All’Unione Musicale il quarto concerto della serie ‘L’altro suono’, in cartellone per lunedì 16 febbraio alle ore 20, si terrà eccezionalmente presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, e non al teatro Vittoria come di consueto, per ospitare tutti coloro che vorranno celebrare insieme all’Unione Musicale il 50esimo anniversario del metodo Suzuki in Italia, il sistema di educazione musicale in età precoce ideato dal giapponese Sinichi Suzuki, che ha formato generazioni di musicisti in tutto il mondo.
Per l’occasione si esibirà l’ensemble Armoniosa, formato da musicisti che in prima persona hanno beneficiato del metodo Suzuki per la loro formazione musicale.
“Il metodo Suzuki ha avuto un ruolo fondamentale nel nostro percorso, perché ci ha insegnato fin da subito che la musica è anzitutto ascolto e condivisione, prima ancora che tecnica o teoria. Crescere con questo approccio ci ha permesso di sviluppare uan sensibilità musicale naturale, una curiosità autentica e la gioia di fare musica insieme. Festeggiare i cinquanta anni del metodo Suzuki in Italia con questo concerto risulta particolarmente significativo per noi perché rappresenta un’occasione per riconoscere quanto quell’approccio abbia segnato il nostro percorso artistico e quanto continui a rappresentare un modello prezioso per chi oggi inizia a imparare la musica”.
L’Ensemble Armoniosa è nata quattordici anni fa nel contesto dell’Istituto Diocesano Liturgico-Musicale di Asti ed è diventato un punto di riferimento internazionale per la musica barocca.
Il gruppo è formato di soli cinque membri, il violinista Francesco Cerrato, i violoncellisti Stefano Cerrato e Marco Demaria, il clavicembalista Michele Bianchi e l’organista Daniele Ferretti, che affrontano con maestria anche brani scritti per orchestra.
“Dal punto di vista interpretativo – raccontano i musicisti
Il concerto è dedicato all’arte di Vivaldi, a partire dalle celebri Stagioni, che saranno eseguite in prima assoluta nella trascrizione appositamente creata dal maestro Barchi.
“Questa trascrizione – spiegano i musicisti dell’Ensemble – permette di esplorare nuove sfumature dinamiche e timbriche, accentuando il carattere teatrale e quasi sperimentale delle Stagioni, e rendendo ancora più evidente l’incredibile modernità del linguaggio di Vivaldi. Per noi è un modo di aprire il concerto con un’opera iconica, offrendo al pubblic una chiave di ascolto inedita, ma coerente con la nostra identità e con la ricerca che da sempre accompagna il lavoro di Armoniosa”.
Il programma torinese sarà completato dalla Sonata KV 47, dal Concerto N. 1 RV 383 a e dalla Sonata “La follia”, rimodellato seguendo una prassi tipica dell’età barocca che concepiva la musica come un organismo vivente, capace di adattarsi alle esigenze contigenti.
Mara Martellotta
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