I marchesi Scozia di Calliano. Juvarra al Real castello di Verduno 

Il territorio astigiano di Calliano, elevato a marchesato, fu affidato nel 1604 a Galeazzo Canossa, il quale nominò procuratore il veronese Francesco de Cremis. Al marchese Galeazzo, discendente della antica famiglia di Reggio Emilia iscritta nel Circolo Nobile di Verona, si avvicendarono i fratelli Tommaso, governatore generale del Monferrato, Orazio, primo ministro dei due Ducati, Luigi e Isabella. Rimasta vedova e senza figli dalle prime nozze con il conte Lelio Filiberto Scarampi di Camino, Isabella nel 1642 andò in sposa a Bernardino III Scozia con gli stessi beni e nacque un figlio, Francesco Maria I Scozia che prese possesso di Calliano. Dopo i lunghi litigi dei Canossa e le vertenze con gli Scozia per i beni feudali, nel 1704 il duca Ferdinando Carlo ordinò, per ragioni dotali di Isabella, la successione di Calliano al nipote Carlo Bernardino I Scozia, primo marchese di Calliano e quarto conte di Murisengo, gentiluomo di Camera del duca,  coppiere della duchessa Enrichetta, decurione e sindaco di Casale.

 La figlia, contessa Maria Anna Caterina Scozia, era sposata con il secondo marchese di San Giorgio Antonino Felice Gozani, sepolto a Casale nell’altare familiare di San Matteo nella chiesa di San Paolo dei padri Barnabiti, la cui facciata fu interamente ricostruita a sue spese. All’interno si trova il monumento posto in sua memoria dal figlio Giovanni Battista, edificatore del palazzo Gozzani San Giorgio, ora municipio di Casale. Per “lo felicissimo maritaggio” di Antonino e Maria Anna Caterina, furono composti cinque sonetti e uno scherzo poetico dai cognati, marchesi Fassati di Balzola e Ricci di Cereseto. Gli Scozia erano già consignori di Murisengo con Bernardino II, bisnonno di Bernardino III, nativo del luogo e sepolto nel duomo di Casale, presidente del Senato monferrino, consigliere di Stato, conte di Benevello di Alba per dono del duca Vincenzo e marito di Livia, figlia di Lello Asinari signore di Costigliole.

Nel 1585 Bernardino II ebbe in dono il feudo cuneese di Verduno dallo zio Benedetto Cerrato che edificò l’antico castello, ceduto nel 1633 alla famiglia Rachis di Racconigi dal nipote Francesco III Scozia, padre di Bernardino III, consignore di Valmacca,  nominato primo conte di Murisengo per la cessione di Benevello al duca Ferdinando Carlo. Parte del castello fu ricostruito su progetto dell’architetto Juvarra, ceduto dal marchese Caisotti agli ospedali San Giovanni e Carità di Torino, acquistato in seguito dal re Carlo Alberto. Il Real castello è oggi adibito ad albergo-ristorante e le cantine sono state riattivate per la produzione del Barolo e del Verduno.

Gli attuali proprietari raccontano che l’antico viale alberato di accesso al maniero era denominato il meleto dei Gozzano. Alessandro Scozia, premorto al padre Giuseppe, ereditò il marchesato di Calliano sempre appartenuto alla famiglia anche dopo l’annessione del Monferrato allo Stato Sabaudo. Avvocato, sesto marchese di Calliano, consignore di Valmacca, nono e ultimo conte di Murisengo fu anche sindaco di Casale. Nel 1848 Alessandro fu nominato giudice aggiunto al tribunale monferrino di prima cognizione, marito di Adele Andreis, figlia del presidente del Nuovo Senato di Casale S.E. Benedetto conte di Cimella di Nizza Monferrato e di Tarsilla Sordi dei conti di Torcello, cognati dei Gozzani, rimasta vedova a 28 anni.
La loro unica e diletta figlia, Tarsilla Giuseppa Scozia, fece erigere i monumenti ai genitori e ai nonni nella tomba di famiglia del cimitero di Casale, situata accanto alle tombe dei parenti Langosco, Leardi, Savio e Gozzani. Il matrimonio del 1873 con don Francesco Guasco, marchese di Bisio e Gavi, nuovo proprietario di Murisengo, Calliano e del palazzo casalese in via Garibaldi, segnò l’estinzione degli Scozia. I marchesi Scozia erano già presenti nel territorio di Somma Vesuviana nel 1550, novità storica emersa dalla collaborazione con il giornalista Alessandro Masulli, editore e redattore del Mediano di Napoli.
Armano Luigi Gozzano 
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