CRONACA

Due sciatori morti: investiti da una valanga in Valle d’Aosta

Tragedia sulle montagne della Valle D’Aosta dove una valanga si è staccata questa mattina. Sono stati travolti tre sciatori fuoripista nel canale dei Vesses, sopra Courmayeur. Sono due i morti mentre il terzo è grave. I tre scialpinisti  sono di nazionalità francese. Sul posto il Soccorso alpino valdostano e il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Entreves

Rotary Club Torino Lagrange dona giochi ai bambini del Regina Margherita

Un sorriso che diventa dono e vicinanza concreta

Il 13 febbraio 2026, il Rotary Club Torino Lagrange ha consegnato i doni raccolti nell’ambito dell’iniziativa “Un sorriso per i bimbi del Regina Margherita” ai piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Regina Margherita di Torino. L’evento ha portato momenti di gioia ai bambini e ragazzi ricoverati nei reparti di oncologia e cardiochirurgia pediatrica.

Promossa da anni come appuntamento fisso del Club, l’iniziativa nasce dal desiderio di portare leggerezza e normalità nelle giornate dei piccoli pazienti, spesso segnate da cure impegnative e lunghe attese. I doni – pensati per diverse fasce d’età – rappresentano più di semplici giocattoli: sono un messaggio di attenzione, speranza e vicinanza rivolto ai bambini e alle loro famiglie.

Ogni sorriso che siamo riusciti a vedere oggi ripaga pienamente l’impegno di questo service”, commenta Jonathan Bessone, Presidente del Rotary Club Torino Lagrange. “Il nostro obiettivo è essere presenti, come comunità, accanto a chi affronta momenti difficili, soprattutto quando si tratta di bambini”.

Il progetto “Un sorriso per i bimbi del Regina Margherita” si inserisce nella missione del Rotary di servire la comunità, rafforzando il legame con una delle eccellenze sanitarie pediatriche più importanti a livello regionale e nazionale. La collaborazione con l’Ospedale conferma l’attenzione costante del Club verso il mondo dell’infanzia e della salute.

Grazie alla generosità di soci, amici volontari e donatori, l’iniziativa trasforma un semplice dono in un gesto di allegria e condivisione, lasciando un segno nel cuore di chi lo riceve.

 

Per informazioni: segreteria@rotarytorinolagrange.it

www.rotarytorinolagrange.it

Regina Elena Odv, Clavesana rinnova storico legame con Cervo

Domenica 8 febbraio il Comune di Cervo (IM) ha celebrato il suo storico legame con quello di Clavesana (CN) attraverso l’omonima famiglia marchionale, la quale possedette un vastissimo feudo, che in Piemonte oltre alla capitale Clavesana comprendeva anche Dogliani, Farigliano, La Morra, Mombarcaro e Saliceto e in Liguria la Marca di Albenga, che si estendeva da Finale Ligure fino a Bussana e dalle sorgenti dell’Arroscia fino al mare.
I Clavesana attorno al XIII secolo fecero edificare il maniero che domina Cervo, uno dei “borghi più belli d’Italia”, definito la “perla del Ponente ligure”.
L’occasione è stata l’evento “Viaggio nella storia medievale di Cervo”, organizzato dal Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv nell’ambito della rassegna itinerante “Medioevo nei feudi dei Del Carretto” e patrocinato dal Comune di Cervo, dal Consiglio Regionale della Liguria e dalla Provincia di Imperia.
La delegazione del Comune di Clavesana è stata rappresentata dal Sindaco Bruno Terreno e dal gruppo storico “Marchesi di Clavesana”, i cui rievocatori hanno impersonato 
il Marchese di Savona Bonifacio del Vasto con la nipote Adelaide, Gran Contessa di Sicilia; suo figlio Anselmo, capostipite dei Marchesi di Ceva; il Marchese del Monferrato Guglielmo VI con la consorte Berta di Clavesana; Oddone I di Clavesana con la consorte Mabilia ed Emanuele di Clavesana, cofondatore di Zuccarello, con la consorte.
Presenti anche altri tre primi cittadini del cuneese: Flavio Borgna di Cerretto Langhe, accompagnato da una delegazione del Consiglio Comunale; Marco Pallaro di Novello e Giovanni Genta di Saliceto, tutti con la fascia tricolore.
La giornata è iniziata con la visita al castello fatto edificare dai Marchesi di Clavesana inglobando nella costruzione un’antecedente torre in stile romanico. Oggi il maniero ospita il Museo Etnografico del Ponente Ligure e l’Ufficio del Turismo. Qui lo storico cervese Luigi Diego Eléna, Sindaco di Fuipiano Valle Imagna (BG) ha magistralmente raccontato la storia dell’edificio e del Comune di Cervo.
Alle ore 11 Don Maurizio Massabò, Parroco emerito di Cervo, ha celebrato la S. Messa nella magnifica Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, uno dei principali monumenti in stile barocco della Riviera di ponente, edificato tra il XVII e il XVIII secolo anche grazie ai proventi della pesca del corallo.
Successivamente i presenti e i gruppi storici si sono trasferiti nell’Ex Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al XIII Secolo, dove si è tenuta una solenne cerimonia, aperta dai saluti del Sindaco Natalina Cha, la quale, dopo aver ringraziato lo scrivente e l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv per le bellissime cerimonie storiche che vengono organizzate in Piemonte e Liguria e che permettono ai sindaci dei diversi Comuni di incontrarsi e di fare strategia, ha ricordato lo storico legame con Clavesana, rinnovato nel 1994 in una triste circostanza: la tremenda alluvione del Tanaro. In quella drammatica occasione Cervo inviò una sua squadra della Protezione Civile e della Croce d’Oro per venire in soccorso alla popolazione clavesanese. Come affermato dal Sindaco Bruno Terreno, i suoi concittadini saranno per sempre riconoscenti ai loro lontani “cugini”.
I due Comuni, un tempo uniti dall’appartenenza ad un unico marchesato, in futuro lo saranno da progetti culturali congiunti, volti a celebrare la loro storia e le loro eccellenze.
Lo scrivente, nella sua qualità di Vice Segretario Amministrativo Nazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha quindi presentato il nuovo Fiduciario della Provincia di Savona del Sodalizio: Silvia Molino, Assessore alla Cultura di Castelvecchio di Rocca Barbena (SV).
Successivamente ha fatto scoprire al numeroso pubblico il legame tra Cervo, i Marchesi di Clavesana e i Del Carretto. Questo feudo appartenne ai infatti ai primi, per poi venire conquistato nel 1336 da Enrico Del Carretto, il quale dieci anni prima aveva sposato la sua lontana cugina Caterina di Clavesana.
L’anno seguente, mentre Enrico e Caterina si trasferirono a Mombaldone, dove diedero vita ad una linea marchionale autonoma, tutt’oggi esistente, Cervo insieme a diversi altri feudi tra i quali Zuccarello e Stellanello, passarono a Giorgio, Marchese di Finale Ligure e fratello di Enrico.
Ilaria, figlia di Giorgio, sposò Ranieri II Grimaldi, Signore di Monaco dal giugno 1352 all’agosto 1357 insieme al padre Carlo I, al fratello Gabriele e al prozio Antonio.
Cervo nel 1384 entrò a far parte della Repubblica di Genova e divenne Sabaudo con il Congresso di Vienna.
Il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha quindi conferito uno speciale attestato di benemerenza al Comune di Cervo, allo storico Luigi Diego Eléna e all’Associazione “Cumpagnia du Servu
 Odv”.

ANDREA CARNINO

Primo caso di suicidio medicalmente assistito in Piemonte

Si è verificato il primo caso di suicidio medicalmente assistito in Piemonte. Protagonista della vicenda è un uomo di 40 anni, residente nell’area torinese e affetto da una patologia grave e irreversibile.

L’uomo ha scelto di porre fine alla propria vita all’interno della sua abitazione, dopo aver completato il percorso previsto dalle procedure sanitarie. Secondo quanto comunicato dall’Asl To4, il decesso è avvenuto alla presenza di personale sanitario selezionato direttamente dal paziente e con il supporto tecnico e organizzativo fornito dall’azienda sanitaria.

Il caso rappresenta il primo episodio di suicidio medicalmente assistito registrato nella regione e si inserisce nel quadro delle procedure regolamentate per i pazienti che, in presenza di specifiche condizioni cliniche e requisiti stabiliti, scelgono di accedere a questo percorso sanitario.

Next Land, prima tappa della Winter Camp

 Decine di studenti e studentesse delle classi seconde hanno vissuto una settimana immersiva tra università, centri di ricerca e realtà industriali del territorio, trasformando le STEM da materie di studio a strumenti concreti di scoperta. Non lezioni frontali, ma esperienze dirette: laboratori, incontri con professionisti, progettazione e prototipi presentati pubblicamente a famiglie e comunità.

L’entusiasmo tangibile, la partecipazione attiva e curiosa che ha coinvolto docenti, ragazzi e genitori confermano quanto l’orientamento precoce possa fare la differenza quando diventa esperienza reale – ha commentato Caterina Corapi, Direttrice di Next Level ETS – La parola chiave di questo percorso è trasformazione: degli spazi, dei metodi e soprattutto dello sguardo con cui ragazze e ragazzi iniziano a immaginare il proprio futuro. Una scuola che non si limita a trasmettere contenuti, ma apre possibilità”.

Anche Claudia Porchiettosottosegretaria alla Presidenza della Regione Piemonte, ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa: «Iniziative come Next Land, ideata da Next Level e sostenuta da Stellantis, dimostrano che il futuro non appartiene a chi parte avvantaggiato. Appartiene a chi sceglie di studiare, di mettersi in gioco e di non avere paura delle materie più complesse. Perché la scienza non divide, libera. E quando il talento incontra le opportunità, può arrivare ovunque».

Questa scuola è un crocevia di storie, di sogni, di famiglie. È un luogo dove ogni giorno si costruisce futuro  ha sottolineato l’Assessore alle politiche educative e giovanili della Città di Torino Carlotta Salerno  Con Next Land in questa settimana abbiamo fatto qualcosa di molto concreto: abbiamo acceso curiosità. Abbiamo avvicinato ragazze e ragazzi non solo alle materie scientifiche, ma alla cultura, alla conoscenza, alla possibilità di immaginarsi in un domani diverso. Perché il punto non è soltanto formare scienziate e scienziati. Il punto è dare strumenti. È dire a tutte e a tutti: avete il diritto di provare, di scoprire, di sbagliare, di trovare la vostra strada. Se anche una sola scintilla si trasformerà in passione, allora questa esperienza avrà fatto la differenza. Per Torino, per il nostro territorio, ma soprattutto per il mondo che questi ragazzi costruiranno.»

Sul tema del divario di genere nelle materie scientifiche, Lorenza Patriarca, presidente della Commissione Scuola del Comune di Torino, ha sottolineato: «I dati mostrano che già nei primi anni della scuola primaria emerge una differenza in matematica e geometria tra bambine e bambini. È un segnale culturale su cui dobbiamo intervenire. Quando le ragazze scelgono percorsi scientifici, all’università sono spesso tra le più brillanti. Il tema dell’orientamento è una responsabilità della città e della città metropolitana».

La risposta delle scuole Cena e Gabelli segna un inizio forte per la Winter Camp 2026, che tra febbraio e marzo toccherà 26 scuole in 6 regioni  Piemonte, Lazio, Campania, Molise, Abruzzo, Basilicata – portando il modello Next Land a oltre 3.000 studenti e studentesse in tutta Italia.

La Winter Camp del Piemonte coinvolge 800 ragazzi e ragazze di 7 scuole medie di Barriera di Milano, Bertolla, Regio Parco, Aurora e Falchera negli istituti comprensivi GabelliCenaMorriconeBobbio-NovaroIlaria AlpiMorelli e Da Vinci-Frank

A Torino ragazze e ragazzi sono coinvolti in percorsi STEM intensivi che uniscono laboratori pratici, uscite didattiche e collaborazioni con università, istituti tecnici e partner industriali del territorio. Gli studenti lavorano su fisicachimicabiologia e tecnologia attraverso esperimentiroboticastudio dei materiali e attività di tinkering, con realizzazione di prototipi e manufatti anche con materiali di recupero.

Nel dettaglio, l’attività svolta presso l’IC Gabelli – orientata alla sperimentazione pratica, al tinkering e al design tecnologico – ha portato alla realizzazione di un “robot scribacchino”, un piccolo automa costruito con materiali di recupero, utilizzato per introdurre concetti di meccanica, movimento e precisione. Il percorso STEM dell’IC Cena invece – centrato su chimica, biologia e fisica con un focus sul tema dell’alimentazione, del corpo umano e della trasformazione della materia – ha indirizzato le classi alla costruzione di un modello funzionante dell’apparato digerente, con materiali di riciclo.

Le scuole collaborano con Politecnico e Università di Torino, musei scientifici e aziende come Stellantis, lavorando su innovazionescienze della vitaelettrotecnica e sostenibilità. Ampio spazio è dedicato anche alle competenze digitali e comunicative, con produzione di poster, podcast e contenuti multimediali. Il percorso si conclude con Science Show pubblici, in cui gli studenti presentano progetti ed esperimenti a famiglie e istituzioni.

La montagna raccontata dall’Unione Buddhista Italiana

Torino 21 febbraio – Milano 28 febbraio e 14 marzo 2026.

Iniziativa inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026

Tre incontri gratuiti resi possibili grazie ai fondi 8xmille dell’Unione Buddhista Italiana.

Tra i protagonisti il meteorologo Luca Mercalli.

 

Riflettere sulla montagna con uno sguardo ampio e consapevole che vada oltre la narrativa comune e gli stereotipi. È questo l’obiettivo del ciclo di tre incontri gratuiti promossi dall’area Cultura dell’Unione Buddhista Italiana il 21 febbraio a Torino e il 28 febbraio e 14 marzo a Milano per offrire una riflessione sulla montagna, analizzata e raccontata secondo vari punti di vista: spirituale, femminile e della cura. L’iniziativa è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

Il ciclo di incontri è reso possibile grazie ai fondi 8xmille dell’Unione Buddhista Italiana.

 

Si parte sabato 21 febbraio al Museo Nazionale della Montagna di Torino (Piazzale Monte dei Cappuccini, 7 – h.11) con “Diventa montagna. Sacralità e simbologie di un ecosistema“: l’incontro, il cui titolo si ispira al verso del mistico tibetano Shabkar, yogi e poeta del XIX secolo, intende riflettere sulla montagna nella sua potente valenza spirituale, in quanto simbolo di elevazione e ricerca interiore, metafora di uno stato meditativo imperturbabile, ma anche contesto ambientale per lo sviluppo di importanti tradizioni buddhiste. È l’occasione per affrontare tra gli altri il tema delle conseguenze del turismo di massa, proponendo sguardi consapevoli e modelli virtuosi, esaminando la montagna attraverso una più ampia prospettiva culturale, antropologica e artistica. A parlarne Enrico Camanni, scrittore e alpinista; Marco Albino Ferrari, scrittore esperto di cultura di montagna; Andrea Staid, antropologo; Chiara Bellini e Stefano Beggiora, docenti dell’Università Ca’ Foscari; Andrea Cassi e Michele Versaci, dello studio di architettura EX e il fotografo Mattia Micheli.

 

L’appuntamento è preceduto da un reading letterario, venerdì 20 febbraio, presso la storica Libreria della Montagna di Torino (via Paolo Sacchi, h.19) per una serata ricca di suggestioni, in cui due attori si alterneranno nella lettura di passi scelti dall’antologia Meditare tra le montagne del Tibet. Canti sull’impermanenza, a cura di Kurtis S. Schaffer, edita da Ubiliber, casa editrice dell’Unione Buddhista Italiana.

 

Sabato 28 febbraio alla Casa della Cultura di Milano (via Borgogna, 3 – h.14.30) si tiene “L’altra montagna. Sguardi di donne sulle alte terre” dedicato al tema della montagna al femminile, intesa nella sua più estesa accezione di rigenerazione e comunità, accompagnata dal racconto di donne illustri. Fra le voci chiamate a riflettere sul tema Tona Sironi, tibetologa e pioniera dell’alpinismo femminile; Marion Chaygneaud-Dupy, attivista ed ex monaca buddhista, alla quale va il merito di aver dato vita all’operazione ecologica Clean Everest; Rossella Marangoni, studiosa di Giappone e l’Archivio di Etnografia e Storia Sociale di Regione Lombardia, per il progetto Alps Textyles; Claudia Losi, artista che ha coinvolto le comunità di due borghi alpini, all’insegna di pratiche artistiche collaborative e tradizioni locali.

 

Il ciclo si conclude sabato 14 marzo al Teatro Elfo Puccini di Milano (corso Buenos Aires, 33 – h.14.30) con “Cura la montagna. Un approccio interdipendente fra uomo e natura” che vede protagonisti Luca Mercalli, meteorologo e divulgatore scientifico; l’etno-biologo Alessandro Boesi; il biologo Marco Granata; la psichiatra Roberta Sabbion, presidente della Società Italiana di Montagnaterapia; l’associazione Arrampi_Care, che coinvolge bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico in attività di arrampicata e Kidsmeetalps, progetto avviato da una giovane designer, con l’intento di preservare e rivitalizzare i borghi montani, avvicinando le giovani generazioni alla scoperta dei loro tesori.

Questo appuntamento è dedicato alla montagna e alla cura, intesa nella sua duplice valenza di beneficio che l’uomo può ricevere da questo habitat, ma anche di rispetto e tutela da parte dell’uomo nei suoi riguardi, in una visione circolare, interdipendente e virtuosa. Le diverse voci affrontano il tema da diverse angolature: cura della biodiversità ed emergenza climatica; dell’uomo, come nella pratica della medicina tradizionale tibetana; del paesaggio montano e del patrimonio intangibile e, infine, della salute mentale, tramite la Montagnaterapia.

 

L’ingresso a tutti gli incontri è libero fino a esaurimento posti.

Info https://gategate.it/il-programma-ubi-per-le-olimpiadi-invernali-2026/

Ghiacciao dell’Aletsch @Enrico Camanni

“Innamorati di Torino”: lavoratori e sindacati in piazza per il futuro dell’auto

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Nel giorno di San Valentino Torino è  teatro della manifestazione “Innamorati di Torino”, un’iniziativa che ha portato in centro città lavoratori, rappresentanti sindacali, amministratori locali e cittadini per richiamare l’attenzione sul destino del settore automotive e, più in generale, sul futuro economico e produttivo del capoluogo piemontese. Il corteo ha attraversato le vie del centro di Torino, trasformando la giornata simbolicamente dedicata all’amore in un momento di mobilitazione collettiva per difendere il tessuto industriale e occupazionale del territorio.

La manifestazione ha riunito le principali organizzazioni sindacali del comparto metalmeccanico insieme a delegazioni di lavoratori provenienti non solo dalla città ma anche da numerose realtà produttive della provincia e della regione. Tra i temi più discussi è emersa la necessità di definire strategie industriali solide e di lungo periodo in grado di accompagnare la trasformazione del settore automobilistico, oggi alle prese con cambiamenti profondi legati all’innovazione tecnologica, alla transizione energetica e alla competizione internazionale. Secondo i promotori, il rischio è che la riconversione industriale avvenga senza adeguate garanzie occupazionali e senza un piano complessivo capace di tutelare competenze e professionalità costruite in decenni di storia industriale.

Dai sindacati un appello ai cittadini, alle associazioni, agli studenti, agli artisti, agli intellettuali:  “il rilancio del territorio riguarda tutti. Chiediamo a Stellantis investimenti a Torino, è troppo semplice scappare via come sta facendo Elkann”, così il segretario generale della Fiom torinese, Edi Lazzi.  “A Stellantis  chiediamo responsabilità sociale verso il territorio nel dare commesse alle aziende dell’indotto torinese e chiediamo alle istituzioni azioni di sistema”, dice Ficco. “Domani c’è un’altra puntata di un ciclo di iniziativa sindacale che abbiamo aperto due anni fanello stesso giorno. Un percorso che ha coinvolto le associazioni datoriali, le istituzioni, la società civile”, commenta Rocco Cutrì, della Fim torinese.  “ Il percorso iniziato due anni fa, unitariamente, proseguirà con coerenza e determinazione. È un cammino che ha già prodotto un primo risultato concreto con l’avvio della 500 ibrida, ma non può e non deve fermarsi” aggiunge Lillo Taormina della segreteria Fismic Confsal di Torino.

Al centro del dibattito si è collocata la situazione dello storico Stabilimento Fiat Mirafiori, simbolo della produzione automobilistica nazionale e nodo cruciale per migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto. Il sito produttivo, legato alle attività del gruppo Stellantis, sta attraversando una fase di ridefinizione industriale che ha alimentato preoccupazioni tra i dipendenti e tra le aziende che gravitano attorno alla filiera. I partecipanti alla mobilitazione hanno sottolineato come il futuro dello stabilimento rappresenti una questione centrale non solo per l’occupazione locale ma anche per l’identità produttiva della città, storicamente legata all’industria dell’automobile.

Nel corso della giornata sono stati ribaditi appelli rivolti alle istituzioni affinché venga rafforzato il confronto tra enti locali, governo, imprese e rappresentanze dei lavoratori. Tra le richieste principali figurano maggiori investimenti, nuovi progetti produttivi e strumenti di sostegno alla riqualificazione professionale, ritenuti indispensabili per affrontare le sfide poste dall’evoluzione del settore. L’attenzione si è concentrata anche sulle difficoltà che stanno colpendo numerose aziende dell’indotto, considerate parte essenziale dell’ecosistema industriale torinese e particolarmente esposte ai cambiamenti della produzione automobilistica.

La manifestazione ha assunto anche un valore simbolico e culturale, richiamando il legame storico tra la città e il lavoro industriale. Lo slogan scelto dagli organizzatori ha voluto sottolineare la volontà di difendere un patrimonio economico e sociale che per decenni ha rappresentato uno dei motori dello sviluppo locale. La partecipazione diffusa ha mostrato come il tema del rilancio produttivo venga percepito come una questione collettiva che coinvolge non solo i lavoratori del settore ma l’intera comunità cittadina.

L’iniziativa si inserisce in un percorso di confronto già avviato nei mesi precedenti e destinato a proseguire con nuovi tavoli di discussione e proposte progettuali. Sindacati e rappresentanti istituzionali hanno evidenziato la necessità di costruire una visione condivisa capace di coniugare innovazione, sostenibilità e tutela del lavoro, con l’obiettivo di garantire a Torino un ruolo centrale anche nel futuro dell’industria automobilistica europea.

Trapianto cuore-fegato mai eseguito prima salva giovane paziente a Torino

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Per la prima volta al mondo, un giovane paziente affetto da una rarissima condizione congenita è stato salvato grazie a un trapianto combinato cuore-fegato eseguito presso l’Ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

L’intervento ha riguardato un uomo di 32 anni nato con situs viscerum inversus, una rara anomalia anatomica che comporta la disposizione “a specchio” degli organi interni rispetto alla loro normale posizione. Il paziente, originario della Campania, conviveva fin dalla nascita con una grave cardiopatia congenita che lo aveva costretto a sottoporsi a tre interventi a cuore aperto tra infanzia e adolescenza.

Nonostante gli interventi gli avessero consentito di raggiungere l’età adulta, nel tempo le complicanze cardiache avevano determinato un progressivo deterioramento epatico, evoluto in cirrosi. Nell’ultimo anno, il quadro clinico si era aggravato ulteriormente con l’insorgenza di un carcinoma epatico. Le terapie locali avevano inizialmente contenuto la malattia, ma la comparsa di un nuovo nodulo ha reso necessario un trapianto combinato di cuore e fegato, unica possibilità terapeutica.

La presenza del situs viscerum inversus rappresentava però una sfida straordinaria: l’anatomia completamente invertita del paziente rendeva estremamente complesso l’impianto di organi provenienti da un donatore con struttura anatomica normale.

Il paziente è stato quindi affidato a un’équipe multidisciplinare torinese che ha coinvolto specialisti dell’Ospedale Infantile Regina Margherita e delle Molinette. I professionisti hanno elaborato una strategia innovativa, decidendo di inserire il paziente in lista per un trapianto cuore-fegato in blocco, procedura mai realizzata prima in un caso con queste caratteristiche.

La svolta è arrivata quando il Coordinamento Donazione e Prelievi del Piemonte ha segnalato la disponibilità di un donatore compatibile al Centro Regionale Trapianti e al Centro Nazionale Trapianti. Si è così attivata una complessa macchina organizzativa che ha coinvolto numerosi operatori sanitari.

Durante l’intervento, mentre il paziente veniva preparato in sala operatoria, un’équipe multispecialistica si è recata nell’ospedale del donatore per il prelievo del blocco cuore-fegato, mantenendo un costante coordinamento con il team trapianti. Una volta giunti a Torino, gli organi sono stati impiantati mantenendo il cuore in continuità con il fegato e posizionando quest’ultimo nella sede fisiologica.

L’operazione è durata complessivamente 17 ore, di cui oltre 12 dedicate alla chirurgia. La complessa anatomia del paziente ha imposto soluzioni tecniche innovative, tra cui la ricostruzione di nuove connessioni vascolari utilizzando segmenti provenienti dal donatore. Al termine dell’intervento, il blocco cuore-fegato ha ripreso regolarmente la propria funzionalità.

Il decorso post-operatorio, seppur complesso come previsto per un intervento di tale portata, è stato gestito con successo dall’équipe di Cardio-Rianimazione e da specialisti di diverse discipline. Attualmente il paziente è ricoverato nell’area semintensiva chirurgica del Centro Trapianto Fegato e sta proseguendo positivamente il percorso riabilitativo.

Secondo la direzione generale della Città della Salute, questo intervento rappresenta un risultato di eccellenza a livello europeo e mondiale e costituisce un modello destinato a essere sviluppato anche nel futuro Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione.

Anche l’Regione Piemonte ha sottolineato come questo trapianto, di straordinaria complessità tecnico-organizzativa, apra nuove prospettive nel campo dei trapianti combinati e confermi il ruolo di eccellenza del sistema sanitario piemontese.

Furto da quasi 30mila euro all’antiquario: un arrestato

La Polizia di Stato ha eseguito a Torino un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa del Tribunale di Torino, nei confronti di un cinquantottenne italiano gravemente indiziato di una rapina commessa la scorsa estate all’interno di un negozio di antiquariato del centro cittadino.

L’uomo, fingendosi interessato all’acquisto di alcuni gioielli, era entrato all’interno dell’attività commerciale e aveva intimato alla titolare la consegna di preziosi, minacciandola con un coltello. Ne nasceva una colluttazione al culmine della quale il 58enne, dopo aver afferrato la donna per le braccia e averla trascinata sul retro del negozio, le legava i polsi e le caviglie con nastro adesivo, coprendole anche la bocca.

Nella circostanza, l’uomo riusciva a impossessarsi di un cofanetto contenente monili e oggetti di gioielleria per un valore complessivo stimato in circa 20.000 euro, nonché di 8.000 euro in contanti, dandosi poi alla fuga.

L’attività investigativa, svolta da personale della Squadra Mobile torinese attraverso l’analisi dei tabulati e l’individuazione fotografica, permetteva di acquisire elementi utili all’identificazione dell’autore del fatto, che nel Settembre del 2025 rendeva dichiarazioni confessorie in ordine alla rapina in argomento presso gli Uffici della Polizia Ferroviaria della stazione di Mestre (VE).

Le indagini determinavano l’A.G. a emettere nei confronti dell’uomo, stanti i gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico, il provvedimento, che gli è stato notificato nei giorni scorsi presso la locale casa circondariale “Lorusso e Cutugno”, ove l’uomo risulta detenuto dal Novembre 2025, poiché arrestato in flagranza per il reato di lesioni commesso in danno di personale sanitario del locale ospedale “San Giovanni Bosco”.

A Torino “Un Succo per la Vita” con UGI

Un succo di melograno per sostenere la ricerca sulle predisposizioni genetiche al cancro e costruire percorsi di cura sempre più mirati e sicuri per i più  piccoli. In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, che si celebra il 15 febbraio prossimo, UGI, Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini, aderisce all’iniziativa nazionale di FIAGOP , “Un Succo per la Vita”.  UGI sarà  presente con un banchetto il 15 febbraio 2026 dalle 11 alle 16 in via Lagrange 45 a Torino, di fronte a Kasanova, e il 16 febbraio dalle 9 alle 14 in piazza Polonia a Torino, di fronte all’Ospedale Regina Margherita.

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 2500 tumori pediatrici. Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato come una parte significativa delle neoplasie che colpiscono bambini, adolescenti e giovani adulti sia legata a condizioni genetiche ereditarie che aumentano il rischio di sviluppare un tumore.  Riconoscere precocemente queste predisposizioni significa migliorare diagnosi, prevenzione e percorsi di cura,  rendendoli più sicuri per i piccoli pazienti e le loro famiglie.

A fronte di un’offerta minima, sarà possibile ritirare un succo di melograno presso i banchetti allestiti da UGI, contribuendo a sostenere il progetto di standardizzazione della valutazione delle condizioni predisponenti il cancro, e quindi una medicina più mirata e preventiva.
Il melograno, ricco di antiossidanti naturali e simbolo di forza e rinascita, diventa così il cuore di un gesto solidale che fa bene a chi lo compie e a chi lo riceve. I succhi sono prodotti dalla Tenuta il Melograno, realtà ispirata alle eccellenze del Sud Italia, specializzata nella coltivazione biologica.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, celebrata in tutto il mondo il 15 febbraio 2026, promossa da Childhood Cancer International ( CCI) e sostenuta dall’OMS. In Italia CCI vede tra i membri fondatori FIAGOP, di cui UGI fa parte. UGI da oltre quaranta anni fornisce un supporto concreto durante le cure ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie, nel momento più difficile della malattia e anche nel ritorno alla normalità.

Mara Martellotta