CRONACA

Giornata del rene: nefrologia e dialisi dell’ASL TO5 incontra i cittadini

Il 12 marzo 2026, in occasione della Giornata Mondiale del Rene, celebrata in tutto il mondo e promossa in Italia dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN) e dalla Fondazione Italiana del Rene (FIR), il personale sanitario dell’ASL TO5 sarà a disposizione dei cittadini presso il centro commerciale “I Viali di Nichelino” dalle ore 9:00 alle ore 17:00 per effettuare colloqui individuali, rilevazione della pressione arteriosa, controllo dell’esame urine con lo stick urinario e la distribuzione di indicazioni sui corretti stili di vita.

Il 7-10% della popolazione è infatti affetta da qualche forma di malattia renale, ma solo una piccola quota ne è consapevole.

I disturbi legati al malfunzionamento dei reni vengono spesso percepiti solo nelle forme più gravi, quando ormai il danno è irreversibile. Patologie più note nella popolazione (ad es. diabete mellito, ipertensione arteriosa) possono provocare danni renali e risulta fondamentale il loro controllo e prevenzione. In particolare è necessaria una correzione degli stili di vita (stop al fumo, alimentazione povera di sali e grassi, regolare attività fisica, adeguato apporto idrico) e la precoce scoperta di queste malattie tramite l’esecuzione di semplici misurazioni di pressione arteriosa o esami del sangue e delle urine.

«La Giornata Mondiale del Rene, che prevede iniziative in tutto il mondo (www.fondazioneitalianadelrene.org), quest’anno è realizzata nell’ASL TO5 grazie alla collaborazione con il centro commerciale “I Viali” e il patrocinio della Città di Nichelino e la partecipazione del personale sanitario della S.C. Nerfrologia e Dialisi e del Dipartimento del Territorio. Rappresenta un’occasione concreta per portare la prevenzione fuori dagli ambulatori e incontrare le persone nei luoghi della vita quotidiana» – commenta il Direttore della S.C. Nefrologia e Dialisi dell’ASL TO5, dott. Gianluca Leonardi – «La malattia renale cronica è spesso silenziosa, ma può essere intercettata con controlli semplici e accessibili. Individuarla precocemente significa rallentarne l’evoluzione, migliorare la qualità della vita e ridurre il rischio di complicanze, anche gravi che possono portare alla dialisi o al trapianto».

«Promuovere la cultura della prevenzione è una priorità per la nostra Azienda» – dichiara il Direttore Generale dell’ASL TO5, dott. Bruno Osella – «Iniziative come questa rafforzano il rapporto con il territorio e ribadiscono l’importanza di un sistema sanitario che non si limita a curare, ma investe sull’informazione, sulla diagnosi precoce e sulla responsabilizzazione dei cittadini rispetto alla propria salute»,

«Il rene è un organo fondamentale per l’uomo: consente di purificare l’organismo, di eliminare i liquidi in eccesso, regola la pressione e stimola la produzione dei globuli rossi da parte del midollo rosso, solo per citare alcune delle sue funzioni – interviene il Sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo -.

Nella medicina orientale simboleggia l’energia vitale e la resistenza. Per questa ragione va protetto da malattie e fattori di rischio molto diffusi nella società moderna come il fumo, il colesterolo, il diabete o la pressione alta. Per questa ragione come Città di Nichelino sosteniamo con il patrocinio l’iniziativa promossa dal Direttore di S.C. Gianluca Leonardi dell’ASL To5, che ringrazio, perché l’educazione sanitaria e la prevenzione sono uno strumento straordinario di protezione delle malattie renali».

 

Per celebrare la Giornata Mondiale del Rene l’11 e il 12 marzo, la Città di Nichelino colorerà di rosso la facciata del comune.

Ricercato arrestato: doveva essere estradato in Mcedonia del Nord

La Polizia di Stato ha proceduto, a Torino, all’arresto di un uomo di trent’anni, nato nella Macedonia del Nord, in esecuzione di una richiesta di arresto provvisorio ai fini estradizionali verso la Macedonia del Nord, emesso dal Tribunale di Skopije lo scorso Agosto2025, per i reati di truffa e falso.

L’uomo, impiegato presso il Ministero della Giustizia dello stato balcanico, era ricercato  in campo internazionale in quanto condannato per aver commesso diversi reati attinenti alle proprie funzioni, quali abuso di posizione ufficiale e  di autorizzazione, e per falsificazione di documenti.

Dopo accurati e prolungati servizi svolti da personale della Squadra Mobile – Sez. Catturandi, d’intesa e con il supporto dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) –  Direzione Centrale della Polizia Criminale, il cittadino straniero è stato rintracciato a Torino e tratto in arresto, sentita anche la Procura Generale.

Conclusa la redazione degli atti a suo carico, l’uomo è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Italiana.

L’arresto è stato convalidato dalla Corte di Appello di Torino.

Nuove opportunità di inclusione a donne e madri recluse

Firmato a Palazzo Lascaris il protocollo di intesa tra la Commissione Regionale per le Pari Opportunità ed il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale 

Torino, 4 marzo 2026.

Nella giornata di oggi è stato siglato a Palazzo Lascaris l’accordo tra la Commissione Regionale per le Pari opportunità ed il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale che intende promuovere la realizzazione di interventi volti a migliorare le condizioni di vita delle persone detenute, con particolare riferimento alle donne e madri recluse.

L’accordo, firmato da Maria Rosa Porta, Presidente della CRPO e dall’Avv. Monica Formaiano, Garante dei Detenuti, Rappresenta una importante novità per la nostra Regione è un ulteriore passo avanti nell’impegno che l’Amministrazione intende assumersi a sostegno dei diritti delle persone nel senso più ampio.

Tra le iniziative oggetto dell’accordo sono previste iniziative formative ed informative rivolte al personale penitenziario, agli operatori e alle persone detenute; l’organizzazione di incontri, seminari, convegni e campagne di sensibilizzazione, la realizzazione di progetti per la promozione della salute e del benessere delle donne detenute e dei loro figli, studi e ricerche anche in collaborazione con altri soggetti.

L’accordo prevede anche la possibilità per il Garante di integrare, nell’ambito delle proprie attività di osservazione e intervento, anche una visuale connessa alle problematiche specifiche di genere, in modo tale da intervenire e segnalare casi specifici in materia di discriminazione o violazione dei diritti.

Questo accordo rientra appieno nella mission della nostra Commissione – ha commentato la Presidente Maria Rosa Portache intende operare a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti per superare le discriminazioni di genere e per favorire una reale cultura della parità. Nel sistema carcerario molte donne detenute si trovano a convivere con una situazione di duplice fragilità: alla condizione di detenute si sommano le difficoltà legate all’esercizio effettivo delle funzioni genitoriali, nonché le problematiche di reinserimento lavorativo, ancora più accentuate rispetto agli uomini. Attraverso la disponibilità e l’attivismo della Garante regionale contiamo di dare il nostro contributo per stare dalla parte delle donne, sempre ed in ogni contesto”.

Per la Garante, avv. Monica Formaiano,  “la sottoscrizione di questo Protocollo di intesa rappresenta non soltanto un atto formale, ma l’avvio di un percorso concreto di collaborazione tra due organismi che, pur operando in ambiti diversi, condividono l’obiettivo comune della tutela effettiva dei diritti fondamentali della persona. La finalità principale è garantire che tali diritti non rimangano principi astratti, ma si traducano in azioni concrete anche in contesti complessi, favorendo il rafforzamento della cultura delle pari opportunità all’interno del sistema penitenziario.

Nella nostra Regione le donne e le madri recluse sono una presenza minoritaria ma questo non può e non deve tradursi in marginalità nei diritti; molto spesso sono portatrici di storie complesse fatte di fragilità sociali e di esperienze pregresse di violenza e marginalità e, proprio per questo, necessitano di opportunità dedicate ed interventi mirati di programmazione specifica di reinserimento sociale”.

Il sistema penitenziario italiano deve garantire che la pena sia certa – dichiara la Vice Presidente della C.R.P.O. Patrizia Alessi ma, allo stesso tempo, deve offrire alle detenute un percorso di recupero e reinserimento che consenta loro di ricostruire una vita dignitosa e lontana dalla criminalità. Un’opportunità di lavoro, un percorso di formazione, e una rete di supporto psicologico e sociale sono gli strumenti essenziali per offrire a queste donne una vera possibilità di cambiamento. Se non diamo loro una chance, quali sono le alternative? Poi sta a loro decidere se accettare o no l’opportunità che le si propone”.

La Vicepresidente Paola Berzano sottolinea che “i numeri decisamente più bassi delle donne detenute sono troppo spesso di ostacolo a percorsi di formazione e ad attività che possano aiutare le stesse, finito il periodo di detenzione, a reintegrarsi nella società e a vivere una vita piena nella legalità. La Commissione che rappresentiamo ritiene necessario lavorare affinché questa disparità di opportunità non sia più considerata inevitabile dovendo definire priorità di intervento con la scusa della scarsità di risorse disponibili

Medio Oriente in fiamme: quali effetti economici per i torinesi dopo l’attacco USA-Israele all’Iran?

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Negli ultimi giorni, una serie di attacchi militari coordinati dagli Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha scatenato una nuova e grave escalation di tensioni in Medio Oriente, con rischi di un conflitto più ampio e instabilità sui mercati globali. Le conseguenze vanno ben oltre i confini regionali e possono influire sui prezzi del carburante e dei beni energetici.Per i cittadini torinesi, consumatori, risparmiatori e lavoratori, comprendere come queste dinamiche internazionali possano tradursi in impatti concreti sull’inflazione, sugli investimenti e sul risparmio è fondamentale. Per questo abbiamo chiesto al consulente finanziario Flavio Bosia di aiutarci a interpretare i futuri sviluppi e le scelte da considerare.

Dottor Bosia, alla luce di quel che stiamo vedendo, dobbiamo aspettarci un aumento del prezzo del carburante e delle bollette di luce e gas?

Sì, è uno scenario plausibile nel breve-medio termine. Gli attacchi coordinati dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran hanno già generato tensione sui mercati energetici. Il principale rischio resta un’eventuale chiusura – parziale o prolungata – dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20-25% del petrolio mondiale e una quota rilevante di gas naturale liquefatto. Già nelle ore notturne i prezzi sul petrolio e sul gas naturale mostrano una pressione al rialzo.

Per le bollette domestiche di luce e gas l’impatto non è immediato, ma se la situazione si protrae oltre le prossime settimane è ragionevole attendersi un incremento dei costi energetici al consumo, che si rifletterebbe sulle tariffe regolamentate e sui contratti indicizzati. Da valutare: proteggersi ora stipulando forme di contratto a lungo termine con prezzo fisso.

Se abbiamo investito risparmi in borsa, cosa potrebbe succedere?

Nel breve termine è possibile assistere a una fase di vendite generalizzate, soprattutto su titoli sensibili al costo dell’energia e alla logistica internazionale. I settori più esposti al ribasso sarebbero trasporti marittimi, compagnie aeree, spedizionieri e, in misura minore, alcune manifatture energivore.

Al contrario, le commodities energetiche (petrolio, gas naturale), i metalli industriali (rame in primis) e i beni rifugio come oro e argento tendono a beneficiare di queste fasi di incertezza geopolitica: le posizioni già in essere su questi asset potrebbero performare positivamente.

L’esperienza storica insegna che eventi di questo tipo generano spesso volatilità iniziale seguita da normalizzazione, a meno che non si verifichi un’escalation duratura con interruzione stabile dei flussi energetici. Per questo motivo si consiglia di evitare reazioni impulsive e di monitorare l’evoluzione dei grafici settimanali e mensili, che filtrano meglio il “rumore” delle notizie quotidiane.

Dal punto di vista dei tassi di interesse e dell’inflazione, si può aspettarsi che la Banca Centrale Europea o altre istituzioni adottino decisioni che potrebbero incidere sui mutui o sui risparmi degli italiani?

È una possibilità concreta, ma non automatica. Un rialzo prolungato dei prezzi energetici alimenta l’inflazione core e quella attesa, riducendo lo spazio per ulteriori tagli dei tassi da parte della BCE. In uno scenario di inflazione “da offerta” persistente, la Banca Centrale potrebbe decidere di mantenere i tassi fermi più a lungo del previsto o, in casi estremi, di valutare un nuovo ciclo restrittivo.

Per i cittadini con mutuo a tasso variabile significherebbe rate potenzialmente più alte; per chi ha liquidità su conti deposito o titoli di Stato a breve, invece, rendimenti ancora attraenti.

Al momento, però, la BCE guarda l’insieme dei dati macroeconomici: un episodio isolato, per quanto grave, non basta da solo a cambiare la traiettoria. Servirà capire la durata e l’intensità della risposta iraniana e le ripercussioni reali sui flussi energetici globali.

Quali strategie di gestione finanziaria consiglia ai cittadini torinesi per proteggere i propri risparmi e budget familiari se il conflitto in Medio Oriente si protrarrà a lungo?

In caso di prolungamento del conflitto, le priorità sono tre:

  1. Protezione del potere d’acquisto: mantenere una quota di portafoglio esposta a beni che storicamente rendono bene in fasi inflattive da energia (oro fisico o ETC, azioni di società petrolifere integrate, commodity agricole se i prezzi alimentari dovessero salire di riflesso).

  1. Gestione prudente del debito: chi ha un mutuo variabile dovrebbe valutare la possibilità di fissare il tasso, approfittando di eventuali finestre ancora favorevoli prima di un eventuale irrigidimento monetario.

  1. Liquidità e diversificazione: conservare una riserva in titoli brevi per cogliere opportunità (acquisti a sconto in caso di correzioni di mercato) e non essere costretti a vendere in perdita.

Sul fronte del budget familiare, è utile rivedere le voci di spesa sensibili all’energia (carburante, riscaldamento, elettricità) e adottare piccoli accorgimenti di efficientamento senza stravolgere le abitudini.

Infine, la regola d’oro resta evitare decisioni emotive: i mercati digeriscono velocemente gli shock geopolitici quando non si trasformano in crisi strutturali.

Quali sono i piccoli accorgimenti in famiglia che suggerisce?

Per le famiglie con un buon margine di manovra finanziaria, in questa fase di tensioni geopolitiche che stanno già spingendo al rialzo i prezzi dell’energia, l’approccio più sensato è sfruttare le opportunità attuali per ridurre l’esposizione futura ai rincari, senza creare allarmismi o comportamenti da emergenza. Non siamo in uno scenario inflattivo generalizzato come nel 2022: l’inflazione core resta sotto controllo in Europa, e il rischio principale è concentrato sull’energia e sui trasporti.

Ecco le mosse concrete e misurate che consiglio:

Sfruttare le offerte per acquisti in grande formato su beni di lunga conservazione

In questo momento molti supermercati e piattaforme online propongono sconti interessanti su pacchi grandi o multipack di prodotti stabili (pasta, riso, legumi secchi, olio extravergine, caffè, detersivi, prodotti per l’igiene). Comprare una fornitura per 6-12 mesi a prezzi attuali significa fissare il costo e proteggersi da eventuali aumenti legati ai trasporti più cari. Non si tratta di accaparramento, ma di approfittare di promozioni già in corso per ottimizzare la spesa familiare a medio termine.

Fissare il prezzo di luce e gas con un contratto a prezzo bloccato

Se si è sul mercato libero, è il momento di valutare un passaggio (o un rinnovo) a un’offerta a prezzo fisso per 12-24 mesi. Le tariffe fisse sono ancora competitive rispetto a quelle indicizzate, e un contratto bloccato oggi protegge da eventuali aggiustamenti trimestrali se i costi del gas o dell’elettricità dovessero salire ulteriormente. Confrontare velocemente le proposte dei principali fornitori aiuta a scegliere senza fretta.

Ridurre l’impatto del carburante senza stravolgere le abitudini

Il GPL continua a essere molto più stabile e conveniente (attorno a 0,69 €/litro contro 1,67-1,73 €/litro di benzina e diesel). Se l’auto lo consente o se si sta pensando a un cambio, un’auto a GPL o un retrofit può dimezzare il costo al chilometro e resistere meglio ai rialzi del petrolio.

In alternativa: monitorare i prezzi alla pompa (app come Prezzi Benzina o siti analoghi) e fare rifornimento nei giorni/orari più convenienti; raggruppare gli spostamenti; valutare car sharing o noleggio a lungo termine per periodi di picco; o destinare un’auto secondaria più efficiente ai tragitti brevi.

L’idea di fondo è monitorare l’andamento reale dei prezzi nelle prossime settimane (soprattutto futures energetici e listini alla pompa) e intervenire laddove è possibile e conveniente: bloccare costi futuri quando sono ancora accessibili, approfittare di promozioni esistenti, ridurre la dipendenza da voci variabili come il carburante.

Niente panico, niente scorte da bunker: solo decisioni razionali e tempestive per preservare il potere d’acquisto senza sacrifici inutili.

Lori Barozzino

Al via i lavori per il nuovo Polo scientifico della Venaria Reale

 

Per la ricerca e la diagnostica applicata ai beni culturali

Iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo Polo scientifico CCR – Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”, incentrato sulla ricerca scientifica e sulla diagnostica applicata allo studio e alla conservazione dei beni culturali. Il progetto prende forma all’interno dell’ex Galappatoio Lamarmora, edificio storico di proprietà della Regione Piemonte, la cui riqualificazione rientra nel più ampio programma di valorizzazione del complesso UNESCO della Reggia di Venaria Reale.

Con un investimento complessivo, previsto per 3,5 milioni di euro, la fase di ristrutturazione interesserà una superficie di 600 mq, distribuiti su due piani. Il piano terra ospiterà otto laboratori scientifici di ultima generazione e un’area centrale concepita come spazio scientifico e divulgativo aperto al pubblico. Al piano superiore saranno collocati una sala riunioni, una biblioteca e uffici open space, pensati per accogliere i gruppi di ricerca. La conclusione della prima fase dei lavori, con la realizzazione del piano terra, è prevista per l’ottobre 2026. L’obiettivo è quello di creare un polo internazionale per la diagnostica, la ricerca e l’innovazione nel campo dello studio e della preservazione del patrimonio culturale, capace di favorire il confronto scientifico e il consolidamento di partnership strategiche con università, istituti di ricerca, musei e con il settore industriale, per lo sviluppo di nuove soluzioni che tengano conto della transizione ecologica e digitale.

Al contributo iniziale di 2,5 milioni di euro da parte della Regione Piemonte, nell’ambito dei fondi del Piano Operativo Complementare (2014-2020), si è aggiunto il sostegno del Ministero della Cultura, che ha appena inserito un contributo per il completamento del recupero dell’ex Galappatoio Lamarmora nella programmazione triennale dei lavori pubblici 2026-2028. Fondamentale nel raggiungimento di questo importante risultato il lavoro congiunto del Presidente Alfonso Frugis e del Sovrintendente Corrado Azzolini. Altre importanti collaborazioni sono giunte dalla Città metropolitana di Torino, stazione unica appaltante del progetto, e dal Comune di Venaria Reale, che ha indicato il Polo come uno dei progetti da inserire nel bilancio di sostenibilità degli interventi culturali della Regione Piemonte.

Con Intesa Sanpaolo è stata avviata una campagna di crowdfunding per la strumentazione e la formazione  di giovani ricercatori. Il nuovo Polo sarà dotato di laboratori di ultima generazione, equipaggiati con tecniche finalizzate ad analisi puntuali, mapping e imaging di superficie, oltre a strumentazioni mobili e portatili per lo svolgimento di campagne diagnostiche in situ, fondamentali per lo studio di opere che non possono essere spostate dai luoghi in cui sono custodite e da cui non è possibile recuperare campioni.

“La nascita di un nuovo Polo scientifico segna un momento cruciale della storia del centro – afferma Federica Pozzi, direttrice dei laboratori scientifici del CCR – si tratta di un processo per ampliare l’accessibilità alla diagnostica e rafforzare le capacità operative del CCR, creando un luogo in cui scienza e patrimonio dialogano in modo strutturato e continuativo. Il nuovo Polo non è soltanto un’infrastruttura, ma anche l’espressione di una visione condivisa, fondata su collaborazioni, ricerche e sostenibilità per contribuire in modo responsabile al futuro dei beni culturali”.

Per coprire il fabbisogno residuo, il CCR ha avviato un piano di fundrising, la creazione di una rete di donatori, privati e istituzionali, e l’attivazione di partnership strategiche di ricerche internazionali, volte a sostenere la crescita del Polo nel lungo periodo.

“In Piemonte, la cultura rappresenta uno strumento strategico di sviluppo – spiega il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – attraverso un investimento di 2,5 milioni di euro, la Regione promuove la nascita del nuovo polo di ricerca al Centro di Conservazione e Restauro ‘La Venaria Reale’, trasformando un simbolo storico come l’ex Galappatoio Lamarmora in una fucina per il futuro. Qui le tecnologie più evolute dialogano con l’arte per preservarla e valorizzarla, proiettando il nostro patrimonio sulla scena internazionale. L’incontro tra scienza e bellezza genera un impatto concreto sul territorio, traducendosi in crescita economica, lavoro qualificato e nuove opportunità imprenditoriali. Consolidiamo così la leadership italiana nel mondo, offrendo un modello di sviluppo capace di attrarre talenti e di rafforzare l’identità regionale. Scegliamo di investire sul sapere per garantire un progresso solido, consegnando alle prossime generazioni un’eredità viva e fonte di continua ispirazione. Il supporto di questo progetto è l’esito della collaborazione tra gli assessori Gianluca Vignale, Andrea Tronzano, Marina Chiarelli e Maurizio Marrone che, insieme al Presidente del Centro, Alfonso Frugis, stanno progettando un nuovo laboratorio d’eccellenza dove le radici antiche alimentano la visione di un domani all’insegna dell’efficienza e del valore”.

Il nuovo Polo scientifico rientra tra i progetti pilota sperimentali del bilancio di sostenibilità degli interventi culturali all’interno del territorio della Regione Piemonte, volto a misurare, valutare e rendicontare gli impatti positivi generati dalla cultura, che ha come protagonista il Comune di Venaria Reale e il Comune di Cuneo.

Mara Martellotta

Oltre 93mila imprese femminili in Piemonte: il 21% è artigiano

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In Piemonte l’imprenditoria femminile non rappresenta una componente marginale dell’artigianato, ma una parte strutturale e consolidata del sistema produttivo regionale.

Al 31 dicembre 2025 le imprese femminili registrate sono 93.489, di cui 19.735 artigiane, pari al 21,1% del totale. Le imprenditrici artigiane sono 30.584 e rappresentano il 22% degli imprenditori del comparto, un’incidenza leggermente superiore alla media nazionale (21,9%).

Nel corso dell’ultimo anno il calo delle imprese femminili si è attestato a -0,8%, una flessione più contenuta rispetto al dato complessivo (-1,2%). Un andamento che segnala una maggiore capacità di resilienza dell’imprenditoria femminile, pur in un contesto economico complesso.

Il Piemonte si colloca al quarto posto in Italia per numero di donne con cariche nelle imprese artigiane, dopo Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Oltre la metà (55,7%) ricopre il ruolo di titolare, il 20,6% è amministratrice e il 20% socia. Si tratta prevalentemente di realtà di piccole dimensioni, fortemente radicate sul territorio: più del 50% conta tra 1 e 9 addetti, con un modello che intreccia attività economica, occupazione e comunità locale.

Dal punto di vista settoriale, quasi la metà delle imprese femminili artigiane opera nei servizi alla persona (49,1%), seguiti dal manifatturiero (26,4%), dai servizi alle imprese (14,6%) e dalle costruzioni (10,1%).

I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte su fonte Unioncamere-Infocamere.

Tra le principali criticità segnalate dalle imprenditrici emerge innanzitutto il peso della burocrazia (54,5%), spesso ritenuta sproporzionata rispetto alla dimensione delle micro e piccole imprese. Segue il tema della conciliazione tra vita professionale e privata (53,4%), che interessa imprese di ogni dimensione, con o senza dipendenti. Rilevanti anche le difficoltà legate alla liquidità e all’accesso al credito (41,7%), soprattutto nelle fasi di incertezza economica. Il 27,1% segnala inoltre la mancanza di tempo da dedicare alla formazione e all’aggiornamento delle competenze.

«Dai nostri rilievi emerge che solo una quota ridotta di imprese femminili ha fatto ricorso a misure di sostegno dedicate – osserva Sara Origlia, presidente del Movimento Donne di Confartigianato Imprese Piemonte – non tanto per assenza di bisogno, quanto per scarsa conoscenza delle opportunità, per la complessità delle procedure o per requisiti poco compatibili con la realtà delle piccole imprese artigiane. È necessario interrogarsi sull’efficacia delle politiche pubbliche: non basta prevedere risorse, occorre renderle realmente accessibili».

Origlia sottolinea inoltre che il sostegno alle imprese guidate da donne non può essere episodico né concepito come misura assistenziale. «Deve diventare una scelta strutturale di politica economica, capace di valorizzare il contributo delle donne alla crescita e alla competitività del Paese, coinvolgendo istituzioni, associazioni di categoria e sistema bancario».

La conciliazione resta uno dei principali fattori che incidono sulla competitività. «Oggi – aggiunge – la famiglia è spesso l’unico vero supporto. Servono strumenti concreti e politiche di welfare più efficaci, capaci di sostenere l’occupazione femminile e aiutare a bilanciare lavoro e cura. È necessario rafforzare la spesa per famiglie e giovani e intervenire anche sulla leva fiscale, prevedendo la detraibilità delle spese sostenute per servizi di assistenza e conciliazione».

«Non si tratta di quote rosa – conclude Origlia – ma di riconoscere competenze e talento. Offrire alle donne pari opportunità significa rendere l’intero sistema economico più solido, innovativo e competitivo».

Corsi di Spina 3: “Attraversamenti pedonali pericolosi”

Caro direttore,

il Comitato di cittadini Dora Spina Tre è attivo dal 2004 con proposte di miglioramento del quartiere e del Parco Dora.
Da alcuni anni, il nostro Comitato segnala al Comune il problema degli attraversamenti pedonali dei corsi Rosai e Gamba di Spina 3 che continuano ad essere un potenziale pericolo per i pedoni: le strisce pedonali sono quasi totalmente consumate e quindi poco visibili, la segnalazione della velocità 30 è collocata solamente nella parte mediana dei corsi, in corrispondenza dei ponti pedonali, tanto che numerose auto arrivano a notevole velocità all’incrocio con via Livorno.
In particolare, su corso Rosai il passaggio pedonale ha le strisce quasi invisibili ed è ancora quello originale, rialzato pochissimo, tanto da poterlo percorrere ad alta velocità. Anche la segnaletica verticale è insufficiente, in quanto la visuale, approssimandosi, nel transitare in auto, al ponte pedonale che scavalca il corso, è coperta per alcuni metri dal pilone centrale del ponte stesso. Proprio in quel punto c’è già stato un investimento di un pedone.
Il nostro Comitato ha ripetutamente richiesto al Comune di Torino di ridipingere le strisce usurate e di sistemare sulla strada qualche rallentatore /segnalatore efficace della viabilità. In tal senso, ha suggerito che potrebbero essere utilizzate anche qui le risorse di “Torino Cambia-Spazi che uniscono” per la manutenzione del suolo pubblico, fornite dalla Fondazione CRT, di cui ha discusso la seduta del Consiglio comunale del 20 settembre dell’anno scorso.
COMITATO DORA SPINA TRE

Infrastrutture e Logistica renderanno centrale l’Italia nell’economia globale

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L’ex Sottosegretario ai trasporti e attuale Presidente di Saimare spa Mino Bartolomeo GIACHINO  ha concluso stamane la tavola rotonda dell’importante  Convegno internazionale  “Shipping, Forwarding&Logistica Meet Industry” che si tiene nell’aula magna di Assolombarda , la grande sede degli industriali milanesi , la capitale economica del nostro Paese.
Nei grandi capovolgimenti in corso nel mondo l’Italia ,che dipende al 40% dalla economia globale   manterrà la propria centralità grazie alle sue Infrastrutture portuali, ferroviarie , autostradali e aeroportuali. Senza l’attivo commerciale che nel 2025 ha superato i 50 miliardi,  il PIL italiano da anni avrebbe il segno negativo. Il commercio mondiale da cui dipende la economia Italia che deve importare materie prime e semilavorati da trasformare e esportare , si regge sulla efficienza del nostro sistema logistico , dai porti alle infrastrutture e sempre di più dalla intermodalita’. L’incrocio nella Pianura Padana di ben quattro Corridoi ferroviari europei (TAV, Terzo Valico, Brennero, Corridoio Adriatico, che mettono in rete e collegano oltre il 50% del PIL europeo rappresenterà per il nostro Paese una grande occasione di competitività, di attrazione investimenti e di sviluppo del lavoro e del PIL. Governare quella che GIACHINO ha definito  la più Grande Area logistica del Sud Europa sarà la sfida più importante per i Governi , per le Regioni, per i porti, interporti. Dalla approvazione del Piano Nazionale della Logistica approvato dalla maggior parte degli operatori del settore, dallo sblocco delle autostrade del Mare nel 2008, dalla approvazione del primo  FERROBONUS della storia nel 2009 si è perso tempo e il Paese non ha ancora una politica della logistica organica, al punto che il costo della  inefficienza logistica del Paese come hanno certificato i due studi Confindustria e Coldiretti è raddoppiato.
Conto molto sul lavoro del Vice Ministro Rixi a partire dalla Riforma dei porti, ha detto Mino GIACHINO. Nella Porti Italia spa sarebbe opportuno trovassero spazio le Regioni che rappresentano il retroporto naturale. A questo proposito sarebbe quanto mai opportuno che tutti i parlamentari piemontesi presentassero un emendamento coerente. Così come sarà importante il ruolo delle Regioni nella Conferenza Stato Regioni.
La costruzione della nuova Diga Foranea a Genova è sicuramente l’opera simbolo di un PNRR che altrimenti rischia di dare un contributo alla nostra economia inferiore alle ricadute del Piano Marshall.  La Nuova Diga dovrebbe portare un aumento dei traffici dei porti italiani che da anni è sempre allo stesso livello. La gestione della Grande Area Logistica , la diminuzione dei tempi di attesa nei porti e il miglioramento dei collegamenti ferroviari tra porto e Pianura Padana oltre all’aumento della efficienza nei controlli alla merce dovrebbe farci recuperare le centinaia di migliaia di containers italiani che da anni scelgono di arrivare i porti del Nord Europa. Tra l’aumento dei traffici dovuto alla Diga e il recupero dei traffici sin qui persi potrebbe arrivare un aumento della crescita del PIL almeno dello 0,5% se non di più.  Ecco perché i fondi per il FERROBONUS e il MAREBONUS dovrebbero entrare strutturalmenre del Bilancio dello Stato.
Ecco perche’ la politica delle infrastrutture e la logistica dovrebbero essere ancora più centrali nella azione diel Governo Meloni per il rilancio dell economia e del lavoro e per ridurre un Debito pubblico enorme di 3.000 miliardi che ci costa ogni anno 90 miliardi di interessi.

La ricerca in sanità: ASL TO4, professioni sanitarie protagoniste

Negli ultimi anni la multidisciplinarietà è diventata un pilastro imprescindibile per garantire una presa in carico efficace delle persone assistite e per condurre studi capaci di cogliere la complessità dei bisogni di salute della comunità. In Italia, la ricerca come parte integrante della competenza di tutte le professioni sanitarie fatica ancora a trovare pieno riconoscimento, mentre gli studi promossi da infermieri, ostetriche, fisioterapisti e tecnici sanitari, così come il loro coinvolgimento diretto nella progettazione e realizzazione di progetti di ricerca, rappresenta un elemento strategico per contribuire alla qualità delle cure.

In questo scenario, l’ASL TO4 ha scelto di investire con decisione nella valorizzazione della ricerca progettata e realizzata da tutte le professioni sanitarie. Lo ha fatto non solo nominando una figura infermieristica come Referente per il Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione Regionale (DAIRI-R) e come Referente Scientifico del Gruppo di Lavoro Studi Clinici, ma anche avviando progetti che coinvolgono direttamente gli infermieri impegnati nell’attività clinica quotidiana.

Il primo studio, “Progetto di studio sperimentale di Telenursing e Telemedicina – TELEHEART”, autorizzato nel 2023, rappresenta un esempio concreto di questa visione. Si tratta di uno studio pilota volto a valutare l’impatto della presa in carico in telemedicina sulla qualità di vita e sulle riacutizzazioni nei pazienti con scompenso cardiaco o malattie rare a interesse cardiologico; analizzando anche il carico assistenziale dei caregiver.

Il progetto, sviluppato in collaborazione tra cardiologi e infermieri, ha portato alla creazione di un servizio strutturato di presa in carico domiciliare medico-infermieristica in telemedicina. Protagonisti della progettazione dello studio sono stati Walter Grosso Marra, Direttore della Cardiologia di Ivrea, Clara Occhiena, Infermiera Dirigente delle Professioni Sanitarie, Roberta Sturaro, Infermiera del reparto di Cardiologia di Ivrea, e Patrizia Milazzotto, Infermiera Coordinatrice dei Distretti ASL TO4 e Continuità Assistenziale.

La messa a regime del nuovo servizio di presa in carico medico-infermieristica domiciliare in telemedicina è stato preceduto da una fase sperimentale – lo studio pilota – che ha visto il coinvolgimento di 15 utenti arruolati, su segnalazione della Cardiologia dell’Ospedale di Ivrea, della COT (Centrale Operativa Territoriale) di Ivrea e di Castellamonte (in base alla residenza della persona).

Il servizio, che continua a essere operativo, è destinato a persone adulte, con scompenso cardiaco o con malattia genetica rara a impatto cardiologico, affetti da altre malattie (per esempio diabete, insufficienza renale cronica, broncopneumopatia cronico-ostruttiva) e che possano garantire al proprio domicilio una rete internet per il trasferimento dei dati.

Entro 7-10 giorni dalla segnalazione da parte del Servizio di Cardiologia, la persona è presa in carico. Seguono poi le visite di follow up con un intervallo di massimo 10 giorni. Al secondo controllo è effettuata una televisita con il cardiologo di riferimento, così da impostare gli obiettivi assistenziali e il piano di interventi. Una volta raggiunti gli obiettivi e la stabilizzazione clinica, i controlli periodici sono pianificati in base alla necessità.

La presa in carico degli utenti è svolta grazie al lavoro di due Infermieri di Famiglia e di Comunità: Mariangela Bracco della COT di Castellamonte e Damiano Di Nunzio della COT di Ivrea. A oggi le persone prese in carico dal Servizio sono 25.

La seconda ricerca, autorizzata a fine 2024 e realizzata nel maggio del 2025, è lo studio DELIRA-S, promosso dal Gruppo di lavoro delle Professioni Sanitarie del DAIRI-R e con promotore l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria. Si tratta di uno studio volto a indagare la prevalenza del delirium nei pazienti ricoverati nelle degenze medico-chirurgiche delle Aziende Sanitarie Regionali piemontesi.

L’ASL TO4 ha aderito al progetto coinvolgendo i reparti di Medicina Generale dei Presidi ospedalieri di Ivrea, Chivasso e Cuorgnè e arruolando 14 persone ricoverate. Oltre allo sperimentatore principale (Erika Milanesio, Infermiere Referente DAIRI–R ASL TO4) lo studio è stato condotto da tre Coordinatori infermieristici (Barbara Poggione, Nicolò Roberi, Simona Corazzina) e da sei Infermieri (Alessandra Rapisarda, Gabriele Ragonese, Irene Berardo, Manuela Burlando, Nicoletta Ledonne, Rebecca Giachino) delle strutture coinvolte.

Ultima ricerca, in fase di autorizzazione, è lo studio “Nursing Pre-effect – Telenursing per la rilevazione e la presa in carico precoce degli effetti collaterali da farmaco inibitore delle chinasi ciclina-dipendenti nel carcinoma mammario”, che come obiettivo comparare l’efficacia del telenursing e dell’assistenza infermieristica standard per l’individuazione precoce e la gestione delle tossicità indotte da terapia orale.

La raccolta dati in ASL TO4 coinvolgerà i Day Hospital Oncologici degli Ospedali di Chivasso, Ciriè, Ivrea e Cuorgnè e si svolgerà nel primo semestre del 2026 grazie al lavoro degli Infermieri Monica Pedron, Donatella Tognini, Elena Lazzarin, Chiara Di Feo e dei Coordinatori infermieristici di queste strutture: Barbara Poggione, Denise Centrella e Luca Basso della Concordia, che ricoprirà il ruolo di sperimentatore principale.

Sebbene questi studi rappresentino solo i primi passi per l’interiorizzazione della ricerca nella pratica di tutte le professioni sanitarie all’interno dell’ASL TO4, restituiscono chiaramente l’approccio scelto da questa Azienda per la loro integrazione. La convinzione è quella che la diffusione della cultura delle evidenze passi necessariamente per un approccio multidisciplinare che punti alla costruzione di una “leadership di ricerca diffusa” tra i diversi professionisti direttamente coinvolti nella pratica clinica.

La finalità è che, sotto la supervisione di referenti scientifici con competenze avanzate nella metodologia della ricerca, infermieri, ostetriche e altri professionisti della salute possano essere coinvolti direttamente negli studi apprendendo sul campo (e non solo) le competenze utili alla costruzione di una rete aziendale di Referenti della ricerca.

CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE

La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.

A cura di Regione Piemonte

La polizia scopre serra di marijuana: un arresto

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino italiano di quarantasei anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

A seguito di attività info-investigativa, i poliziotti della Squadra Mobile hanno individuato, nella zona di Via San Donato, uno stabile nel quale veniva portata avanti una coltivazione illegale di marijuana.

Gli investigatori, giunti sul posto, hanno intercettato l’appartamento in questione e con una scusa sono riusciti a farsi aprire dall’uomo, che però alla vista degli operatori ha tentato di richiudere la porta, spingendola con forza.

Nonostante il tentativo dell’uomo, gli agenti sono riusciti a bloccare la porta e ad accedere all’interno dell’alloggio, trovando una serra indoor di marijuana con sistema di areazione collegata ad una finestra.

Sottoposti a controllo personale e domiciliare gli operatori rinvenivano e sequestravano 753 grammi di marijuana nascosti nel contenitore del letto e nella cassaforte, un barattolo contenente liquido con principio attivo THC dal peso lordo di 564 grammi, oltre a 1600 € in banconote di piccolo taglio.

 

L’arresto è stato convalidato ed è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria.