Fiducia e futuro: scommetterci è ancora possibile?

LIBRI

A parlarne a Racconigi, attraverso i loro ultimi libri e nell’ambito della rassegna “CuneiForme”, Adriano Favole ed Antonio Sgobba

Venerdì 10 settembre, ore 21

Racconigi (Cuneo)

Sul tema “riCostruire”, filo conduttore dell’edizione 2021, proseguono gli appuntamenti della rassegna “CuneiForme”, voluta dall’Associazione Culturale “Progetto Cantoregi” in collaborazione con “Le Terre dei Savoia”. Il prossimo incontro si terrà venerdì 10 settembre, ore 21, presso la  “Soms” (ex Società Operaia di Mutuo Soccorso) di via Costa 23, a Racconigi. Sul palco, si confronteranno l’antropologo culturale Adriano Favole, saggista e docente di “Storia dell’Antropologia e dell’Etnologia dell’Oceania” all’Università di Torino ed Antonio Sgobba, giornalista Rai fra i conduttori del “TGR Petrarca – Le parole della cultura”. Al centro del dibattito – moderato da Livio Partiti, ideatore e conduttore della trasmissione web “Il posto delle parole” – la riflessione, di estrema attualità e di certo non semplice, sul come “riCostruire” la fiducia nella società e nel futuro. I due lo faranno partendo e muovendosi fra le righe e le asserzioni contenute nei loro rispettivi libri di recente pubblicazione: “Il mondo che avrete. Virus, Antropocene, Rivoluzione” (Utet) e “La società della fiducia” (Il Saggiatore).  Nel primo, Favole, attraverso l’ausilio  del “pensiero antropologico” si fa portatore di testimonianze, spesso lontane nel tempo e nello spazio, in grado  di mettere in luce le possibili “vie di fuga” dai molteplici lockdown (non solo quelli recenti imposti dalla pandemia) che per legge hanno visto sospendere attività produttive, incontri sociali non meno che manifestazioni culturali e altro. Parentesi che si vorrebbe chiudere per riprendere il cammino interrotto. E l’antropologia può indicare soluzioni percorribili in tal senso. Anche se, in ogni tempo e in ogni luogo, pare emergere sempre il “furto del futuro”, il pesante debito economico ed ecologico che riversiamo addosso alle nuove generazioni.  E  allora “come venirne fuori, se non ideando un altro modo di vivere, una rivoluzione che abbia come obiettivo quello di rifondare la convivenza tra noi e gli altri abitanti della Terra, tra noi e la natura?”. La ricostruzione della “storia della fiducia”, è invece l’obiettivo cui mira nel suo libro Antonio Sgobba “ribaltando luoghi comuni e offrendo punti di vista inediti”. Prendendola alla larga.  “Dalla peste nell’Atene di Socrate, con l’ardua scelta del saggio a cui affidarsi, alle epidemie del presente, in cui ‘bolle’ di riferimento e ‘camere dell’eco’ aiutano i virus a prosperare; dalle notizie inventate nella Francia ottocentesca alla postverità nell’era di Facebook e WhatsApp; dalle riflessioni di Platone sull’esperienza diretta a quelle di David Foster Wallace sul rapporto tra autorità e linguaggio”. “La società della fiducia – per Sgobba – è un viaggio alla scoperta della nostra diffidenza e dei modi che abbiamo trovato per continuare a credere gli uni negli altri. Perché se vogliamo restare uniti dubitare è bene, ma fidarsi è meglio”. Saggio invito.

g.m.

Nelle foto:

–         Adriano Favole

–         Antonio Sgobba

 

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