Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
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Niente più monetine da 1 e 2 centesimi di euro, dal 1° gennaio la Zecca dello Stato non ne conierà più di nuove. In Italia ne circolano ancora parecchie, per un valore stimato in 7 miliardi di euro (ed un florido mercato di collezionisti a caccia soprattutto delle monete più rare, spesso preziose). L’addio ai ‘bronzini’ comporterà un modestissimo risparmio per le casse pubbliche (1,87 mln l’anno, il costo di produzione) e non produrrà effetti sull’inflazione. Mentre avrà ripercussioni sugli arrotondamenti nei negozi. Viene infatti sancito anche il diritto per commercianti ed esercenti al dettaglio di arrotondare al momento di ricevere un pagamento in contanti. L’importo, cioè, si può correggere al multiplo di
cinque più vicino: per cui, 6 euro e 77 centesimi si arrotonda a 6 euro e 75, 6 euro e 78 centesimi si arrotonda a 6 euro e 80. Nel caso in cui invece un prezzo dovesse essere pagato tramite carta di credito, bancomat e simili, questa regola non si applicherà perché il pagamento elettronico rispecchierà quanto previsto, senza arrotondamenti. Non si tratta di una grande rivoluzione, anche la grande distribuzione ci arriva preparata, che ha sempre considerato con franchezza il centesimo alla stregua di una moneta scomoda, che occupa spazio e dà soltanto noia, con arrotondamenti di fatto che venivano già spontaneamente attuati.
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