L’isola del libro

in CULTURA E SPETTACOLI

Rubrica settimanale sul mondo dei libri. A cura di Laura Goria

 

 

Karina Sainz Borgo “Notte a Caracas” -Einaudi-   euro 17,00

Karina Sainz Borgo è nata nel 1982 a Caracas, ma da 12 anni vive in Spagna dove collabora come giornalista a “El Nacional” e “El Mundo”, ed è anche autrice di alcuni saggi politici. “Notte a Caracas” è il suo primo romanzo pubblicato (ne ha scritti altri due che speriamo di leggere presto), un successo internazionale tradotto in 22 paesi. Un testo politico, ma non politicizzato, che racconta la violenza e l’impunità in cui è sprofondato il Venezuela. E’ si, una storia di finzione, come chiarisce l’autrice, ma alcuni fatti e personaggi sono comunque ispirati alla realtà. Ed è una sorta di lettera d’amore per il suo paese che avrebbe potuto essere ricco e grande, invece è sempre più allo sbando. Un Venezuela in cui la vita non ha più alcun valore, dove manca tutto a partire da cibo e medicine. Invece abbondano violenze, saccheggi, criminalità mascherata da credo politico, corruzione e repressione feroce che sfocia nella morte di tanti giovani innocenti. Un inferno in terra. La protagonista Adelaida ha appena perso la madre, stroncata dal cancro, e il suo mondo privato si frantuma. Era stata una donna colta, la prima a laurearsi della sua famiglia. Aveva cresciuto da sola la sua unica figlia, dopo che lo studente con cui l’aveva concepita si era eclissato. La famiglia erano sua madre e lei, il loro albero genealogico cominciava e finiva con loro, non aspettavano nessuno e si bastavano a vicenda. Il romanzo inizia con la sepoltura della madre in un paese in cui neanche la morte ottiene rispetto. Perché in Venezuela si assaltano a mano armata i funerali, le tombe vengono aperte e depredate, si derubano pure i morti. Adelaida non perde solo la madre, ma anche il lavoro di traduttrice e soprattutto la casa che le viene sequestrata con violenza da un gruppo di donne legate al regime. Sono guidate da una spietata, corrotta e avida Marescialla: donna orribile e sfatta che distruggerà ogni cosa nell’appartamento e ne farà il magazzino dei suoi traffici illeciti al mercato nero. Ad Adelaida non resta che rifugiarsi dalla vicina, Aurora Peralta. Ma quando varca la sua porta ne rinviene il cadavere. Non vi anticipo cosa ne farà. Però posso dirvi che nelle pagine di questo portentoso libro sono raccontate le torture e le violenze più brutali: perpetrate in un paese in cui la democrazia è cancellata e sostituita da ronde notturne, sequestri, torture e incarcerazioni di innocenti. Karina Sainz Borgo volutamente non riporta date e nomi di personaggi politici Venezuelani, perché ha scelto di rendere il libro più universale. L’allegoria della perdita della madre e di tutto il suo mondo fa della protagonista un’orfana a tutti gli effetti….e la sua storia non lascia certo indifferenti.

 

Andre Dubus III “E’ passato tanto tempo” -Feltrinelli- euro 19,50

Antefatto di queste 440 pagine è un fatto di cronaca avvenuto molti anni prima e che ora presenta una sorta di resa dei conti. Susan aveva solo tre anni quando la polizia la strappò dalle mani del padre Daniel, che viene arrestato e incarcerato per 15 anni. La piccola Susan è stata cresciuta, non senza difficoltà, dalla nonna materna Lois che cova un sordo rancore verso l’uomo che le ha portato via la sua giovane e bellissima figlia Linda. Era la madre di Susan, che a sua volta la ricorda tantissimo sia fisicamente che nella passione per i libri. Nonna e nipotina si sono rifugiate nella tranquilla provincia americana, ad Arcadia, in Florida, dove Lois ha aperto un negozio di antiquariato. E’ così che ha regalato alla ragazza un’infanzia e un’adolescenza più normali possibile. 40 anni dopo Susan è una 43enne smarrita, sposata con Bobby Dunn, uomo solido e paziente, capace di starle vicino anche quando lei, avvinghiata dai suoi demoni, lo respinge. Della tragica notte che ha sfaldato la sua vita per sempre ricorda quasi nulla, ma sa che da lì sgorga il dolore e il nemico che si porta dentro e decide così di scrivere un romanzo autobiografico. D’altro canto Daniel è stato scarcerato dopo 15 anni e si è ritirato sulla costa del New England a vivere da solo, in libertà vigilata, a lavorare e convivere con la sua colpa. Ma la sua vita è agli sgoccioli, è invecchiato corroso dai tormenti, sta morendo e decide di andare alla ricerca della sua bambina. E’ combattuto tra mille pensieri, ma convinto di dover fare qualcosa per sua figlia, altrimenti resterebbe “solo il fantasma di un sogno e niente più”. E’ il crocevia da cui finiscono per passare i tre personaggi. Susan che chiede alla nonna di ospitarla per un po’, e riceve una lettera dal padre che le chiede di incontrarlo. Lois che farà fuoco e fiamme per impedire il riavvicinamento dei due, tanto da procurarsi armi e munizioni, tale è l’odio che cova per Daniel per il quale avrebbe voluto la pena di morte. Poi c’è lui, Daniel che insegue riscatto e perdono, che cerca disperatamente di lasciare qualcosa di positivo dietro di sè. Non anticipo nulla…ma ancora una volta Andre Dubus III (nato in California nel 1959, che oggi vive con la moglie e tre figli nel Massachussetts, dove insegna all’università) ha raccontato una struggente storia in cui gli uomini amano poco-niente (come l’ex marito di Lois, Gerry) o troppo e male, come Daniel che ha perso la testa divorato da gelosia e possessività.

 

Brunella Schisa   “Non essere ridicola” – Terzo tempo Giunti- euro 13,00

La giornalista e scrittrice napoletana ci racconta una storia come ce ne sono tante, fatta di tradimento, dolore e ripresa. La protagonista è Emma, ha 61 anni, lavora in una libreria con soddisfazione, è felicemente appagata dal suo matrimonio con Pietro e può contare sulla complicità delle sue amiche con cui pranza una volta a settimana. Poi irrompe la tragedia ed ecco il terremoto. Dopo 25 anni insieme, scopre che Pietro ha una relazione con una giovane e tonicissima maestra di pilates 35enne. Diciamo pure che questo è un cliché già visto e che spesso gli uomini difettano di originalità. Comunque, la tresca va avanti da un anno ed Emma non si era accorta di nulla, anzi si crogiolava beata nell’idea di una famiglia da “mulino bianco”. Va da sé che non la prende bene. Anzi, il mondo le si rovescia addosso, e quando Pietro le dice che la sua non è semplicemente un’infatuazione passeggera, ma molto di più….Emma esplode. Gliene dice di tutti i colori (proprio lei sempre così controllata e mai una parola volgare) e lo caccia via da casa. Poi viene la parte più difficile…..dopo il tradimento, come andare avanti? Tanto più che a complicarle la vita c’è anche la figlia adolescente in classico complesso edipico, odiosa più che mai, scarica tutte le colpe sulla madre. Le cose con Giulia poi miglioreranno, anche se, com’è giusto che sia, la ragazzina mette in pool position i suoi progetti per il futuro, con il suo ragazzo e in un’altra città. Per Emma è un vuoto in più all’orizzonte. Anche il lavoro che adora e le presentazioni degli scrittori che organizza in libreria non riescono a lenire lo sfracello della sua vita. Oltre al buio e solitario futuro, dietro l’angolo ci sono poi problemi pratici come quello del denaro e della dipendenza economica dal marito. Supporter di Emma sono soprattutto le sue amiche che fanno di tutto per consolarla, dal presentarle altri uomini (come se questa fosse la soluzione…ma magari anche no) all’aiutarla a non sentirsi finita e al capolinea. Più facile a dirsi che a farsi…Perché shopping sfrenato, attività ricreative a gogò e nuovi fugaci incontri di letto mettono solo in stallo il problema senza risolvere nulla. La Schisa è bravissima a sviscerare stati d’animo, pensieri e progetti che si annidano a intermittenza nella testa di una donna tradita e abbandonata… non propriamente nel fiore degli anni, anche se ancora molto piacente. Però preparatevi a sviluppi imprevisti, ripensamenti, andate e ritorni….perché nella vita mai dire mai più.