Urania Milano – Reale Mutua Basket Torino: una sconfitta che non fa ben sperare

Supercoppa di A2 di basket

Inizia anche quest’anno la stagione del basket di serie A2 per Torino, che purtroppo, dopo gli scempi degli ultimi secondi dell’altr’anno rimane in serie minore. Per fortuna i protagonisti della sconfitta non sono più presenti, ma si dice per fortuna per non piangere, visto che, almeno per quanto visto ieri sera… Cappelletti e Diop ci mancheranno… .

Commentare uno spettacolo ai livelli del Karaoke dei peggiori bar della cintura cittadina non è nelle mie corde.

I giocatori, spero sia dovuto solo al periodo di inizio anno e con preparazione ancora incompleta, sembrano ancora molto lontani da livelli tecnici accettabili. Alibegovic sembra insofferente e Toscano reduce da giornate disorientanti. Il nuovo pivot, Davon Scott, sembra veramente uscito da un uovo di Pasqua, sempre fuori luogo e timoroso in attacco contro un pivot addirittura di serie B… Degli altri non si riesce neanche a commentare. Zugno fa rimpiangere Traini e Oboe è uno strumento misterioso. Landi sembra essere l’unico su livelli accettabili, ma in quel ruolo l’altr’anno c’erano Campani e Pinkins… non che fosse “sta cosa”, ma insomma, bisognerebbe riuscire almeno ad avvicinarsi… .

Unica scusante è la mancanza di De Vico, infortunato convalescente, ala forte che in A2 dovrebbe avere un buon impatto e il nuovo Play statunitense in arrivo nei prossimi giorni a Torink. Due quinti del quintetto base non sono pochi da regalare agli avversari, anche se gli avversari di certo non erano e non sono il Real Madrid, ma si può sperare che ovviamente alzino il livello qualitativo.

Il pensiero vola ancora a quei pochi centesimi che ci hanno separato dalla serie A che conta, e rivedere partite ad alto coefficiente di “orribilità” non fa altro che amplificare il rimpianto. So che non si chiama A2 ma il concetto è lo stesso. Questa squadra è oggettivamente brutta a vedersi e in tempi duri come questi far attecchire sul territorio il basket con qualità bassa non aiuta.

Sembra un po’ raffazzonato il progetto, come le maglie e i pantaloncini Oversize dei giocatori che li fanno sembrare maniscalchi medioevali nei loro tentativi di renderli “abitabili” mentre corrono su e giù per il campo. Meglio le nostre divise di quelle di Milano, senza i nomi sulle maglie e l’etichetta di fuori…

Ok, con il gioco questo non c’entra molto, ma al momento anche questi giocatori con il basket. Attendiamo tempi migliori…

Paolo Michieletto 

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