“La Segreteria Regionale USIC del Piemonte e Valle d’Aosta, esprime profondo sdegno per le scene di guerriglia urbana che hanno sconvolto Torino. Quella che viene definita ‘manifestazione’ dai gruppi pro-Askatasuna si è rivelata, nei fatti, una brutale aggressione premeditata contro lo Stato e i suoi servitori. Non si può garantire sicurezza senza un’adeguata possibilità di agire. Non siamo il sacco da boxe su cui gruppi violenti possono sfogarsi. Questi individui non scendono in piazza per esercitare un diritto, ma con lo scopo deliberato di colpire donne e uomini in divisa. La nostra lealtà alle istituzioni non deve essere scambiata per una tolleranza verso il massacro. USIC rivolge un appello diretto alle istituzioni locali e, in particolare, al sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: è giunto il momento che la politica torinese esca da ogni zona grigia. Chiediamo chiarezza: le istituzioni cittadine sono al fianco di chi difende la legalità o tollerano, con il silenzio, chi trasforma la città in un campo di battaglia? Alla politica nazionale, USIC chiede tutele giuridiche e garanzie per chi opera in contesti critici di ordine e sicurezza pubblica. Soprattutto, si esige la certezza della pena per chi aggredisce le Forze dell’Ordine. USIC non resterà a guardare mentre i colleghi vengono usati come bersagli mobili. Difendere chi garantisce la sicurezza è l’unico modo per tutelare la libertà e la sicurezza di tutti i cittadini onesti”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC) Piemonte e Valle d’Aosta.
Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESERecenti:
La Polizia di Stato ha coordinato a Torino un controllo straordinario del territorio “Alto Impatto” nel
Sono stati attivati nell’Alessandrino 35 gruppi di ricerca per trovare una donna di 75 anni di
“Spesso ci si chiede cosa fa concretamente l’Unione Europea per i cittadini. Oggi possiamo constatare quello
Entra nel vivo il progetto C.A.S.A. (Comunità, Alleanze e Solidarietà per l’Accoglienza) volto a promuovere l’accoglienza
Una diagnosi difficile, un intervento ad altissimo rischio e, al centro di tutto, una straordinaria alleanza

