CRONACA

Controlli a San Salvario e Borgo Po, sanzioni per 17mila euro

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La Polizia di Stato ha coordinato a Torino un controllo straordinario del territorio “Alto Impatto” nel quartiere San Salvario, nella zona di via Nizza, via Saluzzo, C.so Maroncelli, e nella zona precollinare della Gran Madre.

L’attività, effettuata da personale del Comm.to di P.S. “Barriera Nizza”, con la collaborazione di personale del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte”, della Polizia Ferroviaria, della Guardia di Finanza, della Polizia Locale e dell’Ispettorato del Lavoro di Torino, ha portato all’arresto di una persona e al controllo di 7 locali pubblici.

Durante il servizio, i titolari di due esercizi commerciali di C.so Maroncelli e Piazza Gran Madre sono stati sanzionati rispettivamente per oltre 5000 € e 4000 € per l’omessa presentazione della SCIA; il secondo, inoltre presentava carenze di natura igienico-sanitarie.

In altri due esercizi commerciali siti in via Nizza, sono stati riscontrati diversi illeciti amministrativi: in una sala scommesse il titolare è stato sanzionato per oltre 6600 € e denunciato per aver consentito l’ingresso a ragazzi minorenni. Lo stesso è stato anche denunciato perché consentiva a un dipendente di raccogliere le scommesse degli avventori senza la relativa autorizzazione. L’altro locale è stato sanzionato per 1000 € poiché non in regola con le certificazioni riguardanti l’impatto acustico.

Sempre in via Nizza, un ventinovenne originario del Mali è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, poiché trovato in possesso di crack e di 270 € in denaro contante, verosimilmente provento dell’illecita attività.

Infine in via Saluzzo, il personale della Polizia Municipale ha emesso una sanzione di 550 € a carico di un esercizio di vicinato alimentare, per carenze di natura igienico-sanitarie.

Nursing Up Piemonte: «Prestazioni aggiuntive al limite»

 

Servono fondi immediati e assunzioni per evitare tagli a posti letto e servizi

Nursing Up Piemonte lancia l’allarme sulla delicata situazione che sta attraversando il sistema sanitario regionale. Le risorse destinate alle prestazioni aggiuntive per gli infermieri, i professionisti sanitari e gli operatori del comparto risultano insufficienti e, secondo le stime, si esauriranno già nel primo trimestre del 2026.

La carenza di personale infermieristico, stimata in circa 7.000 unità, rappresenta un problema strutturale che si trascina da anni. Le prestazioni aggiuntive hanno finora costituito uno strumento indispensabile per garantire i livelli essenziali di assistenza, evitando la chiusura di posti letto, l’accorpamento dei reparti e l’ulteriore allungamento delle liste d’attesa.

«Le prestazioni aggiuntive non sono un privilegio ma una misura emergenziale che ha consentito di tenere in piedi i servizi», afferma Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up Piemonte Valle d’Aosta, evidenziando che «senza un rifinanziamento immediato il sistema non sarà più in grado di garantire gli standard assistenziali minimi».

Gli infermieri, i professionisti sanitari e gli operatori del comparto stanno già assicurando la continuità dei servizi rinunciando ai riposi e lavorando oltre l’orario ordinario, in un contesto di crescente pressione organizzativa e responsabilità clinica. «Non è più sostenibile continuare a coprire i turni scoperti con ordini di servizio continui», prosegue Delli Carri, aggiungendo che «il rischio concreto è la chiusura di servizi e reparti, con conseguenze dirette sui cittadini e sui territori».

Il sindacato ribadisce che la priorità deve essere rappresentata dalle assunzioni di nuovo personale per affrontare la carenza strutturale e ridurre il ricorso sistematico alle prestazioni aggiuntive. Senza interventi strutturali, avverte Nursing Up Piemonte, si potrebbe assistere anche a un ritorno all’esternalizzazione di attività sanitarie pubbliche, con possibili ricadute sulla qualità dell’assistenza.

«Chiediamo alla Regione di attivarsi subito per sbloccare e incrementare i fondi destinati alle prestazioni aggiuntive, oggi del tutto insufficienti rispetto all’emergenza in atto», dichiara Delli Carri, sottolineando che «a livello nazionale è necessario rivedere i vincoli che ne limitano l’utilizzo, così da consentire alle aziende sanitarie di fronteggiare una carenza di personale ormai strutturale».

Resta centrale il tema di medio-lungo periodo: la professione infermieristica deve tornare attrattiva. Oggi i pensionamenti superano le nuove iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica, aggravando progressivamente il deficit di organico.

«Servono politiche strutturali, investimenti e una reale valorizzazione economica e professionale per invertire questa tendenza», conclude Delli Carri, ribadendo che «le prestazioni aggiuntive non possono diventare la soluzione permanente a una carenza cronica, ma restano uno strumento straordinario per affrontare un’emergenza che richiede risposte immediate e scelte politiche coraggiose».

 La figura dell’Assistente infermiere e il sistema salute

Tra esigenze di mercato e bisogni assistenziali
Mercoledì 18 febbraio 2026, dalle ore 9:00 alle 18:00, l’Aula Magna “Achille Mario Dogliotti” della AOU Città della Salute e della Scienza di Torino ospiterà un convegno dedicato a uno dei temi più attuali e delicati per il sistema sanitario: l’introduzione e l’inquadramento della figura dell’Assistente infermiere tra sostenibilità organizzativa, carenze di organico e garanzia della qualità delle cure.
 
L’iniziativa si propone di contribuire alla costruzione di un modello di integrazione multiprofessionale fondato su responsabilità chiare, competenze definite e tutele effettive sul posto di lavoro, con l’obiettivo di salvaguardare sia i professionisti sanitari sia la sicurezza delle cure erogate ai cittadini.
 
Tra mercato e tutela delle cure
L’istituzione della figura dell’Assistente infermiere si colloca in un contesto segnato da profonde trasformazioni: invecchiamento della popolazione, aumento della complessità assistenziale e persistenti carenze di personale. In questo scenario, il rischio è che le esigenze di mercato e di contenimento dei costi prevalgano sui bisogni assistenziali.
Il convegno si propone quindi come spazio di riflessione e confronto per individuare un equilibrio tra sostenibilità economica e qualità delle cure, valorizzando il lavoro in équipe e garantendo un perimetro chiaro di responsabilità.
Un appuntamento che si annuncia cruciale per il futuro dell’organizzazione sanitaria e per la tutela della professione infermieristica, chiamata a ridefinire il proprio ruolo all’interno di un sistema in continua evoluzione.
 
Un confronto necessario
Ad aprire i lavori sarà Nazzareno Arigò, Segretario Generale UIL FPL Torino e Piemonte, seguito dai saluti istituzionali di Stefano Lo Russo, Alberto Cirio e Livio Tranchida.
Il programma della mattinata offrirà un’analisi approfondita del contesto storico, normativo e organizzativo in cui si inserisce la figura dell’Assistente infermiere.
Laura Simionato proporrà un inquadramento storico delle figure assistenziali di supporto, ripercorrendo l’evoluzione dei ruoli e delle competenze nel tempo. Manuel Ballotta affronterà il tema degli standard europei e delle figure di supporto, mettendo a confronto qualità dell’assistenza e sostenibilità del sistema sanitario.
Mara Pavan analizzerà ruoli, competenze e responsabilità professionali, evidenziando le implicazioni organizzative e giuridiche legate alla ridefinizione dei profili. A chiudere la sessione mattutina sarà Massimiliano Sciretti, con un intervento basato sui dati relativi agli standard assistenziali e alle carenze di organico, tema centrale nel dibattito attuale.
I tavoli di confronto: sostenibilità e pratica clinica
Il pomeriggio sarà dedicato a due tavoli di confronto, pensati come momenti di dialogo tra istituzioni, professionisti e rappresentanze del settore.
Il Tavolo 1, dal titolo “La figura dell’Assistente infermiere tra scelte di sistema, sostenibilità e modelli organizzativi”, vedrà la partecipazione di Carlo Picco, Federico Riboldi, Giuseppe Danna, Luigi Baldini, Michele Assandri, Pietro Tuttolomondo, Walter De Caro e Rita Longobardi. Il focus sarà sulle scelte strategiche e organizzative che possono rendere sostenibile l’introduzione della nuova figura senza compromettere qualità e sicurezza.
Il Tavolo 2, “Ruoli, responsabilità e impatto sulla pratica clinico-assistenziale”, coinvolgerà Fabiano Zanchi, Gabriella Sella, Ivan Bufalo, Massimiliano Sciretti, Mara Pavan, Laura Simionato, Rita Longobardi, Ciro Chietti e Angelo Minghetti. L’attenzione sarà rivolta agli effetti concreti sulla pratica quotidiana e alla necessità di definire con precisione ambiti di competenza e responsabilità.
Conclusioni
Le conclusioni saranno affidate alla Segretaria Generale UIL FPL Nazionale Rita Longobardi, che tirerà le fila del dibattito evidenziando le prospettive future.

Cinque anni di carcere per Don Ali’ il “re dei maranza”

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Sono 5 gli  anni di carcere per Don Alì, soprannominato il “re dei maranza”, finito a processo a Torino accusato  di minacce e atti persecutori nei confronti di un maestro delle elementari. Alì Said, questo il suo vero nome, 25 anni, deve scontare una serie di condanne ormai definitive emesse in diverse città italiane, per reati che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale ai furti.

Nel frattempo resta in attesa del giudizio per l’aggressione all’insegnante. Il suo avvocato ha richiesto una perizia psichiatrica; il giudice si pronuncerà venerdì.

Il presidente Mattarella a Torino per ricordare Piero Gobetti

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Torino ha accolto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giunto questa mattina al Teatro Carignano per partecipare alla cerimonia per il centenario della morte di Piero Gobetti. Ad accoglierlo c’erano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco Stefano Lo Russo e il prefetto Donato Cafagna. Il presidente è stato accolto da un lungo applauso e si è accomodato in platea dove, dopo i saluti istituzionali da parte del presidente Cirio e del Sindaco Lo Russo, ha assistito alla lectio magistralis del giurista ed ex presidente della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky, presidente del comitato nazionale per le celebrazioni per il centenario di Gobetti.

“Gobetti – ha ricordato il sindaco Stefano Lo Russo– aveva venticinque anni quando morì in esilio, a Parigi, nel febbraio del 1926, dopo essere stato aggredito ripetutamente dai fascisti. Aveva venticinque anni e aveva già compreso ciò che molti suoi contemporanei non vollero vedere: che le democrazie non muoiono sempre con un colpo di Stato, ma possono essere svuotate dall’interno, gradualmente, quasi senza che ce ne accorgiamo. Oggi – ha sottolineato nel suo discorso – viviamo tempi segnati da conflitti, da fragilità democratiche e da una diffusa sfiducia nelle istituzioni. Vediamo riemergere la tentazione di semplificare la complessità, di alimentare divisioni, di usare la paura come leva politica. In questo contesto, il pensiero e l’esempio di Piero Gobetti rimangono sorprendentemente attuali e ci invitano a una vigilanza costante”. Poi il sindaco ha ringraziato il presidente Mattarella: “La sua presenza – ha detto – conferisce a questa giornata un valore particolarmente alto. Il suo costante richiamo ai principi della Costituzione, alla dignità della persona e alla responsabilità civile trova una consonanza evidente con l’eredità di Gobetti. In questa vicinanza ideale riconosciamo la continuità di una tradizione repubblicana che affonda le radici nel coraggio civile e nella libertà di pensiero. Torino è orgogliosa di essere la città di Piero Gobetti”.

Dopo le celebrazione il presidente ha lasciato il Teatro Carignano per recarsi in visita alla sede del quotidiano La Stampa.

Per il centesimo anniversario della morte di Gobetti, il Centro Studi a lui dedicato, fondato nel 1961 e con sede in quella che era la sua casa e della moglie Ada Prospero, ha organizzato insieme ad un comitato nazionale costituito appositamente un ricco calendario di iniziative (https://www.centrogobetti.it/centenario-piero-gobetti/2-uncategorised/1084-programma-centenario.html) che proseguiranno nei prossimi giorni con la cerimonia al Cimitero del Père Lachaise di Parigi dove Gobetti è sepolto ma anche con convegni e lezioni.

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Targa in memoria del dermatologo dottor Paolo Dapavo

Presso la Clinica Dermatologica della Città della Salute e della Scienza di Torino

 

E’ stata collocata una targa in memoria del dottor Paolo Dapavo e intitolata a suo nome la stanza degli ambulatori dove ha svolto per anni la propria attività clinica, presso la Struttura di Dermatologia universitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Nato nel 1965, dirigente medico presso la Clinica Dermatologica dal 1999 e scomparso il 9 luglio 2025, è stato punto di riferimento per la psoriasi — di cui coordinava il gruppo dedicato — e per l’intero ambito delle patologie dermatologiche, distinguendosi per competenza, entusiasmo e grande disponibilità verso colleghi, giovani medici e pazienti.

La Direzione Generale, la Direzione Sanitaria di Presidio e la Struttura di Dermatologia si uniscono nella gratitudine per il suo prezioso contributo professionale e umano.

Il Segretario di Stato USA Marco Rubio è originario del Monferrato?

Ha suscitato attenzione anche in Piemonte la notizia secondo cui il Segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio avrebbe indicato la presenza di antenati provenienti dal Monferrato, con un possibile collegamento alla città di Casale Monferrato.

Il diplomatico statunitense, conosciuto per le sue origini cubane e per il ruolo centrale ricoperto nella politica internazionale americana, avrebbe quindi anche radici riconducibili al territorio alessandrino. L’indiscrezione ha iniziato a circolare sui media nei mesi successivi alla sua designazione alla guida del Dipartimento di Stato, avvenuta nel gennaio 2025, suscitando curiosità tra istituzioni e cittadini.

Dalle informazioni emerse, la storia familiare di Rubio potrebbe comprendere discendenze piemontesi, ampliando così il profilo genealogico del politico, finora legato soprattutto alla vicenda migratoria della sua famiglia tra Cuba e Stati Uniti. L’eventuale legame con il territorio monferrino richiama il fenomeno dell’emigrazione italiana tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, periodo in cui numerosi piemontesi lasciarono la propria terra contribuendo alla formazione di comunità italiane oltreoceano.

La notizia ha generato sorpresa anche a livello locale. Il sindaco della città casalese ha manifestato interesse per questa possibile connessione familiare, evidenziando come scoperte di questo tipo rafforzino il valore storico del territorio e mantengano vivo il ricordo delle comunità piemontesi emigrate nel mondo.

Oltre all’aspetto genealogico, l’episodio rappresenta anche un’opportunità di visibilità per il Monferrato, territorio apprezzato per il patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico. Il presunto legame con una figura di primo piano della diplomazia internazionale conferma inoltre quanto le radici italiane siano diffuse a livello globale e quanto i territori piemontesi abbiano contribuito ai grandi movimenti migratori della storia.

Ivrea, 138 feriti nella prima giornata di battaglia delle arance

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Il Carnevale di Ivrea ha inaugurato il suo programma della “Tre giorni di battaglie delle arance” con la proclamazione e l’affaccio dal balcone del Municipio della Vezzosa Mugnaia, avvenuto la sera del 14 febbraio scorso. La Mugnaia, di nome Violetta, impersona la donna che, secondo la leggenda, avrebbe dato il via alla rivolta popolare oggi rievocata con la nota battaglia delle arance. Quest’anno la Vezzosa Mugnaia è la trentatreenne Valentina Campesato in Mantovani.
La prima giornata della battaglia delle arance si è svolta nel pomeriggio di domenica 15 febbraio e ha segnato un bilancio più che positivo legato al pubblico pagante. Si sono registrati 22 mila spettatori, con biglietti al costo di 15 euro e un aumento di 1000 accessi rispetto allo scorso anno. Lo spettacolo è stato animato da 10.100 aranceri, suddivisi in 9 squadre a piedi e 51 equipaggi su carri tirati da pariglie e quadriglie, che hanno iniziato a sfidarsi a colpi d’arance per le strade di Ivrea.
La stima delle arance che verranno utilizzate per l’intero Carnevale di Ivrea ammonta a 8.500 quintali. Nella giornata di domenica 15 febbraio si è tenuta la sfilata del corteo storico, con a capo il Generale Mario Livio Gusta e la Mugnaia, Valentina Campesato, arricchita dalla partecipazione di otto gruppi provenienti dall’Italia e dall’estero. La prima tappa dello storico Carnevale ha riguardato il giuramento di fedeltà del Magnifico Podestà in piazza Castello che, accompagnato dal suo seguito, dagli Alfieri, dai Pifferi, dai Tamburi, dai Credendari, ha gettato dietro di sé la pietra tratta dal Castellazzo, come simbolo di rifiuto di ogni forma di tirannia. L’accesso alla battaglie delle arance nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 sarà gratuito. Purtroppo sono stati più di un centinaio i feriti, prontamente soccorsi, della prima giornata di battaglia delle arance.

Mara Martellotta

Ritorna pian piano a camminare… l’“Anatra Zoppa”

Nello storico “Circolo” di Barriera di Milano, “Arci Torino” inaugurerà un nuovo “hub” tra welfare, cultura e sostenibilità

Calate le serrande nel 2020, dopo anni di onorata e solidale attività a supporto (sociale e culturale) della comunità locale, nella storica sede di via Courmayeur 5, sono alle battute finali i lavori di ristrutturazione del “nuovo” Circolo Arci “Anatra Zoppa”, uno dei luoghi simbolo della “Barriera di Milano”.anatra

Nato negli anni Settanta come scuola elementare, dal 1987 “Anatra Zoppa” (strano nome ispirato alla metafora politica “lame duck”, richiamante per l’appunto l’idea di “solidarietà”) è uno dei principali “Circoli Arci” di Torino,  costante punto di riferimento per il quartiere e per tutta la città, nonché presidio di cittadinanza attiva e sperimentazione culturale. Dopo la pandemia, l’Associazione si è tuttavia vista costretta a cedere il testimone al “Comitato Arci” cittadino che, dal 2020, ha trasferito in quella sede numerose attività di sostegno alla popolazione. L’edificio necessitava, in ogni caso, di importanti interventi di riqualificazione, di messa a norma e di potenziamento, alla luce delle nuove, previste funzionalità.

Spiega in proposito Daniele Mandarano, presidente di ‘Arci Torino’: “L’investimento è stato oneroso come non mai: abbiamo scelto il quartiere più popoloso, più giovane e al contempo più fragile della Città, perché crediamo che sia a Barriera che si può costruire un pezzo della Torino del futuro, transculturale, pubblica, innovativa e popolare. E perché questo avvenga quel territorio va vissuto, raccontato, presidiato, e questo è il nostro modo di farlo. Daremo nuovo corso a un circolo che ha fatto la storia della nostra Associazione, con inedite funzioni sociali e culturali. E’ un risultato possibile solo grazie al contributo delle 80mila persone che ogni anno si iscrivono all’‘Arci’ a Torino, tramite le nostre Associazioni. Così, il cantiere all’“Anatra Zoppa” – che ha ricevuto 230mila euro di contributi “PNRR” e 70mila euro di finanziamento grazie al “Piano inclusione sociale”,  mentre 350mila sono d’“investimento diretto” di “Arci Torino” – è oggi alle battute finali. “La ristrutturazione dell’edificio – ancora Mandarano – è stata pensata per potenziare le funzioni già svolte dallo snodo di ‘Torino Solidale’, con l’ampliamento e la riorganizzazione dello spazio di ‘distribuzione alimentare’ e la creazione di spazi per gli ‘sportelli di segretariato sociale, facilitazione digitale, ascolto psicologico e consulenza legale’.

Non solo. L’obiettivo, infatti, è ancora più ampio e ha guardato anche alla storica funzione culturale e sociale dell’“Anatra”: ovvero “creare un ‘hub aperto al quartiere’ dotato anche di un ‘ristorante sociale’, una ‘sala multifunzionale’ per spettacoli dal vivo e un ‘vasto ‘spazio aperto’”. Detto in soldoni, si parla di ben 800 metri quadrati di “spazi interni”, adibiti all’“Emporio” e al “Ristorante Sociale” e ad una Sala per “Spettacoli dal vivo”. Previsti anche 3mila metri quadrati di “area esterna”, con un “giardino biodiverso”, l’“arena spettacoli” e l’“orto di comunità”.

“Anima sociale” resta lo “Snodo Torino Solidale” (per la distribuzione dei beni di prima necessità, soprattutto alimentari), ma “Anima Zoppa” sarà anche la sede dell’“InformaGiovani Diffuso” del Quadrante Nord Est (Circoscrizioni 6 – 7), che porterà avanti “attività di sportello” e “organizzazione di incontri formativi” rivolti ai giovani.

A quando dunque la riapertura? Sottolineano i responsabili: Per prima cosa, nel mese di marzo, lo spazio tornerà ad ospitare le attività dello ‘Snodo di Torino Solidale’ e del progetto ‘fooding’. Sempre dal mese di marzo partiranno le attività previste dal Bando “Bella Storia” della Città di Torino, che porteranno all’‘Anatra’, nel prossimo biennio, laboratori di ‘film making’, ‘podcasting’, ‘eventi e corsi musicali’, ‘orientamento al volontariato’, percorsi sull’‘innovazione tecnologica’ ed un public program sui temi dell’‘attivismo giovanile’, il tutto con una particolare attenzione alla cifra transculturale del territorio”.

In primavera, inoltre, “Arci Torino” aprirà un percorso, una “call for ideas”, che si prevede porterà, per l’autunno del 2026, al coinvolgimento di uno o più enti nella gestione del “Circolo”.

g.m.

Nelle foto: Immagini del “cantiere” all’“Anatra Zoppa”

I leader dell’economia sociale arrivano a Torino

BUSINESS, SOCIAL, ONE VISION

Social Economy for Competitiveness and Social Justice

20 febbraio 2026 – dalle ore 9,30 alle ore 13,00

Aula Magna Cavallerizza Reale | Università degli Studi di Torino | Via Verdi 9

Sarà la Cavallerizza Reale a fare da cornice al forum Business, Social, One Vision – Social Economy for Competitiveness and Social Justice, organizzato da Torino Social Impact, dal Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ITCILO) e dalla Camera di commercio di Torino in occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale. L’appuntamento si configura come un evento di respiro europeo e globale, dedicato al ruolo strategico dell’economia sociale come leva per la competitività e la giustizia sociale.

Il forum si inserisce in una fase decisiva per lo sviluppo dell’economia sociale in Italia, oggi rafforzata dall’elaborazione del Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale e dal consolidamento delle politiche europee e globali, ma al tempo stesso segnata da nuove incertezze legate ai cambiamenti dell’agenda strategica e geopolitica dell’Unione Europea. Al centro della riflessione, il contributo delle imprese sociali e dei modelli a impatto nella promozione di una transizione giusta verso un’economia più sostenibile, inclusiva e resiliente.

L’incontro punta ad approfondire la comprensione dell’economia sociale come motore strategico capace di integrare la competitività, mettendo in luce anche il recente lavoro della Coalizione globale per la giustizia sociale sul ruolo dell’economia sociale e solidale nella promozione di un’economia dei diritti umani. Sarà inoltre l’occasione per analizzare come, in una fase in cui l’identità democratica e i valori fondamentali sono sotto pressione e i sistemi politici risultano sempre più polarizzati dal predominio del potere rispetto agli approcci cooperativi, l’economia sociale possa offrire principi e modelli in grado di rafforzare, praticare e promuovere i valori civici e democratici.

A confrontarsi sul futuro dell’economia sociale saranno alcune delle voci più autorevoli a livello istituzionale, europeo e accademico:

Lucia Albano, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Irene Tinagli, Europarlamentare e Presidente dell’Intergruppo su Economia Sociale e Servizi di Interesse Generale (in collegamento da remoto)
Silvia Roggiani, Deputata
Mario Nava, Direttore Generale della DG Employment della Commissione Europea
Juan Antonio Pedreño, Presidente di Social Economy Europe
Simel Esim, Responsabile dell’Unità Social Economy dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e Presidente della Task Force interagenzia delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale
Lamia Kamal-Chaoui, Direttrice del Centre for Entrepreneurship, SMEs, Regions and Cities, OECD
Olivier De Schutter, Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani
Mario Calderini, Professore al Politecnico di Milano e Portavoce di Torino Social Impact
Gianluca Salvatori, Segretario Generale di EURICSE

Stefano Granata, Presidente di Social Impact Agenda per l’Italia e Confcooperative Solidarietà
Aicha Belassir, Direttrice Generale per l’Economia sociale e la Responsabilità sociale d’impresa, Ministero del Lavoro e dell’Economia sociale, Governo della Spagna

Dimitri Buzio, Presidente di Legacoop Piemonte

Sarah de Heusch, Direttrice di Social Economy Europe
Paola Babos, Direttrice aggiunta ITCILO

Torino promuove l’evento nella convinzione che i territori rappresentino un elemento chiave per valorizzare il potenziale dell’imprenditoria a impatto sociale. Infatti, la città si distingue per un ecosistema dell’economia sociale dinamico e innovativo, sostenuto da istituzioni finanziarie e filantropiche orientate all’impatto e da politiche pubbliche attente alla rigenerazione urbana e allo sviluppo sostenibile.

È in questo scenario che opera Torino Social Impact, piattaforma aperta nata nel 2017 nell’ambito del Comitato Imprenditorialità Sociale della Camera di commercio e oggi composta da oltre 400 partner tra attori pubblici e privati, profit e non profit, finanza, filantropia e ricerca. Un ecosistema che ha dato impulso a progetti innovativi come la Borsa dell’Impatto Sociale e ha contribuito all’adozione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

Il livello estremamente qualificato dei relatori internazionali previsti all’evento è anche un riconoscimento del lavoro svolto per posizionare l’ecosistema come modello virtuoso di promozione dell’impact economy a livello territoriale.

Dal 1964 la città ospita inoltre il Centro Internazionale di Formazione dell’OIL (ITCILO). In quanto parte integrante dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il Centro è impegnato nella promozione del lavoro dignitoso e nella ridefinizione del futuro dell’apprendimento e dello sviluppo delle competenze al servizio della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile.

Nel 2025 Torino Social Impact ha lanciato la campagna di comunicazione Business, Social, One Vision per promuovere l’economia sociale, da cui prende il titolo anche l’evento del 20 febbraio. La campagna intende esprimere la visione di impatto e di economia di TSI attraverso un’azione sinergica capace di unire il mondo profit e non profit, creando un ponte tra i due ambiti. Il concept creativo nasce dal ritratto di una persona del “domani”, idealmente una potenziale imprenditrice di un futuro già presente: un occhio è truccato in chiave più classica, “business”, mentre l’altro richiama la diversità e l’impegno “social”. Due dimensioni che possono coesistere armonicamente, proprio come sul suo volto.

Il programma aggiornato e il form di registrazione si trovano a questo link

Per informazioni: www.torinosocialimpact.it