Per Iperspazi, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, giovedì 29 gennaio alle ore 21, a San Pietro in Vincoli andrà in scena la prima parte della Retrospettiva MAMIMO’, dal titolo “Alfredino”, mentre venerdì 30 e sabato 31 gennaio alle 21 andrà in scena “Patria- Il Paese di Caino e Abele”.
“Alfredino – L’Italia in fondo a un pozzo” rimanda al tragico episodio di Alfredo Rampi, detto Alfredino, tragedia di fronte alla quale l’Italia si fermò tra il 10 e il 13 giugno del 1981. Per la salvezza del bambino di sei anni caduto accidentalmente dentro un pozzo artesiano a Vermicino si combatté una vera e propria battaglia contro il tempo. Precipitato a 36 metri di profondità, trascorsero lunghe e interminabili ore nel disperato tentativo di salvarlo. Il tutto fino al tragico epilogo, seguito e raccontato in quella che si può considerare la prima diretta non stop a coprire un caso di cronaca, evento mediatico che avrebbe dovuto documentare una storia a lieto fine ma che, alla fine, si è trasformato in uno shock collettivo nazionale.
Nel racconto portato in scena troveranno spazio il primo giornalista accorso sul posto, il presidente Sandro Pertini, i robot Mazinga e Goldrake , di cui Alfredino era appassionato, il vigile impegnato a parlare con il bambino per cercare di rassicurarlo e infondergli speranza e poi Angelo Licheri, l’uomo scelto per il suo corpo minuto per calarsi in quel pozzo infernale, per quaranta minuti nel tentativo di imbracare Alfredino e salvarlo. Un’umanità variegata e composita che ruota intorno alla figura del bambino perduto, simbolo di un’Italia inghiottita dal buio, perduta per sempre, come il blocco di ghiaccio azotato in cui fu conservato il corpo di Alfredino prima di poterlo recuperare dalle tenebre.
“ Ho cercato di trattare questa vicenda – spiega il drammaturgo e interprete Fabio Banfo – con la massima sensibilità, partendo dalla mia identificazione di bambino, sono nato nel 1975 come Alfredino, e dall’idea che, se non fosse caduto in quel pozzo, Alfredino avrebbe fatto un cammino parallelo al mio, ascoltando la stessa musica e vivendo le stesse esperienze. Ho cercato di curare un poco il dolore con la poesia, di riportarlo in vita attraverso di me, con me. Era tutto quello che potevo fare per lui”.
Dietro l’enigmatico titolo di “Patria- Il paese di Caino e Abele” si nasconde un progetto immaginato e costruito intorno alla storia d’Italia, dal dopoguerra ai giorni nostri , riletta con gli occhi di due fratelli che ne hanno misteriosamente incrociato gli eventi più sanguinosi, le stragi, il golpe, il terrorismo, le lobbies, le mafie, i servizi segreti, tutte tessere di un mosaico ben più articolato, l’immagine dell’Italia dei nostri nonni, il paese che lasceremo ai nostri figli.
In scena prende forma un racconto dai toni tragicomici dove le memorie degli eroi e quelle dei malvagi si mescolano in un tutt’uno, come le storie di questi due fratelli, trasformando quelle che è una biografia familiare in una ben più articolata biografia di un’intera nazione. Patria è la storia Italiana degli anni di piombo vista attraverso gli occhi di un personaggio bianco, un idiota Dostoevskiano, da tutti considerato lo scemo del villaggio, chiamato Abele. Egli, da quando, bambino, ha battuto violentemente la testa forse per colpa del fratello, ogni giorno vive la ricerca spasmodica eel fratello Caino, senza sapere che è scomparso in un attentato ferroviario, la strage dell’Italicus.
“Forse il fratello, però, non è morto, sopravvissuto e misteriosamente non dà notizie di sé. Forse è addirittura un terrorista, un mafioso, forse è implicato talmente a fondo nelle efferate vicende raccontate da Per la stagione Iperspazi di Fertili Terreni Teatro in scena a San Pietro in Vincoli giovedì 29 gennaio alle 21 “Alfredino”, venerdì 30 e sabato 31 gennaio alle 21 “Patria- Il Paese di Caino e Abele”
Per Iperspazi, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, giovedì 29 gennaio alle ore 21, a San Pietro in Vincoli andrà in scena la prima parte della Retrospettiva MAMIMO’, dal titolo “Alfredino”, mentre venerdì 30 e sabato 31 gennaio alle 21 andrà in scena “Patria- Il Paese di Caino e Abele”.
“Alfredino – L’Italia in fondo a un pozzo” rimanda al tragico episodio di Alfredo Rampi, detto Alfredino, tragedia di fronte alla quale l’Italia si fermò tra il 10 e il 13 giugno del 1981. Per la salvezza del bambino di sei anni caduto accidentalmente dentro un pozzo artesiano a Vermicino si combatté una vera e propria battaglia contro il tempo. Precipitato a 36 metri di profondità, trascorsero lunghe e interminabili ore nel disperato tentativo di salvarlo. Il tutto fino al tragico epilogo, seguito e raccontato in quella che si può considerare la prima diretta non stop a coprire un caso di cronaca, evento mediatico che avrebbe dovuto documentare una storia a lieto fine ma che, alla fine, si è trasformato in uno shock collettivo nazionale.
Nel racconto portato in scena troveranno spazio il primo giornalista accorso sul posto, il presidente Sandro Pertini, i robot Mazinga e Goldrake , di cui Alfredino era appassionato, il vigile impegnato a parlare con il bambino per cercare di rassicurarlo e infondergli speranza e poi Angelo Licheri, l’uomo scelto per il suo corpo minuto per calarsi in quel pozzo infernale, per quaranta minuti nel tentativo di imbracare Alfredino e salvarlo. Un’umanità variegata e composita che ruota intorno alla figura del bambino perduto, simbolo di un’Italia inghiottita dal buio, perduta per sempre, come il blocco di ghiaccio azotato in cui fu conservato il corpo di Alfredino prima di poterlo recuperare dalle tenebre.
“ Ho cercato di trattare questa vicenda – spiega il drammaturgo e interprete Fabio Banfo – con la massima sensibilità, partendo dalla mia identificazione di bambino, sono nato nel 1975 come Alfredino, e dall’idea che, se non fosse caduto in quel pozzo, Alfredino avrebbe fatto un cammino parallelo al mio, ascoltando la stessa musica e vivendo le stesse esperienze. Ho cercato di curare un poco il dolore con la poesia, di riportarlo in vita attraverso di me, con me. Era tutto quello che potevo fare per lui”.
Dietro l’enigmatico titolo di “Patria- Il paese di Caino e Abele” si nasconde un progetto immaginato e costruito intorno alla storia d’Italia, dal dopoguerra ai giorni nostri , riletta con gli occhi di due fratelli che ne hanno misteriosamente incrociato gli eventi più sanguinosi, le stragi, il golpe, il terrorismo, le lobbies, le mafie, i servizi segreti, tutte tessere di un mosaico ben più articolato, l’immagine dell’Italia dei nostri nonni, il paese che lasceremo ai nostri figli.
In scena prende forma un racconto dai toni tragicomici dove le memorie degli eroi e quelle dei malvagi si mescolano in un tutt’uno, come le storie di questi due fratelli, trasformando quelle che è una biografia familiare in una ben più articolata biografia di un’intera nazione. Patria è la storia Italiana degli anni di piombo vista attraverso gli occhi di un personaggio bianco, un idiota Dostoevskiano, da tutti considerato lo scemo del villaggio, chiamato Abele. Egli, da quando, bambino, ha battuto violentemente la testa forse per colpa del fratello, ogni giorno vive la ricerca spasmodica eel fratello Caino, senza sapere che è scomparso in un attentato ferroviario, la strage dell’Italicus.
“Forse il fratello, però, non è morto, sopravvissuto e misteriosamente non dà notizie di sé. Forse è addirittura un terrorista, un mafioso, forse è implicato talmente a fondo nelle efferate vicende raccontate da dover scomparire per forza – spiega il regista dello spettacolo Giacomo Ferrau – o forse è semplicemente morto come tanti in uno dei misteri rimasti senza risposta in quegli anni incredibili. La vita di questo piccolo microcosmo, di questo piccolo Paese che si chiama Patria e che rappresenta nelle sue dinamiche l’Italia intera, scorre inesorabilmente verso una fine lenta e pietosa, indifferente nei confronti dei suoi figli che vanno vengono, nascono sempre di meno e muoiono sempre di più”.
Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento.
Resta la possibilità del biglietto sospeso tramite donazione online o tramite satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com
Gli spettacoli sono adatti ad un pubblico di età superiore ai 14 anni
Mara Martellottadover scomparire per forza – spiega il regista dello spettacolo Giacomo Ferrau – o forse è semplicemente morto come tanti in uno dei misteri rimasti senza risposta in quegli anni incredibili. La vita di questo piccolo microcosmo, di questo piccolo Paese che si chiama Patria e che rappresenta nelle sue dinamiche l’Italia intera, scorre inesorabilmente verso una fine lenta e pietosa, indifferente nei confronti dei suoi figli che vanno vengono, nascono sempre di meno e muoiono sempre di più”.
Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento.
Resta la possibilità del biglietto sospeso tramite donazione online o tramite satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com
Gli spettacoli sono adatti ad un pubblico di età superiore ai 14 anni
Mara Martellotta
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