CRONACA

Fiamme sulla lapide partigiana di Largo Montebello

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Nelle scorse ore, in concomitanza con il 25 aprile, è stato appiccato il fuoco sulla lapide che ricorda il sacrificio dei partigiani in Largo Montebello a Torino. Nel corso degli anni l’atto vandalico è stato ripetuto più volte. Reazioni di condanna da parte della politica torinese, ad incominciare da Sinistra ecologista: “Un gesto contro la memoria della Liberazione”. E sul web c’è chi chiede la mobilitazione dell’Anpi.

Salute e sanità nelle aree montane

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 UNCEM: BASTA TAGLI MASCHERATI DA RIORGANIZZAZIONE
Uncem Piemonte interviene con fermezza nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del Sindaco di Venasca, Silvano Dovetta, in merito alla possibile soppressione o trasferimento della Guardia Medica da Venasca alla nuova Casa di Comunità di Verzuolo, appena inaugurata. Se confermata, questa scelta sarebbe grave, miope e inaccettabile. “Da mesi Uncem lo denuncia con chiarezza: il rischio è che le Case di Comunità, nate per rafforzare la sanità territoriale, diventino nei fatti strumenti di accentramento dei servizi, con un effetto diretto e devastante sulle aree montane”, evidenziano Stefania Dalmasso, Sindaca di Piasco, e Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte.
Quello che sta emergendo in Valle Varaita è emblematico: si investe su nuove strutture, ma contemporaneamente si svuotano i presìdi esistenti.
“Non è riorganizzazione. È un arretramento dei diritti – fanno notare Dalmasso e Colombero – Togliere la guardia medica da un Comune montano significa aumentare le distanze reali per cittadini spesso anziani, ridurre la sicurezza sanitaria, accelerare un processo già in atto di impoverimento dei servizi, contribuire concretamente allo spopolamento” .
Uncem Piemonte respinge con forza una logica che considera la montagna come un territorio su cui “razionalizzare” tagliando. “Non si può continuare a chiedere ai territori montani di resistere mentre si sottraggono servizi essenziali – evidenzia la Sindaca di Piasco – Non è accettabile che, mentre si parla di riequilibrio territoriale e di attenzione alle aree interne, nei fatti si continui a concentrare tutto a valle”.
La questione non è tecnica. “È politica – aggiunge Colombero – Ed è una scelta politica decidere se  garantire pari diritti di accesso alla sanità, oppure costruire un sistema che penalizza chi vive nelle aree più fragili”. Uncem chiede alla Regione Piemonte di chiarire se questa ipotesi corrisponde a una decisione già assunta, di fermare qualsiasi scelta che comporti la perdita di servizi nei Comuni montani; di aprire un confronto vero con i territori, prima di assumere decisioni che incidono sulla vita delle persone. “Se le Case di Comunità diventano il pretesto per chiudere o spostare servizi, allora siamo di fronte ad un uso distorto delle risorse pubbliche e degli obiettivi del PNRR – precisa Dalmasso – La montagna chiede rispetto, servizi e condizioni minime per poter continuare a vivere. Su questo Uncem Piemonte non farà passi indietro”.

Giovane accoltellato alla gola in corso Giulio Cesare

Un giovane di 29 anni è stato accoltellato nella notte, sembrerebbe nel corso di una lite, in corso Giulio Cesare a Torino. Sul posto i soccorsi del 118 che lo hanno trasportato al San Giovanni Bosco in condizioni gravi. Le forze dell’ordine stanno tentando di risalire all’aggressore fuggito e alla dinamica dell’accaduto.

“Troppi venditori abusivi” Il “suk” non si ferma

Un sabato pieno di ambulanti non autorizzati. La denuncia è della deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e dei consiglieri della Circoscrizione 7 Alessi e Giovannini

“Porta Palazzo, Borgo Dora (Ponte Mosca, Lungo Dora Agrigento, Ponte Carpanini), Via Carcano e dintorni (Via Ravina, Via Varano), letteralmente invasi, e tutto nell’indifferenza di chi amministra la Città. Per la sinistra gli abusivi non sono una priorità, si riempiono solo di parole tipo povertà e fragilità ma in realtà coprono solo l’illegalità”, osservano gli esponenti di Fdi.
“Nonostante la chiusura ufficiale oggi del mercato del libero scambio (Suk) la situazione nelle aree limitrofe a via Carcano è fuori controllo. Un “fiume” di venditori abusivi ha invaso via Carcano, via Ravina e via Varano, confermando l’inefficacia delle attuali misure di contenimento. Comune assente e cittadini sbeffeggiati”, proseguono.
“Stamattina abbiamo fatto un sopralluogo, dopo che alcuni cittadini ci avevano chiamati, in Via Carcano e dintorni, una situazione oltre la vergogna
L’attuale gestione del mercato di libero scambio ricalca l’ambiguità già vista per il caso Askatasuna: una chiara volontà politica di non gestire l’illegalità”, aggiungono gli esponenti di Fratelli d’Italia.
La Regione ha proposto accordi con regole più stringenti per garantire che il mercato sia realmente un’opportunità per le fasce deboli e non un ricettacolo di merce di dubbia provenienza (visti i sequestri nell’interno dell’area nelle giornate regolari).
La Convenzione tra la Regione Piemonte e Comune di Torino è stata firmata anche dalla Citta’, ma è la stessa Città che non la applica”.
Montaruli, vice Capogruppo FdI alla Camera conclude: “Segnaleremo e documenteremo la situazione attuale anche al Prefetto perché a nostro giudizio palesemente fuori anche dalla convenzione ma anche dalle regole basilari di ogni territorio”.

Tentano di derubare anziana con la tecnica della gomma bucata

La Polizia di Stato ha arrestato, a Torino, un cittadino di nazionalità marocchina di 54 anni per tentata rapina impropria in concorso.
Nei giorni scorsi, un agente della Squadra Mobile, libero dal servizio, ha notato, transitando in auto su Corso Duca degli Abruzzi due individui sospetti: uno a bordo di un monopattino elettrico e l’altro su una bicicletta pieghevole che, seminascosti fra le auto in sosta, osservavano con attenzione i passanti, soprattutto le persone più anziane. L’operatore si fermava e monitorava a distanza i loro movimenti, allertando contemporaneamente i colleghi del nucleo “Falchi” della questura torinese, impegnati in attività di contrasto ai reati predatori in danno di anziani.
Il poliziotto aveva modo di notare i due soggetti mettere in atto la cosiddetta tecnica di raggiro della “gomma bucata” ai danni di una signora di 87 anni che stava per salire sulla propria auto.  Non appena chiusa la portiera, l’uomo in bicicletta si è posizionato sul retro del veicolo iniziando a indicare animatamente all’indirizzo delle ruote. Lo stratagemma induceva la vittima a scendere dal mezzo per controllare il presunto guasto. In quel frangente, il complice a bordo del monopattino si è avvicinato furtivamente alla portiera anteriore, aprendola nel tentativo di asportare la borsa lasciata sul sedile.
A questo punto, il poliziotto libero dal servizio, resosi conto della situazione, è intervenuto per interrompere l’azione delittuosa, qualificandosi come appartenente alla Polizia di Stato.
L’agente sbarrava la strada all’uomo in bicicletta, impedendogli di fuggire, nonostante la violenta resistenza opposta da quest’ultimo che cercava di colpire l’operatore con il velocipede; l’uomo, inoltre, brandiva al suo indirizzo un coltello a serramanico, ma veniva disarmato e bloccato fino all’arrivo delle pattuglie di polizia.
Alla luce dei fatti l’uomo, un cittadino marocchino di 54 anni, è stato arrestato per tentata rapina impropria in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotto presso la locale Casa Circondariale.
L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto e disposto per l’uomo la misura cautelare in carcere.

Chernobyl, 40 anni fa, la nube anche in Piemonte

Paura, apprensione e forte allarme sulla popolazione anche in Piemonte ma l’impatto fu fortunatamente limitato. Era il 26 aprile 1986. In tutta l’Europa si temette un effetto diretto sull’ambiente e sui prodotti alimentari. In Italia fu subito proibito il consumo di latte fresco e verdure. Anche il Piemonte fu raggiunto dalle radiazioni, soprattutto nelle zone alpine e prealpine, ma senza gravi conseguenze. Quarant’anni fa accadde il più grande disastro nucleare della storia. Chernobyl, piccolo centro della Repubblica sovietica di Ucraina, poco più di 10.000 abitanti, fino a quel momento sconosciuto ai più, stava per diventare la cittadina più famosa del mondo. Quella notte avvenne il surriscaldamento del nocciolo del reattore numero quattro della centrale atomica locale, la Centrale nucleare a fissione Vladimir Ilic di Chernobyl. Due forti esplosioni distrussero il nocciolo dello stabilimento e rilasciarono nell’aria enormi quantità di sostanze radioattive. È stato calcolato che le contaminazioni causate dall’incidente furono 200 volte più gravi rispetto alle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki nel 1945. La notizia fu diffusa dalle autorità sovietiche soltanto alcuni giorni dopo la deflagrazione. Le stime delle vittime variano enormemente. All’origine della catastrofe un errore umano che provocò circa 300.000 sfollati e, secondo dati ufficiali, 64 morti legati direttamente all’incidente e migliaia di casi di malati oncologici nei mesi e negli anni successivi come riportato nel Rapporto del Chernobyl Forum redatto da agenzie delle Nazioni Unite. La tragedia di Chernobyl del 26 aprile 1986 ebbe conseguenze anche in Italia, incluso il Piemonte, anche se in modo molto meno grave rispetto alle aree più vicine alla centrale. Il Piemonte fu colpito dalla nube radioattiva ma con livelli relativamente contenuti. Tra aprile e maggio le piogge fecero cadere sul suolo sostanze radioattive e furono rilevati su terreni, prati e nei prodotti agricoli isotopi (atomi) come lo iodio-131 e il cesio-137. Livelli bassi per fortuna ma che comunque restarono superiori alla norma per un certo periodo. Furono immediati i controlli. In Piemonte, come nel resto d’Italia, si sconsigliò temporaneamente il consumo di latte fresco e verdure a foglia larga come insalata, spinaci, cavoli e bietole. Le aree montane (Val di Susa, Ossola, Cuneese) registrarono livelli più alti a causa delle precipitazioni. Agricoltori e allevatori subirono perdite significative soprattutto nel settore lattiero-caseario e ortofrutticolo. Quasi trent’anni dopo, per effetto dell’onda lunga del disastro di Chernobyl, scattò l’allarme cinghiale radioattivi nella nostra regione e in particolare in Valsesia e nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola dove la nube tossica ebbe i maggiori effetti. L’Istituto Zooprofilattico di Torino accertò oltre un centinaio di casi di animali contaminati dal cesio 137, diretta conseguenza dell’incidente nucleare del 1986 e della nube che raggiunse anche il nord Italia. Oggi l’area di Chernobyl, priva di abitanti, è diventata un’autentica oasi di biodiversità con centinaia di specie di uccelli, lupi, volpi, alci e orsi bruni adattatisi al nuovo ambiente radioattivo.

 Filippo Re

Confcooperative Habitat Piemonte: Anselmo confermato presidente

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Oltre 3.000 soci e 12,5 milioni di euro di fatturato: le cooperative di abitazione e di comunità al centro delle nuove politiche per i territori

L’assemblea regionale di Confcooperative Habitat Piemonte ha confermato Alberto Anselmo alla guida della Federazione per il prossimo mandato. L’appuntamento, ospitato alla Casa della Cooperazione di Torino, ha rilanciato il ruolo delle cooperative di abitazione e di comunità come soggetti sempre più strategici nell’affrontare le trasformazioni sociali, abitative e territoriali che interessano il Piemonte.

Confcooperative Habitat Piemonte rappresenta una realtà significativa del sistema cooperativo regionale, con oltre 3.000 soci e un fatturato complessivo di 12.500.000 euro. Numeri che restituiscono la consistenza di un settore capace di coniugare gestione degli immobili, responsabilità sociale e sviluppo territoriale, in un ambito oggi sempre più centrale come quello dell’abitare.

Al centro dell’assemblea il tema dell’innovazione sociale per il futuro dei territori, con una riflessione sul contributo che la cooperazione può offrire nella costruzione di nuove politiche per la casa, per le aree interne e per le comunità locali. In questa fase storica, segnata da cambiamenti economici, trasformazioni demografiche e nuovi bisogni sociali, il sistema cooperativo dell’abitare si conferma una risorsa importante non solo nella gestione del patrimonio immobiliare, ma anche nella capacità di costruire relazioni, attivare fiducia e generare comunità.

Le cooperative di abitazione e di comunità rappresentano infatti un presidio fondamentale nei territori, capace di tenere insieme cura del patrimonio, accessibilità dell’abitare, coesione sociale e sviluppo locale. Il loro valore emerge in particolare nella valorizzazione del patrimonio esistente, nel recupero degli immobili sfitti, nell’integrazione tra casa e servizi e nella capacità di dare risposte che non si fermano alla dimensione edilizia, ma accompagnano i percorsi di vita delle persone e rafforzano il tessuto delle comunità.

All’assemblea ha preso parte anche Maurizio Marrone, Vicepresidente della Regione Piemonte con delega alle Politiche della casa, al welfare e al lavoro, a conferma dell’attenzione istituzionale verso un comparto che intercetta temi decisivi per il presente e per il futuro del territorio piemontese.

La cooperazione dell’abitare può svolgere oggi un ruolo ancora più importante, perché mette insieme competenze gestionali, attenzione alle persone e radicamento nei territori”, ha dichiarato Alberto Anselmo. “In una fase in cui il tema della casa si intreccia sempre di più con quello della qualità della vita, della tenuta delle comunità e della capacità dei territori di restare attrattivi e inclusivi, le nostre cooperative possono offrire risposte serie, concrete e innovative”.

Nel corso dell’assemblea è stato inoltre ribadito il valore dell’economia sociale come strumento capace di orientare nuove politiche per l’abitare, favorendo un dialogo più stretto tra cooperazione e istituzioni e guardando alla casa non soltanto come bene materiale, ma come base per costruire relazioni, fiducia e sviluppo locale.

A chiudere i lavori è stato Alessandro Maggioni, Presidente nazionale di Confcooperative Habitat, che ha espresso soddisfazione per il significativo momento assembleare “ricco di contenuti e di esperienze che, seppur piccole, danno una traiettoria su cui poter lavorare”, lanciando un invito: «Il Piemonte è un territorio virtuoso nelle pratiche di recupero. Poiché il tema dell’“archeologia residenziale” sarà una questione centrale del prossimo futuro, la vostra regione può porsi come laboratorio sperimentale: una sfida stimolante e di fondamentale importanza per il futuro della cooperazione, delle città e delle comunità».

L’assemblea ha così rilanciato una visione dell’abitare sempre più integrata, in cui il patrimonio immobiliare, i servizi, le relazioni e la fiducia diventano elementi di un unico progetto di sviluppo. Una prospettiva nella quale la cooperazione continua a dimostrare di essere non solo un soggetto economico, ma un attore sociale capace di generare valore duraturo per il Piemonte.

A Torino forum sul travel retail

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Si tiene a Torino un forum con la presentazione della ricerca inedita di Nomisma. La notizia è di interesse nazionale e ATRI ha scelto Torino per l’evento non so se riesce a mandare qualcuno. Di seguito tutti i dettagli

quanto vale davvero il travel retail in Italia e quante persone impiega? Per la prima volta, un’indagine ufficiale risponde a queste domande, colmando un vuoto informativo su un settore strategico per il sistema paese.

Il 29 aprile a Torino, presso Palazzo Madama (ore 09:15), l’Associazione Travel Retail Italia presenterà la ricerca inedita realizzata con Nomisma. Lo studio non si limita a quantificare il fatturato e gli occupati del comparto, ma offre un’analisi dettagliata dello scenario attuale, influenzato dalle tensioni legate alla guerra del golfo e alla crisi energetica.

I dati, che verranno svelati integralmente solo in sede di conferenza, mostrano il ruolo del settore come motore economico e il suo impatto sul pil nazionale.

Intervengono:

  • Stefano Gardini, presidente ATRI
  • Emanuele Di Faustino, head of industry & retail Nomisma
  • Paola Piccioni, senior project manager Nomisma

Tavola rotonda:

  • Andrea Arrighi, human resources and organization di Lagardère Travel Retail Italia
  • Marilena Blasi, chief commercial officer di Aeroporti di Roma
  • Stefano Gardini, presidente atri
  • modera: David Jarach, founder & executive chairman di diciottofebbraio

Per partecipare e accreditarsi è necessario inviare una mail a press@atritalia.it

Un papavero rosso e un velo nero per il 25 aprile

I militanti ambientalisti di Extinction Rebellion hanno calato un telo nero sulle statue di Porta Palazzo  e hanno collocato vicino un papavero rosso di carta in occasione del 25 aprile a Torino: poi lo striscione “Ripudiare il fascismo”. Gli ecologisti hanno così coperto le statue di Cesare e Augusto, che furono  donate alla città da Benito Mussolini.

La polizia ritrova anziano scomparso

Nei giorni scorsi, presso il Commissariato di P.S. “San Paolo”, una donna si è presentata per denunciare la scomparsa del padre, un uomo ultraottantenne.
Secondo quanto riferito dalla figlia, i genitori si erano recati insieme presso un’attività commerciale di Corso Sebastopoli per effettuare alcune compere, ma il marito decideva di attendere la moglie all’esterno. Una volta uscita dal punto vendita la donna si accorgeva dell’assenza dell’uomo.
Preoccupati, anche in considerazione delle condizioni di salute dell’anziano, i familiari contattavano il 112 NUE e si recavano al Commissariato di P.S. “San Paolo” per formalizzare la denuncia e consentire agli operatori di polizia di acquisire tutte le informazioni utili per rintracciare l’uomo.
Le attività sono proseguite ininterrottamente per tutta la notte e hanno consentito di individuare l’anziano, in stato confusionale ma in buone condizioni di salute, e di riaffidarlo ai familiari.