La morte di Andrea, un monito per le istituzioni (e per tutti)

soldi andrea

polizia municipale 33STORIE DI CITTA’ /

di Patrizio Tosetto

 

Le telefonate tra i volontari ed il 118 sono un tragico spartiacque. Volevano solo un trattamento più umano per il malato

 

Sulla morte di Andrea Soldi ho sbagliato. E’ morto da 15 giorni. Ho aspettato che qualcosa raccontato da parte dei testimoni oculari fosse, anche lontanamente , un modo per – parzialmente – scagionare medico  e vigili. Viceversa ne è venuto fuori un quadro di cattiveria ed inesperienza. Io non volevo accettare questa “gratuità” nell’agire da parte di chi era preposto a farlo. Ho sbagliato essendo possibilista su una distribuzione delle colpe, delle responsabilità.  Non giudico. Sarà chi di dovere a farlo. Il Capo dei vigili ha parlato di sfiducia della gente verso le istituzioni. Difficile dargli torto (alla gente). Le telefonate tra i volontari ed il 118 sono un tragico spartiacque. Volevano solo un trattamento più umano per il malato. Umano. Probabilmente, una semplice perizia avrebbe risolto tutto.  Gli ispettori del ministero hanno denunciato l’assenza di servizi preposti anche prima dell’episodio. Una famiglia lasciata sola dalle istituzioni?. Ora la loro richiesta di giustizia è, e deve essere, anche la nostra. Richiesta che riguarda non solo le persone. Riguarda le istituzioni nella loro capacità di controllo del proprio personale. Qui è in gioco la nostra salute. La malattia mentale come frontiera nella capacità di affrontare e, perlomeno, controllare il fenomeno. Una morte monito per tutti, soprattutto per le istituzioni.

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