Egregio Direttore,
con riferimento all’articolo apparso sul suo Quotidiano on line in data 21 marzo u.s. relativo ai lavori in corso al parco del Meisino il cui incipit richiamava mie dichiarazioni rilasciate al giornale La Repubblica sottolineando che le stesse, a detta del Comitato “Salviamo il Meisino, contenevano “affermazioni non veritiere”, non precisando peraltro di quali affermazioni si trattasse, ritengo opportuno precisare quanto segue sui contenuti dell’intervista:
– sicuramente il titolo dato all’intervista (“Sul Meisino sbagliato protestare ancora, il piano migliorato è green”) è fuorviante rispetto al contenuto dell’intervista stessa nella quale, in nessuna sua parte, compare tale affermazione, bensì si fa presente che, dopo le profonde modificazioni introdotte al progetto originario dall’Ente Parco e accolte dal Comune di Torino, progetto che l’Ente stesso non ha ritenuto idoneo e ambientalmente sostenibile fin dalla sua prima presentazione, la realizzazione degli interventi autorizzati è meno impattante;
– a titolo di esempio il recupero della Cascina presente nel parco è stato totalmente rivisto, nel rispetto del Piano d’area del territorio che costituisce lo strumento urbanistico gestionale delle aree protette del Po, con destinazione a Centro di educazione ambientale;
– gli impianti sportivi a maggiore impatto, come la pista di pump track, sono stati spostati dal Meisino in area esterna su indicazione e d’intesa con la Circoscrizione;
– gli interventi di abbattimento di alberi debbono essere compensati da piantumazioni idonee con piante autoctone: sulla questione deve anche essere precisato che l’eliminazione delle piante invasive, alloctone e dannose per la biodiversità è un atto dovuto anche da disposizioni della Comunità Europea e consente un miglioramento della biodiversità stessa, così come sta avvenendo su altri territori del Parco del Po in gestione all’Ente;
– purtroppo il clima che si è venuto a creare intorno al tema del Meisino, molto probabilmente impedirà la realizzazione di interventi di miglioramento a tutela delle aree a maggiore protezione che sono oggi soggette a problematiche di degrado (ad esempio l’interramento “naturale” delle aree umide).
Laddove si ritenesse che tali affermazioni (che sono quelle contenute nell’intervista) non siano veritiere mi dichiaro disponibile a un confronto con i rappresentanti del Comitato “Salviamo il Meisino” che mi metta in condizione di comprenderne il mancato contenuto di verità.
Sottolineo infine, come Lei mi insegna in qualità di direttore di una testata giornalistica, che degli articoli non bisogna limitarsi al titolo o agli occhielli che, ripeto, nel caso di specie sono fuorvianti, ma leggerne i contenuti.
Roberto Saini, Commissario dell’Ente di gestione delle aree protette del Po
Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE
Purtroppo il comitato Salviamo il Meisino è ostaggio dei soliti odiatori professionisti, cioè i cosiddetti “anarchici torinesi”.
Peccato, il Meisino meritava gente normale a difenderlo.
Questo commento è falso, offensivo e passibile di querela.
“anarchico”, “odiatore professionista” e “non normale” sarà lei.
Cosa intende Saini dicendo questo?:
“– purtroppo il clima che si è venuto a creare intorno al tema del Meisino, molto probabilmente impedirà la realizzazione di interventi di miglioramento a tutela delle aree a maggiore protezione che sono oggi soggette a problematiche di degrado (ad esempio l’interramento “naturale” delle aree umide).”
Il “clima” impedisce di fare cose utili all’ambiente e alla RPS?
Una Riserva naturale a Protezione Speciale trasformata in un “centro per l’educazione SPORTIVA e ambientale” ma vi sembra il luogo adatto?
Spostate gli animali e trasformate con cantieri e “ristrutturazioni passerelle e percorsi di Skill Bike con pedane in mezzo ai boschi l’habitat e la fauna della riserva per fare educazione ambientale?!? ma cose verrà insegnato? come era naturale la riserva naturale che c’era prima che fosse costruito il centro? quanti animali sono stati “spostati” chissà dove o ammazzati in inverno in letargo dai mezzi cingolati, pale meccaniche camion betoniera schiacciasassi tagli di alberi sani e autoctoni non pericolosi e tutto quello che viene visto ogni giorno nel “ex” riserva naturale?