Chissà se la data del disco è giusta…

in CULTURA E SPETTACOLI

Caleidoscopio rock USA anni 60

A volte è difficile spiegare il perché valga la pena parlare di bands semisconosciute o cadute nell’oblìo in men che non si dica. Quelle bands di cui si sa poco o nulla, magari nemmeno l’anno di fondazione o di scioglimento, su cui permangono perfino dubbi riguardo la datazione dei rarissimi 45 giri incisi; bands su cui non sappiamo nulla riguardo il manager o riguardo i locali in cui si esibivano, o se avessero partecipato a competizioni più o meno note e ambite. Magari si conoscono solo i nomi dei loro componenti, ma nulla riguardo le influenze originarie, i cambi di formazione, l’evolversi dello stile o del sound. Eppure se ne deve parlare per onestà intellettuale e per il fatto che, sebbene comete passate rapidamente, lasciarono, durante la breve parentesi della loro fiammata di ispirazione, perle isolate ma luminose, esiti musicali avanti di decenni rispetto ai tempi. Nella seconda metà degli anni Sessanta non era evento così raro il trovare suoni o stili incredibilmente precorritori, tanto che all’ascolto verrebbe da controllare la data di incisione con ricerche incrociate, salvo poi ammettere che effettivamente l’anno era quello e che il sound anticipava soluzioni musicali ben più famose ma sopraggiunte anche 10 anni dopo.

In questa rubrica da me curata sarà facile imbattersi in queste “stelle isolate”; ma, come le supernova, destinate a morire nel momento del loro massimo fulgore per eventi improvvisi o imponderabili.

Un esempio veloce veloce? The Dystraction, formatisi a Reno (Nevada) tra compagni alla Wooster High School e alla Sparks High School: Rick Yancey (V, chit), Rob Hanna (V, chit), Danny Herring (b), Scott Monroe (batt). Tramite Bob Hanna, padre del chitarrista e membro degli Esquires, ebbero un punto di contatto con l’etichetta Coast records di Hollywood, con cui incisero un unico 45 giri (considerato perla rara da moltissimi cultori del rock psichedelico ma soprattutto dell’hard rock delle origini). Nel 1969 (sebbene appaia incredibile ascoltandone il sound) esce questo single: “Wonder What Ya Feel” [Hanna] (Coast 6969; side B: “Where Are We Now” [Hanna]). Il lato A è pionieristico all’ennesima potenza ed è quello che più mette a dura prova la datazione, dimostrando quanto il rock anni ‘60 avesse forme all’avanguardia e seminasse con abbondanza su un terreno fertilissimo per i decenni successivi. L’incisione fu stella luminosa per una band su cui si hanno scarsissime informazioni, se non che nel 1969 si esibì in vari clubs in Oregon e California e che partecipò con successo ad una “Battle of the Bands” a Reno già nel 1968; probabilmente fece il bis nel 1969, qualificandosi tra i quattro vincitori che passarono alla fase successiva a Las Vegas, secondo la cronaca locale di Reno Gazette-Journal e Nevada State Journal. Altre notizie sono impossibili da trovare e tantomeno c’è possibilità di stilare una cronologia sull’ultimo periodo dei The Dystraction; figuriamoci ricostruire le circostanze o i motivi dello scioglimento della band…

Ciò che resta è il lascito musicale e soprattutto il fatto che ancora in molti (esperti e non) si stiano   arrovellando il cervello per trovare una spiegazione ad un sound così pionieristico e precursore, da lasciare incantati ed increduli. Me compreso…

Gian Marchisio