CRONACA

Rimpatriato in Tunisia 40enne socialmente pericoloso

Nelle scorse ore la Polizia di Stato ha rimpatriato, con volo da Milano Malpensa per Tunisi e scorta internazionale, un cittadino tunisino socialmente pericoloso e destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dall’Autorità Giudiziaria.

Il 40 enne, gravato da plurime condanne per reati commessi dal 2008 fino al 2017 e da diversi precedenti di polizia, si è contraddistinto per la gravità delle condotte poste in essere, anche in costanza di arresti domiciliari e di carcerazione, in particolare: violenza sessuale di gruppo, resistenza, minaccia e porto d’armi, lesioni personali, guida in stato d’ebrezza, sequestro di persona, furto, detenzione illegale di una spada – nello specifico una katana di 1 metro e 72 cm di lama- e spaccio di stupefacenti.

Sono stati inoltre molteplici e gravi gli episodi di rilievo disciplinare commessi dall’uomo all’interno dei vari istituti di pena ai quali lo stesso nel tempo è stato assegnato, indice della propria indole violenta.

Ritracciato sul territorio di Ravenna, il tunisino è stato associato presso il CPR Brunelleschi di Torino con provvedimento convalidato dapprima dal Giudice di Pace e successivamente dalla Corte d’Appello di Torino, ai sensi dell’art.6 del d.lgs 142 del 2015. La Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale ha inoltre negato per manifesta infondatezza la domanda di protezione internazionale presentata dall’uomo che, avendo rinunciato ai termini per la proposizione del ricorso, è divenuto nuovamente rimpatriabile.

Pertanto, acquisito il lasciapassare dal Consolato della Tunisia, è stato organizzato il rimpatrio con scorta internazionale dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino e di Ravenna, essendo lo straniero ostile al rimpatrio nel proprio Paese d’origine.

Nas Torino, sanità e farmaci nel mirino: 14 arresti in 450 strutture

Oltre 90 persone denunciate, 14 finite in manette, 54 sanzioni amministrative e tre misure cautelari con divieto di avvicinamento. È il bilancio dei controlli svolti nel 2025 dai carabinieri del Nas di Torino, che hanno eseguito oltre 70 perquisizioni in varie regioni italiane, passando al setaccio 450 strutture dei settori sanitario e farmaceutico.

Nel corso delle verifiche sono emersi episodi di gravi maltrattamenti in strutture sanitarie, traffico illecito di stupefacenti, somministrazione di farmaci scaduti, abbandono degli ospiti, esercizio abusivo della professione sanitaria, oltre a casi di falso materiale e sostituzione di persona. Per sei strutture è stato disposto il provvedimento di sospensione dell’attività o il sequestro, a causa di gravi carenze strutturali e di gestione.

Nel settore farmaceutico sono state effettuate circa 40 ispezioni mirate, che hanno portato alla denuncia di 10 persone per reati che vanno da atti falsi alla somministrazione di medicinali scaduti o utilizzati in modo pericoloso per la salute pubblica, oltre a sanzioni per violazioni della normativa di settore. In totale sono state commesse sanzioni per oltre 60mila euro e ritirati dal mercato farmaci e dispositivi medici per un valore di circa 21mila euro.

VI.G

Fiamme nelle cantine a Pont Canavese: evacuato un palazzo

Scoppia un incendio nelle cantine di un palazzo a tre piani: evacuati i residenti. È successo questa mattina a Pont Canavese, in via Valacchia, dove il fumo ha invaso la scala dell’edificio, costringendo gli abitanti a mettersi in salvo. Sul posto sono intervenuti prontamente i vigili del fuoco dei distaccamenti di Ivrea e Castellamonte, assieme ai sanitari del 118 di Azienda Zero, i carabinieri di Pont e Ronco Canavese e la polizia locale, che ha bloccato la strada per gestire il traffico dell’area. Non risultano feriti coinvolti. Sono in corso le indagini per accertare le cause del rogo, mentre i tecnici comunali stanno effettuando i controlli per verificare l’agibilità del palazzo.

VI.G

La Polizia locale torna a scuola a Sauze d’Oulx

 

“Quinto seminario dei Comuni Olimpici” su sicurezza e reati ambientali

Gli agenti della Polizia locale, anche quest’anno, tornano a scuola a Sauze d’Oulx. Lo fanno per il quinto anno consecutivo, formandosi questa volta sul tema della sicurezza dei reati ambientali e delle nuove norme in materia di Polizia locale. Venerdì 30 gennaio il comune di Sauze d’Oulx ospiterà gli agenti per il “quinto seminario dei Comuni Olimpici”. Dopo il successo delle passate edizioni, torna l’appuntamento dedicato alla Polizia locale, che arriveranno da tutto il Piemonte e da fuori Regione per questa giornata di formazione a loro dedicata. Anche quest’anno la giornata di studio per operatori di Polizia locale è organizzata dalla Maggioli Editore, in collaborazione con l’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea e il comune di Sauze d’Oulx. Come sempre si terrà una mostra espositiva con prodotti e tecnologi sviluppati per la Polizia locale. Sede del corso il teatro D’Ou, in via della Torre 6, a Sauze d’Oulx. Il programma prevede la registrazione, a partire dalle 8.30, dei partecipanti, la visita alle 9 agli stand espositivi, l’inizio dei lavori alle 9.30 con i saluti istituzionali a cura di Mauro Meneguzzi, Sindaco di Sauze d’Oulx e Presidente di Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, e introduzione al corso da parte di Massimo Blanc, comandante della Polizia locale dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea. Come nelle precedenti edizioni, il convegno sarà moderato da Alberto Bassani, comandante della Polizia locale di Alessandria. La prima parte della giornata formativa vedrà l’intervento di Gaetano Alborino, funzionario E.Q. della Polizia metropolitana di Napoli, che tratterà il tema “Reati ambientali: le novità introdotte dal decreto CD. Terra dei Fuochi”. La seconda parte vedrà la relazione dell’avvocato cassazionista del Foro di Firenze Fabio Piccioni, sul tema “Il nuovo delitto di lesioni a ufficiale o agente di pubblica sicurezza di PS e PG “. Il convegno si chiuderà alle ore 13 con la consegna degli attestati di partecipazione.

“Siamo davvero orgogliosi che nostro Comune possa ospitare nuovamente un convegno di questo livello – affermano il Sindaco Mauro Meneguzzi e l’Assessore con delega alla Polizia locale Davide Allemand – dopo il grande successo delle precedenti edizioni. Ringraziamo la Maggioli Editore per avere scelto Sauze d’Oulx come sede del corso. Un ringraziamento particolare va al comandante Massimo Blanc, che si è tanto adoperato anche quest’anno, supportato dai suoi agenti, per l’organizzazione di questo importante momento di formazione.

Mara Martellotta

Extinction Rebellion contro le Olimpiadi “ecocide”

Venerdì sera la Red Rebel Brigade di Extinction Rebellion ha sfilato, con il caratteristico passo lento, dalla terrazza del Monte dei Cappuccini, sede del braciere olimpico del 2006,  fino a piazza Vittorio, dove ha esposto uno striscione “Governi ecovandali, Olimpiadi ecocide”.

“Una passeggiata silenziosa per denunciare l’ecocidio provocato dalle Olimpiadi invernali Milano – Cortina con la costruzione di impianti distruttivi, come la pista da bob per cui sono stati abbattuti 800 larici secolari, e una spesa che dai 1,5 miliardi previsti è lievitata a quasi 6 miliardi. Impianti e infrastrutture destinati a rimanere inutilizzati, come già successo sulle Alpi piemontesi, dopo le Olimpiadi del 2006”, affermano gli attivisti.

Le arance della salute a Volpiano

Sabato Volpiano ha dimostrato quanto un piccolo gesto possa diventare qualcosa di grande 
Grazie all’iniziativa Le Arance della Salute #AIRC, tante persone hanno scelto di sostenere la #ricercacontroilcancro e di promuovere uno stile di vita sano.  Un grazie speciale ai volontari AIRC di Volpiano, che con passione e impegno hanno reso possibile questa giornata, e a tutti coloro che hanno partecipato e contribuito. Arance, miele e marmellata: bontà che fanno bene due volte, al cuore e alla ricerca.

Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna è tornata per un pomeriggio a Reano

Nel pomeriggio di domenica 25 gennaio 2026, nella Cappella della Pietà di Reano, sede del Museo Civico, in coincidenza con la sua apertura mensile al pubblico, si è tenuta la prima attività ufficiale del 2026 del Comitato istituito dal Comune e dall’Associazione Internazionale Regina Elena Odv per conservare e trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio spirituale, morale, culturale e storico dell’edificante opera di Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, nel 150° anniversario dalla sua dipartita avvenuta a Sanremo l’8 novembre 1876.
A questo Comitato, presentato ufficialmente nella Chiesa Parrocchiale di San Giorgio Martire di Reano lo scorso 21 dicembre, con un Decreto del Vice Sindaco Jacopo Suppo ha aderito anche la Città metropolitana di Torino, proprietaria di Palazzo Cisterna, sede aulica dell’Ente, che dal 1685 al 1876 appartenne ai Dal Pozzo della Cisterna, per poi passare in eredità ai Savoia-Aosta ed essere ceduto alla Provincia di Torino nel 1940.
Domenica 25 gennaio è stata presentata l’esposizione dei disegni realizzati dai bambini della scuola materna e primaria di Reano che hanno partecipato al progetto “C’era una volta una principessa”, organizzato per il Comitato dalla Dott. Nadia Cappai con l’obiettivo di far conoscere ai più piccoli la figura di Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna
, “l’angelo di Reano” e la sua famiglia.
I bimbi si sono dimostrati molto interessati e ognuno di loro ha preparato un disegno, che ha consegnato domenica 21 dicembre al Sindaco ricevendo in cambio un kit scolastico offerto dal Comune di Reano e un peluche donato dall’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.
I disegni sono stati esposti al primo piano della Cappella della Pietà e verranno ammirati da tutti coloro che visiteranno il museo nei prossimi mesi.
Domenica 25 gennaio i bambini hanno ricevuto uno speciale attestato di benemerenza preparato dalla Città Metropolitana di Torino.
Il pomeriggio è stato reso ancor più emozionante dalla presenza di Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, magistralmente impersonata da Monica Todi, Presidente del Gruppo storico “Della Fenice” di Pianezza, accompagnata da due dame di compagnia. Monica, una donna di gran cuore che come Maria Vittoria ama molto i bambini, nel 2010 è stata scelta tra tante candidate per impersonare la principessa nel filmato “Palazzo Cisterna un’insolita visita”, che è tutt’oggi il video ufficiale della storica sede della Città Metropolitana di Torino.
In occasione della presentazione del cortometraggio, avvenuta a Palazzo Cisterna alla presenza di un grandissimo numero di persone, S.A.R. Amedeo di Savoia, V Duca d’Aosta e discendente diretto di Maria Vittoria, ad un certo punto si è alzato e ha detto “
scusate, ma io devo andare a salutare mia zia, sono venuto a prendere il tè con lei”, dopodiché ha fatto il baciamano alla bravissima Monica Todi e le ha messo sulle spalle lo scialle di Maria Vittoria che per l’occasione era stato fatto giungere appositamente da Reano. Nell’intervallo le ha servito personalmente il tè con i biscotti. Monica ha fatto una ricerca sull’abito da sposa di Maria Vittoria per Palazzo Cisterna e l’ha impersonata più volte alla Reale Basilica di Superga, raccontando la sua storia.
La giornata è proseguita con le visite guidate da Nadia Cappai e dallo scrivente ai magnifici quadri custoditi nella cappella ed appartenenti al celebre
Ciclo pittorico di Pietrafitta, che rappresentano una delle più significative testimonianze dell’arte tardo-rinascimentale toscana, nonché uno dei più importanti patrimoni artistici del Piemonte.
All’evento erano presenti il Sindaco di Reano Piero Troielli;
Maria Paola Cavallotti, Dirigente dell’I.C. Trana – Reano; Marco Motto Ros, Presidente della Proloco di Reano e Franca Decaro, Presidente dell’Unitre Villarbasse-Reano.
L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale e da soci.
La Cappella della Pietà aprirà nuovamente le porte al pubblico domenica 22 febbraio, mentre
venerdì 27 marzo nella Sala Consiliare del Municipio si terrà una conferenza della storica Carla Casalegno, autrice del libro “Maria Vittoria. Il sogno di una principessa in un regno di fuoco”.

ANDREA CARNINO

Cuorgne’, Usic: “Carabinieri aggrediti durante intervento. Basta impunità, serve un giro di vite”

 

“Nuova aggressione ai danni delle Forze dell’Ordine in provincia di Torino. Due militari della Stazione di Cuorgnè sono rimasti feriti domenica pomeriggio durante un intervento per sedare una lite familiare. L’aggressore, un uomo già sottoposto a detenzione domiciliare e recidivo nelle violazioni, ha reagito con estrema violenza al controllo. Verso le 18 del 25 gennaio, i Carabinieri sono intervenuti presso un’abitazione a seguito di una violenta discussione tra l’uomo e un congiunto. Alla vista delle divise, il soggetto si è scagliato contro i militari con calci, pugni e spintoni. Nonostante la ferocia dell’attacco, gli operatori sono riusciti a immobilizzare e trarre in arresto l’individuo. Il bilancio per i carabinieri è di diverse contusioni, con prognosi rispettivamente di 7 e 5 giorni. Esprimiamo totale solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione ai colleghi feriti. Tuttavia, non possiamo limitarci alla solidarietà: siamo stanchi di assistere a una sorta di protezione di fatto per chi delinque. Purtroppo, finché parte della magistratura continuerà ad applicare larghe assoluzioni per ‘tenuità del fatto’, certi soggetti si sentiranno intoccabili. USIC chiede un intervento strutturale che tuteli chi veste una divisa. Questi episodi si ripetono con frequenza allarmante perché manca la certezza della pena. Auspichiamo un deciso intervento del legislatore e un giro di vite da parte della magistratura. Le pene per chi aggredisce i servitori dello Stato durante il servizio devono essere inasprite e, soprattutto, applicate con rigore. Non si può garantire sicurezza ai cittadini se non si garantisce la tutela di chi quella sicurezza la deve attuare”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Giorno della Memoria: Palazzo Lascaris ospita la preview di “Seeing Auschwitz”

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In occasione della Giornata della Memoria, Palazzo Lascaris ospita, fino al 30 gennaio, la preview della mostra fotografica “Seeing Auschwitz, uno sguardo su Auschwitz”, che rimarrà esposta nelle sale dell’Archivio di Stato di Torino fino al 31 marzo.

Nei due mesi e mezzo di apertura al pubblico avrà un importante programma di attività didattiche per tutte le fasce d’età: dagli ultimi anni delle elementari all’Università, che è anche coinvolta con giovani studenti per supportare nella visita. L’obiettivo primario è informare attraverso uno strumento realistico come il reportage fotografico, su quanto accadde a sei milioni di ebrei e milioni tra sinti, rom, dissidenti, omosessuali e disabili, attraverso un preciso programma di atrocità di massa messo a punto dalla Germania nazista.

“Le immagini di questa mostra ci riportano prepotentemente a quei luoghi drammatici – ha spiegato il presidente del Consiglio Davide Nicco, durante la conferenza stampa di presentazione – sono stato ad Auschwitz e devo dire che è stato un pugno forte nello stomaco. Quel viaggio mi ha fatto riflettere e cambiare alcuni miei modi di pensare e di concepire la vita. Quando l’ideologia calpesta il valore dei diritti umani e della vita vuol dire che evidentemente c’è qualcosa che non va nell’ideologia: la vita deve essere sempre superiore a qualsiasi tipo di ideologia. Io credo che forse, per passare dalla giovinezza alla maggiore età, sarebbe bene fare un viaggio in quei luoghi che sono stati posti di dolore, di morte e atrocità. Per cogliere non solo il senso di memoria e rispetto per tutte quelle infinite vittime, ma anche per una maturazione personale che non può che passare attraverso una presa d’atto: purtroppo nell’animo umano il male esiste. Il nostro compito è fare in modo che il male abbia il sopravvento sulla razionalità e sul rispetto del prossimo”.

“Nel mondo in cui viviamo oggi non bastano più le corone d’alloro e le commemorazioni – ha detto il vicepresidente Domenico Ravetti, presidente del Comitato Resistenza e Costituzione – le istituzioni hanno il dovere di ricordarsi e di ricordare a tutti noi i principi fondamentali che animano ancora le democrazie. Questa mostra, queste immagini così forti, hanno il merito di fermare nella nostra mente il valore dei diritti umani che sono stati così duramente calpestati”.

Il presidente della Comunità Ebraica di Torino Dario Disegni sottolinea: “in un momento in cui assistiamo con grande preoccupazione a crescenti fenomeni di distorsione e banalizzazione della Shoah, che rappresentano un insulto alla memoria delle vittime e dei sopravvissuti, le straordinarie immagini originali dell’orrore di Auschwitz esposte alla mostra ci richiamano al dovere di una corretta comprensione della più grande tragedia del 900 e a un forte impegno civile per la difesa dei valori di giustizia, libertà e uguaglianza dei diritti di tutti gli esseri umani senza distinzione alcuna”.

“L’Archivio di Stato di Torino è da sempre impegnato, in occasione del Giorno della Memoria – ha detto il suo direttore, Stefano Benedetto – a proporre alla cittadinanza l’opportunità di confrontarsi con i documenti che testimoniano le persecuzioni nazifasciste e l’Olocausto. La mostra Seeing Auschwitz pone i torinesi di fronte alla documentazione fotografica dello sterminio, mostrandolo da una pluralità di angolazioni, corrispondenti alle ottiche dei carnefici, delle vittime e dei liberatori, nell’intento di stimolare una riflessione critica sul ruolo della fotografia come fonte storica”.

Marco Brunazzi, presidente della Fondazione Gaetano Salvemini: “La mostra offre l’opportunità di riflettere sulla tragedia di Auschwitz attraverso una pluralità di sguardi, in una modalità del tutto inedita che saprà certamente lasciare un segno profondo nei visitatori. Siamo particolarmente orgogliosi, come Fondazione Salvemini, di aver contribuito a portare nella nostra città una mostra di rilevanza internazionale, capace di donare alla cittadinanza non solo un momento di memoria, ma anche uno spazio di riflessione critica sul presente e sul valore della responsabilità individuale e collettiva”.

Rosanna Purchia, assessora alla cultura della Città di Torino: “Seeing Auschwitz arriva a Torino come tappa di un percorso internazionale di conoscenza e di riflessione, duro ma necessario, che a Torino è accessibile gratuitamente grazie al sostegno delle molte istituzioni, in primis la Città di Torino, che hanno creduto fortemente nell’iniziativa. La mostra è un’occasione importante per le giovani generazioni e per tutta la comunità: un invito a confrontarsi con la storia, che continua a interrogare il nostro presente e a richiamarci a una responsabilità collettiva verso il futuro. Un ringraziamento va agli organizzatori e ai promotori di questa esposizione, che arricchisce ulteriormente il calendario delle iniziative che Torino, Medaglia d’oro della Resistenza, dedica al Giorno della Memoria”.

Giampiero Leo, consigliere della Fondazione CRT: “L’iniziativa di questa mostra è veramente pregevole per l’aspetto storico e culturale, ma oggi è più importante che mai per il clima che si sta vivendo nel mondo, ovvero nuovamente di accettazione e banalizzazione del male! Per questo la Fondazione CRT, con la sua presidente Anna Poggi, ha voluto fortemente sostenere questa mostra. Così come ha deciso di affiancare nella difesa e promozione diritti umani l’apposito Comitato regionale, egregiamente e attivamente guidato dal presidente Davide Nicco”.

Alla presentazione della tappa italiana della mostra Seeing Auschwitz erano presenti anche: Victoria Musiolek, curatrice dell’edizione italiana e i consiglieri regionali Paola Antonetto (FdI), Annalisa Beccaria (FI), Monica Canalis (Pd), Valentina Cera (Avs), Laura Pompeo (Pd).

La mostra fotografica “Seeing Auschwitz” commissionata nel 2020 dall’ONU e dall’Unesco è stata realizzata dall’ente culturale spagnolo Musealia, in collaborazione con il Museo statale polacco di Auschwitz-Birkenau. Arriva a Torino – unica sede in Italia – dopo gli allestimenti realizzati a Madrid, Londra, Parigi, New York e in Sudafrica.

L’allestimento negli spazi juvarriani dell’Archivio di Stato raggruppa le nove sezioni della mostra in quattro sale dove domina il buio da cui emergono le gigantografie di un centinaio di scatti. Victoria Musiolek, curatrice dell’edizione italiana spiega: “La mostra Seeing Auschwitz è interamente fotografica. L’allestimento è stato pensato in modo da non distrarre il visitatore, permettendogli di concentrare l’attenzione sul principale oggetto – la fonte iconografica. Le immagini, se guardate attentamente, possono essere molto potenti. La loro visione apre un contenitore carico di storia, dove in pochi centimetri di carta fotografica, si condensano informazioni su fatti e persone. L’obiettivo della mostra è proprio quello: ‘vedere’ (come suggerisce lo stesso titolo) e riflettere su Auschwitz”. La mostra racconta per la prima volta, attraverso un triplice punto di vista, lo sterminio perpetuato con meccanica sistematicità dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale. La selezione di circa cento scatti realizzati tra il 1941 e il 1944, ritrovata fortunosamente dalla deportata ad Auschwitz Lilly Jacob nel 1945, comprende alcune immagini realizzate dalle SS durante l’attività di sterminio, ma anche altre preziose fotografie e disegni prodotti dagli stessi prigionieri. Infine alcune fotografie aeree che sono state scattate dagli alleati che sorvolavano l’area dei lager. Alcuni video di approfondimento arricchiscono l’esposizione. Una triplice ottica che mette in luce piani emotivi molto diversi fra loro.

Imprescindibile per la realizzazione e la fruizione gratuita della mostra è stata la collegiale adesione e il condiviso sostegno di enti del territorio e fondazioni: la Comunità Ebraica di Torino, l’Archivio di Stato di Torino, la Fondazione Gaetano Salvemini e l’Ambasciata di Polonia e con il contributo del Consiglio regionale del Piemonte, Città di Torino, Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Guglielmo De Lévy, Unione Industriali Torino, Camera di commercio di Torino, il Consolato di Polonia e Polo del ‘900.

La mostra “Seeing Auschwitz” è aperta al pubblico all’Archivio di Stato in piazzetta Mollino (accanto al Teatro Regio), fino al 31 marzo 2026, dalle 10 alle 18 con ingresso gratuito.

Il Centro antidoping diventa Centro avanzato di diagnostica

Il Consiglio Regionale ha approvato a maggioranza il disegno di legge “Sviluppo della ricerca applicata nel comparto sanitario. Promozione delle attività del Centro avanzato di diagnostica”, che trasforma il Centro regionale antidoping “Bertinaria”, che ha sede all’interno del San Luigi di Orbassano, in Centro avanzato di diagnostica (CAD).

La relatrice di opposizione, Monica Canalis (Pd) ha precisato che “il provvedimento mira a modificare la composizione del Centro e a dare una norma di riferimento regionale, che non esisteva sebbene l’originario Centro antidoping fosse nato nel 2004”.

Sono enti consorziati del CAD Regione Piemonte, Azienda ospedaliera universitaria San Luigi di Orbassano, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Azienda Zero, e Università degli studi di Torino, con la possibilità di farne parte anche per le aziende sanitarie regionali e gli enti pubblici e privati con competenze coerenti con le attività del Centro.

Come illustrato nella relazione, al CAD competono, fra le altre, attività di ricerca e sviluppo applicativo nel campo delle biotecnologie, lo sviluppo di protocolli avanzati in ambito di biologia molecolare e genetica forense, servizi di contrasto agli illeciti legati all’uso di droghe d’abuso, farmaci e sostanze dopanti, oltre alla caratterizzazione genetica di tracce biologiche. Rientrano inoltre le metodologie integrate tra tossicologia, proteomica, farmacogenomica ed esomica (caratteristica del Dna), così come lo sviluppo di un Osservatorio tecnico permanente sulle droghe d’abuso e sulla loro evoluzione.

Ufficio Stampa CRP