Riceviamo e pubblichiamo
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
“Comitato Salviamo la Pellerina” e “Assemblea Pellerina – No Ospedale nel Parco”
In merito all’interpellanza consiliare del 16 giugno 2026 e alla risposta del Sindaco sul nuovo
ospedale Torino Nord, i Comitati Salviamo la Pellerina e Assemblea Pellerina – No Ospedale nel
Parco ritengono necessario ribadire le ragioni della propria contrarietà alla localizzazione dell’opera
nell’area del parco della Pellerina.
L’interpellanza e la replica del Sindaco confermano un dato politico: l’Amministrazione intende
procedere senza affrontare le criticità tecniche, ambientali e urbanistiche che rendono l’area
della Pellerina non idonea alla costruzione del nuovo ospedale. Una scelta che espone la città a
rischi futuri e non garantisce la qualità, la sicurezza e la funzionalità del nuovo presidio sanitario.
1. L’interpellanza ignora le criticità tecniche dell’area della Pellerina
Né nell’interpellanza né nella risposta del Sindaco si fa cenno ai vincoli che gli atti tecnici e le
analisi indipendenti hanno già evidenziato:
• fascia fluviale della Dora Riparia, con limiti agli interventi che aumentano la superficie
impermeabile;
• falda superficiale, incompatibile con laboratori, centrali tecnologiche, sterilizzazione e
parcheggi interrati;
• livelli acustici oltre soglia per un presidio sanitario;
• assenza di corridoi di emergenza e contesto viario congestionato;
• area insufficiente: la stessa analisi tecnica regionale del 2023 indicava che i 59.000 m²
dell’area giostrai non bastano per un DEA di I livello.
Questi elementi non sono opinioni: sono dati tecnici. Eppure non compaiono né nella domanda dei
consiglieri né nella risposta del Sindaco.
2. Nessun chiarimento sul rischio urbanistico del PRG
Il Sindaco non ha fornito alcuna risposta sul tema più delicato: la classificazione “area per spazi
pubblici – c)4 parco polifunzionale” nel Progetto preliminare della Variante generale al PRG.
Questa categoria, normata dall’art. 32 delle Norme, non prevede alcun parametro massimo di
rapporto di copertura né indici di edificabilità. Di conseguenza, la quantità di suolo
potenzialmente trasformabile è non definita.
Per assurdo, il consumo di suolo potrebbe avvenire senza alcun limite massimo, con un rischio
urbanistico che va ben oltre i soli 59.000 m² dell’area giostrai.
Non si tratta quindi di discutere solo del progetto ospedaliero: la riclassificazione proposta dal PRG
apre la porta a una trasformazione urbanistica di estensione non determinata, con effetti
permanenti sulla disponibilità di verde pubblico.
Chiediamo che il Comune chiarisca pubblicamente quali limiti intenda applicare all’interno della
categoria “parco polifunzionale”.
3. Il ricorso al TAR non è un dettaglio
Il Sindaco afferma che:
“Non è stata formulata alcuna istanza cautelare” “Ad oggi non risultano variazioni del
cronoprogramma”
Queste frasi sono formalmente corrette, ma non rispondono alla questione centrale: il ricorso
riguarda la legittimità della localizzazione, non un dettaglio procedurale.
Il fatto che l’ASL abbia chiesto a INAIL di “non interrompere l’iter” dimostra che il rischio di
rallentamenti è reale. E che la scelta dell’area è tutt’altro che consolidata.
4. Il comodato d’uso è un espediente, non una soluzione
La proposta del Comune di concedere l’area in comodato gratuito all’ASL per “recuperare tempo”
conferma che:
• l’iter è fragile,
• la localizzazione è contestata,
• il cronoprogramma non è affatto garantito.
Il comodato non risolve le criticità tecniche dell’area. Non risolve il contenzioso. Non risolve i
vincoli idrogeologici. Non risolve la mancanza di corridoi di emergenza.
Serve solo ad accelerare un percorso che, per la sua complessità, non dovrebbe essere accelerato
ma approfondito.
5. Nessuna parola sull’alternativa reale: via Traves
Né l’interpellanza né la risposta del Sindaco affrontano il tema dell’unica alternativa concreta già
valutata dagli enti: via Traves.
Via Traves è:
• già urbanizzata,
• pubblica,
• priva di vincoli idrogeologici,
• vicina alla Tangenziale Nord,
• più accessibile dai quartieri più popolosi del quadrante Nord.
La Regione l’ha esclusa per un criterio sanitario (“non baricentrica per il 118”) non supportato da
analisi tecniche pubbliche. Questo punto non viene mai menzionato dal Sindaco.
6. La città merita risposte tecniche, non rassicurazioni generiche
L’interpellanza chiede “garanzie sui tempi e sul finanziamento”. Il Sindaco risponde che “non
risultano variazioni del cronoprogramma”.
Ma nessuno affronta la domanda fondamentale:
L’area scelta è davvero idonea?
Finché questa domanda non avrà una risposta tecnica, trasparente e pubblica, parlare di
cronoprogrammi è prematuro.
Conclusione dei Comitati
I Comitati ribadiscono che:
• non siamo contrari al nuovo ospedale,
• siamo contrari alla scelta sbagliata dell’area,
• la Pellerina è un parco fragile, prezioso e insostituibile,
• via Traves è un’alternativa reale e concreta,
• accelerare oggi significa rischiare domani,
• Torino merita scelte basate sui dati, non sugli slogan.
Chiediamo al Sindaco e al Consiglio Comunale:
• di affrontare pubblicamente le criticità tecniche dell’area,
• di chiarire il rischio urbanistico del PRG,
• di rendere pubbliche le simulazioni 118,
• di valutare seriamente via Traves,
• di garantire che la Pellerina resti un parco.
La Pellerina è vita. E la vita si difende
“Comitato Salviamo la Pellerina” e “Assemblea Pellerina – No Ospedale nel Parco”





