CRONACA

Incidente mortale a Torino: perde la vita un 25enne in moto

Dramma sulle strade di Torino, dove nella giornata di oggi un giovane motociclista di 25 anni è deceduto a seguito di un violento incidente.

Il fatto è avvenuto in via Sansovino. Stando alle prime informazioni raccolte, il ragazzo avrebbe perso il controllo della moto durante la marcia, andando a schiantarsi contro un veicolo in sosta lungo la carreggiata. L’impatto è stato estremamente violento.

Immediato l’intervento dei soccorritori del 118, giunti sul posto insieme alle forze dell’ordine. Nonostante i tentativi di rianimazione, per il giovane non è stato possibile fare nulla.

Gli agenti stanno ora effettuando i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

Turista morta su teleferica: pm, un anno e quattro mesi per due imputati

Sentenza attesa il 21 maggio nel processo per la morte di Margherita Lega, la turista 42enne precipitata da una teleferica all’Alpe Drocala, nel Vco, mentre caricava i bagagli per una vacanza con marito e figli all’ecovillaggio di Calasca-Castiglione.

Per i due imputati che hanno scelto l’abbreviato – Damiano Brega, titolare dell’impianto a fune (autorizzato per il trasporto legna ma usato anche per bagagli degli ospiti), e Franco Baldacci, che lo azionò – il pm Nicola Mezzina ha chiesto un anno e quattro mesi ciascuno. Patteggiamento per un anno e quattro mesi anche per il terzo, Marco Bertaglia, presidente dell’associazione Comunità Rigenerative che gestisce la struttura.

Udienza oggi davanti alla gup Rosa Maria Fornelli: discussione durata oltre due ore, presenti tutti gli imputati. I familiari della vittima, difesi dall’avv. Giulia Sattanino, non si sono costituiti parte civile. Risarcimenti in sospeso: l’assicurazione di un imputato ha già versato una somma parziale. Dopo la sentenza, possibile via civile.

VI.G

Fiamme su palazzo Atc a Mirafiori Sud: evacuati i residenti

La facciata del palazzo prende fuoco in piena notte e viene evacuato tutto l’edificio. L’allarme è scattato alle 4 del mattino in uno stabile di proprietà pubblica e gestito da Atc in via Artom 81, all’incrocio con via Garrone, a Mirafiori Sud. Lo stabile è stato sgomberato e, per fortuna, non si registrano feriti. Sul posto sono accorse sei squadre dei vigili del fuoco dai distaccamenti cittadini: in circa tre ore hanno domato le fiamme e messo in sicurezza la zona. I danni all’edificio sono ingenti e stando ad una prima stima ammontano a 100mila euro. Dalle prime indagini, il rogo avrebbe un’origine quasi certamente dolosa e una persona è già stata identificata dai carabinieri. Sulla facciata era stato installato da poco un cappotto termico esterno.

Nella mattina è giunto sul posto anche il presidente di Atc Piemonte centrale, Maurizio Pedrini, accompagnato dai tecnici dell’agenzia per le operazioni di messa in sicurezza. Al momento non si segnalano danni agli alloggi interni. Presenti anche i tecnici comunali.

VI.G

Wizz Air rafforza la presenza a Torino: nuova base e sette rotte inedite

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Torino, 9 aprile 2026 – Nuovo importante investimento per il trasporto aereo piemontese: Wizz Air annuncia l’apertura di una base operativa all’Aeroporto di Torino, la settima in Italia e la quarantesima a livello globale, segnando un ulteriore passo nella strategia di crescita della compagnia nel nostro Paese.

Il piano prevede il posizionamento di due aeromobili di ultima generazione presso lo scalo torinese: il primo entrerà in servizio dal 14 settembre 2026, mentre il secondo sarà operativo a partire dal 25 ottobre. L’iniziativa comporterà un significativo ampliamento dell’offerta, con un incremento complessivo della capacità pari a circa 500 mila posti annui per ciascun velivolo.

L’investimento, sviluppato in sinergia con Torino Airport, porterà benefici concreti anche sul piano occupazionale, con la creazione di 80 nuovi posti di lavoro diretti e circa 700 indiretti nell’indotto.

La scelta di Torino consolida un rapporto già avviato nel 2004 e rafforza il ruolo strategico dello scalo nel network della compagnia. Nel corso degli anni, Wizz Air ha trasportato da e per il capoluogo piemontese oltre 3 milioni di passeggeri. Solo nel 2025 sono stati effettuati più di 2.100 voli, per un totale di oltre 450 mila viaggiatori, collegando Torino con numerose destinazioni italiane ed europee.

Grazie alla nuova base, l’offerta si arricchirà ulteriormente con sette nuove rotte, sia nazionali sia internazionali, con particolare attenzione al mercato spagnolo e ai principali hub italiani. Tra le novità più rilevanti spicca il collegamento con Bilbao, mai servito in precedenza dallo scalo torinese.

Sul fronte domestico, aumenteranno sensibilmente le frequenze verso Roma Fiumicino, con fino a 11 voli settimanali dal 14 settembre. Sempre in Italia, dal 1° dicembre partiranno i collegamenti giornalieri per Napoli, mentre la tratta per Palermo – già attiva dal 4 maggio 2026 – sarà potenziata fino a due voli al giorno a partire da metà settembre.

Per quanto riguarda le destinazioni internazionali, saranno attivati nuovi collegamenti verso Barcellona (giornaliero), Bilbao (tre volte a settimana), Valencia (quattro frequenze settimanali), Madrid (quattro voli settimanali dal 25 ottobre) e Malaga (tre voli a settimana dal 26 ottobre). I biglietti sono già disponibili con tariffe a partire da 24,99 euro.

Nel complesso, nel 2026 Wizz Air opererà da Torino 16 rotte verso 8 Paesi, mettendo a disposizione circa 1,3 milioni di posti. Un’offerta sostenuta da una flotta di Airbus A321neo, tra i modelli più efficienti e sostenibili della categoria.

“Con l’apertura della nostra nuova base all’Aeroporto di Torino compiamo un passo strategico di grande rilevanza per lo sviluppo del nostro network. E diamo un contributo importante per il rafforzamento della connettività del Nord Italia,” ha dichiarato Andras Szabo, Network Officer di Wizz Air, durante la presentazione dei piani della compagnia all’aeroporto di Torino. “L’arrivo di due nuovi aeromobili basati nel capoluogo piemontese rappresenta molto più di un semplice potenziamento operativo: è un investimento concreto nel territorio, capace non solo di generare valore economico e occupazionale ma anche di contribuire in modo significativo a rendere Torino e il Piemonte sempre più accessibili, dinamici e competitivi nel panorama europeo. Crediamo così tanto nel potenziale di Torino, città di innovazione, cultura e industria, da più che raddoppiare quest’anno i posti a disposizione per i viaggiatori da e per la città. Il nostro obiettivo è chiaro: avvicinare il Nord Ovest del paese all’Europa da un lato e rendere l’Italia sempre più interconnessa da Nord a Sud con voli a prezzi accessibili e ultra-competitivi. Let’s WIZZ, Torino!”

Soddisfazione anche da parte della gestione aeroportuale:
“Siamo estremamente soddisfatti dell’investimento che Wizz Air ha scelto di effettuare su Torino e delle prospettive di sviluppo che ne deriveranno per lo scalo e per il territorio. L’apertura della base, con due aeromobili e il lancio di nuove rotte nazionali e internazionali, rappresenta un passaggio strategico che rafforza la connettività del Piemonte, sostiene i flussi turistici e di business e genera importanti ricadute occupazionali. È un’ulteriore conferma dell’attrattività dell’Aeroporto di Torino e della solidità del percorso di crescita che stiamo portando avanti con l’obiettivo di garantire competitività e nuove opportunità di sviluppo per l’intero sistema territoriale. Per festeggiare, per tutti i passeggeri offriamo uno sconto del 50% sui nostri parcheggi Multipiano coperto e 5° Piano scoperto per acquisti effettuati oggi e domani per soste dal 14 settembre al 3 dicembre 2026” ha dichiarato Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport.

L’operazione si inserisce in un quadro di crescita costante per la compagnia: nel 2025 Wizz Air ha trasportato oltre 21 milioni di passeggeri in Italia, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente e un indice di affidabilità del 99,6%. Con 40 aeromobili basati nel Paese e una quota di mercato dell’11%, il vettore punta a raggiungere i 27 milioni di posti offerti nel 2026, consolidando ulteriormente la propria presenza.

A Torino, una “Scuola Popolare di Salute Mentale”

Ad ospitarla saranno gli spazi “rigenerati” dello storico Circolo Arci “Anatra Zoppa” di Barriera di Milano

Sabato 11 e domenica 12 aprile

Promossa dal “Tavolo Salute Mentale” di “Arci Torino” e finanziata dalla “Città di Torino”, sarà gratuita e aperta a tutti, a sottolineare la “natura democratica” di un Progetto teso a rendere la “cura” un “diritto” accessibile e universale. Idea, come suol dirsi, “nata dal basso”, quella della “Scuola Popolare di Salute Mentale”, aperta (in un quartiere, come ben si sa, gravato da mille difficoltà e spesso ai più “spiacevoli” onori della Cronaca cittadina), all’interno del “rigenerato”, storico Circolo Arci “Anatra Zoppa” della “Barriera di Milano”.

Idea “nata dal basso” si diceva. “Il programma è infatti il risultato – dicono i responsabili – di un percorso collettivo durato mesi, che ha visto la partecipazione di oltre 100 persone: professionisti della salute mentale, ovvero psicologi, psichiatri ed educatori, e persone che vivono o hanno vissuto una condizione di sofferenza psichica. Il termine corretto per definirle – ancora poco adottato in Italia tanto che, cercandolo, si trovano pochissime referenze online – è ‘persone esperte per esperienza’: una definizione che non stigmatizza, ma include coloro che hanno conosciuto la sofferenza non perché l’hanno studiata, ma perché l’hanno incontrata, ricorrendo – o meno – a servizi psichiatrici”. Del gruppo hanno fatto parte anche famigliari, Comunità, Associazioni cittadine: tutti insieme hanno unito bisogni e desideri per dare vita a questo nuovo “spazio democratico e popolare” di discorso sulla “salute mentale”, dando forma e voce ad una Scuola intesa quale spazio “dove saperi accademici e saperi di vita potranno incontrarsi senza dover rispondere a gerarchie predefinite”. Idea di base “decostruire la narrativa negativa sulla salute mentale a partire dalla convinzione che la salute mentale sia una ‘questione politica e sociale’ e ‘non solo medica’”.

Attraverso tre plenarie e numerosi sottogruppi di lavoro, sono stati co-progettati i “temi” proposti dalla Scuola, trasformando i bisogni individuali e collettivi in una “proposta formativa” che prenderà vita, per questa prima edizione, sabato 11 e domenica 12 aprile.

L’avvio della “Scuola”, al di là della sua evidente importanza sul piano socio-culturale e sanitario, segna anche un momento simbolico per il quartiere “Barriera di Milano”: la “riapertura ufficiale” delle porte, al civico 5 di via Courmayeur, del “Circolo Arci Anatra Zoppa”, nato negli anni ’70 come Scuola Elementare e, dal 1987, sede fra le principali dell’“Arci Torino”, costretta a chiudere nel 2020, dopo la pandemia, per importanti e inderogabili lavori di ristrutturazione. Lavori giunti oggi finalmente a conclusione, con nuovi spazi e soprattutto nuove (e tante idee) da mettere in pratica nel corso del tempo. La prima, per l’appunto, l’apertura della nuova “Scuola Popolare di Salute Mentale”.

Le attività coinvolgeranno anche piazza Crispi e l’Associazione “Estemporanea”, offrendo approcci diversi, dal “gioco di ruolo urbano” alla “musica Gnawa”, rituali di cura tradizionale del Marocco, patrimonio “Unesco”.

Per ulteriori info e per il programma dettagliato delle due giornate di sabato 11 e domenica 12 aprile: “Circolo Anatra Zoppa”, via Courmayeur 5, Torino; tel. 333/9643834 o salute.mentale@arcitorino.it

g.m.

Nelle foto: ultimi lavori di ristrutturazione all’interno del “nuovo” Circolo e uno fra i molti incontri tenuti per definire il programma scolastico

Ricette mediche “DEMA”: più protezione dei dati

SANITÀ DIGITALE: SISTEMA DI DEMATERIALIZZAZIONE  

Adeguamento tecnologico tra sabato 11 e domenica 12 aprile

In Piemonte prosegue il percorso di rafforzamento della sicurezza dei servizi digitali sanitari. Per questo motivo, dalle ore 14,00 di sabato 11 aprile alle ore 22,00 di domenica 12 aprile, il sistema piemontese di dematerializzazione delle ricette mediche (DEMA) sarà interessato da un adeguamento tecnologico, in linea con le nuove disposizioni ministeriali in materia di sicurezza degli accessi da parte dei medici prescrittori.

L’aggiornamento riguarda in particolare l’introduzione dell’autenticazione multi – fattore (MFA) per l’accesso alla piattaforma DEMA da parte degli operatori sanitari prescrittori – medici dipendenti delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, medici di medicina generale e pediatri.

La nuova modalità di accesso prevede più livelli di verifica dell’identità, con l’obiettivo di rafforzare la protezione dei dati personali e sanitari, ridurre il rischio di accessi non autorizzati e garantire una maggiore conformità agli standard nazionali ed europei in materia di protezione dei dati.

Durante il periodo indicato, il servizio telefonico CUP – Centro Unico di Prenotazione della Regione Piemonte – potrà subire dei rallentamenti, mentre sarà temporaneamente sospeso il servizio online.

L’intervento si inserisce nel quadro delle normative vigenti sulla sicurezza informatica e sulla protezione dei dati personali, tra cui:

  1. il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR);

  2. il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005 e s.m.i.);

  3. le linee guida dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) in materia di sicurezza e autenticazione ai servizi digitali;

  4. le disposizioni nazionali introdotte a febbraio 2025 per il rafforzamento dell’autenticazione ai servizi digitali sanitari, inclusi quelli per la gestione delle ricette dematerializzate a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

L’intervento tecnico, realizzato in collaborazione con il CSI Piemonte, è finalizzato a garantire un servizio sempre più sicuro, efficiente e conforme agli standard di legge.

 

Scontro tra ragazze finisce a coltellate: tre ferite

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Ieri tre ragazze, tutte di origine straniera, sono rimaste ferite durante una lite scoppiata nel pomeriggio a Torino, nei pressi del parco Peccei, nella zona nord della città. Una di loro è stata colpita all’addome con un’arma da taglio.

L’allarme è stato lanciato intorno alle 17 in via Valprato, all’angolo con via Gressoney, dove sono intervenuti i soccorsi del 118 di Azienda Zero.

La situazione più seria riguarda una ragazza di 17 anni, trasportata in ambulanza all’ospedale San Giovanni Bosco con codice giallo. I sanitari hanno assistito anche altre due coetanee: una è stata portata nello stesso ospedale in codice verde, mentre un’altra è stata trasferita al Maria Vittoria, sempre con codice verde.

Anche una quarta giovane, in stato di choc, è stata accompagnata in ospedale. Sul luogo dell’accaduto sono arrivate  le pattuglie della polizia.

Colpito da una grandinata di sassi mentre arrampicava: alpinista in ospedale

Viene colpito da una scarica di sassi mentre saliva in arrampicata:alpinista finisce in ospedale. L’incidente è accaduto lungo la Goulotte del Triangolo della Caprera, sul versante occidentale del Monviso, durante una salita su ghiaccio.

Salivano in due e all’improvviso la loro cordata è stata travolta da una caduta di sassi. Mentre uno è uscito illeso, l’altro ha riportato ferite alla gamba e al bacino.

Fortunatamente entrambi sono riusciti a tornare indietro, ma l’infortunato non è riuscito a proseguire a piedi. Dopo aver camminato per alcuni chilometri, l’altro compagno ha contattato i soccorsi una volta trovato segnale telefonico, nei pressi dell’abitato di Castello. Sul posto è intervenuto il Soccorso alpino e speleologico piemontese insieme al servizio regionale di elisoccorso di Azienda Zero, che hanno recuperato l’alpinista con il verricello e lo hanno trasportato in ospedale in codice verde.

VI.G

Uomo muore investito da un furgone

Un uomo di 85 anni è morto investito da un furgone a Novi ligure. Il mezzo lo ha travolto facendo retromarcia nelle vicinanze dell’uscita carraia delle scuole di viale Saffi. Il conducente si è fermato a prestare soccorso ma l’anziano è morto sul colpo.

Change in Cardiology 2026, come ridurre il colesterolo

 


Infarto: 150.000 casi l’anno in Italia e il rischio resta alto dopo le dimissioni.
Dal Piemonte il modello Clear Pathway per ridurre il colesterolo e allungare la vita dei pazienti colpiti da infarto

 

A Torino, dal 9 all’11 aprile, i massimi esperti internazionali a confronto su colesterolo, cardiomiopatie e nuove strategie integrate: dall’aderenza terapeutica alla prevenzione di Alzheimer e diabete

 

 

Torino, 8 aprile 2026 – In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte, con circa 230.000 decessi l’anno, pari al 30,8% del totale, come riportato dall’Istituto Superiore di Sanità nel Report epidemiologico ISTISAN 2025.

 

Oltre all’impatto sulla salute pubblica, il peso economico è significativo: le spese sanitarie dirette superano i 41 miliardi di euro all’anno, pari a circa il 15% della spesa sanitaria complessiva del Paese, secondo i dati della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC, 2025).

 

Ogni anno sul territorio nazionale si registrano tra i 130.000 e i 150.000 casi di infarto miocardico acuto. Di questi, oltre 25.000 pazienti muoiono prima di arrivare al ricovero. In Italia, circa 85.000 pazienti l’anno – di cui 7.000 solo in Piemonte – vengono trattati tempestivamente con angioplastica coronarica, con una significativa riduzione della mortalità intraospedaliera. Tra i pazienti ospedalizzati la mortalità è relativamente bassa (3-5%), ma nei mesi successivi peggiora: circa il 10% dei pazienti dimessi dopo un infarto muore entro un anno.

 

Nonostante l’Italia sia tra i primi cinque Paesi europei per la gestione dell’infarto nella fase acuta, i dati più recenti evidenziano un vero e proprio “paradosso italiano”: eccellenza nelle reti di emergenza e nelle angioplastiche primarie, ma minore efficacia nella prevenzione secondaria rispetto ai Paesi del Nord Europa.

 

A pesare è soprattutto il mancato raggiungimento di valori bassi di colesterolo LDL come da linee guida e l’interruzione precoce delle terapie, un fattore che contribuisce in modo determinante all’aumento della mortalità a un anno.

 

In Italia, circa 47.000 decessi ogni anno sono attribuibili al mancato controllo del colesterolo. Conoscere e monitorare i propri livelli di colesterolo nel sangue, in particolare il colesterolo LDL, è quindi fondamentale per prevenire gravi problemi di salute, soprattutto per le persone con diabete o con una storia di malattia cardiovascolare precedente.

 

Per rispondere a questa esigenza è nato il primo modello italiano Clear Pathway, sviluppato in Piemonte e Valle d’Aosta, che punta a colmare il divario tra linee guida e pratica clinica e a migliorare concretamente la prevenzione degli eventi cardiovascolari maggiori, offrendo un percorso strutturato e replicabile anche in altre regioni del Paese.

 

Il progetto, recentemente pubblicato sul Giornale Italiano di Cardiologia, è stato coordinato da Giuseppe MusumeciGiuseppe Patti e Ferdinando Varbella, responsabili scientifici di Change in Cardiology, il congresso nazionale sulle malattie cardiovascolari in programma a Torino dal 9 all’11 aprile, insieme a Federico Nardi, incoming president dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO).

 

Il modello Clear Pathway, già avviato nelle due regioni, punta ora a un’estensione nazionale, coinvolgendo progressivamente altre regioni, tra cui la Liguria sotto la direzione di Italo Porto, altro responsabile scientifico del congresso. L’obiettivo è costruire percorsi assistenziali più efficaci e sostenibili, capaci di incidere concretamente sulla riduzione degli eventi cardiovascolari e sulla tenuta del sistema sanitario.

 

L’iniziativa ha coinvolto 34 cardiologi ospedalieri di 26 strutture tra Piemonte e Valle d’Aosta, portando alla definizione di 20 statement condivisi su tre aree chiave: strategie di combinazione orale e formulazioni a dose fissa, uso della distanza dal target di colesterolo LDL come guida alle decisioni terapeutiche e personalizzazione del trattamento in base a specifici profili clinici.

 

Il razionale è chiaro: fino al 50% degli infarti colpisce persone senza precedenti eventi cardiovascolari e il controllo del colesterolo LDL resta uno dei pilastri fondamentali della prevenzione. In questo scenario, le nuove opzioni terapeutiche assumono un ruolo strategico. In particolare, un nuovo farmaco orale, l’acido bempedoico, risulta sempre più efficace nella gestione dei pazienti ad alto e molto alto rischio cardiovascolare. Somministrato in combinazione orale con statine ed ezetimibe, favorisce il raggiungimento dei target di colesterolo LDL, riduce gli eventi cardiovascolari ed è ben tollerato.

 

Tale esperienza, fondamentale nel sottolineare i benefici della creazione di reti inter-ospedaliere per la gestione condivisa di pazienti a rischio molto elevato, trova conferma nelle indicazioni delle ultime linee guida europee 2025 sulle dislipidemie. Le raccomandazioni indicano, per questa tipologia di pazienti, una riduzione ≥50% dei valori di C-LDL e un target <55 mg/dL, con l’avvio di una terapia di combinazione anche in chi non era precedentemente trattato. Questo approccio può essere attuato tramite una triplice terapia con statine, ezetimibe e acido bempedoico, oppure un farmaco iniettivo, come gli inibitori PCSK9 (evolocumab, alirocumab o inclisiran), modulata in base alla distanza dal target di C-LDL.

 

Accanto ai fattori di rischio tradizionali, è recentemente emerso il ruolo della lipoproteina(a), determinata geneticamente e associata a un aumento significativo del rischio di infarto, ictus e stenosi aortica. Il suo dosaggio, raccomandato almeno una volta nella vita, consente di identificare precocemente i soggetti a rischio, mentre nuove terapie mirate sono in fase di sviluppo.

 

Un ulteriore elemento che rafforza la centralità della prevenzione cardiovascolare è il legame con altre patologie croniche: i pazienti con diabete hanno un rischio più che doppio di eventi cardiovascolari, mentre chi soffre di cardiopatie presenta una probabilità da due a tre volte maggiore di sviluppare alterazioni cerebrali associate all’Alzheimer. Si stima inoltre che fino al 45% dei casi di demenza sia legato a fattori di rischio cardiovascolare modificabili.

 

“Il vero problema oggi non è più solo l’infarto in sé, ma ciò che accade dopo”, spiegano i responsabili scientifici del congresso. “Abbiamo costruito un sistema tra i più efficaci al mondo per gestire l’emergenza, ma perdiamo terreno nella fase successiva. L’aderenza terapeutica è uno dei punti critici su cui intervenire, ed è qui che modelli come il Clear Pathway possono fare la differenza, trasformando le linee guida in pratica clinica reale”.

“Intervenire sui fattori di rischio cardiovascolare significa oggi prevenire un’ampia quota di malattie croniche, dal diabete al declino cognitivo. La cardiologia è sempre più al centro di una visione integrata della salute”, aggiungono.

 

Il confronto internazionale sarà uno degli elementi centrali del congresso. Roxana Mehran, per la prima volta in qualità di Presidente dell’American College of Cardiology, porterà una lettura globale dell’evoluzione della cardiologia, con un focus su equità di accesso alle cure e medicina di genere. Marc Sabatine, tra i massimi esperti mondiali di colesterolo e prevenzione cardiovascolare, approfondirà il ruolo degli inibitori PCSK9 anche nei pazienti non colpiti da infarto, presentando i risultati del suo studio Vesalius-CV, e parlerà delle nuove terapie ipolipemizzanti (inibitori PCSK9 per via orale e farmaci capaci di ridurre la lipoproteina a) e delle strategie di riduzione del rischio su larga scala.

 

I quattro centri che organizzano il Congresso (AO Mauriziano di Torino, Ospedale di Rivoli ASL TO3, AOU Maggiore della Carità di Novara e il Policlinico San Martino di Genova) hanno evidenziato, tra le altre principali novità, la crescente attenzione per l’introduzione in Italia di nuove terapie per le cardiomiopatie.

 

“Con Change in Cardiology portiamo al centro innovazioni concrete per la pratica clinica, spiegano i responsabili scientifici del congresso. “Anche in riferimento alle nuove terapie, dalle cardiomiopatie all’amiloidosi cardiaca, che stanno cambiando la gestione di patologie complesse. La vera sfida è tradurle in percorsi assistenziali strutturati e accessibili, in grado di migliorare l’aderenza terapeutica e avere un impatto reale sul sistema sanitario”.

 

Tra le novità più rilevanti del congresso, il 2026 rappresenta il primo anno di utilizzo clinico in Italia di una nuova terapia mirata per la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, che sarà approfondita nelle sessioni congressuali dedicate alle cardiomiopatie. La recente introduzione nella pratica clinica della classe farmacologica degli inibitori della miosina segna una vera e propria rivoluzione nella gestione di questa patologia. Il Mavacamten è il primo farmaco in grado di agire direttamente sul meccanismo fisiopatologico della malattia, migliorando sintomi, capacità di esercizio e qualità di vita, e riducendo contemporaneamente la necessità di ricorrere a terapie più invasive.

 

Il Mavacamten è già stato utilizzato con successo nei primi pazienti nei quattro centri che organizzano il congresso: AO Mauriziano di Torino (centro regionale per il trattamento delle cardiomiopatie ipertrofiche), Ospedale di Rivoli ASL TO3, AOU Maggiore della Carità di Novara (anch’esso centro regionale per il trattamento delle cardiomiopatie ipertrofiche) e Policlinico San Martino di Genova (centro regionale per il trattamento delle cardiomiopatie ipertrofiche in Liguria). Questi centri faranno rete per garantire l’accesso a questa innovativa ed efficace terapia a tutti i pazienti eleggibili.

 

Change in Cardiology 2026 si conferma così un punto di riferimento per il confronto scientifico internazionale e per la definizione di strategie ad alto impatto nella prevenzione cardiovascolare.

 

Organizzatori scientifici di Change in Cardiology 2026

Giuseppe Musumeci, Direttore S.C. Cardiologia, Ospedale Mauriziano di Torino; Giuseppe Patti, Direttore della Cattedra di Cardiologia, Università Piemonte Orientale; Direttore Dipartimento Toraco-Cardio-Vascolare, AOU Maggiore della Carità di Novara; Ferdinando Varbella, Direttore Dipartimento Cardio-Neurologico ASL TO3 e Direttore S.C. Cardiologia Rivoli (TO); Italo Porto, Direttore di Scuola di specializzazione – Dipartimento di medicina interna e specialità mediche, Università degli Studi di Genova; Direttore U.O. Clinica Malattie Cardiovascolari IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova.