Si aprirà l’11 settembre prossimo a Palazzo Falletti di Barolo, e visitabile fino al 10 gennaio 2027, la mostra dal titolo “Fan Ho. Il maestro della fotografia di Hong Kong”.
Prodotta e curata da Ares, in collaborazione con Blue Lotus Gallery di Hong Kong, l’esposizione, a cura di Elisa Maupas e Sarah Van Ingelgom, è dedicata al maestro cinese della street photography .
La mostra si compone di cento fotografie, per lo più in bianco e nero, che ripercorrono la carriera di Fan Ho (1931-2016), autore che, attraverso una ricerca estetica in bilico tra realismo e astrazione, ha rappresentato lo scenario e la vita urbana di Hong Kong.
Fan Ho è considerato uno dei più importanti street photographer dell’Asia. Nato a Shangai nel 1931, si trasferì con la famiglia a Hong Kong diciottenne. Appassionato fotografo, sebbene autodidatta, è stato soprannominato “il Cartier Bresson dell’Oriente “
Fan Ho ha saputo cogliere una visione suggestiva della brulicante metropoli cinese, trasformando le sue strade e i suoi vicoli affollati in quadri meditativi popolati da figure solitarie.
“Ogni foto offre una piccola finestra attraverso la quale si vede e si prova ciò che il fotografo ha visto e provato”, affermava Fan Ho, dichiarando la sua predilizione per la fotografia dove la resa artistica risulta sempre coniugata al rispetto della sensibilità dei soggetti rappresentati e di chi li immortala.
Facchini, venditori ambulanti e bambini che giocano tra le strade sono le figure più ricorrenti nella sua opera, intesa a catturare lo spirito più autentico della città, descrivendo la fatica e la resilienza dei suoi abitanti, piuttosto che documentando gli anni tumultuosi della città in transizione.
I lavori di Fan Ho si distinguono per l’applicazione dei principi di composizione pittorica alla fotografia, in particolare l’attitudine alla sintesi geometrica. L’artista, immerso nel contesto urbano, non si limitava a cogliere l’istante di una scena, ma cercava di costruirgli attorno una cornice strutturale, che fosse in grado di trasformare gli elementi architettonici circostanti in trame astratte.
Dal punto di vista tecnico Fan Ho accentua l’atmosfera fumosa delle strade, sfruttando sapientemente gli effetti di controluce e i chiaroscuri, facendo emergere sagome misteriose bianche o silhouette scure dalla penombra.
L’artista operava così sul doppio binario della “composizione di prima mano” da realizzare al momento dello scatto, e della “composizione di seconda mano” in camera oscura.
Il fotoritocco e, in particolare, il ritaglio del negativo, sono pratiche che Fan Ho riteneva essenziali per ricomporre l’immagine, esaltando linee e volumi a scapito degli elementi superflui o per manipolare i toni e conferire alle scene un’aria di mistero.
La fotografia, come il cinema, a cui dedicherà la sua lunga carriera, nasce non solo durante le riprese, ma anche in camera oscura.
Alcuni scatti come “ Pattern” e “A Play of Light and Shadow” mostrano la contrapposizione tra direttrici verticali e orizzontali, evocando un ritmo quasi musicale, dove la realtà fisica della città diventa il pretesto per una pura costruzione formale.
Nell’opera “Different Directions” la gestione della luminosità trasfigura la strada in un palcoscenico urbano, mentre in “ Controversy” la tonalità scura riduce le persone a sagome, accentuando il rigore geometrico dei binari e della composizione.
In mostra, tra le altre opere, due fotografie tra le più note di Fan Ho, “Approaching Shadow” e “Street Scene”, che risultano la sintesi della ricerca formale ed estetica dell’artista, capaci di collocare l’ universalità dell’esperienza umana in una Hong Kong senza tempo.
Orari
Martedì- domenica dalle10 alle 19, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Chiuso il lunedì
Mara Martellotta
biglietteria@palazzobarolo.it

