CRONACA

La droga era sotterrata nell’orto

Dieci chilogrammi di cocaina erano stati occultati sotto terra, all’interno di un orto utilizzato come nascondiglio per la droga destinata allo spaccio. A scoprirlo sono stati i carabinieri della Compagnia di Cuneo, che hanno individuato  e sequestrato nelle campagne cuneesi una notevole quantità di stupefacente pronta per essere distribuita sul mercato locale.

La cocaina era stata sotterrata a una certa profondità in una zona di campagna, scelta   per nasconderla e renderne più difficile il rinvenimento. Dopo aver delimitato l’area, i militari, su disposizione della Procura della Repubblica di Cuneo, hanno effettuato una perquisizione che ha portato al ritrovamento dei panetti di cocaina.

Bambini e famiglie, un milione da Fondazione Crt

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NASCE IL PROGRAMMA ULAOP 

Un piano di iniziative family-oriented per rafforzare la genitorialità, contrastare le fragilità e promuovere il benessere dei minori
Torino, aprile 2026 – La Fondazione CRT rafforza il proprio impegno a favore dell’infanzia e delle famiglie con il lancio del Programma ULAOP, un piano di interventi da 1 milione di euro pensato per ampliare il raggio d’azione e rendere ancora più mirati ed efficaci i progetti dedicati ai bambini e ai nuclei familiari.
Il Programma ULAOP si inserisce nel quadro delle azioni strategiche della Fondazione volte a promuovere coesione sociale, benessere e sviluppo delle comunità, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità. Oltre il 22%¹ dei bambini piemontesi vive in povertà relativa e quasi il 16%²  è a rischio di esclusione sociale.
L’iniziativa raccoglie l’eredità della Fondazione ULAOP CRT, consolidando il patrimonio di relazioni, competenze e fiducia sviluppato nel tempo nell’ambito della genitorialità e dell’infanzia – che ha sostenuto il territorio anche grazie alla sinergia con la Città di Torino – e rilanciando questo impegno in una prospettiva più ampia e strategica. ULAOP si propone di trasformare tale eredità in un mosaico di relazioni e opportunità capace di promuovere il benessere di minori e famiglie – in tutte le loro forme – anche nei contesti più fragili. L’obiettivo è favorire una crescita equilibrata dei minori e rafforzare le risorse delle famiglie, offrendo strumenti concreti e reti territoriali affidabili.
In questi anni, le progettualità sviluppate hanno infatti prodotto risultati significativi: oltre 280 iniziative realizzate e 12.400 presenze registrate nel solo 2025 nell’ambito delle attività per le famiglie con OGR Kids & ULAOP; 4.769 famiglie e 6.627 bambini raggiuntioltre 163.000 cambi di pannolini distribuiti, più di 5.000 confezioni di materiale scolastico e una rete di più di 60 enti coinvolti sul territorio attraverso il Banco del Sorriso; 25 famiglie in condizione di fragilità accolte a Sharing Torino e 23 a Cascina Fossata nell’ultimo anno attraverso interventi integrati di accompagnamento alla genitorialità. Un patrimonio di esperienze e risultati che oggi consente di rafforzare e ampliare ulteriormente l’azione della Fondazione, inserendole in un quadro più organico e orientato all’impatto.
Con il Programma ULAOP la Fondazione CRT raccoglie una delle sfide più rilevanti per il presente e il futuro delle nostre comunità: il sostegno alle famiglie, in particolare a quelle che vivono condizioni di maggiore fragilità -afferma la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi -. Questo impegno si fonda su un patrimonio di esperienze costruito negli anni grazie alla Fondazione ULAOP CRT, oggi valorizzato e sviluppato in una prospettiva più ampia, con l’obiettivo di consolidare un modello di intervento capace di leggere in modo sempre più efficace i bisogni sociali e orientare le azioni future”.
L’esperienza della Fondazione ULAOP CRT, sviluppata in sinergia con la Città di Torino a favore delle famiglie più fragili e vulnerabili, ha rappresentato un punto di riferimento importante per il sostegno ai bambini e alla genitorialità – dichiara Anna Di Mascio, Presidente del Comitato Scientifico del Programma ULAOP –. Un percorso che ha contribuito al rafforzamento dei servizi e delle reti locali, e che oggi consente di proseguire e ampliare questo impegno con interventi sempre più mirati a sostegno delle famiglie”.
Il Programma ULAOP si articolerà in tre linee di intervento complementari, pensate per raggiungere più famiglie, più territori e bisogni più diversificati: Kids 4 Future (evoluzione del modello OGR Kids & ULAOP) estenderà il palinsesto di laboratori multidisciplinari gratuito alle OGR Torino con una programmazione più strutturata e continuativa, introducendo anche un evento annuale dedicato alla comunità delle famiglie e rafforzando le collaborazioni nei contesti a maggiore fragilità socio-educativa; TANGRAM. Legami che contano (attivo negli housing sociali) vedrà il potenziamento delle attività a Sharing Torino e l’estensione del modello a nuovi territori (Borgo Vittoria, con particolare attenzione a Cascina Fossata), con un rafforzamento dei percorsi strutturati di sostegno alla genitorialità, attività di animazione educativa e comunitaria, sportelli di orientamento e collegamento con i servizi territoriali, iniziative residenziali estive genitori-figli e interventi di supporto educativo; la Rete dei Sorrisi (evoluzione del Banco del Sorriso) sarà ampliata a nuovi territori piemontesi attraverso un percorso organizzato di mappatura, attivazione e formazione degli enti, consolidando e diffondendo il modello già sperimentato e rafforzando la rete territoriale di supporto alle famiglie.
Nell’ambito del Programma rientreranno inoltre interventi che hanno come focus l’attenzione a famiglie e infanzia, come il progetto Forte Connessioni al Forte di Fenestrelle, che prevede la realizzazione di parchi tematici ispirati al “paesaggio fortificato” per offrire alle famiglie e ai visitatori un’esperienza culturale dedicata, e l’asilo nido del Comune di Marene, opera di recupero e rifunzionalizzazione di uno spazio nel complesso storico di Palazzo Galvagno, in continuità con il baby parking e in sinergia con il Giardino della Casa del Custode, per un ambiente inclusivo, sostenibile e radicato nella comunità.
¹Fonte: Report “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. III Edizione 2024” (Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Elaborazioni su dati Istat – BES-T Piemonte 2024)
²Fonte:Sisreg

Salute e sanità nelle aree montane

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 UNCEM: BASTA TAGLI MASCHERATI DA RIORGANIZZAZIONE
Uncem Piemonte interviene con fermezza nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del Sindaco di Venasca, Silvano Dovetta, in merito alla possibile soppressione o trasferimento della Guardia Medica da Venasca alla nuova Casa di Comunità di Verzuolo, appena inaugurata. Se confermata, questa scelta sarebbe grave, miope e inaccettabile. “Da mesi Uncem lo denuncia con chiarezza: il rischio è che le Case di Comunità, nate per rafforzare la sanità territoriale, diventino nei fatti strumenti di accentramento dei servizi, con un effetto diretto e devastante sulle aree montane”, evidenziano Stefania Dalmasso, Sindaca di Piasco, e Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte.
Quello che sta emergendo in Valle Varaita è emblematico: si investe su nuove strutture, ma contemporaneamente si svuotano i presìdi esistenti.
“Non è riorganizzazione. È un arretramento dei diritti – fanno notare Dalmasso e Colombero – Togliere la guardia medica da un Comune montano significa aumentare le distanze reali per cittadini spesso anziani, ridurre la sicurezza sanitaria, accelerare un processo già in atto di impoverimento dei servizi, contribuire concretamente allo spopolamento” .
Uncem Piemonte respinge con forza una logica che considera la montagna come un territorio su cui “razionalizzare” tagliando. “Non si può continuare a chiedere ai territori montani di resistere mentre si sottraggono servizi essenziali – evidenzia la Sindaca di Piasco – Non è accettabile che, mentre si parla di riequilibrio territoriale e di attenzione alle aree interne, nei fatti si continui a concentrare tutto a valle”.
La questione non è tecnica. “È politica – aggiunge Colombero – Ed è una scelta politica decidere se  garantire pari diritti di accesso alla sanità, oppure costruire un sistema che penalizza chi vive nelle aree più fragili”. Uncem chiede alla Regione Piemonte di chiarire se questa ipotesi corrisponde a una decisione già assunta, di fermare qualsiasi scelta che comporti la perdita di servizi nei Comuni montani; di aprire un confronto vero con i territori, prima di assumere decisioni che incidono sulla vita delle persone. “Se le Case di Comunità diventano il pretesto per chiudere o spostare servizi, allora siamo di fronte ad un uso distorto delle risorse pubbliche e degli obiettivi del PNRR – precisa Dalmasso – La montagna chiede rispetto, servizi e condizioni minime per poter continuare a vivere. Su questo Uncem Piemonte non farà passi indietro”.

Giovane accoltellato alla gola in corso Giulio Cesare

Un giovane di 29 anni è stato accoltellato nella notte, sembrerebbe nel corso di una lite, in corso Giulio Cesare a Torino. Sul posto i soccorsi del 118 che lo hanno trasportato al San Giovanni Bosco in condizioni gravi. Le forze dell’ordine stanno tentando di risalire all’aggressore fuggito e alla dinamica dell’accaduto.

“Troppi venditori abusivi” Il “suk” non si ferma

Un sabato pieno di ambulanti non autorizzati. La denuncia è della deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e dei consiglieri della Circoscrizione 7 Alessi e Giovannini

“Porta Palazzo, Borgo Dora (Ponte Mosca, Lungo Dora Agrigento, Ponte Carpanini), Via Carcano e dintorni (Via Ravina, Via Varano), letteralmente invasi, e tutto nell’indifferenza di chi amministra la Città. Per la sinistra gli abusivi non sono una priorità, si riempiono solo di parole tipo povertà e fragilità ma in realtà coprono solo l’illegalità”, osservano gli esponenti di Fdi.
“Nonostante la chiusura ufficiale oggi del mercato del libero scambio (Suk) la situazione nelle aree limitrofe a via Carcano è fuori controllo. Un “fiume” di venditori abusivi ha invaso via Carcano, via Ravina e via Varano, confermando l’inefficacia delle attuali misure di contenimento. Comune assente e cittadini sbeffeggiati”, proseguono.
“Stamattina abbiamo fatto un sopralluogo, dopo che alcuni cittadini ci avevano chiamati, in Via Carcano e dintorni, una situazione oltre la vergogna
L’attuale gestione del mercato di libero scambio ricalca l’ambiguità già vista per il caso Askatasuna: una chiara volontà politica di non gestire l’illegalità”, aggiungono gli esponenti di Fratelli d’Italia.
La Regione ha proposto accordi con regole più stringenti per garantire che il mercato sia realmente un’opportunità per le fasce deboli e non un ricettacolo di merce di dubbia provenienza (visti i sequestri nell’interno dell’area nelle giornate regolari).
La Convenzione tra la Regione Piemonte e Comune di Torino è stata firmata anche dalla Citta’, ma è la stessa Città che non la applica”.
Montaruli, vice Capogruppo FdI alla Camera conclude: “Segnaleremo e documenteremo la situazione attuale anche al Prefetto perché a nostro giudizio palesemente fuori anche dalla convenzione ma anche dalle regole basilari di ogni territorio”.

Tentano di derubare anziana con la tecnica della gomma bucata

La Polizia di Stato ha arrestato, a Torino, un cittadino di nazionalità marocchina di 54 anni per tentata rapina impropria in concorso.
Nei giorni scorsi, un agente della Squadra Mobile, libero dal servizio, ha notato, transitando in auto su Corso Duca degli Abruzzi due individui sospetti: uno a bordo di un monopattino elettrico e l’altro su una bicicletta pieghevole che, seminascosti fra le auto in sosta, osservavano con attenzione i passanti, soprattutto le persone più anziane. L’operatore si fermava e monitorava a distanza i loro movimenti, allertando contemporaneamente i colleghi del nucleo “Falchi” della questura torinese, impegnati in attività di contrasto ai reati predatori in danno di anziani.
Il poliziotto aveva modo di notare i due soggetti mettere in atto la cosiddetta tecnica di raggiro della “gomma bucata” ai danni di una signora di 87 anni che stava per salire sulla propria auto.  Non appena chiusa la portiera, l’uomo in bicicletta si è posizionato sul retro del veicolo iniziando a indicare animatamente all’indirizzo delle ruote. Lo stratagemma induceva la vittima a scendere dal mezzo per controllare il presunto guasto. In quel frangente, il complice a bordo del monopattino si è avvicinato furtivamente alla portiera anteriore, aprendola nel tentativo di asportare la borsa lasciata sul sedile.
A questo punto, il poliziotto libero dal servizio, resosi conto della situazione, è intervenuto per interrompere l’azione delittuosa, qualificandosi come appartenente alla Polizia di Stato.
L’agente sbarrava la strada all’uomo in bicicletta, impedendogli di fuggire, nonostante la violenta resistenza opposta da quest’ultimo che cercava di colpire l’operatore con il velocipede; l’uomo, inoltre, brandiva al suo indirizzo un coltello a serramanico, ma veniva disarmato e bloccato fino all’arrivo delle pattuglie di polizia.
Alla luce dei fatti l’uomo, un cittadino marocchino di 54 anni, è stato arrestato per tentata rapina impropria in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotto presso la locale Casa Circondariale.
L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto e disposto per l’uomo la misura cautelare in carcere.

Chernobyl, 40 anni fa, la nube anche in Piemonte

Paura, apprensione e forte allarme sulla popolazione anche in Piemonte ma l’impatto fu fortunatamente limitato. Era il 26 aprile 1986. In tutta l’Europa si temette un effetto diretto sull’ambiente e sui prodotti alimentari. In Italia fu subito proibito il consumo di latte fresco e verdure. Anche il Piemonte fu raggiunto dalle radiazioni, soprattutto nelle zone alpine e prealpine, ma senza gravi conseguenze. Quarant’anni fa accadde il più grande disastro nucleare della storia. Chernobyl, piccolo centro della Repubblica sovietica di Ucraina, poco più di 10.000 abitanti, fino a quel momento sconosciuto ai più, stava per diventare la cittadina più famosa del mondo. Quella notte avvenne il surriscaldamento del nocciolo del reattore numero quattro della centrale atomica locale, la Centrale nucleare a fissione Vladimir Ilic di Chernobyl. Due forti esplosioni distrussero il nocciolo dello stabilimento e rilasciarono nell’aria enormi quantità di sostanze radioattive. È stato calcolato che le contaminazioni causate dall’incidente furono 200 volte più gravi rispetto alle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki nel 1945. La notizia fu diffusa dalle autorità sovietiche soltanto alcuni giorni dopo la deflagrazione. Le stime delle vittime variano enormemente. All’origine della catastrofe un errore umano che provocò circa 300.000 sfollati e, secondo dati ufficiali, 64 morti legati direttamente all’incidente e migliaia di casi di malati oncologici nei mesi e negli anni successivi come riportato nel Rapporto del Chernobyl Forum redatto da agenzie delle Nazioni Unite. La tragedia di Chernobyl del 26 aprile 1986 ebbe conseguenze anche in Italia, incluso il Piemonte, anche se in modo molto meno grave rispetto alle aree più vicine alla centrale. Il Piemonte fu colpito dalla nube radioattiva ma con livelli relativamente contenuti. Tra aprile e maggio le piogge fecero cadere sul suolo sostanze radioattive e furono rilevati su terreni, prati e nei prodotti agricoli isotopi (atomi) come lo iodio-131 e il cesio-137. Livelli bassi per fortuna ma che comunque restarono superiori alla norma per un certo periodo. Furono immediati i controlli. In Piemonte, come nel resto d’Italia, si sconsigliò temporaneamente il consumo di latte fresco e verdure a foglia larga come insalata, spinaci, cavoli e bietole. Le aree montane (Val di Susa, Ossola, Cuneese) registrarono livelli più alti a causa delle precipitazioni. Agricoltori e allevatori subirono perdite significative soprattutto nel settore lattiero-caseario e ortofrutticolo. Quasi trent’anni dopo, per effetto dell’onda lunga del disastro di Chernobyl, scattò l’allarme cinghiale radioattivi nella nostra regione e in particolare in Valsesia e nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola dove la nube tossica ebbe i maggiori effetti. L’Istituto Zooprofilattico di Torino accertò oltre un centinaio di casi di animali contaminati dal cesio 137, diretta conseguenza dell’incidente nucleare del 1986 e della nube che raggiunse anche il nord Italia. Oggi l’area di Chernobyl, priva di abitanti, è diventata un’autentica oasi di biodiversità con centinaia di specie di uccelli, lupi, volpi, alci e orsi bruni adattatisi al nuovo ambiente radioattivo.

 Filippo Re

Confcooperative Habitat Piemonte: Anselmo confermato presidente

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Oltre 3.000 soci e 12,5 milioni di euro di fatturato: le cooperative di abitazione e di comunità al centro delle nuove politiche per i territori

L’assemblea regionale di Confcooperative Habitat Piemonte ha confermato Alberto Anselmo alla guida della Federazione per il prossimo mandato. L’appuntamento, ospitato alla Casa della Cooperazione di Torino, ha rilanciato il ruolo delle cooperative di abitazione e di comunità come soggetti sempre più strategici nell’affrontare le trasformazioni sociali, abitative e territoriali che interessano il Piemonte.

Confcooperative Habitat Piemonte rappresenta una realtà significativa del sistema cooperativo regionale, con oltre 3.000 soci e un fatturato complessivo di 12.500.000 euro. Numeri che restituiscono la consistenza di un settore capace di coniugare gestione degli immobili, responsabilità sociale e sviluppo territoriale, in un ambito oggi sempre più centrale come quello dell’abitare.

Al centro dell’assemblea il tema dell’innovazione sociale per il futuro dei territori, con una riflessione sul contributo che la cooperazione può offrire nella costruzione di nuove politiche per la casa, per le aree interne e per le comunità locali. In questa fase storica, segnata da cambiamenti economici, trasformazioni demografiche e nuovi bisogni sociali, il sistema cooperativo dell’abitare si conferma una risorsa importante non solo nella gestione del patrimonio immobiliare, ma anche nella capacità di costruire relazioni, attivare fiducia e generare comunità.

Le cooperative di abitazione e di comunità rappresentano infatti un presidio fondamentale nei territori, capace di tenere insieme cura del patrimonio, accessibilità dell’abitare, coesione sociale e sviluppo locale. Il loro valore emerge in particolare nella valorizzazione del patrimonio esistente, nel recupero degli immobili sfitti, nell’integrazione tra casa e servizi e nella capacità di dare risposte che non si fermano alla dimensione edilizia, ma accompagnano i percorsi di vita delle persone e rafforzano il tessuto delle comunità.

All’assemblea ha preso parte anche Maurizio Marrone, Vicepresidente della Regione Piemonte con delega alle Politiche della casa, al welfare e al lavoro, a conferma dell’attenzione istituzionale verso un comparto che intercetta temi decisivi per il presente e per il futuro del territorio piemontese.

La cooperazione dell’abitare può svolgere oggi un ruolo ancora più importante, perché mette insieme competenze gestionali, attenzione alle persone e radicamento nei territori”, ha dichiarato Alberto Anselmo. “In una fase in cui il tema della casa si intreccia sempre di più con quello della qualità della vita, della tenuta delle comunità e della capacità dei territori di restare attrattivi e inclusivi, le nostre cooperative possono offrire risposte serie, concrete e innovative”.

Nel corso dell’assemblea è stato inoltre ribadito il valore dell’economia sociale come strumento capace di orientare nuove politiche per l’abitare, favorendo un dialogo più stretto tra cooperazione e istituzioni e guardando alla casa non soltanto come bene materiale, ma come base per costruire relazioni, fiducia e sviluppo locale.

A chiudere i lavori è stato Alessandro Maggioni, Presidente nazionale di Confcooperative Habitat, che ha espresso soddisfazione per il significativo momento assembleare “ricco di contenuti e di esperienze che, seppur piccole, danno una traiettoria su cui poter lavorare”, lanciando un invito: «Il Piemonte è un territorio virtuoso nelle pratiche di recupero. Poiché il tema dell’“archeologia residenziale” sarà una questione centrale del prossimo futuro, la vostra regione può porsi come laboratorio sperimentale: una sfida stimolante e di fondamentale importanza per il futuro della cooperazione, delle città e delle comunità».

L’assemblea ha così rilanciato una visione dell’abitare sempre più integrata, in cui il patrimonio immobiliare, i servizi, le relazioni e la fiducia diventano elementi di un unico progetto di sviluppo. Una prospettiva nella quale la cooperazione continua a dimostrare di essere non solo un soggetto economico, ma un attore sociale capace di generare valore duraturo per il Piemonte.

A Torino forum sul travel retail

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Si tiene a Torino un forum con la presentazione della ricerca inedita di Nomisma. La notizia è di interesse nazionale e ATRI ha scelto Torino per l’evento non so se riesce a mandare qualcuno. Di seguito tutti i dettagli

quanto vale davvero il travel retail in Italia e quante persone impiega? Per la prima volta, un’indagine ufficiale risponde a queste domande, colmando un vuoto informativo su un settore strategico per il sistema paese.

Il 29 aprile a Torino, presso Palazzo Madama (ore 09:15), l’Associazione Travel Retail Italia presenterà la ricerca inedita realizzata con Nomisma. Lo studio non si limita a quantificare il fatturato e gli occupati del comparto, ma offre un’analisi dettagliata dello scenario attuale, influenzato dalle tensioni legate alla guerra del golfo e alla crisi energetica.

I dati, che verranno svelati integralmente solo in sede di conferenza, mostrano il ruolo del settore come motore economico e il suo impatto sul pil nazionale.

Intervengono:

  • Stefano Gardini, presidente ATRI
  • Emanuele Di Faustino, head of industry & retail Nomisma
  • Paola Piccioni, senior project manager Nomisma

Tavola rotonda:

  • Andrea Arrighi, human resources and organization di Lagardère Travel Retail Italia
  • Marilena Blasi, chief commercial officer di Aeroporti di Roma
  • Stefano Gardini, presidente atri
  • modera: David Jarach, founder & executive chairman di diciottofebbraio

Per partecipare e accreditarsi è necessario inviare una mail a press@atritalia.it

Un papavero rosso e un velo nero per il 25 aprile

I militanti ambientalisti di Extinction Rebellion hanno calato un telo nero sulle statue di Porta Palazzo  e hanno collocato vicino un papavero rosso di carta in occasione del 25 aprile a Torino: poi lo striscione “Ripudiare il fascismo”. Gli ecologisti hanno così coperto le statue di Cesare e Augusto, che furono  donate alla città da Benito Mussolini.