“Depositi di meraviglia” e “Più forte delle bombe” alla Gam

Fondazione Torino Musei per Archivissima 26  Sabato 6 giugno 2026, ore 10:30

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino Sala incontri Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

 

In occasione di Archivissima 2026, la Fondazione Torino Musei, insieme al suo Archivio Fotografico, propone un doppio appuntamento: il talk con Chiara Bertola e Adrien Gardère, moderato da Maria Chiara Guerra dedicato al tema dei depositi museali e in particolare al Deposito Vivente allestito al secondo piano della GAM di Torino, seguito dalla presentazione del documentario realizzato a partire da una ricerca sul Fondo Danni di Guerra.

DEPOSITI DI MERAVIGLIA

Nel museo contemporaneo, il deposito è il luogo in cui la relazione tra collezione e pubblico assume una dimensione inedita, intima e mutevole, capace di generarsi in forme nuove a ogni sguardo. Lo spazio più nascosto è quello della maggiore apertura. Qui, come nel Musée Imaginaire di Malraux, ogni osservazione è legittima, ogni interpretazione è possibile: la macchina museale si rivela, nella sua continua trasformazione, come organismo vivo.

Chiara Bertola, direttrice del museo, racconta come ha riportato alla luce i giacimenti nascosti della collezione, in dialogo con Adrien Gardère, museografo francese che, nelle sue esperienze internazionali — dal Louvre-Lens al V&A East — ha reinventato il deposito come luogo della narrazione e della relazione.

 

QUELLO CHE NON C’È: DAL FONDO DANNI DI GUERRA

Siamo abituati a pensare agli archivi come a luoghi di ordine, certezza e conservazione. File allineati, inventari meticolosi, documenti che resistono al tempo e restituiscono tracce tangibili del passato. Eppure, se ci soffermiamo davvero ad ascoltare, ci accorgiamo che non sono solo le parole scritte a raccontare la storia. Tra quei faldoni ordinati si nasconde un’altra dimensione, più sottile: quella delle assenze.

Vuoti che interrompono la continuità del racconto e ci costringono a interrogarci. Perché manca qualcosa? Chi o cosa ha determinato quell’assenza? È il risultato del caso, della dimenticanza o di una scelta consapevole?

Ogni archivio è, in fondo, una narrazione incompleta, e l’incompletezza apre uno spazio di possibilità. I documenti mancanti non rappresentano soltanto una perdita: diventano un invito a interrogare, immaginare, ricostruire.

L’archivio, allora, non è soltanto un deposito del passato, ma uno spazio vivo, attraversato da continue relazioni tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto; un luogo in cui la memoria non si limita a conservare, ma continua a formarsi anche attraverso le sue crepe.

 

DOCUMENTARIO: PIÚ FORTE DELLE BOMBE

È proprio indagando una di queste crepe che è emerso il Fondo Danni di Guerra, oggetto di un importante lavoro di ricerca che ne ha permesso la ricostruzione e ha messo in luce le correlazioni con materiali conservati in altri archivi. Alla prima fase di indagine è seguito un lavoro di riordino, inventariazione e digitalizzazione.

È stato così possibile ricostruire la storia del Fondo e le modalità del suo ingresso in Archivio Fotografico della Fondazione Torino Musei.

Dalla fitta corrispondenza dell’allora direttore dei Musei Civici, Vittorio Viale, con personalità pubbliche e private, se ne deduce la presenza già intorno al 1945.

Il Fondo è costituito da circa 320 fototipi, tra lastre, pellicole e stampe fotografiche che documentano edifici, monumenti e complessi architettonici della città di Torino danneggiati o distrutti dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Nel corso degli anni, la documentazione fotografica ha subito manipolazioni che ne hanno modificato l’assetto originario. Il nucleo è probabilmente riconducibile a un corpus più ampio di natura documentaria e fotografica prodotto dall’Ufficio Protezione Antiaerea (UPA), attivo tra il 1936 e il 1946. Gli scatti non venivano realizzati direttamente dall’Ufficio, ma affidati a soggetti esterni: ditte specializzate, fotoreporter e Corpo dei Vigili del Fuoco. Gran parte della produzione fotografica dei Vigili del Fuoco è oggi conservata presso il loro Archivio Storico, mentre presso l’Archivio Storico della Città di Torino si conserva il fondo UPA.

Il Fondo Danni di Guerra ha rappresentato uno strumento fondamentale di tutela durante la ricostruzione ed è oggi una testimonianza di grande valore storico sullo stato del patrimonio architettonico e monumentale torinese nel periodo postbellico.

Il video documentario, realizzato da Alessandro Muner in occasione di Archivissima 2026, ripercorre le tappe di questa esplorazione, alla ricerca di Quello che non c’è e sarà visibile in sala incontri sabato 6 e domenica 7 giugno a ingresso libero, durante gli orari di apertura del museo

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