Teresa, la ragazza che ama saltare in alto

Reportage di vita, sogni e coraggio

“Le persone entrano nella tua vita per una ragione, una stagione o una vita intera.” La frase di Brian A. “Drew” Chalker sembra scritta per lei: Teresa Belluco. Perché, nonostante il poco tempo, la sua presenza ha inciso come una traccia indelebile.
Teresa aveva 15 anni, viveva in provincia, apparteneva a quella generazione Gen Z che spesso immaginiamo immersa nei social e distratta dai libri. Ma Teresa era diversa: un concentrato di energia e curiosità, con mille passioni e amici, che riempivano le sue giornate. Amava la ginnastica artistica, il salto in alto, i libri, e soprattutto i gatti — “se potesse, riempirebbe la casa di felini”, raccontava sorridendo la mamma Lucia.
Poi la diagnosi: un sarcoma raro. Una parola pesante, che avrebbe potuto schiacciarla. E invece Teresa ha deciso di viverci dentro appieno. Non si è chiusa, non ha rinunciato ai suoi sogni. Come lei, sono grintosi, tutti i bambini e gli adolescenti oncologici ancora oggi. Che cadono e si rialzano. Teresa ha scelto, poi, di partecipare volontariamente a un trattamento sperimentale in fase iniziale, negli Stati Uniti, contribuendo alla ricerca medica.

Oggi la sua voce non è scomparsa. Vive tra le pagine di un libro che porta il suo nome: Io sono Teresa Belluco. Una storia vera, un viaggio tra Italia, America e Olimpiadi 2024. Di Terry&Lucy. Edizione EBS print. Un romanzo-verità nato dalla penna della madre, ma costruito come un grande diario dalla voce narrante di Teresa, arricchito dai ricordi, emozioni vere, dei compagni di classe, degli insegnanti, dalle amiche più scatenate, degli allenatori e allenatrici. Dentro ci sono i suoi temi scritti sui banchi di scuola, i messaggi vocali inviati di corsa, le foto un po’ sbiadite, i video improvvisati e i frammenti di social che ogni adolescente lascia in giro.
Il risultato è sorprendente: 364 pagine intense, ma capaci di farsi leggere d’un fiato. Non solo da chi la conosceva, ma anche da chi inciampa nella sua storia per caso. E si affrontano temi importanti e delicati.

Diceva con tenacia: “Se non è per me, sono informazioni mediche per progredire e migliorare nella cura di altre persone”.

La magia di Teresa è proprio questa: unire mondi diversi. C’è la nonna Paola, novant’anni compiuti, che per la prima volta ha imparato a leggere un e-book pur di seguire la storia di una ragazza che ha conosciuto per un attimo attraverso uno schermo, grazie al figlio Alberto. Ma che ha amato subito. Ci sono ragazzi e ragazze che di solito non leggono, ma che hanno passato notti d’estate a sfogliare il libro, a seguire le disavventure pazze di Teresa; incuriositi anche dai QR code inseriti nei capitoli. Ci sono genitori che ancora non riescono a toccarlo: “Troppo dolore, non siamo pronti”, confessano. E va bene così. Ognuno ha il suo tempo.
Lucia, la mamma, racconta che scrivere è stato come tenere viva una promessa: “Non volevo che Teresa fosse ricordata solo per la malattia. Lei era molto di più. Una ragazza piena di vita, di sogni, di futuro. Era ed è, un’ anima, da Vispa Teresa”.
E così, Io sono Teresa Belluco diventa non solo un libro, ma una testimonianza. Un invito a non lasciare mai in sospeso i propri sogni, a non rinunciare a saltare in alto, come Teresa faceva in pedana.

Oggi il volume è disponibile su tutte le principali piattaforme online, in versione cartacea, eBook e audiolibro, con la voce intensa e vibrante di Giada Sabellico. Ma le emozioni non finiscono con la lettura: su Spotify prende vita la playlist “Io sono Teresa Belluco”, che raccoglie le canzoni citate nel libro e quelle che Teresa portava nel cuore, trasformando le pagine in note e le parole in melodia.
Il percorso continua anche sul sito www.hopeforteresa.it, dove è possibile, scoprire iniziative e sostenere progetti in Italia e all’estero. Tra questi spicca il podcast “Una zebra in corsia”, ideato da Chiara Pennuti, già in preparazione con la sua seconda stagione. Un lavoro di squadra, nato per diffondere conoscenza in team, ricerca e soprattutto speranza insieme.
E poi ci sono loro: i ragazzi e le ragazze con Sarcoma che hanno conosciuto Teresa, condividendo con lei un tratto di strada, un frammento di vita, un sorriso. Geremia, Nora, Angela, Yinuo, Alberto, Mia, Vittoria, Seth, Callan, Connor, Alberica: nomi che diventano storie, voci che si intrecciano in un unico coro, quello della resistenza e della bellezza.
Così, tra parole, musica e testimonianze, Io sono Teresa Belluco diventa molto più di un libro. Diventa un invito a credere nella vita, nei sogni, nella forza di una comunità che non smette di cercare la luce.

Lucia Manzinello

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