L’eleganza della sottrazione: moderno, minimal e contemporaneo

/

ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

.

La scorsa settimana abbiamo attraversato i secoli attraverso immagini di ambienti dall’eleganza solenne degli stili d’ispirazione storica, è quindi naturale oggi fare un passo in avanti nel tempo.

Se il Classico, il Neoclassico e il Barocco raccontano la casa come rappresentazione, gli stili contemporanei e minimal raccontano la casa come scelta consapevole.

Meno scenografia, più intenzione.
Meno decorazione, più funzione.

Con il Novecento e poi con il nuovo millennio, l’abitare cambia profondamente: si riducono le superfici, si semplificano i nuclei familiari, si cercano luce, fluidità, praticità. Lo spazio non deve più dimostrare, ma funzionare. E possibilmente farlo con eleganza.

Dobbiamo dunque distinguere tra stile moderno , minimale e contemporaneo che spesso vengono confusi tra loro:

Stile Moderno

Lo stile moderno nasce con il razionalismo e con l’idea che la forma debba seguire la funzione. Linee pulite, geometrie chiare, volumi netti. Gli arredi si alleggeriscono, le superfici diventano lisce, i materiali industriali – vetro, acciaio, cemento – entrano nella quotidianità domestica.

I colori sono spesso neutri, con contrasti calibrati tra chiari e scuri. Non c’è spazio per l’ornamento superfluo: ogni elemento deve avere una ragione. È uno stile che comunica ordine mentale prima ancora che estetico.

A Torino lo si ritrova spesso nelle nuove costruzioni, negli appartamenti ristrutturati con taglio contemporaneo, nelle case di chi desidera pulizia visiva e rigore.

Stile Minimal

Il minimalismo è un passo ulteriore. Non è solo riduzione, è sottrazione.
“Less is more” non è uno slogan, ma un principio progettuale.

Gli ambienti minimal sono ariosi, essenziali, quasi silenziosi. Le palette cromatiche si muovono tra bianco, beige, grigi chiari, talvolta interrotti da un unico accento deciso. Gli arredi sono pochi, selezionati, spesso integrati nell’architettura stessa.

Il rischio del minimal è la freddezza; la sua forza è la purezza. Funziona quando è accompagnato da materiali di qualità, luce naturale ben studiata e proporzioni corrette. Non è povertà decorativa: è disciplina.

Stile Contemporaneo

Spesso confuso con il moderno, lo stile contemporaneo è in realtà più fluido. Non si lega a un’epoca precisa ma interpreta il presente, accogliendo innovazioni tecnologiche, nuove sensibilità ambientali e contaminazioni.

Linee pulite sì, ma con maggiore morbidezza. Spazi aperti, cucina e living integrati, attenzione alla sostenibilità dei materiali. Le palette restano neutre, ma possono accogliere nuance calde, texture materiche, elementi di design iconico.

È lo stile più diffuso oggi nelle abitazioni urbane: rassicurante, elegante, adattabile. Permette di mescolare con equilibrio pezzi moderni e dettagli più personali.

Il filo conduttore

Ciò che accomuna moderno, minimal e contemporaneo è una nuova idea di abitare: la casa non come vetrina, ma come organismo funzionale. Un luogo che deve semplificare la vita, non complicarla.

In un momento storico in cui i metri quadri si riducono e la qualità dello spazio diventa centrale, questi linguaggi rispondono a un bisogno reale: ordine, luce, proporzione, leggerezza.

Eppure, anche qui, la differenza non la fa l’etichetta. La fa il progetto.
Un minimal improvvisato può diventare anonimo. Un contemporaneo mal calibrato può risultare impersonale. È sempre la misura a determinare l’eleganza.

Nel prossimo appuntamento della rubrica continueremo questo viaggio attraversando gli stili urbani e naturali, quelli che mescolano industriale e materia, Nord Europa e Mediterraneo. Perché conoscere i linguaggi dell’arredo non serve a catalogare le case, ma a comprendere quale spazio ci rappresenta davvero.

Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

Attivisti pro – Pal: 18 tra arresti e obblighi di firma per danneggiamento, lesioni e violenza

Articolo Successivo

Riapre domenica 1⁰ marzo la statua di San Carlo, ad Arona

Recenti:

IL METEO E' OFFERTO DA

Fit Homeless