STORIA- Pagina 2

Il museo delle torture e dei serial killer, per capire cosa non dovrebbe mai succedere

In tempi di guerra un museo che insegna la pace

 

Anche a Torino, come a Praga, Amsterdam, Chicago e’ arriva lo scorso dicembre il Museo delle Torture e dei Serial Killer alla Promotrice delle Belle Arti, in via Diego Balsamo Crivelli, 11 nel parco del Valentino. In un momento storico segnato da conflitti e tensioni internazionali, femminicidi, aggressività e violenza diffuse questa esposizione è uno strumento fondamentale per mostrare ciò che non dovrebbe mai più accadere. Millecinquecento metri quadrati di testimonianze vive, oggetti, documenti e narrazioni del tempo dell’Inquisizione segnati dal terribile violenza del frate domenicano spagnolo Tomás de Torquemada, noto per essere stato il primo e più famoso Grande Inquisitore della Spagna, ruolo che ha ricoperto dal 1483 al 1498. Famoso per aver perseguitato e bruciato migliaia di persone, il frate spagnolo ha autorizzato l’uso di terribili strumenti di tortura. Nel Museo ne sono esposti un centinaio fra cui la Ghigliottina, la Sedia Inquisitoria su cui l’imputato sedeva nudo mentre le cinghie lo stringevano lentamente e gli aculei gli penetravano nella carne, il Banco di Stiramento un tavolo su cui la vittima con i piedi e le mani legati agli argani viene appunto stirata fino alla dislocazione di spalle, gomiti, ginocchia.

 

Questi reperti provengono dal Museo del Martirio e della Tortura di Milano (che ha tanto interessato gli abitanti del capoluogo lombardo e continua a interessarli e dal Museo di Criminologia di San Giminiano (Siena). C’è poi la sezione gratuita dedicata ai più famosi Serial Killer della storia recente fra cui Ed Gein noto come il “Macellaio di Plainfield (Wisconsis) o Donato Bilancia condannato a 13 ergastoli per i suoi omicidi. il Museo è un’occasione per imparare che la storia non è un insieme di date, ma un patrimonio di esperienze che può guidare le scelte del presente. Dal punto di vista didattico, il museo rappresenta una risorsa unica per scuole e università: favorisce l’educazione civica, stimolando nei giovani un senso critico rispetto a temi come la pace, la giustizia e i diritti umani; Questo museo, dunque, non celebra la violenza, ma la denuncia perché solo comprendendo il passato possiamo costruire un futuro diverso.

 

Aperto fino a metà giugno

Promotrice delle Belle Arti

Via Diego Balsamo Crivelli 11

Torino

Info – Museo delle Torture dei Serial Killer, cell. 337300086

A Pinerolo la collezione dell’Associazione Amici di Italia ’61

Una mostra tricolore e di mille colori, un itinerario visivo nella collezione di memorabilia dell’Associazione Amici di Italia ’61 per ritrovare ed essere avvolti nella sorprendete ed unica atmosfera di Italia ’61, quando Torino divenne la città delle meraviglie. Era il 1961 e Torino ospitava la grande Esposizione Internazionale del Lavoro, Italia ’61, per festeggiare i Cento anni dell’Unità d’Italia e la città, che in pochi mesi, si trovò al centro del mondo.

Torino divenne “La Città delle Meraviglie”, per l’occasione un’intera zona della lungo il Po venne bonificata e qui venne costruito un quartiere della città e una serie di architetture iconiche come il Palazzo del Lavoro e il Palazzo a Vela Tra il 1° maggio e il 31 ottobre i visitatori furono oltre sei milioni.

Nel 65° anniversario da quell’evento unico, il Consorzio Vittone e il Centro Arti e Tradizioni Popolari del Pinerolese, coltivando l’omaggio al compianto Ezio Giaj, ideatore e realizzatore dello sviluppo culturale e turistico del territorio, hanno pensato di accogliere e presentare a Pinerolo la collezione dell’Associazione Amici di Italia ’61 di Torino, nata nel 2008 con l’obiettivo di mantenere viva la memoria su quella manifestazione internazionale, sulle trasformazioni che interessarono la città e l’atmosfera di evento fantastico, visionario, irripetibile.

Italia ’61 è stato un evento che ha fatto brillare la città di Torino. Ha sorpreso e colmato di bellezza le persone che l’hanno vista e sono state milioni. Ha mostrato il saper fare e la vita dell’Italia e degli italiani nelle cose che erano capaci di essere, nel lavoro e nella creatività, nell’ingegno e nell’artigianato.

Della visita ad Italia ’61 veramente in tanti conservano ricordi: il clima, la gente, i prodotti, le sale da vedere, gli allestimenti e le realizzazione innovative, create appositamente per l’occasione, e senz’altro la festa e l’eccitazione verso qualcosa di mai visto ed eccezionale. Spesso in casa di quella manifestazione sono conservati ancora oggetti ricordo, cartoline e biglietti.

Nei più piccoli e non solo, l’effetto wow si fece sentire. Ezio Giaj come migliaia di altri ragazzini dell’epoca andò a vedere l’Esposizione Internazionale del Lavoro di Italia ’61, voluta nella prima capitale d’Italia per festeggiare i 100 anni dell’Unità d’Italia. Ci andò con la mamma e ciò che più catturarono il suo interesse furono gli spazi che rappresentavano le regioni, mostra curata da Mario Soldati, un autentico viaggio nella penisola, tra le sue tipicità ed unicità, il Circarama Walt Disney, gli “ovetti” colorati che mettevano in collegamento la città con la collina e l’atmosfera effervescente. – dice Alessandra Maritano, continuatrice del progetto culturale di Ezio Giaj che ha voluto portare l’iniziativa in città -. Fu una giornata memorabile, in più occasioni tornò con la mente a quella gita speciale che negli anni a seguire ha coltivato praticando un piccolo collezionismo. Qualche oggetto, pieghevoli e riviste trovate in qualche mercatino hanno confermato l’interesse verso quell’evento e per Flor’61, ideata e realizzata da Giuseppe Ratti ed inclusa nella grande esposizione, un tripudio di colori e di profumi.”

L’incontro con Mario Abrate e Piero d’Alessandro dell’Associazione Amici di Italia ’61 qualche anno fa mise in moto in lui e anche in me il desiderio di presentare la loro collezione a Pinerolo. La mostra oggi viene esposta presso il Centro di Interpretazione del Territorio del Pinerolese, nel 65° anniversario dell’evento come omaggio alla Torino delle meraviglie ed è una promessa mantenuta del Centro Arti e Tradizioni Popolari del Pinerolese e del Consorzio Vittone, a Ezio, artefice di mille iniziative, felici di onorarla nella sua amata città.

Peñarol, il Piemonte d’Uruguay. Storie di calcio e di emigrazione

Il nome deriva da Pinerolo e lo si deve a Giovan Battista Crosa che nel 1765 arrivò a Montevideo e fondò – insieme ad altri conterranei – il quartiere che , storpiando il nome del comune situato allo sbocco in pianura della Val Chisone, nel tempo, è diventato il “barrio” Peñarol

Nel 2016 a Montevideo il Club Atletico Peñarol ha festeggiato l’inaugurazione del suo nuovo stadio: 43.000 posti a sedere, attrezzato, moderno e con un area-museo dedicata alla storia  del club più prestigioso dell’Uruguay. D’ora in poi l’Estadio Campeón del Siglo celebrerà le gesta dei calciatori i maglia giallo-nera, ricordando il legame tra questa  squadra, tra le più vincenti del sudamerica, e il Piemonte.

Il nome Peñarol , infatti, deriva da Pinerolo e lo si deve a Giovan Battista Crosa che nel 1765 arrivò a Montevideo e fondò- insieme ad altri conterranei – il quartiere che , storpiando il nome del comune situato allo sbocco in pianura della Val Chisone, nel tempo, è diventato il “barrio” Peñarol. Una storia che è diventata uno spettacolo teatrale, grazie al testo curato da Renzo Sicco e Darwin Pastorin che,  grazie ad Assemblea Teatro, anima le scene con il progetto ”Peñarol, il Piemonte d’Uruguay:storie di calcio e di emigrazione”. Pinerolo, Peñarol: due nomi identici che in due lati del mondo in continenti lontani raccontano di emigrazione, povertà, lavoro, rinascita ..e calcio! Bella storia, quella del club che assume i colori sociali giallo e nero, ispirati a quelli delle barriere delle strade ferrate, essendo molti dei suoi fondatori dei “musi neri”, macchinisti delle ferrovie uruguaiane, per lo più italiani. Un legame profondo, segnato dalle storie d’emigrazione dalle terre piemontesi verso il “nuovo mondo”, dove la passione per il calcio si confonde con la storia in una città, capitale d’Uruguay, dove nelle vene della metà dei tre milioni di abitanti, scorre sangue italiano. I pinerolesi, come tanti altri abitanti delle valli e della pianura, andavano a Genova per imbarcarsi, spesso senza conoscere l’effettiva destinazione, stipati in terza classe, a rischio di finire morti affogati quando i piroscafi cedevano alla rabbia dell’oceano, per cercare fortuna nelle “meriche”.

La passione per i “fotbaleur” , nel caso, ha fatto il resto.  Così, quello che nel 1891 era stato fondato a Montevideo come “Central Uruguay Railway Cricket Club” (CURCC), squadra di fùtbol della capitale uruguaiana,  nel 1913, cambia nome in “Club Atletico Peñarol”. In breve, questa “instituciòn deportiva” diventò presto la miglior squadra del Sudamerica, complice il ciclo del grande Uruguay che tra il 1930 ed il 1950 vinse due edizioni dei Mondiali. Quando la finale della Coppa del mondo venne giocata in Brasile, nella storica data del 16 luglio 1950, quando la “Celeste” nazionale uruguagia  sconfisse 2 a 1 la Seleção dei padroni di casa, sprofondando nella disperazione il Maracanà, il Peñarol aveva già conquistato 17 campionati d’Uruguay e forniva alla nazionale giocatori del calibro di Obdulio Varela e Juan Alberto Schiaffino, che poi venne a giocare in Italia, nel Milan. Nel biennio 1960-61 il Peñarol salì in vetta al mondo del pallone, vincendo due Coppe Libertadores (la Champions sudamericana) e una Coppa Intercontinentale. Così i “carboneros” entrarono nella storia del calcio. Nel 1966 arrivò la doppietta: Libertadores e Intercontinentale. Doppietta replicata sedici anni dopo, nel 1982. Nel frattempo arrivano altri 32 titoli nazionali, l’ultimo nel 2012-13.

Un palmares di successi impressionante, al punto da far sì che la Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS) nominasse il Peñarol “Club del XX° secolo del Sud America”. Ma non tutto si può ridurre ai dati numerici. La passione, la voglia di riscatto sociale, l’incrollabile fede nei colori del “Pinerolo d’Uruguay” , nel tempo, ha rappresentato un fenomeno davvero importante, legatoa  doppio filo con l’Italia. Nei primi grandi calciatori aurinegros ( gialloneri , per via del colore delle maglie) erano evidenti le tracce di italianità: le più grandi leggende del club erano figli o nipoti di italiani. Basta pensare alle prime due stelle, Lorenzo Mazzucco e Josè Piendibene Ferrari, entrambi avevano i genitori italiani. E poi Juan Alberto Schiaffino ( così scrisse di lui Eduardo Galeano: “con le sue giocate magistrali, organizzava il gioco della squadra come se stesse osservando tutto il campo dalla più alta torre dello stadio”),il centrocampista Rafael Sansone, il difensore Ernesto Mascheroni , l’istriano di nascita Ernesto Vidal, centrocampista che aveva “tre patrie ma solo una gli regalò il tetto del mondo”, il portiere Roque Maspoli e tanti altri. Una storia di scatti, rincorse e calci al pallone che continua, sull’asse della memoria che unisce i due lati del mondo, da Pinerolo al “barrio” Peñarol.

Marco Travaglini

Il “Pannunzio” celebra la Giornata del Tricolore e dell’Unità d’Italia

Lunedì 16 marzo – ore 17.30

Centro Pannunzio – Via Maria Vittoria 35H, Torino

In occasione della Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, il Centro Pannunzio di Torino promuove un incontro di approfondimento storico e civile dedicato alle radici ideali del Risorgimento e alla figura di Camillo Benso di Cavour.

Lunedì 16 marzo alle ore 17.30, presso la sede del Centro (Via Maria Vittoria 35H, Torino), interverranno Barbara Ronchi della Rocca, giornalista, scrittrice e conduttrice TV con una relazione dal titolo “Un ritratto inedito di Cavour”, e Pier Franco Quaglieni, storico risorgimentista e presidente del Centro Pannunzio, che affronterà il tema “Matrice democratica e mazziniana del Risorgimento”.

L’incontro intende offrire una riflessione originale sull’Unità d’Italia, riportando al centro del dibattito pubblico la complessità culturale e politica del processo risorgimentale. 

In questo quadro, particolare rilievo assumerà il confronto tra due grandi matrici del Risorgimento: da un lato quella mazziniana, fondata su una concezione etica e popolare della nazione, sull’idea di una patria costruita attraverso la partecipazione dei cittadini, il dovere civile e un ideale democratico di ispirazione repubblicana; dall’altro quella cavouriana, espressione di una cultura politica liberale e moderata, orientata al realismo, alla diplomazia e alla costruzione dell’Unità attraverso il consolidamento delle istituzioni monarchico-costituzionali.

La contrapposizione tra Mazzini e Cavour rappresenta uno dei nodi più significativi del Risorgimento: il primo incarnò la tensione ideale, morale e pedagogica di un’Italia pensata come missione civile e come progetto di emancipazione dei popoli; il secondo rese possibile, sul piano politico e statuale, la realizzazione concreta dell’Unità, perseguendola attraverso una strategia riformatrice, pragmatica e internazionale. Due visioni differenti, divergenti nei metodi e negli obiettivi istituzionali, ma entrambe decisive nel dare forma al percorso che condusse alla nascita dell’Italia unita” dichiarPier Franco Quaglieni, Presidente del Centro Pannunzio. 

L’iniziativa si inserisce nella tradizione del Centro Pannunzio di valorizzare la memoria storica come strumento di consapevolezza civile, sottraendo le ricorrenze nazionali alla retorica e restituendole al loro significato culturale e istituzionale.

Il Centro Pannunzio

Fondato a Torino nel 1968 nel nome e nello spirito di Mario Pannunzio, il Centro Pannunzio rappresenta da oltre mezzo secolo uno dei più solidi punti di riferimento del dibattito culturale liberal-democratico italiano.

Nato per iniziativa di Arrigo Olivetti, Mario Soldati e Pier Franco Quaglieni, il Centro si è distinto fin dall’origine per la sua indipendenza da appartenenze partitiche e per una vocazione dichiaratamente pluralista. La sua attività si sviluppa attraverso conferenze, incontri di studio, presentazioni editoriali e momenti di approfondimento dedicati ai temi della libertà, della responsabilità civile, della cultura storica e della difesa delle istituzioni democratiche.

Insignito nel 1979 della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura della Repubblica Italiana, il Centro Pannunzio continua a promuovere un confronto rigoroso e non conformista, offrendo uno spazio stabile di dialogo tra studiosi, intellettuali e cittadini.

La sua identità si fonda su un principio semplice ma esigente: coltivare la libertà come metodo e come valore, nella convinzione che la cultura non sia mai esercizio ornamentale, ma responsabilità pubblica.

L’8 marzo nei musei e Residenze reali sabaude 

Ingresso gratuito per tutte le donne, concerti, spettacoli, itinerari culturali

 

 

 

Musica, teatro, arti visive. Nella Giornata internazionale della donna, domenica 8 marzo 2026, le Residenze reali sabaude, i musei e i luoghi della cultura dei Musei nazionali Piemonte propongono un programma che mette in relazione linguaggi diversi e patrimoni storici, affiancato dall’ingresso gratuito per tutte le donne a Palazzo Carignano, Villa della Regina e ai Castelli di Moncalieri, Agliè e Racconigi.

 

Alle 11 il Salone d’Onore di Villa della Regina diventa il palcoscenico del concerto Le Nuove Musiche – Accenti Diversi, realizzato in collaborazione con l’Associazione Musicaviva. Il Coro Voxel di Roma, diretto da Filippo Stefanelli, e l’Insieme Polifonico Femminile San Filippo Neri, diretto da Daniela Lepore, costruiscono un dialogo tra repertori e scritture musicali differenti.

Alle 17.30, nella Sala Nuova del Castello di AglièFate le brave, la performance teatrale firmata dall’artista, psicologa e terapeuta Claudia Vigneti, che intreccia arte e riflessione in uno spettacolo coinvolgente e contemporaneo. L’ingresso è gratuito con offerta (parte del ricavato sarà devoluto alla LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Delegazione di Brandizzo, a sostegno della prevenzione oncologica).

Nel corso della giornata, i percorsi museali si arricchiscono di itinerari culturali che attraversano arte e suggestioni orientali. A Palazzo Carignano è esposto Belisario chiede l’elemosina di Legnanino, opera di forte impatto narrativo; al Castello di Moncalieri la mostra Fammi un quadro del sole, promossa con l’Università di Torino, mette in dialogo la poesia di Emily Dickinson con le opere di Matilde Domestico e Floriana Porta; al Castello di Agliè l’allestimento Ricordi di viaggio presenta dipinti giapponesi e kakemono, aprendo uno sguardo sulle relazioni tra culture e immaginari.

Sono aperti anche l’Abbazia di Vezzolano e le Aree archeologiche di Industria e Augusta Bagiennorum, che confermano l’ingresso gratuito per tutte le persone.

Castello di Agliè_credit Dario Fusaro per Consorzio delle Residenze Reali Sabaude

Orari di apertura di domenica 8 marzo

Palazzo Carignano – 10-13 e 14.15-18.00 (ultimo ingresso 17)

Villa della Regina – 9.30-18 (ultimo ingresso 17)

Castello di Moncalieri – 10-18 (ultimo ingresso 17)

Castello di Agliè – 9-13 (ultimo ingresso 12) e 14-18 (ultimo ingresso 17)

Castello di Racconigi – 9-19 (ultimo ingresso 18)

Abbazia di Vezzolano – 10-17 (ultimo ingresso 16.30)

Area archeologica di Industria – 10-12.30 e 14.30-17.30 su prenotazione (athena.as.culturale@gmail.com; 379 1592724)

Area archeologica di Augusta Bagiennorum – 7-18

 

Biglietti

Per Palazzo Carignano, Villa della Regina e i Castelli di Agliè e Racconigi acquisto dei biglietti online su https://www.museiitaliani.it/

Per il Castello di Moncalieri prenotazione obbligatoria con acquisto anticipato del biglietto online su https://lavenaria.museitorino.it/categoria/castello-di-moncalieri/

 

Info

https://museipiemonte.cultura.gov.it/index.php/musei-e-luoghi-della-cultura/

 

Margherita e le altre Signore della corte 

Domenica 8 marzo, ore 15.45

Un viaggio al femminile nella storia della corte sabauda

 

In occasione della Giornata internazionale della donna, alla Palazzina di Caccia di Stupinigi è in programma una rievocazione particolare dal titolo Margherita e le altre Signore della corte, un percorso tematico dedicato alle figure femminili che hanno animato una corte complessa come quella sabauda.

Attraverso una narrazione coinvolgente, i visitatori saranno accompagnati in un viaggio a volo d’uccello nella storia della Palazzina: dal finire del XVIII secolo, attraversando l’Ottocento, fino agli inizi del Novecento con la Regina Margherita e la sua corte. Un’occasione per riscoprire storie, ruoli e personalità delle donne che hanno contribuito a definire il volto culturale e sociale della corte.

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)

Domenica 8 marzo, ore 15.45

Margherita e le altre Signore della corte

Prezzo visita tematica: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto

Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro per ragazzi 6-17 anni e over 65.

Gratuito: minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card, accompagnatori disabili

Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18)

Prenotazione obbligatoria per la visita guidata entro il venerdì precedente

Biglietteria: 011 6200634 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Trame di donne che hanno attraversato rivoluzioni, salotti e palcoscenici

Ci sono storie che non sempre sono state raccontate. Trame di donne che hanno attraversato rivoluzioni, salotti e palcoscenici, lasciando tracce profonde nel tessuto della nazione. Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano le riporta al centro, perché la memoria è specialmente un atto di giustizia.
In occasione della Festa Internazionale della Donna, dal 6 all’8 marzo 2026, il Museo promuove due appuntamenti e una visita guidata, dal titolo Trame di donne. Storie, passioni e impegno dal Risorgimento a oggi. Tre giorni, tre modi diversi di raccontare le donne che hanno fatto la storia: attraverso la parola, la musica e i luoghi stessi della memoria.

Il programma degli appuntamenti:
6 marzo 2026 – Margherita 100 anni dopo
Chi era davvero Margherita di Savoia, al di là della corona? Il Professor Pierangelo Gentile (Università di Torino) la racconta nella sua sorprendente complessità, analizzandone il gusto per la moda, la passione per la montagna e l’impegno sociale che ha definito la sua figura ben oltre il titolo regale. Un ritratto unico, in dialogo con il progetto di Palazzo Madama “Donne del Piemonte. Potere, cura, diritti, futuro” in corso a Palazzo Lascaris. L’incontro si terrà alle ore 17.30 in Sala Plebisciti, ad ingresso gratuito e senza prenotazione fino a esaurimento posti.
7 marzo 2026 – Il Musicista e la Contessa
Parigi, anni Ottanta dell’Ottocento. Il giovane compositore Ernest Chausson incrocia la storia della leggendaria Contessa di Castiglione: icona e anticipatrice geniale dell’arte di costruire la propria immagine. Francesca Pilato ha scritto appositamente per il Museo un racconto che prende vita tra lettere e musica, sulla voce narrante di Ornella Pozzi, le note di Francesca Nobile al flauto e Alfredo Castellani al pianoforte. Lo spettacolo andrà in scena in due occasioni nel corso della giornata, alle ore 11.00 e alle 16.00 in Sala Codici e sarà incluso nel biglietto di ingresso al Museo. Per garantirsi un posto, è consigliabile prenotare in anticipo.
7 e 8 marzo 2026 – Donne del Risorgimento
Presenze spesso silenziose, mai secondarie, sono le protagoniste femminili del Risorgimento italiano. Le guide del Museo conducono i visitatori attraverso le sale del Museo alla scoperta del ruolo che ebbero le donne nei processi politici, sociali e culturali del Risorgimento. Le visite si svolgeranno nei due giorni alle ore 11.30, 15.30 e 16.30: il 7 marzo sono gratuite per le donne su prenotazione, incluse nel biglietto d’ingresso, mentre l’8 marzo, giornata di apertura straordinaria fino alle ore 19.00, sia l’ingresso al Museo che le visite saranno gratuiti per tutte.
Le prenotazioni per gli spettacoli e le visite guidate saranno disponibili tramite il sito del Museo e il centralino.
Per ulteriori informazioni:
https://www.museorisorgimentotorino.it/
Numero centralino: +39 011 5621147

Le donne di Ranverso

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Sabato 7 marzo, ore 15.30

 

Una visita alla scoperta delle figure femminili ritratte nei dipinti della chiesa abbaziale

 

Da Barbara a Marta, da Margherita a Maddalena: in occasione della Giornata internazionale della donna, sabato 7 marzo è in programma alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, una visita alla scoperta delle figure femminili ritratte nei dipinti della chiesa abbaziale. Partendo dai cicli di affreschi, uno dei più alti esempi di gotico internazionale del Piemonte, si scopriranno le storie di queste sante, in bilico tra avventura e fiaba. 

 

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

Sabato 7 marzo 2026, ore 15.30

Le donne di Ranverso

Costo visita: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto

Biglietti: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

È indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente.

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Alla Biblioteca Nazionale Universitaria le lettere autografe di Vivaldi 

Alla Biblioteca Nazionale Universitaria  di Torino si inaugura, mercoledì 4 marzo, l’esposizione degli scritti autografi del grande compositore Antonio Vivaldi, in attesa di celebrare nel 2028 i 350 anni dalla sua nascita. Il musicista infatti nasceva il 4 marzo del 1678. Di Antonio Vivaldi, e in particolare della Primavera delle sue Quattro Stagioni, si conoscono varie versioni per ogni genere musicale. Protagonista di spot pubblicitari e intrattenimenti, le musiche di Vivaldi fanno ormai parte della colonna sonora contemporanea. La Biblioteca Nazionale di Torino possiede un tesoro poco conosciuto, ma di grande valore: 27 volumi quasi interamente autografi di Antonio Vivaldi, facenti parte delle raccolte Enzo Giordano e Mauro Foà, la più importante collezione al mondo di partiture e lettere scritte di pugno dal grande compositore veneziano, del quale nel 2028 si celebreranno i 350 anni dalla nascita.

Nella Sala Mostre Filippo Juvarra della Biblioteca, sono esposti gli scritti, in gran parte autografi, del compositore veneziano, patrimonio della Biblioteca Nazionale di Torino. L’esposizione consente di ammirare una selezione ragionata e commentata delle opere che sono mostrate nelle teche di vetro altamente performanti. Si tratta di un’occasione unica per conoscere aspetti personali e non sono musicali del “Prete Rosso”, con annotazioni private, anche di opere autografe mai esposte. La selezione delle opere accompagnerà il visitatore nel laboratorio creativo del musicista: il percorso propone le vicende che hanno portato alla Biblioteca questo patrimonio eccezionale, con un affondo sul libro di musica, manoscritto e a stampa del Settecento. Spazio al focus per riflettere sul valore e l’importanza del corpus documentario.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 26 marzo prossimo con orario che va dalle 9 alle 19, ad ingresso libero e senza necessità di prenotazione.

Si intitola “Marzo con Vivaldi” la rassegna di talk, presentazioni, dibattiti e laboratori, reading e spettacoli legati all’omaggio al compositore, in vista dei 350 anni dalla nascita. Il primo dei concerti è in programma venerdì 6 marzo alle 17, nell’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale, con l’ensemble “Quadro Raro”, che eseguirà brani del compositore veneziano.

“’Marzo con Vivaldi’ alla Biblioteca Nazionale di Torino – spiega Marzia Dina Pontone, direttrice della Biblioteca – è un’occasione straordinaria per apprezzare dal vivo una selezione di partiture autografe di Antonio Vivaldi; un’opportunità rara per entrare di persona nel laboratorio creativo del famoso compositore veneziano, e per scoprire un patrimonio culturale unico al mondo, perché Vivaldi è stato un compositore e un artista diventato un ‘classico’ in tutto il mondo, che ha saputo ispirare la cultura musicale internazionale da oltre tre secoli, eppure la sua musica barocca non potrebbe essere colta pienamente senza l’apporto di conoscenza offerto dalla nostra Biblioteca. Invitiamo tutti a venire in Nazionale per scoprire le incredibili vicende compositive e conservative degli autografi vivaldiani, attraverso il percorso espositivo e il palinsesto culturale dell’attività ‘Marzo con Vivaldi’”.

Info: 4 marzo 2026 – 26 marzo 2026 – https://bruto.cultura.gov.it/ – bu-to@cultura.gov.it

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino – piazza Carlo Alberto 3, Torino

Mara Martellotta

La Palazzina di Caccia di Stupinigi apre le porte dei suoi spazi segreti 

Continuano nel 2026 gli appuntamenti con le visite guidate straordinarie alla riscoperta degli spazi segreti, normalmente chiusi al pubblico, della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Nel mese di marzo saranno attivati i due percorsi che raccontano la storia della Palazzina nelle sue diverse fasi abitative e il progetto architettonico alla base della sua costruzione.

“Passepartout” conduce dietro le porte segrete agli ambienti nascosti della servitù, ai passaggi e ai corridoi ricchi di fascino e di storia e permette di raggiungere la sommità della cupola juvarriana, per camminare lungo i suggestivi balconi concavi/ convessi che affacciano sul grandioso salone centrale, guardare da vicino il tetto a barca rovesciata di Juvarra dalla complessa orditura in legno e ammirare dall’alto, dopo aver percorso i cinquanta scalini di una stretta scala chiocciola, un panorama unico che si estende a 360 gradi sotto il cervo, simbolo della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

“Dietro le porte segrete” rappresenta la visita agli ambienti della servitù, ai passaggi e ai corridoi segreti usati per divincolarsi nel dedalo di stanze e raggiungere discretamente le sale e gli appartamenti privati.
La visita conduce proprio dietro le porte segrete, negli spazi nascosti dove si muoveva la servitù e dove si trova ancora il quadro dei campanelli automatici che permette di comprendere da vicino il funzionamento di una residenza come quella di Stupinigi.
“Sotto il cervo” è una visita in verticale al meraviglioso ambiente ligneo che ospita la cupola del Padiglione centrale, realizzato da Filippo Juvarra, con una vista mozzafiato a 360 gradi sul paesaggio circostante.

Per partecipare alle visite è necessaria la prenotazione  e vista la particolarità dei luoghi oggetto di visita, normalmente non accessibili al pubblico,  i visitatori saranno forniti di caschetto di protezione e potranno accedere persone dai 12 anni di età in su, in buone condizioni di salute. I gruppi non potranno essere superiori alle 10 persone.
È  necessario indossare un abbigliamento comodo con calzature chiuse, scarpe da ginnastica e trekking leggero. Vietato l’accesso con borse o zaini ingombranti. A causa degli spazi limitati, non agibili a persone con disabilità, si sconsiglia il percorso a persone che soffrano di claustrofobia o di vertigini.

Il costo del biglietto per accedere a “Dietro le porte segrete” è  di 22 euro, ridotto 18, il costo del biglietto per accedere a “Sotto il cervo” è  di 25 euro, ridotto 22 euro.

Prenotazione obbligatoria a

stupinigi@info.ordinemauriziano.it

Tel 0116200601

Dietro le porte segrete
Calendario sabato 7, 14, 21, 28 marzo

Sotto il cervo
Calendario sabato 7, 14, 21, 28 marzo
Mara Martellotta