L’isola del libro. Speciale Downton Abbey

in CULTURA E SPETTACOLI

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Si dice “Downton Abbey“ e si traduce “successo assicurato”. Basta vedere le sale in cui è proiettato il film ispirato all’omonima serie tv firmata da Jiulian Fellows (Premio Oscar migliore sceneggiatura per “Gosford Park” e autore anche del libro “Snob” del 2005). Dopo 6  felici  stagioni della fiction che ha inanellato premi importanti (3 Golden Globe 15 Emmy), ora ritroviamo l’aristocratica famiglia Crawley sul grande schermo. Siamo nel 1927, in affanno per l’arrivo dei sovrani, con inevitabile ansia e scompiglio a tutti i livelli della dimora. Il regista Michael Engler ha girato il film nell’Highclere Castle e ci fa tornare indietro all’epoca di spettacolari magioni, privilegi nobiliari, stuoli di servitori. Una ricostruzione raffinata e sfarzosa, scenari da favola, in cui recitano gli stessi attori che ci hanno incantati alla tv con tutta la loro bravura. Ma quello fu anche un periodo di grandi cambiamenti politici, economici e sociali. Allora perché non approfondire leggendo i libri che stanno dietro allo schermo? Ecco qualche spunto.

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Fiona Carnarvon  “Lady Almina e la vera storia di Downton Abbey”  -Vallardi-  (2013)  euro 15,90

Il libro è stato scritto da Lady Fiona, 8° contessa di Carnarvon che ha sposato l’erede della casata, Geordie. Diventata la custode del maniero ha colto il fascino del luogo e soprattutto della storia dell’antenata Lady Almina, 5° contessa di Carnarvon. Dopo approfondite ricerche in archivi e documenti di famiglia ha scritto questa bellissima biografia romanzata che è molte cose. Romanzo storico, di costume, scenario di glorie e drammi familiari, appassionante lettura che ci conduce nei fasti di un’epoca ormai tramontata.

Lady Almina era figlia illegittima di Alfred de Rothchild, uno degli uomini più ricchi al mondo, che non la riconobbe mai legalmente; ma l’adorò, viziandola e foraggiandola economicamente.

La sua posizione sociale un po’equivoca fu ampiamente superata dal patrimonio ereditato dal padre. E la sua dote allettò George Edward, 5° conte di Carnarvon, personaggio di spicco della nobiltà inglese. Uomo dalle passioni eclettiche –leggere, conoscere le nuove tecnologie, viaggiare- e, come molti blasonati dell’epoca, proprietario di spettacolari tenute, ma scarso di liquidità e gravato dalle tasse. A 19 anni Almina lo sposa con una sontuosa cerimonia.

George, passerà alla storia per aver scoperto, insieme a Howard Carter, la tomba di Tutankhamon e, certo, l’eredità della moglie gli consentì di condurre le sue dispendiose campagne archeologiche in Egitto, di rimettere in sesto il castello di Highclere, nonché di saldare molti debiti. Fu un matrimonio felice e Almina una moglie esemplare. Bravissima nell’organizzare lussuose feste, ricevere nobili e principi, ma soprattutto eccezionale nel dedicarsi agli altri. Aveva l’animo da  infermiera e durante la prima Guerra Mondiale trasformò il castello in un ospedale in cui i feriti venivano curati da medici provetti e trovavano, a volte salvezza, sempre, comunque, conforto e dedizione. Quando il marito si ammalò misteriosamente poco dopo aver scoperto il sepolcro del giovane faraone nella Valle dei Re (dando adito alla teoria della maledizione verso chi disturbava il loro sonno eterno) lei corse al suo capezzale e lo curò amorevolmente fino alla fine. Lord Carnarvon morì a soli 57 anni, nel 1923, poco dopo la sua scoperta: probabilmente per  un morso di zanzara infettatosi e sfociato in setticemia. Almina ne riportò la salma in patria, poi inseguì il suo sogno di creare un ospedale. Ci riuscì nel 1927 e lo chiamò Alfred House, in onore dell’amato padre, che aveva reso possibile la sua vita straordinaria.

Ad Almina si ispira in parte il personaggio di Cora della fiction.

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Margaret Powell  “Ai pani bassi”  -Einaudi-  (2012)  euro 16,50

Lo stesso mondo scintillante dei nobili e delle loro immense mansion, qui viene raccontato partendo dal basso. E’ uno spaccato della vita dello stuolo di servitori che rendevano funzionante al millimetro la gestione  della casa. L’autrice Margaret Powell, nata nel 1907 a Hove in Inghilterra (morta nel 1984) iniziò a lavorare a soli 14 anni nella lavanderia di un albergo. Poi fu assunta come aiuto-cuoca in una ricca casa  londinese. Il successo delle padrone di casa dipendeva dall’esercito di persone che lavoravano per loro. Castelli e grandi tenute richiedevano decine e decine di servitori le cui varie mansioni erano rigorosamente incasellate in una rigida gerarchia. Strategici erano il maggiordomo e la governante che organizzavano e dirigevano il lavoro di cameriere, sguattere e dipendenti di sesso maschile, la cui importanza scalava in base all’anzianità.

Il lavoro era mastodontico all’epoca in cui i signori si cambiavano 4 o più volte al giorno, ospitavano continuamente altri nobili di riguardo e membri della corona, pranzi e cene consistevano in raffinate ed elaborate portate, argenti e porcellane andavano continuamente puliti, e l’acqua per il bagno dei signori veniva portata in appositi secchi su per i piani…..Perché tutto questo funzionasse  come un meccanismo ben oliato la servitù era essenziale.

E nel libro emerge anche il rapporto di reciproco rispetto che negli anni 30 legava a stretta mandata padroni di casa e personale di servizio.

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Jessica Fellowes  “ Il mondo di Downton Abbey. Dietro le quinte della serie tv”   -Rizzoli- (2012)  -euro 21,90

Più che raccontarle, queste pagine occorre sfogliarle beandovi delle immagini che avete visto nella serie tv, di cui è il libro ufficiale. La Fellows raccoglie scene, arredi, sontuosità, segreti, drammi e passioni delle prime due stagioni della fiction. Ed ecco raccolte in 300 pagine le riprese più belle, i costumi nei loro particolari, pettinature, gioielli, toilette delle signore… e tanto altro. Una full immersion in Dowton Abbey. La casa, la tenuta, la vita domestica, gli appuntamenti in società, le questioni di etichetta, destini  e mansioni della servitù, amori e passioni, la Grande guerra e i dietro le quinte.

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Emma Marriot  “Downton Abbey: the official film companion” –Headline- euro 29,64

Il libro è in inglese ma fruibile da tutti perché a farla da padroni sono soprattutto le immagini ufficiali del film. Siamo nel 1927, una lettera con le insegne reali annuncia a Lord e Lady Grantham che Re GiorgioV e la Regina Mary visiteranno lo Yorkshire e si tratterranno a Dawton Abbey per un giorno e una notte. Arriveranno a bordo della loro Daimler e con il nutrito seguito reale di servitori. Facile immaginare lo scompiglio a tutti i livelli della nobile dimora. Nulla può essere affidato al caso o andare storto, nessun minimo dettaglio va trascurato. Un vortice di ansia alleggia sui preparativi. Persino lo storico maggiordomo Carson, ormai in pensione, viene richiamato in servizio; mentre vecchie rivalità tra la servitù tornano a galla e stanno per scatenarsene di nuove con  l’arrivo dei domestici dei sovrani. Solo l’anziana, impermeabile e indistruttibile Lady Violet (interpretata, come nella fiction, da una strepitosa Maggie Smith) vivrà con la sua solita sorniona calma e indomita saggezza anche questa gloriosa pagina della sua esistenza.

Nel libro troverete foto magnifiche della produzione, interviste con il cast, dietro le quinte delle scene, immagini della fastosa scenografia, dagli esterni ricostruiti ai sfarzosi saloni in cui i sovrani faranno il loro ingresso.