in cui pianifichiamo i territori, produciamo cibo, utilizziamo l’acqua e costruiamo sicurezza”. La Carovana dei Ghiacciai a Ostana ha quindi rappresentato non soltanto un momento di confronto scientifico e ambientale, ma un’occasione per riaffermare il ruolo delle comunità locali. “Il messaggio che arriva da Ostana è molto semplice: la montagna non può essere lasciata sola ad affrontare una trasformazione che riguarda tutti. I Comuni montani devono essere messi nelle condizioni di governare questi processi. Servono risorse, competenze e strumenti adeguati. E serve una politica capace di guardare avanti”, insiste la Sindaca di Piasco.