CRONACA

Tir prende fuoco sulla tangenziale sud: traffico bloccato fino all’alba

Tangenziale sud in tilt da ieri sera a Moncalieri fino all’alba: un tir ha preso fuoco mentre era in marcia in direzione Savona-Piacenza, all’altezza dello svincolo Statale 20, e il conducente è rimasto ustionato nel tentativo di spegnere il rogo.
Sul posto sono intervenuti immediatamente diverse squadre dei vigili del fuoco, i sanitari del 118 Azienda Zero, la polizia stradale di Torino-Settimo e gli ausiliari Itp.
Il conducente ha riportato ustioni lievi al volto e alle mani ed è stato trasportato in ambulanza al Cto di Torino. Ad incendio spento, sono partite le operazioni di travaso del carburante del mezzo, alimentato a Gnl. L’incidente ha causato lunghe code con obbligo di uscita allo svincolo Sito Interporto, poi Débouché.

VI.G

Eventi turistici, scadenza bando il 20 gennaio

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Gli enti pubblici o di diritto pubblico e le associazioni senza scopo di lucro con sede legale in Piemonte hanno tempo fino al 20 gennaio per partecipare a uno dei due bandi che la Regione ha aperto per sostenere progetti di comunicazione e promo-pubblicità degli eventi e iniziative turistiche di livello internazionale, nazionale, regionale e locale.

Accessibili dal portale di Finpiemonte, i due bandi, non cumulabili, mettono a disposizione contributi per quasi 1,4 milioni di euro: uno è selettivo, ossia vincolato alla valutazione a punteggio delle domande e alla conseguente formazione di una graduatoria, l’altro è a sportello, cioè in ordine di presentazione delle domande.

Nello spiegare spirito e obiettivi dell’iniziativa, l’assessore al Turismo Paolo Bongioanni puntualizza che «dalla grande fiera internazionale al piccolo evento locale il Piemonte schiera un calendario di eventi di valenza turistica e capacità attrattiva straordinaria che però finora non è sempre stato comunicato con la potenza di fuoco necessaria per svilupparne in pieno le potenzialità. La Regione, così, interviene interviene per supportare gli organizzatori nella missione di raccontare e comunicare nel modo più efficace il loro progetto e raggiungere così il pubblico potenziale ottenendo la visibilità che meritano. Si contribuisce così alla crescita turistica ed economica e alla riconoscibilità complessiva del Piemonte come grande meta e brand turistico».

«Accanto a voci per così dire “tradizionali” come l’allestimento di spazi espositivi, punti di accoglienza e informazione, spese Siae e realizzazione di stampati e grafiche, oggi chi organizza un evento turistico deve poter essere competitivo nell’accesso a tutte le modalità della comunicazione e promozione digitale – precisa Bongioanni – Questi due bandi vanno incontro agli organizzatori dei nostri eventi turistici in spese come gestione dei siti web e delle pagine social, acquisto di spazi pubblicitari, noleggio service audio-video, realizzazione e pianificazione di spot video, tv, radio e web. Ma anche realizzazione di gadget, ingaggio di testimonial, organizzazione di educational tour con ospitalità per giornalisti, blogger e influencer. Insomma, un sostegno al passo con i tempi e con la svolta verso il futuro che il Piemonte turistico si merita e deve conquistare».

Dopo vent’anni la Fiaccola Olimpica torna a Torino

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Torino rivive l’atmosfera olimpica. Il braciere di Milano Cortina 2026 si è acceso ieri sera in piazza Castello, meta della tappa torinese della fiaccola olimpica. A condurla, nell’ultimo tratto, due campioni molto amati dal pubblico torinese e italiano, Pecco Bagnaia e Giorgio Chiellini.

Con loro sul palco è salito il sindaco Stefano Lo Russo che in piazza ne aveva atteso l’arrivo insieme all’assessore allo Sport e Grandi Eventi Domenico Carretta. “A Milano Cortina 2026 – ha detto il Sindaco – va il nostro augurio più sincero: che siano Giochi capaci di mostrare al mondo il meglio dell’Italia e che possano essere non solo una grande festa dello sport, ma anche l’occasione per ribadire il senso profondo delle Olimpiadi e far partire dal nostro Paese un messaggio di pace”.

L’attesa della fiaccola olimpica è stata nel pomeriggio l’occasione per un momento di festa e spettacolo, ma anche per rivivere le emozioni di vent’anni fa, tornando con la memoria alle Olimpiadi di Torino 2006. A ricordarle, mentre sul maxischermo scorrevano le immagini di quei giorni sono stati il sindaco di allora, Sergio Chiamparino, e tre tedofori d’eccezione, Evelina Christillin, Valentino Castellani e Tiziana Nasi, che furono tra i protagonisti dell’avventura olimpica e paralimpica torinese. Un’occasione per celebrare il passato ma anche per guardare al futuro, con i grandi eventi sportivi in programma in città nel 2026, resi possibili anche dalla presenza degli impianti realizzati in occasione dell’evento olimpico del 2006 “che sono stati un’eredità importante – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo – ma io penso che l’eredità più importante sia stato l’orgoglio di essere torinesi, di appartenere ad una città che tutti coloro che visitano per la prima volta trovano straordinaria. Sono certo che anche questi momenti che stiamo vivendo questo orgoglio contribuiscano a rafforzarlo”.

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Torino, diritti umani a intermittenza: sempre in piazza, ma non per tutti

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Negli ultimi mesi Torino è diventata uno specchio fedele delle contraddizioni che attraversano il dibattito pubblico sui diritti umani. La città ha ospitato grandi manifestazioni, cortei imponenti e piazze gremite per alcune cause internazionali, mentre per altre, altrettanto gravi e drammatiche, l’attenzione si è fermata a poche decine di persone, quando non è stata addirittura capovolta in un sostegno a regimi autoritari.

Le mobilitazioni più numerose sono state senza dubbio quelle a favore di Gaza e quelle legate al mondo dei centri sociali, in particolare attorno alla vicenda Askatasuna. Migliaia di persone hanno sfilato per le strade, con una presenza costante sui media, slogan, bandiere, interventi di sindacati, collettivi studenteschi e forze politiche che hanno trasformato questi temi in un punto fisso dell’agenda cittadina. Cortei partecipati, città blindata, grande attenzione giornalistica: Torino ha mostrato tutta la sua capacità di mobilitazione quando una causa diventa “centrale” nel racconto politico e mediatico.

Pochi giorni fa, però, sempre a Torino, sulla Passeggiata Marco Pannella, si è svolto un presidio di segno completamente diverso. Un piccolo gruppo di cittadini ha voluto esprimere solidarietà al popolo iraniano, denunciando la repressione, gli arresti, le condanne e la sistematica violazione delle libertà fondamentali operate dal regime di Teheran. Una manifestazione pacifica, composta, ma numericamente molto ridotta, quasi invisibile nel flusso delle notizie. Eppure si parlava di un Paese dove le proteste vengono soffocate con il carcere, la violenza e persino la pena di morte. Una tragedia umanitaria che avrebbe tutte le ragioni per scuotere coscienze e piazze, ma che a Torino – come altrove, del resto –  ha trovato soltanto una manciata di persone disposte a esporsi.

Come se non bastasse, nello stesso momento, in un’altra piazza storica della città, Piazza Carignano, si è svolta  una manifestazione di segno opposto: un corteo a sostegno di Nicolás Maduro e del suo governo. Un leader che la comunità internazionale e numerose organizzazioni per i diritti umani accusano da anni di repressione politica, elezioni opache, incarcerazioni arbitrarie e limitazione delle libertà civili. In questo caso, la piazza non era vuota. Non era immensa come quelle pro Gaza, ma nemmeno ridotta a poche decine di persone. Un gruppo organizzato ha scelto di schierarsi apertamente in favore di un potere autoritario, trasformando una piazza torinese in una tribuna politica a sostegno di un regime che ha schiacciato il proprio popolo.

È qui che emerge in modo netto la domanda che molti cittadini iniziano a porsi: perché esistono cause che riempiono le piazze e altre che scivolano quasi nell’indifferenza, pur parlando tutte di diritti umani, repressione, libertà negate, vite spezzate? Perché la sofferenza di alcuni popoli sembra “meritare” l’indignazione collettiva, mentre quella di altri resta confinata a iniziative marginali? E come si spiega il fatto che, in certi casi, la mobilitazione non solo ignori la repressione, ma finisca addirittura per sostenere chi la esercita?

La risposta non è semplice, ma è evidente che molto dipende dalla narrazione politica dominante, dal peso delle organizzazioni che promuovono le manifestazioni, dalla visibilità mediatica e dal modo in cui alcune cause vengono incasellate ideologicamente. Quando una lotta viene percepita come “simbolo”, come bandiera identitaria di una parte politica, allora riesce a trascinare folle. Quando invece tocca regimi che non rientrano in certe semplificazioni o che non si prestano a slogan immediati, l’attenzione si spegne.

Torino, in queste settimane, ci ha consegnato un’immagine chiara di questo squilibrio: migliaia in piazza per alcune battaglie, pochissimi per altre, e persino manifestazioni che arrivano a legittimare governi autoritari. Un paradosso che non riguarda solo la città, ma il modo in cui, sempre più spesso, i diritti umani vengono trattati come una bandiera selettiva, da sventolare solo quando è comoda, invece che come un principio universale da difendere sempre.

( Foto F. Valente)

Aggressioni alla polizia penitenziaria: gli ultimi casi

Altri episodi di violenza verso la polizia penitenziaria avvenuti nel carcere di Ivrea, dove un agente ha subito la rottura delle costole mentre cercava di contenere un recluso agitato, probabilmente affetto da disagi psichiatrici, e nel carcere di Brissogne, in Valle d’Aosta, nel quale un agente, nel tentativo di impedire un gesto di autolesionismo da parte di un detenuto, è stato violentemente aggredito dallo stesso. La denuncia è arrivata dal Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha evidenziato l’importanza di gestire con la massima severità il grave problema dei detenuti extracomunitari violenti, organizzando e velocizzando le pratiche di rimpatrio, anche a fronte degli alti costi economici e di sicurezza previsti per il mantenimento in cella. Inoltre, sottolinea con forza il Sindacato, sarebbe opportuno gestire in strutture sanitarie apposite tutti i detenuti violenti affetti da patologie psichiatriche.

Mara Martellotta

Guardie Ecologiche Volontarie, bilancio di un anno

Tra il 1° gennaio e il 30 novembre del 2025 le Guardie Ecologiche Volontarie hanno dedicato 26.185 ore di volontariato a favore della Città metropolitana di Torino, Ente che ne coordina l’attività, ma soprattutto della collettività, svolgendo 3.143 servizi in ambiti che vanno dalla tutela e vigilanza ambientale, all’educazione e alla didattica ambientale nelle scuole di ogni ordine e grado, dalla gestione amministrativa al coordinamento del Servizio, dalla manutenzione del territorio e dei sentieri alla partecipazione a progetti scientifici di monitoraggio.

Il bilancio del servizio prestato dalle GEV e le prospettive dell’attività nei prossimi 12 mesi saranno al centro dei lavori dell’assemblea annuale delle Guardie Ecologiche Volontarie che si terrà sabato 10 gennaio nell’auditorium della sede della Città metropolitana di Torino, in corso Inghilterra 7. I lavori si apriranno alle 9,30 con il saluto del Consigliere metropolitano Alessandro Sicchiero, delegato all’ambiente e alla vigilanza ambientale, alle risorse idriche e qualità dell’aria, alla tutela della flora e della fauna, ai parchi e alle aree protette. Dopo gli interventi dei responsabili delle GEV è prevista la consegna degli attestati di anzianità e dei riconoscimenti alle Guardie Ecologiche Volontarie che hanno conseguito 40 anni di onorato servizio, con l’intervento del Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo.

I NUMERI DEL BILANCIO ANNUALE DELLE GEV NEI PRIMI 11 MESI DEL 2025

Nell’ambito della vigilanza sul rispetto della normativa in materia di tutela ambientale, che attribuisce alle GEV funzioni di organi di vigilanza e accertamento (ai sensi della Legge Regionale 32 del 1982), sono stati effettuati 3.644 controlli, da cui sonosono emerse 866 criticità. Sono state redatte 255 segnalazioni di diversa natura, trasmesse all’Ufficio di Coordinamento delle GEV per le opportune valutazioni e per l’eventuale inoltro ai Comuni o agli altri Enti competenti. Le attività didattiche e di educazione ambientale hanno previsto495 interventi, che hanno coinvolto 6.596 alunni, appartenenti a scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado. Le Guardie Ecologiche Volontarie hanno inoltre partecipato a progetti di monitoraggio ambientale, tra cui il progetto LIFE WolfAlps, dedicando 924 ore/uomo distribuite su 65 interventi. Nell’ambito delle attività di manutenzione e sentieristica, sono stati effettuati 74 interventi all’interno dei parchi e delle Aree Protette gestite dallaCittà Metropolitana di Torino, per un impiego complessivo di 1.155 ore/uomo. La gestione amministrativa e il coordinamento del Servizio GEV ha comportato705 servizi, per un totale di 4.388 ore/uomo. Di particolare rilievo l’introduzione e l’implementazione di nuove procedure informatiche, finalizzate alla progressiva digitalizzazione e dematerializzazione dei processi, con una significativa riduzione dell’uso della carta e la disponibilità in tempi quasi reali di dati oggettivi di autovalutazione dell’attività, utili all’individuazione di eventuali correttivi e al contenimento delle criticità operative.

“I numeri dell’attività svolta dimostrano l’importanza di una forma di volontariato doppiamente importante. – sottolinea il Consigliere metropolitano delegato Alessandro Sicchiero – Sotto il profilo civico, si tratta di un servizio svolto a vantaggio di numerose comunità locali, in accordo con gli amministratori locali, mentre sotto il profilo ambientale è la dimostrazione che l’informazione, la formazione e il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale per preservare gli habitat naturali e la qualità degli ecosistemi del territorio”.

Incidente sulla Torino – Savona: tre feriti, uno grave

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Incidente nella mattinata lungo l’autostrada A6 Torino–Savona. Un’autovettura è finita fuori carreggiata al chilometro 33,2 in direzione Torino, poco oltre lo svincolo di Marene. L’allarme è stato lanciato intorno alle 10:28 per le tre persone di nazionalità straniera che viaggiavano a bordo, rimaste ferite nell’impatto.

Il bilancio è di un ferito grave, classificato in codice rosso per un trauma addominale, e di altri due feriti in codice giallo. I soccorsi sono intervenuti tempestivamente: sul luogo dell’incidente sono arrivati i sanitari del 118 con l’elisoccorso, la Polizia Stradale e i Vigili del Fuoco di Saluzzo, che hanno provveduto alla messa in sicurezza del veicolo e dell’area interessata.

Protezione civile del Piemonte in udienza da papa Leone XIV

Tra le migliaia di volontari della Protezione civile provenienti da tutta Italia che si sono riuniti ieri in Vaticano per una speciale udienza con Papa Leone XIV c’era anche una delegazione del Piemonte, composta da 11 volontari in rappresentanza degli otto Coordinamenti regionali della Protezione civile, affiancati da un rappresentante dell’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) e da un funzionario della Regione Piemonte.

L’incontro, svoltosi nell’Aula Paolo VI, è stato dedicato a quanti, nel corso del Giubileo 2025 e in numerose altre emergenze e iniziative di solidarietà, hanno prestato un servizio fondamentale di accoglienza, assistenza e supporto ai pellegrini e alla popolazione.

La presenza piemontese all’udienza ha voluto testimoniare l’impegno, la professionalità e lo spirito di servizio che caratterizzano il sistema regionale di Protezione civile, riconosciuti oggi anche dal Santo Padre come esempio concreto di solidarietà e responsabilità civile.

«È stata un’altra occasione di orgoglio per la nostra Protezione civile, che non manca mai di essere presente ogni volta in cui è necessario affrontare un’emergenza o partecipare alla gestione di un grande evento», sottolineano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi, ricordando «che tante volte i nostri volontari e i nostri operatori sono andati in soccorso di chi era in difficoltà ovunque nel mondo ci fosse bisogno, mettendo in pratica quello che è il concetto più alto di fratellanza e di dono mettendo al servizio la propria professionalità e il proprio tempo».

«Testimonianze di guerra, speranze di pace», il giornalista Luca Steinmann a Villarbasse

Sabato 17 gennaio, alle 17.30, l’autore di “Vite al fronte-il fronte russo”, il giornalista Luca Steinmann, sarà protagonista di un incontro nella sala consiliare di Villarbasse, in via Fratelli Vitrani 9, dal titolo “Testimonianze di guerra, speranze di pace”. Luca Steinmann ha vissuto conflitti in tutti gli angoli della Terra, aggregandosi a eserciti e popolazioni combattenti tra loro nemici: durante la guerra in Libano, nel 2024, è stato tanto sul lato israeliano quanto su quello di Hezbollah. Ha viaggiato sia per i territori in mano ad Assad, tornandoci dopo la sua caduta, sia in quelli abitati da ribelli ostili lungo il confine con la Siria. È andato nel Nagorno Karabakh durante i combattimenti, e poi di nuovo dopo la fuga di massa degli armeni, osservando il ripopolamento della regione da parte degli azerbaigiani. Non ha dimenticato di Donbass, dove è stato uno dei pochi giornalisti occidentali a seguire le truppe russe mentre invadevano l’Ucraina. In tutti questi viaggi, ha raccolto le testimonianze di soldati e civili che, travolti dalle guerre, non riescono a liberarsene nemmeno fuggendo all’estero. Con una prosa avvincente, sottolinea l’editore (Rizzoli), conduce il lettore alla scoperta di aree inesplorate dai media, dando voce a persone che lottano per la quotidiana sopravvivenza, talvolta imbracciando loro stesse le armi in battaglioni o eserciti di mercenari, come il gruppo Wagner. E lo fa con la forza narrativa di chi cerca di restituire alle guerre non la verità ideologica ma la spietata realtà dei fatti. Quella realtà che in tanti dimentichiamo, “perché chi vince sui campi di battaglia si conquista un posto al tavolo delle grandi potenze del mondo, anche chi poco prima subiva terrorismo, pulizia etnica e genocidio. Solo gli sconfitti finiscono sul banco degli imputati”.

Prenotazioni: 331 9626432 -villarbasseincammino@gmail.com

Mara Martellotta

Al parco Colonnetti tornano le mascotte di Torino 2006

Tornano a sorridere al Parco Colonnetti le mascotte dei Giochi Olimpici e Paralimpici Torino 2006. Neve, Gliz e Aster da ieri sono nuovamente ospitata dall’area verde di Mirafiori Sud, dopo un accurato intervento di restauro, proprio in tempo per accogliere la Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 che domani transiterà a breve distanza.

A vent’anni dai Giochi, le mascotte tornano nel parco che le ospita dal 2006, testimoniando una passione olimpica ancora viva e profondamente radicata nella città.

Il restauro è stato curato dalle sorelle Geninetti, che le avevano create nel 2006, con il contributo di SMAT nell’ambito del cantiere del di realizzazione del collettore fognario che sta interessando anche l’area del parco Colonnetti e che aveva portato al loro smontaggio alcuni anni fa.

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