“Nel Natale Dio non ci ha dato dei regali ricchi a abbondanti, ma ci ha donato il suo Figlio Unigenito. Così comprendiamo che la vera gioia del Natale nasce dall’accoglienza di una persona aprendo ad essa il proprio cuore e la propria vita come si accoglie un figlio, un amico e riconoscendo in essa il volto del Figlio di Dio, un nostro fratello”. E’ il messaggio lanciato per queste festività natalizie dall’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia. “L’accoglienza rappresenta uno dei gesti oggi più difficili perché esige un atteggiamento e una scelta precisa: quella della gratuità. La cultura che persegue anzitutto il proprio interesse costi quello che costi, ostacola l’apertura del cuore senza riserve verso gli altri. Viene meno il gesto libero e spontaneo e l’apertura alle persone senza secondi fini e tornaconti, per puro dono. Si ama chi ci ama, si aiuta chi ci può a sua volta aiutare , si accoglie chi un giorno ci potrà restituire quel favore”, aggiunge l’arcivescovo. La mia casa, la mia famiglia, i miei amici, il mio paese, la mia religione, la mia proprietà. Tutto ciò che è nostro è un valore e come tale va rispettato, accolto, accresciuto, ma guai a farne un assoluto che chiude il cuore verso chi non rientra nel cerchio ristretto del “mio o del nostro”.Gesu’ è venuto per insegnarci una via migliore :quella di allargare i confini della nostra casa, famiglia, patria e cultura a tutti coloro che lo desiderano, rompendo steccati consolidati – conclude Nosiglia – e superando divisioni di ogni genere. Lui è nato per fare Pace tra tutti coloro che sono divisi, formando una sola famiglia, quella dei figli di Dio”.
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