Cari intellettuali, l'estremismo ideologico genera violenza

in POLITICA
Intellettuali, uomini di cultura o noti politici che hanno firmato appelli per il terrorista Cesare Battisti, stiamo aspettando le vostre scuse che (come da copione) non arrivano. Cesare Battisti ha ammesso di essere un assassino
 La prima volta che il carcere gli ha fatto bene. Chi ha dato la notizia parla di un atto liberatorio. Le scuse continuano nel non arrivare, ai  famigliari delle vittime, a tutti gli Italiani. Una richiesta respinta al mittente.Forse sperare che chiedano scusa è troppo.  Ma almeno auspicare un ravvedimento. Invece hanno sempre ragione, questi intellettuali che sono dalla parte della storia. 
Anzi si sentono, sono la storia. Peccato ci siano tra loro anche bravi, bravissimi scrittori, la dimostrazione pratica che l’ ideologia non fa ragionare. Ideologia rossa o nera che sia. Non ammettendo di poter sbagliare non sono disponibili nel rivisitare i propri atti. Una ottusità portata ai massimi livelli fino a coprire sempre culturalmente e politicamente un assassino reo confesso come Cesare Battisti. Ma non si fermano a questo. Quando gli anarcoidi ed insurrezionalisti minacciano di mettere a ferro e fuoco Torino parlano già di criminalizzazione del dissenso.  Straparlano. E dopo che le forze dell’ ordine requisiscono ai manifestanti diversi strumenti atti a offendere, sostengono che la colpa è delle forze dell’ordine. E tutti ma proprio tutti sono rigorosamente No Tav.  L importante è fare casino contro il sistema capitalistico. Importante è  produrre caos.  Ciarpame estremamente pericoloso e violento, violenza manifesta anche solo con le  parole. Se ne è accorto il questore di Torino Messina.  Sicuramente lo rimpiangeremo. In un anno ha fatto ciò che i suoi predecessori non erano riusciti a fare in dieci. Testimonianza che il più delle volte è un problema di volontà dello Stato. Stato democratico che ha diritto e dovere di difendersi. E l’ unico modo di difendersi è reprimere i delinquenti, arrestati e condannati.  Altro che criminalizzazione del dissenso. Ma anarcoidi e comunistoidi sono in buona compagnia. A Verona il fascistello con il braccio alzato grida “Salvini è uno di noi”, provoca la poliziotta della Digos.  Le  urla “arrestami”, insultandola. Voleva aggredire i manifestanti, pacifici, che sfilavano contro il convegno sulla famiglia. Anche qui speriamo nell’ arresto del delinquente e nella sua condanna.  E siamo curiosi di sapere come il Ministro dell’ Interno Matteo Salvini intenda agire verso uno che sostiene di essere un suo supporter. Con un consiglio al Vice Premier, diffidare di questa gentaglia che parla a nome suo.  Come la sinistra dovrebbe diffidare di quest’ altra parte della mela di gentaglia.  Almeno diffidi quella sinistra che si considera democratica, perchè l’odio  non è mai stato e  non sarà mai costruttivo. Questa nostra democrazia ha bisogno come il pane di costruzione e non di distruzione. Da Verona a Torino ho visto tanto nichilismo, troppa voglia di distruggere e non di costruire. Sicuramente due icone della sinistra sono Sandro Pertini ed Enrico Berlinguer.  Il segretario del PCI nel 77 giudicò gli antagonisti di allora come piccoli untorelli.  Ed il più amato Presidente della Repubblica italiana sosteneva : meglio la più imperfetta delle democrazie che la più perfetta delle dittature.  Dittature che non hanno solo riguardato la destra fascista. Hanno riguardato un pezzo della sinistra dei comunisti. Ed il comunismo nato come ricerca di una totale libertà si è tradotto in negazione della libertà altrui. Così Cesare Battisti e il fascistello di Verona rimangono e sono solo delinquenti.
Patrizio Tosetto