ilTorinese

Flashback Art Fair, il programma

 

La tredicesima edizione, volutamente “Senza titolo”

Si è inaugurato il tredicesimo capitolo di Flashback Art Fair, la fiera dove l’arte è tutta contemporanea. Un’edizione “senza titolo”, senza gerarchie o narrazioni imposte, che celebra la libertà dell’arte nel dialogo tra le opere di tutti i tempi, con le urgenze sociali e politiche del presente. Anche nel programma della tredicesima edizione di Flashback Art Fair, si riflettono questo spirito e questa apertura, una commistione umana e tematica dal ruolo e dalla responsabilità dell’artista in un momento storico segnato da conflitti, alla resistenza dell’identità individuale e collettiva nei territori martoriato dalla guerra, fino al potere salvifico che l’arte ha nella nostre vite da sempre.

Venerdì 31 ottobre, presso il padiglione C del Circolino, alle 16.30, si può ammirare “Il capitale che cresce”, un progetto fotografico dell’artista Monica Biancardi, un diario visivo, profondo e intimo che racconta la storia delle gemelle palestinesi Saleah e Sarah, riprese in bianco e nero nel corso di 16 anni, da quando aveva o 2 anni, fino a 18, quando hanno indossato il velo. Le fotografie ci parlano di cambiamento, di resistenza, della forza di queste ragazze in un territorio frammentato e segnato dalla guerra. Il MAN di Nuoro, ha acquisito un nucleo di 11 fotografie realizzate fra il 2009 e il 2023, che documentano con rigore e delicatezza questa metamorfosi individuale e collettiva. Il talk di presentazione, con proiezione presso Flashback Art Fair venerdi 31 ottobre, rappresenta la prima tappa pubblica di valorizzazione di questo progetto, al quale sarà dedicata una mostra nel 2026.

Al padiglione C del Circolino, alle ore 21, sempre venerdì 31 ottobre, l’appuntamento speciale del jazz vede l’incontro con la vice di Elis Prodon e il Blessing Quintet. Il repertorio spazierà tra il repertorio di George Gershwin a Jerome Kern, fino a Frank Loesser. Il tutto reinterpretato dalla voce duttile di Elis Prodon, capace di fondere jazz, gospel e sonorità bossanova. Cantante, corista e insegnante di canto, ha collaborato con Paolo Conte, Radio Montecarlo e Radio DJ. Al suo fianco Marco Tardito al clarinetto, Marco Pezzuti al Sax, Massimo Artiglia al piano, Gianni Giannella al contrabbasso e Marco Puxeddu alle percussioni.

Sabato 1 novembre, al Circolino, padiglione C, alle 15.30, si terrà il talk “Gaza Opera Viva”, con Christian Cagliandro, critico d’arte, Alessandro Bulgini, artista, e Ilda Curti, attivista e progettista culturale. Fin dalla sua nascita, il progetto Opera Viva di Alessandro Bulgini cerca di fare luce alle zone sommerse del quotidiano. Per l’edizione 2025 l’artista continua a farlo nelle piazze, nelle fiere d’arte, in mezzo alla gente, con una maglietta rossa e una scritta bianca che recita “Opera Viva Gaza”. La relazione, tensione tra corpo e spazio, arte e vita, personale e politico, è al centro della conversazione sulla responsabilità etica, ma soprattutto umana, degli artisti nei confronti di ciò che accade negli altrove, apparentemente distanti nel nostro presente.

Sabato 1 novembre, nell’area talk del Circolino, alle 17.30, si parlerà del “Legnanino ritrovato”, la nuova acquisizione per Palazzo Carignano, a Torino, con Filippo Masino, direttore delle Residenze Reali Sabaude, Marina Dell’Omo, storica dell’arte, Luca Fiorentino, storico dell’arte e Angela Farruggia, direttrice di Palazzo Carignano. Dopo tre secoli di oblio, il “Belisario” di Stefano Maria Legnano, detto Legnanino, riemerge. Scomparso dopo un’asta parigina nel 1743, è stato riconosciuto da Luca Fiorentino grazie a un lavoro di squadra con un’antica famiglia fiorentina che lo custodiva sotto altro nome. Commissionato dal Principe di Carignano, e poi portato a Parigi, il dipinto torna oggi a casa, acquisito ufficialmente dadal Residenze Reali Sabaude. Frutto di questo ritrovamento straordinario, il Belisario, portato in mostra a Flashback da Frascione Gallery, rappresenta una preview per tutto il pubblico in fiera e un’opportunità di approfondimento nel talk di sabato 1 novembre.

Al padiglione B dell’area Laboratorio, al piano terra, dalle ore 15.30, si terranno i laboratori per bambini. Per l’edizione 2025, il laboratorio parte dal mito greco di Ulisse per connettersi alla contemporaneità e connettersi al “senza titolo”. Nessuno è il nome di Ulisse, che vaga nel Mediterraneo per 10 anni, anni di guerra, sperando di tornare a casa. Durante il laboratorio, i bambini e le bambine visiteranno il parco d’arte e le gallerie di Flashback, alla ricerca di opere che raccontino metaforicamente il viaggio di Ulisse, realizzando barchette di carta nei colori bianco, rosso, verde e nero, da lasciare nel parco di Flashback come segno di vicinanza ai bambini di Gaza e alla loro odissea contemporanea, perché, come dice Marina Abramović, “Siamo tutti sulla stessa barca”.

Info e prenotazioni: didattica@flashback.to.it e sul sito web di Flashback

Flashback “All art is contemporary – untitled edition’ – corso Giovanni Lanza 75, Torino

Art Fair: 11-20 / Il Circolino: 11-24

Mara Martellotta

Beltracchi, il più grande falsario

Si inaugura allo Spazio Musa, venerdì 31 ottobre, la mostra “Wolfgang Beltracchi-l’invenzione del vero”, a cura di Francesco Longo, la mostra del più grande falsario d’arte del Novecento

“Non ho mai copiato un’opera – dichiarava Wolfgang Beltracchi – ho dipinto quadri che non esistevano, ma che avrebbero potuto esistere”.

Genio creativo e figura controversa, Wolfgang Beltracchi è considerato il più grande falsario del dopoguerra, che ha ricreato lo stile dei grandi maestri e venduto i suoi lavori come opere perdute. Condannato nel 2011 insieme all’amatissima moglie Helene, oggi è stato riabilitato e rappresenta un simbolo di ribellione al sistema dell’arte tradizionale. Nella mostra curata da Francesco Longo, in programma fino al 19 novembre presso Spazio Musa, Wolfgang Beltracchi si rivela per ciò che è: un demiurgo capace di plasmare epoche, contaminare linguaggi, giocare con il tempo e la materia, fino a dissolvere il confine tra verità e menzogna, tra genio e inganno. Le opere in mostra, realizzate dopo la sua parabola giudiziaria, ci parla di un artista che ha saputo trasformare la condanna in un atto di libertà. Nella serie dedicata al Salvator Mundi, l’artista rilegge l’iconica immagine di Cristo non più come semplice figura salvifica, ma come specchio di un sistema dell’arte che cerca redenzione nel mercato stesso. Ogni versione declinata nei linguaggi di Van Gogh, Picasso, Dalì, Warhol e altri maestri, trasforma l’immagine in un simbolo molteplice: un Cristo universale, un’icona pop, un riflesso spirituale e commerciale insieme. È qui che la pittura di Beltracchi si fa critica radicale alla storia e al presente: ogni quadro esposto è un invito a interrogarsi su cosa sia l’autenticità, fra quale sia la differenza tra originale e opera d’arte. Accanto alle tele, la mostra include la sua produzione digitale NFT, un passaggio ulteriore nella sua ricerca, in cui il gesto pittorico incontra l’infinità replicabile dell’universo virtuale. Oggi Beltracchi non si limita più a imitare, crea mondi autonomi, riversando all’interno la sua storia, la sua condanna e la sua rinascita.

Info: Spazio Musa – via della Consolata 11/E, Torino

“Wolfgang Beltracchi – l’invenzione del vero” – 31 ottobre/19 novembre 2025

Apertura al pubblico alle 18.30 / dal martedì al venerdì 15-21 / sabato e domenica 16-21

Web: spaziomusa.net – spaziomusa.torino@gmail.com

Mara Martellotta

Pro Pal tentano di entrare a Porta Nuova e Porta Susa

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Ieri sera un corteo  di pro Pal ha manifestato per le vie del centro  preceduto dallo striscione “Ancora bombe su Gaza, nessuna tregua per voi”. I manifestanti hanno tentato di entrare nelle stazioni di Porta Nuova e Porta Susa ma sono stati respinti dalla polizia.

Cade dal monopattino a Torino, trauma cranico

Un uomo di 43 anni è  caduto dal monopattino lungo la carreggiata di corso Venezia all’angolo con via Lauro Rossi. È’ stato soccorso dagli operatori del 118  e portato in ambulanza all’ospedale San Giovanni Bosco. Gli è stato riscontrato un trauma cranico.

Artissima oggi apre le sue porte al pubblico 

L’appuntamento con Artissima sarà all’Oval Lingotto da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre. L’edizione 2025 si intitola “Manuale operativo per nave spaziale Terra”, ispirato all’eclettica figura di Richard Buckminster Fuller e al suo omonimo libro del 1969. Richard Buckminster Fuller può essere considerato una delle persone professionalmente più poliedriche al mondo, non solo è una figura molto eclettica. Oltre ad essere un architetto ed un inventore, il suo approcio era decisamente artistico: non si limitava alla tecnologia pura ma integrava sempre una visione creativa del suo lavoro.

Alcuni dei suoi modelli, come le strutture geodetiche e la Dymaxion riflettono un connubio tra funzionale e sensibilità estetica, mentre le strutture geodetiche sono sistemi architettonici, in genere sfere o cupole, formati da una rete di triangoli che, distribuendo il peso in modo uniforme, le rendono molto stabili e robuste, ottimizzando l’utilizzo dell’energia, la Dymaxion (composto aplologico costituito da tre tra le parole preferite di Fuller: DY=dynamic, MAX=maximum, and ION=tension) rappresenta un progetto per migliorare la condizione di vita dell’uomo.

“Mi accorsi che un’area in cui la scienza non veniva applicata era la casa. L’antipriorità era la facciata – ha dichiarato Fuller – Perciò nel 1927 mi dedicai all’idea di esplorare le più avanzate tecniche di produzione per sviluppare dei prototipi di crollo dell’ambiente per gli esseri umani che pesassero meno, e ho scoperto che potevo farlo”.

I mezzi di trasporto invece che lui ipotizzava li definiva come “idee su ruote”, con una forma che può ricordare il Volkswagen Transporter degli anni Settanta.

Proprio questa sua visione “out of the box” lo porta ad avere un rapporto piuttosto  interessante con l’arte. Alcuni dei suoi progetti, infatti, sono esposti in musei d’arte moderna quali: il MoMA di New York e di San Francisco, l’Henry Ford Museum a Dearborn in Michigan. Abbiamo testimonianza di una delle sue strutture geodetiche anche in Italia, nello specifico si tratta di una donazione, avvenuta nel 1967, di una delle sue strutture tecniche alla città di Spoleto in occasione del Festival dei Due Mondi.

L’opera ha preso il nome di “Spoletosfera”.

Un vero visionario quindi che è riuscito ad unire i concetti di: Arte, Architettura e Design in una unica filosofia. Nel suo libro del 1969, “Manuale operativo per Nave Spaziale Terra”, l’autore invita a considerare la terra come una vera e propria astronave, con risorse limitate e bisognosa di una gestione saggia. Fuller esplora come l’umanità possa usare la tecnologia ed il Design in modo intelligente per affrontare le sfide globali, ed invita a superare i vecchi temi di pensiero: in sostanza è una visione di un futuro in cui pensiamo ed agiamo come un equipaggio unico, responsabile del e per il proprio pianeta.

Oggi il testimone di Fuller potrebbe essere preso da Greta Thunberg, la quale affermò:”Perchè dovrei andare a scuola? Se i politici non ascoltano gli scenziati, perchè mai dovrei studiare ?”, sottolineando che per il cambiamento è necessario non essere né troppo piccoli né troppo soli per fare la differenza: ogni nostro gesto può fare la differenza.

Ovviamente non tutti la pensano come Fuller: al contrario, sull’argomento, l’essere umano si è sbizzarrito a cercare soluzioni diverse: talvolta l’uomo si concentra come Fuller sulle grandi vicende collettive come la fine del mondo, dimenticando le storie individuali. In altre parole non riesce a vedere il controsenso della propria visione: Noi siamo l’universo e morti noi, con noi, muore l’universo intero (tema sostenuto nel film “The life of Chuck”), perchè nel corso della nostra vita noi abbiamo selezionato discriminato, scelto (in poche parole abbiamo fatto ciò che Galileo Galilei ha riassunto con la frase: “provando e riprovando”) tutto ciò di cui avevamo bisogno e per il quale eravamo sensibili. Qualcuno, ancora più sprezzante di Fuller e del regista Mike Flanagan, sostiene che “un giorno la Terra servirà a concimare un pianeta lontano”.

Posizioni diametralmente opposte ma tutte ugualmente affascinanti.

Gli artisti di Artissima ci faranno comprendere a quali di questi si siano ispirati.

Emanuele Farina Sansone

Il Museo dei Serial Killer a Torino

PENSIERI SPARSI di Didia Bargnani

“Non è un caso che si sia deciso di aprire, dopo Firenze, il Museo dei Serial Killer a Torino – mi spiega Gianpaolo Gazziero – dove nel 1861 sono state elaborate le prime teorie sulla Criminologia per arrivare poi ad una disciplina ben definita, l’Antropologia Criminale, grazie a Cesare Lombroso.  Con i miei soci, Filippo Terzani e Luca Pianesi, abbiamo pensato che Torino avrebbe potuto rispondere positivamente ad un museo di questo tipo, non a caso questa è anche la città scelta da Dario Argento per ambientare alcuni dei suoi film cult ed è famosa per essere un luogo esoterico dove si pratica la magia nera”.
E’ un viaggio virtuale, attraverso la storia del crimine dal Medioevo ad oggi, quello che intraprende il visitatore di questo museo aperto da pochi giorni a Torino in via Arcivescovado 9.
Tramite un audioguida possiamo ricostruire la storia di ogni serial killer rappresentato nel museo, cercando di capire quali percorsi di vita hanno contribuito a creare questi “mostri”.
 Siamo abituati a pensare che situazioni simili esistano solo nei film o nelle fiction ma non è così, il male e la malvagità esistono, fanno parte della vita e forse, addentrandoci nella mente di questi personaggi,  possiamo rendercene conto ed esorcizzare in qualche modo la paura nei confronti del male.
 Secondo l’FBI i Serial Killer si dividono in Organizzati e Disorganizzati, i primi pianificano i loro delitti, solitamente hanno una famiglia e una vita sociale irreprensibile, i secondi invece uccidono in preda ad un impulso e lo fanno con molta violenza, le vittime in genere sono oggetto di attenzioni sessuali e cannibalismo.
La mostra inizia con un omaggio a Cesare Lombroso, si prosegue leggendo sulle pareti che l’Italia è il secondo Paese al mondo per numero di Serial Killer, dopo gli Stati Uniti e che donne serial killer sono sostanzialmente di tre tipi: assassine per vendetta, vedove nere che ammazzano componenti della propria famiglia per soldi e gli angeli della morte che decidono di non far soffrire ulteriormente i pazienti a loro affidati.
I manichini che raffigurano i serial killer presenti nel museo sono stati realizzati dall’azienda che produce gli effetti speciali per le produzioni di Netflix e sono impressionanti per la loro attinenza alla realtà: la prima che incontriamo è la Contessa Sanguinaria che nel 1500 in Ungheria uccise più di 600 ragazze per berne poi il loro sangue.
L’incontro successivo è con il cosiddetto Vampiro di Brooklyn, cannibale che si nutriva di bambini, per poi passare a John Waine Gacy, Richard Ramirez, Jeffrey Dahmer, il famoso Charles Manson e, unica italiana, Leonarda Cianciulli detta “ la saponificatrice di Correggio” che trasformava le sue amiche in biscotti e saponi.
Il museo è visitabile tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30, i minori di 14 anni devono essere accompagnati.

Daebak,  il primo festival coreano del Mercato Centrale Torino

Il Mercato Centrale Torino si prepara a ospitare un evento unico domenica 9 novembre, dalle 11 alle 22, quando avrà luogo “Daebak”, il primo festival coreano, un’opportunità straordinaria per immergersi in una cultura ricca e vibrante, gustando piatti tipici, partecipando a masterclass coinvolgenti e vivendo momenti di pura gioia. “Daebak”, che significa “fantastico, incredibile”, è un termine che racchiude le esperienze umane più significative e rappresenta il fil rouge di questa celebrazione. La sua risonanza va oltre il significato linguistico, è un richiamo all’unità, un abbraccio collettivo che incoraggia l’autoespressione e il sostegno reciproco. Si tratta di un invito a costruire legami, a promuovere empatia e solidarietà nel superamento delle barriere culturali e sociali nel sentimento dell’essere qualcosa di più grande e significativo.

Il Mercato Centrale si trasformerà in un palcoscenico di colori, tradizioni e sapori. L’ingresso sarà gratuito, ad eccezione delle masterclass, permettendo a tutti di esplorare la cultura coreana tra cucina, balli, giochi di squadra e skincare coreana. Nello spazio Fare, al secondo piano, gli amanti della gastronomia potranno gustare lo street food coreano, preparato dai migliori chef, con specialità come Tteokbokki con salsa piccante di Gochuyang o formaggio fuso, Pageon di verdure, Bibimbap e Yangnyeom chicken, il pollo fritto coreano con la salsa dolce piccante. I partecipanti potranno scoprire anche il lato ludico della cultura coreana, grazie ai giochi di K Pop Torino e ai workshop di balli organizzati TurinKorea. Per i più audaci la “squid game area”, affrontando sfide al limite dell’impossibile, tra adrenalina e divertimento. Al Cocktail Bar, al primo piano, si troverà il Market K.Pop, ricco di serigrafie abbigliamento e beauty coreani, perfetto per chi vuole portare un pezzo di Corea a casa. L’ingresso è sempre libero e gratuito.

Le masterclass disponibili su prenotazione proporranno esperienze esclusive. Tra queste, in aula didattica, il rituale di skincare coreano, curato da Glow Up, per imparare a curare la propria pelle attraverso prodotti e tecniche tradizionali. Non mancheranno lezioni di cucina con Kim Chipop e Noemi Sciutto, dove si impareranno a preparare specialità come il Kkakdugi e il Bibimbap, piatti che raccontano storie e convivialità. Il Kkakdugi, con i suoi cubetti croccanti di daikon, e il Bibimbap, un’esplosione di colori e sapori, che nutre l’anima e il corpo. L’invito è aperto a tutti, agli amanti della cultura coreana che sono chiamati a unirsi in questa straordinaria celebrazione per non perdere l’occasione di scoprire il fascino della Corea del Sud a Torino.

Appuntamenti di masterclass di skincare, secondo il rituale coreano, saranno in tre momento, dalle 11.30 alle 12.15, dalle 15.30 alle 16.15 e dalle 17.30 alle 18. La scuola di cucina con Kim Chipop ha tre appuntamenti: dalle 11 alle 12, dalle 15 alle 16, dalle 18.30 alle 19.30. Le lezioni di cucina con Noemi Sciutto saranno due, dalle 12 alle 13 e dalle 17 alle 18. Le masterclass sono a pagamento e su prenotazione al link https://app.aloesuite.com/app/widgets/1f0a2828-4e38-6726-b25b-0a7cc52e17b3

Mara Martellotta

TAR Liguria accoglie istanza studentessa con DSA bocciata per un solo “2”

Presentata da studio legale torinese

AMMISSIONE IMMEDIATA DOPO IL DEPOSITO DEL RICORSO

Con decreto presidenziale (r.g. 1243/2025, r.p.c. 278/2025, pubblicato il 31 ottobre 2025), il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, Sezione Prima, ha disposto l’ammissione immediata con riserva di una studentessa con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), bocciata per un’unica insufficienza nella disciplina di matematica.
Il provvedimento è stato adottato poche ore dopo il deposito del ricorso, firmato dagli Avv. Stefano Callà e Davide Gallenca, che avevano denunciato la violazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP), del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) e dei principi di equità e personalizzazione didattica sanciti dalla Legge 170/2010 e dal D.Lgs. 66/2017.

La motivazione del TAR
Nel decreto, il Presidente Giuseppe Caruso ha rilevato che la studentessa “ha riportato un’unica, seppur grave, insufficienza in materia nella quale sussiste un disturbo certificato di natura neurobiologica”.
Alla luce di ciò, il giudice ha ritenuto prevalente l’interesse dell’alunna a proseguire immediatamente il percorso scolastico, evidenziando che, in caso contrario, “l’eventuale accoglimento del ricorso non le sarebbe comunque di alcuna utilità”.
Il TAR ha quindi accolto la tutela cautelare monocratica ex art. 56 c.p.a., disponendo l’ammissione provvisoria alla classe successiva e fissando per la camera di consiglio del 21 novembre 2025 la trattazione collegiale.

I profili giuridici
Il ricorso aveva messo in evidenza la mancata applicazione delle misure compensative e dispensative previste nel PDP e la totale assenza di documentazione istruttoria: nessun verbale della prova orale, nessuna griglia di valutazione, nessuna traccia dei criteri di correzione delle prove di recupero.
Tali omissioni integrano, secondo la prospettazione difensiva, violazione dell’art. 3 L. 241/1990 e difetto assoluto di istruttoria, in quanto impediscono la verifica dell’effettiva osservanza delle norme sulla valutazione trasparente e personalizzata di cui al D.P.R. 122/2009.
Il TAR, nella sua ordinanza, ha valorizzato il principio secondo cui la valutazione degli studenti con DSA deve avvenire nel pieno rispetto del PDP e delle modalità adattate previste, non potendo essere assimilata a quella degli altri studenti.

Rilievo della decisione
La rapidità con cui è stato accolto il ricorso conferma la possibilità di un intervento giurisdizionale immediato nei casi di lesione del diritto allo studio e all’inclusione scolastica, soprattutto quando il pregiudizio educativo risulti irreversibile.
Il provvedimento del TAR Liguria assume valore di precedente significativo, riaffermando che il PDP ha natura vincolante e che la sua inosservanza comporta l’illegittimità del procedimento valutativo.
L’udienza collegiale del 21 novembre determinerà la conferma o la modifica della misura, ma l’esito cautelare segna già un principio chiaro:
il diritto all’istruzione, specie nei casi di DSA, non può essere sospeso da un errore valutativo o procedimentale.

Avv. Stefano Callà
Legale Scuola

La “Falesia del Lupo”: il Forte di Exilles diventa polo d’arrampicata Val di Susa

EXILLES – Il maestoso Forte di Exilles si afferma come dinamico punto di riferimento per l’attività outdoor in Val di Susa. L’attesa è terminata: oggi è stato firmato il protocollo d’intesa che sancisce l’attuazione della “Falesia del Lupo”, una nuova e stimolante parete di arrampicata che sorge suggestivamente sulle pendici della fortezza. L’accordo, siglato alla presenza dell’Assessore Regionale Vignale, del Sindaco di Exilles Roberto Segafredo e dei Comandanti del 3° Reggimento Alpini Col Pietro De Mitri e Pietro Carraturo, trasforma il celebre sito storico in un crocevia tra tradizione militare e sport. L’iniziativa non solo amplia l’offerta sportiva locale per gli appassionati di montagna, ma rafforza il legame tra Regione Piemonte, Comune di Exilles e Forze Armate, promuovendo un virtuoso modello di riqualificazione del territorio. La Sezione Valsusa, con il presidente Giancarlo Sosello, celebra questo passo verso la valorizzazione. La realizzazione della Falesia del Lupo è un esempio brillante di come la sinergia istituzionale possa creare valore aggiunto per il turismo sportivo. Questo progetto celebra l’unione tra la storia secolare del Forte di Exilles e la passione per l’arrampicata. La nuova parete, concepita nel pieno rispetto del contesto storico-patrimoniale, offre agli scaler e agli amanti delle attività outdoor un luogo unico per mettersi alla prova, immersi nell’affascinante paesaggio alpino della Val di Susa. Il Forte di Exilles, grazie a questa iniziativa con il 3° Reggimento Alpini, si posiziona come destinazione imperdibile per l’allenamento e l’aggregazione, onorando al contempo la tradizione alpina e proiettando la fortezza in una nuova era di fruizione sportiva.

Canalis (Pd): “Soggetti profit, Ddl Marrone apre a gestione alloggi pubblici”

Nel testo presentato dalla Giunta Cirio non si esclude la gestione profit degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

30.10.2025 – Nel giorno in cui si sono svolte le audizioni dei sindacati inquilini di CGIL, CISL e UIL e delle assemblee dei sindaci dell’ATC Piemonte sud e del Piemonte centrale, in merito al Ddl Marrone sull’utilizzo alternativo degli alloggi di edilizia sociale, sorgono molte perplessità.

La prima riguarda la possibilità, non esclusa nel testo, che gli alloggi popolari, di proprietà ATC o comunale, siano dati in gestione a soggetti con scopo di lucro, tra l’altro senza specificare cosa significhi che applicheranno “canoni sostenibili”.

La seconda riguarda la possibilità di esternalizzare la gestione anche degli alloggi disponibili per l’assegnazione. Se questi alloggi sono assegnabili e non necessitano di manutenzione, assegniamoli alle decine di migliaia di persone in lista d’attesa invece di darli a soggetti terzi!

La terza riguarda la possibilità di far ristrutturare gli alloggi popolari ai ministeri per poi darli ai trasfertisti, insegnanti, poliziotti e militari che vengono in Piemonte e faticano a trovare alloggio. Siamo sicuri che queste figure opteranno per un alloggio popolare, per quanto ristrutturato?

Infine, lascia perplessi l’eccessiva discrezionalità concessa agli enti proprietari, che proporranno progetti molto eterogenei, con destinatari molto diversi, generando disparità e rischi di pratiche discutibili.

In un quadro drammatico, con migliaia di famiglie in lista d’attesa per un alloggio popolare e altrettante famiglie sfrattate o a rischio sfratto per morosità incolpevole, il disegno di legge Marrone non risponde adeguatamente a questa emergenza, ma si limita a proporre un utilizzo alternativo degli alloggi di edilizia popolare, senza fornire garanzie contro speculazioni e usi distorti.

Crediamo che debba essere assicurato che gli enti coinvolti operino esclusivamente per finalità pubbliche e sociali, con divieto di utilizzo a fini speculativi o di profitto privato, che siano introdotti meccanismi efficaci di prevenzione di corruzione, favoritismi e infiltrazioni, attraverso controlli e verifiche eventualmente indipendenti, e che siano introdotti obblighi di rendicontazione, pubblicità e tracciabilità dei proventi, per rendere evidente che le risorse siano destinate integralmente alla manutenzione e al recupero del patrimonio abitativo pubblico.

Solo così potremo arginare l’inesauribile spinta privatizzatrice di questa Giunta, che abbiamo già visto in materia di sanità, affidi di minori, gioco d’azzardo patologico, non autosufficienza e formazione professionale.

Cirio & c. affidano ai privati le politiche pubbliche, con aperture eccessivamente liberistiche.

Non vorremmo trovarci 5.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica (tanti sono oggi in Piemonte gli alloggi ERP non assegnabili per carenze manutentive) affidati a grandi fondi immobiliari con scopo di lucro.

Monica CANALIS – consigliera regionale PD