La partita perfetta

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“Ci sono le notti di Champions dove si accendono mille stelle… e poi c’è LUI, Cristiano Ronaldo da Madeira, che vale tutto il firmamento

Straordinario motivatore dei compagni, li sprona ad uno ad uno, nel pre-gara e, ancora nel tunnel degli spogliatoi, prima del secondo tempo; in campo, esalta il pubblico come solo lui sa fare, segna tre gol assumendosi la responsabilità – pesantissima – del rigore che vale la qualificazione ai quarti: questa è la remuntada di CR7, in tutto e per tutto. Voto: 10 e Lode.

Ma la Juventus di stasera ha visto brillare altre stelle, che hanno aiutato Cristiano a confezionare la partita perfetta; su tutti, Federico Bernardeschi: ha giocato la sua miglior partita dall’inizio dell’anno, premiando la fiducia di Allegri, che l’ha messo in campo sin dall’inizio; sempre in movimento, sempre propositivo, suo il cross al 27′ per il gol dell’1-0 di CR7, sue molte giocate di pregio – al 34′ una splendida semirovesciata su cross di Spinazzola, ad esempio – , sua la magnifica e caparbia azione all’83’, con la quale si è procurato il rigore poi trasformato da Cristiano nel 3-0. Voto: 10. Splendono, da 9 in pagella, per intenderci, anche Emre Can – prestazione magistrale, era ovunque – e Spinazzola, quest’ultimo all’esordio in Champions, ma il ragazzo non si è fatto intimorire, anzi: dominatore assoluto sulla fascia sinistra, specie nel primo tempo, spinge molto, si trova alla perfezione con Bernardeschi, sfoggia una grinta ed un carattere non comuni e trasmette sicurezza ai compagni, che infatti lo cercano spesso e volentieri. La Juventus è tornata ad essere la Juventus: l’Atletico è stato letteralmente annientato da una squadra che stasera nulla aveva a che fare con quella scialba vista a Madrid: fortemente aggressiva sin dal primo minuto, la Signora sceglie di colpire l’avversario sulle fasce (punto debole della squadra di Simeone) e lo fa con determinazione, intensità, cuore e gambe, collezionando un numero infinito di calci d’angolo, mettendo costantemente in affanno la difesa spagnola. In tutto il primo tempo, l’unico pericolo per Szczesny viene da Morata al 45′, che si libera dalla marcatura di Bonucci e stacca di testa in area, ma la palla finisce alta sopra la traversa. Nella ripresa, in vantaggio di un gol, la Juve continua il forcing, ed al 4′ st Cristiano stacca ancora di testa, girando in rete un ottimo traversone di Cancelo: 2-0, parità raggiunta. Ora lo Stadium ci crede davvero, s’alza forte nella notte – che non sembra più così buia – la voce del popolo bianconero, i cuori battono all’unisono e spingono i ragazzi verso la remuntada. Allegri sente che può, che è ora di agguantare la qualificazione, e indovina tutto: al 22′ st toglie Spinazzola per Dybala, sposta Bernardeschi a sinistra e arretra Emre Can sulla linea di difesa: poi, quando al 32′ st Simeone inserisce un attaccante (Vitolo), il tecnico toscano sostituisce Mandzukic con il giovanissimo Kean, che si rende subito pericoloso con un tiro da sinistra, ma troppo angolato. La ciliegina sulla torta arriva da Bernardeschi, che con una splendida azione mette in subbuglio la retroguardia dell’Atletico e viene spinto in area: il VAR conferma il rigore, CR7 va sicuro sul dischetto ed infila il 3-0 che vale i quarti di finale: missione compiuta, lo Stadium è in delirio. Questa è la Juventus che volevamo (ri)vedere; a questa Juventus nessun traguardo è precluso. #finoallafine

Rugiada Gambaudo

 
(Foto archivio –  il Torinese: Claudio Benedetto www.fotoegrafico.net)