“Se l’intenzione è quella di bloccare i lavori della Tav dovranno passare sul mio corpo”, così il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino in Consiglio regionale, perché “stoppare l’opera significa non solo bloccare il Piemonte ma anche separare per cinquant’anni l’intero Nordovest italiano dall’Europa del Sud e dell’Ovest”. Per il presidente è importante che dalla nostra Regione emerga un segnale forte per un incontro con il governo, al fine di evitare che si crei un danno pesante per il Piemonte per l’intero paese. L’intervento di Chiamparino a Palazzo Lascrais è arrivato al termine delle comunicazioni dell’assessore ai Trasporti sulla Tav Torino-Lione, richieste dalla capogruppo dei Moderati. Ad avviso dell’assessore fermare i cantieri sarebbe una follia perché esporrebbe l’Italia alla restituzione dei costi già sostenuti, a potenziali contenziosi sui danni subiti, oltre al mancato introito dei fondi già stanziati
dall’Europa. L’assessore ha poi sottolineato che entro il 2019 è prevista l’assegnazione degli appalti per 81 bandi di gara (43 in Italia) per un totale di 5,5 miliardi di euro. Telt prevede il coinvolgimento di 20mila imprese – tra appalti e subappalti – e 8mila lavoratori, tra diretti e indotto. Sul fronte lavori è già stato scavato anche il 33 per cento dell’ultima galleria ‘geognostica’, tra La Praz e Saint-Martin-la-Porte, in Francia, destinato a essere un tratto della futura galleria di base da 57,5 chilometri. Dal punto di vista della tutela del territorio, nella comunicazione si ricorda che dal 1997 ad oggi la quota di traffico merci su Tir che utilizza le autostrade tra Italia e Francia è passata dal 77 al 93 per cento, con un forte impatto sull’ambiente lungo l’arco alpino. Dal 2014 i volumi di traffico sono di nuovo in crescita, registrando un più 6,6 per cento in tre anni. Nel 2016 l’arco alpino occidentale è stato attraversato da 42,5 milioni di tonnellate di merci con quasi 2 milioni e 800 mila Tir, più di quanto succede ai valichi svizzeri (40,4 milioni di ton), con la differenza che i Tir sono meno di un milione, ed oltre il 70% delle merci viaggia su treno.Nel caso in cui si decidesse di non proseguire con la realizzazione dell’opera, ha detto l’assessore, lo stesso Commissario di Governo Foietta stima presuntivamente che il costo diretto complessivo da restituire a Unione europea e Francia risulterebbe senz’altro superiore a 2 miliardi di Euro.
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